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mercoledì 22 febbraio 2017

Stadio della Roma. Grillo: "decido io... e la Rete"

Ho fatto miei e rielaborato alcuni pensieri letti tra i post dei miei contatti facebook riporto alcune frasi che mi sembrano illuminanti.

La ggente del uebbe si lamenta perché il Presidente del Consiglio non viene eletto direttamente dal Popolo (non è previsto dalla Costituzione e ci sono ottimi motivi storici perché i nostri costituenti decisero così, ma tralasciamo...). 

Al contrario nel Comune, in tutti i Comuni, possiamo votare il Sindaco. 

Anche a Roma la persona è stata eletta ma sembra che qui le decisioni non le debba prendere la Raggi con la sua giunta, ma la Rete. 

E in più scopro che per sapere se si farà il fantomatico stadio della Roma (con annessa riqualificazione urbanistica e il quartiere più o meno spropositato) ora viene interpellato Grillo

Quello che hanno fatto le altre Giunte è stato tutto uno schifo, un errore e peggio ancora! 

Lo stadio secondo il vate genovese lo deve fare "un imprenditore, non un palazzinaro"
Non comprendo la differenza. 
Forse i palazzinari non sono imprenditori? 

In ogni caso il presidente della Roma, Mr. Pallotta manco è un diretto costruttore. 
Ma non gliene faccio una nota né di merito che di demerito.

Grillo sembra ormai voler decidere insindacabilmente il destino individuale e delle risorse altrui. 

La proprietà privata? Ininfluente!

La legge Madia sugli stadi? Non conta!

I terreni individuati per la realizzazione del progetto (e costati circa 70 milioni di euro) non sono stati scelti dagli ammerricani ma su precisa indicazione del Campidoglio ben cinque anni fa. 

L'idea di riqualificare l'area di Tor di Valle, abbandonata e degradata, sbarazzarsi del fatiscente ippodromo costruito dall'architetto Julio Lafuente (un ecomostro anni Sessanta che crolla su se stesso e di cui a nessuno importa un fico secco) non sembrava così bislacca. 

Il resto di denaro (privato, ma sempre denaro sprecato è) per relativi studi, progetti, carotaggi a norma di legge? Spiccioli e carta straccia!

Decide Grillo!



[...to be continued]

sabato 24 settembre 2016

Sgarbi: Il «no» della grillina Raggi alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 è una scelta vigliacca e irresponsabile. (Video)

Roma, 24 settembre 2016 - "L'Ambra Angiolini che parla nel corpo di Virginia Raggi ha evidentemente sentito male i suggerimenti che le venivano da quelli che, a partire da Grillo, il suo Boncompagni, le hanno fatto dire che è da irresponsabili fare le Olimpiadi a Roma... è irresponsabile negarle". 

Inizia così il video postato ieri, 23 settembre,  da Vittorio Sgarbi su Facebook per ribadire il suo disappunto riguardo il no della sindaca Virginia Raggi a Roma 2024.

"Irresponsabili che non capiscono, come Grillo e come lei, che Roma è una grande Capitale - prosegue il critico d'arte - le Olimpiadi toccano le grandi capitali. Roma non è un piccolo paese o un borgo sperduto. Immaginiamo no se lo avesse detto un sindaco come quello di Londra. Roma è almeno come Londra, è Roma Capitale, non Mafia Capitale. Non è una questione patriottica, ma di decoro e rispetto per la propria città: dire che non è adeguata, che non è in grado, è un modo vile di sottrarsi alla responsabilità e umiliare la propria città".

"Raggi non ha la dimensione di quello che è il suo compito - conclude Sgarbi - non può dire 'non siamo in grado', è un atto di viltà contro la sua città. Si ribellino i cittadini contro questo sindaco abusivo, eletto con i voti della destra, divisa per una scelta sbagliata di candidature che hanno riversato i voti su di lei".


Per quanto mi riguarda, non sono mai stato un particolare fan di Vittorio Sgarbi, ma sul no aprioristico alla candidatura di Roma alle Olimpiadi, mi trova amaramente d'accordo.

E' stato un no pavido e vile, nei modi e nella sostanza.

Soprattutto, una vera e propria umiliazione per tutti quelli che credono nella politica del fare e nelle mille potenzialità di una Capitale come poche altre al Mondo.

I soddisfatti del no alla candidatura parlano dei "soldi", che così non verranno sperperati e sprecati.

Ma in verità, questi "soldi" sarebbero venuti per lo più da investitori privati (vedasi gli esempi virtuosi di Trinità dei Monti con Bulgari o il Colosseo con i Della Valle). 
 
I "soldi", se le cose venivano fatte a dovere, non entravano solo nelle tasche di ricchi capitalisti ma anche in quelle di migliaia di lavoratori. 

I "soldi", se investiti con oculatezza, buon governo e attento controllo della spesa, sarebbero stati investiti per modernizzare la nostra amata Città. 


Certo, se ci basiamo sui tantissimi esempi negativi, come le fermate della metropolitana mai finite per Italia '90 o le più recenti strutture mai utilizzate per i campionati mondiali di nuoto, allora è meglio bloccare tutto. 

Ma con questa logica, blocchiamo pure i capitali privati che si vorrebbero investire per lo stadio della Roma con annessi e connessi.

Blocchiamo la ricostruzione post terremoto nel Reatino, visto che ancora non sono finiti i guai per i terremotati dell'Irpinia nell'80. 

Blocchiamo le autostrade, visto che 50 anni non sono ancora bastati per la Salerno-Reggio Calabria e che con tutti quei "soldi" spesi, probabilmente ci si andava a piedi sulla Luna!


Io non ce l'ho in modo particolare con la Raggi, che almeno è una donna ed è giovane e magari riuscirà a fare il Sindaco di Roma come non sono riusciti i suoi predecessori. 

Io ce l'ho a morte con tutte le generazioni di politici e amministratori che hanno fatto prima di tutto i propri interessi invece che della cosa pubblica. 

Ci hanno rubato il futuro per inettitudine o malaffare. 

Ma se blocchiamo tutto, non facciamo nulla, rinunciando alle possibili opportunità perchè sfiduciati nel saperle amministrare, dove vogliamo andare?

Questa sfiducia nel saper fare, questa rinuncia all'azione, mi avvilisce di più di chi, se onesto, prova a fare e sbaglia.
andrea pietrarota

mercoledì 14 novembre 2012

Pier Domenico Garrone, Politica: Reputazione e Innovazione fanno vincere

Beppe Grillo vince perché incardina il Partito della Reputazione e perché rappresenta la prima organizzazione di Partito ad accesso e gestione popolare con la Rete internet. 2 ragioni semplici, efficaci che fanno piazza pulita delle intermediazioni costose e non più sopportate dai Cittadini presenti nell’organizzazione dei Partiti tradizionali. Non sono comparabili queste 2 esperienze ed è un “fazioso” errore chi li confronta. Comunicatore Italiano, Italia Politica: perché Reputazione & Innovazione fanno vincere.
I Partiti tradizionali in un confronto sul ” modello di rappresentanza dei Cittadini” sono percepiti come la moneta “lira/£” quando è in vigore la moneta “Euro/€”.
Come tutte le innovazioni si consolidano gli effetti solo con i risultati concreti prodotti e 4 elezioni regionali prima del voto per l’elezione del nuovo Parlamento possono costituire una grande opportunità o una insuperabile difficoltà.
Il 24 ottobre 2010 al teatro Smeraldo di Milano Beppe Grillo aveva spiegato che la Reputazione credibile trova in internet il luogo della verità.
La Web Reputation applicata alla Politica in Italia sostituisce i sondaggi, storicizzati al 1994 con l’ingresso di Silvio Berlusconi.
I sondaggi rappresentano la fotografia di un’opinione, la web reputation il film in 3D.
Preso sottogamba dal tradizionale sistema dei Partiti e proseguendo senza distrazione, oggi, Beppe Grillo appare vincente per il metodo di concreto innovatore, tanto evidente quanto trasparente.
Beppe Grillo è tecnicamente corretto quando “dispone” il divieto per gli eletti del Partito Movimento 5 Stelle perché chi cerca ed aderisce al Partito Movimento 5 Stelle cerca un “unicum” differente nei comportamenti a tutti i livelli che si fonda sul rapporto diretto e non mediato con i Cittadini. Internet è il “socio di riferimento” perché ha evitato al Partito Movimento 5 Stelle di dover trovare compromessi con i media analogici e di proprietà di interessi economici già rappresentati in Parlamento e al Governo.
Se abbia ragione o no diventa una valutazione politico-sociale soggettiva tra chi aderisce e chi non aderisce al Partito Movimento 5 Stelle dove le regole sono quelle.
Soprattutto Beppe Grillo è molto attento a non essere un “taxi”.
Tutto ciò non significa condividerlo ma per chi aderisce al Partito Movimento 5 Stelle significa accettarlo.
Perché Il voto della Sicilia è la svolta e vale doppio? Perché è avvenuto dopo quello di Parma e il risultato, realizzato in una Regione a bassissima penetrazione di banda larga, ha reso il voto al Partito Movimento 5 Stelle un consolidato voto utile proiettabile nelle elezioni regionali di Lazio, Lombardia, Molise e quindi nella sfida finale al Parlamento.
Nella classifica dell’Unione Europea, per l’Italia, nessuna ragione è purtroppo “innovation leader”. Sette appartengono al gruppo degli “innovation followers” (Piemonte, Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Lazio), 12 a quello dei “moderate innovators” (Valle d’Aosta, Liguria, Provincia Autonoma di Bolzano, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna) e 2, Calabria e Molise, sono fanalino di coda in quanto fanno parte dei “modest innovator”.
Lo sviluppo della democrazia del consenso è direttamente proporzionale alla presenza dell’infrastruttura banda larga e per l’ONU l’Inghilterra è al 9° posto della classifica, l’Italia è in caduta libera al 29° posto su 155.
Il World Economic Forum (Wef), Global Information Technology Report, rileva inoltre che va sempre peggio per l’Italia, nella classifica che analizza 138 Paesi mondiali. Quest’anno il “Belpaese” si piazza 51esimo, dalla posizione 38 del 2006. L’Italia dietro a paesi come India, Tunisia, Malesia. Abbiamo perso tre posizioni solo nell’ultimo anno. Il podio dell’innovazione spetta invece a Svezia, Singapore e Danimarca. Al quinto posto gli Stati Uniti, I Cittadini d’Italia sono “armati” con oltre 2,5 milioni di tablet ed oltre 8,5 milioni di smartphone ed ogni giorno anche col computer visitano in oltre 21 milioni Facebook, producono informazione multimediale e documentale.
I Cittadini hanno ridotto il rapporto con la carta stampata perché lenti, faziosi e specchio di una Politica in sofferenza di credibilità.
La Politica troppe volte è stata scoperta “a dire” solo le cose che era interessata a far sapere non accorgendosi invece che i Cittadini trovano in internet molte risposte e documenti.
I social network ed i forum di discussione, già oggi, sono in grado di formare l’opinione influenzando circa il 25% della popolazione orientando.
I Partiti tradizionali, impreparati culturalmente ed appesantiti da un’organizzazione che si fonda ancora sulla invenzione dell’altro secolo, “la segreteria particolare”, reagiscono con primarie e disponibilità a “cambiare nome/marchio”. Ma è questa la risposta attesa dai Cittadini?
FONTE: Il Comunicatore Italiano

giovedì 6 marzo 2008

Gli Amici di Beppe Grillo di Roma corrono per il Campidoglio

Roma, 5 marzo 2008 - Il PD blocca a tre mandati massimo i suoi eletti, il PDL non candida i condannati fatta eccezione per i "reati politici" e a ruota tutti gli altri partiti parlano di trasparenza nella gestione della cosa pubblica. Vento nuovo sulla politica italiana? No, queste sono idee e proposte portate in piazza l'8 settembre scorso dal popolo del V-Day, quei "famigerati grillini" accusati di qualunquismo e antipolitica senza troppo approfondire. A dispetto di etichette improprie, proprio noi, popolo organizzatore del V-Day capitolino, abbiamo deciso di dare vita ad un nuovo stile: l'AltraPolitica. Non ci interessa vincere o perdere, ci interessa prima di tutto il cambiamento. La nostra vittoria è che i cittadini tornino a fare politica 24 ore al giorno controllando i loro dipendenti, come dice Beppe Grillo.
Questo è il senso della scelta degli Amici di Beppe Grillo di Roma nel creare la lista civica per le elezioni comunali del 13 e 14 aprile: entrare nelle istituzioni cittadine per controllare la gestione di Roma e contribuire a renderla trasparente e tesa all'interesse di tutti.
La nostra Politica è diversa da quella dei partiti tradizionali: diversa nella gestione della cosa pubblica, diversa nei meccanismi di candidatura, diversa nell'elaborazione della linea politica da applicare. Abbiamo già iniziato: il nostro candidato Sindaco è stata eletto con delle vere primarie interne al movimento del Meet-UP di Roma. Tra 4 candidati la vincitrice dell'agone è stata Serenetta Monti in un'intensa e reale competizione democratica conclusasi al ballottaggio, prima volta in Italia.
Ancora, la nostra Politica è diversa perché i nostri candidati per essere accettati devono mostrare il certificato penale; diversa perché vogliamo fare politica vera al massimo per due mandati e non fare della politica la nostra professione; diversa perché partecipata da tutti i cittadini che realmente potranno contribuire ai gruppi di lavoro permanenti.
Una Politica al servizio dei cittadini.

INFO
Ufficio Stampa
Arianna 3317789937
Agnese 3318884842

mercoledì 5 marzo 2008

Premio Cultura di Rete: cerimonia con conversazione.


Si è svolta ieri, presso la sala Wiki B-Press, la cerimonia di consegna del Premio Targa Oro Cultura di Rete, riconoscimento nato nel 1999 da un'idea di Fabrizio Bellavista e organizzato dall'Associazione Fondazione Mario Bellavista.



La settima edizione del Premio ha visto vincitori il caporedattore di 'Nova24 - Il Sole 24 ore' e docente universitario Luca De Biase e il comico Beppe Grillo, per il quale ha ritirato il premio Mario Bucchich, socio fondatore della Casaleggio Associati.

Hanno condotto la giornata Fabrizio Bellavista, fondatore del Premio, e Diego Biasi, Presidente dell'agenzia PR Business Press.

Dopo il benvenuto, F. Bellavista ha introdotto i due vincitori sottolineando l'evoluzione del concetto di Cultura di Rete dal 1999 a oggi e il desiderio di cogliere e valorizzare i talenti che si muovono nel mondo di un web in continua evoluzione.


Luca De Biase è quindi intervenuto illustrando le potenzialità della rete: 'Siamo di fronte a una rivincita della geografia intesa come cultura sedimentata nella storia del mondo e come piattaforma attraverso la quale le persone si connettono. Internet, un mezzo veloce e attraente, ci ha rimesso davanti agli occhi realtà che per vent'anni, ipnotizzati da altri media, abbiamo dimenticato: le persone. E' nella relazione con gli altri che sta il segreto della felicità, mentre è nella relazione col dominio dei mezzi che sono altrove che stanno le radici dell'insoddisfazione'.


Anche per Mario Bucchich la relazione con le persone è il valore principale della rete e ha portato come esempio proprio il blog 'beppegrillo.it', dove 'i visitatori diventano sempre più parte attiva, inviando i propri video, foto, esperienze personali. Si cade spesso nell'errore di trattare internet come un mezzo di comunicazione. In realtà è un mezzo di relazione'.


Ospite particolare tra tanti nomi illustri, quasi a significare la continuità progettuale della rete, Luca Mercatanti, un giovane quindicenne di Viareggio, è intervenuto per raccontare la nascita della sua grande passione per la sicurezza informatica, grazie alla quale ha già partecipato, come relatore, a diverse conferenze ed eventi.

Andrea Genovese, ideatore del magazine '7th floor', ha sottolineato l'importanza di una nuova visione redazionale del lavoro in sintonia con il cambiamento e l'innovazione.


Layla Pavone, vincitrice della scorsa edizione del Premio e Presidente di IAB Italia, ha definito Internet come 'l'unico mezzo che permette di concludere il cerchio che dalla comunicazione porta alla vendita del prodotto', ma ha aggiunto: 'Siamo in un paese in cui ci sono logiche che vanno oltre il business e la comunicazione: ingerenze economiche e politiche che non consentono a Internet di diventare quel mezzo che negli altri paesi è ormai fondamentale nel media mix'.

Rendendo l'evento un'occasione allargata di condivisione, è intervenuto anche un altro personaggio di spicco nel mondo della rete e dell'innovazione, Marco Camisani Calzolari, esperto di comunicazione digitale, marketing e web partecipativo, che ha presentato un nuovo progetto: 'Rounded Minds'.


Concepito come una evoluzione della formula del MarketingCamp, consiste in un evento che coinvolgerà i personaggi più autorevoli della rete in relazione a diversi temi proposti proprio dalla net people che, attraverso un sito web dedicato, potrà suggerire alcune domande, sei delle quali saranno poste ai partecipanti.


Alla fine di ogni evento saranno pubblicate le conclusioni delle 'menti rotonde'. L'agenzia Business Press sarà la sede del primo Rounded Minds, che si terrà nei primi giorni di maggio. Diego Biasi ha ulteriormente arricchito e concluso la giornata lanciando una proposta: ospitare a intervalli regolari una serie di conversazioni aperte sui temi dell'innovazione e della rete.

Info: redoffice@email.it


http://www.youtube.com/watch?v=ux6Qq-q5bX8

martedì 4 marzo 2008

Lista Civica Amici Beppe Grillo di Roma per il Campidoglio

Gli Amici di Beppe Grillo di Roma corrono per il Campidoglio

Roma, 4 marzo 2008. Il PD blocca a tre mandati massimo i suoi eletti, il PDL non candida i condannati fatta eccezione per i "reati politici" e a ruota tutti gli altri partiti parlano di trasparenza nella gestione della cosa pubblica.
Vento nuovo sulla politica italiana?

No, queste sono idee e proposte portate in piazza l'8 settembre scorso dal popolo del V-Day, quei "famigerati grillini" accusati di qualunquismo e antipolitica senza troppo approfondire.

A dispetto di etichette improprie, proprio noi, popolo organizzatore del V-Day capitolino, abbiamo deciso di dare vita ad un nuovo stile: l'AltraPolitica.

Non ci interessa vincere o perdere, ci interessa prima di tutto il cambiamento. La nostra vittoria è che i cittadini tornino a fare politica 24 ore al giorno controllando i loro dipendenti, come dice Beppe Grillo.

Questo è il senso della scelta degli Amici di Beppe Grillo di Roma nel creare la lista civica per le elezioni comunali del 13 e 14 aprile: entrare nelle istituzioni cittadine per controllare la gestione di Roma e contribuire a renderla trasparente e tesa all'interesse di tutti.

La nostra Politica è diversa da quella dei partiti tradizionali: diversa nella gestione della
cosa pubblica, diversa nei meccanismi di candidatura, diversa nell'elaborazione della linea
politica da applicare.

Abbiamo già iniziato: il nostro candidato Sindaco è stata eletto con delle vere primarie
interne al movimento del Meet-UP di Roma.

Tra 4 candidati la vincitrice dell'agone è stata Serenetta Monti in un'intensa e reale competizione democratica conclusasi al ballottaggio, prima volta in Italia.

Ancora, la nostra Politica è diversa perché i nostri candidati per essere accettati devono mostrare il certificato penale; diversa perché vogliamo fare politica vera al massimo per due mandati e non fare della politica la nostra professione; diversa perché partecipata da tutti i cittadini che realmente potranno contribuire ai gruppi di lavoro permanenti.
Una Politica al servizio dei cittadini.

Mercoledì 5 marzo ore 11:30 la Lista Civica Amici Beppe Grillo di Roma presenta i suoi candidati, il suo programma e il suo simbolo.

Sala Casa Delle Culture
Via Di S. Crisogono, 45
(zonaTrastevere)
Roma.

Ufficio Stampa
Arianna 3317789937
Agnese 3318884842

martedì 26 febbraio 2008

Beppe Grillo: discorso a Napoli


Dal Blog di Beppe Grillo

A Napoli ho chiesto scusa a tutti i Campani.

'Scusa. Sono qui per chiedervi scusa a nome di tutti gli italiani. Nel 1861 siete stati annessi dai piemontesi con una guerra di occupazione.
Napoli era una delle capitali di Europa. Con Vittorio Emanuele II è diventata la capitale dell´emigrazione. I Savoia si sono portati via la cassa del Regno e vi hanno mandato il generale Cialdini. Decine di migliaia di campani sono stati massacrati.
Prima dei piemontesi erano sudditi del Regno delle Due Sicilie.
La mattina dopo erano briganti. La tecnica è sempre la stessa: prima ti infangano, poi ti ammazzano o ti manganellano. Napoli è la capitale mondiale della spazzatura. Sporca, schifosa. E´ su Newsweek, sul Time, su Le Monde.
Siete dei benefattori. Smaltite i rifiuti tossici da tutto il mondo, e soprattutto, dalle imprese del Nord Italia. Avvelenare la Campania gli costa meno che smaltire le scorie nocive. Chi ci guadagna? Il prodotto interno lordo!

Dopo l´unificazione con l´Italia non siete più un popolo, siete lazzaroni, camorristi, feccia, cafoni. Voi che avete avuto Cuma e Capua bmigliaia di anni fa. La civiltà greca, quella etrusca, quella romana.
Oggi siete prigionieri in casa vostra. Non sapete neppure più chi siete. Vi chiedo scusa per la Camorra, per Bassolino, per Veltroni, per Berlusconi, per la Iervolino, per Cirino Pomicino. Vi chiedo scusa per Mussolini, per il fascismo, per due guerre mondiali, per le leggi razziali, per le navi
piene di emigranti. Scusa per aver ridotto una delle più belle città del mondo a
uno spot pubblicitario della monnezza.

Tenímmoce accussí: ánema e core...nun ce lassammo cchiù, manco pe' n'ora...stu desiderio 'e te mme fa paura...Dall´altra parte dell´Adriatico un piccolo Stato è appena
diventato indipendente. E´ il Kosovo, ha due milioni di abitanti. Voi siete sei milioni in Campania e chissà quanti milioni in giro per il mondo. Avete una storia millenaria. Lo Stato Italiano vi ha ridotto a un letamaio.
Diventate kosovari. Fate un referendum per diventare indipendenti. Io appoggerò la bvostra campagna. Proponete un plebiscito per il ritorno dei Borboni.

Peggio di così non potete essere governati. Vi hanno tolto anche la parola. La lingua napoletana è stata riconosciuta dall´UNESCO, ma non dalle scuole italiane. La mozzarella di bufala non la mangia più nessuno.

Hanno paura che sia radioattiva. La vostra agricoltura è in ginocchio. Dovete esportare i pomodori di nascosto. Stampare sulle scatole di conserva: "made in China" per contrabbandarle in Europa. Il Governatore del Veneto ha lanciato una campagna pubblicitaria in Germania. Per spiegare a tutti i tedeschi che il Veneto è diverso dalla Campania. Caorle è meglio di Ischia e di Capri. La civiltà si ferma sul Piave: una volta mormorava, adesso vomita il
sindaco Gentilini. La Campania è un laboratorio politico.

Quello che succede qui succederà in tutta Italia. La distanza tra i cittadini e le istituzioni da voi non c´è più, hanno introdotto il manganello consapevole. Quello che colpisce a ragion veduta le donne e i vecchi con le braccia alzate a Pianura e a Savignano Irpino. Il manganello quasi consapevole del G8 di Genova, della Val di Susa, da voi si è evoluto, ha trovato una rappresentazione matura, più democratica.Tenímmoce accussí: ánema e core...nun ce
lassammo cchiù, manco pe' n'ora...stu desiderio 'e te mme fa paura...Scusa.
Voglio chiedervi scusa per l´inceneritore di Acerra. Per l´Impregilo.
Per vostri politici scelti dai partiti nazionali. Per Veronesi che è capolista di Veltroni in Lombardia e ha tre anni in più di De Mita. Per Prodi che vuole regalarvi tre nuovi inceneritori. In Lombardia ci sono decine di inceneritori, le strade sono pulite, ma c´è una diffusione di tumori da far paura. Vi chiedo scusa per le malattie dovute ai rifiuti radioattivi sepolti
nelle vostre terre senza che nessuna autorità abbia mosso un dito in vent´anni.

Vi chiedo scusa per la diossina e le nanoparticelle da incenerimento che respirerete insieme al cancro. Quante autorità avete pagato con le vostre tasse? Magistrati, ASL, amministratori pubblici, Regione, Province, Comuni, Comunità Montane, Polizia, Carabinieri, Guardie Forestali, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, Nettezza Urbana,
deputati, senatori.
Tutti nostri dipendenti.

Quante migliaia di persone sono state stipendiate per salvarvi da questo disastro?
Perché ci fosse Giustizia, per evitare questa Chernobyl della spazzatura?
A cosa servono? Perché sono lì?
Il mondo guarda Napoli. Siete a un punto di non ritorno. Napoli è all´anno
zero.
Come Berlino nel 1945 dopo i bombardamenti. E´ un´occasione storica, unica per ripartire. Per una Rinascita Campana. Riprendete in mano il vostro passato, la vostra lingua e la vita dei vostri figli. Il vostro territorio. Se volete potete cambiare le cose. Nulla è impossibile per chi è nato
qui.
Quello che viene deciso a Roma non è importante, voi siete importanti.
L´Italia di Beppe Grillo vi chiede scusa, l´altra Italia vi giudica e vi manganella. La Storia è passata di qui e ci tornerà presto.
Però, dategli una mano.Per un Nuovo Rinascimento. Tenímmoce accussí: ánema e core...nun ce lassammo cchiù, manco pe' n'ora...stu desiderio 'e te mme fa paura...'



da angelo

lunedì 25 febbraio 2008

Beppe Grillo: Monnezza-DAY. I video

Per chi non c'era ed ha un briciolo di scintilla di conoscenza della verità, ecco Beppe Grillo l'altra sera a Napoli dire tutta la verità.

Ammirevole anche Franca Rame che ha lanciato un anatema nei confronti
dei politici locali: "che voi siate maledetti per l'eternità".

Dedicato anche a chi crede che i termovalorizzatori siano la soluzione.

Siamo in un sistema perverso e se non apriamo gli occhi da soli nessuno ce li apre.

VIVA I BORBONI, VIVA IL REGNO DELLE DUE SICILIE!!!

Ecco i video:

http://it.youtube.com/watch?v=1hoz_rgbp_E&feature=related

http://it.youtube.com/watch?v=pdg2kzfh9M4


Grande la stoccata anche ai giornalisti ai microfoni del TG1:
http://it.youtube.com/watch?v=cabV5QVaiU0&feature=related


From: Angelo Forgione angeloxg1 @email.it

lunedì 18 febbraio 2008

Beppe Grillo: la rete della rete

La rete della rete del Grillo

di Massimo Mantellini

Punto-informatico lunedì 18 febbraio 2008
Roma - Negli ultimi mesi mi è capitato almeno in un paio di occasioni di esprimere giudizi piuttosto negativi sulla presenza in rete di Beppe Grillo. Mi sono sempre occupato esclusivamente dell'approccio di Grillo al medium "internet" e mai di questioni contenutistiche o di altra natura. Ed ogni volta è accaduto che lettori e commentatori mi facessero notare quanto avessi in tali occasioni minimizzato o taciuto completamente il contributo di innovazione legato ai Meetup degli amici di Beppe. Aggregazioni in rete e nella vita reale di cittadini desiderosi di impegnarsi in prima persona, su Internet come altrove, nei confronti di alcune tematiche importanti.

Così - anche per venire incontro ad un mio personale senso di colpa - confesso che mi ha fatto molto piacere che nei mesi scorsi Enrico Maria Milic di SWG, una grande società di ricerche statistiche triestina, se ne sia andato in giro per l'Italia ad osservare da vicino le riunioni dei seguaci di Beppe Grillo con l'intento di descrivere lo scenario che si è trovato di fronte. Quello che ne è uscito è uno studio etnografico molto interessante sulla galassia dei piccoli movimenti che sono nati in questi anni, aggregati dalla rete Internet a margine del grande successo del blog di Beppe Grillo e delle sue campagne politico-informative.

Si parla molto di Beppe Grillo in rete e sui media e l'importanza del lavoro di Milic risiede proprio nell'aver voluto indagare non le tematiche o gli effetti indotti dalle "bordate" del comico genovese, ma l'effettiva portata di quella scintilla che Grillo è stato capace di far scaturire nella testa delle migliaia di persone che sulle tematiche ambientali, economiche e mediatiche, hanno inteso produrre una propria piccola o grande discesa in campo.

Per una volta insomma l'attenzione non è rivolta a Beppe Grillo stesso ma alle persone (oltre 60.000) che sulla scorta degli stimoli di Grillo hanno iniziato ad organizzarsi in comitati locali autonomi. Dallo studio di Milic traspare poi un dato interessante: l'uso dei forum dei Meetup e le discussioni online si candidano ad integrare, se non a sostituire, i luoghi fisici fino a ieri deputati al confronto delle opinioni come le sezioni dei partiti o i circoli culturali. Nuovi e vecchi strumenti di confronto si uniscono e da queste sperimentazioni si può forse intravedere quale valenza e quale dignità avrà domani tutta la comunicazione politica in rete.

Milic afferma che si tratti di un movimento "postmoderno", io più modestamente mi sento confortato dal fatto che singoli cittadini di estrazione molto differente partano da Internet per incidere direttamente nel tessuto sociale.

Esiste da tempo un diaframma significativo che mantiene la politica in rete lontana da quella del mondo reale: si tratta di una distanza legata primariamente al fatto che l'impegno sociale in rete è piuttosto semplice: spesso basta un click per assentire a grandi battaglie di libertà. Per partecipare ad iniziative come le riunioni degli "Amici di Grillo" è invece necessario spendere il proprio tempo: uscire di casa, salire in auto, raggiungere un luogo fisico e starsene per la maggioranza del tempo ad ascoltare gli altri. Un esercizio salutare e necessario che potrà sempre più spesso nascere in rete per poter poi finire altrove, nelle piazze, nei consigli comunali, nelle stanze dei movimenti politici.


Massimo Mantellini: Dalla tua esperienza personale in giro per l'Italia alle riunioni dei meetup hai avuto la sensazione che i fenomeni aggregativi dei "grillini" siano numericamente significativi o si tratta soltanto di un esiguo numero di persone che si organizzano e portano problemi locali all'attenzione generale? Esiste insomma un movimento concreto che si mantiene vivo ed attivo o i grandi numeri di Beppe Grillo e l'audience che riesce a mobilitare in rete e nei teatri faticano a organizzarsi concretamente?
Enrico Maria Milic: Non penso si possa distinguere fra mobilitazione reale e mobilitazione virtuale.
Cioè: i testi, le immagini e i video pubblicati o linkati dagli "Amici di Grillo" sui forum di Meetup.com raggiungono ogni mese almeno 350 mila persone, secondo recenti dati di mercato. Questo vuol dire che questo movimento, già così, raggiunge un'audience di massa suggerendo opinioni e notizie.
Già questo dato ha un forte valore: gli attivisti dei Meetup così entrano nel conflitto politico all'interno dei mezzi di comunicazione proponendo determinate priorità ai cittadini e a i politici. Ovviamente, 350 mila persone sono poca cosa rispetto ai numeri generati dai canali televisivi controllati dai leader della politica italiana.
Lasciando stare il conflitto sui media, mi pare che in alcune città questi gruppi legati a Grillo siano riusciti a trovare un'alchimia interna particolare: riescono a divertirsi, a essere concretamente attivi per risolvere i problemi della loro città e progressivamente a coinvolgere e a divertire anche altri cittadini. Un esempio in questo senso è il Meetup di Napoli, dove sono attive centinaia di persone, che stan facendo delle cose straordinarie per la città e al contempo elaborando originali forme di mobilitazione politica: loro la chiamano una "ideologia open-source". Purtroppo, in molte altre città i Meetup tendono a ripercorrere strade organizzative già battute da associazioni e partiti del passato: tendono a essere noiosi, gerarchici e tutto sommato poco efficienti e utili per la maggioranza dei cittadini.
Poi i 60mila iscritti ai Meetup di Grillo sono un numero solo teorico: a partecipare sempre sono una minoranza abbastanza piccola.

MM: Quale idea ti sei fatto al riguardo delle potenzialità degli strumenti di aggregazione in rete? Esiste una oggettiva difficoltà a passare da Internet alla "piazza" o forse in una valutazione del genere giocano maggiormente ragioni legate alla scarsa partecipazione politica in senso lato, quel senso di distanza che molto spesso rende la politica e i cittadini italiani "mondi lontanissimi"? In altre parole credi che Internet possa essere uno strumento "facilitatore", capace di indurre i cittadini ad una propria discesa in campo su temi sensibili o le mobilitazioni in rete (oggi che la composizione dei navigatori della rete si avvicina sempre di più a quella dei cittadini del paese reale) sono fenomeni molto spettacolari e spesso assai partecipati ma senza grandi possibilità di incidere sull'agenda dei problemi proprio in relazione alla loro vaporosità?
EMM: Penso che siamo in una fase di grosso cambiamento rispetto a quelli che i cittadini ritengono e riterranno come problemi su cui scegliere collettivamente. I media, i consumi e l'ambiente stanno diventando un terreno che molti di noi sentono sempre di più come "politico": scegliamo un media perché rappresenta dei valori che condividiamo, rifiutiamo un marchio perché sappiamo che è dannoso per l'ambiente e così via. I partiti tradizionali sono quasi totalmente assenti in Italia da questa agenda mentre Grillo e i Meetup, nel bene e nel male, fanno degli sforzi per coprirla.

Dall'altra parte non si tratta solo di un problema di contenuti. Si tratta di come i messaggi politici sono veicolati: il Meetup napoletano funziona perché la gente si diverte ed è entusiasta a partecipare e a provare a cambiare la loro città. Nel caso di Napoli la gente si diverte perché il gruppo è riuscito a trasferire le dinamiche orizzontali della rete e del servizio Meetup.com all'interno di ogni evento organizzato dai "grillini" e dalle "cicale" a Napoli: ogni individuo ha la possibilità ed è stimolato a partecipare, ogni voce può essere inclusa a patto che si voglia contribuire a uno sforzo collettivo, a patto che si vogliano ascoltare gli altri.
Se guardiamo al Meetup di Napoli e lo confrontiamo con i consueti modi di proporre messaggi dei partiti o dei media tradizionali, noteremo che da una parte ci si diverte dall'altra si è consumatori passivi e ormai abbastanza annoiati di un messaggio.

Ovviamente dovrà passarne di acqua sotto i ponti perché numeri importanti di cittadini e la classe dirigente dell'Italia possano accettare internet come mezzo di comunicazione e discussione politica. E Grillo e questo movimento non so se saranno mai accettati come qualcosa di "serio" dalla maggioranza dei cittadini, benché rappresentino le preoccupazioni oramai di tantissimi.
Un antropologo ha detto che il gioco, il teatro e il divertimento sono momenti in cui talvolta si sperimentano e propongono valori e azioni che non sono accettati socialmente: allora forse non è un caso che una nuova scaletta di problemi e nuovi modi di comunicare siano stati proposti da un comico, Beppe Grillo.

MM: Credi che la grande autonomia tematica dei gruppi legati a Grillo sia un valore o un limite? Esiste una buona politica basata semplicemente sulle regole (per esempio le regole che Grillo richiede alle liste civiche che desiderano fregiarsi del suo "bollino") completamente scevra dal tipo di tematiche che si affrontano o la grande parcellizzazione dei contenuti in tutte le battaglie sociali possibili ottiene invece il risultato unico di depotenziare il valore sociale delle iniziative? Se Grillo ha una sorta di argomenti cardine sui quali si impegna (l'ambiente, la giustizia, l'informazione) non potrebbe essere più utile aggregare, in rete e nella società civile, i cittadini attorno a queste tematiche direttamente?
EMM: Penso che l'autonomia decisionale dei Meetup sia qualcosa di potenzialmente grandioso. Se ogni gruppo generato da Meetup.com è teoricamente autonomo, questo vuol dire che ogni cittadino in un gruppo di questi può avere un ruolo nella sfera pubblica. Così accade che, qualche volta, questa inusitata libertà diventi entusiasmante per gli attivisti di queste aggregazioni.
Dalla teoria alla pratica però vediamo come dobbiamo per forza confrontarci con i giochi di potere di una società di massa. I movimenti di persone attivati dalla rete sono sempre dipendenti da un centro: Grillo per gli "Amici di Grillo", Howard Dean per i "Deaniacs" e potremmo andare avanti citando anche tanti casi di comunicazione partecipata, pure in Italia, dove pochi obbiettivi chiari possono essere sempre stabiliti solo da organizzazioni con una struttura verticistica.

Se dovessi dire dove vedo possibilità di efficienza per la comunicazione realmente dal basso, ovvero l'azione politica partecipata, la vedrei a livello cittadino. Alcuni Meetup confermano che organizzandosi dal basso, studiandosi per bene il funzionamento degli strumenti digitali e usando parole d'ordine adeguate, allora si può riuscire a far pressione sulle amministrazioni pubbliche, sulle aziende e così via. Ma bisogna riempire la vuota retorica di internet come rivoluzione democratica ispirandosi e studiando quello che è già stato concretamente fatto in mobilitazioni dal basso nella politica e nel marketing: penso agli sms contro il presidente Estrada nelle Filippine, a OhMyNews in Corea, a Dean negli Stati Uniti e a tanti altre iniziative in cui i cittadini sono diventati protagonisti grazie a internet.


Massimo Mantellini
Manteblog

sabato 22 dicembre 2007

Grillo piu' cliccato. I termini più cercati su Google

Grillo più cercato su Google 2007 Ecco la lista dei termini più cliccati La classifica dello Zeitgeist: i milanesi si informano sull'amministrazione, i romani su Portaportese, i napoletani sulla società calcistica 


Repubblica - "Beppe Grillo" è stata la parola più cercata dagli italiani sulla rete nel corso del 2007. Seguono i termini "Youtube", "Badoo", "Inps", "Myspace" e "Agenzia delle entrate". Questi i cinque nomi più cliccati dell'anno secondo lo Zeitgeist 2007, la classifica dei termini più popolari cliccati sul motore di ricerca Google.it. Subito dopo è la volta di "Inter", "Alitalia", "Milan" e "Superenalotto".

Spirito dei tempi. Alla lista, come precisa l'amministrazione di Google, non appartengono solo le parole più cercate, ma anche quelle che, nel corso dell'anno, hanno dimostrato una crescita interessante rispetto al 2006.

Zeitgeist in tedesco significa "spirito dei tempi" e lo scopo di questa classifica, come spiegano gli stessi amministratori di Google, è quello di "riflettere sui principali temi di interesse degli italiani". Allo Zeitgeist non appartiene alcun contenuto controverso o che possa offendere la sensibilità delle persone e non vi sono parole apparentemente molto cercate, ma non indicative di alcun trend o spirito del tempo.

A quella principale si affiancano alcune liste più dettagliate, che analizzano gli interessi degli italiani in base ad aree tematiche (biglietti, concerti, viaggi, mostre ed altro).

Ecco, ad esempio, la classifica dei biglietti più cercati sul web: il primo posto spetta al re degli stadi, Vasco Rossi. Dopo quelli per i suoi concerti, i più cercati sono i ticket per le partite di Milan, Inter e Italia-Francia, per gli show di Beppe Grillo, per la partita Milan-Manchester e per quelle della Juventus, per lo show Zelig, per la finale di Champions League e infine per i concerti di Ligabue.

Vasco e "il Liga" si aggiudicano inoltre un altro primato, quello per i concerti più popolari. Secondo lo Zeitgeist, i concerti di cui si cercano più informazioni in assoluto in rete sono infatti quelli di Vasco Rossi, Ligabue, Biagio Antonacci, Elisa, Negramaro e Laura Pausini.

I viaggi più popolari sono invece quelli per l'India, Parigi, Londra, le isole Maldive, Cuba e Giappone.

Ma non c'è spazio solo per la musica, le vacanze e le partite di pallone. Agli italiani piacciono anche mostre ed eventi culturali e ai primi posto, tra le più cliccate, ci sono la mostra del Cinema di Venezia, Cezanne a Firenze, Chagall a Roma, Botero a Milano, Gauguin a Roma, De Chirico e Il Simbolismo a Ferrara.

E che dire dello status symbol di ogni anno che volge al termine, i calendari? Il più cercato del 2007 è stato quello di Melita Toniolo, seguito da quelli del film "I Simpson" e del libro "Harry Potter".

Nella ricerca sono stati rappresentati anche i termini più popolari suddivisi per aree metropolitane, da nord a sud Italia. Eccone qualcuna:

A Milano i termini più cercati su Google sono stati "Regione Lombardia", "Atm", "Superenalotto", "Inps", "Beppe Grillo", "Agenzia delle entrate", "MTV", "Alitalia", "Rai" e "Milan".

A Roma: "Portaportese", "Dagospia", "Superenalotto", "Inps", "Beppe Grillo", "Rai", "Alitalia", "Inter", "Badoo" e "Juventus".

A Firenze: "Ataf", "Lamma", "La Nazione", "Fiorentina", "Beppe Grillo", "Enel, "Inps", "Juventus", "Codice Fiscale" e "Ferrovie dello Stato".

A Napoli: "Napoli Calcio", "Ischia", "Circumvesuviana", "Ciao Amigos", "Gazzetta Ufficiale", "Uomini e Donne", "Snai", "Codice Fiscale", "Grande Fratello".

A Palermo: "Gurs", "Palermo Calcio", "Agenzia delle Entrate", "Grande Fratello", "Badoo", "Superenalotto", "Inter", "Rai", "Dragon Ball", "Bollo Auto".


venerdì 28 settembre 2007

Da Luttazzi a Vaccitu.com, tutti gli atolli anti Grillo nel mare del web » Panorama.it - Italia

Panorama – Italia

Da Luttazzi a Vaccitu.com, tutti gli atolli anti Grillo nel mare del web

matteo.durante   

Il Beppe nazionale, in rete, continua a imperversare. Ma siccome il mare di internet è davvero magnum, qua e là, emergono piccoli atolli di dissenso. Va detto: il blog di Grillo resta comunque il più visitato e partecipato (2 mila commenti, di media, al giorno e 160 mila visitatori). Ma, insomma, non è poi così difficile trovare qualcuno che, usando lo stesso mezzo, dice no alle proposte del comico genovese, contesta le sue tesi, lo critica e lo sfotte.
Certo, lui continua a spararle grosse: l'ultima dal palco di Jesolo, lo scorso week end quando Grillo ha attaccato fin dentro le mura Vaticane dove, dice, c'è: "Un amministratore delegato tedesco che gestisce due milioni di lavoratori in nero". Si riferisce a Joseph Ratzinger, e ai dipendenti della Santa Sede. Non si ferma, Grillo. Che sembra uscire ogni volta rinfrancato dalle critiche che gli piovono addosso da destra e da sinistra, dall'alto e dal basso.
E proprio da qui, dal basso (secondo la filosofia del web 2.0) c'è qualcuno - a parte le repliche quotidiane del ministro Mastella (rimbrottato a sua volta dal collega Antonio Di Pietro, schieratosi contro il collega e sostenitore delle campagne "grilline") - che si è preso la briga di contrastare la battaglia antipartitica del Grillo furioso: è dalla rete - il regno del grillo-pensiero, il campo base usato dai suoi seguaci per ritrovarsi ed esprimersi - che qualche voce contro si sta alzando.
Recentemente, è stato un altro ministro, quello delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, a preoccuparsi di rispondere a Grillo, dal proprio blog. Snobisticamente: solo in un post scriptum. La risposta del ministro al comico, che lo accusa di non occuparsi di frequenze tv né di mandare Rete4 sul satellite, è questa: "C'è un tale che da qualche giorno impazza nelle tv Rai e Mediaset e se la piglia urlando pure con me perché… gioco a tennis con Ermete (Realacci, ambientalista nonché esponente della Margherita vicino, come Gentiloni, a Rutelli, ndr). Cose da pazzi, caro Ermete: non riusciamo a giocare da un anno, e quello lì ci sfotte pure". Inevitabili e incattivite le risposte dei grillonauti, lesti a inondare il blog di Gentiloni di commenti talvolta irriferibili. E per la maggior parte vicini agli umori del V-Day dell'8 settembre scorso.
Non ha invece ancora sortito effetti (cioè zero commenti, per ora) l'idea dei moderati della rete che, impauriti dai toni del comico, di cui pure condividono parecchie proposte, hanno in questi giorni dato vita a Vacci tu, il sito (per ora in fase embrionale) che punta allo zoccolo riflessivo del popolo del V-day. "C'è la tentazione", spiega Pier Domenico Garrone, motore dell'iniziativa "di passare con disinvoltura da piazza Venezia a piazzale Loreto, dimentichi dell'educazione, della tolleranza, del buon senso". Vacci tu, continua Garrone nel post di presentazione "non è un'alternativa, ma una prosecuzione dell'8 settembre, un luogo di critica libera del potere". Insomma, se il malcontento rimane, le armi si preannunciano diverse. Sulle iniziative, però, il programma è misterioso. Nessuna adunata di piazza all'orizzonte, nessuna proposta di legge in cantiere. Gli aspiranti megafoni dei centristi del web frenano nell'attesa che il sito decolli. Convinti che "la mossa di Grillo sia stata detonante, mentre questo è il momento di intervenire". Ma senza fare la voce grossa.

Stessa sorte toccata al neo nato blog Abbassogrillo : sta passando sotto silenzio il vero e proprio "Manifesto dell'Anti - Grillismo", messo on line da Frank Lopez con il "permesso di Costa", uno dei blogger della squadra dei Mille, la lista di quarantenni che vede nel Pd "un rivoluzionario meccanismo di cambiamento e rinnovamento della politica e della società italiane".

Sempre senza far troppo rumore stanno andando forte su YouTube i video d'annata dedicati al Grillo pre-tribuno: quello dell'88 in cui il comico si cimenta in uno spot per elogiare le virtù di uno yogurt e quello in cui Beppe il luddista fa strage di computer: era il 2000 e nel corso del Time Out Tour ne prendeva a mazzate uno a sera, davanti al suo pubblico di navigatori a venire. Ma si sa, solo gli stupidi non cambiano mai idea… Solo che la rete non conosce l'oblio. Esattamente come non tutti, ancora, conoscono la rete. Visto che, un sondaggio Eurisko commissionato da La Repubblica pone qualche dubbio sul successo che Grillo riscuote on line. Nel campione intervistato, solo l'1,5% frequenta regolarmente il suo blog e tra chi ha firmato le sue proposte di legge, almeno 1/4 non naviga.
Non che questa sia una mancanza, sostiene l'esperto di blog e comunicazione Massimo Mantellini, secondo il quale: "Il blog di Beppe Grillo, senza volerne sminuire il grande successo popolare, non fa parte di nessuna nuova dinamica comunicativa di rete. Grillo fa sul suo sito la stessa cosa che fa da un palco dei suoi tanti spettacoli in giro per l'Italia. Internet non aggiunge un grammo a queste modalità note e sperimentate".
Daniele Luttazzi, come lui iscritto alla nazionale dei censurati Rai, gli riserva invece un commento pungente, alla sua maniera: "Grillo è ormai un tesoro nazionale… Certo non mi auguro che finisca come Benigni, a declamare Dante in braccio a Mastella". La cosa, dice Luttazzi, è molto semplice: la proposta di legge per cui Grillo ha raccolto le firme nel V-Day "fa acqua da tutte le parti". E continua: "L'illusione alimentata da Grillo è che una legge possa risolvere la pochezza umana. Questa è demagogia". Infine l'affondo: "Grillo si guarda bene dallo sciogliere la sua ambiguità di fondo: che non è quella di fare politica (satira e teatro sono politici da sempre), ma quella di ergersi a leader di un movimento politico volendo continuare a fare satira… La satira è contro il potere. Contro ogni potere, anche quello della satira".

Il VIDEO di YouTube: Beppe Grillo nello Spot Yomo, 1988

Grllo prende a martellate un computer:


Commenti

Ci sono 12 commenti a Da Luttazzi a Vaccitu.com, tutti gli atolli anti Grillo nel mare del web
  1. Il 25 Settembre 2007 alle 15:13 errando ha scritto: Mi ricordo lo spettacolo in cui il Grillo parlante pigliava a martellate lo schermo del PC dopo avere fatto il paladino delle verità per un paio di ore.
    Da lì nacque la mia diffidenza per il Grillo parlante : la scena delle martellate è palesemente un falso come lo schermo del PC, un qulsiasi tubo a raggi catodici è sotto vuoto e scoppia se preso a martellate ; e se qulcuno si ferisce per emulare Grillo e prende a martellate la televisione ? Chi fa il difensore di tutti i presi per il culo del mondo, scusate il francesismo, non può permettersi a sua volta di prendere per il culo il prossimo.

  2. Il 25 Settembre 2007 alle 15:39 "Gli atolli anti-Grillo" - Francesco Costa ha scritto: […] Su Panorama si parla del web che non sta con Grillo (si parla anche del sottoscritto e dei Mille). A proposito di Politica, Me ~ ~ Trackback […]
  3. Il 25 Settembre 2007 alle 18:22 totoliseo ha scritto: X errando (di nome e di fatto) il tubo catodico è sottovuoto e non esplode ma implode.
    Dici che solo per quello sei diffidente verso grillo…… Ma ormai non mi stupisco di niente

  4. Il 25 Settembre 2007 alle 18:53 Corrado Buccieri ha scritto: Forse cercava di romperlo per entrarci,
    adesso che ce l'ha fatta si prende la
    rivincita.

  5. Il 25 Settembre 2007 alle 20:52 Carlalberto Iacobucci ha scritto: Vai a capire… metti gli atolli, mettiamoci You tube e Grillo si trasforma nel nulla. L'illusione ? Perlomeno quella non la toglie nessuno. E'libera scelta. Meglio un Grillo oggi che un Mastella domani,in fin dei conti sono soltanto 31 anni che fa il politico e non è il solo. Io nel paese del Bengodi non vivo e voi ?
  6. Il 25 Settembre 2007 alle 23:29 diggita.it ha scritto: Da Luttazzi a Vaccitu.com, tutti gli atolli anti Grillo nel mare del web » Panorama.it - Italia…
    Il Beppe nazionale, in rete, continua a imperversare. Ma siccome il mare di internet è davvero magnum, qua e là, emergono piccoli atolli di dissenso. Va detto: il blog di Grillo resta comunque il più visitato e partecipato (2 mila commenti, di media…
  7. Il 26 Settembre 2007 alle 3:22 darktuscany ha scritto: > (Beppe Grillo, sul retro del suo libro "Tutto il Grillo che conta")
  8. Il 26 Settembre 2007 alle 3:25 darktuscany ha scritto: Da giovane ho fatto una pubblicità, ma poi ho capito alcune cose sulla pubblicità. Qualche anno dopo ho cominciato a prendermela coi politici perché le cose non andavano bene, ma poi ho capito alcune cose sulla politica, che è controllata dall'economia. Qualche anno fa ho cominciato uno spettacolo prendendo a mazzate un computer, ma ora ho capito alcune cose su internet, che è la nostra unica difesa.
    (Beppe Grillo, sul retro del suo libro "Tutto il Grillo che conta")

  9. Il 26 Settembre 2007 alle 7:32 dolphin ha scritto: IL fatto che Beppe Grillo riscuota molto successo, tanto che si è scatenata una bagarre multimediatica è un segnale che stà ad indicare come tanta gente comune ha capito bene che ci sono molte cose che non funzionano in Italia, probabilmente anche il modo di far Politica, sia del Governo che dell'opposizione deve cambiare.
    Non cogliere questi segnali è un'oppurtunità persa: la politica italiana in generale,forse deve dimostrare di essere più vicina agli italiani, e più concretamente.
    In ogni caso anche il dissenso verso tante componenti e tante cose della nostra società fà parte della democrazia, e ciò è più che positivo.
    Sempre nel rispetto delle regole della democrazia, si intende.
    Non bisognerebbe mai demonizzare nessuno perchè la pluralità e la libertà di espressione sono l'essenza di ogni vera democrazia.
    Quindi benvengano i Grillisti e gli antigrillisti, e chi vuol dire la sua la dica…

  10. Il 26 Settembre 2007 alle 10:41 matteo.durante ha scritto: Esatto, Dolphin. La penso anch'io così: "Non bisognerebbe mai demonizzare nessuno perché la pluralità e la libertà di espressione sono l'essenza di ogni vera democrazia. Quindi benvengano i Grillisti e gli antigrillisti, e chi vuol dire la sua la dica…".
    È la tesi che ho cercato di sostenere nel pezzo: non di solo Grillo e V-Day vive la rete, fortunatamente. E non perché Grillo dica assurdità o le spari grosse in modo eclatante e provocatorio. Ma proprio perché la rete, da alcuni anni nuova agorà democratica, è davvero tanto grande che, finalmente, tutti i Tersite del mondo hanno l'opportunità di dire come la pensano (ed essere giudicati, presi a bastonate o elogiati, in base ai contenuti espressi) e sostenere un'opinione che vada in senso opposto alla vulgata corrente e, in quel dato momento, alla moda.
    Navigando tra i piccoli (e ancora poco popolati) atolli anti-Grillo, raccontando di come sono sempre più seguiti i video che riprendono le performance del comico di qualche anno fa (di quando cioè non la pensava come predica adesso), ho voluto semplicemente delimitare (per quanto possibile) il campo: c'è anche qualcuno che abita il web e dice cose diverse da quelle del nuovo leader del malcontento antipolitico. Intendiamoci, non sono poche le istanze portate avanti da Beppe e dai suoi sostenitori (così come quelle contenute ne La Casta, di Stella e Rizzo o in libri-denuncia precedenti) assolutamente condivisibili (e dovremmo tutti premere perché il Palazzo le faccia sue, da subito).
    Sostenere però che oltre a quelle (cioè, oltre a Beppe e la V-generation) ci sia il nulla; affidarsi a quelle idee come fossero un unico pensiero… si fa, credo, un torto a Grillo stesso, alla rete come veicolo di libertà, alla democrazia che mai come in questo momento dovremmo volere partecipata e condivisa.

  11. Il 26 Settembre 2007 alle 16:20 Grillo: fenomeno del web o del marketing? » Panorama.it - Cultura e società ha scritto: […] LEGGI ANCHE: Da Luttazzi a Vaccitu.com, tutti gli atolli anti Grillo nel mare del web […]




inviato da garrone@tim.it 

lunedì 17 settembre 2007

Beppe Grillo: "politici, solo chiacchiere e tv"

Grillo ancora all'attacco dei politici "Solo chiacchiere e televisione"

Nel suo blog il comico a testa bassa contro i tg e i big dei partiti.
"Politica invecchiata. E' nuda con le sue rughe e i suoi giornalisti"

"Chi guarda la tv spera che un commesso si avvicini a D'Alema o allo psiconano e gli sussurri in un orecchio 'la festa è finita, non si renda più ridicolo'"


ROMA - "I politici? Solo chiacchiere e televisione". Ricorda la celebre invettiva del Capone-De Niro contro il Ness-Costner negli 'Intoccabili' ("sei solo chiacchiere e distintivo"), la frase che chiude il post di oggi del blog di Beppe Grillo.

"La politica, all'improvviso, è invecchiata di 10 anni. E' nuda di fonte ai cittadini con le sue rughe, il suo belletto, le zampe di gallina intorno agli occhi, i suoi giornalisti", dice il comico che con il suo V-day, ha portato un attacco frontale alla politica che "deve tornare in mano ai cittadini e non ai segretari di partito". E Grillo, nel suo post di oggi, dice di ascoltare "parole decrepite che fanno fatica a uscire dalla bocca", come "le nuvole dei fumetti" e destinate a una brutta fine: "Non vengono più ascoltate".

Poi passa alla sua rassegna dei tg, anche di quelli che davano conto della sua 'discesa in campo' con le liste civiche e torna all'attacco dei politici: "Chi guarda la televisione spera che un commesso si avvicini a D'Alema o allo psiconano e gli sussurri in un orecchio 'la festa è finita, non si renda più ridicolo'. Lo schema è sempre lo stesso. Collaudato. Il leader parla a un gruppo di persone. E' serio. Se appartiene all'opposizione chiede al governo 'ferme risposte', se è del governo annuncia 'impegni precisi'".

Eccoci ai tg di domenica sera: "Ieri sera in televisione: Topo Gigio Veltroni parla dell' azzeramento del Cda Rai, applausi a scena aperta per una proposta così tempestiva e coraggiosa. Abbraccio commosso sul palco di Rutelli. Cesa parla della famiglia, applausi delle famiglie di Casini. Abbraccio commosso sul palco di De Mita, nuovo tutor dei giovani del Pd. Bossi minaccia Prodi con dieci milioni di padani (e poi - osserva Grillo con autoironia - mi chiama antipolitico...), applausi dei trecento presenti a Venezia. La telecamera inquadra le coppie di turisti che danno il becchime ai piccioni. Abbraccio commosso sul palco di Calderoli che lo premia con un porco di pezza".

Intanto continuano le reazioni agli attacchi di Grillo: ''La parola d'ordine 'distruggiamo i partiti' è del tutto negativa, insensata e sbagliata ed essere ambigui e opportunisti su questo non fa l'interesse del presente e del futuro del Paese''. Lo ha detto il ministro delle Riforme istituzionali Vannino Chiti. ''Penso che quando i cittadini manifestano - ha spiegato Chiti - le istituzioni e chi è nelle istituzioni debbano fare ogni sforzo per capire le motivazioni, vedere gli aspetti giusti e quelli sbagliati''.


Origine: Repubblica

Greenreport: Grilli verdi fritti alla fermata del blog

Grilli verdi fritti alla fermata del blog

LIVORNO. E alla fine scese in campo. Non direttamente, ma per interposto ‘bollino’. Beppe Grillo, sul suo cliccatissimo blog, scrive: «E adesso? Dopo il V-day? La parola è ai cittadini. Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali. I cittadini devono entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro figli». D’altronde lo aveva detto “siamo noi a fare la politica”, pur specificando che non avrebbe comunque fondato un partito. Così ecco la terza via: chi, tra i grillini sparsi per l’Italia, vorrà fare il passo potrà farlo con il bollino. Una decisione legittima e pure comprensibile (per non dire inerziale). E’ il momento di contarsi e provare – con l’eventuale consenso elettorale raggiunto - a prendere in mano il volante. Provare a governare con persone incensurate e non iscritte ai partiti. Una seconda discriminante che Antonio Di Pietro e Alfonso Pecoraro Scanio (che dal suo blog dichiara: «Avvio della raccolta differenziata per evitare la costruzione degli inceneritori, nuovi parchi e no alla privatizzazione dell´acqua: se sono questi i temi sui quali si impegnaranno le liste civiche che vorrebbe Beppe Grillo, un benvenuto non glielo toglie nessun», ndr), quelli pare più vicini a parole all’iniziativa del comico genovese, sembrano non aver capito. Nel senso che non basta essere a favore di un movimento per salire su quel carro, quando quelli che quel carro conducono ti hanno già detto che se hai la tessera non puoi salire a bordo.

A Pescara potrebbe esser formata la prima lista civica e se il seguito ha i numeri mostrati con forza in piazza maggiore a Bologna è più che probabile che si assisterà ad un prolificare di liste civiche in tutta Italia. Dopo la costruzione della ‘scatola’, questa però andrà riempita di contenuti e soprattutto di un programma politico. Si passerà quindi dal dire noi ‘non vogliamo più che si faccia così’ a ‘facciamo così’. All’azione dunque. E qui le liste si misureranno davvero e soprattutto nella loro capacità di governare e di saper a loro volta affrontare il conflitto. Per quanto questo movimento nasca dal basso, avrà sempre al suo interno e all’esterno posizioni diverse. Come è logico e normale che sia in democrazia. Come si prenderanno le decisioni? A colpi di referendum? Bene.

Il referendum stabilirà quanto una certa posizione sia maggiormente condivisa. Il 51% basta e con il 49% che si fa? E se il referendum darà esito contrario alle aspettative? Semplici osservazioni che poi solo con il tempo si potranno affrontare in modo più approfondito.

Ma aggiungiamo un’altra riflessione: Beppe Grillo ha dato un’impronta fortemente ambientalista al suo popolo del blog e delle piazze. Scendiamo così su questo terreno con un esempio concreto: la mobilità sostenibile, altro cavallo di battaglia del comico che anni fa si presentò nei suoi spettacoli con un camion a idrogeno e facendo l’aerosol con il tubo di scappamento, vede un confronto colmo di contraddizioni a Firenze.

La città di Dante e Michelangelo ha dati sulle polveri sottili e sull’inquinamento dell’aria in generale piuttosto preoccupanti. A causa del fatto che non sono state ritenute all’altezza le misure per il miglioramento della qualità dell’aria da parte dell’amministrazione pubblica, questa è sotto indagine della procura. Da sempre i treni, le tramvie e in mezzi pubblici tout court sono considerati a ragione le migliori alternative per limitare l’uso dell’auto privata e di conseguenza le emissioni inquinanti.

Bene: anni fa il referendum sulla possibilità di realizzare una tramvia nel centro di Firenze vide vincere i sì. Oggi non c’è giorno che i quotidiani locali non pubblichino grida di comitati che quando va bene contestano una linea del percorso, quando va male l’intera opera. Qui le liste civiche con il bollino di Beppe Grillo da che parte starebbero (e, forse, staranno? Quale sarebbe la migliore soluzione? Quella espressa dalla maggioranza dei cittadini senza se e senza ma? Siamo sicuri che i progetti voluti dalla maggioranza siano anche quelli migliori?

Ricordiamo che Grillo – capace di prendere posizioni ferme su tutto e tutti e da sempre favorevole alle rinnovabili – al tempo del referendum a Montescudaio sull’eolico, disse che non voleva esprimersi per non influenzare il voto. Posizione, se vogliamo proprio dirla fuori dai denti, pilatesca e degna del peggior funzionario di partito. Per aggiungere riflessioni a riflessioni sul dibattito, ricordiamo infine che le liste civiche esistono da anni e che, per esempio a Vicenza, quella che si presentò alle amministrative sotto il segno del no alla base militare (posizione che peraltro anche greenreport sostiene) prese lo zero virgola in termini di voti.

Dunque chiudiamo pure con il passato, via (giustamente) i condannati dal parlamento, via (non tanto giustamente senza un preventivo giudizio sull’operato) chi ha fatto già due mandati, largo ai giovani: ma non si creda che questo basti a eliminare i conflitti o faciliti a prendere le decisioni. Questa è proprio tutta un’altra cosa. Ed è qui che le liste civiche ‘grilline’ o ‘grillate’ misureranno le loro capacità di governare.
Ricordando anche che oggi neppure a livello di singoli Paesi nazionali le politiche di governo sembrano in grado di riorientare l´economia verso scelte più sostenibili. La riconversione ecologica di un´economia sempre più dominata dalla finaziarizzazione dal Wto, non si fa né a Roma, né a Parigi o Berlino, e nemmeno forse a New York. Ed è assai difficile che riesca a farla in un blog.

fonte: greenreport.it

martedì 17 aprile 2007

Telecom, show di Grillo in assemblea. Ai dirigenti: "Dovreste dimettervi"

Rozzano, l'assise per la rielezione del cda: Buora lancia allarme sicurezza

Il comico spara a zero sui dirigenti: "Avete le pezze al c... In America sareste in galera"

Presenti 284 persone, in rappresentanza di 832 portatori di azioni, pari al 36,06% del capitale
Buora: "E' un'azienda strutturalmente sana e non ha certo bisogno di essere risanata"


ROZZANO (MILANO) - Un presidio sindacale, il rialzo in Borsa e le ipotesi dei giornali che sembrano accreditare l'auspicata 'cordata italiana' per Telecom. E' cominciata alle 11 a Rozzano l'affollatissima assemblea di Telecom Italia, per la quale si è già presentato annunciando un intervento Beppe Grillo, che parlerà a titolo personale ma, inevitabilmente, porterà la voce di tanti piccoli azionisti.

Troppi azionisti, allarme sicurezza. Per partecipare all'assemblea stamane sono arrivati in 284. Anche il vicepresidente Carlo Buora ha notato "un'affluenza di azionisti decisamente superiore alla media", tanto da chiedere aiuto ai vigili del fuoco per lo sgombero delle uscite di sicurezza. Se non saranno liberate le uscite di sicurezza, ha avvertito Buora, i vigili del fuoco ci obbligheranno a lasciare la sala". I soci rappresentati sono 832 portatori di 4.824.959.170 azioni ordinarie pari al 36,06% del capitale ordinario.

Lo show di Grillo. "Chiederò - ha detto stamane Grillo improvvisando una sorta di show davanti alle telecamere prima di entrare in assemblea - dove sono finiti i 45 miliardi espropriati ai piccoli azionisti e perchè questi non possono avere una rappresentanza vera". E ha osservato: "Tronchetti non c'è, non è venuto neanche questa volta, la prima fu due anni fa a Siena in cui doveva parlare di etica dell'informazione con Andreotti!".

Il comico genovese ha spiegato di aver più volte fatto pressioni per avere più chiarezza sullo stato del gruppo di tlc, "ma la Consob - ha lamentato - mi ha mandato tre lettere dicendo che potevo creare turbativa. Ormai - ha ironizzato il comico - con Cardia ho un rapporto affettivo".

Dito puntato anche sul bilancio Telecom, a giudizio di Grillo "roba da neuropsichiatria. Ormai - ha insistito - si sono venduti tutto". Quanto alla possibilità di un intervento da parte di Carlos Slim, l'imprenditore messicano a capo del gruppo American Movil, Grillo ha commentato: "Figuratevi se uno degli uomini più ricchi del mondo si compra un cadavere simile. Comunque - ha puntualizzato - con il 13% controllerebbe la società". E rivolto ai lavoratori delle tlc presenti di fronte all'ingresso a manifestare, Grillo ha aggiunto: "dovevate venire in 80.000 A manifestare perchè se arriva il messicano vi manda a casa in 30.000".

Di Pietro si schiera con Grillo. A fianco di Grillo si è detto il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro: "Sono idealmente in assemblea con persone della società civile come Beppe Grillo e con movimenti come l'Adiconsum", ha detto a margine del tavolo per Milano in corso in Prefettura.

Buora: "L'azienda è sana". Ma Buora ha difeso l'operato dell'azienda: Telecom Italia, ha detto iniziando la discussione sul primo punto all'ordine del giorno dell'assemblea, l'approvazione del bilancio 2006, è "un'azienda strutturalmente sana". "Dovrei aggiungere che è una azienda robusta - ha aggiunto - capace come è stata l'anno scorso di resistere ai fortissimo contraccolpo dei continui cambi al vertice e delle inchieste giudiziarie". I suoi conti, ha insistito Buora, mostrano "livelli di performance fra i migliori del mondo e d'Europa: questa società è tutto fuorchè un malato da risanare".

Uno sciopero entro il 10 maggio. Stamane è in corso un presidio dei sindacati del settore spettacolo e telecomunicazioni davanti ai cancelli della sede Telecom con striscioni e bandiere. Il clima è comunque tranquillo. Al presidio prendono parte la Slc-Cgil, la Fistel-Cisl, la Uilcom-Uil oltre all'Ugl e alla Cub. Le tre federazioni di categoria Cgil, Cisl e Uil, hanno tenuto inoltre stamane a Roma un'assemblea dei delegati, nel corso della quale è stato deciso che entro il 10 maggio i lavoratori di Telecom, circa 55 mila addetti in Italia ai quali si aggiungono altri 30 mila nelle sedi estere, attueranno uno sciopero per difendere l'unità del gruppo.

La rielezione del cda. L'assemblea odierna deve rieleggere tutto il consiglio di amministrazione. E se per i nomi non sembra ci debbano esserci sorprese, tranne forse per le scelte delle liste di minoranza, per il resto si continua a discutere delle tante incognite nel futuro dell'azienda.

La cordata italiana. Alcuni quotidiani avvalorano stamane con decisione l'ipotesi dell'avvenuto accordo tra Silvio Berlusconi e Roberto Colaninno per entrare nella partita Telecom. Altri ricordano genericamente la possibilità dell'"iniziativa italiana", della quale potrebbero far parte anche Leonardo Del Vecchio, i Benetton e le Fondazioni.

E mentre si sottolinea l'attenzione con la quale i piccoli azionisti seguiranno oggi l'assemblea, si ricorda che il consiglio di amministrazione che uscirà alla fine di questa giornata potrebbe avere vita breve, anzi brevissima: infatti se avessero successo le trattative intraprese da Marco Tronchetti Provera per la cessione della maggioranza di Olimpia - Telecom al tandem At&T - America Movil, i nuovi azionisti vorranno naturalmente inserire i propri uomini nel consiglio di amministrazione. Il negoziato si chiuderà entro il 30 aprile: fino ad allora, qualunque "cordata italiana" rischia di arrivare troppo tardi, a cose irrimediabilmente avviate.

D'altra parte molti analisti fanno notare le tante difficoltà delle trattative con le due società americana e messicana. E il "Nessun commento in merito ai rumours riportati dalla stampa italiana" diffuso stamane da un portavoce di Roberto Colaninno potrebbe far pensare che la cordata italiana stia prendendo forma più concretamente di quanto si pensasse nelle ultime ore, e che quindi si scommetta sul fallimento delle trattive con gli americani.

Passera: "Possibile partecipazione azionaria". Entrando in assemblea, il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, ha detto che "Telecom Italia è una società molto importante, potremmo considerare una partecipazione azionaria, se ci sembrasse un investimento conveniente per la nostra azienda e per i nostri azionisti e se fosse coerente con lo sviluppo di Telecom". Il manager ha precisato che si tratterebbe di un "investimento su base temporanea".


Origine: Repubblica

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