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mercoledì 30 gennaio 2013

VINTAGE WORKSHOP A MILANO

Si apre a Milano il 6 febbraio il prestigioso Vintage Workshop, giunto alla trentaquattresima edizione e a cura dell’Associazione Ricercatori Moda d’Epoca. È un due giorni che gli appassionati di vintage non posso assolutamente perdere, soprattutto perché l’ingresso è libero per tutti. Nella sala Borromeo del centralissimo Palazzo delle Stelline, in corso Magenta 61, si potranno trovare chicche datate, pezzi unici che spaziano da abbigliamento griffato a quello d’alta sartoria, da maglieria ai capi spalla in pelle e poi accessori, scarpe, borse, cinture, foulards. Si potrà curiosare anche tra le anticipazioni del fashion primavera/estate 2014, con una particolare attenzione agli Anni Venti, Trenta, Quaranta. Alcuni esperti forniranno una valutazione gratuita dei propri accessori vintage.

Integratori alimentari

Un integratore alimentare, noto anche come integratore nutrizionale, è una preparazione destinata a integrare la dieta e fornire nutrienti come vitamine, minerali, fibre, acidi grassi e amminoacidi, che possono essere carenti o non possono essere consumati in quantità sufficienti nella dieta.

Gli integratori contenenti vitamine o sali minerali sono presenti come categoria di alimenti nel cosiddetto Codex Alimentarius, un insieme di standard, codici di condotta, linee guida e altre raccomandazioni relative agli alimenti, alla loro produzione alimentare e alla sicurezza riconosciuti a livello internazionale. Questi testi sono stati redatti dalla Commissione del Codex Alimentarius, un organismo che è sponsorizzato dall'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) delle Nazioni Unite e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

La direttiva alimentare dell'Unione europea sugli integratori del 2002 afferma che è necessario che gli integratori siano dimostrati essere sicuri, sia nelle dosi indicate che nella purezza. Solo gli integratori che hanno dimostrato di essere sicuri possono essere venduti, come farmaci da banco, cioè senza ricetta. Come categoria di alimenti, gli integratori alimentari non possono essere considerati medicinali, ma possono recare variazioni dello stato di salute e dei valori nutrizionali.

L'industria degli integratori alimentari inglese ha fatto del Regno Unito uno dei 27 paesi europei più fortemente contrari alla direttiva. Inoltre, un gran numero di consumatori di integratori in tutta Europa, di cui oltre un milione nel Regno Unito, hanno firmato petizioni contro il Codex Alimentarius, che è visto come una restrizione ingiustificata alla possibilità di scelta del consumatore.

Studi clinici hanno dimostrato che gli integratori, in particolare quelli di vitamine A ed E, sono utili per prevenire varie malattie. 

Gli integratori dietetici sono necessari se non si segue una dieta sufficientemente sana; è necessario però tener presente che le particolari sostanze nutritive contenute in questi integratori sono più facilmente assorbite dal corpo quando si mangiano i cibi che naturalmente le contengono. Solo una piccola parte del popolazione ha una reale necessità di eventuali integratoti e sono solo quelle persone che non sono in grado di consumare il cibo necessario per procurarsi determinate sostanze nutrienti con l'alimentazione.

Molti integratori non hanno alcun effetto reale, o per lo meno di non hanno un grande effetto, in particolare la glucosamina e la condroitina che sono solitamente assunte per alleviare il dolore articolare. Il sollievo riportato proviene dal fatto che molte persone li prendono insieme ad antidolorifici, così come raccomandato da molti medici. Un altro integratore comune è quello di omega-3, acidi grassi che si trovano naturalmente nei pesci grassi come il salmone: gli studi non dimostrano che l'assunzione di un integratore abbia alcun beneficio per gli individui sani e solo una piccola parte della popolazione ha bisogno di questo tipo di supplemento alla dieta.

Vi è anche la questione di coloro che prendono troppi integratori o una dose troppo alta di un solo integratore, in quantità molto più alta della dose giornaliera raccomandata: questa pessima abitudine può creare gravi problemi di salute. Alcuni integratori alimentari hanno il potenziale di provocare effetti tossici come le vitamine o i minerali già presenti nella dieta, in particolare nel caso di minerali e vitamine liposolubili che possono quindi accumularsi nel corpo.

Terna Stazione Politecnico: Addio ai vecchi tralicci, l’alta tensione va sottoterra.


Al via i lavori in via Spalato a Torino, per realizzare la nuova stazione elettrica Politecnico di Terna. Un connubio tra estetica, rispetto per l’ambiente e la salute, per un investimento complessivo di 170 milioni. La nuova stazione consentirà il transito e lo scambio di energia collegando le dorsali in cavo che alimentano il capoluogo con una serie di benefici, in termini di sicurezza ed efficienza, per il sistema elettrico. La struttura è progettata per ridurre al minimo l’impatto visivo e l’inquinamento acustico e ambientale.
Ambiente, salute. E perchè no, estetica. Tre priorità che valgono un investimento complessivo di 170 milioni.
A Torino c’è un nuovo cantiere: sono partiti i lavori per realizzare la stazione elettrica Politecnico di Terna, società presieduta da Luigi Roth e guidata da Flavio Cattaneo. Obiettivo della struttura, illustrata nel rendering e completata all’inizio del prossimo anno, sarà consentire il transito e lo scambio di energia collegando le dorsali in cavo che alimentano il capoluogo con una serie di benefici, in termini di sicurezza ed efficienza, per il sistema elettrico.
Ma conviene precisare che la stazione, collocata all’intersezione tra via Spalato e via D’Annunzio, rappresenta il tassello importante di un piano più ambizioso, frutto dell’accordo siglato dalla Regione e da Terna nel 2008: il riassetto della rete, a tratti obsoleta, tramite l’interramento dei cavi ad alta tensione. Significa molte cose: maggiore sicurezza, certo. Ma anche la scomparsa dei tralicci, o la loro sostituzione con quelli di nuova generazione, seguita dalle ricadute del caso in termini di impatto ambientale.
Nei mesi scorsi Terna, guidata da Flavio Cattaneo, ha concluso la prima tranche di lavori nel quadrante occidentale con cinque collegamenti interrati - Salvemini-Torino Ovest; Sangone-Salvemini; Grugliasco-Gerbido; Gerbido-Salvemini; Sangone-Torino Sud - e quattro nuove stazioni elettriche: Salvemini, Grugliasco, Gerbido, Pellerina. Pochi giorni fa ha ottenuto il via libera dal Ministero dello Sviluppo Economico per i nuovi cavi interrati Martinetto-Levanna e Politecnico-Torino Sud. A fine interventi, spiegano dall’azienda, saranno 20 le opere realizzate (cinque stazioni elettriche e 15 collegamenti in cavo interrato) e 58 i chilometri di vecchi elettrodotti aerei dismessi a fronte della costruzione di appena sette chilometri di nuove linee aeree ad alta tecnologia, basso impatto ambientale e cromatismi compatibili con il paesaggio. Ulteriori benefici ambientali rimandano al riutilizzo dei vecchi tracciati, pari al 65%, alla minimizzazione dell’apertura dei cantieri e alla minimizzazione degli impatti paesaggistici, concordata con gli enti di riferimento.
Una svolta che nasce dall’esigenza di ammodernare la rete, risalente agli Anni ’50, e garantire la tenuta delle potenze in transito - anche nell’ottica dell’aumento dei carichi in città - evitando congestioni in una delle aree che, va da sè, è tra le più importanti del Piemonte. La stazione in costruzione, 650 metri quadrati, sarà articolata in tre volumi: il primo, il più grande, ospiterà le apparecchiature ad alta tensione; il secondo, parallelo al primo, costituisce una manica di servizio, mentre il terzo ospiterà la sala quadri, i servizi ausiliari e quelli logistici. Sarà poi realizzata una cabina prefabbricata per la società distributrice per l’alimentazione in media tensione dei servizi ausiliari.
Non ultimo: la struttura è progettata per ridurre al minimo l’impatto visivo e l’inquinamento acustico e ambientale: le apparecchiature, racchiuse nell’edificio principale, non saranno visibili dall’esterno; data l’assenza di turbine e macchinari non verranno emessi fumi, odori o rumori. Il progetto è frutto di un accordo con le istituzioni locali, in particolare Palazzo civico. Nell’occasione, Terna ha versato, tra l’altro, 30 mila euro alla terza circoscrizione per la realizzazione di una nuova area cani al posto di quella che sorgeva nella zona.
FONTE: La Stampa

Il marketing territoriale delle nuove aggregazioni in nome di una certificazione sociale ormai non procrastinabile



Il nuovo marketing territoriale coniuga, in una fusione virtuosa, le attività delle aziende, delle associazioni di volontariato, della ricerca universitaria, delle scuole alberghiere, del comparto dell’alta ristorazione ma soprattutto dei Comuni, che si riappropriano di un valore trainante e sposano, in una nuova visione, socialità e business. La certificazione sociale è il nuovo paradigma che unisce il territorio e l'attività sui social network

Il Marketing territoriale si sta trasformando attraverso nuove aggregazioni e la loro attività congiunta. Protagonisti di questo nuovo scenario sono, insieme, le aziende, le associazioni di volontariato, la ricerca universitaria, le scuole alberghiere, gli chef e i ristoranti ma soprattutto i Comuni, una realtà istituzionale che possiede, oggi più che mai, la capacità di essere l'artefice dello sviluppo socioeconomico del territorio e che in esso vanta una lunga storia di radicamento. L’Italia è infatti da questo punto di vista un Paese unico, frutto delle vicende dei suoi piccoli territori, dei Comuni, dei Ducati e delle Signorie, la sovranità dei quali ha coinciso con il suo periodo di massimo splendore. Lo stesso Malalbergo, ad esempio, nasce nel XVI secolo ed è stato testimone e protagonista delle lotte di potere; il suo cattivo nome fu infatti originato dall’ospitalità data ai fuoriusciti dal Ducato Estense.
Questi concetti sono stati al centro del meeting svoltosi a Sasso Marconi il 25 gennaio 2013, in occasione della conferenza stampa riguardante il Premio gastronomico istituito dall’Associazione Amici Ortica di Malalbergo, che si è conclusa con un pranzo in cui l'ortica è stato l’ingrediente principale. L’Associazione Amici Ortica di Malalbergo, il Comune lungo il confine tra bolognese e ferrarese, è stata fondata da pochi anni ma ha già al proprio attivo due edizioni della Sagra dell'Ortica e un’attività a favore del territorio capace di coinvolgere l’imprenditoria locale e la cittadinanza. L’ultima iniziativa dell’Associazione è l’istituzione di un riconoscimento (un’opera scultorea dell'artista Nicola Zamboni) allo chef e al ristorante migliori nella preparazione e proposizione di ricette all'ortica e il progetto di creare un circuito di ristoranti di prestigio e qualità che utilizzino stabilmente l'ortica nella preparazione dei propri piatti.
“Essendo a circa un chilometro dalla casa di Guglielmo Marconi” dichiara Adriano Facchini, ex direttore generale di tre Consorzi Agrari – Parma, Brescia e Ferrara, esperto di marketing territoriale e fondatore del Glocal Award, “ci è sembrato giusto dare un taglio di innovazione alla valorizzazione di un alimento cosiddetto povero come l'ortica, elemento preso a simbolo di molti altri concetti che devono essere rivalutati quali espressione della storia e della cucina e che affondano nel profondo del tessuto sociale peninsulare, insieme alla grande tradizione popolare e 'social' delle sagre' (che sono ben 18.000 in Italia). Negli ultimi due anni di lavoro, attraverso vari progetti, ho cercato infatti di coniugare realtà prima lontane tra loro, ampliando le connessioni e costituendo un vero e proprio ecosistema interagente sul territorio. Sono partito da una manifestazione generica, la Sagra di Fine Estate di Malalbergo organizzata dall'Associazione Amici del Navile (il fiume che passa per il paese) e l’ho trasformata nella Sagra dell'Ortica, gestita dall'Associazione Amici dell'Ortica. Insieme a questa è nato un progetto industriale (Pasta e Pane) e una ricerca, finanziata dalla Regione, dell'Università di Ferrara (Chimica degli Alimenti) che studierà le varietà di ortica presenti sul territorio per stabilire quale specie potrebbe essere la più adatta per la coltivazione. E’ stato determinante, per tutte queste attività, l'aiuto di aziende come Coop Italia, Coop Reno, Eurovo, Molino Spadoni, Parmareggio, Grandi Riso, Deco Industrie, Pasta Andalini e Vassalli Bakering. Oltre a queste iniziative ci sono stati convegni, mostre e un interessante concorso per le scuole elementari. E’ nata così l'idea di un identikit della ‘Sagra d'Elite’ che non fa solo gastronomia ma anche cultura, solidarietà e creatività”.
Tutti i progetti e le iniziative di cui è promotore Adriano Facchini sono quindi all’insegna del “bottom up” e riuniscono localismo, identità comunali, imprenditoria territoriale, società civile e volontariato, senza dimenticare le università, le scuole e l'alta ristorazione. Tutti questi attori, ma soprattutto i Comuni, possiedono quindi oggi un nuovo compito: valorizzare il territorio e diventare poli della socialità e dell’innovazione. Sono i paradigmi di un nuovo marketing geolocalizzato che unisce le potenzialità del territorio e il volontariato con i Comuni, che si riappropriano così di un valore trainante, essendo i più vicini alle esigenze della gente e capaci di coniugare in una nuova visione socialità e business.
Tutto questo evidenzia l’importanza del locale in prospettiva globale. Il localismo è una palestra per riprendere contatto con il proprio territorio, per conoscerlo meglio, ri-conoscerlo e ricollegarsi ad esso e per costruire le basi per diventare in un secondo tempo Glocal, con passo locale ma respiro internazionale, la base per adeguare le realtà locali al panorama della globalizzazione. “Il globale ha già esplicitato i suoi vantaggi e svantaggi, il locale è la grande ricchezza del futuro; questo produce mentre il globale sviluppa” conclude Facchini.

Diventare esperto di gestione delle Risorse Umane

Quando si parla dell'attività "risorse umane" all'interno di un'azienda, ci si riferisce all'insieme delle attività di gestione, selezione e formazione delle risorse, cioè di tutte le persone che lavorano in un'azienda.

I dipendenti e i consulenti sono detti "risorse" perché vengono considerati tali nell'economia dell'azienda; si è ormai capito, insomma, che una gestione efficiente dell'impresa passa anche attraverso la valorizzazione dei dipendenti come "persone".

 Il settore delle risorse umane è molto grande ed include differenti figure, come quella del selezionatore, di colui che si occupa di formazione, colui che gestisce le relazioni sindacali o i conflitti, che si occupa della qualità, che è orientato agli aspetti normativi e contrattuali.

Nulla impedisce che ci siano esperti HR (Human Resources) in grado di gestire tutti questi aspetti allo stesso modo, ma solitamente negli uffici i ruoli e le mansioni sono più strutturati e assegnati a figure professionali diverse. Del resto, per quanto una persona possa essere eclettica, sarà sempre più portata per un aspetto piuttosto che per un altro: ci sarà l'esperto HR con competenze molto forti sui contratti, quello con capacità empatiche, quello con doti comunicative spiccate e così via.

Anche il tipo di lavoro legato al Settore della Gestione delle Risorse Umane è complesso: oltre alla possibilità di lavorare nell'Ufficio risorse umane di un'azienda come dipendente (impiegato o manager), esiste anche quella di lavorare come libero professionista come consulente HR. Molte aziende, soprattutto quelle piccole, non hanno infatti la possibilità di formare internamente un ufficio di gestione risorse umane; proprio loro si affidano a consulenti esterni, che gestiscono in outsourcing tutti gli aspetti tradizionalmente affidati ad un Ufficio del Personale.

 C'è infine una terza possibilità per un esperto HR, ma questa si rivela possibile solo dopo aver maturato una certa esperienza: gli HR Specialist possono anche dedicarsi al mondo della formazione, svelando agli aspiranti HR Specialist junior i segreti del mestiere. Sono sempre di più i corsi di formazione nel settore HR, ovvero i percorsi di formazione rivolti a giovani laureati con l'aspirazione a specializzarsi nel settore delle risorse umane. Tra i master in Risorse Umane di qualità più elevata ci sono quelli della scuola di formazione Meliusform, che trovate a questi link:
http://www.meliusform.it/prodotto.asp?ID=18
http://www.meliusform.it/contenuti.asp?ID=2&sID=59&xsID=68

I master Meliusform si svolgono nelle città di Roma e di Milano e si caratterizzano per l'elevata qualità delle lezioni, i metodi didattici innovativi (con un occhio attento all'e-learning), il corpo docenti composto da professionisti del settore e un ufficio placement che si contraddistingue per la ricerca di soluzioni personalizzate per ogni allievo.

Web regulation: la par condicio nell’era digitale 2.0. Gian Guido Folloni interviene a Uno Mattina


Campagna elettorale. Regole per talk show, programmi televisivi e programmi radiofonici. Ma come dare equilibrio e correttezza alla campagna elettorale che passa per il Web? Nonostante il presidente Monti abbia esplicitamente dichiarato che proprio la Rete è lo strumento principe per le prossime elezioni di febbraio 2013 non è stata stabilita alcuna normativa a riguardo. Intervento di Gian Guido Folloni, presidente ISIAMED, a Uno Mattina.
Web regulation
Nell’era del digitale 2.0 cercare la “par condicio” in campagna elettorale attraverso il bilancino dei tempi televisivi è come traversare l’oceano in transatlantico dopo l’invenzione dell’aeroplano.
Eppure mentre la vigilanza RAI ha fissato, com’è suo compito, le regole per talk show, programmi televisivi e radiofonici in genere, nessuno ha assunto iniziativa su come dare equilibrio e correttezza alla campagna elettorale che passa per il Web. Questo nonostante il presidente Mario Monti abbia esplicitamente dichiarato che proprio la Rete è lo strumento principe per le prossime elezioni di febbraio 2013. E nonostante Grillo, Bersani, Casini e tutti gli attori grandi e piccoli usino twitter e i social network ogni giorno e si affannino a migliorare la loro personale web reputation.
La web reputation è un po’ come la tela di Penelope: lei la tesseva di giorno e la smontava di notte. Sul web qualcuno tesse e qualcun altro disfa. Le diverse opinioni sono legittime, ma spesso non si tratta di opinioni bensì di false notizie o di messaggi calunniosi, anonimi, artatamente costruiti per spargere discredito. La natura della rete è tale che un messaggio anonimo, falso e calunnioso può divenire istituzionale, solo perché ripreso da una fonte autorevole. Il cittadino è così esposto a un’informazione in Rete, somministrata anche attraverso i forum del servizio pubblico Rai, priva di responsabilità individuata, che necessaria in caso di aggressione all'onorabilità dei candidati e delle Istituzioni.
Il Comunicatore Italiano si è fatto parte diligente per segnalare la necessità di dare rilevanza alla comunicazione in Rete durante la campagna elettorale. A tale fine, dopo il convegno promosso alla Camera dei Deputati nel luglio 2012, nel dicembre ha segnalato il problema durante un’audizione all’8° Commissione permanente del Senato della Repubblica. Tra dicembre 2012 e gennaio 2013 ha incontro i vertici AGCOM, proponendo la creazione di una Camera arbitrale che, avvalendosi di una piattaforma tecnologica oggi disponibile, possa in costanza di campagna elettorale rilevare sulle 80.000 fonti certificate in Italia il traffico 1.0/2.0 di notizie/informazioni e corrispondere al cittadino/candidato la responsabilità dell'informazione cui è esposto.
In assenza di una specifica norma di legge nulla è stato finora fatto e la campagna elettorale è iniziata senza che ai 24 milioni d’italiani che utilizzano (pc, tablet, smartphone) la comunicazione digitale sia garantito un minimo di equilibrio inteso almeno come rilevazione delle manipolazioni delle notizie e dei fatti comunicati in Rete e percepibili come verità e realtà espressa di giudizio su di una Persona o Istituzione.
Sui media televisivi e radiofonici a regole equilibratrici si arrivò solo dopo che dal 1994 l’Osservatorio di Pavia aveva attivato un monitoraggio poi adottato istituzionalmente.
La storia si ripete. Anche per il Web si potrebbe iniziare partendo da un Osservatorio; dando conto ai cittadini di cosa passa (o non passa) il convento. Mancherebbero norme regolatrici. Ma potremmo frequentare il Web a occhi più aperti.
IlComunicatoreItaliano_240

Arezzo Winter Jazz (31 gennaio) e Le avventure di Pinocchio (3 febbraio) a Spazio Seme



Giovedì 31 gennaio, ore 21.00

AREZZO WINTER JAZZ 2013


Spazio Seme è lieta di ospitare la rassegna Arezzo Winter Jazz 2013

Giovedì 31 gennaio infatti, a partire dalle ore 21.00, partirà una lunga jam session aperta a tutti i musicisti. I grandi nomi del jazz aretino non mancheranno, come non sono mancati al primo appuntamento con la rassegna, lo scorso 17 gennaio.

Un appuntamento che pare già conquistare gli appassionati di musica, a partire dai mostri sacri di cui il nostro territorio può farsi vanto, fino ai più giovani studenti.

I prossimi appuntamenti, dopo il 31 gennaio,il14 e 28 febbraio e il 14 marzo.


L'ingresso, naturalmente, è libero.


***






Spazio Seme presenta:

Domenica 3 febbraio 2013, ore 17.15

LE AVVENTURE DI PINOCCHIO
di e con:
Chiara Luccianti (voce)
Chiara Renzi (voce)
Aldo Gentileschi (voce/fisarmonica)

www.spazioseme.com

Via del Pantano 36 – Arezzo


Una riscoperta del classico di Carlo Collodi attraverso le parole e la musica


Spazio Seme continua la sua rassegna teatrale rivolta ai bambini domenica 3 febbraio, 

alle ore 17.15, con uno spettacolo 

interamente dedicato al classico di Carlo Colllodi "Le avventure di Pinocchio".


Dopo aver fatto il giro dei continenti con L'Esploratore di storie di Samuele Boncompagni (giro 

che avremo la possibilità di ripetere a 

fine marzo, in chiusura della rassegna), i bambini saranno guidati da Chiara Luccianti, 

Chiara Renzi e Aldo Gentileschi, 

dell'associazione culturale rumorBianc(O), in una riscoperta tutta particolare delle 

avventure del burattino di legno più famoso  al mondo. Alla lettura di passi tratti dal testo di 

Collodi, infatti, si alterneranno brani musicali originali eseguiti alla fisarmonica.


Gli interpreti


Chiara Renzi

Laureata in "Conservazione dei Beni Culturali" _ Università degli Studi di Siena. Ha conseguito il diploma di attrice presso la scuola di Teatro Lab 9 di Firenze. Ottiene il diploma di attrice del Master il Teatro e la Musica (Teatro Magnolfi Nuovo - Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico). Partecipa al progetto "Progetto Interregionale Teatro" _ Percorsi innovativi di Alta Formazione per attori Cantieri Teatrali Koreja di Lecce. Ha studiato tra gli altri con Rem&Cap, Bread and Puppet, Giorgio Rossi, Francesca Della Monica, Gabriella Bartolomei, Gabriele Vacis, Raffaella Giordano, Eugenio Allegri, Salvatore Tramacere, J. S. Sinisterra, Paolo Magelli, Barbara Nativi, Iben Nagel Rasmussen, Renata Palminello, Ilza Prestinari, Motus, Oskaras Korsunovas, Cesar Brie, Bill Keen. Ha collaborato come attrice con:Teatro della Limonaia,Teatro Metastasio Stabile della Toscana, Cantieri Teatrali Koreja, Archetipo, Teatro Popolare d'Arte, Giallo Mare Minimal Teatro, Laboratorio Nove, Fanny & Alexander,Teatro Sotterraneo e i registi Marian Zhunin, Antonio Viganò, J. S. Sinisterra, J.Tombre, Pierluigi Pizzi.

Chiara Luccianti

Attrice, studia recitazione con Federico Tiezzi, Alfonso Santagata, Marco Martinelli, Roberto Latini, Bruce Meyers, Sandro Lombardi, Fabrizio Arcuri, Compagnia Scimone - Sframeli. Partecipa al progetto di alta formazione e lavoro "Il laboratorio di Prato", diretto da Federico Tiezzi, presso il Teatro Metastasio Stabile della Toscana. Ha lavorato con Compagnia Katzelmachen, Federico Tiezzi, Teatro popolare d'Arte, Catalyst Theatre Company, Teatro Metropolare, Daniele Griggio. Lavora al cinema con Neri Parenti. Insegna recitazione presso la Scuola di Cinema Anna Magnani di Prato. Conduce laboratori per bambini e ragazzi presso scuole materne, elementari e medie di primo e secondo grado.

Aldo Gentileschi

Si è diplomato in pianoforte col massimo dei voti sotto la guida del M° Ugo Ferrario (allievo di Arturo Benedetti Michelangeli) presso l'Istituto Musicale Pareggiato Pietro Mascagni di Livorno. In seguito si è perfezionato con il concertista italiano Piernarciso Masi. Da alcuni anni collabora felicemente con la giovane ma già rinomata soprano Maria Luigia Borsi ed il violinista americano Brad Repp. Insieme a loro si è esibito sia in Italia che all'estero, in importanti istituzioni musicali e teatri. Nel 2008, Aldo Gentileschi ha collaborato con il tenore Marco Berti, Maria Luigia Borsi, Brad Repp e il famoso pianista Bruno Canino, all'arrangiamento di quattro fantasie tratte da altrettante opere di Giacomo Puccini.

La sua passione per la composizione e l'arrangiamento lo ha portato a vincere il primo premio al concorso nazionale di Composizione "Matteo Monteverdi". Ha suonato spesso per spettacoli teatrali talvolta componendo le musiche di scena. Recentemente ha creato, assieme al già citato Brad Repp, uno spettacolo che coniuga la musica con il teatro proponendo un modo nuovo di rappresentare un concerto di musica da camera. Lo spettacolo, che si intitola"CONdivertimentoCERTO" è stato rappresentato il 25 luglio di quest'anno durante i concerti d'apertura del Festival di Salisburgo.

La rassegna teatrale continuerà nelle settimane successive con altri interessanti appuntamenti.


Ecco il calendario completo:


Domenica 17 febbraio - ore 17.15

Teatro in Scatola

COSMICOSTRETTI

con Carlo Giabbanelli e Andrea Bucciantini


Sabato 2 marzo - ore 17.15

Teatro dell'Aggeggio 

PICCHIURELLINO L'EROE DEL MATTINO

con Paolo Valenti

Domenica 17 marzo - ore 17.15

Teatro dell'Aggeggio

IL LATO OSCUTRO DI PINOCCHIO

con Nicola Veri


Sabato 23 marzo - ore 17.15

Noidellescarpediverse

L'ESPLORATORE DI STORIE

con Samuele Boncompagni


Ingresso a ciascuno spettacolo: 4 euro per i bambini, 7 euro per gli adulti


In allegato, il comunicato del 3 febbraio e la locandina dello spettacolo.


Per info e prenotazioni

0575 1827337


L'ottava edizione dello studio Worldwide Infrastructure Security Report di Arbor Networks rivela che gli attacchi DDoS appartengono ormai allo scenario delle

Arbor Networks Inc., leader nelle soluzioni per la sicurezza e la gestione di rete rivolte a reti enterprise e service provider, ha presentato i dati dell'ottava edizione dello studio Worldwide Infrastructure Security Report (WISR), che fornisce annualmente una delle poche opportunità per ottenere una visione diretta sulle principali sfide di sicurezza oggi affrontate dagli operatori di rete. Tra i principali risultati dello studio di quest'anno troviamo che: gli attacchi Advanced Persistent Threat (APT) sono divenuti la maggiore fonte di preoccupazione per service provider e aziende; gli attacchi Distributed Denial of Service (DDoS) si sono stabilizzati in termini di dimensioni ma divengono sempre più complessi; data center e servizi cloud costituiscono bersagli particolarmente interessanti per il cybercrimine; infine, per quanto concerne la visibilità di rete, il comportamento da parte degli operatori mobili resta di tipo reattivo. Lo studio copre inoltre l'impatto del modello BYOD unitamente alle problematiche legate alle infrastrutture come VoIP e IPv6.

 

Tenendo conto dei dati raccolti presso operatori di tutto il mondo, questo report annuale intende aiutare i protagonisti del settore ad assumere decisioni più informate e pertinenti in tema di strategie di sicurezza per garantire l'integrità delle infrastrutture IP e Internet mission-critical. Le relazioni coltivate da tempo con i propri clienti e la solida reputazione di Arbor quale trusted advisor e solution provider sono gli elementi che rendono possibile la realizzazione annuale di questo studio. Per consultare l'ottava edizione dell'Arbor Networks Annual Worldwide Infrastructure Security Report è possibile cliccare qui.

 

“Da sempre Arbor collabora con gli operatori di rete più avanzati del mondo. Questo report annuale è il frutto di una vera partnership con tutti i nostri clienti e con l'estesa community che lavora per tutelare la sicurezza delle informazioni”, ha osservato il Presidente di Arbor Networks, Colin Doherty. “Anche quest'anno il nostro studio fornisce dati essenziali per diverse categorie come service e cloud provider, provider mobili e operatori di reti enterprise”.

 

Principali risultati:

 

Advanced Persistent Threat (APT): una priorità per service provider e aziende

 

•         Per il 61% la priorità assoluta è costituita dalle macchine colpite da bot o da host altrimenti violati

•         Per il 55% la questione più urgente è rappresentata dagli attacchi Advanced Persistent Threat (APT)

 

Le minacce avanzate costituiscono un problema ben noto per i responsabili di reti aziendali. L'indagine di quest'anno ha rilevato un superiore livello di preoccupazione per le macchine colpite da bot o comunque compromesse che risiedono nelle reti dei provider. L'aumento dei sistemi infestati da bot non sorprende considerando la quantità e la complessità delle varianti di malware esistenti, il loro ritmo di evoluzione e la conseguente incapacità di IDS e sistemi antivirus di fornire una protezione completa contro di essi. Guardando al futuro si nota una preoccupazione anche maggiore nei confronti di APT, spionaggio industriale, esfiltrazione di dati e attività di talpe interne.

 

DDoS: il volume degli attacchi si stabilizza, ma aumenta la complessità

 

•         Il volume di attacco più ampio registrato è stato di 60 Gbps, come nel 2011; nel 2010 il picco era stato pari a 100 Gbps

•         Il 46% segnala attacchi multi-vettore

 

I risultati di quest'anno confermano come gli attacchi multi-vettore e quelli diretti contro il layer applicativo stiano continuando a evolvere in termini di complessità mentre gli attacchi volumetrici più grandi stanno iniziando a stabilizzarsi in termini di dimensioni. Gli attacchi diretti contro il layer applicativo si sono diffusi sempre più negli ultimi anni, con l'86% di intervistati che si è scontrato contro queste sofisticate minacce nate per colpire i servizi Web. Il cybercrimine oggi ricorre ad attacchi multi-vettore particolarmente sofisticati e resistenti, adottando combinazioni di vettori mirati a smantellare le difese del bersaglio prescelto. Gli attacchi multi-vettore possono essere difficili da mitigare, cosa che generalmente richiede soluzioni stratificate nei vari layer. Il report di quest'anno comprende un case study sugli attacchi condotti contro le istituzioni finanziarie statunitensi, un esempio perfetto di attacco multi-vettore.

 

Data center e servizi cloud sempre più colpiti

 

•         Il 94% degli operatori di data center ha riferito di aver subito attacchi

•         Il 90% di essi ha riportato spese operative come impatto di business

 

Aumentando il numero di aziende che spostano i propri servizi sul cloud occorre essere consapevoli dei rischi che si condividono con altri e delle possibilità di subire danni collaterali. Poiché i risultati dello studio di quest'anno indicano come i siti di e-commerce e online gaming siano i bersagli più comuni, trovarsi nel medesimo data center di uno di essi comporta un certo rischio.

 

I provider mobili continuano a essere reattivi

 

•         Il 60% degli interpellati non dispone di visibilità sul traffico dei propri EPC (Evolved Packet Core) o core di reti mobili

 

Dalla scorsa edizione dello studio si è verificato un limitato miglioramento nella visibilità e negli investimenti a favore di soluzioni di rilevamento/mitigazione specifiche per il settore delle reti mobili. Il ritorno economico delle reti CSN (Consumer Subscriber Network) non è tale da incentivare i provider a implementare funzioni di sicurezza fintanto che non si verifichi un problema.

Il numero di dispositivi mobili e i relativi livelli di sofisticazione e di potenza aumentano di anno in anno; riteniamo per questo che si tratti solo di una questione di tempo prima che reti bot e DDoS assumano un ruolo importante anche nell'ambito mobile.

 

Il modello Bring Your Own Device (BYOD) pone nuove sfide

 

•         Il 63% degli intervistati consente dispositivi BYOD sulle proprie reti

•         Ciò nonostante, solo il 40% dispone degli strumenti adatti a monitorare tali dispositivi

 

Alla luce della crescente tendenza all'utilizzo del modello BYOD, metà degli intervistati ha riferito di ammettere l'uso di dispositivi personali sulle proprie reti. Solo il 40% però dispone di strumenti atti a monitorare tali dispositivi. Inoltre, un limitato 13% blocca in maniera proattiva l'accesso ad applicazioni e siti di social networking. È evidente come il modello BYOD stia aprendo un'ulteriore quantità di entry-point attraverso cui gli hacker possono violare la rete.

 

L'infrastruttura DNS resta vulnerabile

 

•         Il 27% degli intervistati ha riferito di aver subito attacchi DDoS sulla propria infrastruttura DNS con conseguenze sui clienti — un incremento significativo rispetto al 12% dell'anno scorso

 

Alla richiesta di sapere se esista una buona visibilità del traffico da o verso l'infrastruttura DNS, quasi il 71% degli intervistati ha risposto positivamente per quanto concerne i Layer 3 e 4, mentre solo il 27% anche per il Layer 7. Questa assenza di visibilità e la carenza di personale dedicato sono elementi che creano un ambiente ideale per un hacker intenzionato a causare danni. Chi attacca ora dispone di numerosi obiettivi dai quali creare attacchi di riflesso.

 

I deployment IPv6 si stanno diffondendo rapidamente

 

•         L'80% degli interpellati dispone già di deployment IPv6 parziali o totali, da completare eventualmente nei prossimi 12 mesi.

 

Nella scorsa edizione dello studio erano stati riportati i primi casi di attacchi DDoS IPv6 ai danni di reti di produzione; nonostante tali segnalazioni, all'epoca gli incidenti a livello IPv6 risultavano ancora limitati. Tenendo conto che il 75% del campione è costituito da service provider, non sorprende che i deployment IPv6 stiano oggi registrando un'accelerazione: fatto che determina nuove opportunità per gli hacker di scavalcare i controlli di rete commutando tra reti IPv4 e IPv6.

 

 

Ulteriori risorse

 

-          Cliccate qui per scaricare il report completo e la relativa infografica

-          Visitate il blog di Arbor Networks per un riepilogo dei punti chiave: http://www.arbornetworks.com/blog/report

-          Scaricate le infografiche relative al WISR, che trovate sulla pagina Pinterest di Arbor Networks: http://pinterest.com/arbornetworks/    

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-          Visitate il blog ASERT per maggiori dettagli su quest'ultima edizione dello studio WISR:

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Ambito e campione dell'indagine

 

•         I dati coprono il periodo compreso tra ottobre 2011 e settembre 2012
Il campione è composto da un mix globale di 130 operatori Tier 1, Tier 2/3, enterprise e di altri tipi di rete, con un aumento del 14% rispetto al campione dell'anno precedente
Il 64% degli intervistati è composto da tecnici, analisti o architetti specializzati in reti o sicurezza; il resto è composto da manager ed executive

 

 

About Arbor Networks

Arbor Networks e’ oggi tra i maggiori produttori di soluzioni per la gestione e la sicurezza di rete rivolte ai data center di nuova generazione e ai carrier di tutto il mondo, tra cui la maggior parte degli ISP mondiali e molte delle più grandi reti aziendali attualmente operative. Le soluzioni Arbor per la gestione e la sicurezza di rete aiutano a proteggere e far crescere le reti, il brand e le attività dei clienti. I rapporti privilegiati che Arbor può vantare con service provider e operatori di rete consentono di ottenere un punto di vista privilegiato sulle tendenze del traffico e della sicurezza Internet. Tutto ciò grazie ad ATLASÒ (Active Threat Level Analysis System), un'iniziativa collaborativa unica nel suo genere che coinvolge oltre 230 operatori di rete in tutto il mondo e che permette di condividere informazioni in tempo reale relative a routing, traffico e sicurezza sulle quali si basano numerose decisioni di business.  

Per informazioni tecniche sulle più recenti minacce alla sicurezza e sulle tendenze del traffico Internet, è possibile visitare il sito Web www.arbornetworks.com o il nostro blog all'indirizzo asert.arbor.net. e il blog http://ddos.arbornetworks.com

 

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