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giovedì 10 ottobre 2019

Moto Energica: nuovo brevetto in Giappone

Moto Energica: nuovo brevetto in Giappone

Modena, 9 Ottobre 2019 Energica Motor Company S.p.A., dopo il deposito di diversi brevetti internazionali, europei ed italiani raggiunti negli ultimi anni, ha ottenuto in data odierna il rilascio del brevetto giapponese, nr. WO 2015/052647 A1 relativo al Gruppo di Alimentazione delle moto Energica.

Questo importante componente tecnico contiene nella loro interezza le batterie ricaricabili, sigillandole al proprio interno.
Le stesse batterie solitamente sono soggette a surriscaldamento, il quale ne riduce fortemente il ciclo di vita.
La Supply Unit Energica è stata studiata proprio per evitare questo surriscaldamento. Il contenitore comprende una piastra di raffreddamento realizzata in alluminio provvista di una pluralità di fori passanti che comunicano con l'esterno e che attraversano longitudinalmente la piastra di raffreddamento.
Energica è l'unica casa costruttrice di moto elettriche ad aver progettato ed applicato questa soluzione tecnica.

"Il Giappone è un territorio molto importante per il settore elettrico ed è certamente uno dei nostri prossimi approdi commerciali", afferma Livia Cevolini, CEO Energica Motor Company S.p.A.
"L'ufficialità di questo brevetto sul territorio giapponese aggiunge un importante tassello al grande lavoro del nostro dipartimento tecnico", afferma Giampiero Testoni, CTO Energica Motor Company.

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Energica Motor Company S.p.A.
Energica Motor Company S.p.A. è la prima casa costruttrice al mondo di moto elettriche ad elevate prestazioni e il costruttore unico della FIM Enel MotoE™ World Cup. Le moto Energica sono attualmente in vendita presso la rete ufficiale di concessionari ed importatori


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www.CorrieredelWeb.it

lunedì 21 maggio 2018

ASAHI Super Dry. Lanciata in Italia la birra giapponese No1

Lanciata in Italia la birra giapponese No1 Asahi Super Dry 

Presentata a Milano, in occasione di un evento esclusivo, la super premium giapponese dal gusto unico Super Dry

Asahi Super Dry, la birra super premium più venduta in Giappone, che ha rivoluzionato il panorama birrario internazionale grazie alla sua caratteristica "dry" in giapponese "Karakuchi" è stata presentata ieri sera alla presenza di numerosi ospiti.

Asahi Super Dry è stata prodotta la prima volta nel 1987 definendo nuovi standard produttivi pensati per creare il gusto super dry, un gusto pulito, secco e rinfrescante in grado di essere perfettamente abbinato con il cibo giapponese ma anche con la più raffinata cucina internazionale. 

Questa particolare caratteristica ne ha decretato il successo in Giappone e nel resto del mondo.


Il suo gusto unico è il risultato della filosofia giapponese del Kaizèn applicata al processo produttivo: spirito innovativo, cura del dettaglio e miglioramento continuo volto alla ricerca dell'eccellenza e della perfezione del gusto.


Per la produzione il Gruppo Asahi ha scelto lo stabilimento di Padova che fornirà sia il mercato italiano che tutto il mercato europeo. Lo stabilimento è infatti dotato dai più elevati standard tecnologici e qualitativi necessari alla produzione di questa birra rispettandone la autentica ricetta giapponese. 

Asahi Super Dry ha infatti un metodo di produzione innovativo che comprende una meticolosa selezione degli ingredienti, un processo di lunga fermentazione, la non pastorizzazione e la microfiltrazione.

 per noi una grandissima soddisfazione presentare un marchio unico nel suo genere e cosi rappresentativo dell'eccellenza giapponese in Italia", ha dichiarato Sabrina Fontana, Marketing Manager Asahi Super Dry. "Siamo sicuri che anche in Italia, Paese così attento all'eccellenza, alla qualità e allo stile, questo brand avrà un grande successo per la caratteristica unica super dry che porta questo brand oltre i confini della birra".


Nel corso dell'evento a sottolineare l'unicità del gusto di Asahi Super Dry ha contribuito lo chef stellato Michelin Yoji Tokuyoshi, che ha saputo creare una nuova cucina italiana rispettandone la tradizione ma riuscendo a conciliarla con la sensibilità e la cura del dettaglio giapponese. Lo chef ha presentato agli ospiti il concetto di "Karakuchi", attraverso abbinamenti studiati per esaltare le caratteristiche delle portate grazie al gusto pulito e secco di Asahi Super Dry, sottolineando così il perfetto connubio tra l'eccellenza italiana e quella giapponese.


Evento
La serata si è svolta nel loft milanese allestito con elementi iconici che evocano l'innovazione, la ricerca della perfezione e quanto di più legato alla cultura giapponese più evoluta alla presenza di accompagnati dalle sonorità dei DJ Hirokömeister e Gak Sato. Tra gli ospiti: Alessio Bertallot, Dargen D'Amico, La Pina, Marco Maccarini.

Nel corso della serata lo chef di fama internazionale Yoji Tokuyoshi ha preparato una serie di abbinamenti per esaltare il gusto delle portate ed di Asahi Super Dry e, in particolare: i Rigatoni croccanti Cacio e Pepe, uno dei piatti romani più famosi, si sposa molto bene con la birra Asahi Super Dry per il grasso della crema di formaggio e la piccantezza del pepe; il Riso Soffiato e grigliato alla polvere di Wasabi, un piatto dello street food giapponese a base di riso croccante con un rimando all'affumicato che completa molto bene il gusto della schiuma "Maroyaka" (morbida) della birra con la piccantezza del wasabi e che esalta ancora di più il sapore di super dry e permette di scoprire davvero il concetto di Karakuchi.

La storia del Brand:  la perfezione del gusto 
Asahi Breweries, decisa a tornare ai vertici del mercato nazionale, introdusse nella seconda metà degli anni '80 una nuova categoria di birra: il risultato di lunghi anni di ricerca sul gusto dei consumatori giapponesi. Dalla ricerca era infatti emerso il desiderio di una Lager dal gusto pulito, secco e rinfrescante che potesse essere gustato sorso dopo sorso ed esaltare i sapori di una cucina di alta qualità. Poiché non esistevano categorie che potessero classificare il gusto unico di questa nuova creazione, Asahi iniziò a descriverla come "Dry" – in giapponese Karakuchi - introducendo una nuova categoria nel mercato birraio internazionale.

E così, nel marzo 1987, fu lanciata una birra che ha decretato il successo mondiale dell'azienda, rivoluzionando il panorama birraio internazionale: Asahi Super Dry.

Il suo gusto unico è il risultato della filosofia giapponese del Kaizèn applicata al processo produttivo: spirito innovativo, cura del dettaglio e miglioramento continuo volto alla ricerca dell'eccellenza e perfezione di gusto.

E' quest'approccio che le ha permesso di diventare la birra giapponese numero uno nel mondo.

Per ottenere questo gusto così straordinario, il Super Dry, viene riposta un'estrema cura del dettaglio in ogni fase del processo di birrificazione. Prodotta nel rispetto dell'autentica ricetta giapponese, Asahi Super Dry è una birra non pastorizzata, attraverso il processo ''na-ma'', per preservarne la freschezza ed ottenere un retrogusto netto e pulito. La completa fermentazione a basse temperature ne esalta ulteriormente l'aroma.

Per raggiungere tale finezza di gusto selezioniamo attentamente i migliori ingredienti utilizzando un processo produttivo all'avanguardia che applica tutta l'esperienza hi-tech giapponese:

• LIEVITI esclusivi, accuratamente selezionati e preservati nella banca lieviti di Asahi Breweries a Tokyo. Migliorano la fermentazione, donano un aroma unico ed un gusto sofisticato caratterizzato da un sapore secco e rinfrescante.
• L'utilizzo del RISO e di altri succedanei le conferisce un gusto sofisticato che pulisce il palato sorso dopo sorso.
• I LUPPOLI di qualità superiore, donano a questa birra il suo elegante tocco di amaro, mai persistente.

 La storia di Yoji Tokuyoshi
Yoji Tokuyoshi nasce in Giappone dove studia cucina prima di venire in Italia, oltre dieci anni fa, dove trova subito lavoro presso l'Osteria Francescana.

Dentro il dream team di Massimo Bottura, Yoji riesce presto a farsi notare e arrivare alla posizione di Sous Chef, ruolo che mantiene fino al momento in cui decide di realizzare un'esperienza tutta sua, ad inizio 2014.

In quei nove anni i successi ottenuti dall'Osteria Francescana sono incredibili; il ristorante guadagna velocemente la seconda stella Michelin fino ad ottenere addirittura la terza a fine 2011, (settimo ristorante in Italia).

Il suo percorso da Sous Chef durerá altri tre anni da allora, durante i quali Yoji rimane al fianco di Massimo Bottura arrivando insieme sul podio mondiale ricevendo il riconoscimento come terzo miglior ristorante al mondo per la 50Best.

Il 2014 è un anno molto importante per Yoji che vuole fare un'altra esperienza in giro per il mondo ed è allora che, dopo aver preso in considerazione diverse opzioni, sceglie Milano per aprire il suo ristorante. Il Ristorante "Tokuyoshi" si basa su una nuova idea: "Cucina Italiana Contaminata".
La materia prima genuinamente Italiana vuole essere presentata da un nuovo punto di vista, contaminata sì ma solo nelle idee, nelle tecniche di preparazione, a volte giapponesi altre semplicemente il riflesso della cultura di Yoji Tokuyoshi, risultando, in una parola, molto "personale".


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mercoledì 16 marzo 2011

G Data: campagna di beneficenza per le vittime del terremoto in Giappone

G Data Software AG ha deciso di lanciare una campagna di beneficenza a favore delle vittime del terremoto in Giappone. Fino all’11 Aprile saranno donati alla Croce Rossa 5 euro per ogni versione completa dei software G Data AntiVirus, G Data Internet Security e G Data Total Care che saranno venduti tramite lo shop online. Il fine è quello di dare un aiuto concreto per la ricostruzione dopo il disastro. L’intera somma raccolta sarà donata al termine della campagna.

„Notizie allarmanti sull’entità del disastro e il terribile numero di morti a seguito di questa grande catastrofe ci giungono di ora in ora dai nostri collaboratori in Giappone”, ha dichiarato il Dr. Dirk Hochstrate, CEO di G Data Software AG. “Il disastro in Giappone e l’inimmaginabile sofferenza patita da questo popolo non ci hanno lasciati indifferenti e ci spingono a fare qualcosa di concreto. Abbiamo così lanciato questa campagna di beneficenza per dare un aiuto immediato e diretto. I nostri pensieri vanno alle vittime e ai loro congiunti”

5 Euro per ogni copia dei seguenti prodotti venduti tramite lo shop online andranno alla Croce Rossa giapponese per aiutare le vittime del disastro:

- G Data AntiVirus 2011
- G Data InternetSecuirty 2011
- G Data TotalCare 2011

Cliccate su http://www.gdata.it/we-are-helping.html per maggiori informazioni sulla campagna di beneficenza di G Data.

L’impegno e la responsabilità sociale sono una parte fondamentale della filosofia di G Data. L’azienda tedesca ha già adottato 50 bambini attraverso il „Plan Deutschland Children’s Fund“ a partire dal 2008 e attualmente supporta un programma contro l’AIDS in Uganda.

lunedì 22 marzo 2010

Cercando Lo Yeti 2010: Italia Giappone in quad, avventura oltre ogni confine

CERCANDO LO YETI - Italia > Giappone in Quad è la nuova sfida che Danilo Carnevali è determinato a portare a termine nel Luglio 2010. Un viaggio in quad dall'Italia al Giappone inseguendo un sogno.


Mancano pochi mesi alla partenza di quella che si annuncia come un'avventura oltre ogni confine: in sella al suo quad, Danilo Carnevali percorrerà, in solitaria, 15.000 Km, attraversando 10 nazioni, obiettivo Monte Fuji in Giappone.


CERCANDO LO YETI - Italia > Giappone in Quad fa seguito alla prima grande impresa portata a termine da Danilo Carnevali, in Mongolia nel Luglio 2008. La missione Italia-Mongolia (Ulan Bator) ha visto il protagonista percorrere 9500 Km in quad, e raggiungere la capitale mongola in soli 18 giorni. Il viaggio è stato documentato a livello amatoriale da Agostino Camillini e Ida Donninelli, lo staff della prima missione.


La nuova avventura di CERCANDO LO YETI è destinata a segnare il guinness dei primati come il più lungo viaggio in quad realizzato in un solo mese.


Sul sito troverete tutte le informazioni sulla missione in Giappone e il video dell'avventura in Mongolia.

www.cercandoloyeti.it





martedì 26 febbraio 2008

Sondaggio in Giappone: 3 su 4 contro la caccia alle balene!


Tre giapponesi su quattro non approvano la caccia baleniera nel Santuario dei Cetacei dell'Oceano Antartico. E l'87 per cento non sa che sono loro stessi - come contribuenti - a finanziarla. È quanto emerge da un sondaggio commissionato da Greenpeace e diffuso oggi sull'opinione dei giapponesi rispetto alla caccia alle balene.

Il sondaggio è stato condotto dal Nippon Research Center Ltd (membro della Gallup International Association) su un campione di 1.501 persone tra 15 e 60 anni. Le interviste sono state fatte tra il 18 e il 23 gennaio 2008, proprio mentre la nave di Greenpeace "Esperanza" braccava la flotta baleniera giapponese, bloccando la caccia e salvando un centinaio di balene.

I risultati parlano chiaro: il 25% dei giapponesi si oppone alla caccia baleniera, il 31% la sostiene e il 44% non ha un'opinione. Tra questi ultimi, oltre l'80% non è d'accordo con la caccia baleniera in acque internazionali, quindi è contro la mattanza in Antartide. Anche tra i sostenitori della caccia quasi il 40% non la approva in acque internazionali. In generale, il 71% dei giapponesi non sostiene la caccia in altura.

Il dato sbalorditivo è che l'87% dei giapponesi non sa di finanziare con le proprie tasche la fasulla ricerca scientifica baleniera: il Governo impiega quasi 5 milioni di dollari l'anno (500 milioni di Yen) - sborsati in tasse dai contribuenti giapponesi - per massacrare balene.

La caccia commerciale alle balene è vietata dal 1986 per decisione della Commissione Baleniera Internazionale (IWC). Per aggirare quest'ostacolo, il Giappone sostiene di portare avanti un'attività di "ricerca scientifica", che in vent'anni non ha raccolto un solo dato utile su questi animali. E – come dimostra il sondaggio - la difesa dell'identità culturale del paese è soltanto un'altra squallida scusa.

Ormai, l'opportunità e la credibilità di questo programma di ricerca sono messe in discussione anche in Giappone, ma il Governo giapponese insiste e sta cercando di far riaprire la caccia. E l'Italia? Due mesi fa Greenpeace ha chiesto chiarimenti, ma non è arrivata nessuna risposta: il timore è che, per quieto vivere con il Giappone, l'Italia possa dare il suo assenso alla riapertura della caccia.

La prossima riunione dell'IWC si terrà dal 26 al 30 giugno a Santiago del Cile, ma già dal 6 all'8 marzo prossimo ci sarà a Londra una riunione ufficiale per decidere quale sarà il "Futuro dell'IWC": caccia baleniera o protezione delle balene?

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