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domenica 21 ottobre 2018

Domenico Lucano, l'uomo della Speranza e dell'Italia che vorrei


"Nessun essere umano può rimanere indifferente, quando un altro essere umano chiede di essere aiutato".

Che uomo, Domenico Lucano!
La mitezza, l’umanità, l’integrazione, lo scambio interculturale, la reciproca solidarietà contro l’arroganza, l’ostilità, il razzismo, la xenofobia.



"Io spero che l’Italia stasera fosse davanti alla TV.
Pro e contro, per capire e poi parlare.
Ho visto un Uomo che a tutti noi avrebbe tanto da insegnare.
A chi parla di rispettare la legge e vive in un paese in cui la legge la rispettano in pochi, dai piccoli gesti quotidiani al grande malaffare.
A chi ama, cura e rispetta i territori.
Io avrei tanto da imparare da Domenico Lucano, e spero un giorno di poterlo incontrare.
Ho ascoltato un Uomo che ha saputo trasformare un problema, lo sconforto di un’area interna depressa e malconcia in un’oasi di contaminazione e serenità.
Fa paura tutto questo? A chi fa paura?
Leggo quotidianamente di razzismo, di aggressioni e cattiveria, di “razza superiore” e di “razza inferiore”. E questo mi fa paura. Perchè la verità è che siamo frustrati e diamo la colpa a chi è più sfortunato di noi, perchè è facile.
Fare ciò che ha costruito Domenico Lucano non è facile.
Ha arricchito esseri umani di Umanità.
Ha dato una dignità a chi noi oggi consideriamo “bestie”. E so che non è bello leggerlo, ma è così.
Riace è un esempio di quello che potremmo essere e non siamo, di quello che dovrebbe essere normale e non è.
Ho pianto per tutta la durata del suo intervento, e sapete perchè?
Perchè vedo un Uomo condannato per avere aiutato chi soffre.
Perchè vedo il mio Paese cambiare giorno dopo giorno, e non lo riconosco più.
Spero che Mimì possa tornare presto a Riace e riprendere il suo lavoro, spero che gli occhi di tutte quelle Persone di così tanti colori e culture continuino a brillare come quando nelle interviste di questi giorni gli chiedevano un parere sul proprio Sindaco.
Io amo il mio Paese e ogni giorno incontro Persone straordinarie. E spero che siano queste, con la loro cura, il rispetto e la passione a prendere il sopravvento sul resto.
Nulla mi lega a Domenico Lucano, e sono una persona a cui sta molto a cuore il rispetto della Legge. Dallo scontrino, alla ricevuta dal medico, alle cose più importanti.
E chissà perchè in Domenico Lucano e in Riace, nonostante tutto, io vedo la Speranza. Vedo l’Italia che vorrei, che mette il prossimo prima di se stesso. A prescindere dal colore, dalla provenienza, dall’interesse.
Io questa sera mi sento piccola piccola, quasi impotente.
Mi è rimasta impressa una frase questa sera: “Siamo ciò che incontriamo”.
Io credo che a Riace lui abbia fatto un grande Miracolo: a queste Persone sfortunate lui ha fatto incontrare l’Amore, il Rispetto, la Generosità.
E al di là di ciò che accadrà a Mimì e a Riace, queste Persone saranno Amore, Rispetto e Generosità, per sempre".

di Emma Taveri 


#Riace #MimmoLucano #chetempochefa

sabato 6 ottobre 2018

Una sedia vuota in una sala gremita: grande successo per la manifestazione pro-Mimmo Lucano a Forcella

Una sedia vuota in una sala gremita: grande successo per la manifestazione pro-Mimmo Lucano a Piazza Forcella
Oltre 300 persone per la manifestazione "Riace – Catania – Roma. L'Italia che lotta per accogliere". A breve il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, ospite Gino Strada
"Questa serata è dedicata a un amico, a cui è riservata quella sedia vuota che doveva essere sua: Mimmo Lucano".
L'apertura dell'incontro "Riace - Catania - Roma. L'Italia che lotta per accogliere" è affidata a queste parole di Maurizio Del Bufalo, coordinatore del Festival Del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, ed è accolta da un sentito e commosso applauso.
Segue poi subito dopo la proiezione di "Le Nuvole", corto dedicato al sindaco arrestato nei giorni scorsi e a quello che è ormai noto come Modello Riace.
L'incontro, che nasceva con l'obiettivo di raccogliere le esperienze di Riace, della Diciotti e dei sudanesi sfrattati a Roma che si sono accampati a via Scorticabove, vedeva nel previsto intervento di Mimmo Lucano uno dei più attesi. 
Dopo il suo arresto, è invece diventato anche una testimonianza di vicinanza della città di Napoli al sindaco di Riace.
La gente ha risposto compatta riempiendo la sala e occupando anche scale e corridoi di Piazza Forcella - Biblioteca Annalisa Durante. 
Oltre 300 persone hanno preso parte all'incontro, partecipando vivamente al dibattito che ha visto tra tanti momenti importanti anche l'intervento dei membri dell'ASGI, Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, impegnati in prima fila proprio sul caso Riace.
L'incontro è stato promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli. A portare i saluti istituzionali l'assessore Nino Daniele
Ed è stato arricchito dal fotoracconto di Riace del fotoreporter Cesare Abbate.
È stata anche l'occasione per annunciare il prossimo Festival Del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, con la presenza straordinaria, il giorno 1 dicembre, del fondatore di Emergency Gino Strada.

mercoledì 20 giugno 2018

MIGRANTI: RICONOSCERSI”, 68 GIOVANI RICHIEDENTI ASILO A LEZIONE DAL SINDACO

MIGRANTI: RICONOSCERSI", 68 GIOVANI RICHIEDENTI ASILO A LEZIONE DAL SINDACO DI GENOVA


Genova, 20 giugno 2018: Prenderà il via giovedì 21 giugno a Palazzo Tursi nel Salone di Rappresentanza "Riconoscersi", un progetto di formazione destinato a giovani richiedenti asilo inseriti presso strutture di accoglienza di Genova. A partire dalle 9, i primi sessantotto ragazzi potranno partecipare a una mattina di formazione, tenuta da docenti dell'Università di Genova e da agenti della Polizia Municipale, sulle regole della vita sociale, sui concetti di cittadinanza e sui principi essenziali del nostro ordinamento.

I ragazzi riceveranno anche una copia della Costituzione italiana in lingua inglese, francese e araba.

Il progetto, su proposta dell'assessore al Personale e Pari Opportunità del Comune di Genova, Arianna Viscogliosi, e dell'assessore alla Sicurezza, Stefano Garassino, è organizzato in collaborazione con Azioni Migranti Genova, gli Enti del Terzo Settore, la Polizia Municipale e il Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Genova.

L'intento è di coinvolgere i richiedenti asilo in una serie di incontri di conoscenza e informazione sull'insieme delle principali norme di convivenza sociale e di educazione civica che regolano il Paese ospitante, ovvero l'Italia e con particolare riferimento Genova. Di qui la presenza tra il corpo docente anche di rappresentanti della Polizia Locale.

"Questo rappresenta un reale progetto di integrazione - sottolinea l'assessore Arianna Viscogliosi – nel quale l'Amministrazione si fa portatrice dei valori civici della Costituzione e dell'empowerment attraverso la conoscenza delle norme e delle informazioni territoriali, nel pieno rispetto ed in un'ottica di conoscenza reciproca".

"Educare alla legalità – sostiene l'assessore Stefano Garassino – aiuta a far capire come il nostro sistema si fondi su regole e relazioni che comprendono sia diritti che doveri da rispettare. La conoscenza dei doveri aiuta la partecipazione responsabile alla vita di una comunità e l'integrazione sociale degli immigrati presenti sul nostro territorio".

Obiettivi specifici del progetto sono - oltre a quelli già enunciati - avvicinare i giovani richiedenti asilo all'amministrazione comunale e consolidare una rete locale di governance in sintonia con i soggetti, istituzionali e non, che si occupano a livello territoriale di accoglienza.

"Vorrei sottolineare– aggiunge Alessandro Censi Buffarini di Azione Migranti Genova - che il progetto Riconoscersi rappresenta il frutto del dialogo sereno e costruttivo tra Comune di Genova e gli enti di accoglienza dei richiedenti asilo; la sinergia di intenti sin da subito si è concretizzata in iniziative operative condivise che, come la presente, hanno e avranno l'ambizione di favorire lo sviluppo di un sano rapporto tra il migrante e la società, in una cornice di legalità ed efficace integrazione che senza dubbio contribuisce ad aiutare la crescita personale e quella collettiva. Mi auguro che esperienze come queste possano essere replicate in altre città italiane"

La prima fase del progetto prevede un incontro in plenaria di 4 ore rivolto a 68 giovani per edizione, sono previste complessivamente tre edizioni. La seconda fase del progetto prevede incontri a livello municipale sia per eventuali approfondimenti sia per aumentare la conoscenza e la fiducia nei confronti della polizia locale.

Azione Migranti Genova:
Azione Migranti Genova è un gruppo di lavoro operativo, composto da diversi enti genovesi impegnati nell'accoglienza delle persone richiedenti asilo, in convenzione con la Prefettura. L'elemento sul quale Azione Migranti ha costruito la sua identità è -la volontà di qualificare l'accoglienza a Genova e realizzare attività che coniugano le esigenze degli ospiti richiedenti asilo con i bisogni della popolazione genovese. Oltre al CEIS Genova ne fanno parte Fondazione Auxilium, Consorzio Agorà, Cooperativa il Cesto, Ufficio Diocesano Migrantes Genova, Cooperativa Coserco, Cooperativa Lanza del Vasto, Api-Croce Bianca.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

►Accoglienza del Sindaco di Genova Marco Bucci

►Introduzione ai lavori: Assessori Arianna Viscogliosi e Stefano Garassino
-      Il significato della Costituzione Italiana (Arianna Viscogliosi - Assessore Personale e Pari Opportunità)
-      Il rapporto tra diritti e doveri (Stefano Garassino - Assessore alla Sicurezza e Polizia Locale)
Educazione civica: le regole del vivere civile (Giampiero Cama - Docente Dispo)

L'organizzazione del potere pubblico in Italia (Lorenzo Cuocolo - Docente Dispo)

Break

►Il ruolo del Corpo di Polizia Locale (Gianluca Giurato - Comandante del Corpo di Polizia Locale
-      La Polizia Locale come figure di riferimento territoriale - a cura del Commissario Roberto Foti e del Sovraintendete Stefania Piana
Saranno distribuite copie della Costituzione in italiano/inglese, italiano francese, italiano arabo. Saranno presenti mediatori linguistici resi disponibili da Azione Migranti che ha proposto il percorso formativo.


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domenica 15 ottobre 2017

Discriminazione: NY Times pubblica un articolo su una ricerca del prof. Mirco Tonin

Lo studio sulle discriminazioni verso la popolazione afroamericana nell'accesso ai servizi pubblici negli Stati Uniti, ripreso dall'edizione cartacea del NY Times dell'8 ottobre. 

Uno degli autori del paper, il prof. Mirco Tonin, insegna Politica economica ed Economia del settore pubblico alla Facoltà di Economia.

Un riconoscimento prestigioso, ancorché non proveniente dal mondo accademico. Il New York Times, sia nella versione cartacea che in quella online, ha recentemente dedicato un lungo articolo - It's Not Easy to Prove Racism. This Study Does (Non è facile provare il razzismo

Questo studio ci riesce, ndt.) - a una ricerca condotta da un team di economisti tra cui il prof. Mirco Tonin che, dall'anno accademico 2015/16, insegna Politica economica ed Economia del settore pubblico nei corsi di laurea, di laurea magistrale e di dottorato alla Facoltà di Economia della Libera Università di Bolzano.

Il paper di Mirco Tonin, Corrado Giulietti e Michael Vlassopoulos, colleghi di Tonin all'Università di Southampton - Racial Discrimination in Local Public Services: A Field Experiment in the US. - è stato presentato lo scorso anno alla conferenza annuale della NBER, la National Bureau of Economic Research, a Cambridge, in Massachusetts. 

La ricerca mirava a individuare se il trattamento delle amministrazioni statunitensi nei confronti della popolazione afroamericana sia viziato da pregiudizio.

Gli autori della ricerca hanno scritto a circa la metà del totale degli indirizzi email di servizi pubblici sparsi nei 50 stati degli USA: amministrazioni scolastiche, centri per l'impiego, uffici degli sceriffi, biblioteche, uffici dell'amministrazione finanziaria. 

Le richieste erano molto semplici, per non scoraggiare un'eventuale risposta da parte degli impiegati. Hanno quindi analizzato le diverse reazioni dei dipendenti della pubblica amministrazione statunitense nei confronti delle email di cittadini a seconda della loro presunta appartenenza etnica, inferita dal nome fittizio utilizzato: Jack Mueller e Greg Walsh come nomi "bianchi", DeShawn Jackson e Tyrone Washington come nomi tipici di afroamericani.

"Il tasso di risposta è stato abbastanza elevato: ha risposto circa il 70% degli uffici. La percentuale è buona ma l'analisi di chi effettivamente ha ottenuto una risposta ha evidenziato considerevoli differenze di trattamento tra cittadini con nomi e cognomi da bianco e quelli con nomi da afroamericano", spiega Tonin, "i primi hanno ricevuto una risposta nel 71% dei casi mentre i secondi solo nel 67%". Il divario maggiore è stato registrato nelle risposte date dagli sceriffi. Essi rispondono al 53% delle mail dei "bianchi", mentre i "neri" hanno ottenuto una risposta solo nel 46% dei casi.

"La discriminazione esplicita da parte del settore pubblico, negli USA, è illegale", sottolinea Mirco Tonin, "con il nostro esperimento abbiamo voluto saggiare la discriminazione sottotraccia, che è doppiamente odiosa perché in particolar modo il settore pubblico dovrebbe promuovere la mancanza di pregiudizi e facilitare l'integrazione delle minoranze, come è successo in passato".

Prima di rientrare in Italia per insegnare alla Libera Università di Bolzano, Mirco Tonin è stato professore ordinario all'Università di Southampton, in Gran Bretagna, (cui continua ad essere affiliato) e consulente di Banca Mondiale e dell'Organizzazione Mondiale del Lavoro.


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www.CorrieredelWeb.it

domenica 6 aprile 2008

Nando Dalla Chiesa: dialogo sopra le diversita' culturali


INTERVISTA CON..

NANDO DALLA CHIESA.

Dialogo sopra le diversità culturali.

di LAURA TUSSI


  1. Come colloca la Sua storia di formazione, le esperienze culturali ed educative, rispetto al personale impegno sociale e politico?

Tutta l' esperienza di vita è formativa. Quello che si è fatto, realizzato e interiorizzato durante l'infanzia e l'adolescenza diventa elemento ed evento che influisce in seguito sul modo in cui ci si comporta e ci si atteggia nell'impegno sociale, formativo e civile rispetto alle modalità con cui si considera la cultura.

Non riuscirei a togliere nulla della mia vita per capire e comprendere quali siano le scelte personali in un certo momento e pensare come impegnarmi su un tema o sull'altro, in un aspetto o nell'altro e perché compio una certa decisione.

Davvero possiamo considerare i ricordi, dai gesti e dalle parole compiute dalle persone care, dal ricordo dei genitori, dei libri letti, dagli insegnanti, all'esperienza universitaria, al periodo del sessantotto, appena mi affacciavo all'età adulta, alla vicenda di mio padre. Penso che tutta la vita mi ha forgiato e fomentato anche aggressivamente e spinto ad assumere determinati impegni in campo civile, politico e culturale.

  1. Come può il centro sinistra far fronte alle nuove ed incombenti sfide dettate da una società e da un mondo sempre più globalizzanti, segnati da diversità multiculturali e dalla coesistenza di variegate culture e differenti modi di essere e di pensare?

Lo spirito di apertura, di interscambio e di confronto vicendevoli portano a considerare gli interlocutori, le culture altre, le biografie collettive di minoranze come dati di vita e di diversità intraculturali che devono essere interpretate con sapere e approfondite rispetto al futuro e al passato con esperienza e consapevolezza appunto.

Occorre essere responsabili e consapevoli che il futuro non è solo la somma di molteplici tradizioni e biografie, ma soprattutto una sintesi di valori che sembrano divisi e divergenti, ma si elaboreranno come uniti nelle rispettive diversità tramite la costruzione e la raccolta ed elaborazione di biografie e autobiografie intelligenti.

E'necessaria molta serietà perché non è un lavoro facile, perché ogni cambiamento incide sulle condizioni dell'esistenza, della vita di ciascuno, rispetto alle aspettative, sulle paure di chi è più debole, fattori che vanno considerati in questo momento processuale di costruzione del nuovo.

Questa è la fase più difficile per la sinistra perché si apre un innovativo percorso e si sviluppa un processo di evoluzione, di apertura, di confronto e condivisione, perché nessun cambiamento lascia le situazioni nuove uguali alle precedenti, con gli svantaggi delle condizioni che generano pregiudizio.

Le ondate migratorie sono così improvvise e repentine e incidono e coincidono anche con l'invecchiamento della popolazione portando paura, diffidenza e indisponibilità all'incontro, nel confronto con le diversità, attuabile invece attraverso un lavoro e un impegno concreti nel rimuovere le cause dei pregiudizi, attraverso l'informazione culturale, chiamando ogni persona alle proprie responsabilità civili.

  1. Le ultime guerre in medio oriente fanno intravedere diverse tipologie di dittatura. Quali ne sono le caratteristiche e le negatività più salienti?


Le dittature vanno dai grandi emirati, ai potentati fondati sul potere delle dinastie, dalla Siria, ai leader libanesi e con forme di ingerenza terroristica. Tutto il mondo è impegnato nella ricerca della democrazia che è un valore da consolidare e da esportare.

Strategie internazionali sono necessarie e auspicabili, ma difficili da sviluppare, anche perché le questioni legate alle minoranze si scontrano con la real politic e le ragioni della diplomazia.

Occorre che ci siano entità sovranazionali capaci di riconoscere certi diritti e tutelare e salvaguardare nelle forme consentite dalla diplomazia le minoranze oppresse. I partiti possono avere ruoli diversi con iniziative incisive, creando movimenti di opinione anche per mezzo della stampa. Sussiste comunque un problema soprattutto culturale. L'idea di boicottare il salone del libro di Torino solo perché dedicato ad Israele è sintomo di intolleranza. A volte si mettono in circolo atteggiamenti razzisti e discriminatori. Occorre molta responsabilità.

  1. La Shoah ha precipitato l'umanità verso un abietto declino. Cosa occorre attualmente per esorcizzare ogni spettro di genocidio, stillicidio, di conflitto armato e di negazione di ogni tipologia di diversità all'interno della società? Esistono strategie politiche certe e determinate da parte dei partiti progressisti per far fronte a queste terribili evenienze?

Sono motivato e spinto dalla mia vicenda personale a leggere i libri che riguardano l'accettazione sociale della violenza, la nascita del nazifascismo e la tragedia dell'Olocausto. Questi eventi sono realmente avvenuti dopo le convenzioni internazionali sui diritti dell'uomo e sulla tutela dei prigionieri di guerra. Non credo comunque che l'uomo abbia imparato dalla Storia. Occorre molta responsabilità da parte degli Stati, dei partiti, dell'opinione pubblica con l'intervento degli intellettuali, con cittadini responsabili che devono conoscere il teatro degli eventi storici.

Laura Tussi



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LauraTussi <tussi.laura@tiscali.it>

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