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venerdì 30 gennaio 2015

Comunicato Stampa: Studio Intel Security su consumerizzazione dell'IT e BYOD

Consumer o aziendale? Per i lavoratori Italiani non ci sono differenze

 

Uno studio Intel Security rivela le aspettative dei professionisti italiani in merito ai dispositivi per collegarsi a internet per lavoro o per la vita provata e fornisce suggerimenti per affrontare i fenomeni della consumerizzazione dell’IT e del BYOD nel modo più sicuro

 

 

Milano, 30 gennaio 2015. Intel Security, ha rilasciato oggi i risultati dello studio “Consumerization of the Workforce” che prende in esame le opinioni e gli atteggiamenti di oltre 2500 professionisti a livello globale, di cui 200 in Italia, in merito all’impatto della tecnologia sulle attività lavorative e sul luogo di lavoro. Lo studio ha rilevato come la stragrande maggioranza degli intervistati non solo compie qualche forma di lavoro sui propri dispositivi personali, ma che allo stesso modo fa un utilizzo personale del computer e dei dispositivi mobili aziendali per leggere e inviare email, visitare i social media, fare shopping online, ecc.

 

Dal punto di vista della sicurezza, questo significa che qualsiasi comportamento rischioso i dipendenti tengano quando sono online, lo stesso può avere ripercussioni negative anche per i datori di lavoro. Inoltre, utilizzando i propri dispositivi personali per lavorare, i dipendenti espongono al rischio i dati aziendali, nel caso in cui si tratti di strumenti non adeguatamente protetti.

 

La tecnologia utilizzata nella vita quotidiana ha un'influenza notevole sulle esigenze in termini di tecnologia che i professionisti si aspettano di utilizzare al lavoro. In particolare, se si pensa alla collaborazione intuitiva e alla maggiore produttività consentite dall’utilizzo di smartphone e di strumenti via Cloud, i dipendenti vogliono oggi essere in grado di creare, consumare e condividere i dati senza restrizioni su una vasta gamma di dispositivi e ambienti.

 

Non solo i comportamenti dei dipendenti online cambiano continuamente, anche i dispositivi connessi sono in costante evoluzione, per questo è sempre più importante, se non obbligatorio, per le organizzazioni IT considerare la consumerizzazione della forza lavoro con un approccio incentrato sulle esigenze dell’utente che include una sicurezza pensata per il Bring Your Own Device (BYOD), e non solo.

 

I dati globali dell'indagine, condotta da MSI Research per conto di Intel Security dicono che:

        Oltre i tre quarti degli intervistati (78%) utilizzano i propri dispositivi personali per attività lavorative.

        Un numero ancora maggiore (79%) svolge attività personali online sui dispositivi aziendali

        Il 40% dei dipendenti lavora da casa o "ovunque" si trovi.

        Il 65% degli intervistati ritiene che il dipartimento IT sia responsabile della protezione dei dati personali sul dispositivo aziendale.

        Il 77% degli intervistati si sente molto fiducioso e convinto che il proprio datore di lavoro stia prendendo le misure necessarie per proteggere tutti i dati importanti.

        Il 61% di attività effettuate sul posto di lavoro sono personali, confidenziali o private.

 

In Italia la ricerca ha evidenziato alcuni trend caratteristici:

 

Dispositivi personali o aziendali? Non c’è differenza

        Il 72% dei professionisti italiani ammette di collegarsi a internet da casa almeno una volta al giorno per motivi di lavoro

o   la maggior parte (63%) lo fa con un computer portatile, il 37% utilizza uno smartphone e il 34% un tablet.

        Il 70% dei professionisti prevede che la propria azienda consentirà l'uso di più dispositivi personali anche “indossabili” sul posto di lavoro.

        L’86% dei professionisti italiani porta e utilizza dispositivi personali al lavoro.

o   Il 72% porta il proprio smartphone, il 32% un computer portatile e il 32% un tablet.

        Il 79% dei professionisti italiani ammette di utilizzare il proprio dispositivo aziendale per uso personale.

o   Il 78% lo utilizza per la lettura e l'invio di email personali, il 32% lo usa per svolgere operazioni bancarie e il 27% per lo shopping online.

        Due intervistati su tre ritengono che il loro lavoro sia più facile disponendo di più dispositivi connessi.

        Il 62% pensa che la propria azienda stia favorendo i dipendenti offrendo loro la possibilità di lavorare da dove desiderano.

        Il 42% dei professionisti italiani ritiene che l'ufficio sia ancora l'ambiente di lavoro ideale, seguito dall’abitazione (14%) o da qualsiasi altro luogo (24%).

o   il 21% dei professionisti italiani preferisce poter avere la scelta tra una combinazione di posizioni diverse.

 

Gli Italiani si sentono al sicuro

        Il 68% dei professionisti italiani è convinto che il proprio datore di lavoro stia prendendo le misure necessarie per proteggere tutti i dati importanti.

        Per quasi due terzi (64%) degli intervistati più della metà delle attività effettuate sul posto di lavoro sono personali, confidenziali o private.

        Il 76% pensa che l’azienda sia responsabile della protezione dei dati personali conservati sui dispositivi aziendali.

        Il 63% pensa che la propria azienda stia proteggendo nel modo opportuno la propria identità e i dati.

        La maggior parte dei professionisti italiani (54%) è preoccupata della sicurezza dei propri dati quando si trova al lavoro.

o   Quando si esce dall'ufficio, poi, questa percentuale è ancor più elevata (62%)

        Più di un intervistato su tre (36%) ha ammesso di connettersi a internet con il portatile aziendale tramite Wi-Fi anche se non ha la certezza che sia sicuro.

 

“La maggior parte degli utenti di telefonia mobile in genere non si occupa di gestire la sicurezza dei propri dispositivi”, commenta Ferdinando Torazzi, regional director enterprise & endpoint Italy & Greece di Intel Security. “Il loro primo pensiero è comunicare e fare business. Ed è per mancanza di consapevolezza che il più delle volte sono gli utenti stessi a esporre le aziende al rischio”.

 

“Se pensiamo poi al numero sempre più esteso di applicazioni disponibili di cui non tutte sono necessariamente progettate con funzioni di sicurezza, anche le app diventano un facile punto d’ingresso per exploit, malware e furto di dati,” aggiunge Torazzi. “Un'altra grande preoccupazione, infine, arriva dal Cloud, tramite l’utilizzo di account cloud come Dropbox per  i documenti aziendali, o l’inoltro di email aziendali accedendo alla propria webmail personale, con smartphone e tablet non protetti su hotspot Wi-Fi non sicuri”.

 

Gli esperti di sicurezza di Intel Security suggeriscono come prima cosa di sviluppare e comunicare chiaramente ai propri collaboratori una policy per l’utilizzo dei dispositivi mobile che indichi il modo giusto per utilizzare i dispositivi personali sul lavoro e quelli aziendali per le attività personali e assicurarsi che tali policy siano aggiornate costantemente per essere in linea con il mutamento delle esigenze. Le policy dovrebbero prevedere quanto segue:

 

·         Utilizzo accettabile a casa e lavoro

·         Chi è idoneo per il BYOD

·         Quali sono i dispositivi autorizzati al BYOD

·         A quali siti web o servizi cloud è consentito l’accesso per motivi di lavoro

·         Whitelist e blacklist di applicazioni che i dipendenti possono utilizzare

·         Conseguenze e responsabilità per chi non rispetta le policy

 

 

Risorse:

·         Le linee guida Intel Security per la realizzazione di policy efficaci per il BYOD: http://www.mcafee.com/us/resources/solution-briefs/sb-byod-mobile.pdf

 

 

A proposito dello studio

Nel novembre 2014 MSI Research ha condotto uno sondaggio online  per conto di Intel Security coinvolgendo a livello globale più di 2.500 dirigenti, altro personale e professionisti, a proposito del futuro della tecnologia nel mondo del lavoro. Le interviste sono state effettuate tra novembre e dicembre 2014 in 12 paesi: Stati Uniti, Canada, Spagna, Regno Unito, Germania, Italia, Francia, Paesi Bassi, Giappone, India, Brasile, Messico e Italia, dove hanno partecipato al sondaggi 200 professionisti.

 

 

 

Informazioni su Intel Security

McAfee è ora parte Intel Security. Con la propria strategia Security Connected, l’approccio innovativo alla sicurezza potenziata dall’hardware e l’ineguagliato servizio Global Threat Intelligence, Intel Security è impegnata senza sosta nello sviluppo di soluzioni e servizi di sicurezza proattiva comprovati che proteggono sistemi, reti e dispositivi portatili per l’utilizzo aziendale e personale a livello mondiale. Intel Security combina l’esperienza e la competenza di McAfee con l’innovazione e le prestazioni comprovate di Intel per rendere la sicurezza un ingrediente essenziale di ogni architettura e di ogni piattaforma di elaborazione. La missione di Intel Security è di assicurare a chiunque la tranquillità di vivere e lavorare in modo sicuro e protetto nel mondo digital odierno. www.intelsecurity.com.

 

Per informazioni:

Ufficio Stampa

McAfee

Tel.: 02/55.41.71

Fax: 02/55.41.79.00

 

 

Benedetta Campana, Tania Acerbi

Prima Pagina Comunicazione

Tel.: 02/91339820

e-mail: benedetta@primapagina.it, tania@primapagina.it

 

 

L'Italia e le armi chimiche: dalla storia all'attualità in Medio Oriente


UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MILANO
SOCIETA' CHIMICA ITALIANA- sezione Lombardia, Gruppo di lavoro Etica e Chimica

L'Italia e le Armi Chimiche tra Storia e Attualità
dalla Prima Guerra Mondiale 1915-1918 alla Convenzione di Parigi del 1993


Lunedì 2 FEBBRAIO 2015 – ore 14.00
Aula V1 – Città Studi, Università degli Studi di Milano, via Venezian 15 – Milano
ingresso libero

La recente vicenda delle Armi Chimiche siriane e l'attribuzione del Premio Nobel per la Pace 2013 all'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche hanno suscitato da parte dell'opinione pubblica un crescente interesse, al quale le iniziative organizzate, in alcune Università italiane, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dalla Società Chimica Italiana hanno dato risposta.

L'appuntamento milanese si propone di analizzare l'atteggiamento dell'Italia nei confronti delle Armi Chimiche, dalla guerra mondiale degli anni 1915-1918 fino alla Convenzione di Parigi del 1993 e alla sua attuazione (la distruzione degli arsenali e il controllo della produzione e della diffusione di composti chimici ad elevata pericolosità).

La situazione attuale, che ha visto il coinvolgimento attivo dell'Italia nel percorso di distruzione dell'arsenale chimico siriano, sarà esaminata e discussa anche alla luce degli ultimi sviluppi in Medio Oriente.

Programma
14:00 Saluti e Presentazione dell'iniziativa
Francesco Demartin, Direttore Dipartimenti di Chimica, Università degli Studi di Milano
Introduzione
Emanuele Farruggia – Capo Ufficio Autorità Nazionale per le Armi Chimiche, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

LA STORIA
Presiede Fiorenza Viani, Presidente Società Chimica Italiana – Sez. Lombardia
14:30 Matteo Guidotti, Consiglio Nazionale delle Ricerche, ISTM, Milano e Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna
Le armi chimiche: quando la "cattiva scienza" va in guerra
14:40 Raffaele Attolini - Corpo Militare EI - ACISMOM, 1° Reparto, Società Storica per la Guerra Bianca
L'Italia e le armi chimiche durante e dopo la Prima Guerra Mondiale: l'esordio e l'impiego della chimica sul campo di battaglia
15:00 Carlo Cesare Bonini, Autorità Nazionale per le Armi Chimiche, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
La Convenzione di Parigi del 1993 e la sua applicazione in Italia
15:30 Fabrizio Filippini, Federchimica, Responsabile Ufficio Regolamentazioni Specifiche
Il ruolo e le prospettive dell'industria chimica italiana nella Convenzione di Parigi

L'ATTUALITA'

Presiede Domenico Albanese, Università degli Studi di Milano
16:00 Ferruccio Trifirò, Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW) Scientific Advisory Board
La vicenda delle Armi Chimiche Siriane tra OPAC e Italia
16:30 Laurence Figà Talamanca, Giornalista e inviata ANSA
La stampa e l'informazione italiana sulle Armi Chimiche tra cronaca e omissioni
17:00 Commenti conclusivi e dibattito
Alberto Breccia Fratadocchi, Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna

Barber's Gin protagonista a Pitti Immagine Uomo



Barber's Gin è stato recentemente protagonista in occasione della 87° edizione di Pitti Immagine Uomo: è stato infatti servito presso il Temporary Barber Shop Proraso ai visitatori che si sono fatti fare la barba – gratuitamente – nelle giornate del salone.

Pitti Immagine Uomo, il salone di riferimento della moda uomo mondiale, si è da poco concluso alla Fortezza da Basso di Firenze. 

I suoi numeri 2015 hanno registrato la presenza di 1.200 aziende (con oltre 1.100 marchi in esposizione), 24mila compratori e 35mila visitatori, provenienti da tutto il mondo.

Proraso, nata nel 1948, è la marca di prodotti da rasatura leader nel mass market italiano; è inoltre la più presente nei barber shop italiani e tra le più presenti nei barber shop internazionali. 

In occasione di Pitti Immagine Uomo 2015, Proraso ha allestito un Temporary Barber Shop dal layout moderno e all'avanguardia: qui, in un'atmosfera piacevole e rilassata, ha fatto rivivere attraverso le mani esperte dei suoi barbieri il rito della rasatura a regola d'arte, per regalare a operatori e visitatori del salone un puro momento di relax. 

Un relax completato dall'assaggio di Barber's London Dry Gin. 

Barber's London Dry Gin trae il suo nome dai tempi lontani in cui i barbieri londinesi potevano ancora esercitare l'arte chirurgica. 

Nel 1745 il sovrano di Gran Bretagna, Giorgio II, separò con un suo decreto reale le due professioni; ai barbieri del regno fu comunque consentito di continuare a utilizzare il prodotto alcolico più diffuso dell'epoca, il Gin, che oltre a essere bevuto poteva essere impiegato nelle botteghe come disinfettante e come lozione dopobarba.

L'azienda produttrice del Barber's London Dry Gin, la "Thames Distillers", è oggi una piccola distilleria della zona sud – orientale di Londra, in attività da oltre due secoli e appartenente a una famiglia di antiche tradizioni produttive; il Master Distiller è fra l'altro il Presidente dell'Associazione dei Distillatori Inglesi.
 
La produzione di Barber's London Dry Gin avviene secondo il metodo più antico, per piccoli lotti, e ogni bottiglia riporta il numero di partita produttiva. 

La gradazione è fissata a 40% vol., perfetta per bere il distillato liscio o miscelato. Per le sue peculiari caratteristiche aromatiche, Barber's London Dry Gin può essere degustato liscio, con l'aggiunta di qualche cubetto di ghiaccio, oppure nei classici Gin & Tonic e Martini.

La bottiglia, trasparente e a sezione rotonda, è abbigliata con un'etichetta dal forte impatto visivo.
    

Barber's London Dry Gin è distribuito in Italia dalla Fratelli Rinaldi Importatori di Bologna (tel. 051 4217811, fax 051 242328, e-mail info@rinaldi.biz, www.rinaldi.biz).


Gennaio 2015.
  

IN LIBRERIA IL PRIMO SAGGIO SUI FIGLI DELLA 'NDRANGHETA: "BAMBINI A META'", di ANGELA IANTOSCA


PERRONE EDITORE



presenta



BAMBINI A METÁ

 I FIGLI DELLA 'NDRANGHETA


di



ANGELA IANTOSCA



UN BAMBINO È, PRIMA DI TUTTO, UN BAMBINO.

I FIGLI E LE FIGLIE DEI CAPI DELLA 'NDRANGHETA SONO LIBERI DI SCEGLIERE IL LORO FUTURO?


«Ci sono bambini che sono figli di padri che uccideranno le loro madri, che conoscono il linguaggio della violenza, intuiscono il pericolo, sanno quando è ora di tacere, scappare, sparire».
Angela Iantosca, Bambini a metà


"BAMBINI A META' - I FIGLI DELLA 'NDRANGHETA" (Perrone editore), seconda opera della giornalista Angela Iantosca è il primo saggio mai scritto che affronta il tema dei minori di 'ndrangheta, attraverso le carte, gli incontri diretti, le parole dei pm, dei giudici, degli psicologi e di chi, ogni giorno, si fa carico della responsabilità di far conoscere loro un mondo diverso da quello nel quale sono costretti a crescere.

La prefazione è del Professor Enzo Ciconte (Scrittore, docente presso l'Università Roma Tre e l'Università de L'Aquila, già Consulente della Commissione Parlamentare antimafia).

Della 'ndrangheta, degli uomini e delle donne che ne fanno parte si sa molto di più rispetto al passato. Ma c'0è una grande lacuna, ieri come oggi, e riguarda i figli. Bambini cresciuti in un clima di violenza, omertà e sopraffazione: uno sfondo costante, un destino già stabilito, al quale difficilmente possono opporsi.
Bambini che invece di giocare vanno a trovare il padre nascosto in un bunker, in vece di sbucciarsi le ginocchia imparano a sparare. Bambini che poi crescono e, a 14 anni, non corteggiano le amiche a scuola, ma vengono affiliati con il rito del battesimo per poter diventare futuri uomini d'onore.
Ma come vivono da giovani mafiosi?
C'è chi è affascinato dal potere, chi cresce convinto che sia la violenza l'arma giusta; ma c'è anche chi rinnega la scia di sangue che il proprio nome si porta dietro.
Come aiutarli?
è difficile entrare nei loro pensieri, comprenderne le esigenze, intime necessità e desideri inespressi.
Ma una domanda è d'obbligo: se conoscessero un altro modo di crescere cosa accadrebbe? E che cosa è accaduto a chi ci ha provato?

"Bambini a metà - i figli della 'ndangheta" tenta di dare una risposta a questi interrogativi ricostruendo le azioni del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria (che le ha fornito il materiale) in grado, forse, di riacciuffare queste esistenze a metà.

Cuore del libro gli incontri/interviste con Libero, figlio di una famiglia importante della Calabria, che per un anno è stato inserito in un progetto a Messina con Addiopizzo che lo ha portato a sconvolgere i suoi punti di riferimento e a sognare altro per il suo futuro; Aurora che, sottratta alla sua famiglia, ora vive al Nord con una famiglia che la ama; Francesco Rigitano, che ha conosciuto l'Istituto, il carcere e che a 20 anni ha dato vita al cambiamento, creando una comunità per minori nella Locride; i bambini di San Luca e la sua preside coraggiosa che sta tentando di mostrare loro la bellezza; i ragazzi e la preside del Piria di Rosarno; Don Pino De Masi, che opera da sempre nella piana di Gioia Tauro, suor Carolina, ex braccio destro di Don Puglisi che oggi lavora a San Luca, da sempre al fianco di quei bambini, Don Giacomo Panizza, da 40 anni al servizio dei giovani a Lamezia Terme, Don Luigi Ciotti.


Nota biografica
Angela Iantosca è nata a Latina nel 1978. Laureata in Scienze Umanistiche presso l'Università La Sapienza, vive a Roma. Dal 2003 è giornalista e collabora con diverse testate nazionali. 
Dopo aver realizzato alcuni servizi per "L'Aria che Tira" in onda su La7, da settembre 2014 è inviata de "La Vita in Diretta", in onda su RaiUno.
Ha pubblicato "Onora la madre – storie di 'ndrangheta al femminile" (Rubbettino); il racconto "L'urlo del Leone", nella raccolta "Siria. Scatti e Parole" (Miraggi Edizioni). 


Info Casa editrice
Giulio Perrone Editore
Via Squarcialupo, 14
Roma 

ZUEGG in occasione dei 125 anni lancia l'#hashtagnewsletter!


Verona, 30 gennaio 2015

In occasione del 2015 – un anno veramente speciale, in cui l'azienda compie ben 125 anni! – ZUEGG inaugura le #Hashtagnewsletter; una comunicazione digital sperimentale, attraverso la quale Zuegg vuole tenervi periodicamente aggiornati.

Ti invitiamo a usare l'#hashtag per dare vita a conversazioni social e stimolare così nuovi dialoghi e idee.

Puoi vedere la #Hashtagnewsletter di questo mese come immagine di seguito.


L'hashtag di oggi è #Zuegginradio. 

Segui e commenta anche tu l'intervista!

Segui @Zuegg_Italia su Twitter!   

Comune di Atri, a metà febbraio avvio dello sportello "InformaGiovani"



Nasce ad Atri, a seguito della delibera assunta dalla Giunta comunale n. 278 del 19/12/2014, il nuovo servizio dell'InformaGiovani. L'iniziativa parte dall'intuizione e dalla sensibilità dell'Assessorato alle Politiche Comunitarie, nella persona di Umberto Italiani, il quale dichiara "intendo formare all'interno dell'ente comunale un team pronto ad intercettare stimoli e vocazioni dei nostri giovani. Tutto questo attraverso sia l'apertura dell'InformaGiovani, sia la specializzazione dei nostri giovani dipendenti. Un primo passo in tal senso è stato compiuto già nel mese di novembre con la partecipazione di alcuni nostri dipendenti ad un corso di Europrogettazione.

Ora ci apprestiamo ad attivare lo sportello InformaGiovani, anch'esso rappresentato da giovani figure competenti in materia di sviluppo e progettazione, che sicuramente darà nuovo impulso alle attività della popolazione giovanile. La sinergia tra queste iniziative, che spero si possano estendere a tutti i settori di rilievo della nostra città, sono certo daranno ottimi risultati. Il futuro è nelle idee, e questi primi passi rappresentano l'avvio di un percorso che porterà la realtà del nostro Ente a dotarsi di un ufficio competente in grado di interfacciarsi con le Istituzioni Europee. L'augurio è che si riesca a lavorare, magari in collaborazione con i comuni limitrofi, quali Pineto, Silvi e l'area della Valle Del Fino, nel campo dell'Europrogettazione, divenuto ormai imprescindibile strumento di finanziamento per la crescita e lo sviluppo."

Lo sportello InformaGiovani, gestito dall'Associazione "InFormaMentis", offrirà un servizio di informazione, totalmente gratuito, chiaro e puntuale, in grado di comprendere le problematiche del mondo giovanile e di tutta la cittadinanza. Il servizio fornirà risposte sui temi riguardanti il lavoro, la formazione, lo sport, il tempo libero, la mobilità europea, la conoscenza e la promozione del territorio di Atri.

Uno dei compiti dell'InformaGiovani sarà la creazione e la valorizzazione di sinergie tra enti, istituzioni scolastiche, associazioni e cooperative, in grado di concorrere alla diffusione delle opportunità presenti sul territorio locale, nazionale ed europeo.

L'InformaGiovani aspira a divenire un vero e proprio laboratorio di idee, dove accogliere e sperimentare nuovi approcci e mettere in gioco le attitudini di ognuno, fornendo strumenti per progettare e costruire il proprio futuro.

La sede dello sportello sarà collocata al piano terra dell'edificio ex ITC "A. Zoli", di proprietà della Provincia di Teramo, sito in C.so Elio Adriano di Atri, nei locali del Centro per L'impiego.

L'InformaGiovani prenderà avvio a metà Febbraio ed effettuerà i seguenti orari di aperturà: lunedì e mercoledì dalle ore 10.00 alle ore 13.00, martedì e giovedì dalle ore 16.00 alle ore 18.00.



Associazione InFormaMentis
www.informamentisabruzzo.it
https://www.facebook.com/informamentis.abruzzo
info@informamentisabruzzo.it


Dacia e Udinese, con patrocinio CONI: il calcio "si fa in due" per condividere la sua popolarità con gli altri sport



Con "Dacia Sponsor Day - The Split" il calcio si fa in due per condividere la sua popolarità con gli altri sport

Softball, hockey, rugby o badminton: quale squadra di questi o altri sport si spartirà con l'Udinese la maglia di Di Natale e compagni?

Tre squadre di sport fuori dall'ordinario vivranno un momento di visibilità inaspettato, condividendo, per 3 giornate di Campionato, i propri colori sociali con il bianconero della divisa ufficiale della squadra friulana.

Un'iniziativa inedita, realizzata con il patrocinio del CONI, e che intende rendere omaggio a quell'Italia dello sport che, malgrado le scarse risorse a disposizione, si distingue quotidianamente per dinamismo, passione e concretezza.

Un mondo popolato da oltre 3 milioni di atleti e 50 mila Società sportive; dal badminton, molto diffuso in Calabria e Sicilia, alla pesca sportiva più praticata in Lombardia, Veneto e Liguria, fino ad arrivare alle bocce, popolari tra Marche e Abruzzo, o alla vela, diffusa soprattutto in Basilicata e Friuli Venezia-Giulia.

Malagò (CONI): "Un palcoscenico speciale per promuovere la visibilità della altre discipline, nel nome della passione autentica per lo sport"
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Hockey, rugby o tiro con l'arco. Ma forse badminton o softball. O addirittura football americano. Per tre giornate di Campionato, il calcio ospiterà sul proprio terreno di gioco un altro sport. Per la prima volta nella storia, infatti, una delle più importanti squadre della nostra Serie A condividerà la propria divisa ufficiale con i colori sociali di una squadra di un altro sport. Un momento di condivisione senza precedenti tra l'Italia del pallone e quella delle altre discipline sportive, un modo unconventional per celebrare lo sport italiano in tutte le sue espressioni.

Protagonista dell'originale iniziativa è Dacia, main sponsor dell'Udinese Calcio, che con "Dacia Sponsor Day - The Split", in collaborazione con la squadra friulana e con il patrocinio del CONI, vuole dare il suo contributo nel premiare quell'Italia sportiva forse poco conosciuta ma che, con spirito di sacrificio e dedizione quotidiana, si distingue nella propria disciplina. Oltre ai tesserati FIGC, sono infatti 3.400.000 gli atleti di federazioni nazionali e discipline associate al CONI che militano in oltre 50.000 Società sportive e che alimentano con motivazione ed entusiasmo il motore dello sport italiano.

L'impegno di tre di queste squadre - che nonostante le scarse risorse economiche a disposizione, si distinguono per la dedizione e la passione profuse nel raggiungimento degli obiettivi - sarà celebrato in tre diverse giornate di Campionato, proprio dove la pratica sportiva  raggiunge in Italia il massimo livello di notorietà: uno stadio di calcio.

Infatti, in occasione di tre partite di Serie A, capitan Di Natale e i suoi compagni "condivideranno" la loro maglia con quella delle squadra vincitrice dell'iniziativa, che avrà, quindi, l'opportunità di calcare un palcoscenico assolutamente inusuale. I vincitori avranno visibilità anche su alcuni importanti spazi sponsor messi a disposizione da Dacia.

La partecipazione a "Dacia Sponsor Day - The Split" è aperta a qualsiasi associazione o società sportiva italiana che pratichi uno sport di squadra a livello dilettantistico o professionistico, legato a federazioni sportive nazionali o discipline sportive associate al CONI, elencate al sito www.coni.it. Le candidature possono essere inviate dal 2 febbraio al 2 marzo p.v. compilando il form sul portale www.daciasponsorday.it.  Entro il 30 marzo, i vincitori saranno selezionati da una giuria eccezionalmente presieduta da Giovanni Malagò, Presidente del CONI.

                Da un rapido sguardo alla geografia dell'Italia sportiva risulta evidente che, seppur meno noti del calcio, e con un minor numero  di atleti, numerosi sono gli sport "insospettabili" che si giocano i primi posti nelle classifiche regionali di diffusione. In Calabria, Sicilia e Sardegna, ad esempio, il badminton è uno dei primi cinque sport con il maggior numero di atleti. In Basilicata, il 2º posto va alla vela che, in Friuli Venezia-Giulia occupa invece la 4° posizione. La pesca sportiva e le attività subacquee sono, per numero di atleti, al 2º posto in Lombardia, al 4º in Veneto e Liguria e al 5º in Piemonte ed Emilia Romagna. In ben sei regioni, l'atletica leggera è tra i primi cinque sport: è il 2º in Valle d'Aosta e il 5º in Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia-Giulia, Toscana, Molise e Puglia. Le bocce sono invece il 4º sport più praticato nelle Marche e il 5º in Abruzzo. La ginnastica è il 5º sport in Campania e il 3º in Umbria.*

«Si tratta di un'iniziativa straordinaria che mi auguro diventi la prima di una lunga serie», ha dichiarato il Presidente del CONI, Giovanni Malagò. «Il nostro Paese ha bisogno di questi esempi virtuosi, capaci di mettere in vetrina le potenzialità del nostro movimento per sviluppare una nuova cultura sportiva, che sappia esaltare l'importanza di un sistema multidisciplinare come specchio di una società che fa dell'attività motoria il proprio fiore all'occhiello. L'Udinese regala un assist geniale a tutto il mondo calcistico, affinché possa garantire - attraverso la sua indiscussa popolarità - un palcoscenico speciale per promuovere la visibilità delle altre discipline, nel nome della passione autentica per lo sport nella sua accezione più ampia, dando forza a un movimento composto da oltre 4 milioni e mezzo di tesserati e da circa 65 mila Società».  

«La partnership tra Udinese Calcio e Dacia fonda il proprio successo sullo stesso universo valoriale fatto di generosità, dinamismo e concretezza. Sono questi stessi ingredienti la principale fonte di ispirazione dell'iniziativa che, dopo il successo riscosso da Dacia Sponsor Day nel 2014, abbiamo deciso di riproporre quest'anno ma con una nuova formula che sono convinto federerà l'intero universo sportivo italiano» ha dichiarato Francesco Fontana-Giusti, Direttore Comunicazione & Immagine Dacia Italia.

«Dopo aver aiutato le giovani imprese a guadagnarsi la ribalta nazionale, questa volta daremo visibilità agli sportivi che sudano e fanno enormi sacrifici per raggiungere dei risultati che spesso ignoriamo perché non divulgati adeguatamente. Siamo un paese 'calciofilo' ma non bisogna dimenticare che oltre al calcio ci sono milioni di praticanti di altre discipline. Aiutare a farle conoscere è anche un modo per promuovere lo sport come stile di vita. Siamo orgogliosi di affiancare Dacia in questo progetto che si promette di bissare il successo di Sponsor Day»  ha spiegato Franco Soldati, Presidente di Udinese Calcio.

Questo progetto nasce, infatti, nell'ambito della fortunata partnership siglata nel 2009 tra Dacia e Udinese Calcio, terreno d'incontro di due realtà che condividono un DNA giovane e dinamico conseguendo successi nei rispettivi settori, affermandosi per ingegnosità, passione ed essenzialità.
Dacia è oggi il brand di riferimento in tema di modelli accessibili e di acquisto intelligente, con un'offerta che si posiziona al miglior rapporto qualità-prezzo. Con la sua gamma di veicoli economici, e al tempo stesso ecologici, moderni, affidabili, robusti ed abitabili, Dacia ha dato vita ad un nuovo stile di consumo automobilistico.

*(Fonte: CONI "Lo Sport in Italia: numeri e contesto 2014")

Hera: da oggi per visitare gli impianti di compostaggio bastano pochi click

Da oggi visitare gli impianti di compostaggio e digestione anaerobica di Hera è a portata di mouse.

Sperimentato già con successo per i termovalorizzatori del Gruppo presenti in regione, il sistema di prenotazione on line è stato ulteriormente sviluppato ed esteso anche ai sei impianti dedicati al trattamento e al recupero della frazione organica.



32.000 tonnellate di compost prodotte ogni anno nei sei impianti 

Gli impianti visitabili sono quelli di compostaggio a Ostellato (FE), Sant'Agata Bolognese (BO), Ozzano Emilia (BO), e i tre di digestione anaerobica e compostaggio presenti in Romagna, precisamente  a Cesena, Rimini e Voltana in provincia di Ravenna.

Con questa opportunità, Hera intende promuovere ulteriormente tra i cittadini la conoscenza di questi impianti, che nel 2014 sono stati visitati da oltre 600 persone, il loro funzionamento, le tecnologie all'avanguardia utilizzate nel massimo rispetto dell'ambiente.

Complessivamente i sei impianti trattano annualmente circa 241.000 tonnellate di rifiuto organico proveniente dalla raccolta differenziata, da cui si ricavano 32.000 tonnellate di compost. In questo processo, nei tre biodigestori si producono 22 milioni di kWh annui di energia elettrica, in grado di soddisfare la domanda energetica di oltre 8.100 famiglie.

Istruzioni per prenotare la visita
Da oggi, dunque, per prenotare una visita guidata e saperne di più basta collegarsi su www.gruppohera.it/visite_guidate e con pochi click, una volta individuato l'impianto di interesse, si potrà prenotare l'appuntamento scegliendo tra i giorni di disponibilità evidenziati nell'apposito calendario.

L'iniziativa affianca i "percorsi visitatori" già presenti negli impianti di Cesena, Rimini e Voltana, dove pannelli didattici posizionati lungo un percorso ne illustrano il funzionamento.

Il compostaggio e la biodigestione con tecnologie all'avanguardia in Europa
Nel processo di compostaggio tradizionale (aerobico) la frazione organica viene degradata fino alla sua trasformazione in un prodotto stabilizzato e idoneo all'agricoltura.

Nell'impianto di biodigestione, grazie invece a un processo di tipo anaerobico (in assenza di ossigeno), si raggiungono gli stessi risultati  con il vantaggio però di recuperare l'energia contenuta nella sostanza organica. Gli impianti di Hera sono all'avanguardia in Europa e consentono la massima valorizzazione della raccolta differenziata della frazione organica. 

Grazie a un processo di digestione anaerobica completamente a freddo (dunque in assenza di qualsiasi processo di combustione) il rifiuto organico produce biogas, che a sua volta genera energia elettrica rinnovabile, e alla fine del processo è trasformato in compost.

Maltempo: allerta nelle campagne per l'ondata di freddo eccezionale

La Cia commenta le previsioni meteo che annunciano l'arrivo di gelo e neve in tutto il Paese e temperature in calo anche di 10 gradi. Si temono danni agli orticoli invernali, difficoltà nei trasporti e nella distribuzione e nuovi incrementi dei costi energetici.

 

C'è preoccupazione nelle campagne italiane per l'arrivo dei "giorni della merla" con l'aria gelida che, a partire da domani, porterà le temperature giù di colpo anche di 10 gradi. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

       Agricoltori agitati un po' su tutta la penisola ma in particolare al sud, infatti proprio in Calabria, Sicilia e Sardegna sono annunciate violente precipitazioni e anche neve in bassa quota. Gli agricoltori spiegano che il freddo improvviso ed eccessivo vuol dire maggiori costi per il riscaldamento di serre e stalle, prodotti orticoli a rischio, difficoltà nell'approvvigionamento mangimistico per gli allevamenti e nel trasporto e distribuzione dei prodotti, specialmente quelli freschi.

       Di conseguenza, se le previsioni meteo verranno confermate per le coltivazioni in campo aperto c'è pericolo di congelamento e blocco della crescita. Spinaci, radicchio, cavoli, insalate, broccoli, finocchi e carciofi sono i prodotti più "minacciati".

            E tra i comparti più in allerta, oltre l'orticoltura, c'è anche la zootecnia -aggiunge la Cia- che potrebbe risentire della diminuzione di resa produttiva degli animali causata dalle rigide temperature. Ma, soprattutto per le serre, le ricadute di freddo e gelo sui costi di produzione potrebbero essere significative, portando aggravi superiori al 4/6 per cento sulla voce "energia".

SOLUTIONS 30 ENTRA NEL PEA-PME

Le azioni di SOLUTIONS 30 sono state inserite nel nuovo indice appena creato EnterNext © PEA-PME 150 della borsa di Parigi. Questo indice è un paniere di 150 aziende provenienti da diversi settori industriali, che appartengono all’ 80% dei titoli più scambiati sui mercati di Parigi  Euronext e Alternext. Gli investitori possono acquistare azioni per un massimo di 75.000 euro beneficiando dei vantaggi fiscali del programma PEA-PME (Plan d’Épargne en Actions-Petites et Moyenne Enterprises).

L’indice EnterNext © PEA-PME 150 è stato sviluppato in collaborazione con dirigenti appartenenti al settore dell’industria e dell’economia per monitorare lo sviluppo delle piccole e medie imprese selezionate e essere in grado di confrontarlo con lo sviluppo di fondi investimenti correlati.


La selezione di SOLUTIONS 30 a far parte dell’indice EnterNext © PEA-PME 150 è avvenuta dopo poco dopo che l’azienda aveva annunciato la sua seconda quotazione alla Borsa di Francoforte e premia gli sforzi della società per aumentare ulteriormente la visibilità e liquidità delle sue azioni.www.solutions30italia.it

giovedì 29 gennaio 2015

peugeot imove conviene! acquista una nuova peugeot con imove

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Sportabilia: lo sport che meraviglia!

E’ on line dal 21 dicembre 2014 il sito WWW.SPORTABILIA.IT , nuova piattaforma co-partecipata che raccoglie tutte le realtà che offrono l’opportunità di svolgere sport in maniera ACCESSIBILE

Il sito si inserisce all’interno del progetto SPORTABILIA che prevede anche eventi pubblici di sensibilizzazione della cittadinanza allo sport accessibile sia per persone con disabilità che per tutti coloro che non hanno le possibilità economiche per accedervi.

Il sito WWW.SPORTABILIA.IT segnala  tutte quelle attività presenti sul territorio milanese e lombardo che permettono a persone con disabilità fisica, mentale e sensoriale di praticare dello sport. Inoltre una sezione del sito è dedicata all’accessibilità economica: sono infatti mappate ed inserite tutte quelle realtà che permettono di accedere alle varie discipline sportive gratuitamente o a prezzi calmierati. 

Questo strumento consentirà anche a coloro che hanno una disponibilità limitata di soldi di scegliere la disciplina sportiva più adatta alle proprie capacità e desideri e potervi accedere nonostante le difficoltà di ordine economico.

Una terza sezione coinvolge i cittadini nel monitoraggio delle aree pubbliche sportive (parchi, aree verdi, piazze) assumendo il ruolo di “custodi” ed “ambasciatori” del bene pubblico. E’ possibile infatti segnalare in tempo reale allo staff del progetto SPORTABILIA lo stato dell’accessibilità logistica a persone con disabilità, delle strutture ed attrezzature sportive situate negli spazi pubblici. Brevi commenti e foto scattate sul posto saranno un utile strumento per trovare le risorse più vicine alla propria abitazione dove poter praticare sport gratuitamente e, nello stesso tempo, un’ efficace feedback per le istituzioni preposte sulle condizioni degli spazi sportivi pubblici.

Una particolare attenzione è stata rivolta anche alla navigabilità del sito che attraverso alcuni strumenti informatici rende accessibile la visita anche a persone con disabilità fisica e sensoriale.

Segnalare una realtà che offre questi tipi di opportunità di fare sport è molto semplice; all’interno del sito, nella sezione “Nuovo inserimento”, sarà possibile compilare un form inserendo i dati sensibili e le caratteristiche del candidato. Una volta fatto un sopralluogo da parte dello staff del progetto SPORTABILIA, per validare i dati segnalati, verrà inserita nel sito la nuova proposta con una pagina personalizzata.

All’interno del sito è inoltre possibile segnalare eventi, manifestazioni e progetti che abbiano attinenza con gli obiettivi del progetto SPORTABILIA.

Infine, oltre al sito WWW.SPORTABILIA.IT , i cittadini possono trovare molte altre informazioni, curiosità e spazi di condivisione e promozione sulla pagina facebook del progetto  https://www.facebook.com/pages/Sportabilia/1584588801764902?ref=hl

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