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mercoledì 19 agosto 2026

Guerra in Iran le nuove condizioni poste da Trump su Hormuz allontanano le parti da un accordo ed alimentano il dissesto dell’area medio orientale, il caso Giordania.

L’ultima trovata di Trump e quella di cambiare i termini dell’accordo in 14 punti già firmato in svizzera, unica posizione utile per alimentare la guerra e creare ancora oggi un disagio internazionale. che vede colpire le tasche degli europei. Tutte le parti dell’accordo sono saltate ma quello che salta agli occhi di una irrazionale visione individuale sul conflitto è la richiesta di un risarcimento da parte dell’Iran per le morti americane nell’area e per i disagi provocati dal contrattacco Iraniano, aggiungendo in una sua recente dichiarazione che lo stretto di Hormuz è stato riaperto e che a controllarne l’area sarà l’America che ne diventa proprietaria con la richiesta per tutti i passaggi di merci e petrolio di una tassa del 20%.

Una politica quella americana retta dal Presidente Trump che sembra provocare molti malcontenti nell’area medio orientale vedi in Giordania dove dopo 60 giorni di colloqui, non è stato raggiunto alcun accordo, nemmeno a livello preliminare, mentre lo Stretto di Hormuz rimane chiuso e i tentativi di Trump sono falliti. Nel frattempo, le sanzioni contro l'Iran sono state revocate per un periodo limitato, miliardi di dollari sono confluiti nelle sue casse, e il mondo ha scoperto la grave carenza di missili intercettori e d'attacco che gli Stati Uniti si trovano ad affrontare. Le minacce di Trump di annettere lo Stretto di Hormuz sono state accolte con derisione da parte dell'Iran. Non c'è dubbio che Trump stia imparando una lezione ben nota, dalla sua stessa esperienza e da quella di tutti noi: iniziare una guerra è molto più facile che terminarla

Una reazione quella Iraniana che come affermato dal capo dell’esercito Amir Hatami determina l'espulsione degli Stati Uniti come condizione già in atto e attuata e non è più loro permesso entrare nel Golfo Persico, nel Mar di Oman e nello Stretto di Hormuz. Tutti devono sapere secondo il capo dell’esercito iraniano che le basi americane non potranno mai tornare al loro stato precedente e l'Iran non permetterà mai che ciò accada. Lo Stretto di Hormuz, sacro, è un asset geopolitico concesso da Dio al popolo iraniano e questo vantaggio non tornerà mai al suo stato precedente. Una delle eredità del presidente americano è l'attivazione del potenziale dello Stretto di Hormuz prima inesistente. Eravamo a conoscenza di questo potenziale, ma senza questo conflitto, non sarebbe stato attivato. Questo vantaggio è uno dei prerequisiti per porre fine alla guerra in un modo che elimini ogni minaccia di guerra che incombe sull'Iran.

Tra le basi americane ricadenti nell’area troviamo certamente quella giordana ampiamente attaccata dall’Iran attraverso missili balistici. Tutto questo è avvenuto in seguito agli attacchi americani partenti dall’area in questione verso l’Iran. Quello che è avvenuto nei giorni scorsi manifesta l'incapacità di affrontare un confronto militare onesto, e utilizzando le basi militari in Giordania per un attacco aereo contro due case residenziali sull'isola di Qeshm, utilizzando bombe distruttive. Queste due semplici abitazioni, abitate da residenti locali, sono state colpite, causando ferite al padre, alla madre e a un bambino di una famiglia di martiri, oltre a ferire altri due bambini.

Un vero crimine di guerra che crea le condizioni per liberare i territori islamici in Giordania dalla vergogna dell'occupazione americana. I combattenti della forza aerea delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, hanno infatti lanciato un attacco contro una base di lancio e manutenzione di aerei F-35 appartenenti al nemico americano, situata nella base aerea di Al-Azraq, utilizzando diversi missili balistici. L'attacco ha causato la distruzione completa di tre aerei F-35 e gravi danni a tre altri aerei.

L'attacco ha anche causato la morte di numerosi ufficiali, tecnici e ingegneri responsabili della manutenzione degli aerei nemici. Secondo l’Iran la nostra regione non è un luogo per un esercito che uccide bambini, che commette queste atrocità con ferocia, e che uccide famiglie innocenti nel cuore della notte mentre dormono. La nostra battaglia e la vostra battaglia continueranno finché l'ultimo occupatore americano non sarà stato cacciato dai territori islamici.

Tutti fattori che stanno determinando una condizione di dissesto evocato dalla presenza delle basi americane che creano nell’area disastri umani e territoriali e vanno contro i valori di sicurezza e protezione che ne hanno determinato la loro allocazione. Un malcontento che secondo il The New York Times è crescente in Giordania che oggi da parte di centinaia di politici, avvocati, accademici, capi tribù, sindacalisti e altre figure pubbliche giordane hanno firmato una lettera aperta che chiede il ritiro delle forze statunitensi dalla Giordania. I firmatari sostengono che la presenza di circa 4.000 soldati statunitensi espone il regno a crescenti rischi per la sicurezza, politici ed economici, trascinandolo in una guerra regionale "a cui non è parte".

La lettera è stata diffusa in un momento in cui missili e droni iraniani hanno ripetutamente preso di mira basi e installazioni militari statunitensi in Giordania nelle ultime settimane, scatenando allarmi aerei in tutto il paese. Sufyan al-Tell, un veterano attivista politico e uno dei firmatari, ha affermato che molti giordani rifiutano gli stretti legami del governo con Washington e Israele, sostenendo che la Giordania viene utilizzata "per difendere Israele". Ha inoltre avvertito che sempre più persone continuano a firmare la lettera, nonostante la paura di essere imprigionate.

Il rapporto afferma che la Giordania è rimasta saldamente allineata con gli Stati Uniti durante tutta la guerra, in gran parte a causa della sua dipendenza dall'assistenza americana. Gli Stati Uniti hanno fornito 1,65 miliardi di dollari in aiuti economici e militari alla Giordania l'anno scorso, mentre la guerra ha avuto un impatto significativo sul settore turistico del regno, che rappresenta fino al 18% delle entrate nazionali.

Il rapporto ha inoltre evidenziato la crescente limitazione dello spazio per il dissenso politico in Giordania. Nessun media giordano ha pubblicato la lettera aperta, e gli attivisti hanno avvertito che i firmatari rischiano l'arresto. Il rapporto sottolinea che la Giordania ha inasprito le restrizioni sulla libertà di espressione negli ultimi anni, tra cui una legge sulla criminalità informatica del 2023 criticata da gruppi per i diritti umani e il divieto del 2025 del Fratelli Musulmani, nell'ambito di una più ampia repressione delle voci di opposizione.

La guerra in medio oriente allarga ancora di più i suoi orizzonti e vede l’entrata dell’Arabia Saudita contro lo Yemen. Gli attacchi dei giorni scorsi di Ansar Allah nota come lo Yemen, stia attaccando obiettivi sauditi nelle zone di confine. In precedenza, oggi, sono state segnalate potenti esplosioni in basi militari saudite a Al-Mokha, nello Yemen. Ora, le prime segnalazioni indicano che esplosioni stanno scuotendo le zone di confine saudite, mentre le sirene d'allarme suonano a Jizan, potenzialmente prendendo di mira la raffineria di petrolio. Si riferisce che questi attacchi continuano in ondate successive, con intervalli di circa 30-40 minuti tra di loro, causando un numero elevato di vittime. Le autorità saudite non hanno ancora comunicato il numero di vittime. Tuttavia, alcune indiscrezioni non confermate suggeriscono che diversi alti comandanti sauditi potrebbero essere stati uccisi

Anche l’Iraq attualmente controllato dagli stati uniti vede un fermento militare non indifferente che potrebbe sfociare prossimamente contro il suo stesso padrone. Tutto quello che sta’ accadendo rappresenta l’immagine speculare della politica americana che in alcuni casi agisce per procura ma che oggi si vede attaccata direttamente da un nemico l’Iran che non si è dimostrato sottomesso come altri paesi dell’area. Secondo Israele ritiene che le forze armate iraniane saranno completamente ripristinate al loro stato pre-guerra entro la prima metà del 2027. Il Mossad ammette che l'Iran ripristinerà probabilmente la sua capacità di produrre missili balistici a un ritmo di 200 o addirittura 300 unità al mese entro un anno

Dire che è proprio l’Aeronautica e la Marina degli Stati Uniti che ha subito le maggiori perdite di aeromobili per missione operativa dal secondo dopoguerra. In media, gli Stati Uniti hanno perso circa 2,9 aeromobili per missione, più di quanto perso durante la guerra in Iraq, il Vietnam e la guerra di Corea messi insieme. A differenza di quelle guerre, la maggior parte delle perdite di aeromobili durante l'operazione "Epic Fury" è stata causata da attacchi iraniani da terra. Ma si nota anche come le riserve strategiche di petrolio come comunicato dal Ministero dell’Energia Americano sono scese a meno di 300 milioni di barili.

Nell’ombra di una distrazione militare dell’area medio orientale continuano le attività espansive di Israele che con un suo rappresentante Ben-Gvir sottintende che tutti gli accordi recenti sono una farsa mediatica e dichiara: “Esigo che Netanyahu occupi Gaza interamente, incoraggi l'immigrazione, distrugga Hamas, bombardi Beirut e schiacci Hezbollah. Tutto questo e sotto gli occhi di tutti visto che il sud del libano e ancora oggi sistematicamente bombardato come anche Gaza.

Naturalmente non possiamo mettere in secondo piano quello che Israele sta attuando in Cis - Giordania cercando di ottenere uno stato autonomo di polizia. Tutto e stato progettato per isolare i villaggi degli autoctoni dal resto del mondo, impedire l’arrivo di attivisti internazionali di solidarietà e difensori dei diritti umani, consentire gli attacchi dei coloni e di continuare impunemente. Israele ha mentito perhè i coloni continuano ad arrivare, mentre gli attivisti sono impediti di farlo, secondo Nayef Kaabneh, capo della comunità beduina di Taybeh. I coloni stanno direttamente prendendo di mira i mezzi di sussistenza dei palestinesi, portando cammelli e bestiame per pascolare sui terreni di Taybeh, consumando la loro acqua e distruggendo gli ulivi di epoca romana, la principale fonte di reddito del villaggio.

L'obiettivo ultimo dello Stato sionista è evidente: sfollare con la forza i residenti e consentire sistematicamente la violenza dei coloni con l’autorità di polizia. Tutto questo avviene anche dopo un rapporto della Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite ha concluso che le autorità israeliane sono direttamente coinvolte negli attacchi dei coloni. Questo è il nuovo medio oriente voluto dall’Amministrazione Americana e da Israele?

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