Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta social network. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta social network. Mostra tutti i post

domenica 7 luglio 2019

Restiamo umani.

Arriverà mai il giorno in cui su Facebook la vita di un profugo qualsiasi (che sia un bambino, una donna stuprata e/o incinta, un ragazzo che non arriva ai 30 anni, ecc.) varrà almeno quanto quella di un gattino o cagnolino da adottare?

Arriverà mai un giorno in cui tutti ci commuoveremo e indigneremo perché non solo non viene fatto di tutto per salvare ogni vita umana, ma addirittura si taccia di buonismo chi non si rassegna a tanto indifferente cinismo o, peggio ancora, si criminalizza chi si impegna direttamente per gettare un braccio verso queste persone disperate?

Esseri umani che, prima di morire affogate, non gridano aiuto ma urlano il proprio nome nella speranza che chi eventualmente dovesse sopravvivere potrebbe magari un giorno comunicare la loro triste sorte ai familiari? 

Sappiatele certe cose, voi che quando guardate un film sul nazifascismo come Schindler’s list o Perlasca, vi chiedete come sia mai stata possibile un’era in cui le persone erano così cattive e insensibili al dramma che si perpetuava sotto i propri occhi?

Sappiatelo che i nostri nipoti e pronipoti non si capaciteranno e non ci perdoneranno per cosa stiamo permettendo di fare a Salvini e suoi scagnozzi

#RestiamoUmani



PS: La premessa è stata doverosa perchè ho esplicitato la mia scala di Valori.
La vita umana viene prima di tutto.

Con questo non volevo intendere che la vita umana è l’unica importante e che non bisogna aver rispetto e tutela anche della vita animale (o vegetale: preservare la biodiversità è un imperativo per l’Uomo del Terzo Millennio).

Anche a me è capitato di spendere uno sproposito in operazioni chirurgiche e medicine per un cane.

La mia premessa era per mettere in risalto alcune contraddizioni della nostra società.
Un mondo in cui, giustamente cerchiamo di avere sempre più cura e rispetto per gli animali (soprattutto da compagnia, ma la sensibilità è maggiore anche verso gli animali che entrano nella nostra scala alimentare).

Un mondo in cui la Vita è di per se Valore.
E in questo mondo in cui la Vita di chiunque, da quella di un uomo a quella di un gatto, è degna di rispetto, io non mi capacito per l’indifferenza verso così tante vite umane che muoiono nelle stesse acque in cui noi ci facciamo il bagno.

Se si avesse avuta notizia di una sola barca con un carico di cuccioli affogati, ti immagini l’onda di commozione e indignazione popolare?

Invece ormai siamo tutti assuefatti da bollettini di morti affogati che manco fanno più clamore.

Questo per me è assurdo e angosciante. 

sabato 3 novembre 2018

TikTok Italia e il Roma Web Fest lanciano la challenge #iltuofilmin30secondi

Tik Tok Italia e il Roma Web Fest lanciano la challenge #iltuofilmin30secondi

Tik Tok, il social network più utilizzato dai Millennials, e nuova frontiera per la pubblicità social ha totalmente rivoluzionato il mondo web fino a conquistare il Roma Web Fest. 

Fino a qualche anno fa eravamo abituati a vedere  sui social network avvicendarsi foto di vita quotidiana o video di concerti ed eventi di grande rilevanza mediatica , mentre con l'avvento di Tiktok nel 2016 e ancor prima con Musically, nel 2014 , tutto è cambiato.

Attraverso brevi video, che hanno una durata media di 10-15 secondi, con sottofondi musicali di ogni genere, gli utenti diventano i soli ed unici protagonisti del video , creando delle coreografie con mosse equivalenti al testo della canzone e applicando svariati filtri o effetti speciali per rendere il tutto incredibilmente impattante.

E' proprio il direttore del Festival la dott.ssa Janet De Nardis, in collaborazione con Tik Tok Italia e con Greater Fool Media Multi Channel, il Network che su Youtube domina in Italia e in Europa, a lanciare la challenge #iltuofilmin30secondi. 

Usando questo hashtag, creato da Greater Fool Media che in questi anni ha sempre promosso il talento e la creatività dei Millennials, i tiktokers di tutta Italia potranno far vedere il loro talento e interpretare i personaggi preferiti dei propri film catapultandosi nel mondo cinematografico. 

La challenge è aperta dal 3 Novembre al 15 Novembre. Al grido "Ciak si gira" i talent italiani sono pronti a dimostrare le loro capacità creative e i 3 migliori verranno premiati al festival il 29 novembre presso la Casa del cinema alla presenza di Andrea Materia e  Lorenzo Barbantini Scanni (rispettivamente CEO e co-founder  di Greater Fool Media). 

Quest'ultimo ha dichiarato: "Grazie allo sviluppo tecnologico è cambiato il modo con cui viene comunicato un messaggio, ogni Creator online con la sua storia da raccontare diventa un media: questo è  il talento di molti Tiktokers popolari. Questi giovani riescono a coinvolgere milioni di adolescenti con video di che durano pochi istanti. Tik Tok è il social della creatività e in questa edizione del Roma Web Fest affronteremo il cambiamento dello storytelling grazie a queste nuove piattaforme".

martedì 9 ottobre 2018

Teamleader al Mashable Social Media Day Italy c/o IULM Open Space, 18-20 ottobre 2018


TEAMLEADER PROTAGONISTA DEL MASHABLE SOCIAL MEDIA DAY ITALY 

L’azienda sarà sponsor della manifestazione dedicata al Marketing Digitale, ai Social Media e all'Innovazione, il 18, 19 e 20 ottobre a Milano

Teamleader, la scale-up belga più veloce e premiata d’Europa, nota per la propria piattaforma SaaSdi CRM, project management e fatturazione, è lieta di partecipare alla quinta edizione di MashableSocial Media Day  + Digital Innovation Days, la tre giorni milanese dedicata a Marketing digitale, social media e innovazione, che da quest’anno integra anche una sezione Digital Innovation.

In programma il 18, 19 e 20 ottobre presso IULM Open Space, si tratta dell’evento ufficiale annuale organizzato da Mashable e si conferma una delle manifestazioni più importanti al mondo per tutto ciò che concerne la rivoluzione digitale, le dinamiche, le potenzialità e gli impatti dei social network sulla vita privata ed il business.

Durante le tre giornate di aggiornamento e formazione di cui sarà sponsor, Teamleader incontrerà aziende, agenzie di comunicazione, imprenditori, startup e freelance, ma anche appassionati didigital, presso il proprio stand (situato presso l’area The Bridge), per dare dimostrazione della propria visione dell’innovazione applicata al business. 

Teamleader, esempio stesso di successo nella rivoluzione digitale, sarà lieta di dimostrare come gli strumenti digitali e i social media possano concretamente supportare le aziende con metodi e strumenti utili a rendere il proprio lavoro più efficiente.

“Siamo lieti di partecipare a questo evento, del quale condividiamo appieno obiettivi e concept - racconta Lorenzo Tiberi, Sales Manager Italia di Teamleader - Le piccole imprese non temono più la digitalizzazione, utilizzano anzi ormai un numero sempre maggiore di software per far crescere la propria attività. Eventi come questo rappresentano per noi palcoscenico ideale e occasione perfetta per incontrare imprenditori e creativi fortemente motivati a fare networking, stringere partnership, ma anche a conoscere quali strumenti e opportunità offrono oggi il web e i social network, ormai in ogni settore”.

La manifestazione prevede un fitto programma di eventi e workshop, tenuti dai maggiori esperti italiani e internazionali di rivoluzione digitale.

Si parlerà di intelligenza artificiale, pagamenti elettronici, design 3.0, influencer marketing, community management e molto altro. 

Programma completo al seguente link:

http://anws.co/bycIq/%7B534c11c4-1807-4cc6-a526-f23642b3c0a7%7D

martedì 10 aprile 2018

Blockchain: come la pensa la rete? Analisi di Reputation Manager tra Apocalittici e Integrati

BLOCKCHAIN: APOCALITTICI VS INTEGRATI

Come la pensa la rete? 

L'86% ne esalta le possibilità di business ma il 14% teme l'imminente scoppio di una bolla speculativa

I temi più ricorrenti: sicurezza, affidabilità e indipendenza

Tra le applicazioni, la più chiacchierata sul web è Steemit, nuova piattaforma social che premia in criptovalute gli utenti che pubblicano notizie, video, immagini o che commentano e condividono i vari contenuti.

Milano, aprile 2018 – Blockchain, per alcuni questa parola è sinonimo di un nuovo modo di pensare Internet, un nuovo metodo per eseguire le transazioni online e più nello specifico una rivisitazione del concetto stesso di Trust. Per altri è la "grande rivoluzione", il "futuro del business" o addirittura una delle invenzioni più importanti dopo la creazione e lo sviluppo del World Wide Web.

Per capire meglio cosa pensa il web della cosiddetta "catena a blocchi" e per cercare di delineare meglio il futuro di questa tecnologia, Reputation Manager, principale istituto italiano nell'analisi e gestione della reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico, ha monitorato le conversazioni online degli utenti.

L'analisi, che si riferisce al periodo agosto 2017 – febbraio 2018 ed è basata sul monitoraggio dei contenuti UGC (generati dagli utenti nei diversi canali online: post/commenti ad articoli, blog, ecc…), evidenzia come l'86% degli utenti sia particolarmente ottimista sulle opportunità e sulle relative possibilità di business, che le nuove tecnologie di transazione online e le criptovalute potrebbero apportare alla società odierna. Il 14% del web, invece, teme i pericoli incombenti che si nasconderebbero dietro al facile entusiasmo delle nuove scienze informatiche.

Non mancano poi i commenti di chi si trova in difficoltà sulla comprensione del fenomeno blockchain in generale o sull'esatta definizione di termini tecnici come bitcoin, ledger, miner, rete peer to peer, token ecc… Interessante notare come il 70% degli articoli online e dei commenti degli utenti leghi il concetto di blockchain a quello di bitcoin e citi spesso insieme questi due termini, che pur essendo strettamente connessi, trattano di fenomeni tecnologici totalmente diversi. Solo nel 30% dei casi analizzati risultano esser presi in esame singolarmente.

Sicurezza e affidabilità
La sicurezza e l'affidabilità della tecnologia blockchain sono tra le tematiche più ricorrenti online. Molti utenti sembrano essere piuttosto fiduciosi della "catena a blocchi" e del suo sistema di open source, che rende l'alterazione dei dati registrati al suo interno incredibilmente difficile e per alcuni addirittura impossibile da modificare. Altri, al contrario, non nascondono una certa preoccupazione nei confronti di un sistema automatizzato, basato su regole predeterminate e con un controllo umano pressoché assente. Gli "apocalittici" ipotizzano infatti che con il passare del tempo ci sia un evidente aumento delle attività illegali online.

Indipendenza e semplificazione
Altro tema che sembra scaldare gli animi degli internauti è quello relativo all'aspetto "indipendente" della blockchain. Non esiste controllo, o meglio, esso c'è ma è affidato totalmente agli investitori e agli sviluppatori in generale. Sono loro infatti, a "dettare le regole del gioco" senza interferenze di terze parti come governi o istituzioni. Non essendoci coinvolgimenti di intermediari collegati alle transazioni, i processi non solo si velocizzano di gran lunga ma si semplificano. Tra i sostenitori più tenaci c'è chi afferma che grazie alla blockchain sparirà la burocrazia che rallenta i processi e la Pubblica Amministrazione sarà tra i principali beneficiari della nuova tecnologia.

La bolla speculativa
I commenti sul web sono polarizzati da chi esalta le possibilità di guadagni favolosi grazie all'utilizzo dei bitcoin, delle criptovalute e della tecnologia blockchain ma c'è anche chi al contrario avverte l'imminente scoppio di una bolla speculativa. Commenti come "Blockchain = rivoluzione e le attuali criptomonete = bolla che lascerà molto presto parecchia gente in mutande se non cambierà qualcosa" o "Pura speculazione… che si trasformerà realmente in una bolla, i disastri finanziari conseguenti si trasferiranno anche e soprattutto sull'economia reale… e a farne le spese saranno come sempre gli inermi lavoratori" sono molto frequenti nei dibattiti online degli utenti.

L'impatto ambientale
Ciò che desta più perplessità fra i commentatori online è l'eccessivo costo in termini di sostenibilità per far funzionare le transazioni online tramite bitcoin. L'impatto ambientale negativo di questa nuova tecnologia risulta essere particolarmente elevato e decisamente poco green per molti degli utenti.

I social network
Molto "chiacchierata" sul web è Steemit: la nuova piattaforma social che premia in criptovalute gli utenti che pubblicano notizie, video, immagini o che commentano e condividono i vari contenuti. Questo social network è basato sulla tecnologia blockchain e registra precisamente tutte le transazioni online avvenute. Il guadagno della persona dipende dal grado di coinvolgimento che può generare il proprio post: più interazioni equivalgono a una maggiore ricompensa.


DISTRIBUZIONE DELLE TEMATICHE

Di seguito il Word Cloud che rappresenta la ricorrenza delle parole all'interno delle conversazioni analizzate. La grandezza di ogni parola è direttamente proporzionale alla ricorrenza nei contenuti.


--
www.CorrieredelWeb.it

lunedì 19 febbraio 2018

DIGITAL STRESS: WHATSAPP, SOCIAL NETWORK, ASSENZA DI RETE, GIGA FINITI, LE PRINCIPALI CAUSE DI STRESS ALL’EPOCA DI FACEBOOK E INSTAGRAM SECONDO LO PSICOLOGO DEL BUONUMORE



DIGITAL STRESS: WHATSAPP, SOCIAL NETWORK, ASSENZA DI RETE, GIGA FINITI, LE PRINCIPALI CAUSE DI STRESS ALL'EPOCA DI FACEBOOK E INSTAGRAM SECONDO LO PSICOLOGO DEL BUONUMORE

Milano, 19 febbraio 2018 – Le nuove frontiere della stress sono tutte digitali. 

Se un tempo le fonti di ansia e preoccupazione erano perlopiù causate da figli, relazioni sentimentali complicate, frustrazione sul posto di lavoro e paura di non arrivare a fine mese, ora a creare agitazione e pensieri negativi, quelli che provocano mal di pancia e tachicardia, o che non fanno dormire la notte, ci si mette anche la tecnologia.

"Da qualche tempo ormai viviamo in una condizione di connessione perenne, che ci porta a pensare di dover sempre essere attenti e pronti a una risposta immediata. Ma fra chat, social network, e mail e applicazioni varie non stacchiamo mai gli occhi dal telefono, né tantomeno la testa dagli impegni", sostiene Terenzio Traisci, psicologo, formatore e ideatore dell'Ingegneria del Buon Umore, autore del libro 'Felicemente stressati', una guida che insegna a vincere lo stress attraverso la risata.

Traisci, che ha anche una seguitissima pagina Facebook sulla quale pubblica pillole quotidiane di buon umore (www.facebook.com/terenzio.traisci/), stila la classifica dei motivi che causano maggior stress in epoca 2.0:
1.        Whatsapp: la chat più utilizzata del mondo, di proprietà di Mr. Zuckerberg, è sicuramente uno dei principali motivi di stress e tensione, causa di litigi fra coppie e amici. Solo per fare alcuni esempi:
Ø  quando va in crash e ci sembra di essere isolati dal mondo
Ø  quando ti aggiungono in mille gruppi, animati da persone spesso troppo 'attive'
Ø  quando l'interlocutore non risponde nonostante la doppia spunta blu
Ø  i messaggi vocali: c'è chi riesce a mandarli lunghi anche 5 minuti!
Ø  quando ricevi chiamate e video chiamate e sai già prima di rispondere che la comunicazione sarà un incubo
Ø  quando i clienti o i fornitori ti scrivono a qualunque orario e in qualunque giorno della settimana, anche nel weekend
Secondo Traisci, "Le chat sono passate dall'essere una rivoluzione epocale nel modo di comunicare, poiché hanno fornito alle persone l'opportunità unica di comunicare con una rapidità e con una varietà prima inesistente, al tramutarsi un incubo poiché ci fanno sentire sempre forzatamente reperibili, a dover accorciare i tempi di risposta, costringendoci a una rapidità costante che genera ansia". 
2.        Assenza della rete wi-fi: in  assenza di rete la sensazione è quella di non poter più comunicare con il resto del mondo, ci sentiamo persi, anche se l'isolamento dura solo qualche ora (o minuto): "Siamo convinti che l'iperconnessione, intesa come necessità di essere sempre sul pezzo, sia un male necessario, a cui non è possibile in alcun modo rinunciare".
3.        I social network innegabilmente costituiscono un'altra grande causa di stress: in particolare pubblicare un post o una foto su Instagram o Facebook e ricevere pochi commenti o like può gettarci nello sconforto.
4.        Le mail. La domanda più ricorrente è: "Leggere o non leggere le mail una volta terminato l'orario di lavoro?". La tentazione è forte, soprattutto quando abbiamo inviato una mail che necessita una risposta rapida, ma la risposta tarda ad arrivare.

Perché tutto questo? Perché coinvolge così tante persone e nello stesso modo?
Spiega Traisci: "La tendenza a distrarsi è ciò che ci differenzia dalle altre specie, perché la voglia di esplorare e scoprire novità ci ha permesso di arrivare fin qui. E ogni volta che scopriamo qualcosa di nuovo siamo spinti a cercarne ancora. Il problema è che oggi le fonti di distrazione sono maggiori di quando eravamo uomini primitivi. Ogni volta che vediamo una notifica su social, in chat o via mail, abbiamo un rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore responsabile di gratificazione, sollievo e soddisfazione".      
            
Per trovare una soluzione occorre quindi fare un ragionamento inverso rispetto a quelli comuni e diffusi, che suggeriscono di isolarsi per qualche ora al giorno per concentrarsi, poiché ciò rappresenta una forzatura rispetto all'evoluzione del nostro DNA.

L'obiettivo deve essere quindi quello di creare le condizioni per la concentrazione, che sono l'opposto delle condizioni per la distrazione, quindi:

1.        alla stanchezza sostituisci più riposo, micro pause in cui ti rilassi, respiri e chiudi gli occhi
2.        alla noia sostituisci significato, cioè il perché fai quello che fai e cosa è davvero importante per te
3.        alla sedentarietà sostituisci esercizio fisico, perché favorisce la produzione di sostanze (neurotrofiche) che aiutano i tuoi neuroni
4.        alla reazione alla casualità degli eventi, delle notifiche di messaggi/email, sostituisci la programmazione di quando distrarti (che sarà la tua ricompensa, per cui sarai più motivato a concentrarti)

--
www.CorrieredelWeb.it

lunedì 16 ottobre 2017

Kantar TNS: connessi ma diffidenti: il #trust nei brand online

Risultati immagini per Connected

Sempre connessi ma progressivamente più diffidenti: i consumatori si dividono sul tema della fiducia   

- un consumatore su due in Italia si pone il problema di quanto siano affidabili le informazioni sui social network 
- il 57% dei consumatori italiani connessi e il 40% nel mondo si preoccupa della propria privacy in termini di dati personali di cui i brand dispongono 
- il 49% dei consumatori italiani considera irrilevanti i contenuti postati dai brand sui social media    

Il mondo connesso pone il tema della "fiducia" al centro e si divide nella relazione con i brand online, tra la diffidenza dei Paesi Sviluppati e gli atteggiamenti più aperti di quelli Emergenti, secondo la ricerca di Kantar TNS, ConnectedLife.

Lo studio ha ascoltato 70.000 individui in 56 paesi nel mondo ed è stato arricchito da 104 interviste qualitative in profondità. La ricerca copre diversi aspetti della digital transformation e quest'anno ha deciso di approfondire il tema della fiducia dei consumatori verso i brand in relazione a quattro temi: tecnologia, contenuto, dati ed e-commerce. 

I risultati mostrano che, mentre la fiducia nei brand da parte dei consumatori europei e statunitensi è stata compromessa dalla diffusione esasperata di pubblicità e contenuti online, i consumatori dei paesi dell'Asia e dell'Africa, al contrario, sembrano accogliere con fiducia i messaggi delle marche.

Si evince, inoltre, che molti consumatori stanno oggi scegliendo la privacy a scapito della comodità, preferendo avere maggiore voce in capitolo nelle decisioni che li riguardano, anche se ciò significa compromettere la velocità o la semplicità del proprio operato online: il 48% dei consumatori in Italia e il 43% nel mondo si oppone a dispositivi connessi che controllano le loro attività, anche se ciò rende più facile la loro vita.

La ricerca rivela che in molti mercati, ma non in tutti, prevale la diffidenza. Mentre solo il 14% dei consumatori italiani connessi considera affidabile il contenuto che vede sui social media, in Indonesia il 61% dei consumatori si fida delle informazioni cui accede su queste piattaforme.

Anche la fiducia nei grandi brand globali varia notevolmente tra i mercati emergenti e quelli sviluppati: in Cina e Nigeria, più della metà dei consumatori (rispettivamente il 57% e il 54%) ha fiducia nelle grandi marche globali, ma questa diminuisce nei mercati sviluppati come USA e Italia, dove solo il 21% e il 20%, rispettivamente, si fidano di loro. 

Commentando i risultati, Federico CapeciChief Digital Officer& CEO, Insights - Kantar, ha dichiarato:

"I consumatori sono sempre più diffidenti invece che aperti ed accoglienti nei confronti dei contenuti online, e questo è il risultato di una maggior consapevolezza degli utenti ma anche di ciò che il marketing ha prodotto. Il mondo connesso, con la proliferazione di user generated contents non controllati, i casi recenti e ormai frequenti di fake news così come la proliferazione di digital adv che sembrano voler inseguire i consumatori più che instaurare una relazione, hanno progressivamente impattato sugli atteggiamenti nei confronti della fruizione online. Nei paesi sviluppati le nuove opportunità offerte dalla tecnologia per connettersi ai propri consumatori - condividendo contenuti di marca, targettizzandoli in base ai loro dati personali o ampliando l'ambito dell'e-commerce – sembrano erodere la fiducia più che contribuire a crearla."

"Nei paesi emergenti i consumatori si fidano della tecnologia e dei canali social perché sperimentano i potenti effetti di entrambi nella loro vita. Quando si tratta di dati, hanno ancora aspettative reali dai brand, miglior servizio/esperienza, "ricompensein cambio delle loro informazioni personali. È un quadro molto diverso da quello presente nei mercati sviluppati, dove la competizione è serrata, i consumatori richiedono di più e si aspettano che i brand in cambio di dati trasformino drasticamente la "customer experiencecomplessiva, mettendo il Cliente al centro delle proprie strategie di Brand. Alcuni player poi hanno ormai imboccato seriamente questa strada, dimostrandone la concretezza, diventando in qualche modo dei benchmark di riferimento altamente sfidanti"

"Le implicazioni sono diverse, regionalmente, ma il punto rimane quello di riuscire a cambiare il proprio modello di comunicazione. Uno stimolo ci viene dall'osservazione delle nuove generazioni, Millennials e Centennials, che elaborando i nuovi paradigmi della Digital Transformation nella loro vita quotidiana, hanno aperto un nuovo corso nell'ambito del Marketing. Emerge ormai chiara, la necessità di andare oltre al tradizionale modello A.I.D.A., TV -centrico e massificato, per abbracciare un modello più aperto, relazionale, che ragiona con il mindset delle nuove Generazioni. Una proposta è sicuramente quella del Post Millennial Marketing*, che esorta all'utilizzo di un sistema basato sul contenuto, sul servizio, sull'experience, sulla generazione di valore per sé e per gli altri. Un approccio che è focalizzato sui momenti e sulla rilevanza dei contenuti, sulla profilazione e sullo scambio paritetico". 

Le Generazioni** che sono presenti oggi sul mercato hanno caratteristiche molto segmentanti nei valori di riferimento, che guidano i loro comportamenti di scelta e gli approcci ai Brand, così come la fruizione dei contenuti. Riconoscere la complessità della propria audience di riferimento e valutarne le diverse componenti nella definizione strategica della comunicazione e dei progetti di Marketing, permette di individuare modalità di engagement reale, migliorando l'efficacia degli investimenti.

Connected Life ha analizzato la fiducia dei consumatori nelle marche in quattro settori:

Fiducia nella tecnologia
La rapida evoluzione della tecnologia sta consentendo ai brand di sviluppare esperienze di customer service migliori e meno impattanti, ma una scarsa implementazione o una mancata soddisfazione delle esigenze di base possono compromettere la fiducia dei consumatori. 

I risultati di quest'anno mostrano per esempio che i consumatori connessi sono polarizzati nei confronti dell'intelligenza artificiale. Il 33% dei consumatori connessi italiani e il 39% a livello globale è disposto ad interagire con una macchina (ad esempio un chatbot) se il loro quesito viene risolto più rapidamente. Ciò ha enormi implicazioni per il ritmo al quale le aziende automatizzano le funzioni di supporto ai clienti, così come per i "momentiin cui lo fanno. I risultati di quest'anno hanno anche evidenziato che, mentre i progressi tecnologici hanno l'obiettivo di rendere più semplice e facile la vita dei consumatori, le persone si sentono sempre più distratte e infastidite dall'uso assiduo della tecnologia: in Italia il 43% dei consumatori e, a livello globale, un terzo (34%) della popolazione tra i 16-24 anni, pensa di utilizzare troppo i propri cellulari.

Fiducia nel contenuto
Molti brand si affidano alle piattaforme dei social media per raggiungere rapidamente e facilmente i consumatori, ma la ricerca di quest'anno evidenzia che il contenuto di tali canali è sempre meno valorizzato e screditato dalle notizie. In Italia il 49% dei consumatori connessi (e quasi un terzo - 32% - nel mondo) reputa irrilevanti i contenuti dei brand postati sui social media. Inoltre, c'è un livello di diffidenza elevato e crescente nelle piattaforme dei social media, con circa metàdei consumatori nordamericani, italiani e francesi che esprimono preoccupazione per il controllo, nei social network, su ciò che gli utenti vedono nei loro feed. Tuttavia, questi risultati contrastano notevolmente con i mercati asiatici dei paesi emergenti, come l'Indonesia e le Filippine, in cui rispettivamente solo l'8% e il 12% hanno espresso tale preoccupazione.

Fiducia nei dati
Quando si tratta di dati, le persone stanno diventando sempre più consapevoli del prezzo che stanno pagando per i loro stili di vita connessi e molti si sentono i perdenti di uno scambio sfavorevole. Il 40% degli intervistati a livello mondiale ha espresso preoccupazione per la quantità di loro dati personali nelle mani delle aziende, ma il livello è particolarmente elevato in alcuni mercati: quasi tre quarti (72%) dei consumatori polacchi se ne preoccupano - più di qualsiasi altra nazione – quasi il 60 % dei consumatori negli Stati Uniti, in Italia e in Corea del Sud condividono questa opinione. Tuttavia, le preoccupazioni sono molto più basse in altri mercati, tra cui Nigeria (32%), Cina (34%) e Indonesia (22%), dove i consumatori hanno più aspettative commerciali dai brand (ad esempio, premi in cambio di dati).

Fiducia nell'e-commerce
Si è registrato un notevole aumento dei brand che offrono ai consumatori opzioni e-commerce, sia per i servizi di shopping mobile che per la possibilità di acquistare tramite piattaforme di social media. Le nuove tecnologie come i "pulsanti di acquistoe i pagamenti mobile stanno rendendo l'e-commerce più semplice che maima molti consumatori non riescono a sperimentarne i vantaggi. Se in Cina il 64% dei consumatori preferirebbe pagare tutto per mezzo del proprio mobile, i consumatori nei mercati occidentali sviluppati sono meno inclini ad accettare pagamenti mobile: il 57% dei consumatori in Francia e Germania, il 54% negli Stati Uniti e il 47% in Italia non vogliono pagare nulla con il proprio cellulare. 

Capeci conclude: "La fiducia è labile. Oggi i brand riscontrano livelli di trust più elevati nei paesi emergenti che in quelli sviluppati ma non si dovrebbe dare tutto ciò per scontato. Per costruire e proteggere la fiducia, i brand hanno bisogno di mettere il Cliente al centro. Ciò significa comprenderne le motivazioni, individuare i momenti giusti per interagire con loro, rispettando il loro tempo prezioso e diventando più trasparenti su "come"quandoraccolgono e utilizzano i lori dati personali. Soprattutto, questo significa mettere il Cliente al centro del proprio processo strategico, un processo che coinvolge tutti i reparti aziendali, dall'innovazione, alla produzione, dal customer service, al marketing e alla distribuzione - qualcosa che per molti Manager deve ancora diventare una priorità".



Fonti:
Connected Life è lo studio globale di KANTAR TNS che analizza le abitudini e i comportamenti di 70.000 utenti regolari di internet fra i 16 ed i 65 anni, di 56 paesi nel mondo. Con l'obiettivo di guidare le grandi sfide per gli specialisti del marketing, evidenzia come la connettività cambi il comportamento delle persone. 

Lo studio viene svolto osservando approfonditamente i consumatori e le connessioni esistenti tra loro, fornendo la guida strategica necessaria per coinvolgere e influenzare le persone che contano per il processo di crescita dei brand. I contenuti dello studio comprendono, fra l'altro: consumi media, infrastruttura tecnologica e device, attività digitali. 

La ricerca è stata effettuata online tra Maggio e Agosto 2017 – fieldItalia 20 giugno 2017 - 5 luglio 2017. Sono state anche condotte oltre 100 interviste in profondità in 12 Paesi nel mondo. Fra i contenuti analizzati: fruizione media, device posseduti, attività digitali, acquisto (on  offline), touchpoint di brand engagement, driver di eCommerce, deep dive nei social network ed attitudine verso brand e tecnologia. 


*Il modello del Post Millennial Marketing è sviluppato nel nuovo libro di Federico Capeci "Post Millennial Marketing. Marketing di nuova Generazione" – Franco Angeli ed., 2017.

** Boomers – oggi 51-75 anni, Gen X – oggi 36-50 anni, Gen Y – oggi 20-35 anni, Gen Z – oggi 10-19 anni

Kantar TNS è fra le agenzie di ricerche leader nel mondo, con esperti in più di 90 Paesi. Offriamo insight concreti ed azionabili che supportino le aziende in processi decisionali d'impatto, focalizzati sulla crescita dei brand. Attraverso specifiche expertise nell'innovazione, nell'area del brand e della comunicazione, shopper activation e customerrelationship, aiutiamo i nostri Clienti ad identificare, ottimizzare e stimolare l'attivazione nei "momenti chiave" per la crescita del loro business. Siamo parte di Kantar, una delle aziende leader a livello mondiale nell' insight, consulenza e data management. 

Kantar è una delle aziende leader nell' insight, consulenza e data management. Lavorando insieme trasversalmente all'intera gamma di discipline di ricerca e di consulenza, i suoi marchi specializzati, che impiegano 30,000 persone, forniscono intuizioni e strategie di business per clienti localizzati in 100 paesi. Kantar è parte del gruppo WPP e i suoi servizi sono utilizzati da oltre la metà delle aziende di Fortune Top 500. 


--
www.CorrieredelWeb.it

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *