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venerdì 2 dicembre 2016

Referendum. Blogmeter: sul web prevale il No, ma il Sì accorcia le distanze

Dall’analisi svolta da Blogmeter emerge che nelle ultime settimane i messaggi a sostegno del SI in rete aumentano, ma la grande maggioranza degli utenti che si esprimono sul referendum (60%) sono per il NO.


Gli italiani si apprestano a votare in merito al referendum costituzionale del 4 dicembre, ma molti di coloro che usano internet hanno già fatto sentire la propria voce pubblicamente attraverso il web


Blogmeter, l’azienda italiana leader nella Social Media Intelligence, ha raccolto e analizzato questi commenti spontanei per cogliere trend e umori a pochi giorni dal voto.

Nel periodo che va dal 24 settembre al 1° dicembre, Blogmeter ha raccolto 4 milioni di messaggi pubblici sul tema referendum, lasciati da più di 800.000 utenti, che hanno generato oltre 25 milioni di interazioni (+140% rispetto al mese precedente) sui social media (like, retweet, commenti, visualizzazioni, ecc...) e 335 milioni di visualizzazioni uniche. 


Il mese di novembre rispetto al precedente ha fatto segnare un aumento considerevole delle conversazioni del 75% e delle interazioni del 140%.

Il 54% di questi messaggi è stato prodotto su Twitter, il 36% su Facebook, il 6% dai siti di notizie e il restante è frammentato tra altre piattaforme. 


Se invece si guarda alle interazioni generate si scopre che ben il 75% di esse è avvenuto su Facebook, il 11% su Twitter, il 9% su YouTube, il 5% su Instagram.

Grazie alle proprie tecnologie di analisi semantica dei Big Data, Blogmeter è stata anche in grado di individuare le opinioni espresse spontaneamente dagli italiani in oltre 1,8 milioni di messaggi. 


Analizzando l’intero periodo emerge che il 60% degli utenti che parlano del referendum hanno pubblicato commenti a favore del NO mentre il 40% lo ha fatto per il SI. 

Ma – spiega Vincenzo Cosenza, senior strategist di Blogmeter - se si guarda l’evoluzione nel tempo si nota come negli ultimi giorni i sostenitori del SI in rete siano cresciuti. Siamo passati da un divario tra gli autori unici per il NO e quelli per il SI del 37% a inizio ottobre fino ad un 10% negli ultimi quattro giorni”.

I concetti più ricorrenti nei messaggi di coloro che sono contro la riforma riguardano l’occasione di mandare a casa il governo Renzi e la questione dell’immunità parlamentare per i consiglieri regionali. 


Gli hashtag e i termini più citati sono stati: “#iovotono”, “votare” e “renzi”.

I favorevoli, invece, concentrano l’attenzione sulla riduzione dei costi della politica e sui benefici derivanti dall’abolizione del bicameralismo paritario. Gli hashtag e i termini più usati sono stati “#bastunsi”, “votare” e “vincere”.

L’analisi dei contenuti più virali in rete evidenzia il successo dei video. Su Facebook hanno successo quelli promossi dai partiti e dai politici. 


In particolare quello del Movimento 5 Stelle che mostra la manifestazione per il NO a Roma (2,4 milioni di visualizzazioni) e lo spot “Si riparte” pubblicato da Matteo Renzi (2 milioni di visualizzazioni).

Su YouTube, ambiente preferito dai più giovani, emergono quelli “non ufficiali” di stampo divulgativo e umoristico. 


Esempio del primo tipo è “Il referendum costituzionale riassunto e spiegato semplicemente” dello “youtuber” Alessandro Masala, che ha generato oltre 450.000 visualizzazioni. 

Tra i secondi si segnala “Referendum 2016 Hai notato che…” dei "Daniele Doesn’t Matter" con oltre 150.000 visualizzazioni.



Blogmeter, fondata nel 2007, è azienda leader nella social media intelligence, specializzata nel fornire soluzioni di social media monitoring e analytics ad agenzie e aziende. 

Blogmeter offre un'ampia gamma di strumenti per scoprire cosa viene detto online su Brand, prodotti, servizi e personaggi pubblici; per misurare le performance dei profili aziendali su Facebook, Twitter e Instagram e per identificare gli influencer su settori specifici.

Nel 2015 Blogmeter ha supportato più di 130 aziende e agenzie realizzando oltre 160 progetti di ricerca.

domenica 27 novembre 2016

CASTELLABATE - IL VICESINDACO MAIURI VOTA "NO" AL REFERENDUM / DI MARCO NICOLETTI

CASTELLABATE, 27 novembre 2016 -  Anche nel Comune di Benvenuti Al Sud  è fermento per il voto referendario del 4 dicembre.  

Ad esprimere la contrarietà sul quesito abrogativo è  anche il vicesindaco Luisa Maiuri (in foto con l'assessore Nicoletti) che come altri suoi colleghi del consiglio comunale voterà NO.

Dal suo profilo sul social Facebook scrive "Sono parte fiera di quell'accozzaglia come ci ha definito Matteo Renzi, che dinfende la nostra Costituzione.  

E il 4 dicembre convintamente voterò contro questo scempio che non fa altro che togliere il diritto ai cittadini di scegliersi i senatori e rendere storpia la nostra carta costituente, cosi il Senato della Repubblica sarà solo di persone scelte dai vari partiti e non voluti dal popolo. 

Ad esempio l'articolo 117 come lo vogliono Renzi e l'europa  recita "la podestà legislativa é esercitata dallo Stato, dalle  Regioni, nonché dai vincoli dell'Unione Europea  e dai trattati internazionali" in poche parole diventeremo costituzionalmente schiavi dell'Europa."

In questi ultimi giorni tornando alla scena nazionale, i dati sondaggistici danno in netto vantaggio il fronte del NO. Ma per ora è  tutta una incognita.



Marco Nicoletti
(Diritti Riservati)
marconicolettinews@gmail.com

venerdì 18 novembre 2016

Referendum: ultimo sondaggio prima del silenzio stampa. Ad oggi prevale il NO

REFERENDUM: PREVALE SEMPRE IL NO, MA UN 9% DI INDECISI INTENZIONATI AD ANDARE A VOTARE SONO PIU’ ORIENTATI AL SI E POTREBBERO PORTARE AD UN RISULTATO VICINO AL TESTA-A-TESTA. 

UN ALTRO 8% DI INDECISI POTREBBE INVECE DISERTARE L'URNA.


Roma, 18/11/2016. Lorien, stima un’affluenza tra il 55 e il 58%
Tuttavia, attraverso una seconda domanda sul voto rivolta solo agli indecisi (comunque intenzionati a recarsi alle urne), ha misurato che questi sono molto più propensi al SI, e il loro apporto in un caso di affluenza superiore al 58% porterebbe a uno scenario prossimo al testa-a-testa. 

Tra questi indecisi si misura un maggior numero di donne, di over 45 non particolarmente istruiti; circa l’11% è stato elettore di Renzi alle europee (la maggior parte sono astensionisti) e il 42% dà tutt’oggi un giudizio positivo al Governo. 

Tuttavia, oltre la metà di essi, non si sente ancora sufficientemente informato sul referendum.
 
L’aspettativa degli italiani (Indice winner) è netta per la vittoria del fronte del NO, ma sull’esito del voto incombono ancora tre importanti incognite:

L’AFFLUENZA FINALE come mostrato una quota importante di indecisi sarebbe più propensa al si, spostando l’esito più vicino al 50-50.


I RESIDENTI ALL’ESTERO Le indagini demoscopiche non possono prendere in considerazione l’orientamento di 3,5 milioni di elettori che (alla luce anche di una percezione differente rispetto al resto del Paese) potrebbero decidere le sorti di un voto in bilico.


LA CONCLUSIONE DELLA CAMPAGNA in cui non si esclude l’acuirsi dello scontro e colpi di teatro finali che potrebbero spostare alcuni voti o (più probabilmente) convincere alcuni a recarsi alle urne “a sorpresa” e a “votare d’impulso”.


Infine, anche in caso di vittoria del NO, secondo gli italiani Renzi dovrebbe continuare la sua azione di governo: gli italiani hanno bisogno ancora di sicurezze e stabilità amministrativa.
 
Un terzo degli italiani sostiene che la riforma è troppo complessa e poco chiara per sostenerla (proprio la scarsa chiarezza è identificata come uno dei maggiori pericoli di questa riforma, che crea confusione e potenziali conflitti nell’equilibrio dei poteri).  

La campagna, nonostante tutto, appare ancora come un referendum sul Premier.
 
Il referendum sarà in ogni caso determinante per definire i nuovi equilibri politici.
 
Ad oggi centrosinistra (PD), centrodestra (FI+LN+FdI+NCD) e M5S raccolgono ognuno pressoché un terzo dell’elettorato. 


Allo stato attuale e con l’effetto dell’Italicum non è possibile nemmeno predire chi potrebbe accedere al ballottaggio finale.



SCARICA LA PRESENTAZIONE DEI DATI.

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