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sabato 26 gennaio 2019

“Io non me ne vado”. La lettera di Mauro Berruto Ct Nazionale Italiana Volley 2010-2015 contro il Governo M5S e Lega che gli italiani stanno condividendo sui Social

Lo sfogo di Mauro Berruto contro il governo: "Cialtroni e arroganti.
Lascerete morti e feriti".


IO NON ME NE VADO
L'ex ct dell'Italvolley pubblica su Facebook una lettera aperta in cui attacca duramente M5s e Lega. 
E il suo post diventa virale.

"Cialtroni.
Il vostro difetto non è l'incapacità, ma l'arroganza. 
La vostra colpa non è di non aver idea di come si governi un Paese, ma quello di credere di saperlo fare e di aver fatto credere di saperlo fare.
Vi siete smentiti su tutto. Avete dimostrato un'incompetenza abissale, tipica di chi crede di poter parlare di immunologia avendo studiato su Facebook, di politiche del lavoro avendo fatto lo steward al San Paolo o di riforma dello sport avendo fatto l'istruttore in una palestra della Virgin (gli esempi si riferiscono a fatti e persone realmente esistiti!).
Decine di piroette da circo non vi risparmiano il fatto di esservi dimostrati più trasformisti dei peggiori trasformisti.

Avete fatto retromarcia su Euro, Europa, salvataggi delle banche, streaming, impeachment, Tap, Tav, Ilva, chiusure domenicali, alleanze di governo, voti di fiducia, Nato, Ius soli, accise, condoni, trivellazioni, F35 e chissà quante altre cose. Sono talmente tante che non riesco a ricordare!

Siete il peggior governo della storia di questo Paese e siete riusciti a raggiungere questo traguardo in poco più di sei mesi. Nonostante questo non accettate l'evidenza di essere inadeguati.
Sarete spazzati via dalla Storia, questo è certo. 

Ma prima farete dei danni. Tanti. 
Lascerete morti e feriti sul campo (e in mare) e ci vorrà del tempo prima di poter calcolare per bene il disastro creato e il deserto intellettuale e morale che avrete generato. 
Sì, perché oltre ai danni all'economia, al mondo del lavoro, alla salute (proprio quella fisica) del Paese, alla capacità di aver ridato polmoni a odio, rabbia, razzismo, fascismo ci saranno anche danni che non si potranno quantificare con la calcolatrice, quelli che farete agli esseri umani. 

Non mi riferisco (solo) agli stranieri con la cui vita giocate, tenendoli in mezzo al mare in un modo disumano o ai clochard a cui vi bullate di buttare le coperte in un cassonetto, ma al cervello e all'umanità di tanto nostri connazionali, specialmente quelli più giovani. State insegnando ai ragazzi, ai nostri giovani, che studiare non serve a niente, state seminando incompetenza, bullismo, arroganza, sfregio delle istituzioni di qualunque genere. 
Siete riusciti a sbeffeggiare lo Stato, la Chiesa, il Presidente della Repubblica, il Papa. 

Avete sventolato il Vangelo e il Rosario usandoli come quei fondamentalisti dai quali ci dite di volerci difendere. Un po' come offrire un bicchiere di acqua zuccherata dentro a cui c'è una pillola di veleno. È perfino peggio dell'essere crudeli e basta: significa essere crudeli con metodo, con premeditazione. Quelle persone in difficoltà (di nuovo parlo dei nostri concittadini non degli immigrati) che avete strumentalmente usato per raggiungere il vostro scopo, sono la vostra spada di Damocle e saranno proprio loro a travolgervi e a spazzarvi via. 
Proprio quelle persone che hanno paura, che fanno fatica davvero (mentre la madre della vice Presidente del Senato ricorre al Tar, perdendo, alla richiesta di lasciare una casa popolare). 
Proprio perché avete giocato con la loro paura e rabbia. 

Nel frattempo continuate pure ad attaccare quella che voi chiamate élite. 
Per dire, avete schedato gli uomini di scienza. Sono operazioni che se aveste studiato un po' di storia, vi farebbero venire in mente qualcosa di già visto.
Sicuramente, ai più anziani, qualcosa viene in mente di sicuro: ne hanno già viste di persone come voi. 

Peggio di voi, forse, no. Non credo sia possibile, ma di gentaglia arrogante e inadeguata ne è già passata tanta e alla fine, ineluttabilmente, è stata spazzata via. Non passerà giorno, in questo 2019, in cui io e tanti altri faremo tutto il possibile per accelerare il fatto che voi diventiate un orribile ricordo. Qualcosa di talmente spregevole da non poter dimenticare, in modo da diventare uno di quei vaccini, ai quale (infatti) non credete.

Voi e i vostri eroi, bulletti di periferia, che buttano nei cassonetti le coperte ai senzatetto, che sfilano urlando slogan razzisti, che metteranno in tasca il reddito di cittadinanza (se mai almeno questo lo farete) continuando a lavorare regolarmente in nero, che condoneranno un'evasione fiscale o una casa fuorilegge a Ischia. 

Un po' come quei sciacalli che ridevano alla notizia del terremoto. Ricordate? Un po' come quegli artigiani che: "Finalmente al governo qualcuno di onesto! Dottore, facciamo 120 euro con la fattura o 100 cash e non ci pensiamo più?"
Già, "l'onestà tornerà di moda" dicevate, insegnando al Paese la disonestà. 
Siete macellai che si fingono chef di ristoranti vegani. 
Vi ha presi a schiaffi istituzionali il Presidente Mattarella, nel suo discorso al Paese, vi prenderà a schiaffi il Paese, democraticamente, ci mancherebbe. 

Perché questo è il Paese di Dante Alighieri, di Leonardo, di Michelangelo, di Giotto, di San Francesco, di De Gasperi, di Einaudi, di Togliatti, di Berlinguer, di Pertini e guardate cosa arrivo a dire, cari cialtroni, persino di Almirante. 

Questo è il Paese di Venezia, di Firenze, di Siena, di Roma, di Napoli, di Palermo, di Torino. Dell'arte, della cultura, della scienza, della tecnologia, della biodiversità. 

Ma come è possibile che tutto questo sia finito nelle vostre mani sciagurate? 
Non solo qualcuno lo ha permesso, creando un vuoto riempito dal vostro livore e dalla vostra arroganza, ma c'è anche chi ha preferito stare a guardare. 

"Odio gli indifferenti", diceva Antonio Gramsci e io non sopporto più né voi né tutti quelli che vi stanno a guardare, senza fare o dire niente. 
Siete la sciagura di questo Paese, che grazie al cielo, è talmente grande, pieno di intelligenza e di bellezza che vi spazzerà via e vi condannerà a dover rappresentare per sempre l'esempio perfetto dell'incompetenza assoluta, del vuoto morale e culturale. 

Io non vado via. 
Resto qui a presidiare il territorio e a fare quello che posso per restituirlo, ripulito da questa immondizia, a chi verrà dopo grazie a una doppia operazione: un Risorgimento, che ci restituisca un'unità nazionale vera, (niente a che fare con quello che fate finta di raccontare) e un Rinascimento, di bellezza, di cultura, di ambizioni, di sogni. 

Io non vado via. Resto qui, perché il mio Paese lo rivoglio indietro. 
E quando infilare un messaggio di odio fra un paio di foto di gattini o del piatto della cena non funzionerà più, questo Paese ritornerà ad essere il più bello del mondo. 

Sì, perché questo crimine è proprio imperdonabile: avete imbruttito il Paese più bello del mondo. Siete vandali che hanno disegnato i baffi sulla tela della Gioconda, avete abbattuto con le vostre ruspe il Colosseo e la Torre di Pisa, avete imbrattato con lo spray e con una frase volgare e sgrammaticata il marmo della Valle dei Templi. 

Ricostruiremo, ripuliremo e ricorderemo. 
Perché siete un pericolosissimo niente, ma non ci sarà nessuna damnatio memoriae per voi. 

La vostra maledizione sarà nell'essere ricordati, per sempre. 
Come i peggiori.

Senza nessun affetto", 
Mauro Berruto
Ct Nazionale Italiana Volley 2010-2015


--
www.CorrieredelWeb.it

mercoledì 26 dicembre 2018

GOVERNO - VERDI: SALVINI MINISTRO DEI SELFIE, SI DIMETTA

Questa notte a Pesaro è stato ucciso dalla ‘ndrangheta il fratello di un collaboratore di giustizia. 

La sua protezione era affidata allo Stato. ‬
‪È stato ammazzato con 20 colpi di pistola. 


Venti.‬

Una roba di una gravità assoluta.

‪La reazione dura dello Stato non si è fatta attendere: ecco il Ministro dell’Interno Salvini.


C'è stato anche un terremoto nel catanese con danni e dieci feriti, ma vuoi mettere "pane e nutella" da postare il giorno dopo delle abbuffate natalizie per dimostrare il suo appetito insaziabile?

Sì quando si pensa più ai tweet che al Paese.

E la tragedia è che purtroppo Salvini resti l'unico politico in grado di far breccia nel nostro elettorato, anzi è diventato una sorta di Bravehart all'amatriciana preconfezionata in barattolo, una sorta di patriota, nonostante per 20 anni di politica abbia insultato mezzo Paese e la Lega non abbia mai cambiato il suo statuto in cui è prevista la secessione.



GOVERNO - VERDI: SALVINI MINISTRO DEI SELFIE, SI DIMETTA
SUE DIMISSIONI ATTO IGIENE POLITICA

"Che Salvini fosse inadeguato al suo incarico di ministro, lo si è visto quando ha dichiarato di voler togliere la scorta a Saviano. Oggi ne abbiamo avuto una ulteriore dimostrazione, mentre a Pesaro un collaboratore di giustizia viene giustiziato e la Sicilia orientale è sotto scacco a causa del terremoto, lui non trova di meglio che pubblicare un selfie mentre fa colazione." Scrivono in una nota i coordinatori dei Verdi Elena Grandi e Matteo Badiali, che proseguono:
"Ma noi pretendiamo di sapere cosa non abbia funzionato nel sistema di protezione della famiglia Bruzzese, poichè i nuclei speciali di protezione dipendono dal ministero degli Interni. Il Governo continua a lavorare per spot, senza mai far seguire atti concreti. E Salvini fa solo propaganda, approfittando della disperazione degli ultimi per dare forza al vero male del mezzogiorno: la criminalità organizzata. Del resto lui è stato eletto in Calabria, e invece di essere il "ministro della malavita", come lo ha chiamato Saviano, dovrebbe combattere la criminalità organizzata. E vogliamo anche capire quale grado di allarme sia stato allertato in Sicilia e dove siano finiti gli investimenti per la prevenzione territoriale nella manovra. Salvini non può più rimanere al suo posto, deve rimettere il mandato di Ministro degli Interni."
"Se vuole faccia pure il ministro dei selfie e lasci il suo ruolo a qualcuno più preparato e competente. Visto che Salvini giorni fa abbracciava un condannato per spaccio di droga, le sue dimissioni sono un atto di igiene politica" Concludono Grandi e Badiali.

GIANFRANCO MASCIA
FEDERAZIONE DEI VERDI

giovedì 14 giugno 2018

Carlo Sibillia, il sottosegretario che non crede allo sbarco sulla Luna


...Come gestire il problema degli sbarchi dei profughi?

...Nominando sottosegretario agli Interni uno che nega pure lo sbarco sulla Luna!



venerdì 1 giugno 2018

Quando la forma è sostanza. Il rispetto delle Istituzioni.



Quando la forma è sostanza. 
Il rispetto delle Istituzioni.

Al passaggio della più alta Carica della Repubblica italiana, l'Onorevole Salvini resta spaparanzato come in un bar di provincia, gambe spalancate e braccia incrociate e non si alza a rendere onore al Presidente Mattarella che l'ha appena investito della carica di Ministro. 
Questo il suo rispetto delle Istituzioni.
Questo è il signor Matteo, il patriota de "l'Italia agli italiani".

Al confronto quasi fa tenerezza l'Onorevole Di Maio che si aggiusta la giacca, tutto emozionato come alla prima comunione, prima del passaggio del Presidente (di cui tre giorni fa aveva chiesto l'impeachment con tanto di discesa in piazza del Popolo Sovrano).

Ricordatevi bene quest'immagine. 


Qui il video del passaggio del Presidente Mattarella di fronte ai neo Ministri.

venerdì 3 novembre 2017

Sharing economy: una riflessione sul governo dell’economia collaborativa. Prima presentazione in Italia della Risoluzione del Parlamento Europeo


 Sharing Economy
Una riflessione sul governo dell'economia collaborativa.

Prima presentazione in Italia della Risoluzione del Parlamento europeo.

Lunedì 6 novembre alle 10.30 in viale Pasubio 5 a Milano.

Con l'europarlamentare Nicola Danti e i principali attori della sharing economy di Milano.

Contesto giuridico, diritti dei lavoratori, parità di genere, tecnologia e obblighi fiscali. Riflettere sul rapporto tra sharing economy, mercato del lavoro e comunità rappresenta una delle sfide più interessanti per il futuro europeo. È in questo contesto e nell'ambito delle indagini dedicate alle trasformazioni sociali e alle nuove economie che Fondazione Giangiacomo Feltrinelli promuove - lunedì 6 novembre alle 10.30 in viale Pasubio 5 a Milano - Sharing economy, Una riflessione sul governo dell'economia collaborativa. 

In collaborazione con cheFare e Sharitaly, l'incontro si sviluppa a partire dalla prima presentazione in Italia della Risoluzione del Parlamento europeo, approvata il 15 giugno 2017 a Strasburgo, le cui linee guida verranno introdotte dall'europarlamentare Nicola Danti, relatore della risoluzione.

I rischi e le opportunità della economia collaborativa verranno analizzati e approfonditi da Ivana Pais, sociologa economica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Guido Smorto, ordinario dell'Università degli Studi di Palermo e Tiziano Bonini, ricercatore dell'Università degli Studi di Siena che avvieranno un momento di dibattito con i principali attori della economia della condivisione di Milano.

La riflessione sui rapporti tra economia e società, crescita e lavoro, produttività e occupazione e lo sviluppo di un contesto giuridico chiaro deve coinvolgere anche gli operatori del settore chiamati a partecipare alla discussione sulla regolamentazione del fenomeno che è in forte espansione.

Risoluzione del Parlamento Europeo sull'economia collaborativa
La Risoluzione del Parlamento Europeo sull'economia collaborativa, approvata il 15 giugno 2017 dal Parlamento europeo a Strasburgo, nasce con l'obiettivo di regolamentare e fornire orientamenti giuridici e strategici per le autorità pubbliche, gli operatori di mercato e i cittadini interessati, ai fini di uno sviluppo equilibrato e sostenibile. 

In questo senso, l'Europa deve essere pronta a sostenere in modo proattivo l'innovazione, la competitività e le opportunità di crescita offerte dalla modernizzazione dell'economia, garantendo protezione sociale e condizioni di lavoro eque.
Tra le principali raccomandazioni il ruolo dei fornitori individuali e dei professionisti, i diritti dei lavoratori e dei consumatori, le responsabilità delle piattaforme, gli obblighi fiscali e tassazione.  



Programma

Introduzione
Massimiliano Tarantino – Segretario Generale di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

Rischi e opportunità della sharing economy
Interventi:
Ivana Pais – Sociologa economica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Guido Smorto – Ordinario dell'Università degli Studi di Palermo
Tiziano Bonini – Ricercatore dell'Università degli Studi di Siena

Presentazione della Risoluzione del Parlamento europeo
Nicola Danti – Europarlamentare

Dibattito con i principali attori della sharing economy della città di Milano

Saluti:
Marta Mainieri – Fondatrice di Collaboriamo.org e curatrice di Sharitaly
Modera:
Bertram Niessen, Direttore scientifico di cheFare

martedì 9 aprile 2013

VIRALBEAT LANCIA LA PRIMA CAMPAGNA IN RETE DEL GOVERNO


 Il Governo Italiano si affida a Viralbeat per la diffusione della sua prima campagna di comunicazione online “Con1Euro” che promuove il decreto ministeriale relativo alla costituzione delle Srl Semplificate con capitale sociale pari ad 1 euro.

Milano, 9 aprile - La Presidenza del Consiglio sceglie il Web per far conoscere ai giovani la ‘Società a 1 Euro’, ovvero il decreto ministeriale che permette a chi ha meno di 35 anni di costituire una Srl Semplificata con capitale sociale pari ad 1 euro: http://bit.ly/SRLSemplificata.

Per lanciare l’iniziativa sono stati coinvolti 4 giovani star di YouTube che hanno ideato e realizzato ciascuno un video della campagna Con1euro. Daniele Selvitella in arte Daniele Doesn’t Matter, Matteo Bruno alias CaneSecco, Claudia Genolini detta Cicciasan e Andrea Vadrucci meglio noto come Vadrum, sono i protagonisti dei 4 video della campagna.

In 30 secondi i 4 youtubers tentano di dare risposta alla domanda: "Che ci faccio con 1 euro?" e lo fanno con il loro personalissimo stile, quello che li ha resi famosi tra i giovani utenti della Rete.

A Viralbeat, social media company specializzata nell’attivazione e misurazione delle campagne online, sono stati affidati il piano di comunicazione e le attività di distribuzione dei contenuti in Rete.
È la prima volta che la Presidenza del Consiglio promuove una campagna di comunicazione che, oltre ai mezzi tradizionali, sfrutta il potenziale di diffusione di Internet per parlare ai giovani.

Per questo il Governo si è affidato a professionisti dell’online: la campagna è ideata e realizzata da un team coordinato da Mirko Pallera, esperto di comunicazione digitale che ha curato la campagna con la collaborazione degli art director Omar Rashid e Rawad Saghir.
Le scenette dei video sono state ideate e realizzate direttamente dagli YouTubers sotto la supervisione della casa di produzione ShowReel.
I 4 video sono onair sui canali RAI da marzo 2013 e online sul canale YouTube www.youtube.it/con1euro

Creatività
Mirko Pallera (concept strategico-creativo e copywriting)
Omar Rashid, Rawad Saghir (art direction e motion graphic)
Daniele Selvitella in arte Daniele Doesn’t Matter, Matteo Bruno alias CaneSecco, Claudia Genolini detta Cicciasan e Andrea Vadrucci meglio noto come Vadrum.

Diffusione
Viralbeat

Produzione
ShowReel

Ufficio Stampa
rosaria.toriello@viralbeat.com
Tel: +39.089.2148572

Viralbeat
E’ una social media company nata nel 2004. E’ specializzata nell’ascolto del mercato e delle aspettative dei consumatori della Rete e in campagne di marketing sui media digitali per creare relazioni di lunga durata tra le persone e i brand. Viralbeat utilizza e sviluppa tecnologie e metodologie innovative per la Social Media Analysis come Netnografia Business Intelligence e Insight Discover ®, piattaforma avanzata di market intelligence e consumer insight. Viralbeat vanta prestigiose collaborazioni con i più evoluti centri di ricerca internazionali. Tra i suoi clienti: Artsana-Chicco, Google, Nestlè, TIM, Unilever, UNISR, Olio Sasso, Heineken, Gazzetta dello Sport, Provincia di Imperia, Louis Vuitton, Juwi, Johnson&Johnson, Fox, Terranova, LifeGate, Betclic, UBI Banca, Getty Images, ecc.
Website: www.viralbeat.com www.netnografia.it
email: info@viralbeat.com

giovedì 17 novembre 2011

MARIO MONTI: IL LUPO A GUARDIA DELLE PECORE. Di Mario Michele Pascale

Ho aspettato un po’ prima di pronunciarmi sull’incarico a Mario Monti. Oggi, con la nomina dei ministri, il quadro è completo.
Devo confessare che alle volte i pregiudizi aiutano, sono funzionali alla sopravvivenza. Uno dei pregiudizi maggiormente radicati consiste nel fatto che, in genere, si evita di mettere i lupi a guardia delle pecore.
Cosa ci faccia Mario Monti, uomo forte dei poteri finanziari, alla presidenza del consiglio è un mistero. Il suo arrivo è stato salutato come l’avvento dell’uomo del destino, colui che, grazie ai suoi poteri personali e all’imposizione taumaturgica delle mani, ci salverà dalla bancarotta.
Strano … dopo Berlusconi pensavamo di non avere più bisogno di un “uomo del destino”; Silvio è morto (politicamente) eppure sopravvive, sia pure in forma maggiormente sobria, in Mario Monti, anch’egli “uomo del destino” ed epico soccorritore dell’italico sfascio.
Siamo di fronte alla morte della politica intesa come espressione della volontà dei cittadini attraverso la rappresentanza. Alle ultime elezioni politiche il nome di Mario Monti sulla scheda elettorale non c’era. Sia Prodi che Berlusconi hanno governato sulla base di un mandato popolare, dopo libere elezioni. Monti è stato calato dall’alto per far si che la famosa lettera della Bce trovasse immediata risposta. I partiti, invece di mettere in primo piano l’elettorato e la sua volontà attraverso nuove elezioni, hanno piegato il capo, sottomettendosi, in tutto e per tutto, ai desiderata dei poteri economici e finanziari.
L’esecutivo di Monti non ha spazio per la politica; è fatto di soli tecnici. Personalmente io credo che l’azione di governo sia qualcosa di diverso dalla manutenzione quotidiana. La burocrazia gestisce l’ordinario; la politica, quella vera, progetta il domani.
Nella “vocazione” di Monti non c’è spazio per il futuro.
Perla tra le perle, nel governo Monti viene abbattuto un tabù antico quanto le democrazie occidentali. Il fatto che i militari siano subordinati al potere politico è una delle costanti delle democrazie; quando questo non accade succedono, in genere, cose incresciose, come in Cile o in Argentina. Nel governo Monti, in nome della funzionalità tecnica, un militare, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, governa gli altri militari come ministro della difesa. Certo, la fiducia alla base di tutto; sono sicuro che l’ammiraglio Di Paola è uomo retto e fedele difensore della costituzione, ma questo precedente potrebbe aprire, in futuro, strade perverse a gente molto meno corretta e con poche remore democratiche.
Il problema è che il culto del “tecnico” crea persone che decidono in solitudine, sorrette dalla “scienza”, dalla “competenza” e dalla “conoscenza”.
Avendo così alte guide cosa importerà del consenso? Cosa importerà della volontà dei cittadini? Cosa importerà del dissenso?
Negli anni di Berlusconi abbiamo rimpianto Giulio Andreotti e l’età del proporzonale.
Negli anni a seguire, dopo la “cura” Monti, non vorrei che fossimo costretti a rimpiangere Silvio Berlusconi ed il bunga bunga.
Mario Michele Pascale

giovedì 26 febbraio 2009

Energia: Scajola, via all'elettrodotto sottomarino Sicilia-Calabria

Energia: Scajola, ok all'elettrodotto sottomarino Sicilia-Calabria

E' stato approvato, in data 25 febbraio 2009, dal Ministero dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell'Ambiente e a seguito dell'intesa favorevole della Regione Sicilia e della Regione Calabria, l'elettrodotto sottomarino Villafranca - Scilla, primo tassello per la realizzazione dell'interconnessione tra Sicilia e Calabria che metterà in sicurezza il sistema elettrico siciliano. L'elettrodotto, di 43 chilometri, attraverserà lo Stretto di Messina e sarà il più lungo cavo sottomarino al mondo a corrente alternata.

I lavori di realizzazione, da parte di Terna, inizieranno il prossimo giugno. "L'avvio di questa importantissima opera ­ ha commentato il Ministro Scajola ­ consentirà l'eliminazione della congestione della rete elettrica tra Sicilia e Calabria. Ciò eviterà il rischio di isolamento elettrico della Sicilia e aumenterà l'efficienza della rete con una riduzione delle perdite di circa 50 milioni di kilowattora l' anno".

La connessione sottomarina costituisce il primo tratto del futuro elettrodotto Sorgente (Messina) ­ Rizziconi (Reggio Calabria) attualmente in fase di valutazione d'impatto ambientale (VIA), che prevede un investimento complessivo di 390 milioni.

L'opera, della lunghezza totale di 103 chilometri, rientra per la sua strategicità fra le infrastrutture energetiche che beneficeranno dei finanziamenti stanziati della Commissione europea per i progetti in campo energetico per 100 milioni.

mercoledì 7 gennaio 2009

Gas: Scajola, decreto per massimizzazione approvvigionamenti


Roma, 7 gennaio 2009. In seguito alle recenti evoluzioni della crisi energetica che intercorre tra la Russia e l'Ucraina, il Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha firmato il decreto che assicura la massimizzazione degli approvvigionamenti dagli altri Paesi nostri fornitori, come Libia, Algeria, Norvegia, Gran Bretagna e Olanda, ed ha predisposto la convocazione del comitato per l'emergenza e il monitoraggio del sistema del gas, formato dai rappresentanti del Ministero dello Sviluppo economico, dell'Autorità per l'Energia elettrica e il gas, di Snam, gestore del dispacciamento, di Stogip ed Edison, titolari degli stoccaggi, di Terna, per la rete elettrica, e delle società di shippers. Compito del Comitato è di monitorare e valutare, sulla base di simulazioni tecniche, la necessità di adottare le eventuali misure anticrisi.
Il Ministro sta inoltre accentuando tutte le iniziative in corso in sede europea per risolvere il problema e assicurare la normalità degli approvvigionamenti dalla Russia. Nonostante le difficoltà dell'importazione di gas dalla Russia, l'Italia non presenta particolari preoccupazioni, grazie ai altissimi livelli di stoccaggio (si calcola oltre il 90% della capacità massima) che possono assicurare riserve per alcune settimane, ed ai consumi relativamente bassi, dovuti tra l'altro ad un inverno inizialmente mite.
Da segnalare che tra qualche settimana entrerà in funzione il rigassificatore di Rovigo, che immetterà nella rete italiana gas proveniente principalmente dal Qatar, e che assicurerà a regime la copertura del 10% dei consumi nazionali.

venerdì 28 novembre 2008

LE MISURE ANTICRISI DEL GOVERNO E LE DAME DI SAN VINCENZO

LE MISURE ANTICRISI DEL GOVERNO E LE DAME DI SAN VINCENZO.



di Raffaele Pirozzi



Sono poco efficace le prime misure varate dal Governo come la social- card perché con 450milioni di euro l'anno, enfatizzato e propagandato da 4 mesi dal ministro dell'Economia e dall'intero Governo, non si rilanciano i consumi:Vi è bisogno di ben altre risorse e soprattutto non vi sono risorse fresche bensì siamo all'utilizzo di "risorse dedicate al Mezzogiorno" che vengono prese per utilizzarle in funzione anti-cicliche.- Vedere l'articolo in 1^ pagina dell'"Economia" del giornaleonline www.notiziesindacali.com
Il bancomat "anonimo" ed azzurro, del valore di 40 euro mensili, che conterrà un credito di 120 euro relativo al trimestre ottobre -dicembre, sarà ricevuto da circa 1.300.000 famiglie, di cui 50.000 nel napoletano – secondo i dati della stampa-. Il Consiglio è quello di prendere i soldi ed inviare una bella lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri con le nostre osservazioni.Viceversa l'America, per decisione di Obama, ha varata un piano straordinario da 500 miliardi di dollari per creare 2,5 milioni di posto di lavoro. Gordon Brown in Inghilterra abbatte l'Iva di 3,5 punti. Francia e Germania adottano politiche economiche straordinarie per attenuare gli effetti di una crisi straordinaria. Invece in Italia il Governo si ostina ad utilizzare finanziamenti ridicoli e per lo sviluppo del Mezzogiorno che non permetteranno di rilanciare l'economia. E' giusto, a questo punto, ricordare che l'On. Giuliano Amato ha affermato che la crisi porterà alla perdita,per il nostro Paese , di un milione di posti di lavoro. La crisi sarà pagata in particolare dai giovani, donne e Mezzogiorno
E' necessario assumere decisioni straordinarie perché straordinaria è la crisi. Alcune misure da assumere sono a mio parere:

-Rivedere la "legge finanziaria" approvata qualche mese fa e seguire i consigli dell'Unione europea e cioè allargare, per qualche anno il rapporto tra deficit-Pil;

-Detassazione delle 13^ mensilità per rilanciare i consumi;

-Aumentare i fondi per gli ammortizzatori sociali;

-Una politica economica nazionale e regionale di espansione;

-Una politica seria con Fondi nuovi per infrastrutturare il territorio.

-Una battaglia decisa contro il lavoro nero, grigio e la malavita organizzata;.

Sono queste alcune idee sulle quali è necessario lavorare e mi pare che le Organizzazioni Sindacali Confederali si muovono nella stessa direzione.

Napoli, 28/11/08

mercoledì 21 febbraio 2007

Governo battuto, Prodi sale al Quirinale

ì Governo battuto, Prodi sale al Quirinale
In Senato, per due voti in meno (158 favorevoli, sui 160 necessari per ottenere la maggioranza), la mozione di sostegno alla politica estera dell'esecutivo non passa. Decisive le astensioni dei senatori a vita. Berlusconi: "Prodi ha l'obbligo di dimettersi". Intorno alle 19 è previsto l'incontro tra il premier e il presidente della Repubblica, tornato in anticipo da Bologna: secondo fonti vicine a Palazzo Chigi, sarebbe orientato alle dimissioni. In mattinata, nel suo intervento, il ministro degli Esteri aveva illustrato la strategia italiana: "La missione in Afghanistan è politica e civile. Solo restando si lavora per la pace"

 Governo battuto, Prodi sale al QuirinaleMario Baccini, senatore dell'Udc e vicepresidente del Senato, ha annunciato in aula che il suo gruppo si asterrà su tutte le mozioni presentate in Senato sulla politica estera.

Il senatore dissidente Turigliatto (senatore di Sinistra Critica-Prc) annuncia: "Non voto e mi dimetto. La replica di D'Alema non ha cambiato la sostanza della politica del governo indicata nella relazione e il mio voto a favore non ci sara'. Ritengo che le scelte del mio partito siano in profondo contrasto con il nostro programma politico e con gli impegni presi in campagna elettorale".

"Credo che molto severo sarebbe il giudizio futuro su tutti noi, indistintamente governo e partiti, se una linea di politica estera, nell'insieme giusta, venisse interrotta e poi rovesciata''. E' con queste parole che il senatore Pdci, Armando Cossutta, motiva il suo voto favorevole. Critiche, invece, le parole su Afghanistan e la base di Vicenza.

"Al nostro ministro degli Esteri nulla importa del problema del terrorismo islamico visto che non ne ha mai fatto cenno, nè all'interno della sua relazione nè nella replica prima del voto". Così il presidente dei senatori della Lega Nord, Roberto Castelli commenta le parole del vice premier Massimo D'Alema.

Il leader della Cdl, Silvio Berlusconi, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente di An, Gianfranco Fini, subito dopo la replica del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, al dibattito sulle linee di politica estera al Senato. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, Berlusconi e Fini avrebbero discusso della modifica del testo della mozione Calderoli.

Il segretario dei Ds, Piero Fassino, è giunto al Senato.

Dopo la replica del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema l'opposizione ha deciso di modificare la propria mozione e di non approvare la relazione e la replica del titolare della Farnesina. "Dopo la replica di D'Alema, non si poteva certo parlare di una linea di continuità del governo in politica estera" ha spiegato il senatore di An Francesco Storace. "Il Senato - si legge nel nuovo testo - verificate nei fatti la continuità della linea di politica estera e di difesa fino ad ora adottata dall'attuale governo anche in sede di comunità atlantica, udite le relazioni e la replica non le approva".

Il senatore Marco Follini (Italia di mezzo) ha annunciato in aula la sua intenzione di astenersi su entrambi le mozioni di maggioranza e di opposizione.

"Intendo esprimere il mio voto favorevole al documento della maggioranza". Così il senatore a vita Emilio Colombo dichiara il proprio voto alla relazione di massimo D'Alema.

Il senatore Francesco Cossiga ha confermato intervenendo in aula a Palazzo Madama, la sua posizione negativa nei confronti della mozione presentata dalla maggioranza a sostegno della politica estera del governo. Cossiga fa sapere in aula che voterà contro anche alla risoluzione del leghista Roberto Calderoli.

"La mozione Calderoli dice il falso quando sostiene che c'è continuità tra la politica estera del governo Berlusconi e quella del governo Prodi". Con queste parole d'Alema motiva il suo "no" alla mozione della Cdl.

"E' venuto il momento delle assunzioni di responsabilità ed è per noi fondamentale misurare il consenso di quest'aula, condizione preziosa per andare avanti con il lavoro". si chiude così la replica in aula in Senato di D'Alema. Un invito alla "trasparenza" rivolto all'Aula.

"C'è una profonda diversità tra l'operazione militare in Afghanistan approvata dall'Onu, in base all'accertato fatto che ci fossero delle basi di Al Qaeda, e quella in Iraq, basata sulla menzogna dell'esistenza di armi di distruzione di massa: le due missioni non sono la stessa cosa" afferma D'Alema. Questo passaggio è stato disturbato da parecchie proteste.

Contrariamente alle aspettative D'Alema parla della base Usa di Vicenza: ""Io ritengo che se il governo revocasse la decisione su Vicenza sarebbe un atto ostile nei confronti degli Usa ma abbiamo posto loro l'esigenza di una valutazione più approfondita. Non rimettiamo in discussione l'orientamento preso e apriremo un dialogo con i cittadini di Vicenza".

"Il ritiro dall'Afghansitan sarebbe un atto unilaterale che ci separarebbe dall'Europa, come gli spagnoli, e non ci metterebbe in comunicazione con nessuno" affermato D'Alema.

"E' legittimo sull'Iraq avere un'opinione diversa, gli Usa sono divisi da questo dibattito ma non è giusto presentare il nostro punto di vista come in continuità con il governo precedente perchè marca una novità radicale" spiega D'Alema che evidenzia la discontinuità della politica estera del governo Prodi.

"Credo che sia del tutto legittimo rivendicare la novità della politica estera del governo Prodi dal governo Berlusconi. Noi non avremmo aderito alla politica neoconservatrice dell'amministrazione americana e non avremmo mandato i soldati in Iraq" afferma D'Alema.

"Sarebbe paradossale se una politica estera che raccoglie largo consenso nel Paese e senza alcun dubbio un vasto interesse internazionale non trovasse il consenso del Senato" afferma D'Alema.

''E' un voto strano, si contrappongono due mozioni che approvano l'operato del governo. Sara' difficile spiegare all'opinione pubblica il modo in cui si dispiega questa contrapposizione'' dice D'Alema con ironia.

"Non ho inteso minacciare nessuno" ieri a margine del vertice italo-spagnolo di Ibiza "ma solo ricordare un elementare principio di natura costituzionale, cioè che il governo deve poter contare sul consenso della maggioranza parlamentare" dice D'Alema.

E' il momento della replica di Massimo D'Alema

Se si guarda la nuda realtà dei numeri la mozione dell'unione potrebbe passare per un solo voto: 159 a 158. Due i dissidenti che non parteciperanno al voto: Rossi e Turigliatto. Poi ci sono i senatori a vita. Scalfaro non c'è. Voteranno la mozione dell'Unione Andreotti, Ciampi, Levi Montalcini e Colombo. Confermato il no di Cossiga. Se i numeri sono questi l'unione può contare su 159 voti, il centrodestra su 158.

"Per ora resta ferma la mia scelta di uscire dall'Aula. Ma se D'Alema dichiarasse su Vicenza che c'è una sospensione per andare a parlare con la comunità vicentina, in questo caso potrei votare la mozione". Così il senatore del Prc Franco Turigliatto, uno dei due "dissidenti" all'interno della maggioranza.

Francesco Cossiga si è presentato al Senato con una "spilla della 173esima brigata aviotrasportata di Vicenza" e agli esponenti della maggioranza ha confermato che voterà "no".

"Abbiamo molte difficoltà con i voti e quindi il mio voto può portare ad una crisi di governo che potrebbe addirittura sfociare nella caduta di Prodi. Io non mi posso prendere questa responsabilità e voto sì e sono certa che i miei elettori saranno d'accordo". Lo dice la senatrice dell'Iitalia dei Valori Franca Rame, che veniva annoverata tra i "dissidenti" all'interno della maggioranza.

La Nato ringrazia l'Italia per il suo ruolo svolto per la pace e, in particolare, "per il contributo di primo piano" in Afghanistan. E' quanto ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer.

"Quella di D'Alema è stata un'ottima relazione, molto chiara. Voterò sicuramente sì". E' quanto ha affermato il senatore Luigi Pallaro.

Non smentisce i toni fortemente critici contro la missione italiana in Afghanistan la senatrice dell'Idv, Franca Rame: "Non c'e' speranza di pace in Afghanistan seguendo i metodi adottati finora''.

"Oggi voto a favore, ma la prossima volta quando si tratterà di votare sul rifinanziamento della missione in Afghanistan, voterò no. E adesso mi sospendendo dal mio partito" dice il senatore verde Mauro Bulgarelli.

"Per quanto legittimi e importanti siano anche i canali del conflitto sociale e delle manifestazioni di massa e di piazza, è fuorviante la tendenza a farne la forma suprema della partecipazione e, retoricamente, il sale della democrazia", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un discorso agli amministratori di Bologna nel quale sottolinea che "qualunque tema e problema" deve "trovare la sua misura" nelle istituzioni elettive e nelle relative sedi di decisione democratica perchè "solo così si rispetta l'essenza della democrazia come governo della maggioranza". Parole che contengono un implicito riferimento alla manifestazione di Vicenza e alla polemica intorno alla costruzione della base.

"Il Senato, ascoltate le comunicazioni del ministro Massimo D'Alema sulla politica estera, le cui linee fondamentali sono ispirate al rispetto dell'articolo 11 della Costituzione, al ruolo prioritario dell'unione europea, al riconoscimento e al rilancio del ruolo dell'Onu, al rispetto delle alleanze internazionali, le approva". E' il testo della mozione firmata da tutti i capigruppo dell'Unione.

''Il Senato, verificata la continuita' della linea di politica estera fino ad ora adottata dall'attuale governo anche in sede di comunita' atlantica, la approva''. E' questo il testo della mozione presentata dall'opposizione firmata dal vicepresidente del Senato Roberto Calderoli.

"Un intervento molto innovativo e autorevole, di spessore molto alto, con alcuni passaggi particolarmente importanti". Questo il commento del capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, all'intervento del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema.

'Nella relazione del ministro degli Esteri trovo il dato positivo della continuita' della politica estera" dice Giulio Andreotti. Che si augura che "si possa trovare un accordo" sull'ordine del giorno presentato a palazzo Madama dall'esponente del Carroccio, proprio perchè lì si fa riferimento a "una continuità della nostra politica estera".

"D'Alema non mi ha convinto, voterò la mozione di Calderoli". Lo dice Sergio De Gregorio, presidente della commissione difesa.

"Se D'Alema in sede di replica non dice che il governo ripensa la decisione su Vicenza, io non parteciperò al voto". Lo dice Franco Turigliatto, uno dei senatori dissidenti di Rifondazione.

"Bisogna concedere un referendum al popolo vicentino" dice il senatore Fosco Giannini di Rifondazione comunista che riporta così l'attenzione sulla base Usa. "Vorrei votare contro il Governo ma non posso regalare il Paese alla destra eversiva e antioperaia e voterò, ancora una volta, a favore di Prodi. Ma tutto dovrà cambiare"

"Una politica estera che garantisce la difesa dei diritti umani e la promozione della democrazia, in cui il realismo si coniuga con nette scelte ideali, e che nel solco dell'art. 11 della nostra Carta costituzionale persegue la pace e la giustizia, la promozione delle organizzazioni internazionali e l'attiva partecipazione alla loro azione". Così il presidente della Commissione Esteri Lamberto Dini definisce le linee di politica estera illustrate dal ministro Massimo D'Alema.

Al momento risultano presenti in Aula solo due mozioni in tema in politica estera: una firmata dal leghista Roberto Calderoli e l'altra dal senatore a vita Giulio Andreotti. Si è in attesa della mozione preparata dalla maggioranza. Le mozioni, secondo quanto ribadito ieri pomeriggio, dovranno essere votate al termine del dibattito in ordine di presentazione.

Una relazione "complessivamente ottima, anche se restano le divergenze sulla questione dell'Afghanistan. Ma personalmente oggi voterò convintamente a favore" commenta il capogruppo di Verdi-Pdci al Senato Emanuela Palermi.

"Da D'Alema aria fritta per ottenere il voto. Questo Governo non ha una maggioranza in politica estera e D'Alema per ottenere il voto alla sua relazione in Senato è volato alto perdendosi nell'aria fritta e nelle banalità" così Il Presidente dei senatori della Lega Nord, Roberto Castelli.

'Discorso di alto profilo. Un'impostazione opposta a quella del precedente governo, ad iniziare dalla centralità della questione palestinese, sino al punto da ipotizzare truppe Onu a Gaza.
E' tornata la "vocazione" mediterranea dell'Italia. Bene". Lo afferma il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto.

"Sono qui per chiedere un forte consenso politico che possa permettere all'Italia di affrontare le prossime delicate e complesse" sfide di politica estera. Lo ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema concludendo al Senato il suo intervento sulle linee di politica estera e raccogliendo un ampio applauso.

"L'Italia c'è in diversi scenari essenziali e c'é con un ruolo da protagonista - ha detto D'Alema - Non possiamo permetterci di esser nè cinici nè sognatori. Nn rinunciamo alla nostra ispirazione ideale, ma neppure possiamo fare a meno di un lucido realismo".

"La globalizzazione è una scelta difficile" ha detto ancora D'Alema.

"I rischi in Afghanistan sono necessari per il processo di pace. Essendo lì possiamo contare nel consiglio di sicurezza dell'Onu, possiamo batterci per una conferenza internazionale" ha detto D'Alema

"Nessun paese vuole il ritiro dall'Afghanistan" ha detto ancora D'Alema. "L'Italia chiede una conferenza internazionale sul tema"

"Occorre una strategia più efficace per ottenere i risultati che ci prefiggiamo in Afghanistan: per vincere la sfida si deve rafforzare l'impegno civile ed economcio. Sarebbe un grave errore che la Nato si isolasse facendo della missione afgana una missione Nato quando questa è una sfida dell'intera comunità internazionale"

"In Afghanistan sono stati ottenuti risultati importanti ma non quelli sperati" ha detto D'Alema

"Quella in Afghanistan è una missione condotta dalla Nato sotto mandato Onu ed è in crescita. E' una missione soprattutto politica e civile" ha detto D'Alema

Sulla crisi del nucleare, D'Alema ha detto: "Insisteremo per chiedere all'Iran un gesto ragionevole ed aperto di adesione alle richieste della comunità internazionale". "Occorre rilanciare una strategia di non proliferazione"

"Il conflitto israelo-palestinese rimane la chiave di tutti i conflitti mediorientali. Oggi è ancora più urgente trovare una soluzione. E' essenziale che il nuovo governo palestinese riconosca gli accordi già sottoscritti. Il processo di pace richiede il coinvolgimento di tutta la comunità palestinese. Ed è essenziale l'impegno contro la violenza, con la liberazione del soldato Shalit, e bloccaccando il lancio dei missili" ha detto D'Alema

"La crisi libanese non poteva essere ignorata. La forza Unifil non è un esercito occidentale, ma una forza internazionale: vi sono militari della Turchia, del Qatar e di altri paesi islamici. L'Europa è tornata ad esercitare un ruolo attivo. La missione libanese per molte ragioni rappresenta un punto di svolta. Può essere la premessa per una forza di pace anche a Gaza" ha detto D'Alema

"Il ritiro dall'Iraq è stata una scelta coerente" ha detto D'Alema

"Sconfiggere il terrorismo isolandolo all'interno del mondo arabo: è uno dei primi obiettivi di questo governo, rinforzando anche l'amicizia coi paesi arabi, appannata negi ultimi anni. L'Italia è tornata ad essere un paese amico, amico di Israele e dei paesi arabi" ha detto d'Alema

"La nostra politica è stata prima di tutto una politica europea, favorevole all'integrazione europea. Il governo Prodi è un governo europeista" ha detto D'Alema

"Siamo favorevoli al rafforzamento dei rapporti fra Washington e Bruxelles" ha detto D'Alema

"La porta dell'Europa deve restare aperta ai Balcani occidentali e alla Turchia. Solo nel seno dell'Europa i paesi dei Balcani potranno trovare quella pacifica convivenza cui aspirano.
Lungo e delicato è lo scenario per la Turchia, ma tenere aperta la porta rientra negli obiettivi europei. Nel tempo in cui c'è chi teorizza lo scontro di civiltà l'adesione all'Europa di un grande paese islamico è la risposta migliore" ha detto D'Alema

Il ministro degli Esteri ha detto che la prima delle tre linee guida della politica estera del governo seguite finora è "il rilancio dell'unità politica europea".

"Dopo l'11/9 sono state portate avanti scelte unilaterali. Ora, il contesto è in parte cambiato, il problema è come progredire nei fatti concretamente", dice D'Alema

"L'Onu è la fonte di legittimità delle scelte internazionali" ha detto ancora il ministro degli Esteri

La politica estera dell'Italia è coerente, ha detto D'Alema, e "rispetta l'articolo 11 della costituzione". L'aspetto essenziale è "il rifiuto della guerra come principio della risoluzione dei conflitti" sancito dalla costituzione

Il titolare della Farnesina ha detto che non parlerà di Vicenza e del raddoppio della base Usa. "Non ho nulla da aggiungere al ministro dell'Interno che segue la questione"

E' iniziata al Senato la relazione del ministro degli Esteri Massimo D'Alema

Oggi al Senato si vota il rifinanziamento della missione militare in Afghanistan, nuovo banco di prova per la maggioranza. Alle 9 l'intervento del ministro degli Esteri Massimo D'Alema. Nella notte la telefonata del premier britannico Blair al presidente americano Bush: "Inizieremo a breve il ritiro dall'Iraq". Una presa di posizione che potrebbe influenzare il dibattito sulla politica estera

Origine: Repubblica

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