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domenica 22 settembre 2019

FAKE NEWS: NEWSGUARD RECENSISCE I SITI DI INFORMAZIONE PER GARANTIRE TRASPARENZA E CREDIBILITÀ

FAKE NEWS: NEWSGUARD RECENSISCE I SITI DI INFORMAZIONE PER GARANTIRE TRASPARENZA E CREDIBILITÀ

Voti ai media e bollini di qualità

LA VERITA' CONTA: AGI PRIMA TRA LE AGENZIE DI STAMPA PER  CREDIBILITÀ E TRASPARENZA.

Dopo aver vagliato più di 2mila siti negli Stati Uniti prima di sbarcare nel Regno Unito, e da oggi anche in Italia, NewsGuard redazione americana che certifica l'attendibilità dei media online, ha recensito oltre il 70 per cento delle notizie online in Italia. Tra le maggiori testate italiane promosse a pieni voti  soltanto Agi Agenzia Italia, Il sole24ore, Il Fatto Quotidiano, Il, Leggo e The Post International.

Come è possibile da un lato difendere e valorizzare il giornalismo di qualità e dall'altro garantire ai lettori l'affidabilità delle notizie che si trovano online? Mettendosi a "guardia delle notizie". Almeno è quello che hanno pensato Steven Brill e Godon Crovitz, quando circa un anno fa hanno dato vita alla startup NewsGuard che si propone di analizzare la credibilità e la trasparenza dei siti di notizie e di informazione.

NewsGuard utilizza un approccio giornalistico per combattere le notizie false e la disinformazione. I meccanismi di funzionamento sono quelli di un giornale: ci sono riunioni di redazione, si selezionano i siti da prendere in considerazione, li si analizza e si condividono i risultati. L'analisi prevede la realizzazione di una scheda informativa quanto più possibile dettagliata sul sito preso in considerazione e la verifica del rispetto di nove parametri, divisi in due macro aree: credibilità e trasparenza.

"Il panorama dell'informazione italiana non esce male nel complesso dall'analisi di NewsGuard. La stragrande maggioranza dei siti di informazione rispettano i nostri criteri di attendibilità e correttezza, ma non si tratta di pagelle, piuttosto di indicazioni su come migliorare qualità e trasparenza dell'informazione online". Giampiero Gramaglia, giornalista, ex direttore dell'Ansa e oggi consulente senior di NewsGuard di cui è membro del comitato di consulenza, metodi e criteri usati dalla società che, attraverso un team di giornalisti basati a New York, ha analizzato finora circa 120 siti di informazione italiana, circa il 70% del panorama informativo presente su Internet.    

Agi .it è l'unico sito di informazione primaria in italia a rispettare tutti e 9 i criteri di credibilità e trasparenza di NewsGuard.

CREDIBILITA'
  • Non pubblica ripetutamente notizie false
  • Raccoglie e presenta informazioni in modo responsabile
  • Gestisce la differenza tra notizie ed opinioni in modo responsabile
  • Non pubblica titoli ingannevoli

TRASPARENZA
  • Il sito fornisce informazioni riguardanti il suo assetto proprietario e i suoi finanziamenti
  • Segnala in modo chiaro la pubblicità
  • Il sito indica i nomi dei responsabili e tutti i possibili conflitti di interesse
  • Fornisce informazioni sugli autori dei contenuti del sito

"La prima domanda che ci siamo posti con Riccardo Luna, quando arrivammo alla direzione di Agi è stata: che cosa è una agenzia? L'agenzia è la prima e più ampia fonte di approvvigionamento di informazioni e notizie per i media, suoi clienti storici. Ha ancora un ruolo? Sì, in un'epoca attraversata da una crisi strutturale del modello di business dell'editoria, l'agenzia ha più che mai il compito di facilitare colleghi e editori a ritrovare punti di equilibrio tra qualità dell'offerta informativa ai lettori e conto economico.  Quindi? Quindi ci siamo dati il primo obiettivo, che abbiamo individuato in un valore per noi non negoziabile, senza il quale tutto quello che avremmo fatto non avrebbe avuto alcun valorela verità conta .  Due semplici parole cariche di valore: per ricordarcele tutte le mattine le abbiamo inserite come pay off sotto la testata del sito e in tutte le nostre campagne di comunicazione." ha dichiarato Marco Pratellesi, condirettore di Agi.

"Secondo la pagella rilasciata oggi alle 15 per la prima volta sui media italiani (per ora ne sono stati esaminati sette su dieci), agi .it merita il bollino verde. Condividiamo questo onore con molti altri siti italiani, ma di pochissimi viene detto che rispettano "tutti e nove i criteri di credibilità e trasparenza di NewsGuard".  Questo non vuol dire che siamo perfetti: facciamo errori ogni giorno, ma li raccontiamo e li correggiamo senza far finta di nulla; non cerchiamo clic facili promettendo contenuti che non ci sono; cerchiamo di spiegare le cose difficili perché prima di tutto proviamo a capirle, studiandole; ci asteniamo dal mettere in rete roba tossica e scandalistica, che sappiamo farebbe traffico ma non aiuterebbe a capire come stanno le cose. La pagella di Newsguard è uno stimolo a fare ancora meglio. La trasparenza e la credibilità non sono un traguardo che si taglia ma un obiettivo che si rinnova. E soprattutto sono l'unica strada per restituire al giornalismo la missione di guardiano della democrazia" ha sottolineato Riccardo Luna, direttore Agi.


Dall'analisi NewsGuard, particolare menzione è stata attribuita a:

-       Agi pubblica spesso articoli esplicativi sotto il cappello "Sapere Tutto" sulle notizie principali del giorno
-       la sezione DataJournalism offre analisi approfondite e statistiche su molteplici argomenti
-       il sito fa anche Factchecking per valutare la veridicità di quanto affermato da personalità pubbliche
-       pubblica i commenti nella sezione BlogItalia e interviste video condotte dal direttore di Agi con i leader del mondo della politica, imprenditoria e cultura
-       ha giornalisti in Italia e nel mondo che forniscono una copertura diretta delle principali notizie
-       le storie sono create attraverso interviste e documenti, come rapporti governativi e ricerche credibili
-       alcuni articoli sono basati su quanto riportato da agenzie di stampa internazionali come AFP, EFE e INTERFAX
-       I titoli riflettono i contenuti in modo accurato
-       Compie regolarmente correzioni con note che spiegano l'errore
-       L'agenzia invita gli utenti a richiedere correzioni e rilasciare commenti
-       Il sito rivela la sua proprietà
-       La pagina chi siamo mostra un lungo elenco di staff con biografie e recapiti
-       Gli articoli sono firmati
-       I contenuti editoriali sono chiaramente distinti da quelli sponsorizzati


NewsGuard sbarca in Italia nel momento giusto. Un sondaggio condotto daYouGov, per conto di NewsGuard, indica la necessità di trovare soluzioni per contrastare il dilagare della disinformazione. Il 92 per cento degli intervistati è convinto che le informazioni false in rete siano un problema e il 78% vorrebbe una maggiore attenzione da parte dei social sull'affidabilità dei siti di notizie, mentre il 74% vorrebbe un maggior controllo da parte dei motori di ricerca. A fronte di queste richieste, NewsGuard può rappresentare una delle risposte al problema (come ritiene anche l'85% degli intervistati).

Inoltre, NewsGuard ha lanciato un programma gratuito destinato alle biblioteche italiane, che sostiene l'alfabetizzazione mediatica e consente ai partecipanti di impeganrsi criticamente nella valutazione dei siti di notizie che incontra sui social media e attraverso i motori di ricerca.


 AGI - Agenzia Italia Spa  è una delle principali news company italiane. Dal 1950 affianca con i suoi notiziari il mondo editoriale, istituzionale, economico ed industriale.


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www.CorrieredelWeb.it

lunedì 2 aprile 2018

Web e Social Media: il trionfo delle verità dello scemo del Villaggio Globale


Negli anni '90 quando mi interrogavo sul futuro della conoscenza umana nell'Era Telematica, speravo in un nuovo Illuminismo globalizzato, dove il sapere poteva essere condiviso senza limitazioni.

Mi illudevo che si sarebbe potuta sviluppare una sorta di intelligenza collettiva senza confini e limitazioni.

La conoscenza è l'unica ricchezza che, se condivisa, non diminuisce.

Purtroppo ha avuto ragione la mia seconda ipotesi: quella apocalittica in cui l'individuo interconnesso costantemente con tutto il globo, avvolto da una nuvola di comunicazione assordante, ne viene annichilito, non sa discriminare le informazioni di fronte a tutta questa conoscenza che è disponibile come sterminati prodotti alimentari in uno scaffale infinito.

In tutto questo caos le informazioni diventano come le monete di Grisham: a circolare sono sempre quelle di minor valore.

E così siamo finiti in un Medio Evo digitale dove a circolare di più sono le più becere fake news, inventate solo per generare click che si convertono in visualizzazioni.

Queste bufale più sono condivise, più appaiono "più vere" delle affermazioni scientifiche.

Lo scemo del Villaggio Globale, che sa urlare con voce più alta le sue certezze assolutistiche, sovrasta lo scienziato che procede nella ricerca delle verità, sottoponendole incessantemente alla verifica della comunità scientifica.


Come affermava Umberto Eco: "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. 
Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. 
È l’invasione degli imbecilli.
La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. 
Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità.

domenica 25 marzo 2018

Fake News: il 73% degli italiani è in grado di identificarle e il 67% non ha fiducia nelle notizie diffuse sui Social Network | Commento di Fabrizio Angelini


Eurobarometro fake news:
per il 90% degli italiani rappresentano un problema, ma il 73% è in grado di identificarle

Commento di Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers e rappresentante di comScore per l'Italia
 
Milano, marzo 2018 - Il 37% degli Italiani intervistati dichiara di entrare in contatto con fake news ogni giorno, il 31% almeno una volta alla settimana ma allo stesso tempo il 73% - in linea con la media europea - si dichiara in grado di identificarle.

Solo il 19% degli intervistati in Italia dichiara di avere fiducia nelle news diffuse sui Social Network e sulle App di Messaggistica - terzo valore più basso tra i 28 Paesi - e oltre il 90% degli stessi dichiara che le fake news oggi rappresentano un problema, per l'85% sono nello specifico un rischio per la democrazia in generale (settimo dato assoluto).


Queste alcune delle evidenze presentate dalla Commissione Europea provenienti dalla prima ricerca sulla percezione delle fake news e sulla loro fiducia nelle fonti dei media, che ha coinvolto oltre 26.000 cittadini all'interno dei 28 paesi dell'Unione.

"Quello che emerge dalla ricerca dell'Eurobarometro è uno scenario che conferma la pericolosità delle fake news all'interno del panorama europeo dei media, anche se con gradi e impatti diversi sui diversi mezzi" dichiara Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers e rappresentante di comScore per l'Italia "Quasi quattro italiani su dieci dichiarano di entrare in contatto quotidianamente con contenuti falsi ma oltre il 70% ritiene di essere in grado di riuscire ad identificarli. Permane però il dubbio che nell'insieme rilevato non rientri tutta l'area grigia della digital propaganda o dei link 'clickbait' condivisi sui social network dove spesso un titolo riporta in modo tendenzioso un riassunto parziale o enfatizzato della notizia stessa. Ad emergere in modo chiaro sono anche le differenze nel livello di fiducia verso i vari mezzi di informazione, mentre quelli tradizionali si attestano tutti su percentuali superiori al 50%, l'informazione veicolata tramite social o app di messaggistica si attesta al 19% (terzo valore più basso tra i 28 stati membri)".


Sensemakers S.r.l. è una società che offre servizi di consulenza e prodotti in ambito digital basati sull'analisi e interpretazione dei dati relativi alla navigazione, comportamento e profilo sociodemografico degli utenti della rete.  Sensemakers è il rivenditore esclusivo per l'Italia di comScore.


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www.CorrieredelWeb.it

giovedì 22 febbraio 2018

BOLLETTE DELLA LUCE, LA BUFALA DEGLI AUMENTI. ECCO COSA C’È DI VERO


CASTELLABATE - Molti ci hanno scritto per avere maggiori dettagli sulla valanga di notizie spesso inventate dai social network (per raccogliere like e condivisioni) senza sapere di essere dinanzi a una bufala parziale. Ecco di seguito un quadro chiaro e dettagliato illustrato da Repubblica.it e del quale vi proponiamo la lettura per essere informati SERIAMENTE!

“Un esplicito invito a non pagare la prossima bolletta dell’energia elettrica. Un trucco che “funzionerà solo se lo faremo in tanti”. Il messaggio sta arrivando a molti via Whatsapp, diffuso da amici e parenti. E come spesso accade in questi casi, il messaggio diffonde un’informazione falsa, distorcendo un fatto vero.

La bufala si riferisce al fatto che l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e i rifiuti (Arera) nei giorni scorsi ha approvato una delibera che consentirà ai distributori della luce di recuperare alcuni crediti inesigibili tramite le bollette di tutti i consumatori. Come abbiamo già spiegato non si tratta di pagare le bollette al posto di chi non lo fa.

I consumatori in regola pagheranno solo una parte degli oneri generali di sistema non versati dai “furbetti” della luce. Questi oneri compongono una voce della bolletta, slegata dal consumo di energia, che pagano tutti gli utenti, principalmente per finanziare la produzione da fonti rinnovabili. Il denaro non finisce però nelle casse della nostra società fornitrice che deve girarli alle società che distribuiscono l’energia. Queste a loro volta li verseranno nel “calderone” del Gse. Di questa porzione di bolletta, Arera prevede che verrà inserita nel meccanismo di recupero solo una piccola parte, relativa a quegli oneri già versati dai distributori al Gse e mai ricevuti dalle società fornitrici.

Il messaggio spiega che nella prossima bolletta “ci saranno veramente dai 30 ai 35 euro per coprire i milioni di euro accumulati dai morosi (gente che non paga). Non dobbiamo pagare in attesa di decisioni del Tar”. Anzitutto, nella prossima bolletta non ci sarà alcun aumento (se non dovuto ai nostri stessi consumi), perché Arera ha già fatto sapere che per almeno un anno non accadrà nulla e che, quando il meccanismo partirà, gli aumenti saranno irrisori. Il Tar, poi, non deve prendere alcuna decisione in merito. Almeno per ora visto che il Codacons ha annunciato un ricorso al tribunale amministrativo della Lombardia per chiedere l’annullamento della delibera nella parte in cui prevede questo meccanismo di risarcimento ai danni dei consumatori.

Chi ha inventato la bufala, però, dice di non voler evadere la bolletta tout court ma che pagherà “solo la somma che mi spetta con un bollettino postale scritto a mano con l’importo decurtato della cifra che non mi spetta”. Una missione impossibile, visto che per ora non ci saranno aumenti e, anche quando scatteranno, sarà molto difficile se non impossibile individuare l’esatto importo da decurtare.


Fonte repubblica.it

Repost Marco Nicoletti Media ©️2018

mercoledì 20 settembre 2017

Microsoft dà caccia alle 'fake news' sul motore di ricerca

Mostrerà il 'fact-checking' nei risultati di Bing
ROMA -Dopo Facebook e Google anche Microsoft si impegna nella lotta alle 'fake news'. L'azienda di Redmond ha annunciato su Bing, il suo motore di ricerca, l'introduzione di una funzione che permetterà agli utenti di individuare immediatamente le cosiddette notizie bufala.
E' una specie di etichetta che accompagnerà le anteprime degli articoli interessati. Per la verifica il team di Bing si appoggerà ai servizi di Snope e PolitiFact
Nelle sue verifiche terrà anche conto della reputazione dei siti, se saranno riscontrati alcuni standard un certo contenuto potrà avere il contrassegno 'ClaimReview'. 
La novità cerca di rispondere ad una delle grandi emergenze della Rete, il proliferare di notizie false che finiscono per influenzare non solo gli utenti ma anche avvenimenti internazionali. Il fenomeno, non nuovo, è esploso durante le passate elezioni presidenziali americane che hanno visto la vittoria di Donald Trump.
Nel mirino sono finite inizialmente Facebook e Google, che hanno adottato contromisure. Il social network di Mark Zuckerberg ha avviato collaborazioni in alcuni paesi con realtà editoriali per la verifica delle news e ha anche inibito la pubblicità ai siti che diffondono ripetutamente false notizie.
Per contrastare le bufale, Google ha invece perfezionato l'algoritmo del motore di ricerca e ha lanciato un bollino per le notizie verificate. 
Anche Twitter, secondo recenti indiscrezioni, si starebbe muovendo su questo fronte.

giovedì 31 agosto 2017

Video: "Il mappamondo è falso" eppure ci credi da sempre!" - Tra fake news e clickbating.






















"Il mappamondo è falso eppure ci credi da sempre!"

Questo il titolo del video che segnaliamo e invitiamo a guardare... 
nonostante, appunto il titolo.

Scrivere che il "mappamondo è falso" non è corretto e crea pure confusione tra i significati di mappamondo e planisfero.

Il mappamondo è sferico, quasi come la Terra (un pianeta che, in realtà, non è esattamente tondo come una palla), e riporta le proporzioni in maniera abbastanza accurata, poiché tridimensionsionale, della forma e delle dimensioni dei Continenti.

Il planisferoinvece è una proiezione su un piano che rappresenta il Mondo su carta.
Questa rappresentazione bidimensionale provoca delle inevitabili distorsioni della forma e delle dimensioni dei confini geografici delle terre emerse.

Dunque, sarebbe stato mlto più corretto scrivere un titolo, come per esempio "Le mappe geografiche non sono davvero reali ma sono distorte ", piuttosto che "il mappamondo è falso". 

D'altro canto sarebbe stato molto meno efficace dal punto di vista della comunicazione di chi vuole attirare i lettori.

Ma pure se il titolo sensazionalistico suona in stile complottista "guarda queste cose che nessuno ti dice!", in questo caso non siamo di fronte alla classica fake news, ma più semplicemente al fenomeno del clickbaiting, il meccanismo alla base del business dei siti di informazione on line

Il guadagno dei siti deriva dagli introiti pubblicitari e, poiché questi dipendono dal numero di lettori raggiunti, monetizza di più il sito che ottiene più visualizzazioni, clic e condivisioni. 
Tutto ciò che stimola "ad arte", se non vogliamo proprio dire artificiosamente, tali visite genera il clickbaiting.  

Venendo all'argomento del video, è cosa nota da secoli che il planisfero non rispetta le reali proporzioni dei Continenti
È infatti nato per le rotte navali e quindi non aveva alcun obiettivo o esigenza di rispettare le proporzioni. 
Più ti allontani dall'equatore, più le terre sono disegnate "aumentate" rispetto alla realtà. 


Il modello di Mercatore, ideato nel 1569 da Gerard de Cremer (detto Gerardo Mercatore; 1512-1594) ancora oggi è il tipo di carta nautica più usata per la navigazione.

Se, dalla sua nascita (nel lontano 1569) si è affermata come la migliore rappresentazione 
 a scopo nautico di una superficie sferica su di un piano, si è poi diffusa anche negli atlanti geografici utilizzati a fini didattici.

La proiezione crea però un effetto distorsivo che aumenta le proporzioni verso i poli e l'emisfero Nord risulta privilegiato rispetto a quello Sud. 

Esistono altri modelli più realistici, ma che sono meno impiegati nella geografia di tutti i giorni come le carte  di Peters, Lambert, quelle stereografiche, quelle gnomoniche che invece sono utilizzate dagli scienziati per restituire le dimensioni giuste dei paesi. 

Ma il modello di Mercatore è quello quotidianamente accettato per tutti gli usi comuni, dalla gente di tutti i giorni. 

Ciò perché, senza un accordo condiviso su una rappresentazione convenzionale accettata da tutti, diventerebbe difficile utilizzare, per fare un esempio, pure Google Maps (e simili) che per un motivo o per un altro abbiamo sempre sotto gli occhi).

Per questi motivi non è vero che "il mappamondo è falso", ma dobbiamo tenere ben presente che:1) non è possibile disegnare sul piano la superficie di una sfera; 
2) la rappresentazione dei Continenti è appunto una rappresentazione, non un'esatta fotografia speculare. Peraltro anche una fotografia può riprendere solo una porzione del globo terrestre e anche quella non è mai oggettiva perché dipende sempre dal punto in cui viene scattata, da cui poi discende la relativa prospettiva della visione complessiva).

E' pure vero che si è affermata la rappresentazione convenzionale che riflette, di fatto, la visione politica del mondo: Eurocentrismo, Supremazia americana, Occidente vs. Oriente, Nord vs. Sud, Paesi ricchi e potenti vs. resto del Mondo.

Ma non ci troviamo di fronte a chissà quale complotto
Che l'emisfero Nord sia più potente e le questioni geopolitiche c'entrano fino ad un certo punto.

Le mappe nascono per orientarsi negli spostamenti in mare e, semplicemente, chi scriveva le mappe prendeva come riferimento casa sua, tutto qui! 

E siccome la civiltà moderna si è sviluppata in Europa e da lì è stata esportata più o meno in tutto il Mondo è così che si è affermata questa convenzione. 

Stessa cosa, del resto, avviene per datare i nostri giorni dell'anno: tutto il mondo anche non cristiano usa il calendario gregoriano che pone l'anno 0 nell'anno della presunta nascita di Cristo.

E' una convenzione necessaria a capirsi tra esseri umani, non una manipolazione complottista.

Certo, sarebbe auspicabile che a scuola ci insegnassero un pochino meglio la geografia fisica ed astronomica... e la relatività della topografia, o un minimo di nozioni base di geologia perché davvero sono rimasto sorpreso dal vedere che la sconfinata Groenlandia è più piccola dell'Argentina o le Americhe messe insieme non coprono la superficie dell'Asia!

Detto questo divertitevi a guardare le sorprese del video:
www.facebook.com/PlayGroundIT/videos/1834319566832176/



Andrea Pietrarota
APPROFONDIMENTI 
(a cura dell'ISTITUTO IDROGRAFICO DELLA MARINA MILITARE. 

La proiezione di Mercatore
Gerard de Cremer detto Gerardo Mercatore è stato un matematico, astronomo e cartografo fiammingo.
A lui si deve la "Proiezione o Carta di Mercatore" che attualmente è il tipo di carta nautica più usata per la navigazione.
Questo tipo di proiezione si ottiene inserendo la terra in un cilindro tangente all’Equatore e proiettando dal centro della terra tutti i punti della superficie terrestre sulla superficie del cilindro .
Una volta aperto il cilindro praticamente abbiamo riportato su di un piano una supeficie sferica

La proiezione
Sulla Carta di Mercatore i Meridiani , che sulla terra si uniscono ai poli , vengono proiettati Paralleli ed equidistanti tra loro .


La lossodromia
E’ evidente a questo punto che se noi in navigazione teniamo una rotta costante seguendo la nostra bussola, incroceremo tutti i meridiani con il solito angolo percorrendo una curva (rotta lossodromica o lossodromia). 
La praticità sta nel fatto che questa rotta potrà essere disegnata sulla carta con una linea retta che a sua volta incrocerà i meridiani formando angoli uguali .
E’ anche evidente comunque che in questa maniera non percorreremo la rotta più breve tra due punti (rotta ortodromica) ma, su rotte relativamente brevi, l’errore sarà minimo e sarà ampliamente ripagato dalla praticità del carteggio

La distorsione della carta
Questo tipo di proiezione però ha il limite nel fatto che i paralleli , che nella realtà sono paralleli ed equidistanti, sulla carta di Mercatore sono paralleli ma non equidistanti .
Su questa proiezione infatti i paralleli allontanandosi dall'equatore tendono ad aumentare la loro distanza in maniera esponenziale .
Per questo motivo al di sopra di certe latitudini (65° / 70° di Latitudine Nord o Sud) la carta distorcerebbe la rappresentazione della superficie terrestre in maniera troppo elevata rendendo impossibile il suo utilizzo.



Fonte:
www.scuolanauticadelta.it/1/l_istituto_idrografico_della_marina_militare_presentazione_2013_1303690.html

martedì 29 agosto 2017

Stupro di Rimini. Ancora infami bufale: spacciatori arrestati un anno fa, fatti passare per gli stupratori


E nulla, non c'è niente da fare...

Ancora squallide fake news sugli stupratori di Rimini

E' l'argomento caldo degli ultimi giorni e i soliti siti di bastardi senza cuore spargono le loro notizie false per accalappiare altri clic e visualizzazioni.

Così ora siamo arrivati all'assurdo di vedere la foto di quattro tunisini che furono arrestati per spaccio di droga nel mese di marzo dell'anno scorso e che non hanno nulla a che fare con lo stupro avvenuto sulla spiaggia romagnola due giorni fa.

Ma la "gente del web" non ce la fa proprio a fare una semplice verifica prima di condividere cose che si rivelano false.

Perciò via con la condivisione compulsiva, via con lo sfogo e la rabbia, via con l'auspicio di torture medievali per gli stupratori..

Ma questi quattro sono "solo" spacciatori, arrestati più di un anno fa, non i colpevoli dello stupro cui si sta dando la caccia e che purtroppo ancora non sono stati arrestati. 

Diversi amici on line cui faccio notare la strumentalizzazione in malafede si incazzano con me, come se io volessi insultarli o prendermi gioco di loro.
Non è così, mannaggia, e lo giuro!

Io ce l'ho a morte non con chi ci prende per il culo spacciando bufale on line!
 
Con chi inorridisce alla notizia dello stupro e giustamente ha sete di giustizia e vuole che gli infami siano presi e puniti a dovere.


P.S.: Ricordo che chi diffonde notizie false di questo genere potrebbe beccarsi una bella denuncia per calunnie e diffamazione dai quattro tunisini, che saranno delinquenti (e spero che stiano già pagando per i loro reati) ma non sono stupratori.


Andrea Pietrarota

Qui la fonte relativa all'arresto dei quattro della foto:

www.riminitoday.it/cronaca/eroina-a-chili-smerciata-per-rimini-arrestati-banda-di-pusher-tunisini.html

Fake news. Io sto con l'ANSA.

Ogni giorno online siamo bombardati da notizie più o meno sensazionali che vengono rapidamente condivise da migliaia di lettori. 

Più sono sensazionali e suscitano reazioni emotive (rabbia, indignazione, odio, sete di giustizia), più vengono condivise viralmente. 

Il business dei siti di informazione on line è dato dagli introiti pubblicitari. 
Questi dipendono dal numero di lettori raggiunti. 
Quindi un sito che ottiene più clic e condivisioni guadagna di più.

Purtroppo sono centinaia i siti che si approfittano di questo meccanismo psicologico e quindi divulgano fake news, le notizie false "acchiappa clic", sfruttando gli argomenti che toccano di più le corde del lettore. 

Salute, politica, tragedie, scandali, questioni sociali o anche lo sport sono temi gettonatissimi

Tra questi, la questione migranti è un ottimo argomento per far soldi online: è un problema che interessa tutti: chi si preoccupa degli aspetti umanitari dei profughi, chi della sicurezza dell'ordine pubblico.

In questi ultimi giorni di agosto 2017 la notizia del brutale stupro di Rimini di una donna polacca e un trans peruviano a Rimini sta imperversando online. 

Le testimonianze e indagini indicano 4 magrebini, più specificatamente marocchini, come gli ignobili aggressori che si sono macchiati di tale brutale violenza. 

Dal 27 agosto le news al riguardo diffuse sui social sono esplose in modo incontrollabile. 

Ma all'ora di pranzo di oggi 29 agosto i responsabili dello stupro devono essere ancora arrestati e la loro identità ancora non è certa.

Però nelle ultime 48 ore tutti si sono scatenati a scrivere e commentare impazziti contro l'immigrato, l'uomo nero, l'africano, lo stupratore. 

Online non si sa bene chi ma se si potesse già si sarebbe passati alla castrazione ("Chimica? No fisica!") o giustiziati ("Ammazziamoli tutti quanti!") dei colpevoli.

Ancora una volta mi ritrovo a constatare che il fatto che i colpevoli devono essere ancora arrestati sembra passare in secondo piano. 

La maggioranza non verifica ciò che legge (spesso fermandosi pure al solo titolo). 
Ma lo commenta.

Anche perchè "se lo scrivono tutti, deve essere vero..."

Ma il fatto NON è vero!

Chi scrive che gli stupratori sono stati presi ci prende per il culo, vuole solo i nostri clic.

A chi mi chiede come fare a capire quando ci si trova di fronte ad una bufala on line io suggerisco sempre di fare prima una verifica sul sito dell'ANSA.

Se una notizia non la trovi sull'ANSA, che è la più autorevole agenzia di stampa italiana nel mondo, è altamente improbabile che sia vera. 

Perché nel newsmaking (il lavoro che trasforma una selezione di qualsiasi cosa accade ogni istante nel mondo in notizia di interesse pubblico) il ruolo (e quindi il business che ti fa mangiare) dell'agenzia di stampa è di diramare i take non appena si ha notizia di qualche avvenimento. 

Le agenzie di stampa forniscono i "mattoni" alle redazioni giornalistiche che poi confezionano le news che poi apprendiamo dai Mass Media

Poiché l'ANSA non è la Pravda dell'Unione Sovietica, non ci troviamo di fronte ad un'agenzia asservita a chissà quale Grande Potere o schiava di un partito politico. 

Soprattutto per le notizie di Cronaca possiamo ragionevolmente confidare che quello che leggiamo nel sito ANSA rispecchi la realtà dei fatti. 

Certo, non tutte le agenzie di stampa lavorano con lo stesso scrupolo della BCC

Il passaggio del testimone verso i New Media sta spostando il "potere di diffondere le informazioni". Chiunque online è una fonte. 
Se è tecnicamente bravo a scrivere (indipendentemente dalle sue conoscenze grammaticali) può raggiungere un numero di lettori che addirittura supera le tradizionali redazioni giornalistiche. 

Da una parte c'è il vantaggio di una democratizzazione della comunicazione, dall'altro si è perso il controllo dell'attendibilità e autorevolezza. 

E si finisce che diventa vera la notizia più letta e condivisa, non necessariamente quella realmente avvenuta... Insomma, come sempre le cose sono molto complicate.

Però per capire se un fatto è avvenuto oppure no, il modo più semplice che io suggerisco per verificarlo e controllare sull'ANSA.


Andrea Pietrarota

sabato 24 giugno 2017

Web Marketing Festival: 2° giorno all'insegna di fake news, accessibilità, musica, sport e no profit.


Gli ospiti a sorpresa, la Sala Plenaria e i relatori sono pronti ad accogliere nuovamente i 6.000 partecipanti dell'evento all'insegna del digitale
"L'obiettivo e lo spirito profondo che incarna il Festival è stato abbracciato pienamente quest'anno: insieme ad ancora più appassiona, studenti, professionisti e aziende, siamo riusciti a fare di questo evento uno strumento per svelare, approfondire e affrontare alcune importanti sfide sociali e digitali del presente. Ma soprattutto del futuro" - Cosmano Lombardo, Chairman del Web Marketing Festival e CEO di Search On Media Group.
Si apre con lo spettacolo della compagnia teatrale Baraonda la seconda giornata del Web Marketing Festival, l'evento più completo sul digitale giunto alla quinta edizione.
 

L'intensa esibizione permette di introdurre il tema della Sala Plenaria, catalizzando l'attenzione della platea sulla crisi umanitaria vissuta in prima persona dagli a ori stessi. 

La "crisi" diventa così fil rouge della ma nata, che l'esperto di comunicazione e digital strategist Gianluca Giansante approfondisce col suo talk su "Le crisi della comunicazione in Rete (e fuori)".
A condividere la loro esperienza proprio nella gestione della comunicazione nei momenti di emergenza, sono alcune tra le più importanti realtà internazionali del terzo settore. 

A fianco del Chairman e presentatore del Festival Cosmano Lombardo viene introdotto Neri Marcorè, il moderatore d'eccezione di questo significativo momento di dibattito.

"In un contesto di crisi, la cosa fondamentale per il donatore è sentire che l'organizzazione rispetti il patto fiduciario che ha stipulato con lui", ha commentato Giancarla Pancione, Direttore Marketing e Fundraising di Save the Children, una delle ONG protagoniste del panel di approfondimento. 

"Nel momento in cui la correttezza dell'operato delle ONG è stata messa in dubbio, è stato fondamentale dialogare con i nostri donatori in estrema trasparenza, rispondendo ai loro interroga vi e spiegando il nostro punto di vista: l'imperativo morale di continuare a salvare i bambini che quodianamente rischiavano la vita in mare. E questo approccio ha pagato".
Assieme a lei sul palco anche Francesco Ambrogetti per Unicef, Luca Visone per Medici Senza Frontiere e Daniela Biffi per ActionAid, che anticipa così il suo intervento: "Reputazione e trasparenza nella relazione con l'opinione pubblica sono elementi vitali per ogni realtà istituzionale o aziendale. Per le ONG è ancora più vero: ascoltare e rispondere agli attacchi in rete, sui social media, è un dovere e insieme una grande opportunità. La sfida è modulare la risposta sui diversi argomenti, toni e tipi di interlocutore".
L'accessibilità e le barriere del web 
Le note di Ivan Dalia, pianista cieco dalla nascita, risuonano in Sala Plenaria per introdurre, invece, la tematica dell'accessibilità del web: come abbattere le barriere del digital divide, che ostacolano l'accesso a molti contenuti online a coloro che si trovano in situazioni di disabilità? 

Fondamentale in questo senso l'intervento di Vincenzo La Francesca, membro della Federazione Pro Ciechi, che, da esperto di informatica e di ausili flotecnici e flodidattici, affronta sul palco la questione dell'accessibilità al mondo social da parte dei disabili visivi. 

Uno sguardo ancora più approfondito sul tema viene, inoltre, lanciato da Francesco Caccavello di IWA Italy, Nunziante Esposito dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedente e Luca Ciaffoni dell'Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza, all'interno di una sessione di dibattito.
Neri Marcorè e i vincitori del WMF Rock Contest 
La musica è di nuovo protagonista sul palco con i vincitori di questa edizione del Rock Contest realizzata in collaborazione con Virgin Radio

Premiati da Neri Marcorè, i The General Brothers si esibiscono sulle note di "Feel the magic", il brano con cui si sono aggiudicati la vittoria.
Lercio e la storia delle bufale
Attenzione poi al mondo dell'informazione su web e social network con un approfondimento sul tema quanto mai attuale delle fake news, che si apre con un intervento di Augusto Rasori, membro della redazione di Lercio, che ha fatto proprio delle "bufale" la base del successo della testata online. 


"Nella scrittura umoristica e satirica la tecnica è importante quanto le idee. Proprio le caratteristiche di successo e gli aspetti tecnici, sia delle battute classiche sia delle fictional news (notizie false di stampo satirico), sono al centro di questo talk", specifica Alfonso Biondi, redattore di Lercio

È poi il giornalista Daniele Chieffi (Eni) il moderatore del dibattito sul tema, a cui prendono parte Marcel Vulpis di Sporteconomy, Giulio Gambino di The Post Internazionale, Marco Sodano di La Stampa e Roberto Zarriello di Tiscali.
L'innovazione sociale e la generazione di valore 
Nel pomeriggio si riparte con il lancio ufficiale per l'Italia del progetto "Il Video del Papa". 

L'iniziativa virale, sviluppata dalla Rete Mondiale di Preghiera del Papa per diffondere messaggi e riflessioni solidali di Papa Francesco riguardanti le sfide dell'umanità, è prodotta dall'agenzia di comunicazione spagnola La Machi, fondata da Juan Della Torre, presente sul palco. 


Sul ruolo chiave dell'innovazione sociale nel generare e alimentare nuovi valori, intervengono il direttore di Startup Grind Italy – Google Andrea Bifulco e Maurizio Grifoni, presidente di Fondo Fon.Te, fondo di previdenza complementare del terziario. 

Il loro contributo sul tema sensibile della Corporate Social Responsibility precede l'atteso momento della consegna degli awards del Festival.
I Premi ufficiali del Web Marketing Festival 
La seconda giornata si conclude con i WMF Awards, i riconoscimenti rivolti a personalità, aziende, enti e istituzioni che, durante l'ultimo anno, si sono distinti nel settore del digital marketing con campagne innovative e originali.  

Andrea Caschetto riceve il premio "Core Values", destinato a chi ha sfruttato i mezzi di comunicazione per la generazione di valore. 

A Tiziano Di Cara e Pif va il "Digital Social Responsibility" award, a favore di chi si è distinto in attività socialmente utili. 

Sul palco, inoltre, Cristiano Pasca de Le Iene, a cui viene consegnato il premio "Zero Barriere", per l'impegno nella lotta all'abbattimento delle barriere che i disabili vivono quotidianamente. 

Ed è, infine, il calciatore argentino Alejandro "Papu" Gomez a ricevere il premio "Digital Sport", destinato ai personaggi del mondo dello sport che si sono distinti per l'utilizzo della comunicazione online.
Con lo sguardo già rivolto al 2018 
Già fissate le date della 6^ edizione del Web Marketing Festival, che si terrà nei giorni 21, 22 e 23 giugno 2018
Dunque, appuntamento al prossimo anno!

mercoledì 31 maggio 2017

Come evitare le fake news: le 7 regole di Wikipedia

Wikipedia e fake news: 7 regole per evitarle. 

Wikimedia Italia porta nelle scuole la grande enciclopedia libera
per educare gli studenti al confronto, alla collaborazione e all'analisi critica delle fonti.

Per sostenere l'iniziativa SMS e chiamate solidali al 45522 fino al 12 giugno 2017.

Sono oltre 2 milioni* i contributori volontari che ogni giorno in tutto il mondo compilano, modificano e controllano oltre 44 milioni di voci in 284 lingue diverse di Wikipedia.

La più grande e consultata enciclopedia online, infatti, è una piattaforma a cui tutti possono accedere e contribuire. Questo però non significa mancanza di controllo: se è vero che chiunque ha l'occasione di aggiungere informazioni non verificate, rischiando di rendere Wikipedia un veicolo di diffusione di fake news, allo stesso modo tutti possono intervenire per correggere gli errori, voluti o meno.

"È proprio questa l'idea alla base di Wikipedia - afferma Maurizio Codogno, portavoce di Wikimedia Italia, l'associazione che lavora per la promozione dell'enciclopedia online e dei progetti ad essa collegati nel nostro paese – Collaborare per la diffusione del sapere rende una comunità più consapevole di come non tutte le notizie che ci bombardano siano necessariamente vere o presentate in modo neutrale. Inoltre, il confronto serrato ma sincero aiuta a sviluppare lo spirito critico".

Ma come si riconosce una fonte attendibile? Non esistono criteri scientifici, ma ci sono alcuni indizi che possono aiutare a individuarle. Wikimedia Italia propone quindi 7 regole per riconoscere e usare le fonti in maniera corretta. Una ricetta utile non solo per compilare una voce di Wikipedia, ma anche per valutare con attenzione le notizie in cui ci si imbatte, riconoscendo più facilmente le fake news.

*Il dato si riferisce al numero degli utenti che hanno effettuato almeno dieci modifiche dal primo contributo

Valutare e usare le fonti: le 7 regole di Wikipedia

Non tutte le fonti sono uguali! Non basta che un lavoro sia una pubblicazione originale per essere affidabile. È dunque importante sapere scegliere le fonti valide.
Una fonte non è affidabile per tutto: quando esce dal campo in cui è esperta, non ha nessun valore particolare. Un esempio? Un premio Nobel per la fisica che parla di politica.
Una fonte non è affidabile solo perché ne parlano in tanti, lo è se è apprezzata da tanti esperti in quel campo.
Una fonte può riportare fatti e opinioni, ma spesso li mischia: quando la si utilizza bisogna distinguerli chiaramente; i fatti restano tali, ma occorre utilizzare solo opinioni di esperti, esplicitandole come tali.
Se ci sono fonti entrambe valide ma contrastanti, occorre presentarle tutte, ciascuna con uno spazio corrispondente al consenso che hanno. Un'opinione minoritaria deve essere trattata con uno spazio minore di una generalmente condivisa.
Controllare attentamente i numeri: ogni dato deve avere un riferimento preciso, altrimenti non è da considerare attendibile.
Attenzione allo stile di scrittura: un testo è troppo urlato potrebbe essere indice di scarsa attendibilità, come anche un testo costruito in modo retorico.

Per diffondere fin dalle giovani generazioni l'attenzione alle fonti e trasmettere gli altri concetti fondamentali alla base dell'enciclopedia libera, Wikimedia Italia porta avanti il progetto "Wikipedia va a scuola" che fino al 12 giugno è possibile sostenere con sms e chiamate solidali al numero 45522.

L'associazione userà i fondi raccolti per organizzare negli istituti secondari di tutta Italia corsi volti a promuovere l'utilizzo dell'enciclopedia libera come strumento di conoscenza e formazione e trasmettere agli studenti il valore di una cultura libera, condivisa e collaborativa.

Numerazione solidale: 45522
Periodo: 5 maggio – 12 giugno 2017
Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da tutti i cellulari personali Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, CoopVoce e Tiscali e di 5 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Vodafone, TWT, Convergenze e PosteMobile. Sarà di 2/5 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa TIM, Infostrada, Fastweb e Tiscali.

Wikimedia Italia - Associazione per la diffusione della conoscenza libera è la corrispondente italiana ufficiale di Wikimedia Foundation Inc., società non profit statunitense creata nel 2003 con lo scopo di incoraggiare la crescita e lo sviluppo di progetti open content e di sostenere Wikipedia in tutto il mondo. 

Costituitasi nel giugno 2005, Wikimedia Italia si occupa di sostenere e promuovere nel nostro Paese i progetti di Wikimedia Foundation, impegnandosi in particolare a favorire lo sviluppo e la diffusione della versione in lingua italiana di Wikipedia, la più grande enciclopedia libera, scritta, gestita e controllata dagli utenti. 

Nella convinzione che una comunità è più democratica e consapevole quando ha libero accesso alla conoscenza, Wikimedia Italia lavora ogni giorno in collaborazione con le istituzioni culturali italiane per promuovere la diffusione gratuita di contenuti liberi e per stimolare la coscienza sociale.

www.wikimedia.it

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