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martedì 19 marzo 2013

NetScreening / Pierdomenico Garrone: “Vince l’esigenza di cambiamento”


Secondo NetScreening il Movimento 5 Stelle si rafforza dopo il boom elettorale. Complici i social network e Wikipedia che “rimbalzano” sulla tv. “Vince l'esigenza di cambiamento”, dichiara Pierdomenico Garrone, fondatore del think tank blog Il Comunicatore Italiano.
Corriere comunicazioni netscreening
Cresce il "senso politico" del Movimento 5 Stelle e del suo leader, Beppe Grillo, anche dopo le elezioni. A dirlo i risultati NetScreening, la piattaforma che ha effettuato l’analisi sull’85% del traffico Web generato da 50mila fonti da settembre a marzo 2013.  “Il Comunicatore Italiano – evidenzia Pierdomenico Garrone – è stato chiamato a testare la piattaforma NetScreening in anteprima visto che il lancio ufficiale sul mercato è previsto per giugno con la release '85%', ovvero la soglia di traffico con la quale si interagisce per l’analisi e la terapia di web reputation”.
Grillo sfonda sui social network e di riflesso anche in tv, Bersani è in leggera crescita e Monti non ha "bucato", nonostante l’ossessiva presenza televisiva. L’indagine rileva un significativo stacco del comico genovese successivo al 26 febbraio. L’ascesa di Grillo è attestata anche dall'incredibile crescita di followers su Twitter delle ultime settimane: il personaggio sta infatti traendo forza e "sostenibilità" dal risultato elettorale. Analogo risultato si verifica su Wikipedia dove si trovano voci anche in inglese a testimonianza di una notorietà assunta da Grillo a livello internazionale, ormai pari quasi a quella di Berlusconi. Contestualmente il M5S surclassa tutti i partiti, un dato particolarmente sorprendente per un nuovo soggetto politico.
“Si tratta – spiega Garrone – di un modello totalmente inedito di comunicazione in Italia, che snobba i media ma viene da essi sistematicamente ripreso. A livello di discussioni la sua ascesa è inarrestabile, mentre Bersani rimane sostenuto ma flat per via dell'ipotesi dell'incarico di governo e Berlusconi, invece, flette in quanto considerato probabilmente fuori dai giochi”.
Si conferma il trend dei "partiti personali". Nel caso di M5S questo fattore è confermato, in linea con il Pdl e Lista Civica, tutti e due con un rapporto partito/leader tra 1:12 e 1:14 (per ogni discussione sul movimento ce ne sono 12 sul leader, o altrimenti vista ogni 15 discussioni solo 1 non concerne anche il leader). Il successo dei 5 Stelle sui social media prevale largamente "l'istanza di rinnovamento", anche se non mancano toni più o meno critici sull'inesperienza della compagine o, addirittura, sulla sua autoreferenzialità.
Per quanto riguarda le caratteristiche dei simpatizzanti e militanti, il movimento si divide in "duri e puri" (circa il 49%) che non vedono alcuna affinità del movimento con i partiti tradizionali, e non vogliono alleanze, ed una larga fetta (oltre il 35%) che vede bene un accordo con la sinistra.
Questa indica due fattori: il M5S ha una fortissima componente di elettorato di sinistra; non essendo state rilevate discussioni di valore apprezzabile circa un accordo con il centrodestra, è ipotizzabile che questo non sia nell'orizzonte mentale del movimento. La componente "di centrodestra" è fortemente indipendentista, e alternativa al centrodestra tradizionale.
I risultati di Netscreening verranno presentati nell'edizione della sera del Tg2 di domani.

giovedì 14 marzo 2013

Garrone Comunicatore Italiano: A TG2 Insieme focus sull’agenda digitale


A Tg2 Insieme, condotto da Francesca Nocerino, si parla dell’agenda digitale, il vasto programma lanciato dal governo per recuperare il deficit tecnologico e culturale tra l’Italia e il resto dell’Europa. Tra gli ospiti: Carlo Mochi Sismondi, presidente del Forum della Pubblica amministrazione, Riccardo Luna, giornalista e Pier Domenico Garrone, professionista FeRPI e fondatore del think tank blog Il Comunicatore Italiano.
Il Comunicatore Italiano a TG2 Insieme
A Tg2 Insieme focus sull’agenda digitale, il vasto programma lanciato dal governo per recuperare il deficit tecnologico e culturale tra l’Italia e il resto dell’Europa. Un piano che in pochi anni dovrebbe fare di alcuni sistemi di servizi (in primis sanità, educazione e previdenza), l’asse portante di una vera e propria innovazione tecnologica. In studio – ospiti di Francesca Nocerino – Carlo Mochi Sismondi, presidente del Forum della Pubblica amministrazione, Riccardo Luna, giornalista e Pier Domenico Garrone, esperto di comunicazione e fondatore de Il Comunicatore Italiano, primo think tank blog sui temi della comunicazione digitale ed internazionale.
IlComunicatoreItaliano_240

mercoledì 13 marzo 2013

Domenico Garrone: Equilibrio e correttezza nell’era digitale 2.0.

24 milioni d’italiani utilizzano strumenti di comunicazione digitale: pc, tablet, smartphone. Ma come dare equilibrio e correttezza alle informazioni che passano per il Web? Intervento di PierDomenico Garrone, fondatore del think tank blog Il Comunicatore Italiano, a Unomattina.
Web regulation Garrone
Nell’era del digitale 2.0 cercare la “par condicio” in campagna elettorale attraverso il bilancino dei tempi televisivi è come traversare l’oceano in transatlantico dopo l’invenzione dell’aeroplano.
Eppure mentre la vigilanza RAI ha fissato, com’è suo compito, le regole per talk show, programmi televisivi e radiofonici in genere, nessuno ha assunto iniziativa su come dare equilibrio e correttezza alla campagna elettorale che passa per il Web. Questo nonostante il presidente Mario Monti abbia esplicitamente dichiarato che proprio la Rete è lo strumento principe per le prossime elezioni di febbraio 2013. E nonostante Grillo, Bersani, Casini e tutti gli attori grandi e piccoli usino twitter e i social network ogni giorno e si affannino a migliorare la loro personale web reputation.
La web reputation è un po’ come la tela di Penelope: lei la tesseva di giorno e la smontava di notte. Sul web qualcuno tesse e qualcun altro disfa. Le diverse opinioni sono legittime, ma spesso non si tratta di opinioni bensì di false notizie o di messaggi calunniosi, anonimi, artatamente costruiti per spargere discredito. La natura della rete è tale che un messaggio anonimo, falso e calunnioso può divenire istituzionale, solo perché ripreso da una fonte autorevole. Il cittadino è così esposto a un’informazione in Rete, somministrata anche attraverso i forum del servizio pubblico Rai, priva di responsabilità individuata, che necessaria in caso di aggressione all'onorabilità dei candidati e delle Istituzioni.
Il Comunicatore Italiano si è fatto parte diligente per segnalare la necessità di dare rilevanza alla comunicazione in Rete durante la campagna elettorale. A tale fine, dopo il convegno promosso alla Camera dei Deputati nel luglio 2012, nel dicembre ha segnalato il problema durante un’audizione all’8° Commissione permanente del Senato della Repubblica. Tra dicembre 2012 e gennaio 2013 ha incontro i vertici AGCOM, proponendo la creazione di una Camera arbitrale che, avvalendosi di una piattaforma tecnologica oggi disponibile, possa in costanza di campagna elettorale rilevare sulle 80.000 fonti certificate in Italia il traffico 1.0/2.0 di notizie/informazioni e corrispondere al cittadino/candidato la responsabilità dell'informazione cui è esposto.
In assenza di una specifica norma di legge nulla è stato finora fatto e la campagna elettorale è iniziata senza che ai 24 milioni d’italiani che utilizzano (pc, tablet, smartphone) la comunicazione digitale sia garantito un minimo di equilibrio inteso almeno come rilevazione delle manipolazioni delle notizie e dei fatti comunicati in Rete e percepibili come verità e realtà espressa di giudizio su di una Persona o Istituzione.
Sui media televisivi e radiofonici a regole equilibratrici si arrivò solo dopo che dal 1994 l’Osservatorio di Pavia aveva attivato un monitoraggio poi adottato istituzionalmente.
La storia si ripete. Anche per il Web si potrebbe iniziare partendo da un Osservatorio; dando conto ai cittadini di cosa passa (o non passa) il convento. Mancherebbero norme regolatrici. Ma potremmo frequentare il Web a occhi più aperti.
IlComunicatoreItaliano_240
FONTE: Il Comunicatore Italiano

mercoledì 23 gennaio 2013

Garrone Comunicatore Italiano, Elezioni 2013 intervento a il ComuniCattivo


Elezioni 2013, oltre a radio e televisione la partita si gioca in rete con la web reputation. Pier Domenico Garrone, fondatore del think tank blog Il Comunicatore Italiano, interviene a il ComuniCattivo, il programma di RAI Radio 1 condotto da Igor Righetti.
ComuniCattivo_240
Elezioni 2013 e consenso elettorale: cosa succede e perché? Proprio in questi giorni sette società di sondaggi hanno iniziato a far capire alcune cose serie da tener presente per l’attualizzazione del quadro regolatore dell’autorità.
Il principio generale della Costituzione prevede che debba essere assicurato al cittadino la corretta informazione. Questa è assicurata attraverso una norma che tutti i giorni ci sentiamo ricordare che è la par condicio. Ma la par condicio riguarda solo la radio e la televisione. Nella recente riunione tra i Corecom, i Comitati regionali della Comunicazione e l’Agcom, alla domanda: ma le web tv sono un’estensione delle televisioni e quindi sono oggetto anche loro della par condicio? La risposta dell’Agcom è stata: “No. Noi non ci occupiamo della comunicazione elettorale in rete, non è prevista dalla odierna legge par condicio”.
E allora cosa succederà? Succederà un po’ di tutto. Prima di tutto, ciò che vedremo in televisione, lo vedremo molto di più amplificato in rete. In rete si potranno vedere commenti, i fuori onda, spazi amplificati. Si vedranno spazi pubblicitari. Purtroppo questo succede in Italia. Siamo in Europa, nel 1994 abbiamo storicizzato i sondaggi nella competizione elettorale.
Nel 2013 dovremmo essere alla pari con la web reputation, cioè la creazione e la generazione in rete della reputazione, che è una delle ragioni per cui un individuo sceglie chi votare e che cosa non votare. Su questo tema tutte le società di sondaggi si sono accorte che, avvicinandosi alla data del voto, anziché ridursi l’area del non voto, questa si sta consolidando ed è una dimostrazione della differenza tra la produzione della comunicazione dei partiti e quello che i cittadini si stanno organizzando di fare. Perché?
Perché rispetto già alle precedenti elezioni amministrative e politiche, il cittadino da passivo in salotto armato di telecomando, oggi è armato di smartphone e tablet con le quali produce multimedialità e informazione, verifica le notizie d’informazione che riceve dalla politica e, in rete, scambia opinioni.
Questo è un dato che renderà, solo in prossimità del voto, realistico comprendere il comportamento del cittadino e questo significa anche che le strutture dei partiti soffrono a comprendere queste evoluzioni perché sono ancora troppo attardate e strettamente forgiate da uffici stampa, ovvero: produciamo un testo sulle cose che vuole il nostro politico e lo lanciamo all’agenzia di stampa. Tempi e modalità di proposizione di contenuti sono e appaiono poveri rispetto alle abitudini di chi oggi frequenta la rete e in Italia sono oltre 24 milioni gli italiani connessi in rete. Questo mette in evidenza anche un altro aspetto che purtroppo dobbiamo tenere ben presente: questa deregulation in rete aprirà alle mafie la capacità di organizzare e orientare il voto con investimenti minimi. Si stima in circa 100.000 euro per collegio elettorale la capacità di orientare il voto. Da oggi il 25% dell’intero costo elettorale sceglierà chi votare o se andare a votare consultando la rete.
IlComunicatoreItaliano_240

Elezioni 2013 Garrone: la partita si gioca in rete con la web reputation


Elezioni 2013, oltre a radio e televisione la partita si gioca in rete con la web reputation. Pier Domenico Garrone, fondatore del think tank blog Il Comunicatore Italiano, interviene a il ComuniCattivo, il programma di RAI Radio 1 condotto da Igor Righetti.
ComuniCattivo_240
Elezioni 2013 e consenso elettorale: cosa succede e perché? Proprio in questi giorni sette società di sondaggi hanno iniziato a far capire alcune cose serie da tener presente per l’attualizzazione del quadro regolatore dell’autorità.
Il principio generale della Costituzione prevede che debba essere assicurato al cittadino la corretta informazione. Questa è assicurata attraverso una norma che tutti i giorni ci sentiamo ricordare che è la par condicio. Ma la par condicio riguarda solo la radio e la televisione. Nella recente riunione tra i Corecom, i Comitati regionali della Comunicazione e l’Agcom, alla domanda: ma le web tv sono un’estensione delle televisioni e quindi sono oggetto anche loro della par condicio? La risposta dell’Agcom è stata: “No. Noi non ci occupiamo della comunicazione elettorale in rete, non è prevista dalla odierna legge par condicio”.
E allora cosa succederà? Succederà un po’ di tutto. Prima di tutto, ciò che vedremo in televisione, lo vedremo molto di più amplificato in rete. In rete si potranno vedere commenti, i fuori onda, spazi amplificati. Si vedranno spazi pubblicitari. Purtroppo questo succede in Italia. Siamo in Europa, nel 1994 abbiamo storicizzato i sondaggi nella competizione elettorale.
Nel 2013 dovremmo essere alla pari con la web reputation, cioè la creazione e la generazione in rete della reputazione, che è una delle ragioni per cui un individuo sceglie chi votare e che cosa non votare. Su questo tema tutte le società di sondaggi si sono accorte che, avvicinandosi alla data del voto, anziché ridursi l’area del non voto, questa si sta consolidando ed è una dimostrazione della differenza tra la produzione della comunicazione dei partiti e quello che i cittadini si stanno organizzando di fare. Perché?
Perché rispetto già alle precedenti elezioni amministrative e politiche, il cittadino da passivo in salotto armato di telecomando, oggi è armato di smartphone e tablet con le quali produce multimedialità e informazione, verifica le notizie d’informazione che riceve dalla politica e, in rete, scambia opinioni.
Questo è un dato che renderà, solo in prossimità del voto, realistico comprendere il comportamento del cittadino e questo significa anche che le strutture dei partiti soffrono a comprendere queste evoluzioni perché sono ancora troppo attardate e strettamente forgiate da uffici stampa, ovvero: produciamo un testo sulle cose che vuole il nostro politico e lo lanciamo all’agenzia di stampa. Tempi e modalità di proposizione di contenuti sono e appaiono poveri rispetto alle abitudini di chi oggi frequenta la rete e in Italia sono oltre 24 milioni gli italiani connessi in rete. Questo mette in evidenza anche un altro aspetto che purtroppo dobbiamo tenere ben presente: questa deregulation in rete aprirà alle mafie la capacità di organizzare e orientare il voto con investimenti minimi. Si stima in circa 100.000 euro per collegio elettorale la capacità di orientare il voto. Da oggi il 25% dell’intero costo elettorale sceglierà chi votare o se andare a votare consultando la rete.
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