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domenica 7 luglio 2019

Restiamo umani.

Arriverà mai il giorno in cui su Facebook la vita di un profugo qualsiasi (che sia un bambino, una donna stuprata e/o incinta, un ragazzo che non arriva ai 30 anni, ecc.) varrà almeno quanto quella di un gattino o cagnolino da adottare?

Arriverà mai un giorno in cui tutti ci commuoveremo e indigneremo perché non solo non viene fatto di tutto per salvare ogni vita umana, ma addirittura si taccia di buonismo chi non si rassegna a tanto indifferente cinismo o, peggio ancora, si criminalizza chi si impegna direttamente per gettare un braccio verso queste persone disperate?

Esseri umani che, prima di morire affogate, non gridano aiuto ma urlano il proprio nome nella speranza che chi eventualmente dovesse sopravvivere potrebbe magari un giorno comunicare la loro triste sorte ai familiari? 

Sappiatele certe cose, voi che quando guardate un film sul nazifascismo come Schindler’s list o Perlasca, vi chiedete come sia mai stata possibile un’era in cui le persone erano così cattive e insensibili al dramma che si perpetuava sotto i propri occhi?

Sappiatelo che i nostri nipoti e pronipoti non si capaciteranno e non ci perdoneranno per cosa stiamo permettendo di fare a Salvini e suoi scagnozzi

#RestiamoUmani



PS: La premessa è stata doverosa perchè ho esplicitato la mia scala di Valori.
La vita umana viene prima di tutto.

Con questo non volevo intendere che la vita umana è l’unica importante e che non bisogna aver rispetto e tutela anche della vita animale (o vegetale: preservare la biodiversità è un imperativo per l’Uomo del Terzo Millennio).

Anche a me è capitato di spendere uno sproposito in operazioni chirurgiche e medicine per un cane.

La mia premessa era per mettere in risalto alcune contraddizioni della nostra società.
Un mondo in cui, giustamente cerchiamo di avere sempre più cura e rispetto per gli animali (soprattutto da compagnia, ma la sensibilità è maggiore anche verso gli animali che entrano nella nostra scala alimentare).

Un mondo in cui la Vita è di per se Valore.
E in questo mondo in cui la Vita di chiunque, da quella di un uomo a quella di un gatto, è degna di rispetto, io non mi capacito per l’indifferenza verso così tante vite umane che muoiono nelle stesse acque in cui noi ci facciamo il bagno.

Se si avesse avuta notizia di una sola barca con un carico di cuccioli affogati, ti immagini l’onda di commozione e indignazione popolare?

Invece ormai siamo tutti assuefatti da bollettini di morti affogati che manco fanno più clamore.

Questo per me è assurdo e angosciante. 

giovedì 27 giugno 2019

Sperimentazione animale e vita umana. Animalisti vs. "buonisti".

Da Gazzetta di Parma "Sperimentazione animale? Risultati solo da quella «human based»" del 25 giugno 2019

Io ritengo deprecabile la sperimentazione sugli animali dei prodotti di cosmesi, ma non quella con finalità mediche.

L'alternativa alla sperimentazione animale è sperimentare direttamente sugli umani. Non ci sono alternative.

La sperimentazione dei farmaci sugli animali non viene fatta per infliggere inutili torture a questi esseri viventi. 


Non si tratta di soddisfare atroci sadismi come l'immagine proposta sembra suggestionare.

I ricercatori sanno bene che molte patologie della specie umana – per es. del Sistema Nervoso Centrale (SNC) non sono patologie che si sviluppano nella specie animale - per cui prima ancora che per motivazioni etiche, evitano di sprecare le sempre limitate risorse economiche per fare test che hanno presupposti fallimentari già in partenza.

Ma nonostante gli assetti genetici differenti tra uomo e animale, molte funzionalità metaboliche possono risultare per approssimazione "simili". 

A volte per esempio si utilizzano i maiali. Non perché il valore della loro vita sia reputato inferiore a quello di animali di compagnia come cani, gatti o coniglietti
O perché i maiali fanno parte della catena alimentare di gran parte degli esseri umani. 
Solo perché per determinate caratteristiche fisiologiche risultano gli esservi viventi più vicini a noi.


Purtroppo la ricerca medico scientifica è costosissima, nessuno ha interesse o piacere a far soffrire esseri viventi, ma per sapere se un farmaco può essere letale, dannoso, oppure terapeutico il primo step sono gli animali.

Anche se spesso i farmaci sperimentati sugli animali, che successivamente affrontano i trials clinici in varie fasi, come da normativa nazionale AIFA, non superano tutti i test e non andranno mai in commercio.
Ma anche quelli che superano i test delle prime fasi hanno poi bisogno di una sperimentazione sugli esseri umani. 


E tanti farmaci che arrivano pure in commercio, vengono successivamente ritirati perché nonostante tutti i controlli, a volte rivelano in alcune persone effetti tossici, pure drammaticamente letali.
Purtroppo la ricerca scientifica funziona così.

A meno che non vogliate credere nel complottismo che ritenere che per le case farmaceutiche sarebbe più remunerativo far ammalare e morire le persone piuttosto che curarle o che l'essere umano si diverta a giocare al Dr. Frankeinstein con gli animali.

Aggiungo una mia personale riflessione in merito all'esplosione dei sentimenti animalisti. Anche io adoro gli animali, sono in perenne dissonanza cognitiva per la mia alimentazione onnivora, ho vissuto per decenni con due cani che sono stati membri integranti della nostra famiglia. E tuttora resta un lutto indelebile la loro perdita.


Ma se mi trovassi nel dilemma di dover e poter salvare la vita di una delle mie nipotine non esiterei a sacrificare la mia stessa vita, figuriamoci quella di un animale qualsiasi. 

Tutto questo animalismo ora in gran moda mi fa un certo effetto proprio in un periodo in cui la vita umana sembra stia rapidamente perdendo valore, tanto siamo assuefatti dalle quotidiane stragi di migranti disperati
Ormai non ci fa effetto più una foto di un bambino affogato
Ma la foto di quella povera scimmietta cui non si sa cosa abbiano fatto, sì.

Analogamente la notizia con 49 cuccioli di cane dispersi in mare oggi farebbe sollevare un'onda di indignazione morale che non ravvisiamo per i poveri esseri umani della Sea Wath.
C'è qualcosa che non va. 
Stiamo perdendo ogni valore centrante dell'esistenza umana.

Andrea Pietrarota
Chi è Carola Rackete, la capitana della Sea Watch che ha sfidato Salvini
Passaporto tedesco, 31 anni, 5 lingue sul curriculum.

I sovranisti di lei dicono che è una figlia di papà, lei invece racconta: «Ho potuto frequentare tre università, sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale: aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità»

giovedì 14 giugno 2018

Immigrati. L'Italia è davvero invasa da stranieri, extracomunitari, profughi, rifugiati e clandestini?


Per il 36% degli italiani, nel nostro paese, ci sono 20 milioni di stranieri (20 MILIONI!!!), ovvero un terzo della popolazione! 


Questo è il "percepito" da parte di chi è stato rincoglionito da certa propaganda martellante. 

Un altro 40% pensa invece che gli immigrati siano pari al 15% della popolazione, che è praticamente il doppio della cifra reale (8%). 

Insomma: quasi l’80% degli italiani vive e percepisce dati totalmente distorti ed irreali. 

Di questo, la colpa è prima di tutto di Stampa e politica, ugualmente responsabili della regressione collettiva e della moda cattivista che falcidia in maniera crescente questo Paese.

Per numero di rifugiati in proporzione alla popolazione, invece (quelli che ossessionano Salvini e gli involuti che lo votano), l'Italia è addirittura terzultima su 18 Paesi analizzati

Sotto di noi solo Grecia e Gran Bretagna. 
Prima ci sono Svezia, Malta, Norvegia, Austria, Cipro, Svizzera, Germania, Olanda, Danimarca, Francia, Serbia, Belgio, Lussemburgo, Finlandia e Bulgaria.

“Sì ma in Italia siamo già messi male, figurati se possiamo accogliere disperati”, intonano i soliti sempliciotti egoisti o manipolatori di professione. 

Altra idiozia da involuti, visto che l’Italia è la settima potenza globale e la terza in Europa, nonostante tutto e nonostante la “crisi”

Dipingerla ogni volta come se fosse lo Zimbawe, con i bambini che muoiono per strada denutriti e l’acqua potabile che manca, è ridicolo ed offensivo quasi quanto il voler giustificare razzismo, egoismo ed ignoranza dietro lo spettro degli “italiani che muoiono di fame” (dei quali a nessun italiano razzista frega nulla, tra l’altro).
Germano Milite Noto

Siamo un popolo disabituato da troppo tempo alla miseria vera, evidentemente. 

Per questo ci siamo dimenticati cosa significhi essere non “buonisti”, ma esseri umani. 

Cosa significhi non avere difficoltà a pagare l’affitto, il cellulare nuovo o l’uscita il sabato sera, ma mangiare e sopravvivere.

Ecco: questi sono numeri, con fonti ufficiali, come il Ministero dell’Interno, l'Istat, l'UNHCR

Non certo i sondaggi fatti dalla signora semi-analfabeta di Castelpusterlengo! 

Assurdo si debba precisare il numero degli stranieri in Italia, come se lo straniero fosse macchiato di un peccato originale.

Assurdo che si parli quasi solo esclusivamente di questo, quando con 130.000 rifugiati in più o in meno non cambierebbe nulla per nessuno e con un 8% in meno di immigrati regolarizzati questo Paese sarebbe solo ancora più vecchio e povero, oltre che senza futuro previdenziale.

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