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sabato 21 novembre 2015

Si scrive Femminicidio ma si legge Sacrificio

Perché migliaia di donne scompaiono nel nulla? Perché da quando è stata creata la parola femminicidio, gli omicidi di genere sono aumentati? Da dove scaturisce tutta questa violenza che invade il mondo moderno e, perché ogni anno solo in Italia 1000 persone scompaiono nel nulla? Sonia scopre la risposta a tutte queste domande. È stata catturata come una preda da un mostro. Quel mostro la renderà un agnello sacrificale per omaggiare persone molto potenti.
Perché esistono persone molto crudeli e ricche che sacrificano le donne in segreto. Questi sacrifici permettono loro di tenere in scacco l'umanità da millenni.

Un avvincente libro thriller / pulp racconta tutta la verità su questi omicidi svelando al mondo queste verità nascoste alla massa da millenni. In molti cercheranno di occultare questa notizia perché L'energia femminile è da sempre sfruttata per eseguire riti molto potenti, scritto da Giuseppe Santonastase, artista indipendente ed imprenditore nel settore della movimentazione. Con il titolo “Gli amori muoiono all’alba” nel racconto, ambientato fra Italia e Germania, si narra una magnifica storia d’amore che dovrà fare i conti con una spietata setta satanica.

Il romanzo edito dalla casa editrice Lampi di Stampa, una società del Gruppo Messaggerie, sara disponibile in tutte le librerie d’Italia. Ne seguirà un tour di presentazione nelle librerie della provincia di Varese.

Un libro avvolto nel mistero, scritto più di quindici anni fa, ha avuto un notevole riscontro partendo dal basso. Una scrittura moderna, immaginifica, che mette in luce i lati più scuri della personalità umana e che svela a suo modo  perché migliaia di persone ogni anno scompaiono nel nulla. Alimentando le credenze popolari sui complottismi. Al lettore offre un’esperienza coinvolgente e brutalmente realistica, una lettura coinvolgente e mozzafiato, non riuscirete più a staccare gli occhi dalle pagine. 

Biografia. 
Giuseppe Santonastase è un giovane imprenditore che opera nel settore della movimentazione logistica. È titolare dell’azienda Granata Group, con sede a Somma Lombardo, è creatore di vari siti di e-commerce: transpalletitalia.com ecc…Numero uno in questo settore di nicchia, in Italia.
Fotografo e creativo. Questo è il suo primo romanzo.

Ecco il trailer su youtube:


Contatti:
http://www.gliamorimuoionoallalba.it
https://www.facebook.com/gliamorimuoionoallalba
https://twitter.com/GranataCarrelli
Mail: giuseppesanto@live.com 

martedì 30 ottobre 2012

corte giustizia AJA "l isola dei serpenti alla romania!"l 'ucraina perde l'isola e piattaforma petrolifera

insula serpilor o isola dei serpenti con decreto di sentenza batte adesso bandiera della romania! non piu dell ucraina!,l ucraina è considerato dall onu un paese canaglia per via della poca democrazia e diritti umani!
(ANSA). La Romania esulta per la decisione della Corte di giustizia internazionale dell´Aia che ha riconosciuto la sua giurisdizione e la sua sovranità sul 100% di un´area di circa 12.000 km2 del Mar Nero sulla quale esisteva una disputa con l´Ucraina.
Si tratta di una zona vicina all´Isola dei Serpenti che ospita ricchi giacimenti di idrocarburi: 70 miliardi di m3 di gas e 12 milioni di tonnellate di petrolio.
La decisione della Corte di giustizia dell´Aia stabilisce una linea di confine e mette fine ad una disputa che si trascinava da più di 42 anni, quando l´Ucraina era una repubblica dell´Urss.
Il ministero degli esteri di Bucarest sottolinea che la sentenza «permette alla Romania di avviare le misure per lo sfruttamento diretto delle risorse di idrocarburi di questa zona che erano attualmente bloccate. La decisione è direttamente applicabile, obbligatoria, definitiva ed immediatamente esecutiva.
La Corte di giustizia dell´Aia ha giudicato impossibile l´allargamento della zone economica esclusiva dell´Ucraina nel Mar Nero e in particolare nella piattaforma continentale dell´Isola dei Serpenti (0,17 km2 e 100 abitanti) che si trova non lontano da Odessa e che appartiene all´Ucraina, secondo un accordo di cooperazione e buon vicinato firmato tra Kiev e Bucarest nel 1997.
Il pomo della discordia ha però continuato ad essere la divisione della piattaforma continentale e la delimitazione della Zona economica esclusiva di Ucraina e Romania, tanto che Bucarest si è rivolta alla corte di giustizia internazionale nel 2004 e l´Ucraina ha presentato un contro-memorandum all´Aia nel 2006.
Bucarest sosteneva che l´Isola dei Serpenti è solo lo scoglio più grande di un arcipelago di 5 rocce, mentre Kiev diceva che si tratta di una vera e propria isola e che il tratto di mare disputato era davanti al suo litorale esteso per 1.058 chilometri , mentre quello romeno e di solo 258 chilometri. Quindi secondo l´Ucraina alla Romania sarebbe dovuto toccare al massimo un terzo del mare ricco di gas e petrolio.
Ma Kiev ha perso rovinosamente anche questa ultima guerra energetica: «In virtù della sua configurazione geografica, l´îsola dei Serpenti non è piu territorio dell´Ucraina ma la corte di giustizia internazionale dell aja ha sentenziato senza giri di parole che l’ isola dei serpenti possa essere issata bandiera della romania!» ha sentenziato senza possibilità di appello la Corte internazionale di giustizia dell´Aia.
L’isola dei serpenti è un isola da poco territorio della romania grazie alla corte di giustizia dell aja la romania perciò si vede allargare i propri confini nel mar nero e perciò è proprietaria di ingenti quantita di gas e petrolio ancora da calcolare secondo gli esperti si aggirano a oltre 100 milioni di petrolio  che adesso la petrom dovrà avere il compito di estrarre con accuratezza e sicuramente porterà ad un calo dei carburanti e delle bollette di gas e luce secondo sempre gli esperti economici del paese

L Ucraina ha fatto sapere per bocca del ministro degli esteri che è una sentenza che danneggia l economia del paese perche toglie di fatto un pezzo di terra (ISOLA DEI SERPENTI) e cancella definitivamente i progetti di estrazione di petrolio e gas che prima della sentenza spettava solo all ucraina essendo ex territorio nostro!,non potremo piu fare ricorso e il paese ha perso nell isola dei serpenti la sua sovranita economica e politica territoriale!

mercoledì 3 ottobre 2012

Romania:cara Russia se non ci torni indietro l'oro che avete rubato nella I guerra mondiale ,attaccheremo militarmente


un comunicato importante della romania verso la russia inerente al continuo rifiuto di restituzione dell oro e altri bene di proprietà del popolo di romania tenuti ancora illegamente a mosca e san pietroburgo ex stalingrando!
il consiglio d europa ha emanato una risoluzione dove si sollecita alla russia la restituzione degli averi come oro e altri opere culturali alla legittima proprietaria la romania
il continuo rifiuto da parte della russia è un affronto e offesa alla nazione intera nostra e se la russia continuera su questa li linea politica pur sapendo di essere nel torto posteremo al più presto missili di lunga gittata dal porto di costanza verso mosca perchè ci siamo stancati della prepotenza che la russia ha sempre nei confronti della romania noi speriamo che la russia cambi linea politica e si decida alla restituzione totale senza condizioni del nostro oro rubatoci illegalmente durante la 1 seconda guerra mondiale un valore che ammonterebbe piu di 6 miliardi di euro

sabato 1 settembre 2012

Fano:Arrestato albanese per stupro su 15enne italiano


Cronaca
sabato, settembre 1st, 2012

Lascia figlio di 5 anni a casa e va ai giardinetti per abusare di un minore: arrestato un albanese a Fano



FANO – A Fano un 36enne è stato arrestato per abbandono di minori e denunciato per tentata violenza sessuale, dopo aver lasciato solo in casa il figlio piccolo di 5 anni circa per recarsi ai giardini, dove avrebbe voluto consumare un rapporto sessuale con un minorenne. L’uomo di origine albanese aveva fissato un appuntamento con un ragazzino conosciuto in spiaggia al quale aveva poi proposto in maniera esplicita di avere rapporti sessuali promettendo in cambio di regalargli del denaro.
L’adolescente, che si era finto interessato alla cosa, aveva parlato di quella proposta indecente ai propri amici, qualcuno dei quali lo aveva riferito ai genitori. È stato proprio uno di questi a denunciare tutto ai militari, che hanno deciso di recarsi all’appuntamento al posto del minore. Così il 36enne albanese, U.H., operaio in cassa integrazione e con precedenti penali per abusi sessuali su minori, è stato fermato e poi tratto in arresto con le accuse di abbandono di persone minori. Sua moglie, infatti, era al lavoro e il figlioletto è rimasto incustodito in casa.

Padova:Violenza sessuale di gruppo su ragazzina,fermati 3 ragazzini slavi

PADOVA - L'hanno sottoposta a ogni genere di sevizia, costringendola con percosse e minacce a consegnare il denaro che aveva e ad avere rapporti sessuali con loro. Violenze durate per ben tre anni prima che la vittima, minorenne, avesse il coraggio di denunciare i suoi aguzzini: tre ragazzi suoi coetanei.

Ora i tre minorenni, originari dell'Est Europa(kossovari e albanesi), sono stati inviati in comunità perché accusati di violenza sessuale di gruppo, rapina, estorsione, minacce e percosse in concorso.

Le violenze, per ben tre anni, secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Albignasego (Padova) si sarebbero ripetutamente consumate ai danni della ragazzina che solo recentemente ha confidato l'accaduto alla madre. Alla luce dell'indagine il gip del Tribunale dei minori di Venezia Federica Pirgoli, tenuto conto della pericolosità sociale dei giovani e al fine di proteggere l'incoluità della vittima, ha disposto come misura cautelare il collocamento in comunità dei tre.




martedì 28 agosto 2012

etnia rom non vuoldire affatto essere nato in Romania !

In Italia Gli zingari in Italia, come nel resto del mondo, rappresentano una comunità eterogenea, dalle mille sfumature e dalle mille espressioni. Mille sono anche gli anni della storia degli zingari divisi essenzialmente in tre gruppi principali: Rom, Sinti e Kalé (gitani della penisola iberica). A questi gruppi principali si ricollegano tanti gruppi e sottogruppi, affini e diversificati, ognuno con proprie pecularietà. Essi hanno un’origine comune, L’india del nord e una lingua comune, il romanès o romani ©hib diviso in svariati dialetti. L’opinione pubblica, che dei Rom e Sinti conosce poco o niente, tende a massificare e a confondere i diversi gruppi zingari, soprattutto tende a condannare e ad emarginare senza capire. La popolazione zingara in Italia rappresenta lo 0,16% circa dell’intera popolazione nazionale essendo stimati in un numero di persone compreso fra le 80.000 e le 110.000 unita. Sono presenti solo Sinti e Rom con i loro sottogruppi. I Sinti sono soprattutto insediati nel nord dell’Italia e i Rom nell’Italia centro-meridionale. Essi rappresentano gli zingari di antico insediamento a cui hanno aggiunti vari gruppi zingari di recente e di recentissima immigrazione. Circa 1’80% degli zin gari che vivono nel nostro Paese hanno la cittadinanza italiana, il 20% circa e rappresentato da zingari extracomunitari, soprattutto provenienti dai territori della ex-Jugoslavia. Circa il 75% e di religione cattolica, il 20% di religione musulmana e il 5% raggruppa: ortodossi, testimoni di Geova e pentecostali. L’arrivo in Italia L’origine indiana degli zingari si è scoperta nel XVIII secolo attraverso lo studio della lingua zingara. Con lo studio filologico si è potuto ricostruire ipoteticamente l’itinerario seguito dagli zingari nel loro lungo cammino in quanto essi prendevano a prestito parole dai popoli con cui venivano a contatto. Dall’India del nord sono arrivati in Europa attraverso la Persia, l’Armenia e l’Impero Bizantino. Dai Balcani si sono diramati in tutta Europa, arrivando anche in Russia e, con le deportazioni, nelle Americhe e in Australia. Sono molti gli studiosi che credono che i Rom abruzzesi, fra i primi gruppi zingari arrivati in Italia, siano arrivati attraverso l’Adriatico provenienti dalle coste albanesi e greche, probabilmente per sfuggire alla repressione dei turchi ottomani. A sostegno di tale tesi si e fatto riferimento all’assenza nella parlata dei Rom abruzzesi di termini tedeschi e slavi. Ma si può obiettare: i turchi ottomani conquistarono tutta la Grec ia e l’attuale Albania fra il 1451 e il 1520 (L. Piasere), mentre i Rom in Italia arrivarono molto tempo prima (il primo documento che attesta l’arrivo degli zingari e del 1422 ma ci sono molti indizi che inducono a credere che i Rom arrivarono ancora prima); i Rom abruzzesi hanno nella loro parlata sia termini tedeschi come tiÒ, glàse, brèg (ted. tiÒch = tavolo, glas = bicchiere, berg = montagna), sia termini serbo croati come plaxtà = lenzuola (s.c. phahta), niÒte = nulla (s. c. nista), a Òtar = catturare, afferrare (s.c. staviti), nikt (nikkete) = nessuno (s.c. nikto), a pukav. = fare la spia, denunciare (s.c. bukati), po (pro) = per (s.c. po); inoltre, perché i Rom con le loro carovane avrebbero dovuto viaggiare per via mare, via a loro scomoda, inusuale e all’epoca minacciata dai turchi, se per secoli avevano dimostrato di spostarsi con sicurezza e rapidità per via terra? Tutto ciò induce a credere che il grosso dei Rom abruzzesi sia arrivato in Italia dal nor d per via terra, proveniente, dall’Albania o dalla Grecia, attraversando la ex-Jugoslavia e territori di lingua tedesca. Non è da escludere che effettivamente piccoli nuclei siano arrivati in Italia attraverso l’Adriatico assieme ad altre minoranze come Serbo -Croati e Albanesi. Tutto è comunque ancora da provare. Da questa piccola introduzione si può ben comprendere come sia difficile ricostruire la storia dei Rom sia perché i documenti a disposizione sono pochi ed incompleti sia perché i Rom non hanno lasciato nessuna testimonianza scritta. La storia dei Rom é una storia che non nasce dall’interno della sua comunità proprio perché essi rappresentano un popolo senza scrittura che affida alla “memoria” e alla tradizione orale il compito di trasmettere la propria storia e la propria cultura. La storia dei Rom è fatta dai Caggé (non zingari) attraverso le osservazioni di quanti ai Rom si sono in qualche modo interessati per la curiosità e la meraviglia che suscit avano o attraverso le disposizioni delle autorità pubbliche. Così dalla lettura delle Cronache del XV secolo si possono ricostruire sommariamente gli itinerari seguiti dagli zingari in Europa. Il primo documento che segnala l’arrivo degli zingari in Italia è quello del 18 luglio 1422, un’anonima cronaca bolognese contenuta nella Rerum Italicarum Scriptores di Ludovico Antonio Muratori: “A di 18 luglio 1422 venne in Bologna un duca d’Egitto, il quale aveva nome Andrea, e venne con donne, putti e uomini del suo paese, e potevano essere ben cento persone…… ” Dalle “grida” e dai bandi che dal 1500 si sono susseguiti fino al 1700 si possono dedurre le politiche attuate dalle autorità nei confronti degli zingari: politiche di espulsione, di reclusione, di repressione, di deportazione, ovvero politiche votate al più completo rifiuto. (Attualmente siamo nella fase della politica di assimilazione). I Rom abruzzesi I Rom abruzzesi, con cittadinanza italiana, rappresentano dunque uno dei primissimi gruppi zingari arrivati in Italia e grazie alla lunga permanenza sono relativamente più inseriti nel contesto sociale ed economico della società maggioritaria rispetto ad altri gruppi di recente immigrazione. In passato le attività principalmente esercitate erano quelle che lasciavano spazio all’essere e alla creatività e quelle che facilitavano i rapporti umani. Da qui l’attività di musicisti, di fabbri calderari, di commercianti di cavalli, di lavoratori di metalli. Il progresso tecnologico, il boom economico, lo sviluppo delle attività industriali hanno soppiantato le attività tradizionali e la maggioranza dei Rom ha dovuto operare una riconversione economica, ma il modo di porsi di fronte alla vita e di interiorizzarla e soprattutto la struttura sociale dei Rom e rimasta nei secoli pressoché immutata. L’istituzione fondamentale su cui si regge la società romanes e la famigli a, intesa nel senso più ampio, come gruppo cioè che si riconosce nella discendenza da un antenato comune. Da sempre oggetto di violenza i Rom hanno rafforzato i rapporti endogamici e i vincoli di solidarietà familiare, mantenendo invece verso l’esterno un atteggiamento ostile. Vi è in questo un profondo senso di sfiducia e un’intima esigenza di difesa. Il sistema sociale e vissuto nelle profonde componenti umane, basato essenzialmente sul severo rispetto delle norme etico-morali che regolano e disciplinano la comunità romanes per garantire ai singoli individui la piena integrazione. Essi tutelano la dignità e l’onore del Rom. Non esistono classi o gerarchie sociali se si esclude quella semplicistica di ricchi e poveri, cosicché anche il più ricco e in relazione con il più povero e viceversa in base ad un principio di eguaglianza che riflette una ottica di vita di tipo orizzontale. In questo contesto il Rom abruzzese si sente parte di una totalità singolare che lo porta a differenziarsi sia dai caggé (non zingari) sia dagli altri gruppi zingari (Rom stranieri, Sinti, Kalé). ciò si traduce in un proprio stile di vita con modi proprio di esprimersi e di comportarsi. Alcune norme sono vincolanti, ad esempio: alle romniá abruzzesi non e assolutamente consentito dall’etica romanès di fumare, di indossare pantaloni, di truccarsi, di indossare costumi da bagno al mare, di giocare d’azzardo. Le donne che vogliono avere una buona reputazione ed intendono essere rispettate dai Rom si adeguano al rispetto di tali norme morali, che non le confonde con gli altri. Un Rom si sente perfettamente sicuro in seno alla sua comunità, costituita dall’insieme di tanti singoli gruppi parentelari dove non esistono né regine né tantomeno re come invece tende a far credere il sensazionalismo giornalistico che copre con la fantasia e l’immaginazione le proprie carenze informative. In mondo romano vien perciò presentato o in termini mitologici o in term ini criminalizzanti, l’una e l’altra forma sono delle distorsioni che alterano il mondo zingaro producendo stereotipi negativi e pregiudizi di cui i Rom restano vittime. La sicurezza del Rom deriva dalla tradizione che lo pone sicuro di fronte al futuro e dalla coesione, che lo pone sicuro davanti all’imprevedibile. Tutto ciò si traduce in un forte equilibrio psicologico. Le relazioni ben strette fra educazione, coesione ed equilibrio psicologico sono minacciate con i contatti conflittuali esterni. Si pensi ad un bambino Rom che frequenta la scuola pubblica: entrare a contatto con una realtà che presenta dei modelli di vita funzionale alla società maggioritaria a cui e difficile per lui adattarsi, gli provoca inevitabilmente uno smarrimento in quanto è costretto ad operare una difficile scelta che nella maggior parte dei casi lo induce a ripercorrere la strada degli affetti familiari; da adulto mostrerà un atteggiamento ostile verso quella società non ancora preparata ad accoglierlo se non attraverso l’assimilazione. Lo stesso dicasi dei matrimoni misti in cui l’individuo esterno viene a rappresentare un elemento di disturbo se non riesce ad integrarsi. Il cardine della struttura sociale dei Rom e la famiglia patriarcale, dove il vecchio, considerato saggio, ne é rappresentante riconosciuto. Ci sono Rom che vengono esclusi per le loro pessime qualità morali, sono considerati “gavalé” e sono derisi e scherniti. I frequenti contatti all’interno del mondo romano hanno da sempre attivato una fitta rete di comunicazione interna che porta i Rom ad essere a1 corrente di ciò che accade a famiglie zingare anche molto distanti. I mass media rappresentano oggi, assieme alle organizzazioni tentacolari pseudo-zingare, la più grande minaccia all’esistenza dei Rom poiché infondono modelli di vita che allontanano i giovani dalla tradizione facendo allargare le maglie delle relazioni sociali e familiari, creando anche nuovi gusti e nuove esi genze che alterano l’etica romanès e che infondono nei Rom l’arrivismo e la necessità di possedere a tutti i costi il superfluo. Da qui le attività illecite. I Rom non preparati alla maniera dei caggé, cadono nel tranello. Cerchiamo ora di capire e di conoscere alcuni aspetti fondamentali della cultura e della vita dei Rom abruzzesi: la lingua, il sistema giuridico, la festa (fidanzamento e matrimonio), la morte. La lingua La lingua dei Rom abruzzesi detta “romanès” o “romaní ©hib” è strettamente imparentata con le lingue neo-indiane e conserva ancora fedelmente un gran numero di vocaboli di origine indiana. La lingua romani è arricchita di imprestiti persiani, armeni, greci, serbo-croati, di alcuni vocaboli tedeschi e di elementi dialettali dell’Italia centromeridionale a testimonianza dell’itinerario seguito dai Rom nel lungo cammino iniziato dal nord-ovest dell’India verso occidente

domenica 25 ottobre 2009

A PROPOSITO DELL'ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA SUL MEZZOGIORNO.

UN COMMENTO ALL'ARTICOLO DI PANEBIANCO APPARSO SUL CORRIERE DELLA SERA

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


Con il titolo di "Emergenza Meridionale", il professore Angelo Panebianco , il 22 Ottobbre scorso, ha affrontato il problema della corruzione e del degrado in cui stanno affondando le Regioni del Sud ed in particolare la Campania. Il sessantunenne Professore di Bologna, è il più significativo riferimento di quell'elittismo liberale, che sembra avere sempre tutte le soluzioni giuste ai problemi sociali e politici del paese, ma che, purtroppo, nessuno è interessato a praticare. Nel suo articolo ci sono delle riflessioni giuste, che condividiamo sul piano dell'analisi. Denunciamo da tempo il decadimento della società napoletana e della Campania. Nessuna politica, ne di destra, ne di sinistra sembra in grado di scalfire il ventre molle di quella borghesia meridionale che vive di clientelismo, che lucra con gli incarichi professionali, improduttiva ed incapace di esprimere una cultura di governo che non sia legata al privilegio ed alla assistenza. Non è un caso che coloro che sono coinvolti negli scandali, nelle inchieste, oltre ai politici di turno, sono alti funzionari dello Stato, professionisti, professori universitari ed imprenditori. Purtroppo, a dispetto del titolo dell'articolo, questa non è una emergenza. La stessa classe dirigente che si era aggregata attorno a Lauro, è quella che ha sostenuto Gava e Pomicino, negli anni della Democrazia Cristiana. Dopo un breve momento di confusione, dovuto a Tangentopoli, la nuova generazione della classe dirigente napoletana, i figli di quella borghesia senza cultura di impresa, si sono raccolti attorno a Bassolino e ne hanno provocato, prima l'allontanamento dalla elaborazione politica, poi hanno favorito il suo isolamento dai cittadini ed infine, lo hanno abbandonato ad una solitudine politica alla quale lui ha tentato di rispondere mantenendo il potere a tutti i costi, sia nelle istituzioni che nel partito. Tutto questo non poteva che produrre un fallimento ed un degrado morale e politico che nessun risultato sul piano della realizzazione dei programmi potrà mai ribaltare. Non è una emergenza quella che viviamo, ma la continua riproduzione di un male antico che non siamo, ancora, capaci di curare.

Concordiamo con Panebianco quindi, quando afferma: " Il problema (che sta mettendo a rischio l' unità stessa del Paese) della Campania, come di vaste zone del Sud, è che non c' è più da decenni un progetto plausibile per lo sviluppo nel Mezzogiorno. Non ce l' ha la destra come non ce l' ha la sinistra."

Purtroppo, tutti i progetti di sviluppo che sono stati avviati negli anni passati, avevano il difetto di essere calati dall'alto, non erano maturati nella società meridionale, ma venivano imposti insieme ad una cultura che ci era estranea e che spesso abbiamo rifiutato nei fatti, pur accettandola come un nale necessario. Questa pratica ha consolidato i comportamenti parassitari e corrotti che oggi ritornano come mali endemici.

Non abbiamo bisogno di commissari, abbiamo bisogno che il paese abbia fiducia in noi! Sin da quando ho avuto uso di ragione, ricordo che nel Sud sono state attivate leggi speciali, che consentivano deroghe alle leggi ordinarie per superare le emergenze in atto. Queste leggi prevedevano quasi sempre dei commissari, che sistematicamente hanno fallito il loro compito, travolti da scandali e da critiche.Zamberletti fu uno dei casi più emblematici di commissario che doveva evitare tutto quello, che invece successe, nel dopo terremoto dell'Irpinia del 1980.

Non abbiamo più bisogno di commissari che si arrendono, perché non capiscono, oppure si adeguano al sistema della corruzione. L'esempio di Morando, commissario del PD e la sua resa di fronte all'evidente fallimento di quel partito in Campania, è l'ultima rappresentazione di quanto sia sbagliato pensare che i mali del Sud siano semplici e che un mediocre politico sia in grado di risolverli velocemente. Tra non molto, anche il Presidente del Consiglio Berlusconi, dovrà fare i conti con un insuccesso sulla raccolta dei rifiuti. Quando anche l'efficientismo del premier si sarà scontrato con il coacervo delle contraddizioni della Campania, allora avremo veramente toccato il fondo.

Che fare? Avere pazienza e ricominciare da capo, Dopo ogni caduta, la vera qualità del nostro popolo è proprio la pazienza. Questa virtù, che non significa rassegnazione, rappresenta una cultura millenaria di chi ha il coraggio di guardare in faccia i problemi e che sa che non esistono scorciatoie per risolverli, ma occorre il tempo necessario per rialzarsi dalle cadute e ritornare a sperare. Questa virtù deve produrre come primo effetto, la riaggregazione sociale dei cittadini, che devono sentirsi, tutti, senza nessuna esclusione, parte di uno stesso progetto. Solo in questo modo si potrà ottenere una nuova selezione della classe dirigente in grado di elaborare un progetto di sviluppo che parta dalle esigenze dei cittadini e che riesce ad interessare tutto il Sud. Dobbiamo avere fiducia in noi stessi, non esiste nessuno, tanto disinteressato, che possa risolvere i nostri problemi, sappiamo che la camorra, la corruzione e la mala politica possono essere sconfitte, lo abbiamo già fatto nel passato, possiamo farlo ancora. Ci deve sorreggere in questo nostro lavoro, il ricordo dei tanti che hanno contribuito in maniera disinteressata e competente alla immagine ed allo sviluppo di Napoli e della Regione, il nostro pensiero va a Maurizio Valenzi, sindaco di Napoli tra i più amati e ricordati, il nostro esempio deve essere Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, che per onestà e rettitudine, ricorda il compianto primo presidente Enrico De Nicola. Quanti altri nomi e quante altre splendide figure mi vengono alla mente mentre scrivo queste note: Francesco De Martino, Drancesco Casavola e l'avvocato Marotta dell'Istituto Filosofico. I nomi sono tanti, non esiste solo il male a Napoli, ma anche il giusto ed il bene. Dobbiamo fare in modo che i meridionali ritornino ad essere protagonisti del loro futuro. Questa è la politica che dobbiamo sollecitare nei giovani che dovranno ereditare un passato tanto gravoso di errori, ma a cui non mancheranno gli esempi per costruire un mondo diverso e migliore.


L'articolo di Panebianco

IL SUD TRAVOLTO DALLE INCHIESTE

L' EMERGENZA MERIDIONALE

L' inchiesta che coinvolge l' ex ministro della giustizia Clemente Mastella, alcuni suoi familiari ed esponenti dell' Udeur è l' ultimo tassello che si aggiunge alle affollatissime cronache politico-giudiziarie campane. Ha scioccato tutti il caso di Castellammare di Stabia: il camorrista con tessera del Pd che ha ammazzato un consigliere comunale del suo stesso partito. Poi c' è stata la sconsolata intervista (Corriere, 20 ottobre), di fatto una dichiarazione di impotenza, di Enrico Morando, commissario straordinario del Partito democratico in Campania. Mentre, a pochi giorni ormai dalle primarie del Pd, si discute se sospenderle o no in Campania, date le condizioni in cui versa il partito (come dimostrano i tesseramenti gonfiati dalle lotte di corrente). Una débâcle per il Pd in una regione nella quale la sinistra è dominante da decenni. Si aggiunga, per completare il quadro campano, che anche a destra, nelle fila dell' opposizione, non se la passano bene. Come mostra il conflitto, interno al Pdl, sulla candidatura alle regionali di Nicola Cosentino, a sua volta coinvolto in un' indagine per presunte relazioni con la camorra. Premesso che l' unico modo per salvaguardare un minimo di civiltà è tenersi abbarbicati alla presunzione di non colpevolezza per qualunque indagato, resta che i discorsi che si sentono fare sanno di vecchio. Si può continuare a guardare il dito anziché la luna e raccontarsi che il problema sono le «infiltrazioni» criminali nei partiti o il clientelismo dei politici. Ma significa prendersi in giro. I partiti, organizzati o no, pesanti o leggeri, sono strutture che si adattano all' ambiente. L' ambiente è il Paradiso? I partiti saranno composti da angeli. L' ambiente è l' inferno? Prevarranno i diavoli. L' ambiente chiede sostegno al mercato? E' ciò che i partiti daranno. L' ambiente chiede spesa pubblica e clientelismo? I partiti soddisferanno la richiesta. Non è dai partiti ma dalla società che dovrebbe partire la bonifica. Il problema (che sta mettendo a rischio l' unità stessa del Paese) della Campania, come di vaste zone del Sud, è che non c' è più da decenni un progetto plausibile per lo sviluppo nel Mezzogiorno. Non ce l' ha la destra come non ce l' ha la sinistra. A meno che non si dica che il progetto per il Mezzogiorno sia il federalismo fiscale (si può immaginare l' effetto catartico del federalismo fiscale su Castellammare di Stabia). O la banca del Sud. O i piani per una «Lega Sud» (che sarebbe anche una buona idea ma solo se il suo slogan fosse «mettiamoci a fare denaro», ossia impegnamoci per lo sviluppo, anziché «dateci i denari»). Forse sarebbe il caso di convenire che in ampie zone del Sud (non in tutte, certo) mancano attualmente le condizioni minime che rendono praticabile la democrazia locale (comunale, provinciale, forse anche regionale) e che un commissariamento centrale si rende, per quelle zone, e per molti anni, indispensabile. In modo da coordinare interamente dal centro sia la guerra alle organizzazioni criminali sia l' imposizione (per lo più, contro le classi dirigenti locali) di progetti di sviluppo. Occorrerebbe un accordo di ferro fra maggioranza e opposizione. Siccome quell' accordo non si può fare, continueremo ad ascoltare impotenti le notizie che arrivano dalla Campania e da altre zone del Sud lamentando le solite infiltrazioni, la solita corruzione, il solito clientelismo.

Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

domenica 3 maggio 2009

LE DIMISSIONI DEL SINDACO DI CATELVOLTURNO (CASERTA) . UN BLUFF?

LE DIMISSIONI DEL SINDACO DI CASTELVOLTURNO: UN BLUFF ?
di Raffaele Pirozzi

Nuzzo, Sindaco dimissionario di Castelvolturno ed ottimo Magistrato, qualora fosse a conoscenza di fatti rilevanti, dal punto di vista penale, dovrebbe recarsi immediamente dal Magistrato per tre motivazioni:

1) Perchè essendo Magistrato ha il dovere di riferire tutto quanto è a sua conoscenza onde permettere alla Magistratura di accertare i fatti.
2) Perché essendo Sindaco, e quindi Pubblico Ufficiale, ha il dovere di riferire al Magistrato quello che conosce invece di dichiarare che scriverà un libro, a tale proposito.
3) Perchè le Istituzioni, ogni giorno, rivolgono inviti pressanti ai cittadini a collaborare al fine di mettere la Magistratura in condizione di accertare i fatti ed eventualmente perseguire i reati.

Da questa sintetica disamina si evince che, se un Magistrato, Sindaco e primo cittadino, si ferma alla decisione di scrivere un libro per riferire quanto è a sua conoscenza....... allora esprimo meraviglia per il comportamento della Magistratura, che non prende in considerazione l'ipotesi di "incriminare" Nuzzo per omessa denuncia!!!!!!!!!!.

Forse quello di Nuzzo è un bluff di dimensioni gigantesche messo su per prendere in giro i cittadini di Catelvolturno (Caserta).

Mastotondico bluff nel quale, mi duole constatare, è caduto anche il Presidente della Giunta regionale della Campania, On. Antonio Bassolino. Ma mi sorge un dubbio: "Non sarà forse, che la questione delle dimissioni siano da mettere in relazione al cambio della maggioranza, ieri di centro-sinistra ed oggi all'80% dell'UDC con solo tre consiglieri del PD???????!!!!??

Nuzzo non è nuovo a queste uscite estemporanee: ricordiamoci che qualche anno fa si mise alla testa dell'agitazione degli allevatori di bufale che "occuparono" la Domiziana. Un rappresentante delle Istituzioni non può permettersi dai fare questo!!!. Era grave già ieri. Speriamo che si dimetta veramente.


Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

mercoledì 22 aprile 2009

Legge anti-kebab della Regione Lombardia. Quando il sonno della ragione genera mostri. Disobbedienza civile


Legge anti-kebab della Regione Lombardia.
Quando il sonno della ragione genera mostri. Disobbedienza civile


Francisco Goya deve essersi rivoltato nella tomba: la sua profezia, immortalata in una celebre incisione, che raffigura i mostri quando la ragione si addormenta, si e' realizzata in quel del Consiglio regionale della Lombardia, che ha approvato una legge che vieta la consumazione di alimenti sui marciapiedi fuori dai locali. Ve lo immaginate il vigile di turno che multa la mamma con bambini che mangiamo un gelato fuori della gelateria? Nata come disegno di legge per limitare i locali dove si vendeva kebab (proposta dalla solita Lega che ci fara' buttare 400 milioni per il mancato abbinamento elezioni europee-referendum), la proposta si e' trasformata in un (ulteriore) monumento alla stupidita' che vieta l'assunzione di cibi e bevande al di fuori dei locali e che non potra' essere fatta rispettare perche' ci vorra' un vigile per ogni gelateria, paninoteca, pizzeria al taglio, kebaberia, bar, ecc della Lombardia. Un lungo sonno della ragione, questo dei consiglieri regionali
lombardi, che ha liberato mostri. Per cacciarli i cittadini lombardi potrebbero sfidare l'amministrazione e fare disobbedienza civile: avvisando giornali e forze dell'ordine, darsi appuntamento un giorno prefissato fuori dei locali e gustarsi un bel pezzo di nostrana pizza. Oppure, come si fa per le migliaia di leggi inutili, ignorarla e continuare la propria vita come se i consiglieri regionali (della maggioranza) non esistessero.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc


--
ADUC - Associazione Diritti Utenti e Consumatori <comunicati@aduc.it>

sabato 11 aprile 2009

L'ILLEGALITA' DIFFUSA NEL GIUGLIANESE (NAPOLI)

L'ILLEGATA' DIFFUSA NEL GIUGLIANESE.(NAPOLI) COME I CITTADINI "ONESTI SONO TUTELATI"? LO SONO?



di Raffaele Pirozzi



Un blitz dei Carabinieri ha scoperto, nei giorni scorsi, 36 lavoratori della "Multiservizi" di Melito di Napoli non erano al loro posto di lavoro.
I carabinieri hanno provveduto a segnalare i soggetti alla Procura della Repubblica di Napoli. Grave, a mio parere, le dichiarazioni degli esponenti politici di Melito che hanno affermato".
La Magistratura faccia il suo corso e noi assumeremo le decisioni conseguente".
Insomma, questi Amministratori si sono lavate le mani rimettendosi alle decisioni della Magistratrura.
Il problema è grave per i lavoratori e per l'intera città.
Aggiungo che, non più tardi, di un mese fa, il Consiglio Comunale di Melito aveva stanziato 300.000 Euro per ripianare il Deficit di Bilancio che la "Multeservizi" presentava e per salvare 16 posti di lavoro.
Aggiungo che i 300.000 Euro sono risorse finanziare che i cittadini di Melito di Napoli dovranno, attraverso tasse e tributi , sborsare..
Qualche giorna fa sempre a Melito di Napoli, è stato scoperto un rione illegale costruito senza licenze e con interventi dell'allora Vice-Sindaco e di alcuni funzionari Comunali. A Giugliano in Campania è stato scoperto, grazie ad un'attenta vigilanza, un'intera città illegale di circa 40.000 vani su 110.000.
A Qualiano di Napoli è in atto il giudizio per la commercializzazione delle "bare" di cui sono imputati alcuni impiegati comunali e colui il quale aveva l'appalto. Oggi -11/04/09- si apprende che ben 52 aziende dell'Area Asi di Giugliano sono ferme perchè, nella notte, ladri hanno trafugato circa 200 metri di fili telefonici.
Anche qui, è grave a mio parere, la dichiarazione di un Amministraotre Comunale di Giugliano che sa proporre un ennesimo ed inutile tavolo di concertazione con la Prefettura di Napoli.
La domanda che mi pongo è la seguente: "Come sono tutelati, e se lo sono, i cittadini che rispettano leggi, regole e norme e pagano puntualmente tasse e tributi?"
Siamo a questo punto ed è molto grave per la democrazia, lo sviluppo ed il lavoro.
Per questo affermo che è necessario che Forze dell'ordine e Magistratura siano maggiormente vigili ed attente alla zona Giuglianese.

11/04/09 Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

mercoledì 18 marzo 2009

MODICA, IL SINDACO ORDINA: SPARATE AI CANI. ENPA, LAV E ANIMALISTI ITALIANI DIFFIDANO IL SINDACO A RITIRARE L'ORDINANZA

COMUNICATO STAMPA LAV, ENPA E ANIMALISTI ITALIANI


MODICA, IL SINDACO ORDINA: SPARATE AI CANI. ENPA, LAV E ANIMALISTI ITALIANI DIFFIDANO IL SINDACO A RITIRARE
L'ORDINANZA E SCRIVONO AL PREFETTO DI RAGUSA

Enpa, LAV e Animalisti Italiani contro l'ordinanza emanata dal Sindaco di Modica, che prevede l'abbattimento dei randagi nel territorio comunale. Le associazioni lamentano l'esclusione oggi dalla riunione in Prefettura


Roma, 18 marzo 2009 - LAV, Enpa e Animalisti Italiani, hanno diffidato il Sindaco di Modica (Ragusa) a ritirare subito l'Ordinanza con cui ha dato il via libera all'abbattimento dei cani randagi, emanata dopo la tragica aggressione mortale ai danni di un bambino e dopo il ferimento di altre tre persone, ritenendola illegale e illegittima. Una diffida preventiva sarà inviata anche al Sindaco di Scicli, per scongiurare eventuali analoghi
provvedimenti.

Le tre associazioni, inoltre, hanno scritto al Prefetto di Ragusa - autorità competente in materia di sicurezza e incolumità pubblica - e per conoscenza al Procuratore di Modica e al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini per sollecitare un intervento che garantisca l'annullamento dell'Ordinanza in questione, peraltro contraria alle chiare direttive del Prefetto e del Sottosegretario Martini a tutela dei randagi. Nella lettera al Prefetto, Enpa, LAV e Animalisti Italiani chiedono anche di accertare che i cani
randagi della zona non siano rimasti vittime di maltrattamenti, di uccisioni, e che l'area non sia stata eventualmente contaminata con bocconi avvelenati, pericolosissimi per l'incolumità pubblica.

"Quanto accaduto negli ultimi giorni nelle zone di Scicli e di Modica è sconcertante e gravissimo, siamo vicini e solidali con le famiglie delle persone drammaticamente colpite - dichiarano Enpa, LAV e Animalisti Italiani - ma non sarebbe giusto né risolutivo scaricare le colpe su un gruppo di cani senza accertare le responsabilità, esclusivamente umane,
nella gestione del fenomeno randagismo, disciplinato da precise disposizioni di legge tese alla corretta prevenzione".

LAV, Enpa e Animalisti Italiani lamentano di essere state gravemente escluse, insieme alle altre associazioni animaliste, dalla riunione organizzata questa mattina presso la Prefettura di Ragusa per affrontare questa emergenza. La riunione, attualmente ancora in corso, si sta svolgendo a porte chiuse alla presenza di Sindaci e Forze dell'Ordine.

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

Ufficio Stampa LAV
LAV - Via Piave 7, Roma (00187)
Tel. +39 06 4461325 - Mobile +39 339.1742586
Fax +39 06 4461326
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www.lav.it
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ENPA - ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI
Ufficio stampa
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Tel. 06.3242873. Gsm 331.6374824
E-mail:
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Animalisti Italiani

martedì 10 marzo 2009

TRUFFA ALL'ASL 3 DI NAPOLI

I CITTADINI CHE RISPETTANO LEGGI, REGOLE E NORME SONO PENALIZZATI: LA TRUFFA DI ALCUNI MEDICI DI BASE DELL'ASL 3.

di Raffaele Pirozzi



Napoli, 10/03/09. Le agenzie di stampa hanno comunicato che, la guardia di Finanza, ha scoperto una truffa nell'Asl 3 con l'implicazione di circa 40 medici di base che, nel corso degli ultimi 2 anni, hanno prescritto oltre 17 milioni di ricette a pazienti deceduti.
Le stesse agenzie di stampa non escludono che nelle truffa siano implicati altri medici di base, farmacisati e case farmaceutiche e per questo la Guardia di Finanza continua le indagini.
Vogliamo fare due rapide considerazioni a questa vicenda e cioè i cittadini onesti e rispettosi della legge pagano diverse volte:
-Con la mancanza di servizi che,nel settore, significa sospensione dell'assistenza diretta; -Notevoli tasse e contributi per un servizio inefficiente.

Sono diversi anni che si chiede di avere penetranti controlli capaci di colpire abusi ed illegalità e questo, allo stato attule, a dir poco sono carenti. Ben venga l'impegno delle forze dell'ordine e della Magistratura teso a colpire l'illegalità diffusa e, quindi difendere le persone oneste e laboriose.



Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

sabato 21 febbraio 2009

MARANO DI NAPOLI: LO SCANDALO DELL'EVASIONE DEI CANONI IDRICI.

MARANO DI NAPOLI: LO SCANDALO DELL'ACQUA.


A CHI SPETTAVA CONTROLLARE? SONO STATI DATE LE INDICAZIONI PER RECUPERARE L'ENORME EVASIONE.

www.notizisindacali.com



A: Dr. Salvatore Perrotta Sindaco del Comune di Marano


Ing. Giovanni Micillo

Dirigente Area Tecnica


Dr. Aldo Ferrara

Segretario Comunale e dirigente SEF

Dr. Francesco Vallefuoco

Assessore alle Finanze





Oggetto: Analisi delle Bollette relative alla fornitura idrica anno 2005



Si inviano in allegato i prospetti delle bollette delle forniture idriche ARIN e Eni Acqua Campania relativi agli anni 2005 e 2008. Per una corretta lettura dei dati si precisa che:

  1. I dati relativi ai primi tre trimestri del 2008 sono quelli rilevati dalle bollette delle rispettive società fornitrici. I dati relativi alle bollette del quarto trimestre, che non sono ancora pervenute all'Ente, sono state stimate, facendo la media dei tre trimestri precedenti;

  2. L'importo in euro per metro cubo è ricavato dividendo l'importo totale della bolletta per i metri cubi d'acqua conteggiati in bolletta;

  3. la località dei contatori è quella riportata sulla bolletta;



Dall'esame delle bollette ARIN dell'anno 2005 si deduce che:

  1. su 29 bollette ben 12 (pari al 41,4%) sono calcolate con consumo presunto, cioè la società Arin non è stata in grado di leggere il contatore né noi l'abbiamo richiesto;

  2. per due contatori dei sette contatori il consumo è esclusivamente presunto;

  3. due letture relative al contatore Arin di Largo Manara – American Bar (punto in cui ci vengono addebitati oltre 4 milioni di metri cubi d'acqua) sono presunte e sulle altre due ci sono molti dubbi perché a sentire i nostri tecnici il contatore era guasto;

  4. viene conteggiato anche il primo trimestre di un contatore a via Mandracchio che successivamente non compare più tra le bollette di fornitura;

  5. l'importo a mc praticato dall'Arin è molto diverso da contatore a contatore e su alcune bollette vengono calcolati interessi di mora per ritardato pagamento;

  6. la fornitura idrica totale ammonta a 5.654.760 mc per un importo di € 2.490.106 con un importo medio a mc di € 0,44.



Dall'esame delle bollette ENI ACQUA CAMPANIA dell'anno 2005 si deduce che:

  1. la fornitura idrica totale ammonta a 3.950.715 mc per un importo di € 704.616 con un importo medio a mc di € 0,18

Il totale dell'acqua fornita nell'anno 2005 è pari a mc 9.605.715 per un importo di euro 3.194.722 con un costo medio a mc di € 0,33.

Per l'anno 2008 (con i limiti del calcolo presunto del quarto trimestre) Il totale dell'acqua fornita è pari a mc 8.051.509 per un importo di € 2.707.493 con un costo medio a mc di € 0,34.

Si registra, quindi, una riduzione di ben 1.554.206 mc, che è relativa quasi totalmente alla sola fornitura dell'ARIN. La riduzione della fornitura Arin è pari 1.516.377 mc per un importo pari a (1.516.377mc x €0,44) euro 667.205.

La riduzione della fornitura, si fa anche notare che nell'anno 2008 si è provveduto a servire anche la zona di via Cinque Cercole che prima non era allacciata alla rete Arin, è dovuta essenzialmente alla sostituzione dei contatori guasti (avvenuta a seguito di una mia segnalazione all'UTC) e a un controllo più attento dei nostri tecnici in fase di lettura contestuale dei contatori.

In base alle considerazioni sopra riportate si chiede:

  1. di effettuare un'attenta analisi delle bollette Arin degli ultimi 5 anni;

  2. avviare un contenzioso con l'Arin per un ricalcolo delle bollette degli anni in cui si accerta una fatturazione anomala;

  3. efficientare il servizio Acquedotto e la sua organizzazione, oggi particolarmente carente;

  4. definire una procedura per il controllo delle letture contestuali dei contatori, istituendo un archivio delle letture che oggi non esiste o è molto confusionario;

  5. verificare le motivazioni per cui c'è una differenza sostanziale tra il costo a mc dell'Arin e dell'Eni Acqua Campania (0,48 € Arin e 0,18 € Eni) e se è possibile cambiare il mix di fornitura;

  6. convocare al più presto una conferenza di servizio per fare il punto sull'avanzamento delle attività (a cura del dirigente del SEF);


Nel ricordare che dei 9,6 milioni di metri cubi di acqua fornita nel 2005 solo 3,3 sono stati fatturati ai 14.500 cittadini di Marano che pagano l'acqua (il costo a mc pagato dai cittadini tiene conto della somma totale del servizio e con un'evasione pari ad almeno 6.000 famiglie) e restando a disposizione per ulteriori chiarimenti, si inviano cordiali saluti.




BOLLETTE ANNO 2005

contratto

trim

periodo anno 2005

stima

mc

importo

imp/mc

località

MC Totali



ARIN







424167

1

febbraio marzo aprile

481

722

1,50

424167

2

maggio giugno luglio

443

631

1,42

via marano pianura 185

424167

3

agosto settembre ottobre

310

402

1,30

424167

4

novembre dicembre gennaio

356

482

1,35

1.590

581464

1

febbraio marzo aprile

si

70.505

31.805

0,45

581464

2

maggio giugno luglio

si

68.085

29.725

0,44

Corso Europa via falcone

581464

3

agosto settembre ottobre

si

65.098

28.421

0,44

581464

4

novembre dicembre gennaio

si

68.088

29.726

0,44

271.776

590354

1

febbraio marzo aprile

si

131

392

2,99

via mandracchio cda soffritto

131

719512

1

febbraio marzo aprile

si

1.373.523

612.238

0,45

Largo Manara, American Bar

719512

2

maggio giugno luglio

si

867.741

378.636

0,44

719512

3

agosto settembre ottobre

1.075.874

469.445

0,44

719512

4

novembre dicembre gennaio

1.134.131

494.863

0,44

4.451.269

719513

1

febbraio marzo aprile

23.510

10.475

0,45

719513

2

maggio giugno luglio

23.619

10.324

0,44

piscinelle ai camaldoli

719513

3

agosto settembre ottobre

24.727

10.807

0,44

719513

4

novembre dicembre gennaio

23.587

10.310

0,44

95.443

719514

1

febbraio marzo aprile

si

205.686

91.867

0,45

Città Giardino

719514

2

maggio giugno luglio

si

205.686

89.760

0,44

719514

3

agosto settembre ottobre

si

205.686

89.760

0,44

719514

4

novembre dicembre gennaio

si

205.686

89.760

0,44

822.744

732555

1

febbraio marzo aprile

2.345

1.722

0,73

732555

2

maggio giugno luglio

2.424

1.740

0,72

via marano pianura ang. Via ruocco

732555

3

agosto settembre ottobre

3.040

2.177

0,72

732555

4

novembre dicembre gennaio

2.702

1.937

0,72

10.511

824691

1

febbraio marzo aprile

si

0

34

0,00

824691

2

maggio giugno luglio

776

1.137

1,47

pzza municipio

824691

3

agosto settembre ottobre

381

612

1,61

824691

4

novembre dicembre gennaio

139

196

1,41

1.296


5.654.760

Totale Arin

5.654.760

2.490.106

0,44



ENI ACQUA


eni acqua

1

febbraio marzo aprile

873.431

155.596

0,18


eni acqua

2

maggio giugno luglio

948.864

169.208

0,18



eni acqua

3

agosto settembre ottobre

1.220.428

217.850

0,18



eni acqua

4

novembre dicembre gennaio

908.232

161.962

0,18



Totale Eni Acqua Campania

3.950.955

704.616

0,18



Totale generale

9.605.715

3.194.722

0,33




BOLLETTE ANNO 2008

contratto

trim

periodo anno 2008

stima

mc

importo

imp/mc

località

anno 05 mc

anno 08 mc

delta mc

424167

1

febbraio marzo aprile

608

992

1,63

424167

2

maggio giugno luglio

255

337

1,32

via marano pianura scuola

424167

3

agosto settembre ottobre

134

165

1,23

424167

4

novembre dicembre gennaio

si

332

498

1,50

1590

1.329

-261

581464

1

febbraio marzo aprile

48.010

23.361

0,49

581464

2

maggio giugno luglio

46.450

22.603

0,49

Corso Europa via falcone

581464

3

agosto settembre ottobre

si

67.944

33.081

0,49

581464

4

novembre dicembre gennaio

si

54.135

26.348

0,49

271.776

216.539

-55.237

590354

via mandracchio cda soffritto

131

-131

719512

1

febbraio marzo aprile (acc.)

si

403.989

178.548

0,44

Largo Manara, American Bar

719512

2

maggio giugno luglio

977.759

475.388

0,49

719512

3

agosto settembre ottobre

1.055.310

513.329

0,49

719512

4

novembre dicembre gennaio

si

812.353

389.088

0,48

4.451.269

3.249.411

-1.201.858

719513

1

febbraio marzo aprile

23.510

10.475

0,45

0

719513

2

maggio giugno luglio

1

11.715

11.715

piscinelle ai camaldoli

719513

3

agosto settembre ottobre

24.542

11.965

0,49

719513

4

novembre dicembre gennaio

si

16.018

11.385

0,71

95443

64.071

-31.372

719514

1

febbraio marzo aprile

155.897

75.811

0,49

Città Giardino

719514

2

maggio giugno luglio

136.456

66.360

0,49

719514

3

agosto settembre ottobre

150.264

73.165

0,49

719514

4

novembre dicembre gennaio

si

147.539

71.779

0,49

822744

590.156

-232.588

732555

1

febbraio marzo aprile

2.911

1.436

0,49

0

732555

2

maggio giugno luglio

2.992

1.465

0,49

via marano pianura ang. Via ruocco

732555

3

agosto settembre ottobre

4.098

2.014

0,49

732555

4

novembre dicembre gennaio

si

3.334

1.638

0,49

10511

13.335

2.824

824691

1

febbraio marzo aprile

87

117

0,00

824691

2

maggio giugno luglio

114

166

1,46

pzza municipio

824691

3

agosto settembre ottobre

si

1

39

39,00

824691

4

novembre dicembre gennaio

si

67

107

1,59

1296

269

-1.027

855437

1

febbraio marzo aprile

586

305

0,52

855437

2

maggio giugno luglio

833

425

0,51

pzza municipio

855437

3

agosto settembre ottobre

1.036

524

0,51

855437

4

novembre dicembre gennaio

si

818

418

0,51

0

3.273

3.273

TOTALE ARIN

4.138.383

2.003.681

0,48

5.654.760

4.138.383

-1.516.377



ENI ACQUA










eni acqua

1

febbraio marzo aprile

884.726

157.770

0,18





eni acqua

2

maggio giugno luglio

935.243

166.778

0,18





eni acqua

3

agosto settembre ottobre

1.114.876

198.811

0,18





eni acqua

4

novembre dicembre gennaio

si

978.282

174.453

0,18





Totale Eni Acqua Campania

3.913.127

697.812

0,18

3.950.955

3.913.127

-37.828

Totale generale

8.051.509

2.701.493

0,34

9.605.715

8.051.509

-1.554.206


Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

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