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lunedì 18 maggio 2026

Mercato immobiliare e classe energetica: gli interventi decisivi per proteggere il valore degli edifici nel 2026

Il mercato immobiliare italiano ha raggiunto nel 2026 un punto di non ritorno, dove la prestazione energetica ha smesso di essere un parametro tecnico per trasformarsi nel principale driver di valore economico. Il recepimento della Direttiva Europea sulla prestazione energetica nell'edilizia (EPBD), nota come "Case Green", ha imposto un cambio di paradigma radicale: oggi, vendere o locare un immobile situato nelle classi energetiche più basse (F o G) comporta una svalutazione commerciale che gli analisti stimano tra il 15% e il 25%. 


Al contrario, gli edifici che hanno beneficiato di interventi strutturali di efficientamento godono di quello che viene definito "Green Premium", attirando investitori e acquirenti disposti a riconoscere un prezzo superiore a fronte di costi di gestione drasticamente ridotti e di una maggiore resilienza alle fluttuazioni del mercato elettrico.


Proteggere il valore di un edificio, sia esso residenziale, commerciale o industriale, richiede oggi una visione olistica dell'involucro e degli impianti. Non si tratta più di semplici ritocchi estetici, ma di una riprogettazione energetica capace di proiettare lo stabile verso le zero emissioni. In questo scenario, gli istituti di credito giocano un ruolo fondamentale: l'erogazione di mutui e finanziamenti è ormai indissolubilmente legata alla classe energetica dell'asset, con condizioni agevolate riservate esclusivamente agli immobili capaci di dimostrare un basso impatto carbonico. Chi sceglie di ignorare questa evoluzione rischia di trovarsi tra le mani un "asset incagliato", difficile da smobilizzare e oneroso da mantenere.


Tra gli interventi capaci di garantire il salto di classe energetica più rapido e incisivo, l'installazione di sistemi di autoproduzione solare rimane la soluzione d'elezione. Tuttavia, l'efficacia di un impianto fotovoltaico nel 2026 non si misura più soltanto sulla quantità di pannelli installati, ma sulla capacità del sistema di trattenere l'energia per i momenti di reale necessità. Lo stoccaggio energetico è diventato il cuore pulsante della casa moderna, permettendo di massimizzare l'autoconsumo e di migliorare l'indice di prestazione energetica globale (EPgl,nren). 


In fase di pianificazione, è essenziale condurre un'analisi di fattibilità che tenga conto dei volumi di consumo serali e notturni; per orientarsi in un mercato ricco di opzioni tecnologiche, consultare fonti autorevoli è il primo passo per un investimento sicuro. In questo contesto informativo, gli esperti di Sunpark chiariscono quanto costa una batteria di accumulo da 10 Kw, fornendo parametri di riferimento essenziali per chi intende dimensionare correttamente l'accumulo energetico in base alle dimensioni medie di un'abitazione o di un piccolo ufficio. Una volta stabilizzata la capacità di storage, l'immobile acquisisce una solidità energetica che ne blinda il valore per i decenni a venire.


Un altro elemento decisivo per l'incremento della classe energetica è lo sfruttamento delle superfici esterne orizzontali. Spesso, i tetti degli edifici presentano vincoli architettonici, ombreggiamenti o fragilità strutturali che limitano l'installazione di pannelli solari. La risposta tecnologica che sta dominando il mercato nel 2026 è rappresentata dalle pensiline fotovoltaiche per parcheggi. Queste infrastrutture permettono di trasformare le aree di sosta in hub energetici attivi, producendo energia pulita e fornendo contemporaneamente una protezione premium ai veicoli contro grandine e irraggiamento solare. Per un'azienda o un complesso condominiale, integrare una pensilina solare con sistemi di ricarica per la mobilità elettrica non è solo un servizio aggiunto, ma un intervento che aumenta sensibilmente la cubatura energetica dello stabile, contribuendo in modo determinante al raggiungimento degli obiettivi fissati dall'Unione Europea.


Oltre alla generazione energetica, la protezione del valore immobiliare passa per l'isolamento termico e la digitalizzazione degli impianti. La sostituzione degli infissi con serramenti a taglio termico di ultima generazione e l'installazione di sistemi di gestione intelligente (BEMS - Building Energy Management Systems) permettono di monitorare e ridurre gli sprechi in tempo reale. Un edificio "smart" è in grado di dialogare con la rete e con le batterie di accumulo, decidendo autonomamente quando prelevare energia e quando immagazzinarla, ottimizzando il comfort degli occupanti senza gravare sulla bolletta. Questo livello di automazione è uno dei parametri che influisce maggiormente sulla percezione di qualità da parte dei potenziali acquirenti.


La sostenibilità è diventata, in ultima analisi, una forma di assicurazione finanziaria. Gli immobili che vantano certificazioni di alta efficienza energetica sono meno esposti ai rischi legati alle nuove tassazioni ambientali e alle oscillazioni geopolitiche che influenzano il costo del gas. Investire oggi nell'elettrificazione totale dell'edificio — eliminando la dipendenza dalle caldaie a combustione a favore di pompe di calore alimentate dal sole — significa prepararsi a un futuro in cui l'indipendenza energetica sarà lo standard minimo accettato.


In conclusione, il 2026 ci consegna un mercato immobiliare dove la "bellezza" di un edificio è indissolubilmente legata alla sua intelligenza energetica. Sapersi muovere con lungimiranza, puntando su tecnologie di stoccaggio performanti e su architetture solari innovative, è l'unico modo per garantire che il proprio patrimonio non subisca l'erosione del valore dettata dalla transizione green. La classe energetica non è più un adempimento burocratico, ma la bussola che indica la solidità e la redditività di ogni investimento mattone.

 

Domande Frequenti (FAQ)


Qual è l'intervento che garantisce il maggior salto di classe energetica?
L'intervento più efficace è solitamente l'adozione di un sistema integrato che combini la generazione fotovoltaica con un sistema di accumulo e una pompa di calore per il riscaldamento e il raffrescamento. Questa combinazione permette spesso di saltare tre o più classi energetiche, specialmente se l'edificio di partenza è in classe G o F, poiché riduce drasticamente l'uso di energia non rinnovabile.

Le batterie di accumulo richiedono una manutenzione frequente?
Le batterie di ultima generazione, come quelle al litio-ferro-fosfato utilizzate dai partner deccellenza, sono progettate per essere "esenti da manutenzione". Richiedono solo un monitoraggio software periodico, solitamente gestibile tramite app, che assicura il corretto bilanciamento delle celle. La loro vita utile nel 2026 supera abbondantemente i 15-20 anni, garantendo una stabilità delle prestazioni costante nel tempo.

L'installazione di una pensilina fotovoltaica aumenta la rendita catastale dell'immobile?
Generalmente, l'installazione di strutture amovibili o di pertinenza finalizzate alla produzione di energia rinnovabile non comporta aumenti significativi della rendita catastale, a meno che non si tratti di volumi edilizi che modificano sostanzialmente la destinazione d'uso o la consistenza del fabbricato. Tuttavia, l'incremento del valore di mercato dell'immobile grazie al miglioramento della classe energetica è immediato e documentabile tramite l'APE.

lunedì 2 dicembre 2019

Rimac sceglie Analog Devices per una gestione accurata delle batterie di veicoli elettrici a elevate prestazioni

Rimac sceglie Analog Devices per una gestione accurata delle batterie di veicoli elettrici a elevate prestazioni


Analog Devices, Inc. (ADI) ha annunciato oggi che Rimac Automobili sta pianificando l'impiego dei circuiti integrati di precisione per il battery management system (BMS) di ADI nel proprio sistema BMS. La tecnologia di ADI consente al BMS di Rimac di sfruttare al massimo la capacità dalle batterie, e quindi l'estrazione di energia, fornendo in continuo una misura altamente accurata dello stato di carica e di altri parametri fondamentali della batteria.

"Rimac è un'autorevole realtà tecnologica nel campo dei veicoli elettrici ad alte prestazioni", ha dichiarato Mate Rimac, CEO di Rimac. "Sviluppiamo e produciamo sistemi di elettrificazione per molte aziende automobilistiche mondiali e abbiamo alzato il livello di prestazione dei veicoli elettrici con le nostre hypercar. La nostra applicazione di BMS è tra le più rigorose al mondo, richiede la massima precisione, valori di corrente e tensione su scale di tempo molto brevi, e una rapida regolazione dinamica all'interno del sistema di controllo della gestione dei pacchi batteria. Abbiamo deciso di adottare il portfolio di IC per la gestione batterie di Analog Devices su tutta la nostra linea di prodotti per il battery management system. Gli IC di ADI sono parte integrante del nostro BMS che abbiamo sviluppato internamente e che stiamo utilizzando all'interno dei nostri veicoli, ma anche su veicoli di molte case automobilistiche a livello mondiale. Abbiamo valutato diverse soluzioni presenti sul mercato e abbiamo scelto Analog Devices per l'altissima precisione nella misura e per la robustezza del prodotto garantita per tutta la durata di vita del veicolo. Non vediamo l'ora di lavorare con Analog Devices in futuro per ottenere alte prestazioni nelle nostre vetture e nei pacchi batteria".

La Rimac C_Two è una hypercar completamente elettrica in grado di raggiungere velocità fino a 415 chilometri l'ora. Grazie ai sui 1.914 cavalli, la C_Two ha un accelerazione da 0-100 Km/h in 1,85 secondi e da 0-300 Km/h in 11,8 secondi. Per poter supportare queste prestazioni elevate, il team Rimac progetta e ingegnerizza sofisticate tecnologie di base, come la trasmissione elettrica e i pacchi batteria.

La tecnologia BMS di Rimac funge da "cervello" dietro le quinte, gestendo l'uscita, la carica e la scarica e fornendo misure di precisione durante il funzionamento del veicolo. Il BMS fornisce anche misure di sicurezza vitali per proteggere la batteria da eventuali danni. Un pacco batteria è costituito da gruppi di singole celle che lavorano insieme ininterrottamente per fornire la massima potenza all'auto. Se le celle non dovessero essere bilanciate fra loro potrebbero subire condizioni di stress, l'interruzione anticipata del processo di carica e una riduzione della durata complessiva della batteria. I circuiti integrati di gestione della batteria di ADI forniscono misure estremamente accurate, garantendo un funzionamento più sicuro del veicolo e massimizzandone l'autonomia per ogni singolo ciclo di carica.

"I veicoli elettrici ad alte prestazioni richiedono un'elettronica di alta precisione", ha dichiarato Patrick Morgan, Vice President, Automotive Electrification and Infotainment di Analog Devices. "Il grado di precisione si traduce direttamente nella massimizzazione della capacità e dell'autonomia della batteria con tempi di ricarica rapidi. Supportare i veicoli elettrici all'avanguardia di Rimac con la tecnologia di precisione dei nostri IC, e perseguire l'obiettivo di ottenere le migliori prestazioni al mondo è per noi una grande soddisfazione".

Analog Devices offre un ampio portfolio di circuiti integrati di precisione per la gestione batterie in configurazione a celle multiple e per qualsiasi altra tipologia per un'ampia gamma di applicazioni in diversi settori industriali. Oltre ai sistemi di gestione delle batterie per veicoli elettrici, le applicazioni includono caricabatterie di bordo (OBC), sistemi di stoccaggio elettrico ad alta potenza (ESS), sistemi di batterie di backup e di acquisizione dati ad alta tensione.

mercoledì 14 novembre 2018

EDISON INTRODUCE IN CALABRIA I SISTEMI DI ACCUMULO DELL’ENERGIA

EDISON INTRODUCE IN CALABRIA i sistemi di accumulo dell'energia

La società energetica di Foro Buonaparte ha abbinato un sistema di accumulo da 822 kWh all'impianto fotovoltaico di Altomonte, in provincia di Cosenza, per testare la capacità delle batterie di essere complementari alle energie rinnovabili.


Milano, 9 novembre 2018Edison prosegue le attività di innovazione nell'ambito dei sistemi d'accumulo elettrico con l'installazione di una batteria da 822 kWh abbinata al proprio impianto fotovoltaico da 3,3 MW ad Altomonte, in provincia di Cosenza. 

L'impianto fornito da Electro Power Systems agisce a supporto del sistema fotovoltaico di Altomonte compensando la variabilità tipica delle rinnovabili e permettendo di sperimentare le capacità dei sistemi di accumulo di fornire servizi di rete. 

Le batterie infatti vengono testate nella loro capacità di rendere disponibile, quando necessaria, l'energia elettrica immagazzinata integrando tanto la discontinua produzione rinnovabile quanto la rete.

«Il sistema di accumulo di Altomonte è un progetto innovativo che permette a Edison di rafforzare il know how nella gestione delle batterie. L'obiettivo è di studiare le potenzialità di questi sistemi e di sviluppare i modelli di business più adeguati per il loro impiego», spiega Giovanni Brianza Executive Vice President Strategy, Corporate Development & Innovation di Edison. 

«Le fonti rinnovabili, in particolare l'energia eolica e solare, sono per loro natura non programmabili: l'uso delle batterie permette di immagazzinare l'energia in eccesso prodotta dal sole o dal vento rendendola di nuovo disponibile quando ce n'è effettivamente bisogno. Fare innovazione è cruciale, soprattutto in questa fase di sviluppo del sistema energetico, e la sperimentazione di nuove modalità di gestione dell'energia è uno dei pilastri della nostra strategia».

I sistemi di storage abbinati ad impianti come quello di Altomonte consentono di ottimizzare la produzione di energia delle rinnovabili, per loro natura non programmabili, andando a colmare la distanza tra le previsioni e l'energia effettivamente prodotta. 

Allo stesso tempo dimostrano nuove possibilità di partecipazione al bilanciamento della rete elettrica, non ancora pienamente abilitato dall'attuale regolamentazione del Mercato dei Servizi di Dispacciamento.

Visto dall'esterno passa quasi inosservato, si confonde con i pochi edifici presenti. 

Il sistema d'accumulo di Altomonte è racchiuso in un container di 12 metri di lunghezza e di oltre 5,5 tonnellate di peso complessivo, è composto da 108 moduli di batterie agli ioni di litio e ha una potenza di 500 kW. 

L'energia immagazzinata dalle celle sarebbe sufficiente a far percorrere oltre 4.000 km ad un'auto elettrica, potrebbe ricaricare simultaneamente 65.000 smartphone e tenere accesa una lampada Led per 8 anni

Per eguagliare la sua capacità di accumulo, sarebbero necessari oltre 13.000 power bank, i caricatori d'emergenza per cellulari e tablet.

Il sistema è controllato sia localmente ad Altomonte sia dalla sede Edison di Milano, attraverso comandi di accumulo o erogazione, oppure abilitando il sistema affinché intervenga automaticamente per ridurre gli sbilanciamenti rispetto al programma di funzionamento dell'impianto fotovoltaico. 

Le prestazioni delle batterie vengono monitorate in tempo reale nei laboratori di Ricerca, Sviluppo e Innovazione di Edison al fine di ottimizzarne i processi di funzionamento.

Con questo progetto innovativo Edison valuta le potenzialità dei sistemi di accumulo a supporto delle fonti rinnovabili, sperimentandone l'impiego in condizioni reali attraverso l'abbinamento con un proprio impianto. 

L'obiettivo è di rendere questa tecnologia un efficace supporto alle esigenze di produzione ad emissioni zero.


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www.CorrieredelWeb.it

giovedì 12 aprile 2018

Formula E. Enel estende la partnership come partner ufficiale per la Smart Charge Technology e partner ufficiale per l’energia

ENEL ESTENDE LA PARTNERSHIP CON FORMULA E COME PARTNER UFFICIALE PER LA SMART CHARGE TECHNOLOGY E PARTNER UFFICIALE PER L'ENERGIA

ROMA, 12 aprile 2018 - Formula E ha annunciato oggi che Enel ha esteso la sua partnership come partner ufficiale per la smart charge technology e partner ufficiale per l'energia del Campionato ABB FIA Formula E.

Attraverso l'implementazione dell'innovativa tecnologia di ricarica rapida, a partire dalla prossima stagione Enel fornirà tecnologia, prodotti e servizi per fornire energia alla prossima generazione di monoposto elettriche di Formula E, a partire dalla quinta stagione del campionato.

La notizia è stata annunciata oggi da Alejandro Agag, Fondatore e Amministratore Delegato di Formula E, e Francesco Venturini, Head di Enel X – la divisione di Enel dedicata ai prodotti innovativi e alle soluzioni digitali - al Palazzo dei Congressi a Roma.

Le vetture di seconda generazione potranno immagazzinare almeno il doppio dell'energia rispetto a quelle attuali, le nuove e futuristiche monoposto di Formula E saranno in grado di completare una gara completa senza alcuna sosta per il cambio vettura. 

I nuovi superchargers forniti da Enel avranno una capacità di 80kW – sufficienti a caricare completamente le nuove batterie in meno di un'ora.

Alejandro Agag, Fondatore e Amministratore Delegato di Formula E, ha dichiarato: "Siamo felici di poter annunciare l'espansione e l'estensione della nostra partnership di successo con Enel proprio in occasione della tappa di Roma, così vicino alla loro sede centrale. Il campionato ABB FIA Formula E vuole superare i limiti di ciò che è possibile realizzare nel campo dell'elettrificazione, lavorare con partners come ABB ed Enel, con la loro tecnologia di ricarica rapida, rappresenta un volano per promuovere l'innovazione su scala globale e poter contare su un'eredità duratura. Negli sport motoristici il fattore tempo è un elemento fondamentale: devi battere il cronometro e i tuoi avversari. Questa ricerca della velocità è necessaria anche quando si alimenta e si ricarica la propria auto: sia in pista sia, in futuro, sulle strade e a casa."

Francesco Venturini, Head di Enel X, ha aggiunto: "Tre anni dopo aver lanciato questa partnership tra Enel e Formula E, l'annuncio di oggi dell'estensione e dell'espansione della nostra partnership è un altro passo avanti nel lavoro che stiamo facendo nel campo della mobilità elettrica. A partire dalla prossima stagione, grazie alla nostra tecnologia di ricarica e ai nostri Superchargers, le vetture della prossima generazione di Formula E saranno dotate di maggior capacità e di propulsori più efficienti, saranno cariche e pronte a percorrere l'intera distanza di gara. La partnership tra Formula E ed Enel sottolinea l'impegno del nostro Gruppo a promuovere il progresso della mobilità elettrica a livello globale, promuovendo la nostra ricerca, sviluppo e implementazione di soluzioni tecnologiche innovative per il trasporto sostenibile."

lunedì 29 agosto 2011

Lindy e il "sigaro" caricabatteria

Di questi tempi il proliferare di apparecchi elettronici di tutti i tipi, lettori mp3, fotocamere, tablet/ebook reader, cellulari, ci porta a rendere difficile se non impossibile l’organizzazione di tutte le scatole, miniaccessori e soprattutto, I CARICATORI!!!

Ogni qualvolta ci troviamo a fare la valigia, una delle cose più stressanti è tenere in carica tutti i devices per non perdere neanche un secondo per approfittare del loro utilizzo.

A quanti di voi capita infatti di rimanere “a secco di energia” del vostro cellulare, fotocamera, tablet? Il cellulare che, proprio al momento giusto, si spegne: la fotocamera che, proprio in quell’istante, quello della foto più bella del mondo, ci abbandona!

Si trovano in rete alcuni prodotti per risolvere questi problemi, ma quella che più ci ha convinto è indubbiamente la batteria al litio ricaricabile, davvero carina e utile, di Lindy, il MOBILE POWER PACK.

Il suo funzionamento è semplice ed intuitivo, tanto da non dover neanche leggere il libretto di istruzioni: si ricarica grazie ad un cavo USB che da un’estremità (quella che si inserisce nel “sigaro”) è micro-USB e dall’altra è USB maschio (quello classico che conosciamo tutti).
La presenza dell’USB di conseguenza gli permette di essere ricaricato con un semplice PC portatile o fisso, Mac e, sulla base dei LED presenti vicino alla porta micro-USB è possibile definirne il livello di carica.

Una volta caricato, grazie alla custodia in dotazione nel package, si può portarlo ovunque, nel marsupio, nella borsa, sempre pronto per caricare i nostri devices!

Il gruppo Lindy è leader italiano ed internazionale nella produzione e commercializzazione di cavi e accessori per computer, una multinazionale di aziende indipendenti che cooperano insieme per mantenere il marchio LINDY. La gamma di prodotti va dai semplici cavi USB ai più avanzati KVM Switch, Extender video digitali, prodotti per Networking e multimediali.

In tutti questi anni ha mantenuto la tradizione di trattare prodotti di qualità ed innovativi ma a prezzi sempre vantaggiosi.

giovedì 5 marzo 2009

I controller PWM PSR di Fairchild Semiconductor semplificano il design e riducono gli ingombri

I controller PWM PSR di Fairchild Semiconductor semplificano il design e riducono gli ingombri

Con i nuovi controller è più facile per i progettisti rispettare la normativa ENERGY STAR EPS 2.0

San Jose, California, 5 Marzo 2009 - Fairchild Semiconductor (NYSE: FCS) consente di progettare circuiti destinati a caricabatterie e alimentatori più semplici ed efficienti grazie a una nuova serie di controller PWM (Pulse Width Modulation) PSR (Primary-Side Regulation). Questi controller PSR EZSWITCH integrano un controller PWM PSR con un MOSFET di potenza permettendo di ottenere facilmente livelli rigorosi di CV (Constant Voltage) e CC (Constant Current) senza necessità di complessi circuiti di feedback per il lato secondario. L'uso di questo approccio al posto dell'approccio discreto RCC (Ringing Choke Converter) semplifica notevolmente il design, permette di eliminare componenti extra e riduce i costi complessivi dei sistemi, compresi i costi della produzione, dei componenti e della qualità. I dispositivi FSEZ1216 e FAN102 rispondono all'esigenza di superiori livelli di efficienza stabiliti dallo standard ENERGY STAR EPS 2.0. Le specifiche EPS 2.0 stabiliscono un incremento di efficienza del 6% rispetto alla versione EPS 1.1.

I dispositivi della serie EZSWITCH minimizzano la potenza di standby a <0,15W grazie a una funzione "green-mode" proprietaria che effettua la modulazione off-time riducendo linearmente la frequenza PWM nelle condizioni di carico leggero. Con una corrente di avvio di soli 10µA, questi controller PWM facilitano l'impiego di una resistenza di start-up di grandi dimensioni per ridurre ulteriormente i consumi di corrente. I dispositivi EZSWITCH Series si avvalgono inoltre di una tecnica di salto della frequenza per rispettare i requisiti di emissioni EMI dei caricabatterie per cellulari e altri dispositivi portatili.

I controller PWM PSR di Fairchild appartengono a un portafoglio completo di soluzioni per l'alimentazione che massimizzano i risparmi energetici e pongono i sistemi nella condizione di rispettare le normative internazionali di consumo energetico relativamente a categorie di apparati quali alimentatori, dispositivi di illuminazione, sistemi di elaborazione, controller industriali e home appliance.

Prezzo (cadauno per 1.000 pezzi): 0,35 dollari

Disponibilità: campionatura disponibile immediatamente

Consegna: 12 settimane dall'ordine

Informazioni per il contatto:

Per contattare Fairchild Semiconductor in merito a questo prodotto è possibile visitare l'indirizzo http://www.fairchildsemi.com/cf/sales_contacts/.

Per informazioni riguardo altri prodotti, tool di progettazione e contatti commerciali è possibile visitare l'indirizzo: http://www.fairchildsemi.com.

Nota: Datasheet in formato PDF sono disponibili ai seguenti indirizzi:

http://www.fairchildsemi.com/ds/FS/FSEZ1216.pdf

http://www.fairchildsemi.com/ds/FA/FAN102.pdf

Fairchild Semiconductor

Fairchild Semiconductor (NYSE: FCS) è un leader globale nelle tecnologie di potenza discrete e analogiche che forniscono soluzioni ad alta efficienza per ogni genere di sistemi elettronici. Fairchild, “The Power Franchise”, si contraddistingue per le tecnologie al silicio e di packaging all'avanguardia, oltre che per l'expertise nei sistemi e nei processi produttivi. Nel 2007 Fairchild ha festeggiato contemporaneamente i 10 di vita come nuova società e i 50 di attività nel settore. Considerata come “il padre della Silicon Valley”, nel 1958 Fairchild ha sviluppato il transistor planare dando vita a un settore totalmente nuovo. Fairchild è un produttore di semiconduttori application-driven orientati alle soluzioni che, come Global Power Resource, mette a disposizione tool di progettazione online e centri di design in tutto il mondo. La società è raggiungibile sul Web all'indirizzo www.fairchildsemi.com.

Contatti Stampa:

Barbara La Malfa/Chiara Carobello

Seigradi

Tel. +39 02 54020230

barbara.lamalfa@seigradi.com/chiara.carobello@seigradi.com

sabato 7 febbraio 2009

Pile e accumulatori esausti. Prestigiacomo: fine a monopolio Cobat

Pile e Batterie esauste. Prestigiacomo: fine a monopolio Cobat'
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pile Il Ministero dell'Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico intendono superare il monopolio di Cobat nella raccolta delle batterie esauste. Stefania Prestigiacomo e Claudio Scajola, presenteranno infatti un emendamento per ripristinare la norma e la tempistica del decreto su pile e accumulatori a fine vita.

Una nota del Ministero dell'ambiente fa sapere che 'la Commissione Bilancio del Senato, infatti ha approvato la notte scorsa un emendamento che rinvia al 2012 l'attuazione del decreto legislativo 188/2008 che realizza, dopo anni di regime di monopolio, la prima liberalizzazione nel settore della raccolta di pile, accumulatori e batterie esauste. Il governo ritiene che un provvedimento appena varato non possa essere rinviato di tre anni'.

'Inoltre la direttiva europea 2006/66 CEE - si legge un comunicato - ci impone di superare il monopolio rappresentato dal Cobat (Consorzio obbligatorio per le batterie esauste al piombo), aprendo il mercato ad altri Consorzi (o Sistemi Collettivi, ndr) e lasciando ai produttori di pile e accumulatori la libertà di associarsi per la gestione dei rifiuti di questi prodotti. Per questo la norma va ripristinata immediatamente'.

Il Ministro Prestigiacomo conclude affermando che un rinvio farebbe scattare subito a Bruxelles una procedura d'infrazione contro l'Italia.

(F.Baglivi di www.Ambientenergia.info)



per maggiori informazioni: Centro di Coordinamento Pile e Accumulatori



diffusione www.CorrieredelWeb.it

venerdì 23 gennaio 2009

Obbligatoria raccolta pile e accumulatori

Dal 1° gennaio anche in Italia è diventata obbligatoria la raccolta differenziata di pile e di accumulatori non piombosi: oltre alle batterie per veicoli ora saranno raccolte e riciclate anche quelle per l'elettronica di consumo e gli elettroutensili in base al D.Lgs. 188/08 pubblicato in G.U. il 3/12/2008. Ad occuparsi del monitoraggio dell'efficienza e corretteza del servizio sull'intero territorio nazionale è il Centro di Coordinamento Pile e Accumulatori (www.cdcpa.it).
In Europa ogni anno, circa 800.000 tonnellate di batterie per auto, 190.000 tonnellate di batterie industriali e 160.000 tonnellate di pile portatili (di cui 30% ricaricabili) vengono immesse sul mercato nella UE.
Se durante l'utilizzo, non sono particolarmente nocive per l'ambiente o la salute umana, quando le pile si esauriscono il loro contenuto in mercurio, piombo e cadmio comporta dei rischi.
Attualmente, la raccolta, il trattamento e il riciclaggio delle pile usate in Europa sono frammentari, mentre quasi la metà di tutte le batterie vendute negli Stati membri della UE a 15 nel 2002 è stata smaltita in inceneritori o in discariche. Solo Austria, Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi e Svezia dispongono di un sistema nazionale di raccolta di tutti i tipi di batterie usate destinate al riciclaggio.

Gli obiettivi di raccolta: occorrerà arrivare ad un tasso di raccolta del 25% per le pile portatili entro il 26 Settembre 2012 e del 45% entro il 26 Settembre 2016.

mercoledì 7 gennaio 2009

Pile e batterie: stop alla dispersione nell'ambiente


Istituito il Centro di Coordinamento Pile ed Accumulatori


Dal 1° gennaio anche in Italia è partita la raccolta differenziata di pile e di accumulatori non piombosi: oltre alle batterie per veicoli ora saranno raccolte e riciclate anche quelle per l'elettronica di consumo e gli elettroutensili.



Con il D.lgls. 188/08 diventa obbligatoria la raccolta di tutti i tipi di pile e accumulatori

Milano, 7 gennaio 2008. Con l'inizio dell'anno anche in Italia viene fatto un nuovo fondamentale passo avanti per la tutela ambientale: l'obbligo di raccogliere le batterie viene esteso a tutte le tipologie di pile e accumulatori oltre a quelle al piombo (batterie/auto).

Il Decreto Legislativo 20 Novembre 2008, n.188, che recepisce la direttiva europea 2006/ 66/CE sulla produzione e il riciclo di pile e accumulatori e che abroga la direttiva 91/157/CEE specificando il carico della raccolta, trattamento e riciclo, prevede, infatti, la raccolta differenziata sull'intero territorio nazionale di:

· pile, usa e getta o ricaricabili, alkaline, a stilo o a bottone utilizzate per giocattoli, orologi, calcolatrici, torce, piccoli apparecchi elettrici, ecc.

· accumulatori o batterie, a ioni di litio, nichel-cadmio, nichel metalidrato, ecc., impiegati per alimentare dagli apparecchi dall'elettronica di consumo agli elettroutensili da lavoro


La tecnologia "senza filo"

Pile e batterie consentono il funzionamento di tutti gli strumenti elettrici ed elettronici che pervadono la nostra quotidianità: telefonini, pc portatili, macchine fotografiche, lettori portatili di musica, navigatori, telecomandi, così come trapani, avvitatori, apparecchi professionali, spazzolini per i denti, rasoi, sono solo alcuni esempi di apparecchi con "energia senza filo".


Complessivamente si stima che ogni anno vengano immesse sul mercato italiano circa 40.000 tonnellate di pile e accumulatori non piombosi, i quali, una volta esaurita definitivamente la propria carica, se dispersi nell'ambiente, diventano rifiuti potenzialmente inquinanti e pericolosi per la nostra salute.

A differenza delle batterie al piombo, utilizzate per i veicoli, che perlopiù vengono sostituite dagli elettrauto, le pile e i piccoli accumulatori, proprio per via delle loro ridotte dimensioni e del fatto che raramente è necessario ricorrere ai centri di assistenza per la loro sostituzione, vengono facilmente gettati nelle nostre pattumiere per poi finire in modo indifferenziato nelle già straboccanti discariche.

Il Centro di Coordinamento Pile ed Accumulatori (CdCPA) si pone lo scopo di raccoglierne il maggior numero per evitare un danno per l'ambiente ed uno spreco di metalli che possono essere riciclati mantenendo inalterate le proprie caratteristiche


La responsabilità dei Produttori di pile e accumulatori

Il D.lgls. 188/08 introduce un'altra importante novità: a farsi carico dei costi di raccolta e riciclo saranno produttori di pile e accumulatori, organizzati in Consorzi o Sistemi Collettivi.


Marco Arnaboldi, Presidente CdCPA

"Sinora in Italia era obbligatorio il recupero delle sole batterie al piombo, utilizzate per l'avviamento di ogni tipo di automezzo, (veicoli, barche, trattori ecc). E in questo servizio, assicurato dal Cobat, il nostro Paese ha raggiunti risultati di eccellenza tanto significativi da essere assunto ad esempio per altri Stati europei e non - ha affermato Marco Arnaboldi, Presidente del Centro di Coordinamento Pile e Accumulatori e ha poi aggiunto che, Ecoelit, Consorzio Nazionale Volontario Accumulatori ed Elettroutensili (fondato da importanti Aziende internazionali quasi tredici anni fa) ha anch'esso contribuito, volontariamente, alla raccolta di batterie operando nel non piomboso anticipando la stessa Normativa UE.


Grazie a Cobat ed Ecoelit si sono gettate le basi di una efficiente struttura recuperativa che - con la Costituzione del Centro sarà decisamente rafforzata ed migliorata. Il nostro obiettivo - ha proseguito Arnaboldi è quello di operare nel raggiungere quegli importanti obiettivi di raccolta previsti dal Legislatore nel pieno rispetto di quello spirito di libero mercato, assicurando trasparenza, operatività e funzionalità secondo i dettami ed i criteri che le nostre Istituzioni hanno voluto profondere nel Decreto di recepimento".



Il Decreto 188/08 ha previsto la costituzione del Centro di Coordinamento Pile e Accumulatori proprio per garantire l'efficacia e l'efficienza dell'intero sistema.

Il CdCPA ha iniziato la sua operatività il 1° gennaio, non ha fini di lucro, ed ha come fondamentali finalità:

* l'ottimizzazione delle attività dei Sistemi Collettivi dei Produttori di pile ed accumulatori per incrementare costantemente le percentuali di raccolta e di riciclo di pile e accumulatori a fine vita;

* la garanzia dell'obiettivo primario di tutela ambientale, salvaguardando l'economicità del servizio per tutti i soggetti coinvolti, dai cittadini, agli operatori ecologici, dalle imprese alle Istituzioni tutte.


Tra i suoi diversi compiti (art. 4 dello Statuto) il Centro di Coordinamento PA deve:

  • organizzare un sistema capillare di raccolta di pile e accumulatori esauriti che copra in modo omogeneo l'intero territorio nazionale;
  • assicurare il monitoraggio e la rendicontazione dei dati relativi alla raccolta ed al riciclaggio dei rifiuti di pile e accumulatori, nonché la loro trasmissione all'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale);
  • agevolare e sostenere attività tali da consentire ai consumatori finali di disfarsi di pile e accumulatori a fine vita gratuitamente e senza obbligo di acquistarne nuove;
  • organizzare ed effettuare adeguate campagne di informazione e sensibilizzazione;
  • favorire ed incentivare la ricerca e lo sviluppo per una progettazione e fabbricazione di pile ed accumulatori improntante ad una sempre maggiore efficienza ambientale


Stop a pile e batterie in discarica!

l'obbligatorietà della raccolta di tutte le tipologie di pile e accumulatori, lo scopo del Centro di Coordinamento è, quindi, far sì che nessuna pila o batteria finisca mai più in discarica ponendo l'Italia tra le Nazioni più attente al patrimonio ambientale.


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