Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta libertà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libertà. Mostra tutti i post

mercoledì 28 marzo 2018

Il diktat incostituzionale di Grillo contro i Senatori traditori

"Il Senatore che abbandona il gruppo parlamentare a causa di espulsione, ovvero ABBANDONO VOLONTARIO, ovvero dimissioni determinate da DISSENSO POLITICO sarà obbligato a pagare, a titolo di penale, al Movimento 5 stelle entro 10 giorni dalla data di accadimento di uno dei fatti sopra indicati, la somma di 100 mila euro". 

E' quanto prevede l'articolo 21 del regolamento interno del gruppo del Movimento 5 stelle del Senato. 

Non una Legge dello Stato Italiano.

Anzi la Costituzione Italiana con Articolo 67 sancisce espressamente che:
«Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». 

Il suddetto principio fondante della nostra democrazia rappresentativa ed è la base giuridica che giustifica una delle libertà più importanti di Deputati e Senatori

I parlamentari infatti svolgono il loro incarico senza obblighi nei confronti di partiti, programmi elettorali o dei cittadini stessi. 

Questo concetto fu introdotto per la prima volta nella Costituzione Francese del 1791 dopo la rivoluzione del 1789,  per poi diventato nel tempo uno dei mattoni su cui è stata costruita l’idea moderna di democrazia rappresentativa. 

L’eletto, perciò, non ha alcun vincolo giuridico nei confronti degli elettori, ma solo una responsabilità politica. 

Questa libertà di azione deve essere garantita affinché il parlamentare possa svolgere le proprie funzioni senza pressioni e/o ricatti esterni. 

Il mandato imperativo, opposto al libero mandato del sistema italiano, è previsto solo in Portogallo, Panama, Bangladesh e India. 

Nei regolamenti di Camera (art. 83) e Senato (art. 84) l'assenza di vincolo di mandato è declinata nella libertà per singoli eletti di intervenire in disaccordo con il proprio gruppo di appartenenza.

Quindi già esiste un "Consiglio Superiore della Magistratura Grillina"?

E come saranno puniti gli inadempienti traditori del Sacro Blog?

Con l'olio di ricino?

#provetecnichedidittatura
#mifannopaura



venerdì 2 marzo 2018

Comunismo vs. Fascismo, ha ancora senso questa contrapposizione?


Per fortuna non siamo più in tempi di guerra civile.

Ma l’Italia non ha mai 
davvero fatto i conti col passato. 

La Resistenza partigiana ha avuto tantissimi meriti, difeso ideali e pagato un pesante tributo di sangue. 

Purtroppo però quegli anni furono anche di atroce guerra civile.

E sotto le bandiere ideologiche si consumarono stragi e omicidi che poco avevano a che fare col cosiddetto diritto di guerra e gli ideali di liberazione.

L’aver riconosciuto solo in ritardo e parzialmente questo lato oscuro della liberazione partigiana non ha mai agevolato la più piena riappacificazione sociale.

E a oltre settant'anni ci troviamo ancora una contrapposizione ideologica tra comunismo e fascismo che oggi non ha più alcun senso.

Penso questo perché, di fatto, il comunismo storico è stato un tradimento del pensiero marxista così come degli ideali di comunione e uguaglianza auspicati dal pensiero socio-filosofico ed economico teorizzato dal comunismo.

Il comunismo storico, cioè l’unico che si è concretamente realizzato nella realtà dei fatti, ha dato vita a dittature crudeli in cui sono più i punti in comune con le dittature fasciste che quelli di differenza.

Il comunismo storico è stato il tradimento di qualsiasi ideale comunista.

Non bastasse, le analisi economiche di Marx si sono rivelate errate: con lo sviluppo industriale il proletariato anziché aumentare il proprio potere, ha perso posizioni non solo nei confronti del capitalismo ma anche dell’emergente ceto medio.

Oggi con la finanza globalizzata, la rivoluzione digitale, l’automatizzazione dei processi produttivi vediamo che il proletariato del terzo millennio perde ancora di più potere.

Il comunismo che non si è mai realizzato, oggi è definitivamente morto.

I regimi che ancora si etichettano di rosso fanno tutto tranne che sviluppare la comunione dei beni e l’uguaglianza sociale.

Al contrario, io ritengo, il fascino malvagio del fascismo è sempre vivo e pericoloso.

A differenza del comunismo, che dove è nato è stato per sanguinosi colpi di Stato e mai in regimi democratici, i regimi fascisti hanno conquistato il potere per lo più nel pieno delle democrazie da cui sono nati.

Ne sono la naturale conseguenza quando il popolo è esasperato e rancoroso verso una politica flaccida che non risponde più alle esigenze della società civile.

Il fascismo si nutre della rabbia del popolo inferocito contro il “disordine” della mala politica, delle ingiustizie sociali, della criminalità, dell’imbarbarimento di Costumi e Valori.

Finché si arriva ad un punto di rottura in cui si è disposti a perdere libertà e diritti pur di veder colpiti i “colpevoli” (qualunque essi siano in effetti e/o nella percezione).
Si invoca un uomo della provvidenza che dica “basta!” e metta tutti in riga.

Da quel momento il passo verso la dittatura diventa breve.

E non c’è dittatura senza violenza, soprusi, abolizione delle regole della democrazia e delle libertà civili.

Questo per me significa fascismo. 

Ed è per questo che il fascismo è sempre il pericolo delle democrazie in crisi.

In Italia, succubi ancora della contrapposizione fascismo-comunismo, l’abbiamo poi traslata in destra vs. sinistra.

Non ci siamo evoluti in un partito conservatore e uno progressista, oppure non contrapponiamo il pensiero di chi crede, per esempio, ad una più o meno rigida economia di Stato a quello di chi punta tutto sulla libera imprenditoria privata.

Siamo, invece, tuttora schiavi di bandiere che ci fanno sentire più opposti ad un “nemico” comune che appartenenti ad un gruppo sociale col quale riconoscere forti affinità.

Le manifestazioni antifasciste 
- avvenute nel febbraio 2017 - nel giorno della memoria delle foibe sono state un fatto gravissimo. 

Non solo per gli ignobili episodi di inaccettabile violenza, ma anche e soprattutto perché le vittime delle foibe non sono i morti pianti soltanto da chi è di destra (
estrema o meno)

Quei morti devono ricordare a tutti cosa succede nelle guerre. Quelle vittime sono piante da chiunque abiuri la violenza.

Quindi il gesto vigliacco contro l’esponente di FN in Sicilia deve essere condannato senza se e senza forse.

Il pericolo di rigurgiti di fascismo non si combatte con azioni fasciste.

Anzi è proprio il modo per far forza al fascismo.
Per me la violenza è un attributo fascista e non è mai accettabile. 


Oltretutto è anche estremamente stupida perché finisce col giustificare chi si chiede perché sia reato l'apologia del fascismo.

21/02/2017

Sandro Pertini - Democrazia e fascismo



andrea pietrarota

giovedì 29 giugno 2017

Dal saggio "On liberty" di John Stuart Mill alla "Teoria della Montagna di Merda" di Uriel Fanelli.

Nel 1859 John Stuart Mill nel suo meraviglioso saggio "On liberty" sottolineava l'importanza del confronto dialettico nella formazione di un'opinione, di cui il legittimo e insindacabile fondamento si raggiunge unicamente con la piena conoscenza di ciò che afferma l'opposto.


Ne deriva che nessuna opinione, vera o falsa che sia, anche quando sia considerata scorretta dalla società, può essere soffocata dall'autorità.


La breve opera del filosofo inglese è un manifesto in difesa della diversità e della libertà di opinioni, contro l'unanimità e il conformismo, prevedendo per ognuno libertà di coscienza, pensiero ed espressione, libertà di perseguire la felicità e libertà di associarsi. 

J.S. Mill, io ho adorato "Sulla libertà", ma come la mettiamo ai giorni d'oggi in cui il confronto è tra Scienza e pseudoscienze? 

Tra Medicina e complottismo no vax, per esempio? 

Recentemente, Roberto Burioni, il paladino dei vaccini, ha rifiutato di partecipare ad un dibattito con un ex medico radiato sostenitore dei no vax, organizzato nell'ambito di un festival organizzato a Pesaro.

Non essendoci più il contraddittorio, l’incontro è saltato ed è scoppiata una gran polemica: "Burioni si sottrae al dibattito pubblico!", "Troppo comodo parlare solo via Facebook!", "Peccato che nessuno dei pro-vax abbia deciso di confrontarsi col nostro ospite", ha detto l’organizzatore del festival.

Ma io sono d'accordo che un confronto del genere non andasse né vada fatto, perché sarebbe scorretto, antiscientifico, medievale, populista, ecc.


"La forza della scienza sta nel fatto che non è qualcosa su cui opinare. Non mi puoi portare su un palco uno secondo cui 2+2 non fa 4, e poi dire “ah, nessuno vuole confrontarsi con il nostro ospite”.

Lo credo bene che non vogliono: da un incontro del genere ci guadagnerebbe solo lui, sarebbe una situazione sbilanciata.
Lo scienziato si ritroverebbe a dover fare una fatica enorme per sostenere tutte le argomentazioni del caso (sì, anche con annesse dimostrazioni e sperimentazioni), mentre al tipo basterebbe lo sforzo minimo di buttare là qualche dubbio, insinuare qualche sospetto, e così via.


Cercate in proposito su Google la "Teoria della Montagna di Merda" di Uriel Fanelli.(https://nientestronzate.wordpress.com/2010/03/26/la-teoria-della-montagna-di-merda/)  ...

Avete presente i dibattiti Evoluzionismo VS Creazionismo?
Gli evoluzionisti hanno i fossili, i creazionisti hanno la Bibbia.
Gli evoluzionisti devono farsi un mazzo così per dimostrare ogni virgola di quello che sostengono, in un campo in cui è facilissimo sbagliare, avendo a che fare con reperti fossili di centinaia di migliaia, milioni di anni fa, difficili da datare, classificare e analizzare.

I creazionisti devono solo citare la Bibbia, che è provvista di un comodo sistema di versetti numerati, e dire ogni tanto “non si può escludere che esista un’intelligenza superiore”.

Ma in definitiva, cos’è che spinge le persone a rompere le scatole alla scienza? 
E cos’è che permette a un pirla qualunque di diventare un rispettabile opinionista in un dibattito pubblico, allo stesso livello degli esperti? 

Il fatto - vecchio come il mondo - che la gente vuole qualcosa in cui credere, e la scienza non dà NIENTE di tutto questo. Non puoi credere nelle dimostrazioni e nelle prove empiriche: funzionano, non hanno bisogno di fiducia.

La verità è che è difficile affezionarsi alla scienza: il pubblico non serve a niente nel campo dell’efficacia scientifica. Il coinvolgimento, il batticuore dello spettatore, è secondario.

Se invece ti porto su un palco un tizio che di lavoro deve solo insinuare dubbi, la cosa diventa subito più interessante, diventa intrattenimento, e lì il pubblico serve.
Più le cose che dice sono assurde (ma non del tutto false: verosimili), più gli si scatena addosso la comunità scientifica, e più viene voglia di credergli.

Perché?
Perché in quella situazione (vantaggiosissima, per lui) è da solo contro i professori noiosi, e non importa se dice fregnacce: è una vittima, fa tenerezza. 

E voi siete buoni e fessi, volete aiutarlo.
E poi perché di scienza non ne capite granché. È normale, ci vuole tempo, impegno, perseveranza nello studio, e non serve nemmeno tanta intelligenza: serve la pazienza. 

La scienza è donna, vuole tutta la vostra attenzione, il corteggiamento è lungo e complesso, e solo alla fine ve la dà.
E infine, perché la sua versione dei fatti vi ha fatto battere il cuore, vi ha emozionato, vi ha fatto provare rabbia per una presunta verità taciuta, e vi ha fatto sognare una piccola grande rivolta contro il presunto sistema cattivo.

Non provate già quel friccicore?
Non vi sentite coinvolti e protagonisti?
Non è tutto dannatamente avventuroso?
Ecco perché funziona.

L’uomo medio non è troppo stupido per la scienza: è solo troppo pigro per istruirsi, e preferisce essere intrattenuto, coinvolto in qualcosa di emozionante.

Da che mondo è mondo si fa prima a smontare che a costruire, e si fa ancora prima a sostenere uno che smonta i discorsi seri, piuttosto che a dare una mano a costruirli".
(tratto dalla pagina fb "Dio": www.facebook.com/Iddio42/?fref=nf)


---
Da questo link è scaricabile gratuitamente il "Saggio sulla Libertà" (pdf di 76 pagine) di cui suggerisco vivamente la lettura, anche perché è scritto con dialettica appassionante e scorrevole: http://radicalmente.myblog.it/list/politica/1974000981.pdf

martedì 7 febbraio 2017

Libertà, Uguaglianza, Fratellanza. Un incontro culturale alla sede Alcras.

® foto di Renato Conti
L’ALCRAS regionale Lazio organizza un incontro culturale per giovedì 9 febbraio 2017 alle ore 19.00 presso la sede di Via C. B. Bodoni 92/A a Roma sul tema “Libertà, Uguaglianza, Fratellanza – Gli artefici della Repubblica romana nel 168° anniversario della Repubblica romana”.
 
L’attrice Chiara Pavoni sarà la voce recitante di testi e poesie del Risorgimento. Conduce l’evento Benito Garrone. 
 
Ingresso libero. 
 
Per informazioni: 360 596237.

mercoledì 28 maggio 2008

"Momenti di Libertà nel XVII Municipio 1943-44"

PATROCINATO dal XVII MUNICIPIO di Roma


Il Circolo "Giustizia e Libertà"


Presenta:

"Momenti di Libertà nel XVII Municipio 1943-44"

31 maggio 2008 - Teatro della Caserma della Marina Militare - Piazza Randaccio 2 Roma

INGRESSO LIBERO


Programma della Giornata:
Ore 10
Il professor Giorgio Giannini illustrerà i fatti, i luoghi e le attività di Resistenza nel quartiere durante l'occupazione nazifascista
Ore 10.45
Coro di canzoni popolari
Ore 11.00
Lettura, eseguita da studenti dei Licei Mamiani ed Alighieri, delle biografie di studenti e popolani caduti nella lotta
Ore 11.30

Intervento del professor Carlo Vallauri, ex studente del Mamiani, sull'ambiente scolastico del tempo
Ore 11.50
Coro di canzoni popolari
Ore 12
Proiezioni e dibattito moderato dal professor Giancarlo Burghi
Ore 12.30

Conclusioni del Presidente del Municipio Antonella De Giusti


Il Circolo "Giustizia e Libertà" è stato fondato nel 1948 nella sede di Via Andrea Doria 79, ha continuato e continua a svolgere da oltre mezzo secolo una attività impegnativa che va oltre la valorizzazione del periodo clandestino. All'inaugurazione della sede erano presenti personalità come Ferruccio Parri, Riccardo Lombardi, Carlo Levi, Emilio Lussu, Cencio Baldazzi, per indicarne solo alcuni.
Il Circolo si propone come geloso custode del pensiero azionista e costituisce un preciso riferimento per coloro che si riconoscono negli ideali del movimento Giustizia e Libertà. L'impegno degli iscritti si manifesta a livello culturale con un'intensa attività volta alla conferma dell'attualità del pensiero azionista per la crescita civile e morale della società italiana.

giovedì 15 maggio 2008

TRAVAGLIO-SCHIFANI: CENTARO(PDL): "LIBERTÀ DI INFORMAZIONE MA CI SIA RICOSTRUZIONE ASETTICA DEI FATTI"

TRAVAGLIO-SCHIFANI: CENTARO(PDL): "LIBERTÀ DI INFORMAZIONE MA CI SIA RICOSTRUZIONE ASETTICA DEI FATTI"

"Credo nell'assoluta libertà di informazione, perche' e' uno dei pilastri della democrazia. Il cosiddetto quarto potere, la stampa, si legittima nei confronti dei cittadini ed esercita quell'attività di controllo e di vigilanza nei confronti di chi governa, sè dà un'informazione completa, con una ricostruzione asettica dei fatti".

Lo ha detto il senatore Pdl ed ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Roberto Centaro, intervistato da Giampiero Marrazzo a 'L'Avvelenato' su Ecoradio. "Poi - continua Cantaro - accanto, in maniera separata, ci puo' essere la valutazione del giornalista".

Centaro aggiunge di aver "potuto toccare con mano l'impegno antimafia del presidente Schifani: proprio da lui ho ricevuto ampia copertura politica quando abbiamo modificato in Senato, in modo piu restrittivo sui controlli antimafia, la legislazione in tema di appalti".

Ecoradio

 

venerdì 25 aprile 2008

IL 25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE

IL 25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE

TRA POLEMICHE ED ANTICHI RANCORI MAI SOPITI

di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco

Napoli, 25/04/08. Ogni anno nell'avvicinarsi della scadenza del 25 Aprile, Marcello Veneziani, giornalista di destra, riapre dalle pagine di Libero il giornale di Feltri, la solita polemica sulla Festa della liberazione.

Le motivazioni le conosciamo a memoria, perché sono sempre le stesse: il 25 Aprile non c'è nulla da festeggiare perché è stato l'atto finale di una guerra civile sanguinosa e drammatica che ha visto la sconfitta dei fascisti e la vittoria dei social - comunisti che poi hanno consegnato il nostro paese agli americani in rispetto degli accordi di Yalta.

La teoria della guerra civile permette di far passare gli orrendi misfatti perpetrati dai fascisti e dai nazisti, come episodi drammatici di una guerra combattuta da una parte e dall'altra senza quartiere e senza pietà. A corredo di queste posizioni si tiene a ricordare le immagini drammatiche di Piazzale Loreto in cui i corpi di Mussolini e della Petacci e di altri tre gerarchi fascisti furono appesi per i piedi in modo che tutti potessero vederli. Una immagine drammatica e difficilmente comprensibile, se astratta dal contesto in cui quegli avvenimenti avvenivano.

La teoria revisionista sul 25 Aprile, si fa forte del luogo comune che il fascismo era ben voluto dagli italiani e fino al 1938 l'adesione del popolo italiano a quel regime era totale e solo la sconfitta della guerra aveva rotto quella forte unione.

Ancora oggi, dopo 63 anni da quel lontano 25 Aprile del 1945, dobbiamo ricordare il lungo cammino del popolo italiano verso la libertà e la democrazia.

Sin dall'inizio il fascismo è stato un movimento violento in cui squadre di teppisti in camicia nera terrorizzavano con le loro incursioni le popolazioni pacifiche delle campagne e delle città.

Le distruzioni delle Camere del lavoro. Delle sedi dei partiti democratici, e dei loro giornali; le aggressioni e le uccisioni di migliaia di attivisti politici, di intellettuali e di sindacalisti, hanno lasciato una lunga traccia di sangue che ha accompagnato il fascismo nei suoi venti anni di regime.

Non era guerra civile l'uccisione di Giacomo Matteotti. Di Giovanni Amendola, di Piero Gobetti, di Don Minzoni e dei fratelli Carlo e Nello Rosselli, non era guerra civile le migliaia di sentenze del Tribunale Speciale che incarcerava gli oppositori del fascismo lasciandoli morire in carcere come Antonio Gramsci.

Non era guerra civile l'esilio di Parri, Turati e Pertini. Non erano giuste le leggi razziali, non era uns guerra civile l'occupazione di un esercito straniero nel nostro paese, che ordinava ed eseguiva 323 condanne a morte per rappresaglia, lasciando un monumento di dolore alle Fosse Ardeatine.

I massacri di civili inermi di Stazzona e Marzabotto, il campo di concentramento sistemato nella risiera di San Saba a Trieste dove funzionava l'orribile forno crematorio, non sono episodi di guerra civile; sono atti di una barbarie disumana con la quale si tentava di tenere sotto dominio un popolo che aveva trovato la strada della libertà e non era intenzionato a lasciarla mai più.

Gli scioperi del Marzo 1943 pagati con il campo di concentramento e la morte da parte di chi li aveva organizzati, sono la testimonianza di un coraggio umano e politico che dimostra quanta poca adesione aveva il regime tra le masse popolari.

Il 25 Aprile è il giorno in cui si compiono gli atti finali di una lunga battaglia in cui il popolo italiano si riconosce, muore e vince per la causa della libertà.

Questo nessuno ce lo potrà togliere.

Sappiamo bene come il prossimo Presidente del Consiglio intende la Festa della Liberazione, visto che non ha mai partecipato ad una cerimonia in memoria dei caduti partigiani e dei civili colpiti dalla barbarie del nazifascismo.

Noi pensiamo sia giusto stringerci attorno al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che con parole serene e ferme ha rivendicato al Paese l'orgoglio del proprio riscatto, per avere conquistato per la seconda volta la sua indipendenza e la sua libertà.

Il ricordo di quel periodo doloroso e difficile che ha permesso di costruire le istituzioni repubblicane e democratiche in cui sono maturate le condizioni di ripresa economica e di sviluppo che ha portato il nostro paese ad essere uno tra i più importanti e ricchi del mondo.

Da quelle giornate tremende e piene di speranza di 63 anni fa l'Italia si è profondamente trasformata. Il paese povero ed agricolo di allora è diventato una realtà europea ed internazionale che vive le contraddizioni della attuale fase di trasformazione, ma saldamente ancorata a principi di democrazia, libertà e sviluppo.

Il 25 Aprile è una festa e siamo contenti che lo sia.


Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *