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mercoledì 2 maggio 2018

Ikn Italy annuncia la quarta edizione di Customer Day: Trasforming the customer journey: dal CRM al CXM

IKN ITALY ANNUNCIA LA QUARTA EDIZIONE DI CUSTOMER DAY:
TRASFORMING THE CUSTOMER JOURNEY - DAL CRM AL CXM

Milano, 27 giugno 2018


2 Maggio 2018 – IKN Italy presenta la quarta edizione di Customer Day, l’unico evento dedicato al Customer Management di tutte le Industry.

L’evento nelle passate edizioni ha coinvolto oltre 100 Speaker e più di 800 Partecipanti
Da 4 anni rappresenta l’appuntamento annuale dedicato ai professionisti del marketing che vogliono avere un’occasione di networking e approfondimento su diversi argomenti come: orientare gli investimenti digitali rivolti al miglioramento della cura del servizio e del cliente; definire i processi di back office per analizzare e conoscere il comportamento dei consumatori; conoscere gli impatti operativi e le metodologie della Data Economy applicabili grazie ad Artificial Intelligence, IoT e Robotica; distinguere le strategie per una corretta archiviazione, profilazione e analisi del dato cliente per essere GDPR compliant; conoscere il futuro dell’identità del consumatore delineando i confini fra etica e tecnologia.
Customer Day 2018 sarà focalizzato sul tema “Trasforming the Customer Journey: dal CRM al CXM”: diversi gli approfondimenti dedicati ad AI e comunicazione Real Time per innovare la Relation e l’eXperience con il Cliente. 

Infatti, per operare attraverso un intervento strutturale sull’organizzazione che sia di sostegno a tutto il personale aziendale e che possa guidare al cambiamento è opportuno conoscere meglio il cliente e arrivare a personalizzare non solo l’offerta, ma anche i tempi di proposta, oltre a definire con massima precisione, attraverso i social, il percorso psicologico del consumatore.

La quarta edizione propone diversi focus tematici che saranno affrontati nel corso della giornata attraverso: 1 Networking Breakfast, 1 Tavola Rotonda, 2 Keynote Panel, 1 Laboratorio Interattivo e 1 Inspirational Speech a chiusura del convegno. 

Diversi gli approfondimenti in programma:
Ø    Dal change management alla pianificazione dei processi: come orientare gli investimenti digitali rivolti al miglioramento della cura del servizio e del cliente;
Ø    Digital Data Economy: Cloud Computing, IoT, AI, Big Data & Analytics Realtà aumentata e Robotica i nuovi driven delle imprese verso la digital disruption;
Ø    GDPR e gestione del dato cliente per definire le linee operative per una corretta archiviazione e profilazione e analisi del dato cliente;
Ø    Etica e Tecnologia 2.0: quale identità per l’uomo del futuro.


A Customer Day le aziende Retail, Consumer Goods, Banche, Assicurazioni, Utilities, TLC e Travel-Wellness raccontano le soluzioni di marketing outbound, i programmi di fidelizzazione e le soluzioni di CRM per ottimizzare l’intera esperienza del cliente.
L’evento è nato grazie al contributo dell’Advisory Board composto da Top Manager delle principali aziende di riferimento.

Per informazioni:



Company Profile

IKN Italy è l’acronimo di:

“I” come INSTITUTE: IKN Italy nasce da Istituto Internazionale di Ricerca. Grazie all’esperienza maturata in 30 anni di attività, si posiziona all'interno di una rete internazionale in grado di proporre sia tematiche di grande attualità e interesse, sia relatori di alto livello. La reale fotografia di IKN la "scattano" i numeri di questi 30 anni: oltre 70.000 partecipanti, 20.000 aziende e 10.000 tra relatori e docenti; numeri che conclamano IKN leader indiscusso nel suo settore.

“K” come KNOWLEDGE: la società lavora in settori strategici. Ricerca continua e ascolto del mercato garantiscono a IKN la messa a punto di una formazione non standardizzata, costituita invece da contenuti unici, esclusivi e non "googlabili". 
I settori sui quali si concentra la società sono: Farmaceutico e Dispositivi Medici, Energy & Utilities, Sanità, Banca e Assicurazioni, Retail e GDO, Industrial, Logistica, Legale e Fiscale, Marketing e Vendite, Project Management.

“N” come NETWORKING:  IKN Italy opera all'interno di una rete che le permette di organizzare eventi e iniziative che diventano occasioni di incontro per condividere  esperienze uniche e sviluppare nuove partnership. Le iniziative di IKN Italy generano relazioni ad alto valore aggiunto, attraverso incontri B2B qualificati.

L’Azienda è certificata UNI EN ISO 9001 : 2008 e qualificata per la presentazione di piani formativi a organi istituzionali e fondi interprofessionali che si occupano delle richieste di finanziamento e della gestione dei processi burocratici


mercoledì 1 marzo 2017

Eutanasia. Il caso di dj Fabo. Della vita e della morte.





In questi giorni suifaceboook e socisal si è accesa la polemica sul triste caso di dj Fabo che ha riportato alla ribalta la questione dell'eutanasia

Da un punto di vista religioso, il rifiuto della vita, quale che sia, sia dal punto di vista del dolore fisico e della sofferenza psicologica, è un peccato tra i più gravi immaginabili (se esiste una classifica dei peccati).

Dal punto di vista normativo-sociale un suicidio è un auto-omicidio, un reato anche perchè le ripercussioni non ricadono solo su se stessi. 

Poi se chi vi sopravvive (per fortuna o sfortuna, lo saprà solo lui) non andrà sotto processo, ma ideologicamente sarebbe da considerare una sorta di assassinio di se stesso. 

Dal punto di vista etico-umano - quello cui in realtà tengo di più - è una delle più drammatiche scelte individuali che - giuste o sbagliate - che possano essere mai prese. 

Trovandomi al posto di dj Fabo, un caso estremo di una persona ormai incapace di esercitare la propria volontà, pur mantenendo tutto il suo raziocinio, io non so quale sarebbe stata la cosa più giusta da fare per me, cosa io avrei voluto per il mio destino senza alcun ombra di dubbio.

Forse sì, ma credo che siano situazioni in cui la nostra opinione può incredibilmente cambiare quando i casi della vita ti pongono di fronte a quel tipo di dramma.

Da parte nostra, di tutto il resto del mondo che ne sta discutendo, però, auspicherei che se ne parlasse con molto più rispetto. 

Il rispetto. Dj Fabo Era una persona, un normale ragazzo, di fronte ad un baratro senza fine.


Online sui Social si è scatenata una discussione cui tutti si sono messi a sentenziare con toni spesso davvero aspri.


Per me sarebbe stato meglio tacere. Il dolore dei singoli resti individuale e bisogna averne rispetto.

Io non ho certezze, ma anche io mi interrogo sulla drammatica vicenda, più per esplicitare i miei dubbi che volontà di affermare chissà quali miei granitici valori.


Perciò mi chiedo: se non si ha il dono della Fede (o comunque la disperazione è così insuperabile, tanto da sperare comunque nella misericordia divina, pur facendola finita), perché non si può avere il diritto all'autodeterminazione di porre fine a delle inaudite sofferenze che non diminuiranno mai, se non con la morte? 

Perché nel momento più drammatico della propria esistenza lo Stato e la Società ci devono abbandonare alle nostre miserie cui non siamo in grado di porre fine? 

Non potrò mai auspicare "più eutanasia per tutti", ma sicuramente vorrei una normativa che arrivasse a prevedere questi casi. 

Perché purtroppo ogni giorno ci sono tante persone che versano in quelle condizioni, persone che meriterebbero di non dover ricorrere al reato di qualcuno per porre fine al proprio dolore.

La vita è un valore assoluto, nessuno ha alcun dubbio.
Nessun dubbio... anche per chi, al contrario, non perde occasione di invocare – soprattutto sui Social -  la pena di morte contro chi si macchia dei reati di violenza più efferata.

Ma non si può continuare a voltare la faccia a persone come dj Fabo,  abbandonarle al proprio destino in nome della difesa ad oltranza del valore della vita.

La vita è un bene assoluto, va bene, ma deve poter essere prevista, normata e regolamentata, anche la possibilità di esercitare il diritto alla morte per chi versa in condizioni di estrema sofferenza.

Lasciando tutto come sta non si annullerà il problema.

mercoledì 10 dicembre 2008

Il talento e l'eccellenza del futuro si coniugano con l'etica

Il talento e l'eccellenza del futuro si coniugano con l'etica

Milano, 10 dicembre 2008 -Fedele al concept che ha caratterizzato l'edizione 2007, basato sulla ricerca del talento e dell'eccellenza, il Premio Mario Bellavista - Targa Oro della Comunicazione Italiana, nel 2008, tra le svariate attività di sponsorizzazione, ha supportato anche il MUMM, "Master in Marketing Management", organizzato dalla Facoltà di Economia dell'Università Sapienza di Roma, riconoscendo un "premio di merito" al primo classificato tra gli allievi che si sono maggiormente distinti.

Lo studente meritevole del premio è stato il ventiquattrenne Francesco Rocchi, laureato in economia, con già alle spalle un percorso lavorativo nella comunicazione e nell'ICT. Talento ed eccellenza rappresentano per questa giovane promessa del marketing management, oggi in stage presso lo Shopper Marketing della Procter & Gamble, un connubio indissolubile. "Il talento rappresenta la capacità di attuare qualcosa fuori dall'ordinario, non alla portata di tutti. L'eccellenza è il realizzarlo effettivamente" ha detto Francesco Rocchi.

Il master ben si inserisce nel panorama formativo italiano di spessore per la preparazione professionale immediatamente spendibile sul mercato del lavoro, in quanto fortemente orientato al trasferimento delle pratiche manageriali, strategiche e operative, in cui il confronto costante con il mondo imprenditoriale rappresenta un punto focale.

Non c'è vero talento né eccellenza senza etica.

"In un momento di crisi" precisa Barbara Amici, Responsabile Organizzazione MUMM, "le imprese devono potenziare ancora di più le proprie capacità competitive sia gestionali che di mercato. In merito, poi, alle professioni del marketing e della comunicazione, esse rivestono un ruolo strategico, oggi più di ieri, per fornire adeguate risposte alle istanze della iper-competizione internazionale. In questo scenario appare di fondamentale importanza il concetto di formazione etica, che rappresenta, secondo noi, il concetto chiave attorno al quale deve ruotare tutta l'attività d'impresa e che deve fornire al manager una corretta chiave interpretativa sulle questioni centrali inerenti i criteri, i valori, le scelte, i comportamenti, sia a livello individuale che e a livello impresa, nelle relazioni interne ed esterne".


Contatti: info@targaoro.com

Tel: 02 23 95 17 10


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inviato da: RedOffice - Ufficio Stampa <redoffice@email.it>

venerdì 23 maggio 2008

FINANZA ETICA E NO PROFIT: ALTERNATIVA POSSIBILE

COMUNICATO STAMPA

TERRA FUTURA 2008
quinta edizione della mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità
Firenze - Fortezza Da Basso, dal 23 al 25 maggio 2008

Di fronte alla crisi della finanza globale e dell’attuale modello di sviluppo,
i numeri di finanza etica e non profit dimostrano che un’alternativa è possibile

Firenze, venerdì 23 maggio 2008 – Ogni anno i Paesi ricchi danno ai Paesi poveri 100 miliardi di dollari. Solo la fuga di capitali, cioè i soldi che dal Sud “scappano” e tornano nei forzieri delle banche occidentali sono otto-dieci volte quella cifra. Nella prima giornata di TERRA FUTURA 2008, la mostra convegno delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, alla Fortezza da Basso di Firenze fino a domenica 25 maggio, la finanza è al centro del dibattito e del confronto: perché Il sistema economico è un ambito decisivo per vincere la sfida di un futuro possibile e sostenibile per il pianeta.

Oggi è evidente il fallimento di una visione del mondo che assume come principio etico il diritto alla diseguale distribuzione delle risorse. Ma “Perché la finanza globale ha fallito?”: questo il titolo di un convegno organizzato a Terra Futura da Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus, CRBM, Counter Bilance.

«Da tempo si chiede l’annullamento del debito, e più soldi per il Sud e per i Paesi poveri – ha affermato ANDREA BARANES, Osservatorio Finanza -: giustissimo, ma se si pensa che c’è un volume di soldi così alto che a causa dei meccanismi della finanza, dei paradisi fiscali e della fuga dei capitali torna al Nord, è evidente come è proprio il sistema che deve cambiare». «A Terra Futura in questa edizione si parla di alleanze – ha continuato -. Fare alleanze significa anche mettere insieme chi si occupa di campagne sui temi finanziari, cioè di critica teorica all’attuale sistema finanziario, con chi lavora concretamente alle soluzioni, ad esempio tramite lo strumento della finanza etica; significa trovare forme di cooperazione tra i due mondi e immaginare insieme percorsi di lavoro futuri».

«È chiaro che per far fronte all’attuale crisi sistemica nei mercati finanziari – ha continuato ANTONIO TRICARICO, Crbm/Social Watch Italia – ci deve essere un forte ripensamento in termini di istituzioni pubbliche nel governare questi mercati, ritornando al controllo dei capitali, ma allo stesso tempo ridistribuendo alcune funzioni a livello nazionale e internazionale, affinché la finanza recuperi una funzione sociale. Se questo non avviene, non solo saremo di fronte ad altre nuove crisi, ma soprattutto l’attuale crisi non arriverà a una soluzione, e potremmo avere degli impatti ancora più gravi sull’economia reale, e innanzitutto sulle persone più povere».

In questo contesto di crisi della finanza, Banca Etica dimostra con i numeri che la finanza etica può essere una risposta efficace, costituendo una delle soluzione concrete per la sostenibilità del sistema economico e del pianeta, “smuovendo” il mercato e aprendo nuovi spazi per l’occupazione.
«Secondo “Basilea II”, l’accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche entrato in vigore dall’1 settembre 2007, il terzo settore è considerato a rischio - ha sottolineato FABIO SALVIATO, presidente Banca Popolare Etica -. Banca Etica invece dimostra il contrario, con un tasso di sofferenza che si attesta appena allo 0,05%: un record che nessuna banca del mondo può vantare!».
Il 60% delle attività delle banche tradizionali proviene da commissioni, royalties, provvigioni da transazioni finanziarie, mentre solo il 40% dalla raccolta di risparmi per credito. In Banca Etica invece il rapporto si rovescia: arriva addirittura a un 10% contro il 90%, e il 10% viene comunque preso dalle commissioni derivanti da fondi etici. La crisi dei mutui subprime e dei derivati dimostra che il sistema finanziario globale ha fallito, perché invece di creare ricchezza crea povertà: 7 milioni di persone in Italia non hanno accesso al credito e 42 milioni si trovano nella stessa situazione in Europa.
«Noi di Banca Etica crediamo che un altro sistema sia giusto e possibile - ha continuato SALVIATO -. Lo dimostrano i 1.500 finanziamenti erogati da Banca Etica lo scorso anno, i 6.000 complessivi degli ultimi 9 anni. E anche i 100 miliardi di euro fatturati dall’economia civile nel suo complesso: il milione di ettari a produzione biologica in Italia per esempio dà lavoro a 150.000 occupati, più del doppio della FIAT! Il mercato ecologico, quello delle nuove energie, il biologico… possono creare oltre 1 milione di nuovi posti di lavoro».





Segnaliamo ai colleghi la conferenza stampa in programma a Terra Futura domani sabato 24 maggio:
Lancio campagna “In marcia per il clima” a cura di Legambiente – ore 11.30- Palazzina Lorenese, Sala 10
Programma completo al sito www.terrafutura.it

Ufficio stampa: Marta Giacometti - cell. +39 338 6719974 - +39 338 6983321 email: giacometti.stampa@terrafutura.it – ufficio stampa@ikonstudio.it
Durante i giorni della manifestazione anche: tel. +39 055 4972308 - +39 055 4972309 - fax +39 055 4972318



sabato 15 marzo 2008

Arturo Paoli


Chi è Arturo Paoli

Arturo Paoli (Lucca, 1912) è un religioso e missionario italiano, appartenente all'ordine dei Piccoli Fratelli del Vangelo. È Giusto tra le Nazioni.

Biografia

Vive la sua infanzia e la sua adolescenza a Lucca; frequenta poi la facoltà di lettere di Pisa, si laurea all'Università Cattolica di Milano nel 1936.

Ha maturato, intanto, la vocazione alla sacerdozio; nel 1937 entra, già adulto, nel seminario della sua diocesi. Viene ordinato presbitero nel giugno 1940.

Il suo ministero sacerdotale non rimane confinato nel solo ambito religioso; negli anni della Seconda Guerra Mondiale in cui è ordinato, ben presto parteciperà alla Resistenza, dal 1943 in poi; collabora anche nel sostegno agli ebrei in fuga dalla persecuzione nazifascita.

Dopo la guerra, svolge il suo ministero a Lucca fino a quando, nel 1949, viene chiamato come viceassistente della Gioventù di Azione Cattolica presso la sede nazionale di Roma. Mons. Giovan Battista Montini (poi papa col nome di Paolo VI), intuisce le grandi qualità intellettuali di Arturo Paoli; tuttavia, il suo servizio nell'Azione Cattolica Italiana si scontra con i metodi e l'ideologia dell'allora presidente nazionale Luigi Gedda, braccio destro dei tentativi di "normalizzazione" di un'associazione, disciolta negli anni del fascismo, che esprimeva una vivace attività anche di carattere politico. Nel 1954, assieme al gruppo dirigente allora in servizio, viene dimesso dall'incarico, e nominato cappellano degli emigranti in Argentina.

L'incontro, sulla nave, con Jean Saphores, un Piccolo Fratello del Vangelo che Arturo assisterà in punto di morte, lo spinge ad entrare nella giovane congregazione religiosa ispirata a Charles de Foucauld e fondata da René Voillaume poco tempo prima. Vive il periodo di noviziato a El Abiodh, in Algeria; qui, per un certo periodo, ritrova il suo vecchio amico Carlo Carretto, anch'egli passato dalla dirigenza dell'ACI alla vita religiosa nel deserto del Sahara.

Dopo la professione religiosa, vive ad Orano dove, negli anni della lotta di liberazione algerina, lavora come magazziniere in un deposito del porto, secondo lo stile di vita della Fraternità. Nel 1957 rientra in Italia, ove a Bindua, in Sardegna, avvia una nuova Fraternità in solidarietà con i lavoratori delle miniere di carbone; il suo rientro in Italia, tuttavia, non viene ben visto dalle autorità vaticane, che temono una radicalizzazione della sua critica ai compromessi tra potere civile ed ecclesiastico.

Argentina, a Fortin Olmos, tra i boscaioli che lavorano per una compagnia inglese del legname. Quando la compagnia abbandona il territorio lasciando senza lavoro la manovalanza locale, Arturo organizza una cooperativa per permettere ai boscaioli di continuare a vivere sul posto; è uno dei primi scontri con le autorità politiche ed economiche del luogo. Nel 1969 viene scelto come superiore regionale della comunità latinoamericana dei Piccoli Fratelli e si trasferisce vicino a Buenos Aires. Qui, nel clima fervoroso del post-Concilio, a contatto con i novizi della fraternità inseriti in un quartiere popolare, comincia a delineare una personale teologia comprometida, preludio dell'adesione alla teologia della Liberazione. Nel 1971 si trasferisce a Suriyaco, (diocesi di La Rioja), una zona poverissima dove Arturo, oltre a proseguire la formazione dei novizi, inizia il suo sodalizio con il vescovo Enrique Angelelli, la voce più profetica della Chiesa argentina negli anni della dittatura militare. Angelelli, di cui diventa consigliere teologico, morirà tragicamente nel 1976 in uno strano incidente stradale che ancora oggi rimane avvolto nel dubbio, vista l'assenza di un'inchieste che facesse luce su quello che molti pensano sia stato un assassinio.

In Argentina, il clima politico dell'epoca peronista colpisce anche Arturo: accusato di essere un trafficante d'armi con il Cile (governato in quegli anni da Salvador Allende, destituito nel 1973 dal golpe di Pinochet), viene inserito in una lista di persone da eliminare, su di un manifesto affisso lungo tutte le strade di Santiago. Arturo in questo momento si trova in Venezuela, come responsabile dell'area latinoamericana dell'Ordine: avvertito da amici di non rientrare in Argentina perché ricercato, vi tornerà solo nel 1985; ha conservato così la vita, mentre cinque dei suoi confratelli, in Argentina, figurano tra i desaparecidos.

In Venezuela, si stabilisce prima a Monte Carmelo, poi alla periferia di Caracas; al lavoro di formazione e all'animazione ecclesiale e politica, unisce una crescente attività saggistica.

Successivamente, con l'allentarsi della dittatura militare in Brasile, si trasferisce dal 1983 a Sao Leopoldo, dove si occupa dei problemi legati alle donne, soprattutto prostitute. Nel 1987 si trasferisce, su richiesta del vescovo locale, a Foz do Iguaçu, nel barrio di Boa Esperança, dove costituisce una comunità, che sarà poi sostenuta dall' Associazione Fraternità e Alleanza, un ente di solidarietà con cui dare dignità alla popolazione emarginata; nel 2000, all'Associazoine si unisce la Fondazione Charles de Foucauld, rivolta in maniera specifica ai giovani poveri del barrio.

Dagli anni '80 e '90, rientra periodicamente in Italia, dove risiede a Spello, presso la sede dei Piccoli Fratelli, e in giro per il paese, con una grande attività di conferenziere su tematiche di spiritualità e di politica.

Riconoscimenti

A Lucca nel 1995 il sindaco Giulio Lazzarini gli consegna il Diploma di partigiano. Rifiuta, invece, la medaglia d'oro che annualmente la Camera di Commercio assegna ai lucchesi che hanno onorato la città nel mondo, in nome della solidarietà con gli oppressi del Sud del pianeta, e in contestazione con l'economia neoliberista che è alla base di tale sfruttamento.

Nel 1999 a Brasilia riceve, dall'ambasciatore di Israele, il titolo di 'Giusto tra le nazioni', per aver salvato nel 1944 a Lucca la vita di Zvi Yacov Gerstel e di sua moglie. Il nome di Arturo, "salvatore non solo della vita di una persona, ma anche della dignità dell'umanità intera", sarà inciso nel Muro d'Onore dei Giusti a Yad Vashem.

Il suo sessantesimo anniversario come sacerdote sarà festeggiato ufficialmente Il 9 febbraio 2000, a Firenze, su iniziativa del presidente della Regione Toscana Vannino Chiti, alla presenza del cardinale di Firenze Silvano Piovanelli e del rabbino di Firenze Yoseph Levi.

Il 25 aprile 2006, ha ricevuto la Medaglia d'oro al valor civile per le mani del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Nell'agosto 2006 ha ricevuto a Gemona del Friuli il Gamajun international award. Nel 2007 gli è stato conferito il premio internazionale "Viareggio"



Marta Volterra
marta.volterra@gmail.com


Una Banca in ritiro spirituale, Padova 28 marzo 2008



Una banca in ritiro spirituale:

Arturo Paoli incontra la Banca Etica

Padova 28 marzo 2008-03-13
Banca Etica, Via Tommaseo
Ore 13.45

Il dilemma che ha fatto dibattere di più nel secolo scorso chi si proponeva di cambiare il mondo è stato senza dubbio quello che ha visto coinvolti i sostenitori del cambiamento strutturale e quelli che, al contrario, si dicevano convinti che per rivoluzionare la società occorresse innanzitutto cambiare l'essere umano.

Le due anime del cambiamento si incontrano ora a Padova in occasione del decimo anniversario di Banca Etica e lo fanno in un clima di cooperazione, di stima e affetto reciproci.

Sembra un'utopia, e invece è solamente l'incontro tra fratel Arturo Paoli -95 enne e
ostinato predicatore della ragione della speranza- e il consiglio di amministrazione di Banca Etica, i suoi dipendenti e i membri del comitato etico. Questo è il secondo incontro in cui la banca, nella sua sede principale a Padova, vede "fermarsi" buona parte del lavoro dei suoi uffici per dedicare un momento di riflessione agli interventi di Arturo Paoli, per viverli e commentarli insieme.

Il percorso di Banca Etica, dunque, continua alla ricerca di una modalità che attraverso il confronto, il dialogo e il rallentamento dei vertiginosi ritmi imposti dal mercato permetta alle persone che ci lavorano il recupero di una dimensione profonda della relazione umana e personale da non sacrificare a quella professionale.

"Le ragioni della Speranza", questo il titolo dato alla manifestazione, si svolgerà nei locali di Via Tommaseo di Banca Etica dalle 13,45 alle 15 del 28 marzo 2008. Si tratta di una riflessione su come sia possibile continuare a esistere come banca e porsi scopi di carattere esclusivamente etico, una sfida ai(mala) tempi che corrono, che vedrà il Presidente Fabio Salviato e tutto il personale di Banca Etica dialogare con Arturo Paoli, sul tema della responsabilità etica nel mondo dell'economia e della finanza.

E' la struttura che cambia l'uomo? O è l'uomo a dover cambiare interiormente?

Forse la risposta che questo incontro d'eccezione ci darà è che le cose possono anche andare di pari passo...ma che aggiustamenti di rotta e confronti sono sempre necessari in corso d'opera, soprattutto quando l'obiettivo è dare realtà alle utopie...

In ogni caso, il fatto che una banca al completo si fermi per un giorno per incontrare un personaggio come Arturo Paoli, estremamente critico nei confronti del denaro (vedi il suo ultimo libro "Il dio denaro") è di per sé un avvenimento che al mondo attuale ha davvero tanto da dire.


Per chi desidera ascoltare dal vivo fratel Paoli è un'occasione da non perdere, vista la sua scelta di non lasciare che in rare, speciali occasioni, la residenza di Lucca.

Marta Volterra
marta.volterra@gmail.com

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