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giovedì 30 agosto 2012

CRISI AD ALBA ADRIATICA - IL PD BACCHETTA IL SINDACO GIOVANNELLI


Alba Adriatica, 30 agosto 2012 – Spira aria di tempesta dal centro vibratiano, vento piuttosto freddo all'interno del Pd nonostante le calde temperature mantenute ancora dalla buona stagione.  Il segretario del Partito Democratico di Alba Adriatica, Tiziano Cimini, ha preso carta e penna ed ha diramato un comunicato in risposta alle affermazioni del sindaco Franchino Giovannelli rilasciate recentemente alla stampa ed ad una emittente locale. L'esordio: "La segreteria del Pd di Alba Adriatica, con fermezza consapevole, riafferma la validità del proprio operato e le ragioni fondate sul dissenso di recente espresso". Il responsabile cittadino del partito addirittura parla di "risentito stupore per gli argomenti ed i toni usati dal sindaco con i media locali".  Non si può fare a meno di parlare di un momento particolare per la maggioranza di governo di Alba Adriatica. Siamo ormai all'anticamera della crisi e questo a pochi mesi dalla formazione delle liste e dall'individuazione del candidato sindaco per la cittadina. Lo sottolinea lo steso Tiziano Cimini che afferma: "Il turbamento politico all'interno dell'Amministrazione Comunale è reso pienamente evidente dalla completa dissoluzione della vecchia coalizione di centro sinistra uscita vincente dal confronto elettorale della primavera del 2008. Dei partiti che avevano dato luogo alla costituzione di "Alba Democratica" –continua Cimini- è rimasto solo il Pd a sostenere l'attuale Esecutivo per cui non dovrebbero meravigliare le ponderate sottolineature espresse nel tempo dalla Segreteria del partito stesso".  La crisi di fatto è bella che aperta e sarà difficile per Giovannelli tenere fermo il timone in un mare in tempesta come quello della sua maggioranza. Incalza Tiziano Cimini: "La critica, soprattutto quando ha motivazioni certe e profonde, è parte integrante e positiva della dialettica democratica giacchè si propone di individuare ed indicare soluzioni ai problemi ed alle lacune create dall'azione politica-amministrativa". Il documento della segreteria Pd si rivolge ancor più direttamente al sindaco Giovannelli che, secondo l'estensore, dovrebbe "preoccuparsi non della critica, ma piuttosto delle ragioni che l'hanno caratterizzata. Maggiore attenzione il sindaco dovrebbe porre alla cause che hanno portato al disfacimento politico della coalizione ed in particolare all'inquietante conflitto di interesse emerso negli ultimi tempi creando divisioni ed incertezze". Tiziano Cimini rincara la dose: "Giovannelli lancia accuse infondate contro i vertici del Pd che, a suo dire, starebbero remando contro l'Amministrazione comunale di Alba Adriatica". E ancora: "Sulla moralità e sulla visione etica, valori irrinunciabili all'interno dell'azione politica del Pd, il sindaco Giovannelli non può glissare come se niente fosse, soprattutto di fronte ad atti amministrativi significativi per lo sviluppo della città". Il segretario del Pd di Alba Adriatica ricorda al sindaco Giovannelli le vicende giudiziarie che in quattro anni hanno interessato gli Uffici municipali: condanna in primo grado di un assessore e rinvio a giudizio dell'assessore esterno in quota a partito diverso dal Pd e tuttora componente di Giunta "per il quale ci auguriamo un limpido proscioglimento". Il documento della segreteria conclude: "Per l'ennesima volta chiediamo al sindaco Giovannelli di affrontare, con la diligenza del buon padre di famiglia, la questione morale che investe il comune di Alba Adriatica e che dovrebbe smuovere le coscienze anche dei vertici provinciali e regionali. Questo ennesimo documento –conclude Tiziano Cimini- è un atto di lealtà e di chiarezza verso l'Amministrazione e verso gli elettori e di responsabilità nei confronti del partito. Vogliamo continuare a dialogare con i cittadini con i quali abbiamo già avviato una serie di incontri come pure con i partiti del centrosinistra e con le associazioni espressione del nostro territorio".
                                                                       Alfonso Aloisi




lunedì 20 agosto 2012

FALLIMENTO DEL PD DI GIULIANOVA E DEI TALENTI DEL SINDACO SECONDO ALBERT PEPE

ALBERT PEPE: "PD: SE CI SEI BATTI UN COLPO"
CRITICO EX COORDINATORE PARTITO DI GOVERNO A GIULIANOVA
NE HA ANCHE PER IL SINDACO E I SUOI TALENTI
Giulianova, 20 agosto 2012 – Lontano dalla volontà di avanzare critiche personali, Albert Pepe, tornato da Bologna per un breve periodo di vacanze giuliesi, ci ha rilasciato un'intervista che sicuramente farà discutere. Il legale, già coordinatore cittadino del Pd fino a poco tempo fa, così esordisce: "E' imbarazzante l'inerzia e la complicità del Partito Democratico nazionale e locale in ordine alla macelleria sociale e soprattutto dinanzi alla rottamazione dei diritti che si è consumata in questo Paese". Albert Pepe, sempre molto sensibile alle problematiche che interessano i più indifesi e gli emarginati, aggiunge: "Stiamo vivendo un momento storico di disperazione dilagante e intorno si avverte un preoccupante silenzio che sa di resa, di sconfitta, di delusione irrimediabile, di sfiducia estrema nei confronti di chi dovrebbe rappresentarci". L'ex segretario del Pd locale sottolinea: "Il Partito Democratico deve uscire dall'immobilismo. E mi rivolgo ai giovani ed in particolare ai giovani-adulti che si affacciano nel mondo del non lavoro. I  nuovi schiavi: uno su tre è disoccupato, gli altri due lavorano senza previdenza, senza diritti, in imprese con tassi di mortalità elevatissimi e costrette a una competizione fuori dalle regole.  Tutto ciò è ignorato dalla politica. Il patto tra le generazioni è saltato. Forse - simbolicamente parlando- bisognerebbe uccidere i padri e capire che i padri non hanno intenzione di restituirci il maltolto".  Ancora Albert Pepe: "Ci hanno consegnato macerie che resteranno tali chissà per quanto ed è quindi necessario che i giovani, nel lavoro, nei partiti, nei movimenti siano in grado di riconoscere i propri interessi e capaci di rappresentarli. Alla scarsa generosità dei padri al potere –continua Pepe- dobbiamo contrapporre il gioco di squadra, la condivisione, la solidarietà nella sventura. Le nostre disperazioni non si sommano, le nostre solitudini di cittadini globali non si coagulano. Avvertiamo sempre di più di essere immersi in una società della stanchezza. Ci sentiamo impotenti ed inutili. Come se vivessimo al di là della fine: della politica, del lavoro, della famiglia". Albert Pepe si sofferma sul panorama giuliese: "Il mio vuole essere un invito rivolto non ai talenti di questa città, ma semplicemente alle persone di buona volontà, a costruire le basi per dialogare con i movimenti, per aprire quel condominio litigioso che è diventato il Pd giuliese verso il reale rinnovamento. Certamente tale inversione di marcia non può prescindere dal mandare a casa politici ed amministratori che si sono distinti per il loro talento nel non ascolto. E che in questi anni non ci hanno saputo rappresentare. Sono stato per poco coordinatore del Pd della mia città e mi sono scontrato con un analfabetismo politico preoccupante. Non voglio polemizzare con il Sindaco di questa città che - oggi possiamo dirlo - forse ha privilegiato la sua personale concezione di agire amministrativo, trascurando l'agire politico. E forse in maniera sprezzante e poco avveduta  ha messo in liquidazione il Partito che avrebbe dovuto rappresentare". Conclude Pepe: "L'amministratore o l'amministratrice del futuro voglio immaginarli così: un uomo/donna  con doti da artigiano: capaci di riunire nella stessa figura competenza, tecnica, manualità, affettività, cura della formazione politica, e grande attenzione e dedizione per il proprio lavoro che deve essere sostenuto, condiviso ed approvato dalla comunità di appartenenza. Una persona in grado di coinvolgere, non per meri scopi elettorali o di opportunismo politico, bensì allo scopo di radunare delle risorse umane preziose per l'elaborazione di progetti politici lungimiranti e non velleitari. Per rinvigorire il sentimento della politica –afferma ancora Albert Pepe- suggerirei ai tiepidi dirigenti del Pd di leggere il libro di Luciano Gallino: La lotta di classe dopo la lotta di classe.
E rivolgendomi ai giovani, sempre che ci siano ancora, dico: troviamo tra i padri qualche buon alleato, dotato di generosità e correttezza. Ma assumiamoci tutta la responsabilità del cambiamento, usciamo a viso aperto e candidiamoci a rappresentare noi stessi  e tutte le categorie sterminate dalla crisi: mettendo alla porta coloro che in questi anni - pur dopo ripetuti e conclamati fallimenti-  sono ancora saldamente al potere. Qui si tratta di rovinare le rovine".
                                                                    Alfonso Aloisi




martedì 24 luglio 2012

"INVERTIRE LA ROTTA A GIULIANOVA, MA E' TROPPO TARDI", PAROLA DI ROBERTO MASTRILLI


Giulianova, 24 luglio 2012 – E' un fiume in piena, ma con acque calme, Roberto Mastrilli durante l'intervista a quattrocchi rilasciata dopo nostra insistenza. Partiamo dalle dimissioni (duplici): "Mi sono dimesso la prima volta l'11 settembre 2011, ma durò solo poche ore giacchè il partito avallò in pieno le perplessità da me rappresentate come il programma elettorale fermo al palo per diversi motivi, anche non locali, impegnandosi a risolvere a breve una situazione non più sopportabile". Continua l'ex assessore ai Lavori Pubblici: "Dopo pochi mesi, visto il nulla di fatto in termini di cambiamento, ho riconsegnato in maniera irrevocabile il mandato gestito in seno alla Giunta e la tessera del Partito Democratico. Non era più il caso di restare: troppe parole al vento e pochissimi fatti concreti".  Gli chiediamo come giudica l'Amministrazione giuliese: "In maniera negativa –sottolinea Mastrilli-. Il Prg è ancora in alto mare per motivi che tutti conoscono e di cui pochi parlano. A livello politico sono stati esclusi da certi ruoli alcuni elementi che hanno contribuito alla vittoria del 2009, mentre sono stati premiati gli yes-men, ovvero le persone che hanno condiviso tacendo tutte le negatività. Per quanto riguarda la trasparenza, il cittadino avrebbe dovuto restare al primo posto ed invece questa maggioranza ha perso ogni contatto con il territorio". Roberto Mastrilli parla di moralità: "Non è accettabile che la spesa corrente aumenti in modo sconsiderato in un momento in cui c'era bisogno e necessità di fare economie per investire in settori più bisognosi di interventi. E poi non è sicuramente etico sottoscrivere un'alleanza con l'Udc e, soprattutto, con il candidato sindaco Giancarlo Cameli che ha sfidato il rappresentante del centrosinistra al ballottaggio. In nessun libro di politica è sancita questa possibilità che invece a Giulianova, grazie all'acume di pochi, ha preso forma". Domandiamo a Mastrilli come giudica il sindaco di Giulianova. Questa la risposta: "Nel giugno 2009 abbiamo avuto una grande vittoria politico-amministrativa che è stata più volte sottolineata a livello regionale dai partiti della coalizione. Il sindaco, assieme a noi, poteva essere la punta avanzata in Abruzzo. Invece il progetto "Giulianova 2020", un tempo ambizioso sotto il profilo politico-amministrativo, è svanito nel giro di poco tempo sgretolandosi. Il Partito Democratico, nel frattempo, ha perso assessori e consiglieri. Non sappiamo per quale specifica ragione, ma il numero di chi non c'è più è troppo elevato. La stima a livello personale nei confronti del sindaco –aggiunge Mastrilli- rimane, certo è però che non può amministrare una città complessa come Giulianova in questo modo. Mi meraviglio come possano assessori e consiglieri rimanere inermi alla finestra aspettando la lenta agonia di questa Amministrazione". Chiediamo a Robero Mastrilli se il sindaco di Giulianova si candiderà per le primarie in vista delle politiche del 2013. Esordisce Mastrilli: "Non so se è nelle condizioni ideali per affrontare una competizione difficile come le primarie per il parlamento. Gli auguro un successo personale, ma nello stesso tempo anche che non venga cambiata l'attuale legge elettorale. Comunque, nel caso rimanga quella attuale, dovrà dimettersi ed abbandonare i giuliesi. Se si voterà con il sistema delle preferenze, ho qualche dubbio sulla sua riuscita come è stato nel 2009". Passiamo ai rapporti con il Partito Democratico: "Non sono più iscritto e quando mi sono dimesso non sono stato nemmeno contattato. Per quello che ha scritto il segretario provinciale Robert Verrocchio sui giornali lo ringrazio, peccato non mi abbia mai rivolto una telefonata. Nel Pd giuliese ho ottimi rapporti con tutti, ma solo a livello personale". Ascoltiamo le parole di Roberto Mastrilli su altri aspetti di carattere amministrativo: "Sono stati disattesi gli investimenti sul territorio per quanto riguarda la manutenzione, dimenticata la cura del verde ed altro. Tutto è fermo in una città turistica come Giulianova. Si va avanti –continua Mastrilli- senza una programmazione seria. I canali di scolo e di gronda degli edifici pubblici, delle scuole in particolare, come pure i tombini non vengono puliti in maniera sistematica. Per non parlare delle strisce pedonali davanti agli edifici scolastici. Sono solo alcuni esempi di malgoverno della città". Poi continua Mastrilli: "Quando ero assessore ho avuto tantissime riunioni senza che fossero mai curati gli aspetti preminenti come le entrate nelle casse comunali. Siamo ormai alla fine di luglio ed il bilancio di previsione del 2012 non è stato ancora approvato. Ma come si fa –si domanda Mastrilli- a lavorare così? E' una ulteriore dimostrazione di mancanza di programmazione. A Giulianova si naviga a vista. Per il bene della Città occorrerebbe invertire la rotta, ma credo sia ormai troppo tardi". Roberto Mastrilli torna sulle sue dimissioni: "Altro motivo per cui mi sono dimesso è stato l'inciucio con l'Udc. Non si può svendere una cittadina come la nostra per presunti accordi politici provinciali e regionali. Questa operazione non è stata mai da me condivisa. Credo che i cittadini debbano rimanere sempre e comunque al primo posto. Gli elettori –continua Mastrilli- ci hanno premiato per un programma realizzato da una coalizione. Invece tutto è stato stravolto per miseri obiettivi personali. Ciò che è stato fatto non è stato condiviso dai giuliesi che non hanno accettato l'accordo stipulato con il candidato sindaco dell'opposizione. Per questo ed altro tutta la politica regionale ci ride alle spalle. Di contro, forze politiche che hanno contribuito alla vittoria come i Comunisti Italiani sono state escluse da tutti i ruoli politici ed amministrativi. Se questo significa essere buoni amministratori….". Un'ultima annotazione Roberto Mastrilli la riserva al BIM: "Mi hanno voluto togliere dal Consorzio dove ero presente come assessore a costo zero e con tanta attività convogliata verso Giulianova. Al mio posto è entrato un consigliere che, non essendo in Giunta, può fare ben poco per la nostra città. Anche questo è acume".
                                                                          Alfonso Aloisi            


mercoledì 30 luglio 2008

Proposta di Legge per la modifica della 153/71 in materia di diffusione della Lingua e della Cultura italiana nel mondo

L'on. Franco Narducci (vicepresidente della Commissione esteri) ha depositato in Parlamento, assieme ai colleghi on. Gino Bucchino, on. Marco Fedi, on. Laura Garavini, on. Ricardo Merlo e l'on. Fabio Porta una proposta di legge per la riforma della Legge 153/71 per la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo.
Con tale Proposta si intende "rispondere alle necessità di un piano di offerta formativa che si inserisca nei processi di globalizzazione culturale ed economica in maniera efficiente ed efficace grazie ad interventi di formazione linguistica e culturale, di formazione continua e di sostegno all'integrazione in favore dei cittadini italiani e dei loro congiunti e discendenti residenti all'estero, nonché alla promozione e alla diffusione della lingua italiana nel mondo. Si vogliono, inoltre, riformare le Istituzioni scolastiche italiane all'estero (scuole statali e paritarie, revisione dei corsi di lingua italiana)".
Il deputato del PD, Presidente dell'UNAIE (Unione Nazionale delle Associazioni di Emigrazione ed Immigrazione), ha sottolineato che "ci troviamo di fronte ad un passaggio storico per la promozione e la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo e questo richiede che vi sia una riforma capace di rispondere alle esigenze dei tempi". Franco Narducci ha evidenziato che è arrivato il tempo di "situare gli interventi scolastici e la promozione della lingua italiana all'estero in un quadro legislativo accettabile capace di recepire i cambiamenti sociali e culturali successivi alla data di nascita della legge 153. Questo permetterebbe al mercato della formazione linguistica di assumere, nei fatti, quel ruolo strategico che gli compete in un contesto crescente di globalizzazione che ci obbliga ad aprirci alle novità tenendo comunque conto della straordinaria ricchezza che è rappresentata dalla nostra presenza nel mondo".
"Bisogna costruire uno strumento, che persegua finalità di armonizzazione e di programmazione delle attività rivolte all'estero. Uno degli impedimenti più gravi alla promozione culturale è imputabile alla parcellizzazione degli interventi e alla mancanza di sinergia tra le direzioni e i Ministeri coinvolti in questo processo".
La nostra proposta di legge, invoca una gestione unica dell'applicazione della nuova disciplina in tutti i suoi aspetti e introduce delle novità sintetizzabili nei seguenti punti:
a) Istituzione, presso il MAE (Ministero degli Affari Esteri), del Dipartimento per la promozione della lingua e della cultura italiane all'estero: una struttura operativa composta essenzialmente da operatori e tecnici della Scuola, in grado di interpretare il ruolo della scuola italiana all'estero in totale sintonia con i processi innovativi in atto nella scuola metropolitana, con un maggiore coinvolgimento del MIUR (Ministero dell'Università e della Ricerca).
b) Nascita degli USN (uffici scolastici nazionali) e degli USC (uffici scolastici circoscrizionali): i due uffici riproducono la struttura metropolitana degli Uffici Scolastici Regionali e dei Centri Servizi Amministrativi (ex Provveditorati). In tal modo la scuola italiana all'estero è monitorata non più e non solo dal centro (MAE) ma da uffici locali che meglio sono in grado di prendere decisioni, sviluppare percorsi e prefigurare progetti.
c) Valorizzazione e sostegno degli Enti Gestori attraverso strategie di diffusione della cultura in linea con quanto prevede l'intero progetto.
d) Intervento statale: si riafferma la centralità dell'intervento statale, in fase di programmazione e negli aspetti didattici e nella scelta del personale, in prevalenza assunto in loco.
e) Riorganizzazione ragionata del personale statale (ex MAE): mantenendo fermo il principio dell'importanza di detto personale, si vuole sistemare con criterio le "risorse" ottenendo una sinergia di competenze anche in ambito di progettazione e tutoraggio (senza ulteriori riconoscimenti economici).
f) Assunzione di personale in loco: stabilizzazione del personale mediante una graduatoria con punteggi chiari (riconoscibili anche in Italia); difesa della qualità del personale e quindi del diritto all'assunzione da parte degli enti gestori secondo criteri chiari e trasparenti; valorizzazione delle professionalità.
g) Personale a tempo indeterminato 'residente': una risorsa del tutto nuova che permette, a costo zero per l'amministrazione, di valorizzare il personale che ha una lunga esperienza e un notevole spessore professionale".


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