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Sfide del nuovo millennio: online il sito web che spiega come affrontarle
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giovedì 31 ottobre 2019
Sfide del nuovo millennio: online il sito web che spiega come affrontarle
sabato 20 ottobre 2018
Psicologia e accoglienza dei migranti: con Caleidos una giornata di studi a Modena
mercoledì 13 giugno 2018
Psicologia: la morte è solo un'illusione.
ROMA, 13 Giugno 2018 - Attraverso la «foto dell'aura» si potrà conoscere il «campo aurico» che tutti gli esseri viventi hanno intorno. Il workshop, intitolato «Il Viaggio sulla Linea del Tempo», è in programmazione dal 22 al 24 giugno 2018 presso la sala congressi dell'Hotel Bernini Bristol di Roma.
«L'aura è un campo di energia elettromagnetica non visibile ad occhio nudo emanata da tutti gli esseri viventi: è come un arcobaleno di luce che circonda il nostro corpo. I colori e i disegni all'interno di questo campo energetico costituiscono una specie di quadro della nostra anima» spiega Gerarda Buoninconti, esperta in Discipline Olistiche Bionaturali. Tra teoria e pratica, in questo workshop esclusivo ed inedito, Stefano Benemeglio, padre delle Discipline Analogiche, illustrerà le sue ultime scoperte ed il metodo più rapido per raggiungere il benessere e la felicità, attraverso la risoluzione dei problemi dell'emotività e del comportamento. «La scoperta che esiste una precisa relazione tra lo spazio emotivo ed il tempo secondo specifici calcoli matematici ha permesso alle Discipline Analogiche di rivoluzionare completamente l'approccio relativo ai problemi di tipo ordinario o aberrante ed alla loro risoluzione» commenta Samuela Stano, presidente della «Università Popolare "Stefano Benemeglio" delle Discipline Analogiche» che organizza l'evento. Psicologo, padre delle Discipline Analogiche, direttore scientifico dell'«Università Popolare delle Discipline Analogiche» (UPDA), Stefano Benemeglio è famoso per i molti esperimenti di successo portati avanti nelle sedi più prestigiose, includendo anche l'Ordine dei Medici di Madrid e la prestigiosa Università «Pompeo Fabra» di Barcellona, ed è inoltre noto grazie alla sua ampia ricerca sulla «comunicazione analogica» portata avanti fin dagli Anni '70 del secolo scorso, quando -trasferitosi negli Stati Uniti- fu anche counselor e couch di numerose stelle di Hollywwod. Da qualche tempo, lo psicologo ha rivolto la sua attenzione anche alla fisica, alla meccanica quantistica ed all'astrofisica, scoprendo una correlazione tra il tempo e lo spazio emotivo. Questa miscela esplosiva ha dato vita ad una nuova teoria che il padre delle Discipline Analogiche illustrerà dal 22 al 24 giugno 2018 presso il Bernini Bristol di Roma. Alla base di tutto vi è il concetto che la coscienza esista oltre le limitazioni dello spazio e del tempo e sia in grado di essere ovunque, sia nel corpo umano che al di fuori di esso. E tutto ciò si addice bene ai postulati di base della meccanica quantistica, secondo cui una certa particella può essere presente ovunque, così come un evento quantico può accadere in molti modi, a volte infiniti. «Il Viaggio sulla Linea del Tempo» incomincerà venerdì 22 giugno 2018 con una tavola rotonda e workshop sulle conoscenze olistiche e bionaturali che avrà luogo dalle ore 15.30 alle ore 18.30. In tale occasione sarà presente la Fidia Elettromedicali srl, fondata dopo una ventennale esperienza acquisita nella progettazione e fabbricazione di apparecchiature biomedicali per la medicina alternativa e le discipline olistiche, che presenterà una nuovissima macchina computerizzata attraverso la quale sarà possibile vedere e fotografare la propria aura. |
lunedì 19 febbraio 2018
DIGITAL STRESS: WHATSAPP, SOCIAL NETWORK, ASSENZA DI RETE, GIGA FINITI, LE PRINCIPALI CAUSE DI STRESS ALL’EPOCA DI FACEBOOK E INSTAGRAM SECONDO LO PSICOLOGO DEL BUONUMORE

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www.CorrieredelWeb.it
mercoledì 16 novembre 2016
Psicologia del divorzio e della separazione
Il divorzio è una delle esperienze più dolorose e laceranti che una persona possa sperimentare nel corso della propria esistenza, soprattutto quando la separazione non è stata desiderata ma viene subita. Accettare l’abbandono della persona amata richiede tempo (come minimo un anno) e un processo psicologico complesso di elaborazione della perdita che per certi versi è analogo a quello che avviene alla morte di una persona cara.
lunedì 3 ottobre 2016
Sessualità nella coppia: cosa fa funzionare cosa
La sessualità ha un ruolo fondamentale nel benessere della persona e della propria vita ed è una componente molto importante nel legame di coppia.
La sessualità nella coppia è influenzata da diversi fattori: il benessere fisico (come stiamo con il nostro corpo), il benessere psicologico (come stiamo con noi stessi) e il benessere relazionale (come stiamo con l’altro). La qualità del rapporto di coppia (e quindi la sessualità) è largamente influenzata dall’intimità, cioè dal legame di affetto caratterizzato da attenzioni reciproche, da fiducia e dalla comunicazione aperta a emozioni e sensazioni reciproche.
giovedì 18 agosto 2016
Cresce il Campus Universitario Niccolò Cusano.
Più iscritti, più docenti, più occupati e nuovi spazi per l’Università
telematica di Roma che consolida il suo
positivo trend di continua crescita e amplia le strutture didattico-ricettive
della sede centrale a Roma.Progettato sul modello dei College di tradizione anglosassone, il Campus dell'Università è un complesso di oltre 16.000 metri quadri immerso in sei ettari di parco verde.
“Residenza” destinata all’alloggio degli studenti, gli uffici amministrativi, gli spazi comuni e i servizi ricreativi, come la mensa e il bar, e gli spazi per le attività extra-didattiche e per la pratica sportiva, come la palestra attrezzata, completa di tutti i più moderni macchinari e attrezzi ginnici.
- la realizzazione di una nuova sala mensa;
- il potenziamento del servizio di foresteria con ulteriori posti letto, che attualmente già conta oltre un centinaio di stanze, modernamente arredate, dotate di servizi igienici e wi-fi.
- l’incremento del numero di laboratori di ricerca;
- la realizzazione di tutta una serie di strutture sportive ad uso e consumo di studenti, docenti e impiegati del Campus.
Per ulteriori informazioni:
mercoledì 20 luglio 2016
Cibo e sesso, gli ingredienti giusti di una relazione
martedì 14 giugno 2016
I tre passi per liberarsi di un amore infelice
martedì 19 aprile 2016
I 5 segreti degli psicoterapeuti per far durare l'amore
mercoledì 1 luglio 2015
Adolf Hitler: analisi di una mente criminale. Svelati i Segreti del peggior criminale del XX secolo
Svelati i Segreti della Mente Criminale di Adolf Hitler
sabato 27 aprile 2013
La caduta dei capelli femminile: fisiologica o patologica?
venerdì 30 marzo 2012
L’attacco d’ansia
Queste persone vivono in continua attesa di disgrazie che, peraltro fortunatamente, non si verificano mai e preparano in continuazione energie da impiegare per far fronte a pericoli solo immaginari ed è questo il disturbo dell'ansia, che ingenera gli attacchi d'ansia e che costringe le persone che ne sono afflitte a vivere in uno stato di perenne emergenza, infatti queste persone, negli Stati Uniti, vengono definite " cronic worried ", ovvero preoccupati cronici.
Secondo alcuni specialisti l'ansia è una nevrosi caratteriale, in quanto si può trovare nella storia del paziente una tendenza all'inquietudine sin dall'infanzia, nonchè un eccessivo bisogno di protezione, appoggio, rassicurazione e amore ed è infatti probabile che le origini dell'ansia siano da ricercare nell'ambito sociale, soprattutto da un punto di vista relazionale, come in quello dello stress di cui una persona soffre, sia in una certa predisposizione ereditaria e biologica associate ad una personalità particolarmente vulnerabile.
Qualunque ne sia l'origine, l'ansia è un fenomeno molto diffuso, basti sapere che, in Italia, ne soffre stabilmente circa l'8% della popolazione, mentre almeno il 17% ha dovuto affrontare periodi di ansia nella propria vita, anche se gli attacchi d'ansia non colpiscono tutti allo stesso modo, infatti le donne ne sono molto più colpite che non gli uomini, così come, altrettanto, ne sono maggiormente colpite anche le persone di mezza età.
venerdì 20 gennaio 2012
Il panico
Il D.A.P., ovvero disturbo da attacchi di panico, dopo il suo attacco, che è sempre di una durata piuttosto breve nel tempo, tende ad esaurirsi spontaneamente, lasciando il paziente in uno stato di profonda prostrazione, che è la naturale conseguenza relativa ai fenomeni di depersonalizzazione e derealizzazione che, insieme alle notissime turbe vegetative, sono le componenti essenziali di questo disturbo.
Il panico è, comunque, facilmente superabile, perchè, essendo basato sull'emotività incontrollata, sarebbe sufficiente mantenere l'autocontrollo, infatti è stato largamente provato, con esperimenti scientifici e di laboratorio, che non è assolutamente possibile sentirsi irati, impauriti, ansiosi, in pericolo, insomma, in una parola, tesi, se i muscoli restano perfettamente rilassati.
martedì 19 ottobre 2010
Moglie e marito e il vero amore per godere di una relazione di coppia felice
Per questa ragione è vitale riuscire a capire per quale ragione alcune credenze rappresentano solamente delle leggende e da quel momento potrai risolvere gli ostacoli che stanno bloccando il benessere del tuo matrimonio. Avrai la possibilità in questo modo di imparare a valorizzare in misura maggiore il tuo partner e la sua importanza nella vita di coppia.
I programmi sensazionalistici, le riviste e i talk show radiofonici hanno un ruolo chiave quando si prova a far supporre che esista una battaglia all'interno dei due sessi. E sebbene sussistano senza ombra di dubbio talune diversità fisiche e psicologiche, esse stesse non risultano essere sufficenti a dipingere la relazione tra uomini e donne come una battaglia. Quando credi che esista una battaglia tra uomini e donne, rischi di raggruppare ogni uomo e ogni donna in una determinata categoria e tutto ciò porta a formare dei pregiudizi.
Invece, quando sei consapevole che il tuo partner è una persona unica con delle qualità, avrai l'occasione di rimuovere il convincimento che è logico che debba esserci del disaccordo tra marito e moglie. E tutto ciò è importante in quanto qualsiasi divergenza porta solamente alla scarsità di comunicazione, fraintendimenti e scoraggia lo sviluppo di ogni relazione. Per migliorare il tuo matrimonio e stare meglio, leggi e metti in pratica: rapporto di coppia
La convinzione che i ragazzi tranquilli abbiano meno fortuna con le donne è la leggenda peggiore dei tempi attuali.Le donne possono a questo proposito essere attratte dai maschi prepotenti ma tutto ciò induce solo a creare relazioni negative. La realtà è che i ragazzi buoni hanno bisogno di imparare a credere in se stessi e in tale modo avranno sempre le donne migliori e le relazioni amorose più soddisfacenti. I ragazzi calmi possono avere un percorso più complesso qualche volta ma quelli che vanno a finire male sono i maschi boriosi.
Il fatto che essere romantici sia quanto basta per salvare la tua unione è un'altra leggenda della società moderna. La verità è che se senti veramente sentimenti sinceri per tua moglie o per tuo marito e lo comunichi con il romanticismo, allora ti darà l'opportunità di godere di un rapporto soddisfacente. Se invece cerchi di dimostrarti romantico solo per placare il tuo partner, allora stai solamente facendo qualcosa che non ha sostanza.
Alla fine per godere di una vita di coppia felice tra marito e moglie è fondamentale che ci sia amore sincero in tutto ciò che si fa. Coinvolgimento per la vita e desiderio di rendere migliori se stessi e stare bene con gli altri. Questa è la semplice ma potente ricetta della felicità tra moglie e marito e non solo. A questo proposito, per capire come riuscire a essere felice in coppia, visita: marito e moglie
lunedì 26 aprile 2010
6° corso di psicoeducazione per pazienti con Disturbo Bipolare e loro familiari: programma e modalità d’iscrizione. A Pisa, Domenica 27 Giugno 2010.
Il Disturbo Bipolare, nelle sue molteplici espressioni, è una delle patologie psichiatriche di più frequente riscontro nella pratica clinica quotidiana è rappresenta uno degli argomenti su cui più si è concentrata la ricerca psichiatrica moderna.
Nonostante la gran mole di conoscenze accumulate il Disturbo Bipolare costituisce per molti versi un paradosso infatti, sebbene tutti gli operatori del settore ne conoscano l’esistenza e le caratteristiche principali, molto spesso la malattia non è riconosciuta oppure viene mal diagnosticata e/o trattata con modalità improprie o inefficaci.
Lo scopo del corso è quello di fornire, al paziente ed ai propri familiari, informazioni sulle cause, le manifestazioni cliniche e le modalità di trattamento del Disturbo Bipolare.
RESPONSABILE DEL CORSO
Dr. Giuseppe Ruffolo, Medico-Chirurgo specialista in Psichiatria.
DATA
Il prossimo corso si svolgerà Domenica 27 Giugno 2010.
SEDE
Pisa, presso la sala meeting di un hotel della città (dettagli ulteriori verranno forniti ad iscrizione avvenuta).
COSTO DELLA PARTECIPAZIONE
Il corso ha un costo di Euro 250,00 per “nucleo” familiare (il paziente ed eventuali familiari, questi ultimi in numero massimo di 2). La cifra potrà essere versata il giorno stesso, prima dell'inizio del corso.
Verrà accettato soltanto denaro contante oppure assegno bancario (No BANCOMAT, no Carta di Credito)
Verrà rilasciata subito fattura fiscale.
MODALITA' E TERMINI PER L'ISCRIZIONE
La partecipazione al corso è limitata ad un numero massimo di 6 "nuclei" familiari (paziente più 2 suoi familiari).
Coloro i quali desiderassero partecipare sono invitati a farne richiesta mediante l’invio di una e-mail all’indirizzo: corsobipolare@forumpsichiatria.it
Sarà necessario:
1) inserire nel campo “oggetto” della mail la dicitura “iscrizione corso disturbo bipolare”;
2) fornire le generalità ed il numero di partecipanti;
3) fornire un recapito telefonico utile nel caso si rendessero necessarie comunicazioni urgenti aventi per oggetto lo svolgimento del corso suddetto.
L’invio della mail comporterà implicitamente l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi del D. Lgs. 196/2003 per finalità strettamente connesse alla gestione dell’evento in oggetto.
Il termine ultimo per iscriversi è stato fissato per sabato 5 Giugno 2010.
LIMITAZIONI
La partecipazione al corso da parte del paziente è vincolata dalla sua condizione di benessere.
In altre parole, qualora il paziente dovesse trovarsi in fase depressiva o espansiva, la sua partecipazione non è consigliata; sarà possibile, tuttavia, la partecipazione dei suoi familiari qualora questi ultimi volessero avere maggiori informazioni su tutte le caratteristiche di questo disturbo.
PROGRAMMA DEL MATTINO
h 8:45
Registrazione dei partecipanti e disbrigo delle pratiche amministrative.
h 9:15
Modulo 1 - Cos’è la psicoeducazione per il Disturbo Bipolare.
Modulo 2 - Quali sono le cause del Disturbo Bipolare (il ruolo dei fattori genetici e di quelli ambientali e la loro interazione reciproca).
Modulo 3 - I sintomi: la depressione, la mania, l’ipomania e gli stati misti.
I disturbi dell’umore con sintomi psicotici (deliri, allucinazioni) e la loro differenziazione della schizofrenia e dai disturbi schizo-affettivi.
Contributi multimediali (audio/video) esplicativi delle manifestazioni cliniche di ipomania e stato misto.
Disturbo Bipolare e creatività artistica.
h 12:15
Sezione interattiva: discussione generale sugli argomenti trattati.
h 13:15
Pausa.
PROGRAMMA DEL POMERIGGIO
h 14:00
Modulo 4 – L’andamento della malattia nel tempo: il decorso del Disturbo Bipolare e la sua comorbidità con altre patologie psichiatriche (attacchi di panico, disturbi della condotta alimentare [bulimia nervosa, binge eating disorder], disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi da uso di sostanze; il problema della “doppia diagnosi”).
Lo “spettro bipolare” ed i suoi rapporti con i disturbi di personalità (narcisistico, borderline, antisociale etc.).
Modulo 5 – Trattamento del Disturbo Bipolare e dei disturbi in comorbidità.
Psicoterapie.
Psicofarmacoterapie:
i farmaci principali, il loro effetto e gli effetti collaterali più comuni (i diversi tipi di antidepressivi, i neurolettici e gli antipsicotici, i sali di litio e gli altri stabilizzanti dell’umore, le benzodiazepine).
“Altre” opzioni terapeutiche: ESK-terapia etc.
Modulo 6 – Dai sintomi iniziali al recupero pieno: come riconoscere i sintomi iniziali di una nuova fase acuta (depressiva, espansiva) e quali provvedimenti intraprendere. Il ruolo dei familiari.
h 17:00
Sezione interattiva: discussione generale sugli argomenti trattati.
h 18:00
Chiusura dei lavori.
INFORMAZIONI ULTERIORI:
forumpsichiatria.it
psichiatria-online.it
mercoledì 20 gennaio 2010
ANSIA: "Chi ha paura non fa che sentir rumori"
L'ANSIA
"Chi ha paura non fa che sentir rumori"
Sofocle
Un giorno, al termine di una conferenza per i dipendenti dei comuni della provincia di Bolzano sulla gestione dell'attacco di panico in caso di incendio, fui avvicinato da un signore di mezza età per una consulenza psicologica.
Sua figlia, una studentessa diciassettenne, soffriva d'ansia, di paura d'esposizione e di attacchi di panico.
Spesso, durante le interrogazioni scolastiche, aveva delle crisi d'ansia con vampate di calore, tachicardia, eccessiva sudorazione, respiro affannoso fino a veri e propri svenimenti.
Tutta la scuola era allertata e ,ogni qualvolta avveniva la crisi, la ragazza si faceva accompagnare in ospedale o riportare a casa dalla madre. Nonostante le svariate visite mediche e le cure approntate nell'emergenza, l'ansia era sempre elevata e si stava estendendo ad altri settori della vita, come partecipare a delle feste, uscire da sola, guardare gli altri negli occhi, andare a ballare.
Da parte dei genitori come delle compagne di classe c'era un continuo prestare aiuto e un'esagerata attenzione nei riguardi della ragazza. Il tutto, però, non faceva altro che metacomunicare alla studentessa che si era preoccupati per lei e che si aspettavano, da un momento all'altro, il rossore eccessivo in viso, l'attacco di panico o lo svenimento.
Quella volta che la studentessa diventava rosso-peperone, c'era un via vai per i bagni con l'intento di rinfrescare il viso e applicare fazzoletti bagnati, prima che la crisi sfociasse in delle manifestazioni d'ansia più preoccupanti.
Iniziai la terapia utilizzando le nuove strategie terapeutiche e i protocolli di risoluzione atti a questi disturbi. Tali approcci sono stati pubblicati nella letteratura scientifica italiana e mondiale e hanno evidenziato la loro efficacia in tutti quei disturbi che riguardano l'ansia : paure, panico, fobie, ipocondria, ossessioni-compulsioni.
Il caso si risolse in breve tempo e la ragazza fu aiutata non solo a debellare gli attacchi di panico, ma a saper affrontare le molteplici interrogazioni ed esposizioni che avvengono di solito nella vita scolastica. La guarigione fu messa alla prova quando una professoressa, dimostrando una sensibilità da rinoceronte, dopo un'interrogazione andata discretamente le disse:" Vai al posto altrimenti ritorni a farti venire gli svenimenti!". Ricordo che consolai la ragazza chiedendole :" Da quale lager proviene la tua professoressa?".
Come il lettore avrà capito, non potevo permettere che il lavoro terapeutico e lo slancio di guarigione della ragazza potesse essere fermato o vanificato da fattori esterni negativi.
Questo racconto dimostra come si possa guarire dai disturbi dell'ansia. Essa è uno stato emotivo di attivazione fisiologica nei confronti degli eventi della vita. E' considerata come una carica energetica finalizzata al superamento della prova. La sua assenza appiatterebbe le performance, il suo eccesso farebbe decadere la prestazione, mentre una congrua presenza nelle attività della nostra vita ne aumenta l'efficacia.
Le manifestazioni dell'ansia sono: innalzamento della pressione del sangue, battito cardiaco, sudorazione, aumento della respirazione, mani fredde e umide.
E' un sintomo che spinge ben sette milioni e mezzo di italiani ad utilizzare farmaci ansiolitici, e il 75% delle persone a fare delle richieste di intervento terapeutico.
L'ansia patologica, invece, si manifesta:
- Negli attacchi di panico. La persona ha la sensazione di avere un infarto, di poter morire o diventare pazzo. Tenta di combattere il panico, cercando di controllare le proprie reazioni fisiologiche o la paura d'impazzire; spesso contribuisce a mantenerne l'esistenza o ad amplificarlo.
- Nell'ansia generalizzata. Essa è persistente durante la giornata ed invasiva delle azioni e dei comportamenti. La persona si sente di vivere con una camicia grondante ansia.
- Nell'ansia causata da un evento traumatico o da un evento stressante.
- Nelle fobia. Essa limita spesso le prestazioni di una persona, fa evitare luoghi o situazioni che suscitano preoccupazioni e fa sentire la persona incapace ad affrontare le situazioni a tal punto da richiedere l'aiuto e la compagnia altrui.
- Nelle ossessioni -compulsioni. Il soggetto è talmente preso dai suoi pensieri insistenti e disturbanti che ricerca dei rituali o dei comportamenti atti a detendere l'ansia. Solo che, a lungo andare, tutti questi rituali o comportamenti diventano talmente gravosi e sfiancanti da aumentarne lo stress e il senso d'impotenza.
Erroneamente si è pensato che annullando o delimitando le risposte fisiologiche dell'ansia, si potesse curare la persona affetta da fobia, attacchi di panico o paure.
Da qui il continuo ricorso agli psicofarmaci con l'anelito alla guarigione come fatto miracoloso. Purtroppo le paure patologiche dipendono dalla percezione della persona, mentre le risposte fisiologiche sono gli effetti di un processo che parte da una percezione esagerata della realtà e da una risposta emotiva attivata.
Il lettore capirà bene come non intervenendo sul sistema percettivo-reattivo della persona, non la si cura, in realtà, ma le si attutisce solo l'ansia.
Le paure, allora, rimangono intatte e con l'andar del tempo, aumentano di intensità e di quantità, a tal punto da provocare una disistima di sé e una leggera e persistente nebbia depressiva.
Damasio in un articolo pubblicato nella prestigiosa rivista Nature dice:" inibire le reazioni fisiologiche della paura attraverso sedativi o addirittura interventi chirurgici su particolari zone del cervello, è come ingessare completamente una persona e poi sottoporlo a stimoli a lui spaventosi. Egli non potrà reagire ma avrà comunque, forse di più, la percezione della paura, anzi la sua impossibilità di reagire, ne incrementa la sua sensazione di incapacità di gestire tale emozione".
Ma il lettore non deve disperare. Oggi si sono approntate delle strategie per debellare i disturbi dell'ansia. Esse consistono in mirati stratagemmi per aiutare la persona a superare la propria paura utilizzando logiche evolute non usuali, come la logica del paradosso, della contraddizione, della credenza.
Tali modalità terapeutiche portano a dei successi in tempi brevi come da Isak Marks, Barlow, Watzlawick-Nardone.
In genere solo il 5% delle persone che soffrono di paure ed ansia, risolvono il problema da soli, mentre la stragrande maggioranza necessita di cure appropriate e specifiche. Sono persone, infatti, che vorrebbero collaborare per la guarigione, ma hanno una tale paura ad affrontare le proprie difficoltà che facilmente attuano l'evitamento come meccanismo di difesa. Per questo motivo è auspicabile essere aiutati da persone competenti che li sappiano guidare ad affrontare a superare le proprie paure. In caso contrario si rischia di rimanere, per tutta la vita, in balia delle difficoltà. Oggi la percentuale di guarigione, in questo settore, sfiora il 90%.
Dr. Stefano Di Carlo
psicologo-psicoterapeuta
mercoledì 8 aprile 2009
Schizofrenia e Realta'
SCHIZOFRENIA E REALTA'.
La denegazione e l'idealizzazione fusionale dell'Altro.
di Laura Tussi
La schizofrenia è una patologia estremamente complessa.[1]
Da un punto di vista psicanalitico è da considerarsi una malattia reattiva, vale a dire derivata da forti traumi in età neonatale ed infantile.
La schizofrenia è anche una patologia organica, in quanto deriverebbe da una predisposizione biologica ed ereditaria, usando il condizionale perché il cervello è ancora avvolto nel mistero della ricerca medica, sempre meno incentivata e sovvenzionata attualmente, soprattutto in Italia.[2]
Alla base di un disturbo di tipo psicotico, come la schizofrenia, appunto, si pone la relazione dell'individuo con il reale, che per gli schizofrenici è, al contempo, il più grande nemico e l'elemento d'amore necessario alla propria esistenza.
I processi psicanalitici si basano sulla conoscenza dello sviluppo psichico in età infantile, per cui i problemi che si manifestano nell'esistenza, sono conseguenza di traumi subiti o meccanismi irrisolti, in una regressione ad uno stadio infantile.
La schizofrenia può essere definita, appunto, una regressione ad una fase infantile, in cui il super io si determina come psicotico.
Negli schizofrenici la sensazione di vivere separati da tutto il resto del mondo è una condizione frequente e dipende dalle circostanze e dalla pervasività della parte psicotica rispetto a quella sana. La realtà degli eventi si nasconde spesso dietro ad una facciata che mette lo schizofrenico nella posizione e condizione di rimanere solo, diventando, narcisisticamente, il centro di un mondo che egli crea con costante tenacia e in cui, suo malgrado, occupa un posto di rilievo.
Gli schizofrenici sono rinchiusi in un mondo talmente soffocante che arrivano a provare disinteresse per tutto quanto li circonda, occupando tutte le loro energie nello sforzo di non perdersi, in un conflitto infinito, continuo, ciclico e vorticante.
La catastrofe che gli schizofrenici tentano di evitare è la perdita di se stessi.
Le allucinazioni non sono il disturbo alla base della psicosi, ma una specie di condensazione attraverso cui l'io riesce a dare corpo ad una parte delle energie psichiche e libere che lo attaccano. Alla base della schizofrenia è un disastroso rapporto con la realtà, generato anche dall'elaborazione incorretta di stadi remoti dello sviluppo psichico, nella manifestazione di una patologia che risulta un sistema difensivo alienato e incomprensibile.
Vivere in ondate di panico di variabile frequenza e durata, in pene e torture inesprimibili, vivere senza averne un motivo, vivere senza essere…
La schizofrenia è un forte sistema di difesa che nasce da un conflitto, producendo stratagemmi per aggirarlo.
Il conflitto è normalmente interno e scaturisce tra le regole dell'io inconciliabili con le pulsioni dell'es, ma negli psicotici esso viene disinteriorizzato e deriva cioè dall'incompatibilità tra io e realtà esterna.
La follia sarebbe quindi una strategia atta ad evitare un brutale conflitto con una realtà inaccettabile, dove denegare significa assumere un dato, ma senza accettarlo.
Searles descrive, tra il 1956 del 1965, i meccanismi basilari che utilizzano gli psicotici per ingenerare paradossi nell'altro, come scatenare eccitazione sessuale per poi negarla altrettanto subitaneamente, impegnare l'interlocutore su registri interpersonali incompatibili, in cambiamenti repentini dell'umore e dell'affettività.
La modalità con cui lo psicotico riesce a mantenere la natura fusionale della sua relazione con l'altro è strumento di rimozione del panico e dell'angoscia.
Lo schizofrenico attua una strategia di onnipotenza narcisistica per evitare la frustrazione conflittuale, per cui l'oggetto in seno al quale nasce questo conflitto viene svuotato, reso inutile, fagocitato, isolato e posseduto con esclusività.
L'oggetto, l'altro da sé, può divenire così il nemico più temibile in quanto esistente, in quanto incombente e minaccioso, tanto da risucchiare il soggetto al suo interno, nel momento in cui provoca una frustrazione.
Il solo fatto di poter provare un'attrazione irresistibile, un amore viscerale e perverso, verso ciò che può decretare la perdita di se stessi, risulta causa scatenante dell'odio difensivo più acerrimo. L'oggetto è dunque rifiutato, ma è anche indispensabile per l'esistenza psichica, dal momento che prendendo questo oggetto reale, in maniera perversa, lo schizofrenico pretende di avere influenza su tutto il suo agire.
Uno psicotico ha necessità di negare l'autonomia dell'oggetto reale, fino a livelli di fusione con lo stesso, perché una eventuale incongruenza frustrante dimostrerebbe l'impossibilità di poter esistere nel mondo che egli ha sempre creato.
Dunque l'unico modo che si prospetti, nella patologia psicotica, di contrastare la pericolosa attrazione verso l'oggetto reale è l'imposizione di una relazione di seduzione narcisistica, che, a livello psichico e psicogenetico, nello sviluppo psichico del bambino, si riferisce alla fascinazione reciproca nella relazione precoce con la madre e con il padre.
Negli schizofrenici la paradossalità si fonda sull'esistenza di ciò che implica una realtà psichica tra soggetto, oggetto e relazione tra i due.
Il paradosso dimostra che un oggetto reale esiste poiché è capace di lasciare uno spazio vuoto.
Una persona è importante proprio nel momento in cui questa viene a mancare, mentre agli schizofrenici questo meccanismo serve per dimostrare che tale persona esiste.
Essi sentono già la mancanza di colui che vive con loro, così è sicuro che ci sia sempre.
Lo schizofrenico non sopporta l'assenza e la separazione e il suo immaginare l'assenza gli crea una forte angoscia e un profondo sentimento di disperazione acuta.
Per lo schizofrenico la critica e la frustrazione vengono vissute come un attacco totale e radicale, non soltanto alla prestazione particolare, ma all'intero funzionamento del soggetto, che presenta una estrema fragilità e precarietà del senso d'identità nella continua esigenza di conferme, dimostrando un'estrema vulnerabilità alla frustrazione, che può far cadere il soggetto in un baratro di angoscia e in acuti scompensi psichici.
La ricerca della grandiosità attraverso la fusione con un oggetto idealizzato può raggiungere un culmine oltre il quale l'oggetto da idealizzato diviene persecutorio e temibile.
Quindi la paranoia ha una sua iniziale seduzione che è data dalla piacevolezza della grandiosità che si può tramutare in un baratro ostile di angoscia e disperazione.
In condizioni di benessere, lo schizofrenico sente amore per l'altro da sé, per il pari, in un tipo di relazione di scambio paritario, a volte molto creativa e produttiva.
Quando lo psicotico riceve critiche e osservazioni che risuonano soggettivamente frustranti, avverte un attacco alla personale identità, sentendo un senso di frammentazione identitaria interiore e personale che lo fa precipitare in un baratro di angoscia e disperazione acute, a cui tenta di reagire con la ricerca della fusione affettiva e sessuale con figure idealizzate e di riferimento.
In tali condizioni il rapporto con un pari perde di valore, mentre la fusione con un oggetto idealizzato compensa e appaga la svalutazione e la frammentazione identitarie.
Le relazioni che viviamo quotidianamente possono ingenerare reazioni di tipo schizofrenico, quando l'altro si pone in atteggiamenti sconfessanti e atteggiamenti frustranti nei confronti del soggetto.
Il dialogo maturo presuppone l'accoglienza dell'altro, il reciproco riconoscimento e l'interscambio costruttivo di idee, opinioni e punti di vista rispetto agli eventi della realtà.
Accogliere l'altro da sé, presuppone un atteggiamento di dialogo costruttivo che riconosca le diversità e le molteplici e di implicite differenze dell'alterità, dove non occorre dimenticare e denegare in modalità schizofreniche il rifiuto, l'assenza la negazione che l'altro esercita sul soggetto, ma riconoscere le reciproche scelte e posizioni relazionali.
laura tussi <tussi.laura@tiscali.it>
[1] Racamier P.C., Gli schizofrenici, Cortina Raffaello, 1983
[2] Con il contributo di Orlandini A., Prefazione a "Violazioni del setting", Raffaello Cortina, 1999
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