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martedì 19 ottobre 2021

Salute. Pozzilli (Sant'Andrea Roma): abbiamo terapie contro sclerosi multipla


Pozzilli (Sant'Andrea Roma): abbiamo terapie contro sclerosi multipla
"Con Cladribina 93% pazienti non ha ricadute nei primi due anni"
 
Agenzia DIRE - Roma, 19/10/2021. La sclerosi multipla è una malattia che negli ultimi trent'anni ha cambiato volto. Un tempo era considerata una patologia con una prognosi molto grave per quanto riguarda l'arrestabilità, con uno spettro della sedia rotelle presente nella maggior parte dei pazienti. In questi ultimi trent'anni sono stati fatti passi in avanti, per cui oggi fare una diagnosi di sclerosi multipla, anche grazie a molteplici terapie a nostra disposizione, consente di avere una prognosi completamente diversa". Così alla Dire il professor Carlo Pozzilli, ordinario all'università Sapienza e responsabile del Centro Sclerosi Multipla dell'ospedale Sant'Andrea di Roma.
 
Il neurologo spiega che "si tratta di una malattia che colpisce i giovani, soprattutto le donne con un rapporto anche fino a tre a uno, e l'età della sua comparsa è intorno ai trent'anni" e sottolinea che "sicuramente nello sviluppo della patologia gli ormoni rivestono un ruolo importante. Quando questi ormoni, soprattutto l'estriolo e gli estrogeni, vengono a mancare, in generale si ha spesso una ripresa di malattia e questo è certamente un aspetto da tenere presente. Alcuni studi dimostrano inoltre che la gravidanza ha un ruolo protettivo nelle donne con sclerosi multipla".
 
L'esperto prosegue informando che "se non è curata presto e se non viene fatta una diagnosi precoce, la sclerosi multipla può andare incontro a una progressione ma oggi il trattamento precoce con farmaci importanti e attivi riesce a bloccare la malattia anche all'inizio, dopo il primo o secondo episodio".
 
Le speranze per una migliore qualità di vita per quanti sono affetti da sclerosi multipla sono arrivate dal World Congress of Neurology, nel corso del quale il professor Pozzilli ha presentato uno studio sulla sua esperienza con il farmaco Cladribina presso il centro dove lavora, il Sant'Andrea di Roma.
 
"Durante il Convegno-rende noto lo specialista- ho parlato di Cladribina, uno degli ultimi farmaci entrato in commercio, un farmaco per via orale che ha il grande vantaggio di poter essere somministrato per un breve periodo.I pazienti non devono infatti utilizzare questa terapia sempre, in maniera cronica. Molte volte il giovane paziente è spaventato dal dover iniziare una terapia che deve poi mantenere per anni, come avviene ad esempio per la pillola per la pressione. In realtà questa terapia viene fatta per un periodo molto breve e viene poi ripetuta in un secondo ciclo".
 
Carlo Pozzilli si dice molto soddisfatto dei dati presentati al Congresso, definendoli "incoraggianti e importanti, soprattutto nei pazienti all'inizio della malattia. Nei primi due anni il 93% dei pazienti non ha avuto alcuna ricaduta della malattia, un dato molto positivo. Bene anche I numeri relativi alla risonanza magnetica, altro parametro importante per andare a vedere l'attività di malattia, ferma nell'82% dei casi. Questo vuol dire che nella maggior parte dei pazienti che avevano iniziato questa terapia, l'evoluzione della malattia si era bloccata sul nascere".
 
"I risultati sicuramente più positivi- precisa- li abbiamo registrati nei pazienti che iniziavano la terapia per la prima volta rispetto a quelli che avevano precedentemente sperimentato un'altra terapia, quindi pazienti che passavano da una terapia precedente alla Cladribina. In questo caso abbiamo avuto risultati sempre positivi ma sicuramente di minore efficacia rispetto ai pazienti trattati per la prima volta con questo farmaco".
 
Il neurologo del Sant'Andrea si sofferma poi sull'efficacia di Cladribina nel breve e nel lungo periodo, dichiarando di aver "partecipato a numerosi studi registrativi su questo farmaco, non solo il Clarity, quello famoso contro placebo, ma abbiamo
 
utilizzato la Cladribina negli studi nei pazienti al primo episodio. Abbiamo, dunque, ormai esperienza di un gruppo di pazienti trattati da più di 10 anni e i risultati, anche in questo caso, sono molto incoraggianti. Basti pensare che a 10 anni registriamo un 50% di pazienti, quindi uno su due, che non ha avuto né ricadute cliniche né attività alla risonanza magnetica. Se poi ci limitiamo a vedere i dati più a breve termine il risultato è ancora migliore, ma quello a 10 anni è davvero un dato molto importante".
 
Quando si parla di sclerosi multipla si fa riferimento alla Scala EDSS, la 'Expanded Disability Status Scale', che serve a valutare il grado di invalidità di un paziente. "Quelli coinvolti nello studio presentato al World Congress of Neurology- afferma- erano pazienti che iniziavano con un grado di invalidità relativamente basso. La media era infatti un EDSS pari a 2, il che vuol dire che il paziente presenta segni neurologici, la maggior parte dei quali non è visibile all'esterno. Mi riferisco, ad esempio, a pazienti con sclerosi multipla che si incontrano per strada ma non si riconosce che siano affetti dalla patologia. Siamo dunque in presenza di una scala di invalidità bassa e I dati, sia a lungo che a breve termine, dimostrano una certa stabilità delle EDSS, sia per quanto riguarda la possibilità di non avere ricadute, sia per quanto riguarda quella di bloccare un'evoluzione di progressione silente, che a volte avviene nei pazienti al di là delle ricadute".
 
Altro aspetto molto importante per il paziente con sclerosi multipla è il profilo di sicurezza di Cladribina. Il professor Pozzilli assicura che "la mia esperienza, da questo punto di vista, è sicuramente positiva. Non ho osservato effetti collaterali particolarmente rilevanti e quello che emerge dalla letteratura è che in alcuni casi è presente una linfopenia marcata, un valore al di sotto dei 500 linfociti che ho riscontrato solo in casi sporadici e sempre durante il secondo anno di terapia, mai nel primo e avviene circa 2-3 mesi dopo il secondo anno. Comunque, una linfopenia marcata che non ha mai comportato, ad esempio, infezioni importanti o
 
problematiche di altro genere, che invece potrebbe provocare un farmaco potenzialmente di tipo immunosoppressivo". Relativamente alla sua esperienza quotidiana con le persone con sclerosi multipla, Carlo Pozzilli informa come la pandemia da Covid-19 abbia impattato sui pazienti e sugli stessi neurologi. Lo specialista dichiara che "inizialmente, come per tutti I farmaci immunosoppressivi c'era il timore che un farmaco che abbassasse le difese immunitarie potesse rendere questi soggetti più vulnerabili nei confronti del Covid. Quindi, un Covid peggiore, più grave nei pazienti affetti che utilizzavano la Cladribina. Ciò non si è verificato, a differenza invece di altri farmaci come i monoclonali, farmaci quindi più potenti dal punto di vista immunosoppressivo della Cladribina dove questo effetto di Covid grave non si è visto".
 
Pozzilli aggiunge che "d'altra parte è anche vero che sono stati presentati proprio recentemente, in parte anche al Convegno, dati riguardanti il vaccino e la risposta anticorpale nei pazienti con la Cladribina sembra preservata, rispetto a quella di altri farmaci, per i quali si è visto chiaramente che la risposta al vaccino era molto ridotta".
 
Il neurologo spiega infine che "da questo punto di vista credo si possano dare due messaggi importanti: il primo è che il farmaco non abbassi le difese immunitarie a tal punto da favorire un maggiore aggravamento di qualsiasi tipo di infezione. Il secondo è che anche la vaccinazione non crea una diminuita risposta. Si tratta, ovviamente, degli ultimi dati. Sono dati recenti che vanno replicati e confermati ma che, al momento, possiamo ritenere positivi", conclude.
 



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venerdì 31 gennaio 2020

Tendenze, scoppia tra i millennials la “silent retreat mania”: dagli esperti ecco i 10 benefici per mente e corpo dei ritiri di meditazione e pratica interiore

Di seguito lo studio condotto sulle testate internazionali da cui emerge il fenomeno mondiale della "silent retreat mania", ovvero l'interesse sempre più forte di millennial, celebrities e milioni di persone in tutto il mondo per i ritiri di pratica interiore e di meditazione immersi nel silenzio.
Secondo una ricerca pubblicata sul The New York Times infatti questa pratica è in cima alla classifica dei trend di quest'anno nell'ambito wellness, basti pensare che questa pratica ha conquistato secondo The Independent Gwyneth Paltrow, Natalie Portman, Oprah Winfrey e Shailene Woodley.

All'interno, oltre agli studi internazionali, troverete anche il parere di importanti esperti come Andrea Di Terlizzi, fondatore della casa editrice Inner Innovation Project nonché uno dei massimi esperti di Yoga e Scienze Antiche in Italia, e del dott. Jason Moser, professore di psicologia alla Michigan State University.

Infine, il decalogo dei principali benefici per mente e fisico derivati dalla partecipazione a ritiri interiori.

MEDITAZIONE, SCOPPIA TRA I MILLENNIALS LA "SILENT RETREAT MANIA": DAGLI ESPERTI I 10 BENEFICI DERIVATI DAI RITIRI DI PRATICA INTERIORE

Forniscono uno spazio ideale per ritrovare pace interiore e tranquillità, riducono i livelli di stress, permettono di distaccarsi dalla routine quotidiana e ampliano la percezione mentale. Sono questi alcuni dei benefici dei ritiri interiori e di meditazione, pratiche sempre più scelte da vip e millennials: secondo il Global Wellness Institute sarà il trend principale del 2020.

Estraniarsi dagli affanni e dagli assilli del quotidiano è ormai diventata una pratica sempre più richiesta dai millennials che, stremati da livelli altissimi di stress dovuti a studio e lavoro, decidono di investire sul benessere personale. Basti pensare che secondo una recente indagine pubblicata da MarketWatch il 57% dei giovani spende in media oltre 100 dollari al mese in servizi che migliorano la propria salute fisica. 

Ma la pratica più ricercata è quella del "silent retreat", ovvero il ritiro interiore e di meditazione, che secondo una ricerca del Global Wellness Insititute pubblicata sul New York Times balza in cima alla classifica dei trend di quest'anno nell'ambito wellness. Una vera e propria mania che ha coinvolto anche il mondo dello star system, come riportato sul portale britannico Independent: da Gwyneth Paltrow a Natalie Portman, fino ad arrivare a Oprah Winfrey e Shailene Woodley. 

Ma quali sono i benefici dei ritiri interiori sul corpo e sulla mente secondo gli esperti? Favoriscono uno spazio ideale per ritrovare pace interiore e tranquillità, riducono i livelli di cortisolo, ormone dello stress, permettono di distaccarsi dalla routine quotidiana e di ampliare la percezione mentale. 

"La salute del corpo, l'equilibrio mentale ed emozionale e anche la nostra armonia interiore dipendono in larga misura dalla capacità di prenderci delle pause dal flusso inarrestabile del rumore, dell'inquinamento, della tensione e del corre vacuo, tipici della vita moderna - spiega Andrea Di Terlizzi, fondatore della casa editrice Inner Innovation Project nonché uno dei massimi esperti di Yoga e Scienze Antiche in Italia - Un breve periodo in mezzo alla natura tuttavia, non può certo ricomporre uno squilibrio profondo e di vecchia data. Ciò che può farlo, invece, è l'esperienza interiore dell'èremos, vale a dire un ritirarsi che implica un sistema completo di rigenerazione e pacificazione della mente. L'eremitaggio, inteso come esperienza di profonda pacificazione del cuore e della mente, è esattamente ciò di cui abbiamo maggior necessità. Attendere un cambiamento sociale e basarsi sulla speranza è poco efficace. Il cambiamento può partire da noi, iniziando dalla chiarezza e dalla forza che sorgono trovando al nostro interno un punto di contatto con energie potenziali che nessuno ci ha mai insegnato a sviluppare".

Ma non è tutto, perché i ritiri interiori e di meditazione presentano effetti notevoli anche sulla produttività lavorativa. Basti pensare che una ricerca della American Psychological Association e pubblicata su USA Today ha evidenziato come sessioni di meditazione spalmate in più giorni conducono a una liberazione di dopamina, neurotrasmettitore che regola il tono dell'umore, e un rafforzamento delle sinapsi in diversi punti del sistema nervoso, favorendo la concentrazione sul posto di lavoro. E ancora, secondo uno studio pubblicato sulla rivista britannica The Lancet, i ritiri di rigenerazione migliorano la funzione polmonare, riducono la pressione sanguigna e permettono di acquisire una consapevolezza maggiore del presente. Pensiero condiviso dal dott. Jason Moser, professore di psicologia alla Michigan State University: "Diverse ricerche condotto nella nostra università hanno evidenziato come partecipare a ritiri interiori di rigenerazione e meditazione contribuisca ad alleviare emozioni negative, stress e nervosismo, sintomi purtroppo comuni a tutti. Prendersi delle meritate pause per se stessi e apprendere tecniche di rigenerazione personale all'interno di un ambiente confortevole, ovviamente guidati da insegnanti esperti, permette di ritornare alla quotidianità rinnovati nel corpo e nella mente".

Ecco infine i 10 principali benefici derivati dalla partecipazione a ritiri interiori:

  1. Permettono di ritrovare pace interiore e tranquillità: interrompendo il flusso ordinario del sistema è possibile avere un punto di contatto profondo con la propria origine interiore
  2. Alleviano i livelli di stress: i ritiri interiori diminuiscono drasticamente i livelli di cortisolo e i pensieri negativi
  3. Riducono i livelli di pressione arteriosa: permettono di mantenere il cuore in salute, riducendo il rischio di esposizione a infarti
  4. Ampliano la percezione mentale: sessioni di meditazione spalmate in più giorni accrescono la capacità d'introspezione e le funzioni cerebrali
  5. Migliorano la produttività lavorativa: i ritiri interiori rafforzano le sinapsi e favoriscono la concentrazione
  6. Favoriscono la riscoperta della consapevolezza di se stessi: permettono di essere più connessi al presente e di risvegliare la propria coscienza interiore
  7. Presenza di istruttori qualificati: la guida attenta di esperti, come avviene nel caso di Eremos Sphera, aiuta i partecipanti a trarre il massimo giovamento dal ritiro interiore 
  8. Riducono la perdita di memoria: le tecniche di rigenerazione personale aiutano a ostacolare il decadimento cerebrale e a mantenere la mente giovane
  9. Favoriscono il digital detox: i ritiri di pratica e teoria permettono di immergersi in una fonte dalla quale trarre energia e maggiore chiarezza, distaccandosi da smartphone e tablet
  10. Migliorano le relazioni sociali: le tecniche di rigenerazione aiutano a essere più compassionevoli e altruisti verso il prossimo



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giovedì 19 dicembre 2019

Salute e sport invernali, dagli esperti il decalogo per prevenire e curare i frequenti infortuni sulla neve

SALUTE E SPORT INVERNALI, DAGLI ESPERTI IL DECALOGO PER PREVENIRE E CURARE I FREQUENTI INFORTUNI SULLA NEVE

Prestare attenzione alle condizioni atmosferiche, allenarsi per migliorare la condizione fisica e dotarsi delle giuste attrezzature. 

Sono questi alcuni dei consigli forniti dagli esperti per evitare spiacevoli infortuni legati agli sport invernali che ogni anno colpiscono oltre 30mila italiani. 

Tra le raccomandazioni c’è anche quella di affidarsi alle nuove tecnologie laser come Theal Therapy, utile a garantire guarigioni più rapide.

Praticare attività sportiva tutto l’anno è molto utile per migliorare il benessere psicofisico, ma è proprio durante i mesi invernali che aumenta il rischio di infortuni a causa di una mancata preparazione atletica e inesperienza sul campo. Lo dimostra un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui nel 2018 sono state 30mila le persone che hanno subito incidenti sulla neve, di cui 25mila hanno necessitato di primo soccorso e circa 1100 di ricovero in ospedale. Un trend negativo che ha coinvolto sia atleti professionisti sia personaggi famosi: da Arnold Schwarzenegger, che si ruppe il femore sugli sci, ad Angela Merkel che si fratturò il bacino, fino ad arrivare alla campionessa norvegese Ragnhild Mowinckel, costretta a saltare l’intera stagione a causa di un infortunio al ginocchio, e alla campionessa statunitense Lindsay Vohn, appena ritiratasi dalle competizioni anche a causa dei ripetuti infortuni. Ma quali sono le raccomandazioni per evitare tali infortuni e curarli al meglio? La prevenzione inizia a casa con un regime alimentare corretto, un periodo di allenamento e l’acquisto di attrezzature sportive sicure. Una volta scesi in pista è fondamentale osservare le condizioni meteo, fare stretching e rimanere idratati. Infine, in caso di infortuni, per ridurre i tempi di recupero gli esperti raccomandano l’utilizzo della laserterapia.

Proprio per questo è nata Theal Therapy, la terapia laser made in Italy di Mectronic che, sfruttando il mix perfetto di diverse lunghezze d’onda, adatta il trattamento in base a parametri fisiologici come età, dolore, fototipo e tipologia di tessuto. “Praticare sport invernali senza prima sottoporsi a un adeguato allenamento rende più frequenti il rischio di infortuni. La mia esperienza diretta m’insegna che chi pratica sci alpino tende ad essere maggiormente vittima di fratture agli arti inferiori, in primis al ginocchio, e di lesioni dei legamenti, come il crociato. Chi si dedica allo snowboard invece soffre più spesso di lesioni agli arti superiori come lussazione della spalla e frattura del polso – spiega il dott. Andrea Panzeri,  Dirigente Medico presso l’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – Per questo l’ausilio di Theal Therapy, che più volte ho utilizzato nella mia clinica, diventa un valido alleato nella cura di questi infortuni grazie alla sua tecnologia laser che massimizza gli effetti terapeutici e riduce i tempi di recupero soprattutto in caso di patologie acuto-croniche. Il mio consiglio, in ogni caso, è sempre quello di seguire una corretta preparazione atletica e indossare attrezzature sportive consone alle attività da seguire, soprattutto per coloro che non sono sportivi professionisti ma decidono di sciare per hobby”.

Ma quali sono gli infortuni più frequenti sulla neve? Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità chi pratica sci alpino tende a essere maggiormente vittima di lesioni agli arti inferiori (53.4%), mentre sono più rare quelle agli arti superiori (16,3%); la zona del cranio e del viso infine viene coinvolta nel 13.4% dei casi. Coloro che si destreggiano sulla neve con lo snowboard, invece, sono più inclini a riportare una lesione agli arti superiori (44.5%), mentre gli arti inferiori risultano interessati in maniera più ridotta (23%). Sono le donne i soggetti più interessati dalle distorsioni (43%), mentre tra gli uomini le differenti tipologie di lesione sembrano ripartirsi in maniera più equilibrata: le ferite riguardano il 12% dei maschi e il 5.2% delle femmine, le lussazioni l’11.2% degli uomini e il 4% delle donne.

Ecco infine il vademecum degli esperti per prevenire e curare gli infortuni legati agli sport invernali:

1)      SEGUIRE UN REGIME ALIMENTARE CORRETTO
Osservare un regime dietetico e salutare permette di affrontare al meglio sport invernali che richiedono un grande dispendio di energia.

2)      EQUIPAGGIARSI CON ATTREZZATURE SICURE E IDONEE
Utilizzare strumenti certificati e della corretta misura, come sci, scarponi e casco, risulta fondamentale per evitare infortuni agli arti superiori e inferiori.

3)      IDRATARSI PRIMA E DURANTE LE ATTIVITÀ SPORTIVE
Bere molta acqua prima di affrontare gli sport invernali permette di ristabilire l’equilibrio idrico del corpo.

4)      OSSERVARE LE REGOLE DELLA PISTA
Rispettare i regolamenti e seguire i consigli di maestri esperti è molto importante: gli infortuni più comuni riguardano infatti i neofiti che si dedicano agli sport invernali per hobby.

5)      PRESTARE ATTENZIONE ALLE CONDIZIONI ATMOSFERICHE
Fare attenzione ai repentini mutamenti del meteo, al rischio di valanghe e ai forti abbassamenti di temperatura prima di scendere in pista.

6)      NON SCORDARSI DI FARE STRETCHING
Eseguire esercizi in grado di scaldare e allungare i muscoli consente di scongiurare stiramenti, strappi o semplici risentimenti.

7)      AFFRONTARE UN PERIODO DI ALLENAMENTO FISICO
Per evitare spiacevoli infortuni è fondamentale effettuare un periodo di allenamento nei mesi precedenti alla stagione invernale, migliorando il proprio benessere psicofisico.

8)      IN CASO D’INFORTUNIO UTILIZZARE LA LASERTERAPIA
L’ausilio del laser Theal Therapy si è rivelato estremamente utile nella cura e nel recupero in tempi più rapidi di patologie acuto-croniche.

sabato 14 dicembre 2019

Nuovo sondaggio da JOYclub: 7 donne su 10 fingono l’orgasmo, mentre gli uomini soffrono lo “stress da orgasmo”

Nuovo sondaggio da JOYclub: 7 donne su 10 fingono l'orgasmo, mentre gli uomini soffrono lo "stress da orgasmo". 



● Secondo il sondaggio di JOYclub, il 40% delle donne e il 38% degli uomini hanno dichiarano di aver provato lo "stress da orgasmo".
● Il 19% dichiara di sentirsi sopraffatto dall'idea di non riuscire a soddisfare il proprio partner. 
● Secondo il 75% dei partecipanti, l'autoerotismo è un metodo certo per raggiungere il climax. 
● La maggior parte degli uomini intervistati (89%) considera il sesso meno speciale se il partner non raggiunge l'orgasmo.


Milano, dicembre 2019 - "Hai già finito?" nessuna domanda potrebbe essere più inappropriata dopo il sesso, eppure è una frase che viene pronunciata spesso, creando ansie e pressioni per entrambi i partner.

La cosiddetta "ansia da orgasmo" è il nome del fenomeno che il 40% delle donne e il 38% degli uomini ha provato almeno una volta nella vita, secondo il sondaggio di JOYclub, la community basata sulla libertà sessuale, a cui hanno risposto più di 5 mila persone*. 

Secondo il 69% delle donne, questa ansia è dovuta al pensiero di dover raggiungere  l'orgasmo durante il rapporto sessuale. Mentre per gli uomini è dovuta alla responsabilità di far raggiungere il massimo del piacere al proprio partner, e è per questo che l'89% degli uomini intervistati considera il sesso meno speciale se il partner non raggiunge l'orgasmo.

La penetrazione spesso non è la soluzione migliore per raggiungere l'orgasmo femminile
L'orgasmo femminile non è uguale per tutte: più di 6 donne su 10 dichiarano di raggiungerlo più facilmente se oltre alla penetrazione si aggiunge anche la stimolazione del clitoride e solo il 30% di loro lo raggiunge attraverso la sola penetrazione. è molto più frequente che lo raggiungano attraverso la stimolazione manuale (58%) e il sesso orale (45%).

Lo scenario per la controparte maschile invece è ovviamente diverso: il 78% degli uomini raggiunge l'orgasmo con i classici rapporti sessuali, seguito dal sesso orale (55%) e dalla masturbazione (43%).

Se c'è stress, ci sono finti orgasmi
Il 19% degli uomini dichiara di essere in ansia dall'idea di non riuscire a soddisfare abbastanza la propria partner. 
Invece ben 7 donne su 10 hanno finto l'orgasmo almeno una volta e il 10% lo fa frequentemente. Il motivo? Finire il rapporto il prima possibile. Comunque, il 50% degli uomini pensa che la loro partner abbia raggiunto l'orgasmo. 

La masturbazione per raggiungere l'orgasmo è comune tra uomini e donne
Ognuno conosce il proprio corpo meglio di chiunque altro, per questo non ci si stupisce se il 76% delle donne si masturba almeno una volta a settimana e il 7% più volte al giorno. Secondo il 75% delle intervistate, la masturbazione è una garanzia per raggiungere l'orgasmo.

Dall'altro lato invece, l'88% degli uomini si masturba almeno una volta a settimana e il 13% più volte al giorno, raggiungendo quasi sempre l'orgasmo (82%).

Donne e uomini si trovano d'accordo nel dire che l'autoerotismo non può sostituire il sesso con una persona (81%). 

Parlando invece di intimità, il 72% delle donne pensa che il sesso può essere piacevole  anche senza orgasmo; lo stesso vale per 6 uomini su 10.

La comunicazione è la chiave
I pareri maschili e femminili (rispettivamente l'88% e l'87%) si avvicinano e si trovano d'accordo anche nel dichiarare che la comunicazione è fondamentale per trovare la giusta intesa. Il 76% delle donne e il 72% degli uomini parla spesso e apertamente con il proprio partner dei propri problemi sessuali, dei propri punti di vista e delle proprie preferenze.

*sondaggio condotto tra gli iscritti a JOYclub.

About
JOYclub è la community con più di 3 milioni di iscritti per tutti coloro che vogliono vivere in modo aperto la sessualità. La loro mission è quella di rafforzare la self-confidence dal punto di vista sessuale e creare occasioni di scambio e di vere esperienze.


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domenica 24 novembre 2019

Il Gruppo Lifenet Healthcare lancia la campagna "No Omeopatia"

Prima iniziativa del genere in Italia
Il Gruppo Lifenet Healthcare lancia la campagna "NO OMEOPATIA"
Già 57 le strutture che hanno aderito.

Milano, 24novembre 2019 - Da tempo ormai si dibatte sull'omeopatia e sul fatto che manchi di un'efficacia terapeutica scientificamente comprovata. Continuano tuttavia le discussioni su questo tema che spesso possono lasciare dubbi e disorientare il cittadino.

Per questi motivi, Lifenet Healthcare, gruppo sanitario guidato da Nicola Bedin, ha promosso la campagna "No Omeopatia", lanciata tramite la creazione del sito internet no-omeopatia.it

"No Omeopatia" è un'iniziativa che accomuna ospedali e ambulatori pubblici e privati nei quali non si pratica l'omeopatia in quanto disciplina priva di una comprovata efficacia terapeutica, con il rischio per i meno informati di essere considerata sostitutiva alle cure vere e proprie.

"L'omeopatia non ha un'efficacia scientificamente dimostrata", si legge sul sito, "tuttavia esistono casi in Italia di ospedali e ambulatori presso i quali questa disciplina viene tuttora praticata. Questa circostanza non tutela il paziente perché lo espone colpevolmente alla possibilità di essere disinformato, e ancor peggio fuorviato, con potenziali conseguenze pericolose nel caso in cui sia indotto a trascurare cure di comprovata efficacia. Ciò non toglie che chi voglia utilizzare preparati omeopatici sia ovviamente libero di farlo, ma non negli ospedali e negli ambulatori pubblici e privati, i quali, deontologicamente, devono essere luoghi che non espongono i meno esperti al rischio di confondere questa pratica con vere terapie, rinunciando alle quali possono incorrere in conseguenze gravi per la loro salute".

All'appello "No Omeopatia" lanciato da Lifenet hanno già risposto 57 importanti strutture ospedaliere ed ambulatoriali che hanno voluto aderire all'iniziativa: tra queste, l'IRCCS Policlinico Gemelli, l'IRCCS Istituto Europeo di Oncologia, l'IRCCS CRO di Aviano, l'IRCCS Humanitas, l'IRCCS Oncologico di Candiolo e l'IRCCS Auxologico.

All'iniziativa hanno aderito anche alcune Società Scientifiche, Fondazioni e Associazioni attive nella formazione e nella ricerca in ambito sanitario: il Patto per la Scienza, la Fondazione Gimbe, il Centro Universitario Sportivo Italiano (CUSI) e altri.

Il Gruppo Lifenet Healthcare rappresenta una nuova e moderna realtà imprenditoriale nel panorama della sanità italiana. In particolare, il gruppo comprende il Piccole Figlie Hospital a Parma, il Centro Medico Diagnostico – CeMeDi a Torino, il Centro Medico Lazzaro Spallanzani (Reggio Emilia), il Centro Medico Visconti di Modrone a Milano e due cliniche oculistiche, Eyecare Clinic, con sedi a Milano ed a Brescia.

sabato 26 ottobre 2019

Ora legale: quali effetti sugli umori spiegati dallo psicologo e psicoterapeuta

Da stasera le lancette indietro di un'ora

Cambia l'ora e cambia l'umore

Questa notte dovremo cambiare le lancette dell'orologio. 
Lo psicoterapeuta Adriano Formoso spiega gli effetti su molte persone e come è possibile superarli, anche attraverso la Neuropsicofonia da lui ideata. 

Milano, 26 ottobre 2019 – Non ci poniamo il problema, ma qualche sottile fastidio lo sentiamo dopo esserci svegliati con un'ora di sonno modificata. Adriano Formoso, psicologo e psicoterapeuta a Milano e ideatore del metodo terapeutico neuropsicofonia, ci aiuta a capire i meccanismi che ruotano attorno e suggerisce come intervenire
  • E' vero che spostare le lancette può avere degli effetti a livello fisico?
Formoso:"Albert Einstein ci ha insegnato a osservare nel profondo della natura per comprendere meglio ogni cosa.L'essere umano talvolta si dimentica che i cicli della natura fossero presenti prima che egli diventasse erectus e ogni volta che cerca di condizionare o modificare tale sistema rischia di trarne svantaggi. Così per il cambio dell'ora. Anche dormire un'ora in più con l'ora solare non è detto che porti benefici anzi, una serie di scompensi psicofisiologici ci attendono quando, dopo un periodo di adattamento della nostra fisiologia, traumatiziamo nuovamente alcune aree del nostro funzionamento psico-biologico. Ogni cambio dell'oraincide sul cambiamento dei nostri ritmi e le nostre abitudini e a farne le spese è un'area cerebrale, quella che si chiama il "nucleo soprachiasmatico. È un nucleo dell'ipotalamo, formato da gruppi di neuroni, che contribuisce alla regolazione dei ritmi circadiani endogeni, ovvero quell'orologio biologico che mantiene invariati i processi fisiologici ripetitivi come i cicli della famee del sonno.
Il nucleo contiene alcuni tipi di cellule, vari peptidi, come la vasopressina e il peptide intestinale vasoattivo, e neurotrasmettitori, che consentono l'interazione con molte altre parti del cervello e di conseguenza del corpo.
  • Come contrastare gli effetti negativi sulla salute?
Formoso: Con i miei pazienti ho riscontrato conseguenze negative evidenti fino a quando il cambiamento dell'ora non si è riposizionato come processo abituale. Generalmente bastano un paio di settimane ma per alcuni serve più tempo e spesso provoca implicazioni di altro genere che spostano l'attenzione sul disturbo causato come insonnia, frammentazione del sonno e disturbo del tono dell'umore.
  • Ci suggerisce una soluzione "soft"?
Formoso: La Neuropsicofonia può essere un facile rimedio per armonizzare e riequilibrare l'asse mente corpo in questo periodo autunnale. Per esempio un brano che aiuta il buon umore con frequenze acustiche che agiscono sull'ormone corticotropo. Già molti pazienti mi scrivono quanto brano sia di grande aiuto nei momenti del giorno che possono collegarsi a una perdita di produttività e di concentrazione indotti dallo sconvolgimento generato dal cambio dell'ora sui nostri ritmi circadiani.


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giovedì 24 ottobre 2019

Orologio biologico. Trucchi per affrontare il cambio dell'ora


Qualche consiglio in vista del passaggio all'ora invernale


Francoforte, 24 ottobre 2019 - L'equinozio d'autunno spalanca le porte alla stagione più affascinante dell'anno ricca di colori, anticamente associata a grandi feste per celebrare ricchezza e abbondanza. 

Rappresenta inoltre un momento di transizione, la sua funzione è quella di abituarci e di accompagnarci verso l'inverno con il vantaggio che… si dorme un'ora in più!

Studi recenti hanno dimostrato che la regolazione dell'orologio biologico in autunno crea molti meno problemi rispetto all'estate, grazie alla concessione di un'ora di sonno ulteriore, una vera benedizione per chi ama dormire a lungo. 

"Ma, attenzione, è un'affermazione falsa pensare che un'ora in più o in meno non faccia differenza" dichiara Verena Senn, neuroscienziata, ricercatrice e responsabile della task force sul sonno del team R&D di Emma the Sleep company: "Diversi studi scientifici (fonte: Dipartimento di Scienze Mediche dell'Università di Ferrara), per esempio, hanno esaminato la frequenza degli attacchi cardiaci il giorno dopo il cambio dell'ora e tutti hanno evidenziato un aumento significativo, in particolare durante il cambio dell'ora in primavera quando si dorme un'ora in meno, non succede invece per il passaggio all'ora invernale". 

Questo "cambio" è certamente meno traumatico, ma comporta comunque una variazione del nostro ritmo del sonno e di conseguenza il nostro orologio biologico finisce per confondersi. 

Durante il sonno, il corpo si rigenera e se non dormiamo a sufficienza, perdiamo la concentrazione, ci stanchiamo più velocemente e siamo di cattivo umore.

L'orologio biologico si basa sulla posizione del sole: non appena il sole tramonta il corpo produce melatonina, che viene poi inibita all'alba. 

In inverno, i raggi del sole colpiscono la terra con un angolo più piatto, rendendo la luce meno intensa. 

Inoltre, il sole tramonta prima. Queste variazioni possono portare ad un'alta concentrazione di melatonina anche durante il giorno pertanto, può capitare, di sentirsi più stanchi e di malumore

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sabato 5 ottobre 2019

Alzheimer: a Roma uno studio su un integratore di nuova generazione

ALZHEIMER: AL VIA A ROMA LO STUDIO SU UN INTEGRATORE DI NUOVA GENERAZIONE

L'Istituto Fatebenefratelli di Genzano e Igea Pharma NV avviano una sperimentazione per dimostrare l'efficacia degli anti ossidanti contro i disturbi causati dall'Alzheimer

Curare l'Alzheimer è una sfida ancora da vincere, ma la battaglia per contrastarne i sintomi e prevenirne lo sviluppo sta compiendo passi avanti. In questo contesto l'IstitutoSan Giovanni Di Dio Fatebenefratelli di Genzano (Roma) e Igea PharmaNVhealthtech company attiva nella prevenzione dell'Alzheimer e del Diabete di tipo 2, hanno avviato uno studio che intende dimostrare come l'assunzione di anti ossidanti possa contribuire a ridurre l'incidenza della malattia.

Lo studio - La ricerca coinvolge 40 soggetti con forme lievi di demenza di Alzheimer per un periodo di 12 mesi: due gruppi si alternano in periodi di sei mesi assumendo l'integratore Alz1 Tab(Euvitase), a base di Oleuropeina e Glutatione biodisponibileI soggetti coinvolti vengono valutati a sei e dodici mesi con test neuropsicologici. L'Oleuropeina – fenolo contenuto nell'olio di oliva – e il Glutatione biodisponibile hanno già dimostrato sia in vitro che su modelli animali, la capacità di ridurre l'aggregazione e la tossicità della peptide beta amiloide, suggerendo un loro potenziale ruolo protettivo nei confronti della neurodegenerazione associata all'invecchiamento cerebrale patologico dell'Alzheimer. 

"La malattia di Alzheimer - spiega il professor Massimo Marianetti, Direttore medico scientifico Centro Alzheimer - è sicuramente una delle grandi sfide sanitarie del XXI secolo. Sono sempre stato in prima linea accanto ai pazienti e alle loro famiglie con tenacia e spirito di innovazione. Per questo credo molto in questo progetto". "Questo studio rappresenta per noi un'importante passo avanti sul cammino intrapreso da Igea Pharma NV – spiega Diego Mortillaroceo di Igea Pharma NV – da anni investiamo in ricerca per offrire alle persone nuovi strumenti di contrasto a malattie gravi come l'Alzheimer; siamo inoltre convinti che sia il momento storico giusto per concentrare sempre di più gli sforzi del settore pubblico e privato in direzione della prevenzione, il vero futuro della medicina moderna".  

I numeri dell'Alzheimer - La malattia di Alzheimer (AD) rappresenta fino all'85% di tutte le forme di demenza. La AD colpisce l'8-10% degli ultra-sessantacinquenni e il 32% degli ultra-ottantenni.  Secondo le stime più recenti in Italia i malati di Alzheimer sono circa 900mila ed i nuovi casi sono stimabili in circa 80mila l'anno. 


Oleuropeina - L'oleuropeina è polifenolo presente nelle foglie e nei frutti dell'olivo, nonché principale responsabile del sapore amaro delle olive e delle foglie di olivo. Essa, come tutte le fitoalessine, possiede attività antimicrobica, fungicida e insetticida, fungendo da difesa contro infezioni e infestazioni. Alla oleuropeina sono attribuite proprietà benefiche nei confronti di numerose malattie come neoplasie, patologie cardiovascolari, diabete e malattie neurodegenerative. 

Glutatione biodisponibile – Il glutatione è un forte antiossidante, sicuramente uno dei più importanti tra quelli che l'organismo è in grado di produrre. Rilevante è la sua azione sia contro i radicali liberi o molecole come perossido di idrogeno, nitriti, nitrati, benzoati e altre. Il Glutatione biodisponibile è un genere di glutatione particolarmente efficace nella sua interazione con il corpo umano. 

Igea PharmaNV è una healthtech company attiva nella prevenzione dell'Alzheimer e del Diabete di tipo 2. L'obiettivo dell'azienda è di reinventare la medicina preventiva cambiando l'approccio alla prevenzione, capitalizzando nel contempo le opportunità date dall'economia digitale nonché le tendenze e le normative più recenti nel settore sanitarioFondata da un management italiano nel 2012, la società, con sede ad Amsterdam, è quotata alla Borsa di Zurigo da dicembre 2018 e può contare su un Comitato scientifico composto da professionisti di diverse nazionalità, il cui spessore è riconosciuto in tutto il mondo. Igea Pharma NV opera attualmente principalmente negli Stati Uniti.


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martedì 24 settembre 2019

Meditazione, dagli Stati Uniti all'Italia è boom di appassionati: ecco il decalogo dei benefici e i motivi del successo di un mercato in crescita del 67%

MEDITAZIONE, DAGLI STATI UNITI ALL'ITALIA È BOOM DI APPASSIONATI: ECCO I MOTIVI DEL SUCCESSO DI UN MERCATO IN CRESCITA DEL 67%

Sono oltre 20 milioni gli americani che praticano la meditazione per ottenere benefici a livello psicofisico. Un mercato in forte crescita, stimato 1,2 miliardi di dollari negli USA, che toccherà quota 2 nel 2022 (+67%). 

Un trend che ha conquistato anche numerosi attori e sportivi, che hanno implementato la meditazione nella routine quotidiana per migliorare le proprie performance. Dagli esperti ecco i motivi di questo successo globale.

Lo stress dalla routine lavorativa e il logorio della vita moderna sono un problema sempre più diffuso. Una condizione negativa che spinge un numero sempre maggiore più persone a fruire di tecniche come la meditazione per migliorare la qualità della propria esistenza. Ed è un vero e proprio boom. Basti pensare che, secondo un'indagine americana pubblicata dalla CNBC, questa disciplina viene praticata da oltre il 14% della popolazione, quasi 20 milioni di persone, e che, secondo quanto riferito dal Global Wellness Summit 2019, il mercato della meditazione vale oggi solo negli USA 1,2 miliardi di dollari, cifra destinata a toccare quota 2 miliardi nel 2022

A contribuire alla popolarità del trend ci sono anche numerose celebrities, che hanno deciso di abbracciare quest'antica pratica orientale per ritrovare la serenità: da David Lynch, che ha affermato di meditare almeno due volte al giorno, a Oprah Winfrey, che ne ha fatto un vero e proprio stile di vita, da Michael Jordan a Clint Eastwood, fino ad arrivare a Will Smith, che ha costruito uno spazio appositamente dedicato alla meditazione tra le mura domestiche, e alla campionessa di tennis Bianca Andreescu, reduce dal successo contro Serena Williams. Ma quali sono i benefici della meditazione? Secondo una ricerca pubblicata sul Time, tra i vantaggi principali figura l'alleviamento dei sintomi di ansia e depressione, e la riduzione dei livelli di cortisolo nel sangue, conosciuto anche come ormone dello stress. E ancora, secondo una ricerca della Harvard University pubblicata sul Washington Post, la meditazione migliora l'attività della corteccia cerebrale e aumenta la soglia della concentrazione. Infine, per essere più felici, bastano invece 15 minuti di meditazione al giorno, secondo una ricerca pubblicata su Forbes.

Un fenomeno che sta raccogliendo sempre più appassionati anche in Italia, dove si moltiplicano i corsi e i gruppi di meditazione, oltre alle pubblicazioni dei maggiori esperti della tecnica. "I vantaggi della meditazione per il benessere psicofisico sono riconosciuti dal mondo scientifico, sempre più persone ne sono coscienti e scelgono quindi di affidarsi a questa preziosa e antica pratica; si tratta però di un procedimento estremamente raffinato da apprendere, che va realizzato attraverso tappe precise – spiega Andrea Di Terlizzi, fondatore della casa editrice Inner Innovation Project e coautore del libro "La Meditazione" assieme a Antonella Spotti – La meditazione è uno stato di coscienza che può letteralmente cambiare la vita di una persona, sviluppando capacità percettive e introspettive totalmente al di fuori della portata comune. Trasformarla in un giocattolo da usare a tempo perso rappresenta la perdita di una grande opportunità. Per questo motivo il mio consiglio è di approcciarsi alla disciplina con la massima serietà, comprendendo come la cura del corpo e della mente siano strettamente correlati. La meditazione ha scopi che vanno ben oltre il benessere psicofisico, perché influisce sugli aspetti più profondi di ognuno di noi, portando alla luce potenziali insospettabili".

Ma non è tutto, perché numerosi studi hanno riscontrato effetti benefici della meditazione anche sulla produttività lavorativa. Una ricerca dell'American Psychological Association e pubblicata su Business Insider ha infatti dimostrato come la meditazione permetta di gestire al meglio emozioni negative come frustrazione e rabbia, migliorando in questo modo la produttività. E ancora, secondo una ricerca pubblicata dalla BBC, meditare aiuta a essere più creativi nella risoluzione dei problemi e avere nuove idee per migliorare, oltre ad agire in modo positivo sullo stato d'animo per tutta la giornata. Basti pensare che numerose grandi aziende globali come Nike, Apple, Disney e Google hanno implementato la meditazione all'interno del programma di benessere generale per i loro dipendenti. Dello stesso avviso è la dott.ssa Sara Lazar, ricercatrice in neuroscienze all'Harvard University, che al Washington Post ha dichiarato: "Abbiamo effettuato numerosi studi sulle attività cerebrali di giovani lavoratori che non avevano mai provato la meditazione, sottoponendoli a un programma di 8 settimane. I risultati ottenuti sono stati sorprendenti, soprattutto a livello dell'amigdala, parte del cervello che gioca un ruolo fondamentale nella gestione di ansia e stress. Tra i numerosi vantaggi che sono stati riscontrati figurano una migliore produttività lavorativa, una soglia di attenzione più alta e una maggiore capacità di prendere decisioni, influenzando in maniera positiva le loro performance".

Ecco infine il decalogo dei benefici della meditazione secondo gli esperti:

  1. Allevia i livelli di stress: meditare permette di ridurre l'infiammazione cellulare causata dallo stress, abbassando notevolmente i livelli di cortisolo.
  2. Migliora la salute emotiva: la pratica della meditazione aiuta a migliorare l'autostima e il senso di ottimismo, riducendo i livelli di ansia e negatività.
  3. Incrementa la capacità di attenzione: grazie alla meditazione è possibile restare focalizzati più a lungo sui propri obiettivi, evitando possibili distrazioni.
  4. Riduce i livelli di pressione arteriosa: permette di mantenere il cuore in salute e di essere meno a rischio di infarti e altre patologie.
  5. Garantisce una maggiore produttività lavorativa: chi pratica la meditazione tende ad avere migliori performance qualitative, oltre a essere più efficiente e creativo.
  6. Può essere praticata in qualsiasi luogo: esistono diverse tecniche di meditazione, praticabili ovunque, da soli o in gruppo.
  7. Riduce la perdita di memoria: aiuta a ostacolare il decadimento cerebrale e a mantenere la mente giovane.
  8. Aiuta a perdere peso: se abbinata ad una corretta alimentazione e a uno stile di vita equilibrato, permette di raggiungere una perfetta forma fisica.
  9. Permette di riscoprire la consapevolezza di se stessi: la meditazione aiuta a sviluppare al massimo le proprie potenzialità e a relazionarsi al meglio con gli altri.
  10. 10.   Allevia i sintomi di depressione e stress legati al logorio della vita moderna: da diversi studi è emerso come la meditazione possa risultare fondamentale nell'alleviare queste condizioni.


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