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lunedì 17 giugno 2013

Sofia, no del Senato al decreto restrittivo

«Vogliamo riscrivere il decreto in modo da non limitare l’accesso alle cure, ma — dice la senatrice del Pdl Anna Cinzia Bonfrisco, segretario della commissione speciale — di estenderlo anche ad altri».
Anna Cinzia Bonfrisco
Testo integrale dell’articolo apparso su corrierefiorentino.corriere.it del 3 aprile 2013
No a un regolamento ministeriale che disciplini le cure compassionevoli. Il Senato ieri ha confermato lo stop al decreto Balduzzi sulle staminali già chiesto dalla commissione speciale ascoltando quelle famiglie, fra cui quella della piccola Sofia, che chiedevano cure compassionevoli per i malati senza alternative. Il decreto approvato dal consiglio dei ministri per permettere alla piccola Sofia, e agli altri bambini che hanno iniziato le cure secondo il contestato protocollo Stamina di portare a termine il trattamento, contiene una norma che non convince i senatori. Un comma del dl rimanda a un successivo regolamento del ministero della Salute la disciplina per l’utilizzo delle «terapie avanzate» (come quelle che fanno ricorso alle staminali).
Le nuove regole restringerebbero l’accesso alle cure compassionevole (in particolare alla terapia Stamina), non validate dalla comunità scientifica, ma consentite dalla legge Turco-Fazio, quando, davanti a una malattia rara, non ci sono altre terapie disponibili. L’aula di Palazzo Madama ha votato a favore dello stralcio della norma (252 voti favorevoli, 17 contrari e 1 astenuto) perché quel comma non ha i requisiti della necessità e dell’urgenza. Da oggi il decreto legge Balduzzi torna alla commissione speciale che modificherà il testo. Non si vuole impedire a Sofia e agli altri pazienti di completare la terapia a base di staminali, ma: «Vogliamo riscrivere il decreto in modo da non limitare l’accesso alle cure, ma — dice la senatrice del Pdl Anna Cinzia Bonfrisco, segretario della commissione speciale — di estenderlo anche ad altri». Aggiunge: «Il Parlamento ha dato ascolto alla richiesta di aiuto delle tante famiglie che vedono morire i loro bambini tra atroci sofferenze e senza speranze. Non si possono dare deleghe in bianco su regolamenti per una materia così delicata. Tanto meno a un governo che non è stato votato dagli italiani».
«Il governo farà la sua parte nel rispetto della decisione del Senato nel cercare di mantenere una regolazione complessiva della materia — dice il ministro Renato Balduzzi — Non si tratta di introdurre norme restrittive. Si tratta di tutelare la salute con trattamenti conformi alle regole di sanità pubblica di tutto il mondo». Intanto in piazza della Repubblica a Firenze (a cura dei genitori di Sofia) e in altre piazze toscane (a Pisa e a Pontedera) e italiane sabato si raccolgono firme a favore di Stamina e di una regolamentazione delle cure compassionevoli con staminali che non limiti l’accesso, e la speranza, ai pazienti affetti da malattie rare. Il decreto Balduzzi consentirebbe la prosecuzione di un solo ciclo di terapia Stamina per Sofia che aspetta la terza infusione di staminali per la fine di aprile. Il tribunale di Livorno è chiamato a decidere intanto sul diritto della bambina di tre anni e mezzo affetta da leucodistrofia metacromatica a terminare la cura già iniziata a Brescia.

venerdì 14 giugno 2013

Bonfrisco: Giusto il monito di Napolitano Ora al lavoro su crisi e riforme

“Giusto il monito di Napolitano Ora al lavoro su crisi e riforme”. Sferzata ai partiti. I parlamentari veronesi di Pd e Pdl si dicono d'accordo sulle priorità.

Testo integrale dell’articolo apparso su larena.it del 3 giugno 2013

Anna Bonfrisco

Fa breccia nei parlamentari veronesi di Pd e Pdl la sferzata di Napolitano alle forze politiche che sostengono il governo affinché si smetta «di perdere tempo con polemiche sterili e pericolose per la stabilità politica e istituzionale». Il presidente ha poi richiamato alla «responsabilità» e alla «operosa laboriosità» per «aggredire la crisi e riformare lo Stato attraverso profonde riforme istituzionali, a partire da quella elettorale». Parole che per la deputata del Pd Alessia Rotta «sono musica per le nostre orecchie perché siamo stati eletti per questo». E aggiunge: «Speriamo che anche i nostri alleati, ma non solo, ascoltino Napolitano, che è il presidente di tutti non solo quando lo si deve eleggere». La parlamentare, che fa parte della commissione Trasporti di Montecitorio, sottolinea: «Noi come Pd le nostre responsabilità ce le siamo prese, anche quando c'era da sostenere il governo Monti e abbiamo pagato un prezzo politico».
Per la senatrice del Pdl Cinzia Bonfrisco, membro della commissione Bilancio di Palazzo Madama, «quella del capo dello Stato è un monito efficace e importante in una fase in cui i due principali partiti hanno dato vita a un governo di grande maggioranza per affrontare i problemi del Paese». In primo luogo, secondo la senatrice del Pdl «bisogna dare una risposta adeguata alla crisi che spazza via migliaia di posti di lavoro e contro la disoccupazione servono forti incentivi ai lavoratori e alle imprese, dal punto di vista degli sgravi fiscali e della flessibilità, ma tutto ciò ha costi notevoli. Ma», si dice sicura la parlamentare veronese, «questo per il governo sarà la priorità. In questi giorni», continua, «si parla moltissimo di disoccupazione giovanile ma non dimentichiamo che perdere il lavoro a un'età tra i 45 e i 50 anni è una vera tragedia, umana e sociale. Dobbiamo pensare anche a questi».
Secondo la democratica Rotta sia i provvedimenti contro la crisi che le riforme istituzionali «sono entrambe indispensabili, e soprattutto non bisogna ritardare la nuova legge elettorale che, in teoria, tutti vogliono, quindi, basta con le ipocrisie», esclama.
Ma prima di cambiare la legge elettorale, dice però la senatrice Bonfrisco, si deve «mettere mano alle riforme costituzionali per ridurre la rappresentanza parlamentare e per modernizzare la forma di governo in senso presidenziale o semipresidenziale». Quanto al sistema elettorale che soppianti il famigerato "Porcellum", Bonfrisco confessa di vedere con favore un ritorno ai collegi. «Il Mattarellum», afferma, «è un modello che personalmente apprezzo, ma il dibattito è ampio e aperto... Tuttavia, ripeto, in questo momento la priorità è la crisi economica e sono convinto che questo governo ce la può fare».
Previsioni, invece, Alessia Rotta non vuole farne. «Mi basterebbe», dice, «che il governo Letta facesse lo stretto necessario, che però non è poco, perché significa affrontare l'emergenza sociale-economica. Altrimenti nessuno potrà più presentarsi davanti agli elettori, perché la gente non ne può più di chiacchiere».

FONTE: larena.it

mercoledì 24 aprile 2013

Cinzia Bonfrisco: Staminali, Straordinario risultato per tutto il Paese


Per la Senatrice Bonfrisco il voto della Camera sulle staminali rappresenta “uno straordinario risultato per tutto il Paese”. “La sperimentazione era un traguardo troppo importante da raggiungere e per arrivarci occorreva avere un campo definito di pazienti. La libertà di ricerca è il fronte politico che vogliamo conseguire, si tratta di un campo che deve poter appartenere anche ai semplici ricercatori e non solo alle grandi imprese della ricerca”.
Testo integrale dell’articolo apparso su La Discussione il 12 aprile 2013.
Anna Bonfrisco2
‘Balduzzi, Balduzzi, qui si cura tutti’. E’ il coro intonato dai genitori di bambini malati e da parenti, amici e gente comune arrivate al Pantheon a Roma, per manifestare per la libertà di cura con le cellule staminali. Proprio ieri il Senato ha approvato il decreto Balduzzi che concede una sperimentazione di 18 mesi in strutture pubbliche sulle cure già avviate.
Una delegazione in mattinata ha incontrato il Capo dello Stato, la delegazione supporta la causa del piccolo Christian. Il papà, giunto da Serre (Salerno), chiede l’arrivo in Italia di un farmaco contro l’atrofia muscolare spinale, attualmente non disponibile nel nostro Paese. Nel pomeriggio, un nuovo incontro c’è stato con il presidente del Senato, Piero Grasso: “Mi impegno perchè anche alla Camera possa passare la legge. Sono pronto e disponibile a fare tutto il possibile affinché anche a Montecitorio l’iter sia brevissimo”. Sono state queste le parole che Grasso ha rivolto alla delegazione dell’Asamsi (Associazione per lo studio delle atrofie muscolari spinali infantili) e ad un gruppo di genitori di bambini affetti da patologie neurovegetative accompagnati dai senatori Pdl Anna Cinzia Bonfrisco e Antonio Azzollini. “I bambini devono avere tutte le cure necessarie per diventare cittadini – ha detto Grasso -. Hanno i loro diritti autonomi ed è importante che siano messi al centro”.
“Noi siamo pronti e disponibili a fare tutto quello che è possibile”, ha aggiunto Grasso rispondendo alla domanda di attenzione proveniente dai genitori dei bambini. “Non solo vanno concluse le cure iniziate, ma vanno garantite tutte le cure, che pare diano dei benefici. Io sono sempre stato un uomo di speranza, che ha sempre guardato con speranza al futuro e proprio per questo penso che tutti quelli che si sono impegnati per questa battaglia continueranno a farlo”.
E’ il caso della senatrice Pdl Cinzia Bonfrisco al quale il presidente del Senato ha voluto riservare un plauso per “la passione con cui ha salutato il via libera dell’Aula al Senato. Un intervento che mi ha sinceramente emozionato”. Sinceri anche i ringraziamenti dei genitori: “Grazie presidente, perchè con le sue parole apre una fessura che lascia intravedere la luce”, ha detto il papà di un bambino. “E noi speriamo che quella fessura possa trasformarsi in un finestra, anzi in un bel balcone aperto”. Lo stesso papà che subito dopo aver salutato il Presidente Grasso è corso da sua moglie, rimasta seduta in un angolo dell’anticamera, gli occhi colmi di lacrime: “Hai sentito? Ha detto che possiamo sperare. Non piangere…”.
Per la senatrice Cinzia Bonfrisco il voto di ieri della Camera sulle staminali rappresenta “uno straordinario risultato per tutto il Paese, perchè consentirà ai bambini malati di essere curati ed essere parte di una sperimentazione”. “Il voto di ieri in Senato – ha aggiunto la senatrice – pone fine alle polemiche delle ultime settimane. La sperimentazione era un traguardo troppo importante da raggiungere e per arrivarci occorreva avere un campo definito di pazienti. La libertà di ricerca è il fronte politico che vogliamo conseguire, si tratta di un campo che deve poter appartenere anche ai semplici ricercatori e non solo alle grandi imprese della ricerca”.
In piazza c’era anche Stefano De Lillo (Pdl), medico e già senatore della Commissione sanità. “Partecipo a questa iniziativa – ha detto – perchè bisogna, senza pregiudizi, lavorare per la ricerca e lo sfruttamento massimo delle cellule staminali adulte”. Ma non mancano dubbi e distinguo. “Cure compassionevoli sì, bambini-cavia no – è stato invece il commento della deputata dell’Udc-Scelta Civica Paola Binetti -. La ricerca è un valore nel quale il futuro governo dovrà compensare i mancati investimenti delle ultime legislature. Servono risorse, le promesse non bastano, ma non esistono prove scientifiche dell’efficacia della terapia ‘Stamina’, non a caso – ha concluso Binetti - il premio nobel Shinya Yamanaka ha manifestato in proposito le sue perplessità”.

lunedì 18 marzo 2013

Votazioni per Camera e Senato. Bonfrisco, forte preoccupazione per i temi economici

Al Senato, fra chi del Pdl era incaricato di contare i voti, c'era la senatrice Cinzia Bonfrisco: «Ho contato le schede bianche del gruppo di Monti, mentre sono arrivati 15 voti dei grillini grazie all'accordo fra il Pd e il 5 Stelle. C'è delusione, forte preoccupazione. È sempre più evidente che si va a un governo del Pd con appoggio più o meno nascosto del 5 Stelle. Questo ci preoccupa molto, soprattutto in ordine ai temi economici».
Cinzia Bonfrisco
Habemus, dopo papa Francesco, anche i presidenti di Camera e Senato. E comincia la battaglia anche nella pattuglia veronese di parlamentari, 11 deputati e un senatore. Com'era prevedibile, qualche ponte di ipotetico dialogo fra Pd-Sel e Movimento 5 Stelle è stato creato. Mentre si allarga la crepa fra centrosinistra, da una parte, montiani e centrodestra dall'altra. Laura Boldrini, di Sel, e Pietro Grasso, del Pd, sono stati eletti rispettivamente presidenti della Camera e del Senato, ma la loro attività parte in salita. E chi è partito dall'Adige per andare al Tevere conferma questo quadro. «Per il curriculum e l'esperienza Laura Boldrini è senz'altro persona all'altezza dell'incarico e la misureremo in aula», dice Alberto Giorgetti, deputato del Pdl, «ma la sua matrice culturale è palesemente di sinistra, essendo di Sel e accolta con entusiasmo anche dal 5 Stelle. Molto più spostata dell'area centrista del Pd, dunque», spiega. «È un ulteriore passo indietro verso l'ingovernabilità».
Sul fronte leghista anche Matteo Bragantini, deputato della Lega Nord, contrasta la scelta. «Il Pd ha deciso di votare un esponente di Sel», dice, «e hanno scelto al loro interno. Ho trovato poi il discorso della Boldrini molto retorico. Ha parlato solo delle sofferenze degli extracomunitari, a cui vuole aprire le porte, poi dei detenuti, ma forse si è dimenticata della crisi economica e istituzionale. Vedremo nei fatti se sarà super partes e garante di tutte le posizioni o sarà, invece, di parte». SUL FRONTE del Pd viene accolta con grande favore l'elezione della Boldrini. «Il primo atto del nostro Parlamento è stato quello di eleggere una donna», dice Alessia Rotta, deputato del Pd, «una donna coraggiosa, che non è una promessa ma da 20 anni lavora per i diritti. Le sue prime parole sono state importanti, si riparte dagli ultimi, si deve ritrovare la passione che animi la politica, il senso delle istituzioni e naturalmente i crimini inaccettabili, come quelli contro le donne. Sottolineo poi il grande gesto della coalizione Italia Bene Comune: il Pd», conclude la Rotta, «ha dimostrato di ascoltare i cittadini che chiedono rinnovamento, ma accompagnato da responsabilità, come sottolinea Bersani».
E Francesca Businarolo, deputato del 5 Stelle, spiega: «Auguriamo buon lavoro alla neoeletta presidente. E ci auguriamo che la Camera diventi la casa della buona politica. Verificheremo con i fatti se i propositi enunciati nel discorso verranno mantenuti». SIA LA BOLDRINI che Grasso sono stati già a Verona, negli anni scorsi, ma Vincenzo D'Arienzo, deputato del Pd e segretario provinciale fa sapere: «L'ho invitata in Arena per l'opera e lei ha detto che verrà volentieri». Gianni Dal Moro, deputato del Pd: «Abbiamo credo mantenuto la parola: responsabilità nel cambiamento. Laura Boldrini e Piero Grasso sono certo saranno due presidenti di tutti gli italiani. Ora diventa più chiara la differenza tra la politica che costruisce e quella che distrugge».
Al Senato, fra chi del Pdl era incaricato di contare i voti, c'era la senatrice Cinzia Bonfrisco: «Ho contato le schede bianche del gruppo di Monti, mentre sono arrivati 15 voti dei grillini grazie all'accordo fra il Pd e il 5 Stelle. C'è delusione, forte preoccupazione. È sempre più evidente che si va a un governo del Pd con appoggio più o meno nascosto del 5 Stelle. Questo ci preoccupa molto, soprattutto in ordine ai temi economici».
FONTE: L’Arena

giovedì 28 febbraio 2013

Cinzia Bonfrisco: Stanziamento per bicentenario nascita di Giuseppe Verdi


L’Arena di Verona, da Roma arriva uno stanziamento governativo per sostenere la lirica. Un milione in più da Roma per la lirica, finalizzati a sostenere le iniziative per i festeggiamenti per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, che a Verona coincidono con il centenario del festival lirico in Arena. La Senatrice Bonfrisco esprime “grande soddisfazione per l'emendamento approvato”.
Testo integrale dell’articolo apparso su L’Arena il 20 dicembre 2012.
Arena Verona_Larena
Un milione in più da Roma per la lirica, finalizzati a sostenere le iniziative per i festeggiamenti per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, che a Verona coincidono con il centenario del festival lirico in Arena, nel 2013. Lo stanziamento governativo arriva grazie a un emendamento apportato al Decreto legge stabilità — l'ultimo atto del Governo tecnico Monti — discusso ieri al Senato. Proprio ieri il sovrintendente della Fondazione Arena, Francesco Girondini, illustrando il bilancio sociale 2011 al museo della Lirica Amo, a Palazzo Forti, auspicava in vista delle celebrazioni del centenario uno sforzo economico in più da parte delle istituzioni e degli enti, come Stato, Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio.
Bonfrisco
Cioè i soci della Fondazione, a cui versano quote annuali dell'8 per cento del Fondo unico per lo spettacolo (Fus), che ammontava quest'anno a 14 milioni 300mila euro, a cui si sono aggiunti altri tre milioni di contributo dallo Stato. La quota di Fus, rileva Girodini, in calo costante negli ultimi 10 anni. La Provincia (socio dal 2008) con l'assessore alla cultura Marco Ambrosini, presente all'illustrazione del bilancio sociale, annuncia «di voler compiere uno sforzo in più, nel 2013, rispetto al milione 200mila euro che stanzia attualmente».
I soldi nella legge di stabilità, dunque, arrivano come manna dal cielo e di questo, d'accordo con Girondini e con il sindaco e presidente della Fondazione Arena, Flavio Tosi, si era interessato il deputato del Pdl ed ex sottosegretario alle finanze, Alberto Giorgetti, insieme ai senatori Federico Bricolo (Lega), Maria Pia Garavaglia (Pd) e Cinzia Bonfrisco (Pdl), quest'ultima componente della commissione bilancio del Senato, che esprime “grande soddisfazione per l'emendamento approvato”.
Il Parlamento ha svolto un buon lavoro importante e ringrazio il deputato Giorgetti e i senatori Bricolo e Garavaglia per l'impegno profuso a favore della nostra città». Tirando le somme dell'anno 2011 con il bilancio sociale — strumento dà conto della missione dell'ente, ne illustra i dati, le attività e gli effetti prodotti sul contesto economico sociale e sull'ambiente — Girondini, coadiuvato da Paola Gennari autrice della ricerca — rivela i numeri.
Nel 2011 sono andate in scena a Verona 127 rappresentazioni, di cui 49 in Arena (opere liriche) e 78 fra lirica, balletto e musica sinfonica al Teatro Filarmonico, con 508.375 spettatori; altri 197 spettacoli e manifestazioni collaterali. La Fondazione ha utilizzato 1.290 lavoratori, di cui 296 a tempo indeterminato e 994 a tempo determinato. Tre le tournèe all'estero, incassi di 27,4 milioni. Sul fronte della gestione il bilancio sociale (contenuto in un volume illustrato) registra nel 2011 un utile di 485.921 euro, positivo da quattro anni. Il valore della produzione è stato di 55,78 milioni, più 10,9 per cento rispetto al 2010, mentre le sponsorizzazioni sono cresciute del 15,8 per cento, attestandosi sui 2,2 milioni. I costi di produzione, 49 milioni, sono stati in crescita del 6,3 per cento.
L'incidenza dei contributi pubblici e privati sul valore della Fondazione Arena è stata del 40,1 per cento. Girondini, presente anche Mattia Galbero, nel cda della Fondazione Arena in rappresentanza del socio Regione, sottolinea un altro dato, quello relativo agli acquisti di beni e servizi in aziende della provincia di Verona, «a dimostrazione di quanto generi la Fondazione genera per il nostro territorio, dal punto di vista economico, a cui va senz'altro aggiunto l'indotto di diverse centinaia di milioni». I risultati del 2011, in crescita rispetto agli anni precedenti, sono però peggiorati quest'anno. «Nel 2012 la crisi si è fatta sentire e siamo tornati ai valori del 2011», spiega il sovrintendente Girondini, «ma con tutto il cartellone previsto per il centenario, e con 58 serate e quindi nove in più, con sei opere liriche e quattro serate di gala, oltre che con il museo Amo e le tante iniziative in programma, contiamo di aumentare ancora gli introiti».
FONTE: L’Arena

mercoledì 27 febbraio 2013

Bonfrisco Elezioni 2013: Nel Veronese un voto di affezione e di responsabilità


Una rimonta che ha raddoppiato i voti, dal 14 previsto al 28 per cento a livello nazionale, arrivando nel Veronese al 20,5. Un segnale, anche alla Lega. È la tesi della Senatrice Bonfrisco del Pdl, uscente e confermata. «Nella nostra provincia si conferma che al Pdl e al Pd va un voto di affezione e di responsabilità, vuol dire che la maggior parte dei veronesi ha un progetto politico legato al territorio, ma anche di profilo nazionale. Berlusconi ha saputo trainare il centrodestra verso questo risultato».
Testo integrale dell’articolo apparso su L’Arena il 26 febbraio 2013.
Anna Bonfrisco
Una rimonta che ha raddoppiato i voti, dal 14 previsto al 28 per cento a livello nazionale, arrivando nel Veronese al 20,5. Un segnale, anche alla Lega. È la tesi di Cinzia Bonfrisco, senatrice del Pdl uscente e confermata. «Nella nostra provincia si conferma che al Pdl e al Pd va un voto di affezione e di responsabilità», spiega. «Vuol dire che la maggior parte dei veronesi ha un progetto politico legato al territorio, ma anche di profilo nazionale.
Grillo? Ce lo aspettavamo, però il dato di Grillo fa pensare al fatto che tutti i voti della protesta siano finiti lì. Il voto leghista è quindi dentro il centrodestra e questo dobbiamo difenderlo. Perciò il voto ai leghisti liquida ogni avventura di tipo miniregionalista». E ora, però che succederà? «Per noi viva Berlusconi, che ha saputo trainare il centrodestra verso questo risultato. Alla Lega dico che l’aver continuato a logorare l’accordo con Berlusconi è stato un boomerang per il Carroccio veronese, perché Berlusconi ha preso i suoi voti, la Lega no. Quindi? La Lega va bene nel centrodestra.
Ogni avventura che qualcuno immagina con Passera o altri, non ha prospettiva». Ma quale è stato il segreto del risultato del risultato? «Berlusconi. Il quale, a parte Grillo che raggiunto percentuali strepitose, è il vero vincitore di queste elezioni. Era partito decisamente da sconfitto e il fatto che abbia ora la maggioranza relativa dei senatori dimostra che ha ottenuto un grande risultato». È il commento di Davide Bendinelli, consigliere regionale del Pdl, di cui è coordinatore cittadino». Della coalizione di centrodestra, però, oltre Pdl, Fratelli d’Italia, La Destra di Storace, Mir-Samorì e Partito Pensionati, fa parte anche la Lega, che però ha avuto, soprattutto in Veneto, un crollo di consensi. Eppure, soprattutto nella nostra regione, la Lega, e la base in particolare, non aveva gradito in larga parte il nuovo accordo con il Pdl. «Ma noi, quindi anche la Lega, abbiamo preso i voti per Berlusconi», spiega.
«Quello fra Lega e Pdl è un binomio vincente e quindi, invece che continuare a giocare a ping pong, bisogna ripartire con un progetto politico in grado di governare il Paese. Io non sono affatto convinto che la Lega abbia perso voti per noi, ma in parte per problemi interni, in parte perché i suoi elettori volevano quel federalismo che non si è mai realizzato e in parte perché i voti di protesta sono andati altrove. Andare ancora al voto? Io credo che chi è stato eletto debba trovare una quadratura del cerchio», conclude Bendinelli. «Tornare alle urne farebbe ridere gli italiani e gli Stati europei». Il Pdl comunque festeggia. Se alla vigilia della campagna elettorale veniva accreditato del 14 per cento, adesso fa i conti nelle urne con percentuali pari al doppio che portano la coalizione al testa a testa con il centrosinistra e catapultano di nuovo Berlusconi tra i protagonisti della scena politica. In città il dato risente del boom di Grillo, ma a livello veneto il Pdl ha tolto alla Lega lo scettro della coalizione. «A livello di partito siamo più che soddisfatti», dice il coordinatore regionale del Pdl Alberto Giorgetti, rieletto deputato, «sia perché recuperiamo il ruolo di leader nei confronti della Lega, sia perché Berlusconi ha dimostrato di avere ancora una forza straordinaria. Un ottimo risultato, che se avesse visto i moderati uniti, con Udc e Monti, ci avrebbe portato alla vittoria e a governare senza problemi. Adesso l’unica strada sono le larghe intese con il Pd».
FONTE: L’Arena

mercoledì 20 febbraio 2013

Bonfrisco Legambiente, disegno di legge sulla bellezza del nostro Paese


Legambiente ha presentato un disegno di legge sulla bellezza del nostro Paese. Una proposta per fare della prossima legislatura un occasione di cambiamento. La bellezza come tema importante di scelte concrete e la qualità come chiave di ogni trasformazione del territorio. Tra le personalità presenti al dibattito tra Legambiente Verona e i candidati veronesi al Parlamento, la Senatrice Bonfrisco.
Testo integrale dell’articolo apparso su L’Arena del 16 febbraio 2013.
Senatrice Bonfrisco
Perché l’ambiente non è al centro dei programmi politico-elettorali? Perché la tutela del territorio e la difesa del verde non sono temi cardine dell’agenda di ogni candidato? Sono alcune delle domande che Legambiente Verona ha voluto girare ai candidati veronesi al Parlamento. Giovedì sera, al Centro Tommasoli di Borgo Venezia il presidente dell’associazione Legambiente Verona Lorenzo Albi ha chiesto ad alcuni candidati veronesi alle prossime elezioni politiche a che posto è l’ambiente all’interno dei loro programmi. «I dati parlano chiaro», ha esordito Albi introducendo la serata. «In Italia ogni giorno si cementificano 100 ettari di superficie libera. Dal 1956 al 2010 il territorio nazionale edificato è aumentato del 166% a fronte di un 28% di crescita demografica». Se il ddl già proposto dal Ministro delle politiche agricole Mario Catania a luglio 2012 si poneva l’obiettivo di far fronte all’annoso problema della cementificazione del suolo agricolo, la proposta avanzata da Legambiente vuole essere ancora più completa e più incisiva.
«Legambiente», ha spiegato ancora Albi di fronte ai cittadini intervenuti all’incontro, «ha presentato un disegno di legge sulla bellezza del nostro maltrattato Paese. Una proposta per fare della prossima legislatura un occasione di cambiamento. La bellezza come tema importante di scelte concrete e la qualità come chiave di ogni trasformazione del territorio». Hanno preso la parola al dibattito i seguenti candidati: Stefano Valdegamberi candidato al collegio Camera 1 per l’Unione di Centro; la senatrice Cinzia Bonfrisco ricandidata al senato per il Pdl, Mattia Fantinati candidato alla Camera per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, Michela Faccioli candidata per Sel nelle liste della Camera, Diego Zardini vincitore delle primarie veronesi del Pd e candidato per il Partito Democratico, Giovanna Negro, sindaco del Comune di Arcole e ricandidata per la Lega Nord alla Camera e infine Michele Dotti candidato per Rivoluzione Civile Lista Ingroia.
Il disegno di legge «per la bellezza» è composto da 10 articoli che riorganizzano in un sistema unico i provvedimenti legislativi inerenti alla qualità del territorio, quella del paesaggio, il consumo del suolo e la gestione dei beni culturali. «La sregolatezza con cui il mercato si è imposto nei paesaggi urbani, nella pianura coltivata e negli ambiente montani», ha ricordato ai candidati il presidente Albi, «ha prodotto trasformazioni senza precedenti infliggendo vaste ferite sul paesaggio costruito così come in quello naturale. Ma altrettanto rilevante», ha evidenziato il presidente di Legambiente Verona, «è il tema sugli stili di vita, sui nostri quotidiani comportamenti che producono rifiuti. Ecco che il superamento del modello consumista dell’usa e getta diventa una priorità. la gestione del territorio e il modello di consumo», ha ricordato il presidente dell’associazione ambientalista, «sono i punti cardine sui quali Legambiente continuerà a chiedere, anche dopo le elezioni, l’impegno di tutti i soggetti politici».
FONTE: L’Arena

venerdì 8 febbraio 2013

Bonfrisco JP Morgan, Ci sarebbe da fare una grossa risata, ma c'è da piangere


Bonfrisco: JP Morgan vuole parlarci dei suoi derivati piazzati nei Paesi europei invece che inventare analisi utili ai suoi interessi? A quando un presidente del Consiglio che difende il suo Paese invece che farsi coccolare dalle banche straniere? Nota della Senatrice Bonfrisco su caso JP Morgan.
Anna Bonfrisco
Elezioni/ Bonfrisco (Pdl): Jp Morgan parli dei suoi derivati
Ci sarebbe da fare una grossa risata, ma c’è da piangere
“Su Jp Morgan dovremmo farci tutti una grossa risata, se non ci fosse invece da piangere, per l’allarme lanciato da una scandalosa banca d’affari che tanto male ha fatto al sistema finanziario americano e internazionale”. Lo afferma in una nota la senatrice del Pdl, Anna Cinzia Bonfrisco, componente della commissione Bilancio del Senato.
“Jp Morgan – sottolinea – vuole parlarci dei suoi derivati piazzati nei Paesi europei invece che inventare analisi utili ai suoi interessi? A quando un presidente del Consiglio che difende il suo Paese invece che farsi coccolare dalle banche straniere? Speriamo dopo il 24 di febbraio con Silvio Berlusconi, per restituire nelle mani degli italiani il destino dell’Italia, della nostra economia e del futuro dei nostri giovani ai quali non pensa certo Jp Morgan”.
FONTE: Il Mondo
ELEZIONI: BONFRISCO (PDL), JP MORGAN NON PARLI DI BERLUSCONI MA DEI SUOI DERIVATI
“Su Jp Morgan dovremmo farci tutti una grossa risata, se non ci fosse invece da piangere, per l’allarme lanciato da una scandalosa banca d’affari che tanto male ha fatto al sistema finanziario americano e internazionale.Jp Morgan vuole parlarci dei suoi derivati piazzati nei Paesi europei invece che inventare analisi utili ai suoi interessi? A quando un Presidente del Consiglio che difende il suo Paese invece che farsi coccolare dalle banche straniere? Speriamo dopo il 24 di febbraio con Silvio Berlusconi, per restituire nelle mani degli italiani il destino dell’Italia, della nostra economia e del futuro dei nostri giovani ai quali non pensa certo Jp Morgan”. Lo afferma la Senatrice Anna Cinzia Bonfrisco del Popolo della Libertà, componente della commissione Bilancio del Senato.

giovedì 7 febbraio 2013

Bonfrisco Stanziamenti Terremotati, Governo 6 più 6 miliardi di euro


Stanziamenti zone terremotate, Senatrice Bonfrisco, segnale positivo per Mirandola. Soave e Monteforte dimostrazione che è possibile ripartire.
Bonfrisco
Testo integrale dell’articolo apparso su larena.it del 3 dicembre 2012.
Soave e Monteforte. Otto-novecento suppergiù: sono i podisti che ieri hanno colorato piazza Venturi a Monteforte e le colline di Soave, nonostante il freddo e la pioggia, per esprimere la loro vicinanza alla popolazione terremotata di Mirandola. Tre le presenze significative: quella, tra i podisti, di alcune famiglie toccate direttamente dall’alluvione, quella dei gruppi (col più lontano che arrivava da Recoaro) e quella di un podista che non ha voluto mancare all’appuntamento caricandosi sulle spalle l’ossigeno e infischiandosene del tubicino che gli solcava le guance.  Sei o dieci chilometri non ha fatto differenza: la differenza l’ha fatta chi ha comprato il pettorale che si trasformerà in quota parte per i lavori di ripristino dell’asilo «Adani» di Mirandola. C’era anche Sauro Prandi ieri, assessore ai Lavori pubblici del Comune modenese. Non ha potuto non ricordare le sei vittime mirandolsesi del dramma, lavoratori che il sisma ha colto sotto le volte dei capannoni.
A Soave e a Monteforte l’emergenza non c’è più: a Mirandola oggi è costituita dalla necessità di costruire 250 moduli abitativi provvisori che costituiranno la casa per 800 persone. «L’emergenza continua», ha detto Prandi, «ma la solidarietà c’è sempre». Di qui il suo grazie, ribadito anche a Mammuna Patrizia Guerresi che ha donato una scultura destinata a diventare una sorta di sigillo su questo «gemellaggio del cuore». Solidarietà che hanno sperimentato due anni fa anche i sindaci che ieri erano i padroni di casa: «Quel che ci ha dato più forza è stato il poter contare sull’amicizia e il sostegno di tante persone in tante zone d’Italia», ha detto il sindaco di Soave Lino Gambaretto, «abbiamo imparato che è proprio nei momenti più difficili che bisogna dare il massimo». Carlo Tessari, sindaco di Monteforte, s’è fatto invece interprete «di un disagio che abbiamo tutti sperimentato e che comprendiamo bene».
Cinzia Bonfrisco, senatrice del Pdl, ha mandato un segnale positivo a Mirandola, «il Governo ha stanziato 6 più 6 miliardi di euro per le zone terremotate», ma ha anche indicato le comunità di Soave e Monteforte come «dimostrazione che si può ripartire e si impara a dimostrare attenzione agli altri».
Perla Stancari, prefetto di Verona e da 48 ore ex Commissario straordinario per l’alluvione, ha fatto una sorpresa a tutti arrivando in piazza precisa come un orologio: «La solidarietà espressa da Soave e Monteforte, come da altri Comuni del Veneto, esprime la solidarietà di persone che hanno vissuto il bisogno e capiscono». Nicola Da Toma, per il Rotary, ha portato il saluto degli 85 club del distretto 2060 (che hanno scelto l’aiuto alle zone terremotate come proprio service per il 2012-2013) e quello dei nove club della provincia mentre Ariella Stubelj, che ha coordinato l’iniziativa che presto si concluderà con la consegna dei fondi raccolti, ha voluto chiamare sul palco tutti quelli che, secondo lei, andavano ringraziati.
Dai carabinieri (presente il comandante della Compagnia di San Bonifacio Salvatore Gueli) alla Protezione civile, dagli attivissimi volontari del Gruppo sportivo dilettantistico Valdalpone-De Megni (irrinunciabile partner tecnico del progetto), alla Pro loco, e poi i volontari del soccorso della Croce rossa di San Bonifacio, i vigili. In mezzo anche la piccola folla dei 22 gruppi aderenti: il più numeroso il Varmosel di Salizzole e dietro i padroni di casa dell’Hellas Monteforte e il Gp Casoni di Legnago. Al Palazzo vescovile è stata visitatissima la mostra delle foto di Giovanni Brighente e Lella Vaccari dedicate, rispettivamente, all’alluvione a Monteforte e Soave. Sui tavoli anche gli scatti che raccontavano il dramma del sisma a Mirandola. Sul sagrato della chiesa i volontari della Onlus Le Ali di Thomas hanno continuato la loro raccolta pro Mortizzuolo, la piccola frazione di Mirandola «adottata» dal volontariato montefortiano.
FONTE: L’Arena

venerdì 1 febbraio 2013

Cinzia Bonfrisco, un milione in più per l’Arena di Verona


Arena di Verona, Cinzia Bonfrisco (Pdl), componente della commissione bilancio del Senato, esprime “grande soddisfazione per l'emendamento approvato. Il Parlamento ha svolto un buon lavoro importante”.
Arena Verona_Larena
Testo integrale dell’articolo apparso su larena.it del 20 gennaio 2012.
IL BILANCIO DELLA FONDAZIONE. Lo stanziamento governativo arriva mentre il sovrintendente chiede alle istituzioni uno sforzo economico per sostenere la lirica. Finanziamento straordinario per il bicentenario verdiano. Girondini: «Ma auspichiamo che aumentino anche i contributi da parte dei soci».
Un milione in più da Roma per la lirica, finalizzati a sostenere le iniziative per i festeggiamenti per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, che a Verona coincidono con il centenario del festival lirico in Arena, nel 2013. Lo stanziamento governativo arriva grazie a un emendamento apportato al Decreto legge stabilità — l'ultimo atto del Governo tecnico Monti — discusso ieri al Senato. PROPRIO ieri il sovrintendente della Fondazione Arena, Francesco Girondini, illustrando il bilancio sociale 2011 al museo della Lirica Amo, a Palazzo Forti, auspicava in vista delle celebrazioni del centenario uno sforzo economico in più da parte delle istituzioni e degli enti, come Stato, Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio. Cioè i soci della Fondazione, a cui versano quote annuali dell'8 per cento del Fondo unico per lo spettacolo (Fus), che ammontava quest'anno a 14 milioni 300mila euro, a cui si sono aggiunti altri tre milioni di contributo dallo Stato. La quota di Fus, rileva Girodini, in calo costante negli ultimi 10 anni.
LA PROVINCIA (socio dal 2008) con l'assessore alla cultura Marco Ambrosini, presente all'illustrazione del bilancio sociale, annuncia «di voler compiere uno sforzo in più, nel 2013, rispetto al milione 200mila euro che stanzia attualmente». I soldi nella legge di stabilità, dunque, arrivano come manna dal cielo e di questo, d'accordo con Girondini e con il sindaco e presidente della Fondazione Arena, Flavio Tosi, si era interessato il deputato del Pdl ed ex sottosegretario alle finanze, Alberto Giorgetti, insieme ai senatori Federico Bricolo (Lega), Maria Pia Garavaglia (Pd) e Cinzia Bonfrisco (Pdl), quest'ultima componente della commissione bilancio del Senato, che esprime «grande soddisfazione per l'emendamento approvato. Il Parlamento ha svolto un buon lavoro importante e ringrazio il deputato Giorgetti e i senatori Bricolo e Garavaglia per l'impegno profuso a favore della nostra città». Tirando le somme dell'anno 2011 con il bilancio sociale — strumento dà conto della missione dell'ente, ne illustra i dati, le attività e gli effetti prodotti sul contesto economico sociale e sull'ambiente — Girondini, coadiuvato da Paola Gennari autrice della ricerca — rivela i numeri.
NEL 2011 SONO andate in scena a Verona 127 rappresentazioni, di cui 49 in Arena (opere liriche) e 78 fra lirica, balletto e musica sinfonica al Teatro Filarmonico, con 508.375 spettatori; altri 197 spettacoli e manifestazioni collaterali. La Fondazione ha utilizzato 1.290 lavoratori, di cui 296 a tempo indeterminato e 994 a tempo determinato. Tre le tournèe all'estero, incassi di 27,4 milioni. Sul fronte della gestione il bilancio sociale (contenuto in un volume illustrato) registra nel 2011 un utile di 485.921 euro, positivo da quattro anni. Il valore della produzione è stato di 55,78 milioni, più 10,9 per cento rispetto al 2010, mentre le sponsorizzazioni sono cresciute del 15,8 per cento, attestandosi sui 2,2 milioni. I costi di produzione, 49 milioni, sono stati in crescita del 6,3 per cento.
L'INCIDENZA dei contributi pubblici e privati sul valore della Fondazione Arena è stata del 40,1 per cento. Girondini, presente anche Mattia Galbero, nel cda della Fondazione Arena in rappresentanza del socio Regione, sottolinea un altro dato, quello relativo agli acquisti di beni e servizi in aziende della provincia di Verona, «a dimostrazione di quanto generi la Fondazione genera per il nostro territorio, dal punto di vista economico, a cui va senz'altro aggiunto l'indotto di diverse centinaia di milioni». I risultati del 2011, in crescita rispetto agli anni precedenti, sono però peggiorati quest'anno. «Nel 2012 la crisi si è fatta sentire e siamo tornati ai valori del 2011», spiega il sovrintendente Girondini, «ma con tutto il cartellone previsto per il centenario, e con 58 serate e quindi nove in più, con sei opere liriche e quattro serate di gala, oltre che con il museo Amo e le tante iniziative in programma, contiamo di aumentare ancora gli introiti».
FONTE: larena.it

giovedì 31 gennaio 2013

Cinzia Bonfrisco: Il museo degli internati di Balconi diventa realtà


Avanti il progetto della trasformazione della stazione ferroviaria di Balconi, ora a disposizione del Comune, in un museo permanente della storia del Centro di accoglienza reduci di Pescantina. Il sindaco Alessandro Reggiani ha ringraziato le Senatrici Anna Cinzia Bonfrisco e Mariapia Garavaglia, presenti col provveditore agli studi, Giovanni Pontara, «per il grande lavoro che ha portato il caso di Pescantina all’attenzione nazionale, fino a riconoscimento della medaglia d’oro al merito civile nel 2007 per la solidarietà dimostrata verso i reduci».
Anna Bonfrisco
«Va avanti il progetto della trasformazione della stazione ferroviaria di Balconi, ora a disposizione del Comune, in un museo permanente della storia del Centro di accoglienza reduci di Pescantina. Mi auguro che per la ricorrenza annuale del monumento, che scade il 29 settembre, si possa arrivare all’inaugurazione». Lo ha anticipato il delegato comunale alle manifestazioni, Ciro Ferrari alla fine dell’animazione teatrale «Memoria per voi, conoscenza per noi», scritta da Giuseppe Paleari e interpretata dai ragazzi delle medie degli istituti comprensivi uno e due, guidati dalle dirigenti Rossella De Vecchi e da Elisabetta Peroni.
Il racconto si è soffermato sugli anni delle deportazioni, dal 1943 al 1945, che hanno visto Pescantina al centro di uno scenario a contatto con la grande storia. I testi, raccolti da testimonianze di prima mano di prigionieri di Pescantina morti nei campi di concentramento, sono stati l’occasione per riascoltare dal vivo le testimonianze delle volontarie del campo reduci di Balconi, aperto alla stazione ferroviaria per accogliere le migliaia di reduci che arrivavano dai campi e dai fronti europei.
Sul palco sono sfilate le «ragazze del campo» che hanno ricordato con grande vivacità quegli anni. Argia Rizzotti, con grande rischio per la propria incolumità, andava a raccogliere con le sorelle i biglietti lasciati cadere dai treni piombati alla stazione di Balconi e poi scriveva queste notizie alle famiglie dei deportati. «Per molti questa», sospira Argia, «è stata l’ultima traccia del proprio caro». Rosa Righetti ha rievocato i primi tempi dell’accoglienza all’albergo al Ponte e la difficoltà di trovare i generi di prima necessità. Alda Antolini, con grande chiarezza ha ripercorso la genesi del campo, i contributi del parroco don Luigi Castagna, dell’indimenticabile dottor Antonio Zenati e l’opera del dottor Francesco Girelli nelle primissime fasi di «quella mobilitazione generale che coinvolse tutto il paese».
Luigina Fumaneri, allora diciottenne in servizio alla baracca del campo B, «dove ora c’è la chiesa di Balconi», ha raccontato con grande partecipazione l’arrivo di una tradotta dal lager di Dachau. «Erano tutti malati», ha spiegato, «e per tutelare la nostra salute, il capitano medico ha voluto che noi ragazze ci sottoponessimo alla vaccinazione alla mammella, come se dovessimo partire per il fronte. Da allora non ho avuto nessuna malattia e le prime analisi le ho fatte a 80 anni: tra poco ne compirò 86». Ricordate anche le altre «ragazze» scomparse: Zaira Vezza, Luigina Fornaser, Cesarina Mesarolli. Da Ines Figini, prigioniera arrivata a Balconi da Auschwitz – Bierkenau, un riconoscimento «agli angeli di Pescantina che mi hanno fatto rinascere alla vita».
Il sindaco Alessandro Reggiani ha concluso la giornata, ringraziando le senatrici Cinzia Bonfrisco e Mariapia Garavaglia, presenti col provveditore agli studi, Giovanni Pontara, «per il grande lavoro che ha portato il caso di Pescantina all’attenzione nazionale, fino a riconoscimento della medaglia d’oro al merito civile nel 2007 per la solidarietà dimostrata verso i reduci».
FONTE: L’Arena

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