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venerdì 27 marzo 2009

RANDAGISMO, FONDI REGIONE SICILIA. SCONCERTANTE DENUNCIA IN UN ORDINE DEL GIORNO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE - SABATO E DOMENIVA LAV IN PIAZZA IN 7 CITTA' SICILIANE

Comunicato Stampa LAV Sicilia:


RANDAGISMO, FONDI REGIONE SICILIA. SCONCERTANTE DENUNCIA IN UN ORDINE DEL GIORNO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE: SOLDI SPESI ANCHE PER ACQUISTI DI TENDAGGI. LA LAV SICILIA DEPOSITERA' UNA RICHIESTA D'INDAGINE ALLA CORTE DEI CONTI

NELL'ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DUE GIORNI FA IN AULA DAL DEPUTATO DEL PD PINO APPRENDI E APPROVATO ALL'UNANIMITA', SI SOTTOLINEA L'ASSOLUTA INADEGUATEZZA DELLE POLITICHE E DELLE INIZIATIVE REGIONALI IN MATERIA DI PREVENZIONE DEL RANDAGISMO

Domani e Domenica la LAV in piazza a Palermo, Catania, Caltanissetta, Enna, Messina, Siracusa e Trapani con due petizioni contro randagismo e traffico clandestino di cuccioli: prevenzione, sterilizzazione e lotta ai maltrattamenti


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La LAV Sicilia saluta con favore l'Ordine del Giorno presentato il 25 marzo all'Assemblea Regionale Siciliana dal deputato del PD Pino Apprendi e votato all'unanimità, che aiuterà a fare chiarezza sulla destinazione dei fondi per contrastare il randagismo. L'Ordine del Giorno rivela sconcertanti particolari sulla destinazione dei fondi sul randagismo che il Ministero della Salute ha destinato all'Assessorato Regionale alla Sanità: soldi spesi - si legge nell'atto parlamentare - "addirittura allo scopo di acquistare tendaggi e arredi, distraendo somme altrimenti destinate alla prevenzione del randagismo".

Nell'Ordine del Giorno si evidenzia, purtroppo, l'assoluta inadeguatezza delle politiche e delle iniziative regionali in materia di prevenzione del randagismo e di anagrafe canina e in particolare si "rileva una stridente differenza tra quanto dichiarato dal Sottosegretario Martini a proposito dei trasferimenti disposti in favore della Regione siciliana e gli impegni assunti dall'Assessorato regionale alla Sanità che solo recentemente ha impegnato e in parte assegnato, attraverso bandi, meno di un milione di Euro ai Comuni, consorzi di Comuni, Aziende sanitarie locali e associazioni di volontariato".

L'Ispettorato Veterinario dell'Assessorato regionale viene accusato di essersi contraddistinto per ripetuti episodi d'inerzia e per una condotta che ha anche arrecato danni all'immagine turistica della Regione. Infine, con l'atto parlamentare si chiede al Governo regionale di fornire una puntuale elencazione dei trasferimenti ricevuti dallo Stato e un'esaustiva rendicontazione degli impegni assunti, di verificare se gli assegnatari di fondi e dei relativi incarichi abbiano raggiunto gli obiettivi prefissati nonché di accertare e perseguire le responsabilità amministrative e omissive di quanti hanno determinato, nel tempo, l'attuale condizione di disastro nella gestione della lotta al randagismo.

La LAV Sicilia ha incaricato i propri legali di depositare una richiesta d'indagine alla Procura regionale della Corte dei Conti, per verificare come questi fondi sono stati spesi, non spesi o non recuperati. L'Associazione si augura che i dati relativi alla destinazione dei fondi per il randagismo siano forniti al più presto: questo aiuterà a fare piena chiarezza e ad accertare eventuali responsabilità.

Domani Sabato 28 e domenica 29, infine, la LAV sarà presente in 300 piazze d'Italia e, in Sicilia, a Palermo, Catania, Caltanissetta, Enna, Messina, Siracusa e Trapani: presso i tavoli allestiti dai volontari sarà possibile firmare una petizione regionale indirizzata al Presidente della Regione e all'Assessore Regionale alla Sanità con la quale la LAV propone degli interventi concreti al fine di affrontare seriamente il fenomeno del randagismo, ormai divenuto nell'Isola una vera e propria emergenza. Numerose le proposte della LAV far rientrare tale emergenza:

- l'istituzione di un Garante regionale per il controllo sull'applicazione degli strumenti legislativi previsti per il contenimento del randagismo e la tutela degli animali;

- un controllo capillare sull'adempimento da parte dei Comuni (con messa in mora e commissariamento per quelli inadempienti) delle prescrizioni dettate dalla Legge Regionale n.15/2000;

- l'istituzione di un'Agenzia regionale per i diritti animali competente per i controlli e la regolamentazione dell'attività di canili e rifugi;

- un piano periodico di controllo a tappeto dei microchip dei cani padronali da parte della Polizia Municipale o di altro organo di polizia;

- l'istituzione di una commissione per la modifica della L.R. n.15/2000 e del relativo Regolamento esecutivo;

- la realizzazione di un piano regionale di repressione degli abbandoni (articoli 727 e 544bis del Codice penale) e del fenomeno degli avvelenamenti.

Presso i tavoli della LAV i cittadini potranno portare a casa il tradizionale uovo di Pasqua della LAV (in cioccolato fondente del commercio equo e solidale) in cambio di una piccola donazione a sostegno di questa campagna; sarà inoltre possibile firmare un'altra petizione al Governo italiano per fermare la tratta dei cuccioli, che coinvolge migliaia di quattrozampe all'anno e muove un losco giro d'affari stimato in circa 300 milioni di euro con la complicità di alcuni
allevatori, trasportatori, commercianti di animali e purtroppo anche di alcuni medici veterinari senza scrupoli (approfondimenti: www.nonlosapevo.com).


Palermo, 27.03.2009

www.lavsicilia.it


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martedì 24 marzo 2009

ENNA, RANDAGISMO: LAV E LIDA CONTRO L’ACCALAPPIAMENTO IMMOTIVATO DI RANDAGI INNOCUI. NO ALLA PSICOSI, SI ALLE STERILIZZAZIONI

ENNA, RANDAGISMO: LAV E LIDA CONTRO L'ACCALAPPIAMENTO IMMOTIVATO DI RANDAGI INNOCUI. GLI ANIMALISTI: NO ALLA PSICOSI, SI ALLE STERILIZZAZIONI PER IMPEDIRE L'INCREMENTO DELLE POPOLAZIONI RANDAGIE

Diffida al Comune di Enna per evitare la deportazione dei randagi al canile privato MIMIANI di Caltanissetta: si buttano al vento migliaia di euro che invece dovrebbero essere investiti per una campagna straordinaria di sterilizzazioni, vero metodo risolutivo del randagismo

24.03.2009 - Da diversi giorni sono in corso catture massive e non selettive di cani randagi sul territorio di Enna ad opera della Ditta MIMIANI Srl di Caltanissetta su incarico/convezione del Comune, ma le gli accalappiamenti non sarebbero indirizzati verso cani mordaci o malati o comunque problematici, ma indistintamente rivolti ad una generica quanto irrazionale rimozione degli animali liberi sul territorio. E' questo l'allarme lanciato dalla LAV di Enna con una nota urgente indirizzata al Sindaco Rino Agnello ed all'Assessore all'Agricoltura Vincenzo Margio, inviata anche all'Ispettorato Regionale Veterinario di Palermo, al Servizio veterinario dell'ASL n. 4 ed all'Ufficio Territoriale del Governo di Enna.

Secondo la LAV tale "campagna di accalappiamento" parrebbe dettata da ragioni "emotive" giacché non risulta essere stata programmata né preceduta da una valutazione e conoscenza del territorio e da una stima della popolazione canina. Inoltre, è grave il fatto che le massicce catture non sono state nemmeno comunicate dall'Amministrazione ennese alle Associazioni animaliste locali, come la LAV e la LIDA (che ha condiviso la protesta della Lega Anti Vivisezione), né è stata valutata opportuna un'audizione delle stesse presso l'Autorità comunale o altre forme di coinvolgimento e partecipazione, benché rappresentino soggetti attivi nella gestione del randagismo secondo la L.r. 15/2000 e la L. n. 281/1991.

LAV e LIDA criticano queste scelte del Comune di Enna perché sono improduttive (in quanto non servono a combattere il randagismo alla fonte) e costituiscono un'emorragia di fondi pubblici: dalla stampa, infatti, si apprende che già ammonta a ben 262 soggetti il numero di cani ricoverati presso il MIMIANI con una retta giornaliera a carico del Comune di Enna per un costo di 250mila euro/anno; l'ulteriore incremento di animali ricoverati a seguito dei recenti accalappiamenti non potrà che aumentare l'esborso delle risorse economiche comunali!

"Invece di concedere migliaia di euro alle tasche dei canili privati, questi fondi dovrebbero essere investiti per una campagna straordinaria di sterilizzazioni, vero metodo risolutivo del randagismo" dichiarano Lorena Sauli, responsabile provinciale della LAV, e Veronica Motta, responsabile provinciale della LIDA. "L'ambulatorio comunale per le sterilizzazioni – cofinanziato dalla Regione Siciliana – risulta ancora inspiegabilmente inattivo – continuano Sauli e Motta - e ciò determina la grave mancata attuazione delle disposizioni regionali e statali in tema di controllo demografico delle popolazioni randagie. La periodica cattura di certe quantità di cani, come continua ad avvenire a Enna, è un modo di affrontare il problema randagismo assolutamente inadeguato, irrazionale, fortemente antieconomico, privo di efficacia (se non momentanea) e, soprattutto, totalmente difforme e non rispettoso delle indicazioni e delle prescrizioni di cui alla legge regionale n. 15/2000 ed al Decreto dell'Assessore regionale alla Sanità n. 2825 del 2007 recante le "Linee guida" in materia di randagismo, nelle quali sono state individuate le attività che devono essere svolte prioritariamente da tutti gli operatori che sono parte attiva nella gestione del randagismo".

Per questo motivo la LAV ha notificato al Comune di Enna la formale richiesta di sospendere tali catture immotivate "al fine di programmare una serie di interventi più razionali e ben pianificati, coinvolgendo le Associazioni animaliste e, soprattutto, stabilendo l'attuazione delle azioni prioritarie per come definite dal vigente quadro normativo (sterilizzazione e reimmissione sul territorio)". LAV e LIDA, infine, chiedono che l'Amministrazione comunale provveda urgentemente a "convocare urgentemente un tavolo tecnico fra tutti gli operatori ed organismi competenti in materia".

www.lavsicilia.it www.lav.it


La LAV Lega Anti Vivisezione e' la principale associazione animalista in Italia, riconosciuta Ente Morale ed Onlus. Ci battiamo contro ogni forma di sfruttamento degli animali, con un grande obiettivo di liberta': i diritti degli animali. Conduciamo campagne di sensibilizzazione con la forza di 85 sedi locali, l'impegno di centinaia di volontari ed il sostegno di migliaia di soci; interveniamo direttamente per la tutela degli animali e promuoviamo azioni legali in casi di maltrattamento. La LAV e' membro della Coalizione Europea contro la Vivisezione (ECEAE) e della Coalizione Europea per gli animali dall'allevamento (ECFA). Da più di 20 anni assolviamo un'importante missione: dare risposte alle domande di liberta' per tutti gli esseri viventi. * * * * LAV tel. 064461325 www.lav.it - info@lav.it

sabato 21 marzo 2009

LAV Sicilia: RANDAGISMO E TRATTA DEI CUCCIOLI, LAV IN 300 PIAZZE D’ITALIA - IN SICILIA PETIZIONE SU EMERGENZA RANDAGISMO

RANDAGISMO E TRATTA DEI CUCCIOLI, LAV IN 300 PIAZZE D'ITALIA OGGI, DOMANI E IL 28-29 MARZO CHIEDE MASSIMA PREVENZIONE: MORATORIA DELLE VENDITE, STERILIZZAZIONI, SUBITO LEGGE CHE INTRODUCA IL REATO DI TRAFFICO DI ANIMALI DA COMPAGNIA

IN SICILIA SARA' POSSIBILE FIRMARE UNA PETIZIONE INDIRIZZATA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE E ALL'ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA' PER CHIEDERE INTERVENTI URGENTI E CONCRETI PER FRONTEGGIARE L'EMERGENZA RANDAGISMO

Sono più di 500 i cuccioli di cane importati dall'Est Europa per lo più in condizioni drammatiche, sequestrati dalle forze dell'ordine in Italia solo negli ultimi cinque mesi: lo rende noto la LAV (www.lav.it) che oggi 21 marzo, domenica 22 e poi sabato 28 e domenica 29 marzo sarà presente in circa 300 piazze d'Italia con la campagna per fermare la tratta dei cuccioli, che coinvolge migliaia di quattrozampe all'anno e muove un losco giro d'affari stimato in circa 300 milioni di euro con la complicità di alcuni allevatori, trasportatori, commercianti di animali e purtroppo anche di alcuni medici veterinari senza scrupoli.

In Sicilia, inoltre, presso i tavoli organizzati dai volontari delle sedi LAV sarà possibile firmare una petizione regionale indirizzata al Presidente della Regione e all'Assessore Regionale alla Sanità con la quale la LAV propone degli interventi concreti al fine di affrontare seriamente il fenomeno del randagismo ormai divenuto nell'isola una vera e propria emergenza. Numerose le proposte della LAV per fronteggiare il fenomeno randagismo e far rientrare l'emergenza: l'istituzione di un Garante regionale per il controllo sull'applicazione degli strumenti legislativi previsti per il contenimento del randagismo e la tutela degli animali; un controllo capillare sull'adempimento da parte dei Comuni (con messa in mora e commissariamento per quelli inadempienti) delle prescrizioni dettate dalla Legge Regionale n.15/2000; l'istituzione di un'Agenzia regionale per i diritti animali competente per i controlli e la regolamentazione dell'attività di canili e rifugi; un piano periodico di controllo a tappeto dei microchip dei cani padronali da parte della Polizia Municipale o di altro organo di polizia; l'istituzione di una commissione per la modifica della L.R n.15/2000 e del relativo Regolamento esecutivo; la realizzazione di un piano regionale di repressione degli abbandoni (articoli 727 e 544bis del Codice penale) e del fenomeno degli avvelenamenti.

"La gravità del fenomeno randagismo in Sicilia - dichiara Marcella Porpora, coordinatrice regionale LAV - è ormai divenuta insostenibile. Ecco perchè scendiamo in piazza con una petizione rivolta alle istituzioni regionali per chiedere interventi concreti ed urgenti. Rivolgiamo però un appello anche ai singoli cittadini per fare prevenzione attraverso alcuni comportamenti responsabili: la sterilizzazione di cani e gatti, evitare di acquistare animali e preferire invece l'adozione di un animale abbandonato o che vive in un canile, anche se adulto o bisognoso di cure, e denunciare chi abbandona un animale, reato punito con l'arresto fino a un anno o l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro".

Unitamente alla petizione regionale sul randagismo i cittadini siciliani troveranno ai tavoli della LAV una petizione popolare sul tema del traffico dei cuccioli dall'est, traffico che non fa altro che alimentare fenomeni diffusi quali il randagismo e gli abbandoni. In particolare la LAV chiede:

- una moratoria delle vendite di cani e gatti e sulle importazioni, in maniera da chiudere i "rubinetti" dell'abbandono delle cucciolate che causano enormi problemi economici alle Amministrazioni pubbliche, e di sicurezza, e per difendere il principio morale che un essere vivente non può essere oggetto di compravendita;

- subito una legge per l'introduzione del reato di traffico di animali da compagnia, al fine di perseguire chi, in maniera organizzata, clandestina e priva di documentazione, introduce e commercia cuccioli nel nostro Paese;

- subito un decreto legge in materia di tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani;

- ordinanze comunali e regionali, e un Decreto Legge del Governo, che impongano la sterilizzazione obbligatoria dei cani sul territorio nazionale;

- campagne di sensibilizzazione per incentivare le adozioni dai canili, peraltro gratuite.

"La tratta dei cuccioli e, più in generale, la compravendita di animali rischia di essere un pericolosissimo bacino che va ad alimentare la piaga delle cucciolate fuori controllo, dell'abbandono di animali e del randagismo - dichiara Ilaria Innocenti del settore Cani e Gatti della LAV - un fenomeno, quest'ultimo, che secondo stime della LAV interessa circa un milione di cani ed è dilagante in particolare in alcune zone del centro-sud Italia, come testimoniano le gravissime aggressioni perfino mortali accadute nel Ragusano pochi giorni fa, e che necessita della massima prevenzione possibile."

A contrasto di queste illegalità, la LAV è impegnata in attività di sensibilizzazione delle autorità dei Paesi dell'Est più interessati, affinché intensifichino i controlli. A livello europeo il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, condividendo la campagna della LAV, ha chiesto alla Commissaria Europea alla Salute Androulla Vassiliou un intervento di armonizzazione delle norme che riguardano questa materia, la revisione degli standard dei microchip che renda possibile la completa e sicura tracciabilità degli stessi, l'adozione di misure che intervengano sulle pratiche di allevamento degli animali da compagnia, la definizione di rigorosi protocolli armonizzati a livello comunitario per tutte le patologie che rappresentano cause di morte per gli animali. In questi mesi l'Associazione ha raccolto preziose segnalazioni, ha smascherato il sistema delle importazioni illegali di cuccioli (disponibile Dossier LAV) individuando gli aspetti normativi da riformare e chiedendo un'intensificazione delle attività di controllo, sta collaborando attivamente con tutte le forze di polizia e con il Ministero della Salute, ha tempestivamente garantito una idonea famiglia adottiva ad alcuni cuccioli di cane sequestrati dal NIRDA (Nucleo Investigativo Reati a Danno di Animali) del Corpo Forestale dello Stato e affidati alla LAV.

Grazie a questa capillare attività di sensibilizzazione, svolta anche attraverso il sito dedicato www.nonlosapevo.com, tre mesi fa il Ministero della Salute ha emanato una Nota ai Medici Veterinari per sollecitarli ad informare i futuri proprietari di animali d'affezione in merito ai possibili rischi legati all'acquisto di cuccioli.

Presso i tavoli LAV, il 21-22 marzo e il 28-29 marzo i cittadini potranno portare a casa il tradizionale uovo di Pasqua della LAV (in cioccolato fondente del commercio equo e solidale) in cambio di una piccola donazione a sostegno di questa campagna.

Palermo, 17.03.2009

Info:

Campagna LAV TRAFFICO CUCCIOLI - http://www.lav.it/index.php?id=1112

Banner, spot radio e locandina della Campagna - http://www.lav.it/index.php?id=1116

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La LAV Lega Anti Vivisezione e' la principale associazione animalista in Italia, riconosciuta Ente Morale ed Onlus. Ci battiamo contro ogni forma di sfruttamento degli animali, con un grande obiettivo di liberta': i diritti degli animali. Conduciamo campagne di sensibilizzazione con la forza di 85 sedi locali, l'impegno di centinaia di volontari ed il sostegno di migliaia di soci; interveniamo direttamente per la tutela degli animali e promuoviamo azioni legali in casi di maltrattamento. La LAV e' membro della Coalizione Europea contro la Vivisezione (ECEAE) e della Coalizione Europea per gli animali dall'allevamento (ECFA). Da più di 20 anni assolviamo un'importante missione: dare risposte alle domande di liberta' per tutti gli esseri viventi. * * * * LAV tel. 064461325 www.lav.it - info@lav.it

venerdì 20 marzo 2009

I CANI RANDAGI, DOVE SONO FINITE LE RISORSE FINANZIARIE

ALLARME CANI RANDAGI IN SICILIA. DOVE SONO FINITI I FONDI DEL GOVERNO?

I VETERINARI CHIEDONO CHIAREZZE SUI FINANZIAMENTI A FAVORE DI MISURE DI CONTROLLO E PREVENZIONE PER L'INCOLUMITÀ DEI CITTADINI

di Lopreiato Antonella

E' emergenza in Sicilia dopo l'ennesima aggressione di cani randagi ai danni di una turista tedesca di 24 anni che rimane in condizioni gravi all'ospedale Cannizzaro di Catania. Si trovava a fare una passeggiata sul lungo mare di contrada Pisciotto tra Marina di Modica e Sampieri quando un branco di cani randagi l'ha assalita con morsi profondi in diverse parti del corpo. La donna in seguito a diverse urla è stata soccorsa dai carabinieri che l'hanno subito portata in ospedale con il volto sfigurato e il corpo pieno di sangue. I randagi sono riusciti a scappare ma nelle ultime ore si stanno attuando misure più drastiche. Purtroppo non è il solo caso successo negli ultimi giorni. Ricordiamo che giorni prima lo stesso branco ha aggredito e ucciso il piccolo Giuseppe Brafa di soli dieci anni e due carabinieri sono stati assaliti dagli stessi che per difendersi ne hanno dovuto abbattere due. Dopo l'ennesimo caso sono intervenuti i veterinari della Federazione medici Uil Fpl che chiedono un incontro ed un intervento urgente con il ministro del Welfare Maurizio Sacconi.

"Vogliamo che i fatti di Scicli e di Modica, in provincia di Ragusa, dove un branco di cani negli ultimi due giorni ha aggredito tre persone, uccidendo un ragazzo di dieci anni, segnino finalmente un'inversione di tendenza sulla attuale insensata gestione del problema randagismo, che determina spreco di denaro pubblico, allarme sociale e un attentato all'incolumita' pubblica". Lo afferma in una nota Claudio Fantini, responsabile nazionale veterinari della Federazione medici Uil Fpl.

"Non possiamo continuare – afferma - ad assistere silenziosi e impotenti al verificarsi di aggressioni di animali randagi e non, che comportano gravissimi danni a persone, animali o cose. E' necessario - sottolinea Fantini - potenziare i Servizi veterinari pubblici che, in sinergia con la rete ambulatoriale veterinaria privata e con gli enti e le fondazioni di protezione animale, in sintonia con i dettati della sussidiarieta', possano finalmente dare vita a seri programmi di contenimento del fenomeno del randagismo: non solo intervenendo direttamente sugli animali, ma anche sulla cultura e conoscenza di quanti si occupano di cani e di altri animali da compagnia".

La pericolosità della situazione attuale porta il ministro a ricercare nuove applicazioni sull'articolo 4 della legge 281/91 che riguarda il "randagismo", ad attuare misure più concrete e invita a riguardare e rivalutare la stessa legge, bisognosa di nuovi interventi e nuove misure a favore della sicurezza del cittadino contro quelli che sono i rischi per la salute dei cittadini contro gli animali randagi.

Il ministero della Salute ha effettuato delle analisi e i dati sono allarmanti. Sembra infatti che i cani randagi in Italia siano ben 600 mila quasi tutti al Sud, 150 mila sono nei canili. Sono concentrati per lo più in Campania che ne ha 70.671 segue la Puglia con 70.003, e al terzo posto c'è la Sicilia con 68 mila randagi. Nel Sud la situazione è allarmante ma per il Nord già cambia tutto ed è una svolta rispetto al meridione. Nelle regioni della Lombardia, del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, della Valle D'Aosta e delle province di Trento e Bolzano il problema è quasi risolto o se non del tutto eliminato. In effetti sono quasi a zero i cani randagi presenti in queste province. Va attuato un sistema che porti al controllo della situazione al Sud attraverso degli investimenti del governo a favore della prevenzione del fenomeno. I veterinari mirano proprio a questo e vorrebbero risposte certe e concrete per far fronte al problema e risolvere una volta per tutte quello che per la Sicilia è divenuto un incubo.




Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

mercoledì 18 marzo 2009

MODICA, IL SINDACO ORDINA: SPARATE AI CANI. ENPA, LAV E ANIMALISTI ITALIANI DIFFIDANO IL SINDACO A RITIRARE L'ORDINANZA

COMUNICATO STAMPA LAV, ENPA E ANIMALISTI ITALIANI


MODICA, IL SINDACO ORDINA: SPARATE AI CANI. ENPA, LAV E ANIMALISTI ITALIANI DIFFIDANO IL SINDACO A RITIRARE
L'ORDINANZA E SCRIVONO AL PREFETTO DI RAGUSA

Enpa, LAV e Animalisti Italiani contro l'ordinanza emanata dal Sindaco di Modica, che prevede l'abbattimento dei randagi nel territorio comunale. Le associazioni lamentano l'esclusione oggi dalla riunione in Prefettura


Roma, 18 marzo 2009 - LAV, Enpa e Animalisti Italiani, hanno diffidato il Sindaco di Modica (Ragusa) a ritirare subito l'Ordinanza con cui ha dato il via libera all'abbattimento dei cani randagi, emanata dopo la tragica aggressione mortale ai danni di un bambino e dopo il ferimento di altre tre persone, ritenendola illegale e illegittima. Una diffida preventiva sarà inviata anche al Sindaco di Scicli, per scongiurare eventuali analoghi
provvedimenti.

Le tre associazioni, inoltre, hanno scritto al Prefetto di Ragusa - autorità competente in materia di sicurezza e incolumità pubblica - e per conoscenza al Procuratore di Modica e al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini per sollecitare un intervento che garantisca l'annullamento dell'Ordinanza in questione, peraltro contraria alle chiare direttive del Prefetto e del Sottosegretario Martini a tutela dei randagi. Nella lettera al Prefetto, Enpa, LAV e Animalisti Italiani chiedono anche di accertare che i cani
randagi della zona non siano rimasti vittime di maltrattamenti, di uccisioni, e che l'area non sia stata eventualmente contaminata con bocconi avvelenati, pericolosissimi per l'incolumità pubblica.

"Quanto accaduto negli ultimi giorni nelle zone di Scicli e di Modica è sconcertante e gravissimo, siamo vicini e solidali con le famiglie delle persone drammaticamente colpite - dichiarano Enpa, LAV e Animalisti Italiani - ma non sarebbe giusto né risolutivo scaricare le colpe su un gruppo di cani senza accertare le responsabilità, esclusivamente umane,
nella gestione del fenomeno randagismo, disciplinato da precise disposizioni di legge tese alla corretta prevenzione".

LAV, Enpa e Animalisti Italiani lamentano di essere state gravemente escluse, insieme alle altre associazioni animaliste, dalla riunione organizzata questa mattina presso la Prefettura di Ragusa per affrontare questa emergenza. La riunione, attualmente ancora in corso, si sta svolgendo a porte chiuse alla presenza di Sindaci e Forze dell'Ordine.

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Animalisti Italiani

martedì 17 marzo 2009

[Comunicato LAV Sicilia] AGGRESSIONI RANDAGI A RAGUSA: LAV DIFFIDA PREFETTURA, PROCURA E ASL DI MODICA


TRAGEDIA AGGRESSIONI DA CANI (RAGUSA): LAV DIFFIDA PREFETTURA, PROCURA DELLA REPUBBLICA E ASL DI MODICA DAL SOPPRIMERE I RANDAGI E CHIEDE INTERVENTO MINISTRI INTERNO, GIUSTIZIA E SOTTOSEGRETARIO SALUTE.

Urgenza straordinaria per contrastare il randagismo: subito un decreto legge del Governo per sterilizzazione dei cani e moratoria sulle vendite.

L'Ufficio Legale della LAV ha formalmente diffidato Prefettura, Procura della Repubblica e Asl di Modica (Ragusa) dal sopprimere i randagi, ritenendo gravissima una eventuale decisione in tal senso. Per evitare un'insensata carneficina, illegale e pericolosa per la sicurezza pubblica, la LAV sollecita l'intervento dei Ministri dell'Interno e della Giustizia, e del Sottosegretario della Salute Francesca Martini.

Dopo la tragedia di Scicli (Ragusa) dove una vita umana è stata stroncata e altre tre sono state ferite, la LAV chiede – vista la straordinaria urgenza di provvedimenti necessari a contrastare il randagismo – un'Ordinanza ai Sindaci, ai Presidenti di Regione e ai Prefetti, un Decreto Legge al Governo per il quale si appella al Presidente del Consiglio Berlusconi, ovvero un atto che imponga d'urgenza la sterilizzazione obbligatoria di tutti i cani sul territorio nazionale e la moratoria delle vendite dei quattrozampe, in maniera da chiudere i "rubinetti" dell'abbandono delle cucciolate che causano enormi problemi economici alle Amministrazioni pubbliche, morali e di sicurezza.

La LAV chiede inoltre ai Presidenti della Camera, Gianfranco Fini, del Senato Renato Schifani, dei gruppi parlamentari, di far calendarizzare subito nelle Commissioni Affari Sociali e Sanità le oltre dieci proposte di legge già presentate da deputati di tutti i gruppi per ottenere il miglioramento della Legge 281 del 1991 sulla prevenzione del randagismo, ridefinire le competenze dirette locali che vedono i Servizi Veterinari Asl in genere colpevolmente assenti, coinvolgere nelle attività di prevenzione le migliaia di studi veterinari dei liberi professionisti sul territorio, stroncare il business dei canili-lager, educare e responsabilizzare i proprietari di cani. "Ogni indecisione a prendere provvedimenti che coniughino tutela degli animali e sanità pubblica, sarebbe colpevole", dichiara la LAV.

L'Associazione ricorda, inoltre, che la Legge Finanziaria per il 2008 (Legge 24 Dicembre 2007, n. 244, Art. 2, comma 370) ha così sostituito l' articolo 4 della legge 14 agosto 1991, n. 281 in materia di tutela degli animali d'affezione e prevenzione del randagismo: "I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono prioritariamente ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione. A tali piani è destinata una quota non inferiore al 60 per cento delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6. I comuni provvedono, altresì, al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani, nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6". Tali Piani si devono aggiungere a quelli analoghi predisposti da ogni Servizio veterinario Asl di cui all'articolo 2 comma 1 della Legge 281-91, ciascuno dei quali finanziato con proprie risorse.

Roma-Palermo, 17.03.2009

Tel. Ufficio Stampa: 06.4461325

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La LAV Lega Anti Vivisezione e' la principale associazione animalista in Italia, riconosciuta Ente Morale ed Onlus. Ci battiamo contro ogni forma di sfruttamento degli animali, con un grande obiettivo di liberta': i diritti degli animali. Conduciamo campagne di sensibilizzazione con la forza di 85 sedi locali, l'impegno di centinaia di volontari ed il sostegno di migliaia di soci; interveniamo direttamente per la tutela degli animali e promuoviamo azioni legali in casi di maltrattamento. La LAV e' membro della Coalizione Europea contro la Vivisezione (ECEAE) e della Coalizione Europea per gli animali dall'allevamento (ECFA). Da più di 20 anni assolviamo un'importante missione: dare risposte alle domande di liberta' per tutti gli esseri viventi. * * * * LAV tel. 064461325 www.lav.it - info@lav.it

lunedì 16 marzo 2009

BAMBINO UCCISO DA RANDAGI, LA LAV: "INDAGARE SU IRRESPONSABILE AFFIDAMENTO CANI SEQUESTRATI. REGIONE E MINISTERO DELLA SALUTE ISTITUISCANO COMMISSIONE D'INCHIESTA"

COMUNICATO STAMPA

LAV - Coordinamento Regionale Siciliano



BAMBINO UCCISO DA RANDAGI, LA LAV: "INDAGARE SU IRRESPONSABILE AFFIDAMENTO CANI SEQUESTRATI. REGIONE E MINISTERO DELLA SALUTE ISTITUISCANO COMMISSIONE D'INCHIESTA"


La LAV esprime solidarietà alla famiglia del piccolo Giuseppe Brafa, ucciso da un branco di cani a Punta Pisciotto (Ragusa), e ai due feriti, vittime degli stessi cani. Esprime nel contempo perplessità riguardo l'affidamento dei cani all'uomo, poi arrestato. "Chiediamo di appurare le motivazioni che hanno portato ad affidare questi cani, dopo la prima aggressione di mesi fa, ad un singolo cittadino, definito impropriamente animalista e evidentemente non preparato a tale responsabilità, piuttosto che ad un ente pubblico, o al Servizio Veterinario Asl o a un'associazione animalista – dichiara Gianluca Felicetti, Presidente della LAV – quando non sempre le Procure della Repubblica valutano con attenzione richieste di affidamento di animali sequestrati e bisognosi di cure, da parte di associazioni la cui attività è prevista per legge e riconosciuta per Decreto dal Ministero della Salute, come la stessa LAV." "E' importante in ogni caso che il Governo vari subito il promesso Disegno di Legge sulla prevenzione delle aggressioni canine" aggiunge Felicetti.

La morte del piccolo Giuseppe, quindi, non può definirsi una tragedia annunciata, come dichiarato dal Sindaco del Comune ragusano, ma un dramma che vede precise responsabilità umane. E' grave che colui che è deputato per legge alla tutela della salute e dell'incolumità pubblica, così come alla tutela degli animali, provi a scaricare la propria coscienza, e quella dei suoi predecessori, dichiarando che i cani pericolosi non possono essere abbattuti: "I cani la cui pericolosità sia comprovata possono purtroppo essere uccisi – prosegue Ilaria Innocenti, del settore Cani e gatti della LAV – ma diffidiamo il Sindaco a procedere ad abbattimenti frettolosi, senza il parere di un veterinario comportamentalista, e chiediamo invece al Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, e all'Assessore regionale alla Salute, Massimo Russo, di istituire una Commissione d'inchiesta per stabilire tutte le responsabilità della drammatica vicenda e dell'affidamento dei cani".

La situazione di V.G., che aveva i cani in custodia, infatti, era nota da almeno tre anni, ma nessuna competenza comunale, tra cui quella dell'assistenza sociale, era stata adeguatamente attivata. Tale situazione, inoltre, aveva arrecato numerosi problemi, mai affrontati efficacemente, e l'avere affidato la custodia giudiziaria degli animali a una persona che già aveva suscitato dubbi sulla sua affidabilità, è incomprensibile. L'Associazione ricorda, inoltre, che il reato di omessa custodia e malgoverno di animali, ovvero l'articolo 672 del Codice penale, è stato depenalizzato anni fa: "Confidiamo nell'impegno a ripenalizzare questo reato, nell'atteso e urgente Disegno di Legge in materia di tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani, che trasformerà in legge la recente ordinanza del Ministero della Salute tesa a responsabilizzare i possessori di cani, con finalità di prevenzione e attenzione al benessere animale – conclude Marcella Porpora, coordinatrice LAV Sicilia – e, al fine di prevenire episodi come questo, riteniamo necessario che la Regione e i Comuni predispongano dei piani concreti per contrastare il randagismo e attivino al più presto programmi di sterilizzazione degli animali".

Considerate le situazioni di paura che si sviluppano a seguito di questi episodi, la LAV invita, infine, tutte le autorità competenti nelle aree interessate dalla presenza di randagi alla massima sorveglianza contro gesti di crudeltà nei confronti degli animali.


Palermo, 16.03.2009

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La LAV Lega Anti Vivisezione e' la principale associazione animalista in Italia, riconosciuta Ente Morale ed Onlus. Ci battiamo contro ogni forma di sfruttamento degli animali, con un grande obiettivo di liberta': i diritti degli animali. Conduciamo campagne di sensibilizzazione con la forza di 85 sedi locali, l'impegno di centinaia di volontari ed il sostegno di migliaia di soci; interveniamo direttamente per la tutela degli animali e promuoviamo azioni legali in casi di maltrattamento. La LAV e' membro della Coalizione Europea contro la Vivisezione (ECEAE) e della Coalizione Europea per gli animali dall'allevamento (ECFA). Da più di 20 anni assolviamo un'importante missione: dare risposte alle domande di liberta' per tutti gli esseri viventi. * * * *

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giovedì 5 giugno 2008

LAV: ANIMALI ABBANDONATI, STERILIZZARE IL PROPRIO CANE O GATTO PUO' EVITARE 70MILA NUOVI RANDAGI. DATI DEL RANDAGISMO IN SICILIA

Comunicato stampa LAV 5 giugno 2008

ANIMALI ABBANDONATI, LA LAV: STERILIZZARE IL PROPRIO AMICO A QUATTRO ZAMPE PUO' EVITARE 70 MILA NUOVI RANDAGI.

PRESENTATA NUOVA CAMPAGNA INFORMATIVA: INCENTIVARE LE STERILIZZAZIONI COME PREVENZIONE AL RANDAGISMO. OGNI ANNO ABBANDONATI 135.000 ANIMALI TRA CANI E GATTI; IN SICILIA ALMENO 68MILA RANDAGI E 10.338 CANI CUSTODITI NEI CANILI.

"Chi ama gli animali non fa nascere dei randagi": questo lo slogan della nuova campagna d'informazione della LAV per la prevenzione del randagismo attraverso il ricorso alla sterilizzazione di cani e gatti, anche di proprietà, al fine di evitare che nuove cucciolate vadano ad affollare la popolazione di animali vaganti o reclusi in canili e gattili. La campagna informativa della LAV ha ricevuto il patrocinio dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) e della Federazione Nazionale Ordini Medici Veterinari Italiani (FNOVI), ed è stata presentata ieri presso uno Studio veterinario di Roma, con la partecipazione del Presidente ANMVI Lazio, il medico veterinario dott. Marzio Gargiulo, del presidente della LAV Gianluca Felicetti e dell'attrice Daniela Poggi, insieme a numerosi amici a quattro zampe.

Sterilizzare il proprio amico a quattro zampe può evitare 70.000 nuovi randagi: questo è il numero di discendenti che un gatto o un cane può generare in soli sei anni. Considerando che le famiglie italiane ospitano in casa circa 6-7 milioni di cani e almeno altrettanti gatti, la portata della potenziale espansione della popolazione a quattro zampe, in assenza di interventi di sterilizzazione, è facilmente immaginabile.Ogni anno in Italia vengono abbandonati circa 135.000 animali tra cani e gatti e circa l'80% muore in incidenti, per malattia o di stenti. Circa 600 mila cani vivono rinchiusi nelle gabbie dei canili o da randagi insieme a 2,6 milioni di gatti (fonte: Ministero della Salute) che rischiano di morire di fame, di sete o per incidenti. Pochissimi troveranno una famiglia adottiva. In Sicilia si contano almeno 68.000 cani randagi vaganti sul territorio, 92.500 gatti vaganti e 10.338 cani custoditi nei canili.

"Alle istituzioni nazionali e locali ma anche ai singoli cittadini chiediamo di fare prevenzione – dichiara Elisa D'Alessio, responsabile del settore cani e gatti della LAV - attraverso alcuni comportamenti responsabili: la sterilizzazione di cani e gatti, evitare di acquistare animali e preferire invece l'adozione di un animale abbandonato o che vive in un canile, anche se adulto o bisognoso di cure, e denunciare chi abbandona un animale, reato punito con l'arresto fino a un anno o l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro".

Alcune persone nutrono ancora delle perplessità nei confronti della sterilizzazione, ma l'esperienza dimostra come cani e gatti sterilizzati godano di ottima salute psico-fisica e di un'eccellente aspettativa di vita. La sterilizzazione, a dispetto di alcuni pregiudizi, non danneggia la salute degli animali e, se la dieta è corretta non li fa ingrassare. L'intervento inoltre rende meno probabili fughe e allontanamenti da casa e i conseguenti possibili investimenti, maltrattamenti o avvelenamenti. La sterilizzazione nelle femmine riduce di molto il rischio di tumori mammari, elimina quello del cancro uterino e previene gravi patologie a danno degli apparati riproduttori. Non è necessario che abbiano avuto almeno un parto, al contrario la precocità dell'intervento è molto importante ai fini della prevenzione di numerose malattie. Anche per i maschi la sterilizzazione è auspicabile: aiuta a prevenire il cancro alla prostata e impedisce le fughe amorose.

Se viviamo con gatti che hanno la possibilità di accedere a spazi esterni, la sterilizzazione, oltre a impedire accoppiamenti destinati a incrementare la fitta schiera dei randagi, li proteggerà da infezioni e malattie virali quali la FIV (immunodeficienza, paragonabile all'AIDS umano) e la FeLV (leucemia felina) malattie che si trasmettono attraverso la lotta o l'accoppiamento con gatti affetti da tali patologie. Intervento ormai sicuro e affatto invasivo, la sterilizzazione aumenta dunque considerevolmente l'aspettativa di vita di cani e gatti e conferisce loro maggiore equilibrio: basti pensare alle sofferenze legate al periodo dell'accoppiamento, momento durante il quale gli animali sono irrequieti.

"La sterilizzazione è dunque una scelta responsabile nei confronti degli animali con i quali viviamo, ma anche nei confronti degli sfortunati randagi perché pur riuscendo a dare una casa a tutti i cuccioli generati dal proprio cane o del proprio gatto, si toglierà una preziosa possibilità di affidamento a uno dei tanti animali rinchiusi in un canile o in gattile o abbandonati in strada", precisa Ilaria Innocenti del settore cani e gatti della LAV.

La Legge Finanziaria 2008, Art. 2, comma 370 (Legge 24 dicembre 2007, n.244) - che ha modificato l'articolo 1 comma 829 della precedente Legge Finanziaria - ha accolto importanti novità in materia di randagismo, da tempo sollecitate dalla LAV:

● ha così sostituito l'articolo 4 della Legge quadro sulla "protezione degli animali d'affezione e prevenzione del randagismo" (Legge n.281/91): "I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono prioritariamente ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione. A tali piani è destinata una quota non inferiore al 60 per cento delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6. I comuni provvedono, altresì, al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani, nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6". Tali Piani si devono aggiungere a quelli analoghi predisposti da ogni Servizio veterinario Asl di cui all'articolo 2 comma 1 della Legge n.281/91, ciascuno dei quali finanziato con proprie risorse;

● ha finalmente istituito l'obbligo per i Comuni singoli o associati e per le Comunità montane di gestire canili e gattili sanitari direttamente o tramite convenzioni con le associazioni animaliste e zoofile. Tale legge prevede anche la possibilità che la gestione di tali strutture sia affidata a soggetti privati, a condizione però che nel canile o gattile sia garantita la presenza di volontari delle associazioni animaliste e zoofile preposti alla gestione delle adozioni e degli affidamenti di cani e gatti.

"Si tratta di novità importati, con le quali si intende stimolare i Comuni a garantire l'afflusso di risorse alla prevenzione del randagismo attraverso piani di controllo delle nascite - precisa Elisa D'Alessio - L'auspicio è che Comuni e Comunità montane possano anche occuparsi, con maggiore attenzione, del risanamento dei canili esistenti, troppo spesso fatiscenti e inadeguati a ospitare centinaia di animali, e della costruzione dei rifugi. Inoltre, finalmente anche quei canili, rifugi e ricoveri che per anni sono stati inaccessibili ai volontari dovranno aprire i cancelli e permettere alle associazioni animaliste e zoofile di partecipare alla vita della struttura, nell'interesse degli animali e a garanzia di una gestione trasparente".

Per favorire l'applicazione di queste norme, la LAV, attraverso le sue 90 Sedi dislocate su tutta la penisola, ha scritto una lettera di sollecito a numerosi Comuni chiedendogli di assolvere a tali obblighi, e al Presidente dell'ANCI, Leonardo Domenici, affinché a sua volta possa sollecitare i Comuni su questa materia, dagli importanti risvolti etici ed economici.

5 giugno 2008

Ufficio Stampa LAV 06 4461325 – 3391742586 www.lav.it



ALCUNE CIFRE SUL RANDAGISMO

  • Numero animali abbandonati ogni anno 135.000 (45 mila cani, 90 mila gatti)
  • Numero complessivo canili sanitari e canili rifugio: 1144
  • Numero canili sanitari: 465
  • Numero canili rifugio: 679
  • Numero cani randagi 590.549 - contro i 660.517 stimati nel 2002 - di cui 149.424 nei canili (quindi oltre un quarto del totale)
  • 2.604.379 gatti randagi

Dati regionali sul randagismo

REGIONE

CANI

GATTI


cani di proprietà

randagi ospitati nei canili

canili sanitari

canili rifugio

numero presunto cani randagi

gatti di proprietà
dato presunto

gatti liberi
dato presunto

Piemonte

976.189

4.258

63

75

2.935

700.000

200.000

Valle d'Aosta

23.454

160

1

1

100

13.000

14.500

Lombardia

733.396

3.896

37

93

0

1.000.000

300.000

PA Bolzano

30.000

150

1

1

0

46.500

10.000

PA Trento

36.174

160

2

5

0

35.000

16.000

Veneto

458.239

3.163

18

23

0

549.886

374.717

Friuli Venezia Giulia

145.000

1.650

7

12

0

100.000

4.800

Liguria

240.985

3.168

4

30

3.861

226.250

285.762

Emilia Romagna

623.016

8.804

65


8.052

660.000

97.000

Toscana

373.021

4.870

28

32

2.211

450.000

135.000

Umbria

269.704

3.049

10

20

23.000

175.000

51.000

Marche

204.298

5.912

36

26

2.042

147.678

73.000

Lazio

833.000

13.628

20

40

60.000

900.000

450.000

Abruzzo

127.835

8.699

6

60

19.300

102.000

97.000

Molise

39.339

2.458


11

14.500

19.000

12.000

Campania

162.321

32.126

2

81

70.003

168.470

128.650

Puglia

120.939

22.729

66

78

70.671

123.900

140.700

Basilicata

29.320

4.140

14

14

9.450

24.000

10.250

Calabria

150.000

10.377

17

24

65.000

120.000

81.500

Sicilia

246.000

10.338

37

42

68.000

146.000

92.500

Sardegna

177.803

5.689

31

11

22.000

270.000

30.000









TOTALE

6.000.033

149.424

465

679

441.125

5.976.684

2.604.379


Data ultimo aggiornamento: gennaio 2008

Fonte: I dati fanno riferimento all'anno 2006 e sono stati trasmessi dalle Regioni al Ministero della Salute entro dicembre 2007

Roma, 4 giugno2008

Prot. n. 1458 /2008/F/rb

COMUNICATO STAMPA FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani)

La FNOVI ha dato il suo patrocinio alla campagna informativa della LAV, finalizzata alla promozione delle sterilizzazione dei cani e dei gatti di proprietà, nella convinzione che solo una gestione consapevole degli animali potrà prevenire gli abbandoni evitando loro una vita da reclusi o sorte ancora peggiore.

La prevenzione del randagismo - che è il risultato dell'abbandono e dell'incuria, ma spesso anche dell'ignoranza - passa attraverso l'informazione corretta e puntuale dei proprietari:questo è un compito preciso dei medici veterinari, stabilito anche nel codice deontologico.

La collaborazione fra medici veterinari, associazioni animaliste e proprietari è un obiettivo ambizioso ma raggiungibile nel quale crediamo.

Gli esseri umani hanno grandi responsabilità verso gli animali con i quali convivono ed i medici veterinari hanno una doppia responsabilità, come medici e come persone.

La Federazione ha dato pieno appoggio a questa campagna e il suo primo contributo si è concretizzato nell'invio, a tutti i medici veterinari, della locandina ideata e prodotta da LAV.

L'auspicio è che la capillare diffusione di questo messaggio aumenti la consapevolezza nei proprietari e conduca ad una migliore convivenza tra esseri viventi.

Il Presidente

(Dott. Gaetano Penocchio)


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