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sabato 4 luglio 2020

Bis per Liliana Manetti, la presentazione dei libri al mercato Borghetto Flaminio

Domenica 5 luglio ore 11.30 nel mercato vintage "Borghetto Flaminio"di piazza della Marina n° 32 a Roma, vicino piazzale Flaminio, si terrà la presentazione congiunta dei due libri della giornalista e scrittrice Liliana Manetti: sia di 'Colore di donna', silloge di poesie (Santelli dicembre 2019), che del suo romanzo in seconda edizione 'La donna che venne da lontano. La storia di Shabnam' (febbraio 2020), illustrati entrambi dai preziosi acquerelli in bianco e nero della pittrice quotata polacca Anna Novak.

mercoledì 5 giugno 2019

La nuova favola di Amore e Psiche a Bologna


La nuova favola di Amore e Psiche di Liliana Manetti arriva a Bologna. 

Sabato 8 giugno alle ore 18 in via De' Marchi 19 b, si terrà la presentazione del libro alla Galleria d’arte De’ Marchi. 

Il romanzo pubblicato lo scorso dicembre da Edizioni l’Erudita, marchio indipendente della Giulio Perrone Editore, sta ottenendo numerosi consensi dai lettori e dalla critica.

lunedì 11 giugno 2018

Laura Fortugno e il suo romanzo, "Urlami"

Note d'autore:
Laura Fortugno è fundraiser e segretaria di direzione presso l’Istituito dei Ciechi di Milano. Nel week-end balla il tango argentino e si diletta come Chef organizzando (nel proprio loft e a volte a domicilio) eventi di “social eating”,  il tutto  con la smisurata passione per la scrittura e la lettura.
Nel 2014 è fra le vincitrici del concorso letterario “Racconti nella rete” con il racconto “Guardami”, pubblicato successivamente nell’antologia edita da Nottetempo.Dal racconto è sorta l’idea di un romanzo che parlasse della fragilità dei sentimenti umani, utilizzando il tradimento come perno centrale. Così nasce "Urlami".
Il romanzo: 
Un intenso fine settimana prima del Natale; tante persone che non sono consapevoli di essere intimamente connesse tra loro ma che lo scopriranno con il trascorrere del tempo; Le vedremo partecipi della rievocazione di ricordi e prepotenti esperienze e lezioni di vita; protagoniste di vicende di sesso, di amore e passione travolgente. Così forti da spingerle in un susseguirsi inevitabile di esperienze, in bilico tra emozioni nuove, bugie, tradimenti e decisioni che lasceranno un marchio permanente nelle loro esistenze
L’intento cardine del romanzo che, attraverso diversi personaggi, parla di amore, fragilità e tradimenti è quello di indagare nelle varie sfaccettature dell’animo umano cogliendone debolezze; speranze, ambiguità e condizionamenti. 
Informazioni utili:
Il libro necessita una pre-ordinazione su Bookabook, ove è possibile acquistare l’iBook a 5,99 o il cartaceo a 15 euro.

domenica 10 giugno 2018

"Il silenzio del gatto" recensito da Ivano Mugnaini

Gli ingredienti di partenza sono accattivanti: il mistero e il fascino di uno degli esseri più misteriosi e sfuggenti, il gatto, posto a fianco a una delle passioni più essenziali e sguscianti, la curiosità umana, la volontà di comprendere, di andare oltre il velo, al di là della superficie.  

Il successo del romanzo di Roberta Garbaccio pubblicato da Guida editore nasce da questa idea, questo spunto che, tuttavia, ha radici che alla parola, oggetto della ricerca, riconducono, come in una ring composition.  

“Quella notte, mentre gli uomini dormivano, tutti i libri si aprirono per un istante alla stessa pagina – una pagina che nessun lettore aveva mai letto – e mostrarono la vera storia di Dio e dell’Universo. Ma la vide solo un gatto e se ne andò senza dir nulla.”  È questa la fonte, l'ispirazione: la proposizione di Fabrizio Caramagna, noto autore di aforismi. 


La scintilla fatta scoccare da Caramagna dà origine a luci sempre più intense, in un gioco di chiaroscuri con il mistero inestricabile del senso, l'origine e la direzione di questa “cosa” chiamata, vita, mondo, universo, destino... ognuno troverà la sua definizione a seconda delle proprie convinzioni e inclinazioni. 


Ciascuno troverà la formula giusta per poter dire a se stesso che “non c'è niente da capire” come cantavamo qualche anno fa sulle note di una canzone.  La musica non è cambiata e non cambierà. A meno che... non ci riveli tutto un gatto.  

La consapevolezza che la sola speranza di comprendere sia racchiusa nelle vibrisse frementi e beffarde di un animale che per sua natura tende a essere sfuggente ed enigmatico e quanto mai restio a dialogare con quel bipede strambo chiamato uomo che magari lui considera sostanzialmente e irrimediabilmente stupido, conferisce a questo romanzo un sapore specifico, un gusto agrodolce che genera un sorriso tenace. 


Si parla di oggetti, di cose. 

La lavatrice che campeggia ineludibile ed essenziale anche nella copertina, con quel nome altisonante da cinema anni Sessanta, “Splendor”, è anche una specie di macchina del tempo. 

La ricerca del mistero, l'indagine sociologica, la descrizione del graduale mutamento del modo di vita del nostro Paese, del divario Nord – Sud, della condizione femminile e di mille altri nodi e cardini, sono stati abbinati, con un escamotage, o forse solo con l'approccio istintivo ed efficace adottato dall'autrice, ad un elettrodomestico con cui abbiamo immensa familiarità ma che avrebbe lasciato a bocca aperta, ad esempio, i nostri nonni. E che comunque anche noi, uomini digitalizzati degli Anni Duemila, tutto sommato usiamo senza comprenderne affatto il funzionamento.  

Un po' come la vita. La utilizziamo. Ma le istruzioni sono scritte in giapponese. Con la traduzione in finlandese. Lo stesso accade con la dimensione cronologica, questo “fatto” di essere allo stesso tempo i nostri ricordi e i nostri sogni, il presente fatto di innumerevoli e cangianti passati e intessuto di ipotesi di futuro.  

Come osserva Chiara Zanetti nel comunicato stampa del libro “come suggerirebbe Lev Tolstoj, dietro ogni cortina famigliare sguazzano tensioni, relazioni complesse, incomprensioni, nodi intricatissimi e febbrili, che solo col tempo o – come in questo caso- con un appassionante viaggio nel tempo, possono trovare un minimo di risoluzione e cura; infatti, raggiunto questo climax, il romanzo lascia finalmente spazio a un percorso di formazione e di crescita, a una raggiunta consapevolezza di sé, che determinano un cambiamento di prospettiva”. 


Il fascino del libro, dunque, è adeguatamente “felino”. Ci parla del tempo ed è sempre sul punto di rivelarci una verità che non arriva.  Il finale è quanto mai aperto.  Si resta lì ad attendere un Godot che sappiamo non arriverà. Ma, se vogliamo essere coerenti, se non astuti, bisogna fare ricorso, noi bipedi limitati privi di vibrisse, alla sole coordinate certe che abbiamo a disposizione: gli occhi del gatto, fissi sull'oblò della lavatrice Splendor. 


Sembrano dirci che il solo mistero praticabile è quello della centrifuga che ci restituisce diverso, pulito, sebbene stropicciato, ciò che avevamo messo dentro, in un tempo che sembra essere racchiuso in pochi minuti ma che in fondo ci sfugge anche quello, non lo sappiamo quantificare. 

Sembrano chiederci se davvero abbiamo bisogno di comprendere di più di un meccanismo così semplice e così arcano. In fondo quella lavatrice dalla marca metaforica è di per sé un'astronave, o magari un semplice oggetto vintage che racchiude il passare delle epoche, il mutare della nostra vita e quello che resta identico, a dispetto di tutto.  


Ogni uomo è, tendenzialmente Ulisse, sembra ribadire la Garbaccio. Ma Penelope non aveva la lavatrice, e neppure i corsi di Pilates, la piscina a cui accompagnare i figli e mille altre insidie e meraviglie nella sua villetta bifamiliare di Itaca. Il romanzo è scritto con verve e humour. È filosofico nel solo modo possibile: con leggerezza attenta e di sostanza, senza pretese di verità assolute o di panacee.  


Gli occhi del gatto, alla fine, ci dicono qualcosa nell'atto di non dircela, con quello 
stesso loquace silenzio che è alla base del titolo e della sostanza del libro. Ci dicono che siamo fatti di un tempo che abbiamo inventato noi, topi che si sono costruiti una simpatica trappola, piuttosto micidiale, a dire il vero. Ma ci dicono anche che abbiamo la capacità  di sorridere, come anche i gatti sanno fare. 

Seppure di nascosto, lontano da sguardi indiscreti. Sappiamo sorridere nel momento in cui ricordiamo, o quando ci abbandoniamo al sogno, o semplicemente sonnecchiamo, con un occhio aperto, davanti ad una lavatrice che trasforma il mondo quel tanto che basta per darci la forza di ripartire e ci parla con un silenzio che contiene il mistero, la sua chiave e la volontà di non risolverlo mai.  



                 Ivano Mugnaini 

lunedì 19 febbraio 2018

1945 Anno zero sul lago, romanzo di Franco Rizzi: un pilota inglese di origini italiane ritorna sul luogo di un misfatto


Durante la navigazione le onde, colorate dalla tinteggiatura mimetica a forti toni di verde e di marrone aggiunta da pochi mesi, si rincorrono lungo le fiancate del battello, ma nessuno pensa che in questo modo il battello sia diventato invisibile, semplicemente tutti sperano che mai nessuno si sognerebbe di attaccarlo.

Domenica, 5 novembre 1944, sul lago Iseo un battello fa la spola tra i vari paesini. Sono più o meno le dieci del mattino quando il battello lascia il pontile di Iseo.  A bordo si trovano adesso quarantaquattro persone tra passeggeri ed equipaggio. Sono tutti silenziosi perché, in quei giorni la spensieratezza non trova spazio, malgrado lo scorrere del panorama particolarmente piacevole in quella giornata di sole brillante che sembra ancora estate.

Tre cacciabombardieri inglesi sorvolano all’altezza di Brescia, il campo d’aviazione militare di Ghedi ormai deserto e abbandonato dopo l’ultima incursione, poi virano verso il lago d’Iseo. Keeler Martini è il capo squadriglia della spedizione e con la coda dell’occhio vede una bianca scia sull’acqua. Aggancia il bersaglio. Per tre volte gli aerei scendono in picchiata sul battello e sparano. I proiettili progettati per forare robuste corazze scaricano una potenza inaudita sulle povere lamiere del piccolo battello. Un massacro di quattro minuti ed i tre caccia rientrano all’aeroporto di Pescara per fare rapporto.

L’acqua si tinge di rosso. Il battello affonda a pochi metri dall’approdo di Montisola. Due uomini, un duro pescatore dell’isola cui si affianca un giovanissimo e inesperto sottotenente della X Mas, si muovono con difficoltà per organizzare il trasporto dei feriti in ospedale. Una donna corre in casa, strappa le lenzuola da un letto e si prova a usarle per tentare di tamponare il sangue dei feriti.

Fermì el sang Cristi” urla ai due, ma non si capisce se sia una bestemmia o una preghiera.
Diversi feriti moriranno prima di arrivarvi.

1945 Anno zero sul lago” è stato pubblicato nel 2012 dalla casa editrice La Riflessione e vedrà una seconda ristampa, tra qualche mese, per La Paume Editrice. L’autore, Franco Rizzi, ci trasporta negli anni della Seconda Guerra Mondiale attraverso personaggi legati fra loro dal lago Iseo.
 
Alcuni personaggi ed episodi sono stati presi dalla realtà di quei giorni un po’ burrascosi, altri sono stati aggiunti per dare corpo al racconto. […] L’inizio della stesura risale al 1988, quale deviazione, mentre scrivevo un’altra storia. […] Dedico questo romanzo ai miei nipoti con l’augurio che non abbiano mai a vivere tempi così bui. Ed anche a quella giovane donna che ha visto il padre spirare a pochi metri dall’ospedale, mentre un pescatore spingeva la barca allo spasimo. Nota introduttiva

“1945 Anno zero sul lago” inizia il suo narrare in una domenica pomeriggio del 30 agosto 1945. Una casa a due piani pitturata di rosa che presenta a lettere cubitali blu il suo nome: Bredina sul lago. Si trova davanti a Montisola, l’alta montagna che emerge dal lago. I proprietari sono in giardino quando il capitano d’aviazione Keeler Martini, che indossa una divisa azzurra ben stirata, percorre un vialetto di ghiaia che porta al giardino sul lago dove incontra il capofamiglia Mario Consolo.

La guerra è terminata ad aprile ed il popolo italiano raccoglie faticosamente i cocci dei tragici eventi ancora troppi vicini per esser pienamente compresi e che forse ancora oggi non hanno una spiegazione univoca. Mario Consolo si dimostra amichevole nei confronti del suo inaspettato ospite sia perché non è mai stato fascista, sia perché piuttosto incuriosito dal motivo della visita.

Ma che strana coincidenza, anche il cognome di mia madre era Martini. Allora lei deve essere di origine italiana! Chissà magari alla lontana i suoi antenati erano parenti dei miei! Magari erano emigrati dall’Italia molti anni prima. Lei sa di quale parte fossero?

Una domanda alla quale il capitano Martini non seppe rispondere forse per la limitata conoscenza della lingua italiana o forse perché il capofamiglia parlò velocemente compitando una frase troppo lunga.

Seguono capitoli che alternano passato e presente nei quali Franco Rizzi ci presenta la giovinezza dei due protagonisti, due realtà di vita completamente diverse, una in quell’isola del nord così ricca di prospettive grazie alle sue Colonie sparse per il Mondo e l’altra in una penisola che rincorreva, ormai fuori tempo, il desiderio di appropriarsi di un’ultima colonia africana. 

Un turbinio di ricordi che ci mostra due uomini e due popoli che non erano abbastanza informati sui fatti che avevano portato al terribile conflitto. Forse anche i due avevano partecipato passivamente agli eventi malgrado ognuno di loro fosse attivo nel suo operato.

Mario cercò addirittura di intraprendere una impossibile avventura militare per cercare di fare fortuna come geometra in Etiopia ma ben presto il suo sogno si rivelò un fallimento.

 Keeler prima della guerra aveva lavorato alla Manchester Machinery Works, più di due anni ma non era stato un periodo molto facile, era stato preso di mira da un malefico capo squadra, Dave il cane, e lo scontro era durato a lungo.

Dave fece un brutto sorriso… preparandosi a sferrare un pugno in faccia all’avversario, ma Keeler con decisione gli calò la riga sul volto: il colpo fece un rumore sordo e la riga d’acciaio causò un profondo taglio al volto…”

Poi da meccanico motorista iniziò casualmente la carriera militare da pilota per la “fortuita” penuria di piloti.

Al distretto militare avevano subito apprezzato il fatto che lui fosse esperto di motori e lo avevano arruolato in aeronautica, trasferendolo il giorno successivo in un piccolo aeroporto a sud di Londra. […] La merce che si consumava più rapidamente però erano i piloti. Quando un caccia non ritornava mancava anche un pilota. I nuovi piloti che arrivavano ai campi d’aviazione attorno a Londra erano sempre più giovani e sembravano arrivare con il contagocce.

Altri tre personaggi si intrecciano all’incontro nel giardino della Bredina sul lago espandendo il discorso sul quale verte il romanzo: chi è la vittima e chi è il carnefice.

Luigi Stabilini, il sottotenente diciannovenne dell’X Mas che, lasciato solo a custodire lo stabilimento ormai non più produttivo della Caproni di Montecolino, con una manciata di altri ragazzi inesperti, aspettava invano ordini dalla Repubblica di Salò.

Mario Bonardi, detto Spinù, l’anziano pescatore che si accascia sul pagliolo della barca dopo l’approdo in ospedale, spossato da quella veloce attraversata del lago che ha salvato la vita a sedici anime.

Giovanni Ferrari, un macchinista della Nazionale che con grande abilità guidava le vecchie locomotive a vapore e che divenne celebre per l’esser scampato all’avvistamento del temibile aereo “Pippo”.

Infine il ventisei di aprile la guerra in Italia era giunta al suo epilogo.

Così aveva assistito alla tosatura delle ragazze e delle donne che erano state legate affettivamente ai fascisti o ai tedeschi. Fortunatamente, dopo quella violenza, in fondo abbastanza piccola visti i tempi che correvano, tutte furono lasciate libere di allontanarsi, sconciate e con il volto arrossato di pianto. Altre donne più pietose, invece di brandire delle forbici, le aiutarono a nascondere quello sfregio avvolgendo il loro capo con i fazzoletti che avevano portato.

Le donne di “1945 Anno zero sul lago” fanno da corollario ad un mondo di uomini in tempo di guerra e di decisioni prese in modo frettoloso. Le pagine dedicate alle figure femminili sono perlopiù ricordi di fiamme amorose che si disperdono tra bombe ed omicidi. Piccoli attimi felici che proiettati nel presente espandono la desolazione della mente sino ai limiti della depressione.

Così Keeler Martini non è il tipico vincitore inglese che si aggira nel territorio italiano fiero ed arrogante ma, infestato dai fantasmi, si interroga contemporaneamente sul passato e presente mettendo in dubbio le azioni svolte da ogni fazione in gioco.

Il capitano Martini invece cercava solo di spostare la sua mente e la propria attenzione su cose che lo tenessero lontano dai cupi ricordi del passato, ma faticava poi a rimanere concentrato sui vari argomenti. […] Si chinò in avanti e depose di nuovo sul tavolo il bicchiere di limonata che aveva ripreso in mano. Nelle narici gli pareva di avere un orribile sentore di disinfettante.

Written by Alessia Mocci
Addetta Stampa

Info
Sito Franco Rizzi
http://www.francorizzi.it/
Facebook La Paume Editrice
https://www.facebook.com/LaPaumecasaeditrice/

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2018/02/15/1945-anno-zero-sul-lago-di-franco-rizzi-un-pilota-inglese-di-origini-italiane-ritorna-sul-luogo-del-misfatto/


lunedì 18 dicembre 2017

Esce "UMANITA' ANNO ZERO" romanzo di formazione di Barbara Appiano, edito da FONDAZIONE MARIO LUZI EDITORE

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"Umanita' anno zero" romanzo della vercellese Barbara Appiano edito da Fondazione Mario Luzi Editore con prefazione di Mattia Leombruno, presidente della Fondazione.

Barbara Appiano, scrittrice e produttrice di cultura, fa il suo ingresso nel mondo dei romanzi con "Umanità anno zero" sottotitolo "Nunctempuserat". Un romanzo nato dal ricordo dell'autrice che quando aveva 5 anni,  a Torino, cercò di liberare un elefante dal circo dove si trovava con mamma e papà, ma riacciuffata dall'Elephant Guard non poté realizzare il sogno di libertà di quell'elefante. 

Lo fara' con Araba, elefantessa protagonista assoluta insieme a Calypso, che la libera dal circo, Apostolo bimbo profugo siriano, e Benjamin, Gonzalo e Blasdemetrio, tre bambini sopravvissuti alla guerra civile de El Salvador con un insegnante di musica veramente vissuta e diventata Preside del Conservatorio Paganini di Genova, la prof. Aurelia Basili, che nel romanzo spiegherà la corrispondenza matematica fra musica e numeri attraverso il canone retrogrado di Bach.

Araba con questi piccoli amici attraverserà la storia e il tempo, rapirà la statua della libertà, "Lady Freedom", la quale, chiamati a raccolta tutti gli elefanti del mondo depredati delle loro amatissime zanne, gliele restituirà come in una cerimonia eucaristica, in sostituzione dell'ostia di Gesù, grazie anche all'intervento di John Maynard Keynes, anche lui entrato in questo romanzo quale infiltrato, che convincerà le banche ad aprire il loro caveau e a restituire le zanne ai legittimi proprietari.

E' una cerimonia universale ove invitati tutti i depredanti del mondo bipedi, quadrupedi, anfibi e cetacei, i nativi d'America invocheranno Ojkahué e le 5 virtu' degli antenati : lealtà, giustizia, coraggio , libertà e  amore. "Umanità anno zero"  terminerà con Pinocchio che mette a posto anche Krusciov e J.F. Kennedy sfrattandoli dalla Baia dei Porci. "Umanità anno zero " un romanzo fantasmagorico dove la natura è l'assoluta protagonista del nostro mondo, quello che noi stiamo devastando. Un romanzo fiume, un rafting letterario di grande forza che avvolgerà il lettore cambiandovi la visione della vita.

All'attivo l'Autrice Barbara Appiano ha ben 6 libri, 2 pubblicati nel lontano 1990 e 1991, rispettivamente di poesia "Come un'idea come uno scherzo" e "Una vita da raccontare, frammentarieta' quotidiane ricomposte a penna " entrambi editi da Ibiskos Editrice,  per incubare fino al 2016 una scrittura visionaria e trasfusa in "La solitudine del giaguaro, pensieri surgelati e nuvole sopra i sassi ", raccolta di racconti. 

Da quel momento Barbara Appiano non si è più fermata, a ruota escono "La semplicità degli ultimi, racconti mozzafiato di un mondo sbalestrato "racconti dedicato agli atleti diversamente abili della FISIP - Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici - e alla loro presidentessa Tiziana Nasi, poi sull'onda di una scrittura travolgente Barbara Appiano pubblica una raccolta di aforismi e pensieri, definiti da lei stessa "ad alto tasso di combustione in divieto di sosta", dal titolo "Slow Thinking, Slow Reading ", entrambi editi nel 2017 da Ibiskos Editrice Risolo. 

Ed ora l'autrice regala al suo pubblico il suo primo romanzo "Umanita' Anno Zero ", mentre ad Aprile 2018 uscirà un altro romanzo dal titolo "Città senza semafori e case con le ruote, romanzo visionario, romanzo sogno caduta da una bicicletta, quella di mio nonno", entrambi editi dalla Fondazione Mario Luzi Editore

Nel 2017 Barbara Appiano è stata selezionata con 3 sue poesie dalla Fondazione Mario Luzi Editore per l'ottava edizione della "Enciclopedia della poesia contemporanea italiana", e sempre  con lo stesso editore uscirà un'altra raccolta di poesie inedite, segnalata al concorso internazionale di poesia Mario Luzi edizione 2017, dal titolo "Adelante Palabra". Barbara Appiano nata 54 anni fa sotto il segno zodiacale dell’Ariete, è una artista a 360 gradi e "resta un'umile pellegrina della parola all'imbrunire di una società che si deve ridestare" come ama definirsi. 

L'Autrice è una studiosa del pensiero aristotelico e le sue opere, la sua scrittura sono una continua sperimentazione linguistica; Barbara Appiano conosce perfettamente quattro lingue e crede nello studio delle lingue diverse fra loro in quanto sono lo specchio di una civiltà ancorché i confini della geopolitica e della fantasia. 

Fedele ad un isolamento artistico che la vede creare nella solitudine campestre di una casa immersa nella campagna vercellese, luogo di memoria e ricordi collegati alla amatissima mamma, Barbara Appiano devolve parte dei ricavati dei suoi libri a I.E.O. Centro Cardiologico Fondazione Monzino di Milano di ricerca cardiovascolare e oncologica (due strutture che hanno curato per molti anni  la mamma, amatissima e tuttora ricordata, che nei suoi libri è chiamata "Giovannella la Gianduiotta"), e all'associazione Pengo Life Project per amore degli elefanti, un progetto italiano che ha lo scopo di fare comunicazione sul problema gigantesco del bracconaggio degli elefanti e dei rinoceronti. 

Barbara Appiano resta semplice e se stessa sempre, fedele alla sua scrittura, l'unica che la guida nel mondo come un cieco che ha ritrovato la luce dopo il buio. “Umanità Anno Zero " un romanzo valanga definito di formazione da Mattia Leombruno, autore della prefazione e presidente della Fondazione Mario Luzi, al pari del “Piccolo Principe” e a Pinocchio per la scrittura travolgente. 

Un romanzo avente come protagonista una elefantessa di nome Araba, con i suoi piccoli amici trovati lungo il suo cammino, che dopo essere stata liberata da Calypso, incarnazione dell'Autrice quando era piccola, trasvoleranno con le ali della fantasia per restituire dignità alla natura che ci ospita. Un romanzo dove un elefante diventa la guida spirituale del nostro vivere.

lunedì 23 ottobre 2017

La possibile scomparsa degli insetti è più drammatica della distopia del romanzo 'I ditteri' di Marco Visentin

La realtà supera ogni immaginazione: la possibile scomparsa degli insetti è più drammatica della distopia del romanzo "I ditteri" di Marco Visentin
"La scomparsa del 76% degli insetti alati negli ultimi 27 anni in 63 aree naturali della Germania, riportata dalla rivista scientifica multidisciplinare Plos One, è più catastrofica dell'ipotesi di trasferimento dei geni delle mosche negli uomini descritta nel mio romanzo, che è definibile come distopico", è quanto afferma l'autore del libro "I ditteri", Marco Visentin, pubblicato poche settimane fa dalla casa editrice Licosia.
"La distopia – ricorda Visentin – è il contrario dell'utopia: è un mondo indesiderabile che però ha in sé caratteristiche politiche, economiche, sociali e ambientali, molto simili a quelle del nostro mondo. Ma una così radicale diminuzione degli insetti è qualcosa di inquietante. Significa minori possibilità di impollinazione delle piante e aumentata carenza di cibo per le specie che si nutrono di questi animali, con conseguenze pericolose per l'intero ecosistema. Questo è un vero mondo indesiderabile".
L'autore del romanzo di cui i media si stanno occupando con attenzione e che stanno recensendo molto positivamente nota come spesso, ultimamente, l'informazione si sia interessata a notizie sugli insetti, dalla ricomparsa in Italia di malattie infettive di cui sono vettori le zanzare, alla mosca di 17 milioni di anni fa imprigionata nell'ambra, alla possibilità di vendere nell'Unione Europea insetti da mangiare a partire dal 1° gennaio 2018, all'invasione di cimici asiatiche, ma la notizia della scomparsa di tre quarti degli insetti tedeschi in determinate aree è davvero grave.
Le cause di questo fenomeno non sono ancora note. Ma pare certo che concorrano l'utilizzo di fertilizzanti e pesticidi, e la riduzione delle superfici selvatiche. "Anche nel mondo distopico che io ho immaginato ne 'I ditteri' – conclude Visentin –, si ha una radicale compressione delle aree naturali, che cedono il passo all'industrializzazione e alla cementificazione scriteriate. L'unica possibilità di godere del paesaggio si ha in parchi divertimento dove la natura è replicata artificialmente. Ma almeno le mosche che partecipano al romanzo esistono. La realtà contemporanea è così catastrofica che potrebbe impedire persino l'immaginazione degli insetti che caratterizzano la mia distopia".
Il romanzo "I ditteri" è stato premiato per l'idea narrativa e il primo capitolo nell'ambito della rassegna di creatività Enzimi del Comune di Roma.

Roma, 24 ottobre 2017
NOTA BIOGRAFICA – MARCO VISENTIN
 
Marco Visentin nasce nel 1971 a Roma. È laureato in filosofia, disciplina che insegna in un liceo romano. Si è dedicato alla scrittura professionale, come giornalista e copywriter per siti inerenti al mondo della scuola, degli enti locali e dello spettacolo dal vivo. Come narratore, ha pubblicato racconti per Einaudi, Adnkronos Libri, e testate locali. L'idea e il capitolo iniziale de I ditteri sono stati premiati nella rassegna di arte giovanile Enzimi nel 2000. La trama è stata sviluppata successivamente fino alla stesura del romanzo, che è il primo dell'autore.

giovedì 6 aprile 2017

In libreria ‘Il giardino di Mattia’ il primo romanzo di Daniela Ippoliti

“La morte di qualcuno può dare inizio alla nascita di qualcun altro”. 

In questa frase è racchiusa tutta la profondità di questo romanzo, che segna l’esordio nel mondo editoriale di Daniela Ippoliti con Bibliotheka Edizioni

Può la vita di un giovane interrompersi all’improvviso? 


Purtroppo succede ed è realtà attuale e tristemente diffusa.

martedì 22 novembre 2016

Lo scrittore non ha fame, il nuovo coinvolgente romanzo di Maria Letizia Putti

Ma la notorietà, il successo, sono davvero la chiave per sentirsi realizzati o non sono altro che la prigione ideologica di un’illusione?
Dopo il successo della biografia romanzata de ‘La signora dei baci. Luisa Spagnoli’, Maria Letizia Putti torna con un nuovo romanzo dal titolo curioso ed insolito: ‘Lo scrittore non ha fame’, edito da Graphofeel Edizioni. Una prova di scrittura che conferma lo stile personale di un’autrice che continua a sperimentare un linguaggio proprio, intimo e quotidiano, mantenendo la spontaneità che la contraddistingue. La trama si sviluppa con una sequenzialità piacevole, fino ad una evoluzione avvolgente, che suscita in chi legge una costante curiosità. I quotidiani viaggi in treno sono per il protagonista lo spunto creativo per iniziare a scrivere e raccontare storie comuni, che appartengono a chiunque.  Nasce così, dall’osservazione delle vite degli altri, un romanzo che il nostro protagonista scrive senza eccessive ambizioni, più per piacere personale che per essere pubblicato. Accade però l’imprevedibile, e il neonato scrittore prima è costretto a confrontarsi con qualcosa che va oltre se stesso: la fama. Un viaggio vero e proprio nelle ambizioni, nelle passioni e nelle fragilità umane.

Il libro
Con una scrittura semplice, fluida e concreta l’autrice Maria Letizia Putti ci introduce nella quotidianità di Andrea, bibliotecario pendolare con due grandi passioni: la scrittura e il jazz. La vita del protagonista è scandita da momenti in famiglia, appuntamenti con gli amici, viaggi in treno per lavoro da Orvieto a Roma e viceversa, che diventano tempi di svago e osservazione costante dell’umanità. E’ proprio dagli atteggiamenti della gente, dalle loro espressioni che Andrea inizia a dare forma a pensieri scritti, riflessioni e a racconti più concreti, fino ad arrivare alla stesura di un libro. Irrompe un sogno che cambierà per sempre il corso degli eventi, fino a scoprire il fascino ambiguo della fama. La storia di un uomo qualunque che muta tra aspirazioni e desiderio di cambiamento, a riprova che non sempre il successo significa felicità.

L’autrice
Maria Letizia Putti è romana, “emigrata” nella Tuscia meridionale. Laureata in Archeologia e topografi­a medioevale, ha insegnato storia dell'arte e collaborato con la Rai come scrittrice di testi radiofonici. Da anni si occupa di conservazione del materiale librario antico e moderno presso una biblioteca scienti­fica statale. Autrice di articoli tecnici e appassionata cultrice di musica, ha esordito nella narrativa con Il passato remoto (2014, riedito nel 2016 come e-book). Per la Graphofeel ha scritto la biogra­fia romanzata La signora dei Baci. Luisa Spagnoli (2016).

Lo scrittore non ha fame
di Maria Letizia Putti, Graphofeel Edizioni                       
pagg. 187, 13 euro

Uff. stampa Michela Zanarella

lunedì 26 ottobre 2015

In libreria dal 21 novembre "Anima scalza" di Giovanni Nuti

Dal 21 novembre in libreria il romanzo di Giovanni Nuti

Anima scalza
di Giovanni Nuti
Pagine: 104
Prezzo: 14,90 euro
ISBN: 978-88-6984-043-2

“Magari oltre la soglia non c’è un dentro, ma un fuori, una selva, fitta di
alberi, sterpacci, ombre e spiragli di luce, rari e intensi, che invitano a un
viaggio senza meta...”

lunedì 19 maggio 2014

Le atmosfere enigmatiche di Malta rivivono "Nella Tela de Tempo" - un romanzo scritto a quattro mani

Un fantasy storico ambientato tra i luoghi più suggestivi dell'Arcipelago, alla ricerca del segreto del potere dei Cavalieri di Malta

Scritto a quattro mani da Barbara Nalin, già autrice de "I guerrieri dell'Arcobaleno" (Cerchio della Luna Edizioni, 2000), con la consulenza della life coach Tiziana Recchia, "Nella Tela del Tempo" (Narcissus, 2014), si presenta come il classico fantasy, per l'ambientazione, il racconto di battaglie epiche, i paradossi temporali e gli enigmi da risolvere, ma ha come reale protagonista Malta, la sua storia e i suoi paesaggi.

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