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domenica 7 ottobre 2018
NOBEL PACE 2018: il coraggioso lavoro di Denis Mukwege e Nadia Murad richiama l'attenzione sulla necessità di combattere l'impunità per gli stupri di guerra
venerdì 5 ottobre 2018
Il Premio Nobel per la Pace 2018 a Nadia Murad
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| Photo credits: Leonardo Brogioni |
giovedì 16 marzo 2017
A Roma l’undicesima edizione di “Rispettate il mondo rispettate voi stessi”
Martedì 21 marzo 2017 al Pincio – Piazzale Napoleone I – Roma, dalle ore 10 alle ore 13, avrà luogo l’11° edizione dell’evento “Rispettate il mondo Rispettate voi stessi” inserito nel progetto “Eccomi! Risali con me” (www.eccomirisaliconme.com). venerdì 25 marzo 2016
Due pensieri sui questi giorni tristi e le festività pasquali
Cavaliere al merito della Repubblica Italiana
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sociologo della comunicazione, giornalista e consulente di comunicazione integrata
direttore responsabile di AlternativaSostenibile e fondatore del CorrieredelWeb.it
sabato 14 novembre 2015
Pace in Terra agli Uomini di buona volontà
Un Mondo migliore è possibile e dipende da ciascuno di noi. Ogni giorno.
Se lo possiamo immaginare, lo possiamo anche realizzare.
sabato 21 gennaio 2012
Verona per il 50simo anniversario del Movimento Nonviolento

Verona per il cinquantesimo anniversario del Movimento Nonviolento.
Eventi per i 50 anni del Movimento Nonviolento a Verona
Dopo l'inizio "alla grande" con il concerto dei Magical Mystery Orchestra, dedicato alla musica dei Beatles, che è stata la colonna sonora del movimento pacifista mondiale.
Sabato 21 gennaio, giornata densa di lavori.
Si inizia con il convegno "50 anni di nonviolenza in Italia" che vuole fare il punto su quanto il Movimento ha realizzato dall'origine ad oggi.
Una riflessione condotta da tre intellettuali di alto livello: Goffredo Fofi, Gianni Sofri e Daniele Lugli.
Nel pomeriggio si affronterà il tema dell'obiezione alla guerra, con le testimonianze internazionali dagli Stati Uniti, con Gerry Condon, ed europea con Sam Biesemans.
Poi la festa vera e propria, con la musica (ler canzoni antimilitariste di Fausto Amodei) e la degustazione dei vini di produttori nonviolenti.
A margine della Festa, la Mostra dei manifesti per la pace, ospitata nella sede della Fevoss (in Piazzetta Santa Toscana) e la proiezione delle foto storiche dell'Archivio del Movimento (dagli anni '60 in poi).
La serata è dedicata al Reading-Concerto "Mille papaveri rossi", la pace nella canzone italiana.
Poi si prosegue domenica, con la parte più politica, dedicata alle prossime scadenze e alle campagne per il disarmo e la riduzione spese militari.
Tyrannybook Sezione Italia: Eventi per i 50 anni del Movimento Nonviolento a Verona - "Tyrannybook" sezione Italia
da Francesco Bonazzi Bonazeta Vr
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martedì 13 gennaio 2009
Musica in Marcia - Maratona musicale a Roma 18 gennaio 2009 -
Il 18 gennaio 2009 si terrà il primo evento dell'anno a Roma per promuovere e diffondere la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza* nel locale Beba do Samba a San Lorenzo: musicisti di diverso genere ed età faranno una maratona musicale per parlare di pace, mai argomento tanto attuale come in questo momento, e per diffondere la prima marcia che toccherà tutto il pianeta e che partirà il 2 ottobre 2009 da Wellington.
Dalle 19 in via dei Messapi 8 aperitivo con buffet, mostra fotografica, video, racconti ed interventi di varie associazioni faranno da cornice al cuore dell'evento, la musica. La musica come viatico di messaggi di pace e di nonviolenza.
Tra gli altri suoneranno dalle 21 Curandero, Michele Simone, Gabriele Curciotti, Luciano Fabriis, i Fermata 93, Daniele Tonelli e Mattia Battistini.
L'evento è organizzato dal Beba do Samba e dal Comitato romano promotore della marcia mondiale a cui hanno aderito moltissime associazioni. Ingresso 6 euro comprensivo di aperitivo e buffet.
349-3793572
oppure 339 6368718 (da venerdì a domenica)
giovedì 1 gennaio 2009
Napolitano a Benedetto XVI
Roma, 1° Gennaio 2009. "Santità, il messaggio che Ella rivolge alle donne ed agli uomini di tutto il mondo in occasione della Giornata Mondiale della Pace è dedicato quest'anno al tema della lotta alla povertà. Certo di interpretare il sentimento condiviso del popolo italiano, desidero esprimerLe il più vivo apprezzamento per la profondità, umana vicinanza e senso di speranza che animano le parole con le quali Ella indica nell'impegno a combattere tale piaga come uno dei nodi cruciali del nostro tempo.
Non vi può essere, difatti, azione politica e diplomatica volta a superare i numerosi e drammaticamente attuali conflitti che turbano la pace mondiale se non si dà prova della più forte determinazione a porre fine alla condizione di indigenza materiale e di degrado spirituale e culturale nella quale versano larghe parti della popolazione della Terra. Condivido pertanto il Suo appello affinché siano condotte politiche in grado di migliorare il livello di vita di quanti, in numero intollerabilmente elevato, rimangono ai margini dei processi di sviluppo economico. Occorre in particolare incrementare le possibilità di accesso agli strumenti educativi, per consentire una piena realizzazione delle straordinarie potenzialità di quell'infanzia nella quale riponiamo le nostre attese.
Il Suo forte e autorevole richiamo è tanto più opportuno nell'attuale fase di incertezza economica, nella quale tante famiglie si interrogano sul proprio futuro e vedono messe in discussione certezze consolidate. Le Sue parole saranno un incoraggiamento prezioso per l'azione intrapresa dalla Comunità internazionale per una riforma dei meccanismi del governo dell'economia volta ad accrescere la partecipazione di quegli attori che finora ne erano rimasti esclusi ed a promuovere interventi in grado di affrontare la crisi economica e finanziaria con decisioni efficaci e condivise.
Come Ella giustamente sottolinea, il fine ultimo dell'attività economica deve essere sempre quello di promuovere la dignità dell'uomo e, proprio per questo, è imperativo dispiegare ogni sforzo per debellare la povertà e rimuovere la causa profonda di risentimenti e frustrazioni che troppe volte si traducono in conflitti. La globalizzazione può contribuire a conseguire questa finalità, purché si sia capaci di coglierne gi elementi positivi insiti nell'apertura delle nostre società e nell'accresciuta mobilità delle idee e delle persone. E' questo lo spirito che, interpretando la volontà condivisa delle forze politiche e sociali del Paese, guida l'azione internazionale dell'Italia, che si accinge ad assumere una speciale responsabilità nell'esercizio della Presidenza del G8.
Con questi sentimenti, Santità, Le rivolgo, a nome mio personale e del popolo italiano, fervidi voti per la felice prosecuzione della Sua Missione Apostolica".
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Redazione www.CorrieredelWeb.it
lunedì 27 ottobre 2008
InfoBoyz e Forum per la Pace
InfoBoyz e Forum per la Pace
Tornano i ragazzi del Costa e della Repubblica Salentina
Oltre a vestire i panni di "steward" durante la sessione dei lavori, i ragazzi del Costa hanno dichiarato la loro disponibilità a collaborare fattivamente anche nell'uso dello strumento che è loro più congeniale, ossia la rete internet, coordinando ad esempio i forum di comunicazione via web ed incentivando attraverso l'uso di blog specifici l'avvicinamento dei giovani al tema della pace.
- Il dialogo tra i popoli: operare per instaurare un rapporto di fiducia tra tutti i popoli della regione e in particolare tra palestinesi e israeliani;
- Il dialogo tra le culture: chiamare tutti alla conoscenza e al rispetto delle diversità culturali dell'altro per rinforzare la comprensione reciproca e i rapporti di buon vicinato tra i popoli del Mediterraneo;
- Il dialogo tra le tre religioni monoteiste: la cristiana, la giudaica e l'Islam affinché la fede e la libertà di coscienza non costituiscano motivo di incomprensione e di odio tra i popoli;
- lo sviluppo partecipato e durevole tra i paesi del Mediterraneo: incitare ad una maggiore integrazione economica ed un equilibrato partenariato Nord - Sud e Sud - Sud, stabilire dei meccanismi permanenti di libero scambio, promuovere una cultura del rispetto per l'ambiente;
I.T.C. "Costa"
giovedì 2 ottobre 2008
Gandhi Day oggi
Il 2 ottobre, anniversario della nascita del Mahatma Gandhi, è stato recentemente dichiarato dalle Nazioni Unite Giornata Mondiale della Nonviolenza.
In un secolo come quello da poco trascorso, più di ogni altro segnato dallo scatenarsi di terrificanti potenze distruttive, la figura di Gandhi è un esempio luminoso di quanto può fare l'uomo per amore della verità, della giustizia e della pace. Cittadino a pieno titolo della comunità degli uomini giusti e santi, che in ogni tempo e cultura hanno offerto se stessi in dono ai loro simili, egli ha dunque meritato di diventare il simbolo di una via in cui l'umanità ripone le sue speranze più profonde.
Anche il nuovo secolo si è aperto con l'incubo di nuove distruzioni, e tutt'oggi l'inquietudine si rinnova. In questi giorni in India, nella patria stessa di Gandhi, le violenze dei fondamentalisti indù contro i cristiani hanno fatto percepire il lato oscuro che ogni cultura porta in sé, contro il quale è chiamata a fare argine.
In un mondo sempre più interdipendente, le tensioni che lo scuotono mostrano dunque l'urgenza di riferimenti unificanti e condivisi, a cui le decisioni politiche possano ispirarsi. La nonviolenza, o meglio ciò che Gandhi intendeva con satyagraha, cioè forza della verità, può essere il primo di questi riferimenti.
Possa il riferimento a Gandhi essere fonte d'ispirazione per l'umanità odierna.
Cristina
Non sempre quello che viene dopo è progresso / What is coming next it doesn't mean that will always be a development
Alessandro Manzoni
website http://www.sustourism.ie
lunedì 29 settembre 2008
Arun Ghandi in Italia: 2 Ottobre
INCONTRO CON ARUN GHANDI:
"QUELLO CHE HO IMPARATO DA MIO NONNO"
(Lessons I learned from my grandfather)
2 ottobre 2008, ore 18 - Rondine Cittadella della Pace (AR)
Nipote del Mahatma e giornalista, Arun Gandhi racconterà alle nuove generazioni
gli insegnamenti del celebre nonno nella giornata mondiale della non violenza
Arun Gandhi, nipote di Mohandas K. 'Mahatma' Gandhi, 'grande anima' dell'India, promotore della non violenza e padre dell'indipendenza indiana dal dominio coloniale britannico incontrerà pubblico e gli studenti internazionali di Rondine Cittadella della Pace (in provincia di Arezzo) il prossimo giovedì 2 ottobre, giornata mondiale della non violenza dichiarata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per la ricorrenza della nascita del Mahatma avvenuta il 2 ottobre 1869.
L'incontro, in esclusiva nazionale, è intitolato "Quello che ho imparato da mio nonno" ("Lessons I learned from my grandfather") ed è aperto a tutti: si svolgerà presso lo Studentato Internazionale di Rondine dove ragazzi e ragazze che provengono da varie parti del mondo interessate da guerre e conflitti, in particolare dal Caucaso (Georgia, Abcasia, Ossezia, Inguscezia, Cecenia), Mosca, Balcani (Serbia, Bosnia, Macedonia), Sierra Leone e Medio Oriente (Israele, Palestina e Libano) studiano e convivono seguendo un programma di formazione alla pace e al dialogo di circa due anni.
Arun Ghandi, giornalista e scrittore, racconterà gli insegnamenti del celebre nonno concentrandosi in particolare su indicazioni e suggerimenti per le giovani generazioni e offrendo una panoramica del movimento non-violento nel mondo. All'incontro seguirà un dibattito nel quale sarà possibile intervenire e fare domande.
Il 7 Ottobre sempre a Rondine Cittadella della Pace sugli stessi temi della non violenza si terrà un incontro con Allison Stokes, direttrice dell''Inter- Faith Chapel' e del 'M.K. Gandhi Institute for Non Violence' fondato da Arun Gandhi, Università di Rochester (Stato di New York, Usa). L'intervento prenderà spunto dall'ultimo libro della Stokes, 'Shalom, Salaam, Peace', sui temi della pace nell'ebraismo, Islam e cristianesimo, e descriverà l'evoluzione del movimento della non-violenza dalla morte del 'Mahatma' ad oggi.
Arun Ghandi è nato nel 1934 a Durban (Sudafrica) ed è il quinto nipote del 'Mahatma'. Cresciuto nel periodo dell'apartheid sudafricano (le leggi razziali che discriminavano i neri), imparò dal nonno a "capire la non-violenza imparando a conoscere la violenza" e a "trasformare il proprio nemico" attraverso l'amore e la sofferenza. Trasferitosi in India con la moglie Sunanda, ha lavorato per 30 anni per il quotidiano 'The Times of India' e ha dato vita a progetti umanitari a carattere sociale ed economico per i più deboli. Autore di vari libri (l'ultimo sulla storia ancora poco conosciuta di Kastur, moglie di Ghandi), Arun tiene da anni conferenze in centri universitari o altre istituzioni di tutto il mondo: Usa, Francia, Irlanda, Croazia, Olanda, Lituania, Nicaragua, Cina e Giappone.
L'evento è organizzato con il patrocinio del CESVOT (Centro Servizi Volontariato Toscana)
Ufficio Stampa
Rondine Cittadella della Pace
Silvia Poledrini
tel: +39 0575 299666
email: ufficiostampa@rondine.org
Rondine Cittadella della Pace, Casella Postale n° 46, 52100 Arezzo
Presidenza e Uffici: Via Mazzini n. 6/a Arezzo, Tel: 0575 299666 Fax: 0575 353565
Studentato Internazionale: Loc. Rondine, n. 1 Arezzo, Tel e Fax: 0575 364460
domenica 28 settembre 2008
Arte della Pace; Roma ottobre 08
"L'arte della Pace"
Roma Festeggia la giornata mondiale della Nonviolenza
Il due ottobre a Roma presso "La Città dell'Altra Economia" , Largo Dino Frisullo ex mattatoio di testaccio,dalle 16 alle 20 in occasione della 2° giornata mondiale della non violenza, nel 140° anniversario della nascita del Mahatma Ghandi e ad un anno dalla partenza della "Marcia Mondiale per la pace e la non violenza" , l'associazione Mondo senza Guerre, insieme al comitato promotore della marcia organizzano un festival di libera espressione artistica con musica fotografie e contributi video di artisti impegnati nell'arte della pace. La serata continua nel III Municipio in Piazza dell'Immacolata dalle 19:00 alle 23:00 con proiezione documentari e video di testimonial sulla nonviolenza, Tavola Rotonda con la partecipazione del pubblico sulle richieste di non-violenza e sulle possibilità di esprimerla oggi nel mondo, stand informativo su iniziative non-violente in atto nella città.Promuovono ed aderiscono all'iniziativa Mondo Senza Guerre , movimento studentesco umanista "I Corvi", Cento delle Culture, Reciprocità, Energia Per i Diritti Umani, La Comunità per lo Sviluppo Umano, Semprecontrolaguerra, La Svolta Umanista.
PROGRAMMA dettagliato dell'evento:
LA CONFERENZA STAMPA è prevista per le ore 12
16.30 discorso di apertura (video Marcia Mondiale),
17 spettacolo di Serena Damiani e Marco Tullio dentale
Nella sala conferenze dopo l'apertura e lo spettacolo contributi video a rotazione cortometraggio di Kristian Paoloni, video della campagna "il prossimo sono io" e molti altri
17.30 apertura dei concerti all'aperto: Giordano Di Vetta con il gruppo Fermata 93,
gruppi di musica popolare con ROBERTA BARTOLETTI compositrice
ORGANETTI: in ordine alfabetico (nome)
Claudia Boncompagni
Daniela Orlando
Enrico La Pietra
Gisela Theje
Letizia Aprile
Nadia Cervone
Valeria Landolfi
FISARMONICA
Riccardo Battisti
PERCUSSIONI:
Antonia Panico
Paola Recchia
Silvana Marconi
Le varie sale saranno allestite con le seguenti opere:
mostra fotografica di Edoardo Calizza, "Istanti, il Senegal in ritratti"
mostra fotografica di Marco Alongi,"Treni Indiani"
incisioni e foto di Irene Iorno
opere di Melo Franchina, "La Storia Siamo Noi?"
III Municipio in Piazza dell'Immacolata dalle 19:00 alle 23:00 :
proiezione documentari e video di testimonial sulla nonviolenza
Tavola Rotonda con il pubblico sulle richieste di non-violenza e sulle possibilità di esprimerla oggi nel mondo
Stand informativo su iniziative non-violente in atto nella città
Teatro di strada in tema
www.marchamundial.org
www.marciamondiale.it
martedì 23 settembre 2008
Carovana Missionaria della Pace 2008
Carovana missionaria della pace
25 settembre - 5 ottobre 2008
Libera la Parola
La Carovana Missionaria della Pace 2008 è proposta dagli Istituti Missionari e dai Centri Missionari Diocesani, con il sostegno del Segretariato Unitario di Animazione Missionaria. Vuole fare causa comune con tutti coloro che credono nella costruzione di una società più giusta e solidale
La Carovana muove da tre diverse aree geografiche del Paese: Sud (Puglia, Campania, Calabria, Sicilia) - Centro (Toscana, Lazio) - Nord (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia), per ricongiungersi a Roma il 4 e 5 ottobre, con l'evento conclusivo all'Abbazia delle Tre Fontane.
In occasione della Carovana Missionaria della Pace
che partirà da Alessano il 24 settembre ale 16,30 in p.zza Don Tonino Bello
il 25 settembre in p.zza S.Oronzo alle ore 18
si terrà la manifestazione sul tema:
Diritti per tutti:Casa,lavoro,migrazione,rom
Aprirà la serata:
Anna Ahmethaj con la lettura di una poesia accompagnata da tutti i bambini che parteciperanno alla serata.
Interverranno:
Filippo Gervasi Laico missionario Comboniano
Rosi D'Agata Comitato per la difesa dei diritti degli Immigrati
Proiezione del video : Un anno dopo realizzato dai Laici Comboniani di Lecce
Prof .Gigi Perrone Docente di Sociologia delle Migrazioni e delle Culture presso l'Università degli studi del Salento
Mira Saljai e Benfik Toska Rappresentanti della Comunità rom Campo Sosta Panareo
P.Alex Zanotelli Padre Missionario Comboniano
Con al partecipazione di CLOWN DI PACE - SPECIMEN Teatro / Acaya.
Sarà possibile visionare due mostre fotografiche realizzate nel Campo sosta Panareo.
La serata si concluderà con la degustazione di dolci tipici preparati dalla Comunità rom.----------
Da: Giovanni D'AGATA <dagatagiovanni@virgilio.it>
giovedì 12 giugno 2008
Cipsi: OPERATORI DI SOLIDARIETÀ E PACE
COMUNICATO-STAMPA
CORSO RESIDENZIALE DI FORMAZIONE
ESSERE OPERATORI DI SOLIDARIETÀ E PACE
DAL 20 AL 26 LUGLIO 2008 A CHIANCIANO TERME (SI)
PROMOSSO DAL CIPSI
Roma, 12 giugno 2008 - Vorresti impegnarti nel campo della solidarietà internazionale? Desideri essere un costruttore di pace e di sviluppo in un mondo multiculturale ed interetnico? Il tuo sogno è viaggiare ed entrare in relazione con altri mondi? Sei un ragazzo o una ragazza che ha voglia di confrontarsi con se stesso e con culture diverse? Ti piacerebbe diventare un attore protagonista nello scenario della cooperazione internazionale? Vorresti fare un’esperienza di confronto e interazione con altri giovani? Se la tua risposta è affermativa, se sei curioso di scoprirlo o semplicemente vuoi metterti alla prova, allora partecipa al Corso residenziale di I livello “Operatori di solidarietà e pace” organizzato dal Cipsi – coordinamento di 46 Organizzazioni non governative e associazioni di solidarietà internazionale.
Dove? A Chianciano Terme (Si) dal 20 al 26 luglio 2008. Le iscrizioni scadono l’11 luglio 2008. E che cosa si farà? Attraverso momenti di lezione e dibattito avrai la possibilità di conoscere e approfondire le tematiche previste: il ruolo dei cittadini nell’era della globalizzazione, la cooperazione al servizio di uno sviluppo sostenibile, la costruzione di una cittadinanza attiva tra Nord e Sud del mondo.
“Il nostro coordinamento attribuisce un’importanza fondamentale alla formazione- dichiara Guido Barbera, presidente del Cipsi- perché, oltre ad essere un importante momento di dialogo e interazione, permette a giovani e studenti che desiderano accostarsi a questo mondo di comprendere lo scenario di riferimento della cooperazione internazionale, approfondendo il ruolo specifico delle Ong nelle azioni di cooperazione e partenariato internazionale, per apprendere le modalità di costruzione di reti di promozione della socialità e della cittadinanza attiva”.
Il corso, per il quale si richiede un contributo di 600 euro (300 per i soci, 450 per gli aderenti, 500 per la rete amici Cipsi) comprensivo di spese di vitto e alloggio per tutti i giorni, verrà tenuto da Guido Barbera, presidente del Cipsi, Paola Berbeglia, responsabile educazione del Centro Informazione Educazione allo Sviluppo (Cies) e Arianna De Leo, responsabile del settore progetti della Ong Progetto Continenti. Al termine sarà rilasciato un attestato.
Il Cipsi promuove da oltre 20 anni, nell'ambito della Scuola di Alta Formazione, diversi Corsi di formazione a vari livelli, rivolti ad operatori, studenti e lavoratori.
I Corsi affrontano vari temi della Cooperazione e solidarietà internazionale e del settore Non Profit in genere. Alcuni sono svolti con metodologia didattica mista (presenza e distanza), ovvero coniugano momenti di formazione a distanza (FAD) con momenti di formazione in presenza. Altri sono svolti tramite incontri residenziali e metodologie partecipative oppure con incontri con esperti e docenti del settore. Per alcuni corsi è possibile il riconoscimento dei crediti formativi all’interno di Corsi di Laurea di Università italiane.
Per iscriverti al Corso residenziale di I livello (le iscrizioni scadono l’11 luglio) e per avere maggiori informazioni:
Cipsi – Segreteria didattica
E-mail: formazione@cipsi.it
Tel. 06 5414894
www.cipsi.it
lunedì 26 maggio 2008
Cipsi: necessaria cultura della solidarieta'
COMUNICATO-STAMPA
Dall’Assemblea nazionale del Cipsi:
“È necessario ricostruire una cultura della solidarietà.
Siamo contrari al vivere in cassaforte.
Dobbiamo vivere tutti insieme,
difendere e tutelare i diritti di tutti”.
Roma, 26 maggio 2008 – L’Assemblea nazionale delle 46 associazioni che compongono il CIPSI – coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale - riunitasi a Zola Predosa (BO) il 24 e 25 maggio 2008 ha affrontato, in un lungo ed approfondito dibattito su: “come rispondere alla crisi della politica sviluppando la consapevolezza di responsabilità condivise, accrescendo la nostra efficacia politica ed individuare strategie ed azioni per ricostruire coraggio civico e politico”.
Al termine dell’assemblea Guido Barbera, presidente del CIPSI, ha così sintetizzato i contenuti emersi dall’assemblea: “È scomparsa la cultura della solidarietà e dobbiamo ricostruirla. Sono assenti dal dibattito politico l’emarginazione sociale, la pace, la cooperazione internazionale, l’integrazione degli immigrati, la tutela dei più deboli come i giovani precari, gli anziani, ... Nessuna forza politica ha un concreto piano di lotta alla miseria. Ci troviamo di fronte ad una involuzione della società italiana. Si è passati da un sistema democratico ad uno “oligarchico”, dove i cittadini non possono più esprimere le proprie preferenze elettorali. Per noi associazioni di solidarietà internazionale, si pone la necessità di un governo delle risorse del mondo. Non vogliamo un mondo con due standard, due pesi e due misure: i ricchi e i miseri. Il nostro ruolo di associazioni di solidarietà è porre con forza la nostra posizione valoriale e politica di cittadini che difendono e si schierano con i deboli. Continuiamo ad essere coerenti al fianco dei più deboli del mondo, per vivere tutti insieme, difendere e tutelare i diritti di tutti”.
E sulle decisioni del governo Barbera ha dichiarato: “Siamo contrari al vivere in cassaforte. Siamo contrari all’introduzione del reato di clandestinità: il diritto ad una vita dignitosa per tutti gli abitanti del pianeta viene prima degli interessi di chi si chiude sempre nella sua torre d’avorio a difendere se stesso ed i propri beni, come in una fortezza. Una psicosi che si accompagna a forme di intolleranza nei confronti di quelli che si presentano male, che hanno un altro colore della pelle, che sono diversi da noi. Come i clandestini, gli zingari … Intanto nelle città si sperimentano le ronde e torna la voglia di farsi giustizia da soli. Anche perché il nodo del problema è in questa società che si sta sempre più sfilacciando, dove non ci si fida più gli uni degli altri, dove prevale la concorrenza. Proviamo a pensare: che sicurezza può esserci con l’idea che gli altri, tutti gli altri, siano dei concorrenti e potenzialmente dei nemici? Quando anche le persone a cui si vive accanto, sono viste come concorrenti e nemiche. Certo la sicurezza passa attraverso diverse strade. Anche quella della repressione del crimine e della certezza della pena. Ma ogni nuova forma di repressione e di chiusura non raggiungerà lo scopo se non si metteranno in atto anche politiche che favoriscano l’integrazione, le relazioni, il dialogo e la fiducia reciproca. Altrimenti dovremo ridurci, come già facciamo, a chiuderci in casa mettendo porte blindate. Staremo nella nostra cassaforte. Soli. Lontani da tutti. Sicuri soltanto perché gli altri sono messi fuori. Non è certo questa la prospettiva più felice”.
Nel corso dei lavori l’assemblea del CIPSI ha inoltre approvato una Carta per le Adozioni internazionali ed una per il Sostegno ha distanza ed ha accolto l’ingresso di una nuova organizzazione: Terre Madri, di Frosinone.
.cipsi | Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale
Nicola Perrone | Ufficio Stampa | Rivista Solidarietà Internazionale Via Colossi, 53 - 00146 Roma | T 06.5414894 | F 06.59600533
| M 3290810937 | E ufficiostampa@cipsi.it | W www.cipsi.it
venerdì 23 maggio 2008
DONNE ATTORI CHIAVE NEL FUTURO DELLA PALESTINA,
TERRA FUTURA 2008
quinta edizione della mostra-convegno internazionale
delle buone pratiche di sostenibilità
Firenze - Fortezza Da Basso, dal 23 al 25 maggio 2008
Le associazioni presentano la SQUADRA PER UN AIUTO ALLO SVILUPPO PIÙ EFFICACE,
per chiedere al Governo italiano un impegno maggiore e di qualità
DONNE ATTORI CHIAVE NEL FUTURO DELLA PALESTINA,
mentre Banca Etica lavora alla costituzione della prima banca rurale palestinese.
Firenze, venerdì 23 maggio 2008 – Nella giornata di apertura di Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità, alla Fortezza da Basso (Firenze) fino al 25 maggio, i rappresentanti delle più importanti associazioni italiane attive del campo della cooperazione internazionale hanno infatti scelto proprio la piattaforma di Terra Futura per lanciare la squadra per un aiuto allo sviluppo più efficace: «Nell'ottica delle alleanze, queste associazioni si sono riunite al fianco delle Nazioni Unite per chiedere al governo di migliorare la qualità, cioè l'efficacia dell'aiuto pubblico» ha esordito MARTA GUGLIELMETTI, della Campagna del Millennio dell'ONU, ricordando che l'Italia è agli ultimissimi posti fra i ricchi Paesi donatori, ferma allo 0,19% del Pil nell'erogazione degli aiuti, a fronte dell'impegno preso di raggiungere quota 0,7% entro il 2015. «I prossimi mesi saranno costellati da tappe importanti, a iniziare dal 26 giugno, quando il nostro team presenterà al Governo e al Parlamento italiano il policy paper con le nostre raccomandazioni, e ancora il 17 settembre a Roma, con l'incontro con le delegazioni italiane che parteciperanno all'High Level Summit sulla qualità dell'aiuto di Accra».
Qualità che deve rispondere a due criteri, efficienza più efficacia: «A fronte di un aiuto erogato si deve certo verificare che lo stesso sia poi usato, ma anche che abbia raggiunto lo scopo, riduzione della povertà in primis» ha precisato LUCA BASILE dell'Associazione Ong Italiane «in una cornice che valorizza l'autopromozione e la partecipazione dei destinatari». Un concetto rimarcato anche da DANIELA CUOMO di Amref Italia, che ha parlato di «restituire ai Paesi in via di sviluppo la centralità del loro sviluppo e di dare loro un ruolo vero all'interno della cooperazione».
Una qualità misurata non solo in termini tecnici, ma anche su indicatori di trasparenza: «Dobbiamo porci ed essere in grado di trovare una risposta a tutta una serie di domande: dal cosa il nostro governo finanzia al come lo fa» ha ricordato ALBERTA GUERRA di Volontari nel mondo Focsiv, seguita a ruota da FARIDA CHAPMAN di Oxfam International–Ucodep: «C'è un concetto inglese che l'Italia fa ancora fatica a tradurre, ed è quello di accountabilty», che implica il dovere di render conto a noi stessi, ai contribuenti europei e ai beneficiari dell'aiuto, del nostro operato. E che implica una concezione di questi ultimi non tanto in termini di beneficiari quanto piuttosto di partner».
E uno degli argomenti forti della retorica in auge, ossia che l'aiuto pubblico erogato dal governo italiano sarebbe sì ridotto ma di qualità, non sembra reggere poi così tanto secondo IACOPO VINCIANI, di Action Aid International, che però assicura: «Da questo momento le valutazioni si baseranno su standard qualitativi che rispondano a uno schema quanto più coerente possibile». Un processo, questo, iniziato con la Dichiarazione di Parigi del 2005, quando i Paesi donatori e i beneficiari hanno riconosciuto alcuni principi fondamentali che debbono essere alla base della riforma dell'architettura dell'aiuto.
La presentazione della squadra per un aiuto allo sviluppo più efficace di questa mattina - alla conferenza stampa anche Soana Tortora (Acli), Silvia Stilli (Arci), Gianfranco Benzi (Cgil), Fosca Nomis (Save the Children Italia), Flavio Lotti (Tavola della Pace), Laura Baldassarre (Unicef Italia) - segna un importante salto di qualità compiuto dalla società civile italiana, che si è così inserita a pieno titolo in questo processo di riforma, attraverso una propria proposta e delle proprie "raccomandazioni".
E a Terra Futura dal fronte cooperazione sono arrivati anche segnali di speranza, che parlano delle donne come soggetti strategici di ogni processo di sviluppo. È questa la profonda consapevolezza della Palestinian Agricultural Rural Developement (PARC), l'Ong palestinese leader nel settore dello sviluppo rurale, protezione dell'ambiente e rafforzamento del ruolo delle donne.
Un convegno per analizzare la situazione di una delle aree più calde del pianeta, in cui PARC sedeva a fianco di Banca Etica, che recentemente ha destinato loro una nuova linea di credito. «Il contesto politico, economico, e sociale in Palestina è molto difficile, specie per le donne e soprattutto nella zona di Gaza. Le zone rurali del paese poi» ha spiegato il direttore di PARC KHALIL SHIHA «costituiscono dei punti cruciali sia in termini di risorse, che per numero di persone presenti: sono le aree dove maggiormente si concentrano le tensioni con Israele, perché terra e acqua sono al cuore di ogni conflitto».
Il 65% delle donne in Palestina lavora proprio nel contesto rurale, ed è per loro che nel 1983 nasce la PARC che dal 1893 al 1999 fa del social empowerment la propria mission: rinforzamento del ruolo delle donne all'interno della famiglia e della società, consapevolezza dei loro diritti, alfabetizzazione e educazione. Ma appare subito chiaro come senza il controllo sulle risorse parte di questi sforzi vada perduto: «Abbiamo quindi iniziato la fase dell'economic empowerment mettendo in atto attività generatrici di reddito tese al processo di risparmio e di credito: le donne – spiega il direttore di PARC - sono state incoraggiate a risparmiare alcuni dei loro introiti affinché potessero essere distribuiti a quelle bisognose di credito attraverso gli istituti di microfinanza». Concedere credito significa concedere fiducia, un gesto ripagato in Palestina da migliaia di donne «che lavorano, che vogliono riprendere le redini del loro destino e che sono eccezionali, un seme importantissimo per l'intera società» racconta NIHAYA DAIQ, direttrice de Dipartimento di Capacity Building del PARC.
Un ombrello che ad oggi accoglie ben 7.000 di loro, con l'obiettivo che questo numero salga a 35.000 entro la fine del 2011; un risparmio che ammonta a 15 milioni di dollari per un portafoglio di 24 milioni. Ma nelle zone rurali non esiste ad oggi alcuna banca. «Il Ministero degli Affari Esteri italiano ci ha stimolato a presentare uno studio di fattibilità sulla creazione di quella che sarebbe la prima banca palestinese in area rurale con impostazione sociale per lo sviluppo dell'agricoltura e delle microimprese» spiega FABIO SALVIATO, presidente Banca Popolare Etica. E Banca Etica ha intanto deliberato 100.000 euro di finanziamenti e 20.000 euro di capitale sociale al REEF, l'istituzione di microfinanza della PARC che, in caso il progetto venga approvato, si vorrebbe diventasse il nucleo della nuova banca.
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Bertolt Brecht e i Rom: Prima di tutto vennero a prendere
e fui contento,
perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti
zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli
omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero
a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a
protestare.
(Bertolt Brecht)
mercoledì 21 maggio 2008
Cipsi: volontari rapiti in Somalia
COMUNICATO-STAMPA
VOLONTARI RAPITI IN SOMALIA
BARBERA (CIPSI): “IL CINS OPERA SENZA INTERESSI POLITICI O RELIGIOSI IN FAVORE DELLE POPOLAZIONI SVANTAGGIATE. AUSPICHIAMO CHE SIA UN ERRORE DEI RAPITORI. SIAMO FIDUCIOSI CHE CI SIA UN RAPIDO CHIARIMENTO E SI PERVENGA PRESTISSIMO ALLA LIBERAZIONE DEGLI OSTAGGI”.
Roma, 21 maggio 2008 – Due volontari italiani del Cins – Cooperazione Italiana Nord Sud – sono stati rapiti questa mattina in Somalia: si tratta di Iolanda Occhipinti, di Ragusa, e Giuliano Paganini, di Pistoia. Nelle prime ore di stamani sono stati sequestrati, insieme ad un volontario somalo, ad Awdhegle, 65 km. a sud di Mogadiscio. Guido Barbera, presidente del Cipsi - coordinamento di 45 Ong e associazioni di solidarietà internazionale -, ha dichiarato: “Insieme al Cins – che è un organismo della Rete Amici del Cipsi – stiamo seguendo da vicino l’evolversi della situazione, in contatto permanente con le persone presenti in Somalia e i partner locali. Il Cins è presente da 13 anni in Somalia, una zona molto difficile, con attività di cooperazione e di sostegno allo sviluppo agricolo, alla sicurezza alimentare, al miglioramento del sistema idrico e igienico in alcune zone del paese. E’ un organismo che opera in modo indipendente, non legato a scelte politiche o religiose, ed ha l’obiettivo di rafforzare l’agire delle popolazioni più svantaggiate dei paesi impoveriti. Auspichiamo che sia un errore dei rapitori. Siamo fiduciosi che ci sia un rapido chiarimento e si pervenga prestissimo alla liberazione degli ostaggi. Esprimiamo la nostra solidarietà agli amici del Cins”.
.cipsi | Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale
Nicola Perrone | Ufficio Stampa | Rivista Solidarietà Internazionale Via Colossi, 53 - 00146 Roma | T 06.5414894 | F 06.59600533 | M 3290810937 | E ufficiostampa@cipsi.it | W www.cipsi.it
lunedì 12 maggio 2008
Lettera aperta ai Kenioti nel mondo del fratello del deputato MUGABE WERE MELITUS ucciso in Kenya
LA LETTERA DI BABU AGLI AMICI DI WERE E ALLA COMUNITA' KENIOTA
Non vorrei egoisticamente continuare a piangere la morte di mio fratello come fosse la prima o l'ultima persona a morire nel mondo. Mi addoloro perchè le mie palpebre sono gonfie di lacrime che possono inondare il mondo intero con il mio dolore, a causa di un assurdo, inaspettato e ingiustificato assassinio.
Vi ringrazio per il sostegno e la solidarietà che mi sono stati accordati in questo periodo di grande dolore. Avrei voluto che le vostre condoglianze fossero parole magiche capaci di riportarlo in vita purtroppo dovrò dolorosamente accettare la realtà che Melly come lo conosciamo in famiglia non c'è più. I cattivi di cui la mia terra è piena l'hanno strappato spietatamente a noi. Si è aperto un vuoto incolmabile nel mio cuore e spero che il Signore mi guarirà.
Credo nella pace e nella non violenza ma non tratterrò la mia angoscia di fronte ai colpevoli se riesco con certezza ad individuarli. Non sarei così sconvolto se fosse stato un incidente stradale o una malattia qualsiasi a togliermi Melly piuttosto che cinque colpi di pistola. Non era un criminale né un animale per meritare la sua fine in questa brutta maniera. Aveva fatto la sua campagna elettorale e ha vinto ribadendo la sua vittoria nel ballottaggio quando i suoi avversari mettevano in dubbio i risultati delle elezioni.
Mio fratello era uno di quei pochi uomini che sfidavano il destino che gli aveva tracciato uno squallido percorso nella vita. Nato e cresciuto nella miseria assoluta, si è arrovellato incessantemente per poter diventare quello che aveva sempre sognato cioé il presidente del Kenya. Ha educato e dato da mangiare non solo alla sua famiglia ma anche a tante altre persone e ha cambiato il destino di più di cento ragazzi liberandoli dalle manette atroci della povertà nelle baraccopoli di Nairobi dove la vita ti mastica come un chewing gum ,spremendoti tutto lo zucchero necessario per vivere una vita sana poi ti sputa spietatamente sulle strade dove rischi di essere schiacciato a morte da una società che non se ne frega di te. E' da li che ha cominciato la sua battaglia contro il destino.
Era un astuto uomo d'affari sempre armato di calcolatrice in mano. Vedeva la potenzialità nelle cose e persone che la gente credeva ormai perdute. Era un visionario e un rivoluzionario che fu ostacolato dall'ignoranza e cecità della sua stessa gente che non credeva nelle sue idee. Ebbe innumerevoli delusioni e battaglie sia nella vita personale che professionale contro le quali lottava e che superava con una determinazione straordinaria. Melly non era un Santo e come tutti gli uomini aveva i suoi difetti che sono comprensibili considerando i sentieri duri che percorse nella sua infanzia. Purtroppo il suo orgoglio non gli permetteva di chiedere scusa anche se so con certezza che gli rincresceva ogni volta che sfiorava una persona.
Sono sull'aereo scrivendovi questa lettera diretto a Nairobi a dargli l'ultimo saluto e un abbraccio sia da parte mia che vostra. La sua energia, i suoi consigli e le nostre liti banali tra due fratelli che in fondo si volevano tanto bene ma non potevano stare né troppo vicino né lontano a causa della divergenza delle loro idee e l'incompatibilità del loro modo di percepire e interagire con le persone e la realtà. Tutto frutto di un'infanzia dura e dolorosa che ci lasciò con cicatrici indelebili che il tempo non é riuscito a guarire . Malgrado questo trovavo sempre la forza e l'umiltà per fare ammenda perché capivo che era mio Grande Fratello e lo amavo e rispettavo tanto. Avevamo un legame inseparabile cioé entrambi proveniamo dallo stesso grembo perciò il sangue che scorreva nelle nostre vene era più denso dell'acqua. Trovo insopportabile il fatto di andare a trovarlo addormentato, una persona che doveva festeggiare il suo compleanno domenica scorsa con un concerto per la pace dedicato al suo paese ora irreparabilmente diviso dalla guerra.
Se mi chiedevo prima quale è il senso della vita, ora me lo chiedo ancora di più. Non riesco a capire il fatto che un uomo possa lottare tanto, superando tanti ostacoli per diventare quello che ha sempre sognato, poi la sua vita viene strappata brutalmente proprio quando sta per raggiungere il traguardo. Il senso vero di questa vita mi sfugge o non c'è proprio. Tanto è il dolore, la rabbia, la delusione e disperazione che provo. Dolore per averlo perso bruscamente, delusione per i sogni e progetti prematuramente spezzati, rabbia per gli errori commessi che potrebbero aver portato a questo tragico avvenimento. Rabbia anche perchè qualcuno ha tolto un grosso pezzo dal mio cuore e non so chi è e dov'è per vendicarmi. Il sangue di mio fratello non può essere versato inutilmente.
E' troppo chiedermi di perdonare o dare l'altra guancia, voglio solo giustizia. Credo alla lettera nelle parole di Gesù che disse ai suoi discepoli di fare agli altri come vorrebbero che gli altri facessero a loro, perciò i vigliacchi che mi hanno ucciso un fratello meritano esattamente ciò che loro stessi hanno fatto.
Alla comunità keniota vi prego di non pugnalare mio fratello alle spalle come eravamo e temo siamo tuttora abituati a fare. So che non era in buoni rapporti con alcuni di voi ma vi chiedo di lasciarlo riposare in pace, ormai non c'è più. C'è tanto da imparare da lui se vogliamo andare avanti ed e meglio evitare di fare l'errore del scalatore che dimenticò a ringraziare la prima scaletta dopo essere arrivato alla cima.
Da solo ha fatto quello che tutti i kenioti qui a Lecce non sono riusciti a fare perché i sogni per lui erano raggiungibili e si dava da fare per realizzarli.
Per autofinanziarsi quindici anni fa e quindi poter studiare a Roma ha fatto di tutto: raccoglieva pomodori a Foggia, faceva il muratore e l'assistenza domiciliare di sera, non mancava mai a una festa patronale o sagra di paese e in quelle occasioni diventava un commerciante che voi conoscete come vùcumprà.
Tutto questo sta per indicare che Were non è stato sempre deputato ma ha conosciuto sulla propria pelle cosa vuol dire non avere le disponibilità economiche che gli potessero permettere di fare il signore.
Per noi kenioti invece i sogni sono solo chiacchere che vorremmo attualizzare ma non siamo abbastanza concreti a portali a termine. Grazie a mio fratello- E QESTA E' UNA VERITA INCANCELLABILE- siamo tutti fuori da quella fogna che è diventato il Kenya e in grado di fare cose che sarebbero rimaste sogni se fossimo ancora chiusi nelle belle baraccopoli dove la povertà, l'AIDS, la disoccupazione e la morte insensata sembrano un diritto fondamentale. Praticamente una vita senza speranza dove si vive solo perchè si respira e il destino ti concede un altro giorno in più. Devo dire che non mi é mai piaciuto il modo in cui viviamo qui a Lecce perché i nostri rapporti sono caratterizzati da quello che definirei i baci e gli abbracci di Giuda Iscariota e siamo più uniti dai pettegolezzi e nelle battaglie con le bottiglie. Non siamo riusciti ad affermarci come una comuntà a causa delle divisioni inter-etniche che ci sono tra di noi. Mio fratello apparteneva a due etnie diverse e sicuramente non vi ha chiesto le vostre identità etniche quando vi ha portati tutti qui in Italia. Credeva che nel cosiddetto mondo globalizzato un Africano avesse lo stesso diritto di un Europeo o Americano di attraversare i confini del mondo occidentale che oggigiorno sono diventati quasi impenetrabile, specialmente considerando che il malessere dell'Africa è inversamente proporzionale al "benessere dell'Occidente". Il nostro ideale era quello di vedere un Afrikano Nera come carbone perchè disinvolto della sua Identità ,robusto con un andatura elegante scendere da un aereo di prima linea con la testa tenuta alta a Malpensa o Fiumicino per villeggiare in questa bella paese e non sulle imbarcazione che giungono le coste Italiane ogni giorno. Spero tanto di vedere questo sogno e il giorno che Il Sole sorgerà in Afrika prima che Il Signore mi tolga il respiro. E' giunto il momento di crescere e aprire le nostre menti se vogliamo fare strada qui come una comunità e non come individui di certe etnie del Kenya e di uscire dal guscio della cecità e la miopia psicologica che ci trattiene con guerre, analfabetismo e rivalità etniche. Spero che con l'uccisione di Melly abbiate finalmente capito che il nostro nemico non è più l'uomo bianco(e chiedo scusa per l'uso di questa parola perché ritengo scorretto l'idea di ridurre un intero popolo a un semplice colore su cui basare non solo il suo quoziente intellettuale ma anche l'approccio nei loro confronti) come siamo abituati a credere dolcemente ed ad usare come capro espiatorio per i nostri stessi peccati. Dobbiamo accettare la responsabilità dei nostri peccati se desideriamo di cambiare il nostro destino come un popolo. Probabilmente sono più nero di tutti qui ma devo dire che mi vergogno della mia stessa razza che sembra l'unica a non aver afferrato il suo destino in mano ed e' legata inestricabilmente alla guerra, povertà, malattie e divisione. E' il momento di chiederci come popolo Africano cos'é che non va con noi? Senza dare colpa a nessun altro. Abbiamo tanti problemi sia qui in Italia che in Kenya da affrontare e
L'unità é la nostra forza e la disunità è la nostra debolezza. A tutti Kenioti che credono fermamente nel fallimento di ogni idea che ho suggerito per rafforzarci come una comunità, ho un aforisma che ho escogitato espressamente per questo atteggiamento: E' il rischio di fallimento e il coraggio e la determinazione di superarlo che danno al successo quel profondo senso di soddisfazione.
A tutti gli amici di Were, personalmente credo che l'amore e la sessualità nella loro forma più evoluta possano esserci solo tra due persone che si vogliono bene e decidono di affrontare la vita insieme aiutandosi a vicenda. Non tocca a me a dettare se dovessero essere di natura omo e eterosessuale e sarebbe altrettanto difficile per due galline a condividere un gallo come lo è impossibile per due galli a dividere una gallina. Sicuramente tante persone sono rimaste dispiaciute dopo aver sentito che mio fratello aveva più di una compagna e temo che la stima che nutrivano nei suoi confronti è diminuita. Ha deciso di esprimere la sua sessualità come riteneva giusto e credo tutti nel mondo hanno lo stesso diritto tranne coloro che mettono le mani su i bambini. Purtroppo non esiste una legge universale che guida la sessualità dell'uomo. Da una parte ci sono coloro che praticano la poligamia perché la loro cultura glielo concede o per il semplice piacere di sentirsi geneologicamente dilagato, dall'altro nelle società ritenute più evolute e civilizzate ci sono costoro che tentano con fatica a praticare la monogamia anche se in mezzo si trovano Gli'Onorevole Mele e il Governatore di New York che faceva il Moralizzatore di giorno e gestiva un racket di prostitute di notte. Ed é sempre in queste società che si trovano le case di appuntamenti frequentati da uomini sposati e i viaggi nei paesi in via di sviluppo per dare sfogo all'istinto primordiale purtroppo spesso sui bambini. A questo punto mi sembra inutile menzionare i 650 milioni di dollari pagati nel ambito religioso a Boston per mettere fine ai numerosi casi di pedofilia e l'industria pedo-pornografico intorno al quale giranno miliardi di euro e se tutto fosse perfetto non esisterebbe la parola amante nella lingua Italiana. Non voglio né giustificare né condannare mio fratello ma non vorrei che ci troviamo tra i primi a voler lapidare la donna adultera concentrandosi sulla pagliuzza nei suoi occhi mentre lasciamo una trave nei nostri,meglio dire Gente nelle case di vetro non devono scagliare le pietre . Bob Marley aveva più di una compagna ma non è a questo che pensiamo quando ascoltiamo la sua dolce musica. Muhammad Ali, Che Guevara oppure Mao Tse Tung avevano più di due compagne nelle loro vite ma sicuramente questo aspetto non ha interferito sia con la loro fama che i principi per cui lottavano.
L'umanità deve ancora stabilire diligentemente le regole del gioco per quanto riguarda la sessualità e il modo idoneo per esprimerlo. Nel frattempo sarà difficile per un essere umano dettare all'altro ciò che è corretto o scorretto con tutta questa ipocrisia. Con questo discorso mi sembra di aver chiaramente dimostrato che l'uomo è diviso/ confuso tra l'ideale o un concetto giusto di esprimere la sua sessualità e l'istinto primordiale che sembra di non rispettare né confini né dottrine.
Ci tengo a precisare che quello che è accaduto in Kenya, Rwanda, Liberia,Sudan,Zimbabwe,Ciad, Somalia e Zaire non deve essere considerato o percepito come un fenomeno che appartiene esclusivamente alla razza Africana a causa della nostra arretratezza. In tutto il mondo e in tutta la storia dell'uomo l'etnia, la razza, la religione e l'ideologia hanno giocato un ruolo importante nell'evoluzione politico-sociale ed economica di qualsiasi popolo. A pochi chilometri dall'Italia ci sono il Kosovo e la Serbia che spero tanto non rivivranno le guerre sanguinose degli anni passati causate dalle divisioni etniche. Nel Medio Oriente ci sono gli Sciiti contro i Sunniti, gli Ebrei contro i Palestinesi. In Europa ci sono i Cattolici contro i Protestanti del Nord Irlanda e L'Italia negli anni precedenti ha vissuto periodi turbolenti quando uomini di diverse scuole ideologiche o provenienza geografiche lottavano uno contro l'altro per poter decidere la sorte di questa bella paese. La storia del'Europa stessa fu dipinta con l'inchiostro Rosso cioè il fiume di sangue versata e i pennelli che sputavano il fuoco cioè i fucili. L'Afrika sta attraversando un periodo di transizione che tantissimi giovani come io e Were sperano porterà il cambiamento tanto desiderato. L'unica ostacoli vincolanti sono Le ARATRE DELLA SCHIAVITU MENTALE è l'interessi economiche del mondo occidentale che stanno succhiando tutto il latte cremoso bianco da questa bella Mucca Nera che è L'Afrika.Quello che abbiamo visto in KenyAfrika è lo sfogo di un popolo offeso e tradito dal nefando Kibaki e i suoi soci dopo essersi fidato ciecamente alla democrazia usando l'unica arma pacifico disponibile cioè la scheda elettorale. Il popolo Keniota credeva veramente di poter migliorare le cose in un paese che è proprietà di pocci uomini che la reprimono con un braccio di fero. In ballo c'era la nuova costituzione,la ridistribuzione della terra e della ricchezza, tuttora nelle mani dei burattini del Occidente da quando ci hanno "REGALATO" L'INDIPENDENZA. All'inizio dovevamo essere tutti uguali ma nel Kenya di oggi ci sono alcuni che sono "più uguali degli altri". Ci si è aperta una ferita che richiederà un intero millennio a guarire perchè tanto è la rabbia verso il nefando kibaki per la loro arroganza e prepotenza che ci ha precipitato in questa jungla di caos che e diventato il Kenya di turisti ,spiagge e foreste che conoscevamo prima. Il Kenya doveva essere un Faro Di Speranza questo anno per tutta L'Afrika se non fosse per la nefendezza,egoismo ,ignoranza miopi del signor Kibaki e i suoi soci.
In conclusione ci tengo a ringraziare di nuovo l'Italia per avere accolto, ospitato, istruito e finanziato mio fratello Mugabe Were Melitus. Non poteva fare tutto quello che ha fatto senza l'appoggio dei suoi tantissimi amici qui in Italia.Ringrazio oppure La Chiesa Cattolica senza il quale mio Fratello non avrebbe mai messo piede sul suolo Italiano e in conseguenza non ci sarebbe stata la comunità Keniota qui a Lecce, e senza il quale tutta la mia famiglia e tutti Kenioti qui sarebbero analfabeti o morti se non fosse per le scuole e ospedale gratuite FONDATE DA MISSIONARI CATTOLICI E GESTITE TUTTORA DALLE SUORE E PRETI CATTOLICI. Per questo non ho parole abbastanza pesanti per esprimere la mia gratitudine. Mio GRANDE FRATELLO MELLY O WERE come lo chiamate qui a Lecce vi ha salutati e ringraziati per avergli trasmesso tutto quel calore da quando il suo cuore ha smesso di battere e vi ha chiesto di continuare a RAFFORZARE IL PONTE CHE AVEVA COSTRUITO PER ACCORCIARE LA DISTANZA TRA L'EUROPA E LA SUA BELLA AFRIKA. Da parte mia vi lascio solo con il suo slogan per la campagna elettorale: UN ALTRO MONDO E' POSSIBILE.
Grazie ASANTE SANA.
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