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mercoledì 20 luglio 2016
Cibo e sesso, gli ingredienti giusti di una relazione
domenica 16 marzo 2008
"COME LO FANNO LE RAGAZZE" - INVITO STAMPA
Mercoledì 19 marzo ore 11,00
La S.V.
è invitata alla conferenza stampa di presentazione dell'evento
"COME LO FANNO LE RAGAZZE"
La libertà del corpo femminile dal '68 a oggi
Il progetto prevede uno spettacolo teatrale tratto dal libro di Ilda Bartoloni Come lo fanno le ragazze e due convegni: "La libertà del corpo femminile" e "E se Cenerentola fosse stufa? lavoro- precariato e maternità. "
Interverranno: Alessandra Tibaldi, Assessore alle Pari Opportunità della Regione Lazio
Rosa Rinaldi, Sottosegretaria di Stato al Lavoro
Ilda Bartoloni, autrice del libro "Come lo fanno le ragazze"
Daniela Giordano, regista dello spettacolo "Come lo fanno le ragazze"
Sede della Provincia di Roma- Palazzo Valentini
Sala della Pace
Con gentile preghiera di partecipazione
SVS STAMPA svs.stampa@tiscali.it
giovedì 13 marzo 2008
Etero o gay: il coraggio di mostrarsi. Su Elementononvalido!
ELEMENTO NON VALIDO, riconoscersi in una maglia. ENV continua ad incuriosire, ma per un brand che si riconosce nel pay off ''il rischio di pensare'' non poteva essere altrimenti. Per l'estate 2008 ENV lancia sul mercato le sue 4 linee di jeans e t-shirt: Insight, Mood, Impudence e Worthiness. Piu' un'altra in assoluta ''limited edition''.
Si chiama Kingdom. E' un vero e proprio regno che ha il suo re ''King'' e la sua regina ''Queen''. E la filosofia di ENV vive attraverso loro: due personaggi che diventano icone dei giorni nostri. Personaggi virtuali attraverso i quali le persone possono provare il brivido di mostrarsi. E' gia' stato detto, non tutti possono vestirsi ENV. Chi lo fa deve amare le sfide e accettare il rischio di esporsi, perche' la filosofia del brand vive anche grazie a chi indossa capi ENV. A chi vuole essere un ENV. A chi accetta di vestire con il marchio ENV.
Non tutti i giovani possono dire ''I love Queen'' o ''I love King''. C'e' chi preferisce l'altro. Per questo ENV offre la piu' alta possibilita' di esporsi. Di dichiararsi. Il vero rischio.
Dopo il coraggio in esclusiva mondiale di mostrare, o per qualcuno di ostentare, quanto vale una maglia (linea Worthiness, il prezzo lo scegli tu e lo mostri), ENV sfida ancora ciascuno ad andare oltre. A mostrare chi si ama, chi si e' davvero. Sia Queen o King, sia uomo o donna. Da uomo a uomo, da donna a donna.
Il mirino oggi chiede di credere in quello che indossi.
per maggiori informazioni: www.elementononvalido.com
Mail: ufficiostampa@elementononvalido.com
Skype: env_ufficiostampa
Tel.: 0432 699675
Fax: 0432 294231
martedì 26 febbraio 2008
Umberto Veronesi: diventeremo tutti bisex
Diventeremo tutti bisex. Parola di Umberto Veronesi
Di Emanuela Dolci
Come a voler dire: non ci sono più i maschi e le donne di una volta. Gli uomini, infatti, sono sempre più remissivi. Le donne sempre più combattive soprattutto per conquistarsi un posto in questa società che, nonostante stia diventando sempre più uguale dal punto sessuale, stenta a diventarlo sotto altri aspetti – come il mondo del lavoro, la politica – dove è ancora l'uomo, anche quando non ha i requisiti e le capacità, che la fa da padrone.
Insomma, la parità tanto voluta e desiderata la stiamo raggiungendo sotto l'unico aspetto che forse volevamo restasse invariato. In fondo l'eterosessualità non ci dà fastidio, l'unione tra uomo e donna non dispiace. In fondo le donne gradirebbero maggiore spazio in politica o nel mondo del lavoro dove alcuni ruoli di prestigio sono ancora tabù per l'universo femminile.
E, invece, come se non bastasse arrivano le difficoltà anche in campo sentimentale. Bisogna lottare anche per avere un uomo, un 'vero' uomo. Un tempo quando una donna incontrava una persona interessante si chiedeva: 'ma sarà già impegnato?'. Oggi, triste dirlo ma è così, si chiede 'Ma sarà etero?'.
Per la scienza però è assolutamente positivo. La vita sessuale si evolve, si modifica, si rinnova. E il resto? I figli, la famiglia, i sacrifici insieme alle gioie ed ai piaceri di veder crescere i propri bambini? Che vita hanno in mente queste persone? Di seguito ripubblichiamo l'intervista integrale a Umberto Veronesi.
....Il futuro? È bisessuale. Parola di Umberto Veronesi. Intervistato dal Riformista, l'oncologo ex ministro della Salute immerso nella quiete estiva di Capalbio ha scosso l'atmosfera con una tesi che fa già discutere. La specie umana — dice Veronesi — si va evolvendo verso un «modello unico», le differenze tra uomo e donna si attenuano (l'uomo, non dovendo più lottare come una volta per la sopravvivenza, produce meno ormoni androgeni, la donna, anche lei messa di fronte a nuovi ruoli, meno estrogeni) e gli organi della riproduzione si atrofizzano. Questo, unito al fatto che, tra fecondazione artificiale e clonazione, il sesso non è più l'unica via per procreare, finirà col privare del tutto l'atto sessuale del suo fine riproduttivo. Il sesso resterà — avverte l'oncologo — ma solo come gesto d'affetto, dunque non sarà più così importante se sceglieremo di praticarlo con un partner del nostro stesso sesso.
Insomma, saremo tutti bisessuali? Raggiunto dal Corriere, il professore conferma la previsione: « Avremo uomini meno virili (il processo è già in atto: dal dopoguerra in poi la «vitalità» degli spermatozoi è mediamente calata del 50%) e donne più mascoline. Parità uguale appiattimento? «Al contrario — spiega Chiara Simonelli, sessuologa, docente all'Università La Sapienza di Roma — ciò che prospetta Veronesi è una maggiore libertà, dagli stereotipi e dai pregiudizi. Il fenomeno è appena agli inizi: perché prenda consistenza dovremo aspettare almeno due o tre generazioni».
Una rivoluzione, dunque. Ma biologica o culturale? «Entrambe: i cambiamenti della mentalità e le evoluzioni genetiche sono fenomeni correlati, e si influenzano reciprocamente. Ma si tratta di processi molto lenti». Veronesi ha la vista lunga: la società bisex è ancora lontana. Ma per trovare una civiltà capace di mettere a regime l'amore per entrambi i sessi non serve guardare avanti: nella Grecia classica, radice dell'Occidente di oggi, gli uomini non facevano mistero della passione per i ragazzi. Corsi e ricorsi della storia? «La bisessualità antica — avverte Eva Cantarella, che all'argomento ha dedicato un libro edito da Rizzoli — era molto diversa da quella che intendiamo oggi. Non era la possibilità di scegliere con chi e come avere rapporti sessuali, ma un fenomeno soggetto a regole precise. Era concessa solo agli uomini: un uomo adulto poteva avere rapporti con uno più giovane ma solo mantenendo un ruolo attivo. Raggiunta la maggiore età, gli adolescenti abbandonavano il ruolo passivo». E le donne? «Mogli e madri. L'amore coniugale, che conviveva con quello per altri uomini, era cosa diversa: in greco aveva anche un altro nome, filia, di contro all'eros passionale".
Un amore finalizzato alla procreazione: "A quella dei corpi: quello per i fanciulli, scrive Platone, era più nobile perché volto alla procreazione delle anime". E qui torniamo a Veronesi e al sesso come gesto d'affetto e non mezzo per far progredire la specie. Un valore positivo che non mette tutti d'accordo: "La scissione della riproduzione dalla sessualità e dal nucleo familiare — dice Fiorenzo Facchini, antropologo dell'ateneo di Bologna — non può essere vista come un vantaggio per la specie umana. La riproduzione per l'uomo non è solo incontro tra gameti, implica rapporti tra due persone. È la naturale condizione umana a richiederlo. In un momento in cui la natura viene giustamente rimessa al centro dell'attenzione appare strana e del tutto stonata una prospettiva biotecnologica che ne usurpa le funzioni". Dunque nessun "prezzo da pagare" all'evoluzione naturale della specie? "Riguardo alla previsione di livellamento degli interessi dei due sessi e di attenuazione della sessualità nel suo significato antropologico — conclude Facchini — ritengo che l'orientamento sessuale sia definito sul piano biologico della specie e non possa essere messo da parte".
domenica 21 gennaio 2007
Sessualità e sensualità
Due parole simili, spesso confuse fra di loro.
La distinzione, invece, è importante anche se trascurata.
Sessualità e sensualità sono elementi complementari che non hanno un confine netto. Una riprova l'abbiamo dalle radici etimologica che, nonostante la somiglianza tra le parole, hanno origini diverse.
Sessualità viene da "sexus", dal latino "sectere o secare", che significa dividere.
Il riferimento è alla distinzione tra i generi, maschile e femminile, e alla sua funzione: la riproduzione della specie. Sensualità, invece, deriva da "sensus" e dal verbo "sentire", inteso come percezione degli stimoli da parte degli organi di senso.
La sessualità ha il suo centro nei genitali, tende a "con-penetrare" e si manifesta come "tensione" tra due persone, è finalizzata all'orgasmo e alla procreazione, per questo contiene anche elementi aggressivi, di affermazione del sé.
La sensualità ha caratteristiche opposte: "avvolgente", rende disponibili e aperti, pronti ad accogliere l'altro.
Pur preparando l'atto sessuale non sempre ha questo scopo, piuttosto amalgama, unisce, stabilisce compatibilità, crea confidenza e fiducia.
La sensualità è indispensabile per conoscere e colmare le differenze materiali e spirituali, ma anche a indirizzare gli stimoli presenti nel rapporto.
La sessualità interviene quando questo processo è maturato incanalando il piacere verso la soddisfazione genitale.
La repressione dei desideri sessuali, che ha caratterizzato la costruzione della società, oltre a colpevolizzare le relazioni sessuali improprie, ha finito anche col punire l'eccessiva propensione a comunicare attraverso i sensi.
Per questo guardarsi intensamente negli occhi, toccare, odorare o addirittura gustare un'altra persona è molto difficile o pericoloso, a meno che non si faccia con un partner scelto. I limiti imposti dalla cultura sessuorepressiva hanno pesato anche sulla sensualità degli individui, togliendo un potenziale di contatto e scambio tra le persone ben più affidabile e attraente di quello basato sulle parole.
Con il progredire di una certa libertà nei costumi, oggi stiamo assistendo a una rivalutazione della sessualità e delle sue manifestazioni, ma se non si pone l'accento sull'elemento di mediazione offerto della sensualità il risultato che otterremo non ci soddisferà.
Il fraintendimento tra i due termini è complice di questo stato di cose.
Oggi tutti vogliono conquistare più libertà, ma limitandosi all'aspetto sessuale, rischiano di svuotare i rapporti del loro collante naturale, che sta proprio nel rivalutare la sensualità.
Un fatto che non consente di creare sintonie e simpatie affettive ed effettive tra le persone. L'idea astratta della mente di una maggiore libertà sessuale, se manca la predisposizione dei sensi, rischia di risolversi in una falsa conquista.
Di Francesco Aleo
Fonte: http://www.lifegate.it/
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