ORGASM DAY & SEX TOYS: AGLI ITALIANI A LETTO PIACE GIOCARE! |
7 italiani su 10 hanno usato un sex toy almeno una volta.
Il 19% ne fa uso regolare. Di questi l’87% è composto da donne, a cui piace giocare soprattutto da sole! |
Il sesso ricopre un ruolo sempre più importante nelle relazioni moderne. Magazine e programmi televisivi ci invitano a farlo sempre di più e sempre più spesso, a variare, a sperimentare. Da soli e in coppia. E se mettiamo che sabato 21 dicembre è il World Orgasm Day, ecco allora che i sex toys diventano il migliore alleato degli amanti curiosi che vogliono raggiungere nuove vette di piacere.
Ma qual è l’effettivo utilizzo dei sex toys in Italia? Siamo un paese disinibito oppure esistono ancora tabù e preconcetti? Gleeden, il sito per gli incontri extra-coniugali più cliccato d’Europa, ha voluto verificarlo e ha condotto un'indagine tra i suoi utenti italiani* per scoprire quanto, come e chi usa questi “giocattoli” speciali. D’altronde, chi meglio delle coppie infedeli può dare uno spaccato fedele della situazione?
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LE DONNE SONO LE PIÙ "GIOCOSE"
Dallo studio di Gleeden emerge che il 71% degli infedeli italiani ha utilizzato i sex toys almeno una volta nella vita. Un 19% ammette di farne un uso regolare, mentre solo il 10% confessa di non averli mai provati.
Tra gli infedeli più giocosi, il 87% è composto dalle donne, contro un 23% di uomini. Per questi ultimi, il sex toy è sempre un gioco da fare in due, mentre le signore non si fanno troppi problemi a usarli anche da sole!
Tornando invece a quel 10% di contrari, è interessante notare come il 96% di coloro che afferma di non averne mai fatto uso è composto da… uomini! Insomma, i maschi italiani rimangono sul tradizionale, soprattutto quando sono da soli!
Sex Toys: a letto ti piace giocare?
Hai mai fatto uso di Sex Toys?
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CON CHI SI UTILIZZANO DI PIÙ I SEX TOYS?
Secondo l’indagine di Gleeden, In Italia la maggior parte degli utilizzatori di sex toys preferisce giocare da solo (68%). In particolare le donne, le più propense a regalarsi pause di piacere con i loro giocattoli preferiti. Tuttavia, un buon 29% non disdegna il gioco di squadra e introduce volentieri un sex toy nei propri incontri con l’amante. In questo caso abbiamo una parità quasi assoluta tra uomini e donne, che si rivelano parimenti disinibiti e giocosi quando sono con il loro compagno di giochi segreto.
Come volevasi dimostrare, con i coniugi o i partner ufficiali ci si attiene invece a un sesso più convenzionale. Solo il 3% ammette di averli portati anche nel talamo nuziale, e di questi il 77% sono uomini. Chissà perché poi finiscono per farsi l’amante…
Sex Toys: con chi ti piace giocare?
In quale contesto preferisci usare di più un Sex Toy?
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CHI COMPRA I SEX TOYS?
Secondo ricerche di settore**, oggi gli acquirenti di sex toys sono sia uomini che donne, in pari misura. L’80% dei sex toys sono venduti a persone dai 30 ai 50 anni, mentre i young adults dai 25 ai 30 anni paradossalmente sembrano più timidi, e rappresentano solo il 15% del mercato.
Se il buon vecchio sexy shop non passa mai di moda, in realtà i sex toys vengono acquistati quasi esclusivamente online: si va su un sito specializzato, si effettua l'ordine, lo si riceve in un pacchetto discreto e nessuno lo scopre.
Per quanto riguarda le tipologie più vendute, tra le donne vanno per la maggiore i simulatori di sesso orale e i vibratori con stimolazione vaginale e clitoridea; tra gli uomini, i masturbatori in lattice che simulano la forma dell’ano, della bocca o della vagina, e gli stimolatori anali.
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*Sondaggio online condotto su Gleeden.com dal 1 al 10 dicembre 2019 su un campione di 5.032 italiani iscritti al sito.
**Dati forniti in esclusiva a Gleeden da > https://tusjuguetessexuales. |
A proposito di Gleeden
Fondato nel dicembre 2009, Gleeden.com è il pioniere e il punto di riferimento degli incontri extraconiugali in Italia e in Europa. Le persone sposate (o in coppia) non hanno più bisogno di mentire riguardo il proprio status matrimoniale per fare nuovi incontri e possono finalmente concretizzare il loro desiderio di avventure extraconiugali su una piattaforma sicura e anonima.
Gleeden rappresenta oggi una community di oltre 6.2 milioni di iscritti nel mondo. Pensato da un team 100% al femminile e animato da una folta cerchia di esperti (scrittori, sociologi, psicologi, coach...), Gleeden è il sito dove le donne conducono il gioco. |
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mercoledì 18 dicembre 2019
World Orgasm Day: gli italiani e i sex toys, ecco a chi piace giocare
sabato 14 dicembre 2019
Nuovo sondaggio da JOYclub: 7 donne su 10 fingono l’orgasmo, mentre gli uomini soffrono lo “stress da orgasmo”
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www.CorrieredelWeb.it
domenica 11 novembre 2018
I disoccupati hanno una vita sessuale migliore. Ricerca Ipsos per la Fondazione Pro - per il benessere maschile
lavora
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pensionati
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altro, non lavora
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Molto
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23%
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17%
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30%
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Abbastanza
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57%
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51%
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39%
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Poco
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15%
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28%
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23%
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Per nulla
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5%
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4%
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6%
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Preferisco non rispondere
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0%
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1%
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1%
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venerdì 25 maggio 2018
Ragazza scopre il suo ex su Tinder e lo uccide.
SULLO SFONDO DELL'OMICIDIO DI UN RAGAZZO
ITALIANO PUGNALATO A MORTE, DOPO IL CROLLO DI FACEBOOK È ANCHE TINDER A PERDERE COLPI. È invece boom per i siti di nicchia come Aristofonte.com dove i profili sono selezionati in base a criteri ben precisi: a preferirlo tanti uomini di successo, professionisti ed imprenditori, così come anche un crescente numero di giovanissime alla ricerca di esperienza e sicurezza. |
Scopre su Tinder l'ex ragazzo e lo uccide. È successo pochi mesi fa a Londra ed ora la chat di incontri perde ancora più colpi. Ad essere stata travolta dalla gelosia è una commessa inglese che non ha proprio gradito il fatto che l'ex ragazzo avesse potuto utilizzare Tinder per conoscere altre donne.
La vittima è un ragazzo italiano. L'omicidio è avvenuto 5 mesi dopo la fine della loro storia d'amore. La donna è uscita di nascosto dalla finestra di casa sua alle 6 del mattino, ha preso un taxi per andare a casa del fidanzato a Canning Town, nella zona est di Londra, e lo ha pugnalato a morte inferendogli 36 colpi. Con omicidio o senza, il fatto è che Tinder sta crollando. In Italia su questa chat ci sono pochissimi utenti attivi ed ormai non si riesce ad incontrare più nessuno. Ma anche Facebook sta perdendo il favore dell'utenza: solo il 30% degli iscritti ha postato nuovi contenuti in questi primi mesi del 2018. Grazie invece ad una severa selezione all'ingresso e ad una quota d'iscrizione per gli uomini, l'esatto contrario rispetto ai social network più importanti, sul sito d'incontri Aristofonte.com vi è oggi un boom di iscrizioni. Rivolto principalmente alle donne che prediligono gli uomini più grandi di loro, Aristofonte.com mantiene così un buon interesse della maggior parte delle giovani italiane. Sono proprio le più giovani ad essere attratte dai siti consentono di trovare esperienza e sicurezza e di relazionarsi quasi subito nella vita reale. «Una volta erano gli uomini più grandi a preferire le ragazze più giovani, oggi sono proprio le donne più giovani a scegliere uomini molto più grandi di loro per una storia d'amore o per un'avventura» commentano i responsabili di Aristofonte.com. Se per caso lui ha una famiglia alle spalle con una relazione naufragata l'impresa di un rapporto d'amore vale la spesa e se poi invece lui è uno scapolone il gioco diventa più facile, anche perché, maturo fa rima con saggezza. «L'uomo maturo è più raffinato, ha viaggiato, è più colto e più istruito e può parlare con te di diversi argomenti. L'uomo maturo dà sicurezza, nella maggior parte dei casi ha una posizione economica solida, è propenso ai viaggi, ai regali e il weekend è quasi un obbligo. I miei coetanei, invece, sono interessati solo al calcio, alla televisione e ai videogiochi» racconta un'iscritta al portale. |
www.CorrieredelWeb.it
venerdì 12 gennaio 2018
Amanti online. L'infedeltà online diventa uno status symbol
La crescita dei portali di incontri in rete per persone sposate negli ultimi anni è stata inarrestabile nel, con una media di 5 mila nuovi iscritti ogni mese.
Anche solo una volta, fosse anche solo per curiosità, il brivido della scappatella online è il nuovo «must» del III Millennio.
Lo sostiene per esempio Incontri-ExtraConiugali.com, il portale dedicato a chi cerca un'avventura al di fuori del matrimonio o della coppia, secondo il quale oggi l'infedeltà è diventata uno «status symbol», con la maggiore comodità rispetto al passato di potere scegliere l'amante con un clic, in tutta sicurezza e senza rischi.
I dati raccolti da portale mettono in evidenza che la crescita dei portali di incontri per persone sposate è decollata definitivamente nel 2014, con una media di 5 mila nuovi iscritti ogni mese. Un fenomeno ancora in espansione nel 2015, anno in cui la ricerca di un'amante online raggiungerà il suo picco massimo dall'introduzione di questa nuova modalità di incontro online.
«La maggiore sicurezza è uno dei vantaggi che hanno contribuito al successo dei portali di incontri per persone sposate, ma è anche stata determinante la velocità» - commenta Alex Fantini, ideatore del portale Incontri-ExtraConiugali.com.
E sì, perché online è tutto più veloce, si evitano alcune tappe obbligatorie del tradimento tradizionale e, soprattutto, non si rischia di ritrovarsi coinvolti in appuntamenti al buio, perché su siti come di incontri online si possono consultare in anticipo i diversi profili degli uomini e donne disponibili senza perdere tutto il fascino della trasgressione. «Se oggi l'amante anche solo di una notte si conquista con un semplice clic, sui di incontri extraconiugali non mancano certo attesa, brivido e mistero» puntualizza Alex Fantini.
Su Internet è possibile avere molte occasioni di socializzazione, rimanendo comodamente seduti alla propria scrivania. Con i ritmi lavorativi di oggi e la vita frenetica alla quale siamo abituati a volte è difficile dedicarsi al partner, ma molto più facile è iscriversi a un sito per tradimenti e trovare in pochi click l'amante ideale.
Per tradire vostra moglie o vostro marito in tutta sicurezza, insomma, basta andare sui siti di incontri online oppure optare per l'applicazione da scaricare sul telefonino o sul tablet che, grazie a un rilevatore di distanza, consente perfino di identificare l'amante ideale più vicino a voi, facendovi risparmiare tempo e fatica.
Seppure «status symbol», tuttavia, vi è qualcosa che rimane essenziale nelle relazioni extraconiugali: la discrezione. «Queste non sono dunque relazioni di cui ci si possa vantare proprio con tutti: bisogna invece ostentarle con moderazione» suggerisce l'ideatore di Incontri-ExtraConiugali.com.
Uno status symbol sì, ma discreto, da sfoggiare con parsimonia.
domenica 29 ottobre 2017
Sesso e disabilità. Arriva il calendario Codacons 2018 dedicato ai diritti sessuali dei disabili
giovedì 28 settembre 2017
Sesso: problemi per un italiano su cinque. Primo rapporto dopo i 25 anni per il 6%
mercoledì 10 maggio 2017
Geografia del sesso: più fantasiosi al Nord, più intraprendenti al Sud
Gli uomini e donne della Lombardia, del Piemonte e dell'Emilia Romagna amano fare sesso in luoghi insoliti, come in treno, in spiaggia o al cinema. Se infatti a livello nazionale è mediamente una persona su tre (28%) ad avere una preferenza per "farlo strano", in Lombardia il 48% del campione ha dichiarato di gradire fare l'amore in luoghi inconsueti e in situazioni impreviste e la percentuale rimane alta anche in Piemonte (46%) ed in Emilia Romagna (45%).
In queste tre regioni, inoltre, le donne sono più fantasiose. «Nel Nord Italia le donne amano trasgredire, ma vogliono compagni che sanno ciò che vogliono» commenta Giuseppe Gambardella, ideatore di SpeedDate.it e quindi portavoce del più importante sito di incontri reali in Italia.
Ma è al Centro e Sud che gli italiani sono più osé ed intraprendenti. Lazio, Campania e Sicilia sono infatti, secondo il sondaggio di SpeedDate.it, le regioni dove gli uomini sono più disinibiti e le donne amano maggiormente prendere l'iniziativa.
I dati rivelano infatti che le più "impetuose" sono le donne del Centro-Sud: il 63% delle donne del Lazio, con Roma (68%) in testa, preferisce prendere l'iniziativa, seguite dalle donne della Campania (59%), con Napoli in testa (62%) e da quelle della Sicilia (56%), con Catania (62%) e Palermo (57%) in testa.
«Ma sia al Nord che al Centro ed al Sud d'Italia la sfera femminile chiede soprattutto uomini veri che dopo chiacchiere e tenerezze, passino alle vie di fatto» aggiunge Roberto Sberna, direttore generale di SpeedDate.it e di SpeedVacanze.it, portale quest'ultimo che per primo ha introdotto in Italia l'esclusiva formula dei viaggi e delle crociere di gruppo per single.
Il mondo femminile si dimostra più intraprendente e fantasioso. Ma non in Sardegna, dove le donne preferiscono le modalità tradizionali: solo il 22% ama prendere l'iniziativa e solo il 17% ha fantasie di fare l'amore in luoghi inconsueti. Cagliari fa però eccezione: qui le donne amano fare sesso in luoghi insoliti (43%) e in primo luogo in spiaggia (73%).
Questi i dati emersi dal sondaggio realizzato da SpeedDate.it su un campione di 5 mila persone di età compresa tra i 18 ed i 40 anni, che rivela altre curiosità piccanti: anche alle palermitane (83%) piace «farlo» in spiaggia. Dallo studio emerge dunque che praticare il sesso all'aperto oggi non è più un tabù ma, al contrario, un modo per rendere più intrigante il rapporto di coppia.
In quanto al modello maschile, un po' lungo tutta la Penisola l'uomo ideale deve avere un gran senso dell'umorismo ed essere in grado quantomeno di assecondare la donna nell'inventare sempre nuove situazioni. È quello che il gentil sesso si aspetta dal maschio italico.
Ogni zona d'Italia evidenzia un tipo di esigenza diversa sia da parte della sfera femminile che da quella maschile. Ma in generale, indipendentemente dal contesto geografico, gli uomini si dimostrano decisamente attratti da situazioni particolari e sono alla ricerca di qualcosa di spinto nella sfera sessuale.
Con una percentuale simile lungo tutta la Penisola (48%), gli uomini vorrebbero fare l'amore più spesso, con una propensione alle posizioni strane e ai luoghi non convenzionali.
venerdì 10 luglio 2015
Amore su Internet: la tecnologia cambia la vita
mercoledì 21 marzo 2012
Gli incontri si fanno sempre più online
Sarà la mancanza di tempo libero causato da una vita frenetica ma anche una buona dose di esibizionismo a spingerci a cercare e farci cercare nella reti delle rete.
Ma cosa cercano gli italiani su internet?
Una nicchia molto ricercata è dedicata agli incontri extraconiugali ed ai tradimenti on line.
Un'altra nicchia molto ricercata è dedicata agli incontri con le donne cougar, donne sopra i 40 ma molto attive e desiderose di vivere una seconda giovinezza con partner più giovani di loro.
Altri siti sono dedicati agli incontri per adulti, più generalisti ma non per questo meno performanti.
Navigando in rete, però, abbiamo trovato tantissime altre nicchie di incontri.
mercoledì 11 maggio 2011
La chimica dell’amore
Gli ormoni sessuali giocano un ruolo fondamentale nel desiderio, quando scendono al di sotto di un soglia anche il desiderio decresce e, in alcuni casi, scompare. Ovviamente è utile precisare che il desiderio sessuale è una faccenda a parte rispetto alla scelte sessuali: gli omosessuali, ad esempio, hanno i medesimi meccanismi di attivazione del desiderio, la differenza sta nella scelta diversa dell’oggetto a cui rivolgere le proprie attenzioni.
Continua a leggere La chimica dell'amore su BenessereVillage.it
giovedì 3 marzo 2011
Tra tanti annunci di incontri
giovedì 20 gennaio 2011
Sesso in gravidanza!
La gravidanza non è un ostacolo per l’attività sessuale; nonostante questo bisogna tenere in considerazione che nell’arco dei nove mesi le dinamiche di coppia si modificano e a volte possono influenzare significativamente la sessualità.
In alcune coppie, dopo la notizia della gravidanza, si interrompono i rapporti sessuali per molto tempo. La paura ricorrente riguarda soprattutto i padri, che temono di compromettere il feto. In realtà il feto è ben protetto perché è contenuto nel sacco amniotico, accuratamente isolato con un tappo mucoso. La penetrazione, quindi, non apporta alcun danno in quanto non viene in contatto col feto. Alcuni ricercatori hanno affermato che fare sesso, soprattutto durante gli ultimi mesi di gravidanza, può avere effetti positivi sul collo dell’utero, anch’esso protetto da mucosa ed impermeabile agli spermatozoi.
Continua a leggere Sesso in gravidanza! su BenessereVillage.it
venerdì 22 ottobre 2010
Gossip e lo Shopping in Saldo? Eccitanti come fare Sesso
Continua a leggere Gossip e lo Shopping in Saldo? Eccitanti come fare Sesso su Gocce di Sesso
venerdì 6 agosto 2010
Come la ragazza 23enne fare sesso attraverso facebook
domenica 30 novembre 2008
Sessismo in filosofia. di Laura Tussi
IL SESSISMO IN FILOSOFIA
La subordinazione delle differenze.
"La diversità è la base su cui si costruisce la vera uguaglianza".
Moni Ovadia.
La filosofia veicola contenuti sessisti più di ogni altra disciplina. 1Una semplice strategia critica può solo scalfirne la superficie concettuale senza intaccarne però il nucleo valoriale perché il costrutto androcentrico della filosofia risulta talmente sedimentato da non esserne minimamente intaccato.
Il carattere patriarcale dell'impianto filosofico deve essere constatato e segnalato da un nuovo smascheramento critico, da una strategia operativa, in quanto corrisponde ai principi elementari di correttezza, in senso antidiscriminatorio, come deve implicare la strategia educativa di una società democratica. Dunque il silenzio rispetto al modello patriarcale soprattutto nella filosofia si estende al patriarcalismo nell'intera tradizione, in quanto la cultura misogina viene tramandata complessivamente, opponendosi così ai presunti ideali egualitari della società democratica.
Dunque la discriminazione sessista e la misoginia risultano un modello interpretativo marginale che non confuta la validità universale della disciplina filosofica.
La supposizione che Heidegger con il proprio pensiero abbia sostenuto l'ideologia nazista, infastidisce la comunità intellettuale contemporanea, ma invece la certezza che la filosofia tradizionale sia sessista, ossia discriminatoria nei confronti dell'universo femminile, suscita solo una indulgenza divertita.
Per questo le filosofie femministe contemporanee si adoperano per smascherare la complicità misogina e discriminatoria supportata da tale indulgenza.
La problematica principale consiste nel comprendere la motivazione per cui la filosofia contemporanea e l'editoria scolastica continuino a nascondere gli aspetti palesi di tale sessismo discriminatorio. Comunque non si eliminano la misoginia e il sessismo censurando i passi o i testi filosofici dove essi appaiono più espliciti, ma rivelando la loro presenza nella teoria disciplinare. Finché si tace sul fenomeno sessista e se ne cancella la realtà, diventa molto difficile la sua eliminazione.
Le studiose femministe decostruiscono i testi filosofici per dimostrare come la concezione fallologocentrica non rappresenta un aspetto irrilevante, ma è fondante dell'assetto strutturale ed epistemico della disciplina che si moltiplica negli snodi della teoria.
Per esempio della dottrina politica di Aristotele in un manuale tradizionale è esposta la celebre definizione per cui l'uomo è un animale fornito di logos e dunque un animale politico, quindi con una duplice funzione di "cittadino" nella polis e "padrone", in ambito domestico, della moglie e degli schiavi. Questa affermazione risulta chiosata con l'esplicitazione che lo schiavismo e la subordinazione delle donne erano costumi normali.
La decostruzione femminista tende a riflettere la dicotomia tra sfera politica e sfera domestica. Queste affermazioni concettuali segnalano che la filosofia politica risulta costruita su fondamenti logici da cui le donne sono strutturalmente assenti e escluse. Quando la filosofia ripensa la politica questo fondamento concettuale rimane sintomaticamente identico.
Anche Hobbes e Locke, conclamati fondatori dello stato moderno e del teorema dell'uguaglianza, comunque non contemplano le donne fra coloro che suggellano il patto sociale. Nella prima prospettiva aristotelica la subordinazione della donna sembra dovuta ad un inevitabile ritardo della storia, come se, ammesse a pieno titolo anche le donne nella definizione di "animale razionale", il difetto risulterebbe superato, ma questo presupposto è falso dal momento che la moderna inclusione delle donne nello statuto libero e razionale del soggetto, non elimina la dicotomia tra una sfera pubblica, pensata come innaturalmente maschile, e una sfera domestica, pensata invece come inevitabilmente femminile. Il legame tra l'universalizzazione della sostanza maschile dell'uomo e del soggetto e la dualità dicotomica tra pubblico e privato risulta strettissimo e coerente, perché risulta incluso in un sistema con risvolti fallocentrici che ne costituiscono l'essenza. La seconda prospettiva filosofica (Hobbes e Locke) focalizza la questione della differenza sessuale, assumendola come criterio della decostruzione delle discipline filosofiche. Dunque la questione della differenza sessuale e di genere orienta lo stesso orizzonte di fondazione di queste teorie, in una posizione non oggettiva e universale come quella tradizionale, ma con una prospettiva dichiaratamente parziale.
La categoria di differenza sessuale mette in evidenza la dualità dei sessi e che nessuno dei due sessi può ignorare la sua parzialità spacciandosi e contrabbandandosi per l'intera specie umana. Per il mondo maschile questo implica la rinuncia al privilegio della tradizionale universalità attribuita al proprio sesso e quindi il reidentificarsi, come parziali e impossibilitati a rappresentare l'intera specie umana e a riconoscersi in essa.
La differenza sessuale implica che originariamente non sussista l'uno, ma il due, ossia i due sessi, e il differire, la differenza tra i due sessi, senza che nessuno dei due sessi costituisca il prototipo originale da cui l'altro sesso differisce. Invece il termine Uomo ritaglia un'orizzonte simbolico in cui il prototipo dell'umanità è maschile. In questa modalità il mondo femminile può rientrare nel concetto "umanità" nella misura in cui differisce dal prototipo come una specificazione interna. Di conseguenza, la differenza non risulta più costitutiva di entrambi i sessi, ma diviene una differenza specificante, derivata, secondaria, in quanto il maschile della specie umana risulta universale, perché indica entrambi i sessi, mentre il sesso femminile ne risulta una sottospecie.
La filosofia opera per una costruzione oggettiva e veritiera della valenza universale del termine Uomo, basandosi su un pensiero che indaga l'entità dell'uomo, definendone la natura. Il termine uomo tende ad essere sostituito con termini astratti come soggetto, individuo, persona la cui stessa astrazione ne rafforza la valenza universale, ma non ne smentisce l'essenza maschile. Sotto queste maschere terminologiche sussiste sempre il prototipo originale che assolutizza i due sessi e si ostina a pensare la differenza sessuale come sottospecificazione piuttosto che differenza, in un'etica virile ed invasiva, presentandosi come universale. Questi sintomi evidenti segnalano il fondamento sessista di tale pretesa universalità. La relazione gerarchica tra ragione e passione risulta valida sia per il soggetto maschile sia per il suo rapporto con l'altro sesso, per cui la rappresentazione femminile, quale soggettività umana incompiuta, la inserisce al livello alogico della passione. Di conseguenza se il soggetto maschile costituisce il versante etico sul proprio autodisciplinamento riesce a inserire in questo quadro valoriale il ruolo subordinato del sesso opposto. Focault sostiene così che subentra 2"una morale virile, in cui le donne non entrano che a titolo di oggetti o al massimo di partner che è opportuno formare, educare e sorvegliare". In questo modo l'etica legittima i consueti stereotipi del maschile e del femminile. La questione fondamentale è filosofica e coincide con la scelta fra il contraccambiare per universale una prospettiva maschile o decidersi a segnalare tale discriminazione, in quanto la scuola è tenuta a formare e non a conformare. La tradizione dell'universalismo androcentrico e fallocentrico trasmette una modalità culturale dove l'"altro", non solo l'altro sesso, ma qualsiasi "altro", viene impostato gerarchicamente in un ruolo inferiore.
Il modello androcentrico è sessista e razzista perché si pretende universale, in quanto discrimina ogni differenza culturale, etnica e sociale.
Infatti l'individuo, il soggetto Uomo è maschio, ma anche bianco e ricco di risorse e tende a giudicare e misurare gli altri popoli e le altre culture come differenza in ritardo, in errore e nell'incompletezza in rapporto ai valori universali dell'Occidente. La tradizione filosofica che crede il primato dell'uno rispetto alle differenze non è imparziale perché non concede spazio all'alterità. L'atteggiamento ovvio e scontato del patriarcalismo consiste nell'estendere agli altri il proprio modello, inglobando e uniformando ad esso, rinunciando alla differenza, per cui il dissimile deve assimilarsi. Infatti l'attuale fenomeno della globalizzazione appartiene a questa logica. Naturalmente la storia della filosofia comporta anche razzismi palesi, come il mito del buon selvaggio, ma più ardua risulta l'operazione di esplicitare il connubio tra razzismi palesi e il sistema di pensiero che ne legittima la produzione.
Il sistema filosofico sessista ha matrice nel modello dicotomico strutturato su serialità gerarchiche e oppositive, che non prevedono semplicemente due poli paralleli ed equamente classificati, ma presuppongono la centralità del polo positivo opponendogli una negatività, per cui ogni opposizione risulta una subordinazione. Con la definizione di uomo maschio, adulto e libero, seguono logicamente una serie di opposizioni come maschio/donna, adulto/minore, libero/schiavo, nello stesso identico sistema in cui si iscrivono tutte le serie di opposizioni gerarchiche e di conseguenza discriminatorie note alla storia quali ricco/povero, bianco/nero, civilizzato/primitivo, industrializzato/arretrato, eterosessuale/ omosessuale sino a giungere al delirante ariano/ebreo. Si tratta di opposizioni dicotomiche duali, che confermano l'idea della logica principale di tale economia binaria che si fonda e si basa precipuamente sulla differenza sessuale come fattore primario della dualità che sussiste nell'umanità, nella specie umana. La serie di opposizioni gerarchiche coincide sempre nello stesso cardine, ossia l'assunzione della differenza sessuale come dicotomia oppositiva e gerarchica. L'elemento maschile funge da soggetto strutturante e sovrano.
La differenza sessuale presenta una dimensione trasversale rispetto a questo sistema gerarchizzante e dicotomico. Infatti il sessismo è un fenomeno presente sia nei termini oppositivi che rappresentano il polo subordinante sia nel polo subordinato di tali opposizioni razziste. Per esempio, la dicotomia eterosessuale/omosessuale presenta il primo termine contenente infatti la modalità patriarcale che subordina il femminile, mentre il secondo termine "omosessuale", appunto, raggruppa gli uomini e le donne che derivano dal modello patriarcale. Tutto appunto dipende da un significato di differenza sessuale e da una categoria di differenza interpretata come inferiorità e tradotta come discriminazione. Ma il superamento delle forme discriminatorie è attribuito al valore dell'uguaglianza come ideale e eliminazione di ogni differenza e non come base su cui impostare e legittimare la differenza, come il principio ispiratore di una nuova società non più sessista e razzista. Il principio di uguaglianza e l'ordine sociale e culturale che si ispira ad esso sembrano suffragare atteggiamenti di sessismo e razzismo.
In virtù del modello egualitario il sessismo e il razzismo si rivelano tali.
I valori e gli ideali antidiscriminatori del mondo attuale sembra che funzionino da criterio per leggere il carattere discriminatorio della tradizione.
L'ordine fallogocentrico della tradizione si rivela, osservando la prospettiva del principio egualitario, che non è il frutto di un'analisi teorica che rappresenta una struttura sociale veramente egualitaria. Il principio di eguaglianza risulta solamente elaborato dalla teoria e non coincide con una società di uguali diritti nella pratica, alimentando il divario tra uguaglianza sostanziale e formale. Il modello egualitario dichiara annullate le differenze tra uomini, ma non supera le discriminazioni della differenza sessuale. Dunque il principio di uguaglianza risulta rivoluzionario per le differenze degli uomini, ma è estremamente conservatore per il mondo femminile. Il principio di uguaglianza risulta rivoluzionario perché supera il sistema predominante basato su differenze di diritto, doveri e poteri, mentre si rivela conservatore perché non intacca l'antica distinzione, presente nella politica di Aristotele, fra una sfera pubblica, naturalmente concessa agli uomini e una sfera domestica destinata alle donne. La problematica dei diritti politici coinvolge anche la questione dei diritti sociali e civili, in una logica che travalica un vecchio ordine politico basato sulle differenze tra uomini, con un nuovo sistema politico incentrato sull' uguaglianza tra uomini, rivolgendosi però agli uomini intesi come maschi, in quanto l'ipotesi teorica che stabilisce il principio di eguaglianza risulta attribuita a essere umani di sesso maschile.
L'integrazione delle differenze
Riconoscere la soggettività della donna corrisponde a riconoscere anche la differenza: la pari dignità non viene stabilita sulla base di una omogeneizzazione dei due sessi, ma sulla identificazione della differenza come valore. Non si vuole qui fare l'elogio del pensiero della differenza sessuale (che è comunque un momento alto della partecipazione femminile all'elaborazione culturale), ma sottolineare ancora una volta che la rilevazione della differenza sessuale come positività dà diritto di cittadinanza culturale a tutte le altre differenze (etnica, culturale appunto, ma anche di età, di salute, di stato sociale ecc.). Ciò sembra importante soprattutto in un momento in cui le differenze etniche-culturali stanno spaccando nazioni, anche da lungo tempo costruite sull'unione di etnie diverse, in tanti piccoli satelliti.
Rimane certamente un problema quello delle varie forme di discriminazione e di violenza sulle donne e sulle bambine. Una questione grave è il precariato sul lavoro, il cosiddetto mobbing e la precedenza data al licenziamento, o alla messa in cassa integrazione, delle donne nelle situazioni di chiusura totale o di de-localizzazione delle aziende. Legati al fenomeno dell'immigrazione ci sono i problemi dello sfruttamento e del traffico di donne. Di crescente rilievo sociale, giuridico e morale è la piaga culturale che riguarda quelle donne immigrate le quali, lavorando in particolare quali badanti o infermiere nelle nostre case e nei nostri ospedali, fanno partecipi le nostre famiglie dello stato di disagio in cui si trovano le loro stesse famiglie rimaste nei paesi di provenienza: prive di madri, figlie, sorelle… La sfida del ricongiungimento del nucleo familiare ci coinvolge nel nostro più intimo vissuto quotidiano.
Partire dai diritti umani delle donne e delle bambine porta a considerare con mente nuova la pratica della socialità, della politica, dell'economia, dell'educare e del formare per un avvenire globale completo. Alla fine non può non scattare una più avvertita consapevolezza del valore della centralità della famiglia, del rilievo e della irrinunciabilità degli essenziali servizi sociali, della necessità di politiche pubbliche sostanziate di adeguate risorse.
E' stato grande l'apporto femminile nella crescita globale dell'attenzione e responsabilizzazione verso i soggetti più deboli (bambini, anziani, handicappati) che, essendo un tempo gestiti individualmente dalle donne nell'ambito familiare, poi non venivano presi in responsabilità dal sistema sociale. Altrettanto grande è stato il contributo femminile alla sensibilizzazione verso le tematiche ecologiche, alla tutela e preservazione dell'ambiente, legata anche all'antica consuetudine, come donne, della gestione del quotidiano. Al femminile è la presa di coscienza dei grandi temi della pace, del ripudio della guerra, delle denunce alla violazione dei diritti umani in ogni realtà. Non vi è dubbio che per portare avanti un impegno in prima istanza individuale, una presa di coscienza, e poi collettiva, le donne devono innanzitutto conoscere e riconoscere se stesse per poter chiedere all'alterità un corrispondente riconoscimento. In questo senso le donne devono compiere ancora lunghi percorsi di emancipazione. In alcuni casi debbono creare e ricreare immagini di sé che non hanno avuto, non limitandosi ad un inventario dell'esistente, della realtà di fatto, del contingente.
3Le culture si sono sviluppate sui tentativi successivi degli umani di superare le diversità, di colmare lo scarto, di rendere realizzabile l'utopico. La rivelazione della differenza sessuale come positività, attribuisce diritto di cittadinanza culturale a tutte le altre differenze, etniche, culturali, ma anche di età, intergenerazionali, di salute, di stato sociale. Questo è importante soprattutto in un momento in cui le differenze etnico-culturali sgretolano nazioni, anche da lungo tempo costruite sull'unione di etnie diverse, in tanti piccoli satelliti. La differenza di sesso è forse attualmente quella che subisce i maggiori attacchi. Anche le scienze dimostrano che riconoscersi in un sesso è un processo culturale oltre che fisiologico e psichico. Le elaborazioni del neofemminismo hanno dimostrato che la partecipazione delle donne ai processi culturali è stata di notevole spessore, anche se sotterranea, tacita, priva di protagonismi, quasi ignorata dalle donne stesse.
Proprio nella quotidianità e non nelle orchestrazioni metafisiche si gioca il senso più rilevante della nostra esistenza, anche come donne. In questo senso Hannah Arendt scriveva con evidente lucidità: "E' vano cercare un senso nella politica o un significato nella storia quando tutto ciò che non sia comportamento quotidiano o tendenza automatica è stato scartato come irrilevante".
Abbiamo come donne forza, tenacia, creatività, capacità di resistenza anche in situazioni di tensione. Abbiamo anche una certa "innocenza" che deriva dal fatto di essere state lontane dai luoghi di potere.
Abbiamo dimestichezza con le origini della vita e della morte: "sappiamo" per retaggio atavico. Eros e Tanatos trovano ricomposizione nella nostra stessa esistenza.
Dobbiamo innanzitutto riuscire ad utilizzare le forze positive che si liberano nell'inevitabile conflitto tra i "diversi", per sesso, per età, per cultura, come stimoli a cambiare, a crescere, neutralizzando la parte negativa del conflitto che si esprime in prevaricazione, ricerca di possesso dell'altro, tentativo di omologazione dell'altrui diversità ad un modello costruito a nostra immagine e somiglianza o per nostro tornaconto.
Il conflitto sessuale non è a se stante, ma partecipa di una conflittualità che permea tutto il reale, perché è un atto creazionale, proiettato nell'avvenire.
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