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martedì 12 febbraio 2019

Politica ed elezioni: perché non possiamo più astenerci


Elezioni  amministrative.
In Abruzzo ha vinto l’astensionismo.
E i cittadini hanno perso. 
E  abbiamo perso tutti quanti, perché non possiamo più pensare e dire che “tanto nulla cambia e sono tutti uguali”.

Questi non sono uguali.
Questi solo il peggio del peggio.

Arrivisti, cialtroni, incapaci di costruire qualsiasi cosa.
E sono pericolosi per il danno mastodontico che stanno recando all’economia.
Per il veleno che stanno spargendo in questo clima d’odio diffuso verso tutti, dallo straniero all’italiano con altre idee.
Per questi “tutti gli altri” sono nemici.
E mentre urlano costantemente i loro slogan da perenne campagna elettorale, non pensano al Paese, ai terremotati, ai disabili, ai quarantenni disoccupati, ai pensionati mal ridotti.

Non pensano ai guai che combinano con le loro chiacchiere sparate al vento.
Che, tra l’altro, sono capaci di smentire il giorno dopo, con una semplicità disarmante. Ma il guaio intanto è fatto.

Questi non pensano agli atavici problemi dell’Italia, mafie, corruzione, clientelismo, evasione fiscale, mancanza di qualsiasi politica di sviluppo.
Non pensano all’analfabetismo di ritorno o al tasso di natalità da popolo in estinzione.

Lo stesso Salvini strumentalizza i temi del razzismo solo perché sono efficaci.
Avere un “nemico comune” è un collante che compatta le masse.
Non importa se prima i nemici erano tutti gli italiani sotto il Po ed ora sono i migranti africani.

A loro importa solo la poltrona.
Come e peggio dei politici venuti prima, che - tra il “magna e fotti” - almeno qualcosa sapevano fare.

E di fronte al peggior governo della Storia italiana (dittatura esclusa, ovviamente) la cosa drammatica è che continua a mancare una concreta alternativa politica.

andrea pietrarota

lunedì 28 gennaio 2019

Simone Arcadi: l’assurda distinzione tra ‘profughi’ e ‘migranti economici’


"In questi giorni sto male - scrive Simone Accardi su Facebook - sono piegato in due dal dolore. Chiedo scusa a coloro che mi hanno scritto su WhatsApp, ed ai quali non ho ancora risposto. Provvederò presto. Ora sto veramente male.

È quando sto male che la mia mente elabora dei pensieri più articolati.

Voglio dire come la penso sulla questione emigrazione, dal momento che mi sono state messe parole in bocca che io non ho mai detto.

La questione è più complicata di 'Accogliamoli tutti' o 'Non ne accogliamo nessuno'.

La destra è stata la prima ad arricchirsi con il business sulla pelle di essere umani, anche con la sua scellerata legge Bossi-Fini. 
Il PD ci ha continuato a mangiare. 
Come sta facendo il nuovo governo. Salvini i porti non li chiuderà, primo perché non può farlo, secondo perché a lui i clandestini portano voti. 
Ma il punto non è nemmeno questo.

Io, migrante economico, che non scappa da nessuna guerra, qualora emigrassi non avrei diritto al pocket money, né al mantenimento per un anno e mezzo nei centri di accoglienza
C'è da dire che io emigrerei con l'aereo, e non passererei per i campi di concentramento libici. 
Due cose non da poco.

Gli africani e gli asiatici invece, vengono classificati tra 'Profughi' e 'Migranti economici'. É proprio questo il problema. 
É proprio questo che obbliga l'Europa a mantenerli per un anno e mezzo, circa, il tempo che viene impiegato per decidere se una persona abbia o meno diritto ad emigrare. 
Vi rendete conto che assurdità? 
In guerra si muore. 
Pure di fame si muore. 
Il diritto ad emigrare si dovrebbe basare sui comportamenti di una persona. 
Non sulle motivazioni PERSONALI che l'hanno costretta a partire. 
Io preferisco un migrante economico onesto, ad un profugo di guerra delinquente.

Queste differenze le fanno i leghisti, per lo più. 
Sono proprio loro che, inconsapevolmente, permettono a questo business di continuare a vivere.

Pensateci bene: A me, Simone, nessuno chiede da quale guerra sia scappato, quindi vengo trattato come tutti gli altri.

Il Mohammed di turno invece, può restare qui solo se scappa dalla guerra. E questo ci obbliga, per controllare se davvero scappi dalla guerra o meno, a mantenerlo per un anno e mezzo circa.

Ecco, trattiamo il Mohammed di turno come il Simone di turno, visto che sono entrambi esseri umani. 
Solo così l'immigrazione sarà uguale. 
Ora è ingiusto paragonarla. 
Noi non veniamo mantenuti, ma non passiamo per i campi di concentramento libici.

I privilegi che hanno i migranti non valgono l'inferno dei campi di concentramento libici
Io preferirei emigrare da europeo, piuttosto che da africano o da asiatico.

E smettiamola di dire che noi partiamo con i documenti, o che ancora peggio, siamo sempre partiti con i documenti. 
Perché no, siamo stati clandestini anche noi in America, ci chiamavano without papers, la storia studiatela porco cane. 
E se ora partiamo con i documenti, è perché siamo nati dalla parte giusta del mondo. 
A noi, migranti economici, un documento costa qualche centinaia di euro. 
A loro, profughi o migranti economici come noi, ne costa tra i 10.000 ed i 15.000 euro. 
Grazie al cazzo che partiamo regolarmente.

Torno ad odiare tutti. Quando sto male sono antipatico, lo so❤️".




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sabato 26 gennaio 2019

“Io non me ne vado”. La lettera di Mauro Berruto Ct Nazionale Italiana Volley 2010-2015 contro il Governo M5S e Lega che gli italiani stanno condividendo sui Social

Lo sfogo di Mauro Berruto contro il governo: "Cialtroni e arroganti.
Lascerete morti e feriti".


IO NON ME NE VADO
L'ex ct dell'Italvolley pubblica su Facebook una lettera aperta in cui attacca duramente M5s e Lega. 
E il suo post diventa virale.

"Cialtroni.
Il vostro difetto non è l'incapacità, ma l'arroganza. 
La vostra colpa non è di non aver idea di come si governi un Paese, ma quello di credere di saperlo fare e di aver fatto credere di saperlo fare.
Vi siete smentiti su tutto. Avete dimostrato un'incompetenza abissale, tipica di chi crede di poter parlare di immunologia avendo studiato su Facebook, di politiche del lavoro avendo fatto lo steward al San Paolo o di riforma dello sport avendo fatto l'istruttore in una palestra della Virgin (gli esempi si riferiscono a fatti e persone realmente esistiti!).
Decine di piroette da circo non vi risparmiano il fatto di esservi dimostrati più trasformisti dei peggiori trasformisti.

Avete fatto retromarcia su Euro, Europa, salvataggi delle banche, streaming, impeachment, Tap, Tav, Ilva, chiusure domenicali, alleanze di governo, voti di fiducia, Nato, Ius soli, accise, condoni, trivellazioni, F35 e chissà quante altre cose. Sono talmente tante che non riesco a ricordare!

Siete il peggior governo della storia di questo Paese e siete riusciti a raggiungere questo traguardo in poco più di sei mesi. Nonostante questo non accettate l'evidenza di essere inadeguati.
Sarete spazzati via dalla Storia, questo è certo. 

Ma prima farete dei danni. Tanti. 
Lascerete morti e feriti sul campo (e in mare) e ci vorrà del tempo prima di poter calcolare per bene il disastro creato e il deserto intellettuale e morale che avrete generato. 
Sì, perché oltre ai danni all'economia, al mondo del lavoro, alla salute (proprio quella fisica) del Paese, alla capacità di aver ridato polmoni a odio, rabbia, razzismo, fascismo ci saranno anche danni che non si potranno quantificare con la calcolatrice, quelli che farete agli esseri umani. 

Non mi riferisco (solo) agli stranieri con la cui vita giocate, tenendoli in mezzo al mare in un modo disumano o ai clochard a cui vi bullate di buttare le coperte in un cassonetto, ma al cervello e all'umanità di tanto nostri connazionali, specialmente quelli più giovani. State insegnando ai ragazzi, ai nostri giovani, che studiare non serve a niente, state seminando incompetenza, bullismo, arroganza, sfregio delle istituzioni di qualunque genere. 
Siete riusciti a sbeffeggiare lo Stato, la Chiesa, il Presidente della Repubblica, il Papa. 

Avete sventolato il Vangelo e il Rosario usandoli come quei fondamentalisti dai quali ci dite di volerci difendere. Un po' come offrire un bicchiere di acqua zuccherata dentro a cui c'è una pillola di veleno. È perfino peggio dell'essere crudeli e basta: significa essere crudeli con metodo, con premeditazione. Quelle persone in difficoltà (di nuovo parlo dei nostri concittadini non degli immigrati) che avete strumentalmente usato per raggiungere il vostro scopo, sono la vostra spada di Damocle e saranno proprio loro a travolgervi e a spazzarvi via. 
Proprio quelle persone che hanno paura, che fanno fatica davvero (mentre la madre della vice Presidente del Senato ricorre al Tar, perdendo, alla richiesta di lasciare una casa popolare). 
Proprio perché avete giocato con la loro paura e rabbia. 

Nel frattempo continuate pure ad attaccare quella che voi chiamate élite. 
Per dire, avete schedato gli uomini di scienza. Sono operazioni che se aveste studiato un po' di storia, vi farebbero venire in mente qualcosa di già visto.
Sicuramente, ai più anziani, qualcosa viene in mente di sicuro: ne hanno già viste di persone come voi. 

Peggio di voi, forse, no. Non credo sia possibile, ma di gentaglia arrogante e inadeguata ne è già passata tanta e alla fine, ineluttabilmente, è stata spazzata via. Non passerà giorno, in questo 2019, in cui io e tanti altri faremo tutto il possibile per accelerare il fatto che voi diventiate un orribile ricordo. Qualcosa di talmente spregevole da non poter dimenticare, in modo da diventare uno di quei vaccini, ai quale (infatti) non credete.

Voi e i vostri eroi, bulletti di periferia, che buttano nei cassonetti le coperte ai senzatetto, che sfilano urlando slogan razzisti, che metteranno in tasca il reddito di cittadinanza (se mai almeno questo lo farete) continuando a lavorare regolarmente in nero, che condoneranno un'evasione fiscale o una casa fuorilegge a Ischia. 

Un po' come quei sciacalli che ridevano alla notizia del terremoto. Ricordate? Un po' come quegli artigiani che: "Finalmente al governo qualcuno di onesto! Dottore, facciamo 120 euro con la fattura o 100 cash e non ci pensiamo più?"
Già, "l'onestà tornerà di moda" dicevate, insegnando al Paese la disonestà. 
Siete macellai che si fingono chef di ristoranti vegani. 
Vi ha presi a schiaffi istituzionali il Presidente Mattarella, nel suo discorso al Paese, vi prenderà a schiaffi il Paese, democraticamente, ci mancherebbe. 

Perché questo è il Paese di Dante Alighieri, di Leonardo, di Michelangelo, di Giotto, di San Francesco, di De Gasperi, di Einaudi, di Togliatti, di Berlinguer, di Pertini e guardate cosa arrivo a dire, cari cialtroni, persino di Almirante. 

Questo è il Paese di Venezia, di Firenze, di Siena, di Roma, di Napoli, di Palermo, di Torino. Dell'arte, della cultura, della scienza, della tecnologia, della biodiversità. 

Ma come è possibile che tutto questo sia finito nelle vostre mani sciagurate? 
Non solo qualcuno lo ha permesso, creando un vuoto riempito dal vostro livore e dalla vostra arroganza, ma c'è anche chi ha preferito stare a guardare. 

"Odio gli indifferenti", diceva Antonio Gramsci e io non sopporto più né voi né tutti quelli che vi stanno a guardare, senza fare o dire niente. 
Siete la sciagura di questo Paese, che grazie al cielo, è talmente grande, pieno di intelligenza e di bellezza che vi spazzerà via e vi condannerà a dover rappresentare per sempre l'esempio perfetto dell'incompetenza assoluta, del vuoto morale e culturale. 

Io non vado via. 
Resto qui a presidiare il territorio e a fare quello che posso per restituirlo, ripulito da questa immondizia, a chi verrà dopo grazie a una doppia operazione: un Risorgimento, che ci restituisca un'unità nazionale vera, (niente a che fare con quello che fate finta di raccontare) e un Rinascimento, di bellezza, di cultura, di ambizioni, di sogni. 

Io non vado via. Resto qui, perché il mio Paese lo rivoglio indietro. 
E quando infilare un messaggio di odio fra un paio di foto di gattini o del piatto della cena non funzionerà più, questo Paese ritornerà ad essere il più bello del mondo. 

Sì, perché questo crimine è proprio imperdonabile: avete imbruttito il Paese più bello del mondo. Siete vandali che hanno disegnato i baffi sulla tela della Gioconda, avete abbattuto con le vostre ruspe il Colosseo e la Torre di Pisa, avete imbrattato con lo spray e con una frase volgare e sgrammaticata il marmo della Valle dei Templi. 

Ricostruiremo, ripuliremo e ricorderemo. 
Perché siete un pericolosissimo niente, ma non ci sarà nessuna damnatio memoriae per voi. 

La vostra maledizione sarà nell'essere ricordati, per sempre. 
Come i peggiori.

Senza nessun affetto", 
Mauro Berruto
Ct Nazionale Italiana Volley 2010-2015


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www.CorrieredelWeb.it

mercoledì 26 dicembre 2018

GOVERNO - VERDI: SALVINI MINISTRO DEI SELFIE, SI DIMETTA

Questa notte a Pesaro è stato ucciso dalla ‘ndrangheta il fratello di un collaboratore di giustizia. 

La sua protezione era affidata allo Stato. ‬
‪È stato ammazzato con 20 colpi di pistola. 


Venti.‬

Una roba di una gravità assoluta.

‪La reazione dura dello Stato non si è fatta attendere: ecco il Ministro dell’Interno Salvini.


C'è stato anche un terremoto nel catanese con danni e dieci feriti, ma vuoi mettere "pane e nutella" da postare il giorno dopo delle abbuffate natalizie per dimostrare il suo appetito insaziabile?

Sì quando si pensa più ai tweet che al Paese.

E la tragedia è che purtroppo Salvini resti l'unico politico in grado di far breccia nel nostro elettorato, anzi è diventato una sorta di Bravehart all'amatriciana preconfezionata in barattolo, una sorta di patriota, nonostante per 20 anni di politica abbia insultato mezzo Paese e la Lega non abbia mai cambiato il suo statuto in cui è prevista la secessione.



GOVERNO - VERDI: SALVINI MINISTRO DEI SELFIE, SI DIMETTA
SUE DIMISSIONI ATTO IGIENE POLITICA

"Che Salvini fosse inadeguato al suo incarico di ministro, lo si è visto quando ha dichiarato di voler togliere la scorta a Saviano. Oggi ne abbiamo avuto una ulteriore dimostrazione, mentre a Pesaro un collaboratore di giustizia viene giustiziato e la Sicilia orientale è sotto scacco a causa del terremoto, lui non trova di meglio che pubblicare un selfie mentre fa colazione." Scrivono in una nota i coordinatori dei Verdi Elena Grandi e Matteo Badiali, che proseguono:
"Ma noi pretendiamo di sapere cosa non abbia funzionato nel sistema di protezione della famiglia Bruzzese, poichè i nuclei speciali di protezione dipendono dal ministero degli Interni. Il Governo continua a lavorare per spot, senza mai far seguire atti concreti. E Salvini fa solo propaganda, approfittando della disperazione degli ultimi per dare forza al vero male del mezzogiorno: la criminalità organizzata. Del resto lui è stato eletto in Calabria, e invece di essere il "ministro della malavita", come lo ha chiamato Saviano, dovrebbe combattere la criminalità organizzata. E vogliamo anche capire quale grado di allarme sia stato allertato in Sicilia e dove siano finiti gli investimenti per la prevenzione territoriale nella manovra. Salvini non può più rimanere al suo posto, deve rimettere il mandato di Ministro degli Interni."
"Se vuole faccia pure il ministro dei selfie e lasci il suo ruolo a qualcuno più preparato e competente. Visto che Salvini giorni fa abbracciava un condannato per spaccio di droga, le sue dimissioni sono un atto di igiene politica" Concludono Grandi e Badiali.

GIANFRANCO MASCIA
FEDERAZIONE DEI VERDI

lunedì 18 giugno 2018

L'Italia a chi parla (e scrive) italiano!



Propongo la cittadinanza italiana a chi sa usare i verbi ausiliari e il congiuntivo
Sono di maniche larghe in fondo. 
Però tutti gli altri li voglio sui gommoni. 
Via tutti! 

L'Italia a chi parla italiano!

E tutti gli ignoranti dove li mandiamo? 
E che ne so, c'abbiamo il Ministro dell'Inferno Matteo Salvini per 'ste cose. 

...Ma poi il secondo vice presidente del Consiglio, nonché Ministro del Lavoro Luigi Di Maio deve espatriare pure lui! 

E va be', sono i danni collaterali di una politica fatta col pugno di ferro. 

Ci possiamo consolare che non sarà un cervello in fuga e il tasso di alfabetizzazione italiana registrerà un innalzamento come sale sopra un barcone libico.

giovedì 14 giugno 2018

La tragedia dei profughi nel Mar Mediterraneo: 'Aiuto, sto affogando, aiuto!' - 'Che c'è, che te strilli?'


- Aiuto, aiuto!
- Che c'è, che te strilli?

- Sto affogando, aiuto!
- Ho capito ma lo sai cosa ti aspetta se te salvo?

- Cosa, che significa?
- Eh, che significa, e infatti te non lo sai, non sapete niente voialtri, ve mettete su un barcone spensierati, mezzi gnudi senza sapere le conseguenze, le situazioni, le dinamiche politiche. 

- Aiuto, mi salvi!
- Ho capito, io te salvo, ma te lo sai poi dove vai a finire?

- Non fa niente, mi salvi!
- E lo dici te che non fa niente, poi però quando lo scopri ve lamentate, date di matto, ve 'm'briacate e spaccate le bottiglie di birra al muro. 
E la gente se lamenta. 
E quegli altri dicono che siamo razzisti e si creano tensioni sociali. 
E l'Unione Europea, non credere, non aiuta. 
Qua si fanno tutti gli affari loro, capita adesso la situazione?

- Aiuto, ma io sto affogando!
- Ho capito, ma anche tu devi capire me. 
Che ti salvo a fare, che poi vai a fini' pe' strada, senza 'na prospettiva, preda della delinquenza, dell'alcol, della vita amara. 
Che senso ha, me lo spieghi?

- Ma sto affogando!
- Ho capito che stai affogando ma che te posso fa'? 
Dovevi affoga' da n'altra parte, la prossima volta sceglieteli bene i posti dove affoga'. 
Ce so' posti e posti. 
Questo è un postaccio, non conviene a nessuno, capito? 
Oh me senti? 
Niente, è andato.
Speriamo che almeno abbia capito.

di Giovanni Franchini



o-o-o-o-o-o-o

Giobbe Covatta, il famoso comico molto noto anche per il suo decennale impegno con l'Amref* di solidarietà umana e supporto diretto in Africa, durante un'intervista televisiva andata in onda su Rete 4 la sera dello scorso 12 giugno, in merito al blocco della nave Aquarius carica di 629 migrantiha detto una frase toccante che mi ha scosso. 

La riporto a braccio (e mi perdoni Giobbe perché non letterale): 
"Quando qualcuno ci chiederà - come chiesero ai tedeschi sui campi di concentramento-: ma voi dove eravate, mentre queste persone affogavano? 
Noi cosa risponderemo?"
a.p.


*Amref Health Africa promuove progetti di salute nelle aree più isolate dell'Africa. 
A 60 anni dalla sua fondazione, oggi Amref è la più grande organizzazione sanitaria africana che opera nel continente. www.amref.it


Emergenza profughi nel Mediterraneo. Quando sulla nave c'eravamo noi...


Anche noi italiani siamo in popolo di migranti
Tra l'altro esportando pure la Mafia non è che abbiamo dato lustro ai milioni di lavoratori che si sono sacrificati alla ricerca di un miglior tenore di vita

E noi italiani restiamo un popolo di emigranti anche adesso all'interno dell'Europa. 
Lo facciamo per migliorare la nostra vita. 

Non fuggiamo da guerre o persecuzioni, non da epidemie (ma siamo così ignoranti che ci stiamo dando da fare per tornare a morire pure per il morbillo...), non ci troviamo in una situazione di povertà veramente assoluta (che non ti permette di dormire con un tetto sopra la testa e mangiare un piatto di pasta), non abbiamo il problema della siccità... 

Ma noi abbiamo diritto di aspirare a di meglio. "Quelli", no!

Che i flussi migratori si dovrebbe e potrebbe cercare di meglio controllarli è fuori di dubbio. 

Bisogna capire come lo si può e/o vuol fare, sia dal punto di vista umano che politico ed economico. 

Però io resto dell'idea che nella percezione collettiva ci sia un'allarme di "invasione barbara" che è contraddetto da ogni statistica ufficiale, anche considerando le stime, sempre ufficiali, sui clandestini

Oggi c'è una più diffusa condivisione della sacralità della vita umana e quindi, come minimo, dobbiamo porci un problema di coscienza sapendo quante centinaia di persone, inclusi bambini, stanno morendo nel Mediterraneo

E' legittimo augurarsi che dopo millenni e millenni di Storia la nostra Civiltà faccia qualche passo avanti? 

Siamo tutti d'accordo che come in Italia tra gli italiani, così nel Mondo tra Occidente e Terzo Mondo ci siano disparità inique?


Andrea Pietrarota

Carlo Sibillia, il sottosegretario che non crede allo sbarco sulla Luna


...Come gestire il problema degli sbarchi dei profughi?

...Nominando sottosegretario agli Interni uno che nega pure lo sbarco sulla Luna!



mercoledì 13 giugno 2018

Emergenza profughi Aquarius. Lettera al Ministro dell'Interno Matteo Salvini di Gabriele Del Grande

Lettera al Ministro dell'Interno Matteo Salvini
di Gabriele Del Grande

"Confesso che su una cosa sono d’accordo con Salvini: la rotta libica va chiusa. Basta tragedie in mare, basta dare soldi alle mafie libiche del contrabbando. Sogno anch’io un Mediterraneo a sbarchi zero. 
Il problema però è capire come ci si arriva. 
E su questo, avendo alle spalle dieci anni di inchieste sul tema, mi permetto di dare un consiglio al ministro perché mi pare che stia ripetendo gli stessi errori dei suoi predecessori.

Blocco navale, respingimenti in mare, centri di detenzione in Libia
La ricetta è la stessa da almeno quindici anni. 
Pisanu, Amato, Maroni, Cancellieri, Alfano, Minniti. 
Ci hanno provato tutti. E ogni volta è stato un fallimento: miliardi di euro persi e migliaia di morti in mare.

Questa volta non sarà diverso. 
Per il semplice fatto che alla base di tutto ci sono due leggi di mercato che invece continuano ad essere ignorate. 
La prima è che la domanda genera l’offerta. 
La seconda è che il proibizionismo sostiene le mafie.
In altre parole, finché qualcuno sarà disposto a pagare per viaggiare dall’Africa all’Europa, qualcuno gli offrirà la possibilità di farlo. 
E se non saranno le compagnie aeree a farlo, lo farà il contrabbando.

Viviamo in un mondo globalizzato, dove i lavoratori si spostano da un paese all’altro in cerca di un salario migliore. 

L’Europa, che da decenni importa manodopera a basso costo in grande quantità, in questi anni ha firmato accordi di libera circolazione con decine di paesi extraeuropei. 
Che poi sono i paesi da dove provengono la maggior parte dei nostri lavoratori emigrati: Romania, Albania, Ucraina, Polonia, i Balcani, tutto il Sud America. 

La stessa Europa però, continua a proibire ai lavoratori africani la possibilità di emigrare legalmente sul suo territorio. 
In altre parole, le ambasciate europee in Africa hanno smesso di rilasciare visti o hanno reso quasi impossibile ottenerne uno.

Siamo arrivati al punto che l’ultima e unica via praticabile per l’emigrazione dall’Africa all’Europa è quella del contrabbando libico. 
Le mafie libiche hanno ormai il monopolio della mobilità sud-nord del Mediterraneo centrale. 
Riescono a spostare fino a centomila passeggeri ogni anno con un fatturato di centinaia di milioni di dollari ma anche con migliaia di morti.

Eppure non è sempre stato così. 
Davvero ci siamo dimenticati che gli sbarchi non esistevano prima degli anni Novanta? 
Vi siete mai chiesti perché? 
E vi siete mai chiesti perché nel 2018 anziché comprarsi un biglietto aereo una famiglia debba pagare il prezzo della propria morte su una barca sfasciata in mezzo al mare? 
Il motivo è molto semplice: fino agli anni Novanta era relativamente semplice ottenere un visto nelle ambasciate europee in Africa. In seguito, man mano che l’Europa ha smesso di rilasciare visti, le mafie del contrabbando hanno preso il sopravvento.

Allora, se davvero Salvini vuole porre fine, come dice, al business delle mafie libiche del contrabbando, riformi i regolamenti dei visti anziché percorrere la strada del suo predecessore. 
Non invii i nostri servizi segreti in Libia con le valigette di contante per pagare le mafie del contrabbando affinché cambino mestiere e ci facciano da cane da guardia. 
Non costruisca altre prigioni oltremare con i soldi dei contribuenti italiani. 
Perché sono i nostri soldi e non vogliamo darli né alle mafie né alle polizie di paesi come la Libia o la Turchia.

Noi quelle tasse le abbiamo pagate per veder finanziato il welfare! 
Per aprire gli asili nido che non ci sono. 
Per costruire le case popolari che non ci sono. 
Per finanziare la scuola e la sanità che stanno smantellando. 
Per creare lavoro. 
E allora sì smetteremo di farci la guerra fra poveri. 
E allora sì avremo un obiettivo comune per il quale lottare. 
Perché anche quella è una balla. Che non ci sono soldi per i servizi. 
I soldi ci sono, ma come vengono spesi? 
Quanti miliardi abbiamo pagato sottobanco alle milizie libiche colluse con le mafie del contrabbando negli anni passati? 
Quanti asili nido ci potevamo aprire con quegli stessi denari?

Salvini non perda tempo. Faccia sbarcare i seicento naufraghi della Aquarius e anziché prendersela con le ONG, chiami la Farnesina e riscrivano insieme i regolamenti per il rilascio dei visti nei paesi africani. 
Introduca il visto per ricerca di lavoro, il meccanismo dello sponsor, il ricongiungimento familiare. 
E con l’occasione vada a negoziare in Europa affinché siano visti validi per circolare in tutta la zona UE e cercarsi un lavoro in tutta la UE anziché pesare su un sistema d’accoglienza che fa acqua da tutte le parti.

Perché io continuo a non capire come mai un ventenne di Lagos o Bamako, debba spendere cinquemila euro per passare il deserto e il mare, essere arrestato in Libia, torturato, venduto, vedere morire i compagni di viaggio e arrivare in Italia magari dopo un anno, traumatizzato e senza più un soldo, quando con un visto sul passaporto avrebbe potuto comprarsi un biglietto aereo da cinquecento euro e spendere il resto dei propri soldi per affittarsi una stanza e cercarsi un lavoro. 

Esattamente come hanno fatto cinque milioni di lavoratori immigrati in Italia, che guardate bene non sono passati per gli sbarchi e tantomeno per l’accoglienza. 
Sono arrivati dalla Romania, dall’Albania, dalla Cina, dal Marocco e si sono rimboccati le maniche. Esattamente come hanno fatto cinque milioni di italiani, me compreso, emigrati all’estero in questi decenni. 
Esattamente come vorrebbero fare i centomila parcheggiati nel limbo dell’accoglienza.

Centomila persone costrette ad anni di attesa per avere un permesso di soggiorno che già sappiamo non arriverà in almeno un caso su due. 
Perché almeno in un caso su due abbiamo davanti dei lavoratori e non dei profughi di guerra. Per loro non è previsto l’asilo politico. 
Ma non è previsto nemmeno il rimpatrio, perché sono troppo numerosi e perché non c’è la collaborazione dei loro paesi di origine. 
Significa che di qui a un anno almeno cinquantamila persone andranno ad allungare le file dei senza documenti e del mercato nero del lavoro.

Salvini dia a tutti loro un permesso di soggiorno per motivi umanitari e un titolo di viaggio con cui possano uscire dal limbo dell’accoglienza e andare a firmare un contratto di lavoro, che sia in Italia o in Germania. 
E dare così un senso ai progetti che hanno seguito finora. 
Perché l’integrazione la fa il lavoro
E se il lavoro è in Germania, in Danimarca o in Norvegia, non ha senso costringere le persone dentro una mappa per motivi burocratici. 
Altro che riforma Dublino, noi dobbiamo chiedere la libera circolazione dentro l’Europa dei lavoratori immigrati. 
Perché non possiamo permetterci di avere cittadini di serie a e di serie b. 
E guardate che lo dobbiamo soprattutto a noi stessi.

Perché chiunque di noi abbia dei bambini, sa che cresceranno in una società cosmopolita. Già adesso i loro migliori amici all’asilo sono arabi, cinesi, africani. Sdoganare un discorso razzista è una bomba a orologeria per la società del domani. 
Perché forse non ce ne siamo accorti, ma siamo già un noi. 
Il noi e loro è un discorso antiquato. Un discorso che forse suona ancora logico alle orecchie di qualche vecchio nazionalista. 
Ma che i miei figli non capirebbero mai. 
Perché io non riuscirei mai a spiegare ai miei bambini che ci sono dei bimbi come loro ripescati in mare dalla nave di una ONG e da due giorni sono bloccati al largo perché nessuno li vuole sbarcare a terra.

Chissà, forse dovremmo ripartire da lì. Da quel noi e da quelle battaglie comuni. Dopotutto, siamo o non siamo una generazione a cui il mercato ha rubato il futuro e la dignità? Siamo o non siamo una generazione che ha ripreso a emigrare? 
E allora basta con le guerre tra poveri. Basta con le politiche forti coi deboli e deboli coi forti.

Legalizzate l’emigrazione Africa–Europa, rilasciate visti validi per la ricerca di lavoro in tutta l’Europa, togliete alle mafie libiche il monopolio della mobilità sud-nord e facciamo tornare il Mediterraneo ad essere un mare di pace anziché una fossa comune. O forse trentamila morti non sono abbastanza?"

Pubblicato il 12 giugno 2019 sulla pagina facebook di Gabriele Del Grande



Gabriele Del Grande, blogger e regista italiano, è stato l'ideatore e co-regista del film "Io sto con la sposa", premiato a Venezia e distribuito in cinquanta Paesi.

Nel 2006 ha fondato l'osservatorio sulle vittime delle migrazioni Fortress Europe e da allora non ha mai smesso di viaggiare nel Mediterraneo pubblicando reportage su numerose testate italiane e internazionali sugli eventi riguardanti le morti e i naufragi dei migranti africani nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l'Europa.

Del Grande è autore dei libri "Mamadou va a morire", "Roma senza fissa dimora" e "Il mare di mezzo"

L'ultima sua inchiesta di giornalismo narrativo è intitolata "Dawla. La storia dello Stato islamico raccontata dai suoi disertori"
"Dawla" in arabo significa Stato ed è uno dei modi in cui i membri dello Stato islamico chiamano la propria organizzazione. 
Del Grande è andato a incontrarli in un avventuroso viaggio partito nel Kurdistan iracheno e terminato con il suo arresto in Turchia.
E ha raccontato le loro storie, legate a doppio filo a quella più grande dell’ascesa e della caduta dello Stato islamico.

venerdì 1 giugno 2018

Quando la forma è sostanza. Il rispetto delle Istituzioni.



Quando la forma è sostanza. 
Il rispetto delle Istituzioni.

Al passaggio della più alta Carica della Repubblica italiana, l'Onorevole Salvini resta spaparanzato come in un bar di provincia, gambe spalancate e braccia incrociate e non si alza a rendere onore al Presidente Mattarella che l'ha appena investito della carica di Ministro. 
Questo il suo rispetto delle Istituzioni.
Questo è il signor Matteo, il patriota de "l'Italia agli italiani".

Al confronto quasi fa tenerezza l'Onorevole Di Maio che si aggiusta la giacca, tutto emozionato come alla prima comunione, prima del passaggio del Presidente (di cui tre giorni fa aveva chiesto l'impeachment con tanto di discesa in piazza del Popolo Sovrano).

Ricordatevi bene quest'immagine. 


Qui il video del passaggio del Presidente Mattarella di fronte ai neo Ministri.

domenica 20 maggio 2018

Salvini: cancelleremo super tassa sulle e-cig

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VAPITALY 2018

SALVINI, IN UN VIDEO MESSAGGIO: CANCELLEREMO LA SUPER TASSA SULLE E-CIG

Il leader della Lega Matteo Salvini, non potendo partecipare personalmente a Vapitaly (Veronafiere, 19-21 maggio) ha inviato un video messaggio a tutti i partecipanti, alle aziende espositrici e agli appassionati, nel quale ha confermato il proprio impegno a cancellare l'extra tassazione sulla sigaretta elettronica.

Soddisfatti dell'impegno preso pubblicamente Mosè Giacomello, presidente di Vapitaly, e Gianluca Giorgetti, imprenditore e fondatore di Vaporart una delle più importanti aziende italiane del settore vaping. La speranza di Giacomello è che si passi presto dalle parole ai fatti. "È una tassa che ci stava completamente bloccando – ha detto Giorgetti – che sta facendo chiudere molti negozi e a noi produttori ci sta facendo soffrire, diminuire i fatturati e licenziare".

Vapitaly 2018, la manifestazione
Con oltre 23.500 tra operatori e appassionati che, l'anno scorso, hanno visitato la fiera, Vapitaly si è attestata come prima manifestazione europea dedicata al vaping e alla e-cig, superando Parigi e Manchester. Nel 2017 Vapitaly ha ottenuto il riconoscimento di Fiera Internazionale da parte della Regione Veneto.

Per questa quarta edizione, saranno presenti, fino a domani, nei padiglioni 11 e 12 di Veronafiere, 171 espositori, di cui il 50% stranieri, provenienti in particolare da Cina, Stati Uniti e Francia. I professionisti del settore presenteranno ai consumatori italiani le ultime novità sia in termini di innovazioni tecnologiche e di hardware che per quanto riguarda le tendenze in fatto di gusti e aromi da svapare.

L'ingresso a Vapitaly è gratuito con registrazione obbligatoria sul suo sito. La manifestazione è riservata a un pubblico maggiorenne. Per ragioni di sicurezza non è consentito l'ingresso agli animali.

Il vaping in Italia, numeri e tendenze
L'Istituto Superiore di Sanità stima che, in Italia, utilizzino la sigaretta elettronica 1,3 milioni di vaper (cioè il 2,5% della popolazione) di cui il 7% sono donne, con un giro d'affari complessivo pari a oltre 250 milioni di euro. L'84% degli svapatori italiani viene definito dual – user, cioè usa la sigaretta elettronica alternandola a quella tradizionale e, nella stragrande maggioranza dei casi, proprio allo scopo di smettere di fumare e di ridurre l'uso di tabacco. Il mercato complessivo italiano della sigaretta elettronica è passato dai 97 milioni di euro di valore del 2015, ai 251 milioni dell'anno scorso.

In Italia si stima che siano aperti tra i mille e i 1300 vape store, distribuiti in tutto il territorio nazionale, ma localizzati in particolare in Lazio (18% del totale), Lombardia (15%), Sicilia (10%) e Veneto (9%). Il mercato italiano della sigaretta elettronica risulta essere piuttosto frammentato, con numerosi negozi indipendenti a rappresentare la maggioranza del mercato. Non mancano, tuttavia, le grandi catene che operano in franchising: le tre maggior catene italiane rappresentano circa un terzo di tutti i negozi oggi presenti nel nostre Paese. Si stima che il settore dia lavoro a 10mila addetti diretti, con un indotto di oltre 30mila lavoratori.



Redazione del CorrieredelWeb.it

martedì 27 marzo 2018

Sui media Salvini straccia tutti e Fico supera la Casellati

SUI MEDIA SALVINI STRACCIA TUTTI E FICO SUPERA LA CASELLATI

Secondo il monitoraggio svolto da Mediamonitor.it su oltre 1500 fonti di informazione, dopo la débacle elettorale il neo Senatore Renzi resta comunque al terzo posto tra i leader politici più citati dal 5 al 25 marzo mentre solo 4° è Silvio Berlusconi.
Dal 5 al 25 marzo il leader più citato sui media italiani è stato il segretario della Lega Matteo Salvini, che raccoglie 15606 menzioni, il 28,3% in più di quelle di Luigi Di Maio (12.166) che ha guidato il Movimento 5 Stelle a diventare primo partito d'Italia. 
Nei 21 giorni successivi alle elezioni il grillino Roberto Fico, neo presidente della Camera, ha avuto 3995 citazioni sui mezzi di informazione italiani, il triplo di quelle del nuovo presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati (1443).
A mettere in evidenza questi risultati è il monitoraggio[1] svolto su oltre 1500 fonti d'informazione fra carta stampata (quotidiani e periodici), quotidiani locali, siti di quotidiani, principali radio, tv, blog da Mediamonitor.it, che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. 
Mediamonitor.it ha rilevato le citazioni avute dai principali leader politici sui media nazionali e locali dal 5 marzo a ieri.
Il neo senatore Renzi resta sulla bocca di tutti, nonostante abbia chiesto in modo deciso ai media di essere lasciato in pace. 
L'ex segretario del PD nel periodo esaminato da Mediamonitor.it ha totalizzato 9926 citazioni il doppio di quelle del reggente del PD, Maurizio Martina (4520), e quasi il 10% in più di Silvio Berlusconi (9082). 
Molto più staccati la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni (4.173) e ancora più indietro l'ex presidente del Senato e leader di LeU, Pietro Grasso (2.528).



[1] Il monitoraggio è stato condotto considerando le 'citazioni esatte' (nome cognome) dei singoli personaggi.

mercoledì 7 marzo 2018

Il maggiordomo nero di Mr Candy del film Django Unchained e il senatore Toni Chike Iwobi


Mi ritorna in mente il personaggio di Django Unchained del maggiordomo nero di Mr Candy (Leonardo Di Caprio) interpretato da Samuel Lee Jackson: era quello che urlava a Django Jamie Foxx "chi è il negro a cavallo?" 

Toni Chike Iwobi, nato in Nigeria, è il primo senatore nero italiano.
Ed è il “responsabile dell’immigrazione” per la Lega di Salvini.

Lo so, fa abbastanza ridere, detta così, ma se ci pensate è una mossa politica astutissima.


Già mi è capitato di leggere diversi leghisti che lo portavano ad esempio lampante di come la Lega non sia affatto razzista.

Per spiegare bene come funziona, prendo in prestito le parole di Fritz Lang, uno dei padri del cinema moderno, il regista di “Metropolis”, ebreo vissuto durante il nazismo.

“Il 30 Marzo 1933, il ministro della Propaganda in Germania, Joseph Goebbels, mi convocò nel suo ufficio e mi propose di diventare una sorta di "Fuhrer" del cinema tedesco.

Io allora gli dissi: «Signor Goebbels, forse lei non ne è a conoscenza, ma debbo confessarle che io sono di origini ebraiche».

Lui rispose, sorridendo: «Non faccia l'ingenuo signor Lang, siamo noi a decidere chi è ebreo e chi no!»”.


Fritz Lang, quella notte stessa, fuggì da Berlino.
Toni, invece, è diventato senatore.

Siamo noi a decidere chi è ne*ro e chi no.

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