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lunedì 24 dicembre 2018

Natale, bere prima dei pasti aiuta a non prendere peso



Natale, bere prima dei pasti aiuta a non prendere peso

Mangiano per combattere la noia o lasciarsi andare dopo lo stress accumulato durante l'anno: per gli esperti gli italiani a Natale a tavola possono prendere fino a 5 chili. Uno studio ha provato che bere acqua prima di mangiare può aiutare a limitare ciò che si mangia, con buona pace della bilancia

Se è vero che a Natale a tavola ci concediamo più di qualche eccezione, il rischio che pranzi e cene si trasformino in vere e proprie scorpacciate è più che concreto. Ben un esperto su 4  (24%) tra nutrizionisti, medici e psicologi afferma che si possono facilmente accumulare in media due chili e, nella peggiore delle ipotesi, arrivare a pesare fino a 5 chili in più al termine delle festività (18%). Il 55% degli italiani mangia per lo più per noia e non aiutano, poi, soprattutto per il controllo dell'assunzione dell'alcool e di stuzzichini, le visite ad amici e parenti (34%). Come fare? La soluzione è più semplice di quello che si potrebbe immaginare.  Una ricerca scientifica ha dimostrato come bere due bicchieri d'acqua prima di ogni pasto permette di arrivare prima al senso di sazietà e quindi di mangiare meno.
E' quanto emerge da uno studio di In a Bottle (www.inabottle.it) condotto con  metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 2.400 italiani – uomini e donne tra i 20 e i 55 anni – attraverso un monitoraggio web sui principali social network, blog e gruppi  di discussione e su un pool di circa 20 esperti tra nutrizionisti, dietologi e medici generici, per capire rischi e rimedi in vista delle abbuffate di Natale.

Secondo gli esperti, durante le festività si tende a ingrassare in media dai 2 kg (24%), ai arrivare ai 3-4 kg (32%). Ma non è difficile che dopo il periodo che va da metà dicembre a metà gennaio si arrivi a pesare anche 5 kg in più (18%).  I colpevoli di questo levitare della bilancia? Per la maggior parte di loro (78%), il vero danno è dato dalla continuità nell'assunzione di calorie in eccesso, ovvero dall'idea che le feste siano un "periodo franco" in cui tutto è concesso. In cima alla lunga lista di errori troviamo anche la cattiva abitudine di spiluccare cibi molto calorici durante l'intero arco della giornata (66%).  A questo si aggiunge un abuso nel consumo di bevande alcoliche (35%), che oltre a non essere "sane", sono anche iper-caloriche. Allo stesso modo alla mancanza di ogni forma di abbinamento corretto tra i diversi cibi (23%), secondo gli esperti sono molto minori le occasioni per "bruciare" le calorie che vengono immagazzinate, rispetto a quanto avviene di solito (45%).

Quali sono i motivi di queste licenze a tavola? In questo caso sono gli italiani a indicarli e sono tra i più disparati, a partire dal fatto che il mangiare viene utilizzato per combattere la noia (55%), legata a una over dose di tempo libero a cui non si è più abituati. A seguire, in senso negativo, anche le lunghe ore passate davanti alla tv (53%), si tratta di un mangiare distratto, che senza accorgersene sommerge l'organismo di calorie. A questo si aggiunge la voglia di lasciarsi andare dopo lo stress accumulato durante l'anno (38%): per molti, infatti, il mangiare diventa una valvola di sfogo. Non aiutano, poi, soprattutto per il controllo dell'assunzione dell'alcool e di stuzzichini, le visite ad amici e parenti (34%). Solo il 12%, più radicale, è infatti convinto che con il moderno stile di vita non sarebbe necessario eccedere con le calorie e che anche a Natale bisognerebbe rinunciare a strappi eno-gastronomici.

Alcuni ricercatori dei Virginia Tech di Boston hanno dimostrato come bere due bicchieri d'acqua prima dei pasti stimolano un senso di sazietà e, quindi, ci fa essere più riluttati all'abbuffata. In sostanza poiché la sazietà è legata alla dilatazione gastrica, se noi beviamo prima del pasto abbiamo già una piccola dilatazione, che completiamo poi quando mangiamo e ci permette di arrivare prima al senso di sazietà. Bere acqua riduce l'appetito perché a volte scambiamo il senso di sete con il senso di fame e questa sensazione dopo la paghiamo con l'alimentazione piuttosto che con l'idratazione. Ma l'acqua, bevuta nelle giuste quantità, aiuta i processi digestivi e l'effetto del pasto: si tratta di un meccanismo biologico legato alla corretta digestione degli elementi e dei macroelementi ingeriti con l'alimentazione.


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www.CorrieredelWeb.it

sabato 26 maggio 2018

Caldo: un italiano su quattro a dieta per vincere prova costume


CALDO: COLDIRETTI, 1 SU 4 A DIETA PER VINCERE PROVA COSTUME

Con l’avvio della stagione balneare e l’inizio della prova costume per tornare in forma più di un italiano su quattro (27%) si è messo a dieta. E’ quanto emerge dal sondaggio on line del sito www.coldiretti.it divulgato nel weekend dedicato alla dieta mediterranea con iniziative anche nei mercati di Campagna Amica con consigli per la spesa e per tornare in forma a tavola  lungo tutta la Penisola (www.campagnamica.it).

L’arrivo del bel tempo in un maggio straordinariamente piovoso ha portato in molti – sottolinea la Coldiretti – a scoprirsi al mare, al lago o nelle aree verdi delle città. 

E se c’è il 20% degli italiani che – precisa la Coldiretti –  è spinto a mettersi a dieta per non correre il rischio di arrivare impreparato all’appuntamento con le vacanze esiste invece un buon 18% che – continua la Coldiretti – afferma di essere già in forma forse anche grazie all’attività fisica svolta durante l’inverno fra palestre, piscine, ma anche corsi da ballo e camminate in campagna e in montagna.  Il 35% infine – continua la Coldiretti – non ha invece nessuna intenzione di limitarsi a tavola indipendentemente dal proprio aspetto.

La maggiore attenzione alle scelte alimentari – spiega la Coldiretti – è al centro quest’anno di una positiva inversione di tendenza che ha portato ad un aumento degli italiani in forma fisicamente sulle spiagge, anche se più di 4 su 10 sono ancora in sovrappeso o addirittura obesi.

Una situazione favorita anche dal boom dei prodotti base della dieta mediterranea come la frutta e verdura che oltre ad essere considerati un elisir di lunga vita aiutano a difendersi dal caldo ma anche a raggiungere il sospirato obiettivo della tintarella

Scelte salutiste a tavola che nel 2017 – rileva la Coldiretti - hanno visto un aumento record dei consumi dei prodotti della dieta mediterranea che va dal +7% per il pesce fresco fino alla crescita del 6% per la frutta fresca, che non è stata mai così presente in tavola da inizio secolo.

Una tendenza minacciata però dal clima pazzo che quest’anno ha fatto sparire dagli alberi un frutto su quattro per il crollo dei raccolti in tutta Europa, dalle albicocche alle ciliegie, dalle pesche alle nettarine fino alle susine. 

In Italia la Coldiretti stima un raccolto di pesche in calo di oltre il 20% nel mezzogiorno e del 15% al nord e una produzione inferiore rispetto allo scorso anno tra il 10 ed il 30% per le ciliegie ma con pezzature più grandi e migliore qualità. Ridotta anche – precisa la Coldiretti – la disponibilità delle susine mentre ci saranno circa il 20% di albicocche in meno nei frutteti in Emilia-Romagna, Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia, Piemonte e Calabria.

In queste condizioni per ottimizzare la spesa e non cadere negli inganni – conclude la Coldiretti - il consiglio è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori anche nei mercati di Campagna Amica e non cercare per forza il frutto perfetto perché piccoli problemi estetici non alternano le qualità organolettiche e nutrizionali.

mercoledì 11 aprile 2018

MEDICINA - LA MIA AVVENTURA CON LIPOSUXTEN


MEDICINA - Quando la prima volta ho sentito parlare di Liposuxten®️ mi sono detto “ sarà l’ennesima presa per i fondelli di tante che girano in rete “ , poi siccome sono un giornalista a cui piace approfondire ho deciso comunque di tenere d’occhio i commenti di decine di loro clienti , la cosa che però fin da subito mi ha colpito è che nessun commento viene rimosso dalla loro home di Facebook che conta quasi 100 mila iscritti . Tanti commenti dunque e il 90% di questi sono tutti positivi il restante 10% invece chiede informazioni su come acquistare il prodotto . 
Ma cos’è LiposuxTen ? 
Dunque vado a consultare il sito ben organizzato , con tanto di angolo shop e con le varie opzioni di acquisto ( pagamenti online o alla consegna )  la presentazione del comitato scientifico che ha messo in pratica questo metodo alimentare guidato dal farmacista Diego Di Novella . Il prodotto in questione è un preparato di proteine idrolizzate e separate del siero del latte . Nulla di chimico dunque nella composizione, ma i miei dubbi sono restati . Come può un prodotto “naturale” abbinandolo a una dieta di 10 giorni produrre un dimagrimento tra i 5 e 10 kg in un soggetto che ricorre a questo trattamento ? 
Il fatto però è che a leggere i vari commenti di chi lo esegue è pura verità . Funziona . Nessuna truffa .  Qualcuno si lamenta però del costo eccessivo 180 euro per l’opzione compresse e 160 euro per la composizione in polvere , ma dalla direzione fanno però notare che per i risultati e per la qualità che offre è attualmente il programma più economico ed efficace sul mercato , oltretutto autorizzato dal ministero della salute. 
Dunque , nel frattempo continuo ad arrovellarmi a cercare di capire dove sia la “fregatura “ ?  Allora decido di provarlo , mi stupisce però che non c’è l’opzione soddisfatti o rimborsati, tentenno , comunque sono 160 euro , continuo a leggere i commenti dei già clienti , ma poi dico ok chi “non risica non rosica “ ( per dire chi non rischia non saprà mai ) d’altronde anche io ho tanti tanti chili da perdere ma essendo un dubbioso di professione non credo se non vedo , e alla fine mi privo di questi 160 euro ( spedizione compresa )  in due giorni arriva il prodotto , con allegato una dieta di specifiche tipologie di verdura bustine di multi vitamina ed il famoso LiposuxTen tanto osannato , ho scelto gusto cacao .  Premetto che avevo già iniziato una dieta che ha dato i suoi eccezionali frutti da se , ma questo prodotto l’ho usato in primis perché ero preso da questo “eccezionale prodotto tanto osannato “ e poi perché sospettavo l’ennesima truffa ai danni di miei amici ciccioni . Da giornalista ho voluto indagare , capire , sondare , provocare , il secondo giorno salgo sulla bilancia  e con mio immenso stupore , tanto da pensare che si sia scassata la bilancia mi trovo - 1.2 kg  non poteva essere , scendo e risalgo sempre uguale . Allora siccome noi giornalisti siamo ottusi cambio persino le pile alla bilancia . Niente ho perso 1.2kg mangiando verdure e queste proteine del latte . Il prodotto funziona , ma i dubbi restano . Perché funziona ? 
Mentre continuo il trattamento che ho pagato 160 euro , contatto un mio conoscente che collabora come nutrizionista nel reparto di disturbi dell’alimentazione al Gemelli a Roma , gli faccio vedere il programma è la composizione del LiposuxTen, e mi dice che trattasi di simile dieta Chetogenica abbinata alle proteine idrolizzate del siero del latte che assunte con determinate verdure a foglia larga producono sensibile perdita di peso . Nessuna controindicazione dunque . Il prodotto è eccellente genuino e efficace , ma il protocollo è restrittivo , non c’è molto su cui variare anche se per i 10 gg di trattamento le quantità sono illimitate ma limitate nella varietà.  Mi sono detto .  Voglio metterli alla prova , li contatto e gli dico “ il prodotto non mi ha soddisfatto “ lo faccio mi rispondono sorpresi per loro sembra una cosa anomala , d’altronde chi meno chi più i kg li perdono. Allora mi propongono il rinvio di un prodotto sotto forma di pillole , io accetto . Il prodotto arriva . Sono seri , molto seri , raramente seri . Mi sento un po’ una merda , ma è il mio lavoro e devo portarlo a compimento. Nel frattempo continuo ad assumere il prodotto arrivando a pesare in 5 giorni - 4,5 kg insomma straordinario . Nessuna medicina , verdure , proteine , multi vitamine e acqua perché consigliano di bere molto .  Insomma mi chiedo perché un prodotto così efficace che potrebbe essere una manna per tanti obesi non è distribuito in modo capillare ? Mi risponde sempre il mio amico nutrizionista dell’Ospedale Gemelli di Roma , e mi fa capire che per il mercato farmaceutico è più fruttuoso promuovere prodotti inefficaci ma costosi che un buon prodotto magari costoso però efficace . 
Dunque ad oggi io ho cambiato la mia vita , ho cambiato il mio fisico con vari cicli , voglio con questo articolo conclusivo chiedere scusa per la mia sfacciataggine sia al Di Novella che al resto della direzione di LiposuxTen, ma ne è valsa la pena .  Tra la dieta che avevo già fatto iniziato un anno fa e questo prodotto naturale ho perso 40 kg . 
Ma mi raccomando prima di assumere qualcosa, qualsiasi cosa consultate i vostri medici perché ognuno di noi è diverso , ha patologie che magari si aggravano se non si conosce a fondo ciò che si assume . 
LiposuxTen funziona ma ha bisogno di costanza e determinazione e la voglia davvero di cambiare anche perché se poi si riprende a mangiare come se non vi fosse un domani allora di avreste perso tempo e soldi. 

Marco Nicoletti / Giornalista e Blogger 

( in foto il mio prima e dopo ) 

giovedì 27 luglio 2017

Antonia Califano è la wellness coach più richiesta all’estero


La dottoressa Antonia Califano: 
la wellness coach più richiesta all'estero.



E' italiana ma famosa in Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti a tal punto che c'è una lista d'attesa per partecipare ai suoi seminari, per avere una consulenza o per venire a trovarla in Italia anche solo per un week end visto che riceve pochissime persone alla volta!

Immaginate una giovane e gentile donna, in un paesino sperduto del sud Italia, viaggiatrice incallita e soprattutto caparbia a tal punto da scombussolare tutta la sua vita più e più volte viaggiando per il mondo con suo marito Luigi, e un bel giorno proprio con Luigi e altri entusiasti professionisti fondano Styleoga® una società che propone benessere, alimentazione e yoga

…fin qui tutto abbastanza normale se non che all'estero fanno la fila per venire a conoscere e avere una consulenza da Antonia.

Ma perché?


Intanto un curriculum che all'estero non passa inosservati:

- P.h.d in scienze nutrizionali e dietetica, una laurea in lingue orientali, diploma in naturopatia, master yoga teacher, volontaria ecologica nei parchi nazionali dell' America Centrale, student advisor presso un'università Internazionale, personal life coach di atleti olimpionici e nuove stelle nascenti e formatore ufficiali in Europa per il metodo Styleoga®; ma se questo non è abbastanza ha all'attivo:

· La prima e unica lezione di Yoga sulla muraglia cinese, nel parco del Perito Moreno, in fondo al gran Canyon, nella notte lappone a -40 °, in Tibet al passo Yamdrok, nel cuore della foresta Amazzonica;

· Seminari e conferenze in Spagna, Giappone, Cina, Perù, Sud Africa, Stati uniti, Argentina, Dubai ect;
· Master in Pnl e arti orientali in Tibet;
· Paracadutismo, abseiling, arrampicata e rafting;
· Copertina della rivista ufficiale della International Counselor Association.

Ed è per questo che arrivano persone che desiderano rimettersi in forma, rilassarsi, allenarsi o formarsi come insegnanti di Yoga.

Non contenti di tutto questo sono anche in partenza per l'EUROPEAN WELLNESS CHALLENGE, una sfida sportiva e di volontariato che partirà a Novembre, toccherà 30 città europee in 30 giorni e in ogni città offriranno gratuitamente lezioni di yoga, di meditazione e consulenze gratuite.

Durante questo giro di Europa alternativo e unico nel suo genere nonché il primo a partire dall'Italia saranno coinvolte anche associazioni sportive, palestre, scuole e piazze con l'intento di spingere ancora di più lo stile di vita sano che la dottoressa Antonia Califano predica e pratica in prima persona.

Cammina tutti i giorni, fa yoga, mangia sano e ha insieme al suo staff messo tutto il metodo nel suo volume Antidieta: trasforma l'impossibile in realtà (libro tradotto anche in inglese proprio per le richieste dall'estero), dove racconta anche le sue mille avventure in giro per il mondo tra cui entrerà a far parte anche l'avventura di Novembre che come lei stessa scrive è ideata e pensata "per dare un calcio nel sedere alla sedentarietà e all'obesità soprattutto infantile".

giovedì 25 maggio 2017

Bere acqua per perdere peso e riattivare il metabolismo


Diete quasi fai da te, tutti ci provano prima o poi, con risultati non sempre ottimali anche da punto di vista della salute.

Quasi nessuno pensa che bere acqua sia già un sistema per contenere il peso corporeo, infatti, l’idratazione è importante sia per perdere peso sia per mantenere un livello di performance fisiche e psichiche ottimali.

venerdì 24 febbraio 2017

Una scelta vegetariana per una salute migliore


La dieta è una delle scelte di base che definiscono il nostro stato di salute e lo influenzano.


Molte persone, nell’ultimo periodo, si stanno orientando verso il vegano, con l’intenzione di vivere in maniera migliore, ritenendo che così avranno risultati ottimali nell’immediato e nel medio periodo. Ovviamente si tratta di valutazioni probabilistiche ma certamente, con una corretta alimentazione, si possono diminuire le possibilità di contrarre malattie degenerative invalidanti, oggi così diffuse in occidente.


Molti salutisti stanno basando la propria dieta solo su prodotti di origine vegetale, la ritengono una dieta più sana di una onnivora e più indicata per rimanere in buona salute, realizzabile in modo semplice, senza rinunciare a saziarsi e gustare piatti di qualità a base di cereali, legumi, verdura, frutta fresca, frutta secca e semi.


Quello che è certo è che i vegetariani hanno livelli di colesterolo molto più bassi di coloro che seguono una dieta a base di carne e le malattie cardiovascolari hanno un’incidenza assolutamente minimale. Le ragioni sono abbastanza ovvie: i vegetali sono poveri di grassi saturi e totalmente privi di colesterolo.


Diversi studi dimostrano come i vegetariani abbiano una pressione arteriosa inferiore agli altri soggetti, inoltre mostrano come, con l’introduzione di carne nel menu, si possa riscontrare l’aumento della pressione sanguigna ai livelli di soggetti onnivori, questo è probabilmente legato al minore apporto di sodio dato dai vegetali rispetto alla carne.


I dati positivi ottenuti con una dieta a base di verdure sono riscontrati anche nei casi in cui i soggetti debbano attenersi ad uno stretto regime alimentare a causa di problemi di diabete: una dieta a base di verdura, legumi, cereali integrali e frutta, naturalmente a ridotto contenuto di grassi e zuccheri semplici, abbatte, infatti, i livelli glicemici.


Il passaggio da una dieta onnivora a una vegetariana è abbastanza semplice, è sufficiente cambiare alcune abitudini e riorganizzare un po' la cucina, ciò unito a quanto abbiamo detto sopra ha portato ad un’indicativa crescita dei soggetti vegetariani e di conseguenza ha visto una rinascita delle aziende agricole che forniscono verdura di stagione a chilometro zero e di qualità controllabile direttamente a casa propria.


Difficile dire se questo sia il futuro ma sicuramente ha fatto bene ad un comparto della nostra alimentazione che per anni è stato bistrattato e sottovalutato sotto il profilo qualitativo e che ora sta vivendo una nuova giovinezza.

lunedì 30 maggio 2011

Prova Costume: le 15 Regole d'Oro degli Esperti

Fa bene disintossicare il corpo un paio di volte l'anno. Una dieta detox non è utile solo per affrontare l'estate ma ti aiuterà anche a perdere peso mangiando molta frutta e verdura.

Qual è la dieta detox per la Prova Costume?

Una piano alimentare a basso contenuto di grassi che aiuta a perdere peso e rende la pelle più sana e compatta con cibi freschi e una grande quantità di frutta e verdura che disintossicano l'organismo.

15 regole d'oro per arrivare alla prova costume in piena forma!

mercoledì 18 maggio 2011

Sindrome dell'Intestino irritabile: Dieta e Ricette

La sindrome dell'intestino irritabile è una condizione devastante e incurabile. Se hai la sindrome dell'intestino irritabile, ricorda che non sei solo.

Hai bisogno di imparare come i sintomi della sindrome dell'intestino irritabile (dolore, diarrea, stitichezza, gonfiore addominale) possono essere controllati attraverso la dieta.

Nonostante la dieta giochi un ruolo diretto nella funzione intestinale, molti medici non riescono a dare a tutti i loro pazienti le linee guida dietetiche e indicare i cibi giusti per il trattamento della sindrome dell'intestino irritabile.

Peggio ancora, molte delle informazioni dietetici disponibili per la sindrome dell'intestino irritabile sono obsolete e inutili.

La corretta dieta per la sindrome dell'intestino irritabile fa un mondo di differenza per quasi tutti quelli che soffrono di questa malattia.

Per molti, la dieta per la sindrome dell'intestino irritabile fa la differenza tra una vita normale e felice e una passata in bagno a sopportare dolori accecanti, disfunzioni intestinali, gonfiore e altri spiacevoli sintomi.

È probabile che già sappiamo per esperienza personale che alcuni alimenti quasi sempre causano sintomi di sindrome dell'intestino irritabile, mentre altri non sembrano dare fastidio. D'altra parte, anche voi avrete probabilmente notato che a volte un alimento specifico attiva un attacco di sindrome dell'intestino irritabile, mentre altre volte si può mangiare la stessa cosa senza difficoltà. Sembra che non ci sia logica in questo: in questo caso le cause potrebbero essere psicologiche.

Ci sono, infatti, molto chiari orientamenti dietetici da seguire per mangiare in modo sicuro per la sindrome dell'intestino irritabile, basati sugli effetti ben consolidati di talune categorie di alimenti.

Il problema non è un singolo alimento che provoca sintomi della sindrome dell'intestino irritabile. Sono tutti gli alimenti ricchi di grassi, fibra insolubile, caffeina, caffè (anche decaffeinato) o alcool. Perché? Poiché tutte queste categorie di alimenti sono stimolanti o irritanti, e possono provocare reazioni violente sui riflessi gastrocolici. Questo influisce direttamente sui muscoli del colon e può portare a dolore, stipsi, diarrea e gonfiore.

In realtà, mangiare in sicurezza per la sindrome dell'intestino irritabile non significa privazione, senza mai poter andare al ristorante, mangiare dolci o dover seguire una dieta morbosamente limitata. Né significa vivere solo di cibo disponibile esclusivamente nei negozi di alimenti naturali per il resto della tua vita.

Significa imparare a mangiare in modo da rendersi conto di quanto fisicamente i diversi cibi influenzino il tratto gastrointestinale e di come possono aiutare o danneggiare l'intestino irritabile con diarrea, stipsi, gonfiore, gas, nausea e crampi addominali. Seguire una dieta per la sindrome dell'intestino irritabile significa semplicemente imparare a riconoscere quali alimenti possono prevenire o innescare un colon spastico.

E' importante notare che le stesse linee guida dietetiche che sono cruciali per la gestione della sindrome dell'intestino irritabile possono anche essere molto utili per i sintomi di malattie infiammatorie intestinali, come la diverticolosi e la diverticolite.

sabato 1 gennaio 2011

Cerotto dieta

Dieta, hai provato il cerotto?
Ecco come ottenere una dieta efficace

Dieta sana?
Usa il nuovo cerotto
Ecco i consigli per una dieta sana:
Esistono differenti tipi di diete , alcune prevedono la perdita di peso in modo graduale altre in modo repentino, alcune durano mesi, altre solo pochi giorni o settimane.

Perdere peso dolcemente con Tripondil e Diminor tntegra la tua dieta e il tuo esercizio fisico con il cerotto dimagrante.
cerotto studiato per rimodellare il corpo e perdere di conseguenza peso.
La pelle dopo l'azione del cerotto assume un tono ottimale lasciando un effetto di totale benessere e la pelle rimane vellutata.
Appena applicato il cerotto inizia a rilasciare i suoi principi attivi che vengono assorbiti dalla pelle tramite assorbimento trans-dermico.
L'azione del cerotto non limitata a quella zona, ma bens si estende a tutto il corpo.
Acquista i cerotti perdi peso ne rimmarrai estremamente soddisfatto/a.
Non vagare nella rete alla ricerca di diete dimagranti, ma leggi i consigli di un professionista seguendo il link sovrastante.
Ecco la soluzione ideale per fare una dieta sana, rapida ed incredibilmente efficace.




sabato 29 maggio 2010

Risotto con Scampi e Rucola al Limone, Yogurt e Asparagi

MATTINO: latte scremato ml. 150; caffè ml. 50, pane g. 25; oppure the ml. 150; pane g. 50.

MEZZOGIORNO: Risotto con scampi e rucola al limone, ½ frutto (75 g.).

SERA: 150 g. di Yogurt e 15 g. di Asparagi lessi conditi con un cucchiaino d'olio e il succo di ½ limone, pane g. 50, ½ frutto (75 g.).

Leggi le ricette su Dieta golosa

giovedì 28 maggio 2009

Comunicato Stampa: smettere di fumare senza ingrassare? Con il Generale Dieta si può

Nasce Dietaland, il nuovo blog che aiuta tornare in forma con un personal trainer virtuale

Smettere di fumare senza ingrassare si può. Soprattutto se questo auspicio diventa un ordine e se a darlo è un ufficiale dell'esercito. Non stiamo parlando del sergente Hartman di Full Metal Jacket, come si potrebbe pensare, ma del Generale Dieta, il personal trainer virtuale di Dietaland, il nuovo blog del network di iSayBlog!, da oggi ufficialmente on line all'indirizzo www.dietaland.com.

Al grido di "smettere di fumare è una vostra scelta, ma non ingrassare quando lo fate ..è un ordine", il Generale Dieta sta "arruolando" seguaci su Facebook e promuovendo sul social network il post che svela i segreti e i consigli chiave per non ingrassare una volta presa la decisione di fare il grande passo e liberarsi dalla dipendenza per le sigarette.

Da tenere un diario già una settimana prima del fatidico giorno per monitorare i cambiamenti nell'alimentazione una volta rinunciato alle bionde, a preferire cibi ricchi di fibre per evitare spiacevoli episodi di stipsi, sempre in agguato quando si decide di smettere di fumare, fino ad eliminare caffé e alcolici che, anche secondo una ricerca delle Duke University, fanno rimpiangere maggiormente il "gusto" delle sigarette. Questi ed altri, i suggerimenti da tenere a mente se non si vuole sostituire il fumo con i chili di troppo.

E per chi non ha problemi con il fumo, ma vuole comunque tenersi in forma in vista dell'estate, in Dietaland è possibile reperire aggiornamenti quotidiani effettuati da esperti del settore nutrizionista con consigli e informazioni su diete innovative, tisane e integratori naturali utili per il benessere psicofisico, ma anche ricette dietetiche particolarmente gustose, per non dimenticare che stare bene a tavola non significa rinunciare ai piaceri del palato.

lunedì 15 dicembre 2008

La dieta a zona... dimagrire mantenendo la forma!

Oggi si parla molto di benessere e di dieta a zona. Indubbiamente una vita sana non può non essere correlata ad una alimentazione corretta. Ma qual é l'alimentazione corretta? Sicuramente una che nel complesso ci faccia sentire energetici, in forma e non appesantiti. Ovviamente ognuno di noi, pur avendo molte affinità comuni, é molto diverso dall'altro e quindi non può esistere un unico regime alimentare valido per tutti. Ecco allora spuntare un infinità di proposte. L'alternativa di cui scriviamo é sicuramente innovativa in quanto non si ferma al concetto di calorie assunte ma va ben oltre: il controllo dietetico delle risposte ormonali.

Alla fine degli anni '80 il Dott. Barry Sears (scienziato e medico americano, laureato in biochimica, specializzato nella terapia del tumore e nel controllo dietetico delle risposte ormonali) identificò un regime alimentare ben preciso, definito poi a Zona, che regolasse la fisiologia umana (ovvero l'insieme dei processi chimici e ormonali che avvengono nell'organismo). Secondo questa teoria é proprio l'interazione complessa delle risposte ormonali che gestisce la fisiologia umana e l'alimetazione può guidare queste interazioni nella via giusta: la dieta a zona si prefigge l'obiettivo di controllare per mezzo della dieta i livelli di eicosanoidi, importanti ormoni che fungono da "messaggeri biochimici" per i quali alla loro presenza si attivano o meno determinate funzioni cellulari.

Un esempio classico é che gli eicosanoidi regolano il rilascio dell'insulina nel sangue per cui una loro regolamentazione regola indirettamente il diabete. Altro esempio é che regolano anche il rilascio di testosterone e dell'ormone della crescita. Ogni cellula del nostro corpo é in grado di produrli e per semplicità possiamo affermare che esistono due grandi categorie di questi importantissimi ormoni, defini "buoni" e "cattivi": i primi hanno conseguenze positive per il nostro organismo e quindi sono a noi favorevoli, i secondi possono causare disfunzioni e quindi sono a noi sfavorevoli.

La dieta a Zona, se seguita correttamente, induce la produzione di quelli "buoni" e reprime la sintesi di quelli "cattivi" con il risultato di migliorare molte funzioni del nostro organismo. Essa é concettualmente molto semplice, basta infatti ragionare a livello di ormoni e non di calorie assunte/bruciate, perciò l'effetto ormonale di una caloria di carboidrati é differente dall'effetto ormonale di una caloria di proteine. Sulla base di ciò una precisa quantità di proteine necessaria alla nostra massa muscolare a cui seguono carboidrati e grassi in proporzioni fisse rispetto alle proteine assunte permettono di ottenere una giusta risposta ormonale di eicosanoidi.

Il rapporto individuato dalla dieta a zone prevede di assumere ad ogni pasto carboidrati, proteine e grassi secondo il rapporto 40/30/30. Il passo di partenza é l'individuazione del fabbisogno proteico giornaliero dell'organismo che mantenga e promuova la massa magra del fisico: Sears individua la quantità di apporto proteico di 1-2g per ogn kg di peso corporeo (secondo che si svolga anche attività fisica o meno). Passo successivo é stimare la quantita di carboidrati (prevalentemente frutta e verdura) e grassi (non saturi) che seguano il rapporto 40/30/30 con cui accompagnare i pasti.

La dieta a Zona rapresenta un metodo innovativo e adattabile a ciascuno di noi, che osserva la risposta fisiologica dell'individuo all'assunzione del cibo andando oltre il semplice rapporto calorie assunte-calorie bruciate. Quest'ultimo rapporto, infatti risulta più difficile da stimare e può variare enormemente tra un individuo e l'altro e seguirlo comporta inoltre notevoli sacrifici. Non solo, la dieta a Zona conduce anche alla perdida di grasso e, quindi, di peso ma come effetto indiretto, curandosi principalemte di modulare i livelli di insulina nel sangue e di molti altri aspetti ormonali dando luogo ad un risultato complessivo di benessere fisico sotto molteplici aspetti e quindi anche mentale.



Scritto da Nando Merisi e Franco Spada per Dieta-Dimagrante.com, il portale dedicato alla salute, il benessere e l'abbonanza personale!

sabato 6 dicembre 2008

Donne a rischio infarto perche' abituate al dolore, ecco delle regole di prevenzione per tutti!

Da sempre i problemi cardiovascolari sono stati appannaggio dei soli signori uomini ai quali viene consigliato di stare attenti ai fattori di rischio fin dai 30 anni.
Più fortunate invece le donne che fino all'ingresso nella menopausa sono protette a livello ormonale dalle malattie cardiovascolari. Dopo la menopausa però la situazione è molto rischiosa e si stima che ogni anno il numero delle donne decedute per infarto sia notevolemente superiore a quelle che sviluppano un tumore al seno.

Questo anche perché le donne hanno più familiarità con il dolore e si allarmano meno in presenza dei segnali di allarme che fanno, giustamente, schizzare i signori uomini dal cardiologo.

Quindi sia per uomini che per donne è bene essere consapevoli dei fattori di rischio che possono mettere a repentaglio la salute dell'apparato cardiovascolare. Anche perchè tenere in forma il cuore, le vene e le arterie è la migliore garanzia di prevenire l'invecchiamento e restare giovani più a lungo.

Quali sono i fattori di rischio?

Si parte con il BMI, il body mass index, un numero che viene calcolato in base all'altezza e al peso corporeo. Quando superiore a 25, 30, 40 indica un rischio cardiovascolare rispettivamente lieve, alto, elevato. E' un parametro variabile, un body builder che fa sollevamento pesi infatti avrà un alto BMI pur essendo tutto muscoli e massa magra... Ma in linea di massima se siamo sovrappeso lo sappiamo...

Un numero più preciso viene dato dalla circonferenza corporea. Un giro vita superiore a 102 cm per un uomo e superiore a 88 cm per una donna è un indicatore di rischio cardiovascolare.Facile da calcolare, ovviamente, basta un centimetro.

Ma, attenzione, anche le persone magre possono avere del pericoloso grasso nascosto localizzato a livello addominale: si tratta del grasso viscerale che si annida tra gli organi e anche se non si vede è ancora più pericoloso. Come calcolarlo? Ci sono delle apparecchiature che si usano durante i check up nutrizionali che possono verificare la massa grassa alta ed il grasso viscirale.

Un altro indicatore preoccupante - oltre alla pressione alta - si può trovare nelle analisi del sangue: colesterolo alto, trigliceridi, iperglicemia.... Sintomi che indicano un'alimentazione ricca di zuccheri e grassi, dannosa per il cuore.

Recentemente si è scoperto che il cuore può essere danneggiato anche da un'alimentazione carente di proteine magre. E' vero infatti che le proteine grasse come la carne rossa ed i latticini possono danneggiare l'apparato cardiocircolatorio, ma si è anche visto che una carenza di proteine "giuste" (carni bianche, pesce e proteine della soia) crea un danno al cuore che, essendo un muscolo, ha bisogno di proteine per stare bene. Altrimenti, non funzionando bene i processi rigenerativi cellulari, rischiamo che il nostro cuore si sbrindelli e consumi.

Questo è un rischio che corrono gli sportivi che hanno bisogno di razioni supplementari di proteine dopo l'attività fisica, e anche molte signore che, si sa non amano particolarmente la carne.

Anche una vita sedentaria con scarsa attività fisica è nemica del cuore: Senza massacrarsi in palestra o forzarsi a fare cose che non si amano, basterebbe una passeggiata di 30 minuti al giorno per migliorare di molto la situazione. Cosa che può essere fatta ad ogni età.

In ultimo una vita passata da arrabbiati, stressati, sempre di corsa non agevola la funzionalità cardiaca. Qui solo un corso di gestione del tempo, un'agenda, un elenco di cose da fare e tanti programmi costruttivi per il futuro possono aiutare.

Di tutte queste tematiche parliamo nel dettaglio nel nostro Corso on line di nutrizione e autodifesa alimentare . Un programma di alfabetizzazione nutrizionale che stiamo portando avanti come Personal Wellness Coach. Peccato perderlo!

Quali sono gli integratori che possiamo utilizzare per "nutrire" il cuore?

Innanzitutto, come prescritto anche dai medici e passato dal SSN per chi ha avuto un infarto del miocardio, gli integratori di acidi grassi omega 3 sono i migliori amici dell'apparato cardiovascolare.

Eccellenti perchè senza retrogusto di pesce (arricchiti con timo e menta) sono gli integratori Herbalifeline di herbalife. Basta 1 capsula da assumere 3 volte al giorno ai pasti principali come prevenzione ma anche di più in caso di familiarità con questi problemi omalattia cardiaca conclamata.

Un altro nutriente studiato per il cuore è il niteworks, sviluppato in esclusiva per herbalife dal premio Nobel Lou Ignarro. Questo portentoso integratore, a base di importanti aminoacidi come L-Arginina e L-Citrullina e un potente antiossidante come la Vitamina E, favorisce la produzione naturale dell'ossido nitrico, un gas che naturalmente abbiamo nel nostro corpo e che diminuisce con età, sovrappeso, diabete, cattiva alimentazione e malattie di cuore.

Grazie alla scoperta del valore dell'Ossido Nitrico (NO) per la cura e prevenzione delle malattie cardiovascolari, il Dott. Ignarro - chimico italo americano - si è aggiudicato il premio Nobel per la medicina nel 1998.

Ricapitolando, non solo prevenire, ma sopratutto "nutrire" è meglio che curare!

Con una sana nutrizione cardiovascolare possiamo imparare tutti a volerci più bene e prendere in mano il nostro futuro di benessere.

Scritto da Viviana e Franco Spada per Dieta-Dimagrante.com, il portale dedicato alla salute, il benessere e l'abbonanza personale!

domenica 30 novembre 2008

La dieta per invecchiare bene... e poco!

Invecchiare bene è l'unico modo per vivere a lungo ed una buona dieta è il trucco più importante. Il segreto dell'eterna giovinezza consta di uno stile di vita e un'alimentazione equilibrata. Vivere a lungo non è facile. Il problema principale è come arrivare ad un lungo traguardo in condizioni dignitose. Dunque, un giusto apporto di vitamine e di minerali, un'alimentazione corretta aiuta ad aumentare la vita dell'uomo. La moderna ricerca scientifica ha individuato le regole della longevità: individuazione del giusto apporto di nutrienti, riduzione di calorie, corretta attività fisica e assunzione di antiossidanti.

Abbuffarsi è sbagliato
Per l'organismo è meglio consumare quotidianamente diversi spuntini piuttosto che introdurre pasti abbondanti che forniscono lo stesso numero di calorie. Suddividere le calorie in otto piccoli pasti apporta numerosi vantaggi alla salute. Il corpo presenta delle esigenze diverse a seconda dell'età. Da 0 ai 12 anni i bambini hanno bisogno di molto calcio. Appena nati sono alle prese con la costruzione del loro corpo e il fabbisogno calorico va soddisfatto adeguatamente secondo l'età. Ad un neonato bastano 400 calorie al giorno mentre un bambino di circa tre anni deve assumere 1300 calorie. Dai 13 ai 19 anni l'adolescente ha bisogno di molto ferro in quanto le trasformazioni fisiche sono tantissime. Una dieta ricca e completa di circa 2000 calorie è indispensabile affinché lo sviluppo si compia del tutto. Gli alimenti ideali da assumere durante questa fase sono la car ne rossa, gli ortaggi, le verdure, i legumi, le uova e la frutta. Dai 20 ai 40 anni il fabbisogno di calorie diminuisce dalle 2000 alle 1800 calorie. L'organismo ha bisogno di più vitamine e il corpo impara a utilizzare meglio le calorie grazie alle vitamine coinvolte nel processo vitale. La vitamina E aiuta a mantenersi giovani e tonici mentre la A previene le infezioni. Dai 41 ai 60 anni i nutrizionisti insistono su un maggiore apporto di fibre. Preziose per la loro funzione le vitamine del gruppo B contenute nei cereali integrali, sono ricche di sali minerali. I grassi, invece, sono le sostanze più temute perché contengono colesterolo e minacciano la linea.

Attenzione ai piaceri
Una tazza di caffè rappresenta un desiderio di tutti la cui assunzione si ripete più volte nell'arco della giornata. Ma dopo i 40 anni l'assunzione di caffè tende a eliminare il calcio, alleato prezioso per prevenire l'osteoporosi. Pertanto bisogna ridurre la quantità di caffè ingerito e l'assunzione di alcool che brucia minerali e vitamine. Anche i dolci fuori pasti devono essere evitati.

Scritto da Nando Merisi e Valentina cirillo per Dieta-Dimagrante.com, il portale dedicato alla salute, il benessere e l'abbonanza personale!

giovedì 24 luglio 2008

Dieta macrobiotica

Più che una dieta la macrobiotica è una vera e propria filosofia di vita, da makros e bios, letteralmente lunga, grande vita.

Come la quasi totalità delle grandi filosofie proviene dall'oriente, dove è radicata da almeno 5000 anni.

Niente di nuovo sotto il sole, ma per noi europei ed il resto del mondo questo tipo di alimentazione è nota dai primi del '900 quando George Ohsawa la portò alla ribalta del grande pubblico.

Alimenti base nella cucina macrobiotica sono i cereali, che devono essere non raffinati ed integrali, i grassi, tra i quali sono consentiti il burro di sesamo e l'olio extravergine di oliva (no a burro e margarina), i legumi, la cui acqua di cottura è consigliata come bevanda e le alghe.

Gli alimenti sono classificati in base alla loro componente Yin e Yang. Immaginiamo una scala graduata da 0 a 7, da una parte Yang positivo (da 0 a +7) dall'altra Yin negativo (da 0 a -7), ogni alimento avrà una sua classificazione in base al contenuto Yin e Yang.

Sono Yin i cibi a componente acida, ad esempio latte, yogurt, frutta, tè, spezie. Sono invece Yang gli alimenti con componente alcalina, come la carne, il pesce, pollo, uova, sale.

Tutto ciò che è agli estremi è dannoso ma può essere utilizzato come "medicina" quando è necessario curare uno squilibrio nella componente opposta.

Il concetto è un po' difficile e non facilmente illustrabile in poche righe, per cui si rimanda alle centinaia di pubblicazioni specifiche per un approfondimento più completo.

Occorre evitare tutti i tipi di cibo pesantemente trattati e conservati a livello industriale e le ricette di cucina a base di prodotti troppo lavorati, è necessario utlizzare prodotti quanto più possibile non lavorati e naturali, soprattutto biologici.

E' da eliminare tutto quanto dolcificato con zucchero e miele (crostate, torte, ecc), sono da evitare patate, pomodori, melanzane, latte e latticini in genere.

E' da preferire il consumo di pesce alla carne ed è sconsigliato l'utilizzo di sale comune e/o spezie a favore del solo sale marino naturale.

Un pasto sarà armonico se conterra conterrà il 50% di cereali integrali, il 25% di proteine di cui il 10% di origine animale e il 15% di origine vegetale, il 25% tra verdure (cotte e crude) e frutta.

Per gli utensili da cucina sono consigliati il legno per i mestoli ed il bambù per i cestelli per cottura a vapore. Per le pentole e tegami è da utilizzare l'acciaio inossidabile o la terracotta.

Da evitare gli utensili in alluminio perché andrebbero a modificare le proprietà ed il gusto dei cibi.

Le cotture più indicate sono quella a pressione per cereali e legumi, e quella al vapore per i vegetali, pesce e carne, quelle sconsigliate sono quelle maggiormente elaborate quali sformati, torte salate, sughi grassi ed intingoli vari.

Per maggiori informazioni www.Dieta-Dimagrante.com

sabato 10 maggio 2008

Curare il diabete con sana gestione nutrizionale

Comunicato Stampa

Diabete, una patologia da curare con una sana gestione nutrizionale

A Matera si è svolto un corso di aggiornamento organizzato dall'ADI - Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica. Nuove insuline differenziate e soluzioni nutrizionali articolate rappresentano la nuova frontiera della terapia.

Matera, 10 Maggio 2008


Il diabete affronta le sfide della medicina moderna e la lotta alla più diffusa patologia nei paesi industrializzati si arma di nuovi ritrovati farmacologici di indubbia efficacia; ciò nonostante, la comunità medico scientifica si interroga e concentra i suoi sforzi sulle varie opportunità di prevenzione atte a scongiurare l'insorgere della malattia. E' questo il principale risultato del corso di aggiornamento sulla gestione nutrizionale del paziente diabetico, organizzato dall'ADI - Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica - a Matera il 9 e 10 maggio.

"Una patologia che si manifesta anche come conseguenza a medio-lungo periodo di una cattiva alimentazione non può non tentare di risolversi attraverso la rimozione delle cause che l'hanno determinata" - chiarisce Carmela Bagnato, Responsabile Nutrizione Clinica e Dietetica dell'Ospedale Madonna delle Grazie di Matera, organizzatrice del corso - "Dunque ancor prima di intraprendere un trattamento farmacologico, occorre rivedere le abitudini nutrizionali del paziente. Fortunatamente oggi gli effetti positivi di una sana gestione alimentare possono essere comunque amplificati e prolungati, ove se ne ravvisi il bisogno, da un apporto curativo specifico."

Quasi sempre un calo ponderale, associato ad una nuova cultura nutrizionale, diventa fondamentale per ridurre drasticamente la maggior parte di rischi determinati dagli abusi alimentari: dislipidemie, iperglicemie, iperuricemia oltre, naturalmente, al diabete vero e proprio. I numerosi medici che si sono alternati nelle relazioni hanno fornito le differenti prospettive di studio della vasta problematica: dalle raccomandazioni per la terapia nutrizionale, alla dieta ipoproteica ed allo stile di vita del paziente diabetico.

La ricerca medico scientifica è oggi rivolta all'individuazione di cure sempre più equilibrate ed è prevalentemente orientata verso la produzione di nuove insuline differenziate e di soluzioni nutrizionali capaci di curare il diabete e le complicanze a lungo termine della malattia.

Per informazioni:

ADI - Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica
Sede di Matera

Ospedale "Madonna delle Grazie"
75100 Matera
Tel. 0835.253258

Dott.ssa Carmela Bagnato - Responsabile Nutrizione Clinica e Dietetica

Segreteria Congressuale:

Incongress - Turismo Congressuale e Culturale
Via Don Minzoni, 38 - 75100 Matera
tel. +39 (0835) 337220
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venerdì 11 aprile 2008

Carboidrati, la benzina dell'organismo

Il nome scientifico di quelli che impropriamente chiamiamo "carboidrati" è glucidi. Si tratta di sostanze formate essenzialmente da carbonio ed acqua e contenuti principalmente negli alimenti di origine vegetale. Il valore energetico è abbastanza alto: i carboidrati infatti forniscono in media 4 Kcal per grammo (è il caso dell'amido, contenuto nei cereali) costituendo uno degli elementi più importanti della dieta umana. Vari sono i tipi di carboidrati, classificati in base alla loro struttura chimica. Abbiamo perciò i carboidrati semplici e complessi.

I VARI TIPI DI CARBOIDRATI

I glucidi semplici sono le sostanze che comunemente chiamiamo zuccheri e comprendono monosaccaridi e polisaccaridi. Dal punto di vista nutrizionale, i più importanti sono glucosio, galattosio e fruttosio. Esaminiamoli nel dettaglio.

I monosaccaridi
Glucosio - costituisce la forma in cui deve essere trasformato qualsiasi altro zucchero per poter essere utilizzato dall'organismo umano. Solo il 5% della totalità di carboidrati è rappresentato dal glucosio che circola nel sangue.
Galattosio - è contenuto nel latte ma non vi si trova in forma libera, bensì legato al glucosio.
Fruttosio - è molto abbondante nel miele e nella frutta. Viene metabolizzato dal fegato, che lo trasforma in glucosio.

I polisaccaridi
I polisaccaridi sono formati dall'unione di più monosaccaridi (da 10 unità fino alle migliaia) mediante legami glicosidici. Hanno origine animale (glicogeno) o origine vegetale (amidi e fibre). Analizziamone i più importanti.
Fibre - la più importante è la cellulosa. Il nostro organismo non può trasformarle direttamente in energia ma le fibre sono fondamentali per il nostro benessere poiché regolano l'assorbimento dei nutrienti e difendono l'organismo da diverse patologie. Le fibre sono divisibili in fibre idrosolubili (quando possono essere disciolte in acqua) e non idrosolubili. Le prime riducono la quantità di colesterolo nel sangue, mentre le seconde richiamano liquidi, favorendo l'eliminazione di sostanze dannose.
Glicogeno - è immagazzinato nel fegato e nei muscoli in quanto riserva d'energia. È però presente in quantità molto ridotta negli alimenti, poiché viene quasi totalmente degradato nelle fasi di macellazione degli animali.
Amido - contenuto nei vegetali (principalmente semi e cereali) e nei loro derivati (come la pasta) ma si trova anche in patate dolci, piselli e fagioli. È possibile trovarlo in natura in due forme distinte: amilosio e amilopectina, la quale rende estremamente digeribili gli alimenti.

FUNZIONE DEI CARBOIDRATI

La funzione precipua dei carboidrati è quella energetica. Essi rappresentano infatti la principale fonte energetica, in particolar modo quando sottoponiamo il nostro organismo ad un intenso sforzo fisico. Tuttavia, assolutamente da non trascurare è la loro funzione plastica nella formazione di strutture nervose e acidi nucleici. Una volta trasformati in glucosio, i carboidrati possono prendere tre strade:
  1. Possono essere utilizzati direttamente dalle cellule al fine di produrre energia.
  2. Possono essere trasformati in glicogeno e immagazzinati come riserva energetica in muscoli e nelle riserve epatiche.
  3. Possono essere trasformati in grasso e depositati come tale, se le scorte di glicogeno sono sature.
Qualsiasi componente del nostro organismo necessita di una certa quantità di glucosio. È facile pertanto dedurne l'importanza che i carboidrati svolgono per il benessere del corpo. Persino alcune cellule del sangue utilizzano glucosio come fonte energetica primaria.

ECCESSO DI CARBOIDRATI

Abbiamo visto quanto sia importante assumere regolarmente una certa quantità giornaliera di carboidrati. Ma cosa accade quando tali sostanze sono in eccesso? La dieta dei paesi industrializzati risulta sempre più ricca di grassi (basti pensare alla grande diffusione dei fast food in quasi tutti i Paesi del mondo). Una dieta troppo ricca di grassi può provocare patologie come diabete, carie dentale o persino obesità in forme più o meno gravi.

CARENZA DI CARBOIDRATI

Ma anche una scarsa assunzione di carboidrati è causa di patologie gravi. Recenti studi hanno dimostrato che alla base di varie forme tumorali c'è anche una scarsa assunzione di carboidrati. Lo stesso vale per alcuni casi di ipercolesterolemia, di malattie renali e epatiche. Nei casi più gravi, l'assenza di carboidrati porta il sangue ad acidificarsi (come avviene nel diabetico non curato), cui consegue il coma. Ecco perché è estremamente importante seguire una dieta equilibrata, che preveda un'assunzione bilanciata di carboidrati.

IL PROCESSO DI DIGESTIONE DEI CARBOIDRATI

Il processo di assimilazione dei carboidrati inizia nella bocca, dove diversi enzimi presenti nella saluta inizia a scindere i carboidrati complessi. La digestione prosegue nello stomaco e nel pancreas, ove i succhi pancreatici riducono i polisaccaridi in monosaccaridi.

Per maggiori informazioni: Dieta dimagrante

Cos'è realmente la margarina vegetale?

Cos'è realmente la margarina vegetale?

La margarina vegetale è il prodotto industriale derivato dall'idrogenazione degli acidi grassi insaturi, spesso utilizzato in diverse ricette di cucina. Questo processo trasforma un sostanza organica indispensabile e utile al metabolismo in una sostanza tossica, non più utile e difficilmente eliminabile.

Ciò che rende un acido grasso essenziale al nostro metabolismo è la presenza di un doppio legame tra gli atomi di carbonio della catena principale. Anche per chi non se ne intendesse di chimica, basti sapere che un acido grasso dotato di questo doppio legame è detto "insaturo". Nel momento in cui vi viene aggiunto un atomo di idrogeno alla molecola, questo doppio legame viene meno. Un acido grasso privo di doppio legame è allora detto "saturo".

E' comune trovare sull'etichetta degli alimenti la tabella dei valori nutrizionali ed è altrettanto comune trovare una suddivisione tra i grassi contenuti nel prodotto in saturi ed insaturi. Infatti la distinzione è notevole come è notevole il diverso metabolismo che assumono all'interno del corpo. Gli acidi grassi insaturi sono essenziali al nostro metabolismo, costituiscono le membrane delle cellule da cui dipendono importantissimi scambi tra l'interno e l'esterno delle cellule stesse.

Alcuni tipi di acidi grassi insaturi, gli omega-3 e gli omega-6 non possono essere prodotti dal metabolismo per cui devono essere assunti per mezzo dell'alimentazione. Questi sono tutti acidi grassi naturali famosi per una grande varietà di benefici a cui conducono: contrastano le allergie, anemie, artrite, cancro, candida, depressione, diabete, pelle secca, eczema, affaticamento, problemi cardiaci, infiammazioni, sclerosi multipla, sindrome premestruale (PMS), psoriasi, metabolismo pigro, infezioni virali, ecc.

I grassi saturi sono caratterizzati dall'avere un punto di fusione più elevato, infatti si distinguono facilmente poiché a temperatura ambiente restano solidi come ad esempio il burro, la margarina, il grasso condensato che spesso rimane sul fondo delle padelle ecc. Al contrario, ai nostri occhi, l'olio di oliva è sempre liquido. Questi grassi non esistono in natura e il nostro organismo non sa come comportarsi con loro che agiscono come veleno su reazioni cellulari critiche. Il corpo tenta di usarli come se fossero buoni ma ciò altera il normale apporto di minerali e di altri nutrienti, permettendo ai microbi e ai composti chimici tossici di entrare nelle cellule più facilmente. Risultato: accumulo dei grassi nel sangue, cellule indebolite, limitate funzioni organiche, sistema immunitario esaurito.

La margarina viene prodotta aggiungendo atomi di idrogeno alle molecole di acidi grassi di origine naturale per renderle più saturate, elevando il punto di fusione del grasso, in modo che rimanga solido a temperatura ambiente. Questo processo, chiamato appunto idrogenazione, richiede la presenza di un catalizzatore metallico e temperature di circa 260°C. L'idrogenazione è diventata popolare in America perché questo grasso non si degrada o diventa rancido così velocemente come gli oli naturali e pertanto ha una conservazione maggiore.

Si potrebbe lasciare un pezzo di margarina sul tavolo per anni e vedere che non sarà stato intaccato da larve, insetti o roditori. La margarina è un non-cibo! In confronto anche il burro è un grasso saturo e contiene residui ormonali e pesticidi ma è un alimento completo e sicuramente è migliore dei grassi idrogenati o parzialmente idrogenati.

Per maggiori informazioni: Ricette di cucina

lunedì 11 febbraio 2008

Dieta: carboidrati, la benzina dell'organismo

Il nome scientifico di quelli che impropriamente chiamiamo "carboidrati" è glucidi. Si tratta di sostanze formate essenzialmente da carbonio ed acqua e contenuti principalmente negli alimenti di origine vegetale. Il valore energetico è abbastanza alto: i carboidrati infatti forniscono in media 4 Kcal per grammo (è il caso dell'amido, contenuto nei cereali) costituendo uno degli elementi più importanti della dieta umana. Vari sono i tipi di carboidrati, classificati in base alla loro struttura chimica. Abbiamo perciò i carboidrati semplici e complessi.

I VARI TIPI DI CARBOIDRATI

I glucidi semplici sono le sostanze che comunemente chiamiamo zuccheri e comprendono monosaccaridi e polisaccaridi. Dal punto di vista nutrizionale, i più importanti sono glucosio, galattosio e fruttosio. Esaminiamoli nel dettaglio.

I monosaccaridi
Glucosio - costituisce la forma in cui deve essere trasformato qualsiasi altro zucchero per poter essere utilizzato dall'organismo umano. Solo il 5% della totalità di carboidrati è rappresentato dal glucosio che circola nel sangue.
Galattosio - è contenuto nel latte ma non vi si trova in forma libera, bensì legato al glucosio.
Fruttosio - è molto abbondante nel miele e nella frutta. Viene metabolizzato dal fegato, che lo trasforma in glucosio.

I polisaccaridi
I polisaccaridi sono formati dall'unione di più monosaccaridi (da 10 unità fino alle migliaia) mediante legami glicosidici. Hanno origine animale (glicogeno) o origine vegetale (amidi e fibre). Analizziamone i più importanti.
Fibre - la più importante è la cellulosa. Il nostro organismo non può trasformarle direttamente in energia ma le fibre sono fondamentali per il nostro benessere poiché regolano l'assorbimento dei nutrienti e difendono l'organismo da diverse patologie. Le fibre sono divisibili in fibre idrosolubili (quando possono essere disciolte in acqua) e non idrosolubili. Le prime riducono la quantità di colesterolo nel sangue, mentre le seconde richiamano liquidi, favorendo l'eliminazione di sostanze dannose.
Glicogeno - è immagazzinato nel fegato e nei muscoli in quanto riserva d'energia. È però presente in quantità molto ridotta negli alimenti, poiché viene quasi totalmente degradato nelle fasi di macellazione degli animali.
Amido - contenuto nei vegetali (principalmente semi e cereali) e nei loro derivati (come la pasta) ma si trova anche in patate dolci, piselli e fagioli. È possibile trovarlo in natura in due forme distinte: amilosio e amilopectina, la quale rende estremamente digeribili gli alimenti.

FUNZIONE DEI CARBOIDRATI

La funzione precipua dei carboidrati è quella energetica. Essi rappresentano infatti la principale fonte energetica, in particolar modo quando sottoponiamo il nostro organismo ad un intenso sforzo fisico. Tuttavia, assolutamente da non trascurare è la loro funzione plastica nella formazione di strutture nervose e acidi nucleici. Una volta trasformati in glucosio, i carboidrati possono prendere tre strade:
  1. Possono essere utilizzati direttamente dalle cellule al fine di produrre energia.
  2. Possono essere trasformati in glicogeno e immagazzinati come riserva energetica in muscoli e nelle riserve epatiche.
  3. Possono essere trasformati in grasso e depositati come tale, se le scorte di glicogeno sono sature.
Qualsiasi componente del nostro organismo necessita di una certa quantità di glucosio. È facile pertanto dedurne l'importanza che i carboidrati svolgono per il benessere del corpo. Persino alcune cellule del sangue utilizzano glucosio come fonte energetica primaria.

ECCESSO DI CARBOIDRATI

Abbiamo visto quanto sia importante assumere regolarmente una certa quantità giornaliera di carboidrati. Ma cosa accade quando tali sostanze sono in eccesso? La dieta dei paesi industrializzati risulta sempre più ricca di grassi (basti pensare alla grande diffusione dei fast food in quasi tutti i Paesi del mondo). Una dieta troppo ricca di grassi può provocare patologie come diabete, carie dentale o persino obesità in forme più o meno gravi.

CARENZA DI CARBOIDRATI

Ma anche una scarsa assunzione di carboidrati è causa di patologie gravi. Recenti studi hanno dimostrato che alla base di varie forme tumorali c'è anche una scarsa assunzione di carboidrati. Lo stesso vale per alcuni casi di ipercolesterolemia, di malattie renali e epatiche. Nei casi più gravi, l'assenza di carboidrati porta il sangue ad acidificarsi (come avviene nel diabetico non curato), cui consegue il coma. Ecco perché è estremamente importante seguire una dieta equilibrata, che preveda un'assunzione bilanciata di carboidrati.

IL PROCESSO DI DIGESTIONE DEI CARBOIDRATI

Il processo di assimilazione dei carboidrati inizia nella bocca, dove diversi enzimi presenti nella saluta inizia a scindere i carboidrati complessi. La digestione prosegue nello stomaco e nel pancreas, ove i succhi pancreatici riducono i polisaccaridi in monosaccaridi.


martedì 11 dicembre 2007

Alimentazione: carboidrati, la benzina dell'organismo

Carboidrati, la benzina dell'organismo

Il nome scientifico di quelli che impropriamente chiamiamo "carboidrati" è glucidi. Si tratta di sostanze formate essenzialmente da carbonio ed acqua e contenuti principalmente negli alimenti di origine vegetale. Il valore energetico è abbastanza alto: i carboidrati infatti forniscono in media 4 Kcal per grammo (è il caso dell'amido, contenuto nei cereali) costituendo uno degli elementi più importanti della dieta umana. Vari sono i tipi di carboidrati, classificati in base alla loro struttura chimica. Abbiamo perciò i carboidrati semplici e complessi.

I VARI TIPI DI CARBOIDRATI

I glucidi semplici sono le sostanze che comunemente chiamiamo zuccheri e comprendono monosaccaridi e polisaccaridi. Dal punto di vista nutrizionale, i più importanti sono glucosio, galattosio e fruttosio. Esaminiamoli nel dettaglio.

I monosaccaridi
Glucosio - costituisce la forma in cui deve essere trasformato qualsiasi altro zucchero per poter essere utilizzato dall'organismo umano. Solo il 5% della totalità di carboidrati è rappresentato dal glucosio che circola nel sangue.
Galattosio - è contenuto nel latte ma non vi si trova in forma libera, bensì legato al glucosio.
Fruttosio - è molto abbondante nel miele e nella frutta. Viene metabolizzato dal fegato, che lo trasforma in glucosio.

I polisaccaridi
I polisaccaridi sono formati dall'unione di più monosaccaridi (da 10 unità fino alle migliaia) mediante legami glicosidici. Hanno origine animale (glicogeno) o origine vegetale (amidi e fibre). Analizziamone i più importanti.
Fibre - la più importante è la cellulosa. Il nostro organismo non può trasformarle direttamente in energia ma le fibre sono fondamentali per il nostro benessere poiché regolano l'assorbimento dei nutrienti e difendono l'organismo da diverse patologie. Le fibre sono divisibili in fibre idrosolubili (quando possono essere disciolte in acqua) e non idrosolubili. Le prime riducono la quantità di colesterolo nel sangue, mentre le seconde richiamano liquidi, favorendo l'eliminazione di sostanze dannose.
Glicogeno - è immagazzinato nel fegato e nei muscoli in quanto riserva d'energia. È però presente in quantità molto ridotta negli alimenti, poiché viene quasi totalmente degradato nelle fasi di macellazione degli animali.
Amido - contenuto nei vegetali (principalmente semi e cereali) e nei loro derivati (come la pasta) ma si trova anche in patate dolci, piselli e fagioli. È possibile trovarlo in natura in due forme distinte: amilosio e amilopectina, la quale rende estremamente digeribili gli alimenti.

FUNZIONE DEI CARBOIDRATI

La funzione precipua dei carboidrati è quella energetica. Essi rappresentano infatti la principale fonte energetica, in particolar modo quando sottoponiamo il nostro organismo ad un intenso sforzo fisico. Tuttavia, assolutamente da non trascurare è la loro funzione plastica nella formazione di strutture nervose e acidi nucleici. Una volta trasformati in glucosio, i carboidrati possono prendere tre strade:
  1. Possono essere utilizzati direttamente dalle cellule al fine di produrre energia.
  2. Possono essere trasformati in glicogeno e immagazzinati come riserva energetica in muscoli e nelle riserve epatiche.
  3. Possono essere trasformati in grasso e depositati come tale, se le scorte di glicogeno sono sature.
Qualsiasi componente del nostro organismo necessita di una certa quantità di glucosio. È facile pertanto dedurne l'importanza che i carboidrati svolgono per il benessere del corpo. Persino alcune cellule del sangue utilizzano glucosio come fonte energetica primaria.

ECCESSO DI CARBOIDRATI

Abbiamo visto quanto sia importante assumere regolarmente una certa quantità giornaliera di carboidrati. Ma cosa accade quando tali sostanze sono in eccesso? La dieta dei paesi industrializzati risulta sempre più ricca di grassi (basti pensare alla grande diffusione dei fast food in quasi tutti i Paesi del mondo). Una dieta troppo ricca di grassi può provocare patologie come diabete, carie dentale o persino obesità in forme più o meno gravi.

CARENZA DI CARBOIDRATI

Ma anche una scarsa assunzione di carboidrati è causa di patologie gravi. Recenti studi hanno dimostrato che alla base di varie forme tumorali c'è anche una scarsa assunzione di carboidrati. Lo stesso vale per alcuni casi di ipercolesterolemia, di malattie renali e epatiche. Nei casi più gravi, l'assenza di carboidrati porta il sangue ad acidificarsi (come avviene nel diabetico non curato), cui consegue il coma. Ecco perché è estremamente importante seguire una dieta equilibrata, che preveda un'assunzione bilanciata di carboidrati.

IL PROCESSO DI DIGESTIONE DEI CARBOIDRATI

Il processo di assimilazione dei carboidrati inizia nella bocca, dove diversi enzimi presenti nella saluta inizia a scindere i carboidrati complessi. La digestione prosegue nello stomaco e nel pancreas, ove i succhi pancreatici riducono i polisaccaridi in monosaccaridi.


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