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lunedì 22 ottobre 2018

Nuova nomina in Hexagon S&I: Hexagon, leader in soluzioni tecnologiche per la sicurezza pubblica, potenzia il team italiano

Da Hexagon Safety & Infrastructure: un modello di Safe City sempre più smart
 
Prende sempre più piede il progetto di diffusione del modello Safe City di Hexagon Safety & Infrastructure. Con l'obiettivo di rispondere alla domanda sempre più alta di soluzioni safety e security efficienti per fronteggiare situazioni emergenziali complesse, l'azienda, leader in soluzioni tecnologiche per la sicurezza pubblica e la protezione di infrastrutture critiche, potenzia il team italiano.
Per agire con rapidità ed efficacia in situazioni di calamità naturali, grossi incidenti a infrastrutture critiche, attacchi terroristici e malfunzionamenti, le organizzazioni che hanno il compito di gestire la sicurezza pubblica necessitano di soluzioni Smart Public Safety all'avanguardia.  
Hexagon Safety & Infrastructure, azienda leader specializzata in soluzioni tecnologiche per la sicurezza e la protezione di infrastrutture critiche, propone a tal proposito un vero e proprio modello di Safe City e potenzia il team in Italia. Entra infatti a far parte del gruppo Glauco Galati nel ruolo di Public Sector Manager. Precedentemente Central Public Sector in Vodafone Italia, Galati, che vanta una consolidata esperienza nella fornitura di soluzioni complesse alla pubblica amministrazione locale e centrale, riporterà direttamente al Country Manager Angelo Gazzoni.
"Hexagon intende rispondere strategicamente alla domanda crescente di soluzioni più efficienti di sicurezza per fronteggiare situazioni emergenziali sempre più complesse" commenta Angelo Gazzoni. "Anche in Italia il trend di richiesta di protezione da parte di enti, aziende ed organizzazioni è infatti in decisa crescita ed è forte la necessità di ottimizzare sia le risorse e le fonti di informazioni disponibili che la capacità di utilizzare al meglio le nuove tecnologie, pertanto l'ingresso di Glauco Galati in azienda rappresenta un tassello fondamentale nella realizzazione della nostra strategia sul mercato nazionale."
Il punto di forza del modello Safe City proposto da Hexagon si basa sull'integrazione di tecnologie, risorse e processi operativi finalizzati alla cooperazione tra soggetti, all'aumento della resilienza della città e alla sua capacità di reagire rapidamente a situazioni di emergenza. L'obiettivo è migliorare la qualità e l'efficienza della gestione delle emergenze nella loro totalità, consentendo di non disperdere gli sforzi e incrementando il coordinamento tra gli operatori delle forze di sicurezza pubblica e di tutti gli attori che incidono sul funzionamento della città stessa, ovvero chi gestisce trasporti, multi-utility, telecomunicazioni, ma anche pubblica amministrazione, ospedali, scuole e grandi aziende.
Attiva nel mercato italiano e leader mondiale nel suo campo, Hexagon Safety & Infrastructure, divisione dell'azienda Hexagon AB, offre soluzioni innovative nell'ambito della sicurezza pubblica, gestione e protezione delle infrastrutture basate su tecnologie geospaziali in grado di fornire benefici significativi in termini di efficienza e capacità operative.
Le tecnologie Hexagon vengono utilizzate da diverse realtà in tutto il mondo tra cui: la Polizia Bavarese che gestisce in modo unificato le forze di polizia della regione; il numero unico delle emergenze (911) di Washington DC e di New York City; la Polizia della regione dell'Uttar Pradesh in India che gestisce 200 milioni di cittadini e 100 mila chiamate al giorno; la Provincia Autonoma di Bolzano che gestisce in modo integrato ambulanze, protezione civile e vigili del fuoco. 
Il sistema di risposta alle emergenze di Hexagon è utilizzato anche nel tunnel ferroviario ad alta velocità del San Gottardo che, con i suoi 57 chilometri, è il più lungo al mondo.
Informazioni su Hexagon
Hexagon è leader mondiale di soluzioni digitali che creano ecosistemi connessi autonomi (ACE), ambienti dove i dati sono connessi senza interruzioni attraverso la convergenza del mondo fisico con il digitale e l'intelligenza artificiale è integrata in tutti i processi.

Le soluzioni di Hexagon, specifiche per i diversi settori, sfruttano l'esperienza del dominio nelle tecnologie di sensori, software e data orchestration per creare delle realtà intelligenti digitali (Smart Digital Realities™) che migliorano la produttività e la qualità di applicazioni di produzione, infrastrutture, sicurezza e mobilità.

La divisone Hexagon Safety & Infrastructure di Hexagon fornisce software per città smart e sicure migliorando le prestazioni, l'efficienza e la resilienza dei servizi fondamentali.

Hexagon (Nasdaq Stockholm: HEXA B) ha circa 19.000 impiegati in 50 paesi ed un fatturato di circa 3.5bn EUR.

venerdì 20 aprile 2012

Infracom Italia partecipa al Med.it 2012 con il Progetto STeP, connettività per la Salute


Connettività per la salute, il teleconsulto strutturato interospedaliero come strumento indispensabile per diffondere il sapere. Il progetto STeP di Infracom Italia come soluzione d'avanguardia nella medicina.

Infracom conferma il suo impegno nel settore sanitario e presenta a Med.it la sua offerta tecnologica nell'ambito della sanità pubblica con il servizio di televideoconsulto nelle sue diverse articolazioni: teleconsulto neurochirurgico, teleconsulto per ictus cerebri, teleconsulto per infarto miocardico e, in fase di avvio, il teleconsulto istopatologico.
Il teleconsulto strutturato interospedaliero è uno strumento in mano ai medici che consente di trasmettere referti o analisi in digitale, agli specialisti di consultarli e trarne le diagnosi in tempi più rapidi senza spostarsi né far spostare i pazienti o attendere il trasporto della documentazione cartacea.


Già attivo dal 2006, prima con un progetto pilota, ora come servizio d'avanguardia tecnologica, il progetto Step è già una realtà e mette in collegamento diretto, grazie alla piena condivisione dei sistemi informativi diagnostici, le quattro ULSS del territorio vicentino (Vicenza, Bassano del Grappa, Thiene e Arzignano).
Tale progetto garantisce la massima sicurezza fisica e logica di tutti i dati forniti. Tutti i medici e gli specialisti che usufruiscono del servizio sono certificati e autenticati sulla piattaforma Infracom, e dotati di firma digitale necessaria per l'accesso, mentre i dati sono conservati tramite procedura di archiviazione legale sostitutiva corrispondente alla normativa di riferimento in uso.
Il progetto è basato sull’infrastruttura Infracom di Verona, ovvero sul data center di classe Enterprise di oltre 700mq con certificazione ISO 27001.
Oggi, il 19 aprile, Infracom Italia SpA sarà presente su questo tema al Med.it 2012 di Vicenza, per il convegno dal titolo “Il teleconsulto strutturato interospedaliero: stato dell’arte e innovazione”, coordinato dal Dr. Giampaolo Stopazzolo, Direttore Area Vasta tecnologie informative sanitarie, Ulss 6 Vicenza.

venerdì 17 luglio 2009

L'ecoendoscopia ai polmoni di Forlì sul settimanale Viver Sani e Belli


Ecoendoscopia ai polmoni ora a Forlì è veloce e indolore ...Rapida, precisa, molto attendibile e poco invasiva, questa tecnica fornisce immagini bidimensionali dei polmoni, "scattando" fotografie perfette e consentendo diagnosi mirate D'ora in poi i polmoni non avranno più segreti. Certo, questa può sembrare un'affermazione un po' esagerata, ma il nuovo esame disponibile all'ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì sta davvero raccogliendo i consensi di specialisti e malati. Perché l'innovativo esame, una vera novità nel nostro Paese, permette di monitorare lo stato di salute di questi organi nel modo più preciso e meno invasivo possibile. E i benefici non si fermano qui. Si usa un piccolissimo tubo II primo ecoendoscopio in Italia ha in realtà un funzion a m e n t o molto semplice.... Questo il servizio giornalistico, a cura di Flora Casilinovo, pubblicato oggi su Viver Sani e Belli N.30 a p. 36

L'ecoendoscopio di Forlì è l'unico disponibile in Italia? Per ora sì. La precisione dei risultati, poi, porta a una cura migliore, più mirata e specifica. E questo, a sua volta, riduce anche gli interventi inutili. Comunque, per avere tutte le informazioni su questo tipo di intervento, basta cliccare sul sito internet http://www.ausl/ .fo.it, o telefonare al numero 0543.735042.

mercoledì 15 aprile 2009

Un naso rosso per il sorriso di chi soffre


SALUTE. UN NASO ROSSO PER PORTARE IL SORRISO A CHI SOFFRE



Milano, 15 aprile 2009 – Appuntamento in piazza San Babila domenica 19 aprile, dalle ore 10.00 alle 19.00 per solidarietà. Torna infatti, alla sua quinta edizione, la Giornata del Naso rosso durante la quale saranno protagonisti i clown Volontari della Associazione DUTUR CLAUN VIP MILANO, membro della Federazione VIP VIVIAMOINPOSITIVO Italia Onlus, e il loro impegno per promuovere la Missione della Gioia con stand, spettacoli, intrattenimenti e per raccogliere fondi a favore dei Volontari clown di corsia e del Progetto di prevenzione rivolto a bambini e adolescenti a rischio e Carceri Minorili.

Verranno distribuiti oltre 70.000 nasi rossi il cui ricavato andrà a favore di tre importanti progetti: uno di clownterapia per la popolazione terremotata dell'Abruzzo, un secondo, "Clown In Corsia", di formazione per i volontari che settimanalmente operano in 90 ospedali italiani, in case di riposo e comunità per disabili, per rallegrare e portare gioia a bambini, adulti e anziani; infine "Circostanza", il circo in una stanza, progetto di prevenzione e integrazione multietnica attraverso laboratori permanenti di comicoterapia e arti circensi rivolti ad adolescenti a rischio in aree di disagio. Il progetto si svolge in carceri minorili, scuole a rischio di periferie cittadine, sul territorio nelle zone a maggiore immigrazione.

"E' ormai riconosciuto – ha detto l'assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna - che il buon umore e il ridere aiuta chi si trova a dover affrontare una malattia, di qualsiasi genere. La serenità infatti sostiene il soggetto, giovane e meno giovane, ad affrontare meglio la propria patologia e la permanenza in luoghi chiusi e spesso, purtroppo, spersonalizzanti. Per questo l'assessorato alla Salute del Comune di Milano patrocina questa quinta edizione della Giornata del Naso rosso, per dimostrare vicinanza e partecipazione per un'attività di volontariato che si propone di diffondere una cultura del "vivere in positivo"".

La festa si svolgerà in contemporanea in 34 piazze d'Italia coinvolgendo tutte le Associazioni Vip e i 2.400 volontari clown che trascineranno grandi e bambini in spettacoli, truccabimbi e truccadulti, magia, giocoleria, mimo, gags, mostre di disegni e giochi adatti a tutte le età.

I clown volontari della Federazione VIP –VIVIAMOINPOSITIVO Italia Onlus sono un gruppo di persone che hanno come obiettivo quello di portare la gioia ed il sorriso "con un naso rosso, camice colorato e tanta allegria" nei luoghi dove regna tristezza e sofferenza. I volontari infatti si definiscono "Missionari di gioia" attraverso lo "spirito clown". Nel loro passato hanno contribuito a riportare allegria e speranza nelle corsie d'ospedale, nelle Case di Riposo, nei Paesi in via di sviluppo, in quelli in guerra, con performance di giocoleria, improvvisazioni teatrali, cercando di ridare ottimismo a bambini ed adulti.

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Redazione del CorrieredelWeb.it
www.CorrieredelWeb.it

domenica 21 settembre 2008

PREVENZIONE NELLA REUMATOLOGIA INFANTILE


Gruppo ARG (Artrite Reumatoide Giovanile) Istituto Ortopedico Gaetano Pini

ANMAR Associazione Nazionale Malati Reumatici - Onlus Milano

INVITO - COMUNICATO STAMPA

26 settembre 2008

L'IMPORTANZA DELLA

PREVENZIONE NELLA REUMATOLOGIA INFANTILE

Inaugurazione del Primo Ambulatorio Nazionale Interdisciplinare di Immunopatologia Oculare nell'ambito del Progetto UVEITE

Aula Magna - Istituto Ortopedico Gaetano Pini - Via Pini 9 - Milano

PROGRAMMA Ore 11.30-15.00

    • Ore 11.30 - 12.00: Spazio per interviste e riprese dell'ambulatorio
    • Ore 12: Benvenuto del Direttore generale, dott. Amedeo Tropiano
    • Introduzione del prof. Flavio Fantini, direttore del Dipartimento di Reumatologia dell'Istituto Ortopedico G. Pini
    • Scopi del Progetto UVEITE: dott.ssa Valeria Gerloni, responsabile UOS Reumatologia Infantile, Istituto Ortopedico G. Pini
    • Come realizzare il Progetto UVEITE: dott. Giulio Modorati e dott.ssa Elisabetta Miserocchi, Immunopatologia Oculare Ospedale San Raffaele, Milano

    - Considerazioni conclusive: sig.ra Rita Moneta, responsabile Gruppo ARG

    - Ore 13: Rinfresco

    - Ore 14: Concerto della band "Ezio Zingrini group"

"L'inaugurazione del primo ambulatorio nazionale interdisciplinare di Immunopatologia Oculare all'interno del nostro Centro di Reumatologia Infantile" dice il dott. Amedeo Tropiano, Direttore Generale dell'Istituto Ortopedico G. Pini, "testimonia il nostro continuo impegno per una sanità di qualità. E' una ulteriore conferma che la nostra Struttura ospedaliera, è un punto di riferimento riconosciuto a livello nazionale ed internazionale" anche per la Reumatologia Infantile.

"L'ambulatorio sarà operativo dal 29 settembre," sottolinea la dott.ssa Valeria Gerloni, responsabile UOS Reumatologia Infantile, Istituto Ortopedico G. Pini e promotrice del Progetto UVEITE, "e al suo interno si effettueranno visite oculistiche mirate a questa patologia tramite esame biomicroscopico con lampada a fessura (LAF), un processo rapido e indolore, indispensabile per la diagnosi precoce e la prevenzione del danno oculare causato dalla patologia reumatologica. Sarà la prima struttura a livello nazionale in grado di offrire, sia in fase diagnostica che terapeutica, l'indispensabile approccio interdisciplinare a questa patologia".

Il nuovo ambulatorio di Immunopatologia Oculare - messo a disposizione dalla Direzione dell'Ospedale e ubicato al 1° piano del monoblocco B - rappresenta il primo obiettivo del Progetto UVEITE ed è stato realizzato grazie all'intenso lavoro del Gruppo ARG dell'Istituto stesso (Artrite Reumatoide Giovanile), che raccoglie molti amici e sostenitori, con il contributo dei quali sono stati acquistati gli strumenti base per l'allestimento.

"L'uveite", spiega la dott.ssa Valeria Gerloni, Referente medico Gruppo ARG e responsabile U.O.S. di Reumatologia Infantile del Gaetano Pini, "è l'infiammazione dell'uvea (membrana che avvolge internamente l'occhio, nella quale scorrono i vasi sanguigni) e può colpire entrambi gli occhi. La causa più frequente di uveite nel bambino è proprio l'Artrite Reumatoide Giovanile (ARG), una grave patologia autoimmune, cronica e sistemica. Riunire in un'unica sede le competenze e gli strumenti necessari ad effettuare una diagnosi tempestiva è fondamentale per i più piccoli e gli adolescenti malati di ARG, che hanno difficoltà motorie aggravate da dolore articolare (e che spesso provengono da altre regioni), per evitare i danni irreversibili che possono condurre anche alla cecità".

"Il Progetto UVEITE è un esempio concreto degli sforzi di interdisciplinarietà medico-scientifica", sottolinea il prof. Giovanni Peretti, direttore scientifico dell'Istituto Ortopedico G. Pini "e intende, unificando gli accertamenti diagnostici in una singola sede, collaborare con università, centri di ricerca e altri ospedali per una continua attività di monitoraggio, diagnosi precoce e assistenza interdisciplinare".

Inoltre il Reparto di Reumatologia Infantile ogni anno organizza anche seminari e corsi di aggiornamento e formazione in questo ambito per medici e specializzandi universitari ed è diventato fulcro di approfondimento medico-scientifico per queste patologie. "E' importante una diagnosi precoce e corretta" dice il prof. Flavio Fantini, direttore del Dipartimento di Reumatologia dell'Istituto Ortopedico G. Pini, "Le malattie reumatiche rappresentano una delle maggiori cause di disabilità nel bambino ed è per questo che l'attività dei Centri di riferimento Nazionale di Reumatologia Pediatrica, quali il nostro, è in costante aumento. Allo scopo di fornire prestazioni più efficaci, è stata avviata, infatti, negli ultimi anni una riorganizzazione interna dell'attività di Reumatologia Pediatrica con: attivazione di un day hospital; creazione di ambulatori di differente livello; elaborazione e applicazione di procedure diagnostiche e terapeutiche standardizzate (linee guida); monitoraggio telematico (tel., fax, e-mail) dei pazienti in cura. Tale riorganizzazione ha l'obiettivo di fornire prestazioni di un sempre più elevato livello qualitativo e quantitativo, di ridurre fino ad abolire le liste d'attesa, e quindi di fornire alla domanda dell'utenza, crescente per quantità e tipologie diverse, una risposta in tempo reale, di ridurne i disagi e di migliorare in definitiva la qualità dell'efficacia assistenziale".

La riorganizzazione dell'attività di reumatologia pediatrica si è basata sui principi dell'evidence based medicine, sull'imprescindibile necessità etica di fornire una corretta e tempestiva risposta, diagnostica e quindi terapeutica, sulla necessità di evitare inutili sprechi di risorse e contenere i costi, avvalendosi delle metodologie, delle tecniche diagnostiche più appropriate e meno invasive possibili e delle terapie più appropriate.

R.S.V.P.

    Sito Internet Istituto Ortopedico G. Pini: www.gpini.it

    Ufficio stampa Istituto Ortopedico G. Pini tel cell. 338.9282504

    e-mail cinziaboschiero@yahoo.it – cinziaboschiero@gmail.com

giovedì 15 maggio 2008

ABIO: festa di beneficenza

Nuovo appuntamento con i volontari dell'Associazione per il Bambino In Ospedale

"Giochiamo con ABIO", giornata di solidarietà e divertimento

Domenica 18 Maggio, dalle 10 alle 19 presso il circolo/parco "Il Boschetto" via di Soffiano, 11 Firenze

Domenica 18 Maggio ABIO Firenze (Associazione per il Bambino In Ospedale) Onlus invita per il 3° anno consecutivo genitori, bambini, amici e parenti alla "Festa ABIO 2008", un modo divertente di stare insieme e conoscere chi fa volontariato aiutando i bambini meno fortunati. La festa comincerà alle ore 10 al circolo/parco "Il Boschetto" in via di Soffiano, 11 e scorrerà fra animazione, giochi, palloncini, burattini, simpatici omaggi, bontà culinarie e tanto altro, fino alle ore 19. La giornata si svolgerà in un locale al chiuso con sbocco sul giardino quindi avrà luogo anche in caso di maltempo.

L'evento, organizzato dai volontari ABIO, rappresenta un'occasione per passare tutti insieme una giornata all'insegna del divertimento, rivolgendo un pensiero speciale ai bambini ricoverati e alle loro famiglie, aiutando inoltre a raccogliere i fondi necessari a sostenere l'attività dell'associazione.

I volontari di ABIO ( associazione a carattere nazionale ) sono impegnati da oltre 30 anni nell'attività di umanizzazione dell' ospedale e "sdrammatizzazione" dell'impatto che bambini e famiglie vivono al momento dell'ingresso nelle strutture ospedaliere.

A Firenze ABIO opera presso l'ospedale pediatrico Meyer, dove la numerosa affluenza di piccoli pazienti e delle loro famiglie rende sempre più necessario l'intervento di nuovi volontari.

La "Festa ABIO 2008" si svolgerà in una delle zone verdi più belle di Firenze ( quindi in caso di bel tempo le famiglie potranno fare anche una bella passeggiata ) e darà la possibilità ai volontari dell'associazione di portare il loro lavoro e la loro passione tra la gente, al di fuori delle strutture ospedaliere. Quest'anno la festa coinvolge anche i negozianti di quartiere, che hanno deciso di contribuire numerosi con gadgets e omaggi.

Tanto divertimento e tanti intrattenimenti impegneranno grandi e piccini domenica 18: giochi per tutte le fasce d'età, dall'allestimento di uno spazio morbido per i più piccoli alla "scuola di palloncini", passando per l'animazione e la merenda, senza dimenticare brevi interventi dedicati all'associazione e al ruolo del volontario ABIO in ospedale. Per l'occasione sarà preparato anche un punto ristoro per il pranzo e la merenda, dove saranno regalati simpatici gadget. La festa riserverà anche tante novità, tra cui un divertente spazio 'trucca bimbi', una mostra di disegni dei piccoli del Meyer e tanti altri giochi creativi.

L'appuntamento con la Festa di ABIO è per domenica 18 maggio a partire dalle 10 presso il circolo/parco "Il Boschetto" in via di Soffiano 11.


Ufficio stampa: Laura Tabegna

Tel. 347.7583014 Lau.tab@libero.it

domenica 11 maggio 2008

Laura Tussi: "Il lavoro della cura nelle istituzioni"

"Il lavoro della cura nelle istituzioni"
  di Laura Tussi

Uno studio sull'istituzionalizzazione del paziente psicotico e le problematizzazioni delle relazioni di setting transferali.


Progetto, gruppi e contesti nell'intervento psicologico.

A cura di Marta Vigorelli.

Prefazione di Antonello Correale.

Edizioni Franco Angeli. 

L'equipe di psichiatria prevede un modello antropologico e relazionale della malattia rispetto a quello biologico. Nel modello gruppale in ambito istituzionale è necessario che la psicanalisi diventi capacità di ascolto. L'approccio sociologico di Durkheim e Basaglia considera la psicanalisi non come tecnica, ma come atteggiamento mentale. Solo così si verifica la reciproca integrazione tra psicanalisi e psichiatria. Se le istituzioni costituiscono un insieme di ruoli e di rapporti, la legge che li regola è rappresentativa della vita stessa delle istituzioni, in un insieme di esperienze collettive volte a perpetuarsi e stabilizzarsi. Le istituzioni prevedono un processo di formazione e produzione di elementi mentali e affettivi nel tempo.

Nell'approccio socioanalitico, Jacques e Menzies Lyth sostengono che le istituzioni hanno una funzione di protezione dell'individuo dalle angosce depressive e persecutorie, depositi di proiezioni e identificazioni con un'utile azione sociale nelle istituzioni. Secondo Fornari ogni istituzione si struttura intorno a fantasmi basici originari, con valori, forme, norme di comportamento dei membri dell'istituzione stessa ricondotti a una determinata base fantasmatica.

Nel modello di campo del gruppo e delle istituzioni, il campo istituzionale secondo Kurt Lewin e la psicologia della Gestalt, indaga risultanti complessive delle forze emergenti nel campo. Il gruppo è un organismo in movimento su vettori di affettività. L'area di operazione è un luogo attraversato da percorsi e sedi di incontro e intreccio e confronto di tali forze. Bion si muove su teorizzazioni, Lewin considera il gruppo un complesso ideativo e rappresentativo collegato a comportamenti collettivi. La simbiosi tra individuo e gruppo costituisce una fantasia fusionale tra campo del gruppo e individui collegati da identificazioni proiettive, da cui il campo del gruppo risulta continuamente alimentato. Il campo si trasforma nella fase e sulla base del gruppo di elementi provenienti dai membri. Nel piano sincretico del campo istituzionale, Bleger individua una stretta affinità tra strutture costitutive del setting e sostitutive e quelle istituzionali, dove l'istituzione rappresenta una relazione regolata da norme condivise. Con il piano affettivo e il campo istituzionale, Bion individua  il gruppo e il gruppo degli assunti di base: la vita dei gruppi come attraversata da polarità e dicotomie tra il gruppo di lavoro e il gruppo degli assunti di base. Il gruppo di lavoro determina e detiene la gestione attenta e patente delle emozioni che dilagherebbero altrimenti nella collettività. Nel nucleo ideativo e emotivo si aggiungono speranze messianiche. L'équipe e la malattia, nel rapporto gruppo e singolo, vedono il singolo membro portatore di un atteggiamento e di una modalità di intervento che non corrisponde al gruppo di appartenenza. Il consumo di energie psichiche legato alla frattura tra gruppo e individuo, alla rottura dei canali emotivi, ideativi, culturali che legano il singolo operatore al gruppo, sviluppano un rapporto molto stretto tra il gruppo dei curanti e il campo psichico del portatore della malattia. L'accoglimento del paziente esercita una precisa richiesta di intervento in un insieme complessivo di bisogni, affetti, fantasie in parte riconoscibili. In ambito istituzionale la richiesta di intervento risulta indefinita e globale. L'accoglimento tende a travalicare il setting terapeutico proposto. Il campo d'équipe studia l'impatto che ha indotto il nucleo emozionale portato dal paziente e dalla malattia. La corrispondenza tra il piano affettivo e il piano pratico e operativo vanno indagati adeguatamente. Considerare la malattia e il gruppo è una scelta necessaria per l'ambito di indagine, ossia l'ambito del campo mentale del paziente e il campo del gruppo dei curanti. Il termine malattia possiede un veicolare alone emozionale di stati d'animo, stati mentali con potere angosciante, depersonalizzante e distruttivo. Con i gruppi integrati di terapia, in molti servizi di salute mentale è invalsa l'abitudine di attivare i gruppi di operatori che collaborano alla cura di uno stesso caso. Invece si attribuisce importanza al rapporto centrale tra il curante e il paziente dove si presentano vicissitudini del mondo interno con una loro leggibilità. Il gruppo integrato presenta capacità di coordinamento, autoriflessione e fiducia, ma presenta difficoltà nelle situazioni per la complessità e il contesto in cui il paziente non può programmare il suo processo trasformativo. Secondo l'approccio dei modelli sistemici, nel piccolo gruppo ogni membro ha una funzione specifica. Una funzione infermieristica, non solo assistenziale, ma mentale. La turbolenza è il termine per descrivere la fenomenologia patologica con la presenza di uno stato di rottura dei contenitori mentali usuali. Il curante può contenere in sè le esplosività di tali stati mentali per elaborare un atteggiamento emotivo adeguato alle circostanze. Per l'impossibilità del paziente a tollerare la separazione dal gruppo istituzionale, il gruppo dei curanti deve subire una violenza controllata. La debole identità e la turbolenza sono un campo di forze per cui il paziente sente cambiamenti mostruosi nel proprio sè. Winnicott identificava agonie primitive nel vissuto totale della persona di cui la capacità di tenersi sveglio, vivo e partecipe è data dal curante. Il setting nell'istituzione crea l'isomorfismo, per cui la carica emotiva del paziente rende impossibile il setting terapeutico significativo e stabile. Il contesto istituzionale induce un effetto infiltrante nel rapporto terapeutico, inducendo profonde modifiche. Le fantasie del paziente risultano condizionate dal campo istituzionale, tramite le operazioni mentali del paziente che mettono in gioco il campo stesso. Nella terapia in ambito istituzionale si verifica una fenomenologia patologica angosciante e perturbante. Kaes utilizza il termine isomorfismo per cui un membro del gruppo sovrappone un proprio apparato mentale a quello del gruppo, imponendo elementi mentali e affettivi in cui il gruppo e l'individuo risultano indistinguibili in una zona muta e silenziosa nella mente degli operatori. L'investimento transferale consiste in una fenomenologia di aspettative e pretese del paziente nei confronti del terapeuta. L'atteggiamento del paziente si manifesta in una sorta di grandiosità di richieste d'aiuto magiche, irriducibili ad un piano realistico, in fantasie di dipendenza incontrollata.

Bleger individua fantasie di percezione nelle istituzioni quale luogo di sensazioni, di esperienze corporee e mentali, stratificate in un ambito condiviso, nel transfert con il luogo indistinto dell'istituzione.

Il gruppo istituzionale detiene una funzione di trasformazione e di contenimento evolutivo del paziente cronico che non riesce ad affrontare da solo il proprio ambiente di vita. Il fenomeno della cronicità si manifesta in un'ipertrofia angosciante della sfera del corpo e dei suoi bisogni. L'individuo in cui predominano parti psicotiche manifesta ipertrofia della sensorialità, dell'aspetto fantastico e immaginativo della mente e debolezza dell'attività mentale. Il nucleo esplosivo emotivo pone il rischio continuo di annientamento e frammentazione identitaria. Il processo di cronicizzazione prevede la mutilazione di aspetti mentali, affettivi e relazionali. Il campo del gruppo nel rapporto ospedaliero vede nei reparti psichiatrici affrontata la crisi acuta in un'ottica non cronicizzante, ma orientata al reinserimento del paziente nel suo contesto. La crisi costituisce un momento altamente drammatico e dirompente per cui il proposito curativo si pone l'intenzione di evitare livelli elevati di angoscia con effetti di inibizione e frammentazione dell'intero mondo psichico del paziente. Il problema del ricovero riguarda la modalità di instaurazione di un rapporto. La cronicizzazione è legata a modalità relazionali instaurate dentro e fuori dall'ospedale. Il ricoverato vive uno stato di depersonalizzazione con la sospensione degli elementi costitutivi dell'identità. Il paziente vive uno stato di angosciante confusione e di crisi acuta per la novità del luogo, in uno stato di perdita della lucidità, come in un vortice risucchiante. 



LauraTussi <tussi.laura@tiscali.it>


 

mercoledì 30 aprile 2008

The Children' s Hospital of Philadelphia: La terapia genica migliora la vista nei malati di retinopatia congenita

The Children's Hospital of Philadelphia: La terapia genica migliora la vista nei malati di retinopatia congenita



FILADELFIA - I pazienti che prima potevano appena scorgere i movimenti della mano sono stati in grado di leggere alcune righe di un tabellone da ottico

In un trial clinico condotto presso l'ospedale pediatrico di Filadelfia, alcuni ricercatori dell'università della Pennsylvania hanno usato la terapia genica per restituire la vista a tre giovani affetti da una rara forma di cecità congenita. Sebbene i pazienti non abbiano riacquistato completamente la capacità di vedere, i risultati preliminari aprono la strada a ulteriori studi per un trattamento innovativo di questo tipo di retinopatia e potenzialmente di altre.

Un'équipe internazionale guidata dall'università della Pennsylvania, dall'ospedale pediatrico di Filadelfia, dalla seconda università di Napoli e dall'istituto Telethon di genetica e medicina, anch'esso in Italia, come pure da numerosi altri istituti americani, ha comunicato oggi le risultanze in un articolo pubblicato on-line dal New England Journal of Medicine.

"Questo è il primo trial sulla terapia genica per una patologia pediatrica non fatale," ha affermato il dott. Albert M. Maguire, professore associato del dipartimento di oftalmologia della scuola di medicina dell'università della Pennsylvania e medico presso l'ospedale pediatrico di Filadelfia. Maguire e la moglie d.ssa Jean Bennett, Ph.D., professore d'oftalmologia presso la Penn University e ricercatrice senior del centro F.M. Kirby per l'oftalmologia molecolare, a sua volta parte dell'istituto oftalmologico Scheie dell'università della Pennsylvania, studiano da ormai 18 anni le retinopatie degenerative ereditarie come l'amaurosi congenita di Leber (ACL). L'ACL è un gruppo di patologie ereditarie che ledono i fotorecettori della retina fino a causare la cecità. L'azione dell'ACL comincia di solito nei primi anni di vita e porta alla cecità totale tra i venti e i trennt'anni. Attualmente non ci sono cure per questa malattia.

"I pazienti che prima potevano appena scorgere i movimenti della mano sono stati in grado di leggere alcune righe di un tabellone da ottico," ha spiegato Maguire. Nel 2001, Bennett e Maguire avevano fatto parte dell'équipe che era riuscita attraverso la terapia genica a restituire la vista a cani
affetti dalla stessa forma di cecità congenita non artificialmente indotta.

Lo studio è sponsorizzato dal centro per le terapie cellulari e molecolari dell'ospedale pediatrico di Filadelfia, diretto dalla d.ssa Katherine A. High. La d.ssa High, una delle responsabili dello studio nonché ricercatrice presso l'istituto medico Howard Hughes, è stata tra le prime ricercatrici ad occuparsi di studi clinici sulla terapia genica per le malattie ereditarie, e nel 2005 ha avviato una collaborazione con la d.ssa Bennett e il suo gruppo al fine di tradurre i promettenti risultati sugli animali in uno studio clinico.

Gli scienziati hanno usato un vettore - un virus adenoassociato geneticamente modificato - per trasportare una versione normale del gene, denominato RPE65, che viene mutato in una forma di ACL. I tre pazienti, rispettivamente di 19, 26 e 26 anni di età, hanno ricevuto la terapia genica tramite una procedura chirurgica eseguita dal dott. Maguire tra l'ottobre 2007 e il gennaio 2008 presso l'ospedale pediatrico di Filadelfia, presso il cui centro per le terapie cellulari e molecolari (CCMT) è stato creato il vettore genico.

A partire da due settimane dopo le iniezioni, tutti e tre i pazienti hanno riportato un miglioramento della vista nell'occhio in cui era stata praticata l'iniezione. "I test standard sulla vista hanno mostrato un miglioramento significativo nei pazienti," ha affermato il dott. Alberto Auricchio, uno dei responsabili dello studio presso l'istituto Telethon di genetica e medicina (TIGEM) e l'Università Federico II di Napoli. I ricercatori hanno indicato inoltre che ciascun occhio iniettato è diventato circa tre volte più sensibile alla luce, e ciascuno è migliorato rispetto all'occhio non iniettato, che in precedenza aveva mostrato una funzione migliore.

Il vettore della terapia genica contro l'ACL non è parso causare infiammazioni della retina o altri effetti collaterali di natura tossica. Uno dei tre pazienti ha riportato un effetto avverso, vale a dire un forellino nella retina non tale da incidere sulla vista e che potrebbe essere stato dovuto all'intervento, piuttosto che agli effetti biologici del gene terapeutico o del vettore usato per trasportarlo.

I pazienti reclutati nello studio fino ad oggi sono stati identificati dal dipartimento di oftalmologia della Seconda Università di Napoli, un istituto dalla lunga tradizione nello studio di pazienti affetti da retinopatie ereditarie, sotto la supervisione della d.ssa Francesca

I test sono continuati per un periodo di sei mesi dopo la somministrazione del vettore della terapia genica. Un paziente si è mostrato in grado di muoversi meglio in un percorso a ostacoli rispetto a prima dell'iniezione. I pazienti hanno mostrato inoltre un minor nistagmo, un movimento oculare involontario comune nell'ACL. Nel caso del paziente che ha riportato un miglioramento della vista anche nell'occhio non iniettato, i ricercatori avanzano l'ipotesi che la riduzione del nistagmo possa aver recato beneficio a entrambi gli occhi.

"Il trial clinico continuerà con altri pazienti come pure attraverso il follow-up di quelli già sottoposti a terapia," ha affermato la d.ssa Bennett. "Ci aspettiamo miglioramenti più pronunciati se la terapia sarà intrapresa nel periodo infantile, prima che la malattia abbia avuto il tempo di progredire."

"Questo risultato è importante per l'intero campo della terapia genica," ha commentato il dott. High, già presidente dell'associazione americana della terapia genica. "Il trasferimento genico è oggetto di trial clinici da oltre 15 anni, e nonostante abbia un ottimo curriculum in termini di sicurezza, gli esempi di effetti terapeutici sono ancora relativamente pochi. I risultati di questo studio offrono una prova obiettiva del miglioramento della capacità di percepire la luce, e gettano così le fondamenta per studi futuri su questa e altre retinopatie."

I tempi per il passaggio dalle scoperte precliniche ai trial clinici sono sempre stati piuttosto lenti nel caso della terapia genica a causa del tipo di conoscenze richieste, che vanno dalla comprensione approfondita della patologia che si vuole curare al saper progettare, realizzare e valutare dal punto di vista preclinico i vettori genici. La complessità degli iter di controllo a livello sia federale sia locale è un'altra fonte di difficoltà. Attraverso il centro per le terapie cellulari e molecolari (CCMT), l'ospedale pediatrico di Filadelfia ha saputo sviluppare un know-how mirato e notevoli risorse per facilitare la transizione della terapia genica dal laboratorio al lettino d'ospedale.

Gli scienziati del gruppo che si occupa di vettori clinici del CCMT hanno un'esperienza più che trentennale nell'industria biofarmaceutica e nel 2007 si sono aggiudicati una commessa dell'istituto sanitario nazionale per la produzione di vettori adatti all'applicazione clinica in tutti gli Stati Uniti, a dimostrazione delle grandi capacità in questo campo. Il supporto specializzato del CCMT per le problematiche normative legate alla terapia genica coordina le approvazioni dei trial da parte di diversi comitati scientifici ed etici, gestisce le attività di studio in tutte le sedi cliniche, e assicura il rispetto degli standard di qualità internazionali per quanto riguarda l'esecuzione, il monitoraggio e la rendicontazione dei trial.

Il trial clinico è stato sponsorizzato dal centro per le terapie cellulari e molecolari dell'ospedale pediatrico di Filadelfia, che ne è stato anche il principale finanziatore. Il supporto alla ricerca è venuto dalle seguenti istituzioni: dipartimento di oftalmologia della università della Pennsylvania; F.M. Kirby Foundation; Foundation Fighting Blindness; Research to Prevent Blindness; Macula Vision Foundation; Paul and Evanina Mackall Foundation Trust presso l'istituto oftalmologico Scheie; Rosanne H. Silbermann Foundation; Fondazione Italiana Telethon; Associazione Italiana Amaurosi Congenita di Leber; National Center for Research Resources; Howard Hughes Medical Institute; National Eye Institute (National Institutes of Health) ed inoltre da benefattori privati e da un donatore anonimo che desidera promuovere la medicina pediatrica sfruttando al massimo il potenziale della terapia genica.

Informazioni sull'ospedale pediatrico di Filadelfia: Il Children's Hospital of Philadelphia è il primo ospedale pediatrico degli Stati Uniti per fondazione (1855). Grazie all'impegno di lunghissima durata in favore dell'eccellenza terapeutica e della formazione delle nuove generazioni di professionisti della cura pediatrica, come pure al ruolo guida svolto in numerosi importantissime iniziative di ricerca, l'ospedale ha promosso diverse scoperte che hanno migliorato la vita di bambini e ragazzi di tutto il mondo. Il suo programma di ricerca pediatrica è tra i maggiori del Paese, e occupa il terzo posto per quanto riguarda i finanziamenti da parte degli istituti sanitari nazionali. Gli esclusivi programmi dell'ospedale di cura famigliare e servizio al pubblico hanno fatto di questo istituto - in grado di ospitare 430 pazienti - uno dei principali sostenitori del benessere di bambini e adolescenti.

Informazioni sul centro per le terapie cellulari e molecolari
dell'ospedale pediatrico di Filadelfia: Il Center for Cellular and Molecular Therapeutics è stato fondato nel 2005 con l'intento di promuovere un approccio multidisciplinare allo sviluppo di nuove terapie cellulari e geniche per la cura di malattie infantili gravi e debilitanti. Il centro conduce una ricerca di assoluta avanguardia su trasferimento genico, regolazione dei geni, scoperta genetica, biologia delle cellule staminali, modelli sperimentali delle patologie, e correzione delle malattie genetiche. In linea con la missione di ricerca dell'ospedale pediatrico, che consiste nel trasformare le intuizioni scientifiche in un miglioramento delle terapie mediche, il centro ha la capacità necessaria a sostenere il passaggio rapido dai promettenti risultati di laboratorio alla pratica clinica, attraverso strutture per la produzione di vettori genici di livello clinico e un supporto specializzato per le problematiche normative che si occupa della progettazione e della realizzazione di trial clinici per classi innovative e complesse di agenti e metodi terapeutici.

Informazioni sul dipartimento di oftalmologia e l'istituto oftalmologico Scheie della scuola di medicina dell'università della Pennsylvania: Lo Scheie Eye Institute è il dipartimento di oftalmologia dell'università della Pennsylvania. Le sue dieci divisioni cliniche comprendono una divisione di oftalmologia pediatrica ospitata dall'ospedale pediatrico di Filadelfia. Il dipartimento di oftalmologia ospita inoltre il centro F.M. Kirby di oftalmologia molecolare, fondato nel 1994 in seguito a un generoso finanziamento della Fondazione F.M. Kirby, che non ha mai fatto mancare in questi 14 anni il suo sostegno alle attività di ricerca del centro stesso, che è stato tra l'altro il primo centro di biologia molecolare a sviluppare una terapia genica per le cause ereditarie della perdita della vista. Il centro F.M. Kirby è sede dei laboratori di sette dei ricercatori che studiano la biologia cellulare e molecolare delle patologie oculari e della funzione visiva. Tra gli studi attualmente condotti dal centro vi sono la valutazione dei meccanismi patogeni e di genetica molecolare coinvolti nelle malattie del nervo ottico e nelle retinopatie e degenerazioni maculari ereditarie; studi sulla biologia cellulare delle ciglia dei fotorecettori; delineazione dei meccanismi che sottendono alla risposta luminosa di bastoncini e coni; scoperta dei geni alla base di disturbi complessi e monogenici; sviluppo di metodi per monitorare in modo non invasivo la funzione retinica e visiva in modelli animali e umani; e la progettazione di nuovi metodi di rappresentazione immaginografica delle
cellule retiniche.

Il dipartimento di oftalmologia (istituto oftalmologico Scheie) dell'università della Pennsylvania è un leader a livello mondiale nella cura dei pazienti e nella ricerca su occhio e vista. Nel 2006, anno a cui risalgono i dati più recenti, l'istituto Scheie è risultato essere il principale destinatario di fondi sulla ricerca oftalmologica da parte dell'istituto oftalmologico nazionale (che fa parte dell'organizzazione National Institutes of Health) tra tutti i dipartimenti oftalmologici degli Stati Uniti. Attualmente l'istituto oftalmologico nazionale sta finanziando un trial clinico randomizzato presso 46 sedi per la valutazione delle strategie terapeutiche contro la degenerazione maculare negli anziani, uno studio coordinato dall'istituto Scheie.

Informazioni sull'istituto Telethon di genetica e medicina (TIGEM): Il TIGEM è un punto di riferimento nazionale e internazionale per le malattie genetiche umane. Esso fu creato nel 1994 dalla Fondazione Telethon, una delle maggiori organizzazioni no-profit italiane, al fine di promuovere la ricerca finalizzata alla diagnosi, alla cura e alla prevenzione delle malattie genetiche umane. La missione del TIGEM è di comprendere i meccanismi alla base delle malattie genetiche e sviluppare strategie preventive e terapeutiche. L'istituto è cresciuto in modo notevole dalla sua fondazione. Esso dispone ora di una sede largamente ristrutturata, e comprende 13 gruppi di ricerca indipendenti con oltre 170 membri, compresi studenti iscritti a corsi di perfezionamento o programmi post-dottorato, tecnici e personale amministrativo. L'ambito delle attività scientifiche svolte al TIGEM comprende tre aree principali: disturbi dello sviluppo, errori congeniti del metabolismo e malattie ereditarie degli occhi. Gli approcci di ricerca comprendono biologia cellulare, genomica funzionale, biologia dei sistemi e terapia genica. Il TIGEM offre programmi di formazione nella genetica medica e umana, in collaborazione con università nazionali e internazionali come la British Open University. L'attività di ricerca condotta al TIGEM è supportata da strutture dedicate alle funzioni tecnologiche più avanzate come pure alle funzioni ausiliarie per l'assistenza a casa.

Informazioni sull'istituto medico Howard Hughes (HHMI): L'Howard Hughes Medical Institute è un'organizzazione di ricerca medica che figura tra i più importanti istituti filantropici degli Stati Uniti e che svolge un ruolo di primissimo piano nella promozione della ricerca biomedica e dell'istruzione
scientifica nel Paese. Negli ultimi due decenni l'istituto ha investito oltre 8,3 miliardi di dollari USA per attività di supporto, formazione e istruzione degli scienziati più creativi e promettenti degli Stati Uniti. Il programma di punta dell'istituto per la ricerca biomedica si fonda sulla convinzione
che sono gli scienziati di maggiore talento, impegno e immaginazione coloro che faranno le scoperte biologiche fondamentali per il miglioramento della salute umana, a patto che siano offerti loro le risorse, il tempo e la libertà necessari ad affrontare i problemi più complessi. I 298 ricercatori
dell'istituto HHMI, selezionati attraverso rigorosi concorsi nazionali, comprendono 12 premi Nobel e 122 membri dell'accademia nazionale delle scienze. Fondato nel 1953 dall'aviatore e industriale Howard R. Hughes, l'istituto medico Howard Hughes ha sede a Chevy Chase, nel Maryland, e occupa oltre 2.600 addetti a livello nazionale.

Gela: Movimento Polo Oncologico

Gela: Movimento Polo Oncologico, Manifestazione a Palermo per l'apertura dell'Oncologia Medica a Gela.


Sotto il Sole della Capitale della Regione Siciliana a Palermo, i rappresentanti del Movimento Polo Oncologico di Gela Crocifisso Moscato e Maurizio Cirignotta, hanno organizzato alle ore 10.00 del 29 aprile un sit-in di protesta davanti all'assessorato alla Sanità Regionale, in piazza Ottavio Ziino. Presente per la parte Politica solo il consigliere provinciale Vincenzo Pepe,mentre i tre Onorevoli Regionali neo eletti erano assenti.

Oggetto della protesta ,la mancata apertura del reparto di Oncologia Medica nell'ambito del nascituro Dipartimento di Oncologia di 2° livello interaziendale Gela-Caltagirone presso la locale Az. Ospedaliera Vittorio Emanuele di Gela. Le lamentele dei rappresentanti si sono rivolte alle istituzioni regionali che ad oggi continuano a mantenere in una città come Gela, già dichiarata ad alto impatto ambientale fin dal 1985 ,solo un servizio di Oncologia Medica che non risulta essere operativo nelle 24 ore. I malati oncologici. infatti lamentano ogni giorno disagi insopportabili dovuti anche al fatto che dopo la chiusura del servizio sono in balia della speranza.

Ci chiediamo perché, dice il presidente, un reparto di Oncologia già potenzialmente operativo, almeno nella sua struttura, debba essere funzionalmente inutile per la mancanza di personale medico ed infermieristico dedicato. Nell'ambito del dipartimento, inoltre, cade la spada di damocle relativa alla variante di P.R.G, oggi al vaglio del consiglio comunale di Gela, che deve cambiare la destinazione d'uso dell'Ospizio Marino.

Un atto determinante che non deve avere colori politici, commenta Maurizio Cirignotta, in quanto utile alla costruzione della Radioterapia con i fondi già assegnati dal Ministero della Salute, secondo quanto previsto dalla legge 67/88 all'art. 20.

I manifestanti dopo il sit-in sono stati ricevuti dalla Dott.ssa Marcella di Benedetto responsabile del servizio "Personale degli Enti sanitari" che resasi disponibile al colloquio ha spiegato lo stato dei fatti che ad oggi non gli permette di avere risorse finanziarie integrative per l'applicazione del piano di rientro 2007-2009.

A questo punto il segretario Maurizio Cirignotta ha lanciato la proposta di operare con le risorse già esistenti ,vista l' interaziendalità del dipartimento, che consentirebbe di utilizzare personale Medico in comune con Caltagirone dove il Reparto è già operativamente funzionale nelle 24 ore e nell'ambito dello stessa Oncologia Medica .

La proposta resasi fattibile dalla dirigente sarà portata al vaglio del nuovo assessore alla sanità a cui il movimento chiederà un incontro verso la fine di Maggio.

Inviato da: Maurizio Cirignotti

cirignottamaurizio@alice.it

giovedì 13 marzo 2008

Giornata mondiale del rene: oggi 13 marzo 2008

Oggi è la giornata mondiale del rene


È rivolta ai cittadini, ed in particolare ai familiari dei pazienti nefropatici, l'edizione 2008 della Giornata Mondiale del Rene, indetta dalla Società Italiana di Nefrologia in collaborazione con la Fondazione Italiana del Rene con l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulle malattie renali e sulle possibilità della loro prevenzione.

Quest'anno l'iniziativa assume alcuni aspetti peculiari e innovativi e prevede:

L'allestimento di due postazioni - una in Piazza Re Enzo a Bologna (dalle ore 9 alle ore 18) e una in Piazza della Libertà a Porretta Terme ( dalle ore 11 alle ore 15) - , dove personale medico ed infermieristico dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna e dell'Azienda Usl di Bologna, insieme ai Volontari di numerose Associazioni e della Croce Rossa Italiana, oltre a fornire informazioni sulla prevenzione delle patologie del rene, sottoporrà tutti i cittadini interessati a uno screening gratuito per le malattie renali che prevede la misurazione della pressione arteriosa e l'esame di un campione di urine.
Nelle postazioni sarà allestita una sezione specifica di Prevenzione Nefrologica in età pediatrica a cura della Sezione Nefrologica della U.O. di Pediatria dell'Ospedale Maggiore - Azienda USL di Bologna.

All'interno dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna:
  • l'Unità Operativa di Nefrologia, Dialisi ed Ipertensione diretta dal Dott. Antonio Santoro (Padiglione 1 Palagi, secondo piano) attiverà un punto di ascolto presso il quale i parenti, consanguinei, dei nefropatici potranno prenotare gratuitamente i due esami più importanti per lo studio dei reni: l'esame delle urine e il dosaggio della creatinina nel sangue. La prenotazione potrà essere eseguita personalmente o telefonicamente al n. 334 2714747 dalle 8 alle 16;
  • l'Unità Operativa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto diretta dal Prof. Sergio Stefoni (Padiglione 15 S.Orsola, secondo piano) raccoglierà - anche telefonicamente al n.0516364062 - presso la Sezione Dialisi dell'U.O. le richieste con i nominativi dei parenti consanguinei interessati ad eseguire nei giorni successivi gli accertamenti previsti dall'iniziativa.
  • Presso le due Unità Operative sarà inoltre distribuito materiale informativo sulle malattie renali e sull'insufficienza renale con la presenza di personale medico ed infermieristico in grado di rispondere alle domande del pubblico.
I risultati degli esami eseguiti saranno poi comunicati ai Medici Curanti con le indicazioni opportune.


Per informazioni:
Letizia Maini, Ufficio Stampa Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, Tel. 0516361230

lunedì 10 marzo 2008

Memorial Bruna Guida. Serata benefica a Matera il 10/03/08

Presentata la Serata Benefica di raccolta fondi
in memoria di Bruna Guida

Si terrà a Matera il 14 marzo prossimo e sarà finalizzata a sostenere il servizio di Ematologia del Presidio Ospedaliero "Madonna delle Grazie" di Matera



Lunedì 10 marzo 2008. Si è svolta stamane, presso il Circolo Culturale La Scaletta di Matera, una conferenza stampa di presentazione della "Serata benefica di raccolta fondi in memoria di Bruna Guida" finalizzata a potenziare il Servizio di Ematologia del Presidio Ospedaliero "Madonna delle Grazie" di Matera. La famiglia della compianta Bruna Guida, funzionario della Prefettura di Matera, venuta a mancare lo scorso dicembre, ha deciso di organizzare, con l'aiuto di numerosi sostenitori pubblici e privati, un evento musicale e teatrale finalizzato alla raccolta di contributi a sostegno della iniziativa solidale. Ecco il testo integrale dell'intervento di Vincenzo Silvano, organizzatore della serata:

"Mia madre ha lottato per dieci anni contro un linfoma, con coraggio e determinazione. La nostra famiglia, da sempre sensibile al problema delle malattie ematologiche, ha deciso di farsi promotrice di una iniziativa volta alla sensibilizzazione verso questo tipo di patologie che purtroppo colpiscono ogni giorno un numero sempre maggiore di persone.

L'iniziativa nasce dalla decisa volontà di favorire il miglioramento delle condizioni di vita delle persone affette da queste terribili malattie. A questo scopo, abbiamo pensato di contribuire a potenziare il Presidio di Ematologia dell'Ospedale "Madonna delle Grazie" di Matera.

Il nostro progetto - che oggi vi presentiamo - riguarda la possibilità di favorire l'ampliamento del servizio di Ematologia tramite la realizzazione di due camere sterili, che consentiranno di effettuare l'autotrapianto di midollo osseo, e l'attivazione di stanze dedicate alla degenza ordinaria , che si aggiungeranno al servizio di day hospital.

Per favorire la raccolta fondi, abbiamo deciso di organizzare, per il prossimo venerdì 14 marzo 2008, presso l'Auditorium "Raffaele Gervasio" di Matera, una serata di beneficenza, il cui ricavato sarà interamente devoluto alla sezione dell'AIL - Associazione Italiana contro le Leucemie - linfomi e mieloma, di Matera. La serata prevede una serie di eventi musicali e di animazione di differente estrazione: dal concerto della "Blues Brass Band", agli sketch di Antonio Montemurro e del suo Talia Teatro, alle esecuzioni musicali di Dom King David (in molti lo ricordano ancora come il cantante Nico de "I Giganti") e della cantante lirica Francesca Pipitone dell'Associazione "Lucania Arte Teatro". La serata sarà presentata dal noto attore barese Gianni Ippolito, molto familiare al pubblico materano per i suoi trascorsi televisivi. La variegata composizione della squadra che darà vita alla serata benefica dimostra che, in presenza di una causa

oggettivamente partecipata, non è difficile trovare nel prossimo i sentimenti di amicizia e affetto indispensabili per ottenere il risultato atteso, insieme ad una fattiva e qualificata cooperazione.

La realizzazione dell'iniziativa benefica non sarebbe stata possibile senza il supporto del Presidente del Consiglio della Regione Basilicata, della Banca Meridiana e della Banca Popolare del Materano che hanno versato i contributi più consistenti; del Sindaco dell'Amministrazione Comunale, che ha concesso il patrocinio all'iniziativa, e del Direttore Generale dell'ASL 4 di Matera, che ha condiviso il progetto e si è impegnato, tra l'altro, ad attivare la degenza ordinaria; il concreto aiuto di Antezza Tipografi.

Non nascondo che è nostro desiderio dare a questa iniziativa una cadenza annuale, affinché si moltiplichino le occasioni di sensibilizzazione verso il mondo della sofferenza, insieme alle tante altre attività che - a vario titolo e da più parti - già sono pensate per il medesimo scopo.

I biglietti d'ingresso della serata sono sin d'ora disponibili presso il negozio "Restauri In", in Via Don Minzoni 28 a Matera; infine, sul sito internet http://www.ricordandobrunaguida.it/, sono disponibili tutte le informazioni per prender parte all'iniziativa solidale. Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrete dedicare a questo progetto."

Anche il Direttore Generale della Banca Meridiana, Armando Bressan, non ha voluto far mancare il suo contributo:

"Banca Meridiana è una banca di territorio - sottolinea il Direttore Generale di Banca Meridiana, Armando Bressan - e, in quanto tale, non poteva non sostenere un progetto di tale importanza. Aver contribuito all'attivazione di una camera sterile per autotrapianto nel Presidio ospedaliero "Madonne delle Grazie", è stato per noi un pregio che valorizza la comunità di Matera, dando sostegno a quanti ne hanno bisogno.

Banca Meridiana fa parte di un gruppo - il Gruppo Veneto Banca - che ha una struttura federale, grazie alla quale ogni singola realtà è sovrana nell'area in cui opera ed ha l'obiettivo di creare valore per soci, dipendenti e territorio, mettendo l'etica e la relazione con il cliente al centro della sua attività.

E il progetto che abbiamo sostenuto è la dimostrazione di quanto si vuole essere perfettamente coerenti con gli obiettivi che ci siamo dati e per questo l'abbiamo scelto tra i tanti che ogni giorno ci vengono sottoposti. Ci auguriamo che questa partecipazione contribuisca a rafforzare il nostro ruolo di banca di riferimento per la regione".


Informazioni:

Vincenzo Silvano
Via Lupo Protospata, 92
75100 Matera
Mobile +39 348 5257537


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Tel. 0835/331871
Fax 0835/337607
Mobile 348 8515452

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mercoledì 5 marzo 2008

Da Firenze macchinario per ospedale San Giovanni Battista Rm


Arrivano dalla Toscana i fondi per l'acquisto di un macchinario per l'ospedale San Giovanni Battista

Da Firenze a Roma per un gesto di solidarietà… maltese

Un macchinario medico sarà donato questo venerdì all'Ospedale San Giovanni Battista dell'Ordine di Malta a Roma da un imprenditore toscano.

Firenze, 5 marzo. La cerimonia di donazione, che si terrà alle 12.30 presso l'ospedale romano alla presenza del Direttore Sanitario Adriano Micci, si colloca a conclusione di un evento benefico che ha portato a Firenze il meglio della cultura maltese, fatta di arte, turismo, enogastronomia e solidarietà.

Durante la manifestazione, ideata ed organizzata lo scorso gennaio dall'imprenditore fiorentino Niccolò Ricci, la meravigliosa isola di Malta ha fatto bella mostra di sé e delle sue ricchezze, portando a Firenze le opere di Victor Agius, uno dei più noti artisti maltesi, e lo chef Victor Borg, erede della grande tradizione culinaria maltese, che ha deliziato i presenti con le sue creazioni.

Il tutto a far da cornice alla raccolta di fondi per dotare il San Giovanni Battista di un nuovo elettrocardiografo destinato ai pazienti della struttura gestita dall'Associazione Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta, da oltre 35 anni punto di riferimento nella neuroriabilitazione e nella cura dei cerebrolesi.

"In seguito alla visita che lo scorso dicembre ha visto Papa Benedetto XVI donare conforto ai pazienti dell'ospedale San Giovanni Battista a Roma - spiega Niccolò Ricci - è nata in me la volontà di prendere ad esempio l'attività solidale svolta dall'Associazione Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta, con l'organizzazione a Firenze di un evento benefico. Numerosi nel nostro paese, sono i presidi sanitari che vedono i volontari particolarmente attivi nel donare soccorso ai malati e ai sofferenti".

Ufficio Stampa:
Wega Comunicazione

Joselia Pisano - Roberta Capanni - Tel. 055/582428 Cell. 340/3669793 338/1026566 - redazione@wegacomunicazione.it


Open Archive di Ortopedia e Reumatologia

Presentato oggi a medici, ricercatori, operatori del settore medico-scientifico , in un incontro organizzato in Aula Magna , presso l'Istituto Ortopedico Gaetano Pini, l'OAdOR- Open Archive di Ortopedia e Reumatologia, progetto svolto nell'ambito di SBBL-Oasil Open Archive per la Sanità in Lombardia.

Questo "Open Access," dice il prof Giovanni Peretti, Presidente della Direzione Scientifica dell'Istituto Ortopedico Gaetano Pini,"è un modulo sperimentale di archivio informativo, realizzato dal Polo Scientifico Ortopedico Reumatologico del nostro Istituto a cui sono associati anche gli IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi e Politecnico San Donato. Raccoglie lavori di ricerca medico-scientifica relativi a : ortopedia, traumatologia, reumatologia, riabilitazione e a tutte le discipline affini. Si tratta di uno strumento innovativo di lavoro e di consultazione, di aggiornamento continuo on line, rapido ed esaustivo che mancava in Italia. Colma una lacuna e sicuramente sarà per medici ed operatori sanitari regionali di massima utilità".

OAdOR nasce in ambito SBBL(Sistema Bibliotecario Biomedico Lombardo) un sistema, un network fondato nel 1994 con legge regionale per la condivisione e il trasferimento on line dell'informazione biomedica e sanitaria in Lombardia, dalla fonte direttamente alla postazione del medico o dell'operatore sanitario.

"La diffusione della cultura medico-scientifica," dice il dott. Amedeo Tropiano, Direttore generale dell'Istituto Ortopedico Gaetano Pini, "si avvale delle nuove tecnologie con soluzioni come OAdOR che sono specialistiche, fanno parte di Oasil, e sono tese a migliorare , disciplina per disciplina, la fruibilità dei dati sulle cure e sui nuovi risultati della ricerca medico-scientifica in un'ottica di trasparenza, di apertura e di massima efficienza del settore sanitario regionale".

L'archivio è stato presentato nelle sue funzioni di ricerca e spiegato analiticamente nelle sue logiche di costruzione, dinanzi ad un pubblico di esperti, di operatori del settore, di medici e ricercatori.


Ufficio stampa Istituto Ortopedico Gaetano Pini
E.C.Partners tel 3389282504 email cinziaboschiero@yahoo.itcinziaboschiero@gmail.com

lunedì 3 marzo 2008

Ospedale Avezzano: natura e Orso “Mappamondo” tra i bambini

La natura e l'Orso "Mappamondo" tra i bambini dell'ospedale di Avezzano


Dalla collaborazione tra Pnalm e Scuola in ospedale "L'Arcobaleno" è nato il progetto "Anche il mondo ha la febbre". L'Orso "Mappamondo" parla di cambiamenti climatici con i degenti di pediatria.

Nel quadro della collaborazione instaurata tra il Pnalm e la Scuola in ospedale "L'Arcobaleno" del Circolo Didattico "Giovanni XXII" di Avezzano, si stanno sviluppando interessanti programmi didattici che quest'anno hanno portato per la prima volta, la natura e l'orso "mappamondo" nel reparto di pediatria dell'ospedale di Avezzano.

Si tratta del progetto denominato "Anche il mondo ha la febbre – I cambiamenti climatici nella vita dell'uomo e degli animali". Un laboratorio ludico-didattico che ha rappresentato gli effetti del riscaldamento del Pianeta attraverso le storie della natura raccontate dai protagonisti interpretati dalle Guide del Parco.

I piccoli degenti hanno affrontato il lungo viaggio di una gocciolina ricostruendo a fumetti il ciclo dell'acqua. E, ancora, la vita e i comportamenti degli animali interpretati da "l'Orso Mappamondo", personaggio ideato appositamente per il progetto. "Mappamondo", in una serie di sketch, ha illustrato gli effetti dei cambiamenti climatici sul comportamento del mondo animale, a cominciare dal letargo, ormai frammentato, dalle stagioni invernali sempre più miti. Dispensando consigli utili sull'adozione di comportamenti eco sostenibili, Mappamondo ha chiesto agli allievi di aiutarlo ad abbassare la temperatura del Globo, attraverso i compiti contenuti nella "scatole delle promesse".

Oltre ai piccoli degenti, agli incontri hanno preso parte anche i compagni che siedono regolarmente in classe.
La scuola in ospedale costituisce un servizio scolastico a tutti gli effetti, erogato nel caso in cui la patologia non prevede, al termine del periodo di ospedalizzazione, il rientro a scuola. Per il Parco si tratta di un'attività sperimentale, realizzata per la prima volta per un tipo di pubblico disagiato per il quale, in futuro, l'Ente curerà con particolare attenzione attività e programmi ludico-didattici, al fine di rendere la natura sempre più fruibile anche per chi vive situazioni di disagio.

La gioia e la curiosità manifestate dai piccoli pazienti durante gli incontri hanno consentito di alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, e rendere più sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario.
Il termine del progetto è previsto per il prossimo mese di marzo con un lungo viaggio nel misterioso modo degli insetti.


per maggiori informazioni: WHO'S WHO IN ITALY
Liala Scanavini
0717572181
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