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giovedì 14 giugno 2018

Roma sotto inchiesta. Perché, mi chiedono, sei avvelenato con i grillini?


Perché, mi chiedono, sei avvelenato con i grillini?

L'altro giorno postavo un video girato dalla Casaleggio Associati in cui Virginia Raggi scandalizzata riportava che in un parco giochi di una delle Ville di Roma aveva addirittura trovato frammenti di vetro e pezzetti di carta. 

Le riprese dello stesso parco, fatte in questi giorni inquadrano una selva che ha superato in altezza pure le altalene...

Maledetti pdioti che sono andati a concimare apposta il verde pubblico per far crescere alberi e prati più in fretta, giusto?

Nella foto qui sotto, invece, potete vedere la simpatica trovata di Raggi e allegra combriccola per un semplice AVVISO DI GARANZIA per alcuni scontrini a Marino.

Ora che hanno il loro capogruppo indagato per CORRUZIONE e il loro principale responsabile organizzativo-economico in GALERA cosa faranno?
Porteranno le torte con la lima dentro?

Magnano e fottono come e peggio di quelli di prima ma ci fanno pure la morale, fanno i casti e puri...
Non solo incapaci, ma pure #honestistocazzo!

Com'era la litania quotidiana: Marino dimettiti!?

Io Marino manco l'avevo votato (e forse ha fatto la fine del Papa Buono).

Ma ora sono siamo in tanti che intoniamo il ritornello: Virginia dimettiti!



mercoledì 28 marzo 2018

Il diktat incostituzionale di Grillo contro i Senatori traditori

"Il Senatore che abbandona il gruppo parlamentare a causa di espulsione, ovvero ABBANDONO VOLONTARIO, ovvero dimissioni determinate da DISSENSO POLITICO sarà obbligato a pagare, a titolo di penale, al Movimento 5 stelle entro 10 giorni dalla data di accadimento di uno dei fatti sopra indicati, la somma di 100 mila euro". 

E' quanto prevede l'articolo 21 del regolamento interno del gruppo del Movimento 5 stelle del Senato. 

Non una Legge dello Stato Italiano.

Anzi la Costituzione Italiana con Articolo 67 sancisce espressamente che:
«Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». 

Il suddetto principio fondante della nostra democrazia rappresentativa ed è la base giuridica che giustifica una delle libertà più importanti di Deputati e Senatori

I parlamentari infatti svolgono il loro incarico senza obblighi nei confronti di partiti, programmi elettorali o dei cittadini stessi. 

Questo concetto fu introdotto per la prima volta nella Costituzione Francese del 1791 dopo la rivoluzione del 1789,  per poi diventato nel tempo uno dei mattoni su cui è stata costruita l’idea moderna di democrazia rappresentativa. 

L’eletto, perciò, non ha alcun vincolo giuridico nei confronti degli elettori, ma solo una responsabilità politica. 

Questa libertà di azione deve essere garantita affinché il parlamentare possa svolgere le proprie funzioni senza pressioni e/o ricatti esterni. 

Il mandato imperativo, opposto al libero mandato del sistema italiano, è previsto solo in Portogallo, Panama, Bangladesh e India. 

Nei regolamenti di Camera (art. 83) e Senato (art. 84) l'assenza di vincolo di mandato è declinata nella libertà per singoli eletti di intervenire in disaccordo con il proprio gruppo di appartenenza.

Quindi già esiste un "Consiglio Superiore della Magistratura Grillina"?

E come saranno puniti gli inadempienti traditori del Sacro Blog?

Con l'olio di ricino?

#provetecnichedidittatura
#mifannopaura



martedì 23 gennaio 2018

Una tranquilla giornata di politica italiana.

Risultati immagini per i politici italiani


- Berlusconi dice: "l'Europa è preoccupato (sì, al maschile...) per tutto questo populismo imperante in Italia".
Qualcuno spieghi a nonno Silvio il significato di "populismo".

- Dal suo nuovo blog, Grillo annuncia che è tornato a fare il comico. Ma quand'è che aveva smesso?

- Oggi non ho sentito le idiozie di Salvini.
Mi si sono scaricate le pile dell'apparecchio acustico.

- Sto ancora pensando a Bruno Peres. Non c'è mai limite al peggio

- ...e allora Renzi

Scusatemi, sto tuttora pensando a Bruno Peres, giocatore calciatore professionista in serie A (e nella Maggica, sob!).

venerdì 24 febbraio 2017

Stadio della Roma. Siamo all'epilogo?




Questa mattina alle ore 11.00 probabilmente in Campidoglio si porrà fine alla telenovela, sempre più ricca di colpi di scena, del fantomatico stadio della Roma.

I tifosi romanisti stanno lanciando la mobilitazione generale del popolo giallorosso, ma qui non si tratta di ammazzare il sogno di migliaia di tifosi di una squadra di calcio piuttosto che un'altra.

Significa dire no a investimenti per centinaia di milioni di euro in un progetto di pubblica utilità finanziato da privati e volto alla riqualificazione urbana e naturalistica di un'area inutile e abbandonata.

Un progetto che vedrebbe la realizzazione del secondo "polmone verde" più grande di Roma dopo Villa Borghese.

Un progetto che darebbe lavoro a migliaia e migliaia di persone, per la costruzione dell’intera opera e poi per la successiva gestione delle strutture realizzate.

Un progetto che è stato da tempo pubblicato ed è consultabile da tutti, ma di cui tutti ne parlano senza cognizione.
Risultati immagini per stadio della roma raggi
La famosa speculazione edilizia coinvolge meno del 15% di tutta l'area interessata.
Il che non significa che le cubature di cemento proposte non possano essere comunque eccessive, poiché sono sviluppate in verticale.
Non sono un urbanista, non lo so. Ma il buonsenso mi dice che si possano mettere paletti, regole e limiti. 

Tutto il resto sarebbe costituito da opere d’interesse pubblico, lo stadio, il parco naturale immenso, le infrastrutture, la viabilità.
Con buona pace delle obiezioni di vasta parte del movimento ambientalista, da cui io stesso provengo, che a mia opinione in questo caso si stanno rivelando intrise di ottusità tipica dei pensieri integralisti.
Quando non di palese malafede, come per la trovata di mettere sotto vincolo paesaggistico il fatiscente ippodromo, un ecomostro di cemento costruito negli anni Sessanta quando non esisteva ancora la cultura ecologista dei nostri tempi e che oggi mai ne avrebbe applaudito la costruzione.
Ma ora sembra che sia diventato un patrimonio monumentale di Roma. 
Del resto è noto quanto la Città Eterna di monumenti da valorizzare ne abbia pochini!
Infatti, se non era per i Della Valle, gli imprenditori fiorentini, oggi non avremmo il Colosseo restaurato.
Un esempio di come le risorse private possano essere utilizzate con beneficio sia pubblico che privato.

Ma proseguiamo. Ora si parla di rischio idrogeologico. Anche se dai tempi di Romolo e Remo lì non c'è mai stata un'esondazione.
Bene, se è così (io non sono un geologo), se c'è un potenziale rischio, non vuol dire che quella sia una zona in cui non si può fare nulla.
Solo che bisogna fare le cose con specifica attenzione e responsabilità.

Come dite?
Impossibile perché in Italia non riusciamo neanche a fare ricostruzioni post terremoto che reggano a scosse di terremoto del 5° grado della Scala Ritcher?

Allora non facciamo nulla. 
Visto che in Italia qualsiasi cosa si fa, poi viene fatta male...
Conclusioni qualunquiste e disfattiste che non fanno che alimentare l’italica cultura che finisce col premiare sempre proprio i furbi e i ladri che si vorrebbero combattere.

Cercare di far fare le cose per bene è di sicuro molto difficile, ma rinunciarci a prescindere - come nel caso della candidatura alle Olimpiadi - è una dimostrazione d’incapacità politica e amministrativa.

Oggi, salvo nuovi colpi di scena, tutto sarà mandato in malora.

Cinque anni di lavoro, studi, carotaggi, progetti e decine di milioni già spesi per l'area di Tor di Valle che – ricordiamolo - non è stata scelta dagli "americani" ma dal Campidoglio che proprio in quell’area aveva individuato il luogo ideale da risanare e valorizzare.
 Risultati immagini per stadio della roma raggi


mercoledì 22 febbraio 2017

Stadio della Roma. Grillo: "decido io... e la Rete"

Ho fatto miei e rielaborato alcuni pensieri letti tra i post dei miei contatti facebook riporto alcune frasi che mi sembrano illuminanti.

La ggente del uebbe si lamenta perché il Presidente del Consiglio non viene eletto direttamente dal Popolo (non è previsto dalla Costituzione e ci sono ottimi motivi storici perché i nostri costituenti decisero così, ma tralasciamo...). 

Al contrario nel Comune, in tutti i Comuni, possiamo votare il Sindaco. 

Anche a Roma la persona è stata eletta ma sembra che qui le decisioni non le debba prendere la Raggi con la sua giunta, ma la Rete. 

E in più scopro che per sapere se si farà il fantomatico stadio della Roma (con annessa riqualificazione urbanistica e il quartiere più o meno spropositato) ora viene interpellato Grillo

Quello che hanno fatto le altre Giunte è stato tutto uno schifo, un errore e peggio ancora! 

Lo stadio secondo il vate genovese lo deve fare "un imprenditore, non un palazzinaro"
Non comprendo la differenza. 
Forse i palazzinari non sono imprenditori? 

In ogni caso il presidente della Roma, Mr. Pallotta manco è un diretto costruttore. 
Ma non gliene faccio una nota né di merito che di demerito.

Grillo sembra ormai voler decidere insindacabilmente il destino individuale e delle risorse altrui. 

La proprietà privata? Ininfluente!

La legge Madia sugli stadi? Non conta!

I terreni individuati per la realizzazione del progetto (e costati circa 70 milioni di euro) non sono stati scelti dagli ammerricani ma su precisa indicazione del Campidoglio ben cinque anni fa. 

L'idea di riqualificare l'area di Tor di Valle, abbandonata e degradata, sbarazzarsi del fatiscente ippodromo costruito dall'architetto Julio Lafuente (un ecomostro anni Sessanta che crolla su se stesso e di cui a nessuno importa un fico secco) non sembrava così bislacca. 

Il resto di denaro (privato, ma sempre denaro sprecato è) per relativi studi, progetti, carotaggi a norma di legge? Spiccioli e carta straccia!

Decide Grillo!



[...to be continued]

venerdì 18 novembre 2016

Referendum: ultimo sondaggio prima del silenzio stampa. Ad oggi prevale il NO

REFERENDUM: PREVALE SEMPRE IL NO, MA UN 9% DI INDECISI INTENZIONATI AD ANDARE A VOTARE SONO PIU’ ORIENTATI AL SI E POTREBBERO PORTARE AD UN RISULTATO VICINO AL TESTA-A-TESTA. 

UN ALTRO 8% DI INDECISI POTREBBE INVECE DISERTARE L'URNA.


Roma, 18/11/2016. Lorien, stima un’affluenza tra il 55 e il 58%
Tuttavia, attraverso una seconda domanda sul voto rivolta solo agli indecisi (comunque intenzionati a recarsi alle urne), ha misurato che questi sono molto più propensi al SI, e il loro apporto in un caso di affluenza superiore al 58% porterebbe a uno scenario prossimo al testa-a-testa. 

Tra questi indecisi si misura un maggior numero di donne, di over 45 non particolarmente istruiti; circa l’11% è stato elettore di Renzi alle europee (la maggior parte sono astensionisti) e il 42% dà tutt’oggi un giudizio positivo al Governo. 

Tuttavia, oltre la metà di essi, non si sente ancora sufficientemente informato sul referendum.
 
L’aspettativa degli italiani (Indice winner) è netta per la vittoria del fronte del NO, ma sull’esito del voto incombono ancora tre importanti incognite:

L’AFFLUENZA FINALE come mostrato una quota importante di indecisi sarebbe più propensa al si, spostando l’esito più vicino al 50-50.


I RESIDENTI ALL’ESTERO Le indagini demoscopiche non possono prendere in considerazione l’orientamento di 3,5 milioni di elettori che (alla luce anche di una percezione differente rispetto al resto del Paese) potrebbero decidere le sorti di un voto in bilico.


LA CONCLUSIONE DELLA CAMPAGNA in cui non si esclude l’acuirsi dello scontro e colpi di teatro finali che potrebbero spostare alcuni voti o (più probabilmente) convincere alcuni a recarsi alle urne “a sorpresa” e a “votare d’impulso”.


Infine, anche in caso di vittoria del NO, secondo gli italiani Renzi dovrebbe continuare la sua azione di governo: gli italiani hanno bisogno ancora di sicurezze e stabilità amministrativa.
 
Un terzo degli italiani sostiene che la riforma è troppo complessa e poco chiara per sostenerla (proprio la scarsa chiarezza è identificata come uno dei maggiori pericoli di questa riforma, che crea confusione e potenziali conflitti nell’equilibrio dei poteri).  

La campagna, nonostante tutto, appare ancora come un referendum sul Premier.
 
Il referendum sarà in ogni caso determinante per definire i nuovi equilibri politici.
 
Ad oggi centrosinistra (PD), centrodestra (FI+LN+FdI+NCD) e M5S raccolgono ognuno pressoché un terzo dell’elettorato. 


Allo stato attuale e con l’effetto dell’Italicum non è possibile nemmeno predire chi potrebbe accedere al ballottaggio finale.



SCARICA LA PRESENTAZIONE DEI DATI.

lunedì 18 febbraio 2008

Beppe Grillo: la rete della rete

La rete della rete del Grillo

di Massimo Mantellini

Punto-informatico lunedì 18 febbraio 2008
Roma - Negli ultimi mesi mi è capitato almeno in un paio di occasioni di esprimere giudizi piuttosto negativi sulla presenza in rete di Beppe Grillo. Mi sono sempre occupato esclusivamente dell'approccio di Grillo al medium "internet" e mai di questioni contenutistiche o di altra natura. Ed ogni volta è accaduto che lettori e commentatori mi facessero notare quanto avessi in tali occasioni minimizzato o taciuto completamente il contributo di innovazione legato ai Meetup degli amici di Beppe. Aggregazioni in rete e nella vita reale di cittadini desiderosi di impegnarsi in prima persona, su Internet come altrove, nei confronti di alcune tematiche importanti.

Così - anche per venire incontro ad un mio personale senso di colpa - confesso che mi ha fatto molto piacere che nei mesi scorsi Enrico Maria Milic di SWG, una grande società di ricerche statistiche triestina, se ne sia andato in giro per l'Italia ad osservare da vicino le riunioni dei seguaci di Beppe Grillo con l'intento di descrivere lo scenario che si è trovato di fronte. Quello che ne è uscito è uno studio etnografico molto interessante sulla galassia dei piccoli movimenti che sono nati in questi anni, aggregati dalla rete Internet a margine del grande successo del blog di Beppe Grillo e delle sue campagne politico-informative.

Si parla molto di Beppe Grillo in rete e sui media e l'importanza del lavoro di Milic risiede proprio nell'aver voluto indagare non le tematiche o gli effetti indotti dalle "bordate" del comico genovese, ma l'effettiva portata di quella scintilla che Grillo è stato capace di far scaturire nella testa delle migliaia di persone che sulle tematiche ambientali, economiche e mediatiche, hanno inteso produrre una propria piccola o grande discesa in campo.

Per una volta insomma l'attenzione non è rivolta a Beppe Grillo stesso ma alle persone (oltre 60.000) che sulla scorta degli stimoli di Grillo hanno iniziato ad organizzarsi in comitati locali autonomi. Dallo studio di Milic traspare poi un dato interessante: l'uso dei forum dei Meetup e le discussioni online si candidano ad integrare, se non a sostituire, i luoghi fisici fino a ieri deputati al confronto delle opinioni come le sezioni dei partiti o i circoli culturali. Nuovi e vecchi strumenti di confronto si uniscono e da queste sperimentazioni si può forse intravedere quale valenza e quale dignità avrà domani tutta la comunicazione politica in rete.

Milic afferma che si tratti di un movimento "postmoderno", io più modestamente mi sento confortato dal fatto che singoli cittadini di estrazione molto differente partano da Internet per incidere direttamente nel tessuto sociale.

Esiste da tempo un diaframma significativo che mantiene la politica in rete lontana da quella del mondo reale: si tratta di una distanza legata primariamente al fatto che l'impegno sociale in rete è piuttosto semplice: spesso basta un click per assentire a grandi battaglie di libertà. Per partecipare ad iniziative come le riunioni degli "Amici di Grillo" è invece necessario spendere il proprio tempo: uscire di casa, salire in auto, raggiungere un luogo fisico e starsene per la maggioranza del tempo ad ascoltare gli altri. Un esercizio salutare e necessario che potrà sempre più spesso nascere in rete per poter poi finire altrove, nelle piazze, nei consigli comunali, nelle stanze dei movimenti politici.


Massimo Mantellini: Dalla tua esperienza personale in giro per l'Italia alle riunioni dei meetup hai avuto la sensazione che i fenomeni aggregativi dei "grillini" siano numericamente significativi o si tratta soltanto di un esiguo numero di persone che si organizzano e portano problemi locali all'attenzione generale? Esiste insomma un movimento concreto che si mantiene vivo ed attivo o i grandi numeri di Beppe Grillo e l'audience che riesce a mobilitare in rete e nei teatri faticano a organizzarsi concretamente?
Enrico Maria Milic: Non penso si possa distinguere fra mobilitazione reale e mobilitazione virtuale.
Cioè: i testi, le immagini e i video pubblicati o linkati dagli "Amici di Grillo" sui forum di Meetup.com raggiungono ogni mese almeno 350 mila persone, secondo recenti dati di mercato. Questo vuol dire che questo movimento, già così, raggiunge un'audience di massa suggerendo opinioni e notizie.
Già questo dato ha un forte valore: gli attivisti dei Meetup così entrano nel conflitto politico all'interno dei mezzi di comunicazione proponendo determinate priorità ai cittadini e a i politici. Ovviamente, 350 mila persone sono poca cosa rispetto ai numeri generati dai canali televisivi controllati dai leader della politica italiana.
Lasciando stare il conflitto sui media, mi pare che in alcune città questi gruppi legati a Grillo siano riusciti a trovare un'alchimia interna particolare: riescono a divertirsi, a essere concretamente attivi per risolvere i problemi della loro città e progressivamente a coinvolgere e a divertire anche altri cittadini. Un esempio in questo senso è il Meetup di Napoli, dove sono attive centinaia di persone, che stan facendo delle cose straordinarie per la città e al contempo elaborando originali forme di mobilitazione politica: loro la chiamano una "ideologia open-source". Purtroppo, in molte altre città i Meetup tendono a ripercorrere strade organizzative già battute da associazioni e partiti del passato: tendono a essere noiosi, gerarchici e tutto sommato poco efficienti e utili per la maggioranza dei cittadini.
Poi i 60mila iscritti ai Meetup di Grillo sono un numero solo teorico: a partecipare sempre sono una minoranza abbastanza piccola.

MM: Quale idea ti sei fatto al riguardo delle potenzialità degli strumenti di aggregazione in rete? Esiste una oggettiva difficoltà a passare da Internet alla "piazza" o forse in una valutazione del genere giocano maggiormente ragioni legate alla scarsa partecipazione politica in senso lato, quel senso di distanza che molto spesso rende la politica e i cittadini italiani "mondi lontanissimi"? In altre parole credi che Internet possa essere uno strumento "facilitatore", capace di indurre i cittadini ad una propria discesa in campo su temi sensibili o le mobilitazioni in rete (oggi che la composizione dei navigatori della rete si avvicina sempre di più a quella dei cittadini del paese reale) sono fenomeni molto spettacolari e spesso assai partecipati ma senza grandi possibilità di incidere sull'agenda dei problemi proprio in relazione alla loro vaporosità?
EMM: Penso che siamo in una fase di grosso cambiamento rispetto a quelli che i cittadini ritengono e riterranno come problemi su cui scegliere collettivamente. I media, i consumi e l'ambiente stanno diventando un terreno che molti di noi sentono sempre di più come "politico": scegliamo un media perché rappresenta dei valori che condividiamo, rifiutiamo un marchio perché sappiamo che è dannoso per l'ambiente e così via. I partiti tradizionali sono quasi totalmente assenti in Italia da questa agenda mentre Grillo e i Meetup, nel bene e nel male, fanno degli sforzi per coprirla.

Dall'altra parte non si tratta solo di un problema di contenuti. Si tratta di come i messaggi politici sono veicolati: il Meetup napoletano funziona perché la gente si diverte ed è entusiasta a partecipare e a provare a cambiare la loro città. Nel caso di Napoli la gente si diverte perché il gruppo è riuscito a trasferire le dinamiche orizzontali della rete e del servizio Meetup.com all'interno di ogni evento organizzato dai "grillini" e dalle "cicale" a Napoli: ogni individuo ha la possibilità ed è stimolato a partecipare, ogni voce può essere inclusa a patto che si voglia contribuire a uno sforzo collettivo, a patto che si vogliano ascoltare gli altri.
Se guardiamo al Meetup di Napoli e lo confrontiamo con i consueti modi di proporre messaggi dei partiti o dei media tradizionali, noteremo che da una parte ci si diverte dall'altra si è consumatori passivi e ormai abbastanza annoiati di un messaggio.

Ovviamente dovrà passarne di acqua sotto i ponti perché numeri importanti di cittadini e la classe dirigente dell'Italia possano accettare internet come mezzo di comunicazione e discussione politica. E Grillo e questo movimento non so se saranno mai accettati come qualcosa di "serio" dalla maggioranza dei cittadini, benché rappresentino le preoccupazioni oramai di tantissimi.
Un antropologo ha detto che il gioco, il teatro e il divertimento sono momenti in cui talvolta si sperimentano e propongono valori e azioni che non sono accettati socialmente: allora forse non è un caso che una nuova scaletta di problemi e nuovi modi di comunicare siano stati proposti da un comico, Beppe Grillo.

MM: Credi che la grande autonomia tematica dei gruppi legati a Grillo sia un valore o un limite? Esiste una buona politica basata semplicemente sulle regole (per esempio le regole che Grillo richiede alle liste civiche che desiderano fregiarsi del suo "bollino") completamente scevra dal tipo di tematiche che si affrontano o la grande parcellizzazione dei contenuti in tutte le battaglie sociali possibili ottiene invece il risultato unico di depotenziare il valore sociale delle iniziative? Se Grillo ha una sorta di argomenti cardine sui quali si impegna (l'ambiente, la giustizia, l'informazione) non potrebbe essere più utile aggregare, in rete e nella società civile, i cittadini attorno a queste tematiche direttamente?
EMM: Penso che l'autonomia decisionale dei Meetup sia qualcosa di potenzialmente grandioso. Se ogni gruppo generato da Meetup.com è teoricamente autonomo, questo vuol dire che ogni cittadino in un gruppo di questi può avere un ruolo nella sfera pubblica. Così accade che, qualche volta, questa inusitata libertà diventi entusiasmante per gli attivisti di queste aggregazioni.
Dalla teoria alla pratica però vediamo come dobbiamo per forza confrontarci con i giochi di potere di una società di massa. I movimenti di persone attivati dalla rete sono sempre dipendenti da un centro: Grillo per gli "Amici di Grillo", Howard Dean per i "Deaniacs" e potremmo andare avanti citando anche tanti casi di comunicazione partecipata, pure in Italia, dove pochi obbiettivi chiari possono essere sempre stabiliti solo da organizzazioni con una struttura verticistica.

Se dovessi dire dove vedo possibilità di efficienza per la comunicazione realmente dal basso, ovvero l'azione politica partecipata, la vedrei a livello cittadino. Alcuni Meetup confermano che organizzandosi dal basso, studiandosi per bene il funzionamento degli strumenti digitali e usando parole d'ordine adeguate, allora si può riuscire a far pressione sulle amministrazioni pubbliche, sulle aziende e così via. Ma bisogna riempire la vuota retorica di internet come rivoluzione democratica ispirandosi e studiando quello che è già stato concretamente fatto in mobilitazioni dal basso nella politica e nel marketing: penso agli sms contro il presidente Estrada nelle Filippine, a OhMyNews in Corea, a Dean negli Stati Uniti e a tanti altre iniziative in cui i cittadini sono diventati protagonisti grazie a internet.


Massimo Mantellini
Manteblog

sabato 22 dicembre 2007

Grillo piu' cliccato. I termini più cercati su Google

Grillo più cercato su Google 2007 Ecco la lista dei termini più cliccati La classifica dello Zeitgeist: i milanesi si informano sull'amministrazione, i romani su Portaportese, i napoletani sulla società calcistica 


Repubblica - "Beppe Grillo" è stata la parola più cercata dagli italiani sulla rete nel corso del 2007. Seguono i termini "Youtube", "Badoo", "Inps", "Myspace" e "Agenzia delle entrate". Questi i cinque nomi più cliccati dell'anno secondo lo Zeitgeist 2007, la classifica dei termini più popolari cliccati sul motore di ricerca Google.it. Subito dopo è la volta di "Inter", "Alitalia", "Milan" e "Superenalotto".

Spirito dei tempi. Alla lista, come precisa l'amministrazione di Google, non appartengono solo le parole più cercate, ma anche quelle che, nel corso dell'anno, hanno dimostrato una crescita interessante rispetto al 2006.

Zeitgeist in tedesco significa "spirito dei tempi" e lo scopo di questa classifica, come spiegano gli stessi amministratori di Google, è quello di "riflettere sui principali temi di interesse degli italiani". Allo Zeitgeist non appartiene alcun contenuto controverso o che possa offendere la sensibilità delle persone e non vi sono parole apparentemente molto cercate, ma non indicative di alcun trend o spirito del tempo.

A quella principale si affiancano alcune liste più dettagliate, che analizzano gli interessi degli italiani in base ad aree tematiche (biglietti, concerti, viaggi, mostre ed altro).

Ecco, ad esempio, la classifica dei biglietti più cercati sul web: il primo posto spetta al re degli stadi, Vasco Rossi. Dopo quelli per i suoi concerti, i più cercati sono i ticket per le partite di Milan, Inter e Italia-Francia, per gli show di Beppe Grillo, per la partita Milan-Manchester e per quelle della Juventus, per lo show Zelig, per la finale di Champions League e infine per i concerti di Ligabue.

Vasco e "il Liga" si aggiudicano inoltre un altro primato, quello per i concerti più popolari. Secondo lo Zeitgeist, i concerti di cui si cercano più informazioni in assoluto in rete sono infatti quelli di Vasco Rossi, Ligabue, Biagio Antonacci, Elisa, Negramaro e Laura Pausini.

I viaggi più popolari sono invece quelli per l'India, Parigi, Londra, le isole Maldive, Cuba e Giappone.

Ma non c'è spazio solo per la musica, le vacanze e le partite di pallone. Agli italiani piacciono anche mostre ed eventi culturali e ai primi posto, tra le più cliccate, ci sono la mostra del Cinema di Venezia, Cezanne a Firenze, Chagall a Roma, Botero a Milano, Gauguin a Roma, De Chirico e Il Simbolismo a Ferrara.

E che dire dello status symbol di ogni anno che volge al termine, i calendari? Il più cercato del 2007 è stato quello di Melita Toniolo, seguito da quelli del film "I Simpson" e del libro "Harry Potter".

Nella ricerca sono stati rappresentati anche i termini più popolari suddivisi per aree metropolitane, da nord a sud Italia. Eccone qualcuna:

A Milano i termini più cercati su Google sono stati "Regione Lombardia", "Atm", "Superenalotto", "Inps", "Beppe Grillo", "Agenzia delle entrate", "MTV", "Alitalia", "Rai" e "Milan".

A Roma: "Portaportese", "Dagospia", "Superenalotto", "Inps", "Beppe Grillo", "Rai", "Alitalia", "Inter", "Badoo" e "Juventus".

A Firenze: "Ataf", "Lamma", "La Nazione", "Fiorentina", "Beppe Grillo", "Enel, "Inps", "Juventus", "Codice Fiscale" e "Ferrovie dello Stato".

A Napoli: "Napoli Calcio", "Ischia", "Circumvesuviana", "Ciao Amigos", "Gazzetta Ufficiale", "Uomini e Donne", "Snai", "Codice Fiscale", "Grande Fratello".

A Palermo: "Gurs", "Palermo Calcio", "Agenzia delle Entrate", "Grande Fratello", "Badoo", "Superenalotto", "Inter", "Rai", "Dragon Ball", "Bollo Auto".


venerdì 28 settembre 2007

Da Luttazzi a Vaccitu.com, tutti gli atolli anti Grillo nel mare del web » Panorama.it - Italia

Panorama – Italia

Da Luttazzi a Vaccitu.com, tutti gli atolli anti Grillo nel mare del web

matteo.durante   

Il Beppe nazionale, in rete, continua a imperversare. Ma siccome il mare di internet è davvero magnum, qua e là, emergono piccoli atolli di dissenso. Va detto: il blog di Grillo resta comunque il più visitato e partecipato (2 mila commenti, di media, al giorno e 160 mila visitatori). Ma, insomma, non è poi così difficile trovare qualcuno che, usando lo stesso mezzo, dice no alle proposte del comico genovese, contesta le sue tesi, lo critica e lo sfotte.
Certo, lui continua a spararle grosse: l'ultima dal palco di Jesolo, lo scorso week end quando Grillo ha attaccato fin dentro le mura Vaticane dove, dice, c'è: "Un amministratore delegato tedesco che gestisce due milioni di lavoratori in nero". Si riferisce a Joseph Ratzinger, e ai dipendenti della Santa Sede. Non si ferma, Grillo. Che sembra uscire ogni volta rinfrancato dalle critiche che gli piovono addosso da destra e da sinistra, dall'alto e dal basso.
E proprio da qui, dal basso (secondo la filosofia del web 2.0) c'è qualcuno - a parte le repliche quotidiane del ministro Mastella (rimbrottato a sua volta dal collega Antonio Di Pietro, schieratosi contro il collega e sostenitore delle campagne "grilline") - che si è preso la briga di contrastare la battaglia antipartitica del Grillo furioso: è dalla rete - il regno del grillo-pensiero, il campo base usato dai suoi seguaci per ritrovarsi ed esprimersi - che qualche voce contro si sta alzando.
Recentemente, è stato un altro ministro, quello delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, a preoccuparsi di rispondere a Grillo, dal proprio blog. Snobisticamente: solo in un post scriptum. La risposta del ministro al comico, che lo accusa di non occuparsi di frequenze tv né di mandare Rete4 sul satellite, è questa: "C'è un tale che da qualche giorno impazza nelle tv Rai e Mediaset e se la piglia urlando pure con me perché… gioco a tennis con Ermete (Realacci, ambientalista nonché esponente della Margherita vicino, come Gentiloni, a Rutelli, ndr). Cose da pazzi, caro Ermete: non riusciamo a giocare da un anno, e quello lì ci sfotte pure". Inevitabili e incattivite le risposte dei grillonauti, lesti a inondare il blog di Gentiloni di commenti talvolta irriferibili. E per la maggior parte vicini agli umori del V-Day dell'8 settembre scorso.
Non ha invece ancora sortito effetti (cioè zero commenti, per ora) l'idea dei moderati della rete che, impauriti dai toni del comico, di cui pure condividono parecchie proposte, hanno in questi giorni dato vita a Vacci tu, il sito (per ora in fase embrionale) che punta allo zoccolo riflessivo del popolo del V-day. "C'è la tentazione", spiega Pier Domenico Garrone, motore dell'iniziativa "di passare con disinvoltura da piazza Venezia a piazzale Loreto, dimentichi dell'educazione, della tolleranza, del buon senso". Vacci tu, continua Garrone nel post di presentazione "non è un'alternativa, ma una prosecuzione dell'8 settembre, un luogo di critica libera del potere". Insomma, se il malcontento rimane, le armi si preannunciano diverse. Sulle iniziative, però, il programma è misterioso. Nessuna adunata di piazza all'orizzonte, nessuna proposta di legge in cantiere. Gli aspiranti megafoni dei centristi del web frenano nell'attesa che il sito decolli. Convinti che "la mossa di Grillo sia stata detonante, mentre questo è il momento di intervenire". Ma senza fare la voce grossa.

Stessa sorte toccata al neo nato blog Abbassogrillo : sta passando sotto silenzio il vero e proprio "Manifesto dell'Anti - Grillismo", messo on line da Frank Lopez con il "permesso di Costa", uno dei blogger della squadra dei Mille, la lista di quarantenni che vede nel Pd "un rivoluzionario meccanismo di cambiamento e rinnovamento della politica e della società italiane".

Sempre senza far troppo rumore stanno andando forte su YouTube i video d'annata dedicati al Grillo pre-tribuno: quello dell'88 in cui il comico si cimenta in uno spot per elogiare le virtù di uno yogurt e quello in cui Beppe il luddista fa strage di computer: era il 2000 e nel corso del Time Out Tour ne prendeva a mazzate uno a sera, davanti al suo pubblico di navigatori a venire. Ma si sa, solo gli stupidi non cambiano mai idea… Solo che la rete non conosce l'oblio. Esattamente come non tutti, ancora, conoscono la rete. Visto che, un sondaggio Eurisko commissionato da La Repubblica pone qualche dubbio sul successo che Grillo riscuote on line. Nel campione intervistato, solo l'1,5% frequenta regolarmente il suo blog e tra chi ha firmato le sue proposte di legge, almeno 1/4 non naviga.
Non che questa sia una mancanza, sostiene l'esperto di blog e comunicazione Massimo Mantellini, secondo il quale: "Il blog di Beppe Grillo, senza volerne sminuire il grande successo popolare, non fa parte di nessuna nuova dinamica comunicativa di rete. Grillo fa sul suo sito la stessa cosa che fa da un palco dei suoi tanti spettacoli in giro per l'Italia. Internet non aggiunge un grammo a queste modalità note e sperimentate".
Daniele Luttazzi, come lui iscritto alla nazionale dei censurati Rai, gli riserva invece un commento pungente, alla sua maniera: "Grillo è ormai un tesoro nazionale… Certo non mi auguro che finisca come Benigni, a declamare Dante in braccio a Mastella". La cosa, dice Luttazzi, è molto semplice: la proposta di legge per cui Grillo ha raccolto le firme nel V-Day "fa acqua da tutte le parti". E continua: "L'illusione alimentata da Grillo è che una legge possa risolvere la pochezza umana. Questa è demagogia". Infine l'affondo: "Grillo si guarda bene dallo sciogliere la sua ambiguità di fondo: che non è quella di fare politica (satira e teatro sono politici da sempre), ma quella di ergersi a leader di un movimento politico volendo continuare a fare satira… La satira è contro il potere. Contro ogni potere, anche quello della satira".

Il VIDEO di YouTube: Beppe Grillo nello Spot Yomo, 1988

Grllo prende a martellate un computer:


Commenti

Ci sono 12 commenti a Da Luttazzi a Vaccitu.com, tutti gli atolli anti Grillo nel mare del web
  1. Il 25 Settembre 2007 alle 15:13 errando ha scritto: Mi ricordo lo spettacolo in cui il Grillo parlante pigliava a martellate lo schermo del PC dopo avere fatto il paladino delle verità per un paio di ore.
    Da lì nacque la mia diffidenza per il Grillo parlante : la scena delle martellate è palesemente un falso come lo schermo del PC, un qulsiasi tubo a raggi catodici è sotto vuoto e scoppia se preso a martellate ; e se qulcuno si ferisce per emulare Grillo e prende a martellate la televisione ? Chi fa il difensore di tutti i presi per il culo del mondo, scusate il francesismo, non può permettersi a sua volta di prendere per il culo il prossimo.

  2. Il 25 Settembre 2007 alle 15:39 "Gli atolli anti-Grillo" - Francesco Costa ha scritto: […] Su Panorama si parla del web che non sta con Grillo (si parla anche del sottoscritto e dei Mille). A proposito di Politica, Me ~ ~ Trackback […]
  3. Il 25 Settembre 2007 alle 18:22 totoliseo ha scritto: X errando (di nome e di fatto) il tubo catodico è sottovuoto e non esplode ma implode.
    Dici che solo per quello sei diffidente verso grillo…… Ma ormai non mi stupisco di niente

  4. Il 25 Settembre 2007 alle 18:53 Corrado Buccieri ha scritto: Forse cercava di romperlo per entrarci,
    adesso che ce l'ha fatta si prende la
    rivincita.

  5. Il 25 Settembre 2007 alle 20:52 Carlalberto Iacobucci ha scritto: Vai a capire… metti gli atolli, mettiamoci You tube e Grillo si trasforma nel nulla. L'illusione ? Perlomeno quella non la toglie nessuno. E'libera scelta. Meglio un Grillo oggi che un Mastella domani,in fin dei conti sono soltanto 31 anni che fa il politico e non è il solo. Io nel paese del Bengodi non vivo e voi ?
  6. Il 25 Settembre 2007 alle 23:29 diggita.it ha scritto: Da Luttazzi a Vaccitu.com, tutti gli atolli anti Grillo nel mare del web » Panorama.it - Italia…
    Il Beppe nazionale, in rete, continua a imperversare. Ma siccome il mare di internet è davvero magnum, qua e là, emergono piccoli atolli di dissenso. Va detto: il blog di Grillo resta comunque il più visitato e partecipato (2 mila commenti, di media…
  7. Il 26 Settembre 2007 alle 3:22 darktuscany ha scritto: > (Beppe Grillo, sul retro del suo libro "Tutto il Grillo che conta")
  8. Il 26 Settembre 2007 alle 3:25 darktuscany ha scritto: Da giovane ho fatto una pubblicità, ma poi ho capito alcune cose sulla pubblicità. Qualche anno dopo ho cominciato a prendermela coi politici perché le cose non andavano bene, ma poi ho capito alcune cose sulla politica, che è controllata dall'economia. Qualche anno fa ho cominciato uno spettacolo prendendo a mazzate un computer, ma ora ho capito alcune cose su internet, che è la nostra unica difesa.
    (Beppe Grillo, sul retro del suo libro "Tutto il Grillo che conta")

  9. Il 26 Settembre 2007 alle 7:32 dolphin ha scritto: IL fatto che Beppe Grillo riscuota molto successo, tanto che si è scatenata una bagarre multimediatica è un segnale che stà ad indicare come tanta gente comune ha capito bene che ci sono molte cose che non funzionano in Italia, probabilmente anche il modo di far Politica, sia del Governo che dell'opposizione deve cambiare.
    Non cogliere questi segnali è un'oppurtunità persa: la politica italiana in generale,forse deve dimostrare di essere più vicina agli italiani, e più concretamente.
    In ogni caso anche il dissenso verso tante componenti e tante cose della nostra società fà parte della democrazia, e ciò è più che positivo.
    Sempre nel rispetto delle regole della democrazia, si intende.
    Non bisognerebbe mai demonizzare nessuno perchè la pluralità e la libertà di espressione sono l'essenza di ogni vera democrazia.
    Quindi benvengano i Grillisti e gli antigrillisti, e chi vuol dire la sua la dica…

  10. Il 26 Settembre 2007 alle 10:41 matteo.durante ha scritto: Esatto, Dolphin. La penso anch'io così: "Non bisognerebbe mai demonizzare nessuno perché la pluralità e la libertà di espressione sono l'essenza di ogni vera democrazia. Quindi benvengano i Grillisti e gli antigrillisti, e chi vuol dire la sua la dica…".
    È la tesi che ho cercato di sostenere nel pezzo: non di solo Grillo e V-Day vive la rete, fortunatamente. E non perché Grillo dica assurdità o le spari grosse in modo eclatante e provocatorio. Ma proprio perché la rete, da alcuni anni nuova agorà democratica, è davvero tanto grande che, finalmente, tutti i Tersite del mondo hanno l'opportunità di dire come la pensano (ed essere giudicati, presi a bastonate o elogiati, in base ai contenuti espressi) e sostenere un'opinione che vada in senso opposto alla vulgata corrente e, in quel dato momento, alla moda.
    Navigando tra i piccoli (e ancora poco popolati) atolli anti-Grillo, raccontando di come sono sempre più seguiti i video che riprendono le performance del comico di qualche anno fa (di quando cioè non la pensava come predica adesso), ho voluto semplicemente delimitare (per quanto possibile) il campo: c'è anche qualcuno che abita il web e dice cose diverse da quelle del nuovo leader del malcontento antipolitico. Intendiamoci, non sono poche le istanze portate avanti da Beppe e dai suoi sostenitori (così come quelle contenute ne La Casta, di Stella e Rizzo o in libri-denuncia precedenti) assolutamente condivisibili (e dovremmo tutti premere perché il Palazzo le faccia sue, da subito).
    Sostenere però che oltre a quelle (cioè, oltre a Beppe e la V-generation) ci sia il nulla; affidarsi a quelle idee come fossero un unico pensiero… si fa, credo, un torto a Grillo stesso, alla rete come veicolo di libertà, alla democrazia che mai come in questo momento dovremmo volere partecipata e condivisa.

  11. Il 26 Settembre 2007 alle 16:20 Grillo: fenomeno del web o del marketing? » Panorama.it - Cultura e società ha scritto: […] LEGGI ANCHE: Da Luttazzi a Vaccitu.com, tutti gli atolli anti Grillo nel mare del web […]




inviato da garrone@tim.it 

martedì 17 aprile 2007

Telecom, show di Grillo in assemblea. Ai dirigenti: "Dovreste dimettervi"

Rozzano, l'assise per la rielezione del cda: Buora lancia allarme sicurezza

Il comico spara a zero sui dirigenti: "Avete le pezze al c... In America sareste in galera"

Presenti 284 persone, in rappresentanza di 832 portatori di azioni, pari al 36,06% del capitale
Buora: "E' un'azienda strutturalmente sana e non ha certo bisogno di essere risanata"


ROZZANO (MILANO) - Un presidio sindacale, il rialzo in Borsa e le ipotesi dei giornali che sembrano accreditare l'auspicata 'cordata italiana' per Telecom. E' cominciata alle 11 a Rozzano l'affollatissima assemblea di Telecom Italia, per la quale si è già presentato annunciando un intervento Beppe Grillo, che parlerà a titolo personale ma, inevitabilmente, porterà la voce di tanti piccoli azionisti.

Troppi azionisti, allarme sicurezza. Per partecipare all'assemblea stamane sono arrivati in 284. Anche il vicepresidente Carlo Buora ha notato "un'affluenza di azionisti decisamente superiore alla media", tanto da chiedere aiuto ai vigili del fuoco per lo sgombero delle uscite di sicurezza. Se non saranno liberate le uscite di sicurezza, ha avvertito Buora, i vigili del fuoco ci obbligheranno a lasciare la sala". I soci rappresentati sono 832 portatori di 4.824.959.170 azioni ordinarie pari al 36,06% del capitale ordinario.

Lo show di Grillo. "Chiederò - ha detto stamane Grillo improvvisando una sorta di show davanti alle telecamere prima di entrare in assemblea - dove sono finiti i 45 miliardi espropriati ai piccoli azionisti e perchè questi non possono avere una rappresentanza vera". E ha osservato: "Tronchetti non c'è, non è venuto neanche questa volta, la prima fu due anni fa a Siena in cui doveva parlare di etica dell'informazione con Andreotti!".

Il comico genovese ha spiegato di aver più volte fatto pressioni per avere più chiarezza sullo stato del gruppo di tlc, "ma la Consob - ha lamentato - mi ha mandato tre lettere dicendo che potevo creare turbativa. Ormai - ha ironizzato il comico - con Cardia ho un rapporto affettivo".

Dito puntato anche sul bilancio Telecom, a giudizio di Grillo "roba da neuropsichiatria. Ormai - ha insistito - si sono venduti tutto". Quanto alla possibilità di un intervento da parte di Carlos Slim, l'imprenditore messicano a capo del gruppo American Movil, Grillo ha commentato: "Figuratevi se uno degli uomini più ricchi del mondo si compra un cadavere simile. Comunque - ha puntualizzato - con il 13% controllerebbe la società". E rivolto ai lavoratori delle tlc presenti di fronte all'ingresso a manifestare, Grillo ha aggiunto: "dovevate venire in 80.000 A manifestare perchè se arriva il messicano vi manda a casa in 30.000".

Di Pietro si schiera con Grillo. A fianco di Grillo si è detto il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro: "Sono idealmente in assemblea con persone della società civile come Beppe Grillo e con movimenti come l'Adiconsum", ha detto a margine del tavolo per Milano in corso in Prefettura.

Buora: "L'azienda è sana". Ma Buora ha difeso l'operato dell'azienda: Telecom Italia, ha detto iniziando la discussione sul primo punto all'ordine del giorno dell'assemblea, l'approvazione del bilancio 2006, è "un'azienda strutturalmente sana". "Dovrei aggiungere che è una azienda robusta - ha aggiunto - capace come è stata l'anno scorso di resistere ai fortissimo contraccolpo dei continui cambi al vertice e delle inchieste giudiziarie". I suoi conti, ha insistito Buora, mostrano "livelli di performance fra i migliori del mondo e d'Europa: questa società è tutto fuorchè un malato da risanare".

Uno sciopero entro il 10 maggio. Stamane è in corso un presidio dei sindacati del settore spettacolo e telecomunicazioni davanti ai cancelli della sede Telecom con striscioni e bandiere. Il clima è comunque tranquillo. Al presidio prendono parte la Slc-Cgil, la Fistel-Cisl, la Uilcom-Uil oltre all'Ugl e alla Cub. Le tre federazioni di categoria Cgil, Cisl e Uil, hanno tenuto inoltre stamane a Roma un'assemblea dei delegati, nel corso della quale è stato deciso che entro il 10 maggio i lavoratori di Telecom, circa 55 mila addetti in Italia ai quali si aggiungono altri 30 mila nelle sedi estere, attueranno uno sciopero per difendere l'unità del gruppo.

La rielezione del cda. L'assemblea odierna deve rieleggere tutto il consiglio di amministrazione. E se per i nomi non sembra ci debbano esserci sorprese, tranne forse per le scelte delle liste di minoranza, per il resto si continua a discutere delle tante incognite nel futuro dell'azienda.

La cordata italiana. Alcuni quotidiani avvalorano stamane con decisione l'ipotesi dell'avvenuto accordo tra Silvio Berlusconi e Roberto Colaninno per entrare nella partita Telecom. Altri ricordano genericamente la possibilità dell'"iniziativa italiana", della quale potrebbero far parte anche Leonardo Del Vecchio, i Benetton e le Fondazioni.

E mentre si sottolinea l'attenzione con la quale i piccoli azionisti seguiranno oggi l'assemblea, si ricorda che il consiglio di amministrazione che uscirà alla fine di questa giornata potrebbe avere vita breve, anzi brevissima: infatti se avessero successo le trattative intraprese da Marco Tronchetti Provera per la cessione della maggioranza di Olimpia - Telecom al tandem At&T - America Movil, i nuovi azionisti vorranno naturalmente inserire i propri uomini nel consiglio di amministrazione. Il negoziato si chiuderà entro il 30 aprile: fino ad allora, qualunque "cordata italiana" rischia di arrivare troppo tardi, a cose irrimediabilmente avviate.

D'altra parte molti analisti fanno notare le tante difficoltà delle trattative con le due società americana e messicana. E il "Nessun commento in merito ai rumours riportati dalla stampa italiana" diffuso stamane da un portavoce di Roberto Colaninno potrebbe far pensare che la cordata italiana stia prendendo forma più concretamente di quanto si pensasse nelle ultime ore, e che quindi si scommetta sul fallimento delle trattive con gli americani.

Passera: "Possibile partecipazione azionaria". Entrando in assemblea, il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, ha detto che "Telecom Italia è una società molto importante, potremmo considerare una partecipazione azionaria, se ci sembrasse un investimento conveniente per la nostra azienda e per i nostri azionisti e se fosse coerente con lo sviluppo di Telecom". Il manager ha precisato che si tratterebbe di un "investimento su base temporanea".


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