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giovedì 9 novembre 2023

AI, "deepfake" e mondo dello spettacolo: Italia all'avanguardia rispetto agli USA nella tutela del diritto all’immagine degli attori

AI, "deepfake" e mondo dello spettacolo: Italia all'avanguardia rispetto agli USA nella tutela del diritto all'immagine degli attori

Lydia Mendola, Portolano Cavallo: "In Italia e in Europa le leggi vigenti sul diritto d'autore sono diverse rispetto agli Stati Uniti. L'uso non autorizzato delle sembianze di un un'attrice o attore italiano riprodotto attraverso l'AI è censurabile sotto il profilo della violazione del diritto all'immagine, che conferisce tutela inibitoria e risarcitoria."

 

Milano, 9 novembre 2023 – Nell'ultimo anno, l'intelligenza artificiale ha sbalordito tutti con la sua straordinaria potenza. Tuttavia, allo stesso tempo, è stata stigmatizzata come una minaccia da alcune categorie professionali, come gli operatori del settore dello spettacolo e dell'editoria.

Gli autori, infatti, temono di venire presto soppiantati da questa tecnologia, mentre gli artisti paventano il rischio di essere clonati digitalmente senza i loro preventivo consenso, rischiando così di incorrere in versioni deepfake[1] di se stessi o della propria voce, come successo recentemente all'attore americano Tom Hanks, al rapper Bad Bunny e non solo.

Si tratta di un rischio concreto anche in Italia? Si possono tutelare le proprie caratteristiche fisiche come la voce e i connotati? L'Italia offre una protezione diversa rispetto agli USA?

Secondo Lydia Mendola, partner di Portolano Cavallo: "In Italia e in Europa le leggi vigenti sul diritto d'autore sono diverse rispetto agli Stati Uniti. Nel nostro paese esiste il cosiddetto diritto all'immagine, secondo il quale, per poter ritrarre legittimamente una persona e usarne l'immagine, occorre - salvo eccezioni - ottenere il consenso del soggetto ritratto. Il diritto all'immagine tutelato dal diritto italiano ha una doppia natura: è sia un diritto della personalità (tutela la dignità, l'onore e la riservatezza della persona) sia un diritto patrimoniale azionabile quando l'immagine è usata a scopi economici. Quindi, l'uso non autorizzato delle sembianze di una persona comune o un'attrice o attore riprodotto attraverso l'AI sarebbe senz'altro censurabile sotto il profilo della violazione del diritto all'immagine anche quando l'uso non è fatto con finalità commerciali. In ogni caso la violazione del diritto all'immagine conferisce tutela inibitoria e risarcitoria nel caso in cui il soggetto ritratto abbia effettivamente patito un danno.

In USA il Right of Publicity ha invece un ambito di applicazione più limitato, posto che si tratta di un diritto di natura patrimoniale, invocabile principalmente quando si fa un uso non autorizzato dell'immagine o dell'identità di una persona per finalità commerciali. Il Right of Publicity, per esempio, potrebbe essere invocato da Tom Hanks per tutelare la propria immagine, utilizzata senza il suo consenso per la realizzazione di un deep fake generato da AI per promuove una campagna pubblicitaria a favore di una catena di dentisti.

 

Portolano Cavallo

Portolano Cavallo offre consulenza legale alle aziende che operano in settori complessi e in continua evoluzione.

La combinazione di leadership nei settori del Life Sciences-Healthcare e Digital-tech-media, competenze full-service (societario, regolamentare, IP e brevetti, protezione dei dati e cybersecurity, antitrust e Golden Power, Compliance, operazioni su società quotate, lavoro e altro ancora) e un'esperienza di altissimo livello in tutti gli aspetti del Private Equity e Venture Capital costituiscono un'offerta unica nel mercato legale in Italia.

 


[1] Il deepfake è una tecnologia avanzata che si basa sull'intelligenza artificiale per creare manipolazioni di immagini umane, permettendo di combinare e sovrapporre video o foto originali con contenuti esistenti. Utilizzando algoritmi di apprendimento automatico, questa tecnica è stata impiegata per creare video falsi di celebrità, diffondere notizie false, ingannare e frodare, compiere atti di bullismo virtuale o commettere vari tipi di crimini informatici. Inoltre, il deepfake può essere utilizzato anche per finalità satiriche.




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giovedì 21 novembre 2019

In calo la fiducia nell’informazione: fake news destinate a crescere, secondo gli italiani

Cala la fiducia nell'informazione: 
secondo gli italiani il fenomeno delle fake news crescerà nel corso dei prossimi due anni


Il 74% dei giovani (18-34 anni) nel nostro Paese è preoccupato per la crescente esposizione alle fake news; solo uno su 100 ritiene di esserne indenne. Ma la metà dei giovani verifica personalmente la veridicità delle notizie.   



Milano, 21 novembre 2019 – La difficoltà di accedere a informazione di qualità sembra preoccupare gran parte degli europei: il 59% di essi è infatti preoccupato per la diffusione delle fake news. Lo rivelano i dati dell'indagine sulla fiducia nell'informazione commissionata a livello europeo da Readly[1], dai quali emerge anche che il 63% degli italiani teme di non poter accedere a un'informazione veritiera – contro il 56% degli intervistati in Germania e il 48% in Svezia.

In particolare, il 33% degli italiani intervistati ritiene di essere esposta "spesso" a notizie false; il 12% "molto spesso". Queste percentuali aumentano tra i giovani tra i 18 e i 34 anni: il 41% di essi si ritiene "spesso" esposto alle fake news; il 19% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni ritiene di esserlo "molto spesso". Nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni solo 1 giovane su 100 ritiene di non essere in alcun modo esposto alle fake news.


Che cosa fanno i lettori italiani per arginare il fenomeno delle fake news
Secondo la ricerca commissionata da Readly, la fiducia nell'informazione appare compromessa a livello globale: gli intervistati, tuttavia sembrano avere a cuore la ricerca di fonti di qualità per garantire che ciò che stanno leggendo sia veritiero.

Oltre un terzo dei lettori (38%) ha dichiarato di verificare personalmente la veridicità delle notizie, e questa percentuale sale al 49% tra i giovani dai 18 ai 24 anni. Il 40% degli italiani intervistati afferma di ritenere che una notizia sia vera se riportata da una piattaforma affidabile, come un'app di riviste, o da un autorevole organo di stampa (38%); la percentuale sale al 42% tra i giovani dai 18 ai 24 anni. In media, infine, un quarto degli intervistati ritiene di essere sicuro che il contenuto sia attendibile se è firmato da un giornalista noto (24%).

Marie-Sophie von Bibra, Head of Growth per l'Italia di Readly, ha commentato: "Le fake news continuano a essere un problema, ma - soprattutto i giovani - sembrano sempre più attenti a selezionare e a verificare le notizie. I nostri lettori stanno mettendo in atto misure intelligenti per riconoscere e selezionare i contenuti: questo potrebbe spiegare perché anche in Italia, come in Europa, stiamo assistendo a una fruizione delle riviste digitali sempre più ampia e con cadenza regolare sulla piattaforma Readly".

Nel considerare l'approccio all'informazione, il 9% degli italiani intervistati ha dichiarato di avere attualmente accesso a un giornalismo verificato e di qualità tramite servizi a pagamento; il 35% ritiene di essere disposto a pagare in futuro per accedere a contenuti editoriali garantiti da un editore ed evitare di incappare in notizie false. Questa percentuale sale al 40% tra i giovani dai 18 ai 24 anni, così come nella fascia di età tra i 45 e i 50 anni.


Le attese per il futuro
La ricerca commissionata da Readly ha dimostrato che le aspettative future in termini di veridicità dell'informazione sono basse: quasi i due terzi (63%) degli italiani intervistati ritengono che le notizie false aumenteranno nei prossimi due anni. Tre su quattro giovani nella fascia d'età tra i 18 e i 34 anni (74%) affermano di essere preoccupati per la difficoltà nell'accedere a contenuti verificati. Il 17% degli intervistati ritiene che non sia possibile smascherare una fake news.


Readly è stata lanciato in Svezia nel 2013 e l'app è disponibile a livello globale; è attualmente attivamente commercializzata in Svezia, Regno Unito, Germania, Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Stati Uniti, Irlanda e Italia. Il servizio è ultrarapido, facile da usare e conveniente: ogni abbonato può accedere alle riviste su un massimo di 5 dispositivi. Oltre ai vantaggi per il lettore, Readly offre una nuova possibilità per il mercato editoriale, potente e priva di rischi per gli editori.




[1] Indagine condotta da YouGov Analysis Institute per conto di Readly dal 1° al 6 novembre 2019. Campione di 1023 intervistati italiani e 9126 intervistati europei nei 5 mercati chiave di Readly (Svezia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Italia) di età compresa tra 18 e 55+. Disposizione regionale e per età disponibile.

domenica 22 settembre 2019

FAKE NEWS: NEWSGUARD RECENSISCE I SITI DI INFORMAZIONE PER GARANTIRE TRASPARENZA E CREDIBILITÀ

FAKE NEWS: NEWSGUARD RECENSISCE I SITI DI INFORMAZIONE PER GARANTIRE TRASPARENZA E CREDIBILITÀ

Voti ai media e bollini di qualità

LA VERITA' CONTA: AGI PRIMA TRA LE AGENZIE DI STAMPA PER  CREDIBILITÀ E TRASPARENZA.

Dopo aver vagliato più di 2mila siti negli Stati Uniti prima di sbarcare nel Regno Unito, e da oggi anche in Italia, NewsGuard redazione americana che certifica l'attendibilità dei media online, ha recensito oltre il 70 per cento delle notizie online in Italia. Tra le maggiori testate italiane promosse a pieni voti  soltanto Agi Agenzia Italia, Il sole24ore, Il Fatto Quotidiano, Il, Leggo e The Post International.

Come è possibile da un lato difendere e valorizzare il giornalismo di qualità e dall'altro garantire ai lettori l'affidabilità delle notizie che si trovano online? Mettendosi a "guardia delle notizie". Almeno è quello che hanno pensato Steven Brill e Godon Crovitz, quando circa un anno fa hanno dato vita alla startup NewsGuard che si propone di analizzare la credibilità e la trasparenza dei siti di notizie e di informazione.

NewsGuard utilizza un approccio giornalistico per combattere le notizie false e la disinformazione. I meccanismi di funzionamento sono quelli di un giornale: ci sono riunioni di redazione, si selezionano i siti da prendere in considerazione, li si analizza e si condividono i risultati. L'analisi prevede la realizzazione di una scheda informativa quanto più possibile dettagliata sul sito preso in considerazione e la verifica del rispetto di nove parametri, divisi in due macro aree: credibilità e trasparenza.

"Il panorama dell'informazione italiana non esce male nel complesso dall'analisi di NewsGuard. La stragrande maggioranza dei siti di informazione rispettano i nostri criteri di attendibilità e correttezza, ma non si tratta di pagelle, piuttosto di indicazioni su come migliorare qualità e trasparenza dell'informazione online". Giampiero Gramaglia, giornalista, ex direttore dell'Ansa e oggi consulente senior di NewsGuard di cui è membro del comitato di consulenza, metodi e criteri usati dalla società che, attraverso un team di giornalisti basati a New York, ha analizzato finora circa 120 siti di informazione italiana, circa il 70% del panorama informativo presente su Internet.    

Agi .it è l'unico sito di informazione primaria in italia a rispettare tutti e 9 i criteri di credibilità e trasparenza di NewsGuard.

CREDIBILITA'
  • Non pubblica ripetutamente notizie false
  • Raccoglie e presenta informazioni in modo responsabile
  • Gestisce la differenza tra notizie ed opinioni in modo responsabile
  • Non pubblica titoli ingannevoli

TRASPARENZA
  • Il sito fornisce informazioni riguardanti il suo assetto proprietario e i suoi finanziamenti
  • Segnala in modo chiaro la pubblicità
  • Il sito indica i nomi dei responsabili e tutti i possibili conflitti di interesse
  • Fornisce informazioni sugli autori dei contenuti del sito

"La prima domanda che ci siamo posti con Riccardo Luna, quando arrivammo alla direzione di Agi è stata: che cosa è una agenzia? L'agenzia è la prima e più ampia fonte di approvvigionamento di informazioni e notizie per i media, suoi clienti storici. Ha ancora un ruolo? Sì, in un'epoca attraversata da una crisi strutturale del modello di business dell'editoria, l'agenzia ha più che mai il compito di facilitare colleghi e editori a ritrovare punti di equilibrio tra qualità dell'offerta informativa ai lettori e conto economico.  Quindi? Quindi ci siamo dati il primo obiettivo, che abbiamo individuato in un valore per noi non negoziabile, senza il quale tutto quello che avremmo fatto non avrebbe avuto alcun valorela verità conta .  Due semplici parole cariche di valore: per ricordarcele tutte le mattine le abbiamo inserite come pay off sotto la testata del sito e in tutte le nostre campagne di comunicazione." ha dichiarato Marco Pratellesi, condirettore di Agi.

"Secondo la pagella rilasciata oggi alle 15 per la prima volta sui media italiani (per ora ne sono stati esaminati sette su dieci), agi .it merita il bollino verde. Condividiamo questo onore con molti altri siti italiani, ma di pochissimi viene detto che rispettano "tutti e nove i criteri di credibilità e trasparenza di NewsGuard".  Questo non vuol dire che siamo perfetti: facciamo errori ogni giorno, ma li raccontiamo e li correggiamo senza far finta di nulla; non cerchiamo clic facili promettendo contenuti che non ci sono; cerchiamo di spiegare le cose difficili perché prima di tutto proviamo a capirle, studiandole; ci asteniamo dal mettere in rete roba tossica e scandalistica, che sappiamo farebbe traffico ma non aiuterebbe a capire come stanno le cose. La pagella di Newsguard è uno stimolo a fare ancora meglio. La trasparenza e la credibilità non sono un traguardo che si taglia ma un obiettivo che si rinnova. E soprattutto sono l'unica strada per restituire al giornalismo la missione di guardiano della democrazia" ha sottolineato Riccardo Luna, direttore Agi.


Dall'analisi NewsGuard, particolare menzione è stata attribuita a:

-       Agi pubblica spesso articoli esplicativi sotto il cappello "Sapere Tutto" sulle notizie principali del giorno
-       la sezione DataJournalism offre analisi approfondite e statistiche su molteplici argomenti
-       il sito fa anche Factchecking per valutare la veridicità di quanto affermato da personalità pubbliche
-       pubblica i commenti nella sezione BlogItalia e interviste video condotte dal direttore di Agi con i leader del mondo della politica, imprenditoria e cultura
-       ha giornalisti in Italia e nel mondo che forniscono una copertura diretta delle principali notizie
-       le storie sono create attraverso interviste e documenti, come rapporti governativi e ricerche credibili
-       alcuni articoli sono basati su quanto riportato da agenzie di stampa internazionali come AFP, EFE e INTERFAX
-       I titoli riflettono i contenuti in modo accurato
-       Compie regolarmente correzioni con note che spiegano l'errore
-       L'agenzia invita gli utenti a richiedere correzioni e rilasciare commenti
-       Il sito rivela la sua proprietà
-       La pagina chi siamo mostra un lungo elenco di staff con biografie e recapiti
-       Gli articoli sono firmati
-       I contenuti editoriali sono chiaramente distinti da quelli sponsorizzati


NewsGuard sbarca in Italia nel momento giusto. Un sondaggio condotto daYouGov, per conto di NewsGuard, indica la necessità di trovare soluzioni per contrastare il dilagare della disinformazione. Il 92 per cento degli intervistati è convinto che le informazioni false in rete siano un problema e il 78% vorrebbe una maggiore attenzione da parte dei social sull'affidabilità dei siti di notizie, mentre il 74% vorrebbe un maggior controllo da parte dei motori di ricerca. A fronte di queste richieste, NewsGuard può rappresentare una delle risposte al problema (come ritiene anche l'85% degli intervistati).

Inoltre, NewsGuard ha lanciato un programma gratuito destinato alle biblioteche italiane, che sostiene l'alfabetizzazione mediatica e consente ai partecipanti di impeganrsi criticamente nella valutazione dei siti di notizie che incontra sui social media e attraverso i motori di ricerca.


 AGI - Agenzia Italia Spa  è una delle principali news company italiane. Dal 1950 affianca con i suoi notiziari il mondo editoriale, istituzionale, economico ed industriale.


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sabato 26 gennaio 2019

“Io non me ne vado”. La lettera di Mauro Berruto Ct Nazionale Italiana Volley 2010-2015 contro il Governo M5S e Lega che gli italiani stanno condividendo sui Social

Lo sfogo di Mauro Berruto contro il governo: "Cialtroni e arroganti.
Lascerete morti e feriti".


IO NON ME NE VADO
L'ex ct dell'Italvolley pubblica su Facebook una lettera aperta in cui attacca duramente M5s e Lega. 
E il suo post diventa virale.

"Cialtroni.
Il vostro difetto non è l'incapacità, ma l'arroganza. 
La vostra colpa non è di non aver idea di come si governi un Paese, ma quello di credere di saperlo fare e di aver fatto credere di saperlo fare.
Vi siete smentiti su tutto. Avete dimostrato un'incompetenza abissale, tipica di chi crede di poter parlare di immunologia avendo studiato su Facebook, di politiche del lavoro avendo fatto lo steward al San Paolo o di riforma dello sport avendo fatto l'istruttore in una palestra della Virgin (gli esempi si riferiscono a fatti e persone realmente esistiti!).
Decine di piroette da circo non vi risparmiano il fatto di esservi dimostrati più trasformisti dei peggiori trasformisti.

Avete fatto retromarcia su Euro, Europa, salvataggi delle banche, streaming, impeachment, Tap, Tav, Ilva, chiusure domenicali, alleanze di governo, voti di fiducia, Nato, Ius soli, accise, condoni, trivellazioni, F35 e chissà quante altre cose. Sono talmente tante che non riesco a ricordare!

Siete il peggior governo della storia di questo Paese e siete riusciti a raggiungere questo traguardo in poco più di sei mesi. Nonostante questo non accettate l'evidenza di essere inadeguati.
Sarete spazzati via dalla Storia, questo è certo. 

Ma prima farete dei danni. Tanti. 
Lascerete morti e feriti sul campo (e in mare) e ci vorrà del tempo prima di poter calcolare per bene il disastro creato e il deserto intellettuale e morale che avrete generato. 
Sì, perché oltre ai danni all'economia, al mondo del lavoro, alla salute (proprio quella fisica) del Paese, alla capacità di aver ridato polmoni a odio, rabbia, razzismo, fascismo ci saranno anche danni che non si potranno quantificare con la calcolatrice, quelli che farete agli esseri umani. 

Non mi riferisco (solo) agli stranieri con la cui vita giocate, tenendoli in mezzo al mare in un modo disumano o ai clochard a cui vi bullate di buttare le coperte in un cassonetto, ma al cervello e all'umanità di tanto nostri connazionali, specialmente quelli più giovani. State insegnando ai ragazzi, ai nostri giovani, che studiare non serve a niente, state seminando incompetenza, bullismo, arroganza, sfregio delle istituzioni di qualunque genere. 
Siete riusciti a sbeffeggiare lo Stato, la Chiesa, il Presidente della Repubblica, il Papa. 

Avete sventolato il Vangelo e il Rosario usandoli come quei fondamentalisti dai quali ci dite di volerci difendere. Un po' come offrire un bicchiere di acqua zuccherata dentro a cui c'è una pillola di veleno. È perfino peggio dell'essere crudeli e basta: significa essere crudeli con metodo, con premeditazione. Quelle persone in difficoltà (di nuovo parlo dei nostri concittadini non degli immigrati) che avete strumentalmente usato per raggiungere il vostro scopo, sono la vostra spada di Damocle e saranno proprio loro a travolgervi e a spazzarvi via. 
Proprio quelle persone che hanno paura, che fanno fatica davvero (mentre la madre della vice Presidente del Senato ricorre al Tar, perdendo, alla richiesta di lasciare una casa popolare). 
Proprio perché avete giocato con la loro paura e rabbia. 

Nel frattempo continuate pure ad attaccare quella che voi chiamate élite. 
Per dire, avete schedato gli uomini di scienza. Sono operazioni che se aveste studiato un po' di storia, vi farebbero venire in mente qualcosa di già visto.
Sicuramente, ai più anziani, qualcosa viene in mente di sicuro: ne hanno già viste di persone come voi. 

Peggio di voi, forse, no. Non credo sia possibile, ma di gentaglia arrogante e inadeguata ne è già passata tanta e alla fine, ineluttabilmente, è stata spazzata via. Non passerà giorno, in questo 2019, in cui io e tanti altri faremo tutto il possibile per accelerare il fatto che voi diventiate un orribile ricordo. Qualcosa di talmente spregevole da non poter dimenticare, in modo da diventare uno di quei vaccini, ai quale (infatti) non credete.

Voi e i vostri eroi, bulletti di periferia, che buttano nei cassonetti le coperte ai senzatetto, che sfilano urlando slogan razzisti, che metteranno in tasca il reddito di cittadinanza (se mai almeno questo lo farete) continuando a lavorare regolarmente in nero, che condoneranno un'evasione fiscale o una casa fuorilegge a Ischia. 

Un po' come quei sciacalli che ridevano alla notizia del terremoto. Ricordate? Un po' come quegli artigiani che: "Finalmente al governo qualcuno di onesto! Dottore, facciamo 120 euro con la fattura o 100 cash e non ci pensiamo più?"
Già, "l'onestà tornerà di moda" dicevate, insegnando al Paese la disonestà. 
Siete macellai che si fingono chef di ristoranti vegani. 
Vi ha presi a schiaffi istituzionali il Presidente Mattarella, nel suo discorso al Paese, vi prenderà a schiaffi il Paese, democraticamente, ci mancherebbe. 

Perché questo è il Paese di Dante Alighieri, di Leonardo, di Michelangelo, di Giotto, di San Francesco, di De Gasperi, di Einaudi, di Togliatti, di Berlinguer, di Pertini e guardate cosa arrivo a dire, cari cialtroni, persino di Almirante. 

Questo è il Paese di Venezia, di Firenze, di Siena, di Roma, di Napoli, di Palermo, di Torino. Dell'arte, della cultura, della scienza, della tecnologia, della biodiversità. 

Ma come è possibile che tutto questo sia finito nelle vostre mani sciagurate? 
Non solo qualcuno lo ha permesso, creando un vuoto riempito dal vostro livore e dalla vostra arroganza, ma c'è anche chi ha preferito stare a guardare. 

"Odio gli indifferenti", diceva Antonio Gramsci e io non sopporto più né voi né tutti quelli che vi stanno a guardare, senza fare o dire niente. 
Siete la sciagura di questo Paese, che grazie al cielo, è talmente grande, pieno di intelligenza e di bellezza che vi spazzerà via e vi condannerà a dover rappresentare per sempre l'esempio perfetto dell'incompetenza assoluta, del vuoto morale e culturale. 

Io non vado via. 
Resto qui a presidiare il territorio e a fare quello che posso per restituirlo, ripulito da questa immondizia, a chi verrà dopo grazie a una doppia operazione: un Risorgimento, che ci restituisca un'unità nazionale vera, (niente a che fare con quello che fate finta di raccontare) e un Rinascimento, di bellezza, di cultura, di ambizioni, di sogni. 

Io non vado via. Resto qui, perché il mio Paese lo rivoglio indietro. 
E quando infilare un messaggio di odio fra un paio di foto di gattini o del piatto della cena non funzionerà più, questo Paese ritornerà ad essere il più bello del mondo. 

Sì, perché questo crimine è proprio imperdonabile: avete imbruttito il Paese più bello del mondo. Siete vandali che hanno disegnato i baffi sulla tela della Gioconda, avete abbattuto con le vostre ruspe il Colosseo e la Torre di Pisa, avete imbrattato con lo spray e con una frase volgare e sgrammaticata il marmo della Valle dei Templi. 

Ricostruiremo, ripuliremo e ricorderemo. 
Perché siete un pericolosissimo niente, ma non ci sarà nessuna damnatio memoriae per voi. 

La vostra maledizione sarà nell'essere ricordati, per sempre. 
Come i peggiori.

Senza nessun affetto", 
Mauro Berruto
Ct Nazionale Italiana Volley 2010-2015


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lunedì 17 settembre 2018

Fake news: come riconoscere un ictus cerebrale

Il post che riporto di sotto gira da anni. 

Secondo alcune fonti la donna (Ingrid, Federica, ecc.) morì di infarto, ma il punto è che i suggerimenti indicati perché una persona non esperta possa riconoscere un ictus non sono propriamente corretti.

I segnali hanno la caratteristica di essere improvvisi: quindi un fortissimo mal di testa, al di fuori della norma, può indicare la presenza di una emorragia cerebrale. 

Oppure, se non si riesce a muovere braccio e gamba, o lo si muove con difficoltà, se si perde la sensibilità  di un arto, se si ha difficoltà a parlare, se i muscoli del viso si muovono in modo diverso sorridendo, se la vista scompare per metà o si vede nero, è facile che sia in corso un ICTUS.


Ma io non sono un medico, perciò chiedete a chi lo è.

La mia idea è che chiamare immediatamente il 118 è la prima cosa da fare se si viene volti dal dubbio che ci sia una persona colpita da ictus.
Ogni secondo è prezioso.
Meglio un falso allarme che minuti persi per giocare a fare una diagnosi dilettantesca, che poi non è manco così facile da fare come il post fa immaginare.

Sul sito della Fondazione Veronesi, però trovo una conferma:

Come si riconosce l'ictus cerebrale?

"Come sono si sono manifestati i primi sintomi, immediatamente bisogna chiamare il 118, segnalando i sintomi, o recarsi a un pronto soccorso. «Non bisogna aspettare – spiega il dottor Marco Stramba Badiale, direttore del dipartimento di geriatria cardiologica all'Istituto Auxologico di Milano – perché nel momento dell'attacco ischemico non si può sapere se sarà transitorio e quindi senza conseguenze. In ospedale il paziente può trovare tutte le soluzioni terapeutiche del caso, purchè la struttura di ricovero disponga di una Unità Urgenza Ictus (STROKE Unit), le unità di ricovero deputate alla cura dell'ictus».

Questo post gira da anni in una Rete che è sempre più intasata di fake news scritte per stupido diletto (catene di Sant'Antonio), per generare profitti col clickbaiting o per manipolare l'opinione pubblica.

Diffidate sempre dei messaggi che si concludono con un: "FAI COPIA E INCOLLA E CONDIVIDI".

ICTUS! Durante una grigliata, Ingrid è inciampata e caduta. E' stato proposto di chiamare un'ambulanza, ma lei ha assicurato a tutti che era OK ed era inciampata solo a causa delle sue scarpe nuove. Era un po' pallida e traballante, è stata aiutata a ripulirsi e le è stato portato un altro piatto di cibo. Ingrid trascorse il resto della serata felice e gioiosa. Più tardi il marito di Ingrid chiamò per dire che sua moglie era stata portata in ospedale. 
Ingrid è morta alle 23.00 di quella sera. Aveva avuto un ictus durante la grigliata. 
Se i suoi amici avessero saputo come interpretare i segni di un ictus, Ingrid potrebbe essere ancora viva oggi. 
Alcune persone non muoiono immediatamente. 
Spesso rimangono a lungo in una situazione disperata. 
Se si riesce a intervenire entro 3 ore su una vittima di ictus, si potrebbe annullarne gli effetti. Il trucco sarebbe quello di riconoscere un ictus, per diagnosticare e curare i pazienti entro 3 ore, ma questo non è facile. 
Ci sono quattro fasi da cui si riconosce un ictus. 
-Chiedere alla persona di sorridere (non ce la farà). 
-Chiedere alla persona di pronunciare una semplice frase (per esempio: "E 'molto bello oggi."). 
-Chiedere alla persona di alzare entrambe le braccia e di mantenerle alzate con gli occhi chiusi (lei non può o solo parzialmente). 
-Chiedere alla persona di tirar fuori la lingua (se la lingua è storta, torsione a destra e a sinistra, è anche un segno di un ictus.) Se lui o lei ha problemi con uno di questi passi, chiamare immediatamente il 118 e descrivere i sintomi della persona al telefono. 
Non perdere ulteriore tempo a tentare di fare diagnosi esatta, ed in caso di dubbio CHIAMARE COMUNQUE IL 118. 
Un cardiologo ha detto che se si mettono quante più persone possibile al corrente di ciò, si può essere sicuri che qualsiasi vita - forse anche la nostra - può essere salvata. Inviamo quotidianamente tanta "spazzatura" attraverso la rete, ma a volte si può intasare con qualcosa di significativo, non è vero? 
Se è altrettanto importante per te ... copialo in modo che possa raggiungere più persone che potrebbero cambiare il destino di chi è colpito dall'ictus...
 FAI COPIA E INCOLLA 👍

giovedì 21 giugno 2018

Fake news. La foto del bimbo in gabbia tra bufale online e drammatica realtà


Questa fotografia non appartiene al contesto delle misure prese in Texas dal Presidente degli USA Trump contro i migranti provenienti dal Messico.

Ma i bambini messicani in gabbia ci sono finisti sul serio.


La foto virale è partita da un tweet del giornalista Jose Antonio Vargas

La foto non è stata scattata all'interno di una delle strutture del governo americano coinvolte nello scandalo.

Il debunker David Puente racconta la genesi di questo scatto nell'ambito di una protesta inscenata il 10 giugno 2018 davanti al Municipio di Dallas

Ma era d'impatto ed è stata utilizzata con un modo di fare (dis)informazione che io non apprezzo. 

Perché l'effetto boomerang che provoca è di far insinuare il dubbio che il fatto non sia mai avvenuto, come purtroppo è stato e come drammaticamente testimoniano per esempio queste tristi immagini:


La foto, che è stata subito condivisa viralmente su tutti i Social, è un'immagine usata per comodità e/o efficacia espressiva che però proviene da archivi fotografici. 

E' un'immagine utilizzata per suscitare emozioni, per trasmettere la drammaticità dell'avvenimento. 

Un po' come si narra che sia nata la famosa fotografia di Robert Capa del miliziano morente (che in scatti successivi appariva vivo e vegeto). 

Ma la foto del bambino resta un falso che il Giornalismo non dovrebbe consentirsi nella Fake Age.

giovedì 14 giugno 2018

Carlo Sibillia, il sottosegretario che non crede allo sbarco sulla Luna


...Come gestire il problema degli sbarchi dei profughi?

...Nominando sottosegretario agli Interni uno che nega pure lo sbarco sulla Luna!



sabato 9 giugno 2018

Al via la Social Media Week Italy dal 12 al 16 giugno

DAL 12 AL 16 GIUGNO 2018 TORNA LA SOCIAL MEDIA WEEK CON UNA EDIZIONE SPECIALE SU MILANO E ROMA

"Closer - Where Technology meets Humanity" è il tema dell'edizione di quest'anno con focus su nuove tecnologie, AI vs humanity, the You universe, the Social Divide.

La Social Media Week, settimana mondiale di eventi dedicata al Web, alla Tecnologia, all'Innovazione e ai Social Media, si prepara a tornare in Italia. L'appuntamento è dal 12 al 14 giugno 2018 a Milano e dal 14 al 16 giugno a Roma.

A Milano la Social Media Week sarà di scena alla nuova Cariplo Factory, in via Tortona, mentre a Roma tornerà alla Casa del Cinema a Villa Borghese.

Il programma completo dell'evento è disponibile sul sito www.smwitaly.it dove è possibile registrarsi per partecipare agli eventi tramite il SMW passport disponibile al costo di 35 euro (sono previste agevolazioni ulteriori per studenti e partecipazioni multiple).

Si esplorerà l'intensificarsi del conflitto fra uomo e macchina, sempre più attuale ora che l'intelligenza artificiale inizia ad entrare prepotentemente nelle nostre vite, ma anche fra comunità e individualismo, tra personalizzazione e isolamento, fino ad indagare il social divide: le tecnologie ci avvicinano o ci allontanano? 

Manager d'azienda ed esperti del settore, con numeri e case di successo, cercheranno di trovare risposte a questi e molti altri interrogativi che ruotano attorno ai temi legati alle nuove frontiere del marketing digitale, all'intelligenza artificiale, all'impatto sociale delle nuove tecnologie, fino ad arrivare alle fake news e i fake social profile. 

Si parlerà anche di robotica, digital business, mobile data, music, sustainability, food tech, e tanto altro.

Tra i relatori spiccano i nomi di Roberto Burioni, medico e ricercatore che nell'ultimo anno si è esposto molto sui social a favore dei vaccini: il 13 giugno l'accademico ci parlerà delle social fake news in ambito health. 

Sempre in tema fake news, bot, e troll si avrà Alex Orlowski, che ci spiegherà quali sono le minacce digitali e le soluzioni concrete per difendersi dagli attacchi della rete attraverso metodologie e strumenti avanzati. 

Dalla scienza alla musica: alla SMW milanese sarà presente Achille Lauro, a rappresentare il Rap, mentre la Dark Polo Gang a Roma ci svelerà i segreti del fenomeno musicale dell'anno: la Trap. 

Non possono poi mancare i giornalisti: Carmelo Abbate ci condurrà nel mondo della cronaca nera sui social. 

A seguire, il punto di vista sportivo con l'Ufficio stampa della Sampdoria Calcio a rivelarci il fenomeno degli eSports. 

Con Lorenzo Montagna esploreremo il cuore del dibattito della Social Media Week di quest'anno e parleremo di intelligenza artificiale e realtà aumentata. 

Il digital divide, core theme di Closer, sarà al centro del dibattito romano il 15 giugno con il giornalista scientifico Marco Motta.


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lunedì 2 aprile 2018

Web e Social Media: il trionfo delle verità dello scemo del Villaggio Globale


Negli anni '90 quando mi interrogavo sul futuro della conoscenza umana nell'Era Telematica, speravo in un nuovo Illuminismo globalizzato, dove il sapere poteva essere condiviso senza limitazioni.

Mi illudevo che si sarebbe potuta sviluppare una sorta di intelligenza collettiva senza confini e limitazioni.

La conoscenza è l'unica ricchezza che, se condivisa, non diminuisce.

Purtroppo ha avuto ragione la mia seconda ipotesi: quella apocalittica in cui l'individuo interconnesso costantemente con tutto il globo, avvolto da una nuvola di comunicazione assordante, ne viene annichilito, non sa discriminare le informazioni di fronte a tutta questa conoscenza che è disponibile come sterminati prodotti alimentari in uno scaffale infinito.

In tutto questo caos le informazioni diventano come le monete di Grisham: a circolare sono sempre quelle di minor valore.

E così siamo finiti in un Medio Evo digitale dove a circolare di più sono le più becere fake news, inventate solo per generare click che si convertono in visualizzazioni.

Queste bufale più sono condivise, più appaiono "più vere" delle affermazioni scientifiche.

Lo scemo del Villaggio Globale, che sa urlare con voce più alta le sue certezze assolutistiche, sovrasta lo scienziato che procede nella ricerca delle verità, sottoponendole incessantemente alla verifica della comunità scientifica.


Come affermava Umberto Eco: "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. 
Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. 
È l’invasione degli imbecilli.
La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. 
Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità.

domenica 25 marzo 2018

Fake News: il 73% degli italiani è in grado di identificarle e il 67% non ha fiducia nelle notizie diffuse sui Social Network | Commento di Fabrizio Angelini


Eurobarometro fake news:
per il 90% degli italiani rappresentano un problema, ma il 73% è in grado di identificarle

Commento di Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers e rappresentante di comScore per l'Italia
 
Milano, marzo 2018 - Il 37% degli Italiani intervistati dichiara di entrare in contatto con fake news ogni giorno, il 31% almeno una volta alla settimana ma allo stesso tempo il 73% - in linea con la media europea - si dichiara in grado di identificarle.

Solo il 19% degli intervistati in Italia dichiara di avere fiducia nelle news diffuse sui Social Network e sulle App di Messaggistica - terzo valore più basso tra i 28 Paesi - e oltre il 90% degli stessi dichiara che le fake news oggi rappresentano un problema, per l'85% sono nello specifico un rischio per la democrazia in generale (settimo dato assoluto).


Queste alcune delle evidenze presentate dalla Commissione Europea provenienti dalla prima ricerca sulla percezione delle fake news e sulla loro fiducia nelle fonti dei media, che ha coinvolto oltre 26.000 cittadini all'interno dei 28 paesi dell'Unione.

"Quello che emerge dalla ricerca dell'Eurobarometro è uno scenario che conferma la pericolosità delle fake news all'interno del panorama europeo dei media, anche se con gradi e impatti diversi sui diversi mezzi" dichiara Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers e rappresentante di comScore per l'Italia "Quasi quattro italiani su dieci dichiarano di entrare in contatto quotidianamente con contenuti falsi ma oltre il 70% ritiene di essere in grado di riuscire ad identificarli. Permane però il dubbio che nell'insieme rilevato non rientri tutta l'area grigia della digital propaganda o dei link 'clickbait' condivisi sui social network dove spesso un titolo riporta in modo tendenzioso un riassunto parziale o enfatizzato della notizia stessa. Ad emergere in modo chiaro sono anche le differenze nel livello di fiducia verso i vari mezzi di informazione, mentre quelli tradizionali si attestano tutti su percentuali superiori al 50%, l'informazione veicolata tramite social o app di messaggistica si attesta al 19% (terzo valore più basso tra i 28 stati membri)".


Sensemakers S.r.l. è una società che offre servizi di consulenza e prodotti in ambito digital basati sull'analisi e interpretazione dei dati relativi alla navigazione, comportamento e profilo sociodemografico degli utenti della rete.  Sensemakers è il rivenditore esclusivo per l'Italia di comScore.


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sabato 24 marzo 2018

Il movimento 5 stelle e la crisi delle democrazie europee



E' così incomprensibile per chi ha abbracciato la fede grillina capire che chi critica il m5s non è quindi per forza schierato con altri partiti?

Io non sono contro il Movimento 5 stelle. Io lo temo.

Il processo di crisi della nostra democrazia parlamentare è iniziato dopo tangentopoli.
La personalizzazione della politica è iniziata con Berlusconi.

Il Renzismo è stata la risposta caricaturale che ha mandato in frantumi il partito democratico che ormai da tempo possiamo descrivere come una sorta di DC contemporanea, avendo perso le connotazioni di provenienza social-comunista ha perso anche la sua identità di sinistra.

Renzi è stato un disastro. Punto. Ma la personalizzazione della politica prosegue con Grillo.

E Grillo è un qualunquista, un distruttore.
Negli anni '90 spaccava i computer durante i suoi spettacoli comici per poi diventare un asso della comunicazione digitale insieme a quel genio del male di Casaleggio sr.

Grillo non propone. Rade al suolo.
Grillo ha cavalcato la rabbia del popolo verso la mala politica ma non ha costruito un nuovo partito.
Il m5s esiste da anni ma non è cresciuto, non si è strutturato, non ha espresso dei leader rappresentativi e capaci.
Giggetto Di Maio è un pischellone cresciuto. La Raggi il nulla cosmico.

Il m5s senza Grillo - pure se lui "formalmente" ne è uscito - non ha alcuna visione politica.
Non è conservatore, non è progressista. Non è europeista, non è nazionalista. Non è statalista, non è liberista.
Il m5s non ha ideali sociali è infatti è trasversale senza però rappresentare nessuno.
Il m5s dà voce a qualsiasi istanza contro il sistema sociale. 
Il m5s fa propaganda cavalcando le fake news.

Dà voce a gente improponibile che crede alla pericolosità dei vaccini e alle scie chimiche...
Il m5s fa dell'incompetenza e ignoranza un vanto.
La piattaforma Rousseau oltre ad essere una macchina da soldi, un meccanismo che ha moltissime ombre pericolosamente non democratiche al suo interno.
Il m5s è rabbia popolare.

Più la rabbia popolare prende il potere, più il popolo è disposto a rinunciare a liberta individuali e diritti civici pur di poter urlare "adesso basta, vogliamo ordine".

Mussolini e Hitler arrivarono al potere per volontà del popolo.

"In How Democracies Die Steven Levitsky e Daniel Ziblatt, politologi e professori di Scienze del governo all’Università di Harvard, analizzano questo processo di erosione endogena di queste forme di governo, individuando quattro indicatori chiave per l’identificazione di un politico o di partiti antidemocratici: è il caso di preoccuparsi se questi rigettano, a parole o nei fatti, le regole di funzionamento di un sistema democratico; se negano la legittimità degli avversari; se tollerano o incoraggiano l’utilizzo della violenza; se mostrano la volontà di limitare la libertà e i diritti civili degli avversari, media inclusi."

"Quando si pensa alla morte di una democrazia è facile cadere automaticamente nell’immagine di un golpe; un colpo di Stato quasi teatrale nella sua messa in atto, il cui impatto emotivo è talmente forte sulla psiche pubblica da finire per rappresentare l’unica modalità di sovversione di un ordine democratico.

Questi eventi epocali però non capitano improvvisamente, senza essere giustificati e preparati da dinamiche politiche antecedenti: molte volte sono la conseguenza, più o meno spettacolarizzata, di un lungo processo di erosione delle istituzioni democratiche, che si verifica all’interno dell’ambito della legalità.

Non sono i colpi di Stato che uccidono le democrazie. Semmai, le democrazie si logorano da sé, aprendo le porte a istanze e figure che, piegando a poco a poco le regole del sistema a proprio favore, ne stravolgono completamente il volto".



http://thevision.com/politica/morte-democrazie/

venerdì 23 marzo 2018

“LERCIO LIVE SHOW”, A LUCCA VA IN SCENA IL MEGLIO DELLA SATIRA WEB

Risultati immagini per LERCIO live show
Il 30 Marzo alle 21 a Porcari (LU) tra notizie vere e fake news. 
Due ore di divertimento non stop.

Si avvicina a grandi passi il primo appuntamento che porta il marchio del Lucca Net Festival, l'appuntamento che vedrà protagonisti il 27 ottobre al Grand Hotel Guinigi i più noti influencers del panorama web

La marcia di avvicinamento inizia col botto il 30 marzo all'Auditorium “Vincenzo da Massa Carrara” di Porcari (LU). 100 posti disponibili per assistere al primo “Lercio Live” che si svolge in provincia di Lucca. Un appuntamento da non perdere, soprattutto dopo questa tormentata tornata elettorale... Tante notizie fresche da passare in rassegna, e risate assicurate per il pubblico in sala.

- “Mattarella inizierà le consultazioni partendo dal suo cardiologo”
- “Dovrà lavorare più di due giorni a settimana: Salvini rinuncia all’incarico di Premier”
- “Attaccava manifesti di Casini: ragazzo aggredito dai militanti di tutti i partiti”
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Queste sono solo alcune delle esilaranti notizie che verranno proposte dallo staff di Lercio.it sul palco dell'Auditorium di Porcari il 30 marzo; un'occasione per sdrammatizzare sull'instabile situazione del panorama politico italiano. 

 Ma il “Lercio Live show” è anche interazione con il pubblico: lanci di news, annunci e sondaggi. Una costante permanenza sul confine tra notizie vere o bufale, leit motive del “Vero o Lercio”, un gioco ideato con la partecipazione del pubblico in sala e l’attesissima rubrica “Ah, ma non è Lercio?” che vi farà restare a bocca aperta.  

L'ingresso alla serata è di 15€ ed è possibile prenotare l’ingresso sul sito www.netfestival.it. Inoltre saranno distribuiti anche gadgets e uno sconto speciale per partecipare al Lucca Net Festival di ottobre. “Lercio Live” è il primo spettacolo ideato e scritto dalla redazione di Lercio.it. Telegiornali esilaranti, rubriche improbabili e il meglio del repertorio del sito satirico più famoso e amato d’Italia accompagneranno gli spettatori in un divertentissimo viaggio all’insegna della sporca informazione, sempre in bilico tra realtà e finzione.  



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Lercio.it nasce come blog personale di Michele Incollu nell’ottobre 2012. Dopo poco diventa blog collettivo occupato dai ragazzi di Acido Lattico (ex frequentatori assidui della Palestra di Daniele Luttazzi), collettivo satirico nato qualche anno prima. Nel tempo, Lercio assume le quaranta identità dei suoi autori, tramutandosi in vero e proprio collettivo che produce a getto continuo fictional news, e da alcuni anni promuove la satira su temi come politica, sesso, morte e religione, e irride il cattivo giornalismo che dall’avvento di Internet è sempre più prorompente. Nel 2014 Lercio.it ha vinto il Macchianera Italian Award come “Miglior Sito” e per la migliore battuta.



Per informazioni e Biglietteria: http://www.netfestival.it/  
Info-line: 347.4480000 - 340.2715079  
Per il programma completo del Lucca Net Festival è possibile consultare il sito ufficiale dell'evento www.netfestival.it.
Per gli aggiornamenti e per vivere il festival come community sono attive le pagine Facebook, Twitter, Instagram e LinkedIn di “NetFestival Italia”.

Il festival è organizzato dall'Associazione Culturale “EcoEventi” con la collaborazione del network “Omada”.

giovedì 22 febbraio 2018

BOLLETTE DELLA LUCE, LA BUFALA DEGLI AUMENTI. ECCO COSA C’È DI VERO


CASTELLABATE - Molti ci hanno scritto per avere maggiori dettagli sulla valanga di notizie spesso inventate dai social network (per raccogliere like e condivisioni) senza sapere di essere dinanzi a una bufala parziale. Ecco di seguito un quadro chiaro e dettagliato illustrato da Repubblica.it e del quale vi proponiamo la lettura per essere informati SERIAMENTE!

“Un esplicito invito a non pagare la prossima bolletta dell’energia elettrica. Un trucco che “funzionerà solo se lo faremo in tanti”. Il messaggio sta arrivando a molti via Whatsapp, diffuso da amici e parenti. E come spesso accade in questi casi, il messaggio diffonde un’informazione falsa, distorcendo un fatto vero.

La bufala si riferisce al fatto che l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e i rifiuti (Arera) nei giorni scorsi ha approvato una delibera che consentirà ai distributori della luce di recuperare alcuni crediti inesigibili tramite le bollette di tutti i consumatori. Come abbiamo già spiegato non si tratta di pagare le bollette al posto di chi non lo fa.

I consumatori in regola pagheranno solo una parte degli oneri generali di sistema non versati dai “furbetti” della luce. Questi oneri compongono una voce della bolletta, slegata dal consumo di energia, che pagano tutti gli utenti, principalmente per finanziare la produzione da fonti rinnovabili. Il denaro non finisce però nelle casse della nostra società fornitrice che deve girarli alle società che distribuiscono l’energia. Queste a loro volta li verseranno nel “calderone” del Gse. Di questa porzione di bolletta, Arera prevede che verrà inserita nel meccanismo di recupero solo una piccola parte, relativa a quegli oneri già versati dai distributori al Gse e mai ricevuti dalle società fornitrici.

Il messaggio spiega che nella prossima bolletta “ci saranno veramente dai 30 ai 35 euro per coprire i milioni di euro accumulati dai morosi (gente che non paga). Non dobbiamo pagare in attesa di decisioni del Tar”. Anzitutto, nella prossima bolletta non ci sarà alcun aumento (se non dovuto ai nostri stessi consumi), perché Arera ha già fatto sapere che per almeno un anno non accadrà nulla e che, quando il meccanismo partirà, gli aumenti saranno irrisori. Il Tar, poi, non deve prendere alcuna decisione in merito. Almeno per ora visto che il Codacons ha annunciato un ricorso al tribunale amministrativo della Lombardia per chiedere l’annullamento della delibera nella parte in cui prevede questo meccanismo di risarcimento ai danni dei consumatori.

Chi ha inventato la bufala, però, dice di non voler evadere la bolletta tout court ma che pagherà “solo la somma che mi spetta con un bollettino postale scritto a mano con l’importo decurtato della cifra che non mi spetta”. Una missione impossibile, visto che per ora non ci saranno aumenti e, anche quando scatteranno, sarà molto difficile se non impossibile individuare l’esatto importo da decurtare.


Fonte repubblica.it

Repost Marco Nicoletti Media ©️2018

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