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mercoledì 26 dicembre 2018

GOVERNO - VERDI: SALVINI MINISTRO DEI SELFIE, SI DIMETTA

Questa notte a Pesaro è stato ucciso dalla ‘ndrangheta il fratello di un collaboratore di giustizia. 

La sua protezione era affidata allo Stato. ‬
‪È stato ammazzato con 20 colpi di pistola. 


Venti.‬

Una roba di una gravità assoluta.

‪La reazione dura dello Stato non si è fatta attendere: ecco il Ministro dell’Interno Salvini.


C'è stato anche un terremoto nel catanese con danni e dieci feriti, ma vuoi mettere "pane e nutella" da postare il giorno dopo delle abbuffate natalizie per dimostrare il suo appetito insaziabile?

Sì quando si pensa più ai tweet che al Paese.

E la tragedia è che purtroppo Salvini resti l'unico politico in grado di far breccia nel nostro elettorato, anzi è diventato una sorta di Bravehart all'amatriciana preconfezionata in barattolo, una sorta di patriota, nonostante per 20 anni di politica abbia insultato mezzo Paese e la Lega non abbia mai cambiato il suo statuto in cui è prevista la secessione.



GOVERNO - VERDI: SALVINI MINISTRO DEI SELFIE, SI DIMETTA
SUE DIMISSIONI ATTO IGIENE POLITICA

"Che Salvini fosse inadeguato al suo incarico di ministro, lo si è visto quando ha dichiarato di voler togliere la scorta a Saviano. Oggi ne abbiamo avuto una ulteriore dimostrazione, mentre a Pesaro un collaboratore di giustizia viene giustiziato e la Sicilia orientale è sotto scacco a causa del terremoto, lui non trova di meglio che pubblicare un selfie mentre fa colazione." Scrivono in una nota i coordinatori dei Verdi Elena Grandi e Matteo Badiali, che proseguono:
"Ma noi pretendiamo di sapere cosa non abbia funzionato nel sistema di protezione della famiglia Bruzzese, poichè i nuclei speciali di protezione dipendono dal ministero degli Interni. Il Governo continua a lavorare per spot, senza mai far seguire atti concreti. E Salvini fa solo propaganda, approfittando della disperazione degli ultimi per dare forza al vero male del mezzogiorno: la criminalità organizzata. Del resto lui è stato eletto in Calabria, e invece di essere il "ministro della malavita", come lo ha chiamato Saviano, dovrebbe combattere la criminalità organizzata. E vogliamo anche capire quale grado di allarme sia stato allertato in Sicilia e dove siano finiti gli investimenti per la prevenzione territoriale nella manovra. Salvini non può più rimanere al suo posto, deve rimettere il mandato di Ministro degli Interni."
"Se vuole faccia pure il ministro dei selfie e lasci il suo ruolo a qualcuno più preparato e competente. Visto che Salvini giorni fa abbracciava un condannato per spaccio di droga, le sue dimissioni sono un atto di igiene politica" Concludono Grandi e Badiali.

GIANFRANCO MASCIA
FEDERAZIONE DEI VERDI

mercoledì 30 maggio 2018

Fondazione Merloni, Istao, Censis e Nomisma presentano i progetti per la difesa dell’Appennino colpito dal sisma. Presente anche Enrico Letta.


Fondazione Merloni, Istao, Censis e Nomisma presentano i progetti per la difesa dell'Appennino colpito dal sisma e la rinascita delle aree terremotate.
Presenti anche il Commissario Straordinario alla ricostruzione Paola De Micheli e il Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Merloni, Enrico Letta
Prossimo appuntamento per i nuovi progetti il 5 luglio con una conferenza stampa, a Roma, con Fondazione Vodafone
Roma, 30 maggio 2018 – Sono stati presentati oggi, a Roma, i progetti pilota, pensati insieme al Censis e realizzati da privati, finalizzati alla rinascita delle aree terremotate, frutto del progetto SAVE THE APPS, creato da Fondazione Merloni con l'obiettivo di difendere l'economia e la comunità dell'Appennino colpito dal terremoto del 2016.
Insieme a Fondazione Merloni e Censis, erano presenti anche Istao e Nomisma, per affrontare in maniera coordinata e sinergica la rinascita dell'Appennino, iniziando a definire le linee di un piano di sviluppo condiviso e sostenuto anche dalle Istituzioni, regionali e nazionali. 
All'incontro sono intervenuti Francesco Merloni, Presidente Fondazione Aristide Merloni, Enrico Letta, Presidente Fondazione Scientifica Fondazione Merloni, Paola De Micheli, Commissario straordinario alla ricostruzione, Pietro Marcolini, Presidente di Istao, Giulio Santagata, Consigliere Delegato di Nomisma, Gian Mario Spacca, Vicepresidente Fondazione Merloni, Francesca Merloni, Ambasciatrice UNESCO, Sandro Bicocchi, Direttore Ufficio Studi PwC, il Senatore abruzzese Gaetano Quagliarello, Presidente della Fondazione Magna Carta, e Guido Castelli, Vicepresidente ANCI e Sindaco di Ascoli Piceno.
Gli interventi del Presidente Francesco Merloni e di Enrico Letta
"Vogliamo ribadire l'impegno della Fondazione Aristide Merloni in favore del territorio e dell'inclusione sociale con l'iniziativa SAVE THE APPS presentando progetti che riguardano infrastrutture, cultura e formazione, primi punti di partenza per la rinascita delle Regioni interessate." ha commentato l'Ing. Francesco Merloni, Presidente della Fondazione Merloni – "Essere qui oggi è la testimonianza che il mondo imprenditoriale è pronto a fare la propria parte, trasferendo competenze, conoscenze e relazioni, per portare nuova vitalità e concreti progetti di sviluppo".
Enrico Letta, Presidente del Comitato Scientifico Fondazione Merloni, ha messo l'accento sul metodo di lavoro, definito esemplare, utilizzato dagli attori pubblici e privati ai fini di questa iniziativa. "Rimbocchiamoci le maniche e andiamo avanti" ha sottolineato Letta, ribadendo la necessità di rimanere concreti e fortemente legati al territorio. L'esempio di Fondazione Merloni dovrebbe essere replicato su tutto il territorio nazionale.
I progetti e la conferenza del 5 luglio
Sono 3 in particolare i progetti in fase di definizione e che saranno presentati da Fondazione Merloni e Fondazione Vodafone il prossimo 5 luglio in una conferenza stampa a Roma, testimonianza del grande impegno profuso dai numerosi partner coinvolti e la concretezza dell'iniziativa.
Proprio a questo proposito, Gian Mario Spacca, Vicepresidente della Fondazione Merloni, ha sottolineato come, pur operando in settori tradizioni come agroalimentare, turismo e agricoltura, si possano utilizzare innovazioni tecnologiche e conoscenze digitali che consentano di superare le barriere e quindi di offrire opportunità alle micro e piccole imprese.
L'Ambasciatrice dell'UNESCO Francesca Merloni ha ricordato il progetto Rinasco, partito proprio da San Ginesio lo scorso anno, e la "necessità di non lasciare sole le comunità. Bellezza, etica e adesso le parole che diventano priorità dell'agenda della ricostruzione post sisma.
Sinergia e concertamento coordinamento con Nomisma Istao e Censis
L'obiettivo di SAVE THE APPS è quello di riportare l'attenzione sulla necessità di interrompere il processo di scivolamento dell'Appennino verso le aree costiere e di ridurre lo scollamento delle aree appenniniche con il resto del Paese. Fondazione Merloni, insieme a Censis, Istao e Nomisma, ha reso noti gli avanzamenti dei progetti in programma per affrontare in maniera più efficace la rinascita dell'Appennino, inserendoli in un piano di sviluppo condiviso e sostenuto anche dalle Istituzioni, regionali e nazionali. 
Fornire assistenza e consulenza strategica per lo sviluppo delle aree colpite dal sisma e della Regione Marche è l'intento che Pietro Marcolini di Istao ha immediatamente colto su invito della Fondazione Merloni. Dal dicembre 2017 fino al prossimo 8 giugno abbiamo presentato progetti che sono parte integrante del Patto Strategico per lo Sviluppo.
"Siamo davvero orgogliosi di vedere come la semplicità e la concretezza siano i principali fattori che danno risultati concreti. Attraverso questi progetti, si aggregano imprese ed enti locali, stimolando lo spirito d'iniziativa e ricostruendo il territorio. Grazie alla Fondazione Merloni, siamo riusciti a creare un sistema virtuoso che riesce a far incontrare le competenze delle aziende con le necessità delle comunità colpite dal sisma". Ha dichiarato Giulio De Rita, Sociologo e Ricercatore di Censis.
"Abbiamo voluto essere parte di questo progetto attraverso interventi che valorizzassero le risorse del territorio, con l'obiettivo non solo di generare valore aggiunto, ma anche garantire nuove opportunità di lavoro per i giovani del territorio e ricreare un tessuto sociale che è stato fortemente compromesso dopo gli eventi sismici". Ha dichiarato Giulio Santagata, Consigliere Delegato di Nomisma.
Gli altri interventi istituzionali
Presente anche il senatore abruzzese Gaetano Quagliarello, Fondazione Magnacarta che ha sottolineato la crisi della Regione Abruzzo e delle altre coinvolte nel sisma, cogliendo anche le similitudini con la Regione Marche sul tema del terremoto e l'importanza di ricostruire facendo in modo che le comunità non lascino i territori ma continuino a restituire il valore che creano.
L'intervento di Paola De Micheli, Commissario straordinario alla ricostruzione, ha chiarito quanto sia importante evitare ogni rischio di speculazione sulla ricostruzione e l'importanza di mantenere un filone di eticità. De Micheli ha inoltre detto di voler ampliare il contributo che il tavolo di lavoro delle politiche economiche, coinvolgendo istituzioni e parti sociali.
Patrizia Terzoni, deputato della Regione Marche, ha sottolineato quanto cruciale sia l'impegno della Fondazione Merloni, promotrice del tavolo di lavoro per il cratere che mette insieme energie, progetti, necessità senza disperdere risorse preziose.
Guido Castelli, Vicepresidente ANCI e Sindaco di Ascoli Piceno, è intervenuto, introducendo anche il progetto scuola, vera novità della giornata.  In particolare, il progetto sviluppato da PwC, per cui era presente Sandro Bicocchi, ha presentato una metodologia per la redazione del Bilancio Economico, tema principale del corso di formazione a cui prenderanno parte gli amministratori locali della Regione Marche, con l'obiettivo di fornire le competenze necessarie per redigere il Bilancio economico patrimoniali secondo gli standard previsti dal TUEL.  Il corso di formazione, coordinato da Ugo De Marco, verterà sui contenuti del manuale applicativo "Piccoli Comuni. Bilancio Economico-Patrimoniale". Il progetto è rivolto a tutti i 229 Comuni della Regione Marche, ognuno dei quali potrà essere presente con i propri rappresentanti.
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La Fondazione Aristide Merloni nasce nel 1963 su iniziativa dell'industriale Aristide Merloni, con la volontà di sostenere la crescita dell'Appennino Marchigiano. A partire dalla metà degli anni '70, il suo ruolo si trasforma da catalizzatore di attività economiche in istituto di cultura e ricerca, con lo scopo di mantenere un impegno su attività di sviluppo, analisi economica e sociale, supporto a progetti culturali e attenzione verso situazioni di particolare impellenza, come è il caso dello scenario venutosi a creare dopo il sisma.


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lunedì 30 ottobre 2017

Sisma Centro Italia - Wired Italia e ActionAid presentano “Immersi nel cratere”: reportage a 360° nel Centro Italia colpito dal terremoto

Wired Italia e ActionAid presentano "Immersi nel cratere":
un'esperienza a 360 gradi nel Centro Italia colpito dal terremoto

Uno storytelling interattivo in prima persona per raccontare la voglia di restare e ricominciare

Wired e ActionAid presentano "Immersi nel Cratere", un reportage interattivo  a 360° che trasporta il pubblico nelle condizioni di vita in Centro Italia a oltre un anno dalla prima scossa di terremoto. Quattro testimoni incarnano la capacità di reagire al disastro, accompagnando lo spettatore in un'esplorazione immersiva, raccontando speranze, paure e aspettative. "Immersi nel Cratere" è un racconto in prima persona, senza mediazioni di alcun tipo.

Il reportage interattivo, disponibile online sulla homepage della testata Wired, è aperto da una panoramica del Monte Vettore, che permette all'utente di porsi nella condizione migliore per proseguire l'esperienza. L'utente potrà muoversi in questo spazio e cliccare sulle foto dei personaggi presenti per accedere ai reportage che raccontano la storia di quattro protagonisti.  Ogni reportage, della durata di circa quattro minuti, approfondisce un aspetto specifico legato al post-sisma. Gli spettatori viaggeranno insieme a Maurizio, dirigente scolastico di Camerino che è riuscito a garantire lo svolgimento delle lezioni anche durante l'emergenza; Stefano, fornaio di Arquata del Tronto con un grande amore per la sua terra e il suo lavoro; Assunta, tessitrice di Campotosto che sta facendo tutto il possibile per proseguire la sua professione nel paese in cui è cresciuta; Martina, giovane di Visso con la passione per il pattinaggio artistico a cui ha dovuto rinunciare dopo il crollo del palazzo del ghiaccio.

"Immersi nel cratere" intende portare lo spettatore dentro la realtà delle zone colpite, dove le comunità stanno cercando di riappropriarsi dei loro territori e ricominciare a vivere nonostante le molte difficoltà. A oltre un anno dalla prima scossa del 24 agosto 2016, la ricostruzione non è ancora cominciata e lo stato di emergenza è stato prolungato fino al 28 febbraio 2018. La rimozione delle macerie procede molto a rilento, mentre il numero degli sfollati è di 30mila.

L'impegno di ActionAid: il progetto SIS. M. I. CO.

L'intervento di ActionAid è cominciato subito dopo le prime scosse del 24 agosto, che hanno colpito il Centro Italia. Forte dell'esperienza maturata a seguito dei terremoti dell'Aquila nel 2009 e in Emilia Romagna nel 2012, attraverso il progetto SIS. M. I. CO. ActionAid intende garantire informazione trasparente, ascoltare i bisogni delle comunità e agevolare il dialogo con le istituzioni, nonché monitorare la gestione dell'emergenza e della successiva ricostruzione. L'intervento è strutturato su quattro pilastri fondamentali: una piattaforma informativa, l'attività con le scuole, il supporto alle comunità e all'associazionismo, i servizi alla cittadinanza.

lunedì 31 ottobre 2016

Il vero terremoto è dopo!

Norcia: la basilica di San Benedetto crollata diventa il simbolo del sisma

Guardate bene l’immagine della Basilica di Norcia, li c’è parte della nostra cultura, storia, tradizioni, amore per la terra. 

C’è amore e dolore. 
In quel luogo troverete anni di battesimi, matrimoni, comunioni, cresime corse all’oratorio, ma anche tanti, tantissimi funerali.

Guardate bene l’immagine devastata dall’ennesima scossa e dite addio a parte del patrimonio storico italiano, che rappresenta il 70% di tutto quello che potete trovare il questo mondo.

Quello che io definisco il “petrolio italiano”

Eppure nonostante tutto questo scempio, il “fancazzismo della rete” riesce a partorire anche in questa occasione, perle di saggezza.

Basta leggere i commenti rivolti ai fedeli che si sono messi a pregare davanti alla basilica, a chi trova divertente il crollo di una chiesa, alla continua ricorsa dei numeri per identificare l’entità della scossa, a politici pronti a cavalcare il proprio “credo” politico o peggio all’inerzia di chi ci governa nel gestire una serie di eventi che si stanno susseguendo da fine agosto.

E pensare che in fondo quelle persone che stanno pregando cercano di trovare un supporto, un conforto sapendo di non avere più nulla e tu che sei seduto, al caldo dietro una tastiera, ti permetti di criticare il “Dio” e di rammentare che con la preghiera non si risolve nulla. 


Già non si risolve nulla se chi la riceve ha il nulla nell’anima. 
Se non si ha lo spirito e la fede per comprendere la vera natura di una preghiera, l’atto che si cela dietro, difficilmente potrai capire che cosa hanno bisogno quelle persone. 

E pensare che per queste persone basterebbe ad esempio, offrire parte di quel supporto logistico e abitativo che viene offerto ad altri disperati che arrivano oltre mare. 

Sfortunatamente il quel caso esistono interessi economici e politici che nulla hanno a che fare non il concetto di “razzismo”.

E allora che fare? 

Ci sarebbero tante cose da fare che ognuno di noi potrebbe nel suo piccolo.

Tante cose immediate fosse anche una semplice preghiera o un semplice sacco a pelo comprato e inviato a chi no ha più nulla. 


Tante cose, come decidere di trascorrere la propria vacanza invece che all’estero nel nostro Paese e spendere i soldini tra la gente che sta cercando di ricostruirsi una vita. 

Alzi la mano quanti di voi, “leoni dietro le tastiere”, siete andati in vacanza dal 2009 ad oggi nell’Abruzzo e nelle Marche? 

Quanti di voi acquistano l’olio, il vino e i prodotti marchigiani e umbri? 

Quanti di voi conoscevano l’esistenza di Amatrice, dei Monti Sibillini o dell’entroterra marchigiano. 

Ecco, tante cose si potrebbero fare sia pratiche sia di spirito, dopo il terremoto per aiutare chi ha bisogno e per nutrire il proprio spirito e la propria anima. 
Già ma a priori occorre che l’anima esista.


il bubris cristiano fabris

Contagio sismico, cos'è? Ce lo piega una nota del CNR - Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria

Norcia: la basilica di San Benedetto crollata diventa il simbolo del sisma

Ogni volta che si sviluppa un terremoto lungo una superficie di faglia, la zona ipocentrale si scarica (rilassamento) e vengono caricati i volumi adiacenti (lateralmente) alla faglia stessa. 

Tali volumi, sottoposti ad un nuovo stato di stress, possono cedere (rompersi) e generare terremoti a loro volta.

Sono processi di propagazione laterale della sismicità (contagio) relativamente frequenti, già osservati in altre aree sismiche della Terra come per esempio in Turchia, California e Haiti.
 

Questo processo sta coinvolgendo l’Appennino centrale in questi mesi. 

Il terremoto si è spostato da Amatrice verso nord, nell’area di Visso e Ussita, e da questi luoghi oggi nuovamente verso sud nell’area di Norcia, dove il terremoto di Amatrice di agosto si era arrestato. 

Gli intervalli di tempo tra un terremoto forte ed una altro forte adiacente possono essere di anni o decine di anni, ma anche giorni o mesi come sta accadendo oggi in Appennino centrale.
 

Purtroppo non siamo in grado di prevedere quando e come tale sequenza sismica andrà a scemare, né possiamo in linea teorica escludere altri terremoti forti come e più di quelli avvenuti fino ad oggi in aree adiacenti a quelle colpite in questi mesi.
 

Va però detto che se da una parte questa sequenza è fortemente preoccupante, dall’altro lato la propagazione laterale fa sì che si verifichino una serie di terremoti forti ma non fortissimi. 

Molto peggio sarebbe se tutti questi segmenti della facomunicaglia (Amatrice, Visso, Norcia) si fossero mossi tutti insieme generando un terremoto di magnitudo almeno 7.0.

venerdì 26 agosto 2016

Antonio Coviello del Cnr-Iriss: "in Italia basterebbe un centinaio di euro l'anno per assicurare ogni abitazione contro il rischio terremoti o alluvioni. È opportuno prevedere un sistema riassicurativo pubblico-privato che consenta la riqualificazione edilizia e garantisca, in caso di calamità naturali, risarcimenti adeguati, certi e in tempi rapidi".

In Italia i danni causati da catastrofi naturali sono stati risarciti tramite interventi ex post, generalmente ricorrendo a finanziamenti ad hoc. 

Per tali eventi, dal 1997 al 2003, sono stati stanziati 32 miliardi di euro (fabbisogno finanziario stimato), di cui il 30% per le abitazioni civili. 

L'importo realmente assegnato, in realtà, è quantificabile in 13,5 miliardi, di cui il 35% per abitazioni civili (Dati Ania-Dipartimento protezione civile). 

Secondo i dati della Banca d'Italia del 2013, quasi il 40% delle abitazioni italiane (10,6 milioni) sono soggette a rischio sismico, ossia appartengono alla fascia 1 o alla fascia 2, mentre oltre il 55% dei comuni ha un rischio elevato o molto elevato di alluvioni. 

Per affrontare queste problematiche, e anche per ovviare al malcontento derivante dall'inefficiente utilizzo delle risorse destinate al riguardo (basti pensare alla ricostruzione delle abitazioni distrutte nel terremoto campano del 1980), si è pensato da tempo di ricorrere ad un sistema assicurativo pubblico-privato, cosa che avviene anche all'estero: per esempio in Francia esiste una cassa centrale di riassicurazione, cioè un sistema che permette alle assicurazioni di garantirsi a loro volta con lo Stato, che funge per l'appunto da riassicuratore di ultima istanza, onde evitare che le compagnie possano trovarsi sprovviste dei mezzi necessari per ottemperare ai risarcimenti previsti. 

Situazione simile è possibile trovare anche in Belgio, Spagna, Regno Unito e Germania. 

La stima dei costi complessivi del dissesto idrogeologico e dei terremoti, in Italia, è variabile ma può essere stimata, dal 1944 al 2013, in circa 254,3 miliardi di euro, cioè circa 3,7 miliardi di euro l'anno. 

Il 75% di questa cifra, ossia 190 miliardi di euro (2,8 l'anno), è relativo ai soli terremoti.

Una cifra enorme è relativa al periodo dal 2010 al 2012, annate caratterizzate dai danni conseguenti il terremoto dell'Aquila e da quelli del terremoto in Emilia oltre che da varie alluvioni, durante cui dissesto idrogeologico e sismi sono costati al nostro Paese oltre 21 miliardi di euro (7,3 l'anno).

Analizzando esclusivamente i terremoti, inoltre, si può notare una stima di 176 miliardi di euro per i danni dal 1944 al 2009 e di ben 14 miliardi dal 2010 al 2012, cifra che tiene conto della ricostruzione delle infrastrutture e del soccorso (Fonte: Elaborazioni Cresne).

Se analizziamo le aree geografiche, notiamo che il rischio sismico per le abitazioni è particolarmente elevato nel Sud, dove sfiora il 68%, mentre il centro Italia si attesta al 40,3% di abitazioni a rischio. 

Al Nord-Est i dati si attestano sul 22,2%, mentre scendono al solo punto percentuale se preso in considerazione il Nord-Ovest (Elaborazioni Cresne su Dati Istat e Protezione Civile). 

Delle abitazioni a rischio, ad oggi, solo l'1,65% risulta assicurato, per una stima del valore di 85 miliardi di euro, secondo i dati delle compagnie assicuratrici. 

Attivare una partnership pubblica e privata che preveda una franchigia minima a carico dell'assicurato (a seconda del rischio della zona), una copertura assicurativa a carico del proprietario e un sistema di riassicurazione pubblico anche a livello internazionale permetterebbe, in caso di calamità particolarmente catastrofiche, di moderare l'intervento dello Stato, secondo il sistema in uso in molti Paesi europei. 

Si potrebbero prevedere in parallelo da una parte il sistema di protezione e prevenzione classico, dall'altra un sistema di risarcimenti certi in tempi rapidi, attuabili necessariamente in abbinamento al sistema riassicurativo che aiuterebbe anche a chiarire gli effettivi costi, i risarcimenti dovuti e le relative tempistiche. 

L'assicurazione fungerebbe inoltre da utile incentivo verso la prevenzione e l'innovazione tecnologica per la messa in sicurezza delle abitazioni, alle quali va naturalmente abbinata.

L'Ania ha calcolato che, in media, con 100/150 euro l'anno ogni appartamento potrebbe assicurarsi da eventualità calamitose. 

Oggi il cittadino-contribuente italiano non è abbastanza consapevole che anche senza sostenere direttamente il costo di una polizza in realtà spende soldi per gestire gli effetti delle calamità, senza però alcuna certezza sul quanto né sul quando del risarcimento dovuto.



Nota stampa di Antonio Coviello, ricercatore Iriss-Cnr e docente di marketing assicurativo delll'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli



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lunedì 27 aprile 2015

Terremoto in Nepal, si aggrava il bilancio delle vittime. Agire lancia un appello di raccolta fondi per portare soccorsi alle popolazioni colpite

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A fronte delle gravissime conseguenze del terremoto che ha colpito il Nepal ieri mattina, le organizzazioni del network di AGIRE già sul terreno si sono mobilitate da subito per valutare i bisogni più immediati: acqua, cibo, ripari per le famiglie senza tetto, interventi sanitari.
4 ONG del network (Actionaid, CESVI, Oxfam, Sos Villaggi dei Bambini) sono già operative con i soccorsi nelle aree dove l’impatto del terremoto è stato peggiore, altre si attiveranno nelle prossime ore.
Pertanto AGIRE lancia oggi un appello di raccolta fondi per supportare gli interventi di prima emergenza a favore delle popolazioni colpite dal sisma.
E’ possibile dare il proprio aiuto con una donazione ai seguenti canali:
·         Numero Verde 800.132.870 (dal lunedì al venerdì dalle h.09.00 alle h.18.00)
·         On-line: con carta di credito, Paypal o PagoInConto (per clienti del gruppo Intesa Sanpaolo) sul sito www.agire.it
·         Banca: con bonifico bancario su conto corrente IBAN: IT79 J 03359 01600 100000060696 intestato ad AGIRE onlus, presso BancaProssima, Causale: “Emergenza Nepal”
·         Posta: con bollettino postale sul conto corrente postale n. 4146579 o bonifico postale al seguente IBAN: IT 79 U 07601 03200 000085593614 intestato ad AGIRE onlus, Via Aniene 26/A - 00198 Roma), Causale: “Emergenza Nepal”
Cecilia Keizer, direttore di Oxfam in Nepal ha detto: “Il numero delle vittime continua ad aumentare, molte vecchie case sono crollate ma il sisma non ha risparmiato edifici più moderni” Anche il Segretario Generale di ActionAid, Marco de Ponte, dall’India ci parla di una situazione che si aggrava di ora in ora: “le più grandi difficoltà in questo momento sono il sistema di approvvigionamento elettrico e l’acqua. Bisogna ripristinare la rete elettrica e assicurare la fornitura di acqua potabile quanto prima!
Al momento si parla di circa 2000 morti. I dati ufficiali registrano oltre 700 decessi solo nella capitale, 634 nella Kathmandu Valley, 18 scalatori morti a seguito di una valanga scatenata dal terremoto sul Monte Everest, che si abbattuta proprio sul campo base dove sostavano gli escursionisti. 36 le vittime nella vicina India, 12 in Cina, 4 in Bangladesh e 6 in Tibet. Quasi 5000 i feriti. Mentre si continua a scavare nella speranza di trovare dei superstiti, vi è purtroppo la certezza che il numero delle vittime continuerà a salire.
ImageIl terremoto ha causato il crollo di centinaia di edifici a Kathmandu e nella vallata circostante, tra di essi anche la storica Dharahara Tower, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Interrotte strade e comunicazioni, gli ospedali della città sono al collasso e la popolazione si prepara a trascorrere la seconda notte all’aperto.
Il Primo Ministro Bamdev Gautam ha dichiarato lo stato di emergenza e richiesto aiuti umanitari ai paesi limitrofi e alla comunità internazionale.
Oltre ad AGIRE – Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze, si stanno preparando ad intervenire anche gli altri Comitati membri dell’Emergency Appeals Alliance, la rete internazionale dei Comitati Emergenza ((Humanitarian Coalition, ADH, Chaine du Bonnheur e altri)
Photo Credits ActionAid
Per informazioni, materiali e interviste con portavoce italiani o operatori umanitari sul campo (in India e Nepal), contattare:
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AGIRE è il coordinamento di 10 tra le più autorevoli e accreditate organizzazioni non governative italiane (ActionAid, Amref, CESVI, COOPI, GVC, Intersos, Oxfam, SOS Villaggi dei Bambini, Terre des Hommes e VIS) che hanno scelto di unire le proprie forze per intervenire in modo tempestivo sulle grandi emergenze umanitarie.

mercoledì 16 marzo 2011

G Data: campagna di beneficenza per le vittime del terremoto in Giappone

G Data Software AG ha deciso di lanciare una campagna di beneficenza a favore delle vittime del terremoto in Giappone. Fino all’11 Aprile saranno donati alla Croce Rossa 5 euro per ogni versione completa dei software G Data AntiVirus, G Data Internet Security e G Data Total Care che saranno venduti tramite lo shop online. Il fine è quello di dare un aiuto concreto per la ricostruzione dopo il disastro. L’intera somma raccolta sarà donata al termine della campagna.

„Notizie allarmanti sull’entità del disastro e il terribile numero di morti a seguito di questa grande catastrofe ci giungono di ora in ora dai nostri collaboratori in Giappone”, ha dichiarato il Dr. Dirk Hochstrate, CEO di G Data Software AG. “Il disastro in Giappone e l’inimmaginabile sofferenza patita da questo popolo non ci hanno lasciati indifferenti e ci spingono a fare qualcosa di concreto. Abbiamo così lanciato questa campagna di beneficenza per dare un aiuto immediato e diretto. I nostri pensieri vanno alle vittime e ai loro congiunti”

5 Euro per ogni copia dei seguenti prodotti venduti tramite lo shop online andranno alla Croce Rossa giapponese per aiutare le vittime del disastro:

- G Data AntiVirus 2011
- G Data InternetSecuirty 2011
- G Data TotalCare 2011

Cliccate su http://www.gdata.it/we-are-helping.html per maggiori informazioni sulla campagna di beneficenza di G Data.

L’impegno e la responsabilità sociale sono una parte fondamentale della filosofia di G Data. L’azienda tedesca ha già adottato 50 bambini attraverso il „Plan Deutschland Children’s Fund“ a partire dal 2008 e attualmente supporta un programma contro l’AIDS in Uganda.

domenica 5 aprile 2009

Terremoto: scossa in Romagna

Avvertita prolungata scossa di terremoto, pochi istanti fa, alle ore 22:20 circa di oggi domenica 5 aprile 2009 a Rimini.

Non trovo al momento alre segnalazioni in tempo reale. Qui l'onda sismica, forte e prolungata, non ha causato danni. Solo paura per fortuna.

L'ultimo episodio sismico risale allo scorso 24 dicembre 2008, quando una forte scossa di terremoto fu stata avvertita in buona parte del Centro-Nord Italia, da Firenze a Trieste.

Epicentro del terremoto: Traversetolo, tra Parma e Reggio Emilia, con una magnitudo di 5.2 gradi della scala Richter.
Due brevi onde sismiche registrate dai simsografi. La scossa fu avvertita anche a Milano alle 16.25 e registrata anche a Genova, Bologna, Venezia, Firenze, Torino e in Trentino.

E in serata, attorno alle 23 ci fu una replica, ma con magnitudo inferiore: 4,7.

speriamo bene..

domenica 21 gennaio 2007

Forte scossa di terremoto in Indonesia per un'ora si è temuto uno tsunami

Forte scossa di terremoto in Indonesia per un'ora si è temuto uno tsunami

Il sisma al largo dell'isola di Sulawesi, panico fra la popolazione della città di Manado
Nessuna vittima né danni gravi. Rientrato l'allarme per un'eventuale onda anomala
Forte scossa di terremoto in Indonesia per un'ora si è temuto uno tsunami


GIAKARTA - Un terremoto di intensità pari a 7,3 gradi Richter si è verificato al largo delle coste dell'isola indonesiana di Sulawesi (Celebes). Gli esperti hanno immediatamente segnalato il rischio di uno tsunami, rientrato dopo un'ora.

L'agenzia meteorologica e geofisica indonesiana ha fissato l'intensità del sisma in 6,5 gradi Richter. La scossa ha avuto luogo alle 19.27 ora locale (le 12.27 italiane). L'epicentro è stato localizzato a 160 chilometri a sud-est di Manado, capoluogo della provincia di Sulawesi Occidentale, nel Mare delle Molucche settentrionali, a 51 chilometri di profondità.

La rete Metro TV ha riferito che il sisma ha seminato il panico nella grande città di Manado, dove alcuni edifici sono stati lesionati e la gente è scesa in strada spaventata.

E proprio da Manado sono arrivate le informazioni che hanno fatto rientrare l'allarme tsunami. "Un'ora dopo il terremoto abbiamo chiamato le autorità portuali di Manado le quali ci hanno comunicato che non c'è stato alcun innalzamento del livello del mare", ha detto Arif dell'Istituto sismologico di Giakarta.


Origine: Repubblica

martedì 26 dicembre 2006

Tsunami, 2 anni fa l'onda assassina Un disastro che fece 230.000 morti

Prima il terremoto, poi l'onda anomala che travolse l'Indonesia. Una immensa tragedia da cui il sud-est asiatico non si è ancora ripreso


 Tsunami, 2 anni fa l'onda assassina Un disastro che fece 230.000 morti ROMA - Le 7:59 del 26 dicembre 2004: un terremoto di violenza inaudita - magnitudo 8,9 della scala Richter, il più forte degli ultimi 40 anni, con epicentro in mare aperto, al largo di Sumatra - colpì il sud-est asiatico.

La scossa provocò un maremoto e, quindi, un'onda anomala che, accumulando sempre maggiore potenza nella sua corsa, si abbattè dapprima sulle coste dello Sri Lanka, poi, via via, su quelle di Thailandia, Indonesia, India, Maldive e Malaysia, fino ad arrivare in Africa. Un massa imponente d'acqua, alta molti metri, che provocò morte e distruzione prima investendo le coste, e dopo, quando si ritirò verso il mare aperto trascinando con sè centinaia di persone. Il numero dei morti e dei dispersi provocati dallo tsunami è stato, secondo i dati dei governi dei Paesi coinvolti nella catastrofe, di 229.361.

Il tributo più alto, in questo drammatico conteggio, è stato quello dell'Indonesia, con 131.934 morti e 37.066
dispersi. Poi lo Sri Lanka (35.322 tra morti e dispersi), la Thailandia (5.395 morti e 2.817 dispersi). I morti italiani furono 40.

Alle 9:25 del 26 dicembre le autorità dello Sri Lanka avevano già dichiarato lo stato di disastro nazionale. Alle 18:44, ora italiana, giungevano testimonianze drammatiche. In Thailandia, meta tradizionale del turismo occidentale e asiatico, l'isola di Phuket, resa famosa perché scelta come location di alcuni film di James Bond, apparve a un testimone "un disastro con tutti i ristoranti e i locali distrutti".

Da un'altra isola, Koh Phi Phi, altrettanto famosa (per il film "The Beach" con Leonardo Di Caprio), un altro testimone, Mike Williams, disse: "Sentivamo urlare, mentre un'enorme onda saliva dal mare, invadeva la strada... decine di automobili venivano portate via come dei giocattoli. Era terrificante".

I bilanci si aggravarono di ora in ora. In Indonesia, dove le vittime accertate alla fine saranno oltre 130 mila, la provincia più colpita fu quella di Aceh. In India (più di 12 mila morti accertati) le aree più flagellate furono il Tamil Nadu con la capitale Madras, e quello dell'Andhra Pradesh, tutti e due nell'India meridionale, dove le vittime si sono avute soprattutto tra i pescatori. Con il calare della notte sull'Asia si parlava di 30.000 morti - la Croce rossa internazionale affermava di averne accertati 23.700 - e gli esperti già dicevano che il numero dei morti poteva essere di 100.000. Senza contare le eventuali vittime di epidemie. I turisti stranieri cercavano di lasciare i vari Paesi.

Scene di caos si verificarono all'aeroporto di Phuket. Moltissimi i viaggiatori che rimasero a lungo isolati in zone troppo difficili da raggiungere e con le comunicazioni interrotte. Poi, dopo settimane, il terribile bilancio definitivo: quasi 230 mila morti.

Origine: Repubblica

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