Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta immigrazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta immigrazione. Mostra tutti i post

domenica 19 maggio 2019

Meno partenze, meno morti. il messaggio “cristiano” di Salvini.

Meno partenze, meno morti.

È verissimo. È questo il messaggio "cristiano" di Salvini. 

Se però non partono, muoiono lo stesso, o in Libia, nei campi di concentramento, oppure nei loro Paesi.

Dunque, farli crepare in mare è un peccato, farli morire altrove no, è più cristiano.

Quando l'unica cosa da fare, sarebbe quella di smettere di affamarli, smettere di pretendere di comandare a casa loro, e smettere di finanziare chi gli porta la guerra, sempre a casa loro.

Adesso il genio mancato di turno penserà: 'La kolpa è della Francia di macronnneeee!'

Perché è più comodo pensarla così. Perché ci conviene pensarla così. No, la Francia di Macron ha le stesse colpe dell'Italia di Monti, di Renzi, e dell'Italia di Salvini, di Di Maio e di Conte

Solo che è troppo facile incolpare Macronnne e la Francia. Perché noi italiani, nel dare le colpe agli altri evitando di proposito di guardare dentro casa nostra, siamo sempre stati i numeri uno.

Finché avranno fame o scapperanno dalla guerra (La differenza tra migranti e profughi per me NON ESISTE. 
Anzi, la guerra è l'ultimo motivo per emigrare) Loro verranno qui, in Europa
Io non li biasimo. 

Che se davvero potessero scegliere loro invece di essere trattati da pacchi postali, non sceglierebbero di sicuro l'Italia
Per una questione proprio di lingua. E noi avremmo almeno il 70% di migranti di meno. 
Non sarebbe meglio per tutti?

Ma è più facile alzare i muri nel nome di Dio, di Gesù Cristo e della Madonna, che vogliono tutt'altro che alzare dei.

L'immigrazione è un tavolo con 10 biscotti. Il politico di turno se ne mangia 9, e poi avverte l'italiano dicendogli: 'Attento all'immigrato, si vuole mangiare l'ultimo biscotto'. Indicandogli il nemico da odiare. 
Ed in questo, ossia indicare i nemici da odiare, Matteo Salvini è il numero uno. 

Mi dispiace solo fino a due anni, quei nemici, eravamo noi meridionali
Se sei meridionale e sei leghista, è solo perché ti sei alleato con il tuo aguzzino, in cambio della promessa di Salvini, mantenuta, di smettere di considerarti il male dell'Italia. 
'Mantenuta' poi perché è quello che lui ti fa vedere. Perché Salvini ha cambiato la sua politica, solo quella, non la sua idea. 

Salvini ha odiato i meridionali per oltre 20 anni, ed io alle improvvise conversioni non ci ho mai creduto. 
A Salvini servono solo i vostri voti, SVEGLIATEVE!

La guerra tra poveri, la vincono gli stessi poveri solo se si alleano, insieme, per sconfiggere i ricchi. 
I ricchi sono loro. I poveri siamo noi e gli immigrati. 
Che volemo fà? Continuare a prendercela con loro? 
Facciamolo pure. Ma poi non lamentiamoci, se la guerra non la vinciamo.

Spesso ve la prendere con dei bambini. Il vostro capitano li ha chiamati confezionati. 
Sono loro quei pericolosi criminali dei quali avete paura? 
Se loro minano alla vostra identità italiana, beh vuol dire che quell'identità, voi, l'avete già persa da un pezzo.



--

venerdì 14 dicembre 2018

Partire e ritornare: la migrazione vista dai migranti

PARTIRE E RITORNARE: LA MIGRAZIONE VISTA DAI MIGRANTI

I risultati di uno studio condotto in Senegal nell'ambito del progetto #CREA

La migrazione è il risultato di una situazione di grande bisogno e di privazione: chi parte lo fa perché non ha abbastanza da mangiare, non ha un'occupazione, non ha un alloggio adeguato alle proprie esigenze. per quanti si trovano in uno stato di necessità lasciare il villaggio è una soluzionebenché non l'unica, anche se si conoscono i rischi della migrazione irregolare. È quanto emerge dall'indagine sul campo "Partire e ritornare" condotta in Senegal, nella Regione di Matam, dal Centro Studi e Ricerche Idos nell'ambito del progetto #Crea, CReation d'Emplois dans l'Agriculture (Creazione di opportunità di lavoro in agricoltura), realizzato da Green Cross Italia e cofinanziato dal Ministero dell'Interno con l'obiettivo di rafforzare le capacità di resilienza delle comunità locali, mitigare le conseguenze dei cambiamenti climatici, dare un impulso alla lotta alla povertà
La ricerca evidenzia anche un altro dato significativo: nessuno vuole emigrare definitivamente. Il 73% degli intervistati afferma che i migranti con cui sono in contatto intendono rientrare, mentre la quasi totalità ha risposto che, nel caso in cui decidesse di partire, lo farebbe solo temporaneamente. I ricercatori di Idos hanno somministrato un questionario a persone di diverse età e status socio-economico e realizzato interviste semi-strutturate con i rappresentanti di istituzioni, economia, organizzazioni di cooperazione internazionale e della società civile. Quello che si delinea è un quadro preciso del fenomeno migratorio che nel 2017 ha portato l'Italia a essere il primo Paese europeo per numero di senegalesi titolari di permesso di soggiorno (97.056), seguita dalla Francia con 68.726 e dalla Spagna con 61.728. Un fenomeno che ha un impatto importante sull'economia del Paese di origine: i senegalesi all'estero ogni anno contribuiscono in modo sostanzioso al benessere delle loro famiglie e dei loro villaggi. Nel 2017 le rimesse hanno raggiunto il volume totale di quasi 2 miliardi di euro (pari al 13,7% del Pil del Senegal), di cui 309 milioni dall'Italiache rappresenta il 15,6% del totale delle rimesse. 
"Percorrendo da oltre sette anni i villaggi più sperduti della valle del fiume Senegal abbiamo constatato che le condizioni di miseria e di esclusione hanno portato a una massiccia emigrazione e a un progressivo impoverimento – dichiara il presidente di Green Cross Italia Elio Pacilio Qui è diminuita drasticamente la capacità di resilienza delle popolazioni rurali agli effetti dei cambiamenti climatici sull'agricoltura e alle trasformazioni sociali in atto, determinate dalla crescita economica del Paese. Per il governo senegalese e per le politiche di aiuto e sostegno allo sviluppo dei Paesi europei, la sfida non riguarda solo l'accompagnamento a una crescita economica ma anche un'azione di espansione dei diritti dei lavoratori e di una protezione sociale sostenibile e solidale".
"L'esperienza migratoria di quanti provengono da aree del mondo così estremamente povere – aggiunge Luca Di Sciullo, presidente di Idos – è spesso sostenuta da un investimento di tutta la collettività di appartenenza. Per questi migranti, la possibilità di alimentare canali di "ritorno" di un simile investimento, in termini sia di rimesse che di reinvestimentosociale e culturale nel territorio d'origineancor prima del loro eventuale "ritorno" fisico, sancisce il successo di quellascommessa di rinascita collettiva di cui sono portatori viventi e che è perciò fondamentale sostenere e favorire quanto più possibile".


--
www.CorrieredelWeb.it

sabato 6 ottobre 2018

Una sedia vuota in una sala gremita: grande successo per la manifestazione pro-Mimmo Lucano a Forcella

Una sedia vuota in una sala gremita: grande successo per la manifestazione pro-Mimmo Lucano a Piazza Forcella
Oltre 300 persone per la manifestazione "Riace – Catania – Roma. L'Italia che lotta per accogliere". A breve il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, ospite Gino Strada
"Questa serata è dedicata a un amico, a cui è riservata quella sedia vuota che doveva essere sua: Mimmo Lucano".
L'apertura dell'incontro "Riace - Catania - Roma. L'Italia che lotta per accogliere" è affidata a queste parole di Maurizio Del Bufalo, coordinatore del Festival Del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, ed è accolta da un sentito e commosso applauso.
Segue poi subito dopo la proiezione di "Le Nuvole", corto dedicato al sindaco arrestato nei giorni scorsi e a quello che è ormai noto come Modello Riace.
L'incontro, che nasceva con l'obiettivo di raccogliere le esperienze di Riace, della Diciotti e dei sudanesi sfrattati a Roma che si sono accampati a via Scorticabove, vedeva nel previsto intervento di Mimmo Lucano uno dei più attesi. 
Dopo il suo arresto, è invece diventato anche una testimonianza di vicinanza della città di Napoli al sindaco di Riace.
La gente ha risposto compatta riempiendo la sala e occupando anche scale e corridoi di Piazza Forcella - Biblioteca Annalisa Durante. 
Oltre 300 persone hanno preso parte all'incontro, partecipando vivamente al dibattito che ha visto tra tanti momenti importanti anche l'intervento dei membri dell'ASGI, Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, impegnati in prima fila proprio sul caso Riace.
L'incontro è stato promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli. A portare i saluti istituzionali l'assessore Nino Daniele
Ed è stato arricchito dal fotoracconto di Riace del fotoreporter Cesare Abbate.
È stata anche l'occasione per annunciare il prossimo Festival Del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, con la presenza straordinaria, il giorno 1 dicembre, del fondatore di Emergency Gino Strada.

mercoledì 7 marzo 2018

Il maggiordomo nero di Mr Candy del film Django Unchained e il senatore Toni Chike Iwobi


Mi ritorna in mente il personaggio di Django Unchained del maggiordomo nero di Mr Candy (Leonardo Di Caprio) interpretato da Samuel Lee Jackson: era quello che urlava a Django Jamie Foxx "chi è il negro a cavallo?" 

Toni Chike Iwobi, nato in Nigeria, è il primo senatore nero italiano.
Ed è il “responsabile dell’immigrazione” per la Lega di Salvini.

Lo so, fa abbastanza ridere, detta così, ma se ci pensate è una mossa politica astutissima.


Già mi è capitato di leggere diversi leghisti che lo portavano ad esempio lampante di come la Lega non sia affatto razzista.

Per spiegare bene come funziona, prendo in prestito le parole di Fritz Lang, uno dei padri del cinema moderno, il regista di “Metropolis”, ebreo vissuto durante il nazismo.

“Il 30 Marzo 1933, il ministro della Propaganda in Germania, Joseph Goebbels, mi convocò nel suo ufficio e mi propose di diventare una sorta di "Fuhrer" del cinema tedesco.

Io allora gli dissi: «Signor Goebbels, forse lei non ne è a conoscenza, ma debbo confessarle che io sono di origini ebraiche».

Lui rispose, sorridendo: «Non faccia l'ingenuo signor Lang, siamo noi a decidere chi è ebreo e chi no!»”.


Fritz Lang, quella notte stessa, fuggì da Berlino.
Toni, invece, è diventato senatore.

Siamo noi a decidere chi è ne*ro e chi no.

mercoledì 18 aprile 2012

Aumentano le rimesse degli immigrati in Italia

Aumentano le rimesse degli immigrati in Italia. Lo dice la Fondazione Leone Moressa che rivela che erano 588 milioni 468 mila nel 2000 e 7 miliardi e mezzo nel 2011.

Lecce, 18 aprile 2012 - L'immigrazione fonte di arricchimento culturale, ma anche fonte di ricchezza per l'economia italiana L'immigrazione fonte di arricchimento culturale, ma anche fonte di ricchezza per l'economia italiana per l'Italia, perché se è vero quanto dice il rapporto della Fondazione Leone Moressa, specializzata in economia dell'immigrazione, che nel 2011 le rimesse ufficiali sono state di 7 miliardi e 400 milioni, del 12,5% in più rispetto al 2010, è anche vero che ciò sta a significare che una parte sempre crescente della nostra economia gira intorno al grande apporto che gli stranieri in Italia stanno compiendo al sistema economico nazionale, nonostante la recessione in cui da tempo si trova il Bel paese e quindi in controtendenza con tutti i parametri economici che segnano solo aspetti negativi.
Per Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti", tali dati, quindi, contribuiscono a gettare totale discredito in tutta quella fetta della popolazione, che ci auguriamo sempre più minoritaria, che vede nell'immigrazione un fenomeno negativo, senza considerarne i sicuri e conclamati effetti positivi per il sistema socio economico del nostro Paese.
È chiaro, però per evitare di dare man forte alla xenofobia ed a tendenze razziste, che i flussi migratori devono essere regolati invertendo la pericolosa spirale avviata con l'entrata in vigore della legge Bossi – Fini che ha in parte criminalizzato il fenomeno migratorio e, quindi, partendo dalla sua abrogazione bisogna avviare un percorso virtuoso d'investimento sociale ma anche economico per l'integrazione. Giovanni D'AGATA

martedì 5 aprile 2011

UNA BANCA RIVOLTA AI NUOVI CITTADINI



Rivolta ai nuovi italiani, le comunità straniere che vivono in Italia, è la nuova campagna di comunicazione di UBI Banca.

Il gruppo polifunzionale UBI, 1.964 filiali in Italia ed una presenza internazionale mirata alle esigenze della clientela, è da sempre attenta ed interessata alle esigenze delle comunità straniere residenti in Italia.

E’ per questo che con una serie di attività partite da Bologna, città che accoglie un’alta percentuale di persone immigrate da altri paesi, ha supportato la realizzazione di una serie di video dedicati alle maggiori comunità straniere integrate nel nostro Paese: romeni, filippini e bangladesi:

- http://vimeo.com/20233895

- http://vimeo.com/20857842

- http://vimeo.com/21090740

I video sono stati pensati e realizzati dalla redazione interculturale della bolognese Crossing TV, webTV delle cross-generation.

Grazie ad un contatto più approfondito con tali comunità, UBI Banca ha cercato di individuare le loro abitudini nella fruizione delle informazioni e di aprire un’importante finestra sulla realtà dell’immigrazione in Italia, consentendo così di progettare una campagna molto sentita e vicina ai suoi destinatari.

A sostegno della loro integrazione, UBI Banca offre anche alcuni strumenti economici/finanziari particolarmente vantaggiosi: Carta Enjoy e PerMicro.

PerMicro http://www.permicro.it è la forma di microcredito che garantisce sostegno e una reale opportunità per l’erogazione di prestiti di piccola entità a persone con difficoltà di accesso al sistema bancario tradizionale che vorrebbero usufruire di questo strumento finanziario.

Carta Enjoy http://www.ubibanca.com/nuovi-italiani è invece la carta contro corrente di UBI Banca che permette di avere un enorme risparmio rispetto alle normali carte di pagamento. Oltre a permettere di prelevare gratuitamente da qualsiasi sportello ATM in Italia, può essere usata in tutto il Mondo perché fa parte del circuito MasterCard e costa solo 1 euro al mese. 12 euro all’anno

Inoltre, Carta Enjoy permette, in alcuni casi, di usufruire del servizio Money Transfer per operazioni Western Union a condizione agevolata Next Day. Se la carta verrà attivata entro il 31 Marzo 2011, gratuita anche l’imposta di bollo di 14,62 euro.

La diffusione del messaggio della campagna vede tre soggetti coinvolti:

  • Viralbeat per quanto riguarda il lato diffusione dei contenuti online e coinvolgimento degli influencer della rete, in collaborazione con
  • Ninja LAB per gli eventi e l’engagement offline
  • Crossing TV , organizzazione molto vicina a queste comunità, è la webTV delle cross-generation, pensata e realizzata da una redazione interculturale

Semplificando le barriere culturali e burocratiche che ostacolano molti cittadini stranieri, anche UBI Banca presta il suo aiuto!

sabato 29 agosto 2009

Amore vietato. Legge sicurezza introduce divieto di sposarsi con stranieri irregolari.

VIETATO AMARSI: PRONTA BATTAGLIA LEGALE CONTRO LA LEGGE SULLA SICUREZZA

Giovanni D'AGATA componente del dipartimento Tematico "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori pronto ad una battaglia legale contro la grave discriminazione attuata con l'art. 1 comma 15 della Legge 94/09

Quando all'inizi dello scorso maggio il Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi dichiarava di non volere un'Italia multietnica, aveva certamente ben chiaro il quadro che si sarebbe prospettato dopo l'entrata in vigore del Disegno di Legge n. 733-B entrato prepotentemente nelle cronache nazionali e non solo specie dopo le tragiche storie degli estivi naufragi come "Legge sulla Sicurezza".

Un articolo di legge, forse il meno conosciuto e pubblicizzato, conteneva in sé il germe del più terribile, odioso razzismo e della più bieca xenofobia: impedire i matrimoni con stranieri irregolari e tra questi, quindi, gran parte dei matrimoni misti.

Il concetto per il Governo era semplice e di facilissima attuazione. Bastava modificare l'articolo del codice civile (ndr il 116 comma primo) che disciplinava l'unica condizione per lo straniero per contrarre un regolare matrimonio nel Nostro Paese ossia la necessità del "nulla osta" da parte dell'Autorità competente nel suo paese ed il gioco razzista e xenofobo poteva essere fatto in un sol colpo!

Se all'articolo fosse stata data la stessa risonanza di tutti gli altri obbrobri anche meno gravi fra tutti quelli contenuti nel cosiddetto "pacchetto sicurezza" - parafrasando il mio Presidente di partito -l'opinione pubblica avrebbe replicato a chiare lettere: "che c'azzecca il matrimonio con la sicurezza?" ed alla domanda il Ministro dell'Interno Maroni o chi per lui avrebbe probabilmente risposto "lo abbiamo fatto perché volevamo impedire tutti i matrimoni di facciata che in realtà servivano a regolarizzare immigrati clandestini!".

Ed allora è spontaneo chiedersi quanti di questi matrimoni sono stati fatti in Italia? Il Governo aveva delle statistiche dei dati empirici? Era incapace di controllare questo presunto fenomeno o in realtà la nuova norma serviva ad altro e nascondeva in realtà l'embrione dell'intolleranza?

Qualsiasi sia la ratio della legge a quale fine questa sia indirizzata fatto stà che la stessa crea una grave discriminazione anche per quei cittadini italiani che hanno trovato l'amore in qualcuno che hanno deciso di sposare e che purtroppo non potranno amare liberamente e senza preoccupazioni non potendosi "vincolare" consensualmente per la vita davanti ad un pubblico ufficiale dello Stato italiano.

La famiglia cellula fondamentale del Paese istituzionalizzata nella e con la Nostra Costituzione negli articoli 29 e seguenti, appare violata nella Sua intima essenza attraverso una norma che per Giovanni D'AGATA componente del dipartimento Tematico "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori, appare ictu oculi incostituzionale.

Per questi motivi Giovanni D'AGATA, ritiene opportuno informare l'opinione pubblica che a breve verranno avviate le prime azioni legali e promette una dura battaglia di Giustizia al fine di veder cancellata questa odiosa norma razzista che offende il Nostro Ordinamento giuridico e costituzionale ma soprattutto la Nostra stessa idea di Società.

Lecce, 28 agosto 2009

Giovanni D'AGATA

Componente dipartimento

Tematico Nazionale

"Tutela dei Consumatori"


Sede Provinciale "Italia dei Valori" di Lecce – V. le Lo Re n. 22 – 73100 - LECCE


www.idvlecce.com - tel. 388/9411240 - e mail: dagatagiovanni@virgilio.it

lunedì 20 luglio 2009

Cainolandia: razzismo a norma di legge

Cerco di dirlo pacatamente, quanto più posso, ma debbo dirlo ad alta voce perché mi accade frequentemente che amiche e amici mi domandino (ed io lo domandi a me stesso) cosa significhi essere cattolico; e ne parlo in pubblico perché oggi più che in tante altre occasioni sento il bisogno di far parte di un gruppo che non accetta di vivere passivamente la storia.
E dunque grido: se pensassi ancora, come un tempo, che essere cattolico vuol dire prestare ossequio all'istituzione vaticana (lo stato-Santa Sede, la burocrazia ecclesiastica, il centro di potere che si incarica di tradurre il vangelo in diplomatichese, sbiadendone il significato), allora preferirei considerarmi cristiano in diaspora, lontano da ogni denominazione.
In queste ore, infatti, sono travolto da un sentimento che è più che indignazione o rabbia o sconforto: la parola esatta per qualificarlo è schifo.
Molte delle persone che condividono la mia fede, spesso tormentata e confusa ma non ignobile (spero) nella sua ricerca di coerenza, hanno probabilmente già compreso a quale sciagurato evento mi riferisco.
Il Parlamento italiano ha votato l'altro giorno il famoso "pacchetto" sulla sicurezza, e subito tutte le associazioni cristiane che, con compe- tenza e generosità si occupano di migranti, hanno non solo dichiarato ma mostrato come esso sia del tutto inadatto allo scopo e destinato, invece, certamente, a generare una grande massa di dolori e di problemi; come esso sia, per darne una definizione assolutamente adeguata, non soltanto razzista ma nazistizzante.
Ed ecco intervenire il Vaticano. Per confermare la denunzia e assicurare che la Chiesa intera, congregata intorno al suo fondatore, il quale non esitò a identificarsi nei poveri ("Ero straniero e tu mi hai ospitato…") difenderà in tutti i modi la causa dei poveri giunti fra noi spinti dalla miseria? Nient'affat-to: per chiarire, invece, che le critiche al provvedimento non proveni-vano dalla Santa Sede.
Dichiarazione inoppugnabile. Il Vaticano aveva evidentemente molte altre cose cui pensare. Ma come non essere certi che essa sarebbe stata interpretata come autorevole e quasi definitiva delegittimazione dei dissenzienti? Questa lettura la trasmettono difatti a catena tutti i tiggì e la stampa del governo.
La maggioranza sghignazza: vedete? La Chiesa (quella che conta, il Papa e i cardinali) non hanno niente da dire, dunque sono con noi, e i cattolici insorti contro la legge sono i soliti esaltati (o comunisti).
Mi sono occupato per tanti anni, da giornalista, di informazione religiosa e so bene che cosa a chi gli domandasse perché risponderebbe il fariseo con lo zucchetto rosso che ha dato ordine di diffondere quella precisazione. Direbbe che una cosa è la Santa Sede, presenza statuale che si occupa di questioni internazionali; e un'altra cosa è la Chiesa articolata nelle sue presenze territoriali e delegata a occuparsi di problemi "locali"; che la Santa Sede, il Vaticano, patteggia i concordati, diffonde principi generali, non interviene pubblicamente in questioni nazionali. Non bisogna confondere – direbbe sorridendo l'alto prelato - diplomazia e profezia.
Naturalmente è così soltanto dal punto di vista formale, almeno per quanto riguarda l'Italia. Siamo in molti, penso, a ricordare con quale pesantezza "alti" abitatori dei Sacri Palazzi siano intervenuti sul "caso Englaro". Se qualcuno si preoccupò allora che la Santa Sede venisse coinvolta nel dibattito in quanto tale, quella volta i farisei in zucchetto rosso si guardarono bene dal dire che il Vaticano non c'entrava… Certi silenzi e certe informazioni non richieste sono manovrate accuratamente, razionalmente, addirittura sapientemente.
Ma poiché - è un dato di fatto - la Chiesa o è profetica o è una misera centrale di potere, quando ascolta più la voce della "prudenza" che quella dello Spirito Santo, la burocrazia vaticana rivela una sconcertante aridità di sentimenti, una mancanza di "pietas" che allontana masse crescenti di cattolici e conferma nel loro rifiuto quelli che, spesso dolorosamente, si sono allontanati.
Questa volta, a me pare, il chiamarsi fuori è particolarmente disgu-stoso perché gravissimo è quanto è accaduto.
Non è un fatto "locale", è un fatto d'importanza universale. Un intero Paese, a maggioranza cattolica, almeno nei censimenti, si dà, attraverso il suo parlamento, una legge, intrinsecamente ma con ogni evidenza, anticristiana.
Dal 2 luglio 2009 l'Italia potrebbe mutare nome e chiamarsi Cainolandia perché è la legge dell'odio quella che è stata approvata sotto il controllo governativo del voto di fiducia.
Una vena di autentica crudeltà corre per i suoi articoli. Per farne qualche esempio. la puerpera clandestina la quale ricorra a una struttura pubblica sanitaria per partorire non potrà riconoscere anagraficamente il suo bambino (che potrà dunque esserle sottratto e dato in adozione, a questa ferocia neppure Hitler era arrivato!); l'entità delle multe che l'immigrato dovrebbe pagare è fuori dalle possibilità economiche di qualunque lavoratore "manuale". Non devono arrivare nuovi stranieri e sarebbe bellissimo se anche gli altri se ne andassero o, nel caso rimanessero " si decidessero a stare "al loro posto". Benvenuto in Cainolandia, presidente Obama figlio di un nero; benvenuto presidente Sarkozy, figlio di immigrato…
Il Bel Paese è dal 2 luglio 2009 una terra il cui popolo dichiara per legge che un milione di persone deve andarsene immediatamente o rendersi invisibile: comprese, perché il delitto di "clandestinità" riguarda non solo l'immigrazione ma anche il soggiorno, quelle badanti e colf che oggi integrano la vita di tante famiglie. Criminali anche loro: e non conta che molte di loro e le loro datrici di lavoro stiano da tempo cercando una regolarizzazione. Criminali anche i profughi politici. Che c'entriamo noi, con le loro beghe?
Se i clandestini non se ne andranno rapidamente (e dove? E come?), se i giudici, magari opportunamente stimolati da delatori in camicia verde, dispenseranno gran numero di condanne, le carceri del nostro paese, già in situazione di collasso, si trasformeranno rapidamente in lager. Così i centri di espulsione. Aumenterà il numero degli aborti. Si aprirà ben presto un conflitto tra le forze dell'ordine, alle quali il governo nega basilari finanziamenti e le ronde degli aspiranti sceriffi, desiderosi di provare i loro muscoli e le loro mazze da baseball sui nuovi sottouomini.
Un popolo che si dà leggi del genere cambia l'antropologia mondiale, tanto più se era ricco di tradizioni di civiltà e di realtà religiose. Il Papa è tedesco e forse non può cogliere in tutta la sua virulenza questa ideologia della paura, questa voglia di far del male a chi involontaria-mente ossessiona un'insicurezza che è, innanzi tutto, perdita di identità in un mondo in mutamento, questo antico simbolismo pre-cristiano per cui il forestiero è per definizione un nemico. Ma la Santa Sede, il Vaticano e – ahimé - la Conferenza episcopale italiana non possono pensare di avere parlato ai credenti con chiarezza. La preoccupazione di nuocere a un governo amico, a un PdL definito dall'"Osservatore Romano" singolarmente adatto a difendere i valori cristiani, la stessa preoccupazione che ha soltanto bisbigliato la deprecazione ecclesiastica per i festini cavallereschi, anche stavolta è prevalsa sulla necessità della chiarezza. Come avvenne, purtroppo, per il fascismo e per il nazismo, il "Non ti è lecito!" del Battista e di Ambrogio, sembra eccessivo ai porporati benpensanti, i discorsi dei vertici ecclesiastici sono ancora una volta sussurri talmente vaghi che per risultare comprensibili bisogna studiarli a lungo. Potranno forse essere citati come alibi nel futuro. Nell'oggi, accanto al pianto dei respinti, appaiono mormorii timorosi di disturbare.
(Ma è venuta domenica. Molti parroci, salendo all'altare, hanno preso impegno, davanti alla loro comunità (o addirittura insieme con la loro comunità) di violare la legge leghista tutte le volte che il Vangelo lo richieda. E noi?
Ettore Masina

Pax Christi, movimento internazionale cristiano per la pace, ha diffuso un comunicato che mi sembra importante:
IL RAZZISMO È ORMAI «A NORMA DI LEGGE»
«Ero straniero e mi avete accolto» (Mt 25,35). La Parola di Cristo porta a compimento la logica della Scrittura dal Levitico 19,33-34 – «Tratterete lo straniero che risiede fra voi come colui che è nato fra voi; tu l'amerai come te stesso», al Deutoronomio 10,19 – «Amate lo straniero perché anche voi foste stranieri nel paese d'Egitto», alla Lettera agli Ebrei 13,2 – «Non dimenticate l'ospitalità, perché alcuni, praticandola, hanno ospitato senza saperlo degli angeli». Dolore e orrore.
Il 2 luglio 2009 è stata votata una legge che rompe l'unità della famiglia umana e ne offende la dignità, prende piede l'idea che esistano esseri umani di seconda e terza categoria , un popolo di «nonpersone», di esseri umani, uomini e donne invisibili. É una perdita totale di senso morale e di sentimento dell'umano; questo accade, nel nostro paese che ha prodotto milioni di emigranti.
La legge «porterà solo dolore», osserva Agostino Marchetto del Pontificio Consiglio dei Migranti. Il dolore nasce dall'orrore giuridico e civile del «reato di clandestinità», dall'idea del povero come delinquente e della povertà come reato. La legge votata non è solo contraria alla nostra Costituzione ma a tutta la civiltà del Diritto. Punisce una condizione di nascita, l'essere straniero, invece che la commissione di un reato. Dichiara reato una condizione anagrafica. Infermieri, domestiche, badanti, lavoratori (vittime spesso di morti nei cantieri) o persone in cerca di lavoro e di dignità diventano delinquenti.
A questo punto, quanti stranieri frequenteranno un servizio sociale o si rivolgeranno, se vittime della "tratta", ad associazioni volontarie o istituzionali, forze di Polizia comprese, oggi messe in un angolo dalla diffusione delle cosiddette "ronde"?
Quanti stranieri andranno a far registrare una nascita, si presenteranno in ospedale per farsi curare? Quali gravi conseguenze questo potrà produrre sulla salute di tutti i cittadini è già stato evidenziato da moltissime associazioni di medici.
Siamo il paese di Caino?
Abbiamo una legge cattiva che ostacola i matrimoni, rompe l'unità delle famiglie. Si introduce il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati che diverranno "figli di nessuno", potranno essere sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato.
Neanche il fascismo, hanno rilevato alcuni scrittori, si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali del 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all'aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato. La legge è pericolosa perché accrescerà la clandestinità che dice di combattere, favorirà il "si salvi chi può", darà spazio alla criminalità organizzata, aumentando l'insicurezza di tutti.
Non c'è futuro senza solidarietà.
La legge, tra l'altro, è inutilmente crudele, ricorda don Ciotti. Ci fa tornare ai tempi della discriminazione razziale. É una forma di accanimento contro i poveri anche se la povertà più grande, oggi, è la nostra: povertà di coraggio, di umanità, di capacità di scommettere sugli altri, di costruire insieme una sicurezza comune.
La sicurezza basata sulla paura sta diventando un alibi per norme ingiuste e dannose, per scaricare il malessere di molti italiani sugli immigrati, capro espiatorio della crisi, bersaglio facile su cui sfoghiamo il tramonto di ogni etica condivisa e della testimonianza cristiana.
La tutela della vita e della dignità umana va assunta nella sua interezza per tutti e in ogni momento dell'esistenza.
«Non c'è futuro senza solidarietà» scrive il cardinal Tettamanzi. Non c'è sicurezza senza l'aiuto reciproco, senza l'esercizio dei diritti e dei doveri dentro un'azione comune per il bene comune. Costruire comunità e città conviviali. Benedetto XVI da tempo ci invita come comunità ecclesiale a diventare «casa ospitale per tutti, segno e strumento di comunione per l'intera famiglia umana». Per il Papa ogni comunità cristiana deve «aiutare la società civile a superare ogni possibile tentazione di razzismo, di intolleranza e di esclusione [...]. Solo nella reciproca accoglienza di tutti è possibile costruire un mondo segnato da autentica giustizia e pace vera» (Angelus 17 agosto 2008).
Invitiamo, quindi, le comunità cristiane e tutti gli operatori di pace a mobilitarsi per costruire la pace nella vita quotidiana spesso prigioniera di solitudini, governata dalla paura e coinvolta in progetti tribali e autoritari. La gloria di Dio. Nessuno ci è straniero anche perché la distanza che ci separa dallo straniero è quella stessa che ci separa da noi stessi e la nostra responsabilità di fronte a lui è quella che abbiamo verso la famiglia umana amata da Dio, verso di noi, pronti a testimoniare la profezia del Risorto che annuncia la pace. «Dio non fa preferenze di persone» (Atti 10,34, Romani 2,11 e 10,12; Galati 2,6 e 3,28; Efesini 6,9; 1 Corinti 12,13; Colossesi 3,11) poiché tutti gli uomini hanno la stessa dignità di creature a Sua immagine e somiglianza. Poiché sul volto di ogni uomo risplende qualcosa della gloria di Dio, la dignità di ogni uomo davanti a Dio sta a fondamento della dignità dell'uomo davanti agli altri uomini (Compendio della dottrina sociale n. 144). Questi nostri giorni sono difficili ed oscuri. É stata oscurata la gloria di Dio.

dal sito www.ettoremasina.it


segnalato da Cristina
Go n-eírí an bóthar leat.
May the road rise with you.
Che la strada cresca con te.

website http://www.sustourism.ie

martedì 10 febbraio 2009

Museo in Trastevere-convegno sulle somiglianze tra Italia e Romania

Prossimo appuntamento il 15 febbraio con "Il Ponte di Traiano"

Un Convegno sulla vicinanza tra Italia e Romania

"Roma: quando l'immigrazione produce": tanti eventi oltre la mostra.

Al Museo di Roma in Trastevere continua con grande successo la mostra "Roma, quando l'immigrazione produce", promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendenza ai Beni Culturali e organizzata dall'Associazione Makenoise in collaborazione con Gruppo Mercurio, Banca di Credito Cooperativo di Roma e Confcommercio Roma, con il patrocinio ed il sostegno della Provincia di Roma in programma fino al 1 marzo. Un racconto fotogiornalistico della storia di 8 imprenditori immigrati, storie di impegno e di lavoro che testimoniano come attraverso il fare impresa si possa anche costruire una reale e concreta integrazione.

Ma "Roma, quando l'immigrazione produce" non è solo una mostra: nei prossimi giorni sono in programma diverse iniziative, incontri, reading, laboratori, per discutere, parlare, confrontarsi sui temi connessi all'immigrazione, alla cultura delle differenze, alle opportunità del microcredito, sempre alla scoperta di una immigrazione che può essere vista come risorsa e non solo come problema.

Secondo appuntamento il prossimo 15 Febbraio dalle 17 alle 19 con "Il Ponte di Traiano" da un'idea di Paolo Fantauzzi. Un convegno sulle somiglianze fra Italia e Romania per superare in modo "leggero" gli stereotipi su questa comunità.

A seguire esposizioni, percorsi gastronomici tipici, proiezioni e intrattenimento folcroristico.

L'Organizzazione è a cura di Laura Vasii e Adrian Grigor con il contributo di Giancarlo Germani. L'evento è realizzato grazie alla collaborazione di: Italia Romania per l'Integrazione e lo Sviluppo, Vocea Romanilor, Associazione Piccoli,Imprenditori Romeni, Amici della Romania, Dacia Felix, Noi Suntem Romani, Ovidius, Euro, Rumeni, Rosa dei venti, Spirit romanesc.

ufficio stampa
--
dott.ssa Arianna Fioravanti
In Media Res Comunicazione srl
via Parenzo,8 - Roma
tel: 338.999.33.73
skype: arianna.fioravanti


venerdì 2 gennaio 2009

Presepe delle mamme immigrate in ricordo di Dorina e Christian


Invito alla stampa

Lunedì 5 un "presepe" delle mamme immigrate e dei loro bimbi per ricordare Dorina e Christian.

Lunedì 5 gennaio alle ore 15,30 sul sagrato della chiesa di S.Agostino (tra via Zanardelli e via della Scrofa, piazza S.Apollinare) , l'Associazione Salvamamme invita a un momento di raccoglimento in ricordo di Dorina e Christian, tragicamente mancati a Castelfusano. Erano venuti in Italia a cercare tra noi una vita migliore, come le mamme del Salvamamme. In particolare nella ricorrenza delle festività natalizie, l'Associazione dedica loro un gesto di affetto che unisca cittadini, immigrati, istituzioni, per costruire con fiducia una Roma che continui il suo passato e il suo presente universale, tendendo una mano per evitare che condizioni estreme di vita provochino ancora una volta vittime innocenti: mamme immigrate deporranno a turno il loro bimbo in una mangiatoia, rendendo la loro testimonianza.

Come ogni anno i bimbi, accompagnati dalle loro mamme, dalla Presidente del Salvamamme e dalla Presidente onoraria Barbara De Rossi riceveranno i loro doni e raggiungeranno la vicinissima piazza Navona (meno di cento metri): un momento di serenità per tanti piccoli che sentono ogni giorno il peso delle gravi difficoltà in cui versano le loro famiglie.

I sigg.ri giornalisti sono invitati ad intervenire.

--
dott.ssa Arianna Fioravanti
Amministratore
In Media Res Comunicazione srl
tel: 338.999.33.73
skype: arianna.fioravanti
fioravanti@inmediarescomunicazione.it





venerdì 20 giugno 2008

GIORNATA RIFUGIATO: ANCI, I NUMERI DELL’ACCOGLIENZA IN ITALIA

GIORNATA RIFUGIATO: ANCI, I NUMERI DELL'ACCOGLIENZA IN ITALIA

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, ricordata oggi anche in Italia con numerose iniziative, il Servizio centrale del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) rende pubblico ''I numeri dell'accoglienza'', un compendio statistico sulle dimensioni dell'accoglienza in favore di richiedenti e titolari di protezione internazionale.

Il Servizio centrale – istituito dal Ministero dell'Interno e affidato con apposita convenzione ad ANCI – e' la struttura che coordina i 115 progetti territoriali, realizzati da 102 Enti locali in collaborazione con realta' del terzo settore, che accedono alle risorse del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo al fine di realizzare interventi di accoglienza e integrazione. Sono Comuni di diverse dimensioni (dalle undici cittadine con una popolazione non superiore ai 5.000 abitanti alle aree metropolitane come Roma, Milano, Napoli) che concorrono a intrecciare l'articolata e varia trama dello SPRAR.

Nel 2007, anno di riferimento del compendio statistico, lo SPRAR ha accolto 6.284 persone, il 15% in piu' dello scorso anno. Si tratta in prevalenza di uomini adulti tra i 18 e i 40 anni (78%), provenienti principalmente da Eritrea (21%), Afghanistan (12%) ed Etiopia (8%).

Si e' trattato per la maggior parte di persone singole (69%) ma e' importante sottolineare come i nuclei familiari siano stati di tipo mono-parentale nel 40% dei casi, per la quasi totalita' – a eccezione di una sola famiglia – con la presenza della sola madre.

La Regione con la maggiore presenza di posti di accoglienza disponibili nello SPRAR e' stata il Lazio (27% del totale delle persone accolte), seguita da Lombardia (13%), Sicilia (13%), Emilia Romagna (6%) e Puglia (5%).

''La crescita del Sistema di protezione nel 2007 e' un risultato importante, sul quale pero' non possiamo adagiarci'' ha dichiarato Fabio Sturani, Sindaco di Ancona e Vicepresidente dell' ANCI, con delega sull'immigrazione. ''Al contrario, dobbiamo continuare a lavorare efficacemente insieme al Ministero dell'Interno, come sempre abbiamo fatto, per rafforzare ulteriormente il sistema nazionale, perche' sono ancora migliaia le persone che rimangono fuori dal circuito dell'accoglienza. E' per loro che dobbiamo, Autonomie locali e Stato centrale insieme, continuare a impegnarci congiuntamente''.

Nel 2007, a seguito anche delle disposizioni di una direttiva del Ministero dell'Interno entrata in vigore nel marzo 2007, e' aumentato il numero dei minori non accompagnati richiedenti protezione accolti nello SPRAR. Dai 31 minori segnalati al Servizio centrale all'inizio del 2007, al 31 dicembre dello stesso anno si sono registrate segnalazioni per 295 minori, per 197 dei quali si e' provveduto a una sistemazione all'interno del Sistema di protezione. Si tratta prevalentemente di ragazzini di sesso maschile (96%), provenienti soprattutto da Afghanistan (54%), Somalia (12%) ed Eritrea (10%).

Nel 2007 il Servizio centrale ha monitorato, su tutto il territorio nazionale, una 'popolazione rifugiata' (richiedenti e titolari di protezione internazionale) pari a 7.311 persone, che hanno compreso sia gli accolti dallo SPRAR, sia coloro che hanno beneficiato delle misure di assistenza garantite dai fondi messi a disposizione da un'ordinanza di protezione civile, sia coloro che nel 2007 erano in attesa di entrare nel sistema di accoglienza.

''Non possiamo nascondere tuttavia la nostra forte preoccupazione in merito alle proposte di modifica della normativa in materia di asilo contenute nel cosiddetto 'pacchetto sicurezza' del Governo'' ha proseguito il sindaco Sturani. ''Si tratta di disposizioni che se dovessero essere approvate darebbero luogo a un indebolimento dei diritti fondamentali delle persone e, nello stesso tempo, a un appesantimento della 'burocrazia dell'accoglienza'. Pensiamo all'ipotizzato rientro nei paesi d'origine anche in pendenza di ricorso contro il diniego di protezione, oppure alle limitazioni di liberta' di circolazione sul territorio italiano. Si tratta di misure di cui sfugge l'utilita' concreta, mentre appaiono evidenti le ripercussioni sulla tutela e protezione. Non dimentichiamoci che moltissimi dei richiedenti asilo che il Sistema accoglie sono sopravvissuti miracolosamente a viaggi pericolosissimi, i cui drammatici esiti di morte vediamo nelle cronache di tutti i giorni''.

''I numeri dell'accoglienza. Compendio statistico del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati – SPRAR. Anno 2007'' è scaricabile dal sito www.serviziocentrale.it



Roma, 20 giugno 2008

giovedì 12 giugno 2008

Milano-Chinatown: assedio a malavita cinese

CHINATOWN. DE CORATO E BERGO, RESPONSABILE ANNONARIA: "CONTINUA SENZA TREGUA ASSEDIO A MALAVITA CINESE E CONTRASTO ILLECITI. MAXI-SEQUESTRO IN VIA BRAMANTE: 10.000 CAPI 'FALSI' PER UN VALORE DI 100.000 EURO"

Nel 2008, da vigili a Milano confiscate oltre 97.000 merci per sequestri amministrativi e 60.000 penali, con 204 denunce per contraffazione

Milano, 12 giugno 2008 – "Continua senza tregua l'assedio della Polizia Municipale alla malavita cinese e il contrasto in zona Sarpi di ogni illecito, dalle infrazioni al Codice della Strada alle operazioni contro la contraffazione. L'annonaria ha effettuato un maxi-sequestro in via Bramante di circa 10.000 capi d'abbigliamento contraffati sequestrati, per un valore commerciale di 100.000 euro. L'operazione è partita dopo un controllo in via Padova".

Lo hanno annunciato oggi il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato e la dott.ssa Sonia Bergo, responsabile del Servizio Annonaria e Commerciale della Polizia Municipale che, insieme al commissario aggiunto Giovanni Caneri, hanno fornito alla stampa i dettagli del blitz realizzato a Chinatown.

L'operazione si è svolta nell'ambito di controlli predisposti dalla Sezione Annonaria sul territorio di zona 2. Gli agenti si trovavano in un esercizio commerciale di viale Padova, dove hanno accertato la vendita di magliette con marchio registrato contraffatto (Peanuts). Da ulteriori verifiche, si è scoperto che provenivano da una attività all'ingrosso di via Paolo Sarpi, con magazzino in via Bramante. Raggiunto il posto, gli agenti hanno scoperto circa 10.000 capi di abbigliamento falsificati, con disegni e loghi registrati e tutelati (Peanuts, Pucca, Hello Kitty ecc..), che si trovavano accatastati tra merce non contraffatta.
La Polizia Municipale ha sequestrato tutto il materiale 'non originale'. Tre persone, tutte di nazionalità cinese (due per il negozio, una per il magazzino), sono state denunciate per commercio di merce contraffatta.

Questi capi vengono venduti all'ingrosso a 3,50 euro e al dettaglio a 10 euro al pezzo. Si tratta, quindi, di un sequestro di merce per un valore di 35.000 euro all'ingrosso e 100.000 euro al dettaglio.

"L'impegno della Sezione – ha sottolineato il vice Sindaco – sul fronte dell'abusivismo commerciale e della contraffazione è costante. E per questo li ringrazio. Questi maxi-blitz sono la punta di un iceberg che ogni giorno dell'anno vede realizzare sequestri in tutta la città. Col contributo anche dei Comandi di zona e dei vari reparti. Basti pensare che nei primi 5 mesi del 2008, la Polizia municipale ha già effettuato su tutto il territorio 2.260 sequestri amministrativi (ovvero quelli fatti agli abusivi), più di 1.000 sequestri penali (ovvero la merce 'falsa') e 204 denunce per contraffazione. Ma il numero più impressionante è quello complessivo dei prodotti confiscati: oltre 97.000 merci per sequestri amministrativi e 60.000 per sequestri penali".

"Numeri – ha spiegato De Corato – che, se confrontati a quelli del 2007 (4.000 sequestri e 100 mila articoli recuperati) testimoniano l'impegno dei nostri agenti, ma anche lo stato di salute di un business che danneggia la nostra economia e, seguendo gli stessi canali del narcotraffico, foraggia gli affari della criminalità organizzata. Ricordo che non si tratta solo di abbigliamento, ma anche di accessori (come occhiali, borse, cinture), giocattoli (spesso pericolosi per l'incolumità dei bambini) e prodotti audiovisivi (cd e dvd). Per questi ultimi, in particolare, i sequestri sono sempre più frequenti, soprattutto in zone come Centrale o proprio Paolo Sarpi. Non è la prima volta che – ha sottolineato De Corato – controlli di merce contraffatta sul territorio portino ai magazzini di Chinatown".

"Un problema – ha rilevato De Corato – con cui gli agenti dedicati al controllo del quartiere Sarpi fanno i conti ogni giorno. E a testimonianza di questa presenza, da gennaio a oggi, in zona Sarpi sono state inflitte oltre 4.000 multe, effettuate 35 denunce, ritirati oltre 100 documenti di circolazione, posti sotto fermo o sotto sequestro 51 veicoli. Oltre al sequestro di una decina di carrelli".

Facendo riferimento alla riqualificazione del quartiere Sarpi, il vice Sindaco ha infine annunciato: "Lunedì prossimo, 16 giugno, presso la sala Commissioni del Comando di piazza Beccaria, si riunirà il tavolo tecnico operativo per la realizzazione della Ztl".

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *