Sotto gli occhi dei grandi si sta sgretolando lo stato palestinese ,questa è la realtà che si nasconde dietro il processo di pace voluto da Trump attraverso il Board di Gaza che nella realtà maschera obbiettivi ben diversi che nella facciata sono collegati alla pace. Dietro le quinte di una falsa facciata la ricostruzione del potere israeliano all’interno dei territori palestinesi. Naturalmente parliamo di controllo economico e logistico dei territori oramai conquistati e che da tempo fanno parte di un processo geopolitico espansionistico che Israele ha portato avanti negli anni.
Il concetto di stato che la risoluzione ONU del settembre 2025 ha sostenuto il riconoscimento di uno stato palestinese indipendente con la previsione di una soluzione a due stati e votato da 193 membri dell'organismo mondiale con 142 Paesi che hanno votato a favore della Dichiarazione di New York e 10 contro tra cui Usa e Israele. e 12 si sono astenuti. La risoluzione, presentata da Francia e Arabia Saudita, prevede che l'Autorità Palestinese governi e controlli tutto il territorio palestinese, con un comitato amministrativo transitorio istituito immediatamente dopo il cessate il fuoco a Gaza. "Hamas avrebbe dovuto deve porre fine al suo dominio a Gaza e consegnare le sue armi all'Autorità Palestinese", così si legge nella dichiarazione, aggiungendo la liberazione degli ostaggi.
Sempre la risoluzione suggerisce l'invio di una missione sostenuta dalle Nazioni Unite per proteggere i civili palestinesi e per fornire garanzie di sicurezza sia ai civili palestinesi che a quelli Israeliani, sostenere il trasferimento pacifico del governo all'autorità palestinese e monitorare il cessate il fuoco e un futuro accordo di pace.
Il concetto di controllo sui territori palestinesi tra cui la Cisgiordania è stata dichiarata da Israele che ha respinto la risoluzione dando una dichiarazione che poniamo in calce “."Questa dichiarazione unilaterale non sarà ricordata come un passo verso la pace, ma solo come un altro gesto vuoto che indebolisce la credibilità di questa Assemblea", ha dichiarato l'ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite Danny Danon..Il più stretto alleato di Israele, gli Stati Uniti, si è opposto, con il consigliere della missione statunitense Morgan Ortagus che l'ha definita una "trovata pubblicitaria sbagliata e inopportuna che mina i seri sforzi diplomatici per porre fine al conflitto".
Una premessa altamente valida per la nascita del nuovo organismo del Board di Gaza che baypassa questa risoluzione e pone l’Onu in un piano di secondo livello contrastando le decisioni di molti paesi e ponendosi in alternativa chiara ad un organismo di garanzia rappresentato dall’ONU .Quello che oggi stà succedendo in Cisgiordania chiarifica le idee sul reale obbiettivo della ricostruzione perché Israele cerca di espandere ugualmente ed in maniera diversa il suo potere geopolitico nella zona oggetto di uno stato palestinese. La prima riunione convocata per il 19 febbraio a Washington avrà la legittimazione di un processo di potere mondiale diverso certamente non collegato all’Onu. L’Italia in tal senso è stata convocata come osservatore.
Ritornando alla conquista silenziosa della Cis Giordania (Ipotetico Stato Palestinese) di cui nessuno parla, Israele ha annunciato con la sua recente azione legislativa il controllo della Cisgiordania in maniera autocratica. Il testo non è stato reso noto ma sia la stampa locale che quella internazionale ne hanno divulgato le linee guida. In pratica Israele ripercorre la sua storia e facilita l’acquisizione di terre palestinesi da parte di coloni israeliani, attraverso l’abrogazione di un divieto decennale sulla vendita diretta di terreni della Cisgiordania con la de classificazione dei registri catastali locali.
Una risoluzione su territori non Israeliani che porta i coloni Israeliani a conoscere le identità dei proprietari palestinesi, un modo per prendere di mira i palestinesi proprietari obbligandoli e forzandoli a vendere ai coloni israeliani i propri terreni. Fino ad ora i coloni potevano acquistare case solo da società registrate e su terreni controllati dal governo israeliano. Le nuove misure autorizzano in pratica le forze militari israeliane a condurre operazioni di controllo e demolizioni anche nelle zone A e B della Cis Giordania che secondo gli accordi di Oslo sono sotto il controllo dell’autorità palestinese (ANP). Tutto deciso a porte chiuse dal gabinetto di sicurezza di Benjamin Netanyahu e naturalmente non è stata data una entrata in vigore e potranno essere applicate subito senza nessun altra approvazione.
Ci troviamo di fronte ad una annessione di fatto della Cisgiordania un vero cambio di passo rispetto al passato per raggiungere un controllo totale sia sulla legislazione, sulla pianificazione e sulla sicurezza della Cisgiordania. Una delle misure introdotte è la cancellazione del “Permesso di Transazione”per completare ogni acquisto immobiliare favorendo così frodi ed abusi nei confronti dei palestinesi che non vogliono vendere. Inoltre la consultazione pubblica dei registri catastali rendono i palestinesi dei bersagli utili ad un forzata vendita della loro proprietà.. Nasce in maniera autoritaria un nuovo controllo sui territori delle zone A e B che rappresentano il 40% della Cis Giordania sulla carta sotto il controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese. La risoluzione pone anche sotto il controllo dell’ IDF tutti i territori della Cisgiordania con la prerogativa di demolire allontanare i palestinesi e i loro siti di culto e le loro risorse idriche.
Una condizione di potere militare che determinerà il collasso dell’ANP con una annessione di fatto che rappresenta un vero furto delle terre palestinesi in Cisgiordania. Secondo in New York Time i promotori della legge hanno definito gli accordi di Oslo del 93 degli ostacoli legali che vengono ora cancellati arbitrariamente. La dichiarazione di Smotrich è stata inconfutabile : “Stiamo radicando le nostre radici in ogni parte della Terra di Israele e seppellendo l’idea di uno Stato palestinese”.
Un processo basato sulle non regole internazionali che sempre più si sta diffondendo a livello globale anche se Washington sembra essere contraria all’annessione della Cisgiordania ad Israele. Naturalmente solo parole che non collimano con quello che in realtà sta succedendo perché gli insediamenti in Cisgiordania si sono espansi con rapidità. L’Onu nella sua timida considerazione ha solo dichiarato che la violazione degli accordi di Oslo e una flagrante violazione del diritto internazionale ed ha invitando Israele a revocare la norma . Una situazione molto controversa che oggi vede senza contare Gerusalemme est, circa tre milioni di palestinesi che vivono in Cisgiordania e 700 mila israeliani che vivono in insediamenti illegali in base al diritto internazionale.
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