Il primo appuntamento del 2023 nel salotto culturale di Chiara Pavoni a Interno 4 in via della Lungara 44, Roma, sarà giovedì 5 gennaio alle ore 19 "Una carezza color amore. Guarigione, poesia del corpo".
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giovedì 29 dicembre 2022
Interno 4: Una carezza color amore
Il primo appuntamento del 2023 nel salotto culturale di Chiara Pavoni a Interno 4 in via della Lungara 44, Roma, sarà giovedì 5 gennaio alle ore 19 "Una carezza color amore. Guarigione, poesia del corpo".
domenica 9 febbraio 2020
Ad Interno 4 Crimini d’amore per San Valentino
sabato 19 ottobre 2019
Chiara Pavoni per 'Frida y sus Amores’
martedì 16 luglio 2019
La nuova favola di Amore e Psiche alla Galleria Artheka 32
mercoledì 5 giugno 2019
La nuova favola di Amore e Psiche a Bologna
Sabato 8 giugno alle ore 18 in via De' Marchi 19 b, si terrà la presentazione del libro alla Galleria d’arte De’ Marchi.
Il romanzo pubblicato lo scorso dicembre da Edizioni l’Erudita, marchio indipendente della Giulio Perrone Editore, sta ottenendo numerosi consensi dai lettori e dalla critica.
mercoledì 3 aprile 2019
"La nuova favola di Amore e psiche" e "Lo sguardo dei faggi" da Horafelix
venerdì 15 febbraio 2019
Ad Interno 4 la seconda presentazione di "La nuova favola di Amore e Psiche"
lunedì 10 dicembre 2018
Ennesima donna uccisa (da italiani). Tragedie della follia umana o dramma sociale?
La strage a Paternò. I bambini avevano 6 e 4 anni, la donna 35. Secondo i carabinieri, il movente è la gelosia o le difficoltà economiche. I corpi scoperti dal papà di lei. Il cugino: "Era un ragazzo d'oro". La suocera urla: "Maledetto". Nella casa trovati farmaci antidrepressivi
Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini non spreca parole per questa famiglia distrutta da un nostro connazionale e la notizia sparirà in breve dall'attenzione dell'opinione pubblica italiana.
Del resto anche La Repubblica, nel dare oggi la triste news di questa strage famigliare compiutasi a Catania la titola così: "Catania: uccide la moglie e i due figli piccoli, poi si spara".
E così, mentre ogni allarme sociale viene indirizzato verso gli stranieri in Italia, ai quali viene attribuita ogni nefandezza criminale, purtroppo non ci troviamo a commentare un caso singolo parlando degli omicidi consumatisi all'interno delle famiglie o al termine di relazioni sentimentali.
La questione non è da inquadrare come il semplici insieme di episodi scatenati da disturbi psichici, gravi forme depressive, instabilità mentali patologiche.
Quando il fenomeno si ripete e continua ineluttabilmente ripetersi il dramma non è più singolo ma diventa collettivo perché riguarda tutto il contesto sociale in cui il fenomeno si manifesta.
Per questo ritengo che il problema sia da analizzare secondo categorie sociologiche.
Bollare il fatto come una "tragedia della follia" è per noi rassicurante.
Se l'azione è stata commessa da un matto, una persona gravemente malata mentalmente, allora il fatto si riesce in qualche modo a comprendere perché si spiega da sé: è stata solo la singola azione di un folle.
Ma è corretto ridurre il dramma ad un elenco di singoli episodi isolati che non avrebbero alcun collegamento tra di loro?
Ci rendiamo conto di quanti sono stati, solo quest'anno, i singoli uomini, padri di famiglia, vicini di casa esemplari, persone fino al giorno prima per bene, che ad un certo punto sono "impazziti"?
Ovvio che sia andato fuori di testa un uomo che uccide la donna che ha amato e da cui non riesce a separarsi, salvo per poi separarsene per sempre uccidendola.
Ovvio che ha perso ogni lume della ragione un uomo che arriva a desiderare la morte per i propri figli, l'azione umana che va più contro qualsiasi istinto naturale
Ovvio che l'assassino abbia avuto drammatici disturbi psicologici.
Per questo ho pietà pure di lui. Non perché alla fine sia morto pure lui.
Ma perché pure lui è rimasto vittima di una "follia sociale" che continua a replicarsi.
Ribadisco ancora: poiché queste tragedie si ripetono e ripetono, qualcosa di morbosamente malato ci deve essere nella nostra Società, nella nostra Cultura.
E in qualche modo ne siamo tutti responsabili perché tutti contribuiamo: vivendo, relazionandoci con i nostri cari, crescendo ed educando i nostri figli e nipoti.
Quasi tutte queste persone che hanno commesso questo tipo di omicidi, prima di compierle erano ritenute sane di mente
Pensate pure all'ulteriore dramma di parenti e amici di queste famiglie sterminate, che magari sapevano che c'era una crisi coniugale, tensioni, depressione... ma mai e poi mai si sarebbero immaginati un epilogo del genere. E se ne faranno per sempre una colpa esistenziale.
Provo solo ad immedesimarmi e poi con terrore mi chiedo: io sarei capace di capire e quindi evitare qualcosa del genere se capitasse a qualcuno che conosco o, peggio ancora, a qualcuno che mi è caro?
Ecco... io spero e credo di sì. Ma il mio stato d'animo resta dolente e angosciato.
In Italia, mentre gli episodi di criminalità sono in trend calante - nonostante quanto urli la propaganda di Salvini - non diminuiscono le donne uccise nell'ambito di tragedie familiari.
Ad oggi si contano quasi un centinaio di donne uccise dall'inizio del 2018.
Solo quest'anno quasi ogni tre giorni una moglie o compagna è stata assassinata dal proprio marito o partner e spesso la tragedia si è conclusa pure con la morte dei loro figli.
Questo sì è pazzesco!
A me il termine femminicidio per definire queste uccisioni non piace particolarmente perché mi sembra di porre la questione solo in termini di genere, come un semplice: "uomini che odiano le donne".
Forse, invece, dovremmo interrogarci sulle sorti del declino della famiglia tradizionale allargata che probabilmente un tempo faceva da rete protettiva contro i drammi della moderne famiglie ridotte a nuclei isolati.
E in effetti la cronaca ci riporta anche la triste realtà degli episodi di donne che uccidono i propri figli e poi si tolgono la vita.
Ma è innegabile che -ahimè - quasi sempre è il genere maschile a scatenare la violenza famigliare.
Di sicuro, gli interrogativi restano tantissimi, ma certezze, spiegazioni e risposte semplici non ce ne sono.
E allora mi fanno rabbia quei politici che gettano continuamente lo sguardo alla caccia allo straniero.
Sempre presenti come sciacalli a commentare i crimini commessi dagli stranieri, quasi come se li commettessero proprio per il loro "essere stranieri".
Le vittime assumono importanza mediatica solo a causa della nazionalità dei loro aguzzini.
Così tutti ci ricordiamo della povera Pamela uccisa dai nigeriani, ma non della povera Jessica, uccisa una settimana dopo, con oltre ottanta coltellate da un italiano.
Due ragazze accomunate in tutto, non solo dalle morti violente ma anche dalle tristi esistenze parallele fatte di marginalità, ma non nella memoria collettiva.
A questo ci ha portato la campagna di odio razziale con la quale Salvini sta conquistando sempre più i favori dell'elettorato italiano.
Un'altra cosa che mi lascia sgomento.
Una donna uccisa quasi ogni tre giorni.
Questa è "l'emergenza". Ma l’attenzione è tutta dirottata sugli stranieri, "neri, brutti e cattivi".
Non me ne do pace.
venerdì 25 maggio 2018
Ragazza scopre il suo ex su Tinder e lo uccide.
SULLO SFONDO DELL'OMICIDIO DI UN RAGAZZO
ITALIANO PUGNALATO A MORTE, DOPO IL CROLLO DI FACEBOOK È ANCHE TINDER A PERDERE COLPI. È invece boom per i siti di nicchia come Aristofonte.com dove i profili sono selezionati in base a criteri ben precisi: a preferirlo tanti uomini di successo, professionisti ed imprenditori, così come anche un crescente numero di giovanissime alla ricerca di esperienza e sicurezza. |
Scopre su Tinder l'ex ragazzo e lo uccide. È successo pochi mesi fa a Londra ed ora la chat di incontri perde ancora più colpi. Ad essere stata travolta dalla gelosia è una commessa inglese che non ha proprio gradito il fatto che l'ex ragazzo avesse potuto utilizzare Tinder per conoscere altre donne.
La vittima è un ragazzo italiano. L'omicidio è avvenuto 5 mesi dopo la fine della loro storia d'amore. La donna è uscita di nascosto dalla finestra di casa sua alle 6 del mattino, ha preso un taxi per andare a casa del fidanzato a Canning Town, nella zona est di Londra, e lo ha pugnalato a morte inferendogli 36 colpi. Con omicidio o senza, il fatto è che Tinder sta crollando. In Italia su questa chat ci sono pochissimi utenti attivi ed ormai non si riesce ad incontrare più nessuno. Ma anche Facebook sta perdendo il favore dell'utenza: solo il 30% degli iscritti ha postato nuovi contenuti in questi primi mesi del 2018. Grazie invece ad una severa selezione all'ingresso e ad una quota d'iscrizione per gli uomini, l'esatto contrario rispetto ai social network più importanti, sul sito d'incontri Aristofonte.com vi è oggi un boom di iscrizioni. Rivolto principalmente alle donne che prediligono gli uomini più grandi di loro, Aristofonte.com mantiene così un buon interesse della maggior parte delle giovani italiane. Sono proprio le più giovani ad essere attratte dai siti consentono di trovare esperienza e sicurezza e di relazionarsi quasi subito nella vita reale. «Una volta erano gli uomini più grandi a preferire le ragazze più giovani, oggi sono proprio le donne più giovani a scegliere uomini molto più grandi di loro per una storia d'amore o per un'avventura» commentano i responsabili di Aristofonte.com. Se per caso lui ha una famiglia alle spalle con una relazione naufragata l'impresa di un rapporto d'amore vale la spesa e se poi invece lui è uno scapolone il gioco diventa più facile, anche perché, maturo fa rima con saggezza. «L'uomo maturo è più raffinato, ha viaggiato, è più colto e più istruito e può parlare con te di diversi argomenti. L'uomo maturo dà sicurezza, nella maggior parte dei casi ha una posizione economica solida, è propenso ai viaggi, ai regali e il weekend è quasi un obbligo. I miei coetanei, invece, sono interessati solo al calcio, alla televisione e ai videogiochi» racconta un'iscritta al portale. |
www.CorrieredelWeb.it
mercoledì 28 febbraio 2018
La tragedia di Cisterna di Latina. Uomini che non sanno porre fine ad un amore che non esiste più.
Un uomo che arriva ad uccidere i suoi figli, la carne della sua carne, la luce dei suoi occhi, preferisce porre fine alla loro vita e morire.
Un uomo che non vede alcuna via d'uscita se non farla finita per se stesso e i suoi più stretti cari.
Un uomo che riesce a vedere solo "la fine di tutto" non è una bestia, non è un mostro.
Per noi è facile classificarlo come essere "non" umano.
Invece era un essere umano come noi.
Che andava fermato, che andava curato.
Ma soprattutto e sicuramente erano le sue vittime che andavano salvate.
Ma quando sento notizie così drammatiche non so che pensare.
Se io fossi stato un amico o collega di quell'uomo, mi sarei accorto della gravità del suo disagio mentale?
Sarei riuscito a distinguere una depressione per la fine di una relazione sentimentale e il fallimento di un senso di famiglia da un tale moto interno di nichilismo distruttivo?
Leggo che c'erano delle avvisaglie, dei campanelli d'allarme.
Leggo che era un carabiniere, quindi era armato. Aveva dato segnali di squilibrio.
Una tragedia che poteva essere fermata, ma non è stata evitata.
Io non so nulla di questo dramma in particolare.
Non so se, quali e quante responsabilità possono aver avuto tutte le persone che forse potevano fare qualcosa per evitare questa carneficina.
Resta che nessuno - istituzioni, parenti, amici, vicini di casa, colleghi - è riuscito a fare qualcosa.
Ma siamo sicuri che se fossimo stati noi l'entourage di quella disgraziata famiglia ci saremmo resi conto della gravità della situazione?
Io mi ritengo molto sensibile e attento, ma il dubbio mi tormenta.
Se io avessi conosciuto quell'uomo sarei riuscito a capirlo?
Sarei riuscito ad impedire la tragedia?
Questo mi atterrisce.
Poi resto sgomento di come possa diventare distruttivo il sentimento dell'amore.
Non cerco giustificazioni.
Non cerco attenuanti.
Tutt’altro.
Io cerco, e non ci riesco, di comprendere il cortocircuito mentale che scatta nel cervello di un essere umano quando non riesce ad accettare la separazione e preferisce distruggere ciò che più brama.
Quando arriva a tale gesto folle, distrugge pure se stesso e non gli resta che suicidarsi.
La tragedia di Cisterna è resa ancora più agghiacciante per l’uccisione delle figlie che, anche nella perdita del lume della ragione, restano totalmente incolpevoli della fine della relazione tra i genitori.
Posso, per così dire, comprendere (non giustificare) l’omicidio del partner in un momento in cui amore e odio si confondono all’asintoto e si trasformano solo in rabbia distruttiva.
Nel caso dei propri figli, a meno che uno non sia completamente insano di mente, riesco solo ad immaginare una folle disperazione che arriva a far credere che “sia meglio così”.
Il fatto che in casi come questi sia quasi sempre l’uomo il carnefice mi fa domandare quante cose siano profondamente sbagliate nella nostra cultura sociale.
Proprio perché è una continua mattanza le spiegazioni non possono ridursi alla psiche individuale.
Colpa e responsabilità, sia chiaro, restano sempre personali.
Ma forse bisognerebbe cercare di indagare le categorie sociologiche di questo terribile fenomeno.
Per me bollare queste tragedie dicendo che sono state causate da un mostro non ci aiuta a prevenirne di nuove.
Se diciamo semplicemente che questa tragedia sia stata commessa dalla follia mostruosa di un pazzo, per me è come se ci dicessimo che, meno male, a noi cose del genere non possono accadere. Perché noi non siamo pazzi.
Il problema, che io non so risolvere, è cosa scatti nella mente di un essere umano (quasi sempre un uomo) in questi frangenti.
Questo non vuol dire giustificare.
Vuol dire solo tentare di capire per cercare di non farle accadere più.
Il dolore che sto cercando di esprimere proviene dalla mia domanda interiore: sarei riuscito io a capire e impedire una cosa del genere?
Queste cose succedono sempre e solo “agli altri”?
Questo mi atterrisce.
venerdì 12 gennaio 2018
Amanti online. L'infedeltà online diventa uno status symbol
La crescita dei portali di incontri in rete per persone sposate negli ultimi anni è stata inarrestabile nel, con una media di 5 mila nuovi iscritti ogni mese.
Anche solo una volta, fosse anche solo per curiosità, il brivido della scappatella online è il nuovo «must» del III Millennio.
Lo sostiene per esempio Incontri-ExtraConiugali.com, il portale dedicato a chi cerca un'avventura al di fuori del matrimonio o della coppia, secondo il quale oggi l'infedeltà è diventata uno «status symbol», con la maggiore comodità rispetto al passato di potere scegliere l'amante con un clic, in tutta sicurezza e senza rischi.
I dati raccolti da portale mettono in evidenza che la crescita dei portali di incontri per persone sposate è decollata definitivamente nel 2014, con una media di 5 mila nuovi iscritti ogni mese. Un fenomeno ancora in espansione nel 2015, anno in cui la ricerca di un'amante online raggiungerà il suo picco massimo dall'introduzione di questa nuova modalità di incontro online.
«La maggiore sicurezza è uno dei vantaggi che hanno contribuito al successo dei portali di incontri per persone sposate, ma è anche stata determinante la velocità» - commenta Alex Fantini, ideatore del portale Incontri-ExtraConiugali.com.
E sì, perché online è tutto più veloce, si evitano alcune tappe obbligatorie del tradimento tradizionale e, soprattutto, non si rischia di ritrovarsi coinvolti in appuntamenti al buio, perché su siti come di incontri online si possono consultare in anticipo i diversi profili degli uomini e donne disponibili senza perdere tutto il fascino della trasgressione. «Se oggi l'amante anche solo di una notte si conquista con un semplice clic, sui di incontri extraconiugali non mancano certo attesa, brivido e mistero» puntualizza Alex Fantini.
Su Internet è possibile avere molte occasioni di socializzazione, rimanendo comodamente seduti alla propria scrivania. Con i ritmi lavorativi di oggi e la vita frenetica alla quale siamo abituati a volte è difficile dedicarsi al partner, ma molto più facile è iscriversi a un sito per tradimenti e trovare in pochi click l'amante ideale.
Per tradire vostra moglie o vostro marito in tutta sicurezza, insomma, basta andare sui siti di incontri online oppure optare per l'applicazione da scaricare sul telefonino o sul tablet che, grazie a un rilevatore di distanza, consente perfino di identificare l'amante ideale più vicino a voi, facendovi risparmiare tempo e fatica.
Seppure «status symbol», tuttavia, vi è qualcosa che rimane essenziale nelle relazioni extraconiugali: la discrezione. «Queste non sono dunque relazioni di cui ci si possa vantare proprio con tutti: bisogna invece ostentarle con moderazione» suggerisce l'ideatore di Incontri-ExtraConiugali.com.
Uno status symbol sì, ma discreto, da sfoggiare con parsimonia.
martedì 26 settembre 2017
Baci Perugina lancia i bigliettini in dialetto
mercoledì 10 maggio 2017
Geografia del sesso: più fantasiosi al Nord, più intraprendenti al Sud
Gli uomini e donne della Lombardia, del Piemonte e dell'Emilia Romagna amano fare sesso in luoghi insoliti, come in treno, in spiaggia o al cinema. Se infatti a livello nazionale è mediamente una persona su tre (28%) ad avere una preferenza per "farlo strano", in Lombardia il 48% del campione ha dichiarato di gradire fare l'amore in luoghi inconsueti e in situazioni impreviste e la percentuale rimane alta anche in Piemonte (46%) ed in Emilia Romagna (45%).
In queste tre regioni, inoltre, le donne sono più fantasiose. «Nel Nord Italia le donne amano trasgredire, ma vogliono compagni che sanno ciò che vogliono» commenta Giuseppe Gambardella, ideatore di SpeedDate.it e quindi portavoce del più importante sito di incontri reali in Italia.
Ma è al Centro e Sud che gli italiani sono più osé ed intraprendenti. Lazio, Campania e Sicilia sono infatti, secondo il sondaggio di SpeedDate.it, le regioni dove gli uomini sono più disinibiti e le donne amano maggiormente prendere l'iniziativa.
I dati rivelano infatti che le più "impetuose" sono le donne del Centro-Sud: il 63% delle donne del Lazio, con Roma (68%) in testa, preferisce prendere l'iniziativa, seguite dalle donne della Campania (59%), con Napoli in testa (62%) e da quelle della Sicilia (56%), con Catania (62%) e Palermo (57%) in testa.
«Ma sia al Nord che al Centro ed al Sud d'Italia la sfera femminile chiede soprattutto uomini veri che dopo chiacchiere e tenerezze, passino alle vie di fatto» aggiunge Roberto Sberna, direttore generale di SpeedDate.it e di SpeedVacanze.it, portale quest'ultimo che per primo ha introdotto in Italia l'esclusiva formula dei viaggi e delle crociere di gruppo per single.
Il mondo femminile si dimostra più intraprendente e fantasioso. Ma non in Sardegna, dove le donne preferiscono le modalità tradizionali: solo il 22% ama prendere l'iniziativa e solo il 17% ha fantasie di fare l'amore in luoghi inconsueti. Cagliari fa però eccezione: qui le donne amano fare sesso in luoghi insoliti (43%) e in primo luogo in spiaggia (73%).
Questi i dati emersi dal sondaggio realizzato da SpeedDate.it su un campione di 5 mila persone di età compresa tra i 18 ed i 40 anni, che rivela altre curiosità piccanti: anche alle palermitane (83%) piace «farlo» in spiaggia. Dallo studio emerge dunque che praticare il sesso all'aperto oggi non è più un tabù ma, al contrario, un modo per rendere più intrigante il rapporto di coppia.
In quanto al modello maschile, un po' lungo tutta la Penisola l'uomo ideale deve avere un gran senso dell'umorismo ed essere in grado quantomeno di assecondare la donna nell'inventare sempre nuove situazioni. È quello che il gentil sesso si aspetta dal maschio italico.
Ogni zona d'Italia evidenzia un tipo di esigenza diversa sia da parte della sfera femminile che da quella maschile. Ma in generale, indipendentemente dal contesto geografico, gli uomini si dimostrano decisamente attratti da situazioni particolari e sono alla ricerca di qualcosa di spinto nella sfera sessuale.
Con una percentuale simile lungo tutta la Penisola (48%), gli uomini vorrebbero fare l'amore più spesso, con una propensione alle posizioni strane e ai luoghi non convenzionali.
lunedì 3 ottobre 2016
Sessualità nella coppia: cosa fa funzionare cosa
La sessualità ha un ruolo fondamentale nel benessere della persona e della propria vita ed è una componente molto importante nel legame di coppia.
La sessualità nella coppia è influenzata da diversi fattori: il benessere fisico (come stiamo con il nostro corpo), il benessere psicologico (come stiamo con noi stessi) e il benessere relazionale (come stiamo con l’altro). La qualità del rapporto di coppia (e quindi la sessualità) è largamente influenzata dall’intimità, cioè dal legame di affetto caratterizzato da attenzioni reciproche, da fiducia e dalla comunicazione aperta a emozioni e sensazioni reciproche.
martedì 14 giugno 2016
I tre passi per liberarsi di un amore infelice
martedì 19 aprile 2016
I 5 segreti degli psicoterapeuti per far durare l'amore
venerdì 10 luglio 2015
Amore su Internet: la tecnologia cambia la vita
domenica 25 gennaio 2015
La svolta di "Diario di un amore", l'album di Anonimo Italiano
L'Album su etichetta Prima Musica Italiana con Edizioni Universal Music e Warner Chappell su licenza Sony Music, sta andando alla grande.
domenica 20 luglio 2014
Diario di un amore, l'album di Anonimo Italiano
Il singolo che fara' da traino all'album, appunto "Diario di un amore" é stato scritto dallo stesso Anonimo Italiano insieme a un giovane, ma gia' affermato autore per la“Warner Chappel,” Andrea Amati, che ha scritto molti successi per big del calibro di; Marco Masini, Nek, Francesco Renga, Emma Marrone ed altri. Produzione artistica, ed arrangiamenti a cura di “Biko” Fabio Vaccaro (Nek, Sal Da Vinci e Linda d, tra i suoi lavori.). Altri autori illustri, come Federico Cavalli e Pietro Cremonesi (Laura Pausini) hanno collaborato alla stesura del “Diario” con un altro bellissimo inedito. Le registrazioni delle voci,e di alcune parti strumentali saranno effettuate presso i prestigiosi "Lofish Recording & Studios Production" di New York (NCY), i missaggi,l’editing e il mastering digitale presso gli altrettanto noti "Blackdiamond studios" di Genova. "Diario di un Amore" uscirà in autunno,la data precisa sarà presto comunicata, sia in cd fisico che in digitale,nei migliori negozi di musica, e su tutti i digital stores.
Info artista:
www.anonimoitaliano.net
PRIMA MUSICA ITALIANA
www.primamusicaitaliana.it
Ufficio stampa ELFA Promotions
www.elfapromotions.com
mercoledì 26 settembre 2012
"Zucchera la tua ironia" Il nuovo gioco di Techmania
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| Il nuovo gioco di Techmania |
Con Techmania liberi la fantasia e vinci un cartone di zucchero e un buono da spendere per acquisti sul sito.
L’iniziativa è rivolta a chi, entro il 4 Ottobre, invierà frasi ironiche o aforismi sugli argomenti di tecnologia, calcio e amore. Le frasi più belle saranno pubblicati sulla fan page facebook di Techmania. Quella che al 15 Ottobre avrà ottenuto più “Mi piace” si aggiudicherà il premio
Partecipando al gioco “Zucchera la tua ironia”, ideato dall’azienda battipagliese specializzata nella vendita di prodotti d’informatica, telefonia ed elettronica di consumo, hai la possibilità di aggiudicarti tanto zucchero, un buono per acquisti on-line e soprattutto un pò di celebrità.
Il gioco consiste nella raccolta di frasi ironiche e aforismi sugli argomenti di tecnologia, calcio e amore. Fino al 4 Ottobre tutti gli interessati potranno inviare una 1-2 frasi divertenti inerenti i temi in questione all’indirizzo marketing@techmania.biz. Unitamente alle frasi tutti i partecipanti dovranno inviare allo stesso indirizzo di posta anche il modulo di autorizzazione al trattamento dei dati e la liberatoria per la pubblicazione delle frasi, scaricabile sul sito www.techmania.biz alla sezione “Iniziative”, oltre che la copia di un documento di riconoscimento.
Da venerdì 5 Ottobre, le 30 frasi idonee ritenute più originali saranno pubblicate sulla fanpage di Techmania (www.facebook.com/wwwtechmaniabiz).
Agli autori delle 15 frasi che al 15 Ottobre avranno ottenuto il maggior numero di “mi piace”, non solo verrà dato un buono di acquisto spendibile sul sito www.techmania.biz ma anche la firma delle stesse su bustine di zucchero brandizzate Techmania in distribuzione nei principali bar della provincia di Salerno.
Gioca con Techmania!
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Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
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