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lunedì 11 dicembre 2017

FederFauna: animalisti maestri di fake news, ma molti non se ne rendono conto

Da anni il mondo animalista diffonde notizie ingannevoli o distorte, quando non palesemente false, per condizionare i media, la politica, l'opinione pubblica ed ottenere visibilita', leggi a proprio favore e contro le categorie avversate, potere e finanziamenti. Lo fa in modo strategico e sistematico e FederFauna ha sempre denunciato tale fenomeno, ma in molti non se ne accorgono.

Cosa si nasconda dietro alla tanto propagandata etica degli animalisti, lo confermano anche fatti recentissimi: la condanna di un'addetta stampa della LAV, Lega Anti Vivisezione, per il reato di diffamazione a mezzo stampa, la condanna per truffa di Susanna Chiesa, presidente di Freccia 45 (altra associazione animalista), il rinvio a giudizio, sempre per diffamazione a mezzo stampa, di Edoardo Stoppa e Antonio Ricci (rispettivamente l'inviato "fratello degli animali" di Striscialanotizia e l'ideatore e responsabile del programma). Per Stoppa la Procura avrebbe aggiunto, alla diffamazione, anche la violazione di domicilio.

Queste notizie, vere, a giudicare dalle fonti, hanno pero' avuto meno diffusione ed impatto di tante altre, false, che la lobby animalista ha prodotto negli anni. Si e' parlato un po' di piu' di Susanna Chiesa perche' della sua truffa è stato vittima il cantante Fedez, ma molto poco della LAV.

Eppure non e' che il fatto in questione non abbia avuto conseguenze gravi: il Presidente dell'ANMVI, Marco Melosi, subi' attacchi sui social network , nonche' molestie e minacce perpetrate da sconosciuti nei suoi confronti e di tutta la sua famiglia, solo perche' "accusato" dalla LAV di essere coinvolto nella difesa dell'allevamento Green Hill, quando non era vero. Di fatto, non ci sarebbe stato nulla di male se il professionista, per incarico o per propria legittima opinione, avesse preso le difese dell'impresa "accusata di vivisezione" (pratica peraltro vietata in Italia da decenni), ma non lo aveva fatto, e la notizia falsa, diffusa in un ambiente "empatico e sensibile" (?!?!) come quello animalista, porto' alle citate conseguenze che condizionarono pesantemente la sua vita e quella dei suoi cari.

Tra l'altro, quelle conseguenze erano pienamente prevedibili, percio' e' lecito pensare che la LAV, oltre a voler ottenere la chiusura di Green Hill, abbia usato una tale strategia perche' voleva ottenere qualcosa anche dall'ANMVI.

E puo' darsi pure che ci sia riuscita, visto che oggi migliaia di lavoratori del circo tradizionale rischiano di perdere i propri animali e milioni di appassionati la loro attrazione preferita, principalmente a causa di uno studio definito "scientifico", ma in realta' fake, di matrice chiaramente animalista (condotto da S. Harris, pagato da associazioni animaliste), ma condiviso anche dalla FVE.

Quindi non sono solo le fake news su Donald Tump, sulla Brexit, sui referendum, su Renzi o Berlusconi, che rappresentano una minaccia alle nostre democrazie, alla nostra liberta'... Lo sono anche tante altre. Anzi, altre forse sono ancor piu' pericolose proprio perche' vengono sottovalutate.

E che vengano sottovalutate non c'e' dubbio. Si pensi solo alla diffusione delle statistiche ridicole degli animalisti, come quelle di Enpa, Lav, Lipu e Lndc sugli incendi estivi, quelle sulle cosiddette "vittime della caccia", sui "combattimenti tra cani", su altri reati a danno degli animali. 

Gia' anni fa FederFauna pubblico' il resoconto: "Quando gli animalisti danno i numeri (ma i conti non tornano)", ma purtroppo nel tempo e' cambiato poco.

Il blog "Butac - bufale un tanto al chilo", uno dei piu' attivi nella lotta contro bufale, disinformazione e frodi online, ma anche altri siti di debunking, ne hanno smontate a decine di notizie provenienti dal mondo animalista. Ci sono anche gli Husky violentati, i musulmani "contro le gite", la Oxford University contro Peppa Pig, eppure le "animal rights fake news" continuano a trovare riscontro.

Non e' ben chiaro se media grandi e piccoli le diffondano involontariamente per mancata verifica della fonte, ritenuta attendibile anche quando non lo e', o per mancanza di tempo, oppure se lo facciano sapendo benissimo che sono false, per fini politici o di marketing, ma purtroppo questo avviene.

Una notizia che fa leva su emozioni e sensazioni o si appella a convinzioni personali, e le notizie sugli animali hanno piu' o meno tutte questa caratteristica, viene percepita e accettata dal pubblico come vera, senza nessuna analisi della sua effettiva veridicita' o logicita', senza riflessioni sulle possibili conseguenze, finendo per influenzare l'opinione pubblica spesso con conseguenze gravi. L'odio dentro e fuori dalla rete ne e' un esempio.

FederFauna
Confederazione Sindacale degli Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali



mercoledì 19 agosto 2009

BUTERA (CALTANISSETTA), FESTA SADICA IN ONORE DI S. ROCCO: OCA SGOZZATA APPESA A UN CAVO


La LAV Lega Anti Vivisezione e' la principale associazione animalista in Italia, riconosciuta Ente Morale ed Onlus. Ci battiamo contro ogni forma di sfruttamento degli animali, con un grande obiettivo di liberta': i diritti degli animali. 

Conduciamo campagne di sensibilizzazione con la forza di 85 sedi locali, l'impegno di centinaia di volontari ed il sostegno di migliaia di soci; interveniamo direttamente per la tutela degli animali e promuoviamo azioni legali in casi di maltrattamento. La LAV e' membro della Coalizione Europea contro la Vivisezione (ECEAE) e della Coalizione Europea per gli animali dall'allevamento (ECFA). Da più di 20 anni assolviamo un'importante missione: dare risposte alle domande di liberta' per tutti gli esseri viventi.

A Ferragosto un gioco raccapricciante: un'oca, sgozzata poco prima della "festa" con un profondo taglio al collo, viene appesa nella piazza del paese; un uomo cerca di strapparle il collo.

Tra gli spettatori decine di bambini. La LAV:b"Festa incivile e diseducativa, va subito abolita".

Un'oca sgozzata, ancora sanguinante, viene appesa per le zampe ad un cavo sulla piazza del municipio di Butera (Caltanissetta) e qui, su un podio di legno, un uomo cerca di strapparle il collo a mani nude. Da un terrazzo, un altro uomo tira il cavo per impedirne la presa strattonando il cadavere dell'animale che si deforma, si spezza le ali, perde penne e piume in un macabro spettacolo. E' questo l'incredibile quanto raccapricciante "gioco" che si è tenuto lo scorso 15 agosto nel piccolo centro del Nisseno, alla presenza di turisti e di decine di bambini, in onore di San Rocco per il quale si tiene questa "tradizione" dell' "oca e 'u sirpintazzu" con la quale infierisce, senza rispetto, sul corpo della malcapitata oca.

Già lo scorso anno la LAV aveva documentato questa barbara "festa" pubblicando sul sito www.lavsicilia.it le foto; quest'anno - dopo il coro di indignazione che tale sadica "tradizione" aveva suscitato in tutta Italia anche sulla stampa nazionale – ci si attendeva che gli organizzatori sostituissero il cadavere dell'oca con un fantoccio. Ed invece si sono ripetute, come se nulla fosse accaduto, le stesse scene nel corso del gioco simile alla pentolaccia. Per la LAV l'uccisione di un animale e l'utilizzo del suo corpo come oggetto di divertimento è un gesto inqualificabile ed inaccettabile perché la nostra la civiltà rifiuta la violenza, la tortura e l'uccisione di ogni essere vivente.

"Anche la legge ha recepito tali convinzioni etiche con la modifica del codice penale a seguito della legge 189 del 2004 sul reato di maltrattamento di animali, in cui è evidente la tutela dell'animale in quanto soggetto, nel rispetto della sua natura, secondo le sue caratteristiche anche etologiche" dichiara Carlo Aprile, responsabile settore "feste sadiche" della LAV Sicilia. "Ogni "tradizione" che veda negli animali oggetti da sfruttare deve quindi essere interpretata criticamente, per convertirla e renderla eticamente accettabile secondo i parametri che il progresso culturale e sociale determina nel tempo, per adattarla alla società contemporanea alla luce delle sensibilità nel frattempo maturate. Esistono tradizioni giuste e tradizioni sbagliate – conclude Aprile – e molte volte – come nel "gioco dell'oca" di Butera – si esercita della violenza sugli altri senza rendersene conto".

"Lo scorso anno avevamo scritto al Sindaco di Butera ed al Parroco del Santuario di S. Rocco evidenziando anche le conseguenze culturali ed educative estremamente pericolose nei giovani: l'uso dell'oca sgozzata come elemento di divertimento li allontana dal valore preminente del rispetto della vita di ogni essere. Non abbiamo ricevuto nessun cenno di risposta dalle due Autorità che, anche quest'anno, hanno ignorato ogni appello al buonsenso ed al rispetto della legge organizzando e promuovendo tale festa", aggiunge Jessica Natale, responsabile della LAV Caltanissetta. "Si tratta di una festa altamente diseducativa per organizzatori, partecipanti e pubblico; appellarsi alle tradizioni è il solito tentativo di nascondere le proprie responsabilità, soprattutto da parte di chi è tenuto, per credo religioso o dovere civico ed istituzionale, a bandire modelli di comportamento improntati alla violenza su qualsiasi creatura umana o non umana".

La LAV ricorda che lo psicologo americano Frank Ascione, professore di psicologia dell'Università statunitense dello Utah e Camilla Pagani, psicologa del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, hanno compiuto una ricerca specificatamente mirata sul comportamento violento dei bambini nei confronti degli animali. Una volta su cinque la ragione che spinge a compiere atti di violenza nei confronti di animali è il semplice divertimento, e i bambini e gli adolescenti crudeli verso gli animali hanno una maggiore probabilità, una su tre, di manifestare in età adulta comportamenti ripetutamente feroci e pericolosi.

La LAV annuncia che una equipe di legali ed esperti sta già esaminando la possibilità di sottoporre al vaglio della Magistratura penale lo "spettacolo" del gioco dell'oca, per il rispetto delle norme penali e del testo unico di pubblica sicurezza che vietano manifestazioni che producono strazio e sevizie di animali.


Palermo-Caltanissetta, 17.08.2009

www.lavsicilia.it

Video su YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=ll-pxPPriTw

martedì 31 marzo 2009

LAV - LIPU: PALERMO, AL MERCATO DI BALLARO' CONTINUA INDISTURBATO IL TRAFFICO DI CARDELLINI

LAV - Onlus LIPU - Onlus
Lega Anti Vivisezione Lega Italiana Protezione Uccelli

Comunicato stampa del 31 marzo 2009
PALERMO, AL MERCATO DI BALLARO' CONTINUA INDISTURBATO IL TRAFFICO
DI CARDELLINI

La LAV e la LIPU chiedono un nuovo intervento delle Forze di Polizia. Vivo apprezzamento per la denuncia di un uccellatore
a Valledolmo (Pa) da parte dei Carabinieri
Dopo i blitz dei mesi scorsi delle Forze di Polizia, il mercato degli uccellatori di Ballarò a Palermo ha ricominciato ad essere florido come prima. Domenica scorsa i volontari della Lipu e della Lav hanno effettuato un sopralluogo nella piazza dove centinaia di cardellini venivano messi in vendita dai bracconieri.
Anche questa volta le due Associazioni hanno inviato un esposto al Prefetto di Palermo, alla Questura, all'Arma dei Carabinieri, alla Polizia Municipale ed al Corpo Forestale della Regione Siciliana informandoli della grave situazione che imperversa e chiedendo nuovamente un loro intervento anche periodico con l'intento di debellare tale fenomeno.
Ricordiamo che l'attuale legge italiana considera la fauna selvatica patrimonio indisponibile dello Stato; dunque ne è vietata la cattura ed il commercio.
LAV e LIPU, infine, esprimono vivo apprezzamento per l'odierno intervento dei Carabinieri di Lercara Friddi che a Valledolmo (Pa) hanno fermato e denunciato un uccellatore - L. A., di 45 anni, palermitano, già sorpreso nel 2003 a catturare uccelli protetti nella stessa contrada! – che catturava cardellini con una rete lunga ben 25 metri. Ciò dimostra come quella dell'uccellagione e del conseguente commercio di avifauna protetta rappresenti una piaga diffusissima soprattutto nel palermitano.


Info: www.lavsicilia.it - http://lavpalermo.netsons.org
www.lipupalermo.blogspot.com
LAV Palermo: palermo@lavsicilia.it
LIPU Palermo:
lipu_palermo@libero.it

venerdì 27 marzo 2009

RANDAGISMO, FONDI REGIONE SICILIA. SCONCERTANTE DENUNCIA IN UN ORDINE DEL GIORNO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE - SABATO E DOMENIVA LAV IN PIAZZA IN 7 CITTA' SICILIANE

Comunicato Stampa LAV Sicilia:


RANDAGISMO, FONDI REGIONE SICILIA. SCONCERTANTE DENUNCIA IN UN ORDINE DEL GIORNO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE: SOLDI SPESI ANCHE PER ACQUISTI DI TENDAGGI. LA LAV SICILIA DEPOSITERA' UNA RICHIESTA D'INDAGINE ALLA CORTE DEI CONTI

NELL'ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DUE GIORNI FA IN AULA DAL DEPUTATO DEL PD PINO APPRENDI E APPROVATO ALL'UNANIMITA', SI SOTTOLINEA L'ASSOLUTA INADEGUATEZZA DELLE POLITICHE E DELLE INIZIATIVE REGIONALI IN MATERIA DI PREVENZIONE DEL RANDAGISMO

Domani e Domenica la LAV in piazza a Palermo, Catania, Caltanissetta, Enna, Messina, Siracusa e Trapani con due petizioni contro randagismo e traffico clandestino di cuccioli: prevenzione, sterilizzazione e lotta ai maltrattamenti


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La LAV Sicilia saluta con favore l'Ordine del Giorno presentato il 25 marzo all'Assemblea Regionale Siciliana dal deputato del PD Pino Apprendi e votato all'unanimità, che aiuterà a fare chiarezza sulla destinazione dei fondi per contrastare il randagismo. L'Ordine del Giorno rivela sconcertanti particolari sulla destinazione dei fondi sul randagismo che il Ministero della Salute ha destinato all'Assessorato Regionale alla Sanità: soldi spesi - si legge nell'atto parlamentare - "addirittura allo scopo di acquistare tendaggi e arredi, distraendo somme altrimenti destinate alla prevenzione del randagismo".

Nell'Ordine del Giorno si evidenzia, purtroppo, l'assoluta inadeguatezza delle politiche e delle iniziative regionali in materia di prevenzione del randagismo e di anagrafe canina e in particolare si "rileva una stridente differenza tra quanto dichiarato dal Sottosegretario Martini a proposito dei trasferimenti disposti in favore della Regione siciliana e gli impegni assunti dall'Assessorato regionale alla Sanità che solo recentemente ha impegnato e in parte assegnato, attraverso bandi, meno di un milione di Euro ai Comuni, consorzi di Comuni, Aziende sanitarie locali e associazioni di volontariato".

L'Ispettorato Veterinario dell'Assessorato regionale viene accusato di essersi contraddistinto per ripetuti episodi d'inerzia e per una condotta che ha anche arrecato danni all'immagine turistica della Regione. Infine, con l'atto parlamentare si chiede al Governo regionale di fornire una puntuale elencazione dei trasferimenti ricevuti dallo Stato e un'esaustiva rendicontazione degli impegni assunti, di verificare se gli assegnatari di fondi e dei relativi incarichi abbiano raggiunto gli obiettivi prefissati nonché di accertare e perseguire le responsabilità amministrative e omissive di quanti hanno determinato, nel tempo, l'attuale condizione di disastro nella gestione della lotta al randagismo.

La LAV Sicilia ha incaricato i propri legali di depositare una richiesta d'indagine alla Procura regionale della Corte dei Conti, per verificare come questi fondi sono stati spesi, non spesi o non recuperati. L'Associazione si augura che i dati relativi alla destinazione dei fondi per il randagismo siano forniti al più presto: questo aiuterà a fare piena chiarezza e ad accertare eventuali responsabilità.

Domani Sabato 28 e domenica 29, infine, la LAV sarà presente in 300 piazze d'Italia e, in Sicilia, a Palermo, Catania, Caltanissetta, Enna, Messina, Siracusa e Trapani: presso i tavoli allestiti dai volontari sarà possibile firmare una petizione regionale indirizzata al Presidente della Regione e all'Assessore Regionale alla Sanità con la quale la LAV propone degli interventi concreti al fine di affrontare seriamente il fenomeno del randagismo, ormai divenuto nell'Isola una vera e propria emergenza. Numerose le proposte della LAV far rientrare tale emergenza:

- l'istituzione di un Garante regionale per il controllo sull'applicazione degli strumenti legislativi previsti per il contenimento del randagismo e la tutela degli animali;

- un controllo capillare sull'adempimento da parte dei Comuni (con messa in mora e commissariamento per quelli inadempienti) delle prescrizioni dettate dalla Legge Regionale n.15/2000;

- l'istituzione di un'Agenzia regionale per i diritti animali competente per i controlli e la regolamentazione dell'attività di canili e rifugi;

- un piano periodico di controllo a tappeto dei microchip dei cani padronali da parte della Polizia Municipale o di altro organo di polizia;

- l'istituzione di una commissione per la modifica della L.R. n.15/2000 e del relativo Regolamento esecutivo;

- la realizzazione di un piano regionale di repressione degli abbandoni (articoli 727 e 544bis del Codice penale) e del fenomeno degli avvelenamenti.

Presso i tavoli della LAV i cittadini potranno portare a casa il tradizionale uovo di Pasqua della LAV (in cioccolato fondente del commercio equo e solidale) in cambio di una piccola donazione a sostegno di questa campagna; sarà inoltre possibile firmare un'altra petizione al Governo italiano per fermare la tratta dei cuccioli, che coinvolge migliaia di quattrozampe all'anno e muove un losco giro d'affari stimato in circa 300 milioni di euro con la complicità di alcuni
allevatori, trasportatori, commercianti di animali e purtroppo anche di alcuni medici veterinari senza scrupoli (approfondimenti: www.nonlosapevo.com).


Palermo, 27.03.2009

www.lavsicilia.it


AGGIORNAMENTI ON-LINE SU www.lavsicilia.it

martedì 24 marzo 2009

ENNA, RANDAGISMO: LAV E LIDA CONTRO L’ACCALAPPIAMENTO IMMOTIVATO DI RANDAGI INNOCUI. NO ALLA PSICOSI, SI ALLE STERILIZZAZIONI

ENNA, RANDAGISMO: LAV E LIDA CONTRO L'ACCALAPPIAMENTO IMMOTIVATO DI RANDAGI INNOCUI. GLI ANIMALISTI: NO ALLA PSICOSI, SI ALLE STERILIZZAZIONI PER IMPEDIRE L'INCREMENTO DELLE POPOLAZIONI RANDAGIE

Diffida al Comune di Enna per evitare la deportazione dei randagi al canile privato MIMIANI di Caltanissetta: si buttano al vento migliaia di euro che invece dovrebbero essere investiti per una campagna straordinaria di sterilizzazioni, vero metodo risolutivo del randagismo

24.03.2009 - Da diversi giorni sono in corso catture massive e non selettive di cani randagi sul territorio di Enna ad opera della Ditta MIMIANI Srl di Caltanissetta su incarico/convezione del Comune, ma le gli accalappiamenti non sarebbero indirizzati verso cani mordaci o malati o comunque problematici, ma indistintamente rivolti ad una generica quanto irrazionale rimozione degli animali liberi sul territorio. E' questo l'allarme lanciato dalla LAV di Enna con una nota urgente indirizzata al Sindaco Rino Agnello ed all'Assessore all'Agricoltura Vincenzo Margio, inviata anche all'Ispettorato Regionale Veterinario di Palermo, al Servizio veterinario dell'ASL n. 4 ed all'Ufficio Territoriale del Governo di Enna.

Secondo la LAV tale "campagna di accalappiamento" parrebbe dettata da ragioni "emotive" giacché non risulta essere stata programmata né preceduta da una valutazione e conoscenza del territorio e da una stima della popolazione canina. Inoltre, è grave il fatto che le massicce catture non sono state nemmeno comunicate dall'Amministrazione ennese alle Associazioni animaliste locali, come la LAV e la LIDA (che ha condiviso la protesta della Lega Anti Vivisezione), né è stata valutata opportuna un'audizione delle stesse presso l'Autorità comunale o altre forme di coinvolgimento e partecipazione, benché rappresentino soggetti attivi nella gestione del randagismo secondo la L.r. 15/2000 e la L. n. 281/1991.

LAV e LIDA criticano queste scelte del Comune di Enna perché sono improduttive (in quanto non servono a combattere il randagismo alla fonte) e costituiscono un'emorragia di fondi pubblici: dalla stampa, infatti, si apprende che già ammonta a ben 262 soggetti il numero di cani ricoverati presso il MIMIANI con una retta giornaliera a carico del Comune di Enna per un costo di 250mila euro/anno; l'ulteriore incremento di animali ricoverati a seguito dei recenti accalappiamenti non potrà che aumentare l'esborso delle risorse economiche comunali!

"Invece di concedere migliaia di euro alle tasche dei canili privati, questi fondi dovrebbero essere investiti per una campagna straordinaria di sterilizzazioni, vero metodo risolutivo del randagismo" dichiarano Lorena Sauli, responsabile provinciale della LAV, e Veronica Motta, responsabile provinciale della LIDA. "L'ambulatorio comunale per le sterilizzazioni – cofinanziato dalla Regione Siciliana – risulta ancora inspiegabilmente inattivo – continuano Sauli e Motta - e ciò determina la grave mancata attuazione delle disposizioni regionali e statali in tema di controllo demografico delle popolazioni randagie. La periodica cattura di certe quantità di cani, come continua ad avvenire a Enna, è un modo di affrontare il problema randagismo assolutamente inadeguato, irrazionale, fortemente antieconomico, privo di efficacia (se non momentanea) e, soprattutto, totalmente difforme e non rispettoso delle indicazioni e delle prescrizioni di cui alla legge regionale n. 15/2000 ed al Decreto dell'Assessore regionale alla Sanità n. 2825 del 2007 recante le "Linee guida" in materia di randagismo, nelle quali sono state individuate le attività che devono essere svolte prioritariamente da tutti gli operatori che sono parte attiva nella gestione del randagismo".

Per questo motivo la LAV ha notificato al Comune di Enna la formale richiesta di sospendere tali catture immotivate "al fine di programmare una serie di interventi più razionali e ben pianificati, coinvolgendo le Associazioni animaliste e, soprattutto, stabilendo l'attuazione delle azioni prioritarie per come definite dal vigente quadro normativo (sterilizzazione e reimmissione sul territorio)". LAV e LIDA, infine, chiedono che l'Amministrazione comunale provveda urgentemente a "convocare urgentemente un tavolo tecnico fra tutti gli operatori ed organismi competenti in materia".

www.lavsicilia.it www.lav.it


La LAV Lega Anti Vivisezione e' la principale associazione animalista in Italia, riconosciuta Ente Morale ed Onlus. Ci battiamo contro ogni forma di sfruttamento degli animali, con un grande obiettivo di liberta': i diritti degli animali. Conduciamo campagne di sensibilizzazione con la forza di 85 sedi locali, l'impegno di centinaia di volontari ed il sostegno di migliaia di soci; interveniamo direttamente per la tutela degli animali e promuoviamo azioni legali in casi di maltrattamento. La LAV e' membro della Coalizione Europea contro la Vivisezione (ECEAE) e della Coalizione Europea per gli animali dall'allevamento (ECFA). Da più di 20 anni assolviamo un'importante missione: dare risposte alle domande di liberta' per tutti gli esseri viventi. * * * * LAV tel. 064461325 www.lav.it - info@lav.it

sabato 21 marzo 2009

LAV Sicilia: RANDAGISMO E TRATTA DEI CUCCIOLI, LAV IN 300 PIAZZE D’ITALIA - IN SICILIA PETIZIONE SU EMERGENZA RANDAGISMO

RANDAGISMO E TRATTA DEI CUCCIOLI, LAV IN 300 PIAZZE D'ITALIA OGGI, DOMANI E IL 28-29 MARZO CHIEDE MASSIMA PREVENZIONE: MORATORIA DELLE VENDITE, STERILIZZAZIONI, SUBITO LEGGE CHE INTRODUCA IL REATO DI TRAFFICO DI ANIMALI DA COMPAGNIA

IN SICILIA SARA' POSSIBILE FIRMARE UNA PETIZIONE INDIRIZZATA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE E ALL'ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA' PER CHIEDERE INTERVENTI URGENTI E CONCRETI PER FRONTEGGIARE L'EMERGENZA RANDAGISMO

Sono più di 500 i cuccioli di cane importati dall'Est Europa per lo più in condizioni drammatiche, sequestrati dalle forze dell'ordine in Italia solo negli ultimi cinque mesi: lo rende noto la LAV (www.lav.it) che oggi 21 marzo, domenica 22 e poi sabato 28 e domenica 29 marzo sarà presente in circa 300 piazze d'Italia con la campagna per fermare la tratta dei cuccioli, che coinvolge migliaia di quattrozampe all'anno e muove un losco giro d'affari stimato in circa 300 milioni di euro con la complicità di alcuni allevatori, trasportatori, commercianti di animali e purtroppo anche di alcuni medici veterinari senza scrupoli.

In Sicilia, inoltre, presso i tavoli organizzati dai volontari delle sedi LAV sarà possibile firmare una petizione regionale indirizzata al Presidente della Regione e all'Assessore Regionale alla Sanità con la quale la LAV propone degli interventi concreti al fine di affrontare seriamente il fenomeno del randagismo ormai divenuto nell'isola una vera e propria emergenza. Numerose le proposte della LAV per fronteggiare il fenomeno randagismo e far rientrare l'emergenza: l'istituzione di un Garante regionale per il controllo sull'applicazione degli strumenti legislativi previsti per il contenimento del randagismo e la tutela degli animali; un controllo capillare sull'adempimento da parte dei Comuni (con messa in mora e commissariamento per quelli inadempienti) delle prescrizioni dettate dalla Legge Regionale n.15/2000; l'istituzione di un'Agenzia regionale per i diritti animali competente per i controlli e la regolamentazione dell'attività di canili e rifugi; un piano periodico di controllo a tappeto dei microchip dei cani padronali da parte della Polizia Municipale o di altro organo di polizia; l'istituzione di una commissione per la modifica della L.R n.15/2000 e del relativo Regolamento esecutivo; la realizzazione di un piano regionale di repressione degli abbandoni (articoli 727 e 544bis del Codice penale) e del fenomeno degli avvelenamenti.

"La gravità del fenomeno randagismo in Sicilia - dichiara Marcella Porpora, coordinatrice regionale LAV - è ormai divenuta insostenibile. Ecco perchè scendiamo in piazza con una petizione rivolta alle istituzioni regionali per chiedere interventi concreti ed urgenti. Rivolgiamo però un appello anche ai singoli cittadini per fare prevenzione attraverso alcuni comportamenti responsabili: la sterilizzazione di cani e gatti, evitare di acquistare animali e preferire invece l'adozione di un animale abbandonato o che vive in un canile, anche se adulto o bisognoso di cure, e denunciare chi abbandona un animale, reato punito con l'arresto fino a un anno o l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro".

Unitamente alla petizione regionale sul randagismo i cittadini siciliani troveranno ai tavoli della LAV una petizione popolare sul tema del traffico dei cuccioli dall'est, traffico che non fa altro che alimentare fenomeni diffusi quali il randagismo e gli abbandoni. In particolare la LAV chiede:

- una moratoria delle vendite di cani e gatti e sulle importazioni, in maniera da chiudere i "rubinetti" dell'abbandono delle cucciolate che causano enormi problemi economici alle Amministrazioni pubbliche, e di sicurezza, e per difendere il principio morale che un essere vivente non può essere oggetto di compravendita;

- subito una legge per l'introduzione del reato di traffico di animali da compagnia, al fine di perseguire chi, in maniera organizzata, clandestina e priva di documentazione, introduce e commercia cuccioli nel nostro Paese;

- subito un decreto legge in materia di tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani;

- ordinanze comunali e regionali, e un Decreto Legge del Governo, che impongano la sterilizzazione obbligatoria dei cani sul territorio nazionale;

- campagne di sensibilizzazione per incentivare le adozioni dai canili, peraltro gratuite.

"La tratta dei cuccioli e, più in generale, la compravendita di animali rischia di essere un pericolosissimo bacino che va ad alimentare la piaga delle cucciolate fuori controllo, dell'abbandono di animali e del randagismo - dichiara Ilaria Innocenti del settore Cani e Gatti della LAV - un fenomeno, quest'ultimo, che secondo stime della LAV interessa circa un milione di cani ed è dilagante in particolare in alcune zone del centro-sud Italia, come testimoniano le gravissime aggressioni perfino mortali accadute nel Ragusano pochi giorni fa, e che necessita della massima prevenzione possibile."

A contrasto di queste illegalità, la LAV è impegnata in attività di sensibilizzazione delle autorità dei Paesi dell'Est più interessati, affinché intensifichino i controlli. A livello europeo il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, condividendo la campagna della LAV, ha chiesto alla Commissaria Europea alla Salute Androulla Vassiliou un intervento di armonizzazione delle norme che riguardano questa materia, la revisione degli standard dei microchip che renda possibile la completa e sicura tracciabilità degli stessi, l'adozione di misure che intervengano sulle pratiche di allevamento degli animali da compagnia, la definizione di rigorosi protocolli armonizzati a livello comunitario per tutte le patologie che rappresentano cause di morte per gli animali. In questi mesi l'Associazione ha raccolto preziose segnalazioni, ha smascherato il sistema delle importazioni illegali di cuccioli (disponibile Dossier LAV) individuando gli aspetti normativi da riformare e chiedendo un'intensificazione delle attività di controllo, sta collaborando attivamente con tutte le forze di polizia e con il Ministero della Salute, ha tempestivamente garantito una idonea famiglia adottiva ad alcuni cuccioli di cane sequestrati dal NIRDA (Nucleo Investigativo Reati a Danno di Animali) del Corpo Forestale dello Stato e affidati alla LAV.

Grazie a questa capillare attività di sensibilizzazione, svolta anche attraverso il sito dedicato www.nonlosapevo.com, tre mesi fa il Ministero della Salute ha emanato una Nota ai Medici Veterinari per sollecitarli ad informare i futuri proprietari di animali d'affezione in merito ai possibili rischi legati all'acquisto di cuccioli.

Presso i tavoli LAV, il 21-22 marzo e il 28-29 marzo i cittadini potranno portare a casa il tradizionale uovo di Pasqua della LAV (in cioccolato fondente del commercio equo e solidale) in cambio di una piccola donazione a sostegno di questa campagna.

Palermo, 17.03.2009

Info:

Campagna LAV TRAFFICO CUCCIOLI - http://www.lav.it/index.php?id=1112

Banner, spot radio e locandina della Campagna - http://www.lav.it/index.php?id=1116

www.lavsicilia.it

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La LAV Lega Anti Vivisezione e' la principale associazione animalista in Italia, riconosciuta Ente Morale ed Onlus. Ci battiamo contro ogni forma di sfruttamento degli animali, con un grande obiettivo di liberta': i diritti degli animali. Conduciamo campagne di sensibilizzazione con la forza di 85 sedi locali, l'impegno di centinaia di volontari ed il sostegno di migliaia di soci; interveniamo direttamente per la tutela degli animali e promuoviamo azioni legali in casi di maltrattamento. La LAV e' membro della Coalizione Europea contro la Vivisezione (ECEAE) e della Coalizione Europea per gli animali dall'allevamento (ECFA). Da più di 20 anni assolviamo un'importante missione: dare risposte alle domande di liberta' per tutti gli esseri viventi. * * * * LAV tel. 064461325 www.lav.it - info@lav.it

mercoledì 18 marzo 2009

MODICA, IL SINDACO ORDINA: SPARATE AI CANI. ENPA, LAV E ANIMALISTI ITALIANI DIFFIDANO IL SINDACO A RITIRARE L'ORDINANZA

COMUNICATO STAMPA LAV, ENPA E ANIMALISTI ITALIANI


MODICA, IL SINDACO ORDINA: SPARATE AI CANI. ENPA, LAV E ANIMALISTI ITALIANI DIFFIDANO IL SINDACO A RITIRARE
L'ORDINANZA E SCRIVONO AL PREFETTO DI RAGUSA

Enpa, LAV e Animalisti Italiani contro l'ordinanza emanata dal Sindaco di Modica, che prevede l'abbattimento dei randagi nel territorio comunale. Le associazioni lamentano l'esclusione oggi dalla riunione in Prefettura


Roma, 18 marzo 2009 - LAV, Enpa e Animalisti Italiani, hanno diffidato il Sindaco di Modica (Ragusa) a ritirare subito l'Ordinanza con cui ha dato il via libera all'abbattimento dei cani randagi, emanata dopo la tragica aggressione mortale ai danni di un bambino e dopo il ferimento di altre tre persone, ritenendola illegale e illegittima. Una diffida preventiva sarà inviata anche al Sindaco di Scicli, per scongiurare eventuali analoghi
provvedimenti.

Le tre associazioni, inoltre, hanno scritto al Prefetto di Ragusa - autorità competente in materia di sicurezza e incolumità pubblica - e per conoscenza al Procuratore di Modica e al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini per sollecitare un intervento che garantisca l'annullamento dell'Ordinanza in questione, peraltro contraria alle chiare direttive del Prefetto e del Sottosegretario Martini a tutela dei randagi. Nella lettera al Prefetto, Enpa, LAV e Animalisti Italiani chiedono anche di accertare che i cani
randagi della zona non siano rimasti vittime di maltrattamenti, di uccisioni, e che l'area non sia stata eventualmente contaminata con bocconi avvelenati, pericolosissimi per l'incolumità pubblica.

"Quanto accaduto negli ultimi giorni nelle zone di Scicli e di Modica è sconcertante e gravissimo, siamo vicini e solidali con le famiglie delle persone drammaticamente colpite - dichiarano Enpa, LAV e Animalisti Italiani - ma non sarebbe giusto né risolutivo scaricare le colpe su un gruppo di cani senza accertare le responsabilità, esclusivamente umane,
nella gestione del fenomeno randagismo, disciplinato da precise disposizioni di legge tese alla corretta prevenzione".

LAV, Enpa e Animalisti Italiani lamentano di essere state gravemente escluse, insieme alle altre associazioni animaliste, dalla riunione organizzata questa mattina presso la Prefettura di Ragusa per affrontare questa emergenza. La riunione, attualmente ancora in corso, si sta svolgendo a porte chiuse alla presenza di Sindaci e Forze dell'Ordine.

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martedì 17 marzo 2009

[Comunicato LAV Sicilia] AGGRESSIONI RANDAGI A RAGUSA: LAV DIFFIDA PREFETTURA, PROCURA E ASL DI MODICA


TRAGEDIA AGGRESSIONI DA CANI (RAGUSA): LAV DIFFIDA PREFETTURA, PROCURA DELLA REPUBBLICA E ASL DI MODICA DAL SOPPRIMERE I RANDAGI E CHIEDE INTERVENTO MINISTRI INTERNO, GIUSTIZIA E SOTTOSEGRETARIO SALUTE.

Urgenza straordinaria per contrastare il randagismo: subito un decreto legge del Governo per sterilizzazione dei cani e moratoria sulle vendite.

L'Ufficio Legale della LAV ha formalmente diffidato Prefettura, Procura della Repubblica e Asl di Modica (Ragusa) dal sopprimere i randagi, ritenendo gravissima una eventuale decisione in tal senso. Per evitare un'insensata carneficina, illegale e pericolosa per la sicurezza pubblica, la LAV sollecita l'intervento dei Ministri dell'Interno e della Giustizia, e del Sottosegretario della Salute Francesca Martini.

Dopo la tragedia di Scicli (Ragusa) dove una vita umana è stata stroncata e altre tre sono state ferite, la LAV chiede – vista la straordinaria urgenza di provvedimenti necessari a contrastare il randagismo – un'Ordinanza ai Sindaci, ai Presidenti di Regione e ai Prefetti, un Decreto Legge al Governo per il quale si appella al Presidente del Consiglio Berlusconi, ovvero un atto che imponga d'urgenza la sterilizzazione obbligatoria di tutti i cani sul territorio nazionale e la moratoria delle vendite dei quattrozampe, in maniera da chiudere i "rubinetti" dell'abbandono delle cucciolate che causano enormi problemi economici alle Amministrazioni pubbliche, morali e di sicurezza.

La LAV chiede inoltre ai Presidenti della Camera, Gianfranco Fini, del Senato Renato Schifani, dei gruppi parlamentari, di far calendarizzare subito nelle Commissioni Affari Sociali e Sanità le oltre dieci proposte di legge già presentate da deputati di tutti i gruppi per ottenere il miglioramento della Legge 281 del 1991 sulla prevenzione del randagismo, ridefinire le competenze dirette locali che vedono i Servizi Veterinari Asl in genere colpevolmente assenti, coinvolgere nelle attività di prevenzione le migliaia di studi veterinari dei liberi professionisti sul territorio, stroncare il business dei canili-lager, educare e responsabilizzare i proprietari di cani. "Ogni indecisione a prendere provvedimenti che coniughino tutela degli animali e sanità pubblica, sarebbe colpevole", dichiara la LAV.

L'Associazione ricorda, inoltre, che la Legge Finanziaria per il 2008 (Legge 24 Dicembre 2007, n. 244, Art. 2, comma 370) ha così sostituito l' articolo 4 della legge 14 agosto 1991, n. 281 in materia di tutela degli animali d'affezione e prevenzione del randagismo: "I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono prioritariamente ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione. A tali piani è destinata una quota non inferiore al 60 per cento delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6. I comuni provvedono, altresì, al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani, nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6". Tali Piani si devono aggiungere a quelli analoghi predisposti da ogni Servizio veterinario Asl di cui all'articolo 2 comma 1 della Legge 281-91, ciascuno dei quali finanziato con proprie risorse.

Roma-Palermo, 17.03.2009

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La LAV Lega Anti Vivisezione e' la principale associazione animalista in Italia, riconosciuta Ente Morale ed Onlus. Ci battiamo contro ogni forma di sfruttamento degli animali, con un grande obiettivo di liberta': i diritti degli animali. Conduciamo campagne di sensibilizzazione con la forza di 85 sedi locali, l'impegno di centinaia di volontari ed il sostegno di migliaia di soci; interveniamo direttamente per la tutela degli animali e promuoviamo azioni legali in casi di maltrattamento. La LAV e' membro della Coalizione Europea contro la Vivisezione (ECEAE) e della Coalizione Europea per gli animali dall'allevamento (ECFA). Da più di 20 anni assolviamo un'importante missione: dare risposte alle domande di liberta' per tutti gli esseri viventi. * * * * LAV tel. 064461325 www.lav.it - info@lav.it

lunedì 16 marzo 2009

BAMBINO UCCISO DA RANDAGI, LA LAV: "INDAGARE SU IRRESPONSABILE AFFIDAMENTO CANI SEQUESTRATI. REGIONE E MINISTERO DELLA SALUTE ISTITUISCANO COMMISSIONE D'INCHIESTA"

COMUNICATO STAMPA

LAV - Coordinamento Regionale Siciliano



BAMBINO UCCISO DA RANDAGI, LA LAV: "INDAGARE SU IRRESPONSABILE AFFIDAMENTO CANI SEQUESTRATI. REGIONE E MINISTERO DELLA SALUTE ISTITUISCANO COMMISSIONE D'INCHIESTA"


La LAV esprime solidarietà alla famiglia del piccolo Giuseppe Brafa, ucciso da un branco di cani a Punta Pisciotto (Ragusa), e ai due feriti, vittime degli stessi cani. Esprime nel contempo perplessità riguardo l'affidamento dei cani all'uomo, poi arrestato. "Chiediamo di appurare le motivazioni che hanno portato ad affidare questi cani, dopo la prima aggressione di mesi fa, ad un singolo cittadino, definito impropriamente animalista e evidentemente non preparato a tale responsabilità, piuttosto che ad un ente pubblico, o al Servizio Veterinario Asl o a un'associazione animalistadichiara Gianluca Felicetti, Presidente della LAVquando non sempre le Procure della Repubblica valutano con attenzione richieste di affidamento di animali sequestrati e bisognosi di cure, da parte di associazioni la cui attività è prevista per legge e riconosciuta per Decreto dal Ministero della Salute, come la stessa LAV." "E' importante in ogni caso che il Governo vari subito il promesso Disegno di Legge sulla prevenzione delle aggressioni canine" aggiunge Felicetti.

La morte del piccolo Giuseppe, quindi, non può definirsi una tragedia annunciata, come dichiarato dal Sindaco del Comune ragusano, ma un dramma che vede precise responsabilità umane. E' grave che colui che è deputato per legge alla tutela della salute e dell'incolumità pubblica, così come alla tutela degli animali, provi a scaricare la propria coscienza, e quella dei suoi predecessori, dichiarando che i cani pericolosi non possono essere abbattuti: "I cani la cui pericolosità sia comprovata possono purtroppo essere uccisi prosegue Ilaria Innocenti, del settore Cani e gatti della LAVma diffidiamo il Sindaco a procedere ad abbattimenti frettolosi, senza il parere di un veterinario comportamentalista, e chiediamo invece al Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, e all'Assessore regionale alla Salute, Massimo Russo, di istituire una Commissione d'inchiesta per stabilire tutte le responsabilità della drammatica vicenda e dell'affidamento dei cani".

La situazione di V.G., che aveva i cani in custodia, infatti, era nota da almeno tre anni, ma nessuna competenza comunale, tra cui quella dell'assistenza sociale, era stata adeguatamente attivata. Tale situazione, inoltre, aveva arrecato numerosi problemi, mai affrontati efficacemente, e l'avere affidato la custodia giudiziaria degli animali a una persona che già aveva suscitato dubbi sulla sua affidabilità, è incomprensibile. L'Associazione ricorda, inoltre, che il reato di omessa custodia e malgoverno di animali, ovvero l'articolo 672 del Codice penale, è stato depenalizzato anni fa: "Confidiamo nell'impegno a ripenalizzare questo reato, nell'atteso e urgente Disegno di Legge in materia di tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani, che trasformerà in legge la recente ordinanza del Ministero della Salute tesa a responsabilizzare i possessori di cani, con finalità di prevenzione e attenzione al benessere animale conclude Marcella Porpora, coordinatrice LAV Sicilia – e, al fine di prevenire episodi come questo, riteniamo necessario che la Regione e i Comuni predispongano dei piani concreti per contrastare il randagismo e attivino al più presto programmi di sterilizzazione degli animali".

Considerate le situazioni di paura che si sviluppano a seguito di questi episodi, la LAV invita, infine, tutte le autorità competenti nelle aree interessate dalla presenza di randagi alla massima sorveglianza contro gesti di crudeltà nei confronti degli animali.


Palermo, 16.03.2009

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martedì 3 febbraio 2009

ANIMALI/SICILIA. BOCCONI AVVELENATI: ECATOMBE DI ANIMALI A PIANA DEGLI ALBANESI (PALERMO). LA LAV: INTOLLERABILE!

COMUNICATO STAMPA

LAV - Coordinamento Regionale Siciliano

web: www.lavsicilia.it email: ufficiostampa@lavsicilia.it - Tel. Uff. Stampa nazionale: 06.4461325


BOCCONI AVVELENATI: ECATOMBE DI ANIMALI A PIANA DEGLI ALBANESI (PALERMO). LA LAV: "INTOLLERABILE!

SI INTERVENGA SUBITO!"

LA LAV SCRIVE ANCHE AL PREFETTO PER ISTITUIRE UN TAVOLO TECNICO PER LA GESTIONE DEGLI INTERVENTI E IL MONITORAGGIO DEL FENOMENO

Da venerdì scorso il territorio comunale di Piana degli Albanesi è cosparso di bocconi avvelenati che già in cinque giorni hanno fatto numerose vittime tra i cani e i gatti randagi e padronali. La moria degli animali e lo spargimento a tappeto del veleno nella pubblica via, fenomeno diffuso in tutta la provincia di Palermo, in quest'ultimo caso ha assunto dimensioni allarmanti. Sono stati gli stessi cittadini di Piana a denunciare alla LAV l'incredibile ecatombe di animali ed a tutt'oggi il ritrovamento fin sull'uscio della propria casa di numerose carcasse di animali. Per alcune di queste sarà l'Istituto Zooprofilattico di Palermo, tramite esame autoptico, a stabilire il tipo di veleno usato.

La LAV ha scritto al Sindaco di Piana degli Albanesi per chiedere dei provvedimenti urgenti che mettano in sicurezza gli animali, ma anche gli stessi cittadini, poiché è noto che i casi di avvelenamento di randagi non sono solo un esempio di intolleranza e maltrattamento di animali, perseguibile per legge, ma costituiscono anche un serio problema di sicurezza pubblica. Un tale spargimento di veleno, sia dentro che fuori il centro urbano, impone un intervento immediato come prescritto dall' Ordinanza Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 18 dicembre 2008 "Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati.".

Nell' Ordinanza, il Sindaco, in caso di episodi di avvelenamento anche solo sospetto, deve dare immediate disposizioni per l'apertura di una indagine, da effettuare in collaborazione con le altre Autorità competenti. Qualora venga accertata la presenza di bocconi o esche contenenti sostanze tossiche o nocive e/o la loro ingestione deve provvede ad attivare tutte le iniziative necessarie alla bonifica dell'area interessata. Entro 48 ore dall'accertamento della violazione deve provvedere ad individuare le modalità di bonifica del terreno e del luogo interessato dall'avvelenamento, prevedendone la segnalazione con apposita cartellonistica nonché a intensificare i controlli da parte delle Autorità preposte.

"Quanto successo a Piana è intollerabile e rende l'idea di come un atto grave come lo spargimento di veleni nella pubblica via sia diventata una pratica quasi quotidiana e purtroppo sottovalutata dalle Istituzioni. – dichiara Marcella Porpora Coordinatrice regionale LAV Sicilia -. Oltre ad aver scritto al Sindaco di Piana degli Albanesi perché attivi gli immediati interventi previsti dall'Ordinanza Ministeriale, abbiamo scritto al Prefetto di Palermo affinché istituisca un Tavolo tecnico al fine di contrastare in maniera efficace ed organizzata il fenomeno dello spargimento di bocconi avvelenati e di mettere in sicurezza animali e persone."

L' Ordinanza prevede, infatti, l'istituzione di un Tavolo tecnico di coordinamento presso la Prefettura per la gestione degli interventi da effettuare e per il monitoraggio del fenomeno.Il Tavolo tecnico, coordinato dal Prefetto o da un suo rappresentante, deve essere composto da un rappresentante della Provincia, dai Sindaci delle aree interessate e da rappresentanti dei Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, del Corpo Forestale dello Stato, degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali competenti per territorio, delle Guardie zoofile e delle Forze di Polizia locali.

Palermo, 03.02.2009

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martedì 13 gennaio 2009

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