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domenica 22 settembre 2019

FAKE NEWS: NEWSGUARD RECENSISCE I SITI DI INFORMAZIONE PER GARANTIRE TRASPARENZA E CREDIBILITÀ

FAKE NEWS: NEWSGUARD RECENSISCE I SITI DI INFORMAZIONE PER GARANTIRE TRASPARENZA E CREDIBILITÀ

Voti ai media e bollini di qualità

LA VERITA' CONTA: AGI PRIMA TRA LE AGENZIE DI STAMPA PER  CREDIBILITÀ E TRASPARENZA.

Dopo aver vagliato più di 2mila siti negli Stati Uniti prima di sbarcare nel Regno Unito, e da oggi anche in Italia, NewsGuard redazione americana che certifica l'attendibilità dei media online, ha recensito oltre il 70 per cento delle notizie online in Italia. Tra le maggiori testate italiane promosse a pieni voti  soltanto Agi Agenzia Italia, Il sole24ore, Il Fatto Quotidiano, Il, Leggo e The Post International.

Come è possibile da un lato difendere e valorizzare il giornalismo di qualità e dall'altro garantire ai lettori l'affidabilità delle notizie che si trovano online? Mettendosi a "guardia delle notizie". Almeno è quello che hanno pensato Steven Brill e Godon Crovitz, quando circa un anno fa hanno dato vita alla startup NewsGuard che si propone di analizzare la credibilità e la trasparenza dei siti di notizie e di informazione.

NewsGuard utilizza un approccio giornalistico per combattere le notizie false e la disinformazione. I meccanismi di funzionamento sono quelli di un giornale: ci sono riunioni di redazione, si selezionano i siti da prendere in considerazione, li si analizza e si condividono i risultati. L'analisi prevede la realizzazione di una scheda informativa quanto più possibile dettagliata sul sito preso in considerazione e la verifica del rispetto di nove parametri, divisi in due macro aree: credibilità e trasparenza.

"Il panorama dell'informazione italiana non esce male nel complesso dall'analisi di NewsGuard. La stragrande maggioranza dei siti di informazione rispettano i nostri criteri di attendibilità e correttezza, ma non si tratta di pagelle, piuttosto di indicazioni su come migliorare qualità e trasparenza dell'informazione online". Giampiero Gramaglia, giornalista, ex direttore dell'Ansa e oggi consulente senior di NewsGuard di cui è membro del comitato di consulenza, metodi e criteri usati dalla società che, attraverso un team di giornalisti basati a New York, ha analizzato finora circa 120 siti di informazione italiana, circa il 70% del panorama informativo presente su Internet.    

Agi .it è l'unico sito di informazione primaria in italia a rispettare tutti e 9 i criteri di credibilità e trasparenza di NewsGuard.

CREDIBILITA'
  • Non pubblica ripetutamente notizie false
  • Raccoglie e presenta informazioni in modo responsabile
  • Gestisce la differenza tra notizie ed opinioni in modo responsabile
  • Non pubblica titoli ingannevoli

TRASPARENZA
  • Il sito fornisce informazioni riguardanti il suo assetto proprietario e i suoi finanziamenti
  • Segnala in modo chiaro la pubblicità
  • Il sito indica i nomi dei responsabili e tutti i possibili conflitti di interesse
  • Fornisce informazioni sugli autori dei contenuti del sito

"La prima domanda che ci siamo posti con Riccardo Luna, quando arrivammo alla direzione di Agi è stata: che cosa è una agenzia? L'agenzia è la prima e più ampia fonte di approvvigionamento di informazioni e notizie per i media, suoi clienti storici. Ha ancora un ruolo? Sì, in un'epoca attraversata da una crisi strutturale del modello di business dell'editoria, l'agenzia ha più che mai il compito di facilitare colleghi e editori a ritrovare punti di equilibrio tra qualità dell'offerta informativa ai lettori e conto economico.  Quindi? Quindi ci siamo dati il primo obiettivo, che abbiamo individuato in un valore per noi non negoziabile, senza il quale tutto quello che avremmo fatto non avrebbe avuto alcun valorela verità conta .  Due semplici parole cariche di valore: per ricordarcele tutte le mattine le abbiamo inserite come pay off sotto la testata del sito e in tutte le nostre campagne di comunicazione." ha dichiarato Marco Pratellesi, condirettore di Agi.

"Secondo la pagella rilasciata oggi alle 15 per la prima volta sui media italiani (per ora ne sono stati esaminati sette su dieci), agi .it merita il bollino verde. Condividiamo questo onore con molti altri siti italiani, ma di pochissimi viene detto che rispettano "tutti e nove i criteri di credibilità e trasparenza di NewsGuard".  Questo non vuol dire che siamo perfetti: facciamo errori ogni giorno, ma li raccontiamo e li correggiamo senza far finta di nulla; non cerchiamo clic facili promettendo contenuti che non ci sono; cerchiamo di spiegare le cose difficili perché prima di tutto proviamo a capirle, studiandole; ci asteniamo dal mettere in rete roba tossica e scandalistica, che sappiamo farebbe traffico ma non aiuterebbe a capire come stanno le cose. La pagella di Newsguard è uno stimolo a fare ancora meglio. La trasparenza e la credibilità non sono un traguardo che si taglia ma un obiettivo che si rinnova. E soprattutto sono l'unica strada per restituire al giornalismo la missione di guardiano della democrazia" ha sottolineato Riccardo Luna, direttore Agi.


Dall'analisi NewsGuard, particolare menzione è stata attribuita a:

-       Agi pubblica spesso articoli esplicativi sotto il cappello "Sapere Tutto" sulle notizie principali del giorno
-       la sezione DataJournalism offre analisi approfondite e statistiche su molteplici argomenti
-       il sito fa anche Factchecking per valutare la veridicità di quanto affermato da personalità pubbliche
-       pubblica i commenti nella sezione BlogItalia e interviste video condotte dal direttore di Agi con i leader del mondo della politica, imprenditoria e cultura
-       ha giornalisti in Italia e nel mondo che forniscono una copertura diretta delle principali notizie
-       le storie sono create attraverso interviste e documenti, come rapporti governativi e ricerche credibili
-       alcuni articoli sono basati su quanto riportato da agenzie di stampa internazionali come AFP, EFE e INTERFAX
-       I titoli riflettono i contenuti in modo accurato
-       Compie regolarmente correzioni con note che spiegano l'errore
-       L'agenzia invita gli utenti a richiedere correzioni e rilasciare commenti
-       Il sito rivela la sua proprietà
-       La pagina chi siamo mostra un lungo elenco di staff con biografie e recapiti
-       Gli articoli sono firmati
-       I contenuti editoriali sono chiaramente distinti da quelli sponsorizzati


NewsGuard sbarca in Italia nel momento giusto. Un sondaggio condotto daYouGov, per conto di NewsGuard, indica la necessità di trovare soluzioni per contrastare il dilagare della disinformazione. Il 92 per cento degli intervistati è convinto che le informazioni false in rete siano un problema e il 78% vorrebbe una maggiore attenzione da parte dei social sull'affidabilità dei siti di notizie, mentre il 74% vorrebbe un maggior controllo da parte dei motori di ricerca. A fronte di queste richieste, NewsGuard può rappresentare una delle risposte al problema (come ritiene anche l'85% degli intervistati).

Inoltre, NewsGuard ha lanciato un programma gratuito destinato alle biblioteche italiane, che sostiene l'alfabetizzazione mediatica e consente ai partecipanti di impeganrsi criticamente nella valutazione dei siti di notizie che incontra sui social media e attraverso i motori di ricerca.


 AGI - Agenzia Italia Spa  è una delle principali news company italiane. Dal 1950 affianca con i suoi notiziari il mondo editoriale, istituzionale, economico ed industriale.


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www.CorrieredelWeb.it

giovedì 21 giugno 2018

Fake news. La foto del bimbo in gabbia tra bufale online e drammatica realtà


Questa fotografia non appartiene al contesto delle misure prese in Texas dal Presidente degli USA Trump contro i migranti provenienti dal Messico.

Ma i bambini messicani in gabbia ci sono finisti sul serio.


La foto virale è partita da un tweet del giornalista Jose Antonio Vargas

La foto non è stata scattata all'interno di una delle strutture del governo americano coinvolte nello scandalo.

Il debunker David Puente racconta la genesi di questo scatto nell'ambito di una protesta inscenata il 10 giugno 2018 davanti al Municipio di Dallas

Ma era d'impatto ed è stata utilizzata con un modo di fare (dis)informazione che io non apprezzo. 

Perché l'effetto boomerang che provoca è di far insinuare il dubbio che il fatto non sia mai avvenuto, come purtroppo è stato e come drammaticamente testimoniano per esempio queste tristi immagini:


La foto, che è stata subito condivisa viralmente su tutti i Social, è un'immagine usata per comodità e/o efficacia espressiva che però proviene da archivi fotografici. 

E' un'immagine utilizzata per suscitare emozioni, per trasmettere la drammaticità dell'avvenimento. 

Un po' come si narra che sia nata la famosa fotografia di Robert Capa del miliziano morente (che in scatti successivi appariva vivo e vegeto). 

Ma la foto del bambino resta un falso che il Giornalismo non dovrebbe consentirsi nella Fake Age.

lunedì 11 dicembre 2017

FederFauna: animalisti maestri di fake news, ma molti non se ne rendono conto

Da anni il mondo animalista diffonde notizie ingannevoli o distorte, quando non palesemente false, per condizionare i media, la politica, l'opinione pubblica ed ottenere visibilita', leggi a proprio favore e contro le categorie avversate, potere e finanziamenti. Lo fa in modo strategico e sistematico e FederFauna ha sempre denunciato tale fenomeno, ma in molti non se ne accorgono.

Cosa si nasconda dietro alla tanto propagandata etica degli animalisti, lo confermano anche fatti recentissimi: la condanna di un'addetta stampa della LAV, Lega Anti Vivisezione, per il reato di diffamazione a mezzo stampa, la condanna per truffa di Susanna Chiesa, presidente di Freccia 45 (altra associazione animalista), il rinvio a giudizio, sempre per diffamazione a mezzo stampa, di Edoardo Stoppa e Antonio Ricci (rispettivamente l'inviato "fratello degli animali" di Striscialanotizia e l'ideatore e responsabile del programma). Per Stoppa la Procura avrebbe aggiunto, alla diffamazione, anche la violazione di domicilio.

Queste notizie, vere, a giudicare dalle fonti, hanno pero' avuto meno diffusione ed impatto di tante altre, false, che la lobby animalista ha prodotto negli anni. Si e' parlato un po' di piu' di Susanna Chiesa perche' della sua truffa è stato vittima il cantante Fedez, ma molto poco della LAV.

Eppure non e' che il fatto in questione non abbia avuto conseguenze gravi: il Presidente dell'ANMVI, Marco Melosi, subi' attacchi sui social network , nonche' molestie e minacce perpetrate da sconosciuti nei suoi confronti e di tutta la sua famiglia, solo perche' "accusato" dalla LAV di essere coinvolto nella difesa dell'allevamento Green Hill, quando non era vero. Di fatto, non ci sarebbe stato nulla di male se il professionista, per incarico o per propria legittima opinione, avesse preso le difese dell'impresa "accusata di vivisezione" (pratica peraltro vietata in Italia da decenni), ma non lo aveva fatto, e la notizia falsa, diffusa in un ambiente "empatico e sensibile" (?!?!) come quello animalista, porto' alle citate conseguenze che condizionarono pesantemente la sua vita e quella dei suoi cari.

Tra l'altro, quelle conseguenze erano pienamente prevedibili, percio' e' lecito pensare che la LAV, oltre a voler ottenere la chiusura di Green Hill, abbia usato una tale strategia perche' voleva ottenere qualcosa anche dall'ANMVI.

E puo' darsi pure che ci sia riuscita, visto che oggi migliaia di lavoratori del circo tradizionale rischiano di perdere i propri animali e milioni di appassionati la loro attrazione preferita, principalmente a causa di uno studio definito "scientifico", ma in realta' fake, di matrice chiaramente animalista (condotto da S. Harris, pagato da associazioni animaliste), ma condiviso anche dalla FVE.

Quindi non sono solo le fake news su Donald Tump, sulla Brexit, sui referendum, su Renzi o Berlusconi, che rappresentano una minaccia alle nostre democrazie, alla nostra liberta'... Lo sono anche tante altre. Anzi, altre forse sono ancor piu' pericolose proprio perche' vengono sottovalutate.

E che vengano sottovalutate non c'e' dubbio. Si pensi solo alla diffusione delle statistiche ridicole degli animalisti, come quelle di Enpa, Lav, Lipu e Lndc sugli incendi estivi, quelle sulle cosiddette "vittime della caccia", sui "combattimenti tra cani", su altri reati a danno degli animali. 

Gia' anni fa FederFauna pubblico' il resoconto: "Quando gli animalisti danno i numeri (ma i conti non tornano)", ma purtroppo nel tempo e' cambiato poco.

Il blog "Butac - bufale un tanto al chilo", uno dei piu' attivi nella lotta contro bufale, disinformazione e frodi online, ma anche altri siti di debunking, ne hanno smontate a decine di notizie provenienti dal mondo animalista. Ci sono anche gli Husky violentati, i musulmani "contro le gite", la Oxford University contro Peppa Pig, eppure le "animal rights fake news" continuano a trovare riscontro.

Non e' ben chiaro se media grandi e piccoli le diffondano involontariamente per mancata verifica della fonte, ritenuta attendibile anche quando non lo e', o per mancanza di tempo, oppure se lo facciano sapendo benissimo che sono false, per fini politici o di marketing, ma purtroppo questo avviene.

Una notizia che fa leva su emozioni e sensazioni o si appella a convinzioni personali, e le notizie sugli animali hanno piu' o meno tutte questa caratteristica, viene percepita e accettata dal pubblico come vera, senza nessuna analisi della sua effettiva veridicita' o logicita', senza riflessioni sulle possibili conseguenze, finendo per influenzare l'opinione pubblica spesso con conseguenze gravi. L'odio dentro e fuori dalla rete ne e' un esempio.

FederFauna
Confederazione Sindacale degli Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali



martedì 10 ottobre 2017

Torna Glocalnews, il festival del giornalismo digitale


Risultati immagini per Glocalnews

16-18 novembre: torna Glocalnews, il Festival del Giornalismo Digitale

Varese per tre giorni sarà al centro del mondo editoriale con incontri, workshop, confronti, barcamp su cultura digitale, comunicazione, mondo social e attualità. 50 eventi, 150 speaker, 2000 giornalisti attesi e la possibilità, per studenti e volontari, di prendere parte in modo attivo al festival.


Torna l'appuntamento con il Festival del giornalismo digitale. Varese ospiterà dal 16 al 18 novembre Glocalnews: dibattiti, workshop e momenti di formazione dedicati ai giornalisti e ai professionisti della comunicazione.
Il Festival, alla sua sesta edizione, è organizzato da Varesenews e per il quarto anno vedrà la collaborazione con l'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, il Consiglio regionale della Lombardia e numerose altre istituzioni e realtà. 

Varese per tre giorni sarà al centro del mondo editoriale con la presenza di oltre 150 speaker in rappresentanza di tutte le principali testate nazionali e locali. Oltre 50 gli eventi in programma, alcuni dei quali realizzati grazie alla partnership con Ona Italia, la più autorevole associazione mondiale di giornalismo digitale, e con Anso (Associazione nazionale della stampa online). Sono attesi circa duemila giornalisti da ogni parte d'Italia.

Invariata la formula del festival che propone numerosi appuntamenti sulla cultura digitale e una sezione dedicata al cibo e al mondo del cinema. «La sesta edizione di Glocalnews è molto importante per noi perché segna un momento di passaggio e allo stesso tempo un traguardo importante – spiega il direttore di Varesenews, Marco Giovannelli –. Vent'anni fa nasceva il nostro giornale, il primo quotidiano digitale della provincia di Varese. Da allora di strada ne abbiamo fatta molta, una strada a volte in salita ma che ci ha condotto a vette che neppure immaginavamo di poter raggiungere. Ed è un po' per sottolineare il nostro percorso e la soddisfazione di aver raggiunto questi risultati, che quest'anno abbiamo deciso di dedicare una serata, Venti di noi, allo sviluppo che hanno avuto Varese, l'Italia, il mondo con la diffusione del digitale. Una seconda serata invece sarà dedicata alle visioni sul futuro delle città».

Particolarità del festival, in questi anni, è stata la capacità di coinvolgere la città di Varese, le scuole e le università. Anche quest'anno parteciperanno diversi team di studenti provenienti da tutta Italia, tra cui lo IULM di Milano, la scuola di giornalismo Walter Tobagi, l'Università di Perugia, l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, l'Università dell'Insubria e altre ancora.

Sono tante le opportunità per prendere parte in modo attivo al festival, soprattutto per i più giovani: l'organizzazione è infatti alla ricerca del nuovo social media team che racconterà in tempo reale tutti i momenti della manifestazione dopo un periodo di formazione con esperti di comunicazione digitale. I ragazzi delle scuole superiori e i volontari cureranno la parte social del festival ed entreranno a pieno titolo nell'organizzazione. Per essere selezionati, occorre candidarsi sul sito del festival.

Un appuntamento fisso di Glocalnews resta BlogLab, il laboratorio di giornalismo dedicato agli studenti delle scuole superiori che da quest'anno prevede una forte quota di giovani provenienti da tutta Italia e che viene realizzato con il supporto del Ministero dell'Istruzione e del Consiglio regionale della Lombardia. Il punto "strategico" del laboratorio sarà quest'anno l'istituto Daverio di Varese. Gli studenti possono organizzarsi in squadre e candidarsi nella sezione dedicata del sito.

Il centro della città è il cuore pulsante del Festival: le sedi degli incontri saranno il Salone Estense, la sala Varese Vive, la Camera di Commercio e il Santuccio. La splendida cornice di Villa Panza ospiterà molti degli appuntamenti dedicati al cibo. Le serate si terranno tutte al Centro Congressi Ville Ponti.



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mercoledì 10 maggio 2017

“Verità, post-verità, alternative fact. Lo storytelling diviene realtà?”



Convegno alla Camera dei deputati


10 maggio 2017

#SocialCom17 - La Comunicazione al Tempo dei Social


Roma, 10 maggio 2017 - Dopo il successo delle precedenti 3 edizioni, torna a Roma - il 10 maggio alla Camera dei Deputati - l’appuntamento dell’anno con il mondo dei social #SocialCom17 - La Comunicazione al Tempo dei Social, il convegno dedicato all’analisi del rapporto tra social media, comunicazione e informazione che vedrà la Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e altri leader politici, rappresentanti istituzionali, giornalisti, manager delle più importanti aziende presenti nel territorio nazionale, comunicatori, blogger e influencer confrontarsi sul tema “Verità, post-verità, alternative fact. Lo storytelling diviene realtà?”.

#SocialCom17 è organizzato da Fondazione EYU e da SocialCom, in collaborazione con Ferpi, Festa della Rete e con l’Ordine dei Giornalisti, che rilascerà crediti formativi agli oltre 200 giornalisti già iscritti al convegno.

Luca Ferlaino, fondatore e socio di SocialCom, spiega che “la maggior parte degli italiani socializza, investe e soprattutto si informa attraverso i social network, per questo motivo non possiamo più considerare i social meri strumenti di interazione ma veri e propri media. Dall’esigenza di provare a regolamentare i social network nasce l’idea di porre l’attenzione sul tema delle fake news con l’obiettivo di educare i fruitori, siano essi privati, aziende o media, ad un uso sempre più consapevole, da un lato, e di trovare soluzioni efficaci che impediscano a monte la diffusione delle bufale, dall’altro”. 

Quest'anno il convegno, infatti, accende il dibattito sulle nuove forme di diffusione delle notizie, indagando il rapporto tra media tradizionali e social network, scoprendo come verificare l’attendibilità delle fonti e spiegando come avviene la formazione del consenso. 

La nuova edizione pone l’accento sulle “post verità”, più comunemente dette “bufale”, che talvolta riuscendo ad influenzare le scelte degli italiani e condizionando persino la vita politica ed economica del Paese.

Grazie al contest “Dalla Rete al Parlamento”, tutti gli utenti interessati potranno inviare, tramite la mail info@socialcomitalia.it o andando sul sito www.socialcomitalia.com, un proprio contributo scritto sui temi trattati durante il convegno, tali contributi saranno pubblicati sulla rivista on-line SocialCom e 4 di loro, selezionati da una giuria di qualità, apriranno i tavoli del prossimo convegno #SocialCom18.

IL PROGRAMMA, GLI OSPITI E I TEMI

Aprirà il convegno Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati, poi il Direttore del Tg La7 Enrico Mentana interverrà sul tema “Le fake news avvelenano la democrazia, come la post-verità influisce sulla vita delle persone e degli Stati. I Protagonisti raccontano lo scenario”.

Elisabetta Sterni, al centro della cronaca degli scorsi mesi per la diffusione di un video personale tramite WhatsApp, racconterà la propria storia dando testimonianza di come il web possa distruggere una vita.

Seguiranno gli interventi di Diego Ciulli, Policy Manager di Google, Andrea Ceron di Voices from the blogs, rispettivamente sul ruolo di Google rispetto alla qualità dell’informazione on-line e sulla società dell’informazione e della credulità.




Firme importanti del giornalismo italiano come Gianni Riotta (Corriere della Sera), Peter Gomez (Il Fatto Quotidiano), Jacopo Iacoboni (La stampa), Annalisa Chirico (Il Foglio), Federico Ferrazza (Wired), Emiliano Fittipaldi (L’Espresso) si confronteranno, invece, sul tema Informazione e post-verità. Quale ruolo spetta ai giornalisti?”

“Post-verità. Come le aziende possono difendersi dalle “bufale”, in questa tavola rotonda la voce delle aziende del Paese è rappresentata da Pier Donato Vercellone (Presidente Ferpi), Daniele Chieffi (Head of social media management and digital pr Eni), Tullio Camiglieri (Responsabile Comunicazione Tivùsat), Piero Tatafiore (Responsabile Comunicazione Corporate Gruppo Industriale Maccaferri), Andrea Prandi (Presidente Smartitaly), Cristina Broch (Public Affair and Communication Director Coca Cola Italia), Simonetta Giordani (Manager, ex Sottosegretario di Stato al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo).

Chiuderanno il convegno blogger e influencer come Salvatore Aranzulla, Benedetto Motisi, Gianluca Neri, Riccardo Scandellari, Rachele Zinzocchi, Riccardo Esposito, Pier Luca Santoro.


mercoledì 19 aprile 2017

Informazioni e comunicazione nell’epoca dei social network al centro di un convegno a Roma

Giovedì 20 aprile alle ore 10.30

Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia - Via XX Settembre, 2


Come si è evoluto e come cambierà nel prossimo futuro il mondo della comunicazione?

I social network sono destinati a soppiantare definitivamente i media tradizionali come principale veicolo di informazioni al grande pubblico?

Saranno questi gli argomenti centro del Convegno “Informazioni e comunicazione nell’epoca dei social network”, organizzato dall’Associazione culturale e di promozione sociale “Meridiani”, in programma giovedì 20 aprile alle ore 10.30 presso il Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia (Via XX Settembre 2, Roma).

Ne discuteranno i giornalisti e scrittori Sandro Provvisionato, Pino Scaccia e Giuseppe Scanni insieme ad Agostino Pedone, Presidente Onorario dell’Associazione Meridiani; coordinerà il dibattito Francesco Albanese, Direttore Tg di Teleroma 56.

venerdì 23 settembre 2016

La bufala delle multa di 4mila euro e ritiro della patente per chi fuma mentre guida

Divieto di fumo in auto: da oggi multe sino a 500 euro
Roma, 23 settembre 2016. Io non fumo e penso che fumare mentre si guida possa distrarre o comunque impegnare una delle due mani e quindi sarei pure d'accordo col punire con severità chi guida fumando.  
Ma da domani non scatta una multa di 4mila euro e tanto meno il ritiro della patente di guida.


In effetti, il Decreto 6 del 12 gennaio 2016 che recepisce la Direttiva europea 2014/40/UE sul ravvicinamento delle disposizioni relative al tabacco sancisce il divieto di fumare in auto se ci sono gestanti o minori.

Anche per chi fuma all'aperto davanti scuole e ospedali o in auto (anche ferma), in presenza di minori e donne incinte, scattano le sanzioni previste dall'articolo 52, comma 20, della legge 28 dicembre 2001, numero 448. 

E quindi da 25 a 250 euro per fumo all'aperto davanti a scuole e ospedali e fumo in auto in presenza di minori sotto i 18 anni. 
Multe da 50 a 500 euro per fumo in auto in presenza di minori sotto i 12 anni e/o di donne incinte. 

La multa è a carico sia del guidatore sia del passeggero adulto che fuma in presenza di donne incinte e/o minori.

Ma, come vi dicevo, la notizia che in queste ore sta rimbalzando online, soprattutto su facebook, e che ciclicamente rispunta sui social, condivisa da persone in mala fede o disarmanti sprovveduti è testualmente:

"Da domani scatta il divieto di fumare in auto, ritiro di patente e multa fino a 4.000 euro".

La notizia, in questi termini, è quanto meno distorta se non del tutto priva di fondamento. Diciamolo subito.

Il cosiddetto articolo pubblicato su una pagina/sito di Altervista (leggasi l'illuminante suo disclaimer, citato testualmente in fondo alla pagina) parla del disegno di legge che va a modificare l'articolo 173 del Codice della strada nel senso di introdurre il divieto totale per i conducenti di fumare durante la guida, sostenendo che sarebbe da approvare... "domani". 

Il disegno di legge esiste, lo sottolineo, e se ne parla da circa due anni, ma che da domani sia approvato e scattino le suddette sanzioni è falso.

La pseudo-notizia non riporta alcuna data, ragione per cui ogni giorno è domani (così la bufala è sempre riproponibile senz'alcuno sforzo creativo). 

In ogni caso tutti sanno che ogni iter legislativo non è mai, immediato, istantaneo. 
C'è sempre bisogno di un arco temporale più o meno lungo. 
Ci sono come minimo tempi tecnici dall'approvazione di una legge, alla sua ufficialità tramite pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sino all'entrata in vigore delle sanzioni per il mancato rispetto. 

Quindi, se la notizia della discussione del disegno di legge fosse vera (e comunque "oggi" non sapremmo ancora se "domani" verrebbe approvato), certamente da domani non scatterebbe alcuna multa. 

Questa quasi-notizia periodicamente viene riproposta da siti bufala che pubblicano appositamente finte notizie clamorose e allarmanti solo per ottenere clic e condivisioni. 

In questo caso il sito (non una testata giornalistica) cita come fonte non il programma della prossima seduta parlamentare ma un altro sito che a sua volta è un'altra finzione ed è sempre riconducibile ai medesimi "attori". 

Purtroppo il fenomeno delle bufale via web è impazzito. Si va dalle finte leggi assurde, ai finti coccodrilli di personaggi pubblici prematuramente "dipartiti", a finte dichiarazioni eclatanti di esponenti politici. 

L'informazione che passa attraverso i social è ancora più malata e manipolata di quella dei tradizionali media dove, almeno, la lettura della "realtà" è filtrata in modo molto più esplicito e dichiarato. 

Invece, qui nel web, gli u-tonti dei social, si bevono tutto, leggono i titoli e manco gli articoli. 
Sono tutti presi da una folle foga di condividere e commentare dicendo la propria sulla qualunque. Poca voglia di capire, nessuna di approfondire e verificare.  
Hic et nuc, qui e subito, si sente l'incontinente urgenza di urlare qualcosa di clamoroso.

E così un mezzo staordinario che ci permette di comunicare con milioni e milioni di altre persone, di condividere la conoscenza umana, naufraga di fronte ai novelli web-untori. 

L'indignazione verso l'operato meschino di questi soggetti è massima e intanti sentono il bisogno intellettuale di mettere in guardia da questi disonesti manipolatori. 

Per fortuna ci sono anche individui che hanno fatto come propria mission la lotta ai bufalari, come l'ottimo Paolo Attivissimo o gli ironici ragazzi del sito "Bufale un tanto al chilo" (www.butac.it). 
Se avete dei dubbi sull'autenticità di una notizia letta in Rete, vi suggerisco di andare sempre a fare una verifica in questi siti che smascherano i truffa-web di ogni s'orta.

Infine, vorrei ricordare l'articolo 656 del codice penale: "Chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309." 

Non mi aspetto che i siti spara-balle vengano multati, ma almeno auspicherei una condanna da parte degli utenti (non tonti) del web per questa pratica immorale della ricercata diffusione di deliberate falsità.
                                                                                                          andrea pietrarota 

 

Note
L'abominevole dichiarazione di esclusione di responsabilità di Altervista è tutta un programma. Scriviamo/pubblichiamo qualsiasi cosa, ma non siamo responsabili di nulla. Se ci credete, peggio per voi e, al limite, rivolgetevi alle "autorità competenti". Che tradotto a casa mia significa "attaccatevi al secchio"!

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venerdì 25 giugno 2010

Trismoka Press Tasting: conoscere, gustare, informare

Trismoka, azienda del Bresciano, da 40 anni opera con l’occhio puntato alla qualità in tutte le fasi della lavorazione del caffè, dal chicco verde alla sua commercializzazione. E’ una delle aziende organizzatrici di corsi e gare che portano alla qualificazione per il World Barista Championship, oggi in dirittura d’arrivo a Londra.

L’azienda lavora a tutto tondo, sulla materia prima, ma anche sulla diversificata promozione della cultura del caffè. Il 15 giugno ha offerto con “Trismoka Press Tasting” una “lezione di caffè” per giornalisti. Svoltasi sul lago d’Iseo a Paratico (BS), curata dal patron della ditta, Paolo Uberti e da Andrea Lattuada, campione baristi italiani nel 2003. Al termine tutti a sperimentare un menù insolito e accurato, frutto della creatività dello chef Michele Lasco del ristorante Bella Iseo di Pilzone.

Prima portata: “Risotto al Gran Caffè Gourmet Trismoka”, che accosta pesce trattato secondo la migliore tradizione di Montisola a prodotti tipici del territorio italiano, capperi di Pantelleria, riso Carnaroli “Motta” Borgo Ticino e burrata di Andria.
Secondo piatto: “Coppa di maialino Pata Negra con salsa al Caffè Trismoka, Miscela Brasil, e pepe giamaicano”. Ancora suggestioni esotiche con lo “Sformato al cioccolato con cuor di Caffè Trismoka”, cioccolato caraibico che si sposa con la fragranza della Miscela Degustazione Trismoka.

Un menú, pensato per richiamare sensi e immaginazione, indicare possibilità inaspettate per l’ingrediente caffè e continuare a stimolare e offrire il meglio al consumatore.

Per visualizzare articolo e foto [Link]

giovedì 17 dicembre 2009

STATUS QUO: L’INFORMAZIONE IN EQULIBRIO TRA L’UTILE E IL DILETTEVOLE


A Catania c’è un nuovo modo di proporre l’informazione: Status Quo, il pocket magazine da oggi in distribuzione con oltre 15.000 copie.


Dall’esperienza de L’Editoriale, periodico di informazione e cultura prende vita STATUS QUO, magazine free press, su carta patinata in formato pocket, completamente a colori, con una tiratura di oltre 15.000 copie. Già disponibile on-line (www.leditoriale.it/pdf/sq09.pdf), da oggi in distribuzione su Catania e provincia. Il magazine nasce dall’idea di offrire ai lettori un nuovo modo di percepire e partecipare alle notizie. Cattura lo status quo della realtà contemporanea, ne indaga gli aspetti primari e ne fotografa le sfaccettature, offrendolo al lettore con un linguaggio fresco e un packaging accattivante. Divertente, gratuito, di tendenza e di cultura, offre 64 pagine di rubriche e suggerimenti che uniscono l’utile al dilettevole.

Con un taglio editoriale trasparente e lineare STATUS QUO si pone fuori dal coro. Dalla collaborazione creativa di un qualificato team di professionisti prende vita un mondo di interviste, inchieste, rubriche e curiosità su tutto ciò che oggi è “status”:
Status attuality: con obiettività si alimenta la conoscenza dell’uomo dando voce agli eventi e ai fatti più importanti della contemporaneità. Si propongono interviste inedite a personaggi del mondo della cultura, della politica, dell’arte, della musica, della scienza, della medicina, della vita sociale, del turismo; affiancate da inchieste di approfondimento, condotte da esperti di settore, sulle tematiche più controverse.
Status symbol: stile, bellezza, people & show, shopping, benessere, life style, divertimento, vita notturna e curiosità, una finestra aperta sul mondo delle ultime tendenze locali e nazionali. Si propongono rubriche e curiosità sul mondo che fa tendenza, con un occhio di riguardo al divertimento e alla vita notturna, offrendo ai lettori un modo per essere sempre aggiornati e al passo con i tempi.

STATUS QUO è un nuovo mezzo di comunicazione in cui viene dato grande rilievo all’informazione commerciale pubblicitaria. Alla qualità dei contenuti è sempre abbinata l'accuratezza nella scelta delle immagini, la veste grafica inconfondibile, la realizzazione di pagine pubblicitarie che danno al cliente una vetrina unica e prestigiosa. Gli inserzionisti hanno la possibilità di diventare a loro volta “partner” del progetto, apportando un utile contributo alla realizzazione e alla stesura degli articoli a tema. Al tempo stesso, non viene trascurata la partecipazione dei lettori che hanno la possibilità di suggerire e proporre argomenti d’interesse collettivo anche mediante l’uso dei social network.

“L’Editoriale, periodico di informazione e cultura, si appresta ad entrare nel suo quinto anno di vita raggiungendo appieno gli obiettivi che si era prefissato. – dichiara il direttore editoriale Alessandro Favara - La presenza capillare sul territorio, gli argomenti trattati, la serietà e lo spirito d’imparzialità trasmesso nelle sue pagine hanno permesso al mensile di ritagliarsi un’importante fetta nel mondo dell’informazione gratuita a Catania e nella sua provincia. Nell’ottica di una continua crescita ho il piacere di presentarvi il numero zero di questo magazine, oggi supplemento de L’Editoriale, che ha come obiettivo quello di diventare un punto di riferimento nel settore editoriale per la ripresa economica del territorio”.


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domenica 25 ottobre 2009

A PROPOSITO DELL'ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA SUL MEZZOGIORNO.

UN COMMENTO ALL'ARTICOLO DI PANEBIANCO APPARSO SUL CORRIERE DELLA SERA

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


Con il titolo di "Emergenza Meridionale", il professore Angelo Panebianco , il 22 Ottobbre scorso, ha affrontato il problema della corruzione e del degrado in cui stanno affondando le Regioni del Sud ed in particolare la Campania. Il sessantunenne Professore di Bologna, è il più significativo riferimento di quell'elittismo liberale, che sembra avere sempre tutte le soluzioni giuste ai problemi sociali e politici del paese, ma che, purtroppo, nessuno è interessato a praticare. Nel suo articolo ci sono delle riflessioni giuste, che condividiamo sul piano dell'analisi. Denunciamo da tempo il decadimento della società napoletana e della Campania. Nessuna politica, ne di destra, ne di sinistra sembra in grado di scalfire il ventre molle di quella borghesia meridionale che vive di clientelismo, che lucra con gli incarichi professionali, improduttiva ed incapace di esprimere una cultura di governo che non sia legata al privilegio ed alla assistenza. Non è un caso che coloro che sono coinvolti negli scandali, nelle inchieste, oltre ai politici di turno, sono alti funzionari dello Stato, professionisti, professori universitari ed imprenditori. Purtroppo, a dispetto del titolo dell'articolo, questa non è una emergenza. La stessa classe dirigente che si era aggregata attorno a Lauro, è quella che ha sostenuto Gava e Pomicino, negli anni della Democrazia Cristiana. Dopo un breve momento di confusione, dovuto a Tangentopoli, la nuova generazione della classe dirigente napoletana, i figli di quella borghesia senza cultura di impresa, si sono raccolti attorno a Bassolino e ne hanno provocato, prima l'allontanamento dalla elaborazione politica, poi hanno favorito il suo isolamento dai cittadini ed infine, lo hanno abbandonato ad una solitudine politica alla quale lui ha tentato di rispondere mantenendo il potere a tutti i costi, sia nelle istituzioni che nel partito. Tutto questo non poteva che produrre un fallimento ed un degrado morale e politico che nessun risultato sul piano della realizzazione dei programmi potrà mai ribaltare. Non è una emergenza quella che viviamo, ma la continua riproduzione di un male antico che non siamo, ancora, capaci di curare.

Concordiamo con Panebianco quindi, quando afferma: " Il problema (che sta mettendo a rischio l' unità stessa del Paese) della Campania, come di vaste zone del Sud, è che non c' è più da decenni un progetto plausibile per lo sviluppo nel Mezzogiorno. Non ce l' ha la destra come non ce l' ha la sinistra."

Purtroppo, tutti i progetti di sviluppo che sono stati avviati negli anni passati, avevano il difetto di essere calati dall'alto, non erano maturati nella società meridionale, ma venivano imposti insieme ad una cultura che ci era estranea e che spesso abbiamo rifiutato nei fatti, pur accettandola come un nale necessario. Questa pratica ha consolidato i comportamenti parassitari e corrotti che oggi ritornano come mali endemici.

Non abbiamo bisogno di commissari, abbiamo bisogno che il paese abbia fiducia in noi! Sin da quando ho avuto uso di ragione, ricordo che nel Sud sono state attivate leggi speciali, che consentivano deroghe alle leggi ordinarie per superare le emergenze in atto. Queste leggi prevedevano quasi sempre dei commissari, che sistematicamente hanno fallito il loro compito, travolti da scandali e da critiche.Zamberletti fu uno dei casi più emblematici di commissario che doveva evitare tutto quello, che invece successe, nel dopo terremoto dell'Irpinia del 1980.

Non abbiamo più bisogno di commissari che si arrendono, perché non capiscono, oppure si adeguano al sistema della corruzione. L'esempio di Morando, commissario del PD e la sua resa di fronte all'evidente fallimento di quel partito in Campania, è l'ultima rappresentazione di quanto sia sbagliato pensare che i mali del Sud siano semplici e che un mediocre politico sia in grado di risolverli velocemente. Tra non molto, anche il Presidente del Consiglio Berlusconi, dovrà fare i conti con un insuccesso sulla raccolta dei rifiuti. Quando anche l'efficientismo del premier si sarà scontrato con il coacervo delle contraddizioni della Campania, allora avremo veramente toccato il fondo.

Che fare? Avere pazienza e ricominciare da capo, Dopo ogni caduta, la vera qualità del nostro popolo è proprio la pazienza. Questa virtù, che non significa rassegnazione, rappresenta una cultura millenaria di chi ha il coraggio di guardare in faccia i problemi e che sa che non esistono scorciatoie per risolverli, ma occorre il tempo necessario per rialzarsi dalle cadute e ritornare a sperare. Questa virtù deve produrre come primo effetto, la riaggregazione sociale dei cittadini, che devono sentirsi, tutti, senza nessuna esclusione, parte di uno stesso progetto. Solo in questo modo si potrà ottenere una nuova selezione della classe dirigente in grado di elaborare un progetto di sviluppo che parta dalle esigenze dei cittadini e che riesce ad interessare tutto il Sud. Dobbiamo avere fiducia in noi stessi, non esiste nessuno, tanto disinteressato, che possa risolvere i nostri problemi, sappiamo che la camorra, la corruzione e la mala politica possono essere sconfitte, lo abbiamo già fatto nel passato, possiamo farlo ancora. Ci deve sorreggere in questo nostro lavoro, il ricordo dei tanti che hanno contribuito in maniera disinteressata e competente alla immagine ed allo sviluppo di Napoli e della Regione, il nostro pensiero va a Maurizio Valenzi, sindaco di Napoli tra i più amati e ricordati, il nostro esempio deve essere Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, che per onestà e rettitudine, ricorda il compianto primo presidente Enrico De Nicola. Quanti altri nomi e quante altre splendide figure mi vengono alla mente mentre scrivo queste note: Francesco De Martino, Drancesco Casavola e l'avvocato Marotta dell'Istituto Filosofico. I nomi sono tanti, non esiste solo il male a Napoli, ma anche il giusto ed il bene. Dobbiamo fare in modo che i meridionali ritornino ad essere protagonisti del loro futuro. Questa è la politica che dobbiamo sollecitare nei giovani che dovranno ereditare un passato tanto gravoso di errori, ma a cui non mancheranno gli esempi per costruire un mondo diverso e migliore.


L'articolo di Panebianco

IL SUD TRAVOLTO DALLE INCHIESTE

L' EMERGENZA MERIDIONALE

L' inchiesta che coinvolge l' ex ministro della giustizia Clemente Mastella, alcuni suoi familiari ed esponenti dell' Udeur è l' ultimo tassello che si aggiunge alle affollatissime cronache politico-giudiziarie campane. Ha scioccato tutti il caso di Castellammare di Stabia: il camorrista con tessera del Pd che ha ammazzato un consigliere comunale del suo stesso partito. Poi c' è stata la sconsolata intervista (Corriere, 20 ottobre), di fatto una dichiarazione di impotenza, di Enrico Morando, commissario straordinario del Partito democratico in Campania. Mentre, a pochi giorni ormai dalle primarie del Pd, si discute se sospenderle o no in Campania, date le condizioni in cui versa il partito (come dimostrano i tesseramenti gonfiati dalle lotte di corrente). Una débâcle per il Pd in una regione nella quale la sinistra è dominante da decenni. Si aggiunga, per completare il quadro campano, che anche a destra, nelle fila dell' opposizione, non se la passano bene. Come mostra il conflitto, interno al Pdl, sulla candidatura alle regionali di Nicola Cosentino, a sua volta coinvolto in un' indagine per presunte relazioni con la camorra. Premesso che l' unico modo per salvaguardare un minimo di civiltà è tenersi abbarbicati alla presunzione di non colpevolezza per qualunque indagato, resta che i discorsi che si sentono fare sanno di vecchio. Si può continuare a guardare il dito anziché la luna e raccontarsi che il problema sono le «infiltrazioni» criminali nei partiti o il clientelismo dei politici. Ma significa prendersi in giro. I partiti, organizzati o no, pesanti o leggeri, sono strutture che si adattano all' ambiente. L' ambiente è il Paradiso? I partiti saranno composti da angeli. L' ambiente è l' inferno? Prevarranno i diavoli. L' ambiente chiede sostegno al mercato? E' ciò che i partiti daranno. L' ambiente chiede spesa pubblica e clientelismo? I partiti soddisferanno la richiesta. Non è dai partiti ma dalla società che dovrebbe partire la bonifica. Il problema (che sta mettendo a rischio l' unità stessa del Paese) della Campania, come di vaste zone del Sud, è che non c' è più da decenni un progetto plausibile per lo sviluppo nel Mezzogiorno. Non ce l' ha la destra come non ce l' ha la sinistra. A meno che non si dica che il progetto per il Mezzogiorno sia il federalismo fiscale (si può immaginare l' effetto catartico del federalismo fiscale su Castellammare di Stabia). O la banca del Sud. O i piani per una «Lega Sud» (che sarebbe anche una buona idea ma solo se il suo slogan fosse «mettiamoci a fare denaro», ossia impegnamoci per lo sviluppo, anziché «dateci i denari»). Forse sarebbe il caso di convenire che in ampie zone del Sud (non in tutte, certo) mancano attualmente le condizioni minime che rendono praticabile la democrazia locale (comunale, provinciale, forse anche regionale) e che un commissariamento centrale si rende, per quelle zone, e per molti anni, indispensabile. In modo da coordinare interamente dal centro sia la guerra alle organizzazioni criminali sia l' imposizione (per lo più, contro le classi dirigenti locali) di progetti di sviluppo. Occorrerebbe un accordo di ferro fra maggioranza e opposizione. Siccome quell' accordo non si può fare, continueremo ad ascoltare impotenti le notizie che arrivano dalla Campania e da altre zone del Sud lamentando le solite infiltrazioni, la solita corruzione, il solito clientelismo.

Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

giovedì 18 giugno 2009

Arbor Networks: ragioni politiche dietro gli attacchi DDoS in Bielorussia

Arbor Networks: ragioni politiche dietro gli attacchi DDoS in Bielorussia

Milano, 18 Giugno 2009 – Arbor Networks, leader nelle soluzioni per il controllo della sicurezza delle reti mondiali, riporta nel proprio blog un’interessante analisi dei recenti attacchi sferrati ad un sito di notizie bielorusso, che potrebbero segnalare un’intensificazione della “guerra cibernetica” all’interno della regione.

Sebbene non sia ancora chiaro da dove provengano questi attacchi, è presumibile pensare che dipendano dalle recenti tensioni politiche esistenti tra Bielorussia e Russia.

Vi invitiamo a leggere il commento di Jose Nazario, Senior Security Researcher di Arbor Networks, che propone un’analisi approfondita del fenomeno, riportato qui sotto o al link:

http://asert.arbornetworks.com/2009/06/ddos-floods-in-belarus-political-motivations

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Dal blog di Josè Nazario - Su segnalazione di @infopolicy su twitter, siamo andati ad analizzare gli attacchi rivolti contro Charter97.org, un sito bielorusso specializzato in notizie. Il sito è evidentemente sotto attacco da diversi giorni e lo è stato anche negli ultimi due mesi.

Come generalmente facciamo quando accadono queste cose, abbiamo proseguito la nostra indagine analizzando la cronaca. È certo che vi sia una certa tensione locale fra Bielorussia e Russia. L'articolo della Associated Press riportato di seguito, che spiega come la Bielorussia si stia rivolgendo all'Unione Europea per via di un deterioramento dei legami con la Russia, fornisce alcune nozioni di fondo:

La Russia vede il corteggiamento dell'Occidente da parte degli ex satelliti sovietici come una minaccia alla propria influenza nella regione. Secondo alcuni osservatori, Lukashenko ha fomentato questa situazione alimentando il litigio fra i due Paesi.

Una disputa che si è fatta ancora più aspra quando lo scorso trimestre la Russia ha rifiutato un prestito di 2 miliardi di dollari alla Bielorussia. Lukashenko ha accusato la Russia di voler punire la Bielorussia per aver rifiutato di riconoscere l'indipendenza delle regioni della Georgia sotto il controllo delle forze ribelli.

Una situazione che non è cambiata repentinamente ma che si è sviluppata nell'arco di alcuni mesi.

Abbiamo assistito a un attacco al suddetto sito già nell'aprile del 2008: la botnet faceva capo all'indirizzo ‘httpdoc.info’ che utilizzava una botnet di tipo Machbot mai vista prima. Una struttura molto simile a quella osservata nel luglio 2008 e utilizzata per gli attacchi alla presidenza della Georgia. Questa volta i comandi sono i seguenti:

In quell'epoca stava anche sferrando un attacco DDoS al sito russo di notizie www.compromat.net (o www.compromat.ru). Questo sito appare come un'alternativa in lingua russa. Adesso la botnet è inattiva e lo è da quasi un anno.

Alcuni siti della regione stanno tenendo traccia dell'attacco. Di seguito alcune informazioni indipendenti inerenti l'attacco:

I principali media dell'opposizione bielorussi sono sotto attacco per il secondo giorno. L'attacco DDoS è iniziato ieri alle ore 11.56 (ora di Minsk) e sta tuttora proseguendo. Il servizio tecnico è intervenuto riuscendo a neutralizzare l'attacco, risolvendo la questione entro la serata dell'8 giugno, rendendo nuovamente disponibile il sito. Ciò nonostante, nell'attacco notturno è stato modificato l'algoritmo ed è stata aumentata la potenza.

Stiamo ancora recuperando ulteriori informazioni. La cosa è particolarmente interessante dato che ci troviamo in concomitanza del workshop NATO CCDCOE di Talinn al quale parteciperò.

http://www.ccdcoe.org/

About Arbor Networks

Arbor Networks(R) fornisce servizi per la sicurezza di rete core-to-core e le prestazioni operative per le reti aziendali globali. Le soluzioni NBA (Network Behavioral Analysis) di Arbor sono costruite sulla piattaforma Arbor Peakflow(R), per garantire visualizzazioni in tempo reale delle attività di rete che consentono alle organizzazioni di proteggersi immediatamente da worm, attacchi DDoS, abuso interno, instabilità di traffico e routing, nonché di suddividere in segmenti e rafforzare le reti in vista di future minacce. Oggi, i clienti di Arbor Networks comprendono una vasta gamma di service provider e clienti aziendali, appartenenti a diversi settori in tutto il mondo, a dimostrazione della profondità e dell'ampiezza dell'esperienza di Arbor Networks in fatto di sicurezza. I clienti si servono della piattaforma Arbor Peakflow per impedire costosi tempi di inattività, consentire la pulizia della rete e aumentare la fiducia dei clienti. Per ulteriori informazioni su Arbor Networks, visitare http://www.arbornetworks.com.

Arbor partecipa anche ad ATLAS, un particolare programma che vede la collaborazione di oltre un centinaio di service provider di tutto il mondo impegnati a condividere informazioni in tempo reale riguardanti aspetti quali la sicurezza, il traffico e il routing. Nessun'altra realtà può contare oggi su informazioni aggregate di tale portata in merito agli eventi Internet, unitamente agli strumenti per un'approfondita collaborazione inter-provider volta a informare numerose decisioni di business.

Per ulteriori informazioni su ASERT(Arbor Security Engineering & Response Team), il ramo della società che si occupa di ricerche nel campo della sicurezza, visitare il blog di ASERT all'indirizzo http://asert.arbornetworks.com.

Nota per i redattori: Arbor Networks, Peakflow, ATLAS e il logo Arbor Networks sono marchi commerciali di Arbor Networks, Inc. Tutti gli altri marchi possono essere marchi commerciali dei rispettivi proprietari.

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