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giovedì 26 dicembre 2019

Roma Tre sbarca a Dubai con MOON, la casa progettata per la Luna

MOON LA CASA DEL FUTURO DI ROMA TRE SBARCA A DUBAI. 
UNICA UNIVERSITÀ ITALIANA AL SOLAR DECATHLON.


·    Dopo la vittoria nel 2014, Roma Tre - unico ateneo italiano selezionato per Dubai - partecipa per la terza volta al Solar Decathlon, la competizione mondiale per la casa del futuro in programma nel 2020. 

·   MOON non inquina, resiste al clima più impervio, è autosufficiente in fatto di acqua, energia elettrica e sistema fognario


Dubai, dicembre - Non inquina, è capace di resistere alle condizioni climatiche più impervie, è completamente autosufficiente in fatto di acqua, energia elettrica e sistema fognario. E' Moon, la casa progettata per la Luna che sorgerà a Dubai grazie al team dell'Università degli studi Roma Tre in gara al Solar Decathlon. In programma questa volta negli Emirati Arabi ad ottobre 2020 in contemporanea con l'Expo, il Solar Decathlon è una competizione nella quale università di tutto il mondo si sfidano nella progettazione e costruzione della casa del futuro. 

Un progetto, quello di Roma Tre, che sicuramente darà del filo da torcere anche in questa edizione ai concorrenti a scorrere il palmarès dell'Ateneo capitolino: nel 2012 si è aggiudicato il terzo posto a Madrid, nel 2014 l'oro a Versailles strappando un primato raggiunto da sole altre due o tre università nel mondo, ovvero due podi in due edizioni europee ed in questa edizione è unico ateneo italiano in gara. 

 "Abbiamo accettato di nuovo la sfida e rappresenteremo la ricerca e l'innovazione italiana all'Expo di Dubai. Questa volta, vogliamo la Luna", ha dichiarato la coordinatrice del progetto Chiara Tonelli unico ateneo italiano in gara.

Il nuovo progetto infatti si chiama MOON, proprio come il satellite che influenza le maree e il clima e che ha sempre rappresentato per l'uomo il sogno verso l'irraggiungibile, l'aspirazione verso il futuro. 

Un nome evocativo, quello scelto per il progetto di Roma Tre, che allude anche al tema "connectingworlds", ovvero al viaggio che il team ha intrapreso e che porterà a Dubai professori, ricercatori e studenti dell'università a novembre 2020, quando la casa verrà costruita nel Solar Hai, il villaggio solare dell'Expo.
  
"Si tratta di una casa pensata per un clima ostile, caldo e umidissimo, come quello di Dubai, che vediamo come un mondo nuovo da esplorare e comprendere. Ci piace pensarci - continua Chiara Tonelli - come degli astronauti in partenza per un nuovo pianeta, un luogo dove immaginare nuovi quartieri in chiave sostenibile e a misura d'uomo, grazie alle più avanzate tecnologie".

Il prototipo in gara sarà una delle cellule abitative del più ampio insediamento urbano concepito e conterrà tutte le sinergie e le innovazioni principali del progetto. Il concept urbano valorizza le risorse locali, ottimizzando le strategie energetiche passive ed attive, densificando e incentivando la mobilità sostenibile e condivisa, come strumenti di riduzione delle emissioni nocive e attivatori di sostenibilità. Il quartiere MOON è ad energia solare, è off-grid (scollegato dalla rete) energetico, idrico, fognario ed è insediabile anche in contesti non urbanizzati, incentivando reti urbane e integrazione sociale con l'insediamento di due utenze prevalenti: temporary users e middle class local users.

Il progetto è ad energia solare e prevede da un lato l'utilizzo di un sistema fotovoltaico bianco – così da integrarsi bene ai diversi contesti urbani preesistenti - per alimentare gli edifici e i veicoli elettrici in sharingnel quartiere. L'involucro esterno della casa, agendo da facciata ventilata, è realizzato con un materiale riflettente e bianco, in grado di proteggere l'interno dall'imponete escursione termica e di purificare l'aria circostante attraverso un processo di fotocatalisi.

Il sistema delle acque è a ciclo chiuso e, grazie a advanced oxidation processes, è in grado di sterilizzarecompletamente le acque reflue per essere riutilizzate come potabili, proprio come nelle navicelle spaziali. 

Il team ha poco più di un anno per progettare, testare e trasportare il prototipo sul campo di gara che sarà, non solo uno spazio di confronto e competizione con gli altri team, ma soprattutto un terreno di ricerca per testare l'efficienza della casa e ipotizzarne la diffusione in nuovi quartieri adatti ai climi estremi e a impatto zero. 


QUI DI SEGUITO GLI ATENEI SELEZIONATI QUEST'ANNO:

1. South China University of Technology 
2. University of Bahrain 
3. Roma Tre University 
4. University of Maryland 
5. Al Ghurair University 
6. American University in RAK 
7. University of Sharjah 
8. Herriot Watt 
9. Manipal University 
10. Effat University 
11. Khalifa University 
12. British University in Dubai 
13. University of Ontario Institute of Technology 
14. New York University Abu Dhabi 
15. National Taiwan University of Science and Technology 
16. Moulay Ismail University 
17. Ajman University 
18. United Arab Emirates University 
19. Higher colleges of Technology  


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sabato 30 settembre 2017

Da Molino Vigevano: con prima tappa a Dubai, torna Elementi, la gara di Molino Vigevano per eleggere il miglior pizzaiolo professionista; prossima tappa sarà Milano

Torna "ELEMENTI, I VOLTI DELL'IMPASTO":aspettando Milano, il tour fa la sua prima tappa internazionale a Dubai  

Si è conclusa la prima tappa della nuova edizione di "Elementi, i volti dell'impasto". 

La competizione, ideata da Molino Vigevano, per eleggere il migliore pizzaiolo ha oltrepassato i confini nazionali fino ad arrivare negli Emirati Arabi, dove i 'professionisti della pizza' si sono sfidati a Dubai.

Milano, 29 settembre 2017 – Dopo il successo della scorsa edizione, la gara "Elementi, i volti dell'impasto", creata da Molino Vigevano per eleggere il miglior pizzaiolo professionista, torna anche quest'anno ma con una prima tappa internazionale: Dubai.

Con l'obiettivo di unire la cultura del prodotto e della materia prima di qualità al divertimento e alla professionalità, il tour "Elementi" ha avuto infatti come prima tappa dell'edizione 2017 la città di Dubainell'ambito di Master of Pizza, il campionato degli Emirati Arabi interamente dedicato alla pizza. La competizione, che porta la firma del brand del Gruppo Lo Conte dedicato al segmento delle farine per preparazioni dolci e salate ad uso professionale e casalingo, si è svolta nell'ambito dello Speciality Food Festival Week, la più importante manifestazione food & beverage di tutto il Medio Oriente, tenutasi in questi giorni presso il Dubai World Trade Center. 

La tappa di "Elementi" di Dubai ha coinvolto professionisti provenienti da Filippine, India, Turchia e Singapore, ma anche italiani che vivono in Medio Oriente. A capo della giuria, il pizzaiolo napoletano Guglielmo Vuolo, 5 volte 3 spicchi Gambero Rosso. Ipartecipanti si sono sfidati nelle tre prove canoniche della competizione: durante la prima prova, è stato chiesto ai concorrenti di riconoscere attraverso i sensi le caratteristiche di forza, idratazione e lievitazione di tre impasti, mentre nella prova di "blind tasting" i partecipanti, bendati, hanno dovuto indicare la tipologia di farina, di olio e di mozzarella presenti nel piatto. I concorrenti si sono infine sfidati nella terza e ultima prova, quella creativa, farcendo una pizzacon gli ingredienti selezionati da un ospite d'eccezione, lo chef stellato Heinz Back.

"Portare Elementi al Master of Pizza di Dubai è stata la prima occasione per far conoscere anche fuori dal nostro paese un eventoche abbiamo ideato con l'obiettivo di fare cultura sul 'piatto italiano' più famoso nel mondo, un format esclusivo capace di uniredivertimento, formazione e momenti ludici a veri e propri momenti di cultura sulla pizza, su tutti quegli elementi e materie prime che rendono possibile ottenere un prodotto di alta qualità, su tempi di lievitazione e di cottura", spiega Fabrizio Lo Conte, amministratore delegato di Molino Vigevano.

La prossima tappa del tour sarà quella di Milano, in programma il 13novembre, alla quale parteciperà anche il vincitore della tappa di Dubai, Edoardo Di Libero, giovanissimo pizzaiolo campano, da qualche mese trasferitosi negli Emirati Arabi, che si è aggiudicato un biglietto aereo per Milano e l'accesso diretto all'ultima prova di Elementi 2017 per contendersi il titolo con i professionisti italiani. 


Gruppo Lo Conte
Il Gruppo Lo Conte è leader in Italia nella produzione di farine speciali e preparazioni per dolci. Con il brand Le Farine Magiche, nato nel 1980 e simbolo dello spirito innovatore del Gruppo, la linea di prodotti Decorì, dedicata alle preparazioni dolci, e Molino Vigevano, storico marchio di farine speciali per uso casalingo e professionale, il Gruppo Lo Conte è oggi il 4° top player del mercato italiano delle farine e il primo del settore farine speciali e miste. Con un'offerta che comprende oltre 350 referenze tra farine speciali, miscele di farine, ingredienti, accessori e decorazioni per la preparazione di dolci, grazie anche al continuo investimento nella ricerca e nello sviluppo, il Gruppo è considerato oggi tra le aziende italiane più innovative. 


giovedì 28 settembre 2017

Expo 2020, Dubai: corsa all’accaparramento dei 3 miliardi di dollari nei settori del Real Estate e dei servizi per 665 aziende italiane

Thomas Paoletti
Milano, 28 settembre 2017 – La prossima Esposizione Universale sbarcherà per la prima volta in Medio Oriente, a Dubai, e si stima accoglierà 25 milioni di visitatori, di cui il 70% provenienti dall'estero.  

La nuova edizione di Expo, dal titolo Connecting minds, creating the future, inaugurerà il 20 ottobre del 2020 e si protrarrà fino al 10 aprile 2021. 

L'evento darà anche ufficialmente il via ai festeggiamenti per il Giubileo d'oro degli EAU e sancirà l’inizio di una visione futurista e sostenibile, dettando le linee guida in materia di sviluppo ecosostenibile per i decenni a venire.

Ma questo nuovo corso non si concluderà alla fine di Expo e le infrastrutture costruite per la manifestazione continueranno a svilupparsi e a generare interesse anche dopo l’evento, con strutture museali, silicon valley per sviluppo tecnologico, ecc. 

Molti di questi progetti per la creazione di infrastrutture hanno già ricevuto premi e riconoscimenti, mentre ben 11 miliardi di AED (Dirham degli Emirati Arabi Uniti, equivalenti a circa 3 miliardi di dollari), di cui 360 milioni AED destinati non al real estate ma ad altri servizi (food & beverage, servizi vari), sono in attesa di essere appaltati, così come lo sviluppo di ben 5000 prodotti marchiati Expo2020 (cappellini, penne, magliette, etc.), il tutto entro dicembre 2017.

“Gli italiani si stanno dando da fare per accaparrarsi gli appalti: attualmente sul portale Expo(https://esource.expo2020dubai.ae), unico canale attraverso il quale è possibile partecipare ed essere informati sui bandi di gara, risultano registrate ben 665 aziende italiane, non necessariamente domiciliate in UAE, di cui ben 370 SMEs (Small and Medium-sized Enterprises). È  la quota maggiore di aziende registrate ad oggi per nazionalità. Il 13% sono nel manifatturiero e  il 37% nei servizi”, sostiene Thomas Paoletti, titolare e Managing Partner dello  Studio Paoletti Legal Consultant con sede proprio negli Emirati Arabi Uniti, dove si occupa, assieme a un team di professionisti, di assistere le imprese italiane in materia di investimenti all'estero e in fase di internazionalizzazione in Medio Oriente.

Il restante 50% sono aziende del settore real-estate e costruzioni, che continua ad essere senz’ombra di dubbio quello prioritario: è questo infatti il comparto ove c’è ancora maggior bisogno di coinvolgere aziende qualificate e tecnologicamente avanzate. 

“È importante però sottolineare che le società di costruzioni che vinceranno la gara, dovranno avere licenza su suolo UAE per poter operare con manodopera locale, mentre per tutte le altre società fornitrici, o di erogazione di servizi (cibo, logistica, etc. ), non sarà necessario avere licenze in UAE, in via eccezionale e limitata per la sola durata dell’evento”, prosegue Paoletti.

Il sito su cui sorgerà la manifestazione è un nuovo quartiere fieristico, il Dubai Trade Center – Jebel ʿAlī, una vasta area da 400 ettari adiacente al nuovo Aeroporto Internazionale Āl Maktūm, a circa metà strada tra Dubai e Abu Dhabi. 

Al centro la piazza Al Wasl, denominata con l'antico nome di Dubai, il cui significato è "la connessione", da cui si dipanano, come tre grandi petali, le tre aree tematiche della manifestazione: Opportunità, Sostenibilità e Mobilità. 

“Il progetto Expo2020 prevede la creazione di una vera e propria città, che dunque necessita di ogni servizio, infrastruttura e logistica”, conclude Thomas Paoletti. 

“L’ambizione dell’emirato è quella di trasformarsi nella metropoli più sostenibile del globo. Per perseguire questo obiettivo, in vista di Expo, la città si sta dotando di una serie di apparati a elevata strategia green per la mobilità: i viali all’interno di tutta l’area saranno ricoperti di materiale fotovoltaico per soddisfare il 50% del fabbisogno elettrico del sito espositivo e i trasporti saranno gestiti attraverso cabinovia e autobus a zero emissioni”, conclude l’avvocato.

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