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domenica 5 novembre 2023
Guerra Israele - Palestina e Geopolitica di Potere
domenica 7 ottobre 2018
NOBEL PACE 2018: il coraggioso lavoro di Denis Mukwege e Nadia Murad richiama l'attenzione sulla necessità di combattere l'impunità per gli stupri di guerra
venerdì 5 ottobre 2018
Il Premio Nobel per la Pace 2018 a Nadia Murad
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| Photo credits: Leonardo Brogioni |
venerdì 25 marzo 2016
Due pensieri sui questi giorni tristi e le festività pasquali
Cavaliere al merito della Repubblica Italiana
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sociologo della comunicazione, giornalista e consulente di comunicazione integrata
direttore responsabile di AlternativaSostenibile e fondatore del CorrieredelWeb.it
mercoledì 18 novembre 2015
Chiara Pavoni in "Io che ho vissuto l'inferno" al Premio Ecce Dominae
Sabato 21 alle ore 21 e domenica 22 alle ore 18 presso il Teatro Manhattan in via del Boschetto 58 a Roma, la Compagnia Teatrale Factotum, in occasione del 25 novembre, giornata contro la violenza alle donne e in collaborazione con il Centro Antiviolenza Marie Anne Erize di Tor Bella Monaca, indice la Quarta edizione del Premio teatrale al femminile “Ecce Dominae!”.mercoledì 3 ottobre 2012
Romania:cara Russia se non ci torni indietro l'oro che avete rubato nella I guerra mondiale ,attaccheremo militarmente
il consiglio d europa ha emanato una risoluzione dove si sollecita alla russia la restituzione degli averi come oro e altri opere culturali alla legittima proprietaria la romania
sabato 21 gennaio 2012
Verona per il 50simo anniversario del Movimento Nonviolento

Verona per il cinquantesimo anniversario del Movimento Nonviolento.
Eventi per i 50 anni del Movimento Nonviolento a Verona
Dopo l'inizio "alla grande" con il concerto dei Magical Mystery Orchestra, dedicato alla musica dei Beatles, che è stata la colonna sonora del movimento pacifista mondiale.
Sabato 21 gennaio, giornata densa di lavori.
Si inizia con il convegno "50 anni di nonviolenza in Italia" che vuole fare il punto su quanto il Movimento ha realizzato dall'origine ad oggi.
Una riflessione condotta da tre intellettuali di alto livello: Goffredo Fofi, Gianni Sofri e Daniele Lugli.
Nel pomeriggio si affronterà il tema dell'obiezione alla guerra, con le testimonianze internazionali dagli Stati Uniti, con Gerry Condon, ed europea con Sam Biesemans.
Poi la festa vera e propria, con la musica (ler canzoni antimilitariste di Fausto Amodei) e la degustazione dei vini di produttori nonviolenti.
A margine della Festa, la Mostra dei manifesti per la pace, ospitata nella sede della Fevoss (in Piazzetta Santa Toscana) e la proiezione delle foto storiche dell'Archivio del Movimento (dagli anni '60 in poi).
La serata è dedicata al Reading-Concerto "Mille papaveri rossi", la pace nella canzone italiana.
Poi si prosegue domenica, con la parte più politica, dedicata alle prossime scadenze e alle campagne per il disarmo e la riduzione spese militari.
Tyrannybook Sezione Italia: Eventi per i 50 anni del Movimento Nonviolento a Verona - "Tyrannybook" sezione Italia
da Francesco Bonazzi Bonazeta Vr
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sabato 10 gennaio 2009
Unicef: troppi bimbi uccisi a Gaza
Gerusalemme / New York, 10 gennaio 2009 - Il numero di bambini uccisi e feriti nei combattimenti a Gaza continua a salire e la situazione umanitaria diventa ogni giorno più disperata. Secondo dati forniti oggi dall'OCHA (l'ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari), dal 27 dicembre sono morti 758 palestinesi dei quali 257 erano bambini e 56 donne.
I feriti sono almeno 3.100 tra i quali 1.080 bambini e 452 donne. Non c'è nessun posto sicuro per i bambini e le loro famiglie a Gaza in questo momento ha detto Patricia McPhillips, Rappresentante UNICEF nel Territorio Palestinese Occupato.
Si deve porre fine alle ostilità, così potremo far entrare via camion le forniture urgentemente necessarie, come acqua, medicinali e altri aiuti salva vita per i bambini.
E fino a che non cessano i combattimenti si devono creare a Gaza spazi sicuri in modo che per noi sia possibile distribuire le forniture che abbiamo già inviato, ha aggiunto.
Negli ultimi tre giorni, durante le tre ore di tregua umanitaria, le forniture UNICEF a Gaza sono state distribuite, ma occorre reintegrare subito le scorte. A questo fine due voli UNICEF di aiuti umanitari sono arrivati nella regione, altri sono in arrivo. La ripresa delle operazioni umanitarie dell'UNRWA [dopo l'interruzione seguita all'attacco a un convoglio di aiuti ONU dell'altro ieri] è positiva, ma lo staff dell'UNICEF a Gaza riferisce oggi di una escalation dei combattimenti che sta limitando l'accessibilità di questi aiuti per la popolazione.
Sentiamo il dovere dell'azione ha detto il Presidente dell'UNICEF Italia Vincenzo Spadafora contro ogni possibile assuefazione dell'opinione pubblica nei confronti di un conflitto che da troppi anni coinvolge bambini feriti, umiliati e sofferenti. Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a un dramma che riguarda tutti.
UNICEF ONLUS - COMITATO ITALIANO
| Ufficio Stampa Tel.: 06 47809233/287 press@unicef.it |
lunedì 14 aprile 2008
Film e sito Web denunciano la corsa di Bush verso la guerra in Iraq mentre il conflitto entra nel sesto anno
LEADING TO WAR - SUL PIEDE DI GUERRA è un nuovo documentario che rivela la campagna di 14 mesi da parte dell'amministrazione Bush al fine di persuadere l'opinione pubblica a sostenere l'invasione dell'Iraq. Il film riunisce un'attenta selezione di spezzoni televisivi con per protagonisti Bush, Cheney, Rumsfeld, Rice e altri funzionari governativi e può essere visto dal vivo su Internet con sottotitoli in ben 19 lingue. Insieme al sito www.LeadingtoWar.com, una vera miniera d'informazioni frutto di una profonda ricerca, il film rappresenta una preziosa nuova risorsa per chi desidera capire la strada compiuta da Bush per approdare al conflitto.
LEADING TO WAR - SUL PIEDE DI GUERRA, che il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung ha definito "un film straordinario," ricostruisce come i funzionari dell'amministrazione Bush abbiano presentato la teoria di un pericolo imminente per la nazione al fine di causare l'entrata in guerra degli Stati Uniti. Questa ben precisa strategia era imperniata tra l'altro sullo spettro di un pericolo nucleare e del possesso d'armi biologiche da parte dei terroristi. Senza narrazione né commento, il film documenta la retorica che ha convinto il popolo americano a sostenere l'invasione militare, nonostante l'opposizione internazionale. I documenti presentati comprendono spezzoni di conferenze stampa, interviste e discorsi.
L'apprezzato regista Barry Hershey si è dedicato a questo progetto a partire dal 2005, una volta compreso che il modo migliore di illustrare gli straordinari eventi che condussero alla guerra sarebbe stato quello di lasciar parlare le dichiarazioni dei funzionari di Bush. In linea con le nuove tendenze nei mezzi d'informazione, il film è disponibile per lo scaricamento o lo streaming gratuito presso il sito www.LeadingtoWar.com, con sottotitoli in 19 lingue, vale a dire arabo, bahasa, inglese, francese, tedesco, hindi, italiano, giapponese, coreano, mandarino (tradizionale/semplificato), polacco, portoghese, russo, spagnolo (America Latina/castigliano), thai, turco e vietnamita.
"Questo materiale sarà illuminante soprattutto per coloro che non sono stati tra i destinatari della campagna mediatica di Bush - vale a dire i cittadini d'altri Paesi, e le generazioni future," ha affermato Hershey. "Con prospettiva storica, e presentando gli eventi di 14 mesi in appena 72 minuti, il film offre una disamina ficcante di come un governo sia capace di vendere una guerra al popolo."
Il lancio di LEADING TO WAR - SUL PIEDE DI GUERRA coincide con l'ingresso nel sesto anno di guerra in Iraq, là dove la violenza perdura, centinaia di migliaia sono i morti e gli invalidi, e il numero degli iracheni costretti ad abbandonare le proprie case tocca quota 4 milioni. Il film e il sito Web, http://www.LeadingToWar.com, sono supportati da una rete mondiale di 20 mila server per assicurare la massima qualità al pubblico internazionale.
Chi volesse intervistare il regista può contattare: Aaron Lavallee a +1-301-887-1060 o aaron@kelleycampaigns.com
per maggiori informazioni: Aaron Lavallee, +1-301-887-1060, aaron@kelleycampaigns.com, per LeadingtoWar.com
mercoledì 16 maggio 2007
A soldato Usa in Iraq, il premio Blooker per il miglior libro tratto da un blog
Londra, 16 maggio 2007 – Un libro di culto nato da un blog, scritto da un soldato Usa in Iraq, ha vinto il premio mondiale per i Blook, ovvero i libri basati su Blog.
L’annuncio segue la notizia che i vertici militari hanno recentemente ordinato ai propri soldati di smettere di postare sui propri blog, senza prima aver fatto approvare i contenuti degli stessi. Questo significherebbe la fine dei blog militari, i “milblog”, e dei libri milblog – un genere letterario nascente, del quale Buzzell è stato pioniere. “’My War’ potrebbe essere l’ultimo libro milblog franco e aperto”, ha dichiarato Paul Jones, a capo della giuria del Blooker Prize.
Il libro di Buzzell ha già vinto il pubblico e la critica con la propria crudezza, per il punto di vista della recluta nella guerra moderna. Alcuni ritengono che questo sia il miglior libro mai scritto sulla guerra in Iraq. Kurt Vonnegut, l’idolo letterario di Buzzell, gli ha scritto una cartolina incitandolo a continuare.
Arianna Huffington, opinionista, autrice e blogger, nella giuria del Blooker Prize di quest’anno, ha chiamato il libro di Buzzell “una sorpresa senza fine... deliziosamente profano... un libro senza filtro, spesso feroce espressione della visione della guerra in Iraq”.
Buzzell, 31 anni, è un “autore accidentale”, che non aveva mai immaginato di scrivere un libro in precedenza. Il suo libro ha avuto inizio quando ha deciso di riunirsi alle armi a San Francisco.
“I ragazzi della periferia non si uniscono veramente al mondo militare” scrive. “Al massimo, non da dove io provengo.” Ma questo skater e fan della musica hard rock proveniente dalla Carolina del nord ha accettato – e, nel giro di pochissimo tempo, si è ritrovato in “un posto chiamato Iraq”.
Buzzell ha allora scoperto “qualcosa chiamato blog” e ha iniziato a scrivere sul proprio blog da una zona di guerra; prevalentemente per “ammazzare il tempo”. Ha postato ogni giorno da un tenda che ospitata un cyber-cafe, e ha scritto del caos, della paura e della violenza intorno a lui: il blog della guerra.
Dal momento in cui i vertici militari hanno sospeso il suo blog, Buzzell si è costruito un seguito tra blogger, giornalisti ed editori e ha ricevuto centinaia di email al giorno.
Il libro è stato tradotto il 7 lingue. “My war racconta come sia combattere nel triangolo sunnita – con maggiore autorità di qualsiasi altro reporter”, ha dichiarato Nick Cohen, opinionista inglese e giudice del Blooker Prize. “E’ il trionfo dei blog sui media tradizionali”.
“E non sarebbe mai stato scritto se non fossero stati inventati i blog. Il blog di Buzzell gli ha dato forza perchè ha attirato centinaia di lettori nelle otto settimane precendenti la chiusura dello stesso da parte delle autorità. L’incoraggiamento gli ha fatto capire che avrebbe potuto farlo come autore”.
“Il successo di libri com “My War” riflettono il crescente riconoscimento della scrittura “silenziosa”, ovvero degli scritti che nascono online” ha dichiarato Bob Young, CEO di Lulu.com, sponsor del Blooker Prize.
Per ulteriori informazioni sul Blooker Prize: www.lulublookerprize.com
A proposito di Lulu: Lulu.com è il mercato leader per i nuovi contenuti digitali su Internet, con oltre 170.000 nuovi titoli pubblicati, e oltre 5.000 nuovi titoli aggiunti ogni settimana, creati da persone provenienti da 80 diversi paesi. Con oltre un milione di utenti registrati, Lulu sta cambiando il mondo dell’editoria, permettendo ai creatori di libri, video, periodi, file multimediali e altri contenuti di pubblicare i propri lavori mantenendo il completo controllo editoriale e dei diritti. Lulu permette a singoli e aziende di creare prodotti di alta qualità da vendere direttamente ai propri clienti e al resto del mercato di Lulu.com. Con vetrine virtuali fornite, così come un’assistenza di marketing, i creatori sono pienamente supportati per trarre profitto dai propri lavori. Con uffici negli Stati Uniti, Canada ed Europa, gli utenti di Lulu possono raggiungere tutto il mondo.
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