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giovedì 27 giugno 2019

Sperimentazione animale e vita umana. Animalisti vs. "buonisti".

Da Gazzetta di Parma "Sperimentazione animale? Risultati solo da quella «human based»" del 25 giugno 2019

Io ritengo deprecabile la sperimentazione sugli animali dei prodotti di cosmesi, ma non quella con finalità mediche.

L'alternativa alla sperimentazione animale è sperimentare direttamente sugli umani. Non ci sono alternative.

La sperimentazione dei farmaci sugli animali non viene fatta per infliggere inutili torture a questi esseri viventi. 


Non si tratta di soddisfare atroci sadismi come l'immagine proposta sembra suggestionare.

I ricercatori sanno bene che molte patologie della specie umana – per es. del Sistema Nervoso Centrale (SNC) non sono patologie che si sviluppano nella specie animale - per cui prima ancora che per motivazioni etiche, evitano di sprecare le sempre limitate risorse economiche per fare test che hanno presupposti fallimentari già in partenza.

Ma nonostante gli assetti genetici differenti tra uomo e animale, molte funzionalità metaboliche possono risultare per approssimazione "simili". 

A volte per esempio si utilizzano i maiali. Non perché il valore della loro vita sia reputato inferiore a quello di animali di compagnia come cani, gatti o coniglietti
O perché i maiali fanno parte della catena alimentare di gran parte degli esseri umani. 
Solo perché per determinate caratteristiche fisiologiche risultano gli esservi viventi più vicini a noi.


Purtroppo la ricerca medico scientifica è costosissima, nessuno ha interesse o piacere a far soffrire esseri viventi, ma per sapere se un farmaco può essere letale, dannoso, oppure terapeutico il primo step sono gli animali.

Anche se spesso i farmaci sperimentati sugli animali, che successivamente affrontano i trials clinici in varie fasi, come da normativa nazionale AIFA, non superano tutti i test e non andranno mai in commercio.
Ma anche quelli che superano i test delle prime fasi hanno poi bisogno di una sperimentazione sugli esseri umani. 


E tanti farmaci che arrivano pure in commercio, vengono successivamente ritirati perché nonostante tutti i controlli, a volte rivelano in alcune persone effetti tossici, pure drammaticamente letali.
Purtroppo la ricerca scientifica funziona così.

A meno che non vogliate credere nel complottismo che ritenere che per le case farmaceutiche sarebbe più remunerativo far ammalare e morire le persone piuttosto che curarle o che l'essere umano si diverta a giocare al Dr. Frankeinstein con gli animali.

Aggiungo una mia personale riflessione in merito all'esplosione dei sentimenti animalisti. Anche io adoro gli animali, sono in perenne dissonanza cognitiva per la mia alimentazione onnivora, ho vissuto per decenni con due cani che sono stati membri integranti della nostra famiglia. E tuttora resta un lutto indelebile la loro perdita.


Ma se mi trovassi nel dilemma di dover e poter salvare la vita di una delle mie nipotine non esiterei a sacrificare la mia stessa vita, figuriamoci quella di un animale qualsiasi. 

Tutto questo animalismo ora in gran moda mi fa un certo effetto proprio in un periodo in cui la vita umana sembra stia rapidamente perdendo valore, tanto siamo assuefatti dalle quotidiane stragi di migranti disperati
Ormai non ci fa effetto più una foto di un bambino affogato
Ma la foto di quella povera scimmietta cui non si sa cosa abbiano fatto, sì.

Analogamente la notizia con 49 cuccioli di cane dispersi in mare oggi farebbe sollevare un'onda di indignazione morale che non ravvisiamo per i poveri esseri umani della Sea Wath.
C'è qualcosa che non va. 
Stiamo perdendo ogni valore centrante dell'esistenza umana.

Andrea Pietrarota
Chi è Carola Rackete, la capitana della Sea Watch che ha sfidato Salvini
Passaporto tedesco, 31 anni, 5 lingue sul curriculum.

I sovranisti di lei dicono che è una figlia di papà, lei invece racconta: «Ho potuto frequentare tre università, sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale: aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità»

sabato 6 ottobre 2018

Una sedia vuota in una sala gremita: grande successo per la manifestazione pro-Mimmo Lucano a Forcella

Una sedia vuota in una sala gremita: grande successo per la manifestazione pro-Mimmo Lucano a Piazza Forcella
Oltre 300 persone per la manifestazione "Riace – Catania – Roma. L'Italia che lotta per accogliere". A breve il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, ospite Gino Strada
"Questa serata è dedicata a un amico, a cui è riservata quella sedia vuota che doveva essere sua: Mimmo Lucano".
L'apertura dell'incontro "Riace - Catania - Roma. L'Italia che lotta per accogliere" è affidata a queste parole di Maurizio Del Bufalo, coordinatore del Festival Del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, ed è accolta da un sentito e commosso applauso.
Segue poi subito dopo la proiezione di "Le Nuvole", corto dedicato al sindaco arrestato nei giorni scorsi e a quello che è ormai noto come Modello Riace.
L'incontro, che nasceva con l'obiettivo di raccogliere le esperienze di Riace, della Diciotti e dei sudanesi sfrattati a Roma che si sono accampati a via Scorticabove, vedeva nel previsto intervento di Mimmo Lucano uno dei più attesi. 
Dopo il suo arresto, è invece diventato anche una testimonianza di vicinanza della città di Napoli al sindaco di Riace.
La gente ha risposto compatta riempiendo la sala e occupando anche scale e corridoi di Piazza Forcella - Biblioteca Annalisa Durante. 
Oltre 300 persone hanno preso parte all'incontro, partecipando vivamente al dibattito che ha visto tra tanti momenti importanti anche l'intervento dei membri dell'ASGI, Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, impegnati in prima fila proprio sul caso Riace.
L'incontro è stato promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli. A portare i saluti istituzionali l'assessore Nino Daniele
Ed è stato arricchito dal fotoracconto di Riace del fotoreporter Cesare Abbate.
È stata anche l'occasione per annunciare il prossimo Festival Del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, con la presenza straordinaria, il giorno 1 dicembre, del fondatore di Emergency Gino Strada.

venerdì 5 ottobre 2018

Il Premio Nobel per la Pace 2018 a Nadia Murad

Photo credits: Leonardo Brogioni

Il Premio Nobel per la Pace 2018 a Nadia Murad e Denis Mukwege è un riconoscimento, seppur tardivo, al coraggio di donne e uomini che lottano contro la più spietata delle armi di guerra: lo stupro.

Il Festival dei Diritti Umani è orgoglioso di aver dedicato la sua prima edizione nel 2016 alla violenza contro le donne, scegliendo proprio Nadia Murad come testimone e simbolo di questa denuncia. 

Di lei abbiamo apprezzato non solo il coraggio nell'affrontare i postumi di quelle violenze, ma anche l'instancabile tentativo di trovare soluzioni pacifiche dopo il conflitto. 

Nadia Murad sta dedicando la sua giovane vita al suo popolo, gli yazidi, alla battaglia per il riconoscimento del genocidio attuato nei loro confronti e alla ricostruzione di una convivenza in quelle aree martoriate dalle violenze di Daesh.

Sulle sue spalle – come s'intitola il documentario di Alexandria Bombach a lei dedicato – pesa davvero il dolore millenario degli stupri come arma di guerra, ma anche la resilienza delle donne, che viene finalmente riconosciuta.

Ai vincitori del Premio Nobel per la Pace 2018 va il ringraziamento anche del Festival dei Diritti Umani, perché è grazie a persone come loro che possiamo sperare in un futuro migliore.

mercoledì 20 giugno 2018

Clamoroso: gli USA abbandonano il Consiglio Onu dei diritti umani

GLI USA ABBANDONANO IL CONSIGLIO ONU DEI DIRITTI UMANI

"Ancora una volta il presidente Trump mostra il suo completo disprezzo per i diritti e le libertà fondamentali che il suo paese pretende di sostenere", ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International, commentando l'annuncio che gli Usa abbandoneranno il Consiglio Onu dei diritti umani.

"Sebbene non sia perfetto e i suoi stati membri finiscano spesso per trovarsi sotto osservazione, il Consiglio Onu dei diritti umani resta un organismo importante per accertare le responsabilità delle violazioni dei diritti umani e per la giustizia", ha aggiunto Shetty.

"Gli Usa dovrebbero riconsiderare urgentemente questa decisione, che li piazza sul lato sbagliato della storia. Hanno deliberatamente scelto di indebolire i diritti umani di tutte le persone e le loro battaglie per la giustizia", ha concluso Shetty.

Roma, 20 giugno 2018 


mercoledì 25 febbraio 2009

Global Bioethics: Scienza, Religioni e Diritti Umani in dialogo




Carissimi,

un sentito saluto a tutti voi. Vi scrivo per informarvi che il prossimo 30 luglio 2009 inizierà l'VIII Corso Estivo Internazionale di Aggiornamento in Bioetica e durerà fino al 10 luglio 2009. Il tema di quest'anno sarà "Global Bioethics: Scienza, Religioni e Diritti Umani in Dialogo". Anche quest'anno il corso sarà suddiviso in due moduli.

L'aggiornamento indirizzato a giuristi, medici, infermieri, filosofi e comunicatori sociali, sacerdoti, religiose e a figure professionali interessate alle problematiche di una Bioetica Globale. Lo scopo sarà di dar visione alla dimensione etica della pratica medica e la ricerca scientifica in un ambiente multiculturale. Di evidenziare il contributo delle religioni nella riflessione bioetica odierna e la necessità di un dialogo costruttivo tra mondo laico e religioso in cui la moderna categoria giuridica dei diritti dell'uomo offra un punto di riferimento globalmente condiviso.

Gli argomenti saranno trattati da docenti della Facoltà di Bioetica ed esperti esterni, provenienti da diversi paesi. Oltre alle lezioni vi saranno diverse attività di riflessione e discussione comune, favorendo così la partecipazione attiva di tutti i corsisti.

Come ogni anno la frequenza è obbligatoria in un 80% per avere diritto al certificato di frequenza (su richiesta). Oltre alle conferenze si terrà un'attività di riflessione e di discussione in comune, favorendo la partecipazione attiva di tutti i corsisti.

Le iscrizioni saranno accettate dal 1 aprile al 25 giugno 2009. Prossimamente provvederò ad inviarvi il programma dettagliato degli argomenti trattati e dei docenti che vi parteciperanno.

Spero d'incontrarvi presto presso il nostro Ateneo e questa potrebbe essere un'occasione ideale.

Rimanendo a disposizione per ulteriori informazioni, vi invio il mio più sincero saluto.

Cordialmente,

Emmanuele Di Leo

Responsabile Promozione e Comunicazione

Facoltà di Bioetica – Ateneo Pontificio Regina Apostolorum

Tel: +39 06 66 53 7931

Cell: +39 338 96 56 333

Email: edileo@upra.org

Web: www.upra.org – www.facoltadibioetica.org


lunedì 11 agosto 2008

I GIOCHI DELLA VERGOGNA

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L'8 agosto sono iniziate le Olimpiadi. LE BOICOTTERO'. Una manifestazione che dovrebbe unire le genti e i popoli e oggi è invece costruita su un bagno di sangue, sulle recenti repressioni in Tibet, sulla dittatura di un regime che sta attuando un vero genocidio.

Vi ricordo che oltre 10 anni fa è scomparso Gedhun Choekyi Nyima, riconosciuto dal Dalai Lama (tuttora costretto all'esilio) quale Panchen Lama (importantissima carica sacerdotale buddista), probabilmente in mano al regime cinese.

Personalmente credo nel Karma, e dunque da quel punto di vista individuo un errore che potrebbe aver causato l'invasione del Tibet nel 1948-9, e tutto quello che è accaduto e sta accadendo da allora, e questo potrebbe essere il sostegno dato a Hitler nel secondo conflitto mondiale. Quando gli alleati entrarono a Berlino trovarono diversi tibetani con le uniformi delle SS.

lunedì 26 maggio 2008

Cipsi: necessaria cultura della solidarieta'



COMUNICATO-STAMPA

Dall’Assemblea nazionale del Cipsi:

“È necessario ricostruire una cultura della solidarietà.

Siamo contrari al vivere in cassaforte.

Dobbiamo vivere tutti insieme,

difendere e tutelare i diritti di tutti”.


Roma, 26 maggio 2008 L’Assemblea nazionale delle 46 associazioni che compongono il CIPSI – coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale - riunitasi a Zola Predosa (BO) il 24 e 25 maggio 2008 ha affrontato, in un lungo ed approfondito dibattito su: “come rispondere alla crisi della politica sviluppando la consapevolezza di responsabilità condivise, accrescendo la nostra efficacia politica ed individuare strategie ed azioni per ricostruire coraggio civico e politico”.

Al termine dell’assemblea Guido Barbera, presidente del CIPSI, ha così sintetizzato i contenuti emersi dall’assemblea: “È scomparsa la cultura della solidarietà e dobbiamo ricostruirla. Sono assenti dal dibattito politico l’emarginazione sociale, la pace, la cooperazione internazionale, l’integrazione degli immigrati, la tutela dei più deboli come i giovani precari, gli anziani, ... Nessuna forza politica ha un concreto piano di lotta alla miseria. Ci troviamo di fronte ad una involuzione della società italiana. Si è passati da un sistema democratico ad uno “oligarchico”, dove i cittadini non possono più esprimere le proprie preferenze elettorali. Per noi associazioni di solidarietà internazionale, si pone la necessità di un governo delle risorse del mondo. Non vogliamo un mondo con due standard, due pesi e due misure: i ricchi e i miseri. Il nostro ruolo di associazioni di solidarietà è porre con forza la nostra posizione valoriale e politica di cittadini che difendono e si schierano con i deboli. Continuiamo ad essere coerenti al fianco dei più deboli del mondo, per vivere tutti insieme, difendere e tutelare i diritti di tutti”.

E sulle decisioni del governo Barbera ha dichiarato: “Siamo contrari al vivere in cassaforte. Siamo contrari all’introduzione del reato di clandestinità: il diritto ad una vita dignitosa per tutti gli abitanti del pianeta viene prima degli interessi di chi si chiude sempre nella sua torre d’avorio a difendere se stesso ed i propri beni, come in una fortezza. Una psicosi che si accompagna a forme di intolleranza nei confronti di quelli che si presentano male, che hanno un altro colore della pelle, che sono diversi da noi. Come i clandestini, gli zingari … Intanto nelle città si sperimentano le ronde e torna la voglia di farsi giustizia da soli. Anche perché il nodo del problema è in questa società che si sta sempre più sfilacciando, dove non ci si fida più gli uni degli altri, dove prevale la concorrenza. Proviamo a pensare: che sicurezza può esserci con l’idea che gli altri, tutti gli altri, siano dei concorrenti e potenzialmente dei nemici? Quando anche le persone a cui si vive accanto, sono viste come concorrenti e nemiche. Certo la sicurezza passa attraverso diverse strade. Anche quella della repressione del crimine e della certezza della pena. Ma ogni nuova forma di repressione e di chiusura non raggiungerà lo scopo se non si metteranno in atto anche politiche che favoriscano l’integrazione, le relazioni, il dialogo e la fiducia reciproca. Altrimenti dovremo ridurci, come già facciamo, a chiuderci in casa mettendo porte blindate. Staremo nella nostra cassaforte. Soli. Lontani da tutti. Sicuri soltanto perché gli altri sono messi fuori. Non è certo questa la prospettiva più felice”.

Nel corso dei lavori l’assemblea del CIPSI ha inoltre approvato una Carta per le Adozioni internazionali ed una per il Sostegno ha distanza ed ha accolto l’ingresso di una nuova organizzazione: Terre Madri, di Frosinone.



  
  
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venerdì 23 maggio 2008

Diritti umani a Terra Futura




Roma, 23 maggio 2008                                                                                  Comunicato stampa


Terra Futura 23-25 maggio Firenze, Fortezza da Basso

 

Legambiente e Amnesty International presentano il

 Dossier sui diritti umani e ambientali

 

150 milioni di profughi ambientali entro il 2050

L'Italia non solo destinazione, ma anche punto di partenza

 

Sono molto più numerosi dei rifugiati politici, etnici o religiosi ma ufficialmente non esistono, non sono tutelati dalla Convenzione di Ginevra, né beneficiano di alcuno status giuridico internazionale: è questa la preoccupante condizione di decine di milioni di profughi ambientali descritta dal "Dossier sui diritti umani e ambientali", realizzato da La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, e Amnesty International. A presentarlo questa mattina a Terra Futura, la mostra convegno internazionale in corso alla Fortezza da Basso di Firenze, Maurizio Gubbiotti della segreteria nazionale di Legambiente, Alessandro Palchetti, coordinatore diritti economici e sociali di Amnesty International, Flaviano Bianchini, ricercatore ambientale e attivista dei diritti umani, Luciana Delfini, docente di Economia dell'ambiente all'Università di Cassino e Elisabetta Galgani, caporedattore della Nuova Ecologia.

 

Secondo il dossier, sono 150 milioni le persone che, dai dati Onu, rischiano di dover abbandonare le loro terre entro il 2050 in seguito ai devastanti effetti del cambiamento climatico. In particolare l'UNDP (United Nations Development Programme) stima che sono 344 milioni le persone esposte a cicloni tropicali, 521 milioni a inondazioni, 130 milioni a siccità e 2,3 milioni a frane, mentre le ultime proiezioni dell'IPCC indicano che 250 milioni di individui sarebbero minacciati dalla crisi idrica. Dall'America Latina all'Asia, la scarsità nelle riserve di acque rischia di ridurre del 50% la produzione agricola in diverse aree del pianeta mentre l'innalzamento dei livelli del mare costituisce una minaccia per quasi due miliardi di persone.

Altrettanto rilevanti le ripercussioni che l'aumento del numero di profughi ambientali potrebbe determinare sugli equilibri geopolitici mondiali: un recente studio dell'Unione Europea prevede che un nuovo flusso di migranti arriverà nel vecchio continente entro il 2020, facendo aumentare la pressione migratoria e trascinando con sé un probabile aumento delle tensioni sociali già esistenti.

 

 "Appare sempre più necessario aprire una nuova stagione in cui l'ambiente, la salute e il lavoro divengano diritti prioritari – afferma Maurizio Gubbiotti della segreteria nazionale di Legambiente –. Il problema non è quindi solo legato al riconoscimento di uno status giuridico ai profughi ambientali, la vera urgenza consiste nel capire che molte questioni legate all'ospitalità e all'accoglienza nei nostri Paesi devono in primo luogo essere affrontate attraverso un serio impegno collettivo nella lotta ai cambiamenti climatici".

 

Anche l'Italia ha già iniziato a scontare gli effetti del riscaldamento globale: il rischio desertificazione, triplicato negli ultimi 20 anni, riguarda già il 27% della superficie della Penisola, con punte del 60% in Basilicata, del 47% in Sicilia e del 31% in Sardegna. Secondo i dati del rapporto Enea 2006, il progressivo inaridimento del suolo coinvolgerà, nel corso dei prossimi decenni, anche la Campania, il Molise e la Puglia, creando i presupposti di una vera e propria emergenza ambientale. Uno scenario che induce quindi a considerare il nostro Paese non solo come destinazione ma anche come punto di partenza per i nuovi rifugiati ambientali.

 

 

L'Ufficio stampa Legambiente: Sabina Galandrini 328 844 27 04

 

martedì 1 aprile 2008

IX Anniversario della legge su espianti/trapianti


LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
E LA MORTE A CUORE BATTENTE
24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22
Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660

COMUNICATO STAMPA
ANNO XXIV - n.6
1° Aprile 2008
LA CRICCA DELLA SANITA'
NEL IX ANNIVERSARIO DELLA LEGGE SUGLI ESPIANTI/TRAPIANTI
(Legge n. 91 del 1° Aprile1999)
NON HA ANCORA EMESSO IL DECRETO ATTUATIVO (art. 5)
per la manifestazione di volontà dei cittadini, ma solo turpi inganni mascherati da legalità
L'ultimo "regalo" è di Livia Turco che procaccia organi coinvolgendo i sindaci
 
Da 9 anni, dopo la L. 91/99, i cittadini sono ingannati dal Ministero della Sanità, dal Centro Nazio-nale Trapianti e dalle istituzioni sanitarie e amministrative, funzionali alle politiche economico/ sanitarie dello Stato, che vedono i cittadini come merce di scambio, organi, fonte di profitti.
Per la cricca della sanità questa legge vale solo per intascare i colossali finanziamenti e irrobustire la rete dell'organizzazione, ma non intendono emanare il decreto attuativo per la manifestazione di volontà dei cittadini secondo legge art. 5. Hanno paura dei NO.
Come dei banditi hanno approvato questa legge Oscar Luigi Scalfaro, D'Alema, Diliberto, Bindi e come dei banditi -omettendo e ingannando- si sono comportati i ministri della sanità Bindi, Veronesi, Sirchia, Storace e Turco.
1° Inganno:
Rosy Bindi ex Ministra, promotrice della legge, doveva emanare entro 3 mesi un decreto attuativo per la manifestazione di volontà (art. 5) con 9 direttive per l'attuazione della schedatura dei cittadini in donatori e non-donatori. Invece emana dopo un anno il "Decreto temporaneo 8 aprile 2000", contrario alla legge nello spirito e nella lettera, che sopravanza le Disposizioni Transitorie della legge (art. 23) aprendo la raccolta dei SI e dei NO a "cani e porci": dalle strutture sanitarie pubbliche e private alle associazioni dei procacciatori d'organi. Inoltre diffonde il suo tesserino blu illegale, inefficace per i non-donatori, che permette facili contraffazioni.
2° Inganno:
Il direttore del Centro Nazionale Trapianti Nanni Costa mentendo monopolizza i mass media per convincere il popolo che il "Decreto temporaneo 8 aprile 2000" è quello definitivo. Falso. Il data- base del CNT opera illegalmente in quanto raccoglie dati pervenuti da "cani e porci", pertanto le statistiche del CNT sono tutte fasulle perché ricavate dai cittadini caduti nella trappola della schedatura illegale fatta senza le direttive del decreto attuativo vero (art. 5).
Come lui ben dice il suo è un mestiere, pagato fior di quattrini: 240 milioni di lire annue dal 1999, più aggiornamenti, più altre prebende. Se li deve pur guadagnare in qualche modo!
3° Inganno:
Livia Turco, Ministra della salute già diffidata nel 2006 per l'attuazione dell'art. 5 della legge dalla Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi, per tutta risposta si accorda con Veltroni, sindaco di Roma, per una campagna illegale in tutte le anagrafi cittadine. Da questa esperienza trae lo spunto per estendere l'illegale operazione a tutti i comuni d'Italia in accordo con l'ANCI e, partendo da premesse distorte, predispone (marzo '08) un decreto di ampliamento del "Decreto temporaneo 8 aprile 2000" che consente anche ai comuni di ricevere le dichiarazioni di volontà, per trasmetterle alle ASL, che le passano a loro volta al CNT. Quindi anche i sindaci fra "cani e porci".
Questo nuovo decreto/regolamento della Turco è un triplo salto mortale per incastrare i cittadini. Infatti nelle premesse cita "con particolare riguardo agli articoli 4 e 5" della legge che trattano del silenzio-assenso, con il chiaro intento di indurre in errore. Contrariamente il silenzio-assenso non può in assoluto essere applicato al "decreto temporaneo", che gli interessati fan passare come definitivo per attuare espropri. La cricca sanitaria può affermare il falso spudoratamente forte del silenzio della stampa. I non-donatori sono discriminati e a rischio. Denunceremo Livia Turco alla Procura della Repubblica di Roma.
LOTTARE, NON VOTARE fino a cancellazione della "morte cerebrale".

Presidente - Nerina Negrello

lunedì 16 aprile 2007

Valle di Maddaloni - A proposito del Sindaco Mennone a cui hanno arrestato la moglie e il figlio. Parla la dipendente Ermelinda Iannone, licenziata da

Valle di Maddaloni - A proposito del Sindaco Mennone a cui hanno arrestato la moglie e il figlio. Parla la dipendente Ermelinda Iannone, licenziata dal Sindaco Mennone per malattia


Il Sindaco Mennone: "Non ho parole per quanto è accaduto alla mia famiglia. Per un reato di abuso edilizio è la prima volta che scattano le manette".
Allora vorrei chiedere al Sindaco Mennone per il licenziamento della dipendente Ermelinda Iannone, istruttore amministrativo, tecnico contabile, in servizio al comune di Valle da 20 anni presso la segreteria essendo vincitrice di regolare concorso, quali parole abbia usato:"Deve andare via perchè ammalata"!
Con una deliberazione di giunta del 13/3/07 il Sindaco del comune di Valle ha dato il benservito alla signora.
La signora Iannone è ammalata in seguito ad infortunio sul lavoro avvenuto nel 2000, da quel momento è iniziata la sua triste vicenda ha subito vari interventi, ha avuto riconosciuta la causa di servizio, è beneficiaria della L.104.
L'arresto della moglie e del figlio è conseguenza di indagini giudiziarie, ma il mio licenziamento è conseguenza di che?
Il Sindaco non ha pensato alla angoscia, alla preoccupazione della dipendente" diversamente abile" alla quale toglieva l'assegno alimentare, il 18 c.m. per direttissima sarà discusso il ricorso al licenziamento della signora Iannone.
Il giorno di Pasqua Caro Sindaco Mennone, mi sentivo impazzire e sa perchè: io in prima persona cerco di dar voce a chi voce non ha e proprio io sono stata oltraggiata nella mia dignità professionale, personale e di persona diversamente abile.
PERCHE'?
Signor Sindaco nell'anno 2007, anno delle pari opportunità, Lei quale opportunità mi ha riservato anche come donna se non quella di :ammalata quindi licenziata!
E' arrivata a casa mia la deliberazione in una busta inviata dal comune di Valle dopo che mi era già sta notificata. Ha aperto la busta mia figlia di 15 anni che frequenta il 3° liceo ai salesiani, ha subito un trauma ha detto:"Mamma stai tanto male ma il Sindaco di Valle che ti ha fatto? Ti ha licenziata? MAMMA NON PUOI PIU' PAGARMI LA SCUOLA" ?
Sindaco lei avrà lei sue ragioni ma a me Lei mi ha tolto la vita!
Caro Sindaco Mennone non ho parole per quanto mi ha fatto accadere nella mia famiglia.

( Lettera- Comunicato da: Iannone Linda)

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