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venerdì 10 novembre 2023

La pubblicità online attira anche i cartomanti

La dimensione virtuale ha ormai definitivamente occupato uno spazio significativo nelle scelte pubblicitarie delle imprese e dei professionisti a tal punto da attrarre gran parte dei loro investimenti finalizzati all'acquisizione di una buona visibilità mediatica. La velocità con cui ogni individuo è attualmente abituato a individuare prodotti e informazioni sul web ha indotto perfino i cartomanti a realizzare qui campagne promozionali capaci di accendere la curiosità del vasto pubblico di internet. 

La lettura dei tarocchi, un tempo destinata ad essere reclamizzata in giornali e televisioni locali, diviene attraverso la smisurata amplificazione offerta dalla rete oggetto di attenzione anche da parte di coloro che nutrivano nei confronti dell'universo della cartomanzia una solida indifferenza. La possibilità di inserire messaggi efficaci sull'attività esoterica in vetrine generaliste o specialistiche, nei social e all'interno dei propri siti personali ha permesso ai protagonisti di questo antico mestiere di intercettare un'amplissima platea di utenti. 

Ogni dato generato dall'analisi online di questo particolare mercato attesta infatti l'enorme fascino suscitato nella gente dalle pratiche esoteriche che in realtà mai nei secoli hanno perso il loro forte richiamo. Del ricorso ad un cartomante nei momenti più salienti della vita privata o pubblica di un individuo si parla addirittura nei libri di storia con riferimento a personaggi politici e dello spettacolo. 

La tentazione di ascoltare pareri indicati da coloro che vantano formidabili qualità intellettuali nel prevedere il futuro ha coinvolto dunque persone illustri che hanno con la loro condotta manifestato il desiderio, insito nell'essere umano, di scoprire in anticipo le trasformazioni provocate dal destino. Sia pure soggetti a giudizi spietati sulla scarsa affidabilità dei loro responsi, i cartomanti hanno tuttavia goduto sempre di una stima silenziosa che oggi trova nel successo ottenuto sulla rete la sua straordinaria espressione.

L'alto consenso acquisito sul web dagli operatori esoterici

A chiunque navighi su internet alla ricerca di aziende e professionisti sarà capitato di visualizzare link sponsorizzati dedicati alla lettura dei tarocchi sui motori di ricerca, nei social e in quei blog che presentano ai loro follower notizie riguardanti ogni aspetto della vita sociale e lavorativa. 

L'attività dei cartomanti, poi, è promossa attraverso profili sulle più famose piattaforme social generalmente gestiti da consulenti di web marketing o da imprese che forniscono ai loro clienti un'interpretazione delle carte al telefono. Le eccezionali capacità di predizione che non pochi operatori esoterici dichiarano di possedere, li rendono agli occhi dei loro sostenitori delle guide indispensabili in grado di intuire quel quid sovrumano che influenza le decisioni individuali. 

Convinti quindi che la propria volontà sia condizionata da energie occulte che soltanto la lettura dei tarocchi può cogliere, i clienti ritengono essenziale interpellare quotidianamente il loro cartomante di fiducia. Le crisi sentimentali rappresentano senza dubbio il tema più frequentemente affrontato nel dialogo con gli operatori esoterici che in questo contesto si assumono la responsabilità di segnalare al cliente ogni elemento comportamentale utile al superamento dei dissidi amorosi. 

Siccome il fallimento di una relazione risulta essere un evento traumatico per ciascun individuo che lo incontra, il ruolo del professionista dell'arte del predire si inserisce in una situazione profondamente malata. Pertanto deve tener conto del fatto che il punto di vista da lui espresso andrà ad incidere sul destino della storia d'amore al collasso. Il che significa che laddove i suoi consulti di cartomanzia risultino insufficienti ad offrire ulteriori interpretazioni sulla precaria vita di una coppia, l'operatore esoterico avrà l'obbligo morale di comunicare correttamente al cliente i limiti invalicabili della sua indagine conoscitiva.

Adesioni e critiche destinate su internet al mondo della cartomanzia

Anche sul web si ripete a proposito dell'universo dei cartomanti la diatriba mai risolta tra la fazione di chi difende la credibilità dei suggerimenti derivanti dalla lettura dei tarocchi e quella di coloro che al contrario ridicolizzano qualsiasi opinione espressa dagli operatori esoterici. Resta il fatto che allo stato attuale la nascita di aziende che propongono ai loro clienti al telefono un'interpretazione delle carte rivela la diffusa richiesta che tra la gente circola sull'esigenza di interrogare i tarocchi. 

Esistono numerosi esempi di imprese che promuovono tali servizi sulla rete a testimoniare che le previsioni sul futuro da parte degli operatori esoterici, riscuotendo un largo consenso, si sono tradotte addirittura in oggetto societario. I lauti guadagni che tali imprese a fine anno raggiungono sono lo specchio di una voglia più o meno mascherata di chi ha bisogno di mantenere viva la speranza di riavvicinare il proprio partner.


Foto di Lucas Pezeta da pexels.com

martedì 16 giugno 2020

L’importanza del search intent nella strategia di comunicazione digitale

Riuscire a comprendere quale sia il ‘search intent’ (ovvero l’intento di ricerca) degli utenti in Rete è la chiave di volta dell’intero processo di marketing digitale, con le sue strategie e tecniche sempre più performanti. Stiamo parlando di quel bisogno particolare che è stato percepito e che ha spinto la persona a fare una determinata ricerca su motori quali Google
Un elemento che deve essere intrecciato con la personale aspettativa, relativamente alla soddisfazione di quella che viene identificata come una necessità.


Il search intent guida l’utente quando effettua la ricerca, ecco perché è importante capire come il motore reagisca per soddisfare la richiesta. Comprenderlo sarà utile per progettare e ottimizzare ad hoc sia il portale che i contenuti da offrire attraverso di esso. 
Per riuscire a ottenere risultati interessanti sia per quanto riguarda la visibilità del sito che in relazione al posizionamento nella SERP bisogna dunque andare a inserire nella strategia lo studio dell'intento di ricerca. 

In ambito SEO ci sono alcune classificazioni, all’interno delle quali si vanno a inserire le possibili query (le ‘interrogazioni’ della Rete). Si tratta di quattro macro aree di intenti, di tipo:
     informazionale, quando si vogliono acquisire concetti attraverso la visualizzazione e la lettura di certi approfondimenti su temi più o meno generici (è il più diffuso);
     commerciale, l’intenzione qui è compiere un acquisto dunque vengono effettuate delle ricerche che poi orientano il modo in cui viene compiuta la scelta;
     navigazionale, l’utente sa già prodotto e marchio (o direttamente il portale) che vuole cercare. Non fa altro che digitare il dominio o le parole che possano identificarlo;
     transazionale, si compie un’azione che potrebbe condurre in un momento successivo a compiere un acquisto (si cercano info su beni e servizi ai quali si è interessati).

I contenuti di qualità si offrono di rispondere alle domande degli utenti

Capire chi sono i propri potenziali utenti consente di conoscere quali motivi li spingono a cercare determinati prodotti e servizi. L’obiettivo è strutturare le migliori risposte alle loro domande, specie attraverso la creazione di contenuti di qualità che possano essere esaustivi. Pianificare una strategia di content marketing con una web agency rappresenta un passaggio chiave. Analizzando correttamente le query e gli intenti di ricerca sarà possibile individuare le keyword, grazie alle quali ottimizzare contenuti interessanti. 

Gli esperti di content marketing si troveranno così a produrre materiale sicuramente stimolante per gli utenti target, agevolando la conversione. Sarà importante pianificare una regolare e periodica pubblicazione di questi contenuti, da inserire in un piano editoriale ad hoc. Quest’ultimo potrà essere predisposto con un anticipo ampio anche di un mese, affinché il risultato sia il più accurato possibile (in base pure a quelle che sono le esigenze connesse al business). 
In un futuro non troppo lontano l’importanza del search intent per il digital marketing raggiungerà livelli altissimi. Con l’obiettivo di riuscire a comprendere sempre meglio quali siano le necessità e le richieste del pubblico in modo da offrire risposte pertinenti e che si posizionano in alto nella SERP.

giovedì 7 novembre 2019

Wind regala una giornata di Internet illimitato.Domenica 10 novembre si potrà navigare senza consumare Giga

Wind regala una giornata di Internet illimitato

Domenica 10 novembre si potrà navigare senza consumare Giga



Roma, 7 novembre 2019 – Il brand Wind anticipa le festività natalizie e regala un'intera giornata di Internet illimitato. Domenica 10 novembre, i clienti privati a marchio Wind mobile, potranno navigare, chattare, condividere foto e video, senza consumare alcun Giga della propria offerta.

L'iniziativa sarà disponibile automaticamente, senza dover attivare opzioni e sarà valida in tutta Italia.

I vantaggi continueranno per l'intera settimana, iscrivendosi al programma 'WINDAY' entro l'11 novembre. Come ogni lunedì, infatti, 'WINDAY', l'iniziativa che Wind ha ideato per premiare i clienti e che, in pochi mesi, ha superato i 2 milioni di iscritti, regalerà Giga, coupon e sconti di partner commerciali selezionati. 

Il cinema si conferma, in particolare, tra gli elementi principali del programma, grazie ad un concorso settimanale che mette in palio un viaggio a Hollywood nella settimana dei Premi Oscar. Previsti, inoltre, biglietti scontati del 50% per andare al cinema.

La nuova promozione 'Internet illimitato' è al centro di uno spot, in cui Rosario Fiorello annuncia l'arrivo del Natale Wind, che, anche quest'anno, porterà con sé numerosi regali.

martedì 10 aprile 2018

Blockchain: come la pensa la rete? Analisi di Reputation Manager tra Apocalittici e Integrati

BLOCKCHAIN: APOCALITTICI VS INTEGRATI

Come la pensa la rete? 

L'86% ne esalta le possibilità di business ma il 14% teme l'imminente scoppio di una bolla speculativa

I temi più ricorrenti: sicurezza, affidabilità e indipendenza

Tra le applicazioni, la più chiacchierata sul web è Steemit, nuova piattaforma social che premia in criptovalute gli utenti che pubblicano notizie, video, immagini o che commentano e condividono i vari contenuti.

Milano, aprile 2018 – Blockchain, per alcuni questa parola è sinonimo di un nuovo modo di pensare Internet, un nuovo metodo per eseguire le transazioni online e più nello specifico una rivisitazione del concetto stesso di Trust. Per altri è la "grande rivoluzione", il "futuro del business" o addirittura una delle invenzioni più importanti dopo la creazione e lo sviluppo del World Wide Web.

Per capire meglio cosa pensa il web della cosiddetta "catena a blocchi" e per cercare di delineare meglio il futuro di questa tecnologia, Reputation Manager, principale istituto italiano nell'analisi e gestione della reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico, ha monitorato le conversazioni online degli utenti.

L'analisi, che si riferisce al periodo agosto 2017 – febbraio 2018 ed è basata sul monitoraggio dei contenuti UGC (generati dagli utenti nei diversi canali online: post/commenti ad articoli, blog, ecc…), evidenzia come l'86% degli utenti sia particolarmente ottimista sulle opportunità e sulle relative possibilità di business, che le nuove tecnologie di transazione online e le criptovalute potrebbero apportare alla società odierna. Il 14% del web, invece, teme i pericoli incombenti che si nasconderebbero dietro al facile entusiasmo delle nuove scienze informatiche.

Non mancano poi i commenti di chi si trova in difficoltà sulla comprensione del fenomeno blockchain in generale o sull'esatta definizione di termini tecnici come bitcoin, ledger, miner, rete peer to peer, token ecc… Interessante notare come il 70% degli articoli online e dei commenti degli utenti leghi il concetto di blockchain a quello di bitcoin e citi spesso insieme questi due termini, che pur essendo strettamente connessi, trattano di fenomeni tecnologici totalmente diversi. Solo nel 30% dei casi analizzati risultano esser presi in esame singolarmente.

Sicurezza e affidabilità
La sicurezza e l'affidabilità della tecnologia blockchain sono tra le tematiche più ricorrenti online. Molti utenti sembrano essere piuttosto fiduciosi della "catena a blocchi" e del suo sistema di open source, che rende l'alterazione dei dati registrati al suo interno incredibilmente difficile e per alcuni addirittura impossibile da modificare. Altri, al contrario, non nascondono una certa preoccupazione nei confronti di un sistema automatizzato, basato su regole predeterminate e con un controllo umano pressoché assente. Gli "apocalittici" ipotizzano infatti che con il passare del tempo ci sia un evidente aumento delle attività illegali online.

Indipendenza e semplificazione
Altro tema che sembra scaldare gli animi degli internauti è quello relativo all'aspetto "indipendente" della blockchain. Non esiste controllo, o meglio, esso c'è ma è affidato totalmente agli investitori e agli sviluppatori in generale. Sono loro infatti, a "dettare le regole del gioco" senza interferenze di terze parti come governi o istituzioni. Non essendoci coinvolgimenti di intermediari collegati alle transazioni, i processi non solo si velocizzano di gran lunga ma si semplificano. Tra i sostenitori più tenaci c'è chi afferma che grazie alla blockchain sparirà la burocrazia che rallenta i processi e la Pubblica Amministrazione sarà tra i principali beneficiari della nuova tecnologia.

La bolla speculativa
I commenti sul web sono polarizzati da chi esalta le possibilità di guadagni favolosi grazie all'utilizzo dei bitcoin, delle criptovalute e della tecnologia blockchain ma c'è anche chi al contrario avverte l'imminente scoppio di una bolla speculativa. Commenti come "Blockchain = rivoluzione e le attuali criptomonete = bolla che lascerà molto presto parecchia gente in mutande se non cambierà qualcosa" o "Pura speculazione… che si trasformerà realmente in una bolla, i disastri finanziari conseguenti si trasferiranno anche e soprattutto sull'economia reale… e a farne le spese saranno come sempre gli inermi lavoratori" sono molto frequenti nei dibattiti online degli utenti.

L'impatto ambientale
Ciò che desta più perplessità fra i commentatori online è l'eccessivo costo in termini di sostenibilità per far funzionare le transazioni online tramite bitcoin. L'impatto ambientale negativo di questa nuova tecnologia risulta essere particolarmente elevato e decisamente poco green per molti degli utenti.

I social network
Molto "chiacchierata" sul web è Steemit: la nuova piattaforma social che premia in criptovalute gli utenti che pubblicano notizie, video, immagini o che commentano e condividono i vari contenuti. Questo social network è basato sulla tecnologia blockchain e registra precisamente tutte le transazioni online avvenute. Il guadagno della persona dipende dal grado di coinvolgimento che può generare il proprio post: più interazioni equivalgono a una maggiore ricompensa.


DISTRIBUZIONE DELLE TEMATICHE

Di seguito il Word Cloud che rappresenta la ricorrenza delle parole all'interno delle conversazioni analizzate. La grandezza di ogni parola è direttamente proporzionale alla ricorrenza nei contenuti.


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www.CorrieredelWeb.it

lunedì 2 aprile 2018

Web e Social Media: il trionfo delle verità dello scemo del Villaggio Globale


Negli anni '90 quando mi interrogavo sul futuro della conoscenza umana nell'Era Telematica, speravo in un nuovo Illuminismo globalizzato, dove il sapere poteva essere condiviso senza limitazioni.

Mi illudevo che si sarebbe potuta sviluppare una sorta di intelligenza collettiva senza confini e limitazioni.

La conoscenza è l'unica ricchezza che, se condivisa, non diminuisce.

Purtroppo ha avuto ragione la mia seconda ipotesi: quella apocalittica in cui l'individuo interconnesso costantemente con tutto il globo, avvolto da una nuvola di comunicazione assordante, ne viene annichilito, non sa discriminare le informazioni di fronte a tutta questa conoscenza che è disponibile come sterminati prodotti alimentari in uno scaffale infinito.

In tutto questo caos le informazioni diventano come le monete di Grisham: a circolare sono sempre quelle di minor valore.

E così siamo finiti in un Medio Evo digitale dove a circolare di più sono le più becere fake news, inventate solo per generare click che si convertono in visualizzazioni.

Queste bufale più sono condivise, più appaiono "più vere" delle affermazioni scientifiche.

Lo scemo del Villaggio Globale, che sa urlare con voce più alta le sue certezze assolutistiche, sovrasta lo scienziato che procede nella ricerca delle verità, sottoponendole incessantemente alla verifica della comunità scientifica.


Come affermava Umberto Eco: "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. 
Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. 
È l’invasione degli imbecilli.
La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. 
Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità.

martedì 13 febbraio 2018

Sette regole per difendere le aziende dalle insidie di internet e telefonia, ecco l’e-book

Sisolution, azienda di Varese specializzata in servizi di informatica per la piccola-media impresa, dopo il successo del primo e-book dedicato a Industria 4.0 lancia ora una guida per aiutare le aziende a districarsi tra le difficoltà di internet e della telefonia tra call center, offerte folli e fuorvianti, tecnologia assente.

Sette, come i peccati capitali, sono i peccati della comunicazione aziendale. Quelli in cui rischiano di cadere aziende inesperte e destinate, quindi, a diventare vittime di una morsa infinita tra call center, insidie contrattuali e spese sempre più folli. Il rischio è quello di fare scelte sbagliate in osservanza al comandamento “meglio fare qualcosa”, magari pagando, che non fare nulla. 

Per evitare tutto questo, per evitare di rivolgersi ad aziende che sono solo un salasso, arriva l’e-book di Sisolution, azienda di Varese specializzata in servizi di informatica per la piccola-media impresa. Una ventina di pagine (scaricabili dal sito www.sisolution.it/ebook-telecomunicazione) che iniziano individuando i sette peccati, per poi fornire un’uscita precisa da ciascun guado.

1 - “Pago piuttosto che capirci qualcosa”
E’ il primo dei grandi peccati della comunicazione. Secondo Sisolution spesso chi analizza una bolletta telefonica non ha ben presente tutte le voci di cui si compone e per il quieto vivere si preferisce pagare qualche euro in più per raggirare il problema piuttosto che mettersi a tavolino e cercare di risolverlo. Ma scervellarsi in cerca dell’analisi precisa di ogni voce non è l’unica strada percorribile. Quella indicata da Sisolution è quella di individuare servizi che diano una fattura semplice, fatta di una pagina dove trovare una sintesi chiara e trasparente dei costi, senza poi trovarsi sorprese.

2 - “Impazzisco con i call center”
Se c’è un problema, la prima cosa che viene fatta è contattare il numero verde di riferimento: ed è così che si finisce nella mareggiata di parole e di rimandi di cui si nutrono i call-center. La domanda quindi nasce spontanea: c’è davvero bisogno dei call center? No. La risposta è un servizio clienti che risponda direttamente alle esigenze di chi chiama, senza perdersi nei meandri di telefonate lunghe e spesso inutili. Un sistema che, unito al monitoraggio, permette di anticipare e intercettare più del 60% dei disservizi.

3 - “Mi adeguo al guasto che non riesco a risolvere”
Stanchi di perdere tempo e spendere denaro e parole in telefonate con i centralini per rattoppare guasti alla linea o al modem? Il suggerimento da adottare è un referente che sappia gestire in autonomia tutte le richieste del cliente in modo che lo stesso cliente abbia un solo numero da contattare in caso di necessità. Il vantaggio, fuori di dubbio, è il fatto che in questo modo si possono avere risposte rapide e certe di fronte a problemi tecnici senza perdere troppo tempo.

4 - “L’offerta del mio vicino è sempre la migliore”
Capita sempre più spesso, nel variegato mondo delle offerte, che una persona o un’azienda si dica felice di aver firmato un’offerta vantaggiosa ma subito dopo insoddisfatta per via del “colpo” messo a segno da colleghi e altre aziende. Per raggirarlo e rimanere costantemente al passo con i tempi ecco la nascita di un servizio che aggiorna le aziende sulle ultime novità del mercato, permettendo anche di raggirare i vincoli e le clausole contrattuali.

5 - “Scelgo il meglio del peggio”
Scelte e costi devono essere portati a termine solo se si conosce la reale offerta di chi spinge per la stipula di un contratto. Solo conoscendo questo si può evitare di incappare in rischi che possono colpire la ditta che offre il servizio, dato che non tutti i servizi sono uguali: spesso, a parità di contratti ci sono prestazioni del tutto differenti.

6 – “La tecnologia non funziona”
Non è la mancanza di fibra ottica o il fatto di trovarci in una sorta di “bunker” a bloccare o infastidire le nostre comunicazioni, perché sul mercato esistono servizi capaci di operare con tutte le tecnologie utili alla trasmissione delle informazioni e che di fatto eliminano i blocchi degli operatori tradizionali.

7 – “Pur di avere un servizio efficiente pago due operatori”
La magia dell’All Inclusive, ovvero tutte le soluzioni di cui l’azienda è alla ricerca, sotto un unico operatore. Con la certezza, sempre, di mantenere un unico operatore e quindi avere un’unica fattura (vi ricordate il primo peccato della comunicazione?) e ottimizzando i costi. Non servono, quindi, due o più operatori distinti con doppi costi, ma è sufficiente un singolo operatore affidabile in grado di rispondere prontamente in caso di disservizio.


Oggi telefono e internet in azienda sono sempre più indispensabili per il lavoro quotidiano. È proprio per evitare di incappare nei sette peccati della comunicazione, che Sisolution offre sette semplici regole, sette accorgimenti già presenti sul mercato e in grado di trasformarsi in manna dal cielo per le aziende nella lotta quotidiana con i “bug” del sistema delle comunicazioni. 

A mettere in pratica quanto esposto dall’e-book, ci pensa SiConnect, l’iniziativa realizzata da SiSolution in collaborazione con Welcome Italia, uno dei principali operatori nazionali di telecomunicazione, per offrire un servizio di linee telefoniche e internet di qualità, con la garanzia, per il cliente, di poter trattare sulla base di un rapporto personale e non essere solo un numero per un centralino. Il risultato offerto da SiConnect è quello di fornire un servizio che prenda spunto dalle richieste delle stesse aziende.

martedì 31 ottobre 2017

AIRES-Confcommercio: "Le Telco smettano di imporre il proprio modem agli utenti"

LIBERO MODEM IN LIBERA RETE
Le Telco smettano di imporre il proprio modem agli utenti, compromessa la neutralità di internet

Quando si sottoscrive un contratto per l'acqua potabile, viene forse imposto l'acquisto di un rubinetto di proprietà della società fornitrice ?  

La Rai, Mediaset o La 7 impongono di comprare antenne, decoder o televisori di una sola marca per ricevere il Digitale Terrestre ?

Sarebbe assurdo e inaccettabile.
Parlando di accesso a Internet, la situazione è invece è proprio questa: la quasi totalità delle società di telecomunicazioni impone al cliente l'acquisto di un modem venduto da loro stesse che ha spesso funzionalità limitate rispetto ad altre apparecchiature disponibili sul mercato.

Questo atteggiamento, non solo lede la libertà di scelta dei consumatori che non possono utilizzare per la loro connessione Internet il terminale che soddisfa meglio le loro esigenze di qualità e funzionalità, ma è anche foriero di una serie di altre pesanti conseguenze:

·        mina la concorrenza sul mercato;
·        non incentiva la spinta innovativa dei produttori di modem (che non sono interessati a sviluppare prodotti più performanti);
·        rende difficoltoso il cambio di gestore di rete;
·        crea problemi che riguardano la sicurezza e la protezione dei dati;
·        è contrario al principio di neutralità di rete, intesa come principio di accesso aperto e non discriminatorio.

Nella legge italiana è presente il diritto di connessione (indiretto) per le apparecchiature terminali di telecomunicazione: l'Art. 7(3) del Decreto Legislativo 9 maggio 2001, n. 269 asserisce che gli operatori di reti pubbliche di telecomunicazione non devono rifiutare di collegare apparecchiature terminali, qualora siano conformi ai requisiti fondamentali

Dal 30 aprile 2016, in virtù dell'entrata in vigore di regolamenti dell'Unione Europea negli Stati membri, anche gli utenti finali italiani hanno il diritto esplicito di "utilizzare apparecchiature terminali di loro scelta" (cfr. articolo 3(1) dell'Ordinanza (UE) 2015/2120).

Tuttavia vi sono diverse ambiguità nel quadro normativo, che permettono ai gestori di ridefinire, in base alle proprie esigenze, il concetto di punto terminale di rete, che rappresenta il confine tra rete di telecomunicazione pubblica e rete domestica privata: infatti, l'assenza di definizione per il punto terminale di rete come "presa a muro" è la carenza normativa che può dare adito a evidenti forzature logiche.

"Anche dopo l'appello alla AGCOM reso noto nei giorni scorsi insieme ai colleghi della Associazione Europea VTKE, siamo fiduciosi nella sensibilità e nell'attenzione di AGCOM affinché definisca un quadro regolatorio chiaro, che assicuri il diritto di connessione" commenta Davide Rossi, Direttore Generale e Consigliere della AIRES-Confcommercio.

"Gli operatori non devono più imporre l'acquisto obbligatorio di un'apparecchiatura terminale se i prodotti venduti da altri operatori sono sviluppati secondo standard tecnici ampiamente utilizzati e largamente condivisi dai produttori. Ci sembra urgente la definizione di un quadro normativo che garantisca all'utente la piena libertà di scelta tra le diverse soluzioni presenti sul mercato, in relazione alle proprie specifiche esigenze.
Auspichiamo, infine, che i grandi media nazionali, nonostante il ruolo di importanti investitori pubblicitari ricoperto dagli operatori di telecomunicazione, si interessino all'argomento portando all'attenzione pubblica un tema così delicato e che interessa milioni di Italiani".

domenica 8 ottobre 2017

Web: ADSL e Telefono, prezzo medio aumenta del 29%, ma i canoni in promozione sono più bassi del 6,4%

Evoluzione prezzi offerte Internet e telefonia

In due anni il prezzo medio delle offerte ADSL comprensive di linea telefonica fissa è salito del 29,4%, allo stesso tempo sono aumentati anche i servizi collaterali offerti con l’attivazione della connessione Internet. 

Risultano invece inferiori del 6,4% i canoni delle offerte promozionali più economiche. Crescono inoltre le opportunità di risparmio: passa infatti dall’8% del 2015 al 40% del 2017 la forbice che separa le offerte più convenienti da quelle più care. 

Ecco le principali evidenze dello studio di SosTariffe.it sulle offerte per ADSL e telefonia fissa.

Che la nuova periodicità del rinnovo dei canoni (da 30 a 28 giorni) per le offerte Internet e Telefonia avesse inciso sui costi era un fatto risaputo, ma di quanto? È stato poi l’unico fattore che ha inciso sull’oscillazione dei prezzi? SosTariffe.it ha cercato di fotografare la situazione dei costi per le offerte ADSL e telefono stimando le variazioni dei costi medi del primo anno di attivazione di un nuovo abbonamento, intercorse tra agosto 2015 e settembre 2016.

ADSL e telefonia: prezzi medi più alti di quasi il 30%, ma i canoni delle promozioni più economiche si abbassano del 6,4%

L’analisi di SosTariffe.it è stata condotta rilevando, per tutte le mensilità da agosto 2015 a settembre 2017, il prezzo medio mensile comprensivo di tutti i costi obbligatori che gli acquirenti devono sborsare per attivare un’offerta ADSL e telefonia. 

Oltre alla media totale del mercato sono state estrapolate anche le medie dei costi mensili delle offerte più economiche e quelle delle tariffe più salate, sempre in riferimento a ogni mensilità analizzata dal 2015.

Secondo queste rilevazioni tra agosto 2015 e settembre 2017 il prezzo medio mensile delle offerte ADSL e telefono è passato da 27,9 euro a 36,1 euro. Questo significa che, mediamente, un abbonamento si paga quest’anno il 30% in più rispetto a due anni fa.

Tuttavia, proseguendo con l’analisi dei costi analizzati, si nota come le medie delle offerte più economiche offrano spunti interessanti. Nel 2015, infatti, le tariffe ADSL e telefono più economiche(dunque quelle con sconti più incisivi offerti il primo anno di attivazione) costavano 26,6 euro, mentre oggi hanno un costo di 24,9 euro

Si tratta di una diminuzione del 6,4%, sintomo che ad oggi esistono tariffe con promozioni in ingresso ancora più competitive.

Questo viene confermato anche dal range medio che intercorre tra offerta più economica e offerta più costosa. Ad agosto 2015, infatti, questa differenza sfiorava l’8,3% mentre oggi si può arrivare anche a una differenza del 40,9%. 

Questo significa che si possono risparmiare, mediamente, 17,3 euro se si presta attenzione alle offerte e si sottoscrive quella con il prezzo più basso, mentre due anni fa la convenienza era approssimativamente solo di 2,4 euro.

Aumentano i canoni delle offerte più care, ma anche i servizi annessi
A scatenare questo aumento dei prezzi medi, oltre che la nuova periodicità dei 28 giorni, ci sono altri fattori, come l’ingresso di una nuova e variegata offerta collaterale comprensiva di servizi aggiuntivi rispetto alla sola connessione o al solo servizio di telefonia fissa.

Sono aumentate, infatti, le offerte che comprendono servizi di TV, telefonia mobile, internet mobile, device come modem WiFi e Smart TV, o ancora particolari “gift” da utilizzare online come abbonamenti a riviste, giochi e cloud.

Tutto questo ha inciso sicuramente sui canoni medi mensili delle offerte più care del mercato (che sono anche quelle che presentano tutti questi servizi accessori). Se nel 2015, infatti, si poteva arrivare a spendere un massimo di 29 euro per l’ADSL e la telefonia, oggi le offerte arrivano anche a 42 euro. Si tratta di un incremento del 45,4% che ha sicuramente inciso sulla media totale del mercato, causando l’aumento medio del 30% sopra descritto.

Autunno tra i periodi migliori per sottoscrivere un’offerta ADSL e telefono
Come si può osservare a settembre 2017 il costo medio mensile delle tariffe torna a scendere: 30,2 euro contro i 30,1 euro del mese precedente. Diminuiscono anche i costi medi delle promozioni più economiche: ad agosto queste costavano circa 25 euro, a settembre 24,9 euro.

Si tratta di una diminuzione lievissima, ma che conferma un trend specifico presente anche nelle altre annualità analizzate: tra agosto e settembre 2015 si era registrato un calo di quasi 2 euro sui costi delle offerte più economiche, mentre negli stessi periodi del 2016 un calo di 60 centesimi.

La ricerca è stata condotta grazie allo strumento di comparazione delle migliori tariffe per ADSL e telefono, messo a disposizione da SosTariffe.it alla seguente pagina: 
https://www.sostariffe.it/confronto-offerte-adsl/

martedì 3 ottobre 2017

Bofrost avvia l'intelligenza artificiale per la spesa. Un chatbot per gestire ordini e consegne

Gianluca Tesolinamministratore delegato di Bofrost
Dalla partnership tra l'azienda di surgelati e la start-up di Pordenone A Cute Robot nasce un software che trasforma Telegram in un canale di vendita per gestire i gruppi d'acquisto Business Food. 

Sarà testato in due aziende friulane: A2Bgroup e Talent Garden Pordenone.


È nata un'intelligenza artificiale per gestire l'acquisto dei prodotti Bofrost. Fa ricerche sui prodotti, risponde alle domande sugli ingredienti, registra gli ordini e dà informazioni su spedizione e consegna. 

Il tutto con lo smartphone, perché il dialogo fra il cliente e il chatbot avviene attraverso Telegram, la popolare app di messaggistica istantanea.

Un chatbot che ha poco più di un anno, ma ha già fatto passi da gigante: progettato durante una hackathon indetta da Bofrost nell'estate 2016, nei mesi seguenti ha preso vita quando i suoi ideatori –tre giovani sostenuti da Bofrost e Talent Garden Pordenone– hanno fondato una start-up, A Cute Robot, per trasformare la loro idea innovativa in realtà.

«Bofrost è sempre alla ricerca di canali innovativi per raggiungere la clientela –commenta Gianluca Tesolin, amministratore delegato di Bofrost–. Finanziando una start-up giovane, portiamo in azienda idee fresche e un modo nuovo di pensare. Un'opportunità importante per sviluppare servizi rivolti alla nostra clientela Business Food (cioè dove i dipendenti, per i pasti, si avvalgono dei prodotti e servizi Bofrost) e poi, successivamente, per i clienti privati che vivono nelle aree metropolitane. Per la prima fase di test ci siamo rivolti a due partner friulani: A2Bgroup, di Udine, e Talent Garden Pordenone: due realtà orientate all'innovazione e alla digital transformation, che testeranno questa nuova modalità per la spesa intelligente».

Giovanni Abelli, fondatore e Ceo di A2Bgroup, dichiara: «Questo progetto è nelle nostre corde di società di consulenza direzionale che supporta start-up. L'innovazione dei modelli di business grazie al digitale è un tema chiave per noi. Per proporre innovazione bisogna mettersi anche dalla parte del cliente, che la testi direttamente nella vita di tutti i giorni». 

Marinella dalla Colletta è la manager che amministra il gruppo di acquisto di Talent Garden Pordenone e ricorda l'importanza del percorso sviluppato insieme: «TAG è il partner naturale per questo progetto –ricorda–. Abbiamo progettato con Bofrost l'hackathon che ha dato il via a questa realtà e siamo quindi l'attore più corretto per partecipare alla fase di test. Da noi ci sono tanti talenti del digitale che sapranno dare i giusti feedback e spunti per migliorare. È una rete che funziona».

A spiegare come un chatbot può facilitare gli acquisti sono i suoi tre "papà", i fondatori di A Cute Robot Niccolò Zamborlini, Carlo Nicolò Drigo e Maksim Sinik. «Si tratta di un nuovo canale di vendita che si affianca agli altri adottati da Bofrost –spiegano i tre startupper–. Il suo compito è di facilitare l'accesso ai prodotti e servizi Bofrost da parte di nuovi utenti e di semplificare l'esperienza d'acquisto, portandola in uno strumento d'uso comune come lo smartphone, attraverso una modalità di comunicazione sempre più diffusa, l'instant messaging».

Il chatbot (da chat + robot) è un interlocutore virtuale che aiuta a fare acquisti condivisi, aggregando gli ordini di un gruppo di persone (chiamato "cliente sciame"). Il punto di forza di questa intelligenza artificiale è che è ben integrata con il knowledge di base aziendale: conosce i prodotti ed è capace di chattare con i colleghi (nel caso di un azienda) che fanno parte del gruppo d'acquisto rispondendo alle domande, facendo ricerche specifiche (per esempio sui prodotti adatti a chi ha intolleranze alimentari) e dando indicazioni su eventuali promozioni. 

«Con un linguaggio naturale, come se si parlasse con una persona, si può poi dire al chatbot di aggiungere i prodotti al carrello e verificare quando è programmata la spedizione –continuano i tre fondatori di A Cute Robot–. La logistica viene semplificata riducendo al minimo il numero di consegne. Gli appartenenti al gruppo possono gestire in autonomia il proprio ordine, che verrà aggregato alla spesa dei colleghi creando un unico ordine per azienda e ricevere, così, i pasti da consumare».

La fase di sperimentazione sarà fondamentale per "insegnare" al chatbot a interagire con gli esseri umani. Non serve infatti impartire comandi con una sintassi rigida, ma il software impara man mano il linguaggio naturale per dare risposte sempre più pertinenti, capire le esigenze dei clienti e aiutarli a fare la spesa. A testare per prime il chatbot sono due aziende friulane: A2Bgroup, realtà di Udine distribuita su più sedi con 15 collaboratori diretti, e Talent Garden Pordenone, incubatore di startup dove attualmente lavorano 24 persone.


bofrost* Italia – È la più importante azienda italiana della vendita diretta a domicilio di specialità alimentari surgelate senza nessuna interruzione della catena del freddo. Vi lavorano 2.400 persone in tutta Italia. Le sede centrale si trova a San Vito al Tagliamento (PN). A oggi, sono oltre un milione le famiglie italiane che apprezzano e conoscono i prodotti di bofrost* Italia. La qualità, il gusto e un eccellente servizio rappresentano i fattori di successo di questa azienda. www.bofrost.it

A Cute Robot – È una startup di Pordenone che ha come obiettivo la produzione di una AI profondamente radicata nella struttura aziendale, che conosce intimamente il prodotto di quella azienda ed è in grado di dialogare con il più appropriato tone of voice. Ambisce a fornire alle risorse di un'azienda strumenti più precisi e immediati per dialogare con il cliente, migliorando la qualità del rapporto commerciale e permettendo un'analisi più puntuale dei risultati ottenuti in ogni fase della comunicazione.

A2Bgroup – È una holding privata di Udine nata nel 2001 con la missione di progettare business e creare valore. Mette a disposizione competenze, i servizi e asset per creare e sviluppare opportunità di business. Retail, Consumer goods, Assicurazioni, Lifestyle sono i principali settori su cui il gruppo opera con continuità sia indirettamente, attraverso i suoi servizi di consulenza direzionale e specializzata, sia direttamente come operatore.

Talent Garden Pordenone – È il campus per i giovani start upper e professionisti del territorio. Un digital coworking space che è la base di una community di innovatori del digitale in cui essi trovano gli strumenti per trasformare le loro realtà. Fa parte di Talent Garden, network globale di comunità digitali, che connettono, supportano e accelerano l'innovazione digitale.

giovedì 28 settembre 2017

Scicli (RG) - Web, imprese e internazionalizzazione spiegati da Filippo Berto (BertO Salotti) e Otello Azzali (Kantar Retail)

Innovare e competere sui mercati internazionali, puntando sul web e sulle nuove tecnologie. 

Sarà questo il filo conduttore delle due master lecture in programma il prossimo week-end nell'elegante cornice di Casa Imbastita Relaxbusiness (Contrada Imbastita 2/E).


Venerdì 29 settembre, alle ore 17,30 Filippo Berto, titolare di BertO Salotti, azienda brianzola di arredamenti che grazie al web è diventata un caso di successo internazionale, selezionata da Google per il progetto Eccellenze in Digitale, parlerà de "Il web e le PMI: installiamo un virus per l'innovazione". 


Sabato 30, alla stessa ora, Otello Azzali, Ceo di Kantar Retail Trade Optimisation, azienda multinazionale di servizi tecnologici, leader mondiale nel settore, spiegherà cosa vuol dire "Essere imprenditori italiani oggi. È un vantaggio o un problema per essere competitivi sui mercati?". 

Due imperdibili occasioni di formazione, con il distillato dell'esperienza di importanti nomi dell'imprenditoria italiana, che si rivolgono a quanti, indipendentemente dal settore produttivo o d'impiego, operano su un mercato sempre più globalizzato e competitivo.

Gli eventi, gratuiti e aperti al pubblico previa prenotazione, sono inseriti nell'ambito della Grande Reunion, un appuntamento con momenti di formazione, networking e approfondimento ma anche relax e divertimento, riservato alle aziende partner e ai clienti di Casa Imbastita Campus.

In particolare, Filippo Berto racconterà come, grazie alle opportunità che la rete offre, è riuscito a trasformare il suo modello di business, diventando uno dei principali "artigiani digitali" d'Italia e vendendo i suoi divani fatti a mano in tutto il mondo. 


Partendo dall'esperienza diretta, Berto fornirà spunti operativi, suggerimenti e idee per ampliare la visione del marketing e delle vendite sul web.

Otello Azzali, esperto di internazionalizzazione, con una vasta esperienza sul campo sia in PMI che in multinazionali, proporrà un'interessante analisi, mettendo a confronto gli atteggiamenti degli imprenditori e manager italiani rispetto a quelli stranieri. 


I primi hanno caratteristiche comportamentali uniche, non tutte positive o ben viste dagli attori internazionali. 

Per le piccole imprese, imparare a riconoscere e distinguere le une dalle altre, significa poter sfruttare i punti di forza in grado di creare vantaggi competitivi e fare la differenza nelle dinamiche relazionali e operative in ambienti multiculturali.

Informazioni e prenotazioni gratuite sono disponibili a questi indirizzi: http://bit.ly/2flxxTD e http://bit.ly/2ynCl2g



Info e contatti
Casa Imbastita Campus
Telefono: 3496150374 
Email:m.occhini@casaimbastitacampus.it

sabato 1 luglio 2017

VPN Hoxx: come sbloccare siti in pochi secondi, prendersi cura della vostra privacy su Internet, nascondere la propria posizione, e ottenere la protezione da siti Web dannosi.

Hoxx Vpn
Il Servizio VPN Hoxx può essere utilizzato per bypassare siti web filtrati o bloccati come Netflix, Hulu, Spotify o siti che sono stati bloccati dal governo o per motivi di licenza.

È inoltre possibile utilizzare Hoxx VPN per nascondere le tracce e/o proteggere le informazioni personali quando ci si collega ai servizi pubblici di Wi-Fi.

Già, perché, ogni volta che ci si collega da luoghi pubblici di Internet la sicurezza dei propri dati personali è ulteriormente soggetta a rischi di intercettazione proprio perché si sta condividendo una stessa rete.

Gli oltre cento server VPN del plugin Hoxx sono in grado di risolvere questo problema con pochi semplici clic.

Per ottenere un account Hoxx basta una registrazione rapida e gratuita con la quale si può navigare in totale sicurezza.

Non è richiesta alcuna configurazione speciale; tutto ciò che serve è un account Hoxx valido e si può iniziare immediatamente.

Hoxx è gratuito per tutti. Non sono richieste carte di credito o altro.

Solo chi vuole servizi ulteriormente più performanti può decidere di passare ad una versione premium. Scelta facoltativa.

Hoxx riesce a crittografare tutti i collegamenti durante la navigazione da browser come per esempio Firefox o Chrome, impedendo a chiunque di rubare le informazioni personali, o anche ad altre persone di sapere cosa si sta facendo.




giovedì 15 giugno 2017

Telecomunicazioni: finisce l'era del roaming in Europa. ADUC: "ecco a cosa fare attenzione"

Risultati immagini per roaming

Telefonia: addio alle tariffe extra per il roaming.

Firenze, 15 giugno 2017. Come ampiamente noto da oggi 15 Giugno 2017 gli operatori telefonici non possono più addebitare costi aggiuntivi per le chiamate dai telefoni cellulari e per il traffico dati degli utenti in viaggio nei Paesi UE diversi dal loro. 


Lo ha stabilito un Regolamento europeo (1) che ha modificato le normative precedenti che già comunque imponevano delle riduzioni ai sovrapprezzi.

Da oggi i contratti nuovi ed esistenti che includono servizi di roaming diventano automaticamente “contratti con roaming a tariffa nazionale” per chiamate vocali, sms, mms e traffico dati, senza bisogno che l’utente faccia nulla. Il gestore deve comunque informare i propri clienti della novità, specificando in che modo i contratti vengono adeguati.


Nella pratica e in termini generali il proprio piano tariffario sarà applicabile anche per le comunicazioni effettuate all’estero, con le stesse modalità.

Da precisare che tutto ciò riguarda le permanenze temporanee all’estero -per turismo, studio, lavoro, etc.- e che i gestori telefonici possono adottare “politiche di utilizzo corretto” per prevenire utilizzi anomali come quelli, per restare in tema, che avvengono in un Paese diverso dal proprio (e da quello del proprio gestore) per scopi diversi dal viaggio occasionale.


In altre parole il “contratto con roaming a tariffa nazionale” NON è fruibile per chi si trasferisce definitivamente all’estero, e alcuni sovrapprezzi possono essere applicati invece nei casi di soggiorni prolungati all’estero con consumi superiori a quelli nazionali.

Ma vediamo i casi a cui fare attenzione, che in eccezione a queste nuove regole prevedono l’applicazione di sovrapprezzi.

Consumi anomali o abusivi
La regola generale è che per fruire del “contratto con roaming a tariffa nazionale” si deve utilizzare il telefono cellulare più nel proprio Paese che in un Paese estero e situazioni opposte (maggiori consumi all’estero) possono essere considerati utilizzi anomali. Il lasso di tempo convenzionalmente preso in considerazione per effettuare tali valutazioni è di quattro mesi.


Quindi, per chi trascorre molto tempo all’estero in un periodo di quattro mesi o più effettuando consumi superiori a quelli fatti nel proprio Paese il gestore potrà, fatte le dovute verifiche anche direttamente con l’utente, applicare dei sovrapprezzi.

Consumi oltre le soglie del proprio contratto
Il fatto che all’estero non siano più applicabili sovrapprezzi non vuol dire che si può pensare di poter utilizzare i servizi per un tempo illimitato, tutto dipende in realtà dal tipo di contratto che si è stipulato col gestore per l’utilizzo nel proprio Paese.


In termini generali vanno rispettati i limiti posti dal proprio contratto e quindi di potrà godere di chiamate e SMS illimitati SOLO se ciò è previsto dal proprio piano tariffario.


Per quanto riguarda il traffico dati il concetto è lo stesso, ma il volume di dati utilizzabile con il roaming, pur dovendo essere consistente, varia a seconda del prezzo del pacchetto di cui si dispone (si veda la guida sul sito ufficiale dell'UE con domande frequenti: 

http://europa.eu/youreurope/citizens/consumers/telecoms-internet/mobile-roaming-costs/index_it.htm

Oltre a ciò il gestore telefonico potrebbe fissare un limite di salvaguardia per il roaming, informando l’utente sia preventivamente sia in caso di superamento dello stesso.

Gestori che non rientrano nei costi
Ai gestori -di solito quelli piccoli- che non fossero in grado di recuperare i propri effettivi costi relativi al servizio di roaming le normative consentono di chiedere all’Autorità garante (in Italia AGCOM) l’autorizzazione ad applicare sovrapprezzi che devono essere ovviamente comunicati agli utenti e che devono limitarsi a coprire i costi secondo le tariffe massime all’ingrosso.

I sovrapprezzi sono decisi liberamente da ogni gestore, con informazione al cliente, nel rispetto dei limiti massimi posti dall’UE che sono (escluso IVA):
- 3,2 centesimi di euro al minuto per le chiamate vocali;
- 1 centesimo di euro per ogni SMS;
- 7,7 euro per gigabyte (GB) per il traffico dati.

Quest’ultimo sovrapprezzo scenderà a 6 euro dal 1/1/2018, a 4,5 euro dal 1/1/2019, a 3,50 dal 1/1/2020, a 3 euro dal 1/1/2021 e infine a 2,50 euro dal 1/1/2022.

In casi particolari dove l’utente avesse già un contratto particolarmente favorevole per il roaming, dovrà essergli chiesto se vuole mantenere il contratto o adeguarsi alle nuove norme.

Le novità valgono per i 28 Paesi dell’UE. Si deve ancora aspettare per i Paesi dello Spazio economico europeo (Islanda, Liechtenstein e Norvegia).

QUI il sito ufficiale dell'UE con informazioni e un’utile guida con domande frequenti: 
http://europa.eu/youreurope/citizens/consumers/telecoms-internet/mobile-roaming-costs/index_it.htm

(1) Regolamento 531/2012 modificato dal Regolamento UE 2015/2120 e dal Regolamento UE del 7 Aprile 2017 “...modifiche per quanto riguarda le norme sui mercati del roaming all'ingrosso”


Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo

martedì 30 maggio 2017

Nicola Orazzini: il profilo professionale del manager specializzato in finanza

Specializzato nella consulenza finanziaria, il manager Nicola Orazzini ha ideato e sviluppato AreAlibera, un social civile per Amministratori Pubblici e cittadini che si configura come la prima pratica di e-partecipation in Italia.

Nicola Orazzini: studi in materia di e-partecipation e sviluppo del social AreALibera

Professionista del settore consulenziale, Nicola Orazzini oltre a guidare le società da lui fondate di recente, Orazzini & Associati S.r.l. e L.M. Consult S.r.l., si dedica allo studio di una pratica già ampiamente diffusa in Europa e nel mondo: l'e-partecipation. Si tratta del coinvolgimento dei cittadini nelle scelte politiche attraverso Internet e altre tecnologie. Progetti del genere sono stati già avviati nel Regno Unito, in Scozia e in Germania: a Berlino, nel distretto di Lichtenberg, già nel 2003 è stato sperimentato con successo il bilancio partecipativo online, che consente ai cittadini di decidere dove destinare una parte delle risorse. In questa ottica Nicola Orazzini ha sviluppato il primo esempio di e-partecipation italiano. È AreALibera, un social civile che consente ai cittadini e ai Pubblici Amministratori di interagire scambiandosi idee, progetti e segnalazioni relativi alle realtà in cui operano e vivono quotidianamente. Partito in Toscana, sta ottenendo un riscontro più che positivo.

Nicola Orazzini: il profilo professionale del manager

Nicola Orazzini, Amministratore di Orazzini & Associati S.r.l. e L.M. Consult S.r.l.La carriera di Nicola Orazzini, laureato in Economia e Commercio e Sociologia, comincia nel 1981, quando entra nella filiale livornese di Credito Italiano. L'istituto fa da sfondo alla sua importante crescita professionale: negli anni Novanta diventa infatti Vicedirettore delle Filiali di Cagliari e Piacenza e in seguito Direttore di quelle di Faenza, Firenze e Prato. Nel 1999 viene incaricato di guidare la Direzione Commerciale dell'Area Corporate per le regioni Liguria e Sardegna e tra il 2001 e il 2002 diventa Direttore Regionale dell'Area Corporate di Milano. In Unicredit, nata dalla fusione con Unicredito, ricopre la posizione di Vicedirettore Generale. Nel 2005 passa a Unipol Gruppo Finanziario, dove diventa Direttore Generale. Negli ultimi anni Nicola Orazzini ha intrapreso un percorso in ambito manageriale: nel 2009 ha fondato Orazzini & Associati S.r.l., specializzata in riorganizzazioni aziendali e turnaround, e nel 2013 L.M. Consult S.r.l., che fornisce consulenze alle PMI nell'ambito della direzione e della mediazione creditizia.

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