|
Cerca nel blog
sabato 30 maggio 2015
Brescia. Festival della Comunità di Corpus Hominis: il primo giorno
lunedì 20 luglio 2009
Cainolandia: razzismo a norma di legge
E dunque grido: se pensassi ancora, come un tempo, che essere cattolico vuol dire prestare ossequio all'istituzione vaticana (lo stato-Santa Sede, la burocrazia ecclesiastica, il centro di potere che si incarica di tradurre il vangelo in diplomatichese, sbiadendone il significato), allora preferirei considerarmi cristiano in diaspora, lontano da ogni denominazione.
In queste ore, infatti, sono travolto da un sentimento che è più che indignazione o rabbia o sconforto: la parola esatta per qualificarlo è schifo.
Molte delle persone che condividono la mia fede, spesso tormentata e confusa ma non ignobile (spero) nella sua ricerca di coerenza, hanno probabilmente già compreso a quale sciagurato evento mi riferisco.
Il Parlamento italiano ha votato l'altro giorno il famoso "pacchetto" sulla sicurezza, e subito tutte le associazioni cristiane che, con compe- tenza e generosità si occupano di migranti, hanno non solo dichiarato ma mostrato come esso sia del tutto inadatto allo scopo e destinato, invece, certamente, a generare una grande massa di dolori e di problemi; come esso sia, per darne una definizione assolutamente adeguata, non soltanto razzista ma nazistizzante.
Ed ecco intervenire il Vaticano. Per confermare la denunzia e assicurare che la Chiesa intera, congregata intorno al suo fondatore, il quale non esitò a identificarsi nei poveri ("Ero straniero e tu mi hai ospitato…") difenderà in tutti i modi la causa dei poveri giunti fra noi spinti dalla miseria? Nient'affat-to: per chiarire, invece, che le critiche al provvedimento non proveni-vano dalla Santa Sede.
Dichiarazione inoppugnabile. Il Vaticano aveva evidentemente molte altre cose cui pensare. Ma come non essere certi che essa sarebbe stata interpretata come autorevole e quasi definitiva delegittimazione dei dissenzienti? Questa lettura la trasmettono difatti a catena tutti i tiggì e la stampa del governo.
La maggioranza sghignazza: vedete? La Chiesa (quella che conta, il Papa e i cardinali) non hanno niente da dire, dunque sono con noi, e i cattolici insorti contro la legge sono i soliti esaltati (o comunisti).
Mi sono occupato per tanti anni, da giornalista, di informazione religiosa e so bene che cosa a chi gli domandasse perché risponderebbe il fariseo con lo zucchetto rosso che ha dato ordine di diffondere quella precisazione. Direbbe che una cosa è la Santa Sede, presenza statuale che si occupa di questioni internazionali; e un'altra cosa è la Chiesa articolata nelle sue presenze territoriali e delegata a occuparsi di problemi "locali"; che la Santa Sede, il Vaticano, patteggia i concordati, diffonde principi generali, non interviene pubblicamente in questioni nazionali. Non bisogna confondere – direbbe sorridendo l'alto prelato - diplomazia e profezia.
Naturalmente è così soltanto dal punto di vista formale, almeno per quanto riguarda l'Italia. Siamo in molti, penso, a ricordare con quale pesantezza "alti" abitatori dei Sacri Palazzi siano intervenuti sul "caso Englaro". Se qualcuno si preoccupò allora che la Santa Sede venisse coinvolta nel dibattito in quanto tale, quella volta i farisei in zucchetto rosso si guardarono bene dal dire che il Vaticano non c'entrava… Certi silenzi e certe informazioni non richieste sono manovrate accuratamente, razionalmente, addirittura sapientemente.
Ma poiché - è un dato di fatto - la Chiesa o è profetica o è una misera centrale di potere, quando ascolta più la voce della "prudenza" che quella dello Spirito Santo, la burocrazia vaticana rivela una sconcertante aridità di sentimenti, una mancanza di "pietas" che allontana masse crescenti di cattolici e conferma nel loro rifiuto quelli che, spesso dolorosamente, si sono allontanati.
Questa volta, a me pare, il chiamarsi fuori è particolarmente disgu-stoso perché gravissimo è quanto è accaduto.
Non è un fatto "locale", è un fatto d'importanza universale. Un intero Paese, a maggioranza cattolica, almeno nei censimenti, si dà, attraverso il suo parlamento, una legge, intrinsecamente ma con ogni evidenza, anticristiana.
Dal 2 luglio 2009 l'Italia potrebbe mutare nome e chiamarsi Cainolandia perché è la legge dell'odio quella che è stata approvata sotto il controllo governativo del voto di fiducia.
Una vena di autentica crudeltà corre per i suoi articoli. Per farne qualche esempio. la puerpera clandestina la quale ricorra a una struttura pubblica sanitaria per partorire non potrà riconoscere anagraficamente il suo bambino (che potrà dunque esserle sottratto e dato in adozione, a questa ferocia neppure Hitler era arrivato!); l'entità delle multe che l'immigrato dovrebbe pagare è fuori dalle possibilità economiche di qualunque lavoratore "manuale". Non devono arrivare nuovi stranieri e sarebbe bellissimo se anche gli altri se ne andassero o, nel caso rimanessero " si decidessero a stare "al loro posto". Benvenuto in Cainolandia, presidente Obama figlio di un nero; benvenuto presidente Sarkozy, figlio di immigrato…
Il Bel Paese è dal 2 luglio 2009 una terra il cui popolo dichiara per legge che un milione di persone deve andarsene immediatamente o rendersi invisibile: comprese, perché il delitto di "clandestinità" riguarda non solo l'immigrazione ma anche il soggiorno, quelle badanti e colf che oggi integrano la vita di tante famiglie. Criminali anche loro: e non conta che molte di loro e le loro datrici di lavoro stiano da tempo cercando una regolarizzazione. Criminali anche i profughi politici. Che c'entriamo noi, con le loro beghe?
Se i clandestini non se ne andranno rapidamente (e dove? E come?), se i giudici, magari opportunamente stimolati da delatori in camicia verde, dispenseranno gran numero di condanne, le carceri del nostro paese, già in situazione di collasso, si trasformeranno rapidamente in lager. Così i centri di espulsione. Aumenterà il numero degli aborti. Si aprirà ben presto un conflitto tra le forze dell'ordine, alle quali il governo nega basilari finanziamenti e le ronde degli aspiranti sceriffi, desiderosi di provare i loro muscoli e le loro mazze da baseball sui nuovi sottouomini.
Un popolo che si dà leggi del genere cambia l'antropologia mondiale, tanto più se era ricco di tradizioni di civiltà e di realtà religiose. Il Papa è tedesco e forse non può cogliere in tutta la sua virulenza questa ideologia della paura, questa voglia di far del male a chi involontaria-mente ossessiona un'insicurezza che è, innanzi tutto, perdita di identità in un mondo in mutamento, questo antico simbolismo pre-cristiano per cui il forestiero è per definizione un nemico. Ma la Santa Sede, il Vaticano e – ahimé - la Conferenza episcopale italiana non possono pensare di avere parlato ai credenti con chiarezza. La preoccupazione di nuocere a un governo amico, a un PdL definito dall'"Osservatore Romano" singolarmente adatto a difendere i valori cristiani, la stessa preoccupazione che ha soltanto bisbigliato la deprecazione ecclesiastica per i festini cavallereschi, anche stavolta è prevalsa sulla necessità della chiarezza. Come avvenne, purtroppo, per il fascismo e per il nazismo, il "Non ti è lecito!" del Battista e di Ambrogio, sembra eccessivo ai porporati benpensanti, i discorsi dei vertici ecclesiastici sono ancora una volta sussurri talmente vaghi che per risultare comprensibili bisogna studiarli a lungo. Potranno forse essere citati come alibi nel futuro. Nell'oggi, accanto al pianto dei respinti, appaiono mormorii timorosi di disturbare.
(Ma è venuta domenica. Molti parroci, salendo all'altare, hanno preso impegno, davanti alla loro comunità (o addirittura insieme con la loro comunità) di violare la legge leghista tutte le volte che il Vangelo lo richieda. E noi?
Ettore Masina
Pax Christi, movimento internazionale cristiano per la pace, ha diffuso un comunicato che mi sembra importante:
Il 2 luglio 2009 è stata votata una legge che rompe l'unità della famiglia umana e ne offende la dignità, prende piede l'idea che esistano esseri umani di seconda e terza categoria , un popolo di «nonpersone», di esseri umani, uomini e donne invisibili. É una perdita totale di senso morale e di sentimento dell'umano; questo accade, nel nostro paese che ha prodotto milioni di emigranti.
La legge «porterà solo dolore», osserva Agostino Marchetto del Pontificio Consiglio dei Migranti. Il dolore nasce dall'orrore giuridico e civile del «reato di clandestinità», dall'idea del povero come delinquente e della povertà come reato. La legge votata non è solo contraria alla nostra Costituzione ma a tutta la civiltà del Diritto. Punisce una condizione di nascita, l'essere straniero, invece che la commissione di un reato. Dichiara reato una condizione anagrafica. Infermieri, domestiche, badanti, lavoratori (vittime spesso di morti nei cantieri) o persone in cerca di lavoro e di dignità diventano delinquenti.
A questo punto, quanti stranieri frequenteranno un servizio sociale o si rivolgeranno, se vittime della "tratta", ad associazioni volontarie o istituzionali, forze di Polizia comprese, oggi messe in un angolo dalla diffusione delle cosiddette "ronde"?
Quanti stranieri andranno a far registrare una nascita, si presenteranno in ospedale per farsi curare? Quali gravi conseguenze questo potrà produrre sulla salute di tutti i cittadini è già stato evidenziato da moltissime associazioni di medici.
Siamo il paese di Caino?
Abbiamo una legge cattiva che ostacola i matrimoni, rompe l'unità delle famiglie. Si introduce il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati che diverranno "figli di nessuno", potranno essere sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato.
Neanche il fascismo, hanno rilevato alcuni scrittori, si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali del 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all'aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato. La legge è pericolosa perché accrescerà la clandestinità che dice di combattere, favorirà il "si salvi chi può", darà spazio alla criminalità organizzata, aumentando l'insicurezza di tutti.
Non c'è futuro senza solidarietà.
La legge, tra l'altro, è inutilmente crudele, ricorda don Ciotti. Ci fa tornare ai tempi della discriminazione razziale. É una forma di accanimento contro i poveri anche se la povertà più grande, oggi, è la nostra: povertà di coraggio, di umanità, di capacità di scommettere sugli altri, di costruire insieme una sicurezza comune.
La sicurezza basata sulla paura sta diventando un alibi per norme ingiuste e dannose, per scaricare il malessere di molti italiani sugli immigrati, capro espiatorio della crisi, bersaglio facile su cui sfoghiamo il tramonto di ogni etica condivisa e della testimonianza cristiana.
La tutela della vita e della dignità umana va assunta nella sua interezza per tutti e in ogni momento dell'esistenza.
«Non c'è futuro senza solidarietà» scrive il cardinal Tettamanzi. Non c'è sicurezza senza l'aiuto reciproco, senza l'esercizio dei diritti e dei doveri dentro un'azione comune per il bene comune. Costruire comunità e città conviviali. Benedetto XVI da tempo ci invita come comunità ecclesiale a diventare «casa ospitale per tutti, segno e strumento di comunione per l'intera famiglia umana». Per il Papa ogni comunità cristiana deve «aiutare la società civile a superare ogni possibile tentazione di razzismo, di intolleranza e di esclusione [...]. Solo nella reciproca accoglienza di tutti è possibile costruire un mondo segnato da autentica giustizia e pace vera» (Angelus 17 agosto 2008).
Invitiamo, quindi, le comunità cristiane e tutti gli operatori di pace a mobilitarsi per costruire la pace nella vita quotidiana spesso prigioniera di solitudini, governata dalla paura e coinvolta in progetti tribali e autoritari. La gloria di Dio. Nessuno ci è straniero anche perché la distanza che ci separa dallo straniero è quella stessa che ci separa da noi stessi e la nostra responsabilità di fronte a lui è quella che abbiamo verso la famiglia umana amata da Dio, verso di noi, pronti a testimoniare la profezia del Risorto che annuncia la pace. «Dio non fa preferenze di persone» (Atti 10,34, Romani 2,11 e 10,12; Galati 2,6 e 3,28; Efesini 6,9; 1 Corinti 12,13; Colossesi 3,11) poiché tutti gli uomini hanno la stessa dignità di creature a Sua immagine e somiglianza. Poiché sul volto di ogni uomo risplende qualcosa della gloria di Dio, la dignità di ogni uomo davanti a Dio sta a fondamento della dignità dell'uomo davanti agli altri uomini (Compendio della dottrina sociale n. 144). Questi nostri giorni sono difficili ed oscuri. É stata oscurata la gloria di Dio.
dal sito www.ettoremasina.it
segnalato da Cristina
Go n-eírí an bóthar leat.
May the road rise with you.
Che la strada cresca con te.
website http://www.sustourism.ie
martedì 20 maggio 2008
Incontro/intervista con Mons. Gremoli - vescovo emerito del vicariato apostolico d’Arabia
Questo pomeriggio – martedì 20 maggio - alle 18,30 Mons. Bernardo G. Gremoli, vescovo emerito del vicariato apostolico d'Arabia, parteciperà presso la sede dell'Accademia dei Ponti, via Trieste 5, a un incontro dal titolo 'Trent'anni a tu per tu con l'Islam. Chiesa, religione e persone'.
Il vescovo è disponibile per eventuali interviste.
Il vicariato apostolico d'Arabia comprende i sette Emirati Arabi Uniti, il Qatar, Bahrein, lo Yemen, l'Oman e l'Arabia Saudita.
Arrivato in questa zona durante il boom economico, mentre la società stava subendo profonde trasformazioni dopo il ritrovamento del petrolio il Golfo con l'arrivo di decine di migliaia di cattolici da tutto il mondo, il Vicario Apostolico Mons. Bernardo Gremoli – frate cappuccino - in trenta anni ha costruito ex novo numerose chiese con una capacità di accoglienza dalle 700 alle duemila persone.
A lui si devono la costruzione delle prime chiese cattoliche in molte di queste terre, con una società multietnica e multireligiosa di difficile convivenza. Sempre a lui si deve l'allacciamento delle relazioni ufficiali tra la Santa Sede e gli Emirati Arabi Uniti e i rapporti diplomatici con Bahrein, Kuwait, Yemen e Qatar.
--
Accademia dei Ponti <press_stampa@tiscali.it>
lunedì 19 maggio 2008
Presentazione del libro "Benedictus", con il Sindaco e due Cardinali]
GLI EVENTI DI ELEA
Il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno
i Cardinali José Saraiva Martins e Andrea Cordero di Montezemolo
il Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede Angelo Amato
e il Direttore del Messaggero Roberto Napoletano
presentano il libro di Giuseppe De Carli
BENEDICTUS
Martedì 20 maggio, ore 18 - Sala Conferenze Elea, Via della Conciliazione 3
"Un timido sul palcoscenico del mondo": comincia con questa definizione
"Benedictus", il volume che Giuseppe De Carli, responsabile della
struttura Rai-Vaticano, ha dedicato ai primi tre anni del Pontificato di
Joseph Ratzinger.
250 pagine di parole e immagini, per raccontare la trasformazione di un
dotto teologo – il primo a diventare Pontefice nella storia della Chiesa -
in un "Papa di popolo", che ogni settimana "come un magnete" attira Roma
un numero record di persone.
Sarà il nuovo Sindaco della città, Gianni Alemanno, a presentare il libro,
nella suo primo discorso pubblico su Benedetto XVI, Martedì prossimo alle
18, nella Sala Conferenze Elea, in Via della Conciliazione n° 3.
Insieme a lui due noti porporati: José Saraiva Martins, Prefetto della
Congregazione delle Cause dei Santi, al quale il Papa ha affidato il
processo di beatificazione di Giovanni Paolo II, e Andrea Cordero di
Montezemolo, Arciprete della Basilica di San Paolo, che dal 28 giugno
diventerà epicentro dello speciale Giubileo voluto da Benedetto XVI,
l'Anno Paolino, con una previsione di quattro milioni di pellegrini.
Con loro anche il teologo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per
la Dottrina della Fede, per anni tra i più stretti collaboratori di Joseph
Ratzinger, e il Direttore del Messaggero, Roberto Napoletano.
Moderatore il vaticanista Piero Schiavazzi, direttore degli Eventi di Elea.
L'evento è promosso da Franco Decaminada, Presidente del'IDI, e Domenico
Temperini, Amministratore Delegato di Elea, l'Istituto di formazione
manageriale fondato da Adriano Olivetti e Carlo De Benedetti, acquisito
nel 2006 dai Padri Concezionisti, che ne hanno trasferito la sede in Via
della Conciliazione 3, per evidenziare la vicinanza e il servizio alla
Sede Apostolica.
In tale cornice gli Eventi, definiti dalla stampa l'embrione di una
"Cernobbio" cattolica in riva al Tevere, si pongono come foro di
riflessione e di confronto, con frequenza mensile e la partecipazione di
personalità della Chiesa e delle Istituzioni, dell'economia e
dell'informazione.
sabato 3 maggio 2008
Papa Ratzinger aumenta la popolarità dopo visita negli USA
NEW HAVEN, Connecticut - Un terzo degli intervistati si è detto più propenso a votare e a svolgere un ruolo attivo nella società e nella chiesa
Un sondaggio effettuato immediatamente dopo la visita di Sua Santità Benedetto XVI negli Stati Uniti mostra il grande impatto avuto dal Pontefice sull'opinione pubblica statunitense nei confronti del Santo Padre, della chiesa e dell'impegno per una fede vissuta fino in fondo. Il sondaggio nazionale su 1013 adulti è stato commissionato dai Cavalieri di Colombo e
condotto dal Marist College Institute for Public Opinion tra il 22 e il 24 aprile 2008. Lo stesso istituto aveva condotto un analogo sondaggio prima della vista papale, così da consentire il raffronto diretto prima e dopo l'evento.
Ecco alcuni dei risultati salienti del sondaggio:
- Il 65% degli americani ha un'opinione più favorevole di Papa Benedetto in seguito a quanto ha visto e udito durante la sua visita
- Il 52% degli americani ha un'opinione più favorevole della
Chiesa Cattolica
- La percentuale degli americani che ha un'opinione favorevole di Papa Benedetto è passata dal 58% prima della visita al 71% dopo la visita
- La percentuale di coloro che descrive in modo positivo il Santo Padre come leader spirituale è passata dal 53% al 62%
- La percentuale di coloro che lo ritiene un leader
internazionale di grande caratura è passata dal 41% al 51%
- Il 56% ritiene che la sua capacità di promuovere buone
relazioni tra la Chiesa Cattolica e le altre religioni sia
buona od ottima, un'opinione condivisa solo dal 40% degli
intervistati prima della visita
- Più di un terzo (35%) degli intervistati afferma di sentirsi più consapevole dei propri valori spirituali in seguito alla visita del Santo Padre
Dato ancora più significativo, quasi la metà (49%) ha indicato di comprendere meglio le posizioni della Chiesa Cattolica su importanti questioni, e una percentuale notevole di cittadini è preparata a modificare il proprio coinvolgimento di conseguenza:
- Circa quattro persone su dieci si dicono più propense a
condurre una vita fondata sulla morale e a dare più importanza alla famiglia
- Un intervistato su tre si è detto più propenso a partecipare alle elezioni, alle attività della comunità e alla vita di chiesa in seguito alla visita papale
Il supremo cavaliere Carl Anderson ha affermato che i risultati del sondaggio "mostrano chiaramente che il Papa Benedetto XVI ha offerto ai cattolici negli Stati Uniti una straordinaria opportunità. Gli americani sono un popolo altamente religioso, e hanno risposto in maniera molto positiva al messaggio di fede, speranza e amore che il Santo Padre ha trasmesso durante la sua visita. Spetta ora a tutti noi che facciamo parte della comunità cattolica saper camminare attraverso la porta che lui ha aperto per noi, e lavorare insieme per costruire una civiltà fondata sull'amore."
per maggiori informazioni: Patrick Korten, +1-203-752-4474, o Andrew Walther, +1-203-824-5412, entrambi dei Cavalieri di Colombo
lunedì 7 aprile 2008
Association of Marian Helpers: Controversia al Congresso mondiale: il cardinale Schonborn riduce le preoccupazioni sui commenti del vescovo ortodosso
il cardinale Schonborn riduce le preoccupazioni sui commenti del vescovo ortodosso
ROMA, Il quarto giorno (sabato 5 aprile) del Congresso della Divina Misericordia presso la Basilica di San Giovanni in Laterano, il presidente del Congresso, cardinale Christoph Schonborn dell'Austria ha affrontato una controversia nata dalle sessioni plenarie di ieri, secondo quanto riferito da Dan Valenti.
La controversia è relativa alla presentazione di venerdì (4 aprile) del vescovo russo ortodosso Hilarion Alfeyed dell'Austria. Valenti, che ha riferito la storia, sta seguendo i lavori del Congresso per conto del www.thedivinemercy.org e della Association of Marian Helpers.
Nei loro ruoli di guide pastorali dell'Austria per le loro rispettive Chiese, il cardinale ed il vescovo hanno un rapporto buono e produttivo, che può essere visto come modello per il riavvicinamento ecumenico.
Nel suo discorso, il vescovo Hilarion ha dichiarato che la misericordia di Dio nei confronti dell'umanità è così grande da farlo arrivare a mettere un limite temporale alla punizione dei peccati dei condannati all'inferno. Il vescovo Hilarion ha dichiarato che la visione ortodossa dell'"inferno" è di fatto più simile all'insegnamento della Chiesa Cattolica Romana del purgatorio. Si tratta di uno dei punti di maggiore disaccordo tra le due Chiese.
Il cardinale Schonborn ha dichiarato, "La testimonianza [del vescovo Hilarion] ha fatto nascere qualche dubbio in alcuni di noi. È una persona che stimo molto. Quello che ha detto in merito al destino eterno dell'uomo non fa parte della dottrina della Chiesa [Cattolica]. Dobbiamo seguire quello che hanno detto i grandi santi di ogni tempo. [Dobbiamo] pregare affinché nessuno si perda. Dio vuole che tutti gli uomini si salvino ed arrivino alla conoscenza della verità. Per questa ragione invochiamo la Divina Misericordia su tutti noi."
Osservatori informati hanno dichiarato che i commenti rilasciati di getto dal cardinale Schonborn sono stati significativi dal momento che non ha rifiutato o minimizzato l'insegnamento del vescovo russo Ortodosso, e che l'uso del pronome collettivo "noi" potrebbe essere visto come una tacita approvazione dell'argomento presentato dal vescovo Hilarion. L'argomento era stato approvato in modo da poter essere incluso nelle sessioni plenarie del Comitato esecutivo internazionale del Congresso, presieduto dal cardinale Schonborn.
L'ufficio stampa del Vaticano aveva posto il veto, sottoposto a diritti di autore e permesso il testo del discorso. Molti dei delegati al congresso hanno applaudito sia il cardinale Schonborn che il vescovo Hilarion per quello che è stato visto come un coraggioso esempio di ecumenismo.
"Abbiamo visto qui la Chiesa Cattolica Romana e la Chiesa Ortodossa Russa confrontarsi su un argomento sul quale vi è disaccordo, dando prova di rispetto reciproco, apertura e dialogo," ha dichiarato un membro della imanere anonimo." Il cardinale Schonborn non è fuggito per paura, come invece fanno alcuni quando si affrontano questi argomenti delicati. Al contrario, si è fatto avanti ed ha portato con sé tutti coloro che sono sicuri della propria identità di cristiani."
Il primo Congresso della Misericordia si è concluso domenica con una messa nella piazza di San Pietro celebrate dal cardinale Schonborn ed il "Regina Coeli" celebrato da Papa Benedetto XVI a mezzogiorno.
per maggiori informazioni: Felix Carroll, Association of Marian Helpers, +39-06-660-17-458, fcarroll5@verizon.net
Association of Marian Helpers: Il Congresso Mondiale della Misericordia 'prende fuoco'
di Dan Valenti
Nel corso di uno splendido momento ecumenico in occasione del primo Congresso Mondiale della Divina Misericordia, il vescono russo ortodosso Hilarion Alfeye, vescovo di Vienna e dell'Austria, ha affermato dinanzi alle 8.000 persone del pubblico che l'amore di Dio non pone limiti alla sua misericordia nei confronti dell'umanità, fino ad arrivare ad imporre un limite temporale alla durata dell'inferno.
Citando Sant'Isacco il siriano, un santo del VII secolo venerato dai russi ortodossi come "famoso tra i santi," il vescovo Hilarion ha commentato che "Dio non fa nulla per ricevere in cambio una retribuzione. Anche il solo pensare a Dio in questi termini sarebbe un atto blasfemo. Ed ancora peggiore è l'opinione secondo la quale Dio permette agli uomini di condurre una vita di peccato sulla terra per punirli in eterno dopo la morte. Si tratta di opinioni blasfeme e perverse di Dio, una calunnia ai danni di Dio."
Questo insegnamento è di valenza opposta rispetto all'opinione del cattolicesimo secondo la quale l'inferno è il punto di arrivo per la dannazione eterna. Nonostante ciò, questo insegnamento "radicalmente bello" per usare le parole di uno dei delegati, non solo è stato permesso dagli organizzatori del congresso che operano a nome di Papa Benedetto XVI, ma è
stato anche richiesto con invito.
Il vescovo Hilarian ha parlato su invito del team esecutivo internazionale del Congresso della Divina Misericordia, guidato dal cardinale Christoph Schonborn dell'Austria, un uomo che molti osservatori del Vaticano considerano un successore potenziale di Papa Benedetto.
Il vescovo ha dichiarato che la Divina Misericordia testimonia "l'amore totale di Dio," e per questa ragione, san'Isacco era "molto risentito a causa della diffusione opinione secondo la quale la maggior parte delle persone
sarebbe stata punita all'inferno, e solo una piccola parte di coloro che erano stati scelti avrebbe goduto del Paradiso. Egli era convinto," ha aggiunto il vescovo, "che, al contrario, la maggior parte delle persone si sarebbe trovata nel Regno dei cieli, e che solo pochissimi peccatori sarebbero stati condannati a Geenna [inferno], ed anche in questo caso, solo
per il tempo necessario al loro pentimento ed alla remissione dei peccati."
Il vescovo Hilarion ha dichiarato che il luogo che viene tradizionalmente considerato "inferno" è di fatto molto più vicino alla dottrina cattolica del purgatorio: un luogo di punizione temporaneo per la remissione dei peccati.
Le anime del purgatorio hanno la garanzia di andare in paradiso.
Molti osservatori si sono sentiti rincuorati dal fatto che il Vaticano ha hanno letto un segno di speranza per il riavvicinamento tra oriente ed occidente. Come ha detto un delegato, il Congresso, che ha avuto il coraggio di invitare il vescovo Hilarion, aveva "preso fuoco."
E così il Congresso Mondiale della Divina Misericordia ha avuto il suo momento carico di tensione. I commenti del vescovo Hilarion sono stati accolti da applausi entusiasti, e dopo il suo intervento, una folla in festa si è fatta avanti per ringraziarlo delle sue parole. Il vescovo Hilarion ha scambiato parole di affetto con il cardinale Schonborn. Il cardinale Schonborn ha ringraziato il vescovo Hilarion per il suo insegnamento, ed i due hanno parlato per diversi minuti, con una calorosa stretta di mano. Schonborn opera a nome di Papa Benedetto come moderatore delle sessioni plenarie del Congresso.
Benedetto ha aperto il Congresso mercoledì 2 aprile, con una mezza nella piazza di San Pietro in occasione del terzo anniversario della morte di Papa Giovanni Paolo II.
La sessione plenaria del Congresso si tiene nella Basilica di San Giovanni in Laterano, la cattedrale del Papa nelle sue vesti di vescovo di Roma. Il Congresso termina domenica 6 aprile nella piazza di san Pietro.
Dan Valenti è redattore capo/caposervizio e commentatore per la Association of Marian Helpers, ed è presente al congresso su loro incarico. Resoconti dettagliati e completi delle attività del Congresso sono disponibili sul sito www.mercycongress.org
per maggiori informazioni: Felix Carroll, Association of Marian Helpers, +39-06-660-17-458, fcarroll5@verizon.net
venerdì 4 aprile 2008
Follieri Media, LLC: Nuovo giornale cattolico interattivo apre i battenti a Pasqua
Benvenuti alla nostra edizione inaugurale!
Nel contesto della nostra pubblicazione, riteniamo che il dialogo continuo sia l'unico metodo valido che possa essere impiegato simultaneamente, sia per rafforzare la fede Cattolica che perr divulgare internazionalment la nostra responsabilita', da Cattolici praticanti, verso i precetti stessi della fede Cattolica.
C'e' un motivo ben preciso per cui abbiamo voluto far coincidere il nostro primo numero con l'avvento della Pasqua. Cosi' come Gesu' ha promesso a tutti noi una nuova vita nel momento stesso della Sua Resurrezione, a Pasqua, anche la missione di questo giornale è intesa ad iniettare nuova vita
nel Dialogo Cattolico, aprendo le porte a tutte le opinioni, sia di unione che di conflitto - ed il tutto a beneficio di una sempre maggiore consapevolezza dell'importanza del dialogo all'interno della nostra Religione. Io sono un fermo sostenitore del fatto che quando la comunicazione cessa, la comunità comincia lentamente a dissolversi, ed e' per questo che
abbiamo ideato "Catholic Decisions"" inteso proprio come mezzo per garantire la continua crescita di una forte comunità cattolica attraverso il dialogo, l'educazione e la comunicazione.
"Catholic Decisions" focalizzera' il suo interesse sull'approfondimento di temi religiosi, politici, culturali, di giustizia sociale e di come, parallelamente, religione, politica, cultura e societa' si relazionano alla Chiesa Cattolica. Questo giornale interattivo sarà una voce indipendente per le diverse comunità cattoliche sparse nel mondo, come risposta alla sempre crescente ondata di temi e problemi di natura religiosa.
L'obiettivo primario di una buona educazione Cattolica è di aiutare il fedele a rispecchiarsi in Cristo. Come pubblicazione cattolica, saremo ligi alla fedeltà del messaggio Cattolico, cosi'come ci viene offerto dalla Chiesa. Il compito di questa pubblicazione sara' essenzialmente quello di aiutare i suoi lettori a conoscere e ad amare il Dio che li ha creati e di
far si' che possano rivolgersi al loro Creatore con cuori colmi d'amore ed il desiderio di servire Lui cosi' come tutti i Suoi figli.
Il giornale, al quale collaboreranno i piu' noti scrittori e giornalisti di estrazione cattolica, sarà aggiornato settimanalmente con notizie ed articoli provenienti da tutte le parti del mondo. "Catholic Decisions" incoraggera' inoltre la diretta partecipazione dei suoi lettori sulle importanti tematiche religiose che verranno trattate di edizione in edizione. A questo scopo, desideriamo incoraggiare tutti i nostri contribuenti a sottoporre per approvazione i loro articoli destinati alle future edizioni di "Catholic Decisions" via e-mail, in formato MicrosoftWord, al seguente indirizzo: Editor@CatholicDecisions.com.
Il successo e la stessa esistenza del nostro sito,
www.CatholicDecisions.org, dipende ovviamente dai nostril lettori; ogni singolo intervento a supporto della nostra missione - sponsorizzazione, abbonamento, pubblicita', divulgazione tra amici, parrocchiani, parrochi e
famiglia - contribuira' a tale successo. I costi di abbonamento e delle pubblicita' saranno disponibili, in breve tempo, sul sito:
Per la Pubblicità: Advertizing@CatholicDecisions.com.
Per gli Abbonamenti: Subscriptions@CatholicDecisions.com.
per maggiori informazioni: contattare Chris Singleton a numero: +1-212-317-4036 o via e-mail: ChrisSingleton@CatholicDecisions.com
Disclaimer
Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.
Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.
Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).
Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.
L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.
Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.
Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.
Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.
Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.



