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giovedì 17 maggio 2018

“Pecore e capre giardiniere? Meglio lo sfalcio dell’erba a costo zero”


Le considerazioni  dell’OIKOS al Sindaco di ROMA e ai vertici capitolini alle politiche ambientali. 

“Quella di utilizzare le pecore per la pulizia dei parchi e delle aree verdi non è una idea bislacca, come qualcuno ha affermato. E’, però, difficilmente realizzabile nel territorio comunale, anche in considerazione dello stato dei suoli e delle condizioni attuali di parchi e giardini. 
In Francia è stato sperimentato il pascolo controllato delle capre nelle zone in cui doveva essere eliminata la vegetazione erbacea. Nei fragili ecosistemi di Roma e dell’area metropolitana tale pratica dovrebbe essere tenuta sotto stretto controllo per non creare danni alle giovani essenze arboree"      
Così scrive il responsabile della associazione OIKOS, organizzazione di volontariato da anni in prima linea nell’hinterland romano nel settore della tutela ambientale,  ai vertici capitolini alle politiche dell’ambiente.       
“Non bisogna trascurare, inoltre il fatto, che ai sensi della L 353/2000 nei parchi già percorsi dal fuoco nelle precedenti stagioni, il pascolo è interdetto per  dieci anni – continuano dell’OIKOS ribadendo una proposta fatta dalla associazione da anni. “Lo sfalcio dell’erba può essere effettuato a costo zero nella Capitale. Basta concedere alle imprese agricole interessate, la raccolta della vegetazione erbacea per utilizzo zootecnico, per farne fieno e foraggio per gli animali“.


A sostegno di tale proposte  l'associazione fa  alcune importanti considerazioni. 

1) Lo sviluppo urbanistico degli ultimi 30 anni ha raggiunto vaste superfici dell'Agro Romano che in passato erano dedicate al pascolo                                       
2) Le aree non edificate sono state destinate, nella maggior parte dei casi  a verde pubblico. 
3) Le attività dei pastori e la  pastorizia sono stata interdetta in tali aree dal 1980         
4) In molte aree verdi e parchi campagna delle periferie  le imprese agricole interessate alla raccolta del fieno per utilizzo zootecnico falciavano e asportavano la vegetazione, mettendo in sicurezza le aree stesse, integrando così  la manutenzione ordinaria che avolgeva ll servizio Giardini. 
5) Tale pratica (decisamente una buona prassi) fu, però, abbandonata per affidare le operazioni di sfalcio a società private, (con aggravio per la spesa pubblica e i risultati negativi parzialmente emersi dall'inchiesta che la Magistratura ha battezzato con il nome di denominata "Mafia Capitale”)                     
6) Allo stato attuale  i limiti di spesa imposte dalle ristrettezze del bilancio capitolino  impongono scelte oculate e intelligenti.  E non c’è scelta più intelligente di un intervento a “costo zero”


giovedì 22 gennaio 2009

Arte e Natura nel Parco Roccamonfina


Sabato 7 febbraio, presso l'area archeologica denominata Orto della Regina nel Parco Regionale Roccamonfina-Foce Garigliano nell'alto casertano, verrà inaugurata la prima installazione d'arte contemporanea site-specific, nell'ambito del Progetto Arte e Natura nel Parco. L'opera è stata selezionata attraverso un concorso di idee promosso dalla Regione Campania – Parco Regionale Roccamonfina-Foce Garigliano, sotto la direzione artistica di Marcello Smarrelli ed organizzato da Civita.
Al concorso di idee il direttore artistico Smarrelli ha invitato quattro artisti di fama internazionale: Gruppo A12, Christian Frosi, Cyprien Gaillard, Tue Greenfort,che hanno elaborato i loro progetti a seguito di una breve residenza nell'area del parco.
L'iniziativa nasce dal desiderio del Presidente del Parco Regionale Roccamonfina-Foce Garigliano, Raffaele Aveta, di inserire l'area protetta nel circuito internazionale dei parchi d'arte e di promuovere la produzione artistica contemporanea, con particolare attenzione alle forme di arte pubblica e partecipata, alle poetiche della Land Art, all'
interesse per i temi della natura, dell'ambiente, della cultura biologica, con l'obiettivo di ricostruire o evidenziare un legame tra l'opera d'arte e l'ambiente, capace di sviluppare nuove visioni e nuove riflessioni.

La giuria composta da Cecilia Canziani, Pippo Ciorra e Marina Engel. I quattro progetti elaborati in questa prima fase presentano una particolare sensibilità verso gli obiettivi indicati dal concorso: capacità di lettura del territorio, interesse per i temi di carattere ambientale, economico, sociale e politico, riflessione sulla funzione delle opere permanenti e site-specific, con particolare attenzione alle tematiche dell'arte pubblica e partecipata, propensione verso discipline quali l'urbanistica, l'architettura e il design.
Questa manifestazione si pone non solo come un evento d'arte contemporanea, ma soprattutto come la possibilità di verifica in situ di un processo creativo che vede l'intima connessione tra opera d'arte e sito che la ospita, la giustifica e la determina nei contenuti e nella forma.
Per il suo intervento Frosi ha scelto di costruire un punto di osservazione per appassionati di astronomia, astrofili e curiosi. Gaillard, prevede la realizzazione di un monumento alla vele di Scampia riciclando le macerie accumulate attraverso la loro demolizione e realizzando una sorta di moderna rovina all'interno del Parco.
Greenfort richiama l'attenzione sul paradosso di efficienza tecnologica e assurdità politica utilizzando come simbolo e punto di partenza lo stabilimento nucleare dismesso.
Il Gruppo A12 ha l'obiettivo di dare una valore aggiuntivo condiviso al territorio e si basa sulla capacità di innescare meccanismi di richiamo e di attrazione tipici della comunicazione turistica, nei confronti di particolari aree geografiche e specifiche località, attraverso fenomeni di passaparola e reti di relazioni estese ad ambiti internazionali.
Info: www.parcodiroccamonfina.it
napoli-news.net

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