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lunedì 22 ottobre 2018

Trading, Broker, Forex: ADUC denuncia truffa in Emilia Romagna


Broker Forex truffa: allarme anche in Emilia Romagna

Bologna 22 Ottobre 2018. Sono già diversi i risparmiatori che si sono rivolti alla sede di Bologna dell’Aduc per lamentare di essere incappati in una presunta truffa di investimenti Forex. Tramite sedicenti operatori di call center o via E-mail, sempre di società aventi la sede in Paesi che sono veri e propri paradisi fiscali. 

Nel 90% dei casi non sono quello che dicono e, di conseguenza, non mantengono gli impegni che si sono presi. E il fatto che siano con sedi legali in Paesi paradisi fiscali, come ad esempio le Isole Marshall, sembra impedire per il momento qualunque tipo di rivalsa, e i cosiddetti investimenti possono rivelarsi una vera e propria truffa.

Inoltre, per arginare le norme che impediscono trasferimenti di ingenti cifre su conti correnti off shore in paesi delle c.d. black list il sedicente investimento viene richiesto, per esempio, a mezzo bonifico ad un destinatario che può essere una società di comodo in un paese dell'Unione Europea come ad esempio una GMBH in Germania o in un Paese dell'est (altro motivo per cui occorre prestare attenzione proprio alle coordinate di conto corrente che vengono rilasciate dai presunti consulenti finanziari).

Il suggerimento che diamo è anzitutto, prima di effettuare qualunque trasferimento o versamento di qualsivoglia importo, parlarne SEMPRE con qualcuno di fiducia. Visitate il sito della Consob, dove c'è un intera area dedicata ai risparmiatori, ai Consumatori, si chiama, non a caso "Occhio alle truffe" (1). Visitate il sito di Aduc (2) o mettetevi in contatto con la sede locale dell’associazione per ottenere chiarimenti (3), o usate uno dei servizi di consulenza a distanza che l’associazione mette a disposizione (4). Rivolgetevi alle forze dell'ordine o all'Istituto di credito di Vostra fiducia. Siate prudenti.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, riportiamo per sommi capi un tipico caso di un risparmiatore che si è rivolto alla nostra sede di Bologna.
Il risparmiatore è stato contattato telefonicamente e convinto ad investire una somma inizialmente pari a 400 euro con versamento tramite carta di credito in un conto corrente online creato appositamente per fare “trading” e dal quale, accedendo tramite una piattaforma, sempre online, poteva vedere i presunti investimenti che venivano effettuati. 

La piattaforma sembrava molto professionale. Il risparmiatore in poco tempo si è trovato ad avere un ritorno da investimenti anche 10 volte superiore a quei 400 euro. Talmente buono insomma che un sedicente consulente finanziario gli ha proposto di aumentare l'investimento stesso per partecipare ad un ipotetico importante progetto. 
Le somme che vengono richieste sono sempre più alte e possono facilmente arrivare a 10.000 – 20.000 o persino 100.000 euro. Che la vittima, convinta di avere effettuato un investimento, ha trattato come tale. Siamo quindi in presenza di quella che sembra una vera e propria trappola basata su aspettative,

falsa rappresentazione della realtà e pressioni di carattere psicologiche tale per cui il malcapitato risparmiatore viene reiteratamente truffato dallo stesso meccanismo. Più volte.

Qui il nostro specifico canale web sul Trading forex
https://investire.aduc.it/tradingforex/
1 - http://www.consob.it/web/area-pubblica/occhio-alle-truffe
2 - https://investire.aduc.it/
3 - https://investire.aduc.it/info/consedi.php
4 - https://investire.aduc.it/info/consulenza.php



Marco Solferini, legale, delegato Aduc per Bologna
P.zza Roosevelt 4 c/o P.zzo Volpi
-Consulenza su questioni bancarie, finanziarie, civili e commerciali su appuntamento il mercoledì. Scrivere per appuntamento a m.solferini@aduc.it

giovedì 15 giugno 2017

Telecomunicazioni: finisce l'era del roaming in Europa. ADUC: "ecco a cosa fare attenzione"

Risultati immagini per roaming

Telefonia: addio alle tariffe extra per il roaming.

Firenze, 15 giugno 2017. Come ampiamente noto da oggi 15 Giugno 2017 gli operatori telefonici non possono più addebitare costi aggiuntivi per le chiamate dai telefoni cellulari e per il traffico dati degli utenti in viaggio nei Paesi UE diversi dal loro. 


Lo ha stabilito un Regolamento europeo (1) che ha modificato le normative precedenti che già comunque imponevano delle riduzioni ai sovrapprezzi.

Da oggi i contratti nuovi ed esistenti che includono servizi di roaming diventano automaticamente “contratti con roaming a tariffa nazionale” per chiamate vocali, sms, mms e traffico dati, senza bisogno che l’utente faccia nulla. Il gestore deve comunque informare i propri clienti della novità, specificando in che modo i contratti vengono adeguati.


Nella pratica e in termini generali il proprio piano tariffario sarà applicabile anche per le comunicazioni effettuate all’estero, con le stesse modalità.

Da precisare che tutto ciò riguarda le permanenze temporanee all’estero -per turismo, studio, lavoro, etc.- e che i gestori telefonici possono adottare “politiche di utilizzo corretto” per prevenire utilizzi anomali come quelli, per restare in tema, che avvengono in un Paese diverso dal proprio (e da quello del proprio gestore) per scopi diversi dal viaggio occasionale.


In altre parole il “contratto con roaming a tariffa nazionale” NON è fruibile per chi si trasferisce definitivamente all’estero, e alcuni sovrapprezzi possono essere applicati invece nei casi di soggiorni prolungati all’estero con consumi superiori a quelli nazionali.

Ma vediamo i casi a cui fare attenzione, che in eccezione a queste nuove regole prevedono l’applicazione di sovrapprezzi.

Consumi anomali o abusivi
La regola generale è che per fruire del “contratto con roaming a tariffa nazionale” si deve utilizzare il telefono cellulare più nel proprio Paese che in un Paese estero e situazioni opposte (maggiori consumi all’estero) possono essere considerati utilizzi anomali. Il lasso di tempo convenzionalmente preso in considerazione per effettuare tali valutazioni è di quattro mesi.


Quindi, per chi trascorre molto tempo all’estero in un periodo di quattro mesi o più effettuando consumi superiori a quelli fatti nel proprio Paese il gestore potrà, fatte le dovute verifiche anche direttamente con l’utente, applicare dei sovrapprezzi.

Consumi oltre le soglie del proprio contratto
Il fatto che all’estero non siano più applicabili sovrapprezzi non vuol dire che si può pensare di poter utilizzare i servizi per un tempo illimitato, tutto dipende in realtà dal tipo di contratto che si è stipulato col gestore per l’utilizzo nel proprio Paese.


In termini generali vanno rispettati i limiti posti dal proprio contratto e quindi di potrà godere di chiamate e SMS illimitati SOLO se ciò è previsto dal proprio piano tariffario.


Per quanto riguarda il traffico dati il concetto è lo stesso, ma il volume di dati utilizzabile con il roaming, pur dovendo essere consistente, varia a seconda del prezzo del pacchetto di cui si dispone (si veda la guida sul sito ufficiale dell'UE con domande frequenti: 

http://europa.eu/youreurope/citizens/consumers/telecoms-internet/mobile-roaming-costs/index_it.htm

Oltre a ciò il gestore telefonico potrebbe fissare un limite di salvaguardia per il roaming, informando l’utente sia preventivamente sia in caso di superamento dello stesso.

Gestori che non rientrano nei costi
Ai gestori -di solito quelli piccoli- che non fossero in grado di recuperare i propri effettivi costi relativi al servizio di roaming le normative consentono di chiedere all’Autorità garante (in Italia AGCOM) l’autorizzazione ad applicare sovrapprezzi che devono essere ovviamente comunicati agli utenti e che devono limitarsi a coprire i costi secondo le tariffe massime all’ingrosso.

I sovrapprezzi sono decisi liberamente da ogni gestore, con informazione al cliente, nel rispetto dei limiti massimi posti dall’UE che sono (escluso IVA):
- 3,2 centesimi di euro al minuto per le chiamate vocali;
- 1 centesimo di euro per ogni SMS;
- 7,7 euro per gigabyte (GB) per il traffico dati.

Quest’ultimo sovrapprezzo scenderà a 6 euro dal 1/1/2018, a 4,5 euro dal 1/1/2019, a 3,50 dal 1/1/2020, a 3 euro dal 1/1/2021 e infine a 2,50 euro dal 1/1/2022.

In casi particolari dove l’utente avesse già un contratto particolarmente favorevole per il roaming, dovrà essergli chiesto se vuole mantenere il contratto o adeguarsi alle nuove norme.

Le novità valgono per i 28 Paesi dell’UE. Si deve ancora aspettare per i Paesi dello Spazio economico europeo (Islanda, Liechtenstein e Norvegia).

QUI il sito ufficiale dell'UE con informazioni e un’utile guida con domande frequenti: 
http://europa.eu/youreurope/citizens/consumers/telecoms-internet/mobile-roaming-costs/index_it.htm

(1) Regolamento 531/2012 modificato dal Regolamento UE 2015/2120 e dal Regolamento UE del 7 Aprile 2017 “...modifiche per quanto riguarda le norme sui mercati del roaming all'ingrosso”


Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo

lunedì 30 aprile 2012

RAI. Quando il canone non garantisce informazione

ADUC - Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
                               Rai. Quando l'imposta (il canone) non garantisce informazione

Roma, 30 Aprile 2012. Paghiamo l'imposta, chiamata eufemisticamente canone, per avere una tv pubblica che garantisca l'informazione. Ci troviamo a sovvenzionare una struttura occupata dai partiti che fanno il bello e il cattivo tempo.
Caso esemplare sono le dichiarazioni che l'on. Pier Ferdinando Casini ha fatto ieri  nel corso della trasmissione televisiva "Che tempo che fa": lui e' all'opposizione da 10 anni. Ci sembra che la memoria di "Pierdi" vacilli. Dal controllo  risulta che il nostro onorevole e' stato membro autorevole della maggioranza che appoggiava il governo Berlusconi, dal 2001 al 2006, tant'e' che in quel quinquennio ha presieduto la Camera dei Deputati. Forse l'on. Casini voleva dire che era all'opposizione da 5 anni che sono, pero', la meta' dei 10 dichiarati. Inoltre il nostro onorevole e' presente sulla scena politica da piu' di 30 anni (ne ha 57), prima con la Dc, poi con altre formazioni politiche e certamente non e' estraneo alle decisioni che hanno portato il nostro Paese nelle condizioni attuali.
 L'intervista poteva essere l'occasione di rendere un pubblico servizio ai cittadini-contribuenti, informandoli delle proposte attuali e delle responsabilita' passate del leader politico di turno, ma questo e' praticamente impossibile: la RAI e' governata dai partiti, entrambi sovvenzionati dai contribuenti. Non avremo mai un pubblico servizio di informazione ma una notifica della realta', cosi' come interpretata da alcune formazioni politiche. A nostre spese, si intende!

Qui il nostro canale web per l'abolizione del canone Rai: http://tlc.aduc.it/rai/


Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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