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sabato 26 maggio 2018

Geca Onlus presenta il VII Meeting Giovani e Cuore Aritmico | Sabato 26 maggio, Hotel Laguna Palace, Mestre (VE)

Si tiene oggi, sabato 26 maggio dalle ore alle ore 9.30 alle ore 14.30 all'Hotel Laguna Palace di Mestre - Venezia il Meeting Giovani e Cuore Aritmico 2018

Si tratta del VII Meeting organizzato dall'Associazione Geca Onlus di Padova e certificato ECM dal Provider ID.1884 Dipartimento di Medicina. 

La giornata  di aggiornamento sulle malattie eredo-familiari di impronta aritmica gode dei patrocini di Regione Veneto, Ulss 3, Ordine Provinciale del Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Venezia, Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Medicina- Dimed, Dipartimento di Scienze Cardiologiche Toraciche e Vascolari Unipd, Associazioni amiche di Telethon, Liceo Artistico Statale M. Guggenheim di Venezia, IC L. Spallanzani di Venezia. 

Quest'anno il Meeting è dedicato al Presidente Onorario dell'Associazione, prof. Andrea Nava, che è stato un punto di riferimento fondamentale per malati e famiglie, in quanto ha insegnato loro a convivere con questa patologia e a saper vivere nella normalità. 

Un'importante occasione di dialogo, dunque, tra medici e pazienti nonché un momento di confronto cruciale per far capire l'importanza della prevenzione e per diffondere una cultura di collaborazione e condivisione. 

Dopo il saluto di benvenuto del Prof. Sabino Iliceto, direttore del Dipartimento di Cardiologia dell'Università di Padova, la parola passerà al dott. Franco Giada, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Medicina dello Sport e dell'Esercizio Fisico del Distretto di Mirano-Dolo della Ulss 3 e al dott. Maurizio Scassola, Vicepresidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri OMCeO di venezia. 

Sarà quindi Graziella Paola Marcon a fare gli onori di casa a nome di Geca Onlus mentre il dott. Bortolo Martini, Direttore Operativa Complessa di Cardiologia presso Azienda ULSS 4 Alto Vicentino, dedicherà il tributo all'amico e collega prof. Andrea Nava. 

Alle ore 11.00 spazio ad ArtRitmica,  nuovissimo progetto culturale ideato da Geca Onlus per far leva sulle giovani generazioni mediante uno strumento creativo e diretto come l'arte contemporanea

Un progetto che coniuga arte, bellezza, prevenzione, informazione e che parla direttamente ai giovani. 

L'artista Stefano Reolon presenterà il suo libro realizzato in collaborazione con la prof.ssa Barbara Bauce e le psicologhe Viviana Marcon e Fabiana Micheluzzi

Seguirà la tavola rotonda, con il dibattito tra medici e pazienti sulle problematiche inerenti le malattie cardiache, con gli interventi di: 
  • Prof.ssa Barbara Bauce, Clinica Cardiologica, Università di Padova; 
  • Prof. Luciano Daliento, Clinica Cardiologica, Università di Padova; 
  • Prof. Bortolo Martini, Cardiologia, Azienda ULSS 4 Alto Vicentino; 
  • Prof.ssa Alessandra Rampazzo, Dipartimento di Biologia, Università di Padova; 
  • Prof.ssa Paola Melacini, Specialista in Cardiologia; 
  • Dott.ssa Loira Leoni, Clinica Cardiologica, Università di Padova; 
  • Dott. Francesco Corbetti, Specialista in Radiologia; 
  • Dott.ssa Ilaria Rigato, Clinica Cardiologica, Università di Padova; 
  • Dott.ssa Elisa Mazzotti, Specialista in Cardiologia; Dott.ssa Chiara Calore, Clinica Cardiologica, Università di Padova. 


Scheda tecnica
Provider id 1884
Dipartimento di Medicina - Dimed
Sig.ra Cristina Degan 
Palasanità - stanza n. 46
Tel. 049/821.8689 fax. 049 821.1255 

Segreteria organizzativa
Giovani e Cuore Aritmico Onlus
via P.P. Vergerio 19/1, 35120 Padova
Telefono: 049 802.0719; Fax: 049 213.3895; Cell. 335 6141526


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www.CorrieredelWeb.it

mercoledì 11 aprile 2018

MEDICINA - LA MIA AVVENTURA CON LIPOSUXTEN


MEDICINA - Quando la prima volta ho sentito parlare di Liposuxten®️ mi sono detto “ sarà l’ennesima presa per i fondelli di tante che girano in rete “ , poi siccome sono un giornalista a cui piace approfondire ho deciso comunque di tenere d’occhio i commenti di decine di loro clienti , la cosa che però fin da subito mi ha colpito è che nessun commento viene rimosso dalla loro home di Facebook che conta quasi 100 mila iscritti . Tanti commenti dunque e il 90% di questi sono tutti positivi il restante 10% invece chiede informazioni su come acquistare il prodotto . 
Ma cos’è LiposuxTen ? 
Dunque vado a consultare il sito ben organizzato , con tanto di angolo shop e con le varie opzioni di acquisto ( pagamenti online o alla consegna )  la presentazione del comitato scientifico che ha messo in pratica questo metodo alimentare guidato dal farmacista Diego Di Novella . Il prodotto in questione è un preparato di proteine idrolizzate e separate del siero del latte . Nulla di chimico dunque nella composizione, ma i miei dubbi sono restati . Come può un prodotto “naturale” abbinandolo a una dieta di 10 giorni produrre un dimagrimento tra i 5 e 10 kg in un soggetto che ricorre a questo trattamento ? 
Il fatto però è che a leggere i vari commenti di chi lo esegue è pura verità . Funziona . Nessuna truffa .  Qualcuno si lamenta però del costo eccessivo 180 euro per l’opzione compresse e 160 euro per la composizione in polvere , ma dalla direzione fanno però notare che per i risultati e per la qualità che offre è attualmente il programma più economico ed efficace sul mercato , oltretutto autorizzato dal ministero della salute. 
Dunque , nel frattempo continuo ad arrovellarmi a cercare di capire dove sia la “fregatura “ ?  Allora decido di provarlo , mi stupisce però che non c’è l’opzione soddisfatti o rimborsati, tentenno , comunque sono 160 euro , continuo a leggere i commenti dei già clienti , ma poi dico ok chi “non risica non rosica “ ( per dire chi non rischia non saprà mai ) d’altronde anche io ho tanti tanti chili da perdere ma essendo un dubbioso di professione non credo se non vedo , e alla fine mi privo di questi 160 euro ( spedizione compresa )  in due giorni arriva il prodotto , con allegato una dieta di specifiche tipologie di verdura bustine di multi vitamina ed il famoso LiposuxTen tanto osannato , ho scelto gusto cacao .  Premetto che avevo già iniziato una dieta che ha dato i suoi eccezionali frutti da se , ma questo prodotto l’ho usato in primis perché ero preso da questo “eccezionale prodotto tanto osannato “ e poi perché sospettavo l’ennesima truffa ai danni di miei amici ciccioni . Da giornalista ho voluto indagare , capire , sondare , provocare , il secondo giorno salgo sulla bilancia  e con mio immenso stupore , tanto da pensare che si sia scassata la bilancia mi trovo - 1.2 kg  non poteva essere , scendo e risalgo sempre uguale . Allora siccome noi giornalisti siamo ottusi cambio persino le pile alla bilancia . Niente ho perso 1.2kg mangiando verdure e queste proteine del latte . Il prodotto funziona , ma i dubbi restano . Perché funziona ? 
Mentre continuo il trattamento che ho pagato 160 euro , contatto un mio conoscente che collabora come nutrizionista nel reparto di disturbi dell’alimentazione al Gemelli a Roma , gli faccio vedere il programma è la composizione del LiposuxTen, e mi dice che trattasi di simile dieta Chetogenica abbinata alle proteine idrolizzate del siero del latte che assunte con determinate verdure a foglia larga producono sensibile perdita di peso . Nessuna controindicazione dunque . Il prodotto è eccellente genuino e efficace , ma il protocollo è restrittivo , non c’è molto su cui variare anche se per i 10 gg di trattamento le quantità sono illimitate ma limitate nella varietà.  Mi sono detto .  Voglio metterli alla prova , li contatto e gli dico “ il prodotto non mi ha soddisfatto “ lo faccio mi rispondono sorpresi per loro sembra una cosa anomala , d’altronde chi meno chi più i kg li perdono. Allora mi propongono il rinvio di un prodotto sotto forma di pillole , io accetto . Il prodotto arriva . Sono seri , molto seri , raramente seri . Mi sento un po’ una merda , ma è il mio lavoro e devo portarlo a compimento. Nel frattempo continuo ad assumere il prodotto arrivando a pesare in 5 giorni - 4,5 kg insomma straordinario . Nessuna medicina , verdure , proteine , multi vitamine e acqua perché consigliano di bere molto .  Insomma mi chiedo perché un prodotto così efficace che potrebbe essere una manna per tanti obesi non è distribuito in modo capillare ? Mi risponde sempre il mio amico nutrizionista dell’Ospedale Gemelli di Roma , e mi fa capire che per il mercato farmaceutico è più fruttuoso promuovere prodotti inefficaci ma costosi che un buon prodotto magari costoso però efficace . 
Dunque ad oggi io ho cambiato la mia vita , ho cambiato il mio fisico con vari cicli , voglio con questo articolo conclusivo chiedere scusa per la mia sfacciataggine sia al Di Novella che al resto della direzione di LiposuxTen, ma ne è valsa la pena .  Tra la dieta che avevo già fatto iniziato un anno fa e questo prodotto naturale ho perso 40 kg . 
Ma mi raccomando prima di assumere qualcosa, qualsiasi cosa consultate i vostri medici perché ognuno di noi è diverso , ha patologie che magari si aggravano se non si conosce a fondo ciò che si assume . 
LiposuxTen funziona ma ha bisogno di costanza e determinazione e la voglia davvero di cambiare anche perché se poi si riprende a mangiare come se non vi fosse un domani allora di avreste perso tempo e soldi. 

Marco Nicoletti / Giornalista e Blogger 

( in foto il mio prima e dopo ) 

giovedì 29 giugno 2017

Dal saggio "On liberty" di John Stuart Mill alla "Teoria della Montagna di Merda" di Uriel Fanelli.

Nel 1859 John Stuart Mill nel suo meraviglioso saggio "On liberty" sottolineava l'importanza del confronto dialettico nella formazione di un'opinione, di cui il legittimo e insindacabile fondamento si raggiunge unicamente con la piena conoscenza di ciò che afferma l'opposto.


Ne deriva che nessuna opinione, vera o falsa che sia, anche quando sia considerata scorretta dalla società, può essere soffocata dall'autorità.


La breve opera del filosofo inglese è un manifesto in difesa della diversità e della libertà di opinioni, contro l'unanimità e il conformismo, prevedendo per ognuno libertà di coscienza, pensiero ed espressione, libertà di perseguire la felicità e libertà di associarsi. 

J.S. Mill, io ho adorato "Sulla libertà", ma come la mettiamo ai giorni d'oggi in cui il confronto è tra Scienza e pseudoscienze? 

Tra Medicina e complottismo no vax, per esempio? 

Recentemente, Roberto Burioni, il paladino dei vaccini, ha rifiutato di partecipare ad un dibattito con un ex medico radiato sostenitore dei no vax, organizzato nell'ambito di un festival organizzato a Pesaro.

Non essendoci più il contraddittorio, l’incontro è saltato ed è scoppiata una gran polemica: "Burioni si sottrae al dibattito pubblico!", "Troppo comodo parlare solo via Facebook!", "Peccato che nessuno dei pro-vax abbia deciso di confrontarsi col nostro ospite", ha detto l’organizzatore del festival.

Ma io sono d'accordo che un confronto del genere non andasse né vada fatto, perché sarebbe scorretto, antiscientifico, medievale, populista, ecc.


"La forza della scienza sta nel fatto che non è qualcosa su cui opinare. Non mi puoi portare su un palco uno secondo cui 2+2 non fa 4, e poi dire “ah, nessuno vuole confrontarsi con il nostro ospite”.

Lo credo bene che non vogliono: da un incontro del genere ci guadagnerebbe solo lui, sarebbe una situazione sbilanciata.
Lo scienziato si ritroverebbe a dover fare una fatica enorme per sostenere tutte le argomentazioni del caso (sì, anche con annesse dimostrazioni e sperimentazioni), mentre al tipo basterebbe lo sforzo minimo di buttare là qualche dubbio, insinuare qualche sospetto, e così via.


Cercate in proposito su Google la "Teoria della Montagna di Merda" di Uriel Fanelli.(https://nientestronzate.wordpress.com/2010/03/26/la-teoria-della-montagna-di-merda/)  ...

Avete presente i dibattiti Evoluzionismo VS Creazionismo?
Gli evoluzionisti hanno i fossili, i creazionisti hanno la Bibbia.
Gli evoluzionisti devono farsi un mazzo così per dimostrare ogni virgola di quello che sostengono, in un campo in cui è facilissimo sbagliare, avendo a che fare con reperti fossili di centinaia di migliaia, milioni di anni fa, difficili da datare, classificare e analizzare.

I creazionisti devono solo citare la Bibbia, che è provvista di un comodo sistema di versetti numerati, e dire ogni tanto “non si può escludere che esista un’intelligenza superiore”.

Ma in definitiva, cos’è che spinge le persone a rompere le scatole alla scienza? 
E cos’è che permette a un pirla qualunque di diventare un rispettabile opinionista in un dibattito pubblico, allo stesso livello degli esperti? 

Il fatto - vecchio come il mondo - che la gente vuole qualcosa in cui credere, e la scienza non dà NIENTE di tutto questo. Non puoi credere nelle dimostrazioni e nelle prove empiriche: funzionano, non hanno bisogno di fiducia.

La verità è che è difficile affezionarsi alla scienza: il pubblico non serve a niente nel campo dell’efficacia scientifica. Il coinvolgimento, il batticuore dello spettatore, è secondario.

Se invece ti porto su un palco un tizio che di lavoro deve solo insinuare dubbi, la cosa diventa subito più interessante, diventa intrattenimento, e lì il pubblico serve.
Più le cose che dice sono assurde (ma non del tutto false: verosimili), più gli si scatena addosso la comunità scientifica, e più viene voglia di credergli.

Perché?
Perché in quella situazione (vantaggiosissima, per lui) è da solo contro i professori noiosi, e non importa se dice fregnacce: è una vittima, fa tenerezza. 

E voi siete buoni e fessi, volete aiutarlo.
E poi perché di scienza non ne capite granché. È normale, ci vuole tempo, impegno, perseveranza nello studio, e non serve nemmeno tanta intelligenza: serve la pazienza. 

La scienza è donna, vuole tutta la vostra attenzione, il corteggiamento è lungo e complesso, e solo alla fine ve la dà.
E infine, perché la sua versione dei fatti vi ha fatto battere il cuore, vi ha emozionato, vi ha fatto provare rabbia per una presunta verità taciuta, e vi ha fatto sognare una piccola grande rivolta contro il presunto sistema cattivo.

Non provate già quel friccicore?
Non vi sentite coinvolti e protagonisti?
Non è tutto dannatamente avventuroso?
Ecco perché funziona.

L’uomo medio non è troppo stupido per la scienza: è solo troppo pigro per istruirsi, e preferisce essere intrattenuto, coinvolto in qualcosa di emozionante.

Da che mondo è mondo si fa prima a smontare che a costruire, e si fa ancora prima a sostenere uno che smonta i discorsi seri, piuttosto che a dare una mano a costruirli".
(tratto dalla pagina fb "Dio": www.facebook.com/Iddio42/?fref=nf)


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Da questo link è scaricabile gratuitamente il "Saggio sulla Libertà" (pdf di 76 pagine) di cui suggerisco vivamente la lettura, anche perché è scritto con dialettica appassionante e scorrevole: http://radicalmente.myblog.it/list/politica/1974000981.pdf

mercoledì 10 aprile 2013

Malattie genetiche ed ereditarie


Il termine «consanguineità» rappresenta un antico errore del linguaggio scientifico. Errore che è giunto fino a noi dall'epoca in cui si riteneva che caratteri individuali, pregi e difetti, salute e malattie, al pari delle sostanze nutritive e dei prodotti di rifiuto, fossero convogliati, appunto, attraverso il sangue. E ciò spiega perché, ancora oggi, nel linguaggio comune, sangue ed ereditarietà continuino ad essere parole e concetti equivalenti.
Al di là di questa osservazione e mantenendo tuttavia l'uso di detto termine, diciamo che oggi, per consanguineità, si intende tutto ciò che è in comune fra i discendenti di un antenato comune: dal colore degli occhi alla forma dei piedi, dalla predisposizione alla musica al genio matematico, fino ad arrivare a comprendere in tale concetto - ed è questo ciò che più ci interessa - anche malattie che affondano le loro radici nelle leggi della ereditarietà. Ma l'unione fra consanguinei è da sconsigliare? Diciamo che la risposta può essere diversa a seconda se il problema venga considerato da un punto di vista statistico, oppure a livello di una singola famiglia. E poi, non è detto che sempre, in tutti i casi, il frutto dell'unione fra consanguinei sia negativo.
Ma, andiamo per ordine, cominciando dalla storia. Perché, proprio dalla storia, potranno ricavarsi elementi per valutare i pochissimi, eccezionali, pro e i numerosissimi e purtroppo frequenti contro che possono presentarsi in questa circostanza.
E noto, tanto per cominciare da ciò che molti già sanno, che i Faraoni d'Egitto usavano unirsi con le proprie sorelle e così i dignitari di corte e, talvolta, anche gli appartenenti a classi inferiori. Il motivo di questa consuetudine risiedeva nel fatto, almeno per quanto riguarda i Faraoni, che essa consentiva la conservazione di quella che oggi sappiamo essere una ipotetica «purezza» del sangue. «Purezza» che si traduceva, sì, nella concreta possibilità che, da tali unioni, nascessero figli forniti di particolari doti di bellezza e capacità intellettuali. Ma clie era all'origine anche di innumerevoli tragedie le quali, a quel tempo, certo non trovarono spiegazione. Perché, se è vero che la bellezza di Cleopatra è rimasta leggendaria, è anche vero che non sapremo mai quanti esseri, figli di consanguinei, vennero al mondo deformi o malati o morirono poi prematuramente perché dotati di scarse capacità difensive.

In realtà le conseguenze, fauste o al contrario infauste, che vengono a determinarsi nei figli dei consanguinei, non dipendono dalla consanguineità in sé e per sé, ma dai fattori positivi o negativi che si accumulano casualmente negli ascendenti.
La chiave di tale sorprendente constatazione venne fornita dalle leggi che regolano la genetica e, in particolare, da quelle che, attraverso il comportamento dei cromosomi, governano i caratteri ereditari. Questi possono infatti portare con sé, oltre a qualità eccezionalmente vantaggiose, altre parimenti eccezionali, ma così negative da non augurarsi a nessuno.
Tutto merito o colpa dei cromosomi, dunque, potremmo dire. Giacché questi contengono speciali elementi - denominati geni (vedi figura) - ereditati dai genitori, che sono portatori delle diverse qualità di ciascun individuo. Alcune qualità eccezionali - positive o negative - contenute nei geni stessi, non risultano, però, sempre evidenti in colui o colei che ne è portatore o portatrice, ma emergono drammaticamente in una coppia quando un determinato gene di un genitore, portatore di una certa qualità, viene a unirsi con un altro dell'altro genitore, portatore di identica qualità.
Se volessimo quantificare le probabilità di avere un figlio dotato di qualità eccezionalmente buone o, al contrario, cattive, a seguito di un ipotetico accoppiamento fra consanguinei, si avrebbero i seguenti risultati: in caso di accoppiamento fra due gemelli monocoriali - cioè di due gemelli definibili come «veri" gemelli, giacché questi hanno il 100 per cento di geni in comune - 100 per cento di probabilità; se l'accoppiamento avvenisse, invece, fra consanguinei di primo grado (genitore - figlio/figlia; fratello-sorella), i geni in comune e le probabilità di cui sopra sono, invece, del 50 per cento; nel caso di accoppiamento fra consanguinei di secondo grado (nonno/nonna-nipote; zio/zia-nipote; fratellastro-sorellastra), i geni ma comune e le probabilità scendono al 25
per cento.
E fin qui siamo, non diciamo nell'irreale, ma nel poco probabile, visto anche che le unioni finora esaminate sono proibite dalla legge di tutti i paesi civili. L'evento assume però maggiore importanza, perché abbastanza frequente e non proibito dalla legge, quando si passa a unioni fra consanguinei di terzo grado, quali quelle tra primi cugini. In tal caso, i geni in comune e le già dette probabilità di eventi positivi o negativi sulla prole sono, sì, ancora inferiori a quelli prima indicati a proposito delle consanguineità più strette, ma sono pur sempre tante, perché pari a ben il 12,5 per cento.

Ovvio che, mano a mano che la consanguineità si allontana, i geni in comune e le probabilità che nasca un Leonardo da Vinci o un Frankenstein, si fanno sempre più remote. Ma esse, per quanto remota possa essere anche la consanguineità di una coppia, non cessano mai di esistere. Ciò, in quanto la consanguineità può risalire a lontani e ignorati ascendenti e, quindi, le sue conseguenze possono interessare chiunque. "Possiamo dire, infatti, che nessun essere umano è figlio dei suoi genitori, ma figlio di tutte le mille generazioni che lo hanno preceduto. Basterà pensare che chiunque di noi, se vogliamo riferirci per puro esempio a due diverse epoche storiche, conta 64 antenati vissuti nel periodo della rivoluzione francese e ben 17 milioni di progenitori vissuti nel periodo delle Crociate. Non pochi, di certo, imparentati fra loro.
Se ne conclude che, essendovi nell'albero genealogico di ciascuna persona fin troppi consanguinei, meglio non moltiplicare il rischio. Ad esempio, meglio quindi che giovani di belle speranze residenti in centri isolati vadano a cercarsi il partner o la partner magari in capo al mondo, ma non alla porta a fianco. E ciò perché, come sarebbe verificabile soltanto consultando gli antichi registri delle parrocchie, è molto probabile che il vicino o la vicina di casa o qualunque altra persona residente in quel centro isolato gli (o le) sia consanguineo. E questo è proprio ciò che, per fortuna molto più spesso in passato che oggi, capitava in tutti i piccoli centri, allorché intere comunità nascevano e morivano nello stesso posto: sia per le difficoltà delle comunicazioni, sia perché il nascere e il morire in uno stesso luogo, veniva imposto dal tipo di vita della civiltà contadina, sia per una naturale diffidenza che tutte le piccole comunità provano per il forestiero. Come è provato dall'antico proverbio popolare, tuttora largamente citato e, quindi, accettato «moglie e
buoi dei paesi tuoi».




Malattie genetiche
Età della partner e consanguineità, dunque, costituiscono due problemi di non secondaria importanza che ciascuno, come abbiamo visto, dovrebbe porsi quando decide di mettere su famiglia.
E, tuttavia, essi possono,. se almeno uno dei partner è persona attenta alle questioni della salute, specie se queste riguardano la progenie, essere risolti facilmente e, anzi, preliminarmente. Cioè, fin già all'atto del primo incontro, allorché gli è già possibile sapere se la persona che desta il suo interesse ha l’età giusta e non è consanguinea.
Ma esiste un altro grosso problema riguardante il futuro della stirpe. Che ha, però, il non piccolo difetto di non poter essere risolto in via preliminare. E che, anzi, comporta, per venirne a capo, indagini pazienti, domande indiscrete e piccole inchieste. Tutte tendenti a scavare nella storia del partner e della sua famiglia, per sapere se si sono presentate in passato evenienze sospette. E, cioè, se in essa vi sono stati casi di bambini nati morti o malformati.
Tale evenienza, peraltro, non costituisce - si badi bene - evento raro. Tutt'altro. E, infatti, circa il 4 per cento delle gravidanze è interessato dall'esistenza di una anomalia nei cromosomi del prodotto del concepimento. Se non che, la maggior parte di queste anomalie - calcolata intorno al 3,5 per cento delle gravidanze - determina effetti così devastanti sulla formazione dell'embrione, da esitare in aborto. Ma non è da credere che il rimanente 0,5 per cento sia poca cosa, perché, a conti fatti, tale percentuale significa che un bambino su 200 nati vivi e affetto da una delle tante malattie che derivano, appunto, da alterazioni dei cromosomi. Tra le quali fa spicco, per la sua frequenza, la ben nota e già ricordata sindrome di Down, più conosciuta, fino a qualche tempo fa, soltanto con il nome di «mongolìsmo».
E poi, vi è la cosiddetta malattia del «grido di gatto» (un caso su 5000 nascite); la sindrome di Patau (un caso su 6000 nascite); quella di Edward (un caso su 8000 nascite); quella di Turner (che colpisce soltanto le femmine, nella proporzione di un caso su 2500 nascite); la cosiddetta sindrome della «superfemmina» (un caso su 1200 femmine) e tante altre ancora, le principali delle quali, in totale, sono in numero superiore alla trentina.

All'elenco e alle probabilità di una malattia cromosomica, si aggiunge poi la possibilità della comparsa di una malattia genica. La quale - e questo lo abbiamo precedentemente già accennato - può emergere sia quando i cromosomi di entrambi i genitori contengono lo stesso gene di una stessa malattia, sia, in taluni casi, quando il gene di una malattia è collocato nel cromosoma di un solo genitore.
Appartengono al primo tipo di malattie, ad esempio, la talassemia (un caso su oltre 3000 nascite); la mucoviscidosi (un caso su oltre 3000 nascite); la fenilchetonuria (un caso su 10.000 nascite). Appartengono, invece, al secondo tipo di malattie, ad esempio, il nanismo acondroplasico (un caso su 10.000 nascite); la neurofibromatosi (un caso su 3000 nascite); la sindrome di Ehler-Danlos (un caso su 600 nascite).

Indubbiamente, gran parte o forse quasi tutte le malattie - sia cromosomiche che geniche - fin qui nominate, al lettore risultano sconosciute. In definitiva, anzi, si potrebbe dire che, considerata la loro relativa rarità, avremmo anche potuto fare a meno di nominarle. Tuttavia, quello che che premeva mettere in luce, è il gran numero di affezioni dovute a disordini ereditari. Numero che, negli anni, è andato sempre crescendo, dato il continuo progredire delle tecniche di indagine diagnostica (villocentesi e amniocentesi in testa più screening vari). Secondo dati recenti forniti dalla Johns Hopkins University, in meno di 25 anni, tale numero si è moltiplicato di otto volte. Sicché, tra malattie cromosomiche e geniche, oggi se ne contano più di tremila: per l'esattezza, 3368. 

martedì 2 aprile 2013

IfinMed al XV° Congresso Nazionale della Federazione Collegi Professionali Tecnici Sanitari di Radiologia Medica


Dal 19 al 21 Aprile si terrà a Riccione il XV° Congresso Nazionale dedicato ai Tecnici Sanitari di Radiologia Medica.
IfinMed, divisione di IfinSistemi che si rivolge al mondo clinico sanitario, con una pluriennale esperienza maturata nelle soluzioni e servizi a supporto della radiologia medica, sarà presente alla manifestazione di Riccione.

IfinMed sarà protagonista di questa importante manifestazione che va oltre le abituali dinamiche di un appuntamento fieristico.
L’obiettivo è quello di fare informazione, stimolare dibattito e confronto sul tema delle tecnologie a supporto del reparto di radiologia, con particolare riferimento alle procedure di conservazione digitale e gestione delle immagini radiologiche.

IfinMed relatore al corso formativo “Regole Tecniche e stato dell'arte della Conservazione Digitale”
L’aspetto tecnologico però non può prescindere dal contesto normativo. Ecco perché IfinMed, consulente
in oltre 60 strutture sanitarie è stata coinvolta nel corso formativo presieduto da AITASIT dal titolo "Verso il Network Sanitario – La gestione efficace delle informazioni nei processi di sanità elettronica".
L’ing. Leonardo Anselmi, project manager di Ifin Sistemi sarà relatore dell’intervento “Regole Tecniche e stato dell'arte della Conservazione Digitale” in programma il 20 Aprile dalle ore 14.30 in sala Polissena.
Infine sempre all’interno della sessione AITASIT, la dott.ssa Stefania Rampazzo, responsabile della divisione Consulting di Ifin Sistemi presenzierà alla tavola rotonda “La sicurezza del dato informatico nei contesti sanitari” alle ore 18.00.

Le nostre soluzioni e servizi presentate allo Stand 14
Il workshop formativo si tradurrà poi nella concreta possibilità di conoscere e testare gli applicativi IfinMed atti a conservare e garantire la sicurezza dei dati informatici in Sanità.
Presso lo Stand 14 potrete conoscere la soluzione Legal Archive® per la conservazione digitale a norma in Sanità, i servizi di consulenza normativa e i corsi formativi a corredo.
Inoltre  presenteremo la soluzione NucleGest, per la gestione del reparto di Medicina Nucleare. Compliant alle norme di buona preparazione dei radiofarmaci, NucleGest è l’applicativo che gestisce: accettazione del paziente, somministrazione del radiofarmaco, controllo della qualità e della camera calda.

Per maggiori informazioni: http://www.ifin.it/eventi/

mercoledì 16 novembre 2011

Salute e Benessere online

Essere sempre aggiornati sull’argomento di salute e benessere è molto importante in questo periodo dell’anno, dove l’influenza è sempre dietro l’angolo. Online sono disponibili tantissimi portali dedicati al mondo della salute, dove troverete le risposte principali e potrete richiedere un parere a un esperto del settore.


Spesso si sente parlare di medicina estetica, un argomento molto interessante per le donne che desiderano essere sempre perfette. Da qualche tempo a questa parte, la medicina estetica sta ottenendo un successo strepitoso anche in Italia e i trattamenti di questo tipo sono sempre molto richiesti.

La salute è importante e non bisogna assolutamente trascurarla, per questo motivo, vale la pensa essere sempre aggiornati sulle ultime novità di questo argomento. Pensate alla possibilità di accedere a dossier, guide e articoli che vi permetteranno di scoprire maggiori dettagli sulla medicina estetica o sulla salute in generale.

In rete troverete tantissimi portali autorevoli che vi permetteranno di ottenere il massimo sotto ogni punto di vista. Cure, medicine alternative e medicina estetica sono la vostra passione? Allora non vi resto che pensare a un futuro a tutta salute, per raggiungere il benessere che avete sempre desiderato.

domenica 31 ottobre 2010

Il Web è sempre più un'enciclopedia Mondiale

Se fino a qualche anno fa il web era considerato una rete virtuale poco utile e conosciuta, al momento ha fatto un passo enorme, diventando un enciclopedia mondiale di grande calibro. Ora con il web si può imparare tutto. Ci sono persino siti informativi che affrontano le malattie diffuse come le verruche, la varicella e via dicendo.

Tutto ciò è sempre gratuito ed adatto a chiunque, basta fare una bella ricerca e tutte le informazioni saranno disponibili per chiunque.

lunedì 9 marzo 2009

Sole e movimento: parte cura olistica per osteoporosi

Daiichi-Sankyo: È ora di cambiare!
Sole e movimento: parte di una cura olistica per l'osteoporosi


MONACO, Presto arriverà l'ora estiva, con giornate più lunghe e ulteriori opportunità per le donne di proteggersi dai rischi associati all'osteoporosi, secondo una nuova campagna lanciata ieri da DAIICHI SANKYO in concomitanza con la Giornata Internazionale della Donna, appunto l'8 marzo 2009. L'obiettivo è di aumentare la consapevolezza tra le donne sul modo di prevenire o gestire la malattia, adottando uno stile di vita salutare. La maggior parte delle persone affette da osteoporosi - una malattia delle ossa - sono donne, ed ogni donna in Europa ha una possibilità del 30% - 50% di essere vittima di una frattura derivante da osteoporosi nel corso della vita.(1) Sorprendentemente, la misurazione della densità minerale nelle ossa è
utilizzata di rado nella maggior parte dei paesi europei. Tra le ragioni vi è la disponibilità limitata di densimetri, la mancanza di personale autorizzato a compiere questo tipo di esami, una scarsa consapevolezza dell'utilità che il test di densità possiede ed, infine, un rimborso limitato o nullo dei costi.(2)

Fare movimento, assumere calcio e vitamina D proveniente dalla luce del sole sono fattori cruciali per la salute delle ossa, secondo la professoressa Juliet Compston, presidente del Comitato di Consultazione sull'Osteoporosi dell'Unione Europea. "Solo qualche alimento come il salmone, lo sgombro ed il tonno sono una buona fonte di vitamina D. Tuttavia, la vitamina D si crea anche per l'esposizione del corpo alla luce del sole. Per questo, è bene approfittare del cambio dell'ora e fare movimento in queste giornate più lunghe e più calde", ha affermato la professoressa Compston.

Il calcio è il minerale più importante per le ossa, tanto che bisognerebbe assumerne 1.200mg al giorno. Non assumere abbastanza calcio provoca un abbassamento della massa ossea con la conseguente rapidità di perdita, nonché alti tassi di frattura. Latticini come il latte, lo yogurt ed il formaggio (soprattutto le varietà a pasta dura), verdure verdi e in foglia, come broccoli e spinaci, pesce (soprattutto le specie più grasse come il salmone), il tofu e le mandorle sono tutti alimenti ricchi di calcio.

La professoressa Compston ha contribuito a questa campagna
offrendo consigli importanti ed attuabili per quanto riguarda il trattamento dell'osteoporosi. Cambi nello stile di vita possono essere un complemento al trattamento medicinale per donne cui già sia stata diagnosticata la malattia. Se adottati in tempo, possono ridurre i rischi associati all'osteoporosi. La campagna forma parte dell'impegno aziendale nell'approccio olistico alla salute delle donne. "La Giornata Internazionale della Donna festeggia le conquiste delle donne e punta ad ispirarle per il futuro. DAIICHI SANKYO spera che questa condivisione delle sue conoscenze nella lotta contro l'osteoporosi possa permettere a donne di tutte le età di prendere il controllo sulla salute delle loro ossa", spiega Reinhard Bauer, Direttore di DAIICHI SANKYO EUROPE.

Sul sito della Giornata Internazionale della Donna 2009 è disponibile sia un vodcast che un articolo con informazioni sull'osteoporosi e spiegazioni su come donne di ogni età possono adottare uno stile di vita salutare e "buono per le ossa". Questo include camminare, giocare a tennis e altri esercizi che fanno leva sulle ossa e possono ridurre il tasso di perdita della massa ossea. Le ossa delle donne si assottigliano naturalmente dopo la menopausa perché perdono l'effetto protettivo dell'estrogeno (l'ormone sessuale femminile). L'articolo consiglia inoltre di uscire alla luce del sole, facendo sì che il corpo possa produrre più vitamina D, essenziale per l'assorbimento del calcio - un fattore chiave per avere ossa forti.


DAIICHI SANKYO è un'azienda farmaceutica globale che si occupa in particolare della ricerca e della commercializzazione di medicinali innovativi. L'azienda è stata creata nel 2005 dopo la fusione di due aziende tradizionali giapponesi: Daiichi e Sankyo. Con vendite nette superiori ai 5,4 miliardi di euro nell'anno fiscale 2007, DAIICHI SANKYO è una delle 20 aziende farmaceutiche più importanti del mondo. La sede si trova a Tokyo, mentre gli uffici europei si trovano a Monaco (in Germania). DAIICHI SANKYO ha società affiliate in 12 paesi europei ed è una delle aziende farmaceutiche giapponesi più forti in Europa fin dall'apertura in questo continente degli stabilimenti di produzione e degli uffici commerciali nel 1990. Le attività di ricerca dell'azienda si concentrano su malattie cardiovascolari, ematologia, diabete, antinfettivi e cancro. Lo scopo dell'azienda è quello di sviluppare medicinali che possano dirsi i "migliori" nella loro categoria o di creare nuovi tipi di farmaci.

Riferimenti

1. Randell A, Sambrook PN, Nguyen TV, et al. (1995) Direct clinical and welfare costs of osteoporotic fractures in elderly men and women. Osteoporos Int 5:427.

2. IOF (2001) Osteoporosis in the European Community: A Call to Action.


Dichiarazioni previsionali

Il presente comunicato stampa contiene dichiarazioni previsionali e informazioni su sviluppi futuri del settore, e sulla congiuntura legislativa e commerciale incontrata da DAIICHI SANKYO EUROPE GmbH. Tali dichiarazioni previsionali comportano incertezza e sono sempre e comunque soggette a rischi di cambiamento, in particolare in seguito ai normali rischi cui si espone un'azienda farmacautica globale, compresi le ripercussioni dei prezzi di prodotti e materie prime, la sicurezza dei farmaci, il fluttuare dei tassi di cambio, le leggi introdotte dai vari governi, le relazioni sindacali, le questioni fiscali, l'instabilità politica e il terrorirmo, come pure i risultati di imposizioni da parte di organismi indipendenti e le inchieste governative che incidano sulla conduzione dell'azienda. Tutte le dichiarazioni previsionali contenute in questo comunicato stampa s'intendono veritiere alla data di pubblicazione. Esse non rappresentano tuttavia garanzia di prestazioni future. Gli eventi e gli sviluppi effettivi possono differire in modo sostanziale dalle dichiarazioni previsionali espresse in modo esplicito o implicito in queste dichiarazioni. DAIICHI SANKYO EUROPE non si assume alcuna responsabilità circa l'aggiornamento di tali dichiarazioni previsionali riguardanti sviluppi futuri del settore e la congiuntura legislativa e commerciale incontrata dall'azienda.

per maggiori informazioni:
Dr. Iris Marr, International Brand Manager, Phone +49(0)89-78-08-807, iris.marr@daiichi-sankyo.eu; Olaf Lamberz, Corporate Communications, Phone +49(0)89-78-08-442, olaf.lamberz@daiichi-sankyo.eu


venerdì 9 gennaio 2009

Gift Day: Dona il tuo regalo per il futuro delle comunità africane

Gift Day
"Dona il tuo regalo" per sostenere il futuro delle comunità africane

Gara di solidarietà promossa da Poste Italiane e MasterCard a favore di AMREF, Fondazione Africana per la Medicina e la Ricerca Oggi a Piazza Farnese, dalle ore 11 fino alle 19

Roma, 11 gennaio 2009 - Oggi, domenica 11 gennaio, piazza Farnese farà da splendida cornice al "GIFT DAY - Dona il tuo regalo", un evento ricco di sorprese e momenti musicali che dalle ore 11 alle 19, nel cuore della Capitale, offrirà a tutti la possibilità di donare i regali ricevuti a Natale ­ apprezzati o meno. L'evento, organizzato da Poste Italiane e MasterCard a favore di AMREF, la principale organizzazione sanitaria no profit del continente africano, vedrà grandi artisti alternarsi su due palchi allestiti per l'occasione: dai comici di Zelig come Gabriele Cirilli a Marco Marzocca, dai ragazzi di High School Musical a Lillo e Greg insieme alla Blues Willis Band: un momento di festa e solidarietà con uno spettacolo d'eccezione! Tutti i doni raccolti nel corso della giornata saranno messi all'asta su eBay a partire da lunedì 12 gennaio, e il ricavato sarà interamente devoluto al sostegno del progetto "Children in need", un programma di recupero a favore dei ragazzi di strada delle baraccopoli di Nairobi che AMREF gestisce da dieci anni nella capitale del Kenya.
"Siamo molto contenti di aver affiancato AMREF e Poste Italiane in questa iniziativa benefica ­ dichiara Gaetano Carboni, General Manager European Regional Accounts MasterCard Europe ­ Riciclare regali oramai è un trend diffuso anche qui in Italia e siamo orgogliosi che questo fenomeno sia declinato per aiutare chi ne ha bisogno. Organizzare questa splendida giornata ci ha dato la possibilità di sostenere un progetto molto importante e soprattutto abbiamo riscontrato un fortissimo interesse e coinvolgimento anche da parte di tutti gli artisti che vi partecipano".
"Il sostegno all'iniziativa ribadisce la missione e il forte radicamento sul territorio di Poste Italiane ­ dichiara l'Amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi ­ La solidarietà è infatti un principio che determina azioni mirate anche ad agevolare l'integrazione tra realtà geografiche e culturali differenti. La presenza di Poste Italiane alla manifestazione esprime dunque la volontà di sensibilizzare le coscienze alla costruzione di un futuro più rassicurante per tutti i popoli. Il progetto condiviso, inoltre, attribuisce al dono il valore di un concreto atto d'amore". Fondata nel 1957 a Nairobi per iniziativa di tre chirurghi, AMREF, fondazione africana per la medicina e la ricerca, oggi impiega in Africa oltre 800 persone ­ per il 97 per cento africani ­ e gestisce nel continente circa 140 progetti di sviluppo.

"Il nostro obiettivo ­ spiega il Direttore generale di AMREF Italia, Tommy Simmons ­ è quello di migliorare la salute delle popolazioni africane attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità, del personale e dei sistemi sanitari locali, per assicurare risultati duraturi nel tempo. Da più di mezzo secolo possiamo farlo grazie alla generosità di tanti privati cittadini e alla collaborazione fondamentale di aziende come Poste Italiane e MasterCard".

MasterCardEurope
MasterCard Europe è la società responsabile della gestione delle attività di MasterCard Worldwide in Europa. Con sede a Waterloo, Belgio, MasterCard Europe opera in 51 paesi organizzati amministrativamente in tre aree commerciali che costituiscono la Single Euro Payments Area (SEPA), mercati maturi e mercati in via di sviluppo europei che si estendono fino al confine orientale della Russia. Attraverso la propria rete di uffici locali, MasterCard Europe comprende e soddisfa le diverse esigenze dei clienti appartenenti a settori di mercato molto diversi tra loro in tutta Europa, permettendo a ciascuno di condurre le attività nella propria lingua. Attraverso MasterCard Worldwide, MasterCard Europe offre ai propri clienti e consumatori europei un accesso ai principali servizi di pagamento in tutto il mondo. MasterCard favorisce lo sviluppo del commercio globale fornendo un collegamento tra istituzioni finanziarie, operatori economici, titolari di carta ed esercenti in tutto il mondo. MasterCard, in qualità di franchisor, processor e consulente, sviluppa e commercializza soluzioni di pagamento, elabora oltre 18 miliardi di transazioni l'anno e fornisce analisi e servizi di consulenza di eccellenza nel settore a istituzioni finanziarie, clienti ed esercenti. Attraverso la propria gamma di marchi, incluso MasterCard®, Maestro® e Cirrus®, MasterCard Worldwide offre i propri servizi a consumatori e operatori economici in oltre 210 paesi e territori. Ulteriori informazioni sono disponibili su www.MasterCardworldwide.com.

AMREF
In mezzo secolo di attività AMREF ha soccorso, curato e istruito milioni di persone. Per sostenere i suoi progetti in Africa si può effettuare una donazione sul c/c postale 350 23 001 intestato a AMREF Italia Onlus, con bonifico bancario (codice IBAN IT19 H01030 03202 000001007932) oppure con carta di credito, telefonando allo 06-99704650, e online sul sito www.amref.it.

Poste Italiane
Poste italiane è il più grande Gruppo di servizi del Paese. Grazie alla capillare presenza sul territorio nazionale, Poste Italiane è in grado di offrire prodotti e servizi integrati di comunicazione, logistici e finanziari che soddisfano le esigenze di una clientela estremamente diversificata garantendo standard di qualità certificati e in linea con quelli dei principali Paesi europei. Fanno parte del Gruppo Poste Italiane: il Gruppo SDA che offre servizi di corriere espresso, logistica, motorecapito urbano; PosteMobile l'operatore di telefonia mobile che con i suoi servizi esclusivi ad alto valore aggiunto trasforma il cellulare in un "portafoglio elettronico"; Postecom che sviluppa e gestisce i servizi Internet di Poste Italiane; PosteVita e BancoPosta Fondi SGR, che offrono rispettivamente polizze vita e fondi di investimento; Postel, leader europeo nella posta elettronica "ibrida" e nel settore del document processing.

Contatti:
MasterCard Europe V
Valentina Saffioti
Tel. 064925 9239
SAY WHAT
Cristina Pasquini
Tel.0231911836 E-mail c.pasquini@saywhat.it
Vania Mandelli Tel. 0231911381
Poste Italiane Pierpaolo Cito
Tel. 0659589008
AMREF Simone Ramella
Tel. 0699704664

sabato 1 novembre 2008

SEMINARIO INTERNAZIONALE MEDICINE TRADIZIONALE: I RISULTATI IN UNA DICHIARAZIONE FINALE

Atto finale dei partecipanti al Seminario internazionale di Firenze sulle Medicine Tradizionali e Complementari, in conclusione di tre giorni di lavoro, che hanno visto la partecipazione di delegazioni provenienti da vari paesi, di professionisti, dei rappresentanti dell’ Agenzia delle Nazioni Unite insieme alle organizzazioni di Cooperazione e di Cooperazione decentrata.
Un atto formale, sancito dalla stesura di una dichiarazione finale,rivolta al Sistema Sanitario Pubblico, che deve adattarsi e rispondere ad un approccio interculturale in materia di salute e malattia. Il rispetto dei diritti umani è fondamentale per raggiungere l'obiettivo della salute in un contesto di tutela ambientale per l'uso delle risorse naturali.
Per questo nella dichiarazione si sostiene che le medicine tradizionali complementari:
- Hanno una grande importanza come strumento per arricchire e potenzia la capacità che hanno sistemi sanitari per migliorare la qualità e la durata della vita.
- Possono dare un importante contributo al miglioramento e alla qualità dei processi di sviluppo economico sociale dei paesi.
- Valorizzano l’attenzione alle risorse naturali e culturali del territorio contribuendo a migliorare la salute e lo sviluppo delle comunità locali.
- Costituiscono, per la loro capacità di arricchire il patrimonio di conoscenze e di capacità operativa, una dimostrazione dell’importanza di salvaguardare la diversità delle culture.
- Contribuiscono a che le strutture sanitarie siano più attente verso la salute intesa come benessere fisico, mentale e sociale, delle persone, degli animali e delle economie.
Viene inoltre riconosciuto che :
- La medicina complementare deve essere considerata non solo come il patrimonio di cultura storica, ma tenere conto della sua costante evoluzione e quindi patrimonio del presente e del futuro del genere umano e dell'ambiente .
- I progressi realizzati in molti paesi partecipanti al seminario e i processi di integrazione della medicina complementare nei sistemi sanitari pubblici.
- La ricchezza di esperienze di eccellenza dei vari attori coinvolti in questi processi e la necessità di rafforzare le conoscenze sociali accumulate.
- L'importanza del ruolo delle istituzioni locali di base, delle ONG e della cooperazione internazionale per l’implementazione ella medicina tradizionale in materia di sanità pubblica nelle Istituzioni.
Si raccomanda, in conformità con gli orientamenti e le risoluzioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, in particolare ai Governi Nazionali e ai Ministeri della salute di:
- Rafforzare il sistema sanitario, con l’ingresso dalla medicina complementare e tradizionale .
- Promuovere e sostenere il processo di convalida dell'efficacia della medicina complementare e tradizionale.
- Valorizzare il patrimonio delle piante medicinali e i rimedi utilizzati per la medicina complementare tradizionale e difendersi contro le speculazioni delle industrie multinazionali. - Realizzare iniziative di formazione per il personale che opera nel contesto socio-sanitario per migliorare la loro capacità di utilizzare il contributo della medicina tradizionale e complementare
- Riconoscere e formalizzare il ruolo di operatori tradizionali.
Ai governi delle regioni e degli enti locali, alle reti delle comunità locali, viene chiesto di includere sistematicamente nelle loro attività di cooperazione il tema dell’ integrazione della medicina tradizionale e complementare nei sistemi sanitari, considerandolo parte integrante dello sviluppo territoriale. Stessa cosa viene chiesta a UNDP UNOPS così come UNEP UNIFEM, altre agenzie di cooperazione internazionale , sostenere la crescita della rete internazionale delle esperienze delle medicine complementari e tradizionale con i sistemi della sanità pubblica
Agli organizzatori del seminario viene raccomandato, un programma internazionale per rafforzare la cooperazione, per il sostegno della rete internazionale, e di sostenere le politiche nazionali di integrazione delle medicina complementare nei Sistemi Sanitari pubblici.
Questo attraverso un coinvolgimento attivo nella rete internazionale, fornendo esperienze, contribuendo ad accumulare conoscenze e pratiche, arricchendo il lavoro del Sistema Salute e Sociale promuovendo l’interculturalità.
Per fare tutto questo si chiede alle Organizzazioni di Cooperazione dei Governi partecipanti, all’Unione Europea,alle organizzazioni intergovernative, alle regioni e le autorità locali di sostenere politicamente e finanziariamente i Sistemi per la salute Pubblica per creare una Rete.
Non viene sottovalutata neanche la richiesta di un nuovo incontro internazionale il prossimo anno al fine di consolidare e rafforzare lo scambio di esperienze in materia di integrazione di strumenti complementari delle medicine tradizionali in materia di sanità Pubblica

sabato 25 ottobre 2008

Seminario Internazionale Innovazione sviluppo in sanità:l’integrazione delle medicine complementari e tradizionali nei Sistemi sanitari pubblici.



Edgar Morin, filosofo
Ervin Laszlo, Club di Budapest, candidato al Premio Nobel
Esperanza Martinez, Ministra della Sanità, Paraguay
Arben Ivanaj, Ministra della Sanità, Albania
Caroline Chang Campos, Ministra della Sanità, Ecuador
Juan Alberto Nogales, Viceministro della Sanità, Bolivia
Barbara Bustos, Unidad de Salud y Pueblos Indigenas, Sottosegretaria del Ministero della Salute, Cile
Susanna Helfer-Vogel, Coordinatrice del Grupo Asuntos Étnicos y Género del Ministerio de Protección Social, Colombia
Lourdes Alicia Acosta Martinez, Ministero della Salute, Cuba
Stefan Willich, esperto, Germania


saranno solo alcuni dei protagonisti del ricco calendario della quattro giorni dedicata alla medicina complementare tradizionale dal 28 al 31 ottobre 2008.


FIRENZE - La medicina non convenzionale è una risorsa importante per i Paesi in via di sviluppo: riduce il consumo dei farmaci classici determinando una diminuzione dei costi alla sanità pubblica e la produzione di medicinali tradizionali può contribuire allo sviluppo economico locale.
Al seminario parteciperanno oltre 200 esperti in rappresentanza di oltre 30 paesi del sud del mondo oltre a rappresentanti dei sistemi sanitari europei.
Durante il Seminario, che si aprirà a Palazzo Vecchio e si chiuderà in Provincia, proprio per il grande interesse che ha incontrato, verranno messe a confronto le diverse esperienze e verranno presentati i risultati di progetti già realizzati o in corso.
Organizzato dal programma internazionale ART, dall'Ufficio delle Nazioni Unite di Firenze e dalla Regione Toscana con la collaborazione del Comune e della Provincia di Firenze, il Seminario ha la funzione strategica di informare/formare i rappresentanti dei Ministeri della Sanità di tutti i paesi dove operano i Programmi ART di Governance e Sviluppo Locale e dei Paesi dove operano i programmi sanitari della Regione Toscana, su questi approcci innovativi nella sanità di base, per stimolare un confronto tra esperienze in corso e nuove domande di trasferimento metodologico.
Durante l'evento verrà presentato anche un programma per la lotta all'Aids e la tubercolosi in Sud Africa, basato su prodotti farmaceutici realizzati interamente con piante medicinali locali.

Per ulteriori informazioni e programma delle giornate di lavoro http://www.art-tuscany.org/

mercoledì 15 ottobre 2008

Sanita': medicine complementari e tradizionali nei Sistemi sanitari pubblici



Edgar Morin, filosofo
Ervin Laszlo, Club di Budapest, candidato al Premio Nobel
Esperanza Martinez, Ministra della Sanità, Paraguay
Arben Ivanaj, Ministra della Sanità, Albania
Caroline Chang Campos, Ministra della Sanità, Ecuador
Juan Alberto Nogales, Viceministro della Sanità, Bolivia
Barbara Bustos, Unidad de Salud y Pueblos Indigenas, Sottosegretaria del Ministero della Salute, Cile
Susanna Helfer-Vogel, Coordinatrice del Grupo Asuntos Étnicos y Género del Ministerio de Protección Social, Colombia
Lourdes Alicia Acosta Martinez, Ministero della Salute, Cuba
Stefan Willich, esperto, Germania


saranno solo alcuni dei protagonisti del ricco calendario della quattro giorni dedicata alla medicina complementare tradizionale dal 28 al 31 ottobre 2008.


FIRENZE - La medicina non convenzionale è una risorsa importante per i Paesi in via di sviluppo: riduce il consumo dei farmaci classici determinando una diminuzione dei costi alla sanità pubblica e la produzione di medicinali tradizionali può contribuire allo sviluppo economico locale.
Al seminario parteciperanno oltre 200 esperti in rappresentanza di oltre 30 paesi del sud del mondo oltre a rappresentanti dei sistemi sanitari europei.
Durante il Seminario, che si aprirà a Palazzo Vecchio e si chiuderà in Provincia, proprio per il grande interesse che ha incontrato, verranno messe a confronto le diverse esperienze e verranno presentati i risultati di progetti già realizzati o in corso.
Organizzato dal programma internazionale ART, dall'Ufficio delle Nazioni Unite di Firenze e dalla Regione Toscana con la collaborazione del Comune e della Provincia di Firenze, il Seminario ha la funzione strategica di informare/formare i rappresentanti dei Ministeri della Sanità di tutti i paesi dove operano i Programmi ART di Governance e Sviluppo Locale e dei Paesi dove operano i programmi sanitari della Regione Toscana, su questi approcci innovativi nella sanità di base, per stimolare un confronto tra esperienze in corso e nuove domande di trasferimento metodologico.
Durante l'evento verrà presentato anche un programma per la lotta all'Aids e la tubercolosi in Sud Africa, basato su prodotti farmaceutici realizzati interamente con piante medicinali locali.

Per ulteriori informazioni e programma delle giornate di lavoro http://www.art-tuscany.org/

domenica 21 settembre 2008

PREVENZIONE NELLA REUMATOLOGIA INFANTILE


Gruppo ARG (Artrite Reumatoide Giovanile) Istituto Ortopedico Gaetano Pini

ANMAR Associazione Nazionale Malati Reumatici - Onlus Milano

INVITO - COMUNICATO STAMPA

26 settembre 2008

L'IMPORTANZA DELLA

PREVENZIONE NELLA REUMATOLOGIA INFANTILE

Inaugurazione del Primo Ambulatorio Nazionale Interdisciplinare di Immunopatologia Oculare nell'ambito del Progetto UVEITE

Aula Magna - Istituto Ortopedico Gaetano Pini - Via Pini 9 - Milano

PROGRAMMA Ore 11.30-15.00

    • Ore 11.30 - 12.00: Spazio per interviste e riprese dell'ambulatorio
    • Ore 12: Benvenuto del Direttore generale, dott. Amedeo Tropiano
    • Introduzione del prof. Flavio Fantini, direttore del Dipartimento di Reumatologia dell'Istituto Ortopedico G. Pini
    • Scopi del Progetto UVEITE: dott.ssa Valeria Gerloni, responsabile UOS Reumatologia Infantile, Istituto Ortopedico G. Pini
    • Come realizzare il Progetto UVEITE: dott. Giulio Modorati e dott.ssa Elisabetta Miserocchi, Immunopatologia Oculare Ospedale San Raffaele, Milano

    - Considerazioni conclusive: sig.ra Rita Moneta, responsabile Gruppo ARG

    - Ore 13: Rinfresco

    - Ore 14: Concerto della band "Ezio Zingrini group"

"L'inaugurazione del primo ambulatorio nazionale interdisciplinare di Immunopatologia Oculare all'interno del nostro Centro di Reumatologia Infantile" dice il dott. Amedeo Tropiano, Direttore Generale dell'Istituto Ortopedico G. Pini, "testimonia il nostro continuo impegno per una sanità di qualità. E' una ulteriore conferma che la nostra Struttura ospedaliera, è un punto di riferimento riconosciuto a livello nazionale ed internazionale" anche per la Reumatologia Infantile.

"L'ambulatorio sarà operativo dal 29 settembre," sottolinea la dott.ssa Valeria Gerloni, responsabile UOS Reumatologia Infantile, Istituto Ortopedico G. Pini e promotrice del Progetto UVEITE, "e al suo interno si effettueranno visite oculistiche mirate a questa patologia tramite esame biomicroscopico con lampada a fessura (LAF), un processo rapido e indolore, indispensabile per la diagnosi precoce e la prevenzione del danno oculare causato dalla patologia reumatologica. Sarà la prima struttura a livello nazionale in grado di offrire, sia in fase diagnostica che terapeutica, l'indispensabile approccio interdisciplinare a questa patologia".

Il nuovo ambulatorio di Immunopatologia Oculare - messo a disposizione dalla Direzione dell'Ospedale e ubicato al 1° piano del monoblocco B - rappresenta il primo obiettivo del Progetto UVEITE ed è stato realizzato grazie all'intenso lavoro del Gruppo ARG dell'Istituto stesso (Artrite Reumatoide Giovanile), che raccoglie molti amici e sostenitori, con il contributo dei quali sono stati acquistati gli strumenti base per l'allestimento.

"L'uveite", spiega la dott.ssa Valeria Gerloni, Referente medico Gruppo ARG e responsabile U.O.S. di Reumatologia Infantile del Gaetano Pini, "è l'infiammazione dell'uvea (membrana che avvolge internamente l'occhio, nella quale scorrono i vasi sanguigni) e può colpire entrambi gli occhi. La causa più frequente di uveite nel bambino è proprio l'Artrite Reumatoide Giovanile (ARG), una grave patologia autoimmune, cronica e sistemica. Riunire in un'unica sede le competenze e gli strumenti necessari ad effettuare una diagnosi tempestiva è fondamentale per i più piccoli e gli adolescenti malati di ARG, che hanno difficoltà motorie aggravate da dolore articolare (e che spesso provengono da altre regioni), per evitare i danni irreversibili che possono condurre anche alla cecità".

"Il Progetto UVEITE è un esempio concreto degli sforzi di interdisciplinarietà medico-scientifica", sottolinea il prof. Giovanni Peretti, direttore scientifico dell'Istituto Ortopedico G. Pini "e intende, unificando gli accertamenti diagnostici in una singola sede, collaborare con università, centri di ricerca e altri ospedali per una continua attività di monitoraggio, diagnosi precoce e assistenza interdisciplinare".

Inoltre il Reparto di Reumatologia Infantile ogni anno organizza anche seminari e corsi di aggiornamento e formazione in questo ambito per medici e specializzandi universitari ed è diventato fulcro di approfondimento medico-scientifico per queste patologie. "E' importante una diagnosi precoce e corretta" dice il prof. Flavio Fantini, direttore del Dipartimento di Reumatologia dell'Istituto Ortopedico G. Pini, "Le malattie reumatiche rappresentano una delle maggiori cause di disabilità nel bambino ed è per questo che l'attività dei Centri di riferimento Nazionale di Reumatologia Pediatrica, quali il nostro, è in costante aumento. Allo scopo di fornire prestazioni più efficaci, è stata avviata, infatti, negli ultimi anni una riorganizzazione interna dell'attività di Reumatologia Pediatrica con: attivazione di un day hospital; creazione di ambulatori di differente livello; elaborazione e applicazione di procedure diagnostiche e terapeutiche standardizzate (linee guida); monitoraggio telematico (tel., fax, e-mail) dei pazienti in cura. Tale riorganizzazione ha l'obiettivo di fornire prestazioni di un sempre più elevato livello qualitativo e quantitativo, di ridurre fino ad abolire le liste d'attesa, e quindi di fornire alla domanda dell'utenza, crescente per quantità e tipologie diverse, una risposta in tempo reale, di ridurne i disagi e di migliorare in definitiva la qualità dell'efficacia assistenziale".

La riorganizzazione dell'attività di reumatologia pediatrica si è basata sui principi dell'evidence based medicine, sull'imprescindibile necessità etica di fornire una corretta e tempestiva risposta, diagnostica e quindi terapeutica, sulla necessità di evitare inutili sprechi di risorse e contenere i costi, avvalendosi delle metodologie, delle tecniche diagnostiche più appropriate e meno invasive possibili e delle terapie più appropriate.

R.S.V.P.

    Sito Internet Istituto Ortopedico G. Pini: www.gpini.it

    Ufficio stampa Istituto Ortopedico G. Pini tel cell. 338.9282504

    e-mail cinziaboschiero@yahoo.it – cinziaboschiero@gmail.com

venerdì 12 settembre 2008

Medicina Nucleare, diagnosi più specifiche per terapie più efficaci in Oncologia


Nuove Frontiere della Medicina Nucleare, diagnosi più specifiche per terapie più efficaci in Oncologia


Lunedì 15 Settembre p.v. alle ore 14.30 Aula Absidale Santa Lucia, Via Dei Chiari 25 - Bologna

In occasione del Convegno Internazionale "New Trends in Molecular Imaging and Nuclear Medicine" che si svolgerà Lunedì 15 – con inizio alle ore 9.00 – e Martedì 20 Settembre, il Dott. Roberto Franchi, Direttore dell'Unità Operativa di Medicina Nucleare del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi, insieme al Dott. Augusto Cavina, Direttore Generale del Policlinico e a due fra i massimi esperti a livello mondiale di medicina nucleare, il Prof. Adil Al Nahhas, Direttore Medicina Nucleare Hammersmith (Londra) e il Prof. Juri Gelovani, Direttore Ricerca Imaging MD Anderson (Houston) presenteranno i risultati delle ricerche che hanno portato alla formulazione di nuove terapie con radiocomposti in oncologia e a nuovi radiofarmaci in ambito PET, settore di grande rilievo negli anni più recenti e nel quale il Policlinico Sant'Orsola Malpighi ha acquisito una competenza di livello internazionale.

In particolare l'impiego della PET-TC per la valutazione diagnostica e la risposta alle terapie si sta imponendo come indagine insostituibile in ambito oncologico per un corretto inquadramento dei pazienti sia nella fase di diagnosi e stadiazione, sia nella valutazione della fase terapeutica e successivamente nella fase di follow up.

Il Centro di Medicina Nucleare del Policlinico nei primi sei anni di attività ha svolto circa 40.000 indagini confermandosi come uno dei principali Centri in Italia, sviluppando altresì attività di ricerca clinica con trials nazionali ed internazionali. Inoltre quest'anno il Centro è stato premiato, nell'ambito del Congresso Mondiale di Medicina Nucleare svoltosi a New Orleans, del prestigioso riconoscimento "Image of the Year 2008 – L'immagine dell'anno 2008" che ha evidenziato, mediante la messa a punto di un nuovo tracciante (un galliopeptide), un tumore neuroendocrino fino a poco tempo fa non oggetto di studio attraverso la PET-TC.

Alla Conferenza saranno presenti il Prof. Giorgio Cantelli Forti, Consigliere della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, un rappresentante della Fondazione Carisbo, il Prof. Stefano Fanti, il Dott. Paolo Castellucci e la Dott.ssa Valentina Ambrosini dell'Unità Operativa di Medicina Nucleare del Policlinico.

Gli Organi di Stampa e d'Informazione sono invitati a partecipare.

Ufficio Stampa
Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna
Per informazioni : Prof. Stefano Fanti – Cell. 3482730286
UffIcio Stampa: 0516361460 - 1442

Per informazioni:
Letizia Maini, Ufficio Stampa Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, Tel. 0516361230 Cell.348/3003303


domenica 7 settembre 2008

Biosalus Festival 2008: Biologico e Natura, Urbino 3 -5 ottobre


BioSalus 2008
Urbino, 3-4-5 Ottobre

Il Festival Nazionale del Biologico e del benessere olistico

Urbino: Torna nel Montefeltro l'appuntamento che riunisce in un vero e proprio Festival, una fitta serie di eventi culturali, artistici e formativi dedicati al biologico, al naturale, al benessere.

Oltre 60 modi diversi di approfondire le tematiche legate, tra le tante altre, alla naturoterapia, alla iridologia, al biologico, alla corretta alimentazione, ai massaggi shiatsu.

Convegni e seminari, cultura e commercio, divulgazione popolare ed approfondimento specialistico. Una città, quella ducale, che diventerà per tre giorni il palcoscenico per professionisti del settore, sugli specifici temi della alimentazione biologica, delle intolleranze alimentari, sul benessere associato all'uso di metodiche che utilizzano la natura ed i suoi prodotti non artefatti.

Tra dimostrazioni gratuite delle tantissime tecniche per il benessere psico fisico, stand per la vendita esclusivamente di prodotti bio, Biosalus 2008 presentera' come paese straniero ospite il Tibet.

Grande attesa, ad Urbino, per questo importante e concreto abbraccio internazionale al popolo tibetano, che avverra' attraverso i riti della realizzazione del mandala e delle meditazioni condivise.

Altra presenza internazionale, quella degli spettacolari monaci guerrieri Shaolin.
Biosalus 2008 e' un evento organizzato dall'Istituto di Medicina Naturale.


Per informazioni ed interviste
Biosalus telefono info: 0722.351420

mobile: 328 3091918

email: info@istitutomedicinanaturale.it


Per consultare o scaricare il Programma di Biosalus 2008: www.istitutomedicinanaturale.it


segnalato da biosalusonline@yahoo.it

domenica 6 luglio 2008

Conferenza di omeopatia veterinaria “Verso un naturale riequilibrio delle energie vitali dell'animale” . 16.07.2008 Saluzzo (Cn)



ADIMO
Associazione Di Informazione sulla Medicina Omeopatica
Organizza:
Conferenza di Omeopatia Veterinaria
"Verso un naturale riequilibrio delle energie vitali dell'animale"
relatore dottor Davide Fazzi - Veterinario omeopata iscritto all'albo dei Medici Veterinari di Torino
Mercoledì 16 Luglio 2008
Centro Studi Santa Chiara - Via Volta, 9 - Saluzzo (Cn) ore 21
Ingresso €. 1

Mercoledì 16 Luglio alle ore 21 a Saluzzo (Cn) presso il Centro Studi Santa Chiara di Via Alessandro Volta, 9 si svolgerà la prima Conferenza di Omeopatia veterinaria "Verso un naturale riequilibrio delle energie vitali dell'animale" organizzata dall'Associazione senza fini di lucro ADIMO (Associazione Di Informazione sulla Medicina Omeopatica). In questa occasione è stato invitato a dialogare con il pubblico il dottor Davide Fazzi, medico omeopata veterinario.

"Ogni malattia la cui guarigione non dipenda esclusivamente dalla chirurgia, ha origine da una specifica disarmonia morbosa dell'energia vitale: principio vitale di natura immateriale. Questa disarmonia si manifesta con perturbazioni delle funzioni e delle sensazioni dell'organismo vivente".

La tesi di Samuel Hahnemann citata dall'Organon, il testo cardine dell'Omeopatia, introduce l'argomento tema della Conferenza, che ha, come fine ultimo, la conoscenza delle pratiche omeopatiche da parte dei padroni degli animali.

Il problema principale dell'Omeopatia veterinaria è la presenza di un filtro fra il medico ed il paziente, rappresentato dal proprietario che fornisce all'omeopata le indicazioni che porteranno ad una "tipizzazione", rispondendo "all'interrogatorio omeopatico".

La serie di domande poste dall'omeopata ne comprende alcune a cui molti proprietari faticano a rispondere, semplicemente perché non sono "allenati" a sentirle se non quando ricorrono loro stessi ad un omeopata per curarsi.

In una disciplina così strettamente legata al singolo individuo, è fondamentale fornire all'omeopata tutte le indicazioni che gli permettano di scegliere nella maniera meno equivoca il rimedio più adatto alla guarigione.

Un proprietario "tranquillo" e "preparato" è la miglior medicina per un animale con un problema e proprio per questo la discussione si articolerà seguendo le indicazioni della platea, invitata a partecipare esponendo quesiti e dubbi sull'argomento.

L'organizzazione raccomanda di confermare la propria partecipazione alla serata, con un sms, per via telefonica ai numeri 349.6082320 348.7634936 0175.44203 o all'indirizzo di posta elettronica saluzzo@adimo.org causa capienza limitata della sala (circa 50 posti).


Per ulteriori informazioni Adimo Saluzzo:
Sito web: http://www.adimo.org
Telefoni: 349.6082320 - 348.7634936 - 0175.44203
Email: saluzzo@adimo.org

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