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sabato 30 maggio 2015

Brescia. Festival della Comunità di Corpus Hominis: il primo giorno


Il Festival della comunità: giorno 1

Domenica 31 maggio, la prima giornata del Festival della Comunità di Corpus Hominis si apre con la Festa dei Popoli. Alle 10.30 il vescovo di Brescia Monsignor Luciano Monari presiederà la Santa Messa alla Parrocchia S. Giovanni Battista della Stocchetta, con la partecipazione delle autorità cittadine.
Nel pomeriggio alle 18 al Polo culturale della Diocesi in via Bollani sarà inaugurata la mostra “Il corpo della città. Bozzetti del Concorso giovani artisti e mostra degli artisti Stefano Crespi, Anna Facchini, Piero Galli”. Ospite d’eccezione sarà Raul Gabriel, autore di XFiction, l’immagine scelta come logo di Corpus Hominis
In serata alle 21.30, in piazza Loggia, Lucilla Giagnoni sarà protagonista della meditazione teatrale “Opere di Misericordia”, l’evento dedicato al tema guida del Festival della Comunità: la Misericordia.

OPERE DI MISERICORDIA

Domenica 31 maggio alle 21.30 in Piazza Loggia la meditazione teatrale “Opere di misericordia” di Lucilla Giagnoni (consulenza di Carla Bino, musiche di Paolo Pizzimenti, luci e proiezioni di Massimo Violato) introdurrà il pubblico alla tematica guida del Festival della Comunità: la misericordia.
“Amerai il prossimo tuo come te stesso” oggi dagli esegeti viene anche tradotto con: “Amerai il prossimo tuo perché è come te stesso”. C’è uno specchiarsi reciproco nell’Amore, nella Misericordia che nasce dal primo specchiarsi di Dio con l’Umano, del primo uomo con la prima donna, della madre con il figlio attaccato al proprio seno.
“Beati i Misericordiosi perché troveranno Misericordia”: la Misericordia si specchia nella stessa Misericordia. Su questa reciprocità, la Misericordia si erge a virtù morale e condivisa del vivere civile. 
Sulla Misericordia nascono le stesse comunità umane, le città, tanto che prima ancora di costruire le mura, in molte comuni italiani, un tempo, si costruivano gli edifici della Misericordia dove si dava assistenza ai bisognosi. Così a Brescia.

LA FESTA DEI POPOLI

Il Festival della Comunità comincia con la Festa dei popoli, una giornata dedicata al dialogo tra culture, tradizioni e religioni diverse. Il contesto sociale ed ecclesiale che stiamo vivendo presenta infatti la sfida decisiva del dialogo tra queste tre sfere, una partita che non si può rinviare e che deve essere affrontata di slancio. 
A tal fine il coordinamento degli uffici pastorali della Diocesi di Brescia che da tempo si occupa dell’accoglienza degli immigrati, del dialogo ecumenico e interreligioso nonché della missione di annuncio e testimonianza del Vangelo propone a tutto il territorio un evento significativo nel quale si coniugano la dimensione del dialogo dell’incontro e del dono.
Scopri il festival

sabato 14 maggio 2011

Il Volto di Cristo

Se siete alla ricerca di una profonda analisi teologica sugli Acheropiti di Cristo allora dovete assolutamente leggere Il volto di Cristo di Emanuela Fogliadini.
Incentrato su un'attenta analisi delle icone acheropite di Cristo, il libro propone un viaggio attraverso questo mondo, sempre misterioso e interessante, cercando (e riuscendoci egreggiamente) di spiegare i contrasti e i legami presenti tra Occidente e Oriente Cristiano sul mondo dell'iconografia.

Sul blog dedicato al libro troverete un'analisi attenta de Il volto di Cristo che vi spiegherà in maniera generica come è suddiviso il libro e cosa tratta nelle sue diverse parti.

La teologa inoltre, sul blog, spiega le motivazioni che l'hanno spinta a scrivere questo libro, la valenza del fattore Volto e la sua importanza teologico-artistica ma senza mai sviare dall'argomento principale richiamato in tutta l'opera: gli Acheropiti di Cristo.

Se siete appassionati o semplicemente provate interesse per la teologia vi consigliamo di leggere questo libro che potete trovare in tutte le migliori librerie oppure acquistarlo online.

lunedì 20 luglio 2009

Cainolandia: razzismo a norma di legge

Cerco di dirlo pacatamente, quanto più posso, ma debbo dirlo ad alta voce perché mi accade frequentemente che amiche e amici mi domandino (ed io lo domandi a me stesso) cosa significhi essere cattolico; e ne parlo in pubblico perché oggi più che in tante altre occasioni sento il bisogno di far parte di un gruppo che non accetta di vivere passivamente la storia.
E dunque grido: se pensassi ancora, come un tempo, che essere cattolico vuol dire prestare ossequio all'istituzione vaticana (lo stato-Santa Sede, la burocrazia ecclesiastica, il centro di potere che si incarica di tradurre il vangelo in diplomatichese, sbiadendone il significato), allora preferirei considerarmi cristiano in diaspora, lontano da ogni denominazione.
In queste ore, infatti, sono travolto da un sentimento che è più che indignazione o rabbia o sconforto: la parola esatta per qualificarlo è schifo.
Molte delle persone che condividono la mia fede, spesso tormentata e confusa ma non ignobile (spero) nella sua ricerca di coerenza, hanno probabilmente già compreso a quale sciagurato evento mi riferisco.
Il Parlamento italiano ha votato l'altro giorno il famoso "pacchetto" sulla sicurezza, e subito tutte le associazioni cristiane che, con compe- tenza e generosità si occupano di migranti, hanno non solo dichiarato ma mostrato come esso sia del tutto inadatto allo scopo e destinato, invece, certamente, a generare una grande massa di dolori e di problemi; come esso sia, per darne una definizione assolutamente adeguata, non soltanto razzista ma nazistizzante.
Ed ecco intervenire il Vaticano. Per confermare la denunzia e assicurare che la Chiesa intera, congregata intorno al suo fondatore, il quale non esitò a identificarsi nei poveri ("Ero straniero e tu mi hai ospitato…") difenderà in tutti i modi la causa dei poveri giunti fra noi spinti dalla miseria? Nient'affat-to: per chiarire, invece, che le critiche al provvedimento non proveni-vano dalla Santa Sede.
Dichiarazione inoppugnabile. Il Vaticano aveva evidentemente molte altre cose cui pensare. Ma come non essere certi che essa sarebbe stata interpretata come autorevole e quasi definitiva delegittimazione dei dissenzienti? Questa lettura la trasmettono difatti a catena tutti i tiggì e la stampa del governo.
La maggioranza sghignazza: vedete? La Chiesa (quella che conta, il Papa e i cardinali) non hanno niente da dire, dunque sono con noi, e i cattolici insorti contro la legge sono i soliti esaltati (o comunisti).
Mi sono occupato per tanti anni, da giornalista, di informazione religiosa e so bene che cosa a chi gli domandasse perché risponderebbe il fariseo con lo zucchetto rosso che ha dato ordine di diffondere quella precisazione. Direbbe che una cosa è la Santa Sede, presenza statuale che si occupa di questioni internazionali; e un'altra cosa è la Chiesa articolata nelle sue presenze territoriali e delegata a occuparsi di problemi "locali"; che la Santa Sede, il Vaticano, patteggia i concordati, diffonde principi generali, non interviene pubblicamente in questioni nazionali. Non bisogna confondere – direbbe sorridendo l'alto prelato - diplomazia e profezia.
Naturalmente è così soltanto dal punto di vista formale, almeno per quanto riguarda l'Italia. Siamo in molti, penso, a ricordare con quale pesantezza "alti" abitatori dei Sacri Palazzi siano intervenuti sul "caso Englaro". Se qualcuno si preoccupò allora che la Santa Sede venisse coinvolta nel dibattito in quanto tale, quella volta i farisei in zucchetto rosso si guardarono bene dal dire che il Vaticano non c'entrava… Certi silenzi e certe informazioni non richieste sono manovrate accuratamente, razionalmente, addirittura sapientemente.
Ma poiché - è un dato di fatto - la Chiesa o è profetica o è una misera centrale di potere, quando ascolta più la voce della "prudenza" che quella dello Spirito Santo, la burocrazia vaticana rivela una sconcertante aridità di sentimenti, una mancanza di "pietas" che allontana masse crescenti di cattolici e conferma nel loro rifiuto quelli che, spesso dolorosamente, si sono allontanati.
Questa volta, a me pare, il chiamarsi fuori è particolarmente disgu-stoso perché gravissimo è quanto è accaduto.
Non è un fatto "locale", è un fatto d'importanza universale. Un intero Paese, a maggioranza cattolica, almeno nei censimenti, si dà, attraverso il suo parlamento, una legge, intrinsecamente ma con ogni evidenza, anticristiana.
Dal 2 luglio 2009 l'Italia potrebbe mutare nome e chiamarsi Cainolandia perché è la legge dell'odio quella che è stata approvata sotto il controllo governativo del voto di fiducia.
Una vena di autentica crudeltà corre per i suoi articoli. Per farne qualche esempio. la puerpera clandestina la quale ricorra a una struttura pubblica sanitaria per partorire non potrà riconoscere anagraficamente il suo bambino (che potrà dunque esserle sottratto e dato in adozione, a questa ferocia neppure Hitler era arrivato!); l'entità delle multe che l'immigrato dovrebbe pagare è fuori dalle possibilità economiche di qualunque lavoratore "manuale". Non devono arrivare nuovi stranieri e sarebbe bellissimo se anche gli altri se ne andassero o, nel caso rimanessero " si decidessero a stare "al loro posto". Benvenuto in Cainolandia, presidente Obama figlio di un nero; benvenuto presidente Sarkozy, figlio di immigrato…
Il Bel Paese è dal 2 luglio 2009 una terra il cui popolo dichiara per legge che un milione di persone deve andarsene immediatamente o rendersi invisibile: comprese, perché il delitto di "clandestinità" riguarda non solo l'immigrazione ma anche il soggiorno, quelle badanti e colf che oggi integrano la vita di tante famiglie. Criminali anche loro: e non conta che molte di loro e le loro datrici di lavoro stiano da tempo cercando una regolarizzazione. Criminali anche i profughi politici. Che c'entriamo noi, con le loro beghe?
Se i clandestini non se ne andranno rapidamente (e dove? E come?), se i giudici, magari opportunamente stimolati da delatori in camicia verde, dispenseranno gran numero di condanne, le carceri del nostro paese, già in situazione di collasso, si trasformeranno rapidamente in lager. Così i centri di espulsione. Aumenterà il numero degli aborti. Si aprirà ben presto un conflitto tra le forze dell'ordine, alle quali il governo nega basilari finanziamenti e le ronde degli aspiranti sceriffi, desiderosi di provare i loro muscoli e le loro mazze da baseball sui nuovi sottouomini.
Un popolo che si dà leggi del genere cambia l'antropologia mondiale, tanto più se era ricco di tradizioni di civiltà e di realtà religiose. Il Papa è tedesco e forse non può cogliere in tutta la sua virulenza questa ideologia della paura, questa voglia di far del male a chi involontaria-mente ossessiona un'insicurezza che è, innanzi tutto, perdita di identità in un mondo in mutamento, questo antico simbolismo pre-cristiano per cui il forestiero è per definizione un nemico. Ma la Santa Sede, il Vaticano e – ahimé - la Conferenza episcopale italiana non possono pensare di avere parlato ai credenti con chiarezza. La preoccupazione di nuocere a un governo amico, a un PdL definito dall'"Osservatore Romano" singolarmente adatto a difendere i valori cristiani, la stessa preoccupazione che ha soltanto bisbigliato la deprecazione ecclesiastica per i festini cavallereschi, anche stavolta è prevalsa sulla necessità della chiarezza. Come avvenne, purtroppo, per il fascismo e per il nazismo, il "Non ti è lecito!" del Battista e di Ambrogio, sembra eccessivo ai porporati benpensanti, i discorsi dei vertici ecclesiastici sono ancora una volta sussurri talmente vaghi che per risultare comprensibili bisogna studiarli a lungo. Potranno forse essere citati come alibi nel futuro. Nell'oggi, accanto al pianto dei respinti, appaiono mormorii timorosi di disturbare.
(Ma è venuta domenica. Molti parroci, salendo all'altare, hanno preso impegno, davanti alla loro comunità (o addirittura insieme con la loro comunità) di violare la legge leghista tutte le volte che il Vangelo lo richieda. E noi?
Ettore Masina

Pax Christi, movimento internazionale cristiano per la pace, ha diffuso un comunicato che mi sembra importante:
IL RAZZISMO È ORMAI «A NORMA DI LEGGE»
«Ero straniero e mi avete accolto» (Mt 25,35). La Parola di Cristo porta a compimento la logica della Scrittura dal Levitico 19,33-34 – «Tratterete lo straniero che risiede fra voi come colui che è nato fra voi; tu l'amerai come te stesso», al Deutoronomio 10,19 – «Amate lo straniero perché anche voi foste stranieri nel paese d'Egitto», alla Lettera agli Ebrei 13,2 – «Non dimenticate l'ospitalità, perché alcuni, praticandola, hanno ospitato senza saperlo degli angeli». Dolore e orrore.
Il 2 luglio 2009 è stata votata una legge che rompe l'unità della famiglia umana e ne offende la dignità, prende piede l'idea che esistano esseri umani di seconda e terza categoria , un popolo di «nonpersone», di esseri umani, uomini e donne invisibili. É una perdita totale di senso morale e di sentimento dell'umano; questo accade, nel nostro paese che ha prodotto milioni di emigranti.
La legge «porterà solo dolore», osserva Agostino Marchetto del Pontificio Consiglio dei Migranti. Il dolore nasce dall'orrore giuridico e civile del «reato di clandestinità», dall'idea del povero come delinquente e della povertà come reato. La legge votata non è solo contraria alla nostra Costituzione ma a tutta la civiltà del Diritto. Punisce una condizione di nascita, l'essere straniero, invece che la commissione di un reato. Dichiara reato una condizione anagrafica. Infermieri, domestiche, badanti, lavoratori (vittime spesso di morti nei cantieri) o persone in cerca di lavoro e di dignità diventano delinquenti.
A questo punto, quanti stranieri frequenteranno un servizio sociale o si rivolgeranno, se vittime della "tratta", ad associazioni volontarie o istituzionali, forze di Polizia comprese, oggi messe in un angolo dalla diffusione delle cosiddette "ronde"?
Quanti stranieri andranno a far registrare una nascita, si presenteranno in ospedale per farsi curare? Quali gravi conseguenze questo potrà produrre sulla salute di tutti i cittadini è già stato evidenziato da moltissime associazioni di medici.
Siamo il paese di Caino?
Abbiamo una legge cattiva che ostacola i matrimoni, rompe l'unità delle famiglie. Si introduce il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati che diverranno "figli di nessuno", potranno essere sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato.
Neanche il fascismo, hanno rilevato alcuni scrittori, si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali del 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all'aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato. La legge è pericolosa perché accrescerà la clandestinità che dice di combattere, favorirà il "si salvi chi può", darà spazio alla criminalità organizzata, aumentando l'insicurezza di tutti.
Non c'è futuro senza solidarietà.
La legge, tra l'altro, è inutilmente crudele, ricorda don Ciotti. Ci fa tornare ai tempi della discriminazione razziale. É una forma di accanimento contro i poveri anche se la povertà più grande, oggi, è la nostra: povertà di coraggio, di umanità, di capacità di scommettere sugli altri, di costruire insieme una sicurezza comune.
La sicurezza basata sulla paura sta diventando un alibi per norme ingiuste e dannose, per scaricare il malessere di molti italiani sugli immigrati, capro espiatorio della crisi, bersaglio facile su cui sfoghiamo il tramonto di ogni etica condivisa e della testimonianza cristiana.
La tutela della vita e della dignità umana va assunta nella sua interezza per tutti e in ogni momento dell'esistenza.
«Non c'è futuro senza solidarietà» scrive il cardinal Tettamanzi. Non c'è sicurezza senza l'aiuto reciproco, senza l'esercizio dei diritti e dei doveri dentro un'azione comune per il bene comune. Costruire comunità e città conviviali. Benedetto XVI da tempo ci invita come comunità ecclesiale a diventare «casa ospitale per tutti, segno e strumento di comunione per l'intera famiglia umana». Per il Papa ogni comunità cristiana deve «aiutare la società civile a superare ogni possibile tentazione di razzismo, di intolleranza e di esclusione [...]. Solo nella reciproca accoglienza di tutti è possibile costruire un mondo segnato da autentica giustizia e pace vera» (Angelus 17 agosto 2008).
Invitiamo, quindi, le comunità cristiane e tutti gli operatori di pace a mobilitarsi per costruire la pace nella vita quotidiana spesso prigioniera di solitudini, governata dalla paura e coinvolta in progetti tribali e autoritari. La gloria di Dio. Nessuno ci è straniero anche perché la distanza che ci separa dallo straniero è quella stessa che ci separa da noi stessi e la nostra responsabilità di fronte a lui è quella che abbiamo verso la famiglia umana amata da Dio, verso di noi, pronti a testimoniare la profezia del Risorto che annuncia la pace. «Dio non fa preferenze di persone» (Atti 10,34, Romani 2,11 e 10,12; Galati 2,6 e 3,28; Efesini 6,9; 1 Corinti 12,13; Colossesi 3,11) poiché tutti gli uomini hanno la stessa dignità di creature a Sua immagine e somiglianza. Poiché sul volto di ogni uomo risplende qualcosa della gloria di Dio, la dignità di ogni uomo davanti a Dio sta a fondamento della dignità dell'uomo davanti agli altri uomini (Compendio della dottrina sociale n. 144). Questi nostri giorni sono difficili ed oscuri. É stata oscurata la gloria di Dio.

dal sito www.ettoremasina.it


segnalato da Cristina
Go n-eírí an bóthar leat.
May the road rise with you.
Che la strada cresca con te.

website http://www.sustourism.ie

lunedì 2 giugno 2008

Festival Internazionale di Musica Cristiana - SCHIO





Festival Internazionale di Musica Cristiana

" il Mondo Canta Maria

in TOUR"

Sabato 14 Giugno 2008 ore 20,30 parte il Tour ... christian Music Live!!

PIAZZA FALCONE-BORSELLINO Schio (VI)


L'Associazione San Massimiliano Maria Kolbe di Schio dell'emittente radiofonica RADIO KOLBE SAT, presenta la seconda tappa del Tour 2008 del Festival Internazionale di Musica Cristiana "il Mondo Canta Maria" che si svolgerà Sabato 14 giugno 2008 alle ore 20,30 presso la splendida Piazza Falcone Borsellino di Schio (VI). La manifestazione, patrocinata dal Comune di Schio, dopo il tradizionale concerto di apertura del 30 aprile svoltasi al Teatro Comunale di Thiene, è la tappa di apertura dell'atteso Tour 2008 che comprenderà nel corso dell'estate altre sei serate in altrettante città italiane. Al Festival in questi anni, sono intervenuti artisti d'ispirazione cristiana provenienti dall'Italia e da vari Paesi del continente, che hanno saputo trasmettere oltre che la loro proposta musicale, anche un messaggio di fede e di speranza in loro maturata. Per questo appuntamento di Schio ospiteremo sul palco di Piazza Falcone-Borsellino i seguenti artisti. Roberto Bignoli Christian Rockers milanese tra i più conosciuti artisti della christian musica in Italia e nel mondo 10 album ilsuo singolo "Non temere"(don't be afraid). dedicato a Giovanni Paolo II ha fatto il giro nel mondo. Nel 2007 è stato premiato negli Stati Uniti ricevendo l'Oscar Unity Hawards con il brano "Dulcis Maria Totus Tuus" miglior brano internazionale. Molti anni di apostolato nel mondo nell'intento di portare un messaggio di fede e di speranza soprattutto tra i giovani nelle piazze, teatri, Chiese, nelle comunità di recupero, nelle carceri. Ha all'attivo molti CD e varie partecipazioni a compilation internazionali. Ha partecipato a numerose tournèe in America latina, Canada, Polonia, Malta. La Rock Band "Nuova Civiltà" di Reggio Emilia accompagnerà in live gli artisti sul palco. In occasione di questa tappa del Tour 2008 presenteranno per la prima volta il nuovo inno del Festival "il mondo canta Maria". Uno splendido gruppo desideroso di comunicare il messaggio cristiano tra i giovani, nelle parrocchie, nelle scuole e nelle piazze italiane. Da Bergamo presenzierà Tiziana Manenti, Cantante interprete e autrice. Apprezzata e conosciuta anche nel campo della musica secolare con partecipazioni anche a importanti festival canori nelle rete televisive nazionali. Già da alcuni anni è invitata a presenziare a concerti, festival e meeting di carattere religioso. C'è molta attesa per l'ospite della serata. Direttamente da New York (U.S.A.) avremo sul palco Bob Halligan (30 milioni di dischi venduti nel mondo) leader della band christian rock celtic "Ceilirain" con la sua proposta musicale che spazia dal Pop al folk al rock. Interprete e autore conosciuto e apprezzato in tutto il continente. Premiato recentemente in America con l'Oscar mondiale Unity Hawards 2007 grammy della musica cristiana cattolica e di recente ha preso il premio del 2008 WILD GOOSE AWARDS in qualità di miglior artista mondiale. E' stato autore di molti brani di successo di artisti del calibro di Kiss, Joan Jett, Blue Oyster Cult, Judas Priest,Cher, Michael Bolton e molti altri Bob e anche leader del guppo Rock-Celtico "CELI RAIN". Presenterà il concerto la scledense Anna Maria Pozza speacker di Radio Kolbe SAT. Il concerto sarà trasmesso in diretta mondiale da Radio Kolbe SAT in audio-video sul sito ufficiale del festival www.ilmondocantamaria.it. Nel corso della serata sarà promosso il nuovo CD della Compilation del Festival "il mondo canta Maria" TOUR 2008 pubblicato dalle Edizioni Maria Regina dell'Amore che raccoglie i brani degli artisti che presenzieranno nelle tappe programmate del Tour 2008. Riportiamo gli artisti che parteciperanno al concerto di Schio:

ARTISTI

Tiziana Manenti Bergamo


Roberto Bignoli Milano

Bob Halligan New York (U.S.A.)

Nuova Civiltà Reggio Emilia

PRESENTA

Anna Maria Pozza – (Radio Kolbe SAT) - Schio

Radio Kolbe SAT – Schio


Fabio Angiolin -direttore artistico


fabio@radiokolbe.net

spiritmusic@fastwebnet.it



domenica 14 gennaio 2007

Aspettando la Pasqua

Perché la data di Pasqua è "mobile".
Agli albori dei Cristianesimo, la risurrezione era ricordata ogni domenica. Successivamente, la Chiesa cristiana decise di celebrarla soltanto una volta l'anno, ma parecchie correnti religiose dibatterono tra di loro per stabilire la data dell'evento. Le controversie ebbero termine con il concilio di Nicea dei 325 d.C., che affidò alla Chiesa di Alessandria d'Egitto il compito di decidere ogni anno la data.
Come si calcola oggi la Pasqua.
Partendo dalle norme dei concilio di Nicea, per le quali la Pasqua doveva cadere la domenica seguente la prima luna piena di primavera, oggi la data si calcola scientificamente, sulla base dell'equinozio di primavera e della luna piena, utilizzando per il computo il meridiano di Gerusalemme, luogo della morte e risurrezione di Cristo. E' da notare come la data della Pasqua ortodossa non coincida con quella cattolica, perché la Chiesa ortodossa utilizza per il calcolo il calendario giuliano, anziché quello gregoriano. Pertanto, la Pasqua ortodossa cade circa una settimana dopo quella cattolica.


Fonte: http://www.serbi.info/pasqua.htm

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