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venerdì 31 maggio 2019

MARKETERs Day 19 - Into the Food. Scuola di Management ed Economia di Torino, giovedì 27 giugno 2019

Il food e le sue sfaccettature.



Un viaggio nel mondo della ristorazione e alimentazione, approfondendo gli ambiti del marketing e della comunicazione.


Giovedì 27 giugno 2019, presso la Scuola di Management ed Economia di Torino (corso Unione Sovietica 218bis), si terrà la seconda edizione del MARKETERs Day, organizzato dal comitato torinese del MARKETERs Club.

Il MARKETERs Club è un’associazione riconosciuta a livello nazionale che realizza eventi con lo scopo di portare le migliori realtà aziendali e i migliori brand internazionali all’interno del mondo universitario.

Into the foodè il titolo dell’evento. Oggigiorno il food è uno degli argomenti più discussi e trattati sui social e sui quotidiani. 

Grazie a programmi televisivi come “La prova del cuoco” e reality shows come”Masterchef” e “Il boss delle torte”, il mondo alimentare viene esplorato sempre di più. 

Le ricette e i segreti della cucina vengono scambiati e condivisi in continuazione da persone di tutte le età. 

È ormai diventata un’abitudine fare la foto al piatto e postarla su Instagram, oppure fare video e vlog su YouTube per dare consigli culinari.

Il MARKETERs Club vuole approfondire questa realtà, evidenziando il ruolo che il cibo ricopre a livello di marketing, comunicazione e promozione.
Gli ospiti presenteranno le loro aziende, presentando diversi temi legati al food

Si parlerà, ad esempio, di slow e fast food, di efficienza e rapidità del servizio, di qualità e costi.

Tra i primi relatori che ad oggi hanno confermato la loro presenza c'è Marco Do, direttore Comunicazione e Relazioni Esterne di Guida Michelin
Durante le presentazioni si potrà partecipare attivamente, facendo interventi e domande (anche raccolte sulle pagine social del Club).

La giornata avrà inizio intorno alle 9.30 con accredito e proseguirà con gli interventi degli ospiti, intervallati da un coffee break, un pranzo e una serie di attività supportate dagli sponsor. 
La giornata si concluderà intorno alle 17.30 con un aperitivo finale in pieno stile MARKETERs.

MARKETERs Day - Into the Food è il terzo evento del secondo anno del Comitato di Torino, il quale ha contato più di 250 soci e tre eventi a cui hanno presenziato circa 100 partecipanti, tra studenti e non.

Grazie all’impegno e alla passione che vengono riposti in ogni attività attualmente il Club conta più di 900 soci a livello nazionale.


Tra gli ospiti dei passati appuntamenti:
  • Tommaso Saronni, Director PR, Social & Digital di Adidas Group;
  • Simone Maggi CEO & Co-founder di Lanieri;
  • Veronica Dolce, Marketing Manager di Rolling Stone Italia;
  • Paolo Iabichino, Docente alla scuola Holden ed ex Chief Creative Officer di Ogilvy; Veronica Civiero, Head of Influencers e Social Media di L’Oréal;
  • Mauro Zanetti, Project Management Office della Juventus FC; Giorgio Soffiato, Managing Director di Marketing Arena.
E molti altri.

CONTATTI:
hellotorino@marketersclub.it
www.marketersclub.it

mercoledì 24 ottobre 2018

Food & Mood. Pizzium apre a Roma


PIZZIUM ARRIVA ANCHE A ROMA!

Dopo Milano, Gallarate, Serravalle e Torino la pizzeria Food&Mood è anche romana. 

Prodotti regionali di qualità senza rinunciare alla napoletanità.

Milano – 24 ottobre 2018 - Il brand Pizzium continua a crescere e arriva a Roma: il nuovo locale ha aperto i battenti in Via Piave 9/11/13, dopo i successi di Milano (che conta già tre indirizzi), Gallarate, Serravalle e Torino

Un marchio giovane ma che si sta rapidamente affermando in tutta Italia: il primo Pizzium nasce infatti nel 2017 a Milano, da un'idea di Stefano Saturnino, Giovanni Arbellini e Ilaria Puddu.

C'è un po' di Napoli in ogni regione e a garantirlo è Pizzium che non abbandona la tradizione partenopea ma la declina utilizzando in modo creativo i prodotti d'eccellenza di tutta Italia e la condisce con il meglio della materia prima DOP e IGP. 

La base della pizza è napoletana, il cornicione è alto e spesso ma è possibile sedersi a tavola e ordinare anche una pizza Lazio con guanciale, pecorino romano, uova e pepe nero.

Il menu di Pizzium si compone infatti sia di proposte regionali sia di pizze più classiche: prodotti ricercati come capocollo di Martinafranca, pesto ligure fatto in casa e guanciale del Salumificio Villani possono affiancare gli immancabili pomodoro, mozzarella, olio extra vergine di oliva e basilico, anch'essi rigorosamente DOP e IGP. 

Nell'attesa si possono invece ordinare bruschette, friselle e focaccia da accompagnare a una ricca selezione di prodotti locali.

Lo stile di Pizzium è inconfondibile ma mai uguale a se stesso perché trae sempre ispirazione dalla terra che lo ospita: la nuova pizzeria trova una propria dimensione anche nella Città Eterna, facendosi oasi accogliente, dal sapore casalingo, con le sue pareti di mattoni, le sedie di legno e i lampadari di stoffa che ricreano atmosfere di altri tempi. 

Pizzium strizza l'occhio alla memoria dei luoghi e dei loro abitanti che coniuga con il meglio di Napoli e della Campania, con un approccio innovativo e contemporaneo.

Pizzium è aperto a pranzo da lunedì a giovedì dalle 12:00 alle 14:30 e a cena dalle 19:30 a 00:00. 

Da venerdì a domenica il locale è aperto a pranzo dalle 12:00 alle 15:00 e a cena dalle 19:30 a 00:00.




PIZZIUM
Nato nel 2017 a Milano da un'idea di Stefano Saturnino, Giovanni Arbellini e Ilaria Puddu, proprone la pizza napoletana classica e in chiave regionale, utilizzando il meglio della materia prima italiana DOP e IGP. 

Lo stile Pizzium è inconfondibile ma ogni locale è unico perché trae ispirazione dalla terra che lo ospita, senza rinunciare al meglio di Napoli e della Campania. 

Grazie al suo approccio creativo e contemporaneo, Pizzium si sta affermando in Italia con tre locali a Milano, uno a Serravalle, Gallarate, Torino e Roma.

mercoledì 17 ottobre 2018

AFTER FUTURI DIGITALI: ARANZULLA E BARTEZZAGHI TRA GLI OSPITI DELLA 2° EDIZIONE





AFTER FUTURI DIGITALI 
SALVATORE ARANZULLA E STEFANO BARTEZZAGHI TRA GLI OSPITI DELLA 2° EDIZIONE 
Tech Shaping Food: a global perspective on food and technology | Innovazione e nuove direzioni | A Reggio Emilia 15 ricercatori internazionali illustrano i case history di successo nel mondo.

Il più celebre divulgatore informatico italiano e il giornalista e maestro dei giochi linguistici saranno i protagonisti di due degli appuntamenti in programma al primo e unico Festival nazionale dedicato all'evoluzione del digitale.

Dal 19 al 21 ottobre a Reggio Emilia la seconda edizione del festival post-digitale

L'evoluzione è visibile agli occhi

Regione Emilia-Romagna, Comune di Reggio Emilia, Agenda Digitale Emilia-Romagna, Fondazione Palazzo Magnani e Lepida S.p.A promuovono il Festival dedicato alla trasformazione digitale della società contemporanea.

In programma quasi 80 eventi tra workshop, conferenze, spettacoli e una grande area espositiva con le Demo di ultima generazione, per vivere in maniera esperenziale le applicazioni del digitale alla robotica e alle intelligenze artificiali.

Tra gli ospiti Salvatore Aranzulla, il divulgatore informatico e blogger più famoso del web, il conduttore e giornalista Federico Taddia, il professore, scrittore e giornalista Stefano Bartezzaghi, il filosofo, sociologo, psicoanalista, accademico e giornalista Umberto Galimberti,  il conduttore Sky Alessio Viola e tanti altri.

Dal 19 al 21 ottobre prossimi la città di Reggio Emilia si trasforma in un futuristico laboratorio di conoscenza ed esperienza della trasformazione digitale nella società contemporanea ospitando After Futuri Digitali, il primo festival dedicato alla banda ultra larga e alle sue applicazioni sull'ambiente urbano e sulla comunità.


L'evoluzione continua. Dopo il successo della prima edizione di Modena, torna l'appuntamento per scoprire le ultime evoluzioni dell'intelligenza artificiale, della robotica e della scienza dei dati applicati al territorio, mettendo al centro la persona, la comunità e le tecnologie al loro servizio, esplorando le diverse modalità con cui il digitale può migliorare la qualità della vita delle persone, nel loro ruolo di cittadini.
In quanto apripista di percorsi e progetti per incentivare l'innovazione tecnologica, al vertice delle classifiche nazionali delle città più smart d'Italia, Reggio Emilia - quarta per popolazione fra le città dell'Emilia-Romagna, tra le Regioni più digitalizzate del Paese; città delle Scuole dell'infanzia celebri nel mondo per la filosofia educativa Reggio Emilia Approach e di consolidate politiche di Partecipazione dalla Co-progettazione in diversi ambiti e a vari livelli, alla diffusione di una Cultura digitale collettiva e consapevole in ogni fascia di età; baricentro di un'area vasta di circa due milioni di persone, piuttosto omogenea per tessuto sociale, economia, innovazione e storia, che comprende l'Emilia occidentale e il sud della Lombardia ed è servita dalla stazione Av Mediopadana quale tratto distintivo di sviluppo sostenibile e innovazione anche nella mobilità nazionale ed internazionale - è pronta ad ospitare il festival nazionale che presenta le potenzialità e applicazioni già possibili in tema di infrastrutturazione a banda ultra larga e digitalizzazione.

Il Festival, nato nell'ambito dell'Agenda Digitale con il sostegno della Regione Emilia – Romagna e del Comune di Reggio Emilia, si pone come obiettivo principale quello di diffondere le conoscenze e le competenze nell'ambito della BUL, un'infrastruttura pubblica a banda ultra larga a servizio di
istituzioni, scuole e luoghi d'incontro, ma anche di comunicare gli obiettivi in merito a connettività nella regione e a livello nazionale.

L'edizione 2018
Per tre giorni, dal 19 al 21 ottobre, tutta la città di Reggio Emilia sarà animata da 80 appuntamenti, un evento diffuso esperienziale e partecipativo. Workshop, conferenze, eventi, spettacoli teatrali, saranno ospitati tra i Chiostri di San Domenico, Palazzo da Mosto, Spazio U30Cinque (piazza Scapinelli), Scuola dell'infanzia Diana e diverse altre sedi istituzionali cittadine, un calendario ricchissimo di appuntamenti per immergersi nel futuro e scoprire l'era digitale e le sue implicazioni a 360° nella società attuale: cultura e creatività, educazione, economia della conoscenza.

Il Programma

Cultura e creatività
Cultura e creatività sono uno dei frames dentro la quale rilanciare una nuova visione economica di  regioni e città. A questi due grandi terreni di applicazione del digitale sono dedicati una serie di eventi suggestivi e di intrattenimento. Tra i più suggestivi MAPS 1:610,  la performance del pittore Jorge R. Pombo che reinterpreterà a carboncino, tra digitale e analogico, le piante di alcune grandi città prese da google maps sulle quali danzeranno i ballerini del coreografo Saul Daniele Ardillo un progetto realizzato da Fondazione Palazzo Magnani e Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto;; l'appuntamento con CAFFE' DESIGN, il podcast dei tre designer Giuliano Guarini, Nanni Esposito, Breccia, più volte al primo posto nella classifica i-tunes e tra i podcast consigliati di Spreaker, che discuteranno di comunicazione, tecnologia del marketing, e innovazione per dimostrare il ruolo fondamentale del design nel futuro; COPERNICO NON CI CREDEVA e FATTI DI NUMERI, due spettacoli teatrali rispettivamente della compagnia MaMiMo e Teatro dell'Orsa, prodotti su commissione del Comune di Reggio Emilia. Il primo è un viaggio nel mondo di quello che è stato uno dei personaggi più "rivoluzionari" della storia del pensiero umano, Niccolò Copernico, per comprendere come gli open data possano diventare strumento che permetta di orientarsi nel vasto flusso dell'informazione e ci aiuti a sviluppare un pensiero critico sulla società che ci circonda; il secondo racconta le storie nascoste dentro i dati aperti: di quali numeri siamo fatti? 10 miliardi di cellule nervose, 300 grammi di cuore, 25.920 respiri ogni giorno. Quali sono i numeri della nostra vita? Quante parole pensiamo? Quante ci pensano? Qual è il nostro metro per misurare la felicità? E per finire la lectio magistralis "IL NUOVO IO" con il filosofo, sociologo, psicoanalista, accademico e giornalista Umberto Galimberti.

Educazione
After è soprattutto divulgazione, luogo dove misurare ed espandere le competenze digitali, per imparare a sperimentarle e utilizzarle. Workshop e conferenze ospiteranno alcuni tra i protagonisti e interpreti dell'innovazione digitale e del mondo accademico, che illustreranno le più recenti applicazioni della digitale anche nella scuola e nel sociale. Tra gli appuntamenti IL SINDACO E ARANZULLA, dialogo tra Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia, e Salvatore Aranzulla, per scoprire chi è il giovane divulgatore informatico e fondatore di Aranzulla.it, capace di cumulare milioni di visualizzazione al mese e di avere la risposta sempre pronta ad ogni vostro quesito tecnologico; SOCIAL FAMILY, l'incontro con il giornalista e presentatore Federico Taddia per parlare del rapporto tra adolescenti, genitori e tecnologia; LA TRIBÙ - EDIZIONE 2018/2019 A REGGIO EMILIA - TAPPA DIGITALE, una Caccia al tesoro per portare consapevolezza dei propri potenziali e affrancarsi dagli stereotipi di genere, attraverso un laboratorio di robotica per bambine di 8-10 anni; IL CRUCIVERBA DIGITALE, creato da Stefano Bartezzaghi con Alessio Viola, un gioco - viaggio insieme al pubblico tra le parole e il lessico che caratterizzano l'era digitale che stiamo vivendo.

Economia della Conoscenza
Le opportunità della digital economy stanno cambiando radicalmente il modo di fare impresa, le professioni e le competenze.
E come non parlarne a Reggio Emilia, dove è attivo da cinque anni un Tecnopolo della Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna, voluto da Regione, Comune, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, centri di ricerca e imprese per lo scambio tecnologico, primaria struttura del nascente Parco Innovazione infrastruttura di Economia della Conoscenza creata per la ricerca avanzata e la contaminazione fra saperi scientifici, tecnologici e umanistici.
Professori e rappresentanti del mondo economico illustreranno durante il festival i cambiamenti e i nuovi skills richiesti alle nuove generazioni dal mondo del lavoro e dalle pubbliche amministrazioni, nei settori produttivi e nel terziario. Tra i tanti appuntamenti INNOVA BEFORE AFTER: I GIOVANI E IL DIGITALE, il talk dedicato all'innovazione che ha portato il digitale nelle nostre vite con un particolare focus sulla generazione under 35; I MESTIERI DEL DIGITALE: COME CAMBIANO PROFESSIONI E COMPETENZE, un workshop per analizzare i cambiamenti in corso nel mondo del lavoro e delle professioni, portati dall'utilizzo delle tecnologie digitali; UN ANNO DOPO: I 10 FATTI CHE CAMBIARONO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, a distanza di un anno dalla presentazione al Festival AFTER di Modena degli obiettivi delle Comunità Tematiche dell'Agenda Digitale l'incontro è dedicato alla presentazione dei risultati concreti raggiunti, al confronto con i principali stakeholders nazionali dell'innovazione digitale e alla consegna di un premio a tutti coloro che hanno partecipato a tale percorso; ALTRAN – TAVOLA ROTONDA SULLE RETI 5G, con i principali operatori delle telecomunicazioni per discutere lo stato dell'arte delle reti 5G, un'occasione preziosa per comprendere l'impatto e le applicazioni che avranno i nuovi servizi ICT negli anni a venire; DIGITALIZZARE L'IMPRESA - DALLA FATTURAZIONE ELETTRONICA AL 4.0. Enrico Pagliarini, giornalista di Radio24, a colloquio con Paolo Manfredi, responsabile digitalizzazione delle PMI di Confartigianato e Fabio Ferrarini, responsabile ufficio sviluppo LAPAM sui temi della digitalizzazione delle PMI; SCAMBIO DI BIT: IL "SOCIALE DIGITALE" PER LA POLITICA INDUSTRIALE, la conferenza proverà, attraverso alcuni casi, come il modello Olivetti, a dare visione di come l'innovazione sociale e la trasformazione digitale possono coesistere per affrontare le sfide sociali emergenti; spazio anche al divertimento con MEET THE G.A.S., conferenze, hackathon, workshop, stand gastronomici e momenti ludici animeranno il festival grazie alla partecipazione di esperti, agronomi, produttori locali e appartenenti ai Gruppi di Acquisto Solidale.

E ancora un'area espositiva dedicata alle ultime Demo, per vivere in maniera esperienziale le applicazioni tecnologiche del digitale alla robotica e alle intelligenze artificiali: prototipi, simulatori e dimostratori delle tecnologie digitali più innovative degli ultimi anni, sperimentabili sotto la guida di esperti che ne illustreranno gli utilizzi al servizio dell'individuo e della collettività di soluzioni in realtà virtuale e realtà aumentata.


After Futuri Digitali – Reggio Emilia 19 – 21 ottobre

lunedì 21 maggio 2018

ASAHI Super Dry. Lanciata in Italia la birra giapponese No1

Lanciata in Italia la birra giapponese No1 Asahi Super Dry 

Presentata a Milano, in occasione di un evento esclusivo, la super premium giapponese dal gusto unico Super Dry

Asahi Super Dry, la birra super premium più venduta in Giappone, che ha rivoluzionato il panorama birrario internazionale grazie alla sua caratteristica "dry" in giapponese "Karakuchi" è stata presentata ieri sera alla presenza di numerosi ospiti.

Asahi Super Dry è stata prodotta la prima volta nel 1987 definendo nuovi standard produttivi pensati per creare il gusto super dry, un gusto pulito, secco e rinfrescante in grado di essere perfettamente abbinato con il cibo giapponese ma anche con la più raffinata cucina internazionale. 

Questa particolare caratteristica ne ha decretato il successo in Giappone e nel resto del mondo.


Il suo gusto unico è il risultato della filosofia giapponese del Kaizèn applicata al processo produttivo: spirito innovativo, cura del dettaglio e miglioramento continuo volto alla ricerca dell'eccellenza e della perfezione del gusto.


Per la produzione il Gruppo Asahi ha scelto lo stabilimento di Padova che fornirà sia il mercato italiano che tutto il mercato europeo. Lo stabilimento è infatti dotato dai più elevati standard tecnologici e qualitativi necessari alla produzione di questa birra rispettandone la autentica ricetta giapponese. 

Asahi Super Dry ha infatti un metodo di produzione innovativo che comprende una meticolosa selezione degli ingredienti, un processo di lunga fermentazione, la non pastorizzazione e la microfiltrazione.

 per noi una grandissima soddisfazione presentare un marchio unico nel suo genere e cosi rappresentativo dell'eccellenza giapponese in Italia", ha dichiarato Sabrina Fontana, Marketing Manager Asahi Super Dry. "Siamo sicuri che anche in Italia, Paese così attento all'eccellenza, alla qualità e allo stile, questo brand avrà un grande successo per la caratteristica unica super dry che porta questo brand oltre i confini della birra".


Nel corso dell'evento a sottolineare l'unicità del gusto di Asahi Super Dry ha contribuito lo chef stellato Michelin Yoji Tokuyoshi, che ha saputo creare una nuova cucina italiana rispettandone la tradizione ma riuscendo a conciliarla con la sensibilità e la cura del dettaglio giapponese. Lo chef ha presentato agli ospiti il concetto di "Karakuchi", attraverso abbinamenti studiati per esaltare le caratteristiche delle portate grazie al gusto pulito e secco di Asahi Super Dry, sottolineando così il perfetto connubio tra l'eccellenza italiana e quella giapponese.


Evento
La serata si è svolta nel loft milanese allestito con elementi iconici che evocano l'innovazione, la ricerca della perfezione e quanto di più legato alla cultura giapponese più evoluta alla presenza di accompagnati dalle sonorità dei DJ Hirokömeister e Gak Sato. Tra gli ospiti: Alessio Bertallot, Dargen D'Amico, La Pina, Marco Maccarini.

Nel corso della serata lo chef di fama internazionale Yoji Tokuyoshi ha preparato una serie di abbinamenti per esaltare il gusto delle portate ed di Asahi Super Dry e, in particolare: i Rigatoni croccanti Cacio e Pepe, uno dei piatti romani più famosi, si sposa molto bene con la birra Asahi Super Dry per il grasso della crema di formaggio e la piccantezza del pepe; il Riso Soffiato e grigliato alla polvere di Wasabi, un piatto dello street food giapponese a base di riso croccante con un rimando all'affumicato che completa molto bene il gusto della schiuma "Maroyaka" (morbida) della birra con la piccantezza del wasabi e che esalta ancora di più il sapore di super dry e permette di scoprire davvero il concetto di Karakuchi.

La storia del Brand:  la perfezione del gusto 
Asahi Breweries, decisa a tornare ai vertici del mercato nazionale, introdusse nella seconda metà degli anni '80 una nuova categoria di birra: il risultato di lunghi anni di ricerca sul gusto dei consumatori giapponesi. Dalla ricerca era infatti emerso il desiderio di una Lager dal gusto pulito, secco e rinfrescante che potesse essere gustato sorso dopo sorso ed esaltare i sapori di una cucina di alta qualità. Poiché non esistevano categorie che potessero classificare il gusto unico di questa nuova creazione, Asahi iniziò a descriverla come "Dry" – in giapponese Karakuchi - introducendo una nuova categoria nel mercato birraio internazionale.

E così, nel marzo 1987, fu lanciata una birra che ha decretato il successo mondiale dell'azienda, rivoluzionando il panorama birraio internazionale: Asahi Super Dry.

Il suo gusto unico è il risultato della filosofia giapponese del Kaizèn applicata al processo produttivo: spirito innovativo, cura del dettaglio e miglioramento continuo volto alla ricerca dell'eccellenza e perfezione di gusto.

E' quest'approccio che le ha permesso di diventare la birra giapponese numero uno nel mondo.

Per ottenere questo gusto così straordinario, il Super Dry, viene riposta un'estrema cura del dettaglio in ogni fase del processo di birrificazione. Prodotta nel rispetto dell'autentica ricetta giapponese, Asahi Super Dry è una birra non pastorizzata, attraverso il processo ''na-ma'', per preservarne la freschezza ed ottenere un retrogusto netto e pulito. La completa fermentazione a basse temperature ne esalta ulteriormente l'aroma.

Per raggiungere tale finezza di gusto selezioniamo attentamente i migliori ingredienti utilizzando un processo produttivo all'avanguardia che applica tutta l'esperienza hi-tech giapponese:

• LIEVITI esclusivi, accuratamente selezionati e preservati nella banca lieviti di Asahi Breweries a Tokyo. Migliorano la fermentazione, donano un aroma unico ed un gusto sofisticato caratterizzato da un sapore secco e rinfrescante.
• L'utilizzo del RISO e di altri succedanei le conferisce un gusto sofisticato che pulisce il palato sorso dopo sorso.
• I LUPPOLI di qualità superiore, donano a questa birra il suo elegante tocco di amaro, mai persistente.

 La storia di Yoji Tokuyoshi
Yoji Tokuyoshi nasce in Giappone dove studia cucina prima di venire in Italia, oltre dieci anni fa, dove trova subito lavoro presso l'Osteria Francescana.

Dentro il dream team di Massimo Bottura, Yoji riesce presto a farsi notare e arrivare alla posizione di Sous Chef, ruolo che mantiene fino al momento in cui decide di realizzare un'esperienza tutta sua, ad inizio 2014.

In quei nove anni i successi ottenuti dall'Osteria Francescana sono incredibili; il ristorante guadagna velocemente la seconda stella Michelin fino ad ottenere addirittura la terza a fine 2011, (settimo ristorante in Italia).

Il suo percorso da Sous Chef durerá altri tre anni da allora, durante i quali Yoji rimane al fianco di Massimo Bottura arrivando insieme sul podio mondiale ricevendo il riconoscimento come terzo miglior ristorante al mondo per la 50Best.

Il 2014 è un anno molto importante per Yoji che vuole fare un'altra esperienza in giro per il mondo ed è allora che, dopo aver preso in considerazione diverse opzioni, sceglie Milano per aprire il suo ristorante. Il Ristorante "Tokuyoshi" si basa su una nuova idea: "Cucina Italiana Contaminata".
La materia prima genuinamente Italiana vuole essere presentata da un nuovo punto di vista, contaminata sì ma solo nelle idee, nelle tecniche di preparazione, a volte giapponesi altre semplicemente il riflesso della cultura di Yoji Tokuyoshi, risultando, in una parola, molto "personale".


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www.CorrieredelWeb.it

sabato 4 novembre 2017

Faber al Festival della Scienza di Genova con una speciale lezione della Science Food Academy

GENOVA: GRANDE SUCCESSO PER LA FABER SCIENCE FOOD ACADEMY

Ieri al Palazzo delle Cisterne Allan Bay e Monica Bergomi parleranno di riso: storia, tecniche e trasformazioni di un protagonista della cucina italiana


Milano, 4 novembre 2017 – Come è arrivato il riso in Italia? Quali sono tipologie più apprezzate nel nostro paese? Ma anche, quali sono i segreti per esaltarne le caratteristiche quando lo cuciniamo? A queste e altre domande ha risposto la speciale lezione della Faber Science Food Academy dedicata all'Antropologia del Riso, che si è tenuta ieri al Festival della Scienza di Genova.

Dopo il grande successo ottenuto a Milano, Faber, azienda che ha inventato la cappa nel 1955 e che da sempre ha fatto della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica una vera e propria mission, ha portato sul palco di Genova due esperti in materia: Allan Bay, giornalista e critico gastronomi, e Monica Bergomi, blogger e ideatrice del blog La Luna sul Cucchiaio, protagonisti dell'evento.

Protagonista dell'appuntamento è stato il riso. I due personaggi di spicco del settore enogastronomico, che hanno dato vita a un interessante confronto sulla risottologia, una vera e propria scienza fatta di elementi, combinazioni, trattamenti e cure particolari. Un incontro in cui è stato possibile conoscere la storia di questo ingrediente e osservarne dal vivo la preparazione corretta.

L'incontro tra l'azienda e il Festival della Scienza, un vero punto di riferimento per la divulgazione scientifica, è nato sotto il segno della costante ricerca di innovazione che accomuna entrambi gli enti: la Faber Science Food Academy è stata l'occasione ideale per scoprire il legame che da sempre accomuna cucina e scienza.

martedì 24 ottobre 2017

Blogmeter: come viene percepito all’estero il Made in Italy al tempo dei social


Una ricerca per scoprire come il Made in Italy viene percepito all'estero


Secondo l'indagine integrata (social + survey) svolta da Blogmeter – "Italian Excellence – una ricerca sul Made in Italy all'estero" – il Made in Italy vince sui social, con oltre 3 milioni di conversazioni e 97 milioni di interazioni sul solo Instagram. 

Il Food è il settore più citato nella survey, ma sui social sono il Fashion ed il Design a dominare le conversazioni con il 72%. 

A svettare nella classifica delle icone italiane nel mondo troviamo Giorgio Armani e Sophia Loren, ma mancano gli innovatori delle nuove generazioni.



Il made in Italy è la differenza che ci distingue agli occhi degli altri Paesi facendo innamorare di sè milioni di consumatori internazionali perché evoca uno specifico stile di vita, una qualità peculiare dei prodotti e delle esperienze, un certo tipo di suggestioni e di autenticità. Certamente il valore emozionale di questo brand nell'immaginario degli stranieri è una delle carte vincenti della nostra industria. 



Per rispondere a questa teoria di interrogativi, Blogmeter, ha condotto uno studio su come il made in Italy viene percepito fuori dai confini nazionali, un lavoro nato per offrire una visione diversa sul tema rispetto a come se ne parla solitamente, una visione che prende seriamente in considerazione l'opinione e gli spunti dei consumatori o potenziali tali con l'obiettivo di offrire alle aziende italiane non solo dati numerici, ma anche concreti spunti sociologici e di marketing sui quali lavorare all'interno delle strategie di brand. 

L'indagine "Italian Excellence - una ricerca sul Made in Italy all'estero", è stata costruita da Blogmeter integrando dati derivanti da due differenti fonti: da un lato sono state analizzate oltre quattro milioni di conversazioni social in lingua inglese; dall'altro è stata elaborata una survey, sottoposta ad un campione di individui di cinque diversi Paesi, Regno Unito, Germania, Francia, Stati Uniti e Russia.

Il primo dato che emerge dall'indagine "Italian Excellence" è che Instagram svolge un ruolo decisamente predominante rispetto agli altri canali social: infatti delle oltre quattro milioni di conversazioni analizzate da Blogmeter, ben tre milioni sono avvenute proprio su questo social, producendo qualcosa come 97 milioni di interazioni complessive. 

Un dato, a ben guardare, non così sorprendente, se si pensa che proprio Instagram sta crescendo a ritmi incalzanti e solo in Italia conta oggi 14 milioni di utenti attivi al mese. Analizzando il linguaggio con cui si parla del Made in Italy su Instagram è interessante notare come le parole che ritornano più spesso nelle conversazioni sono termini emozionali come beauty, passion e wow. 
Il Made in Italy è dunque riconducibile alla dimensione del sentimento.

A che settori è associato il Made in Italy? Social e survey ci dicono cose diverse

Per quanto riguarda le categorie di prodotto che generano più discussioni, i social e la survey offrono insights alquanto diversi. Da una parte vediamo che sui social dominano largamente i settori del Fashion e del Design (rispettivamente con il 52% e il 20% delle interazioni complessive), mentre il Food e i Motori si fermano sorprendentemente al 2% ciascuno. 

Tuttavia, a fronte di una domanda diretta, gli individui che hanno risposto alla survey hanno associato all'Italia soprattutto il Food, che domina su tutti gli altri settori con un nettissimo 63%. 

In questo caso il Fashion si attesta al 42%, dieci punti percentuali in meno rispetto ai dati emersi sui social. 
Se poi suddividiamo i risultati della survey per singolo Paese emerge uno spaccato eterogeneo: se addirittura l'83% degli americani pensa all'Italia come Cibo, il 51% dei russi ci vede come produttori di Scarpe, mentre il 45% dei tedeschi ci associa al settore Automobilistico. 

Infine è curioso notare che solamente l'1% dei francesi collega l'Italia al Vino, una delle eccellenze del nostro Paese, a riprova del fatto che la "guerra" con i cugini transalpini su questo prodotto è ancora viva e sentita.   

I valori di marca del Made in Italy: siamo belli ed eleganti, ma poco tecnologici
Ai partecipanti alla survey è stata posta anche una domanda a risposta multipla sui valori che il Made in Italy veicola. I risultati mostrano da un lato che il Made in Italy tiene botta riguardo ai suoi valori più consolidati, infatti viene considerato sinonimo di bellezza, tradizione, eleganza e qualità, ma dall'altro sembra essere carente sotto altri aspetti, quali la prossimità, il value for money, la tecnologia e la desiderabilità. 

Si potrebbe dunque affermare che le persone all'estero ci sentono in qualche modo distanti, poco attraenti e tecnologicamente non all'avanguardia, senza dimenticare che anche il rapporto qualità-prezzo dei nostri prodotti andrebbe rivisto. 

In realtà questa visione viene, almeno in parte, attutita dalle opinioni espresse sui social dove effettivamente si trovano molti post di segno positivo associati alla tecnologia e all'eccellenza del saper fare; dai motori Ferrari, ai telai in carbonio delle biciclette Pinarello, passando per la maestria dei numerosi artigiani attivi in tutta Italia.

L'Italia, i suoi territori e i suoi ambassador
L'indagine ha preso in esame anche i luoghi e in generale i territori più citati nelle conversazioni analizzate. Per quanto riguarda i social, tra le città e le regioni più menzionate, spiccano Bologna e Modena, aree storicamente legate alla produzione di auto di lusso, da Ferrari a Maserati a Lamborghini. Seguono Lombardia e Milano mentre al terzo posto per numero di citazioni spunta la Campania con Capri, Amalfi, Positano e naturalmente Napoli. 

Infine, alla domanda "Quali personaggi ti vengono in mente se pensi al Made in Italy", il più citato è stato Giorgio Armani, seguito dalla grande Sophia Loren e da Versace. 
Sicuramente tre nomi che hanno esportato l'eccellenza italiana in tutto il mondo, ma la domanda nasce spontanea: non mancherà forse prospettiva? 

«L'assenza in questa classifica di un innovatore come Alessandro Michele di Gucci mi ha sorpresa, ma è emblematica - fa notare Paola Nannelli, Senior Strategist & Head of Influencer Marketing - e ci fornisce una fotografia del made in Italy molto legato all'heritage e troppo poco proiettato al futuro. E' tempo di guardare oltre».

BLOGMETER
Blogmeter dal 2007 è leader in Italia nella social media intelligence e istituto di ricerca certificato Assirm. 

Nel corso del 2016 ha supportato 160 clienti e realizzato oltre 180 progetti di ricerca. 

Blogmeter è l'unica azienda italiana indipendente capace di fornire marketing e consumer insight attraverso l'osservazione dei social media. 

Avvalendosi di una tecnologia proprietaria, Blogmeter mette a disposizione dei Brand:
Un'innovativa piattaforma di data analysis: una suite intuitiva ed esclusiva che consente di monitorare, misurare e analizzare le conversazioni sui social media, le performance dei canali owned e degli Influencer. 

Progetti di ricerca personalizzati: ricerche di mercato e analisi orientate a conoscere abitudini di consumatori e clienti e tutto quanto possa fare la differenza nelle scelte di marketing di un Brand.


Risultati immagini per Made in Italy

lunedì 16 ottobre 2017

WFP Italia e Knorr lanciano "Share a meal", campagna contro lo spreco e la fame nel mondo

Risultati immagini per spreco alimentare
Una ricetta contro lo spreco alimentare e la fame nel mondo

KNORR e World Food Programme Italia lanciano "Share a meal", la sfida sostenibile che parte dagli avanzi del proprio frigorifero

Roma, 16 ottobre 2017 - Una ricetta con gli ingredienti in scadenza o gli avanzi di cibo che si trovano nel proprio frigorifero è la piccola azione quotidiana che ognuno può fare semplicemente a casa propria, con un "pizzico" di creatività, una foto e "un'aggiunta" di responsabilità sociale. 

È un modo semplice per iniziare ad adottare un consumo più consapevole del cibo e fare la propria parte per una migliore redistribuzione delle risorse alimentari su tutto il pianeta.

Questa è la piccola e (insieme) globale sfida al cambiamento che KNORR e Unilever Italia con World Food Programme Italia lanciano attraverso l'iniziativa "Share a meal" in occasione della Settimana Mondiale dell'Alimentazione, dal 16 al 20 ottobre. 

Condividere online un "piatto buono" in tutti i sensi: pubblicando la propria ricetta anti-spreco e sostenendo il Programma "School Meals" del World Food Programme (WFP), che fornisce pasti scolastici ai bambini più bisognosi del Kenya, ancora oggi uno dei Paesi con il più alto numero di minori malnutriti.

"L'iniziativa 'Share a meal' si propone di sensibilizzare gli italiani sul paradosso attuale del cibo: ogni giorno 1 terzo di tutti gli alimenti prodotti viene sprecato[1] mentre 815 milioni di persone, pari all'11% della popolazione mondiale, soffrono ancora la fame[2] - spiega il Prof. Vincenzo Sanasi d'Arpe, Presidente del WFP Italia - Grazie all'impegno di Unilever, con cui abbiamo una pluriennale collaborazione, e a tutte le persone che sceglieranno di aderire a questa iniziativa, vogliamo garantire ai bambini e alle bambine delle scuole più povere del mondo cibo nutriente, istruzione e salute. Un progetto importante per contribuire concretamente al secondo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 'Fame Zero', al cuore dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite".

L'iniziativa "Share a meal" si inserisce all'interno del sostegno di KNORR al Programma "School Meals": la collaborazione è stata avviata nel 2014 e ha già permesso di donare 3,2 milioni di pasti nelle scuole del Kenya.

"Quest'anno, insieme al WFP Italia, abbiamo deciso di sviluppare un progetto che fosse quanto più vicino possibile alle persone, partendo proprio da una delle loro passioni più forti, la cucina e la creazione di ricette. Speriamo quindi di poterne coinvolgere il più alto numero possibile per dare un contributo ancora più grande - spiega Angelo Trocchia, Presidente e Amministratore Delegato di Unilever Italia – La partnership con il WFP fa parte dell'impegno di Unilever nel sociale e rappresenta un esempio del nostro modello di business - Unilever Sustainable Living Plan - un piano che guida tutte le nostre azioni all'insegna di una crescita sostenibile e responsabile dell'azienda".

LA "RICETTA" DI SHARE A MEAL
Ingredienti
  • World Food Programme Italia
  • KNORR Italia, primo brand food di Unilever
  • Piattaforma www.shareameal.it
  • Creatività "responsabile" e "sostenibile" in cucina
  • Speciali "ambassador" del progetto:
    • Lisa Casali, scienziata ambientale, blogger e scrittrice che ha fatto dell'eco-cucina e dell'ambiente il suo pane quotidiano
    • Tessa Gelisio, conduttrice tv, scrittrice, blogger e ambientalista
    • Sonia Peronaci,  cuoca, conduttrice tv e blogger, fondatrice del sito di cucina Giallo Zafferano e ora su www.soniaperonaci.it
    • Ivan Zaytsev, pallavolista e ambasciatore WFP Italia
In aggiunta – Q.B.
Voglia di fare il proprio gesto per innescare un movimento "anti-spreco" e contribuire nella lotta alla fame, convididendo la propria ricetta e/o facendo una donazione al World Food Programme
Tempi di preparazione
Il contest "Share a meal" sarà attivo sulla piattaforma www.shareameal.it fino al 17 dicembre
Preparazione
Per partecipare, è necessario creare la propria ricetta "anti-spreco" a partire dagli alimenti in scadenza o dagli avanzi di cibo nel frigorifero o nella dispensa.
Una volta fotografata la ricetta, è sufficiente caricare la foto con una breve descrizione su www.shareameal.it. Tutte le ricette potranno essere votate dagli utenti e gli autori delle prime 24 vinceranno un'esperienza all'insegna della cucina "anti-spreco" con Lisa Casali.
Per ottenere più voti e promuovere la propria ricetta – insieme al messaggio anti-spreco e di sensibilizzazione nei confronti della lotta alla fame - sarà possibile condividerla sui propri canali social.
Inoltre, ognuno potrà fare una donazione per sostenere il Programma "School Meals" del World Food Programme direttamente attraverso shareameal.it/dona

[1] Rapporto di UNEP e World Resources Institute
[1] Rapporto delle Nazioni Unite sulla sicurezza alimentare e la nutrizione 2017  - SOFI Report



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