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lunedì 2 novembre 2026

USA: Midterm una sfida per il mandato presidenziale di Trump

Le elezioni di Midterm rappresentano per il presidente degli stati uniti una valutazione del suo operato nei suoi 2 anni di mandato . Il voto del 3 novembre 2026 che coinvolge 335 milioni di americani è considerato dagli analisti politici un vero referendum sulle politiche dell’amministrazione Trump degli ultimi 2 anni. Con le elezioni di midterm viene rinnovato il congresso americano (camera) ed il senato oltre che 19 governatori dei 50 stati americani. I due organi popolari americani in atto sono sotto il controllo del presidente che come coalizione repubblicana ha al congresso 218 rappresentanti mentre i democratici ne hanno 214, ogni deputato al congresso rappresenta 770.000 cittadini americani . Al senato la falce di rappresentanza è più ristretta infatti 53 seggi sono repubblicani mentre 47 sono democratici in considerazione del fatto che ogni stato elegge 2 senatori a prescindere dalla popolazione si denota l’importanza dei seggi utili.

Per meglio capire quale importanza hanno i due rami di rappresentanza americana analizzeremo le funzioni dei due poteri. Il senato ha la possibilità di nominare i ministri, decidere sulla nomina alla carica dei giudici della corte suprema e nominare gli ambasciatori americani nel mondo. Il congresso invece ha il potere di indagare su tutte le segnalazioni prodotte provenienti da Fbi o altre fonti di intelligence, sentire testimoni ed avviare anche un impeachment nei confronti dello stesso presidente. Decide anche quali leggi devono essere discusse e dà autorizzazioni su finanziamenti vari e inizio di guerre o altro.

Attualmente il controllo delle dei due rami ha favorito il Presidente Trump in molte scelte di governo ma lo ha anche tenuto lontano dalla scottanti situazioni sul coinvolgimento degli affari sostenuti da Epstein e sulle tante morti sospette ad alti livelli che sono avvenute durante le indagini Fbi oltre che sulla morte dello stesso Epstein in carcere. Situazioni che hanno visto coinvolgere dal congresso anche l’ex presidente Clinton. Aprire tutte le pagine tracciate in nero e desecretate per motivi di sicurezza nazionale può diventare altamente pericoloso per la stessa immagine americana e del suo presidente oltre che per la First Lady. La stessa infatti in valutazione di una lettera che faceva parte dei file Epstein in cui Melania era nominata ha dovuto con una estemporanea conferenza stampa per smentire che la sua conoscenza con il presidente Trump non è derivata dai gruppi Epstein e da tutto il suo giro di pedofilia e prostituzione di alto bordo.

Una verità quella dell’impeachment che affligge Trump oberato anche dai sondaggi negativi che lo danno solo al 33-36% con una probabilità di conquistare il congresso da parte dei Dem del 92% e del 66 % riguardo il senato. Alla camera sono 22 i seggi in bilico per una maggioranza di 218 con 197 sicuri i dem e 195 per i repubblicani. Questo il cuore di queste elezioni e per poter vincere Trump ha investito milioni di dollari per contrastare il voto dei democratici in vari stati in bilico dove sono stati spesi in pubblicità contraria ai candidati Dem circa 137 milioni di dollari.

Parlando di denaro gran parte dei finanziamenti sulla campagna elettorale dei repubblicani arriva dai Big Tech americani che hanno avuto dall’amministrazione Trump il via libera sulla costruzione in tutta l’America di 120 data center dedicati all’intelligenza artificiale con un investimento globale di 600 miliardi di dollari . Secondo il presidente tutto questo si è reso necessario per contrastare la Cina. Molti cittadini non la pensano in questa maniera e in tutto il paese sono iniziate proteste che hanno bloccato molti progetti ed in New Jersey è una vera rivoluzione pubblica che contesta la costruzione e tutti gli effetti collaterali relativi all’inquinamento acustico ed al grande assorbimento di energia elettrica senza dimenticare la grande quantità di acqua che occorre per raffreddare i mega computer. Altro Stato in rivolta il Tennessee dove Elon Musk costruirà un mega data center per l’intelligenza artificiale. In Georgia invece Meta raderà al suolo per concessione statale una intera foresta per la costruzione di un data center.

I fattori che allontaneranno gli elettori dal partito repubblicano oltre ai data center sono vari e tutti collegati alle politiche dell’amministrazione Trump ed a certi favoritismi nella famiglia. Gli americani puntano il dito sulla corruzione e vogliono sapere come mai in un momento di crisi la famiglia Trump abbia guadagnato circa 1 miliardo di dollari senza considerare che lo stesso presidente ha raggiunto una capitalizzazione di 1000 miliardi di dollari di patrimonio. L’elettorato americano inoltre non ha mai voluto la guerra con l’Iran che tanto ha fatto male all’economia del paese e si chiede come un paese di 10 milioni di abitanti Israele possa decidere le scelte di guerra di un paese di 335 milioni di abitanti. Ma la telefonata dei giorni scorsi di Netanyhu è chiarificatrice sul vero legame con il presidente e la sua guerra “ Dobbiamo finire quello che abbiamo iniziato “ sono le parole di Netanyhu. Una contestazione che è arrivata anche al congresso americano che non ha mai dato autorizzazione ad iniziare una guerra con l’Iran e che ha determinato un effetto globale sui prodotti petroliferi che solo in America hanno portato la benzina da 2.80 al gallone a 4,29 dollari ed i diesel a 6,56 dollari.

Tra gli esempi di una protesta popolare diffusa possiamo ricordare lo stato del Texas dove il candidato Dem Talarico sembra in vantaggio sul candidato repubblicano , lo stato è sempre stato in mano ai repubblicani da sempre. Lo stesso Elon Musk è intervenuto in aiuto di Trump con 180 milioni di dollari proprio in Texas dove ha intenzione di occupare 9 milioni di ettari per il progetto Terrafor sull’intelligenza artificiale.

Altro punto debole dei repubblicani riguardo al senato è il Michigan dove un medico ex direttore della sanità pubblica di Detroit candidato al senato Abdul El Sayed mussulmano sembra essere avanti nei sondaggi. .Lo stesso ha avuto l’appoggio anche di Obama . Definito da Trump una persona pericolosa per le sue origini.

Elezioni certamente chiave quelle del 3 novembre 2026 e tutte in salita per l’amministrazione Trump che sfoggia però milioni di dollari in un sistema che può essere altamente corruttibile con la promessa di 5000 dollari a testa da elargire dopo la vittoria dei repubblicani ad ogni cittadino specie negli stati in bilico. Il presidente comunque in caso di sconfitta ha dalla sua parte la possibilità di veto sulle leggi e la sua rimozione richiede i 2/3 del senato in caso di impeachment.




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