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giovedì 25 maggio 2017

Il laboratorio galenico nella storia, dalla nascita alla modernità

La definizione di “ preparato galenico ” deriva da Galeno, nome di un medico dell’antica Greca che iniziò e diffuse la pratica di comporre i propri rimedi miscelando sostanze di base.

Le documentazioni esistenti portano fino al diciannovesimo secolo e ai primi decenni del ventesimo, mostrando che la maggior parte dei medicinali venduti in farmacia erano composti direttamente all’interno della farmacia stessa, tramite laboratori galenici, dando così alla professione del farmacista la figura di preparatore più che dispensatore di farmaci.

lunedì 20 febbraio 2012

Nuova speranza contro il rischio di ictus: prima occlusione percutanea a Forlì

Prima occlusione percutanea dell’auricola sinistra a Forlì. Nuova speranza contro il rischio d’ictus per chi soffre di fibrillazione atriale e non può assumere farmaci anticoagulanti. La complessa procedura è praticata, in Italia, da pochi centri altamente qualificati. Chi soffre di fibrillazione atriale e non può assumere farmaci anticoagulanti può trovare ora, a Forlì, una valida arma contro il pericolo d’incorrere in embolie cerebrali e, quindi, ictus ischemici. L’U.O. di Cardiologia dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni”, diretta dal dott. Marcello Galvani, ha iniziato a effettuare, infatti, l’occlusione percutanea dell’auricola sinistra, tecnica assai complessa ma particolarmente efficace per eliminare o ridurre significativamente il rischio di ictus. L’equipe formata dal dott. Alberto Bandini, dal dott. Paolo Golia, e dalla dott.ssa Donatella Ferrini, nei giorni scorsi, ha effettuato, nella nuova sala di elettrofisiologia dell’ospedale, la prima procedura autonoma di questo tipo, perfettamente riuscita. Il dispositivo impiegato nell’intervento è stato utilizzato, sino ad oggi, in Italia, in non più di una cinquantina di casi, e solo in centri altamente qualificati.«Nei pazienti con fibrillazione atriale, in presenza di alcuni fattori di rischio quali ipertensione arteriosa, diabete, insufficienza cardiaca, o età avanzata – illustra il dott. Alberto Bandini, responsabile della struttura di elettrofisiologia dell’U.O. di Cardiologia – è facile si formino, all’interno del cuore, dei coaguli di sangue che, in caso di fuoriuscita, possono provocare embolie a distanza, come l’ictus cerebrale». Di solito, per evitare che ciò accada, si ricorre alla somministrazione di anticoagulanti orali (Coumadin o Sintrom), che ostacolano, appunto, la creazione di coaguli del cuore e, dunque, prevengono le embolie. «Chi ha già avuto emorragie importanti o può andarvi incontro, però, non può assumerli, in quanto il principale effetto collaterale di questi farmaci è proprio quello di favorire le emorragie – spiega il dott. Bandini –. L’alternativa, allora, è ricorre alla chiusura dell’auricola sinistra, ovvero la parte del cuore, situata nell’atrio sinistro, dove si forma il 90% dei coaguli fonte di successive embolie». La procedura, che si esegue in anestesia generale e sotto controllo eco transesofageo, è, come tutte le tecniche effettuate per via transacatetere, assai complessa e delicata. «Con la puntura di una vena dell’inguine, s’introduce nell’atrio destro, attraverso il sistema venoso, una piccola struttura in metallo, ricoperta di materiale plastico; quindi, mediante puntura transettale, cioè praticando un piccolo foro a livello del setto interatriale, tale dispositivo viene prima trasferito nell’atrio sinistro e, infine, posizionato nell’auricola sinistra e rilasciato – illustra il dott. Bandini –. La difficoltà risiede nel rischio di complicanze connesse alla puntura transattale, da noi, comunque, già da tempo praticata vista l’esperienza nell’ablazione transcatetere, e nell’estrema fragilità della sede in cui la sonda va posizionata». A parte le prime 6 settimane dall’impianto, dopo non vi è più necessità di terapia anticoagulante, in quanto la sonda viene ricoperta dal normale tessuto che riveste l’interno del cuore. «La chiusura dell’auricola sinistra è risultata efficace quanto la terapia anticoagulante – dichiara il dott. Bandini –. Nel nostro caso, un aiuto fondamentale è venuto dalle nuove tecnologie acquisite nell’ambito del potenziamento della sala di elettrofisiologia: prima di procedere, infatti, abbiamo eseguito, grazie al sistema Carto 3, un’angioTac toracica, di grande aiuto per studiare l’anatomia dell’atrio sinistro e dell’auricola su cui siamo poi intervenuti».La specializzazione in questa complessa tecnica accresce ulteriormente il campo di attività dell’U.O. di Cardiologia dell’Ausl di Forlì, che vede così rafforzato il proprio ruolo di centro di riferimento provinciale.

Tiziana Rambelli

lunedì 13 febbraio 2012

La chirurgia toracica forlivese su Rai 3: il percorso per il tumore al polmone

Martedì 14 febbraio, il dott. Davide Dell’Amore, direttore dell’U.O. di Chirurgia Toracica dell’Ausl di Forlì, sui programmi dell’accesso di Rai3 per illustrare il percorso aziendale riservato ai pazienti con tumore al polmone. Il percorso aziendale per pazienti con tumore al polmone spiegato su Rai3 regionale. Martedì 14 febbraio 2012, nell’ambito dei programmi dell’accesso trasmessi dalla redazione di Rai3 di Bologna fra le 10 e le 10.30, il dottor Davide Dell’Amore, direttore del Dipartimento Toracico e dell’U.O. di Chirurgia toracica dell’Ausl di Forlì, nonché presidente della Società italiana di Chirurgia Toracica, interverrà per illustrare la risposta messa in campo dall’Azienda Usl di Forlì contro questo tipo di patologia.Tali spazi informativi autogestiti, in base a quanto disposto dal Corecom - organismo regionale che assomma le funzioni delegate dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), e i compiti amministrativi per conto del Ministero delle Comunicazioni, in linea col regolamento approvato con delibera 15/02/2006 -, hanno proprio il compito di coinvolgere il più possibile i cittadini nel processo di comunicazione dei percorsi sanitari, per renderli maggiormente coscienti di essere titolari del diritto ad essere informati sull’attività che la pubblica amministrazione pone in essere nell’esercizio delle sue attribuzioni. Nell’intervista il dott. Davide Dell’Amore riassumerà l’intero iter aziendale per i soggetti con tumore al polmone. «In prima battuta è il medico di medicina generale che, in base a sintomi riscontrati nei propri assistiti, in particolare fumatori e persone a rischio, può richiedere una radiografia toracica o una Tac – spiega – in questo modo, si ottengono sempre più spesso diagnosi tempestive di neoformazioni polmonari». Il paziente viene quindi preso in carico dall’Azienda, dov’è seguito da un gruppo multidisciplinare che calendarizza tutta una serie di procedure più o meno invasive le quali, di norma, porteranno ad una diagnosi di natura della neoformazione polmonare. «Una volta riscontrata una neoplasia – prosegue – se il paziente è operabile viene preso in carico dal chirurgo toracico, diversamente, nel caso in cui il tumore sia troppo diffuso, si procede a una valutazione da parte dell’oncologo che lo sottoporrà alle opportune terapie». Terminato l’iter terapeutico, lo stesso gruppo di professionisti rivede il soggetto e può o programmare un semplice follow-up oncologico oppure avviarlo ad un percorso di terapie adiuvanti o di semplice supporto, nel pieno rispetto delle linee guida internazionali. «Il medico di medicina generale, responsabile in prima persona del paziente, è puntualmente informato, attraverso relazioni scritte, di ogni decisione presa – precisa il dott. Dell’Amore – inoltre, il percorso comprende anche, qualora ce ne fosse bisogno, l’attivazione dell’assistenza domiciliare o il ricovero in Hospice per garantire la migliore qualità di vita al paziente ed ai familiari che lo accudiscono. La filosofia di fondo del percorso, in definitiva, è non abbandonare mai il paziente a se stesso, accompagnadolo anzi durante tutto il difficile cammino che questa terribile malattia impone».
Tiziana Rambelli

venerdì 3 febbraio 2012

Giornate di Prevenzione dell’Obesità: dal 6 all’11 Febbraio VISITE GRATUITE a Milano

Una Vita su Misura, è lieta di presentare “Le Giornate di Prevenzione”, che si terranno dal 6 all’11 Febbraio 2012 presso il Centro Interdisciplinare per la terapia dell’Obesità di Milano con il supporto non condizionante di Johnson & Johnson Medical.

Le porte dell’Istituto Clinico Città Studi saranno aperte a tutti i cittadini per un programma di visite gratuite da prenotare al numero verde 02.23933011.

La Settimana della Prevenzione ha l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini in merito all’importanza di una diagnosi precoce della malattia, e di favorire una conoscenza più approfondita delle terapie di trattamento più efficaci per la sua cura.

Le stime ufficiali relative al nostro Paese parlano infatti di 6 milioni di cittadini obesi e di quasi 20 milioni di adulti in sovrappeso. Un dato in linea con le cifre emerse nella Regione Lombardia, dove il 9,5% dei residenti soffre di obesità e quasi il 35% è in sovrappeso.

Gestire correttamente un paziente obeso – spiega il Dott. Alberto Della Valle, Responsabile di Chirurgia Generale e dell’Obesità del Centro Interdisciplinare per la terapia dell’Obesità dell’Istituto Clinico Città Studi significa conoscerne le caratteristiche personali e, dopo un’accurata anamnesi e un’indagine clinica approfondita, calibrare le cure basandole sulle peculiarità individuali. Ciò permette di poter scegliere una terapia farmacologica per i casi di obesità lieve oppure, nei casi di obesità grave, di proporre e organizzare l’intervento di chirurgia bariatrica, procedendo, una volta verificata l’esistenza dei presupposti clinici, con la tipologia di intervento più appropriato”.

Oltre a poter usufruire di visite gratuite presso l’eccellente Istituto milanese, sarà aperto un dibattito d’approfondimento, durante il quale diversi specialisti illustreranno l’importanza di uno screening diagnostico regolare per prevenire le gravi conseguenze legate a una diagnosi tardiva.

Vi ricordiamo che le VISITE GRATUITE presso il Centro Interdisciplinare per la terapia dell’Obesità potranno essere effettuate nel periodo tra il 6 e l’ 11 Febbraio 2012, e che è possibile prenotare la propria visita gratuita al numero verde 02.23933011.

Per ulteriori informazioni leggete qui: http://www.unavitasumisura.it/sezioni/filo-diretto/

martedì 31 gennaio 2012

Il dott. Antonio Ascari Raccagni nuovo responsabile dell’U.O. di Dermatologia di Forlì

Il dottor Antonio Ascari Raccagni è il nuovo responsabile dell’U.O. di Dermatologia dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni”, indicato dalla direzione dell’Ausl di Forlì dopo il collocamento a riposo della dott.ssa Maria Giovanna Righini.

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1982 e specializzato in Dermatologia e Venereologia, il dott. Ascari Raccagni ha iniziato a frequentare il reparto forlivese appena laureato, per entrarvi poi come assistente medico incaricato nel 1988; in questi 20 anni si è dedicato soprattutto all’attività chirurgica, assumendo, nel 2002, l’incarico dirigenziale di Alta Professionalità in “Chirurgia Oncologica Dermatologica”.
Proprio la chirurgia dermatologica è una delle attività qualificanti dall’U.O. di Dermatologia di Forlì, che, nel corso del 2011, ha effettuato oltre 1.300 interventi in anestesia locale e generale.
«Trattiamo principalmente carcinomi cutanei e melanomi. – illustra il dott. Ascari Raccagni – Questi ultimi sono relativamente rari, mentre i carcinomi cutanei sono molto diffusi nel nostro territorio, non solo per l’elevata età media della popolazione ma anche per la larga percentuale di persone esposte ai raggi del sole, per motivi professionali o di svago. Nelle neoplasie cutanee più estese, oltre all’asportazione, siamo in grado di effettuare anche un’attività ricostruttiva complessa. Per quanto riguarda la prevenzione e il trattamento del melanoma, abbiamo una fattiva collaborazione con tutte le U.O. di Dermatologia dell’Area Vasta Romagna».

L’equipe dell’U.O. di Dermatologia dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” è in grado, poi, di fornire un’attività assistenziale complessa, che comprende ricoveri in Degenza Breve e Day-Hospital, visite ambulatoriali di primo livello, pari, nel 2011, a oltre 6.200, e di secondo livello, spaziando dall’Allergologia Dermatologica, all’ambulatorio dedicato alla Psoriasi, alla Fototerapia (PUVA, Bath PUVA, UVB NB), alla Terapia Fotodinamica per il trattamento delle neoplasie cutanee più superficiali.
Tutti i giorni, dal lunedì al venerdì è attivo, inoltre, un ambulatorio per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle Malattie a Trasmissione Sessuale (MTS), effettuato in collaborazione con l’U.O. di Malattie Infettive, diretta dal dott. Claudio Cancellieri.
Interessante anche l’impegno dell’equipe nel campo della ricerca, con numerose pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali, e la partecipazione attiva ai più importanti eventi scientifici di Dermatologia. Il dott. Ascari Raccagni, in particolare, può vantare oltre 73 pubblicazioni scientifiche in italiano e inglese, la stesura del capitolo di un libro edito negli Stati Uniti, e la presenza, in qualità di relatore, a svariati congressi, da ultimo quello dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani, nell’ottobre 2011, a Palermo, dov’è intervenuto con una comunicazione chirurgica.
Attualmente, l’intera unità è impegnata nell’organizzazione del XXVII° Congresso nazionale SIDCO (Società italiana di Dermatologia Chirurgica e Oncologica), in programma per il prossimo aprile a Cervia.

Tiziana Rambelli

mercoledì 25 gennaio 2012

“Chi cura i curanti?”. Venerdì e sabato, convegno sui possibili percorsi terapeutici per i professionisti della salute vittime di abuso da alcol e/o s

“Chi cura i curanti?”. Venerdì e sabato, convegno sui possibili percorsi terapeutici per i professionisti della salute vittime di abuso da alcol e/o sostanze.
All’incontro parteciperanno gli esperti spagnoli dell’unica clinica di tutta Europa specializzata in quest’ambito, promossa nel quadro del progetto “Galatea”.

“Chi cura i curanti?”, ovvero quali sono i percorsi terapeutici a disposizione dei professionisti della salute che incorrano in episodi di sofferenza psichica o condotte di abuso/dipendenza? Intorno a questo interrogativo si dibatterà venerdì 27 e sabato 28 gennaio, all’hotel della Città di Forlì (corso della Repubblica, 117). L’occasione sarà una due giorni promossa dal Sert dell’Ausl di Forlì, diretto dal dott. Edoardo Polidori, e dalla Regione Emilia-Romagna per discutere, insieme agli esperti spagnoli del progetto “Galatea”, di fattibilità, eventuali snodi critici, reale fabbisogno e quanto altro possa essere utile al fine di comprendere maggiormente il problema e i percorsi di cura opportuni.
Il tema è tutt’altro che secondario, con un medico su dieci vittima, durante la vita professionale, di tali problematiche, ma ancora poco esplorato, nonostante queste patologie influenzino negativamente la vita quotidiana, sia a livello familiare sia professionale, nel luogo di lavoro e nelle relazioni con i pazienti: consapevole del pregiudizio e della stigmatizzazione che riguardano tali patologie, il medico tende sostanzialmente a negarle o a cercare di occultarle il più possibile. In tutta Europa, esiste una sola clinica specializzata in quest’ambito, in Spagna, a Barcellona, e saranno proprio i professionisti spagnoli ad aprire il dibattito, illustrando la loro esperienza. «L’anno scorso, come Sert, abbiamo effettuato una visita-studio in Spagna incontrando i rappresentanti della clinica di Barcellona, attiva da 5 anni – illustra il dott. Polidori – sulla scorta di quanto appreso, abbiamo deciso di invitarli da noi, dato che in nessuna altra parte d’Europa esistono iniziative analoghe». Il fenomeno, infatti, merita di essere analizzato a fondo. «Nel caso dei medici – prosegue il dott. Polidori – l’estrema riluttanza a chiedere aiuto, con conseguente peggioramento della prognosi, è un comportamento che trascende la dimensione individuale, andando a incidere sul benessere pubblico, in quanto coinvolge la salute dei pazienti». Nel modello spagnolo (progetto “Galatea”), per ovviare il timore dello stigma, il paziente viene identificato con uno pseudonimo e in nessun momento il suo nome è portato a conoscenza dei curanti o di altri colleghi. Il progetto, oltre una consulenza medico-legale, prevede poi visite da parte dello psichiatra e, a seguire, dello psicologo, che imposterà la psicoterapia individuale o di gruppo.
Dagli spunti offerti dai colleghi spagnoli si spera di ricevere indicazioni utili per realizzare anche da noi percorsi di questo tipo. «La nostra Regione – spiega il dott. Polidori – ha promosso questo primo incontro per valutare la fattibilità di un progetto che offra percorsi terapeutici ai professionisti coinvolti, a vario titolo, in processi di cura: medici, psicologi, farmacisti, educatori professionali, infermieri, assistenti sociali. L’obiettivo è superare le barriere che attualmente impediscono a queste figure di “concepirsi come pazienti”, facilitando l’accesso a un sistema di cura qualificato in caso di patologie psichiatriche o comportamenti di addiction». Secondo il dott. Polidori, tale fenomeno, tuttavia, non può essere circoscritto al mondo della salute, in quanto interessa molteplici categorie professionali: «Bisogna abbandonare lo stereotipo secondo cui l’abuso di alcol e/o sostanze è circoscritto a individui ai margini della società. Purtroppo, tali comportamenti sono sempre più diffusi e trasversali».

Venerdì e sabato, all’incontro, parteciperanno, oltre ai referenti spagnoli del progetto Galatea, professionisti delle dipendenze patologiche, esponenti degli Ordini Professionali interessati o semplicemente interessati al tema.
I lavori saranno aperti, alle 9 di venerdì, dalla dott.ssa Licia Petropulacos, direttore generale dell’Ausl di Forlì, dal dott. Giancarlo Aulizio, Presidente Ordine dei Medici della Provincia di Forlì-Cesena, e dalla dott.ssa Mila Ferri, responsabile Servizio Salute Mentale, Dipendenze Patologiche, Salute nelle Carceri della Regione Emilia-Romagna.

Tiziana Rambelli

lunedì 21 novembre 2011

Lo strano caso di EllaOne: contraccezione o aborto?

Da ieri via libera anche in Italia a ellaOne, la pillola dei cinque giorni dopo. Il farmaco sarà disponibile all’inizio del 2012 a totale carico del cittadino e soggetto a prescrizione medica da rinnovare volta per volta.

L’indicazione terapeutica ufficiale è Contraccettivo d’emergenza da assumersi entro 120 ore (5 giorni) da un rapporto sessuale non protetto o dal fallimento di altro metodo contraccettivo.

Leggi tutto su http://www.ninocartabellotta.it/2011/11/lo-strano-caso-di-ellaone-contraccezione-o-aborto

lunedì 27 giugno 2011

Su Aloe Shop i prodotti naturali per la salute

Aloe Shop è il sito che si occupa della salute naturale coi prodotti a base di Aloe Arborescens, cultivar affine all'Aloe Vera che grazie alla maggiore resistenza sopravvive a latitudini più fredde. Da anni coltivata con successo in Spagna e nel sud Italia, dà una quantità di gel leggermente inferiore compensando però con la minore distanza tra produttore e consumatore, arrivando a casa vostra in pochissimo tempo con tutte le proprietà nutritive.

Aloe Shop

Su Aloe Shop potrete trovare le piantine di Aloe e la preparazione di Padre Zago a base di Aloe Arborescens in due formati, con miele e grappa oppure in soluzione analcolica in gel. Da bere una volta al giorno per purificarsi e prevenire le malattie, sotto forma di gelatina l'Aloe si può usare esternamente come lenitivo per punture d'insetti e contro pruriti e dermatiti. Nel negozio si trovano anche le capsule a base di estratti di Uncaria tomentosa e Maca peruviana, piante ricche di proprietà, potenti energizzanti per l'organismo e antiossidanti contro l'invecchiamento delle cellule. Da non perdere inoltre le frequenti offerte per risparmiare: sconti sui prodotti e Gift Card da caricare e regalare a chi conoscete per i futuri acquisti.


MM ONE Group srl – Divisione Aloe-Shop.it
www.aloe-shop.it

info@aloe-shop.it

mercoledì 25 maggio 2011

Il Gruppo Famiglie Dravet al primo incontro


Famiglie provenienti da diverse regioni d’Italia si incontrano per la prima volta dopo la costituzione del “Gruppo Famiglie Dravet”.
La Sindrome di Dravet (epilessia mioclonica severa dell’infanzia) è una rara ed invalidante forma di epilessia farmaco resistente che colpisce i bambini generalmente entro il primo anno di vita.
La vita di questi bambini è condizionata dalle ripetute crisi epilettiche che richiedono numerosi ricoveri in ospedale, deficit cognitivo e disturbi del comportamento. Inoltre, sussiste un rischio di morte improvvisa inspiegata ed il decorso della malattia è caratterizzato da un ritardo nello sviluppo psicomotorio e atassia.
La Sindrome di Dravet è una malattia rara e le famiglie coinvolte spesso si sentono sole e isolate ed è per questo motivo che il 2 ottobre 2010, per volontà di alcuni genitori con figli affetti da questa patologia, si è costituito il “Gruppo Famiglie Dravet”, nell’ambito della FIE-Federazione Italiana Epilessie, con lo scopo di unire e sostenere le famiglie e contribuire alla ricerca.
Nel corso di questi mesi, le famiglie che si sono conosciute da 9 sono diventate 59 e alcune di loro si sono incontrate, per la prima volta, nei giorni scorsi a Fiorenzuola d’Arda (PC), per conoscersi finalmente, dopo mesi di collaborazione tramite la pagina del gruppo famiglie su facebook, via e-mail o, semplicemente, via telefono. Questo incontro è stata anche l’occasione per programmare le attività che vedranno coinvolte tutte le famiglie del gruppo nel prossimo futuro e per fare il punto sulle iniziative fino ad ora portate avanti, tra le quali la continua ricerca delle famiglie, la richiesta di inserimento della Sindrome di Dravet nei registri regionali e in quello nazionale delle malattie rare, la selezione dei progetti di ricerca in corso ed il contatto con diversi ricercatori.
Sicuramente e in soli 7 mesi, un primo traguardo è stato raggiunto: riunire, in un solo giorno, 25 famiglie provenienti da diverse regioni d’Italia con un’unica idea in testa:
NOI INSIEME OGGI PERCHÉ IL DOMANI SIA DEI NOSTRI FIGLI

Gruppo Famiglie Dravet - FIE
www.fiepilessie.it
Per contatti:
Tel. 3453309473
e-mail famigliedravet@fiepilessie.it
FEDERAZIONE ITALIANA EPILESSIE
- Gruppo Famiglie Dravet -
Via Fontana, 11
20122 Milano
Credito Artigiano IBAN - IT39T0351201619000000000378

mercoledì 9 febbraio 2011

Su EasyFarma.it vendita online di apparecchi elettromedicali e misuratori di pressione.

L'e - commerce per prodotti farmaceutici e apparecchi elettromedicali è un fenomeno relativamente recente nella galassia di internet; tuttavia questo metodo di acquisto si sta a mano a mano diffondendo, grazie alla praticità e alla comodità di acquisto direttamente da casa.

EasyFarma.it è il sito di una farmacia on line che opera nella vendita di prodotti parafarmaceutici, apparecchi elettromedicali e una completa gamma di prodotti dedicati alla salute e al benessere: dai cosmetici ai misuratori di pressione, dai prodotti di erboristeria agli apparecchi aerosol, fino ai misuratori glicemia e finanche giocattoli per l'infanzia.

La procedura di acquisto è semplice e intuitiva: navigando il sito è possibile aggiungere i prodotti desiderati al carrello virtuale. Una volta completata la scelta, è necessario registrarsi (qualora non si fosse già in possesso di nome utente e password) e infine è possibile procedere al pagamento tramite bonifico bancario o carta di credito.

L'acquisto online di prodotti farmaceutici e apparecchi elettromedicali è così reso semplice dalla facilità di uso del sito internet e dalla semplicità del metodo di acquisto, che permette di ricevere i propri prodotti direttamente sulla porta di casa avendoli scelti comodamente stando seduti sulla poltrona.

Per maggiori informazioni sull'acquisto online di prodotti parafarmaceutici e apparecchi elettromedicali: easyfarma.it.


Matteo Vinci
Web Marketing GaYA srl
matteo@gayalab.it

giovedì 20 gennaio 2011

Al.Pre.Tec. e MM ONE Group insieme per Dermasilk intimo

L'azienda Al.Pre.Tec. srl di San Donà di Piave (VE), lancia Dermasilk Intimate Pure, linea intimo donna uomo e bambino realizzata in fibroina di seta abbinata a un antimicrobico e antimicotico fissato sul tessuto. Indossarla regolarmente comporta una riduzione duratura di pruriti, infezioni e arrossamenti, confermata da studi scientifici e resa possibile dalla temperatura costante che viene mantenuta assorbendo l'eccessiva umidità, permettendo un naturale equilibriosenza lunghe e fastidiose irritazioni.

Dermasilk

Il nuovo negozio online, www.dermasilkintimo.com, è stato realizzato da MM ONE Group, a cui Al.Pre.Tec. ha affidato la progettazione di obiettivi e strategie, la grafica e l'implementazione nella piattaforma tecnologica. Tra i servizi inclusi ci sono CMS ONE, l'affidabile redazionale per amministrare il sito, Gestione Catalogo e Proprietà Prodotti, per una fluida gestione del portafoglio prodotti, e il CARRELLO E-COMMERCE che consente un'esperienza di acquisto su internet gratificante grazie ai pochi step che servono per completare un ordine e al pagamento online sicuro con carta di credito.

A cura dell'Ufficio Stampa di MM ONE Group

giovedì 13 gennaio 2011

Reflusso gastrico? Fai attenzione

esofageo
Il reflusso gastrico esofageo è un reflusso di acidi che risalgono l'esofago provocando bruciore.

Generalmente è sottovalutato, questo disturbo può arrivare anche a forme più complesse e fastidiose. É meglio dunque intervenire con le terapie più accreditate. Ma quali sono?

Recenti statistiche dimostrano che solo un paziente su due si rivolge al medico per la diagnosi e la terapia del reflusso gastrico esofageo.

Un disturbo che interessa il 10-20% della popolazione occidentale ma che tuttavia potrebbe essere più che raddoppiato data la grandissima superficialità con cui viene affrontato. C'è addirittura chi usa come rimedio istantaneo un bicchiere di acqua con bicarbonato, andando così a bloccare il bruciore provocato dagli acidi che risalgono l'esofago! Il problema è che altera il PH delle urine.

Continua a leggere Reflusso gastrico? Fai attenzione su BenessereVillage.it.

giovedì 4 novembre 2010

I preparati base di Aloe, freschi e certificati, su Aloe-Shop.it

Aloe Shop garantisce la freschezza e il marchio biologico di tutti i suoi prodotti. Nel negozio potete trovare i preparati a base di Aloe Arborescens, in succo puro o in gelatina per chi è intollerante ad alcool e miele, ingredienti della ricetta di Padre Zago; le capsule di Uncaria tomentosa, un integratore biologico antinfiammatorio, analgesico, antiossidante e stimolante del sistema immunitario; le capsule BioMaca, estratte dalla pianta di Maca peruviana, un energizzante naturale affine al ginseng.

Il libro di padre Romano Zago, "Di cancro si può guarire" lo potrete trovare in vendita nella sezione dedicata ai libri, così come la famosa "ricetta" del francescano brasiliano conosciuto per le sue ricerche su questa pianta. Sono disponibili anche le piantine ornamentali di Aloe Vera da far crescere a casa vostra.

Aloe Shop ha pensato anche la Aloe Gift Card: una carta regalo virtuale caricabile con qualsiasi importo, da spendere sul sito www.aloe-shop.it. La flessibilità di questo strumento non rende necessario utilizzarlo in un'unica soluzione: è infatti possibile fare diversi acquisti separati fino all'esaurimento dell'importo caricato.

A cura dell'Ufficio Stampa di MM ONE Group

domenica 31 ottobre 2010

Il Web è sempre più un'enciclopedia Mondiale

Se fino a qualche anno fa il web era considerato una rete virtuale poco utile e conosciuta, al momento ha fatto un passo enorme, diventando un enciclopedia mondiale di grande calibro. Ora con il web si può imparare tutto. Ci sono persino siti informativi che affrontano le malattie diffuse come le verruche, la varicella e via dicendo.

Tutto ciò è sempre gratuito ed adatto a chiunque, basta fare una bella ricerca e tutte le informazioni saranno disponibili per chiunque.

martedì 15 settembre 2009

XVI Giornata Mondiale Alzheimer: a Milano riuniti a convegno i “banchieri del cervello”

In occasione della XVI Giornata Mondiale Alzheimer Peter J. Whitehouse, geriatra e neurologo della statunitense Case Western Reserve University - uno dei maggiori esperti mondiali di Alzheimer - parteciperà lunedì 21 settembre al Convegno “Biografia, non solo biologia” organizzato a Milano dalla Federazione Alzheimer Italia in collaborazione con la Fondazione Golgi Cenci


Milano, 15 settembre 2009 - Peter J. Whitehouse ha lavorato alla “Brain Bank” - Banca del cervello - della John Hopkins University, una delle università statunitensi più prestigiose per la ricerca realizzando importanti studi sul tessuto cerebrale per comprendere i fenomeni dell’invecchiamento del cervello. Ora ha creato la “Story Bank” (Banca delle storie) un progetto interdisciplinare che raccoglie e analizza storie di salute e di malattia diventando uno dei maggiori esperti di medicina narrativa un nuovo approccio conosciuto anche in Italia, che pone attenzione alle storie di malattia come modo per comprendere i malati nel loro specifico contesto e mettere a fuoco, oltre che i loro bisogni, anche nuove strategie di intervento.

Insieme al professor Whitehouse, con Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia interverrà Antonio Guaita, geriatra e direttore Fondazione Golgi Cenci e della futura banca dei cervelli di Abbiategrasso, la prima nel suo genere in Italia.
Interverranno inoltre Gianluigi Forloni, capodipartimento neuroscienze dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri; Alberto Spagnoli, psicoterapeuta del Centro S. Ambrogio Fatebenefratelli; Giovanni B. Frisoni, neurologo e vicedirettore scientifico presso l’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia

Aprirà il convegno Ferruccio Fazio, viceministro del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

La Federazione Alzheimer Italia, è la maggiore organizzazione nazionale non profit dedicata alla malattia di Alzheimer. Riunisce e coordina 44 associazioni in tutta Italia.
La Fondazione Golgi Cenci si occupa di studi e ricerche sull’invecchiamento cerebrale ed ha sede presso l’Istituto Geriatrico C. Golgi di Abbiategrasso (Milano).

Il convegno “Biografia, non solo Biologia” si terrà nella Sala Colonne della Banca Popolare di Milano -
via San Paolo 12 dalle ore 9.00 alle ore 13.00 - Ingresso libero .
Per conferme : tel. 02 36539990 e mail info_convegno@libero.it


martedì 19 maggio 2009

L'organizzazione di una moderna farmacia

Nel corso degli ultimi anni le farmacie e i servizi farmaceutici in generale hanno affrontato vari cambiamenti che si sono resi necessari per offrire alle persone le soluzioni più adeguate ai loro problemi. Fino a poco tempo fa la farmacia era principalmente il luogo dove recarsi con la ricetta prescritta dal dottore o dallo specialista per usufruire dei medicinali che occorrevano per curare o guarire un malanno o una patologia, mentre oggi è sempre più un luogo dove poter trovare risposte, acquistare prodotti e compiere azioni mirate a salvaguardare il bene più prezioso che abbiamo in assoluto: la salute.
In quest’ottica, la Toscana a livello nazionale è una regione che ha sempre cercato di stare al giusto passo con i tempi, ed è attualmente capace di presentare un’offerta farmaceutica quanto mai variegata e completa che spazia dalla logica somministrazione di medicinali classici alla preparazione di farmaci galenici, dalla possibilità di controllare i valori di pressione, glicemia, trigliceridi e colesterolo, a quella di fissare visite mediche negli spazi Cup a disposizione nella struttura e recandosi in una delle numerose
farmacie Firenze, è possibile venire a conoscenza, approfondire e all’occorrenza cogliere tutte le opportunità ed i servizi che una moderna farmacia è in grado di offrire all’utente che vi accede. E’ naturale che molti cambiamenti si sono resi indispensabili negli ultimi anni anche per l’introduzione nel 1978 del Servizio Sanitario Nazionale, istituito per garantire il diritto alla salute di tutta la popolazione italiana che così non viene a dipendere dalla contribuzione in casse malattia e assicurazioni come invece avviene in tanti altri paesi considerati all’avanguardia. Essendo costituito da più enti tra cui l’Agenzia italiana del farmaco, il Servizio Sanitario Nazionale svolge una fondamentale attività di tutela della salute dei cittadini e le farmacie per la loro stessa natura, assumono in tale contesto un’importanza fondamentale. Tanto per fare un esempio, tutti coloro che soffrono di diabete andando in farmacia possono contare previa documentazione, sulla distribuzione gratuita del materiale e degli strumenti necessari ad affrontare tale malattia come aghi, lancette e siringhe per la somministrazione dell’insulina, ma numerosi sono i casi di altre patologie per le quali si rende preziosa l’organizzata interconnessione tra SSN e servizi farmaceutici.
Oltre questo importante fattore, oggi una moderna farmacia è anche provvista di prodotti per l’estetica e la bellezza, strumenti per la riabilitazione e per l’assistenza domiciliare come stampelle, collari, busti e strumenti antidecubito,
prodotti per celiaci dolci senza zucchero, omogeneizzati per bambini, calzature ortopediche, e sono sempre più diffusi reparti di omeopatia ed erboristeria visto che oltre alla ricerca scientifica che tutti dovremmo sostenere nel nostro interesse e in quello del nostro prossimo, molti passi avanti sono stati fatti negli ultimi decenni anche nell’individuare elementi e processi curativi nella natura che ci circonda. Ora che si sta avvicinando l’estate avremo bisogno di creme abbronzanti, lozioni doposole, integratori per compensare la perdita di sali che avviene con la sudorazione, e in farmacia naturalmente potremo trovare tutto ciò che ci occorre poiché dal raffreddore di stagione al leggero arrossamento, dal termometro per la febbre al medicinale salvavita, una fornita farmacia ha sempre la risposta giusta per ogni questione che possa riguardare la nostra salute e il nostro benessere.

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giovedì 6 dicembre 2007

POVERA VECCHIA OMEOPATIA…

Povera vecchia omeopatia. Autorevoli pubblicazioni scientifiche la riducono a futile moda, quasi una superstizione. Non ho niente di specifico da obiettare, sono di quelli che hanno bisogno di ragione e di scienza come del pane, in questo evo che tende al magico e al reazionario. Tornassi indietro farei biologia o fisica, altro che Lettere Moderne, e studierei Darwin e i ragazzi di via Panisperna… Però. C´è un però. Al quale nessuna pubblicazione scientifica (autorevole, naturalmente) è ancora riuscita a rispondere. L´omeopata è in genere gentile. Ti ascolta. Ti guarda. Ti fa sentire una persona e non un sintomo, un essere vivente e non una malattia. Fior di professoroni della medicina "ufficiale" (che tendo a considerare la sola vera medicina) non sanno neanche da che parte cominciare per instaurare un rapporto umano appena decente con chi gli sta di fronte. Sono fresco reduce da una visita specialistica con un odioso, supponente, gelido luminare che saprà tutto delle "sue" malattie, ma non gliene frega niente di chi le porta addosso. La fortuna dell'omeopatia sarà forse esagerata, ma è merito, in gran parte, della sciocca insensibilità di tanti mediconi pieni di potere, e poveri di umanità. Michele Serra per "la Repubblica"

martedì 4 dicembre 2007

BASTA FALSE NOTIZIE SULL'OMEOPATIA

Basta con le false notizie sull'omeopatia!


di Simonetta Bernardini



Il Corriere della Sera di mercoledì 28 novembre dedica un articolo a firma Margherita De Bac dal titolo: "L'Omeopatia è un placebo: effetti collaterali inattesi. Nuova ricerca di Lancet. I farmacologi: basta aiuti".La SIOMI desidera precisare che non vi è nessuna nuova ricerca sfavorevole all'omeopatia. I dati cui si fa riferimento si riferiscono ad una pubblicazione del 2005 che peraltro fu ampiamente contestata in tutta Europa per evidenti errori di metodo. Gli articoli apparsi di recente su The Lancet rappresentano opinioni personali, poco informate e preconcette degli Autori. La SIOMI si interroga sul perché, a fronte di tanto risalto mediatico ad alcune opinioni che discreditano l'omeopatia, non altrettanto spazio venga riservato per diffondere le molteplici opinioni a favore sia dei medici che dei molti milioni di pazienti dell'omeopatia espresse dalla loro Associazione nazionale (APO-Italia ). In merito alla affermazioni riguardanti la presunta inefficacia della medicina omeopatica la SIOMI desidera precisare quanto segue.


  • E' in progressivo aumento la letteratura scientifica (facilmente reperibile sul sito SIOMI) che riconosce l'efficacia delle terapie omeopatiche anche nelle malattie croniche e nelle malattie gravi.
  • Sono sempre di più le riviste scientifiche che ospitano lavori di ricerca sull'omeopatia. Tale letteratura è anche reperibile in Italia, dal settembre 2006, sulla Rivista a carattere scientifico online "Omeopatia33" curata dalla SIOMI e inviata a molte migliaia di medici e farmacisti.
  • L'utilizzo delle medicine complementari e tradizionali è tutelato anche dalla OMS.
  • L'Istituto Nazionale per la Salute americano (NHI) ha aperto un settore dedicato alle medicine complementari (NCCAM) e finanzia la ricerca scientifica in queste discipline mediche.
  • Il mondo universitario internazionale si apre all'Omeopatia. Ne è prova, un caso tra tanti, il " Consortium of Academic Health Centers for Integrative medicine" che riunisce 36 Università americane.
  • I recenti dati ISTAT, che riferirebbero di un calo di richiesta di medicine complementari in Italia (dati riferiti all'anno 2005) non sono coerenti con i dati della indagine DOXA (ottobre 2004) che riferiscono, per contro, un aumento della popolazione italiana in cura con l'Omeopatia pari al 23,1% della popolazione. Non solo: i dati ISTAT 2007 dimostrano chiaramente che non vi è stata nessuna flessione di richiesta di terapia omeopatica nei bambini, evidenziando dunque come il calo sia verosimilmente da attribuire ad un problema economico dei cittadini che devono pagare di tasca propria le cure del medico e le medicine ed esso non sia, per certo, da imputarsi ad una diminuizione di preferenza. D'altra parte è la stessa indagine ISTAT ad ammettere che i cittadini in cura con l'omeopatia si dichiarano soddisfatti in una percentuale eccezionale, superiore al 70%. La medicina convenzionale può vantare altrettanto gradimento?
  • la Regione Toscana ha di recente emanato una Legge (9/07) che riconosce come medicina ufficiale l'omeopatia, l' agopuntura e la fitoterapia. Sempre in Toscana, un'ampia percentuale (58%) dei medici di medicina generale e dei pediatri di Famiglia non solo consigliano l'omeopatia ai loro assistiti ma ne fanno un uso personale, in qualità di pazienti, superiore a quello della popolazione generale toscana. (Osservatorio epidemiologico dell'Agenzia Regionale di Sanità, anno 2003).
  • Sempre in Toscana l'Università di Firenze sta svolgendo, con la consulenza della SIOMI, ricerche tese a verificare il meccanismo d'azione del medicinale omeopatico grazie anche ad un finanziamento pubblico della Regione.
  • I medici classici che scelgono di avvalersi anche dell'omeopatia per la cura dei loro pazienti sono centinaia di migliaia nel mondo e i cittadini che utilizzano questa medicina sono almeno 300 milioni. Questi dati dimostrano chiaramente sia che la medicina omeopatica è efficace sia che la medicina classica da sola non è sufficiente.
  • I meriti della medicina convenzionale sono innegabili. Tuttavia oggi sono in progressivo aumento le malattie croniche nei confronti delle quali la terapia farmacologica convenzionale è poco efficace in termini di guarigione e gravata di effetti collaterali spesso insostenibili. In molte malattie croniche (allergie, asma, dermatiti, cefalee, malattie reumatiche, infezioni ricorrenti dei bambini) l'omeopatia rappresenta un valido strumento di cura capace di diminuire il consumo di farmaci, migliorare la qualità della vita degli ammalati e promuovere la guarigione.
Le iniziative finalizzate al discredito dell'omeopatia, portate avanti a più riprese con contenuti inesatti e manipolatori non avranno alcuna influenza sulle scelte dei cittadini che hanno sperimentato sulla loro pelle l'efficacia dell'omeopatia e nemmeno sull'opinione delle migliaia di medici che hanno scelto di avvalersi di questa medicina perché ne verificano quotidianamente l'utilità terapeutica.

Fonte: SIOMI , Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata

Giovedì, 29 novembre 2007

UN AGGUATO ALLA MEDICINA OMEOPATICA COMPLEMENTARE

Un agguato alla medicina complementare


del Sen. Paolo Rossi

Sono rimasto piuttosto perplesso e indignato circa l'articolo apparso nel «Corriere della sera» odierno (28 nov. 2007) concernente l'omeopatia e le polemiche suscitate dall'intervento pubblicato nella prestigiosa rivista «Lancet». È chiaro con ogni evidenza che, facendosi scudo di voce così autorevole, l'analisi giunga alle conclusioni prima di dimostrarle, avvalendosi di alcuni dati - come il presunto calo nell'utilizzo delle medicine complementari in Italia e i relativi tagli al settore in Gran Bretagna - più per bisogno di rafforzare le proprie tesi che non di entrare nel merito. Non solo non si fa cenno a una prospettiva di ampio respiro al livello europeo circa la medicina complementare e omeopatica, la qual cosa tramuterebbe di fatto diversi milioni di Italiani alla stregua di semplici sprovveduti o creduloni, ma l'attacco giunge con precisione tale, rispetto ai tempi, da non poter non ingenerare sospetto: proprio nel momento in cui, anche per non esser ultimi in Europa, il Parlamento sta vagliando provvedimenti atti a riconoscere la dignità delle medicine complementari, e non per "sostituirsi" alla medicina allopatica o alla chirurgia, ma per quel che a essa pertiene nella sua area specifica di intervento. Per questo giudico l'articolo di oggi, almeno nella forma in cui è stato divulgato, un messaggio improprio e iniquo: cosa accadrebbe se giudicassimo l'efficacia di alcuni prodotti mettendola in relazione solo coi fondi elargiti per la ricerca? Mi pare, in sintesi, una tesi frettolosa, dettata da chi ha interesse a non perdere quote di mercato: l'ultima contraddizione, in ordine di tempo, di un Paese come l'Italia in cui si va avanti col freno a mano tirato, e dove le intenzioni di aprirsi a forme di liberismo e di concorrenzialità che possano incrementare conoscenza e sviluppo inevitabilmente finiscono per scontrarsi con la miopia di un'ottica corporativistica sorretta da potentati economici.

Fonte: VareseNews Sanità

Giovedì 29 novembre 2007


ORA DICIAMO BASTA

É ora di dire basta!


di Daniela Salvucci

Delegata APO Marche



Sono la Delegata dell'APO (Associazione Pazienti Omeopatici) della Regione Marche. Oramai da 18 anni mi curo con la Medicina Omeopatica e la mia storia è simile a quella di tanti altri pazienti che hanno deciso di curarsi con questo metodo di cura, non solo perché insoddisfatti dei risultati ottenuti con la Medicina tradizionale, ma soprattutto perché hanno riscontrato nel metodo omeopatico il vero "prendersi cura" della persona. Ho letto sul Corriere della Sera del 28 Novembre u. s. l'articolo, a firma di Margherita De Bac, dal titolo: «E' provato, l'omeopatia è inutile» «Solo un placebo, effetti collaterali inattesi», dove la giornalista riportava i contenuti di una pubblicazione uscita sull' ultimo numero della rivista scientifica inglese "The Lancet" del 17 novembre scorso. In tale pubblicazione l'autore ha affermato che "i pazienti che si curano con l'Omeopatia sono tutti affetti da effetto placebo". Contenuti per nulla nuovi, perchè già trattati con identici "studi di ricerca", usciti sulla stessa rivista nel 2005 e ampiamente confutati da APO Italia sul proprio sito web. Son tornata a sentirmi una "paziente" che di pazienza ne ha e ne ha avuta tanta; sia quando il "superscienziato" di Superquark ha diffamato, senza alcuna competenza, questa Medicina; sia quando il Consiglio Nazionale di Bioetica ha "bocciato" le nove discipline riconosciute dalla FNOMCeO (Federazione Nazionale dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri); sia ancora, quando Garattini (noto farmacologo) ci ha definiti, ultimamente, "adepti" e mi sono detta: è ora di dire basta! Noi "popolo dei granuli" - ci hanno definito così e sono ben 12 milioni gli italiani che si curano con l'omeopatia - siamo considerati "diversi"; non siamo visti, ma "svisti" da tutti, perché o non fanno caso alla nostra esistenza - le Istituzioni ci ignorano non tutelandoci - e quindi siamo "invisibili"; o ci attaccano dicendo che siamo visibilmente incoscienti e, di conseguenza, dobbiamo difenderci dagli attacchi di chi ci considera "sciocchi e creduloni". Da paziente omeopatica ho sofferto, lottato, gridato, soffocato, nascosto; in questi diciotto anni ho difeso la medicina omeopatica e, tuttora, mi trovo ancora a combattere contro pregiudizi inveterati. Ho scritto un libro (uscito il 28 agosto e che ha per titolo: "La similitudine in omeopatia, cura dell'Anima e del Corpo nei racconti di una paziente"), perchè penso sia più facile lasciar che "altri" non credano a ciò che vedono, piuttosto che convincerli che ciò che stanno vedendo sia la "verità". Ma oggi aggiungo: è ora di dire basta! Non è giusto che continuamente si attacchi con infamie una medicina che ci cura da oltre 200 anni; a nome dei pazienti "tutti", al di là degli interessi che portano tali persone a screditare l'omeopatia, voglio affermare fortemente che la Medicina è UNA, quella che guarisce.

Fonte: APO Italia, Associazione Pazienti Omeopatici

Venerdì, 30 novembre 2007

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