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martedì 19 giugno 2018

Virginia Raggi, il Sindaco di Roma che non sa che una via della Capitale è stata dedicata ad Almirante.

Virginia Raggi, il Sindaco di Roma che non sa che una via della Capitale è stata dedicata ad Almirante. 


Virginia Raggi sa di andare in tv per il programma Rai "Porta a porta"di Bruno Vespa.

Virginia Raggi non è una studentella impreparata che viene all’improvviso chiamata ad una interrogazione inaspettata da parte di un burbero professore liceale.

Virginia Raggi è il Sindaco (o Sindaca, fate voi) del Comune di Roma, la Capitale d'Italia, forse la città il cui nome è il più noto in assoluto in ogni parte del Mondo.

Bruno Vespa le chiede il come e perché dell’intitolare (cosa mai pensata manco dal precedente Sindaco Gianni Alemanno) una via di Roma a Giorgio Almirante, storico fondatore del MSI - Movimento Sociale Italiano, un partito politico di estrema destra ricolmo di nostalgie del fascismo del Mussolini che però "ha fatto cose buone".

Alla semplice domanda di Vespa sul nuovo nome della via romana, dapprima scuote la testa, quasi a voler negare (oppure stava pensando "accidenti 'sta domanda non l'avevo studiata e mo’ che gli dico?").
Quindi le scappa una risatina di nervosismo isterico. "Mi sorprende!"

Ma stiamo scherzando?
Forse non sa nemmeno quel che succede in Campidoglio?
Forse è così: non lo sa davvero.
Imbarazzante.

E a questo punto mi chiedo perché Beppe Grillo, il mefistofelico grande burattinaio del movimento 5 stelle, le abbia per così dire sottratto "gli auricolari" che aveva Ambra, quando ragazzetta di "Non è la Rai" veniva imbeccata dall'abile Gianni Boncompagni.

La sconcertante figura della Raggi si conclude praticamente con un'ammissione che la decisione della via dedicata ad Almirante è stata presa a sua insaputa e in sua assenza, ma lei si rimette al volere insindacabile della "volontà sovrana" dei consiglieri comunali.

E il mistero intrigante, degno di un romanzo di Dan Brown, è che sarebbe stata la minoranza della compagine di Fratelli d'Italia della Meloni ha convincere tutta la maggioranza a votare questo atto di toponomastica.

Una delibera che a tutti appare sicuramente "prioritaria" rispetto alle varie drammatiche emergenze del Comune di Roma: scandali di corruzione, strade devastate da crateri, verde pubblico abbandonato a se stesso con alberi killer e parchi gioco inaccessibili, cassonetti sommersi dai rifiuti urbani che ormai hanno attirato una miriade di cinghiali, che si stanno trasformando in una nuova specie animale urbana…


Virginia Raggi alla puntata di "Porta a porta" del 15 giugno 2018



giovedì 14 giugno 2018

Roma sotto inchiesta. Perché, mi chiedono, sei avvelenato con i grillini?


Perché, mi chiedono, sei avvelenato con i grillini?

L'altro giorno postavo un video girato dalla Casaleggio Associati in cui Virginia Raggi scandalizzata riportava che in un parco giochi di una delle Ville di Roma aveva addirittura trovato frammenti di vetro e pezzetti di carta. 

Le riprese dello stesso parco, fatte in questi giorni inquadrano una selva che ha superato in altezza pure le altalene...

Maledetti pdioti che sono andati a concimare apposta il verde pubblico per far crescere alberi e prati più in fretta, giusto?

Nella foto qui sotto, invece, potete vedere la simpatica trovata di Raggi e allegra combriccola per un semplice AVVISO DI GARANZIA per alcuni scontrini a Marino.

Ora che hanno il loro capogruppo indagato per CORRUZIONE e il loro principale responsabile organizzativo-economico in GALERA cosa faranno?
Porteranno le torte con la lima dentro?

Magnano e fottono come e peggio di quelli di prima ma ci fanno pure la morale, fanno i casti e puri...
Non solo incapaci, ma pure #honestistocazzo!

Com'era la litania quotidiana: Marino dimettiti!?

Io Marino manco l'avevo votato (e forse ha fatto la fine del Papa Buono).

Ma ora sono siamo in tanti che intoniamo il ritornello: Virginia dimettiti!



giovedì 17 maggio 2018

“Pecore e capre giardiniere? Meglio lo sfalcio dell’erba a costo zero”


Le considerazioni  dell’OIKOS al Sindaco di ROMA e ai vertici capitolini alle politiche ambientali. 

“Quella di utilizzare le pecore per la pulizia dei parchi e delle aree verdi non è una idea bislacca, come qualcuno ha affermato. E’, però, difficilmente realizzabile nel territorio comunale, anche in considerazione dello stato dei suoli e delle condizioni attuali di parchi e giardini. 
In Francia è stato sperimentato il pascolo controllato delle capre nelle zone in cui doveva essere eliminata la vegetazione erbacea. Nei fragili ecosistemi di Roma e dell’area metropolitana tale pratica dovrebbe essere tenuta sotto stretto controllo per non creare danni alle giovani essenze arboree"      
Così scrive il responsabile della associazione OIKOS, organizzazione di volontariato da anni in prima linea nell’hinterland romano nel settore della tutela ambientale,  ai vertici capitolini alle politiche dell’ambiente.       
“Non bisogna trascurare, inoltre il fatto, che ai sensi della L 353/2000 nei parchi già percorsi dal fuoco nelle precedenti stagioni, il pascolo è interdetto per  dieci anni – continuano dell’OIKOS ribadendo una proposta fatta dalla associazione da anni. “Lo sfalcio dell’erba può essere effettuato a costo zero nella Capitale. Basta concedere alle imprese agricole interessate, la raccolta della vegetazione erbacea per utilizzo zootecnico, per farne fieno e foraggio per gli animali“.


A sostegno di tale proposte  l'associazione fa  alcune importanti considerazioni. 

1) Lo sviluppo urbanistico degli ultimi 30 anni ha raggiunto vaste superfici dell'Agro Romano che in passato erano dedicate al pascolo                                       
2) Le aree non edificate sono state destinate, nella maggior parte dei casi  a verde pubblico. 
3) Le attività dei pastori e la  pastorizia sono stata interdetta in tali aree dal 1980         
4) In molte aree verdi e parchi campagna delle periferie  le imprese agricole interessate alla raccolta del fieno per utilizzo zootecnico falciavano e asportavano la vegetazione, mettendo in sicurezza le aree stesse, integrando così  la manutenzione ordinaria che avolgeva ll servizio Giardini. 
5) Tale pratica (decisamente una buona prassi) fu, però, abbandonata per affidare le operazioni di sfalcio a società private, (con aggravio per la spesa pubblica e i risultati negativi parzialmente emersi dall'inchiesta che la Magistratura ha battezzato con il nome di denominata "Mafia Capitale”)                     
6) Allo stato attuale  i limiti di spesa imposte dalle ristrettezze del bilancio capitolino  impongono scelte oculate e intelligenti.  E non c’è scelta più intelligente di un intervento a “costo zero”


giovedì 12 aprile 2018

Formula E: la Sindaca Raggi e Alejandro Agag inaugurano il sottopasso di via Cristoforo Colombo per la tappa italiana del Campionato

Torna in vita il sottopasso di via Cristoforo Colombo per la tappa italiana del Campionato ABB FIA Formula E.

Virginia Raggi: "Dopo 15 anni restituiamo ai cittadini sottopasso".

Alejandro Agag: "Impegno continuo nel valorizzare i luoghi toccati dal campionato".



Roma, 12 aprile 2018 – È stato inaugurato oggi, alla presenza della Sindaca di Roma Capitale, Virginia Raggi, e dell'Amministratore Delegato di Formula E, Alejandro Agag, il nuovo sottopasso di via Colombo, all'altezza di viale America, che è tornato ad essere attraversabile grazie agli interventi di recupero realizzati in vista della tappa italiana del Campionato ABB FIA Formula E in programma sabato.

Sono stati necessari 21 giorni di lavori per ripristinare l'unica modalità di attraversamento pedonale di via Colombo, una delle arterie strategiche del quartiere Eur e di tutta la città di Roma. 


Gli interventi di miglioramento, completamente a carico di Formula E e realizzati da Ma.Gi.Tec. Srl, hanno permesso di riportare in uso il sottopasso, chiuso dal lontano 2003, attraverso opere di pittura, pulizia e illuminazione.

Al taglio del nastro erano presenti due studenti dell'Istituto Tecnico e Professionale per l'Industria e per l'Artigianato "Carlo Cattaneo" di Roma che, attraverso l'impegno di 220 volontari, svolge un ruolo di supporto nei luoghi chiave dell'evento, dall'Allianz E-Village all'ufficio accoglienza.

Virginia Raggi, Sindaca Roma, dichiara: "Oggi restituiamo ai cittadini, dopo 15 anni di abbandono, il sottopasso di via Cristoforo Colombo. Era chiuso dal 2003. 

Ora i pedoni potranno attraversare in tutta sicurezza la strada. Abbiamo riqualificato e pulito tutta l'area migliorandone anche la sicurezza attraverso una nuova illuminazione e un sistema di videosorveglianza collegato con la Sala Sistema Roma. Ringrazio Formula E per aver finanziato gli interventi di recupero. È bello vedere come eventi internazionali come la Formula E possono contribuire concretamente al miglioramento della qualità della vita dei cittadini".

Alejandro Agag, amministratore delegato di Formula E, dichiara: "Riportare in vita questo sottopasso è un'ulteriore dimostrazione dell'impegno di Formula E nel valorizzare i luoghi toccati dal campionato, luoghi a cui vogliamo restituire il peso che meritano. I nostri sforzi, infatti, non sono rivolti solamente alla promozione dei valori legati alla mobilità sostenibile e a zero emissioni, ma anche al recupero di alcuni dei simboli dei territori che scegliamo per le nostre gare, specialmente in una città ricca di storia e bellezza come Roma. Ringraziamo Roma Capitale per la disponibilità ad accogliere questo progetto."

Oltre alla pulizia e alla pittura del sottopasso, i lavori hanno garantito la posa in opera di un nuovo corrimano e l'installazione di 18 corpi illuminanti sull'intera superficie. 


Per garantire adeguati livelli di sicurezza, sono stati inoltre sostituiti i cancelli di ingresso ed è stato installato un sistema di videosorveglianza e allarme collegato in remoto con la "Sala Sistema Roma", in cui convergono tutte le telecamere di sorveglianza di Roma Capitale, sotto la supervisione del Comando della Polizia Locale di Roma Capitale.

Il sottopasso fa parte degli impianti urbani moderni di interesse architettonico presenti all'Eur, censiti nella cosiddetta "Carta della Qualità", a tutela del loro valore storico ed urbanistico.


CorrieredelWeb.it

sabato 24 marzo 2018

Il movimento 5 stelle e la crisi delle democrazie europee



E' così incomprensibile per chi ha abbracciato la fede grillina capire che chi critica il m5s non è quindi per forza schierato con altri partiti?

Io non sono contro il Movimento 5 stelle. Io lo temo.

Il processo di crisi della nostra democrazia parlamentare è iniziato dopo tangentopoli.
La personalizzazione della politica è iniziata con Berlusconi.

Il Renzismo è stata la risposta caricaturale che ha mandato in frantumi il partito democratico che ormai da tempo possiamo descrivere come una sorta di DC contemporanea, avendo perso le connotazioni di provenienza social-comunista ha perso anche la sua identità di sinistra.

Renzi è stato un disastro. Punto. Ma la personalizzazione della politica prosegue con Grillo.

E Grillo è un qualunquista, un distruttore.
Negli anni '90 spaccava i computer durante i suoi spettacoli comici per poi diventare un asso della comunicazione digitale insieme a quel genio del male di Casaleggio sr.

Grillo non propone. Rade al suolo.
Grillo ha cavalcato la rabbia del popolo verso la mala politica ma non ha costruito un nuovo partito.
Il m5s esiste da anni ma non è cresciuto, non si è strutturato, non ha espresso dei leader rappresentativi e capaci.
Giggetto Di Maio è un pischellone cresciuto. La Raggi il nulla cosmico.

Il m5s senza Grillo - pure se lui "formalmente" ne è uscito - non ha alcuna visione politica.
Non è conservatore, non è progressista. Non è europeista, non è nazionalista. Non è statalista, non è liberista.
Il m5s non ha ideali sociali è infatti è trasversale senza però rappresentare nessuno.
Il m5s dà voce a qualsiasi istanza contro il sistema sociale. 
Il m5s fa propaganda cavalcando le fake news.

Dà voce a gente improponibile che crede alla pericolosità dei vaccini e alle scie chimiche...
Il m5s fa dell'incompetenza e ignoranza un vanto.
La piattaforma Rousseau oltre ad essere una macchina da soldi, un meccanismo che ha moltissime ombre pericolosamente non democratiche al suo interno.
Il m5s è rabbia popolare.

Più la rabbia popolare prende il potere, più il popolo è disposto a rinunciare a liberta individuali e diritti civici pur di poter urlare "adesso basta, vogliamo ordine".

Mussolini e Hitler arrivarono al potere per volontà del popolo.

"In How Democracies Die Steven Levitsky e Daniel Ziblatt, politologi e professori di Scienze del governo all’Università di Harvard, analizzano questo processo di erosione endogena di queste forme di governo, individuando quattro indicatori chiave per l’identificazione di un politico o di partiti antidemocratici: è il caso di preoccuparsi se questi rigettano, a parole o nei fatti, le regole di funzionamento di un sistema democratico; se negano la legittimità degli avversari; se tollerano o incoraggiano l’utilizzo della violenza; se mostrano la volontà di limitare la libertà e i diritti civili degli avversari, media inclusi."

"Quando si pensa alla morte di una democrazia è facile cadere automaticamente nell’immagine di un golpe; un colpo di Stato quasi teatrale nella sua messa in atto, il cui impatto emotivo è talmente forte sulla psiche pubblica da finire per rappresentare l’unica modalità di sovversione di un ordine democratico.

Questi eventi epocali però non capitano improvvisamente, senza essere giustificati e preparati da dinamiche politiche antecedenti: molte volte sono la conseguenza, più o meno spettacolarizzata, di un lungo processo di erosione delle istituzioni democratiche, che si verifica all’interno dell’ambito della legalità.

Non sono i colpi di Stato che uccidono le democrazie. Semmai, le democrazie si logorano da sé, aprendo le porte a istanze e figure che, piegando a poco a poco le regole del sistema a proprio favore, ne stravolgono completamente il volto".



http://thevision.com/politica/morte-democrazie/

mercoledì 13 dicembre 2017

DA ROMA A CASTELLABATE OGNUNO HA IL SUO “SPELACCHIO”


Anche quest'anno è polemica sugli alberi di Natale in Italia. Forse a causa del lontano ricordo di Natali passati più sentiti o forse per un innata propensione dei cittadini a cercare sempre il pelo nell'uovo, sono finiti sotto "attacco" su Facebook in particolare due abeti, uno (quello a Piazza Venezia a Roma) che battezzato “Spelacchio “ e uno posticcio  a San Marco Di Castellabate di sole luci che dell’albero natalizio ne traccia solo le sembianze ribattezzato “Spennacchio”! 

Spelacchio, spennacchio e chi più ne ha ne metta: tra i detrattori dell'albero di Natale in piazza Venezia a Roma o il luminoso del paese di “Benvenuti Al Sud“, non ci sono soltanto i critici. 

L'abete natalizio divide Roma, sul web e nel mondo della politica che non trova altro di meglio di cui parlare. 

Sui social nascono addirittura anche account dedicati che ironizzano su quello che dovrebbe essere un simbolo di pace e che invece all'ombra della Capitale è diventato l'ennesimo modo per fare polemica. 

A Castellabate invece ogni frazione del popoloso comune cilentano è stata illuminata  ma sul web c’è un po’ di malcontento , si sa che ad accontentare tutti spesso si rischia di scontentare altri, Natale è una festa più dell’apparire che dell’essere ma i gusti sono diversi e le polemiche servono anche a tenere vivo un dibattito che corre sul web e rende partecipi tutti gli internauti.  


Insomma Italia che vai.... spennacchio che trovi , tanto il 6 gennaio sarà tutto finito e dimenticato.

mercoledì 22 febbraio 2017

Stadio della Roma. Grillo: "decido io... e la Rete"

Ho fatto miei e rielaborato alcuni pensieri letti tra i post dei miei contatti facebook riporto alcune frasi che mi sembrano illuminanti.

La ggente del uebbe si lamenta perché il Presidente del Consiglio non viene eletto direttamente dal Popolo (non è previsto dalla Costituzione e ci sono ottimi motivi storici perché i nostri costituenti decisero così, ma tralasciamo...). 

Al contrario nel Comune, in tutti i Comuni, possiamo votare il Sindaco. 

Anche a Roma la persona è stata eletta ma sembra che qui le decisioni non le debba prendere la Raggi con la sua giunta, ma la Rete. 

E in più scopro che per sapere se si farà il fantomatico stadio della Roma (con annessa riqualificazione urbanistica e il quartiere più o meno spropositato) ora viene interpellato Grillo

Quello che hanno fatto le altre Giunte è stato tutto uno schifo, un errore e peggio ancora! 

Lo stadio secondo il vate genovese lo deve fare "un imprenditore, non un palazzinaro"
Non comprendo la differenza. 
Forse i palazzinari non sono imprenditori? 

In ogni caso il presidente della Roma, Mr. Pallotta manco è un diretto costruttore. 
Ma non gliene faccio una nota né di merito che di demerito.

Grillo sembra ormai voler decidere insindacabilmente il destino individuale e delle risorse altrui. 

La proprietà privata? Ininfluente!

La legge Madia sugli stadi? Non conta!

I terreni individuati per la realizzazione del progetto (e costati circa 70 milioni di euro) non sono stati scelti dagli ammerricani ma su precisa indicazione del Campidoglio ben cinque anni fa. 

L'idea di riqualificare l'area di Tor di Valle, abbandonata e degradata, sbarazzarsi del fatiscente ippodromo costruito dall'architetto Julio Lafuente (un ecomostro anni Sessanta che crolla su se stesso e di cui a nessuno importa un fico secco) non sembrava così bislacca. 

Il resto di denaro (privato, ma sempre denaro sprecato è) per relativi studi, progetti, carotaggi a norma di legge? Spiccioli e carta straccia!

Decide Grillo!



[...to be continued]

sabato 24 settembre 2016

Sgarbi: Il «no» della grillina Raggi alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 è una scelta vigliacca e irresponsabile. (Video)

Roma, 24 settembre 2016 - "L'Ambra Angiolini che parla nel corpo di Virginia Raggi ha evidentemente sentito male i suggerimenti che le venivano da quelli che, a partire da Grillo, il suo Boncompagni, le hanno fatto dire che è da irresponsabili fare le Olimpiadi a Roma... è irresponsabile negarle". 

Inizia così il video postato ieri, 23 settembre,  da Vittorio Sgarbi su Facebook per ribadire il suo disappunto riguardo il no della sindaca Virginia Raggi a Roma 2024.

"Irresponsabili che non capiscono, come Grillo e come lei, che Roma è una grande Capitale - prosegue il critico d'arte - le Olimpiadi toccano le grandi capitali. Roma non è un piccolo paese o un borgo sperduto. Immaginiamo no se lo avesse detto un sindaco come quello di Londra. Roma è almeno come Londra, è Roma Capitale, non Mafia Capitale. Non è una questione patriottica, ma di decoro e rispetto per la propria città: dire che non è adeguata, che non è in grado, è un modo vile di sottrarsi alla responsabilità e umiliare la propria città".

"Raggi non ha la dimensione di quello che è il suo compito - conclude Sgarbi - non può dire 'non siamo in grado', è un atto di viltà contro la sua città. Si ribellino i cittadini contro questo sindaco abusivo, eletto con i voti della destra, divisa per una scelta sbagliata di candidature che hanno riversato i voti su di lei".


Per quanto mi riguarda, non sono mai stato un particolare fan di Vittorio Sgarbi, ma sul no aprioristico alla candidatura di Roma alle Olimpiadi, mi trova amaramente d'accordo.

E' stato un no pavido e vile, nei modi e nella sostanza.

Soprattutto, una vera e propria umiliazione per tutti quelli che credono nella politica del fare e nelle mille potenzialità di una Capitale come poche altre al Mondo.

I soddisfatti del no alla candidatura parlano dei "soldi", che così non verranno sperperati e sprecati.

Ma in verità, questi "soldi" sarebbero venuti per lo più da investitori privati (vedasi gli esempi virtuosi di Trinità dei Monti con Bulgari o il Colosseo con i Della Valle). 
 
I "soldi", se le cose venivano fatte a dovere, non entravano solo nelle tasche di ricchi capitalisti ma anche in quelle di migliaia di lavoratori. 

I "soldi", se investiti con oculatezza, buon governo e attento controllo della spesa, sarebbero stati investiti per modernizzare la nostra amata Città. 


Certo, se ci basiamo sui tantissimi esempi negativi, come le fermate della metropolitana mai finite per Italia '90 o le più recenti strutture mai utilizzate per i campionati mondiali di nuoto, allora è meglio bloccare tutto. 

Ma con questa logica, blocchiamo pure i capitali privati che si vorrebbero investire per lo stadio della Roma con annessi e connessi.

Blocchiamo la ricostruzione post terremoto nel Reatino, visto che ancora non sono finiti i guai per i terremotati dell'Irpinia nell'80. 

Blocchiamo le autostrade, visto che 50 anni non sono ancora bastati per la Salerno-Reggio Calabria e che con tutti quei "soldi" spesi, probabilmente ci si andava a piedi sulla Luna!


Io non ce l'ho in modo particolare con la Raggi, che almeno è una donna ed è giovane e magari riuscirà a fare il Sindaco di Roma come non sono riusciti i suoi predecessori. 

Io ce l'ho a morte con tutte le generazioni di politici e amministratori che hanno fatto prima di tutto i propri interessi invece che della cosa pubblica. 

Ci hanno rubato il futuro per inettitudine o malaffare. 

Ma se blocchiamo tutto, non facciamo nulla, rinunciando alle possibili opportunità perchè sfiduciati nel saperle amministrare, dove vogliamo andare?

Questa sfiducia nel saper fare, questa rinuncia all'azione, mi avvilisce di più di chi, se onesto, prova a fare e sbaglia.
andrea pietrarota

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