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mercoledì 10 ottobre 2018

Debuttano in USA le MASCHERE e i COSTUMI per CARNEVALE ispirati GERONIMO STILTON

DEBUTTANO IN USA LE MASCHERE E I COSTUMI PER CARNEVALE ISPIRATI A GERONIMO STILTON

L'agenzia di licensing di Atlantyca, Firefly Brand Management, sigla un nuovo accordo con UnderWraps Costumes Inc. per i brand di Geronimo Stilton Classic e Geronimo Stilton Animation

Atlantyca Entertainment ha un nuovo partner di licensing americano per Geronimo Stilton.

La Underwraps Costumes, Inc., società con sede in USA, leader nella creazione di maschere, costumi e travestimenti di alta qualità destinati al mercato retail, produrrà infatti una linea dedicata all'amato Geronimo Stilton. 
L'accordo riguarda le property di Geronimo Stilton Classic e Geronimo Stilton Animation ed è stato negoziato da Firefly Brand Management, l'agenzia di licensing di Atlantyca in USA.

Disponibile negli store e online a partire dall'autunno 2019, la linea di costumi di Underwraps è pensata per festeggiare il Carnevale ed eventi speciali. I costumi saranno ispirati al celebre topo giornalista e a sua sorella Tea Stilton. Underwraps produrrà inoltre alcuni speciali accessori, come ad esempio le esclusive orecchie da topino pensate per immedesimarsi ancora di più nel mondo del celebre topo giornalista.

"Per noi si tratta di una collaborazione entusiasmante" ha dichiarato Marco Piccinini, Manager Licensing di Atlantyca. "I bambini adorano mascherarsi, specialmente durante le feste e le occasioni speciali. Negli Stati Uniti Underwraps è leader nel creare maschere e costumi di qualità, con un enorme riscontro nel mercato retail e online.  Speriamo che i bambini e le loro famiglie condividano le loro esperienze in maschera anche sui social media, per raccontare le storie delle loro avventure mentre vestono i panni di Geronimo Stilton!".

Il deal segue l'accordo di Firefly Brand Management con Prime Party per le serie animate di Geronimo Stilton, attualmente disponibili in U.S.A. su Netflix, Amazon e sulle piattaforme Kabillion. Firefly è l'agente di licensing nordamericano designato per i seguenti brand di Atantyca Entertainment: Geronimo Stilton Classic, Geronimo Stilton Animation e Bat Pat.

giovedì 21 giugno 2018

Fake news. La foto del bimbo in gabbia tra bufale online e drammatica realtà


Questa fotografia non appartiene al contesto delle misure prese in Texas dal Presidente degli USA Trump contro i migranti provenienti dal Messico.

Ma i bambini messicani in gabbia ci sono finisti sul serio.


La foto virale è partita da un tweet del giornalista Jose Antonio Vargas

La foto non è stata scattata all'interno di una delle strutture del governo americano coinvolte nello scandalo.

Il debunker David Puente racconta la genesi di questo scatto nell'ambito di una protesta inscenata il 10 giugno 2018 davanti al Municipio di Dallas

Ma era d'impatto ed è stata utilizzata con un modo di fare (dis)informazione che io non apprezzo. 

Perché l'effetto boomerang che provoca è di far insinuare il dubbio che il fatto non sia mai avvenuto, come purtroppo è stato e come drammaticamente testimoniano per esempio queste tristi immagini:


La foto, che è stata subito condivisa viralmente su tutti i Social, è un'immagine usata per comodità e/o efficacia espressiva che però proviene da archivi fotografici. 

E' un'immagine utilizzata per suscitare emozioni, per trasmettere la drammaticità dell'avvenimento. 

Un po' come si narra che sia nata la famosa fotografia di Robert Capa del miliziano morente (che in scatti successivi appariva vivo e vegeto). 

Ma la foto del bambino resta un falso che il Giornalismo non dovrebbe consentirsi nella Fake Age.

mercoledì 20 giugno 2018

Clamoroso: gli USA abbandonano il Consiglio Onu dei diritti umani

GLI USA ABBANDONANO IL CONSIGLIO ONU DEI DIRITTI UMANI

"Ancora una volta il presidente Trump mostra il suo completo disprezzo per i diritti e le libertà fondamentali che il suo paese pretende di sostenere", ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International, commentando l'annuncio che gli Usa abbandoneranno il Consiglio Onu dei diritti umani.

"Sebbene non sia perfetto e i suoi stati membri finiscano spesso per trovarsi sotto osservazione, il Consiglio Onu dei diritti umani resta un organismo importante per accertare le responsabilità delle violazioni dei diritti umani e per la giustizia", ha aggiunto Shetty.

"Gli Usa dovrebbero riconsiderare urgentemente questa decisione, che li piazza sul lato sbagliato della storia. Hanno deliberatamente scelto di indebolire i diritti umani di tutte le persone e le loro battaglie per la giustizia", ha concluso Shetty.

Roma, 20 giugno 2018 


giovedì 25 gennaio 2018

Italia-Usa: Beacon Council punta al “Sistema Italia”

ITALIA-USA: BEACON COUNCIL PUNTA AL "SISTEMA ITALIA"

L'italiano Fabio De Furia nominato in due comitati tecnici dell'ente statunitense.



Miami, 25 Gennaio 2018 - Fabio De Furia, Presidente della Miami Scientific Italian Community entra nel board di due comitati "Design Creativo" e "Scienze della Vita" del Beacon Council, l'ente ufficiale per lo sviluppo economico della Contea di Miami Dade.

"È una grande soddisfazione personale poter entrare a far parte di un'istituzione così importante sul territorio – ha dichiarato De Furia – e rappresenta un riconoscimento professionale che premia l'impegno profuso in questi anni nel promuovere l'innovazione e la tecnologia Made in Italy". 


"Per rilanciare e valorizzare l'intero ecosistema produttivo del territorio è necessaria una strategia di sostegno alla crescita che stimoli l'aggregazione, aumentando la produttività e la competitività, facendo 'sistema' tra tutti gli attori coinvolti nel processo di sviluppo come Istituzioni, Enti di Ricerca, Università e Imprese. In questo senso – conclude De Furia - il Sistema Italia, rappresenta un facilitatore naturale a supporto dei processi di trasferimento tecnologico, di internazionalizzazione e di accesso al credito in grado di aiutare le nostre eccellenze tecnico-scientifiche a competere a livello globale".

Il Beacon Council è il soggetto istituzionale creato dalla Contea di Miami-Dade per tutelare e sviluppare il tessuto economico-produttivo del territorio, supportando le imprese esistenti e favorendo l'attrazione di investimenti da ogni parte del mondo, attraverso la creazione di programmi locali, nazionali e internazionali di espansione e crescita del business, aiutando, così, le aziende di tutte le dimensioni, e in diversi settori industriali, a raggiungere i loro obiettivi. 

Dal 1985, anno di fondazione, il Beacon Council ha realizzato più di 1.000 progetti di localizzazione ed espansione, per una lunga lista di aziende premium come Wells Fargo Advisors, Discovery Network-Latin America, BD Biosciences, Federal Express, Telefonica, Burger King, Ryder System, Inc. e Visa Inc.

venerdì 4 maggio 2012

Trump torna alla carica! (..è finita la crisi?)


Donald Trump è di nuovo nelle news, ma questa volta non per la rinuncia alla campagna per la presidenza USA,  o per nuove puntate del suo show "The apprentice". La notizia è dello scorso marzo ed è relativa al suo business: il mogul del real estate USA ha comprato un intero Golf Club Resort nella zona di Miami, Florida. Il Doral Hotel & Country Club, 700 camere, 4 campi da golf 18 buche incluso il famoso "Blue Monster" (tappa del PGA Tour praticamente da sempre) è ufficialmente entrato a far parte del portafoglio della Trump Golf & Resorts.
Oltre  all'acquisto Trump ha annunciato un programma di ristrutturazione totale del complesso.
"La combinazione di location (nel pieno cuore di Miami) e il significativo investimento di ristrutturazione ci permetterà di riportare il Doral ai fasti del suo glorioso passato, se non di più. 
Quando finiremo il Doral sarà il Golf Club & Resort più bello del paese", ha dichiarato Trump.
Fino a qui tutto regolare…Donald è uscito a fare un pò di shopping…e allora?
Se guardiamo il personaggio, il caro Trump ci ha abituato ad imprese molto più spettacolari e roboanti.
Tuttavia l'acquisto del Doral è davvero una notizia BOMBA.
Perché?
Perché sono quasi 10 anni che Trump non acquista proprietà commerciali!
Ripeto: Sono 10 anni che Trump non compra niente! 
Questo dovrebbe far rizzare le antenne a molti investitori e aspiranti tali. 

Trump ha dichiarato che la ragione principale del suo acquisto è proteggersi dall'inflazione.
Ma come…un Golf Club protegge dall'inflazione?

E qui la storia diventa interessante...

Secondo Donald l'inflazione del dollaro crescerà, a causa anche della politica monetaria della FED; e se l'inflazione sale anche gli affitti saliranno di conseguenza, quindi un sistema per proteggersi è quello di acquistare proprietà che producono reddito.
Dobbiamo comunque renderci conto che Trump non si sveglia al mattino e esce a fare shopping di Golf Club così per fare; prima di mettersi in tasca il Doral ha rifiutato decine di offerte di altri Resorts in Florida. Ma il Doral era un affare troppo bello per lasciarlo andare.
Il precedente proprietario,un HedgeFund in bancarotta dichiarata, acquistò il Doral 7 anni fa durante la bolla immobiliare USA per circa 500 milioni di dollari.
Trump lo ha rilevato per "solo" 150 milioni! Uno sconto del 70%!!!

Bravo…direte voi. Ma qui non si tratta solo di bravura, piuttosto di una mentalità e visone d'investimento molto diversa;  la speculazione vera e propria (compro a poco rivendo a molto) non c'entra.
Il suo unico focus è il rendimento annuale che una proprietà può produrre. Ragionamento tipico dei ricchi.

In questo momento negli USA l'atteggiamento è di NON comprare immobili perché si  teme che il mercato non abbia ancora toccato il fondo; evidentemente a Trump questo non interessa neanche un pò.
Anche se i prezzi dovessero scendere ulteriormente il suo focus rimane sul cashflow (l'affitto per intenderci) generato dalla proprietà, e i calcoli gli danno ragione: 15% di ROI annuale, calcolato sul livello attuale di occupazione del resort, che per inciso è al minimo storico.

Questi i due motivi per cui Trump è tornato alla carica:
-Prezzi delle proprietà immobiliari da mettere a reddito ai minimi storici
-Tassi d'interesse sui finanziamenti ugualmente bassi.

"La combinazione di questi fattori con una situazione di mercato immobiliare e finanziario irripetibile"  secondo Trump "porteranno nel lungo termine guadagni scandalosi" e se lo dice lui….

Ora non è necessario essere dei "Trump" per trarre vantaggio dalle opportunità in questo mercato; l'importante è fare bene i compiti e trovare operazioni tagliate su misura alle possibilità d'investimento e sopratutto concentrarsi su proprietà con alto potenziale di generare cashflow.

Trump docet!
Alla carica!

venerdì 20 marzo 2009

Pena di morte abolita in New Mexico-USA

Usa: il New Mexico abolisce la pena di morte

Amnesty International apprezza la decisione del governatore del New Mexico di abolire la pena di morte

20/03/2009. Amnesty International ha apprezzato la decisione, presa ieri sera dal governatore Bill Richardson, di abolire la pena di morte nello stato del New Mexico. Il governatore Richardson, secondo l'organizzazione per i diritti umani, ha mostrato autentica leadership nel mettere al bando una procedura piena di falle e iniquit che non ha mai dimostrato di avere un potere deterrente nei confronti della criminalit.
Il New Mexico il secondo stato degli Usa ad aver abolito la pena di morte negli ultimi due anni. Nel dicembre 2007 la medesima decisione era stata presa dal governatore del New Jersey. Proposte di legge abolizioniste sono in discussione anche in Nebraska, New Hampshire, Colorado e Montana.
Negli Usa, la pena di morte attualmente prevista in 35 stati e da due legislazioni federali, civile e militare. Non è invece più prevista in Alaska, Hawaii, Iowa, Maine, Massachussetts, Michigan, Minnesota, New Jersey, New Mexico, New York, North Dakota, Rhode Island, Vermont, West Virginia, Wisconsin e nel distretto federale di Columbia.
Nel 2008, negli Usa sono state eseguite 37 condanne a morte, di cui 18 nel solo Texas. Quest'anno, le esecuzioni sono state già 20 di cui 12 in Texas. F

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224
cell.348-6974361
e-mail: press@amnesty.it

venerdì 19 dicembre 2008

Barack Obama ha usato l'ipnosi in campagna elettorale?

In discussione l'esito delle elezioni? Tutti i retroscena in un ebook edito da Bruno Editore

Roma, 19 Dicembre 2008 – Digitare le chiavi di ricerca “Obama” e “hypnosis” su Google riserva sorprese. I risultati mostrano infatti una serie di documenti, che rivelerebbero una stupefacente verità sul 44° presidente degli Stati Uniti: Barack Obama avrebbe utilizzato l’ipnosi nella sua lunga e vincente campagna elettorale. Ne hanno già parlato le principali testate americane e adesso la voce si è diffusa come un tam tam inarrestabile anche su Internet.

A parlare del caso sarà per la prima volta in Italia un ebook di Bruno Editore in uscita in questi giorni, dal titolo Ma Obama ha usato l'Ipnosi?

Si tratta di un saggio curato da Charlie Fantechi. Psicologo e Psicoterapeuta di fama mondiale, Fantechi è specializzato in Ipnosi e Psicoterapia Ericksoniana, è Trainer di Programmazione Neuro Linguistica, certificato presso la NLP University di Robert Dilts a Santa Cruz (USA). “Nel mio ebook – ha dichiarato Fantechi – i lettori troveranno un’analisi approfondita delle tecniche del linguaggio ipnotico, con tanto di video reali delle campagne elettorali di Obama. E potranno farsi autonomamente un’idea sulle questioni chiave da cui sono partito: Obama ha usato l’ipnosi? Lo ha fatto volontariamente?”.

E’ da tener presente che le leggi americane vietano espressamente l'uso dell'ipnosi nelle campagne elettorali e di conseguenza, secondo alcuni analisti, potrebbe addirittura essere messo in discussione l'esito delle elezioni. Per questo motivo l'ebook su Obama si preannuncia come una di quelle pubblicazioni destinate a introdurre un salto nelle normali chiavi di interpretazione socio-politiche, spesso viziate da conformismo.

"La nostra casa editrice – ha sottolineato Giacomo Bruno, presidente di Bruno Editore – si occupa di formazione da molti anni e il nuovo ebook svela le tecniche di comunicazione ipnotica di uno dei migliori comunicatori al mondo. Quindi i nostri clienti e tutti gli appassionati di formazione potranno trovare una serie di spunti di grande interesse per la propria crescita personale. Ma da qui a pensare che l’ebook possa avere conseguenze politiche naturalmente ce ne corre. Certamente l'ipnosi e la persuasione sono strumenti che tutti i grandi comunicatori utilizzano quotidianamente, che ne siano consapevoli o meno. E' parte integrante della nostra comunicazione."

Le previsioni di diffusione dell’ebook Ma Obama ha usato l’iponosi? parlano di 20.000 copie già nei primi 7 giorni di lancio.

www.giacomobruno.it/index.php/2008/12/16/ma-obama-ha-usato-lipnosi

Bruno Editore è la casa editrice leader nel settore degli ebook, di cui detiene il 90% nel mercato italiano e il 3% nel mercato mondiale. Il modello "Bruno Editore" si fonda sul portale della casa editrice, tra i primi 100 siti italiani, con oltre 275.000 utenti registrati e più di 8 milioni di visitatori all’anno. Per essere aggiornati sulle ultime novità dal mondo degli ebook clicca sul sito www.BrunoEditore.it.

Distribuzione comunicati stampa internet
Maleva srl
www.maleva.it/marketing/
fabrizio.pivari (at) maleva.it

mercoledì 19 novembre 2008

OBAMA: SVOLTA STORICA SUL CLIMA - WWF: "SEGNALE PER L'ITALIA: LA PERDITA DI TEMPO NON È PIÙ UN'OPZIONE"


SVOLTA STORICA DI OBAMA: SUL CLIMA SI CAMBIA

WWF: "UN SEGNALE PER L'ITALIA:

LA PERDITA DI TEMPO NON È PIÙ UN'OPZIONE"

Clamorosa svolta storica degli Stati Uniti sulla politica sui cambiamenti climatici annunciata dal presidente eletto Obama con un messaggio videoregistrato al "Governors' Global Climate Summit" convocato dal Governatore Repubblicano Arnold Schwarzenegger in corso (ieri e oggi) a Beverly Hills, California. Nel suo primo intervento focalizzato su una specifica politica, Obama ha annunciato che gli USA vogliono assumere un ruolo di leadership interna e internazionale sul problema "che, insieme alla dipendenza dal petrolio estero, indebolisce l'economia e mette a rischio la sicurezza". Si comincerà con l'istituzione di un sistema di tetto e commercio delle emissioni di gas serra (il sistema del Protocollo di Kyoto) e obiettivi annuali di riduzione che porteranno gli USA agli stessi livelli del 1990 entro il 2020 e a un'ulteriore riduzione dell'80% entro il 2050. Verranno investiti 15 miliardi di dollari ogni anno a favore delle energie rinnovabili, con la creazione di 5 milioni di nuovi posti di lavoro. E' chiaro che per Obama la politica sui cambiamenti climatici rappresenta la vera occasione per uscire dalla crisi economica.

Il discorso di Obama costituisce per il WWF una completa inversione di rotta rispetto alla politica negazionista e ostruzionistica dell'amministrazione Bush della quale sarebbe veramente molto importante effettuare un'analisi accurata del tremendo "costo dell'inaizone" sulle questioni climatiche che ha prodotto dal punto di vista ambientale, sciale ed economico e sanitario non solo per gli Stati Uniti ma per il mondo intero. La leadership americana, accanto a quella europea e ai molti segnali che vengono dalle economie in via rapido sviluppo (molti rappresentanti di questi paesi sono presenti al Summit di Schwarzenegger) potrà permettere al mondo di affrontare davvero la più grave minaccia che incombe sul Pianeta e sulla vita di centinaia di milioni di persone. Il Presidente eletto, peraltro, aveva già sottolineato che subordinerà gli aiuti statali al settore dell'auto a precisi criteri ("gli aiuti devono servire ad andare da qualche parte, non per andare da nessuna parte") e l'alleanza con il governatore Schwarzenegger potrebbe preludere a un ok per la regolamentazione delle emissioni di CO2 delle auto della California, finora bloccata dal veto di Bush: questo rappresenterebbe una svolta per il mercato mondiale, di cui anche i leader europei non potranno non tener conto.

Il WWF si augura anche in ItaliaPacchetto Europeo sul clima davvero capace di affrontare la grande sfida che abbiamo di fronte: indebolire oggi la leadership europea, di fronte alla svolta USA, sarebbe un atto autolesionista e stupido. Oggi bisogna dar valore alla capacità di futuro che la UE può esprimere e, nel caso del nostro paese, iniziare a muoversi e in fretta: ormai è chiaro che la politica della lamentela e dell'attesa degli eventi premia le posizioni economiche di privilegio e parassitismo e sabota il futuro del Paese. Altro passo fondamentale e improcrastinabile è una strategia italiana per far fronte ai cambiamenti climatici che segni un percorso obbligato di riduzione delle emissioni di CO2, con un impulso straordinario alle fonti energetiche rinnovabili e alle tecnologie a emissione zero. Non creando pezzi di carta inapplicati, come le delibere CIPE in materia, e senza perdere tempo con le false soluzioni, come il nucleare, non sicure, economicamente svantaggiose e per la cui realizzazione ci vuole troppo tempo. La perdita di tempo non è più un'opzione. vi siano politici che emulino la capacità bipartisan di assumere una leadership visionaria sui cambiamenti climatici e di porre fine al colpevole immobilismo dell'amministrazione Bush. In primis dando impulso all'approvazione di un

Per perseguire questi risultati il WWF proseguirà nelle prossime settimane il 'pressing' sulle istituzioni nazionali e locali con la consegna dello speciale Calendario ANNO DEL CLIMA, dopo quella avvenuta presso Montecitorio al Presidente della Camera, on. Gianfranco Fini, che raccoglie gli impegni più importanti dei prossimi mesi che culmineranno nella Conferenza delle Parti del dicembre 2009 (Copenaghen) che dovrebbe concludere il negoziato approvando un accordo finale sul clima.

Roma, 19 novembre 2009

Ufficio stampa WWF Italia - 06-84497377, 265, 213, 463

http://generazioneclima.wwf.it

IL LINK DI YOUTUBE CON IL DISCORSO DI OBAMA

http://www.youtube.com/watch?v=hvG2XptIEJk

giovedì 6 novembre 2008

Obama, marketing e informazione vincono le presidenziali americane

Gli Stati Uniti hanno eletto il nuovo presidente: Barack Obama.

Con un'affluenza record alle urne, Obama ha rilanciato il sogno americano con una vittoria schiacciante sull'avversario John McCain.

Una grande vittoria per il candidato democratico, soprattutto se consideriamo che si tratta del primo presidente nero della storia. Ma non solo.

Circa 20 giorni fa Obama è stato nominato da Advertising Age marketer dell'anno, dopo aver incontrato i consensi di centinaia di professionisti e agenzie del settore che l'hanno classificato primo davanti ad aziende come Apple. Marketer dell'anno. Un uomo politico. Un presidente. Un presidente che ha insegnato alle agenzie pubblicitarie, troppo spesso statiche, come vendere la propria immagine attraverso Internet, Social Network, Video sharing, Web marketing, email marketing, search marketing, gaming, iPhone applications. Durante la campagna elettorale, Obama aveva schernito McCain accusandolo di non saper usare il computer e di non essere nemmeno in grado di scrivere una mail.

Direi che gli è costato caro. Ma Obama, o meglio il marketing di Obama, non è stato l'unico vincitore, con lui ha trionfato Internet, rendendo queste elezioni le prime del 21° secolo, quelle che saranno ricordate come il successo dell'informazione online.

Non si era mai visto, prima d'ora, che alle conferenze stampa durante la campagna elettorale, i posti occupati da blogger e citizen-journalists superassero quelli occupati dai giornalisti tradizionali.

Sarah Palin è stata sconfitta da un videogioco che ha spopolato in Rete rendendola particolarmente ridicola mentre il quiz Glassbooth di Facebook, un po' più propositivo, aiutava gli utenti a identificare i programmi politici più consoni ai loro interessi. E che dire della notte appena trascorsa durante la quale i media tradizionali sono stati inchiodati davanti al Web per mantenersi aggiornati su dati, sondaggi e risultati?

Perfino i principali quotidiani statunitensi hanno ceduto alla Web-maratona, garantendo continui aggiornamenti online, col Washington Post che dava la possibilità di essere informati via e-mail, sms e, addirittura, Twitter. Nessuno si è scollegato.
Nessuno ha spento il pc per poter leggere il proprio giornale preferito.
Rigorosamente il giorno dopo.

http://www.pamelaferrara.com


Pamela Ferrara
Marketing Manager

info@pamelaferrara.com
skype: pamela.fe

www.pamelaferrara.com

Sanita’: gli americani scelgono il Veneto per curarsi

Sanita': gli americani scelgono il Veneto per curarsi
Siglato l'accordo con il colosso assicurativo "HTH". Sandri:"E' strategico per mobilità pazienti stranieri. Pagamento a 30 giorni, esempio per regioni italiane nostre debitrici"

I cittadini americani residenti in Veneto, che vi si trovino per turismo o per lavoro, e più in generale tutti i clienti che abbiano in essere una polizza salute con la compagnia statunitense "HTH Worldwide" (attualmente sono 650 mila in tutto il mondo) potranno farsi curare nella nostra Regione, grazie ad uno specifico Accordo siglato oggi a Venezia, alla presenza dell'Assessore alla Sanità Sandro Sandri, tra la Regione (in questo caso le Ullss e le Aziende Ospedaliere) e l'HTH Worldwide, rappresentata dalla Direttrice Salute Globale della Compagnia, Laura Hilton.
Di fatto, un cliente HTH potrà richiedere prestazioni sanitarie in qualsiasi struttura veneta pubblica o convenzionata e, con una semplice comunicazione alla sua compagnia assicuratrice, sarà quest'ultima a garantire il pagamento delle prestazioni, in un arco di 30 giorni dalla data della fattura. Si tratta del primo Accordo globale di questo tipo siglato in Italia.
"Oggi per il Veneto è un giorno importante – ha sottolineato Sandri – perché, dopo gli accordi già siglati con le mutue tedesche, questo passo con gli americani costituisce un motivo di vanto per il riconoscimento della qualità del nostro sistema sanitario, ma è anche un altro tassello della strategia per tentare di regolare l'ambito della mobilità internazionale dei pazienti, che porta con sé la garanzia del pagamento delle prestazioni sanitarie erogate a stranieri, senza le lungaggini delle procedure nazionali e con un rapporto reciproco improntato alla massima chiarezza".
Sandri pone l'accento anche sulla celerità dei rimborsi: "HTH – sottolinea – si impegna ai pagamenti entro 30 giorni data fattura: mi piacerebbe che le tante Regioni debitrici del Veneto per prestazioni erogate a loro pazienti almeno provassero a prendere esempio da questi americani!".
L'Accordo siglato oggi contempla i ricoveri ospedalieri (ordinari o in day hospital), le prestazioni ambulatoriali di base o specialistiche, le prestazioni pre e post ospedaliere legate alla patologia, l'assistenza infermieristica, la farmaceutica, l'endoprotesica, le prestazioni alberghiere del paziente ed eventualmente di un accompagnatore, le prestazioni fornite durante il ricovero ai fini della diagnosi precoce di malattie, le prestazioni ospedaliere fornite in regime di urgenza-.emergenza, la specialistica ambulatoriale, le prestazioni medico-legali, quelle termali e quelle di riabilitazione ritenute necessarie dalle strutture sanitarie venete per il paziente. Tra le entità con cui HTH Worldwide ha in atto accordi simili a quello siglato con il Veneto, ci sono 850 ospedali in 180 Paesi, e colossi come le Università di Harvard e Yale, FedEx, FOX News.

Direttore Comunicazione
Francesca Del Favero
Palazzo Balbi, Dorsoduro 3901, I-30123 Venezia
tel.: (+39) 041.279.21.11
fax: (+39) 0415242624

mercoledì 5 novembre 2008

Elezioni USA. Furio Colombo: "Gasparri si sforzi di essere meno ignobile"


Elezioni USA/Furio Colombo: "Gasparri si sforzi di essere meno ignobile"

"Spero che le dichiarazioni di Gasparri facciano il giro dell'America, perché si deve sapere che grado infimo ha toccato la politica italiana con dichiarazioni come quelle. Non solo sono volgari e stupide, ma sono fatte da un personaggio che ha molto peso. Nessuno mi ha mai spiegato perché Gasparri debba comparire in ogni straccio di tg che va in onda in questo paese. Qualcuno dovrebbero però avvertirlo che dovrebbe sforzarsi di essere meno ignobile e anche un po' meno stupido, perché l'affermazione fatta lo mette fuori da tutta la classe politica europea, che non è di alto livello ma non è così bassa." A dirlo è Furio Colombo, giornalista e deputato PD, nel corso di un'intervista a Econews [si prega di citare la fonte], commentando le parole di Maurizio Gasparri sull'elezione di Obama.

"Alla camera", racconta inoltre Colombo, "ho chiesto oggi la parola per dire che esiste nel parlamento italiano la tradizione di occuparci brevemente di commentare i grandi eventi, e questa volta non era stato fatto. Per fortuna dirigeva Fini, che è di gran lunga il più liberal di tutti i presidenti della camera (Rosy Bindi, ad esempio, non mi ha mai concesso la parola), e ho potuto parlare: ho voluto avvertire i nostri colleghi della Lega che il nuovo presidente degli Stati Uniti è nero e figlio di immigrati. I leghisti hanno reagito chiedendo la mia punizione in base all'art. 58 del regolamento per averli insultati. Fini, che si è confermato il più liberal, ha chiarito che non c'è stato nessun insulto."

Ufficio Stampa

Econews Agenzia Radiofonica

067005706

uff.stampa@agenziaeconews.it

Piazza San Giovanni in Laterano, 40. Roma

WWF: BENVENUTO OBAMA. DA OGGI IL PIANETA POTRÀ RESPIRARE UN'ARIA NUOVA?

Il WWF da il benvenuto al nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America

DA OGGI IL PIANETA POTRÀ RESPIRARE UN'ARIA NUOVA?

Le elezioni presidenziali americane non riguardano unicamente le sorti di una nazione, ma scandiscono il tempo e dettano le regole di convivenza nel mondo intero. E' quindi tempo, occasione di bilanci ed auspici.

I primi segnali di un vero cambiamento, secondo il WWF, si vedranno dai comportamenti della nuova amministrazione americana sul clima. Il nuovo Presidente, per fare la differenza, deve rendere i cambiamenti climatici la priorità della politica interna ed estera. "L'America dovrà riprendere la leadership degli sforzi globali per arrivare ad un nuovo trattato sui cambiamenti climatici – dichiara il WWF - ed il primo segnale in questo senso ce lo attendiamo con la nomina di un nuovo negoziatore in vista della conferenza di Poznan, a Dicembre".

Per il WWF, andrebbe archiviata l'ossessione della sicurezza mondiale intesa in termini puramente ed esclusivamente militari, che ha profondamente influenzato e condizionato le attitudini, i comportamenti e le scelte dell'intera umanità per quasi un decennio. La minaccia di Al Qaeda, l'intervento bellico in Iran e in Afghanistan e l'intera politica estera statunitense: tutto è stato fortemente marcato dall'azione militare, ignorando invece le cause fondamentali – di natura sociale, economica, ambientale – alla radice di molti degli attuali conflitti che, se non adeguatamente affrontate, sicuramente costituiranno una minaccia alla sicurezza globale ben più devastante di quanto non sia stata la minaccia terroristica.

Metà della popolazione mondiale vive con meno di un dollaro al giorno e sopravvive solo grazie – e a spese – delle risorse naturali forniti da un ambiente già messo sotto stress dall'inquinamento, dai cambiamenti climatici e da un 'impronta ecologica insostenibile; le prospettive nel medio termine non sono destinate a migliorare, ed un numero sempre più consistente di nazioni ambisce ad entrare in quella che definiamo la "classe media globale", determinando cambiamenti epocali nella quantità e nella struttura dei consumi a livello planetario. In questo scenario, gli incidenti a cui abbiamo avuto modo di assistere in molte capitali mondiali, a causa del rincaro dei prezzi alimentari, sono solo un assaggio di ciò che può accadere se continueremo a non affrontare con il dovuto senso d'urgenza e serietà il crescente squilibrio tra quanto consumiamo e quanto una natura sotto stress riesce a produrre.

Secondo il WWF, i dati forniti nell'ultimo Living Planet Report (2008) parlano chiaro, e testimoniano di come il pianeta e l'intera umanità stia vivendo ben al di sopra delle proprie possibilità, in una preoccupante situazione di "ecological crunch", di stretta ecologica, di "bolla" ambientale non sostenibile nel tempo. E' per questo che i cambiamenti climatici, l'esaurimento delle risorse naturali ed il collasso degli ecosistemi planetari costituiscono le vere minacce, profonde e permanenti, alla pace e alla sicurezza nel 21° secolo. Ed è per questo che l'intera umanità è in attesa di una svolta decisa e radicale nella politica estera americana – e quindi mondiale – , ed auspica che la nuova presidenza sia artefice di una politica nuova nei suoi fondamentali, una politica che affronti le minacce globali che indeboliscono la nostra sicurezza collettiva in un mondo globalizzato e sempre più interdipendente.

"Per poter fare ciò, è fondamentale riportare i dati e le ragioni della conoscenza scientifica nei luoghi che contano e al centro delle decisioni politiche" - sostiene il WWF – "marcando con determinazione e forza le

distanze da un negazionismo che ha fornito troppi e dannosi alibi all'inazione e al perdurare dello status quo, in presenza e a dispetto di dati ed informazioni senza precedenti sullo stato dell'ambiente planetario".

Roma, 05 novembre 2008

Ufficio Stampa WWF Italia

06 84497377, 373, 265, 216, 463, 213


domenica 19 ottobre 2008

TRA RECESSIONE E MANCANZA DI STRATEGIE DI SVILUPPO.

IN ATTESA DELLE ELEZIONI IN U.S.A. TRA RECESSIONE E MANCANZA DI STRATEGIE DI SVILUPPO.

di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


Napoli, 19/10/08. Adesso abbiamo la conferma di quello che avevamo sempre sospettato: Berlusconi e Tremonti non hanno mai seguito nessuna teoria economica, ma hanno utilizzato quella che serve al momento per garantire al mondo degli affari e della finanza italiana, ed a se stessi, ingenti guadagni.

Infatti, in queste ore, in cui la crisi economica rischia di sconvolgere il mondo della finanza e della impresa internazionale, l'imprenditore e il professore, hanno abbracciato, convinti la teoria dello Stato che interviene in economia.

Solo pochi mesi fa, spiegavano in campagna elettorale, che bastava abrogare l'ICI e detassare gli straordinari per rimettere in cammino la crescita economica del nostro paese; oggi si appellano allo Stato per aiutare le Banche in crisi di liquidità e per sostenere le imprese che già da tempo risentono degli effetti della crisi.

Si è raggiunto il paradosso che i teorici del liberismo, come il nostro Ministro della Economia e il Presidente del Consiglio vengono tacciati di essere dei socialisti dal giornale: "Libero", mentre l'ex comunista Veltroni viene descritto come un difensore del libero mercato.

Quando si trattava di fare affari con le cartolarizzazioni del patrimonio immobiliare dello Stato, sostenute da Unicredit, erano tutti liberisti e pronti a morire per garantire la libertà degli individui e della impresa. Adesso che la crisi americana ha scaricato tutti i suoi effetti negativi, costringendo la Banca di Profumo ad una sottoscrizione di capitale di 6,5 miliardi di euro, sono tutti convinti assertori dell'intervento dello Stato in economia per salvare il risparmio dei cittadini ed il futuro economico della impresa italiana.

Nel frattempo che questo viene affermato dal patriota Berlusconi, che denuncia la possibilità di scalate straniere alle nostre aziende, l'Unicredit vede aumentare la presenza dei fondi libici nel suo capitale sociale fino al 4,25% del totale.

Con questa operazione i fondi libici sono diventati possessori di una quota rilevante del pacchetto azionario dell'Unicredit, il secondo in ordine di grandezza, assumendo un ruolo di controllo notevole per gli equilibri societari. Meno male che Gheddafi è amico del nostro Presidente !

L'ingresso dei libici ha fatto registrare una ripresa del titolo in Borsa, dopo il crollo e la sospensione delle vendite dei giorni scorsi.

Mentre tutto questo succede, la famosa Compagnia Aerea Italiana, non è ancora quotata in Borsa e sono in corso frenetiche trattative con un partner estero per potere finalmente "volare".

Il nuovo volto di Berlusconi è quello dell'amico affezionato di Bush, del riferimento personale di Putin in Europa, del difensore del diritto delle imprese italiane ed europee di continuare ad inquinare senza pagare dazio, mentre approva senza problemi la proposta del laburista inglese Gordon Brown di intervenire in economia con aiuti di Stato alla finanza in crisi di liquidità.

Tutto ed il contrario di tutto al tempo stesso, il Governo ed il suo leader si muove senza una rotta, senza una strategia per il futuro, con una spudoratezza ed una spregiudicatezza che nascondono il fatto che non hanno ancora capito niente di quello che sta succedendo e di come andrà a finire.

Eppure, gli italiani stanno passando dal consenso elettorale ad un appoggio acritico al suo operato. Sembra che più si comporta da cialtrone e più piace. I sondaggi lo danno in continua crescita. Gli italiani gli perdonano perfino, di non essere andato alla assemblea dell'ONU, perché doveva andare nella beuty farm per un tagliando di bellezza.

In questa atmosfera di paura per il presente e per il futuro, in cui viviamo, Berlusconi è rassicurante, sembra essere sempre in grado di fare la cosa giusta al momento giusto, l'impressione di tutti che si inventerà sempre qualche cosa per uscire dai guai, anche se in dispregio delle regole e della morale, con la furbizia di sempre.

Del resto, tutti sono in attesa delle elezioni per il nuovo Presidente degli Stati Uniti, per conoscere in che modo il paese guida del sistema capitalistico occidentale affronterà la crisi e quali proposte saranno presentate dal nuovo Presidente, che sicuramente rappresenteranno una svolta importante per l'economia internazionale.

Tra poco la crisi arriverà fin dentro le famiglie italiane, bisognerà parlare di salario e di lavoro stabile, altrimenti i sogni di grandezza moriranno miseramente, bisognerà essere veramente socialisti per uscire da questa nuova grande emergenza sociale che si annuncia epocale.

lunedì 22 settembre 2008

Elezioni USA: la star Obama contro il guerrafondaio McCain

A 6 settimane dal voto (il 4 novembre) la corsa alla Casa Bianca si è trasformata in una guerra a colpi di strategie di marketing e diventa sempre più entusiasmante.

A questo punto la competizione non è nemmeno più tra Obama e McCain ma tra David Axelrod e Steve Schmidt, gli strateghi dei rispettivi candidati: il primo fa parte di quei pochissimi e strapagati consulenti politici capaci di rovesciare completamente il dibattito politico in favore di Obama, il secondo è un vero e proprio guerrigliero della comunicazione capace di insinuare nei cittadini qualunque dubbio possa andare a vantaggio di McCain.

Obiettivo comune: far apparire l'avversario come estraneo ai valori dell'americano medio. Così Obama diventa troppo superficiale, una star che va in palestra tre volte al giorno, mangia barre proteiche e beve the biodinamico; mentre McCain è un miliardario guerrafondaio, fa parte di un'élite che non è in grado di capire il dramma delle famiglie messe in ginocchio dalla crisi economica.

Che poi tutto questo sia vero o meno non importa a nessuno, è inutile perdere tempo con la verità quando questa può essere creata a tavolino, come sostengono gli esperti di management della percezione. Non so se ci avete fatto caso ma la comunicazione di questo scontro raramente si focalizza sui temi politici della campagna: è più che altro concentrata nel mettere in (cattiva) luce il carattere dell'avversario.

E gli elettori? Stanno al gioco. Bill Tancer, direttore di una delle principali agenzie di monitoraggio del Web, ha recentemente pubblicato uno studio sulla navigazione degli utenti americani, che sono risultati ossessionati dalla celebrità e dalle star, ossessione che avrebbe contagiato anche il modo di vedere la politica.

Secondo i dati, molti utenti sono stati sedotti da Sara Palin, candidata come vicepresidente repubblicano, ma più che sostenere i suoi programmi politici e apprezzare le sue idee conservatrici, gli internauti sono attratti dalle sue foto e dalle notizie che riguardano il suo personale passato.

Stesso discorso per Barack Obama: i navigatori vogliono conoscere dati personali del candidato democratico come la sua altezza o informazioni che riguardano la sua famiglia piuttosto che comprendere quali riforme vuole realizzare una volta diventato Presidente degli Stati Uniti. Contenti loro.

E allora avanti tutta, a suon di marketing, di slogan, di pubblicità. Vincerà chi riuscirà ad imporre come reale la propria visione dell'avversario. C'è solo un piccolo problema: che tutta questa messinscena non aiuterà a decidere chi sarà il presidente migliore.

Pamela Ferrara www.pamelaferrara.com info(at)pamelaferrara.com

giovedì 4 settembre 2008

Energia rinnovabile: dagli USA arriva la nuova tecnologia Ventura Solar


Enerpoint presenta la nuova tecnologia Ventura™ Solar

Grazie al recente accordo con Advent Solar, Enerpoint proporrà in Italia una tecnologia d'avanguardia per i nuovi moduli fotovoltaici made in USA.

In Europa si prevedono installazioni per un totale di 250 MWp entro il 2013.

Desio (MI), settembre 2008. Enerpoint, azienda di punta del fotovoltaico italiano attiva dal 2001, presenta la nuova tecnologia Ventura™ Solar. I rivoluzionari moduli fotovoltaici realizzati dall'azienda statunitense Advent Solar con tecnologia Ventura™ Solar saranno in grado di garantire un miglioramento della connettività tra le celle del modulo ottimizzandone la produzione energetica.

Enerpoint commercializzerà i nuovi moduli fotovoltaici Advent Solar con tecnologia Ventura™ Solar a partire dalla seconda metà del 2009.

"Si tratta di un'opportunità unica: Enerpoint, grazie alla partnership con Advent Solar, una delle più avanzate società manifatturiere del settore fotovoltaico, porta in Italia una tecnologia innovativa ed estremamente efficace" commenta Paolo Rocco Viscontini, Presidente di Enerpoint. "Questo conferma l'impegno di Enerpoint nel mercato fotovoltaico italiano: promuovere e diffondere l'energia solare attraverso le soluzioni tecnologiche più evolute".

"Ottimizzazione dell'efficienza e massima resa energetica: in questa direzione si concentra la Ricerca & Sviluppo di Advent Solar" afferma Peter Green, Presidente della società americana. "L'accordo con Enerpoint si inserisce a pieno titolo nella nostra strategia di affermazione dell'energia solare in Europa e nel mondo".

Si tratta di una partnership di alto livello che sottolinea ancora una volta l'impegno delle due aziende a favore della crescita del fotovoltaico mediante la diffusione di tecnologie innovative, in grado di far sviluppare ulteriormente il mercato e far apprezzare questa tecnologia a un numero di utenti sempre maggiore.

mercoledì 9 luglio 2008

Con Obama vince la comunicazione politica 2.0

Con Obama vince la comunicazione politica 2.0

La pagina Facebook del Senatore ha superato il milione e 100mila contatti. È solo l'ultimo successo della sua formidabile campagna online.

09/07/2008,

734

"Sembra Facebook", aveva canzonato Mark Penn, ex direttore della comunicazione di Hillary Clinton, riferendosi a Barack Obama e alle sue strategie elettorali.

Per il dottor Penn, "una buona campagna elettorale si costruisce con sorrisi e strette di mano, non si basa su computer e server". Eppure, i numeri sembrano contraddirlo: più di un milione e 100 mila i contatti raggiunti dalla pagina Facebook del senatore dell'Illinois. Contro gli appena 162 mila raccolti da John McCain, il suo rivale repubblicano. Un successo che si aggiunge agli oltre 900 mila membri della community My.BarackObama.com, all'exploit del suo profilo Twitter, al canale YouTube e FightTheSmears.com.

È la rivoluzione politica del social networking in un Paese – gli Stati Uniti – dove oltre il 70% delle persone cercano informazioni sul web e il 46% ha seguito i candidati alle primarie su Internet.

Il merito è di Chris Hughes, ventiquattro anni, compagno di stanza del Senatore ad Harvard, co-fondatore di Facebook e, dall'inizio del 2007, responsabile della campagna on line di Barack Obama. L'intenzione del giovane "online organizing guru" (come ama definirsi) è rivoluzionaria: creare spazi virtuali in cui i sostenitori possano incontrarsi, scambiare opinioni, creare comunità, versare quelle micro-donazioni alla base del successo del candidato democratico. Dei 268 milioni di dollari raccolti da Obama la maggior parte proviene dalle offerte on line fatte dai suoi sostenitori. Un record nella storia delle presidenziali americane. Hillary Clinton ne aveva messi insieme 241, John McCain "solo" 90.

Per Hughes "il vero cambiamento parte dal basso e non c'è strumento più potente di Internet per organizzare una base elettorale". Iniziative territoriali, social network virtuali, comunicazione partecipata: meglio riunire 20, 50, 75 mila persone e conquistarle con la potenza delle parole. In modo che, una volta tornato a casa, ciascun sostenitore decida di partecipare attivamente alla campagna del proprio candidato con piccole donazioni on line e animando blog, community e forum.

Obama, il candidato Facebook, ha rivoluzionato la comunicazione politica tradizionale introducendo un nuovo modello, il politico 2.0. Come lo ha definito Andrew Sullivan sul New York Times, "il collante di un nuovo social network politico che consente a milioni di persone di connettersi e scambiarsi informazioni con lo stesso spirito alla base del successo di Facebook e MySpace". Grazie a MyBarackObama.com chiunque può creare una propria community, organizzare eventi, telefonare agli elettori indecisi del proprio rione o paese, grazie ai numeri che il quartier generale è lieto di fornire.

Un sistema che sotto la guida del nuovo guru della comunicazione on line (leggi Chris Hughes) ha prodotto un pacchetto di 750 mila militanti attivi, ottomila gruppi tematici e/o locali, più di 30 mila eventi, centri organizzativi in ogni Stato e 268 milioni di dollari di contributi. Tutto grazie alla partecipazione volontaria dei suoi sostenitori.

Serena Massimini – Redazione Cultur-e


da http://www.ferpi.it/ferpi/novita/notizie_rp/media/con-obama-vince-la-comunicazione-politica-20/notizia_rp/37998/9

giovedì 15 maggio 2008

UNOAERRE TORNA NEGLI USA


COMUNICATO STAMPA

UNOAERRE TORNA IN USA

Firmato un contratto con la società Jayden Star L.L.C.

per la distribuzione del fashion brand 1AR by UNOAERRE

Arezzo, 15 maggio 2008 - Prosegue la spinta internazionale di UNOAERRE. A poca distanza di tempo dall'apertura del nuovo flaghship store di Tokio l'azienda orafa aretina ha infatti siglato un contratto di distribuzione con la società americana Jayden Star L.L.C. con sede a New York.

L'accordo è relativo alla distribuzione in esclusiva del marchio "1AR by UNOAERRE", il fashion brand di Unoaerre che, rinnovandosi ad ogni stagione, racconta mode e tendenze con realizzazioni in metallo e leghe pregiate per chi vuole essere sempre glamour.

"Con la firma di questo accordo UNOAERRE - commenta l'amministratore delegato dell'azienda aretina Gianluca Zucchi - continua la sua politica di sviluppo internazionale dell'offerta in materiali non preziosi, iniziata nel 2007, attraverso la partnership con un operatore particolarmente esperto del mercato retail nordamericano.

"Le nostre proposte in materiali non preziosi di stile e sapore tipicamente italiano, sono strumento fondamentale nello sviluppo delle nostre marche, soprattutto in un momento in cui il rapporto euro/dollaro e l'altissimo costo dei metalli preziosi rendono il classico prodotto orafo meno appetibile per i consumatori americani".

"Siamo orgogliosi di poter annoverare anche questo accordo nella direzione strategica della democratizzazione dell'offerta di prodotti da sempre considerati di lusso ma da oggi a prezzi davvero accessibili per ogni consumatore".

Jayden Star L.L.C. distribuirà in esclusiva i prodotti 1AR nei mercati di Stati Uniti, Canada e nell'area Caraibica sia attraverso il canale retail, sia tramite i canali alternativi fashion retail e accessori moda, una novità assoluta per UNOAERRE.

Jayden Star L.L.C. è una società specializzata nella distribuzione di prodotti europei che privilegia nella scelta dei partner qualità produttiva e design di alto livello. Ne è proprietario Jason Mandelbaum, già vice presidente per 9 anni di Almond International.


"Siamo emozionati e onorati di essere partner di Unoaerre - dichiara Jason Mandelbaum - un leader nel design e nella produzione nel settore orafo. La presentazione del marchio 1AR sicuramente rivoluzionerà il modo in cui i gioielli vengono acquistati nel Nord America. Nel difficile clima economico il lancio di questa nuova categoria di prodotti permetterà alle gioiellerie di reintrodurre la moda a prezzi accessibili".

Gli Stati Uniti tornano così nell'orizzonte UNOAERRE secondo un nuovo modello di penetrazione, dopo l'esperienza della filiale newyorkese della Gori e Zucchi INC, società attiva sul mercato americano fino al 2003 sui canali di distribuzione tradizionali.

***

UNO A ERRE ITALIA SpA

Creata da Leopoldo Gori e Carlo Zucchi nel 1926 e specializzata nella fabbricazione, distribuzione ed esportazione di prodotti di gioielleria, Uno A Erre Italia Spa è una delle aziende più rappresentative del Made in Italy. Leader mondiale e marchio di riferimento per la fascia medio alta del settore, vanta un'importante presenza sul mercato mondiale in oltre 30 paesi (Italia, Europa, Estremo Oriente, Nord America, Oceania, Medio Oriente) attraverso filiali dirette, uffici commerciali esteri o rapporti di partnership con distributori locali.


JAYDEN STAR L.L.C.

Commercializza e distribuisce accessori di alta moda sul mercato statunitense. Con sede a NY, Jayden Star è proprietaria di una galleria showroom al numero 385 5th Avenue nel quartiere di Manhattan.

Per maggiori informazioni:

Ufficio stampa UNO A ERRE Spa

Contatti: Francesca Spinelli - Romina Vecchiato

KOMETE Relazioni Pubbliche

Via Rezia, 4 20135 Milano

Tel +39.02.92870174 Fax + 39.02.92870175

Mike D'Antoni ai New York Knicks




Mike destinato ai New York Knicks


PHOENIX,   Il tecnico Mike D'Antoni, 57 anni, e i Phoenix Suns si separano dopo ben quattro stagioni e mezzo, che sono state memorabili.  

D'Antoni si è accordato, martedì, per assumere l'incarico di tecnico dei New York Knicks. La decisione è arrivata dopo oltre una settimana piena di speculazioni riguardanti la possibilità di continuare o no come tecnico dei Suns.
  
Quando gli sono state rivolte domande relative alla sua decisione di lasciare Phoenix, D'Antoni ha riferito solo cose positive della sua ex squadra.

"La mia famiglia è stata fortunata per avere vissuto a Phoenix nel corso degli ultimi sei anni" ha detto  D'Antoni. "Siamo stati accolti molto bene dalla comunità e mi auguro di essere stato in grado di restituire tutto questo con la stessa generosità e lo stesso amore che abbiamo ricevuto".

"Non ho nient'altro che il massimo rispetto e apprezzamento per la famiglia dei Suns e i residenti di Phoenix.

I tifosi hanno sostenuto questo programma con grande entusiasmo. Sono orgoglioso di aver lavorato con alcuni dei migliori giocatori della NBA e auguro alla squadra di continuare ad avere successo".


per maggiori informazioni:
Gordon James di Gordon C. James Public Relations, +1-602-274-1988, cellulare, +1-602-690-7551, gjames@gcjpr.com per Mike D'Antoni


sabato 3 maggio 2008

Papa Ratzinger aumenta la popolarità dopo visita negli USA



 


Knights of Columbus: Sondaggio indica un grande aumento della popolarità del Pontefice e della Chiesa in seguito alla visita papale negli USA



NEW HAVEN, Connecticut - Un terzo degli intervistati si è detto più propenso a votare e a svolgere un ruolo attivo nella società e nella chiesa

   Un sondaggio effettuato immediatamente dopo la visita di Sua Santità Benedetto XVI negli Stati Uniti mostra il grande impatto avuto dal Pontefice sull'opinione pubblica statunitense nei confronti del Santo Padre, della chiesa e dell'impegno per una fede vissuta fino in fondo. Il sondaggio nazionale su 1013 adulti è stato commissionato dai Cavalieri di Colombo e
condotto dal Marist College Institute for Public Opinion tra il 22 e il 24 aprile 2008. Lo stesso istituto aveva condotto un analogo sondaggio prima della vista papale, così da consentire il raffronto diretto prima e dopo l'evento.

   Ecco alcuni dei risultati salienti del sondaggio:

   - Il 65% degli americani ha un'opinione più favorevole di Papa Benedetto in seguito a quanto ha visto e udito durante la sua visita
   - Il 52% degli americani ha un'opinione più favorevole della
     Chiesa Cattolica
   - La percentuale degli americani che ha un'opinione favorevole di Papa Benedetto è passata dal 58% prima della visita al 71% dopo la visita
   - La percentuale di coloro che descrive in modo positivo il Santo Padre come leader spirituale è passata dal 53% al 62%
   - La percentuale di coloro che lo ritiene un leader
     internazionale di grande caratura è passata dal 41% al 51%
   - Il 56% ritiene che la sua capacità di promuovere buone
     relazioni tra la Chiesa Cattolica e le altre religioni sia
     buona od ottima, un'opinione condivisa solo dal 40% degli
     intervistati prima della visita
   - Più di un terzo (35%) degli intervistati afferma di sentirsi più consapevole dei propri valori spirituali in seguito alla visita del Santo Padre
   Dato ancora più significativo, quasi la metà (49%) ha indicato di comprendere meglio le posizioni della Chiesa Cattolica su importanti questioni, e una percentuale notevole di cittadini è preparata a modificare il proprio coinvolgimento di conseguenza:

   - Circa quattro persone su dieci si dicono più propense a
     condurre una vita fondata sulla morale e a dare più importanza alla famiglia
   - Un intervistato su tre si è detto più propenso a partecipare alle elezioni, alle attività della comunità e alla vita di chiesa in seguito alla visita papale
   Il supremo cavaliere Carl Anderson ha affermato che i risultati del sondaggio "mostrano chiaramente che il Papa Benedetto XVI ha offerto ai cattolici negli Stati Uniti una straordinaria opportunità. Gli americani sono un popolo altamente religioso, e hanno risposto in maniera molto positiva al messaggio di fede, speranza e amore che il Santo Padre ha trasmesso durante la sua visita. Spetta ora a tutti noi che facciamo parte della comunità cattolica saper camminare attraverso la porta che lui ha aperto per noi, e lavorare insieme per costruire una civiltà fondata sull'amore."

 
       per maggiori informazioni: Patrick Korten, +1-203-752-4474, o Andrew Walther, +1-203-824-5412, entrambi dei Cavalieri di Colombo

venerdì 18 aprile 2008

Robert Bryan, avvocato di Abu Jamal: "Il mio obiettivo è ottenere un nuovo processo e la sua liberazione"

Comunicato Stampa Ecoradio
 

Robert Bryan, avvocato di Abu Jamal:

"Il mio obiettivo è ottenere un nuovo processo e la sua liberazione"


"C'è uno spiraglio di luce in mezzo alle nuvole. La corte in questo caso ha rimandato la condanna a morte, sarà una nuova giuria nel nuovo processo a decidere la sentenza per la vita o per la morte. In questa decisione c'è di buono che la sentenza è stata frutto di tre giudici penali. Uno dei tre ha stilato 41 pagine in cui manifestava il suo disaccordo. Tra i principali problemi sollevati c'era il razzismo nel selezionare la giuria. La parte negativa della sentenza, invece, è che sarebbe necessario un nuovo processo e non solo una nuova giuria per riconoscere l'innocenza di Mumia Abu Jamal. Tuttavia la giuria ha respinto questa richiesta. Durante il processo, inoltre, uno della giuria si è rivolto al mio cliente definendolo "negro" e dicendo che sarebbe stato meglio e più sbrigativo ucciderlo: tutto questo è inaccettabile": così Robert Bryan, avvocato di Abu Jamal, ai microfoni di Ecoradio durante L'arca dei Diritti, trasmissione condotta da Riccardo Noury portavoce di Amnesty Italia.

E sulle prospettive future per Mumia Abu Jamal, ha aggiunto: "la prima azione giudiziaria sarà molto pesante perché hanno perso sulla pena di morte, quindi, sicuramente faranno appello sia alla Corte Suprema degli Stati Uniti sia rivolgendosi alla stessa Corte Federale e chiedendo una revisione del processo. In rappresentanza del mio cliente, il mio obiettivo è ottenere un nuovo processo e la sua liberazione. Lo voglio libero. Punterò in particolare sull'aspetto razziale del processo, abbiamo grandi aspettative di vittoria".

Ecoradio


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