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giovedì 31 ottobre 2019

Sfide del nuovo millennio: online il sito web che spiega come affrontarle

Come potenziare la propria leadership e la rapidità decisionale, attraverso le migliori condizioni psicofisiche. 
Sfide del nuovo millennio: online il sito web che spiega come affrontarle
Su davideferretti.com le soluzioni del mental coach per affrontare con coraggio e sicurezza ostacoli che appaiono insuperabili. 
Un punto di riferimento per manager, professionisti e sportivi.
Superare le sfide del “ring” della vita, imparando ad allenare la mente prima ancora che il corpo, attraverso tecniche innovative dedicate ai manager e professionisti del terzo millennio: è online il nuovo sito davideferretti.it, il portale web del mental coach Davide Ferretti, docente e artista marziale, uno dei massimi esperti internazionali di discipline da combattimento che da anni addestra, come istruttore e consulente esterno, squadre Speciali anti-terrorismo, militari e di polizia che operano in condizioni estreme, oltre che professionisti le cui decisioni sono determinanti in situazioni difficili.
Dedicato a manager, imprenditori, sportivi e a chiunque deve scontrarsi con scenari in continua evoluzione - in cui lucidità e rapidità nelle decisioni, fondamentali per un bravo atleta come per un leader, sono determinanti per superare con successo ogni situazione -, il nuovo sito offre soluzioni per apprendere come agire, gestire e affrontare realtà complesse e sovrastare ostacoli che appaiono insuperabili. 
Dai suggerimenti per trasformare la paura in coraggio, alle dieci regole per migliorare la propria leadership in ogni campo, il portale è un utile strumento online per comprendere le potenzialità che ognuno di noi può esprimere scoprendo le innovative tecniche che Davide Ferretti mette a disposizione delle persone che ricoprono ruoli decisionali, nella professione come nella vita.
Tra le varie funzioni, il sito offre un calendario costantemente aggiornato con corsi e seminari in programma - promossi da istituzioni, università e aziende, con cui Ferretti collabora abitualmente – a cui è possibile partecipare per capire come sviluppare abilità di leadership più idonee alle sfide che attendono il professionista del terzo millennio: dai mercati che si evolvono rapidamente ai veloci cambiamenti che spingono a decidere e agire sempre più rapidamente e in condizioni complicate. Non solo ostacoli, è importante anche capire come trasformare in risultati gli ambiziosi obiettivi che ognuno di noi si prefigge. Tanti gli appuntamenti e gli eventi di interesse in agenda, come il seminario in programma il 4 novembre presso la sede della LUISS a Roma, Via Parenzo, organizzato da ELSA The European Law Students Association in cui vengono affrontati argomenti come Motivazione, Problem Solving, Decision Making, a apprendimento di tecniche decisionali e gestione delle situazioni complesse. 
Entrando nelle varie sezioni del menu, traspare la pluriennale esperienza e le autorevoli testimonianze di aziende, manager e istituzioni che, a vario titolo, hanno testato le competenze e i risultati raggiunti grazie alla professionalità di Davide Ferretti. Fondamentale e ribadita più volte è la consapevolezza di dover imparare ad allenare la mente, prima ancora che il corpo, attraverso tecniche innovative dedicate ai manager e professionisti del terzo millennio. 
Un metodo di disciplina raccontato dal mental coach anche nelle pagine del suo libro “Il potere dell’azione. Come affrontare le sfide e vincerle”, edito da Paesi Edizioni: un saggio motivazionale che intende accompagnare il lettore in un percorso di consapevolezza, finalizzato ad accrescere la fiducia in sé e nei propri mezzi. Condensando il “metodo Ferretti” in trenta capitoli, l’autore spiega come affrontando il ring, cioè la vita, si possa imparare a confrontarsi con qualsiasi avversario ritrovando coraggio e fierezza, con l’attitudine di chi sogna di vincere e con i pugni serrati di chi è disposto a battersi per raggiungere lo scopo. Se nel ring s’impara a incassare i colpi, a cadere e rialzarsi, in queste pagine dense di esperienze vissute in prima persona, s’impara a credere nei propri mezzi. All’interno del saggio spunti di riflessione e di esercizi mnemonici e pratici, che ne fanno una guida indispensabile per manager, imprenditori, sportivi e per chiunque deve affrontare sfide che appaiono insuperabili e desidera trovare le soluzioni migliori per agire, superando le proprie paure e diventando artefici del proprio destino.

sabato 20 ottobre 2018

Psicologia e accoglienza dei migranti: con Caleidos una giornata di studi a Modena

Psicologia e accoglienza dei migranti: con Caleidos una giornata di studi a Modena
Psicologia e accoglienza dei migranti: con Caleidos una giornata di studi a Modena
Quello psicologico è un aspetto dell'accoglienza che passa spesso sotto traccia, ma che non può essere ignorato perché in percentuale altissima i flussi migratori hanno in sé eventi traumatizzanti.
In occasione della Giornata Nazionale della Psicologia, che ricorre ogni anno a ottobre, la cooperativa sociale Caleidos organizza per sabato 27 ottobre una giornata di studi e confronto sul tema "Ascolto, Cultura, Identità: l'intervento clinico nei centri di accoglienza straordinaria secondo un approccio multidimensionale"

L'evento è dedicato alla presa in carico clinico-psicologica dei richiedenti asilo accolti presso i Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), nel rispetto delle Linee Guida del Ministero della Salute: è rivolto principalmente agli addetti ai lavori, (psicologi, educatori, operatori sociali e sanitari, medici, infermieri, assistenti sociali) ma è aperto a tutta la cittadinanza.

Il seminario viene presentato ai giornalisti nel corso di una

CONFERENZA STAMPA
Lunedì 22 ottobre alle 11.30
presso la sede di Caleidos
via Brasili 91, Modena

Intervengono:
- Benedetta Bottura, coordinatrice equipe psicologi Caleidos, psicoterapeuta
- Irene Esposito, psicologa
- Grazia Migliuolo, psicologa

mercoledì 13 giugno 2018

Psicologia: la morte è solo un'illusione.



LA MORTE? É SOLO UN'ILLUSIONE: FOTOGRAFATO IL CAMPO AURICO.

Stefano Benemeglio, psicologo padre delle Discipline Analogiche, illustrerà al Bernini Bristol di Roma le sue ultime scoperte in un workshop di 3 giorni, dal 22 al 24 giugno 2018.


ROMA, 13 Giugno 2018 - Attraverso la «foto dell'aura» si potrà conoscere il «campo aurico» che tutti gli esseri viventi hanno intorno. Il workshop, intitolato «Il Viaggio sulla Linea del Tempo», è in programmazione dal 22 al 24 giugno 2018 presso la sala congressi dell'Hotel Bernini Bristol di Roma.

«L'aura è un campo di energia elettromagnetica non visibile ad occhio nudo emanata da tutti gli esseri viventi: è come un arcobaleno di luce che circonda il nostro corpo. I colori e i disegni all'interno di questo campo energetico costituiscono una specie di quadro della nostra anima» spiega Gerarda Buoninconti, esperta in Discipline Olistiche Bionaturali.

Tra teoria e pratica, in questo workshop esclusivo ed inedito, Stefano Benemeglio, padre delle Discipline Analogiche, illustrerà le sue ultime scoperte ed il metodo più rapido per raggiungere il benessere e la felicità, attraverso la risoluzione dei problemi dell'emotività e del comportamento.

«La scoperta che esiste una precisa relazione tra lo spazio emotivo ed il tempo secondo specifici calcoli matematici ha permesso alle Discipline Analogiche di rivoluzionare completamente l'approccio relativo ai problemi di tipo ordinario o aberrante ed alla loro risoluzione» commenta Samuela Stano, presidente della «Università Popolare "Stefano Benemeglio" delle Discipline Analogiche» che organizza l'evento.

Psicologo, padre delle Discipline Analogiche, direttore scientifico dell'«Università Popolare delle Discipline Analogiche» (UPDA), Stefano Benemeglio è famoso per i molti esperimenti di successo portati avanti nelle sedi più prestigiose, includendo anche l'Ordine dei Medici di Madrid e la prestigiosa Università «Pompeo Fabra» di Barcellona, ed è inoltre noto grazie alla sua ampia ricerca sulla «comunicazione analogica» portata avanti fin dagli Anni '70 del secolo scorso, quando -trasferitosi negli Stati Uniti- fu anche counselor e couch di numerose stelle di Hollywwod.

Da qualche tempo, lo psicologo ha rivolto la sua attenzione anche alla fisica, alla meccanica quantistica ed all'astrofisica, scoprendo una correlazione tra il tempo e lo spazio emotivo. Questa miscela esplosiva ha dato vita ad una nuova teoria che il padre delle Discipline Analogiche illustrerà dal 22 al 24 giugno 2018 presso il Bernini Bristol di Roma.

Alla base di tutto vi è il concetto che la coscienza esista oltre le limitazioni dello spazio e del tempo e sia in grado di essere ovunque, sia nel corpo umano che al di fuori di esso. E tutto ciò si addice bene ai postulati di base della meccanica quantistica, secondo cui una certa particella può essere presente ovunque, così come un evento quantico può accadere in molti modi, a volte infiniti.

«Il Viaggio sulla Linea del Tempo» incomincerà venerdì 22 giugno 2018 con una tavola rotonda e workshop sulle conoscenze olistiche e bionaturali che avrà luogo dalle ore 15.30 alle ore 18.30. In tale occasione sarà presente la Fidia Elettromedicali srl, fondata dopo una ventennale esperienza acquisita nella progettazione e fabbricazione di apparecchiature biomedicali per la medicina alternativa e le discipline olistiche, che presenterà una nuovissima macchina computerizzata attraverso la quale sarà possibile vedere e fotografare la propria aura



lunedì 19 febbraio 2018

DIGITAL STRESS: WHATSAPP, SOCIAL NETWORK, ASSENZA DI RETE, GIGA FINITI, LE PRINCIPALI CAUSE DI STRESS ALL’EPOCA DI FACEBOOK E INSTAGRAM SECONDO LO PSICOLOGO DEL BUONUMORE



DIGITAL STRESS: WHATSAPP, SOCIAL NETWORK, ASSENZA DI RETE, GIGA FINITI, LE PRINCIPALI CAUSE DI STRESS ALL'EPOCA DI FACEBOOK E INSTAGRAM SECONDO LO PSICOLOGO DEL BUONUMORE

Milano, 19 febbraio 2018 – Le nuove frontiere della stress sono tutte digitali. 

Se un tempo le fonti di ansia e preoccupazione erano perlopiù causate da figli, relazioni sentimentali complicate, frustrazione sul posto di lavoro e paura di non arrivare a fine mese, ora a creare agitazione e pensieri negativi, quelli che provocano mal di pancia e tachicardia, o che non fanno dormire la notte, ci si mette anche la tecnologia.

"Da qualche tempo ormai viviamo in una condizione di connessione perenne, che ci porta a pensare di dover sempre essere attenti e pronti a una risposta immediata. Ma fra chat, social network, e mail e applicazioni varie non stacchiamo mai gli occhi dal telefono, né tantomeno la testa dagli impegni", sostiene Terenzio Traisci, psicologo, formatore e ideatore dell'Ingegneria del Buon Umore, autore del libro 'Felicemente stressati', una guida che insegna a vincere lo stress attraverso la risata.

Traisci, che ha anche una seguitissima pagina Facebook sulla quale pubblica pillole quotidiane di buon umore (www.facebook.com/terenzio.traisci/), stila la classifica dei motivi che causano maggior stress in epoca 2.0:
1.        Whatsapp: la chat più utilizzata del mondo, di proprietà di Mr. Zuckerberg, è sicuramente uno dei principali motivi di stress e tensione, causa di litigi fra coppie e amici. Solo per fare alcuni esempi:
Ø  quando va in crash e ci sembra di essere isolati dal mondo
Ø  quando ti aggiungono in mille gruppi, animati da persone spesso troppo 'attive'
Ø  quando l'interlocutore non risponde nonostante la doppia spunta blu
Ø  i messaggi vocali: c'è chi riesce a mandarli lunghi anche 5 minuti!
Ø  quando ricevi chiamate e video chiamate e sai già prima di rispondere che la comunicazione sarà un incubo
Ø  quando i clienti o i fornitori ti scrivono a qualunque orario e in qualunque giorno della settimana, anche nel weekend
Secondo Traisci, "Le chat sono passate dall'essere una rivoluzione epocale nel modo di comunicare, poiché hanno fornito alle persone l'opportunità unica di comunicare con una rapidità e con una varietà prima inesistente, al tramutarsi un incubo poiché ci fanno sentire sempre forzatamente reperibili, a dover accorciare i tempi di risposta, costringendoci a una rapidità costante che genera ansia". 
2.        Assenza della rete wi-fi: in  assenza di rete la sensazione è quella di non poter più comunicare con il resto del mondo, ci sentiamo persi, anche se l'isolamento dura solo qualche ora (o minuto): "Siamo convinti che l'iperconnessione, intesa come necessità di essere sempre sul pezzo, sia un male necessario, a cui non è possibile in alcun modo rinunciare".
3.        I social network innegabilmente costituiscono un'altra grande causa di stress: in particolare pubblicare un post o una foto su Instagram o Facebook e ricevere pochi commenti o like può gettarci nello sconforto.
4.        Le mail. La domanda più ricorrente è: "Leggere o non leggere le mail una volta terminato l'orario di lavoro?". La tentazione è forte, soprattutto quando abbiamo inviato una mail che necessita una risposta rapida, ma la risposta tarda ad arrivare.

Perché tutto questo? Perché coinvolge così tante persone e nello stesso modo?
Spiega Traisci: "La tendenza a distrarsi è ciò che ci differenzia dalle altre specie, perché la voglia di esplorare e scoprire novità ci ha permesso di arrivare fin qui. E ogni volta che scopriamo qualcosa di nuovo siamo spinti a cercarne ancora. Il problema è che oggi le fonti di distrazione sono maggiori di quando eravamo uomini primitivi. Ogni volta che vediamo una notifica su social, in chat o via mail, abbiamo un rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore responsabile di gratificazione, sollievo e soddisfazione".      
            
Per trovare una soluzione occorre quindi fare un ragionamento inverso rispetto a quelli comuni e diffusi, che suggeriscono di isolarsi per qualche ora al giorno per concentrarsi, poiché ciò rappresenta una forzatura rispetto all'evoluzione del nostro DNA.

L'obiettivo deve essere quindi quello di creare le condizioni per la concentrazione, che sono l'opposto delle condizioni per la distrazione, quindi:

1.        alla stanchezza sostituisci più riposo, micro pause in cui ti rilassi, respiri e chiudi gli occhi
2.        alla noia sostituisci significato, cioè il perché fai quello che fai e cosa è davvero importante per te
3.        alla sedentarietà sostituisci esercizio fisico, perché favorisce la produzione di sostanze (neurotrofiche) che aiutano i tuoi neuroni
4.        alla reazione alla casualità degli eventi, delle notifiche di messaggi/email, sostituisci la programmazione di quando distrarti (che sarà la tua ricompensa, per cui sarai più motivato a concentrarti)

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www.CorrieredelWeb.it

mercoledì 16 novembre 2016

Psicologia del divorzio e della separazione


Il divorzio è una delle esperienze più dolorose e laceranti che una persona possa sperimentare nel corso della propria esistenza, soprattutto quando la separazione non è stata desiderata ma viene subita. Accettare l’abbandono della persona amata richiede tempo (come minimo un anno) e un processo psicologico complesso di elaborazione della perdita che per certi versi è analogo a quello che avviene alla morte di una persona cara.

lunedì 3 ottobre 2016

Sessualità nella coppia: cosa fa funzionare cosa


La sessualità ha un ruolo fondamentale nel benessere della persona e della propria vita ed è una componente molto importante nel legame di coppia.
La sessualità nella coppia è influenzata da diversi fattori: il benessere fisico (come stiamo con il nostro corpo), il benessere psicologico (come stiamo con noi stessi) e il benessere relazionale (come stiamo con l’altro). La qualità del rapporto di coppia (e quindi la sessualità) è largamente influenzata dall’intimità, cioè dal legame di affetto caratterizzato da attenzioni reciproche, da fiducia e dalla comunicazione aperta a emozioni e sensazioni reciproche.

giovedì 18 agosto 2016

Cresce il Campus Universitario Niccolò Cusano.

Più iscritti, più docenti, più occupati e nuovi spazi per l’Università telematica di Roma che consolida  il suo positivo trend di continua crescita e amplia le strutture didattico-ricettive della sede centrale a Roma.


L'Università degli Studi Niccolò Cusano nasce come università specializzata nella formazione telematica, ma oltre alle lezioni on line dà ampio spazio alle relazioni interpersonali e, per questo, mette a disposizione dei suoi studenti il Campus, situato nella sua sede centrale di Roma, in cui è possibile seguire le lezioni in presenza interagendo dal vivo con i docenti e con i consulenti didattici.


Progettato sul modello dei College di tradizione anglosassone, il Campus dell'Università è un complesso di oltre 16.000 metri quadri immerso in sei ettari di parco verde.

Qui sono ubicate le diverse strutture dedicate alla didattica (aule per le lezioni dal vivo, ambienti multimediali, room tutor, biblioteche), la
“Residenza” destinata all’alloggio degli studenti, gli uffici amministrativi, gli spazi comuni e i servizi ricreativi, come la mensa e il bar, e gli spazi per le attività extra-didattiche e per la pratica sportiva, come la palestra attrezzata, completa di tutti i più moderni macchinari e attrezzi ginnici.

Per far fronte al continuo aumento di studenti, ad oggi ben 18mila, l’UniCusano ha avviato un progetto volto all’ampliamento delle strutture della sua sede centrale di Roma.


L’insieme dei lavori già iniziati prevede:
  • la realizzazione di una nuova sala mensa;
  • il potenziamento del servizio di foresteria con ulteriori posti letto, che attualmente già conta oltre un centinaio di stanze, modernamente arredate, dotate di servizi igienici e wi-fi.
  • l’incremento del numero di laboratori di ricerca;
  • la  realizzazione di tutta una serie di strutture sportive ad uso e consumo di studenti, docenti e impiegati del Campus.
L’intero progetto di ampliamento della sede prevede l’impiego di tecnologie per l’efficientamento energetico e soluzioni eco-sostenibili che ben si integrano nell’ambiente naturale di parco verde in cui l’Ateneo è immerso.

Lo sviluppo dell’Università Niccolò Cusano e i lavori in atto, in un quadrante urbano complesso come quello tra  le zone di Casalotti e Boccea di Roma, hanno comportato anche  un’importante opera di edilizia sostenibile e riqualificazione urbana di questa zona della Capitale vicina al centro.

In tal  modo, la UniCusano ha scelto di realizzare un presidio culturale, lanciando un messaggio forte a cittadini e istituzioni ed in risposta sono state aperte molte attività commerciali, divenute operative nel perimetro circostante il Campus.



L'Università degli Studi Niccolò Cusano
La UniCusano offre corsi di Laurea in Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Psicologia, Lettere, Scienze della Formazione e Scienze Politiche. 

L'offerta didattica comprende anche Master di I e II livello, Corsi di perfezionamento e aggiornamento professionale e Corsi singoli di specializzazione.

Tutti i corsi sono erogati sia on line, sia in aula in modo da offrire la soluzione ideale per tutti gli studenti, sia per coloro che desiderano vivere il Campus partecipando alle lezioni in presenza, sia per coloro che sono impossibilitati a frequentare l'università lontano da casa o per i professionisti che intendono conseguire un'ulteriore specializzazione, pur continuando ad esercitare la propria attività.

Identici nel piano di studi rispetto a quelli dal vivo, i corsi di laurea online permettono di frequentare le lezioni via Internet attraverso un'efficace piattaforma di e-learning attiva 24 ore al giorno.

In tal modo, oltre ad avere la possibilità di organizzare al meglio lo studio secondo le proprie esigenze personali e professionali, gli iscritti possono godere della presenza di tutor e docenti esperti per ciascuna materia, ai quali chiedere supporto in qualsiasi momento per lo svolgimento delle attività didattiche.

L’Ateneo ha sette sedi d’esame a Novedrate (CO), TorinoPadovaRomaNapoliBari e Palermo.


Per ulteriori informazioni:
Università Niccolò Cusano
Sede centrale: Via Don Carlo Gnocchi, 3 00166 – Roma
Numero Verde: 800.98.73.73
Telefoni: 06.4567.8350 - 06 70 30 73 12
Fax: 06.4567.8379
Posta Certificata: unicusano@pec.it
Sito web: www.unicusano.it





mercoledì 20 luglio 2016

Cibo e sesso, gli ingredienti giusti di una relazione



Il sesso e i piaceri della gola sono due aspetti della nostra vita profondamente legati, infatti la nutrizione e la riproduzione svolgono un ruolo fondamentale per la sopravvivenza e la continuazione della specie anche se, oltre ad essere una necessità fisiologica, rappresentano dei piaceri intensi che ci regalano benessere e appagamento dei sensi.
Il rapporto tra cibo e sesso nasce con l’uomo e la religione fa risalire le sue origini alla cacciata del paradiso terrestre.

martedì 14 giugno 2016

I tre passi per liberarsi di un amore infelice




Le storie d’amore patologiche possono essere lesive e dannose, questi sono i consigli di un’esperta sul come riuscire a potersi liberare da questo stato di cose, una psicoterapeuta ci aiuta con i suoi consigli superare, in tre passi, una storia d’amore infelice e potenzialmente autodistruttiva.

martedì 19 aprile 2016

I 5 segreti degli psicoterapeuti per far durare l'amore

Scopriamo insieme i segreti per una lunga relazione

L’amore ha la data di scadenza?
Le relazioni amorose sono sempre piu’ fragili: la durata media di un matrimonio viene stimata sui quindici anni e sempre meno persone scelgono di sposarsi, convivere o dar vita ad una coppia stabile.
Sembra proprio che una volta finita la fase della luna di miele, la passione e l’entusiasmo degli inizi diventino un pallido ricordo.

mercoledì 1 luglio 2015

Adolf Hitler: analisi di una mente criminale. Svelati i Segreti del peggior criminale del XX secolo

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Svelati i Segreti della Mente Criminale di Adolf Hitler

Svelati tutti i segreti della mente del peggior criminale del XX secolo, Adolf Hitler. Il saggio "Adolf Hitler: analisi di una mente criminale" di Dalle Luche e Petrini si compie un piccolo grande miracolo: esporre in modo nitido l’interiorità misteriosa di un uomo e di un movimento che hanno tragicamente segnato la storia del XX secolo...
Milano, 01-07-2015 - La psicopatologia del peggior criminale del XX secolo, Adolf Hitler. Con questa monografia Riccardo Dalle Luche e Luca Petrini si sono posti un obiettivo da far tremare i polsi: riassumere, approfondire e giudicare tutte le teorie psicologiche e psicopatologiche che hanno tentato di “spiegarela mente di Adolf Hitler. Questi studi, frutto delle ricerche di psichiatri statunitensi ed europei, si accompagnano inevitabilmente alla storiografia sul Führer e il nazismo, in quanto le vicende del Terzo Reich rinviano ad un “nocciolo” irrazionale che pervade sia la figura del dittatore tedesco, sia l’entourage di cui si circondò, sia l’intero apparato del nazionalsocialismo.
Come ha commentato Corrado Augias su La Repubblica: “Del peggior criminale del XX secolo, uno dei massimi della Storia, Adolf Hitler, conosciamo, chi più chi meno, gli eventi principali della vita, le azioni. Poco invece, in genere, sulle spinte interne che lo spinsero a un comportamento così efferato. Due esperti di problemi della psiche, Riccardo Dalle Luche e Luca Petrini, ci offrono un esauriente - e affascinante - panorama di ipotesi sulle condizioni mentali del dittatore tedesco: Adolf Hitler, analisi di una mente criminale.
Hanno usato con riluttanza l'aggettivo affascinante ma è l'effetto che esercitato su molti questa lettura. Scorrere queste pagine è come affacciarsi sull'orlo di un pozzo al fondo del quale si agitino creature ripugnanti: se ne avvertono l'attrazione e il pericolo, appena rassicurati dalla distanza. I due autori, che lavorano nel campo della psichiatria e della psicoterapia, esaminano, comparano, discutono tutte le principali ipotesi avanzate nel corso degli anni sulla mentalità di Hitler. Era nato da una modesta famiglia austriaca ("bambino fragile, malaticcio, dipendente dalla madre, inabile alla visita di leva"), forse con un nonno ebreo; ebbe un'infanzia turbata da vari episodi oscuri, durante la quale assisté casualmente a un amplesso tra i genitori (la famosa "scena primaria") e una giovinezza afflitta da una temporanea cecità isterica”.
La vita privata di Hitler è segnata da episodi di indubbia rilevanza psichiatrica e si intreccia con quella, altrettanto tumultuosa, della leadership del suo movimento: un connubio micidiale che non solo ha prodotto un regime “delirante” (a dispetto del vasto consenso popolare che l’ha sorretto per dodici anni), ma che ancora oggi si segnala come caso estremo di follia al potere.
Ancora Augias commenta: “L'uomo aveva comunque capacità d'intuizione e un potere quasi magnetico capace di suggestionare individui e masse. Del resto, secondo Le Bon, il leader deve: "abusare di dichiarazioni violente, esagerare, affermare, ripetere, mai tentare di dimostrare fatti o idee con un ragionamento logico".
Muovendosi agilmente tra biografia, affresco storico, rievocazione aneddotica e interpretazione scientifica, il saggio di Dalle Luche e Petrini compie un piccolo grande miracolo: esporre in modo nitido l’interiorità misteriosa di un uomo e di un movimento che hanno tragicamente segnato la storia del Ventesimo secolo.
È possibile visionare la scheda del libro di Riccardo Dalle Luche, Luca Petrini qui: Adolf Hitler: analisi di una mente criminale, KPI, 2015.
Gli interessati possono trovare il libro in formato ebook su Amazon.
Per ulteriori informazioni visita il sito: www.kkienpublishing.it oppure manda una mail a info@kkienpublishing.it

sabato 27 aprile 2013

La caduta dei capelli femminile: fisiologica o patologica?




Nascita, crescita e caduta rappresentano il ciclo naturale della vita del capello. Le chiome più folte possono arrivare a perdere fino a 100 capelli al giorno e, al di sotto di questa soglia, la caduta di capelli è un fenomeno puramente fisiologico a volte accentuato dal cambio di stagione come in primavera e in autunno.

Ci sono però cadute di capelli che non possono ascriversi in questa tipologia e sono causate da un’errata cura del capello, alimentazione scorretta, stress psicologico o ereditarietà genetica. In questi casi la caduta non è più fisiologica e se, trascurata, può portare a diradamento e alopecia precoce.

Il diradamento e la calvizie femminile è, ad esempio, un problema da non sottovalutare in quanto ha delle ripercussioni psicologiche notevoli su chi ne soffre. Come è noto le donne attraversano nel periodo della menopausa uno squilibrio ormonale accentuato che però è solo marginalmente causa della caduta di capelli.

I veri problemi sono da ricercarsi piuttosto nell’alimentazione carente e le diete troppo drastiche, le disfunzioni della tiroide, lo stress psicologico e nella componente genetico-ereditaria. Per contrastare il diradamento le donne ricorrono spesso all’uso massiccio di cure “fai da te” a basso prezzo che in alcuni casi possono persino aggravare il problema piuttosto che risolverlo.

Per affrontare la calvizie femminile in modo più efficace è bene essere affiancati da un esperto tricologo in grado di individuarne le cause e proporre soluzioni maturate in anni di esperienza diretta nel settore.

venerdì 30 marzo 2012

L’attacco d’ansia

Il trovarsi improvvisamente di fronte ad un pericolo che segnala la possibilità del verificarsi di un rischio molto spaventoso, fà sì che la nostra attenzione si faccia più acuta e le energie del nostro corpo vengano concentrate nello sforzo di non perdere il controllo, innescando una reazione psicologica ma anche fisica, per via di un particolare tipo di ormone, dopodichè, però, passato il pericolo, ritorna una normale situazione di rilassamento, mentre, al contrario, in alcune persone il campanello di allarme non cessa mai di suonare, anche quando non esistono problemi immediati.

Queste persone vivono in continua attesa di disgrazie che, peraltro fortunatamente, non si verificano mai e preparano in continuazione energie da impiegare per far fronte a pericoli solo immaginari ed è questo il disturbo dell'ansia, che ingenera gli attacchi d'ansia e che costringe le persone che ne sono afflitte a vivere in uno stato di perenne emergenza, infatti queste persone, negli Stati Uniti, vengono definite " cronic worried ", ovvero preoccupati cronici.

Secondo alcuni specialisti l'ansia è una nevrosi caratteriale, in quanto si può trovare nella storia del paziente una tendenza all'inquietudine sin dall'infanzia, nonchè un eccessivo bisogno di protezione, appoggio, rassicurazione e amore ed è infatti probabile che le origini dell'ansia siano da ricercare nell'ambito sociale, soprattutto da un punto di vista relazionale, come in quello dello stress di cui una persona soffre, sia in una certa predisposizione ereditaria e biologica associate ad una personalità particolarmente vulnerabile.

Qualunque ne sia l'origine, l'ansia è un fenomeno molto diffuso, basti sapere che, in Italia, ne soffre stabilmente circa l'8% della popolazione, mentre almeno il 17% ha dovuto affrontare periodi di ansia nella propria vita, anche se gli attacchi d'ansia non colpiscono tutti allo stesso modo, infatti le donne ne sono molto più colpite che non gli uomini, così come, altrettanto, ne sono maggiormente colpite anche le persone di mezza età.

venerdì 20 gennaio 2012

Il panico

Il panico non è altro che un episodio d'ansietà acuta, che ha come caratteristiche fondamentali una forte tensione emotiva e un terrore intollerabile che, insieme, ostacolano un'adeguata organizzazione del pensiero e dell'azione.

Il D.A.P., ovvero disturbo da attacchi di panico, dopo il suo attacco, che è sempre di una durata piuttosto breve nel tempo, tende ad esaurirsi spontaneamente, lasciando il paziente in uno stato di profonda prostrazione, che è la naturale conseguenza relativa ai fenomeni di depersonalizzazione e derealizzazione che, insieme alle notissime turbe vegetative, sono le componenti essenziali di questo disturbo.

Il panico è, comunque, facilmente superabile, perchè, essendo basato sull'emotività incontrollata, sarebbe sufficiente mantenere l'autocontrollo, infatti è stato largamente provato, con esperimenti scientifici e di laboratorio, che non è assolutamente possibile sentirsi irati, impauriti, ansiosi, in pericolo, insomma, in una parola, tesi, se i muscoli restano perfettamente rilassati.

martedì 19 ottobre 2010

Moglie e marito e il vero amore per godere di una relazione di coppia felice

Moglie e marito e il romanticismo rappresentano due entità che dovrebbero essere presenti per godere di un matrimonio appagante. Tuttavia il rapporto di coppia è stato fonte di parecchie false credenze inventate dalla gente quasi ogni giorno. Sfortunatamente poi, troppe persone ascoltano queste presunte fonti di saggezza e questo non aiuta la loro relazione ma ne impedisce sfortunatamente la crescita. Per imparare come avere una relazione di coppia entusiasmante, visita: vita di coppia

Per questa ragione è vitale riuscire a capire per quale ragione alcune credenze rappresentano solamente delle leggende e da quel momento potrai risolvere gli ostacoli che stanno bloccando il benessere del tuo matrimonio. Avrai la possibilità in questo modo di imparare a valorizzare in misura maggiore il tuo partner e la sua importanza nella vita di coppia.

I programmi sensazionalistici, le riviste e i talk show radiofonici hanno un ruolo chiave quando si prova a far supporre che esista una battaglia all'interno dei due sessi. E sebbene sussistano senza ombra di dubbio talune diversità fisiche e psicologiche, esse stesse non risultano essere sufficenti a dipingere la relazione tra uomini e donne come una battaglia. Quando credi che esista una battaglia tra uomini e donne, rischi di raggruppare ogni uomo e ogni donna in una determinata categoria e tutto ciò porta a formare dei pregiudizi.

Invece, quando sei consapevole che il tuo partner è una persona unica con delle qualità, avrai l'occasione di rimuovere il convincimento che è logico che debba esserci del disaccordo tra marito e moglie. E tutto ciò è importante in quanto qualsiasi divergenza porta solamente alla scarsità di comunicazione, fraintendimenti e scoraggia lo sviluppo di ogni relazione. Per migliorare il tuo matrimonio e stare meglio, leggi e metti in pratica: rapporto di coppia

La convinzione che i ragazzi tranquilli abbiano meno fortuna con le donne è la leggenda peggiore dei tempi attuali.Le donne possono a questo proposito essere attratte dai maschi prepotenti ma tutto ciò induce solo a creare relazioni negative. La realtà è che i ragazzi buoni hanno bisogno di imparare a credere in se stessi e in tale modo avranno sempre le donne migliori e le relazioni amorose più soddisfacenti. I ragazzi calmi possono avere un percorso più complesso qualche volta ma quelli che vanno a finire male sono i maschi boriosi.

Il fatto che essere romantici sia quanto basta per salvare la tua unione è un'altra leggenda della società moderna. La verità è che se senti veramente sentimenti sinceri per tua moglie o per tuo marito e lo comunichi con il romanticismo, allora ti darà l'opportunità di godere di un rapporto soddisfacente. Se invece cerchi di dimostrarti romantico solo per placare il tuo partner, allora stai solamente facendo qualcosa che non ha sostanza.

Alla fine per godere di una vita di coppia felice tra marito e moglie è fondamentale che ci sia amore sincero in tutto ciò che si fa. Coinvolgimento per la vita e desiderio di rendere migliori se stessi e stare bene con gli altri. Questa è la semplice ma potente ricetta della felicità tra moglie e marito e non solo. A questo proposito, per capire come riuscire a essere felice in coppia, visita: marito e moglie

lunedì 26 aprile 2010

6° corso di psicoeducazione per pazienti con Disturbo Bipolare e loro familiari: programma e modalità d’iscrizione. A Pisa, Domenica 27 Giugno 2010.

INTRODUZIONE AL CORSO
Il Disturbo Bipolare, nelle sue molteplici espressioni, è una delle patologie psichiatriche di più frequente riscontro nella pratica clinica quotidiana è rappresenta uno degli argomenti su cui più si è concentrata la ricerca psichiatrica moderna.

Nonostante la gran mole di conoscenze accumulate il Disturbo Bipolare costituisce per molti versi un paradosso infatti, sebbene tutti gli operatori del settore ne conoscano l’esistenza e le caratteristiche principali, molto spesso la malattia non è riconosciuta oppure viene mal diagnosticata e/o trattata con modalità improprie o inefficaci.

Lo scopo del corso è quello di fornire, al paziente ed ai propri familiari, informazioni sulle cause, le manifestazioni cliniche e le modalità di trattamento del Disturbo Bipolare.

RESPONSABILE DEL CORSO
Dr. Giuseppe Ruffolo, Medico-Chirurgo specialista in Psichiatria.

DATA
Il prossimo corso si svolgerà Domenica 27 Giugno 2010.

SEDE
Pisa, presso la sala meeting di un hotel della città (dettagli ulteriori verranno forniti ad iscrizione avvenuta).

COSTO DELLA PARTECIPAZIONE
Il corso ha un costo di Euro 250,00 per “nucleo” familiare (il paziente ed eventuali familiari, questi ultimi in numero massimo di 2). La cifra potrà essere versata il giorno stesso, prima dell'inizio del corso.
Verrà accettato soltanto denaro contante oppure assegno bancario (No BANCOMAT, no Carta di Credito)
Verrà rilasciata subito fattura fiscale.

MODALITA' E TERMINI PER L'ISCRIZIONE
La partecipazione al corso è limitata ad un numero massimo di 6 "nuclei" familiari (paziente più 2 suoi familiari).
Coloro i quali desiderassero partecipare sono invitati a farne richiesta mediante l’invio di una e-mail all’indirizzo: corsobipolare@forumpsichiatria.it

Sarà necessario:
1) inserire nel campo “oggetto” della mail la dicitura “iscrizione corso disturbo bipolare”;
2) fornire le generalità ed il numero di partecipanti;
3) fornire un recapito telefonico utile nel caso si rendessero necessarie comunicazioni urgenti aventi per oggetto lo svolgimento del corso suddetto.

L’invio della mail comporterà implicitamente l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi del D. Lgs. 196/2003 per finalità strettamente connesse alla gestione dell’evento in oggetto.

Il termine ultimo per iscriversi è stato fissato per sabato 5 Giugno 2010.

LIMITAZIONI
La partecipazione al corso da parte del paziente è vincolata dalla sua condizione di benessere.
In altre parole, qualora il paziente dovesse trovarsi in fase depressiva o espansiva, la sua partecipazione non è consigliata; sarà possibile, tuttavia, la partecipazione dei suoi familiari qualora questi ultimi volessero avere maggiori informazioni su tutte le caratteristiche di questo disturbo.

PROGRAMMA DEL MATTINO
h 8:45
Registrazione dei partecipanti e disbrigo delle pratiche amministrative.

h 9:15
Modulo 1 - Cos’è la psicoeducazione per il Disturbo Bipolare.

Modulo 2 - Quali sono le cause del Disturbo Bipolare (il ruolo dei fattori genetici e di quelli ambientali e la loro interazione reciproca).

Modulo 3 - I sintomi: la depressione, la mania, l’ipomania e gli stati misti.
I disturbi dell’umore con sintomi psicotici (deliri, allucinazioni) e la loro differenziazione della schizofrenia e dai disturbi schizo-affettivi.
Contributi multimediali (audio/video) esplicativi delle manifestazioni cliniche di ipomania e stato misto.
Disturbo Bipolare e creatività artistica.

h 12:15
Sezione interattiva: discussione generale sugli argomenti trattati.

h 13:15
Pausa.


PROGRAMMA DEL POMERIGGIO
h 14:00
Modulo 4 – L’andamento della malattia nel tempo: il decorso del Disturbo Bipolare e la sua comorbidità con altre patologie psichiatriche (attacchi di panico, disturbi della condotta alimentare [bulimia nervosa, binge eating disorder], disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi da uso di sostanze; il problema della “doppia diagnosi”).
Lo “spettro bipolare” ed i suoi rapporti con i disturbi di personalità (narcisistico, borderline, antisociale etc.).

Modulo 5 – Trattamento del Disturbo Bipolare e dei disturbi in comorbidità.
Psicoterapie.
Psicofarmacoterapie:
i farmaci principali, il loro effetto e gli effetti collaterali più comuni (i diversi tipi di antidepressivi, i neurolettici e gli antipsicotici, i sali di litio e gli altri stabilizzanti dell’umore, le benzodiazepine).
“Altre” opzioni terapeutiche: ESK-terapia etc.

Modulo 6 – Dai sintomi iniziali al recupero pieno: come riconoscere i sintomi iniziali di una nuova fase acuta (depressiva, espansiva) e quali provvedimenti intraprendere. Il ruolo dei familiari.

h 17:00
Sezione interattiva: discussione generale sugli argomenti trattati.

h 18:00
Chiusura dei lavori.

INFORMAZIONI ULTERIORI:
forumpsichiatria.it
psichiatria-online.it

mercoledì 20 gennaio 2010

ANSIA: "Chi ha paura non fa che sentir rumori"



L'ANSIA

"Chi ha paura non fa che sentir rumori"

Sofocle

Un giorno, al termine di una conferenza per i dipendenti dei comuni della provincia di Bolzano sulla gestione dell'attacco di panico in caso di incendio, fui avvicinato da un signore di mezza età per una consulenza psicologica.

Sua figlia, una studentessa diciassettenne, soffriva d'ansia, di paura d'esposizione e di attacchi di panico.

Spesso, durante le interrogazioni scolastiche, aveva delle crisi d'ansia con vampate di calore, tachicardia, eccessiva sudorazione, respiro affannoso fino a veri e propri svenimenti.

Tutta la scuola era allertata e ,ogni qualvolta avveniva la crisi, la ragazza si faceva accompagnare in ospedale o riportare a casa dalla madre. Nonostante le svariate visite mediche e le cure approntate nell'emergenza, l'ansia era sempre elevata e si stava estendendo ad altri settori della vita, come partecipare a delle feste, uscire da sola, guardare gli altri negli occhi, andare a ballare.

Da parte dei genitori come delle compagne di classe c'era un continuo prestare aiuto e un'esagerata attenzione nei riguardi della ragazza. Il tutto, però, non faceva altro che metacomunicare alla studentessa che si era preoccupati per lei e che si aspettavano, da un momento all'altro, il rossore eccessivo in viso, l'attacco di panico o lo svenimento.

Quella volta che la studentessa diventava rosso-peperone, c'era un via vai per i bagni con l'intento di rinfrescare il viso e applicare fazzoletti bagnati, prima che la crisi sfociasse in delle manifestazioni d'ansia più preoccupanti.

Iniziai la terapia utilizzando le nuove strategie terapeutiche e i protocolli di risoluzione atti a questi disturbi. Tali approcci sono stati pubblicati nella letteratura scientifica italiana e mondiale e hanno evidenziato la loro efficacia in tutti quei disturbi che riguardano l'ansia : paure, panico, fobie, ipocondria, ossessioni-compulsioni.

Il caso si risolse in breve tempo e la ragazza fu aiutata non solo a debellare gli attacchi di panico, ma a saper affrontare le molteplici interrogazioni ed esposizioni che avvengono di solito nella vita scolastica. La guarigione fu messa alla prova quando una professoressa, dimostrando una sensibilità da rinoceronte, dopo un'interrogazione andata discretamente le disse:" Vai al posto altrimenti ritorni a farti venire gli svenimenti!". Ricordo che consolai la ragazza chiedendole :" Da quale lager proviene la tua professoressa?".

Come il lettore avrà capito, non potevo permettere che il lavoro terapeutico e lo slancio di guarigione della ragazza potesse essere fermato o vanificato da fattori esterni negativi.

Questo racconto dimostra come si possa guarire dai disturbi dell'ansia. Essa è uno stato emotivo di attivazione fisiologica nei confronti degli eventi della vita. E' considerata come una carica energetica finalizzata al superamento della prova. La sua assenza appiatterebbe le performance, il suo eccesso farebbe decadere la prestazione, mentre una congrua presenza nelle attività della nostra vita ne aumenta l'efficacia.

Le manifestazioni dell'ansia sono: innalzamento della pressione del sangue, battito cardiaco, sudorazione, aumento della respirazione, mani fredde e umide.

E' un sintomo che spinge ben sette milioni e mezzo di italiani ad utilizzare farmaci ansiolitici, e il 75% delle persone a fare delle richieste di intervento terapeutico.

L'ansia patologica, invece, si manifesta:

  1. Negli attacchi di panico. La persona ha la sensazione di avere un infarto, di poter morire o diventare pazzo. Tenta di combattere il panico, cercando di controllare le proprie reazioni fisiologiche o la paura d'impazzire; spesso contribuisce a mantenerne l'esistenza o ad amplificarlo.
  2. Nell'ansia generalizzata. Essa è persistente durante la giornata ed invasiva delle azioni e dei comportamenti. La persona si sente di vivere con una camicia grondante ansia.
  3. Nell'ansia causata da un evento traumatico o da un evento stressante.
  4. Nelle fobia. Essa limita spesso le prestazioni di una persona, fa evitare luoghi o situazioni che suscitano preoccupazioni e fa sentire la persona incapace ad affrontare le situazioni a tal punto da richiedere l'aiuto e la compagnia altrui.
  5. Nelle ossessioni -compulsioni. Il soggetto è talmente preso dai suoi pensieri insistenti e disturbanti che ricerca dei rituali o dei comportamenti atti a detendere l'ansia. Solo che, a lungo andare, tutti questi rituali o comportamenti diventano talmente gravosi e sfiancanti da aumentarne lo stress e il senso d'impotenza.

    Erroneamente si è pensato che annullando o delimitando le risposte fisiologiche dell'ansia, si potesse curare la persona affetta da fobia, attacchi di panico o paure.
    Da qui il continuo ricorso agli psicofarmaci con l'anelito alla guarigione come fatto miracoloso. Purtroppo le paure patologiche dipendono dalla percezione della persona, mentre le risposte fisiologiche sono gli effetti di un processo che parte da una percezione esagerata della realtà e da una risposta emotiva attivata.
    Il lettore capirà bene come non intervenendo sul sistema percettivo-reattivo della persona, non la si cura, in realtà, ma le si attutisce solo l'ansia.
    Le paure, allora, rimangono intatte e con l'andar del tempo, aumentano di intensità e di quantità, a tal punto da provocare una disistima di sé e una leggera e persistente nebbia depressiva.
    Damasio in un articolo pubblicato nella prestigiosa rivista Nature dice:" inibire le reazioni fisiologiche della paura attraverso sedativi o addirittura interventi chirurgici su particolari zone del cervello, è come ingessare completamente una persona e poi sottoporlo a stimoli a lui spaventosi. Egli non potrà reagire ma avrà comunque, forse di più, la percezione della paura, anzi la sua impossibilità di reagire, ne incrementa la sua sensazione di incapacità di gestire tale emozione".
    Ma il lettore non deve disperare. Oggi si sono approntate delle strategie per debellare i disturbi dell'ansia. Esse consistono in mirati stratagemmi per aiutare la persona a superare la propria paura utilizzando logiche evolute non usuali, come la logica del paradosso, della contraddizione, della credenza.
    Tali modalità terapeutiche portano a dei successi in tempi brevi come da Isak Marks, Barlow, Watzlawick-Nardone.
    In genere solo il 5% delle persone che soffrono di paure ed ansia, risolvono il problema da soli, mentre la stragrande maggioranza necessita di cure appropriate e specifiche. Sono persone, infatti, che vorrebbero collaborare per la guarigione, ma hanno una tale paura ad affrontare le proprie difficoltà che facilmente attuano l'evitamento come meccanismo di difesa. Per questo motivo è auspicabile essere aiutati da persone competenti che li sappiano guidare ad affrontare a superare le proprie paure. In caso contrario si rischia di rimanere, per tutta la vita, in balia delle difficoltà. Oggi la percentuale di guarigione, in questo settore, sfiora il 90%.


Dr. Stefano Di Carlo

psicologo-psicoterapeuta

www.dicarlostefano.it

mercoledì 8 aprile 2009

Schizofrenia e Realta'


"Senza un'idea del futuro anche la nostra esistenza perde di significato, frantumata in un mosaico di piccole follie..."
Vittorino Andreoli

SCHIZOFRENIA E REALTA'.

La denegazione e l'idealizzazione fusionale dell'Altro.

di Laura Tussi

La schizofrenia è una patologia estremamente complessa.[1]

Da un punto di vista psicanalitico è da considerarsi una malattia reattiva, vale a dire derivata da forti traumi in età neonatale ed infantile.

La schizofrenia è anche una patologia organica, in quanto deriverebbe da una predisposizione biologica ed ereditaria, usando il condizionale perché il cervello è ancora avvolto nel mistero della ricerca medica, sempre meno incentivata e sovvenzionata attualmente, soprattutto in Italia.[2]

Alla base di un disturbo di tipo psicotico, come la schizofrenia, appunto, si pone la relazione dell'individuo con il reale, che per gli schizofrenici è, al contempo, il più grande nemico e l'elemento d'amore necessario alla propria esistenza.

I processi psicanalitici si basano sulla conoscenza dello sviluppo psichico in età infantile, per cui i problemi che si manifestano nell'esistenza, sono conseguenza di traumi subiti o meccanismi irrisolti, in una regressione ad uno stadio infantile.

La schizofrenia può essere definita, appunto, una regressione ad una fase infantile, in cui il super io si determina come psicotico.

Negli schizofrenici la sensazione di vivere separati da tutto il resto del mondo è una condizione frequente e dipende dalle circostanze e dalla pervasività della parte psicotica rispetto a quella sana. La realtà degli eventi si nasconde spesso dietro ad una facciata che mette lo schizofrenico nella posizione e condizione di rimanere solo, diventando, narcisisticamente, il centro di un mondo che egli crea con costante tenacia e in cui, suo malgrado, occupa un posto di rilievo.

Gli schizofrenici sono rinchiusi in un mondo talmente soffocante che arrivano a provare disinteresse per tutto quanto li circonda, occupando tutte le loro energie nello sforzo di non perdersi, in un conflitto infinito, continuo, ciclico e vorticante.

La catastrofe che gli schizofrenici tentano di evitare è la perdita di se stessi.

Le allucinazioni non sono il disturbo alla base della psicosi, ma una specie di condensazione attraverso cui l'io riesce a dare corpo ad una parte delle energie psichiche e libere che lo attaccano. Alla base della schizofrenia è un disastroso rapporto con la realtà, generato anche dall'elaborazione incorretta di stadi remoti dello sviluppo psichico, nella manifestazione di una patologia che risulta un sistema difensivo alienato e incomprensibile.

Vivere in ondate di panico di variabile frequenza e durata, in pene e torture inesprimibili, vivere senza averne un motivo, vivere senza essere…

La schizofrenia è un forte sistema di difesa che nasce da un conflitto, producendo stratagemmi per aggirarlo.

Il conflitto è normalmente interno e scaturisce tra le regole dell'io inconciliabili con le pulsioni dell'es, ma negli psicotici esso viene disinteriorizzato e deriva cioè dall'incompatibilità tra io e realtà esterna.

La follia sarebbe quindi una strategia atta ad evitare un brutale conflitto con una realtà inaccettabile, dove denegare significa assumere un dato, ma senza accettarlo.

Searles descrive, tra il 1956 del 1965, i meccanismi basilari che utilizzano gli psicotici per ingenerare paradossi nell'altro, come scatenare eccitazione sessuale per poi negarla altrettanto subitaneamente, impegnare l'interlocutore su registri interpersonali incompatibili, in cambiamenti repentini dell'umore e dell'affettività.

La modalità con cui lo psicotico riesce a mantenere la natura fusionale della sua relazione con l'altro è strumento di rimozione del panico e dell'angoscia.

Lo schizofrenico attua una strategia di onnipotenza narcisistica per evitare la frustrazione conflittuale, per cui l'oggetto in seno al quale nasce questo conflitto viene svuotato, reso inutile, fagocitato, isolato e posseduto con esclusività.

L'oggetto, l'altro da sé, può divenire così il nemico più temibile in quanto esistente, in quanto incombente e minaccioso, tanto da risucchiare il soggetto al suo interno, nel momento in cui provoca una frustrazione.

Il solo fatto di poter provare un'attrazione irresistibile, un amore viscerale e perverso, verso ciò che può decretare la perdita di se stessi, risulta causa scatenante dell'odio difensivo più acerrimo. L'oggetto è dunque rifiutato, ma è anche indispensabile per l'esistenza psichica, dal momento che prendendo questo oggetto reale, in maniera perversa, lo schizofrenico pretende di avere influenza su tutto il suo agire.

Uno psicotico ha necessità di negare l'autonomia dell'oggetto reale, fino a livelli di fusione con lo stesso, perché una eventuale incongruenza frustrante dimostrerebbe l'impossibilità di poter esistere nel mondo che egli ha sempre creato.

Dunque l'unico modo che si prospetti, nella patologia psicotica, di contrastare la pericolosa attrazione verso l'oggetto reale è l'imposizione di una relazione di seduzione narcisistica, che, a livello psichico e psicogenetico, nello sviluppo psichico del bambino, si riferisce alla fascinazione reciproca nella relazione precoce con la madre e con il padre.

Negli schizofrenici la paradossalità si fonda sull'esistenza di ciò che implica una realtà psichica tra soggetto, oggetto e relazione tra i due.

Il paradosso dimostra che un oggetto reale esiste poiché è capace di lasciare uno spazio vuoto.

Una persona è importante proprio nel momento in cui questa viene a mancare, mentre agli schizofrenici questo meccanismo serve per dimostrare che tale persona esiste.

Essi sentono già la mancanza di colui che vive con loro, così è sicuro che ci sia sempre.

Lo schizofrenico non sopporta l'assenza e la separazione e il suo immaginare l'assenza gli crea una forte angoscia e un profondo sentimento di disperazione acuta.

Per lo schizofrenico la critica e la frustrazione vengono vissute come un attacco totale e radicale, non soltanto alla prestazione particolare, ma all'intero funzionamento del soggetto, che presenta una estrema fragilità e precarietà del senso d'identità nella continua esigenza di conferme, dimostrando un'estrema vulnerabilità alla frustrazione, che può far cadere il soggetto in un baratro di angoscia e in acuti scompensi psichici.

La ricerca della grandiosità attraverso la fusione con un oggetto idealizzato può raggiungere un culmine oltre il quale l'oggetto da idealizzato diviene persecutorio e temibile.

Quindi la paranoia ha una sua iniziale seduzione che è data dalla piacevolezza della grandiosità che si può tramutare in un baratro ostile di angoscia e disperazione.

In condizioni di benessere, lo schizofrenico sente amore per l'altro da sé, per il pari, in un tipo di relazione di scambio paritario, a volte molto creativa e produttiva.

Quando lo psicotico riceve critiche e osservazioni che risuonano soggettivamente frustranti, avverte un attacco alla personale identità, sentendo un senso di frammentazione identitaria interiore e personale che lo fa precipitare in un baratro di angoscia e disperazione acute, a cui tenta di reagire con la ricerca della fusione affettiva e sessuale con figure idealizzate e di riferimento.

In tali condizioni il rapporto con un pari perde di valore, mentre la fusione con un oggetto idealizzato compensa e appaga la svalutazione e la frammentazione identitarie.

Le relazioni che viviamo quotidianamente possono ingenerare reazioni di tipo schizofrenico, quando l'altro si pone in atteggiamenti sconfessanti e atteggiamenti frustranti nei confronti del soggetto.

Il dialogo maturo presuppone l'accoglienza dell'altro, il reciproco riconoscimento e l'interscambio costruttivo di idee, opinioni e punti di vista rispetto agli eventi della realtà.

Accogliere l'altro da sé, presuppone un atteggiamento di dialogo costruttivo che riconosca le diversità e le molteplici e di implicite differenze dell'alterità, dove non occorre dimenticare e denegare in modalità schizofreniche il rifiuto, l'assenza la negazione che l'altro esercita sul soggetto, ma riconoscere le reciproche scelte e posizioni relazionali.

laura tussi <tussi.laura@tiscali.it>


[1] Racamier P.C., Gli schizofrenici, Cortina Raffaello, 1983

[2] Con il contributo di Orlandini A., Prefazione a "Violazioni del setting", Raffaello Cortina, 1999

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